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PADRESOLALINDE

Una foto di migranti messicani che si avviano verso il proprio viaggio sulla Bestia, il treno che li porta negli Stati Uniti.

Sopravvivere alla Bestia Il viaggio dei migranti in Messico


Q u a n d o l a s c i l a s u a c a s a a sullautobus e si diressero verso Alberto Chiquimula, in Guatemala, alle cinque ed i suoi amici. Poich non avevano di mattina del 31 luglio 2008, Alberto documenti, i tre furono portati in fondo Donis sapeva che stava iniziando uno al veicolo, dove i poliziotti presero tutti i dei viaggi pi pericolosi al mondo. loro soldi. Era una notte di pioggia ed il Come centinaia di migliaia di persone conducente li port al terminal dei bus, che avevano affrontato dove passarono la notte, q u e s t o v i a g g i o d a l La Bestia, come senza soldi n un posto Guatemala, dal Salvador e conosciuto, un dove andare. dallHonduras, Alberto e treno merci tre suoi amici presero tutto Eravamo molto confusi, utilizzato dai quello che poteva stare in non sapevamo che fare. Il migranti per un piccolo zaino ed nostro obiettivo era iniziarono un lungo viaggio raggiungere gli Stati Uniti attraversare il attraverso il Messico verso paese verso gli in ogni modo. E questo lo g l i S t a t i U n i t i , d ove scopo di ogni migrante, Stati Uniti. speravano di trovare lavoro anche se cosciente dei per aiutare le famiglie al loro ritorno a pericoli. Mi sono sentito umiliato, casa. Quel che non sapevano, per, derubato, frustrato per ci che era che avrebbero affrontato dei problemi accaduto con la polizia, che dovrebbe cos presto. Quella notte, mentre proteggere la gente, ha detto Alberto attraversavano lo stato del Chiapas nel ad Amnesty International. Il giorno sud del Messico, lautobus sul quale seguente, qualcuno parl loro di un viaggiavano venne fermato da unauto rifugio per persone in movimento. della polizia. Due poliziotti salirono Il rifugio difcile non trovare il rifugio Hermanos en el Camino Fratelli sulla strada, a Ciudad Ixtepec, nello stato di Oaxaca a sud del Messico. Il rifugio, gestito da Padre Alejandro Solalinde, si trova vicino ad una delle stazioni di uno dei pi famosi treni del continente. La Bestia, come conosciuto, un treno merci utilizzato da Eravamo molto confusi, non m o l t i migranti per sapevamo cosa attraversare il fare. Dovevamo paese nel loro raggiungere gli viaggio verso Stati Uniti in tutti i gli Stati modi Uniti. Ogni giorno uomini, donne e bambini salgono sul tetto del treno e percorrono lunghe distanze attraverso il paese, con la speranza di raggiungere il conne degli Stati Uniti. >>

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Le organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International, descrivono questo viaggio come uno dei pi pericolosi al mondo. Ogni anno migliaia di persone migranti vengono rapite, picchiate, stuprate, torturate e costrette a lavorare per gruppi criminali che predano il usso di migranti che viaggia precariamente sul treno. Molti vengono rapiti per ottenere un riscatto. Spesso i pubblici ufciali sono collusi con i gruppi criminali. Molti abusi non vengono indagati adeguatamente ed i responsabili raramente vengono incriminati. Anche chi lavora per aiutare i migranti rischia minacce e violenze. Alberto ed i suoi amici trovarono nel rifugio Hermanos en el Camino laiuto ed il sostegno di cui avevano bisogno. Non ero mai stato in un rifugio. Appena siamo arrivati, ci hanno dato del cibo, che stato molto importante perch non avevamo mangiato niente per tutta la notte ed avevamo dormito sul pavimento, non essendoci altro. Abbiamo aspettato l il treno che ci avrebbe trasportati per il resto del viaggio, ma non arriv mai e Padre Solalinde ci disse che dovevamo raccontare quello che ci era capitato, che era importante, ci ha detto Alberto. Al rifugio, Alberto ed i suoi amici hanno incontrato molti delle migliaia di migranti che, come loro, erano sopravvissuti alle violenze o erano stati testimoni delluccisione o del rapimento dei loro compagni di viaggio. Ci ha spiegato Alberto: Noi eravamo al corrente della corruzione della polizia e dei pericoli, ma non del livello di violenze che stiamo vedendo adesso. Sapevamo di furti ed estorsioni da parte della polizia, ma non di rapimenti, assassinii ed altre violenze di ogni genere. Quello che Alberto ha visto stato cos scioccante che non se ne pi andato. Da quel giorno, ha lavorato come volontario nel rifugio aiutando altri che, come lui, avevano subito violenze nel loro cammino verso ci che pensavano sarebbe stata la vita che sognavano. Adesso aiuta gli altri nelle loro principali necessit e li accompagna nella loro ricerca di giustizia, proprio come ha fatto con lui cinque anni fa Padre Solalinde. Anche se le violenze che ha subito non sono mai state indagate, Alberto mantiene la speranza. Ogni giorno ascolto storie di persone che hanno molto sofferto, proprio come me, e cerco di aiutarle, di portarle
A sinistra, Padre Alejandro Solalinde A destra, un migrante prova a saltare sullla Bestia.

allufcio del pubblico ministero per denunciare le violenze. Parlo loro dei loro diritti. Molti non vogliono denunciare le violenze; vogliono solo continuare il loro viaggio, perch sanno che questo paese molto corrotto e che non succeder niente. Impresa rischiosa In Messico, proteggere i migranti pu essere unimpresa rischiosa. Le persone che lavorano a Hermanos en el Camino e in altri rifugi hanno ricevuto minacce ed attacchi da presunti appartenenti a gruppi criminali. Sono state fatte minacce anche a persone che lavorano in altri rifugi in Messico. La situazione negli ultimi mesi arrivata ad un livello cos grave nel rifugio La 72 a Tenosique, nello stato di Tabasco, che sono state rinforzate le misure di sicurezza ed ora dei poliziotti sono in permanenza fuori dagli ingressi. Lo scorso aprile, uno di tre uomini accusati di violenze contro i migranti nella zona, stava parlando alla polizia fuori dal rifugio. I tre uomini erano stati arrestati in marzo con laccusa di estorsione e minacce di morte, sulla base di denunce e testimonianze oculari rilasciate da almeno due migranti che erano stati vittime di violenza. Ciononostante, il 6 marzo un giudice federale ordin il rilascio dei tre uomini per mancanza di prove sufcienti. Il 10 aprile, i media riferirono che i tre uomini rilasciati avevano sporto denuncia per diffamazione presso lUfcio del Procuratore Generale dello stato di Tabasco contro il direttore del rifugio La 72, Fray Toms Gonzlez, ed un attivista volontario per i diritti dei migranti, Rubn Figueroa. Come risultato, fu avviata uninchiesta penale contro di loro. La situazione dei migranti irregolari in Messico estremamente precaria. Non solo rischiano minacce, rapimenti, maltrattamenti e morte nel loro viaggio verso gli Stati Uniti, ma anche chi li aiuta e protegge corre dei rischi. necessario che le autorit messicane investano con urgenza maggior tempo e risorse per attuare piani dintervento efcaci.

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Messico, un paese senza giustizia


Il Messico, con poco pi di 117 milioni di abitanti distribuiti su un territorio che corrisponde a circa sei volte quello dellItalia, organizzato in una federazione di 32 Stati. E la 13 economia mondiale per prodotto interno lordo (PIL), ma la 64 per PIL pro capite. Il 51% della sua popolazione vive in situazione di povert. Un grande paese, ricco di risorse, ma anche di contraddizioni. Un paese che ha raticato la maggior parte degli strumenti regionali e internazionali in materia di diritti umani, ma che non riesce ad attuarli al suo interno. Un paese dove le riforme in questo campo sembrano cadere nel vuoto, mentre ingiustizia e corruzione continuano a prevalere. Il primo rapporto, pubblicato a inizio settembre 2013 dall'amministrazione del presidente Enrique Pea Nieto, n o n s m e n t i s c e, p u r t ro p p o, i l deludente approccio che anche le precedenti amministrazioni hanno avuto verso lesigenza di rafforzare il sistema di protezione dei diritti umani in Messico. A fronte di una realt fatta di gravi e diffuse violazioni, come detenzioni arbitrarie, tortura, sparizioni forzate ed esecuzioni extragiudiziali, commesse dalle forze di sicurezza e di polizia, preoccupante che in pi di 800 pagine poche siano le prove di azioni concrete adottate dall'amministrazione federale per affrontarla. Mancano misure effettive per sradicare la violenza contro le donne, per porre ne agli abusi commessi contro i migranti in transito, per risolvere i casi

NUMERI
32
Stati a Economia mondiale per PIL

13

posto per PIL pro capite.

64esimo 51%

Pi di una persona su due vive in situazione di povert.


intende realizzare, siamo di fronte ad un panorama desolante. Le attivit in esso enunciate, sono indizio di un governo che non pare avere conoscenza dei problemi che affronta, n strategia o volont per implementare le necessarie p o l i t i ch e s u i d i r i t t i u m a n i . L a precedente amministrazione del presidente Caldern si era caratterizzata per negare o minimizzare il grave livello delle violazioni dei diritti umani in Messico. Sta al presidente Pea Nieto dimostrare che non seguir la stessa strada, tenendo nel debito conto i reiterati contributi delle associazioni nazionali e internazionali per i diritti umani, cos come degli organismi intergovernativi e delle stesse vittime e delle loro famiglie.

di migliaia di persone scomparse e per porre ne all'impunit per le violazioni dei diritti umani. Nonostante l'aumento, negli ultimi anni, delle denunce di tortura e di altri maltrattamenti, il documento non fa menzione alcuna ad azioni per sradicare questa pratica. Il Messico deve affrontare gravi problematiche in materia di diritti umani, tuttavia, leggendo questo rapporto, sembra che si stia parlando di un altro paese, dove questi problemi siano marginali o inesistenti, in cui non vi sia necessit di investire adeguate risorse per affrontarli con seriet. Se questo rapporto un riesso fedele di quanto l'attuale amministrazione

Ciudad Jurez, la citt dove muoiono le donne


Ciudad Jurez la citt che incar na lo spirito della frontiera, del conne tra il nord e il sud del mondo: su una sponda del Rio Bravo c il Messico e sullaltra prospera El Paso, Texas. Nel 1993 a Ciudad Jurez cominciano a scomparire le donne. Allinizio si tratta di poche decine di ragazze, giovani, brune e operaie delle

maquiladoras, le multinazionali che delocalizzano in Messico. Le pi fortunate vengono ritrovate qualche tempo dopo, ridotte a cumuli di ossa nel deserto. Si uccidono le donne a Jurez perch si pu fare. C impunit, c una cultura machista che non educa al rispetto della donna. Non vi Stato e i cartelli del narcotrafco si scontrano per il controllo del mercato della droga e degli esseri umani. M a r i s e l a O r t i z R i ve r a ,

emblema della lotta delle Madri contro limpunit, Cittadina onoraria del Comune di Torino. Dopo essere stata pi volte minacciata di morte stata costretta a rifugiarsi con tutta la famiglia negli Stati Uniti. Da pochi mesi ha ottenuto lasilo politico e da El Paso continua la sua battaglia per la verit e la giustizia.

Una tragedia dal 1993 Da 20 anni a Ciudad Juarez continuano a scomparire donne e ragazze. Vittime del mercato dei narcotrafcanti, in uno stato che latita, sono alla merc di mercanti e criminali senza scrupoli.

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Nel 2010 la citt di Torino ha voluto esprimere cos il suo no allaviolenza di genere, in Messico come in tutto il mondo.

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Il viaggio dei migranti in Messico
Padre Alejandro Solalinde Direttore del centro migranti Hermanos en el Camino di Ixtepec, nello Stato di Oaxaca, in Messico, incontra il Sindaco Piero Fassinoe lAssessore alle Politiche delle Pari Opportunit Ilda Curti Incontro con gli studenti presso il Campus CLE, Lungo Dora Siena, 100. (Sala Lauree Rossa). Intervengono: Laura Scomparin, Universit degli Studi di Torino, delegata del Magnico Rettore; Monica Mazzoleni, Amnesty International; Padre Alejandro Solalinde in dialogo con la giornalista Lucia Capuzzi di Avvenire. Introduce e modera: Silvia Giletti Benso, Universit degli Studi di Torino Incontro con la cittadinanza presso il Cecchi Point, Via Cecchi, 17. Proiezione del documentario Los Invisibles diMarc Silver e Gael Garca Bernal. Intervengono: Carla Gottardi, Amnesty International; Padre Alejandro Solalinde in dialogo con la giornalista Lucia Capuzzi di Avvenire. Introduce e modera: Gianfranco Crua, Tavolo di Jurez.

17 00
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ore

20 30
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Mostra fotograca: Vittime invisibili. / Il viaggio dei migranti in Messico. Biblioteca civica centrale, Via della ottobre Cittadella, 5.(lun 15.00-19.55; mar-ven 8.15-19.55; sab 10.30-18.00)

11 20

Torino, tavolo per il Messico aperto a tutti


A partire da alcune iniziative, nel 2006, organizzate da Amnesty International, SUR Societ Umane Resistenti e dal gruppo teatrale Donne di Sabbia, si forma a Torino un coordinamento informale di associazioni denominato Tavolo torinese per le Madri di Ciudad Jurez. Il suo obiettivo quello di mantenere viva lattenzione delle istituzioni e della cittadinanza sulla complessa realt del Messico. La maggior parte delle iniziative si sinora concentrata sul tema del femminicidio a Ciudad Jurez ed ha sempre visto la collaborazione della Citt di Torino. Ricordiamo la performance del 2010 sotto la Mole Antonelliana, illuminata per una notte di rosa con la scritta Ni una ms, Non una di pi e il progetto d'arte pubblica dell'artista messicana Elina Chauvet Zapatos Rojos che ha riempito, nel marzo 2013, Piazza Castello con centinaia di scarpe rosse per dire basta alla violenza di genere. In prospettiva futura, il Tavolo torinese per le Madri di Ciudad Jurez ha proposto alla Citt di Torino di avviare contatti diretti con alcune delle pi serie ed attive associazioni messicane che si occupano di diritti umani, fra cui lAlbergue Hermanos en el Camino de Ixtepeq diretto da padre Alejandro Solalinde, per dare sempre pi costanza e concretezza alle intenzioni, pi volte espresse, di sostegno e di solidariet nei loro confronti

S i r i n g r a z i a n o : C e c ch i Po i n t , Associazione Nazionale Museo del Cinema, Videocommunity

Contatti e info: tavolojuarez@gmail.com Foto: Ricardo Ramrez Arriola / Amnesty International Foto: Viridian / Arscity.com Foto: Eduardo Verdugo / AP