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PROGETTO LAUREE SCIENTIFICHE Universit degli Studi della Basilicata

IL SAPONE
La storia del sapone Il sapone ha una storia molto antica, basti pensare che gi nel 2800 a.C. era conosciuto tra i babilonesi; gli scavi, a Babilonia, hanno riportato alla luce delle giare sulle quali indicata la composizione del sapone in esse contenuto. Anche gli archivi egiziani, relativi ai trattamenti medicali del tempo, evidenziano luso del sapone soprattutto a scopo terapeutico. Secondo unantica leggenda romana il termine sapone deriva da Monte Sapo, che il luogo dove si sacrificavano gli animali; un termine simile presente anche nella lingua tedesca e sta ad indicare una miscuglio di grassi e cenere che veniva utilizzato per tingere i capelli di rosso. Le donne galliche furono le prime a scoprire che trattando la biancheria con cenere e grassi si aveva un effetto smacchiante. Arriviamo intorno all800 d.C. e sappiamo che gi allepoca la Francia, sfruttando le sue materie prime, si impose nella scuola dei saponieri. Nel corso dei secoli man mano che anche il concetto di igiene personale si diffondeva si sviluppata larte del sapone, ma fino allo scorso secolo era considerato un oggetto di lusso adatto soprattutto alle classi pi abbienti. Siamo ormai ai nostri giorni: il sapone di uso quotidiano (a vantaggio anche del nostro olfatto!!) ed accanto ad esso ritroviamo anche tanti detergenti, simili al sapone dal punto di vista concettuale, ma diversi nelle materie prime. La differenza fondamentale che al miscuglio grasso/cenere, vengono sostituiti i tensioattivi, prodotti di sintesi e spesso derivati dal petrolio. Naturalmente il sapone dellantichit era caratteristico della regione in cui veniva prodotto!!!Con parole dei nostri giorni potremmo dire che era un sapone a Km 0 poich sfruttava le materie prime locali. I grassi, cos come la sostanza basica, venivano scelti in base a ci che era presente in loco. Le regioni in cui la tradizione voleva il sacrificio di molti animali sfruttavano grassi animali, cos come regioni in cui erano diffusi vegetali oleosi (olivo, mandorlo, ecc) utilizzavano prevalentemente grassi vegetali. Le condizioni basiche potevano essere raggiunte utilizzando la cenere o pietre particolari in cui erano presenti sali basici. La Francia, ricca nella sua parte meridionale, di piante officinali ed odorose ha introdotto ben presto nelle sue preparazioni il profumo!! Ma cerchiamo di capire pi da vicino la composizione del sapone

Cos il sapone? Dal punto di vista chimico, il sapone una sale ottenuto mescolando una base (soda, potassa, calce) con un grasso (animale, vegetale o minerale).

La reazione spesso viene chiamata reazione di saponificazione ed avviene quando i reagenti vengono riscaldati. Su scala industriale, le condizioni non sono pi quelle di una volta nel senso che la reazione di saponificazione viene effettuata in continuo ad alte pressioni ed in presenza di un catalizzatore in modo che la trasformazione sia molto veloce e quindi lintero processo molto efficiente. Il processo antico prevedeva lutilizzo di un grasso e della lisciva. Il grasso animale il lardo o la sugna che veniva purificato per produrre quello che viene chiamato sego. Per quanto riguarda la lisciva vale la pena soffermarsi un po di pi visto che ormai il suo uso si notevolmente ridotto se non proprio eliminato. La lisciva veniva ottenuta dalla cenere attraverso un processo di pulitura che prevedeva prima una filtrazione e poi una sorta di cottura. Dopo la bollitura una successiva filtrazione con un panno di cotone forniva un liquido abbastanza limpido che poteva essere conservato per lunghi periodi in recipienti di vetro. I reagenti che vengono utilizzati attualmente appartengono ovviamente alle stesse categorie, ma con sostanziali variazioni soprattutto volte a rendere il processo di saponificazione pi veloce ed efficace. Per quanto riguarda i grassi, ne possiamo utilizzare diversi e sceglierli in base al tipo di sapone che vogliamo realizzare. Utilizzando dei grassi animali viene fuori un sapone adatto soprattutto per il bucato poich abbastanza aggressivo; per ottenere, invece, un sapone adatto alle mani e al corpo sono pi consigliabili oli vegetali. Possiamo utilizzare anche combinazioni di diversi oli per ottenere saponi sempre diversi tra loro per quantit di schiuma, colore, morbidezza, efficacia. La funzione della lisciva era quella di fornire le condizioni alcaline e quindi oggi possibile utilizzare direttamente la base, in genere lidrossido di sodio.

Perch il sapone pulisce? Guardiamo la struttura del nostro sapone. Ogni molecola ha una coda molto lunga idrofoba: quella parte della molecola tende a ripiegarsi su se stessa o ad avvicinare altre molecole simili ad essa e in ogni caso respinge lacqua. La testa della nostra molecola, invece, idrofila: questa parte di molecola molto affine allacqua e quindi si legher ben volentieri a molecole di acqua. La somma delle due parti della molecola avr quindi contemporaneamente due propriet: da una parte la capacit di legarsi a molecole non polari (lo sporco) e dallaltra allacqua. Per fare una prova semplice, ma molto efficace possiamo sporcarci le mani con un olio; adesso proviamo a lavarci le mani solo con lacqua: che succede? Le mani non si puliscono, lolio non viene rimosso, anzi, sembra che le nostre mano diventino quasi impermeabili!! Olio e acqua hanno polarit molto diverse e quindi non si sciolgono luno nellaltra. Lolio resta sulle nostre mani. Proviamo adesso a lavarci le mani anche con il sapone: questa volta utilizziamo qualcosa che ha una parte simile allolio e che quindi sar capace di legarsi ad esso ed una parte

solubile in acqua. Le mani si puliranno visto che le molecole di sapone hanno fatto da ponte tra le molecole di acqua e le molecole di olio. Il sapone si organizza in una struttura in cui le code idrofobe sono orientate in modo da sfuggire allacqua ed essere vicine tra loro e al grasso, mentre le teste idrofile sono esposte allacqua. Ne viene fuori una struttura circolare, che prende il nome di micella.

CHIMICAMENTE. Nella reazione di saponificazione i grassi che in genere sono presenti in forma di trigliceridi vengono trattati con una soluzione di idrossido di sodio. Le condizioni basiche idrolizzano il trigliceride e si forma cos il sale, che costituisce il nostro sapone, e la glicerina che nei processi industriali viene recuperata e riutilizzata nellindustria cosmetica, farmaceutica e anche del tabacco come agente umidificatore.

I grassi li possiamo suddividere in due categorie, quelli che normalmente vengono chiamati oli e quelli che invece vengono chiamati burri. Gli oli contengono per lo pi acidi di grassi insaturi mentre i burri contengono prevalentemente acidi grassi saturi; in genere le insaturazioni comportano un abbassamento del punto di fusione e quindi per questo che gli oli a temperatura ambiente sono liquidi, mentre i burri sono solidi!!! I grassi animali che a temperatura ambiente sono solidi, contengono infatti, prevalentemente grassi saturi. Guardando la stechiometria della reazione osserviamo che utilizzando 3 equivalenti di base tutto il grasso si consuma, ma se non tutto il grasso reagisse otterremmo un sapone pi gentile con la pelle. Per questa ragione in base allutilizzo del sapone (shampoo, doccia, mani, viso) viene effettuato in diversa percentuale lo sconto della soda. Lo sconto della soda assicura cos che ci sia una parte di grasso non reagito nel nostro sapone: chimicamente parlando la soda diventa in questo modo il reagente limitante. Anche la scelta della base importante; in generale infatti per la produzione di saponi solidi si utilizza lidrossido di sodio, invece per i saponi liquidi si utilizza lidrossido di potassio. LA PROFUMAZIONE

Per profumare un sapone lindustria moderna utilizza prevalentemente profumazioni sintetiche, ma gli oli essenziali di qualsiasi tipo possono soddisfare questo scopo. Molto spesso lestrazione di oli profumati direttamente dalla natura richiede condizioni difficilmente realizzabili in laboratori casalinghi; in alcuni casi possibile ottenere soluzioni profumate anche in modo semplice. quello che normalmente si fa quando a casa si preparano i liquori direttamente dagli agrumi. Lasciando le bucce darancia in macerazione

in etanolo per qualche giorno, otterremo una soluzione di etanolo arricchita di tutte le sostanze volatili che caratterizzano il classico odore darancia. Potremo utilizzare quindi questa soluzione per profumare il sapone. Una soluzione di questo tipo, per quanto profumata, ovviamente non raggiunger lintensit di odore degli oli essenziali commerciali che vengono preparati con tecniche pi sofisticate, ma comunque pu essere utile al nostro scopo.

IN LABORATORIO. Prepariamo un sapone allolio di oliva RICETTA 80 g 20g olio di oliva olio di arachidi Attenzione alla soluzione di NaOH!!! La soluzione ha unelevata concentrazione, quindi un alto potere corrosivo. Non utilizzare materiali di alluminio a contatto con la soluzione!!! Durata dellesperimento: 2 ore

12,4g idrossido di sodio 100ml acqua distillata 2 arance 50ml etanolo

Utilizziamo una miscela di oli e il burro e la cera dapi che aiuteranno la solidificazione del sapone. PROCEDURA Per il profumo: Si sbucciano due arance e le bucce vengono lasciate in macerazione in etanolo. Se la il processo di macerazione dura per qualche giorno si otterr una profumazione pi intensa!!! Si preparala la soluzione di base: 12,4g di NaOH in 100 ml di H2O Per preparare la soluzione di NaOH in H2O aggiungere le pasticche di idrossido allacqua. La reazione esotermica, si pu raffreddare con un bagno di ghiaccio, oppure lasciarla poi raffreddare lentamente.

In un beker si pesano lolio di oliva, lolio di arachidi. Si riscalda la miscela sulla piastra fino a quando laspetto della miscela non diventa omogeneo. A questo punto bisogna portare la miscela dei grassi e la soluzione di NaOH alla stessa temperatura intorno ai 40C. Si aggiunge la soluzione di idrossido di sodio molto lentamente alla soluzione dei grassi. Si mescola con un cucchiaio di legno facendo in modo di mantenere sempre omogeneo laspetto della miscela. Dopo 10min circa si osserver la formazione del cosiddetto nastro. Prendendo con il cucchiaio un po della miscela e facendolo ricadere, si osserva che il composto resta in superficiesi raggiunta la consistenza quasi di un budino A questo punto la miscela viene messa a bagnomaria e si raggiunge una temperatura di circa 80C: attenzione allebollizione che non deve essere troppo vigorosa!!! Dopo circa 45 minuti il sapone ha cambiato consistenza. Versiamo il sapone il uno stampo e lasciamolo solidificare per un paio di settimane. importante lasciar bollire il sapone per un tempo sufficientemente lungo poich in questa fase che reagisce lidrossido di sodio ci significa che se la fase di bollitura dura meno, nel sapone resta della base non reagita che caustica!!!! Trascorse le due settimane il sapone si sar ben solidificato; possiamo ridurlo in scaglie e fonderlo a bagnomaria. A questo punto aggiungiamo la profumazione stabilita e se vogliamo il colorante; prima che si raffreddi troppo lo versiamo nei piccoli stampi finali. Lo lasciamo solidificare e nel giro di un paio di giorni il sapone pu essere utilizzato. Di seguito ho indicato alcune profumazioni facilmente realizzabili in laboratorio con diversi metodi, per quanto riguarda, invece, i coloranti, conviene utilizzare quelli gi presenti in commercio. Sono da preferire i coloranti per candele che in genere vengono venduti in cubetti di cera; per utilizzarli necessario scioglierli a bagnomaria aggiungendo circa 30ml di un olio vegetale. Il colorante cos ottenuto pu essere aggiunto lentamente ed amalgamando bene al sapone fuso.

PROFUMAZIONI AROMA DI Arancia /Mandarino/Limone ESTRAZIONE A FREDDO

Le bucce dellagrume scelto vengono lasciate a macerare in etanolo. La procedura deve essere effettuata almeno un paio di giorni prima dellutilizzo, in questo modo la quantit di sostanza estratta dalletanolo, sar sufficiente a profumare il sapone. 2 arance 50 ml etanolo Le quantit possono essere variate, considerando che laggiunta di altro etanolo non implica un aumento della sostanza estratta!!! Se, per fare il sapone, si utilizzano le quantit presentate nella ricetta, per profumare basteranno 10ml di etanolo profumato. AROMA DI Banana MATERIALE Acido acetico CH3COOH 20ml (21g; 0,35mol) 15ml (12,2g; 0,138mol) PREPARAZIONE DELLAROMA SINTETICO IN LABORATORIO

Alcol isopentilico

3-metil-1-butanolo H2SO4 4ml

Acido solforico concentrato

Acqua distillata Solfato di sodio anidro Na2 SO4 Soluzione di bicarbonato di sodio al 5% NaHCO3

Attenzione allacido solforico: non respirare i vapori, ed evitare il contatto sulla pelle: pu provocare gravi bruciature!!! Se dovesse venire a contatto con abiti o sulla pelle, lavare con molta acqua ed aggiungere solo dopo molti lavaggi con sola acqua , anche del bicarbonato sodico.

Soluzione satura di NaCl Reazione di formazione dellessenza di banana:

In un pallone da 100ml, munito di refrigerante, vengono versati lalcol isoamilico, lacido acetico e lentamente lacido solforico; la miscela viene lasciata in agitazione per unora alla temperatura di riflusso. Dopo unora, si spegne la piastra e si fa raffreddare la miscela. Raggiunta la temperatura ambiente si versa la miscela di reazione in un imbuto separatore e si aggiunge lacqua. Si tappa limbuto, si agita vigorosamente, quindi si procede con la separazione tra la fase acquosa (strato inferiore, da scartare) e la fase organica (strato superiore). Si aggiunge la soluzione di bicarbonato alla fase organica e si procede nuovamente con la separazione (fase acquosa/fase organica). Si ripete la procedura di estrazione due volte e si verifica che alla fine la fase acquosa di scarto abbia un pH alcalino. Si lava la fase organica con 25ml di una soluzione acquosa satura di NaCl. Quindi si procede nuovamente con la separazione e nella beuta contenente la fase organica si aggiunge una spatolata di solfato di sodio anidro. Si procede con la filtrazione su ovatta e si evapora il solvente a pressione ridotta. Una volta evaporato il solvente, sar ben evidente laroma di banana, ma volendo possibile procedere con unulteriore purificazione per distillazione. In questo caso si raccoglier la frazione che distilla ad una temperatura compresa tra 134 e 143C. Se si decide di procedere con la distillazione ricordarsi di introdurre un magnetino nel pallone contenente il prodotto da distillare, in questo modo si eviter lebollizione violenta. Inoltre data lelevata temperatura di distillazione importante riscaldare il pallone con un bagno ad olio.

AROMA DI Cannella MATERIALE

ESTRAZIONE IN CORRENTE DI VAPORE

10g bastoncini di cannella 100ml H2O distillata Diclorometano CH2Cl2 Solfato di sodio anidro Na2 SO4

Si monta lapparecchio di distillazione in corrente di vapore, si tritano 10g di bastoncini di cannella, si versano nel pallone di distillazione e si aggiungono 100ml di acqua (meglio se calda). Si inizia tutto il processo di distillazione e per il buon esito dellintera estrazione importante avere un riscaldamento lento e graduale. Quando sono stati distillati circa 100ml di liquido, questo viene versato in un imbuto separatore e lo si estrae due volte con diclorometano. Quindi alla fase organica (strato inferiore) si aggiunge una spatolata di solfato di sodio anidro, si filtra su ovatta e il solvente viene allontanato lentamente per riscaldamento a bagnomaria. Si otterranno alla fine circa 240mg di un residuo oleoso dallintenso profumo di cannella. Il principale componente dellessenza di cannella la cinnamaldeide:

INDICAZIONE PER LA SUDDIVISIONE IN 16 ORE Di seguito riporto i tempi orientativi i diversi esperimenti 1. Reazione di saponificazione Dal raggiungimento del nastro occorre considerare 45minuti in cui il sapone deve continuare a bollire in modo da poter consumare tutta la soda che stata aggiunta. A questo tempo va aggiunto quello necessario per pesare gli ingredienti, preparare la soluzione di NaOH (se non stata gi preparata), sciogliere i grassi e aggiungere la soluzione di soda a quella dei grassi. importante ricordare che quando si aggiunge la soluzione di idrossido di sodio a quella dei grassi, entrambe devono essere ad una temperatura di circa 40C!!!Quando ha reazione di saponificazione terminata, il sapone deve essere versato in uno stampo che pu essere di qualsiasi materiale (anche le teglie di alluminio vanno benissimo). Tempo: 2ore 2. Estrazione a freddo per laroma degli agrumi Bisogna semplicemente sbucciare gli agrumi e lasciarli in etanolo. Per evitare processi di ossidazione, conviene tenere la soluzione in un luogo buio. Il tempo richiesto semplicemente quello necessario a sbucciare gli agrumi. Questa operazione pu essere effettuata su arance, mandarini e limoni. Tempo: 30minuti 3. Preparazione dellaroma di banana Il tempo necessario per la reazione e lestrazione di 2 ore a cui va aggiunto il tempo necessario per pesare i reagenti, scegliere e montare la vetreria. Bisogna preparare anche la soluzione di bicarbonato al 5% Tempo: 3 ore e 30 minuti

4. Aroma di cannella Il tempo necessario per tutto lesperimento di 4 ore; se si ritiene possa essere utile lesperienza pu essere suddivisa in due parti. La prima parte comprende la distillazione e la seconda lestrazione e levaporazione del solvente. Tempo: 4 ore 5. Profumazione (e colorazione) del sapone Il sapone precedentemente preparato viene fuso a bagnomaria, quindi viene tolto dalla piastra e quando la temperatura intorno ai 40C si aggiunge la profumazione desiderata. Quindi si versa il sapone negli stampi e si lascia raffreddare. Tempo: 1 ora DIFFERENZA OLIO/BURRO Dal momento che per fare il sapone si utilizzano oli e burri, in laboratorio possibile anche fare piccoli esperimenti che mettano in luce le principali differenze fra queste due categorie di grassi. Gli oli e i burri a livello molecolare si differenziano per i doppi legami. Gli oli sono contengono in generale delle percentuali variabili, ma comunque alte di grassi insaturi a differenza dei burri in cui, invece, la maggior parte dei grassi presenti non ha doppi legano (grassi saturi). Possiamo valutare la presenza pi o meno significativa di doppi legami attraverso una reazione di addizione elettrofila al doppio legame. MATERIALE Diversi tipi di burri e oli Emulsione viola di salda damido e tintura di iodio Sapone Si solubilizza qualche millilitro di olio in acqua utilizzando un po di sapone e mescolando gentilmente per evitare la formazione di schiuma. Si aggiunge lentamente goccia a goccia lemulsione viola precedentemente preparata. Alle prime gocce si osserver limmediata decolorazione, man mano che si continua ad aggiungere emulsione, il colore svanir pi lentamente fin quando la miscela non varier pi colore e rester viola. A questo punto si prende nota dalla quantit aggiunta: si noter che questa sicuramente inferiore nel caso di un burro piuttosto che di un olio. La decolorazione data dalladdizione dellalogeno al doppio legame, quando non si osserva vuol dire non sono pi presenti doppi legami!!! Preparazione della salda damido: all1%: Portare allebollizione 500 ml di acqua distillata in un becher da 1 L. in un becher da 50 mL preparare una pasta aggiungendo 10 g di amido solubile a 20 mL di acqua distillata. Aggiungere la pasta allacqua in ebollizione e lasciare bollire per 5 minuti. Versare la soluzione calda in un becher da 1 L contenente 450 mL di acqua distillata molto fredda. Quando lintera soluzione si raffreddata, diluire ad 1 L. Al momento dellutilizzo, aggiungere alla salda damido la tintura di iodio.

Tempo: 1h La presenza di doppi legame influisce anche sul punto di fusione del grasso in esame: la presenza di doppi legami rende difficile limpacchetamento delle molecole per formare un solido, ed infatti il punto di fusione pi basso per un olio che per un burro!!!