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ECONOMIA POLITICA: E necessario fare distinzione tra Marxista e Marxiano.

Per Marxista si intende la parte politica del pensiero di Marx. Per Marxiano invece si fa riferimento alle teorie e ragionamenti fatti da Marx. Sono comunque teorie ispirate alleconomia politica poich esiste un legame tra Economia e Politica. Negli scritti di Marx, infatti, leconomia costituisce la struttura fondamentale del mutamento delle societ, ed ha influenza nella sfera della politica, poich nella teoria Marxiana ortodossa la politica il mezzo attraverso cui si pu rivoluzionare la societ, trasformando il capitalismo in comunismo. Le opere di Marx traggono ispirazione dalleconomia politica (seconda parte della sua vita) e inizialmente dallIdealismo tedesco (tutto ci che reale gi contenuto a priori nella nostra mente). Marx era un allievo di Hegel (Sinistra hegeliana), e incontra dunque il tema della Dialettica. La dialettica, secondo Hegel, la legge fondamentale attraverso cui si sviluppa la storia delluomo in generale e quella dello spirito in particolare. Tutto ci che esiste nella storia si svolge attraverso un processo a tre fasi (Tesi, antitesi e sintesi). La storia quindi costernata da contraddizioni costanti, che sviluppano Stati superiori e che a loro volta vengono poi contraddetti. La fine lavvento del Regno della libert, in cui luomo si rende conto che il mondo attorno pu essere padroneggiato e trasformato da esso: lincarnazione del regno di libert rappresentata dallo Stato. Tuttavia, anche se gli uomini sono attivi e liberi, essi sono comunque vincolati dal sistema che loro stessi hanno creato. LAVORO: Attraverso il lavoro luomo crea il valore e il mondo, quindi la fonte della ricchezza e della produzione il lavoro. Tuttavia, nella storia delluomo si verificata una divisione tra chi produce attraverso il lavoro e chi si appropria dei suoi frutti. La storia delluomo secondo Marx, si basa quindi sullAlienazione, che tra creato una divisione tra chi produce ricchezza e chi se ne appropria. Il momento in cui si verificata la pi profonda divisione tra classi lavoratrici e classi dominanti la societ moderna borghese. La storia, dunque, sarebbe una storia in cui si succede sempre la lotta di classe, e nellambito della societ borghese tale divisione conosce la sua massima espansione. Marx studia i cambiamenti della societ moderna legati allo sviluppo del capitalismo: un modo di produzione radicalmente diverso dai suoi precedenti storici e costituito da due elementi: il Capitale (mezzi di produzione usati per produrre merci) e il Lavoro salariato (linsieme dei lavoratori che, privi dei mezzi di produzione, vendono la propria forza lavoro in cambio di un salario). CLASSI SOCIALI: Il termine classe sociale deriva dai primi storiografi della rivoluzione francese, che utilizzano per la prima volta questo termine per indicare gli individui che lottano fra di loro per contendersi il potere. quindi un succedersi di conflitti di classe tra soggetti economici e soggetti di potere con peso differente. La classe denominata Borghesia diventata classe dominante e portatrice del capitalismo: Marx arriva addirittura ad individuare le caratteristiche che ne esaltano le virt. Essa unisce la presenza delle forze di produzione (lavoratori), le tecnologie, e i rapporti di produzione, ossia i rapporti giuridici che delineano chi detiene il potere dirigente ed economico allinterno della fabbrica. CAPITALISMO: Il capitalismo un sistema classista e nella societ capitalistica sono presenti due classi: la Borghesia (i capitalisti proprietari dei mezzi di produzione) e il Proletariato (la classe operaia priva dei mezzi di produzione). Il rapporto fra classi conflittuale, fondato sullo sfruttamento. Infatti, la borghesia la classe dominante e il proletariato la classe subordinata. Il sistema capitalistico destinato a essere rovesciato da una Rivoluzione dei lavoratori (Soggetto storico), che instaurer una societ senza classi, nel momento in cui se ne determineranno le condizioni ( crisi di sovra-produzione, caduta tendenziale del saggio di profitto-proletarizzazione crescente - monopolio). Per Marx la civilt industriale qualcosa che di fatto cambia la storia delluomo, qualcosa che pu mettere a disposizione di tutti una serie di nuovi mezzi di consumo che consentono di realizzare allinterno della terra una sorta di paradiso, garantendo la felicit di tutti gli uomini.

SOCIALISMO e COMUNISMO: Le grandi capacit produttive della societ industriale sono limitate dalla propriet privata del capitale. Secondo lideologia (quasi utopistica) marxiana, le forze di produzione si svilupperanno ad un livello tale che non consentiranno una maggiore crescita economica: si formeranno cos i rapporti di produzione socialisti. Il socialismo, infatti, ritenuto moderno rispetto al comunismo. Il socialismo si pu ritrovare gi negli scritti dei positivisti, e consiste nellidea che i mezzi di produzione (capitale e fabbriche) funzionerebbero meglio se non pi controllati da imprenditori privati, ma sottoposti a una forma di controllo collettivo esercitata dallo Stato: si ritiene infatti che il funzionamento del mercato sia anarchico e produca crisi, instabilit e disparit nella societ, mentre lo Stato potrebbe organizzare il sistema in modo pi razionale. In sintesi, il socialismo sostiene la maggiore razionalit e la sostituzione della propriet privata con la propriet collettiva gestita dallo stato (dittatura del proletariato): questa sar la societ moderna, sostiene Marx. Il Comunismo invece unutopia che troviamo pure negli scritti di Platone, e consiste in un mondo in cui non vi Propriet privata, e la distribuzione dei beni attuata in funzione dei bisogni di ciascun membro della societ. Si parla infatti di utopia comunista di Marx: questa era una teoria, a suo dire, scientificamente fondata (comunismo scientifico). Egli afferma che la classe operaia prender il potere in quanto rappresenta la maggioranza della popolazione. Il proletariato inoltre fonte di ricchezza della borghesia, poich il capitalismo si basa sullo sfruttamento (dialettica tra padrone e schiavo Hegel): infatti, al capitalista serve una fonte di reddito, e dunque fa lavorare di pi loperaio guadagnando un Plusvalore sullusura delloperaio (che non pagata). Lo sfruttamento quindi il Plus-valore e laumento di ore lavorative. CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE: Attraverso la tecnologia cresce la capacit produttiva del capitalismo, che ha necessit di tenere bassi i salari creando disoccupazione nel sistema. Da qui deriva che il sistema in grado di produrre 100, ma i consumatori saranno in grado di comprare 50, col risultato che le merci risulteranno invendute. Se crollano gli investimenti il capitalismo non si sviluppa e si blocca. A inceppare il meccanismo la caduta del saggio di profitto, perch la fonte di produzione il lavoro, che per viene sostituito dalle macchine (disoccupazione). Quando il sistema entra in crisi (e le crisi sono via via pi forti), cambiano - Interessi: aumenta il numero degli operai e dunque i loro interessi aumentano di peso; - Ideologia: la realt della crisi contraddice le ideologie dominanti che diventano meno credibili mentre i mezzi di produzione intellettuale sono pi diffusi nella societ; - I mezzi materiali della mobilitazione politica: si spostano in favore degli operai che, in seguito al gigantismo industriale, allurbanizzazione e alloligopolio, sono ora pi concentrati, numerosi e in grado di sviluppare forme pi organiche di organizzazione. TRE FILONI DI SVILUPPO DELLA TEORIA MARXIANA: Fondamentale il concetto hegeliano di alienazione (il mondo controlla noi stessi mentre invece siamo noi che lo abbiamo creato) e alla sua versione marxiana (alienazione come conseguenza del lavoro salariato). Tre sono stati i modi attraverso cui la teoria marxiana stata modificata nel XX secolo (e ha dato vita a filoni tuttora vivi): 1) Analisi dei meccanismi culturali e intellettuali del capitalismo (Gramsci, Lukcs, Lefebvre, Marcuse, Althusser): si tenta di spiegare perch i lavoratori non erano diventati sufficientemente rivoluzionari. Ci poteva essere in parte spiegato con la Falsa coscienza, che impediva alla gente di vedere le contraddizioni della societ capitalistica. Unaltra causa era anche la classe dominante che sfruttava lIdeologia per incantare la classe lavoratrice. Lefebvre si concentra sulla vita quotidiana come dimensione della frammentazione dellesperienza e del micro-dominio del capitalismo, attraverso meccanismi come la pubblicit e il consumismo. Marcuse invece riflette sulla repressivit della civilt industriale ad opera della burocrazia e dellindustria culturale che produce massificazione e personalit immediatamente spendibili e valorizzabili dal sistema (economicamente, sia nella funzione di forza lavoro e ancor pi di consumatori).

2) Analisi del ruolo dello Stato come attore fondamentale del sistema (OConnor): Egli afferma che una moderna societ capitalistica divisa in tre settori, quello Monopolistico (imprese che usano la tecnologia moderna e producono beni che danno un profitto maggiore), il Settore concorrenziale (imprese pi piccole), e il Settore statale (agenzie governative). Dalle contraddizioni tra di essi (poich ogni settore ha i propri interessi) sorgono tre tipiche crisi strutturali che finiscono per inceppare il sistema in modo sempre pi insanabile: la Crisi fiscale, lInflazione, Sovrapproduzione e sottoconsumo. Inoltre, riprende la teoria di Block, che sostiene che i manager dello Stato sono diversi dai proprietari di organizzazioni economiche capitalistiche: i manager dello Stato sono in conflitto con i capitalisti . 3) Spostamento dellattenzione dalle societ nazionali al livello sovranazionale o del sistema-mondo (Immanuel Wallerstein): Wallerstein distingue due modi in cui gli stati possono essere collegati insieme in modo da formare un sistema-mondo. Esistono due tipi di Sistema-mondo, ovvero lEconomia mondo, secondo cui vi sono molti stati che competono tra loro tramite un stato di guerra e sono collegati attraverso lo scambio economico; Oppure essi possono essere connessi come un Impero-mondo, in cui uno Stato dominante e usa il suo potere militare per estrarre dagli altri un tributo economico. Il capitalismo uneconomia-mondo. Allinterno delleconomia-mondo capitalista, esiste una divisione internazionale del lavoro (e del peso politico/egemonia) tale per cui gli scambi e le relazioni di potere sono fortemente asimmetrici: - Paesi centrali (quelli che guidano leconomia e dove vi sono le produzioni pi innovative e avanzate). - Paesi semi-perifici (quelli il cui peso politico limitato pur in presenza di un peso economico significativo). - Paesi periferici (quelli il cui peso economico e politico limitato, dove vi sono le produzioni pi semplici e le materie prime pi importanti, utilizzate dai paesi centrali). Vi sono poi paesi esterni al sistema-mondo.