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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA - FACOLTÀ DI ARCHITETTURA *A.A. 2010/2011 CdL ARCHITETTURA UE LSF_ PROGETTAZIONE URBANA SOSTENIBILE - “Scenari Sostenibili per Contesti Mutevoli” - PROGETTAZIONE SOSTENIBILE - Prof.ssa Arch. C. NAVA

4. È possibile costruire in modo solidale?

U NIVERSITÀ DEGLI S TUDI M EDITERRANEA DI R EGGIO C ALABRIA - F ACOLTÀ DI

SOE KER TIE HOUSE

Progettista: TYIN tegnestue Destinazione d’uso: nuovo orfanotrofio Luogo: Noh Bo, Tak, Thailand Anno: Nov 2008 - Feb 2009

Tegnestue Tyin è gestito da cinque studenti di architettura della NTNU, propongono progetti fondati sull’ampia collaborazione con i locali, e l'apprendimento reciproco. Il progetto si compone di sei unità dormitorio in modo che ogni bambino ha il proprio spazio privato, una casa in cui vivere e un quartiere dove poter interagire e giocare. Il bambù sul lato posteriore e sulle facciate è lavorato con la tecnica della tessitura, la stessa utilizzata nelle case e nell'artigianato locale. La maggior parte del bambù è raccolto in loco. La forma del consente un efficace, ventilazione naturale, e permette la raccolta dell'acqua piovana. La costruzione in ironwood è prefabbricata ed assemblata sul posto, l'uso di viti assicura precisione e resistenza. Gli edifici sono alzati da terra, su quattro fondamenta realizzate con vecchi pneumatici, per prevenire problemi di umidità e muffa nella costruzione. Questo progetto ha vinto il Premio Internazionale Architettura Sostenibile settima edizione 2010.

Bibliografia:

Gennaro Postiglione , “soe ker tie house”, in Area 106, (Set-Ott 2009 ), pp. 30-38

U NIVERSITÀ DEGLI S TUDI M EDITERRANEA DI R EGGIO C ALABRIA - F ACOLTÀ DI

THE NOMADIC MUSEUM

Progettista: SHIGERU BAN ARCHITECTS Destinazione d’uso: museo itinerante Luogo: New York, Santa Monica (L.A.), Tokio Anno: 2005-2007

È un museo itinerante, che ospita le opere del fotografo canadese Gregory Colbert. L’architetto Shigeru Ban progetta il "capannone", con i container a scacchiera, sorretto da una struttura interna di pilastri e da una doppia capriata di tubi di cartone. Il museo può assumere diverse configurazioni, montato e smontato e trasportato economicamente, in quanto le opere e il materiale è contenuto in otto container. A ogni tappa, i container vengono assemblati a secco ed i pezzi vengono caricati uno sull'altro, grazie all'impiego delle gru portuali, e sfalsati secondo un disegno a scacchiera, attraverso giunti in ferro . L'allestimento interno è costituito da materiali riciclati e riciclabili e reperibili in loco. Il museo itinerante è stato installato in aree portuali, in quanto luogo di approvvigionamento dei materiali da costruzione che, di volta in volta, vengono affittati (container) or acquistati per essere poi rivenduti (ghiaia e legno).

Bibliografia:

Giuseppe Dematteis , “Nomadic Museum”, in Lotus 140, (Dic 2009), pp. 102-105