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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
venerd 11 gennaio 2013

Unicuique suum
Anno CLIII n. 8 (46.252)
.

Citt del Vaticano

Le positive previsioni del rating


BRUXELLES, 10. Leurozona potrebbe cominciare a uscire dalla crisi del debito nel 2013: la previsione, contenuta in una nota, dellagenzia di rating Standard & Poors, secondo cui quello appena iniziato potrebbe essere un anno decisivo per leurozona e i suoi problemi. Lagenzia di rating ritiene che i prossimi dodici mesi potrebbero segnare il superamento della volatilit e della frammentazione dei mercati che si sono registrate negli ultimi anni, con il ritorno di alcuni Paesi, come Irlanda e Portogallo, a un pi sostanziale ricorso a emissioni di titoli di Stato sul mercato primario. Crediamo che la fiducia degli investitori ritorner solo se gli Stati membri continueranno a compiere progressi nel riequilibrare le loro economie, sia stabilizzando in modo strutturale il loro debito sia riducendo il deficit si afferma nella nota, che aggiunge: Siamo del parere che i costi economici e sociali di riequilibrio economico potrebbero essere pi facilmente contenuti se un pi elevato grado di coordinamento delle politiche portasse a un aggiustamento pi simmetrico, condiviso, tra il nucleo dei Paesi pi forti e quelli periferici, piuttosto che con la maggior parte degli oneri che ricadono su questultimi. Ieri, intanto, il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy al termine dellincontro con il premier irlandese Enda Kerry, in occasione dellavvio del semestre di presidenza Ue di Dublino ha dichiarato che il 2012 stato un punto di svolta nella crisi delleurozona. Quindi ha aggiunto: Il peggio dietro di noi.

In Sudan per i combattimenti nel Kordofan meridionale e nel Nilo Azzurro

Disoccupazione in drammatico aumento tra i giovani europei

Civili allo stremo


Mentre si riaccende anche il conflitto nella regione del Darfur
KHARTOUM, 10. Non hanno ancora avuto applicazione sul terreno gli impegni ribaditi nellincontro nel fine settimana scorso, nella sede dellUnione africana ad Addis Abeba, tra il presidente sudanese Omar Hassam el Bashir e quello sudsudanese Salva Kiir Mayardit per mettere in sicurezza la tormentata zona di confine e si fanno sempre pi difficili le condizioni delle popolazioni locali. Un rinnovato allarme riguardo soprattutto ai sudanesi degli Stati del Kordofan meridionale e del Nilo Azzurro, al confine appunto con il Sud Sudan, stato lanciato ieri da John Ging, coordinatore locale dellOcha, lufficio dellO nu per il coordinamento delle operazioni umanitarie. Ging ha ricordato lurgenza di avere accesso ai civili delle due regioni intrappolati dai combattimenti tra lesercito sudanese e i ribelli del Movimento per la liberazione del popolo sudanese Nord (Splm-N), considerato dal Governo di Khartoum espressione diretta dellomonima organizzazione al potere nella capitale sudsudanese Juba, che peraltro afferma di aver da tempo preso le distanze. Ging ha ammesso che nellultimo anno gli sforzi per ottenere dalle parti belligeranti accesso alle popolazioni non hanno avuto esito. Secondo il funzionario dellOnu, pi di settecentomila civili sono intrappolati e molti di loro per sopravvivere sono costretti a mangiare foglie e radici. Nel frattempo, sembra riesplodere anche laltra crisi sudanese, quella ormai decennale nella regione occidentale del Darfur, dove lesercito ha comunicato ieri di aver ucciso in battaglia trenta ribelli.

Il lavoro e le generazioni sparite


di LUCA M. POSSATI

Neve a Gerusalemme

GERUSALEMME, 10. La pi abbondante nevicata da 21 anni su Gerusalemme ha regalato una suggestiva immagine della citt imbiancata, ma ha paralizzato i trasporti

causando gravi disagi. Le autorit hanno chiuso le scuole e fermato il servizio di autobus invitando la popolazione a restare in casa.

Il Governo scarcera 2.130 detenuti politici e ottiene il rilascio di 48 cittadini iraniani nelle mani dei ribelli

Scambio di prigionieri in Siria


DAMASCO, 10. Uniniziativa diplomatica senza precedenti, che ha visto impegnati anche Turchia e Qatar, ha portato il Governo siriano a rilasciare 2.130 detenuti politici in cambio della liberazione di 48 cittadini iraniani in mano ai ribelli, che il Governo di Teheran definisce pellegrini, mentre lopposizione siriana li considera combattenti pasdaran arrivati a sostegno del presidente Bashir al Assad per reprimere la rivolta. Nel pomeriggio di ieri i 48 iraniani liberati sono giunti allhotel Sheraton di Damasco dove era a riceverli lambasciatore di Teheran, Mohammad Reza Shibani, che ha ringraziato il Governo siriano per gli sforzi compiuti per il rilascio. Loperazione stata coordinata dallorganizzazione non governativa turca Ihh, che gi lo scorso anno aveva ottenuto la liberazione di alcuni cittadini turchi, tra i quali due giornalisti, di sette iraniani e di alcuni siriani. Anche in questo caso tra i rilasciati dal regime ci sono alcuni turchi, ha detto il presidente dellIhh, Bulent Yildirim, senza scendere in particolari. La televisione di Stato di Teheran ha detto che gli iraniani liberati oggi erano stati sequestrati il 4 agosto scorso mentre viaggiavano su un pullman dallaeroporto internazionale di Damasco al mausoleo di Zainab, nipote di Maometto e sorella dellImam Hussein, meta ogni anno di centinaia di migliaia di pellegrini iraniani. La positiva conclusione della vicenda aveva suscitato in alcuni osservatori la speranza dellavvio di un dialogo tra il Governo di Damasco e i ribelli, ma le possibilit di un negoziato di pace restano scarse. Tra laltro, linviato dellOnu e della Lega Araba, Lakhdar Brahimi, ha bocciato ieri le proposte avanzate domenica dal presidente al Assad, definendo settario e unilaterale il suo discorso televisivo. Dai fronti del conflitto, intanto si susseguono notizie di nuovi orrori. Secondo i Comitati locali di coordinamento, espressione dellopposizione, unintera famiglia di cristiani che stava cercando di raggiungere il Libano sarebbe stata massacrata nella provincia di Hama, mentre unautobomba avrebbe provocato dieci morti e cinquanta feriti a Moadimiya, un sobborgo di Damasco.

reativit, innovazione, internet: i giovani europei puntano su questi tre fattori per sconfiggere una crisi che ha spazzato via dal mercato del lavoro almeno due generazioni. Coraggio la parola che ricorre di pi nei titoli dei giornali e nelle analisi dei commentatori: ci vuole infatti una buona dose di sangue freddo per sfidare un contesto, come quello attuale, segnato da difficolt globali, delle quali la politica solo in parte responsabile. C infatti, alla radice di questa crisi, anche un dato mentale e culturale ineliminabile: secondo un recente rapporto della Commissione Ue, solo il 37 per cento degli europei preferisce limprenditoria al posto fisso, la dinamica alla statica. Stima, questa, in calo rispetto al 2009, quando invece era il 45 per cento che ambiva a mettersi in proprio. Oggi la paura della bancarotta infatti il primo ostacolo allavvio di unattivit (43 per cento dei casi), seguita dallincertezza dei guadagni (33 per cento). A sottolineare che la mancanza di lavoro nelleurozona riguarda soprattutto i giovani il rapporto 2012 dellUnione europea su occupazione e sviluppi sociali. Il numero dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni che si dichiarano inattivi, cio che non hanno e non cercano un lavoro, in netto aumento. In un solo anno i disoccupati sono aumentati di 113.000 unit nelleurozona, mentre nellEuropa a ventisette di 154.000. A livello generale, si contano 26 milioni di senza lavoro, dei quali 18,8 nei Paesi della moneta unica. La Spagna il Paese in cui la disoccupazione aumentata di pi, raggiungendo, nel novembre scorso, il 26,6 per cento complessivo. Si conferma inoltre il crescente divario tra nord e sud: la situazione infatti migliore in Austria (con un tasso pari al 4,5 per cento), Lussemburgo (5,1), Germania (5,4) e Paesi Bassi (5,6). Si mantiene stabile invece il confronto tra uomini e donne: il tasso di disoccupazione femminile nelleurozona in novembre stato dell11,8 per cento e del 10,7 per cento nellUnione a ventisette. Quello maschile si assestato rispettivamente all11,7 e al 10,8.

Sul concetto di naturale

Interpreto listinto ergo sum


ROBERT SPAEMANN
A PAGINA

Malgrado i dati drammatici, la vera questione concerne il modo in cui fermare lemorragia. Finora si pensato che, in una maniera o nellaltra, la soluzione sarebbe arrivata a suon di riforme. Oggi la sensazione diffusa che la ripresa sia ancora un miraggio lontano e che la paura condizioni tutto il sistema: i consumi sono fermi, le fabbriche chiudono, le imprese falliscono. In base alle previsioni degli analisti, la disoccupazione giovanile potrebbe presto aumentare di circa quattro volte rispetto a quella degli adulti. Bisogna trovare le risorse per investire in formazione ed inclusione sociale ha ammonito il commissario Ue per lOccupazione, gli Affari sociali e lIntegrazione, Lszl Andor. Sul lavoro ha confermato il commissario improbabile che si vedranno miglioramenti dal punto di vista socio-economico nel 2013. Gli analisti sostengono che lunica strada sia quella di continuare a riformare il mercato del lavoro e i sistemi di welfare, che a causa della crisi hanno perso molta della capacit di protezione delle fasce pi a rischio. Molti politici propongono di uscire dalla spirale dando maggiore spazio alla contrattazione collettiva tra le parti sociali; altri puntano invece su un cambiamento di mentalit degli apparati aziendali; altri ancora auspicano un ripensamento del legame tra scuola e mondo del lavoro. Ma in realt, nonostante i proclami e le dichiarazioni di molti leader, proposte concrete sul tavolo non ce ne sono. Un segnale positivo invece giunto in questi giorni da Bruxelles. La Commissione presieduta da Jos Manuel Duro Barroso ha infatti varato un importante piano di incentivi alle nuove imprese, che rappresentano la principale fonte di nuova occupazione in Europa: circa quattro milioni di nuovi posti di lavoro ogni anno. Si tratta di un piano dazione destinato a sostenere gli imprenditori, con il quale Bruxelles intende sottolineare il ruolo fondamentale dellistruzione, della formazione e della tecnologia internet per far crescere nuove generazioni di imprenditori. Misure specifiche andranno a sostegno dei giovani, delle donne, degli anziani, dei migranti. Duro Barroso prevede anche lintroduzione di provvedimenti ambiziosi per favorire le start-up le imprese appena nate e la creazione di nuove aziende, per agevolare il trasferimento dei progetti aziendali, per migliorare laccesso ai finanziamenti e per dare una seconda opportunit agli imprenditori onesti dopo un fallimento. Insomma, azioni reali e non solo programmi politici.

Le credenziali del nuovo ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santit per la Diocesi di Roma, con il Vicegerente, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Filippo Iannone, Arcivescovo-Vescovo emerito di Sora-Aquino-Pontecorvo, e con gli Ausiliari, le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori Paolino Schiavon, Vescovo titolare di Trevi, Guerino Di Tora, Vescovo titolare di Zuri, Giuseppe Marciante, Vescovo titolare di Tagora, Matteo Maria Zuppi, Vescovo titolare di Villanova, e Lorenzo Leuzzi, Vescovo titolare di Cittanova, in visita ad limina Apostolorum. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Gerhard Ludwig Mller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza la Signora Slavica Karai, Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina, per la presentazione delle Lettere Credenziali. In data 10 gennaio, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Las Cruces (Stati Uniti dAmerica), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Ricardo Ramrez, C.S.B., in conformit al canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico. In data 10 gennaio, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dellEparchia di Saint-Maron de Montral dei Maroniti (Canada), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Joseph Khoury, in conformit al can. 210 1 del CCEO.

Provviste di Chiese
In data 10 gennaio, il Santo Padre ha nominato Vescovo di Las Cruces (Stati Uniti dAmerica) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Oscar Cant, finora Vescovo titolare di Dardano e Ausiliare di San Antonio (Stati Uniti dAmerica). In data 10 gennaio, il Santo Padre ha nominato Vescovo di Limerick (Irlanda) il Reverendo Sacerdote Brendan Leahy, del clero dellArcidiocesi di Dublin, finora Professore di Teologia Sistematica al Collegio di San Patrizio a Maynooth. In data 10 gennaio, il Santo Padre ha nominato Vescovo dellEparchia di Saint-Maron de Montral dei Maroniti (Canada) il Reverendo Padre Marwan Tabet, M.L., finora Consigliere Generale della Congregazione

dei Missionari Libanesi e incaricato dellUfficio dellImmigrazione e dello Sviluppo del Patriarcato Maronita.

Dalle Chiese Orientali


Il Sinodo della Chiesa Arcivescovile Maggiore Siro-Malabarese riunito a Mount Saint Thomas (Kerala - India), avendo ricevuto il Previo Assenso Pontificio, ha canonicamente eletto il Reverendo Sacerdote George Madathikandathil, Parroco di St. Marys Church, Arakuzha, allufficio di Vescovo Eparchiale di Kothamangalam dei Siro-Malabaresi (India). Il neo-eletto Vescovo succede a Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor George Punnakottil, la cui rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia era stata accettata dal Sinodo in conformit al CCEO can. 210 1.

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Nella mattina di gioved 10 gennaio Benedetto XVI ha ricevuto in udienza Sua Eccellenza la Signora Slavica Karai, nuovo Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina, per la presentazione delle Lettere con cui viene accreditata presso la Santa Sede

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LOSSERVATORE ROMANO
Verso un netto calo delle importazioni Chiesto agli Stati membri di destinare pi fondi strutturali al microcredito

venerd 11 gennaio 2013

Produzione di petrolio negli Stati Uniti ai massimi dal 1993


WASHINGTON, 10. La produzione di petrolio negli Stati Uniti ai massimi dal 1993: sette milioni di barili al giorno. E Washington stima che il numero crescer, e ci ridurr nel tempo la dipendenza dalle forniture dallestero. Il dipartimento per lEnergia prevede che nei prossimi mesi gli Stati Uniti ridurranno le importazioni nette di greggio a sei milioni di barili al giorno, la quantit pi bassa da un quarto di secolo. Questo risultato frutto della moderazione nella crescita dei consumi e, nello stesso tempo, legato al notevole incremento della produzione locale. Si stima che nel 2014 dai pozzi americani sgorgheranno quasi otto milioni di barili al giorno di greggio, pi 23 per cento rispetto alla media del 2012: e questanno previsto un balzo di circa novecentomila barili al giorno. Il merito, rilevano gli analisti, va dato anche alle sempre pi moderne tecniche di estrazione. Il greggio racchiuso in rocce argillose viene oggi estratto in grandissime quantit grazie anche alle cosiddette tecniche di perforazione orizzontale, e tramite liniezione di fluidi ad altissima pressione. Gli osservatori sottolineano che quello che sta accadendo sul fronte del petrolio negli Stati Uniti potrebbe influenzare in modo sempre pi netto le relazioni commerciali di Washington, nonch la sua politica estera. La produzione petrolifera, scrive Il Sole 24 Ore, potrebbe fornire un volano formidabile alleconomia del Paese, che gi oggi gode di un sensibile ritorno di investimenti non solo nellindustria estrattiva, ma anche in settori come la petrolchimica e la metallurgia. Nel 2008, quando Barack Obama entrato per la prima volta alla Casa Bianca, la produzione di greggio statunitense era al minimo storico di cinque milioni di barili al giorno, le quotazioni del barile si erano da poco spinte al record, vicino a 150 dollari, e tra le priorit della politica energetica statunitense vi erano la diversificazione verso fonti rinnovabili e la costruzione di un gran numero di rigassificatori. Ora il dibattito, politico ed economico, centrato sulla opportunit o meno di autorizzare lexport di idrocarburi e sulla necessit di potenziare le infrastrutture di trasporto del petrolio, oggi non di rado inadeguate.

La Commissione europea rilancia limpresa


BRUXELLES, 10. La Commissione europea rilancia limpresa. Destinare pi fondi strutturali al microcredito, tagliare drasticamente la durata e i costi delle procedure fallimentari, prevedere insegnamenti obbligatori sulle competenze imprenditoriali, finanziare le piccole e medie imprese mediante il mercato obbligazionario: sono queste alcune delle proposte contenute nel piano dazione Imprenditoria 2020 adottati ieri dalla Commissione europea e presentato dal vice presidente Antonio Tajani. Il pacchetto, allesame di uno dei prossimi consigli del settore Competitivit, dovrebbe dispiegare i suoi effetti da questanno e sulla base dellazione dei singoli Governi. La Commissione europea ritiene che con adeguati strumenti e con oculata tempistica si possa sensibilmente stimolare una domanda rappresentata da decine di milioni di aspiranti imprenditori: in questo modo si opererebbe in modo efficace e lungimirante anche sul fronte delloccupazione. La Commissione europea ha posto laccento sullesigenza che gli Stati membri destinino pi fondi strutturali al microcredito e ha indicato lopportunit di adottare misure mirate a rendere praticabile il finanziamento delle piccole e medie imprese anche attraverso il mercato obbligazionario. Bruxelles ha detto che lavorer in collaborazione con gli Stati per ridurre durata e costi delle procedure fallimentari e per facilitare le ripartenze degli imprenditori onesti. Si punta di andare oltre il target di riduzione del 25 per cento degli oneri amministrativi indicato dallo Small business act. Gli Stati, inoltre, dovranno accelerare la realizzazione del target per la creazione di unimpresa in tre giorni con cento euro e, entro il 2015, garantire il rilascio di licenze e autorizzazioni entro un mese dalla costituzione dellimpresa. Infine, il terzo capitolo del piano indica azioni specifiche per la creazione di nuove imprese da parte di donne, giovani, anziani e immigrati. Pesante il ritardo delle aziende femminili: le donne rappresentano il 52 per cento della popolazione, ma solo un terzo degli imprenditori.

Aig non far causa al Tesoro di Washington


NEW YORK, 10. Il colosso americano delle assicurazioni e dei servizi finanziari American International Group (Aig) ha deciso di non partecipare alla causa intentata da Maurice Greenberg, lex amministratore delegato della societ e uno dei maggiori investitori, contro i termini del salvataggio con cui, nel 2008, allapice della crisi dei mutui, lAmministrazione di Washington salv Aig dal fallimento. Lo scrive il quotidiano The Wall Street Journal, citando fonti ben informate. Il salvataggio di Aig rileva lagenzia Ansa cost 182 miliardi di dollari. Si tratta di un risultato nella giusta direzione, ha affermato in una nota il dipartimento al Tesoro statunitense, sottolineando che la scelta in linea con la determinazione di Aig di ricostruire la societ, ripagare i contribuenti e andare avanti.

Il nuovo ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina

Morgan Stanley prepara licenziamenti


NEW YORK, 10. Morgan Stanley sta preparando nuovi licenziamenti. Si stima che verranno eliminati 1.600 posti di lavoro nella divisione di investment banking e trading, con lobiettivo di ridurre i costi. Lo riporta la stampa americana citando alcune fonti, secondo le quali la riduzione rappresenta il 6 per cento della forza lavoro totale nella divisione interessata. Si tratta di una manovra che, valutano gli osservatori, potrebbe dare il via a una nuova ondata di tagli a Wall Street, dove le grandi banche sono impegnate a snellire le attivit per difendere le loro performance in un mercato condizionato dalle incertezze economiche e di regolamentazione. Secondo le stesse indiscrezioni met dei tagli riguarderanno gli Stati Uniti. In tutto la banca, la sesta per asset negli Stati Uniti, ha oltre 57.000 dipendenti. La prova di pressione generalizzata sul settore era gi arrivata da Citigroup. In dicembre listituto aveva annunciato leliminazione di undicimila posti di lavoro, con una riduzione concentrata nel segmento securities e servizi per le transizioni. da rilevare che Ubs ha in programma da ottobre riduzioni negli Stati Uniti pari a diecimila posti di lavoro, e Bank of America deve ancora completare un programma di ristrutturazione che ridurr lorganico di trentamila dipendenti.

Si profilano agevolazioni per i grandi istituti che operano nel mercato statunitense

Sui derivati accordo tra la Fed e le banche estere


WASHINGTON, 10. La Federal Reserve (Fed), nellambito delle dinamiche riguardanti le authority statunitensi e le regole per i derivati, potrebbe dare un prezioso aiuto alle banche straniere. La stretta su questi titoli tra i capitoli irrisolti, e pi osteggiati dallalta finanza, nella riforma Dodd-Frank, e la Banca centrale potrebbe adesso offrire alle filiali di grandi gruppi internazionali una via duscita da nuovi limiti giudicati troppi severi a operare sul mercato. La revisione in corso alla Fed sinscrive nel contesto di una pi ampia correzione di rotta su un emendamento, la Sections 716 promossa dal senatore democratico dellArkansas, Blanche Lincoln, che le stesse authority ritengono eccessivo. Nei giorni scorsi un altro organismo, lOcc del Tesoro, ha deciso di rinviare almeno fino al 2015 per tutte le banche una normativa che vieta il trading in numerosi derivati. La misura ha lintento di evitare che il trading in derivati sia mischiato ad attivit tradizionali che hanno accesso a protezioni federali, dallassicurazione sui depositi a fondi della Fed, moltiplicando i rischi. Tuttavia le autorit, nonostante le proteste di chi teme indebolimenti della riforma proprio sui titoli al centro della passata crisi, hanno da tempo considerato la Sezione 716 pi dannosa che utile. Prima ancora del rinvio dellentrata in vigore avevano gi progressivamente ristretto, con una serie di esenzioni, i segmenti di derivati nel mirino. Si stima che lottanta per cento delluniverso da oltre 650.000 miliardi di dollari dei derivati sfugga alla norma. Nel caso delle banche straniere, per, la legislazione non ha lasciato spazio a specifiche esenzioni. La Fed, osservano gli addetti ai lavori, potrebbe preparare il ricorso a una soluzione che faciliti big internazionali quali la tedesca Deutsche Bank, la francese Socit Gnral, la britannica Barclays con forte presenza nel Paese. Lidea in discussione con gli istituti esteri quella di trattare alla stregua di entit separate le loro attivit e filiali negli Stati Uniti, permettendo che una controllata agisca nei derivati mentre altre filiali preservano il diritto di accedere a prestiti agevolati dalla Federal Reserve.

Il premier giapponese approva le misure durgenza


TOKYO, 10. Il premier nipponico, Shinzo Abe, ha approvato oggi il nuovo pacchetto di misure durgenza con lobiettivo di uscire dalla deflazione. Abe ha chiesto al ministro della Rinascita economica, Akira Amari, di rendere le misure facilmente comprensibili allopinione pubblica. Il pacchetto sar esaminato domani dal Consiglio dei ministri, basandosi sui 10.300 miliardi di yen di risorse fresche messe in campo dal Governo, che superano nel complesso quota ventimila, includendo i provvedimenti precedenti e i fondi stanziati da amministrazioni locali e settore privato. Nei giorni scorsi Abe aveva sottolineato lesigenza di adottare misure adeguate a contenere linflazione rilanciando, tra laltro, il settore imprenditoriale. Il premier aveva dichiarato che occorre dare una scossa alleconomia. Il nostro obiettivo quello di contrastare lapprezzamento dello yen e di far uscire il Paese dalla deflazione ha affermato, dal canto suo, il portavoce governativo, Yoshihide Suga. Il pil giapponese previsto in crescita del 2,2 per cento, sostenuto dalle vendite di nuovi veicoli salite del 27,5 sul 2011, a 5.369.721 unit, con i sussidi pubblici per lacquisto delle cosiddette vetture ecologicamente compatibili.

Meno dollari nelle casse del Brasile


BRASILIA, 10. Nel 2012, il Brasile ha fatto registrare unentrata di 16.753 milioni di dollari statunitensi, la pi bassa dal 2008. Lo evidenzia la Banca centrale, sottolineando che nel 2011, invece, le entrate dei dollari avevano raggiunto quota 65.279 milioni. Lentrata dollari nel 2012 stata comunque inferiore alle aspettative del Governo, che temeva un crollo monetario causato dalla liberalizzazione del denaro da parte dei Paesi sviluppati, con lobiettivo di affrontare la crisi globale attraverso lo stimolo delle attivit economiche. Per questo, Brasilia ha adottato metodi per incrementare lentrata del dollaro, mentre la Banca centrale intervenuta nel mercato dei cambi comprando dollari, specialmente durante i mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio. Tuttavia, questultima misura stata sospesa appena il dollaro ha superato il suo valore reale. Secondo lagenzia brasiliana Abr, la notevole riduzione delle esportazioni, fra il 2011 e il 2012, stato il fattore che pi ha influenzato il calo delle entrate del dollaro. Nel 2012, infine, il commercio brasiliano ha registrato un saldo positivo di 8.373 milioni di dollari, contro i 43.950 milioni di dollari del 2011.

Sua Eccellenza la Signora Slavica Karai, nuovo Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina presso la Santa Sede, nata a iroki Brijeg il 18 ottobre 1975. sposata e ha due figli. Laureata in filosofia e cultura croata (Universit di Zagabria, 1999), ha ricoperto i seguenti incarichi: capo dellufficio management della Banca Auro di Mostar (1999-2000); capo del settore marketing della Banca Auro di Mostar (2000-2001); capo dei settori business internazionale e analisi del mercato presso la Banca Ipotecaria Alpe-Adria a Mostar (2001-2006); ambasciatore in Argentina, Cile, Per e Uruguay, con sede a Buenos Aires (20062007); consigliere del ministro delle Finanze (2008-2011); consigliere del primo ministro (20112012). A Sua Eccellenza la Signora Slavica Karai, nuovo Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina presso la Santa Sede, nel momento in cui si appresta a ricoprire lalto incarico giungano le felicitazioni del nostro giornale.

La Sony alla guerra dello smartphone


NEW YORK, 10. Sony ha deciso di puntare sempre di pi sugli smartphone ed pronta a sfidare il dominio sul mercato mondiale di Apple e Samsung. La nuova strategia stata lanciata ieri dal numero uno del gruppo giapponese dellelettronica, Kazuo Hirai, convinto che la divisione Sony Mobile Communications abbia gli asset necessari per entrare nella rosa dei primi tre maggiori produttori mondiali di cellulari di ultima generazione. Sony ha appena presentato il nuovo smartphone Xperia Z, pronto a competere con liPhone di Apple e il Galaxy di Samsung. Il nuovo prodotto dovrebbe arrivare sul mercato nel primo trimestre di questanno. Hirai ha assicura che ora il gruppo ha tutti gli ingredienti per acquisire la quota di mercato che crediamo di meritare. Anche il responsabile marketing di Sony, Steve Walker, si detto convinto che il risultato sar raggiunto. La decisione di Sony rischia cos di scaldare ancora di pi la battaglia per il controllo del mercato, al quale potrebbe affacciarsi anche Facebook con il lancio di un Facebookfonino. Apple, da parte sua, si prepara a raccogliere la sfida di Sony. E lo fa lavorando a un iPhone low cost, che dovrebbe somigliare al modello standard, ma senza essere di alluminio come lattuale. La sfida di un iPhone pi accessibile al grande pubblico ora pi pressante per Apple, che ha visto scendere al 14,6 per cento la propria quota sulle consegne globali di smartphone nel terzo trimestre 2012, in calo rispetto al picco del 23 per cento del quarto trimestre 2011.

Lo slogan del gruppo elettronico giapponese (Afp)

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venerd 11 gennaio 2013

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Per sorvegliare i gruppi armati

LOnu vuole impiegare droni in Nord Kivu


KINSHASA, 10. Il dipartimento per il mantenimento della pace dellOnu ha chiesto al Consiglio di sicurezza di consentire luso di droni di sorveglianza nella Repubblica Democratica del Congo per controllare la parte orientale del Paese e in particolare il Nord Kivu, la mai davvero pacificata regione in cui da diversi mesi i ribelli del Movimento del 23 marzo (M23) hanno riacceso il conflitto civile. Secondo il capo del dipartimento, Herve Ladsous, lintroduzione dei droni sarebbe una svolta decisiva nella crisi. necessario adottare misure di sicurezza pi imponenti, ha detto Ladsous, in una intervista ripresa da Al Jazeera. Alla richiesta si subito opposto il Rwanda, attualmente membro del Consiglio di sicurezza, il cui Governo stato pi volte accusato in rapporti dellOnu di aver sostenuto i ribelli congolesi. Nel frattempo, non sono ancora ripresi i negoziatii tra il Governo di Kinshasa e lM23, organizzati nella capitale ugandese Kampala dalla Conferenza internazionale della regione dei Grandi Laghi (Cirgl). I colloqui avrebbero dovuto riprendere gi dal 4 gennaio, dopo uninterruzione di due settimane per le festivit di fine anno. Nel fine settimana scorso, il ministro della Difesa ugandese, Crispus Kiyonga, che guida la mediazione della Cirgl, ha incontrato separatamente i responsabili delle due delegazioni, ma da allora non si hanno notizie in merito alla ripresa del negoziato. A sbloccare lo stallo non ha contribuito neppure lannuncio fatto marted di un cessate il fuoco unilaterale da parte dellM23. Ne prendiamo atto, ma si tratta soltanto di una concessione fatta da persone che tendono a non fare quello che dicono. Siamo curiosi di sapere il perch di questannuncio, ha commentato Lambert Mende, il portavoce dellEsecutivo di Kinshasa guidato dal presidente Joseph Kabila. Esponenti dellopposizione congolese citati dalla Misna, lagenzia internazionale delle congregazioni missionarie, hanno invece parlato di un gesto ragionevole, pur sottolineando che lM23 non aveva altre scelte. La decisione dei ribelli non altro che il frutto di serrate pressioni della comunit regionale e internazionale, ha detto alla Misma Jason Luneno, deputato dellUnione per la nazione congolese, originario proprio del Nord Kivu. Luneno ha altres invitato il presidente ad aprire in tempi brevi un dibattito nazionale inclusivo per stilare un piano di uscita dalla crisi e di sviluppo di una Nazione alla deriva. La situazione in Nord Kivu resta intanto drammatica. Fonti locali della Misna contattate nel capoluogo Goma da dove la Cirgl aveva imposto allinizio di dicembre allM23 di ritirarsi hanno riferito di un clima ancora molto incerto, e della persistente presenza in citt di decine di elementi dellM23 che hanno lasciato luniforme. Miliziani stazionerebbero alle porte di Goma e di notte entrerebbero in citt, rendendosi responsabili di furti e saccheggi.

In Angola un vertice sui conflitti nel continente


LUANDA, 10. Si aperto ieri nella capitale angolana Luanda lincontro annuale degli ambasciatori stranieri, le cui conclusioni verranno integrate nelle strategie di politica estera del Paese. Fra gli obiettivi di questo incontro c anche quello di contribuire a prevenire e risolvere i conflitti soprattutto in Africa, oltre che far s che lAngola sia soggetto attivo nel processo di stabilizzazione di un ordine giusto e democratico in Africa e nel mondo, ha dichiarato il ministro degli Esteri angolano, Georges Chikoti, nel discorso di apertura dellincontro. A margine dellincontro, il ministro ha parlato anche dei conflitti riaccesi nel 2012 in Paesi come la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica Centroafricana. Secondo Chikoti, lAfrica ha i mezzi per risolvere i conflitti interni ma molto importante che i leader africani abbiano una capacit di risposta quando questi si verificano. Le lotte avvengono ogni volta per motivi diversi, tribali, territoriali, ma limportante la capacit di reazione. Tra i motivi di conflitto, il ministro ha fatto riferimento anche allimmigrazione illegale.: Gli africani ha detto devono poter circolare, devono poter commerciare ma devono farlo in maniera legale. Alcuni conflitti sono stati generati da questo fenomeno e in alcuni casi limmigrazione illegale stata cos importante che ha influenzato in maniera negativa la stabilit dei Paesi.

Il tavolo delle trattative nella capitale del Gabon (Afp)

Difficile mediazione africana tra il Governo del presidente Franois Boziz e i ribelli della coalizione Seleka

Aperto il negoziato centroafricano


LIBREVILLE, 10. Sono incominciati formalmente ieri sera, con un giorno di ritardo sul previsto, i negoziati sulla crisi centroafricana organizzati a Libreville, la capitale del Gabon, dalla Comunit economica degli Stati dellAfrica centrale (Ceeac). Al momento restano estremamente distanti le posizioni della delegazione del Governo del presidente Franois Boziz, presente a Libreville, ma che non partecipa personalmente alla trattativa, e della coalizione ribelle Seleka (alleanza in lingua locale sango) insorta in armi nellultimo mese e che ha assuntro il controllo di vaste zone del Paese. La Seleka ha subito messo sul tavolo la richiesta che Boziz si dimetta e sia sottoposto a giudizio della Corte penale internazionale, per presunti crimini contro lumanit. La posizione di Seleka, un termine che in lingua sango vuol dire alleanza, affidata a un memorandum fatto circolare subito dopo linizio dei lavori a Libreville. Nel testo si accusa Boziz di aver violato gli accordi di pace sottoscritti nel 2008 con vari gruppi armati e appunto di essere responsabile di crimini di guerra e contro lumanit. Poche ore prime, il presidente aveva escluso di lasciare il potere prima della scadenza del suo mandato, nel 2016, e aveva definito i ribelli mercenari terroristi. Il negoziato si tiene sotto la presidenza del ministro degli Esteri della Repubblica del Congo, Basile Ikouebe, in rappresentanza del suo capo di Stato, Denis Sassou Nguesso, che della Ceeac presidente di turno. Dopo la presentazione del documento di Seleka, il ministro ha invitato i rappresentanti di questultima a rispettare le regole dellUnione africana in materia di cambiamenti di Governi, con quello che le corrispondenze giornalistiche da Libreville concordano nel definire un secco rifiuto della richiesta di dimissioni del presidente contenuta nel memorandum. Oggi, sempre a Libreville prevista anche una riunione a livello di capi di Stato e di Governo del Comitato di monitoraggio dellaccordo di pace globale firmato appunto nel 2008 tra il Governo di Boziz e diversi gruppi ribelli. Dalle zone passate sotto il controllo delle milizie di Seleka, intanto, si susseguono notizie di condizioni di vita sempre pi difficili, in parte dovute alla sospensione degli aiuti umanitari a causa dellinsicurezza diffusa. In proposito, la Misna, lagenzia internazionale delle congregazioni missionarie, ha riferito la denuncia fatta da padre Jean Ignace Manengou, presidente dellAssociazione delle radio comunitarie del Centroafrica (Arc), delluccisione di una giornalista della radio B-Oko, Elisabeth Blanche Olofio, durante loccupazione di Bambari, capoluogo della regione centromeridionale di Ouaka, da parte del Seleka e del saccheggio di pi emittenti locali. Inoltre secondo il Programma alimentare mondiale (Pam) centinaia di tonnellate di aiuti alimentari sono state derubate in diverse localit del nord, dove il Pam stesso parla di situazione totalmente imprevedibile. Nel frattempo, il Governo del Camerun si dichiarato disponibile ad accogliere i rifugiati provenienti dalla vicina Repubblica Centroafricana. Le autorit camerunensi in queste ore sono al lavoro con alcuni rappresentanti dellalto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati per individuare le modalit di registrazione e filtraggio dei profughi. Da fonti locali si apprende che sono stati gi messi a punto piani di soccorso in previsione dellalto numero di persone che potrebbero attraversare il confine nelle prossime settimane. Abbiamo gi individuato un sito in cui ospitarli, ha assicurato il governatore della regione Orientale, Samuel Dieudonn. Attualmente il confine del Camerun con la Repubblica Centroafricana chiuso e controllato dalla polizia.

Nuove violenze tra etnie del Kenya


NAIROBI, 10. Non meno di undici persone, secondo quanto riferito oggi dalla stampa kenyana, sarebbero state uccise in un attacco sferrato allalba contro il villaggio di Kisubu, nel distretto costiero di Tana River, teatro da tempo di scontri armati tra allevatori delletnia orma e coltivatori di quella pokomo che si contendono pascoli e fonti idriche. Le autorit parlano di un atto di vendetta da parte degli orma per unaggressione messa in atto ieri dai pokomo nel vicino villaggio di Nduru, dove erano state uccise nove persone, compresi cinque bambini. A dicembre analoghi scontri tra tra le due comunit avevano causato 45 vittime e ancora prima, tra agosto e settembre, oltre un centinaio di persone erano state uccise in una serie di attacchi e rappresaglie in diversi villaggi. Il governo ha dispiegato nel tormentato distretto un migliaio di uomini dellesercito e di reparti speciali di polizia, ma le rinnovate esplosioni di violenza sollevano interrogativi circa la capacit delle autorit di garantire sicurezza nella zona, anche in vista delle elezioni generali di marzo.

Raid contro i talebani in Afghanistan e Pakistan

Abu Mazen al Cairo incontra il leader di Hamas


IL CAIRO, 10. Il presidente dellAutorit palestinese, Abu Mazen, ha incontrato al Cairo il leader in esilio di Hamas, Khaled Meshaal. I due leader si sono impegnati a rilanciare il processo di riconciliazione tra le fazioni palestinesi. Si trattato del primo incontro dal febbraio del 2012 tra i capi dei due movimenti Al Fatah e Hamas. Abu Mazen e Khaled Meshaal che hanno separatamente incontrato sempre ieri il presidente egiziano Mohammed Mursi hanno raggiunto lintesa per mettere in opera laccordo di riconciliazione siglato tra i due movimenti il 27 aprile del 2011, e che restato lettera morta per le divergenze sulla sua applicazione. Lo ha dichiarato allAfp un membro dellufficio politico di Hamas, Ezzat El Rishk. Le due parti hanno convenuto di rivolgere un appello a tutte le fazioni per applicare laccordo di riconciliazione ha detto Ezzat El Rishk, facendo notare che il capo dei servizi di informazione egiziano, Mohammed Chehata, ha assistito alla riunione. Il vertice ha dato un impulso alla riconciliazione e si svolto in una buona atmosfera. Il membro dellufficio politico di Hamas ha annunciato che prossimamente ci sar un nuovo incontro tra le due fazioni palestinesi.

Critiche in Guinea per lorganizzazione delle elezioni


CONAKRY, 10. Le principali coalizioni di opposizione in Guinea, lAlleanza per la democrazia e il progresso e il Collettivo dei partiti politici per la finalizzazione della transizione, criticano pesantemente lorganizzazione delle elezioni legislative in programma per il 12 maggio, parlando di iniziative unilaterali e violazioni ripetute da parte della Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni). Allex ministro degli Esteri Bakary Fofana, nuovo presidente della Ceni, in carica da novembre, vengono contestati una serie di provvedimenti che secondo gli oppositori stanno gi minando la credibilit e lindipendenza dellistituzione dal Governo, ripetendo le dinamiche che nei mesi scorsi hanno gi portato alla dissoluzione dellorganismo elettorale e alla sua ricomposizione.

A tre anni dal devastante terremoto

Situazione sanitaria al collasso ad Haiti


PORT-AU-PRINCE, 10. Sono trascorsi tre anni dal catastrofico terremoto di magnitudo 7 sulla scala Richter, che nel gennaio del 2010 ha colpito Haiti, provocando oltre 222.000 morti e coinvolgendo pi di tre milioni di persone (su una popolazione di poco pi di nove). Ma nonostante questo lasso di tempo, il sistema sanitario haitiano ancora devastato, come ha dimostrato la risposta inadeguata allepidemia di colera scoppiata dopo il sisma e aggravatasi poi con il passaggio degli uragani Isaac e Sandy. quanto sottolinea in una nota lorganizzazione umanitaria Medici senza frontiere (Msf). Il processo di transizione troppo lento e questo accade perch le istituzioni haitiane sono deboli, i donatori internazionali non hanno mantenuto le loro promesse e i Governi e la comunit internazionale hanno fallito nello stabilire delle priorit chiare, ha denunciato il capo missione di Msf ad Haiti, Joan Arnan. Nel Paese, lorganizzazione umanitaria ha costruito e gestisce quattro ospedali, dove sono tuttora ricoverate migliaia di persone. Secondo fonti della Croce rossa, dopo il terremoto oltre tre milioni di persone sono infatti rimaste ferite o non hanno pi unabitazione. Altra catastrofe che ha colpito Haiti dopo il terremoto e anche lo scorso anno stata lepidemia di colera, che ha evidenziato ancora una volta i ritardi nella ripresa del sistema sanitario. Da quel momento, prosegue la nota, Haiti ha vissuto ricorrenti epidemie della malattia, aggravatasi con il passaggio di Isaac e Sandy, quando le piogge torrenziali hanno causato lo straripamento delle fogne a cielo aperto, provocando la diffusione dei batteri che causano la malattia. Il colera ha colpito quasi 23.000 persone, che hanno ricevuto assistenza nei centri di trattamento di Msf nella capitale, Port-au-Prince, e nella citt di Logne. E nonostante il recente calo del numero dei casi, alla fine del 2012 Medici senza frontiere trattava ancora oltre 500 casi a settimana. Del resto, ha evidenziato Arnan nonostante la maggior parte della popolazione non abbia accesso ad acqua potabile e servizi igienici adeguati, il trattamento del colera non ancora stato completamente integrato nelle poche strutture di sanit pubblica esistenti. Ad esempio, a Logne, a circa trenta chilometri da Port-au-Prince, molte organizzazioni umanitarie che fronteggiavano lepidemia di colera hanno dovuto abbandonare lintento a causa della mancanza di fondi. E dal quel momento, il numero di pazienti ricoverati aumentato.

Gli abitanti di un villaggio del Nord Waziristan colpito da un attacco di droni (Ansa)

KABUL, 10. Un reparto militare misto afghano e internazionale ha ucciso oggi nella provincia nord orientale di Takhar un militante del Movimento islamico dellUzbekistan che aveva compiti di coordinamento di attentati antigovernativi. Lo ha reso noto la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) a Kabul. Mazlum Yar, anche conosciuto come Qari Asrar o Tufan, stato localizzato nel distretto di Ishkamish mentre organizzava la collocazione di rudimentali ordigni esplosivi per un imminente attacco.

Ed salito a cinque il numero delle vittime di un attacco con un aereo senza pilota (drone) stamattina nel Nord Waziristan, nel Pakistan nord occidentale. Lo ha riferito una fonte di intelligence. Oltre a un edificio stato anche colpita una motocicletta con a bordo due presunti ribelli islamici che sono morti. Intanto, il presidente afghano, Hamid Karzai, incontra oggi a Washington il segretario di Stato, Hillary Clinton, e il segretario alla Difesa, Leon Panetta, prima dei colloqui di venerd alla Casa Bianca con Obama.

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LOSSERVATORE ROMANO
Sul concetto di naturale

venerd 11 gennaio 2013

Interpreto listinto ergo sum


Fini naturali stabilisce un ponte con laltro mio libro, Grenzen, dedicato interamente alla dimensione etica del mio lavoro. Fini naturali intende mostrare come i processi vitali possano essere intesi soltanto come processi orientati; processi nei quali si realizza un essere-da-verso, ossia una sorta di impulso, che non si lascia ridurre a processi causali. E io ho cercato di far vedere come tutto questo fosse gi stato visto da Duns Scoto: laddove si tratta di un orientamento a un fine, l si verifica anche qualcosa come una mancanza di questo fine, ossia un errore della natura. Hamartas tes physios, peccatum naturae, liberi da errori. La lepre non pu realizzare il suo istinto di autoconservazione. Ma come stanno le cose con la leonessa, della quale scrive Philippa Foot, la leonessa che non porta i suoi cuccioli a caccia, impedendo loro di imparare a nutrirsi? La leonessa non comprende il fine del proprio istinto. Oppure, come stanno le cose con uomini o animali che non riescono a seguire la specifica forza dattrazione che proviene dallaltro sesso? Lassenza di questi istinti potenti o il cambiamento del fine dellistinto chiaramente unanomalia, poich su questa forza dattrazione si basa la sopravvivenza della specie. Oppure pensiamo alla pedofilia. Sarebbe da irresponsabili fare di un pedofilo il direttore di un collegio, ossia non discriminarlo in questa sua caratteristica. Tutti questi esempi mostrano come non tutti i tipi di orientamento istintivo a un fine possaGioved 10 gennaio si svolge a Roma, presso no essere considerati la Pontificia Universit della Santa Croce, naturali. Gli uomini una giornata di studio in onore di Robert sono animali dotati di Spaemann in occasione della pubblicazione un impulso o di un istindel suo libro Fini naturali. Storia & riscoperta to al pari di ogni altro del pensiero teleologico (Milano, Ares, Milano, essere vivente. Ma essi 2012, pagine 464, euro 19,50). Dopo il saluto non sono soltanto esseri del rettore delluniversit, monsignor Luis istintivi. Aristotele scrive Romera, sono in programma gli interventi del che lagire umano implicardinale vicario emerito di Roma, Camillo ca due componenti: reRuini, di Sergio Belardinelli dellUniversit xis, ossia una brama di Bologna, e di Leonardo Allodi, traduttore istintiva, e Lgos, ossia la e curatore del volume. capacit di assoggettare Anticipiamo lintervento dellautore. listinto soggettivo al criterio della ragione o di correggerlo. rexis rappresenta un motivo pricome dicono Aristotele e Tommaso ma facie per fare qualcosa. Il lgos decide della qualit etica di questo dAquino. Nel mondo fisico non si danno er- motivo. La fame un sufficiente rori, salvo quelli dei fisici, degli motivo prima facie per mangiare. astronomi, le cui previsioni vengono Pu darsi tuttavia che il medico mi falsificate dallesperimento. Le stelle abbia proibito di mangiare nelle non commettono errori. Ma una le- prossime 24 ore, o che sia tempo di Quaresima. Motivi pi che sufficienpre che nasce con tre gambe vittiti per superare il motivo prima facie. ma di un errore, sebbene i processi Gli uomini non vengono guidati fisici che costituiscono linfrastruttu- ciecamente dallistinto, bens lo inra dellinorganico rimangano sempre terpretano. Un animale che sia affetto da inappetenza cronica, smette semplicemente di mangiare e alla fine muore. Gli uomini invece sanno che laccoppiamento serve alla prosecuzione della specie e, in caso di sterilit, vanno dal medico (la ricerca intenzionale di un accoppiamento che non sia fertile costituisce un capitolo a s, che qui non intendo affrontare). Ci che vorrei mostrare che physis, natur, sono sempre la particolare natura di una specie. Le cose, in particolare quelle viventi, non sono semplicemente un to de ti, un Riparte Il Quotidiano in qualcosa che . Sono un qualcosa Classe, il progetto ideato e che soltanto nella forma di un esrealizzato dallO sservatorio sere cos e cos. Per esempio qualPermanente Giovani-Editori cosa che un uomo, un animale o che punta a incrementare una pianta di una determinata spenei pi giovani spirito cie. La loro natura quella della locritico e senso civico ro particolare specie. Anche limpulattraverso la lettura so orientato in modo sbagliato ha comparata di pi giornali. un tlos, ma questo non il tlos delDurante lincontro la natura. Il drogato pu riconoinaugurale del 2013, che si scere il carattere distruttivo e quindi terr a Firenze sabato 19 innaturale del suo desiderio e sottogennaio, il governatore porsi a una terapia. capace di una della Banca dItalia Ignazio secundary volition che sospende limVisco dialogher con i mediata soddisfazione del suo imgiovani presenti in sala, una pulso. rappresentanza degli oltre Il naturale si manifesta anzitutdue milioni che in tuttItalia to nellinterpretazione dellimpulso. stanno partecipando Il naturale ci che corrisponde a al progetto. un genere. qui il fondamento del Dopo le edizioni fatto che la negazione della costitusperimentali degli ultimi zione teleologica del mondo si acanni, ripartito anche compagna sempre a una posizione Ilquotidianoinclasse.it un nominalista. Il nominalismo non coportale in cui gli studenti nosce alcuna specie naturale, bens hanno loccasione di soltanto diversi modi di essere qualesprimere la loro opinione e cosa. Tutto ci a cui gli individui metterla al confronto con aspirano appartiene alla loro natura quella dei compagni di individuale. Secondo questa conceclasse, inviando articoli, zione, siamo individui contenuti in commenti, reportage, ma classi. Ma in base a che cosa ordianche video o vignette. Un niamo un oggetto a una classe? Di progetto educativo pensato solito la risposta suona cos: in base per coinvolgere e stimolare a similitudini. Ma un cagnolino nala creativit e lo spirito di no assai pi simile a un gatto che iniziativa degli studenti a un alano. E tuttavia cagnolino e delle scuole superiori alano stanno insieme. In base a che italiane. Per gli insegnanti cosa? In base alla parentela. Ma che invece attiva la significa similitudine? Tutti i tentaticommunity vi di definirlo sono falliti e non posscuolachefarete.it, su cui sono che fallire, poich sono sempre leggere le notizie sul mondo circolari. Cosicch Bertrand Russell scuola e scambiarsi opinioni pot scrivere che il nominalismo sulla didattica. Una sezione naufraga sulla similitudine. Esso non speciale sar dedicata ai potrebbe indicare certi gruppi di coprofessori inviati sul se simili attraverso nessunaltra quaterritorio; lo staff di lit che la loro stessa similitudine. scuolachefarete.it intende Nel mio saggio sulla similitudine, formare una redazione che che si trova nel secondo volume del occupi, simbolicamente, tutta la penisola. mio libro Schritte ber uns hinaus, ho di ROBERT SPAEMANN cercato di approfondire questo aspetto. Quando lo scrissi, il concetto di simile mi apparve come un concetto fondamentale che, al pari del concetto di essente, non pu essere ordinato a nessun altro genere. Ci, me ne rendo conto ora, fu un errore. Simile indica infatti una sorta di vicinanza, precisamente una vicinanza qualitativa. Il concetto complementare quello della lontananza. Altre forme di vicinanza sono la vicinanza spaziale, quella quantitativa, ossia vicinanze misurabili. Altre ancora sono quelle temporali e la distanza o quelle matematiche: il cinque pi vicino al sei che al sette. Oppure ancora si pensi a gradi di parentela pi o meno stretti, oppure a diversi gradi di vicinanza emotiva, come per esempio lamicizia. In effetti qui siamo giunti a un punto finale. Tutto ci che , si trova con tutto il resto in un rapporto di vicinanza o di lontananza. Non esiste lassoluta vicinanza. Assoluta vicinanza sarebbe identit. A sua volta, lassoluta lontananza, ossia una lontananza infinitamente lontana, sarebbe il non essere. Quando

Riscoperta del pensiero teleologico

nel salmo si dice che Dio allontana da noi le nostre colpe, qui lontano significa infinitamente lontano e infinitamente lontano significa che lallontanato non esiste pi. Non pu esistere una stella infinitamente lontana. Se essa ha un luogo, vuol

dire che ha una determinata distanza da noi, quindi una determinata vicinanza. Ci che mi piacerebbe scrivere, ma sono troppo vecchio per farlo, unontologia sulla base dei fondamentali concetti di vicinanza e lonta-

nanza. Una tale teoria avrebbe conseguenze imprevedibili e sorprendenti. In Schritte ber uns hinaus ho gettato questidea come un messaggio nella bottiglia nel mare della comunit dei comunicanti. Finora non lha aperto nessuno.

Il gesuita Jean-Nol Aletti e i suoi studi su san Paolo

E il matematico divenne teologo


Non mi vergogno del Vangelo, potenza di Dio (Roma, Gregorian & Biblical Press, 2012, pagine 429, euro 32) il volume che raccoglie studi in onore del gesuita Jean-Nol Aletti in occasione del suo settantesimo compleanno. Pubblichiamo quasi integralmente due dei testi introduttivi scritti dal rettore del Pontificio Istituto Biblico e dai due curatori del libro. di JOS M. BREGO
DE

Egli rimane un esempio di esegeta instancabile, preciso e accurato, che sa accompagnare il lavoro continuo con una grande ricchezza di doti umane, come una simpatia nelle relazioni interpersonali, unamicizia sempre sorridente e una grande capacit di comprensione.

Credo che si possa affermare senza esagerazione che il professor Aletti ha fatto scuola. Lo dimostra il volume che abbiamo in mano, frutto della collaborazione di tanti suoi discepoli. Questi saggi sono una testimonianza del grande apprezzamento di cui gode tra i suoi studenti e un segno della qualit dei frutti che il suo lavoro

di seminatore ci permette di raccogliere. Possa questo libro portare a tutti una pi profonda conoscenza della Parola di Dio, nel canone biblico, che unita al nome di Paolo, uno dei primi evangelizzatori, che ebbe il compito di tradurre levento Ges nei concetti della cultura greca e romana.

LACY

Con il 2013 riparte il progetto Quotidiano in classe

Nellanno 1973, con una valigia piena di speranze pi che di libri, il padre gesuita Jean-Nol Aletti arrivava al Biblico per intraprendere lo studio dellesegesi. Forse la sua preparazione matematica lo spingeva verso la precisione e laccuratezza. Nei suoi studi al Biblico aveva una predilezione per lAntico Testamento, mostrando per questi libri un occhio pi attento, ma le vie del Signore sono imprevedibili. Destinato dai superiori a rimanere nellistituto come professore, la necessit di trovare un successore al padre Stanislas Lyonnet spinse il rettore di allora a chiedergli di focalizzare la sua preparazione nel corpo paolino. Fu cos che nel 1980 Aletti divenne professore delle Lettere di san Paolo. Col passare del tempo la sua fama e il suo apprezzamento nellambito degli studi biblici sono cresciuti sempre di pi, per cui oggi risulta difficile uno studio sullargomento che non faccia ricorso ai suoi libri e ai suoi articoli. Un giorno, durante un viaggio in aereo, sedeva accanto a me un signore che attrasse la mia attenzione perch stava leggendo un libro che mi sembrava il Nuovo Testamento greco. Dopo qualche minuto, chiuse il libro e ne apr un altro con la copertina color rosa che subito identificai come volume della collana Etudes Bibliques. La mia curiosit crebbe ulteriormente. Quando chiuse il libro e lo depose accanto a me, non potei fare a meno di sorridere: era il commento alla Lettera ai Colossesi scritto dal padre Aletti. Considerata la sua notoriet non meraviglia che lUniversit Saint-Paul di Ottawa (Canada) nel 2009 gli abbia conferito il dottorato honoris causa. Da alcuni anni il professor Aletti anche membro della Pontificia Commissione Biblica e, dal 2012 della Pontificia Accademia di Teologia. Al Pontificio Istituto Biblico egli ha reso un lungo servizio non soltanto come professore, ma anche come decano della Facolt Biblica, per due volte, e attualmente come vicerettore.

Maestro dellanalisi retorica


di FRANCESCO BIANCHINI e STEFANO ROMANELLO Jean-Nol Aletti nasce il 14 novembre 1942 a Groslay (nella regione parigina). Nel 1963 entra nella compagnia di Ges e nel 1972 riceve lordinazione presbiterale. Nel 1975 consegue la licenza in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico. Nel 1977 inizia linsegnamento al Centre Svres a Parigi e nel 1980 al Pontificio Istituto Biblico, dove lanno successivo ottiene il dottorato in Sativa e la retorica. Il possibile esito ne estrinseca allo sviluppo argodi tali nuovi approcci era per mentativo in esso effettivamente una sottovalutazione della dimen- sviluppato. In definitiva, Aletti sione letteraria propria del testo, elabora un procedimento danalia favore della ricerca delle sue si assolutamente innovativo, che strutture profonde o di una sotto- lo pone a buon diritto tra i maelineatura del ruolo ermeneutico stri della teorizzazione danalisi attivo del lettore. Nel caso dello retorica. Tante sarebbero le osservazioni studio dellepistolario paolino, ad esempio, se i primi passi del rhe- che da tale assunto possono svitorical criticism si erano limitati a lupparsi e che meriterebbero un una sovrapposizione formale del- apposito approfondimento critile criteriologie della retorica gre- co. Qui sufficiente segnalare la co-romana alle lettere procedi- portata della metodologia di mento la cui effettiva utilit per Aletti a livello della costruzione una comprensione adeguata delle di una teologia paolina. La questesse poteva per apparire di po- stione, tra le altre, affrontata co conto in seguito tale meto- dal Nostro in La rhtorique do poteva giungere, sulla scia paulinienne nel libro Paul, une delle nuove retoriche, a consi- thologie en construction (Genve, derare il testo paolino solo come cassa di riTenendo presente sonanza di istanze dei lettori contemposia il filone tradizionale ranei, tese a considesia le nuove tendenze della ricerca rare limpatto di detto testo nei loro viselabora unoriginalissima analisi suti. dellepistolario paolino Affiancando dapprima Vanhoye nella cattedra di esegesi paolina, Aletti Labor et Fides, 2004). In questo si confronta con queste nuove contributo si vedono i benefici di tendenze, senza per tralasciare una metodologia danalisi che dela solida tradizione esegetica finiremmo induttiva, poich parte dellistituto dove si era formato e dalla ricerca della disposizione dove tuttora insegna. In tal mo- concreta dei singoli testi, disposido, tenendo presente sia il filone zione che risulta cos essere moltradizionale, sia le nuove tenden- teplice e variegata, senza utilizzaze della ricerca, elabora un origi- re uno schema prefissato e invanalissimo approccio retorico riabile. In effetti le esigenze argoallepistolario paolino, che si affi- mentative risultano diverse, a sena progressivamente in moltissi- conda delle differenti problematime pubblicazioni. Basti qui ram- che fronteggiate nelle varie lettementare unintuizione metodolo- re, rivolte a uditori diversi. E gica fondante, che lo porta a ela- possiamo dire che proprio in funborare una criteriologia danalisi zione di disparate esigenze comuretorica del testo biblico a partire nicative Paolo elabora la sua teodai suoi singolari costitutivi lette- logia, la quale non pu essere rari. Per lesegeta francese, infatti, colta a prescindere dalla retorica unanalisi retorica sar affidabile che la esprime. Per converso, la solamente quando parte dal d- retorica paolina sovente paramonter les mcanismes de largu- dossale, poich strumento di anmentation pour en vrifler lunit, nuncio dellevento-Cristo e del en noncer la ou les thses (proposi- suo carattere paradossale. Si dotiones) majeures. (Comment Dieu vrebbe allora arrischiare a dire est-il Juste?, Paris, 1991). La por- che la forma del contenuto tata di una simile intuizione si ri- modella, e al contempo modelvela facilmente quando viene rap- lata, dal contenuto stesso? Probaportata alle teorizzazioni contem- bilmente s. A ogni modo, proporanee, proprie del rhetorical cri- prio lattenzione alla fattura letteticism, che posticipavano lanalisi raria del testo biblico che carattedei singoli versetti del testo alla rizza lanalisi retorica di Aletti, definizione della sua disposizione rendendola uno strumento molto e del suo genere retorico, con il efficace per la comprensione della rischio inevitabile di uninduzio- teologia paolina.

San Paolo

cra Scrittura con una tesi su Colossesi, 1, 15-20, diretta da Albert Vanhoye. Quando Aletti giunge al Biblico, lIstituto aveva ormai acquistato largo credito nel mondo accademico, a motivo di una ricerca biblica condotta con attenzione puntigliosa al testo, in modo particolare a tutti i suoi aspetti letterari. Si era venuta cos a formare una scuola che, pur non misconoscendo il metodo storico-critico, aveva resistito proprio per la sua fedelt al testo-in-s a un possibile esito di tale metodo, costituito dalla frammentazione del testo scritturistico. Nel dibattito scientifico internazionale, tuttavia, il metodo storico-critico veniva progressivamente affiancato, o superato, da altre criteriologie di studio, frutto delle nuove impostazioni linguistiche promosse da Ferdinand de Saussure: metodologie di stampo dapprima rigidamente sincronico, quali lo strutturalismo o la semiotica, in seguito anche pragmatico, quali la narra-

venerd 11 gennaio 2013

LOSSERVATORE ROMANO
Ulisse raccontato da Valerio Massimo Manfredi

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Il Rosso Fiorentino al centro di una mostra alla Morgan Library di New York

Il multiforme inganno
di GIULIA GALEOTTI arli a noi come se volessi condurci a unimpresa gloriosa e invece vuoi prendere la citt con linganno. Entreremo nascosti, nel buio come topi, per sorprendere i troiani nel sonno. questa la gloria che ci offri?. Ce lhanno insegnata e labbiamo letta come la vittoria dellarguzia sulla forza, del multiforme ingegno, dellintelligenza sulla violenza. Eppure i fatti sono l, eloquentissimi. Fu una vigliaccata. Nel suo ultimo romanzo Il mio nome Nessuno. Il giuramento (Milano, Mondadori, 2012, pagine 353, euro 19) con protagonista lideatore del celebre cavallo che pose fine alla decennale guerra del mondo antico, Valerio Massimo Manfredi mette questa esclamazione

Dalla copertina del libro

in bocca a uno dei personaggi pi negativi della tradizione greco-romana. Quel Neottolemo-Pirro figlio di Achille, giovane incapace di sentimenti ( lui che getter il piccolo Astianatte dalle mura di Troia, ed lui che decapiter lanziano re Priamo), cresciuto come macchina da guerra programmata per uccidere nellimpossibile tentativo di superare il suo mitico padre. La belva Pirro solo uno dei tantissimi personaggi a cui larcheologo italiano specializzato in topografia antica d voce in un romanzo epico, che ruota attorno al solenne giuramento fatto dai principi greci prima che la meravigliosa Elena scelga tra loro il suo sposo. Lideatore di quel lungimirante giuramento volto a evitare che la decisione della donna pi bella di tutte potesse poi mettere i condottieri luno contro laltro fu Odysseo. Nel romanzo di Manfredi, Odysseo si racconta in prima persona dallinfanzia nella reggia di Itaca alla atroce notte di sangue e di inganni in cui lintera citt precipit in un vortice di orrore. Il percorso del bimbo diventa cos anche una sorta di strada di Pollicino capace di guidare il lettore tra le tappe che hanno costruito il celeberrimo ingegno (Atena mi aveva dato forza sufficiente per battermi in prima linea con i pi grandi guerrieri, ma soprattutto mi aveva dato una mente capace di meditare, riflettere e pensare altre cose). Dote innata quella dellintelligenza di Odysseo, ma anche risultato di uneducazione saggia e lungimirante da parte della sua famiglia (capivo finalmente scrive il figlio di Laerte, iniziato ai viaggi dal padre lo scopo del viaggio: dovevo fare esperienza del nostro mondo, cos diverso dalla pace dellisola in cui ero cresciuto. Vedere fino a che punto potesse giungere lessere umano, e di quali azioni fosse capace per conseguire o mantenere il potere). Perch, come sappiamo, tra eroi di ogni possibile forma e natura, tra re potenti e mitici combattenti, il quid di Ulisse sta tutto l. Tu hai qualcosa che io non ho. Che cos?, gli chiede Diomede, So che la mente unarma pi potente di qualunque spada o lancia o artiglio o zanna acuminata. Rispetto a tante altre narrazioni delleroe, lOdysseo di Manfredi ha una netta avversione per la guerra. Ne capisce la necessit, ma ne comprende tutto il nonsenso (li avrei vendicati uccidendo altrettanti nemici, perch questa la legge della guerra: perpetuare la strage pur sapendo che questo non richiamer in vita coloro che sono stati uccisi). Per sopravvivere imparer Odysseo occorre scindersi tra la vita quotidiana e la vita bellica (quando torniamo, quando viviamo nella nostra casa, mangiamo il nostro cibo, dormiamo nel letto con la nostra sposa, andiamo a caccia nei nostri boschi, la parte migliore di noi prende il sopravvento. I mostri af-

fondano nelle tenebre del nostro cuore ed come se fossero morti). E sono pagine veramente belle quelle che Manfredi dedica alleroe Odysseo orripilato dalla sua stessa mancanza di orrore, nella consapevolezza che ormai nemmeno il gesto pi brutale in grado di sconvolgerlo. Il mio cuore non inorridiva. Ma fu questa mancanza di orrore a ferirmi come se una freccia mi si fosse piantata nel petto. E la molla per trovare una soluzione al conflitto sta tutta qui. Anche nella narrazione di Manfredi, le scene di guerra sotto le mura di Troia hanno una grandissima forza. Rapiscono il lettore, esattamente come lo rapiscono le descrizioni delle usanze, dei rituali, degli odi e degli amori, del modo di vestire, mangiare e amare, dei preparativi per le partenze, e per gli arrivi. veramente un canto mitologico quello che riesce a legare insieme la descrizione delleroe sulla scena, e delluomo dietro le quinte. Sappiamo molto del protetto di Atena. Eppure leggiamo questo nuovo romanzo su di lui trascinati dagli eventi, assetati come se non sapessimo nulla. O meglio come se fosse possibile che i fatti, in realt, possano andare diversamente da come per secoli li raccontiamo. Un grande merito di Valerio Massimo Manfredi infatti quello di lasciare di continuo il lettore sospeso, nonostante egli sappia benissimo come la vicenda andr a finire. Le sorti della guerra sono aperte, le battaglie infuriano, le liti duellano, ma tutto possibile. Achille nella tenda crea angoscia (o speranza, dipende per chi si parteggia); Troia forse riuscir a essere consegnata, viva e intonsa, ai posteri. La gloria che ci offri, Odysseo, sar dunque il risultato di un vile inganno?, gli chiede uno scandalizzatissimo Pirro. Luomo non fatto solo di muscoli e tendini, la men-

Manierista stravagante
di NICOLETTA PIETRAVALLE Quando Millard Meiss, nel 1974, don alla Morgan Library di New York quel volume cos prezioso per giudizi e notizie Vite de pi eccellenti pittori, scultori e architettori di Giorgio Vasari, stampato a Firenze nel 1568, erano trascorsi quattrocento anni dalla morte del Vasari, artista che deve la sua notoriet forse pi al felice volume che ai pur importanti frutti della sua opera di pittore e di architetto. Ed ecco che ora, a quasi quarantanni dalla donazione, la celebre istituzione newyorchese fa buon uso del raro libro, ponendolo al centro di una bella mostra sponsorizzata dalla famiglia Hanson di pitture e disegni cinquecenteschi, Fantasy and Invention: Rosso Fiorentino and Sixteenth-Century Florentine Drawing (aperta fino al 3 febbraio). Scrive Vasari allinizio del capitolo Vita del Rosso Pittor Fiorentino: Gli huomini pregiati, che si danno alle virt, & quelle con tutte le forze loro abbracciano, sono pur qualche volta, quando manco ci si aspettava, esaltati, & honorati eccessivamente nel cospetto di tutto il mondo; come si pu vedere nelle fatiche, che il Rosso pittor Fior. pose nellarte della pittura. Le quali se in Roma, & in Fiorenza, non furono da quei che le potevano remunerare soddisfatte, trov egli pure in Francia, chi per quelle lo riconobbe, di sorte che la gloria di lui pot spegnere la sete in ogni grado dambizione, che possa il petto di qual si voglia artefice occupare. Incipit efficace che nel sintetizzare la vicenda artistica del Rosso esprime anche valutazioni etiche; e la chioma chiara e riccioluta che si unisce a barba e a baffi fluenti, nel ritratto del Rosso, inciso in antiporta, concorre al delinearsi del personaggio nellimmaginario di chi guarda. Come se una certa natura sbrigliata, bizzarra e alquanto refrattaria al dj vu, fosse tipica di quella porzione di umanit contraddistinta da quel poco comune colore dei capelli e ci concorra a svelare lo stimolo alle artistiche innovazioni e a qualche astrusit nella sua arte. Basta osservare qualche dettaglio dei suoi dipinti per notare una sorta di scostamento, se non di ribellione, nei confronti della coeva sensibilit e quindi manualit artistica. Possono testimoniarlo la resa insolita di una guancia paffuta, il magnetico spalancarsi di pupille sporgenti, il protendersi esasperato di un corpo, la postura di una mano che, volutamente deformata, per capace di amplificare lazione e il senso di quella azione. Non per nulla un illustre committente, votato alle classiche sacre rappresentazioni, pare fosse addirittura fuggito, costernato, appena messo davanti a una pala daltare realizzata sua sponte dalloriginale Rosso. Giovanni Battista di Jacopo di Guaspare, nato a Firenze nel 1495, mor nel 1540 a Fontainebleau, dove, lavorando per il re di Francia Francesco I alla decorazione del castello, ottenne onori e fama. Era stato allievo, come il Pontormo, di Andrea del Sarto; a Firenze e a Roma aveva operato con riconoscimenti deludenti e si era poi ritirato nella provincia umbra e toscana. Aveva due fratelli frati, uno era servita allAnnunziata, laltro era domenicano a Santa Maria Novella; cos, da adolescente, proprio per lAnnunziata realizz alcuni stemmi araldici e, nel 1514, lAssunzione della Vergine. Tre anni dopo venne immatricolato come pittore, ponendo quindi termine allapprendistato. Accolto a Piombino e a Volterra, lasci a Volterra quella rinomata Deposizione, considerata il suo dai frati a causa di sberleffi e malefatte; scimmia che veniva utilizzata da modello per facce ed espressioni particolari. Nel 1923, a Roma, essendo Papa Clemente VII, Giulio de Medici, fiorentino, gli vennero commissionati gli affreschi della Cappella Cesi a Santa Maria della Pace e la Pala del compianto, oggi trasmigrata a Boston. Il feroce sacco dei Lanzichenecchi, nel 1527, gli procur non poche vessazioni, ma infine fu lasciato libero e a Sansepolcro esegu la Deposizione; a Citt di Castello il Cristo risorto in gloria, incontrando l il suo futuro biografo, Giorgio Vasari, allora giovanissimo. A seguito di un oscuro evento avvenuto in una chiesa, si spost a Venezia, rifugio di intellettuali e artisti avversi ai Medici e fu Pietro Aretino a ospitarlo forse anche introducendolo alla corte francese. Ai dieci anni di lavoro in Francia si accompagn il vivo apprezzamento del re Francesco I e numerosi furono i disegni di oggetti ornamentali e da tavola, di finimenti da cavallo, di accessori per mascherate eccetera, nei quali la sua inventiva e fantasia potevano fruttuosamente scatenarsi. Un veleno ferale lo uccise, un veleno, secondo dicerie allepoca correnti, volutamente ingerito. Il suo lavoro nel castello di Fontainebleau prosegu per mano del Primaticcio. Fulcro della mostra alla Morgan Library & Museum la Sacra Famiglia con san Giovannino, dipinta intorno al 1520, e prestata alla mostra dal Walters Art Museum di Baltimora, un esempio fulgente dellimpronta irrequieta inferta alla pittura da Rosso Fiorentino. Gessetto e inchiostro bruno creano lelaborato disegno, che ritrae una dama a mezzo busto ed tutto imbevuto dello spirito cinquecentesco di Michelangelo e Raffaello. Fanno corona schizzi e diseRosso Fiorentino gni di Michelangelo, Andrea Sacra Famiglia con san Giovannino (1520) del Sarto, Pontormo, Bronzino (con un cavallo ramcapolavoro per lattivismo forsen- pante memore del gruppo dei nato di taluni personaggi, per Dioscuri che svetta al Quirinale), lazzardo tecnico dellimpostazio- Francesco Salviati e dello stesso ne, per laccentuata contrattura di Giorgio Vasari, per limitarsi ai nocerti volti non coperti. Uscire dal mi principali: tutti fogli apparteseminato, eccedere se necessario nenti alle cospicue collezioni della per raggiungere il pathos, produr- Morgan. re una realt che per riuscire a esFra i documenti esposti anche ser tale aveva bisogno dellartifizio, di una speciale maniera. Que- una lettera autografa, datata 15 aprile 1564, indirizzata da Agnolo sto era il Rosso. A Firenze dove si ferm tra il Bronzino a Cosimo de Medici 1521 e il 1522, abitando in corso per ringraziarlo degli emolumenti de Tintori vicino a Santa Croce, ricevuti nel corso dei lavori a Fiaccolse in casa una scimmia, chia- renze in Palazzo Vecchio e a Pisa mata il Bertuccione, assai temuta nella chiesa di Santo Stefano.

Gustave Moreau, Elena sulle mura di Troia (dopo il 1880)

te la parte sua pi alta e nobile, quella che lo rende simile agli dei. La mente larma pi potente. E cos il multiforme ingegno riuscito a dare per sempre una lettura diversa dei fatti. E il cavallo di Troia entrato in noi. Anche se Valerio Massimo Manfredi (che a breve firmer un secondo volume, sul ritorno a casa di Ulisse) ci ricorda come lautore di quellinganno fosse assolutamente conscio dellorrore di non ritorno a cui la civilt si stava avviando. Ci che vedrai e che farai questa notte ti lascer nel cuore una ferita profonda, un dolore insanabile perch ogni volta che ucciderai inermi in fuga, avversari gi sconfitti, dispersi e annientati anche una parte di te morir.

Omero nei Millenni di Einaudi

Musa, canta e raccontami


Mnin aide the... Canta, Musa divina, lira di Achille figlio di Peleo, lira rovinosa che port ai Greci infiniti dolori, e mand sottoterra allAde molte anime forti deroi. ndra moi nnepe... Raccontami, Musa, delluomo versatile che vag tanto dopo avere distrutto la sacra rocca di Troia; vide molte citt di uomini e ne conobbe la mente. I due celeberrimi incipit dei poemi omerici ancora in tempi non remotissimi (e meno sfortunati per la formazione umanistica) mandati a memoria in greco dagli studenti ginnasiali cos suonano nelle traduzioni di Guido Paduano. Le due versioni sono ora, con il testo greco a fronte, nei Millenni di Einaudi: lIliade, gi apparsa nella Pliade einaudiana nel 1997 e ora appena uscita con il puntuale e denso commento di Maria Serena Mirto (pagine LXXI + 1188, euro 90), e lOdissea, pubblicata nel 2010 con unannotazione molto pi contenuta (pagine LII + 810, euro 90). Nelle due traduzioni non affrontata ex professo linterminabile questione se lautore dei poemi formativi della cultura occidentale sia lo stesso, ma nondimeno Paduano si dichiara convinto nellintroduzione allOdissea che il suo poeta tratti il linguaggio dellIliade come fosse cosa sua e la spiegazione di gran lunga pi verosimile che ci avvenga perch cosa sua, come tutta lantichit, con leccezione marginale dei cosiddetti chorizontes [coloro che separano], ha sempre pensato. (g.m.v.)

Oltre cento artisti per unesposizione itinerante da Lugano a Losanna

Affacciati alla finestra


di SIMONA VERRAZZO Un viaggio nella storia dellarte attraverso una prospettiva originale e finora non al meglio esplorata, quella della finestra, espediente a cui sono ricorsi i pi grandi pittori per raccontare la realt circostante: Albrecht Drer, Claude Monet, Ren Magritte, Henri Matisse, Giorgio de Chirico, Paul Klee. La mostra Una finestra sul mondo, appena ospitata a Lugano nelle sedi del Museo dArte e del Museo Cantonale dArte, e dal 25 gennaio (fino al 20 maggio) alla Fondation de lHermitage di Losanna, compie un lungo percorso, dal Quattrocento a oggi, che ha per soggetto lo sguardo sul mondo dellartista e la scelta, voluta, di rappresentarlo ricorrendo a uno spazio ristretto e delimitato. In quasi duecento opere di oltre cento artisti, che vanno dal Rinascimento allAstrattismo, la finestra non soltanto un elemento decorativo, un di pi per riempire un angolo altrimenti spoglio, ma piuttosto lespediente con cui lautore inserisce il mondo esterno, il suo sguardo che partendo da un ambiente chiuso conferisce forma alla realt circostante, aperta, senza ostacoli, sconfinata. La mostra curata da Marco Franciolli, direttore sia del Museo dArte sia del Museo Cantonale dArte; da Giovanni Iovane, professore di Storia dellarte contemporanea allAccademia di Belle Arti di Brera di Milano; da Sylvie Wuhrmann, direttrice della Fondation de lHermitage di Losanna; e da Francesca Bernasconi, collaboratrice scientifica del Museo dArte. Con le opere da loro selezionate si racconta la storia dellarte in una diversa prospettiva, in cui il tema conduttore la finestra e i suoi molteplici significati, poich confine tra mondi opposti, tra spazi aperti e chiusi, tra realt e immaginazione: un ponte tra ci che accade allesterno e un passaggio attraverso cui il paesaggio entra allinterno. La finestra scrive Franciolli nel catalogo Skira che accompagna la mostra svizzera strumento e al contempo metafora essenziale per la definizione stessa di esperienza artistica, per la corretta misurazione delloggetto di una rappresentazione, per il destino dellestetica. La finestra un luogo significante della storia dellarte occidentale ma anche dellestetica del desiderio; se sintende il desiderio come ci che muove il mondo. E pare che il desiderio, in un modo o nellaltro, voglia essere visto, inquadrato; il telaio, la cornice, il bordo della tela sono i confini della rappresentazione, assimilabili allapertura denominata finestra. Lesposizione organizzata in undici capitoli, o sezioni, ospitati in due diverse strutture: cinque nel Museo dArte e sei nel Museo Cantonale dArte. Lapproccio pi che storicistico tematico: si va dal rapporto con le nature morte a quello con i concetti di griglia o di chiusura. Spiega sempre Franciolli: A parte la prima sezione, Unaperta finestra, che raccoglie lorigine cronologica dellavventura e la sopravvivenza di questa immagine involontaria ma fortunata, tutti gli altri capitoli sono da intendersi come luoghi connessi e dai confini incerti; ibridazioni piuttosto che separazioni nette o differenziazioni. Capitolo dopo capitolo, o sezione dopo sezione, compaiono i protagonisti della storia dellarte, dal Rinascimento alle tendenze contemporanee. Albrecht Drer presente con lincisione su rame Der Heilige Hieronymus im Gehuse (1514) mentre Paul Klee con lacquarello Vista dalla finestra (Nordseeinsel) (1923); c il ritratto di Caterina Sforza nellolio su tela Dama dei gelsomini (1485-1490) di Lorenzo di Credi e la scultura in cemento e legno Finestra con ombra (1968) di Giuseppe Uncini. Ampio spazio viene dato allimpressionismo, a cominciare dallolio su tela Un coin dappartement (1875) di Claude Monet, cui si deve la nascita del movimento. Eppure, nonostante le opere di cos tanti maestri dellarte, punto di partenza della mostra un libro. il De pictura, trattato di Leon Battista Alberti, scritto in latino nel 1435 e in volgare lanno seguente (e in questa seconda stesura con dedica a Filippo Brunelleschi, il grande architetto fiorentino, uno dei padri del Rinascimento). Alberti, uno dei pi poliedrici intellettuali del XV secolo, scrive una trilogia sulle tre arti: De pictura, De statua e De re aedificatoria. Il concetto di finestra, quasi a sorpresa, compare allinizio del De pictura e a esso lautore assegna un importante significato. Qui solo, lassato laltre cose, dir quello fo io quando dipingo. Principio, dove io debbo dipingere scrivo uno quadrangolo di retti angoli quanto grande io voglio, el quale reputo essere una finestra aperta per donde io miri quello che quivi sar dipinto. La finestra si identifica con la stessa opera dellartista, la metafora della sua idea che prende forma. Ed proprio da questo paragone tra dipinto (ma anche tra scultura o fotografia o installazione al neon come Think of this as a Window di Cerith Wyn Evans, del 2005) e finestra che ha preso corpo una delle tematiche pi affascinanti della storia dellarte.

Paul Klee, Vista dalla finestra (Nordseeinsel) (1923)

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LOSSERVATORE ROMANO
Non confessionale il corteo di domenica contro la legge sulle unioni omosessuali

venerd 11 gennaio 2013

Il rabbino Bernheim e il filosofo Lvy per il cinquantesimo anniversario del Centre communautaire de Paris

Una manifestazione a tutela di tutti i francesi


PARIGI, 10. Una manifestazione davvero per tutti, per dare pi voce alla famiglia. Monsignor Hippolyte Simon, arcivescovo di Clermont e vicepresidente della Conferenza episcopale francese, conferma il carattere veramente popolare, e soprattutto apolitico e aconfessionale, della marcia le previsioni parlano di 500.000 persone in programma domenica 13 per le strade della capitale. Ma al di l dei numeri, saranno sicuramente in tanti a manifestare contro il progetto di legge, che dal 29 gennaio sar dibattuto e votato dallAssemblea nazionale, volto a introdurre nel Paese il matrimonio fra persone dello stesso sesso con conseguente diritto alladozione di minori. A promuovere la manifestazione conosciuta con lo slogan La manif pour tous (La manifestazione per tutti) un cartello di ben trentaquattro associazioni, tra cui la Confederazione nazionale delle associazioni familiari cattoliche, la Federazione nazionale delle associazioni familiari protestanti, lUnione delle organizzazioni islamiche di Francia, il Concistoro ebraico di Francia, ma anche medici e pediatri, nonch associazioni di giuristi. I vescovi, dal canto loro, pur avendo inequivocabilmente espresso la loro netta contariet al progetto di legge, hanno pi volte precisato di non essere allorigine della manifestazione. Il cardinale arcivescovo di Parigi, Andr Vingt-Trois, presidente della Conferenza episcopale francese, ha annunciato che non parteciper al corteo riservandosi di andare forse a salutare i manifestanti. Il cardinale considera, infatti spiega il vicepresidente dellepiscopato transalpino in unintervista rilasciata a Maria Chiara Biagioni dellagenzia Sir che questa manifestazione solleva una questione che riguarda innanzitutto i genitori, i cittadini e le associazioni familiari. Non una manifestazione, dunque, confessionale. Pu essere, comunque sia, che qualche vescovo, a titolo personale, accompagner i manifestanti della sua diocesi. Alcuni hanno gi manifestato il 17 novembre nelle loro province. Da parte mia posso dire che io non andr. Infatti, se si d a questa manifestazione un carattere confessionale, si rischia dindebolirla. Darebbe argomentazioni a coloro che vogliono rinchiuderla in una particolarit religiosa, per squalificarla ulteriormente. , cio, una questione che chiama in causa linsieme dei cittadini, perch il progetto modifica profondamente il Codice civile e, dunque, la concezione stessa del matrimonio civile. Quella della Chiesa non dunque affatto una posizione confessionale. Noi abbiamo chiesto a tutti i cittadini dinformarsi con attenzione sul progetto di legge. Lo si pu consultare su internet. Se lo leggete, vedrete che questo progetto di legge rimette in discussione molti articoli del Codice civile. In effetti, per accordare unuguaglianza formale a tutte le coppie, il progetto propone di cambiare tutti i termini come padre, madre, marito e moglie con termini neutri come genitori, sposi. Noi riteniamo, invece, che non ragionevole indebolire la paternit, la maternit e, soprattutto, il legame di filiazione della maggioranza dei bambini. Bisogna, cio, rispettare il diritto dei bambini di conoscere le loro origini familiari. importante che questo diritto sia garantito dal Codice civile. Deve essere possibile garantire i diritti dei bambini che sono nelle famiglie monoparentali senza toccare i diritti dellimmensa maggioranza dei bambini. Non solo, per monsignor Simon, occorre un discernimento pi profondo sulla realt. Infatti, cinquantanni fa, per esempio, allepoca di Paul Sartre e Simone de Beauvoir, si diceva che il matrimonio era unistituzione vecchia e conservatrice. E vedete, invece, che cosa succede oggi: tutti reclamano il matrimonio considerando questa richiesta un progresso. segno che le mode e le ideologie possono cambiare. Il ruolo giocato dallepiscopato francese sottolineato anche dallarcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. In unintervista concessa ad Antoine-Marie Izoard per lagenzia I.Media, il presule afferma di aver potuto constatare di persona durante la loro recente visita ad limina lunit dellepiscopato nellaffrontare questioni assai delicate, come appunto quella del progetto di riforma della legge sul matrimonio. Il presule parla addirittura di voie franaise dellepiscopato che ha dovuto evitare due eccessi. Da una parte il silenzio e dallaltra la tentazione di usare la verit come un randello. Daltronde per la Chiesa francese era indispensabile seguire ununica via con due prospettive: in primo luogo la preghiera nel rispetto della pluralit dei carismi cosa che ha fatto chiamando a pregare per la Francia il 15 agosto e in secondo luogo la cultura , perch la famiglia e il matrimonio non sono temi che appartengono alla Chiesa, ma sono parte del patrimonio dellumanit. Quanto alle richieste delle coppie omosessuali, relative alleredit e a diritti indivividuali supplementari, che si diano, senza per confondere questi diritti con la famiglia che costituita da un uomo, una donna e i loro figli.

Nessuna alleanza fra religione e violenza


PARIGI, 10. Marted sera il grande anfiteatro della Sorbona ha aperto le sue porte per linizio delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del Centre communautaire de Paris, spazio culturale divenuto punto di riferimento per tutti coloro che, nella capitale francese, desiderano approfondire la conoscenza della lingua e della cultura ebraica. Dopo i saluti di David de Rothschild, presidente della Fondazione per la memoria della Shoah, e i discorsi di Franois Weil, rettore dellAccademia di Parigi nonch cancelliere delle Universit di Parigi, e di Edmond Elalouf, presidente del Centro comunitario di Parigi, hanno portato i loro messaggi di auguri i presidenti del Fondo sociale ebraico unificato, Pierre Besnainou, dellAlleanza israelitica universale, Marc Eisenberg, del Concistoro centrale, Jol Mergui, e del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia, Richard Prasquier. Ma stato il dibattito intitolato La spiritualit face la violence et la terreur. Penser le religieux au XXI sicle ad animare la serata, grazie agli interventi del gran rabbino di Francia, Gilles Bernheim, e del filosofo Bernard-Henri Lvy. Nellepoca attuale si legge nella presentazione dellincontro non si dovrebbe parlare di spiritualit, di fede, del fatto religioso senza una riflessione sui legami assai complessi fra il pensiero religioso del nostro tempo e le tentazioni violente che si esprimono attraverso la guerra, le rivoluzioni, il terrorismo, le persecuzioni. Si manifestano oggi, contemporaneamente, un rinascimento del religioso e una recrudescenza delle pulsioni mortifere estreme. Il pensiero contemporaneo non dovrebbe eludere la domanda cruciale suscitata da questa congiunzione inattesa. Quale pu essere la risposta dei filosofi, dei teologi, degli storici, degli psicanalisti, dei sociologi, a questo interrogativo? La strana alleanza del sacro con la violenza, descritta nelle societ pi arcaiche del pianeta, si esprime ai nostri giorni sotto volti inquietanti. Esiste ci si chiede un antidoto tale da consentire a una spiritualit sana e rinnovata di superare questa minaccia fatale che pesa sul nostro futuro?. La Francia stata colpita lanno scorso dalla strage di Tolosa (un insegnante, i suoi due figli e unaltra bambina uccisi davanti a una scuola ebraica da un giovane estremista islamico di origini algerine) e si trova quotidianamente a fronteggiare atti pi o meno gravi di antisemitismo e antisionismo. Bernheim e Lvy hanno dibattuto informa sul sito on line la Comunit ebraica di Roma sul ruolo delle istituzioni ebraiche francesi, le quali si fanno sempre pi carico di veicolare uninformazione corretta e di permettere ai giovani di affrontare preparati interlocutori sempre insidiosi. Bernheim e Lvy, un uomo di fede e un pensatore laico, condivido-

Appello del vescovo anglicano di Down and Dromore

Preghiere per lIrlanda del Nord


LONDRA, 10. Una chiamata di tutti i cristiani alla preghiera: linvito lanciato dal vescovo anglicano di Down and Dromore, Harold Miller, in merito alla situazione di violenza creatasi in questi giorni a Belfast, a seguito di nuovi scontri fra unionisti e lealisti. In una testimonianza pubblicata nel sito dellAnglican Communion, il presule parla di giorni tragici e difficili in Irlanda del Nord e, soprattutto, a Belfast, citt questultima che si trova proprio nel territorio della diocesi anglicana di Down and Dromore. I primi disordini erano gi esplosi dopo la decisione, votata il 3 dicembre dal consiglio comunale di Belfast, di issare la bandiera britannica sul municipio della citt solo in alcuni giorni prestabiliti. Il 6 gennaio i lealisti che tornavano da una manifestazione davanti al municipio sono stati attaccati dai nazionalisti. La polizia intervenuta per disperdere la folla ma i lealisti hanno innalzato delle barricate e si sono rifiutati di abbandonare larea intorno a Lower Newtownards Road, a East Belfast, suscitando la reazione delle forze dellordine che hanno anche sparato alcuni proiettili di gomma. Il vescovo di Down and Dromore richiama le tensioni che si sono accumulate fin dal passato per indicare la necessit di promuovere un forte spirito di riconciliazione. Coloro che hanno sperimentato le divisioni e le violenze passate in Irlanda del Nord ha affermato sono profondamente preoccupati per lorientamento che la situazione ha preso attualmente. A tale riguardo, ha aggiunto il presule, personalmente ho avuto modo di assistere alle violenze, allatmosfera minacciosa e alla paura scaturita nelle persone anziane e nelle famiglie che vivono nelle vicinanze degli scontri e ho chiesto come il Vangelo del Principe della Pace possa essere proclamato e vissuto in questo contesto e sono tornato indietro pensando alla vulnerabilit del Cristo-bambino, nato in un mondo pericoloso. Nel concludere la sua testimonianza, il presule chiede a tutti i nostri fratelli e sorelle cristiani, ovunque si trovino, di pregare per noi affinch la grazia di Dio sia estesa anche a coloro che sono intenti alla distruzione e che tutti possano imparare a vivere assieme in armonia e ad amarsi gli uni e gli altri con lamore del perdono e della riconciliazione oltre le divisioni. Da tempo leader anglicani e cattolici operano per infondere uno spirito di riconciliazione nella popolazione. Contro la violenza in Irlanda del Nord, fra gli altri, si era espresso nellaprile 2011 il cardinale Sen Baptist Brady, arcivescovo di Armagh e primate di tutta lIrlanda. Il porporato, in occasione della celebrazione dei funerali di un agente di polizia, aveva rivolto un appello a quanti hanno imboccato la strada della violenza esortandoli, invece, a scegliere la vita, scegliere la bont, scegliere la pace. Il cardinale Brady ha chiesto ai genitori e ai nonni di esortare figli e nipoti a non farsi mai coinvolgere dalla violenza e a non farsi ingannare da chi dice che solo la guerra pu assicurare la futura unione di tutta lIrlanda. In nota pubblicata nel sito della diocesi anglicana di Down and Dromore, il vescovo Miller sottolinea ora che nulla pu essere visto come scusa per giustificare il tipo di violenza a cui abbiamo assistito finora. Per il presule, il risultato sar anche quello di diminuire gli investimenti dallestero e di danneggiare il turismo e il rispetto di cui gode lIrlanda del Nord in tutto il mondo. In occasione del Natale, nel sito della diocesi anglicana era stata pubblicata un preghiera per la pace e la prosperit in Irlanda del Nord.

Il gran rabbino di Francia Gilles Bernheim e, a sinistra, limam di Drancy, Hassen Chalghoumi, alla marcia silenziosa svoltasi il 25 marzo 2012 dopo la strage di Tolosa

no la convinzione, ereditata dal filosofo Emmanuel Lvinas, che bisogna tradurre la saggezza biblica in greco, la sola maniera, si legge sul sito di Bernard-Henri Lvy, per far cogliere ai contemporanei, ebrei e non ebrei, la pertinenza del messaggio di Israele. Se conoscere Dio significa ci che occorre fare, se letica non il corollario della visione di Dio ma la visione stessa, se il pio il giusto, come scriveva Lvinas, allora la riflessione sulla strana alleanza fra sacro e violenza pu solo sollevare scandalo. In unepoca caratterizzata dal confronto fra civilt ha affermato il gran rabbino di Francia in una recente intervista a La Croix la questione di sapere se le religioni sono capaci di diventare una forza di pace piuttosto che una fonte di conflitti. La risposta a questa domanda dipende strettamente dal posto che le differenti fedi e culture concedono allaltro, a quello che non ci somiglia, a quello la cui appartenenza, colore o credo differisce dai nostri. Cosa vediamo in questo altro? Una minaccia per la nostra fede e il nostro modo di vivere o piuttosto un arricchimento per leredit dellintera umanit?. Dal canto suo Lvy ha dedicato una parte importante del proprio lavoro allanalisi del totalitarismo e del fondamentalismo religioso. E in passato non ha mancato di esprimere il suo sostegno ai cristiani, i quali, ha dichiara-

to lui stesso, formano su scala planetaria la comunit pi costantemente, violentemente e impunemente perseguitata. Il Centro comunitario di Parigi sorto con la missione di diventare il contenitore privilegiato per ospitare e offrire progetti e programmi indistintamente a tutti gli ebrei. Le oltre cento attivit spaziano dai corsi di Talmud Torah al coro, dallesame psicometrico per accedere alle universit israeliane alle conferenze settimanali in orari pomeridiani, preserali e serali (nel passato ha ospitato oratori quali Mosh Dayan, Abba Eban, Nahoum Goldmann, Jacques Attali, Raymond Aron e Golda Mer). Nato in boulevard Poissonnire allindomani della guerra, della Shoah e delle grandi migrazioni sefardite dal Nord Africa, la struttura spiega la Comunit ebraica di Roma ha conosciuto uno sviluppo straordinario grazie allapporto del Fonds social juif unifi, la cui opera umanitaria si rafforzata nel fornire aiuti concreti a tutti gli ebrei francesi che per motivi di et, salute, disagio sociale ed economico si rivolgono al Centro; da tredici anni nella grande sede di rue La Fayette ospita anche una grande sinagoga sefardita. Per il giubileo dei cinquantanni, il Centre communautaire de Paris organizzer dibattiti, concerti e cinque viaggi con destinazione localit che hanno fatto la storia del popolo ebraico.

Il comunicato finale dellannuale visita del Coordinamento dei vescovi di Stati Uniti, Canada e Unione europea

Per giungere a una pace giusta in Terra Santa


GERUSALEMME, 10. Lavoreremo strenuamente per persuadere i nostri rispettivi governi a riconoscere le cause che stanno alla radice della sofferenza in questa terra e a intensificare gli sforzi per una pace giusta: limpegno che la delegazione dei vescovi di Stati Uniti, Canada e Union europea dellHoly Land Coordination (Hlc) hanno assunto al termine della loro visita annuale in Terra Santa, la tredicesima in ordine di tempo, che si chiusa oggi, gioved 10, a Gerusalemme. Nella loro dichiarazione finale i presuli hanno tracciato un bilancio dei lavori che, dal 5 gennaio scorso, li hanno portati a Gaza, a Zarqa e Madaba in Giordania, a Betlemme, a Beit Jala e nella valle di Cremisan e ad incontrare, oltre al nunzio apostolico, arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, e al Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, anche sacerdoti, religiosi e volontari impegnati nel campo dellaccoglienza ai rifugiati siriani e iracheni, ai migranti, ai detenuti e nel campo della difesa dei diritti umani. La nostra fede stata arricchita dalla forza e dal coraggio delle persone che abbiamo incontrato. I presuli sottolineano pertanto di sentirsi spinti a promuovere una pace giusta e invitiamo le comunit cristiane nei nostri Paesi di origine e le persone di buona volont in tutto il mondo a sostenere il lavoro intrapreso in questa regione per costruire un futuro migliore. In questo senso, un buon esempio sono due agenzie che abbiamo visitato: il Catholic Relief Services a Gaza e il programma per i rifugiati in Giordania gestito dalla Caritas. Un ruolo importante lo ricopre anche limpegno della Chiesa nel campo educativo, scrivono i vescovi dellHlc, citando come esempi le universit cattoliche di Betlemme e di Madaba, questultima visitata da Benedetto XVI nel suo viaggio in Terra Santa nel 2009. Come vescovi chiediamo un aiuto concreto verso le persone pi vulnerabili e la formazione delle nuove generazioni. Incoraggiamo i pellegrini a venire in Terra Santa.

venerd 11 gennaio 2013

LOSSERVATORE ROMANO
Appello della Conferenza episcopale del Venezuela

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Limpegno dei vescovi degli Stati Uniti sul fronte internazionale e interno

Solidariet senza confini


WASHINGTON, 10. Prosegue anche nel 2013 il forte impegno dellepiscopato cattolico negli Stati Uniti per promuovere progetti di solidariet sia a livello internazionale che nazionale. Questanno infatti si rinnover, nei giorni 26-27 gennaio, la tradizionale colletta promossa dalla United States Conference of Catholic Bishops (Usccb) per la Chiesa in America latina. Evangelizzazione, catechesi e vocazioni sono i punti principali su cui verranno focalizzate le iniziative, che verranno sostenute come sempre dalle donazioni e dai contributi forniti dalle comunit parrocchiali sparse negli Stati Uniti. Lannuale campagna di solidariet per lAmerica latina chiama oramai da quarantacinque anni le parrocchie nel Paese a mobilitarsi per promuovere progetti missionari. La colletta, si sottolinea, rappresenta lespressione della fede cattolica nel continente americano. Questanno lattenzione sar in particolare rivolta alla crescita spirituale delle nuove generazioni e alla loro partecipazione attiva nella comunit. Sosteniamo la Chiesa in America latina per celebrare la nostra tradizione cristiana, incoraggiando lo sviluppo economico di programmi che favoriscono la leadership dei giovani nella Chiesa sottolinea il presidente del Subcommittee on the Church in Latin America della Usccb, il vescovo ausiliare di Seattle, Eusebio L. Elizondo. Il Subcommittee sovrintende la colletta per la Chiesa in America latina destinata a finanziare anche altri interventi individuati dai vescovi statunitensi, come quelli, per esempio, di costruzione o di ricostruzione di luoghi di culto. Monsignor Elizondo aggiunge che attraverso il loro sostegno generoso, le parrocchie sono in grado di fornire ai giovani gli strumenti di cui hanno bisogno per crescere nella relazione con Cristo. Linvito a partecipare alla colletta rivolto soprattutto alla comunit ispanica. Liniziativa, osserva il presule, offre lopportunit agli ispanici negli Stati Uniti per mostrare solidariet nei confronti della Chiesa nei loro Paesi dorigine e per dare sostegno ai giovani che cercano il senso della vita. A tale riguardo, nel comunicato che accompagna le parole del vescovo ausiliare di Seattle, si fa riferimento al Centro di Formazione della Giovent in Brasile e ai programmi pastorali in vari Paesi. Nel comunicato viene altres evidenziato che nel corso del 2012 sono stati assegnati fondi pari a 6,5 milioni di dollari, di cui hanno beneficiato un totale di ventitr Paesi. I progetti finanziati sono stati 417. Nel corso del 2011 i contributi avevano invece consentito di finanziare 407 progetti. Un totale di 7,1 milioni di dollari sono stati distribuiti, sempre nel 2011, a diciannove Paesi. Nel novembre dello stesso anno il subcomitato aveva inoltre approvato il finanziamento di 174 progetti per un valore di oltre due milioni di dollari. Nel 2010, inoltre, vennero raccolti, grazie alla colletta, circa 8 milioni di dollari che hanno finanziato pi di 400 progetti. Parte dei fondi stanziati nel 2012 sono stati destinati alla ricostruzione delle chiese danneggiate durante i terremoti e le inondazioni che hanno colpito Haiti, Cile e Cuba. Ad Haiti, ad esempio, colpito dal sisma del gennaio 2010, la Usccb ha predisposto un piano di aiuti denominato Program for the Reconstruction of the Church che mette a disposizione fondi per ricostruire una settantina tra chiese e altri edifici religiosi. Altri stanziamenti sono poi andati al sostentamento del clero. In generale, sul totale dei fondi assegnati a favore della Chiesa in America latina, almeno 500.000 dollari (pari a quasi il 27 per cento) vanno alla formazione dei seminaristi e del clero. Il finanziamento per la formazione di religiosi, seminaristi, clero e diaconi permanenti ha raggiunto per esempio nel 2011 la somma di quasi 1,8 milioni di dollari. Nel 2012, in occasione del viaggio apostolico di Benedetto XVI in Messico e a Cuba, dalla Conferenza episcopale negli Stati Uniti si sono aggiunti contributi per altri due milioni di dollari a favore di un totale di 139 progetti. Anche sul fronte interno, lepiscopato statunitense ha da tempo deciso di dedicare un ampio sforzo di sensibilizzazione sul tema della povert e del disagio sociale. A tale riguardo, proprio il corrente mese di gennaio, stato dedicato alla lotta alla povert. Al Poverty Awareness Month stata dedicata recentemente uniniziativa che ha visto la creazione di unapposita pagina in lingua spagnola del sito www.PovertyUSA.org. Si tratta di un sito contenente informazioni, statistiche e programmi inerenti il problema della povert che intende aiutare la comunit cattolica, ma non solo, a riflettere e a impegnarsi nella testimonianza di solidariet. Speriamo che il Poverty Awareness Month spiega il responsabile della campagna contro la povert per conto della Conferenza episcopale, il vescovo di Sacramento Jaime Soto contribuisca a migliorare la coscienza dei cattolici e degli altri cittadini relativamente al problema, cercando di lavorare assieme in modo che questo apostolato fondamentale di giustizia e di misericordia serva a ridurre il disagio e a ripristinare la dignit umana nella nostra societ. Situazioni pi o meno gravi di povert, secondo alcune stime, coinvolgono circa 37 milioni di persone, di cui un gran numero (13 milioni) sono bambini. La campagna di sensibilizzazione, a carattere annuale, prevede lampio utilizzo dei moderni strumenti per la condivisione di riflessioni, idee e proposte concrete, che si avvalgono della trasmissione di informazioni sulla rete internet. I timori della popolazione riguardo lincremento del malessere sociale sono emersi in passato in un sondaggio dal titolo Poverty Pulse, promosso dallo stesso episcopato statunitense, secondo il quale la maggioranza dei cittadini si ritengono preoccupati circa la situazione del Paese, temendo altres che la povert possa aumentare nei prossimi anni.

In difesa della Costituzione

Nomine episcopali
Le nomine di oggi riguardano la Chiesa negli Stati Uniti dAmerica, in Irlanda, Canada e India.

Oscar Cant vescovo di Las Cruces (Stati Uniti dAmerica)


Nato il 5 dicembre 1966 a Houston (Texas), nellarcidiocesi di Galveston-Houston, stato ordinato sacerdote per larcidiocesi di Galveston-Houston il 21 maggio 1994, ricoprendo poi i seguenti incarichi: vicario parrocchiale della Saint Christopher parish (19941996), della Saint Cecilia parish (1996-1997) e della Saint Francis Cabrini parish (2002-2003); parroco della Holy Name parish (20032008), sempre a Houston. Nominato vescovo titolare di Dardano e ausiliare di San Antonio il 10 aprile 2008, ha ricevuto lordinazione episcopale il 2 giugno successivo. Nel 2010 stato amministratore apostolico di San Antonio durante la sede vacante. In seno alla Conferenza episcopale membro del Committee on catholic education, del Committee on international justice and peace, del Committee on the protection of children and young people e del Subcommittee on hispanic affairs.

In vista della decisione del Congresso nazionale

La Chiesa in Cile e le unioni di fatto


SANTIAGO DEL CILE, 10. Chiediamo a coloro che sono stati chiamati dal popolo a legiferare di ascoltare e rispettare le opinioni e i differenti punti di vista. quanto ha dichiarato monsignor Juan Ignacio Gonzlez Errzuriz, vescovo di San Bernardo, davanti alla commissione del Senato in merito alle decisioni che il Congresso dovr adottare a breve sulle unioni di fatto nel Paese (Ley de Acuerdo de Vida en Pareja, Avp). Il vescovo intervenuto a nome del presidente della Conferenza episcopale del Cile (Cech) e arcivescovo di Santiago de Chile, monsignor Ricardo Ezzati Andrello. Secondo la Conferenza episcopale, la decisione del Congresso rappresenta uno dei passaggi pi delicati della storia istituzionale del Cile, perch si andr a modificare una legge che potrebbe influenzare lopinione pubblica e causare, in futuro, diversi cambiamenti. La Chiesa ha spiegato alla commissione il vescovo di San Bernardo in rappresentanza dellarcivescovo Ezzati Andrello particolarmente interessata e attenta alle unioni di fatto, una realt che non ignora n condanna. Tuttavia, qualsiasi alterazione non sufficientemente maturata finirebbe per provocare pi problemi anzich evitarli. Inoltre, levidenza empirica mostra che la legalizzazione delle unioni civili il percorso che precede il tentativo di stabilire direttamente il matrimonio omosessuale. In merito ai recenti attacchi alla persona del Papa da parte di alcuni movimenti contrari allideologia cattolica, monsignor Gonzlez Errzuriz ha tenuto a precisare che la Chiesa cattolica in Cile proclama il rispetto incondizionato della dignit di ogni essere umano senza distinzione di alcun tipo. Le nostre obiezioni e opinioni ha detto il presule si riferiscono alle situazioni che noi consideriamo negative per la persona umana e la famiglia, ma mai alle persone e alla loro dignit, che devono sempre essere rispettate. La Chiesa crede e insegna che tutti gli esseri umani, dal concepimento fino alla morte naturale, nascono dotati della stessa dignit e sono tutti figli dello stesso Dio, e noi abbiamo una particolare preoccupazione pastorale per tutte le persone, soprattutto per quelli che, per qualsiasi circostanza, soffrono a causa di discriminazioni ingiuste. Il vescovo di San Bernardo, inoltre, ha manifestato la preoccupazione della Chiesa per i toni accesi e gli insulti verbali che si sono registrati in questi giorni in Cile in merito alle unioni di fatto. Possiamo avere opinioni diverse sul modo di concepire la verit sulla persona umana, ma non si pu attaccare chi la pensa in maniera diversa. Quindi ha proseguito il presule sia la Chiesa cattolica che altre istituzioni che operano in ambito religioso ed etico, chiedono rispetto per le opinioni degli altri, senza dover ricorrere alloffesa verbale, agli insulti o alle aggressioni che si sono verificati in questi ultimi giorni nel nostro Paese. Secondo la Conferenza episcopale il contenuto del disegno di legge in esame una grave sottovalutazione, come gi dimostrato in altri Paesi, dellistituzione del matrimonio fondato sullunione di un uomo e una donna. La Cech ribadisce, dunque, il timore che leventuale approvazione del disegno di legge possa spianare la strada a un riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso. La comunit familiare ha concluso il vescovo nasce da un patto coniugale vincolante tra uomo e donna. Il matrimonio non una creazione del Governo, ma unistituzione naturale e originale. Le unioni di fatto sono il risultato di comportamenti privati e tali devono restare. Il loro riconoscimento pubblico equiparato al matrimonio fa male alla famiglia fondata sul matrimonio.

CARACAS, 10. Sempre, e soprattutto di fronte a un crescente clima di tensione e di incertezza, la strada da maestra da seguire quella del rispetto assoluto della Costituzione. quanto sottolineano i presuli venezuelani in un documento diffuso nel corso dei lavori della novantanovesima assemblea plenaria che si conclude venerd 11. Il riferimento, esplicito, alle tensioni politiche alimentate dalla malattia del presidente Hugo Chvez, attualmente ricoverato a Cuba, dove alle prese con i postumi di un delicato intervento chirurgico. Chvez, rieletto per la quarta volta nellottobre scorso alla guida del Paese, non ha infatti potuto prendere parte oggi, gioved 10, alla programmata cerimonia dinsediamento. Il Parlamento, mettendo fine a una discussione che per giorni ha animato il dibattito politico, ha concesso al presidente tutto il tempo di cui avr bisogno per guarire dalla sua malattia e rientrare in Venezuela. Una decisione comunicata dal presidente dellAssemblea nazionale, Diosdado Cabello, il quale ha reso noto che Chvez assumer lincarico successivamente, davanti alla Corte Suprema. Al contrario, secondo le opposizioni, la mancanza del presidente eletto alla cerimonia dinsediamento avrebbe dovuto portare a una presidenza ad interim e a un rapido ritorno alle urne. Da parte loro, i presuli non hanno voluto prendere posizione. Ma hanno lanciato un appello a non alterare la Costituzione, e a tutelare il bene comune. In particolare il presidente della Conferenza episcopale, larcivescovo di Cuman, Diego Rafael Padrn Snchez, ha sottolineato che quello attuale un momento difficile e incerto che potrebbe condurre il Paese verso un crocevia pericoloso. Secondo il presidente dei vescovi, i ben venticinque comunicati del Governo sulla salute di Chvez hanno contribuito a confondere la popolazione e ora lunica certezza che il 10 gennaio finisce un mandato del presidente e ne comincia un altro. Tuttavia, questa assemblea non

vuole intervenire nellinterpretazione della Carta fondamentale, ma in gioco il bene comune e alterare la Costituzione moralmente inaccettabile. Secondo il presule, ci che desidera il popolo venezuelano chiaro: i poteri pubblici devono rispettare e seguire in tutto la Costituzione, perch se si prescinde da essa, si prescinde anche dalle istituzioni e si cade nel caos, nella violenza e nellanarchia. Da parte dei presuli anche lapprezzamento per il sentimento religioso e latteggiamento cristiano manifestato da tutto il popolo venezuelano che ha accompagnato e sta accompagnando con la preghiera la convalescenza di Chvez. stato bello vedere come i sostenitori e gli oppositori del presidente abbiano deciso di pregare insieme per la sua guarigione. Del resto, un atteggiamento opposto, sarebbe stato non solo anti cristiano, ma anche addirittura disumano e anti venezuelano. I presuli, per, mettono anche in guardia da altri tentativi di aggirare il dettato costituzionale. Osserviamo con preoccupazione che nellinsieme delle leggi denominate potere del popolo, si pone con enfasi laccento sulle stesse, introducendo concetti come socialismo e Stato comunale che non sono contemplati nel testo costituzionale. In questo senso, si rileva che lorganizzazione politica territoriale non pu costruirsi su una ideologia restrittiva, perch si andrebbe contro la concezione di uno Stato plurale, inclusivo e democratico, consacrato dalla Costituzione, agli articoli 2 e 6. Al contrario, i venezuelani, in questo momento difficile, sono chiamati a riaffermare la loro vocazione democratica. Soprattutto, i vescovi spingono per un dialogo franco, aperto e rispettoso, che abbia come obiettivo la totale aderenza alla Costituzione e la difesa della sovranit del Venezuela. Tutto ci deve continuare a essere il modo per raggiungere il superamento dei tanti ostacoli che possono influenzare la nostra convivenza e che ci possono portare a una crisi pi profonda.

Brendan Leahy, vescovo di Limerick (Irlanda)


Nato a Dublino il 28 marzo 1960, stato ordinato sacerdote il 5 giugno 1986. Successivamente stato, per otto mesi, vicario parrocchiale a Clonskeagh e poi professore allIstituto Mater Dei di Dublin (1992-2006) e al seminario diocesano di Holy Cross college (1992-1999). Tra il 1999 e il 2004 ha prestato anche servizio, come vicario parrocchiale, presso la parrocchia di Lusk, a nord di Dublino. Dal 2006 professore di teologia sistematica nel seminario nazionale di St. Patricks college a Maynooth. anche presidente della commissione diocesana per lecumenismo dellarcidiocesi di Dublin e segretario della commissione ecumenica della Conferenza episcopale. Dal 2006 membro corrispondente della Pontificia Accademia di Teologia.

Marwan Tabet, vescovo di Saint-Maron de Montral dei Maroniti (Canada)


Nato a Bhamdounm, in Libano, il 20 luglio 1961, entrato nella congregazione dei Missionari libanesi il 26 settembre 1980. Dopo lordinazione sacerdote, avvenuta il 20 luglio 1986, stato: vice parroco nella chiesa maronita di Saint Antoine di Lawrence, Massachusetts; vice parroco nella chiesa maronita di Toussaints di Dallas, Texas; parroco fondatore della chiesa maronita Notre-Dame du Liban di Dallas; vice parroco nella missione dei Missionari libanesi a Johannesburg; parroco della chiesa maronita Saint George di San Antonio, Texas. Ha ricoperto incarichi di responsabilit nel segretariato generale per le scuole cattoliche, nellufficio internazionale per linsegnamento in Medio Oriente e nellufficio dellimmigrazione e dello sviluppo del Patriarcato maronita. stato coordinatore della preparazione della visita del Papa in Libano (2012). Ha insegnato nelluniversit SaintEsprit di Kaslik, nellistituto di scienze religiose delluniversit Saint Joseph di Beirut e nel seminario maggiore maronita di Ghazir, svolgendo diversi incarichi anche nella sua congregazione.

Oltre undici milioni di persone in visita al santuario nel corso del 2012

Nuovo record di pellegrini ad Aparecida


APARECIDA, 10. Ancora una volta il santuario nazionale di Aparecida, che si trova nello stato brasiliano di San Paolo, ha battuto il record di pellegrini e si conferma il luogo Santo del Paese pi caro alla popolazione. Secondo i dati forniti dalla Conferenza episcopale del Brasile (Cnbb), nel corso del 2012 ci sono stati in totale 11.114.639 visitatori. Il numero stato superiore rispetto allanno precedente, quando il santuario ha registrato una presenza di fedeli pari a 10.900.000, e rispetto al 2010 con 10.300.000. Ancora una volta ha sottolineato padre Valdivino Guimares, missionario redentorista e prefetto del santuario nazionale abbiamo registrato un record di visitatori. Questo grande movimento di persone dovuto innanzitutto grazie allaccoglienza, alle infrastrutture, al significativo sostegno dei mass media (tra cui Radio e Tv Aparecida, la Rivista di Aparecida) e, in particolare, alla grande devozione del popolo brasiliano a Nostra Signora di Aparecida. Siamo molto felici e soddisfatti e continuiamo nel nostro lavoro. Aparecida accoglie grandi pellegrinaggi in basilica grazie anche allaiuto di oltre mille volontari. La Conferenza episcopale ribadisce che nessun altro luogo in Brasile riceve cos tanta gente. Nella prima met del 2012, il santuario ha visto la presenza di 4.453.000 pellegrini. Meglio nella seconda parte dellanno con 6.662.000 visitatori. Il mese considerato pi caldo in termini di presenze stato settembre, quando il santuario ha accolto oltre un milione di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Intanto, nei giorni scorsi larcivescovo di Aparecida, cardinale Raymundo Damasceno Assis, e il vescovo ausiliare, monsignor Darci Jos Nicioli, si sono recati a Ftima, in Portogallo, per incontrare il vescovo di Leiria-Ftima, monsignor Antnio Augusto dos Santos Marto. La visita avvenuta in vista dei preparativi nel 2017 di due importanti eventi per i due Paesi: la celebrazione del giubileo per i trecento anni della scoperta dellimmagine di Nostra Signora di Aparecida nelle acque di Rio Paraiba e per i cento anni della prima apparizione della Madonna di Ftima ai tre pastorelli in Portogallo. Il santuario nazionale e larcidiocesi di Aparecida hanno pertanto avviato colloqui con il santuario di Ftima per definire a breve un programma di celebrazioni comune. La Cnbb fa sapere che sono previsti nuovi incontri tra le autorit religiose, sia in Brasile che in Portogallo nel corso di questanno.

George Madathikandathil vescovo eparchiale di Kothamangalam dei Siro-Malabaresi (India)


Nato il 9 maggio 1956 a Purapuzha, nelleparchia di Kothamangalam (India), ha ricevuto lordinazione sacerdotale il 23 dicembre 1980 e ha svolto il servizio pastorale nelle parrocchie della cattedrale di Arakuzha, di Pyngottoor e di Njarakad. Inviato a Roma, ha conseguito il dottorato in diritto canonico al Pontificio Istituto Orientale. Dal 1990 al 2010 ha insegnato diritto canonico al Pontificio seminario St. Thomas di Vadavathoor, dove ha svolto anche lincarico di vice rettore e rettore. stato, infine, parroco di St. Marys church, Arakuzha.

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LOSSERVATORE ROMANO

venerd 11 gennaio 2013

Verso la conclusione la visita del cardinale Sandri in Egitto

A colloquio con larcivescovo Tempesta sui preparativi per la giornata della giovent in programma a luglio

La libert religiosa un diritto da garantire a tutti


un forte richiamo a riscoprire la storica natura di terra accogliente, aperta a quanti fuggono da persecuzioni, guerre e povert in cerca di sicurezza e di pace, quello rivolto allEgitto dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, che gioved 10 gennaio, a Sharm-El-Sheik ha inaugurato la nuova chiesa dedicata alla Madonna della Pace. Il richiamo del cardinale giunto sul finire di una visita di sei giorni nel Paese nord africano iniziata il 6 scorso, si conclude domani mattina, 11 gennaio durante la quale stata continua la manifestazione delle preoccupazione della Chiesa per la gravit della situazione dei cristiani in tutto il Medio Oriente; cos come stata costante quella per quanti sono costretti a lasciare le loro case per sfuggire allodio e alla violenza, i siriani su tutti in questo periodo drammatico. Ricordando la storicit della vocazione allaccoglienza propria della terra egiziana a partire dallospitalit offerta alla santa Famiglia in fuga da Erode il porporato ha espresso lauspicio che questa vocazione non venga mai meno e anzi si traduca, in qualche modo, anche nella struttura politica del Paese. Un concetto, questo, che il cardinale aveva gi espresso il giorno precedente rispondendo a unintervista andata in onda alla Radio Vaticana. Auspichiamo aveva detto che in questo periodo di riforme costituzionali in Egitto ci sia da parte realizzato grazie al contributo delleparchia copto cattolica di Ismaylhiah, della nunziatura apostolica in Egitto e del consolato italiano, oltre a quelli dellAiuto alla Chiesa che soffre e dellarcidiocesi di Colonia, tramite la Riunione delle Opere in Aiuto alle Chiese Orientali (Roaco). Sottolineando il significato che assume la dedicazione della nuova chiesa alla Madonna della pace il cardinale ha chiesto esplicitamente di pregare per tutti i cristiani che soffrono e per tutti i popoli vittime delle guerre, sempre insensate. Il giorno precedente, il prefetto del dicastero per le Chiese Orientali aveva presieduto la celebrazione eucaristica al Cairo, in occasione del bicentenario della nascita della beata Maria Caterina Troiani, fondatrice delle suore francescane missionarie del Cuore Immacolato di Maria. In quel contesto, il porporato, tratteggiato un breve profilo della beata, la madre bianca, come era comunemente chiamata da cristiani e musulmani, aveva sottolineato limportanza della celebrazione dellAnno della fede: occasione, aveva detto, per riscoprire la missione di essere testimoni convinti e coraggiosi del Vangelo. Il porporato aveva poi invitato le religiose della famiglia fondata dalla beata ad accogliere le parole di Benedetto XVI nellesortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente, a proposito del bisogno di un maggiore coinvolgimento delle di GIANLUCA BICCINI

Rio de Janeiro capitale dellaccoglienza


Oltre 63.000 volontari iscritti, dei quali pi di 3.500 sono gi operativi. E con linizio del nuovo anno, continuano a giungerne in Brasile ogni giorno. questa una delle cifre pi significative della ventottesima Giornata mondiale della giovent, in programma a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio prossimi. Larcivescovo Orani Joo Tempesta le illustra al nostro giornale in questa intervista a poco meno di duecento giorni dallappuntamento, auspicando anche che le iscrizioni dei giovani vengano fatte il pi presto possibile per poter organizzare bene laccoglienza. Quanto ai luoghi destinati a ospitare le manifestazioni, il presule che presiede il Comitato organizzatore locale (Col) a proposito di alcune osservazioni sullarea di Guaratiba designata per alcune celebrazioni conclusive, precisa che stata fin dallinizio una nostra scelta, sulla quale abbiamo insistito nonostante le difficolt logistiche, spiegando come in tal mondo si sia voluto valorizzare anche quelle zone meno attraenti della metropoli carioca. A che punto sono i preparativi? Siamo gi sul rettilineo finale, quello in cui si comincia a intravedere il traguardo. E la recente visita di una delegazione vaticana ha rafforzato ulteriormente tutta la programmazione della Gmg di Rio 2013. Gli ambiti di lavoro sono moltissimi: dallaccoglienza dei pellegrini, al volontariato, ai dettagli del calendario di ogni giornata. Cominciamo allora dallaccoglienza. Come vi state organizzando? Sono previste tre differenti modalit: negli alberghi, nelle residenze private e in altri tipi di alloggio. Sappiamo che impossibile ospitare tutti i pellegrini negli hotel. molto difficile trovare una citt che riesca ad accogliere adeguatamente una massa di giovani a Madrid sono stati cos tanti solo nelle strutture alberghiere. Per questo si utilizzano anche ulteriori tipi di sistemazione, come le chiese, le scuole, le palestre, i club e altri luoghi adatti. In particolare laccoglienza nelle famiglie di Rio stata per noi una ricchezza e un insegnamento. Litinerario di preparazione alla Gmg ha toccato profondamente i cuori degli abitanti. In una grande citt, normale che le persone abbiano paura di ospitare chi non conoscono. I preparativi hanno invece messo in evidenza che i pellegrini non sono degli sconosciuti. In realt sono fratelli nella fede. Questa affermazione ha aperto molti cuori e molti focolari, aiutandoci anche a inserire ancora di pi la Giornata nelle celebrazioni dellAnno della fede. E per quanto riguarda i volontari? Abbiamo gi oltre 63.000 iscritti. Di essi pi di 3.500 stanno gi partecipando ai preparativi della Gmg in modo diretto o indiretto. Ci sono volontari diocesani, nazionali e stranieri. Tra questi ultimi bisogna distinguere due categorie: quelli che lavorano via internet, presenti in quasi tutti i Paesi del mondo; e quelli che collaborano direttamente nel Col qui a Rio, giunti da Germania, Argentina, Australia, Spagna, Francia, Polonia e Portogallo. Ora, in questo inizio del 2013, ne stanno arrivando molti altri. possibile fare gi un bilancio provvisorio delle adesioni? Sono molti i modi dintendere il concetto di adesione. Posso comunque dire che la Gmg ha avuto un livello molto positivo di adesione. Tra i segnali in tal senso, posso citare laccoglienza da parte di tutti i settori della societ civile, dei poteri pubblici nei tre livelli in cui il Brasile organizzato (federale, statale e municipale), del clero, dei consacrati e del laicato. Ci non avviene solo nel contesto della citt carioca, ma anche a livello nazionale. Il pellegrinaggio della croce e dellicona mariana delle Gmg hanno mostrato quanto lintero Paese si stia mobilitando per lappuntamento di luglio. E in proposito interessante osservare che il Brasile e Rio de Janeiro non possiedono quella che chiamiamo una cultura delle Giornate della giovent. Lunica Gmg svoltasi in America del sud stata quella di Buenos Aires, 25 anni fa. Le altre si sono tenute nellemisfero nord o in aree distanti dal nostro Paese, difficili da raggiungere. I brasiliani vi hanno sempre partecipato, ma ora stiamo vivendo un momento di maggiore scoperta di ci che esse effettivamente significano. Tale scoperta un dato comune a tutti quei settori che ho menzionato poco fa. Limportante sottolineare che le Giornate non si limitano agli atti centrali. Questi sono importanti, costituiscono il punto culminante. Ma bisogna anche tener conto, per esempio, delle catechesi che le accompagnano. Chi conosce le Gmg sa quanto facciano bene le catechesi. Nella nostra arcidiocesi le 264 parrocchie offriranno, di pomeriggio, momenti missionari, ossia di contatto con realt pastorali specifiche, in modo da incrementare ancora di pi la vicinanza tra popoli e realt ecclesiali. Certo, vorremmo che le iscrizioni fossero fatte subito, in modo da poter organizzare nel modo migliore quelli che noi chiamiamo i nuclei della Giornata, ovvero le parrocchie. Ogni area parrocchiale sar il nucleo che riunisce alloggio e catechesi. Ci sar inoltre uno spazio per le attivit del Festival della giovent. Per organizzare bene tutti i nuclei che a loro volta saranno suddivisi in base alle lingue parlate dai gruppi di pellegrini abbiamo bisogno delle iscrizioni il pi presto possibile. In questo caso adesione e iscrizione coincidono. Dal punto di vista dellorganizzazione locale, quante persone sono impegnate? Nel Col lavorano oggi, a pieno ritmo, circa duecento persone. Anche il loro numero per aumenta di giorno in giorno. Oltre ai volontari, di cui abbiamo gi detto, ci sono i vescovi ausiliari ed emeriti (nove in tutto), i vicari episcopali (anchessi nove), i parroci, il clero, i movimenti e cos via. E questo senza che il lavoro quotidiano della diocesi di So Sebastio do Rio de Janeiro venga interrotto. Tutti sono in qualche modo interessati alla preparazione della Gmg. Il nostro undicesimo piano pastorale diocesano prevede che, tra le attivit del 2013, nellAnno della fede, tutti siano coinvolti nella partecipazione attiva alla Giornata. Perci molto difficile fornire un numero preciso. Oltre ai lavori nel Col, a Rio de Janeiro esiste anche unorganizzazione della commissione per la giovent della Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb), che ora sta lavorando al pellegrinaggio della croce e dellicona mariana delle Gmg, e che sta anche programmando la settimana missionaria che precede la Gmg. La

commissione della Cnbb sta anche pianificando una Giornata universitaria da celebrarsi a Belo Horizonte. Mentre tutti insieme stiamo progettando il dopo-Gmg in Brasile e lorganizzazione del settore di pastorale giovanile in tutte le diocesi del Paese. Quali sono le principali novit della Gmg di Rio rispetto a quelle precedenti? Ogni edizione possiede alcuni elementi costanti. La novit consiste nel modo in cui vengono realizzati. Perci siamo in contatto permanente con il Pontificio Consiglio per i Laici e con gli altri organismi della Santa Sede che, in un senso o nellaltro, sono coinvolti nellorganizzazione. Oltre agli atti centrali, la strutturazione in nuclei linguistici corrisponde a un modo di coordinare ospitalit, catechesi e Festival della giovent, che a sua volta rimanda alla geografia di Rio de Janeiro: un fatto, questo, che non era presente in altre Giornate. Stiamo cercando, dunque, dintegrare ospitalit, catechesi e lingua con aree specifiche della citt, per alleggerire il problema degli spostamenti. Per quanto concerne lintegrazione con le comunit locali, sono previste visite e attivit per i pomeriggi di mercoled, gioved e venerd, dopo le catechesi. Queste iniziative conferiranno un carattere ancora pi missionario alla Giornata. La settimana missionaria, che si svolger in tutte le citt delle altre diocesi del Brasile tra il 16 e il 21 luglio, seguir questo schema. Alcune settimane missionarie prevederanno anche la presenza di giovani di altre regioni del mondo, che vi parteciperanno per trascorrervi quel tempo che fino a poco fa veniva chiamato pre-giornata o giornate nelle diocesi. Per quanto riguarda la promozione umana, sar inaugurato un centro di prevenzione e di riabilitazione dalle dipendenze chimiche. In questa struttura saranno integrati i diversi enti che operano nella stessa area e nello stesso settore, offrendo anche a giovani professionisti di differenti aree la possibilit di fare unesperienza di tirocinio. Quali sono i luoghi principali della Gmg di Rio? I grandi eventi saranno ospitati in due aree differenti: la notissima spiaggia di Copacabana e Guaratiba. Nella prima localit si celebreranno la messa di apertura, la cerimonia di benvenuto e la Via Crucis; nella se-

conda, la veglia e la messa conclusiva. Copacabana si trova nellarea meridionale della citt, Guaratiba in quella occidentale. Sono due realt molto diverse nella stessa Rio de Janeiro, citt che, come noto, include una grande variet di contesti. I mass media, specie quelli europei, tendono a descrivere il Brasile secondo unimmagine molto stereotipata, tutta calcio, samba e bellezze naturali. Per a Rio, come nel resto del Paese, esistono enormi problemi sociali, con sacche di povert estrema nelle favelas. La Gmg toccher anche questi luoghi? Nel video ufficiale della Gmg appaiono anche le realt difficili della citt e molto spesso si vedono le favelas. Si tratta di un filmato con scene che si susseguono rapidamente e che raffigurano linvito e larrivo. Questo video, che ha il Corcovado come punto di riferimento pi importante, presenta immagini girate nelle favelas, soprattutto in quella di Santa Maria. La preoccupazione mostrata dalla sua domanda stata tenuta presente fin dal primo momento nellorganizzazione della Giornata di Rio 2013. Anche per questo gli atti centrali si terranno in due poli diversi della vita cittadina: Copacabana famosa in tutto il mondo e ospita molti eventi, Guaratiba si trova in unarea a pi basso reddito. stata fin dallinizio una nostra scelta sulla quale abbiamo insistito, nonostante le difficolt logistiche. Inoltre, essendo i nuclei presenti in ogni parrocchia, la Giornata si celebrer in tutta la citt. Quando ci si prepara a grandi eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica, e il Papa in particolare, arrivano puntualmente critiche per i costi eccessivi che graverebbero sulla comunit che li accoglie. stato cos anche per la Gmg di Rio? Finora non abbiamo dovuto affrontare questo tipo di problema, ma possiamo dimostrare che i costi della Giornata costituiscono, in realt, investimenti e non solo spese. Il primo grande investimento nella persona, sia nellambito specifico dellevangelizzazione, sia in quello pi ampio dei rapporti umani. Un secondo investimento meglio compreso da chi solito misurare questi eventi solo in base allaspetto finanziario senza dubbio il ritorno economico che genera. Nei nostri incontri con la societ civile abbiamo presentato i numeri di Madrid. Pertanto, sia dal punto di vista spirituale e umanosociale, sia dal punto di vista materiale, tutti riconoscono che la Giornata sar una benedizione. In ogni caso, vista la situazione odierna, sappiamo che simili critiche e molte altre potranno essere sollevate; perci siamo molto attenti a questo tipo di osservazioni, soprattutto per poter ristabilire la verit qualora fosse necessario.

Un momento della visita del porporato

di tutti noi il sostegno della preghiera affinch i legislatori siano ispirati alla difesa dei diritti della persona umana, della libert religiosa e di tutti quei diritti che servono in primo luogo la dignit della persona. E tra questi ultimi aveva citato i diritti alleducazione, alla vita, alla casa, al cibo, al lavoro. Principi che si spera, aveva aggiunto, possano entrare nel quadro delle riforme costituzionali non tanto perch si richiamano alla cosiddetta primavera araba, quanto piuttosto perch si riferiscono a una sorta di primavera umana, di primavera delluomo e della sua dignit. Il cardinale era anche intervenuto a proposito della situazione delle comunit cristiane in Egitto, manifestando la preoccupazione per le insistenti voci minacciose per la loro stessa sopravvivenza. Voci isolate aveva specificato ma che paventano la scomparsa di queste comunit dallEgitto. Preoccupazioni delle quali il cardinale aveva parlato anche durante le visite al patriarca greco ortodosso Teodoro II, presso il patriarcato greco ortodosso di Alessandria, e a Tawadros, il nuovo patriarca copto ortodosso, presso il monastero di Anba Bishoy a Wadi Natrun, dove il patriarca continua a condurre una vita monastica. In entrambe gli incontri, caratterizzati da grande cordialit, si convenuto sulla necessit di adoperarsi uniti per impetrare la fine delle sofferenze del popolo siriano, cos come per restituire pace e serenit a tutti i cristiani della regione mediorientale, in modo tale da riuscire a frenare quella continua emorragia che rischia veramente di cancellare la loro presenza dalla faccia di quelle terre. Alla messa celebrata a Sharm-ElSheik, per linaugurazione della nuova chiesa, erano presenti tra gli altri il vescovo di Ismayliah dei copti, Makarios Tewfik, e il parroco Anba Boulos. Ledificio sacro stato

donne nella vita pubblica ed ecclesiale per edificare una societ pi fraterna e una Chiesa resa pi bella dalla comunione tra battezzati. Anche nellincontro con i responsabili delle attivit apostoliche in Egitto, svoltosi mercoled 9 gennaio, il cardinale aveva parlato della necessit di impegnarsi attivamente per la diffusione del Vangelo, in fedele e costruttiva cooperazione con i Pastori, perch la vita della comunit cattolica in Egitto sappia annunciare con efficacia il Figlio di Dio attraverso la vita sacramentale, la catechesi, la carit, specie nellassistenza e nelleducazione, e nel servizio concreto e quotidiano a tanti fratelli e sorelle. Forse aveva aggiunto dobbiamo vigilare perch non ci capiti proprio mentre ci prodighiamo per il Vangelo di lasciare che avanzi il deserto nella coscienza e nel cuore. Soffermandosi poi sulla secolare tradizione dellEgitto, sulle sue grandi religiosit e cultura sempre aperte alla rivelazione di Dio, il porporato aveva ribadito che custodire e coltivare la fede nella cultura costituisce un ambito privilegiato della missione pastorale e dunque va incentivata la collaborazione tra i diversi centri che da tempo animano lattivit apostolica e missionaria di questa Nazione. Aveva poi concluso auspicando la conferma della presenza ecclesiale nel mondo, col dovuto sostegno e la difesa dei cristiani che non vedono riconosciuta la libert religiosa. A tutti indistintamente, perci anche ai cristiani, sia garantito di professare il proprio credo. Spiegando il senso della sua visita il prefetto, durante la tappa al Cairo, aveva sottolineato la volont di far sentire alle regioni orientali la sollecitudine della Chiesa, con un pensiero particolare ai cristiani della Siria e dellIraq, tanto feriti per la violenza degli uomini, ma per grazia di Dio immersi certamente nella ferita aperta del costato di Cristo.