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Giulio Cesare Giacobbe

Cime disgustose
Unesilarante parodia del celebre romanzo di Emily Bront

Propriet letteraria Giulio Cesare Giacobbe 2002

I
La Tempestosa, agosto 1801 - Il signor Heathcliff? - chiese Lockwood con deferenza. Tutto quello che ottenne in risposta fu un grugnito. - Permettete che mi presenti. Io sono Lockwood, il nuovo inquilino della sua propriet di Thrushcross Grange. Ho voluto prendermi il piacere di venirvi a visitare. - Andate all'inferno! - fu la risposta, questa volta ispirata a un comportamento socialmente comprensibile. Heathcliff appoggiava al cancelletto la sua figura alta e segaligna come una pelle di coniglio rinsecchita stesa sui rami spogli di un albero. Il suo scheletro era sormontato da una faccia di caciocavallo affumicato che tradiva apertamente la razza a cui egli apparteneva: quella degli zingari della Bulgaria uralica. In particolare egli poteva essere annoverato in quello specifico ceppo detto "del Mar Morto", la cui unica caratteristica positiva era quella di avere lusanza di darsi sepoltura nel suddetto mare, da cui il suo nome. Aveva circa quarantanni, ma inconfessabili vizi, fra cui luso smodato di acqua di Vichy, e inenarrabili sevizie, ma soprattutto la lontananza dal Mar Morto, unico luogo in cui gli zingari della Bulgaria uralica si sentono vivi, ne avevano minato lo spirito. Let che egli mostrava era il doppio di quella reale e la sua forza fisica la met di quella che avrebbe dovuto avere, non superando quella di un tapiro nano affetto da pleurite cronica. Lockwood affond lentamente ma inarrestabilmente i suoi speroni messicani a doppia rotella, taglienti come rasoi, nella pancia del suo baio preferito, Sir Francis Drake II. Il cavallo, essendo molto intelligente, cap al volo lordine e cominci a spingere il cancelletto a cui era appoggiato lo smilzo proprietario. Ma non si limit a questo. Fiss negli occhi Heathcliff con lo sguardo che lo aveva reso famoso fra le cavalle dello Yorkshire e con il quale egli riusciva a esprimere contemporaneamente i due pi profondi sentimenti dellanimo cavallino: la riprovazione per il rifiuto e la maliziosa intenzione di andare comunque in fondo alla "cosa". E cos avvenne. Lentamente ma inarrestabilmente Heathcliff, sotto la spinta dei tre quintali e mezzo di Sir Francis Drake II, fin, nonostante la sua resistenza a dire il vero insignificante, per sprofondare fino alla vita nel fango del suo stesso cortile, che egli si ripromise, con loccasione, di ricoprire con una gettata di cemento appena ne avesse trovato il tempo. In pi il cancelletto, ora completamente spalancato, aveva spianato sul terreno quanto rimaneva emerso del suo povero corpo, per cui il disgraziato, con la voce fievole di un canarino travolto da un ciclista, disse: - ... Accomodatevi! Poi emerse dal fango, si ricompose, e con quel poco che gli rimaneva della sua dignit, grid: - Joseph, figlio di un pidocchio incrociato con una zecca, vieni qui! Si avanz dalla casa un vecchio vecchissimo, che pareva avere passato da un pezzo i cento anni. Procedeva a scatti, scagliando in avanti una gamba e puntellandosi pericolosamente sullaltra per un tempo che a Lockwood parve eterno. Minacciava di rovinare a terra ad ogni passo, ma, evidentemente pi per una pratica centenaria che per uninnata capacit equilibristica, riusciva sempre, contro le aspettative di Lockwood (e anche le sue stesse), a rimanere in piedi. I pochi capelli bianchi rimasti chiss per quale miracolo sul cranio ossuto e lentigginoso traballavano pericolosamente ad ogni passo.

Finalmente giunse al cospetto dei due. Guard con sguardo torvo e feroce il suo padrone. - Va all'inferno, figlio di una cagna bastarda ingravidata da un maiale! - mastic fra i denti peraltro completamente assenti non per la vecchiaia ma per una piorrea distruttiva che lo aveva privato della dentizione allet precoce di dodici anni. E poi, con mieloso servilismo mostrando le gengive in un improbabile sorriso - Il signore comanda? - Prendi il cavallo del signor Lockwood e porta del vino! Con insospettata e insospettabile agilit, Joseph fece un salto a piedi uniti ruotando il corpo di centottanta gradi. Con una lentezza esasperante, scalciando come sopra, si incammin verso la casa. In attesa del suo ritorno cadde una piogga torrenziale. Heathcliff si spogli completamente nudo e approfitt dell'occasione per farsi una doccia. Non se la faceva da tre mesi. Lav nel trogolo del cortile i vestiti infangati con un detersivo per piatti al profumo di sorbole. Li asciug con un phon da viaggio di produzione cinese che portava, essendo mancino, nella tasca destra dei pantaloni. Poi si rivest completamente. Lockwood fece la pulizia settimanale a Sir Francis Drake II, che si mangi lunico ramo di pino ancora provvisto di aghi esistente nel cortile e si bevve poi tutta lacqua del trogolo, arricchita della sciacquatura dei panni di Heathcliff. Pass un quarto d'ora. Finalmente Joseph ritorn con una bottiglia di vino, che porse al suo padrone. - Prendi, figlio di una scrofa ammalata di aids! - mastic fra i denti che non aveva. Heathcliff prese la bottiglia e gliela tir in testa. - Maledetto figlio di una pulce con la lebbra! - tuon. - Ho detto prima il cavallo e poi il vino e non prima il vino e poi il cavallo! Joseph lo fiss stupito per circa cinque minuti. In questo tempo Lockwood ripass a memoria tutte le commissioni che avrebbe dovuto fare a Londra nel prossimo mese. Heathcliff prese in considerazione tutte le torture a cui avrebbe potuto sottoporre Joseph portandolo allestremo limite della sopravvivenza eppure lasciandolo in vita per poter godere dei suoi lamenti. Alla fine Joseph si decise e prese sgarbatamente le briglie di Sir Francis Drake II, che lo guard offeso e un poco sospettoso della capacit del servitore di accudirlo come si deve. Lo trascin nella stalla dicendo: - Tocca fare tutto a me, in questa casa maledetta! Ma verr il giorno in cui i servi diverranno padroni e i padroni li serviranno! Geremia, 14, 21. - Venite! - disse Heathcliff a Lockwood con un grugnito, con la stessa espressione con cui avrebbe detto - Crepate! Si diressero verso la casa. La dimora di Heathcliff aveva il nome di Tempestosa e questo descriveva succintamente ma efficacemente la sua condizione metereologica particolarmente disgraziata. Le due correnti daria dalta quota note agli specialisti con il nome rispettivamente di corrente polare marittima, fredda, molto umida, e corrente polare continentale, meno umida ma ancora pi fredda, provenienti rispettivamente dal quarto e dal primo quadrante della mappa metereologica europea, che decidono del clima dellintero continente distribuendo sullo stesso le combinazioni di brutto e bel tempo risultanti dal loro incontro, si incontrano proprio sulla Tempestosa. Fra le due correnti non ha mai tirato, come si dice, buon vento (e mai detto fu pi appropriato). Per dirla tutta, si odiano a morte.

La marittima se la tira perch considera il fatto di poter andare al mare un lusso che farebbe di lei una corrente di classe, mentre la continentale costretta a vivere nella steppa, che un posto, secondo lei, da morti di fame. La continentale se la tira perch si considera la vera padrone del continente e considera la marittima una venuta da fuori che vuol fare il bello e il cattivo tempo. Cos quando si incontrano sopra la Tempestosa se le danno di santa ragione, fino allultimo vortice. Il risultato che la Tempestosa lunico posto al mondo con un clima assolutamente costante per tutto lanno: un tempo bruttissimo. Per trecentosessanta giorni allanno piove o nevica e tira vento. Per gli altri cinque, che corrispondono alle feste comandate, tira solo vento, ma con una forza tale che praticamente nessuno pu uscire di casa. Di questo fatto, facevano testimonianza i pochissimi pini distribuiti nel cortile, che erano talmente incurvati da essere praticamente sdraiati sul terreno e che pure, in questa posizione che agli altri pini avrebbe potuto sembrare di tutto riposo, erano in una condizione di tale depressione da avere perduto per lo stress tutti gli aghi. Essi avevano, come non manc di notare fra s Lockwood, laspetto di una spalliera squallida di spinalbe che tende le sue braccia tutte in una direzione, quasi a chiedere unelemosina di sole.1 Larchitetto che progett la Tempestosa aveva inutilmente suggerito al committente, un certo Hareton Hearnshaw come denunciava la targa sulla facciata, altri siti come la Costa Azzurra, la Riviera Amalfitana, lisola di Bali e persino la spiaggia di Palm Beach in California, per erigere la sua dimora. Ma Hareton Hearnshaw era stato irremovibile. Dopo innumerevoli litigi erano passati alle vie di fatto. Un colpo ben assestato di Hearnshaw aveva reso larchitetto storpio per tutta la vita. Ma questi si era vendicato facendo della villa una specie di bunker privo di finestre con una facciata ricoperta di sculture rappresentanti disgustosi mostri fra cui troneggiava uno schifoso animale con la faccia di maiale, le zampe di gallina e la coda di topo, che occhieggiava, vistosamente storpio, da sopra il frontone. Era evidentemente lautoritratto idealizzato del disgraziato architetto, che cos documentava e vendicava, per sempre, la sua sventura. Heathcliff apr uno spiraglio della porta sufficiente appena per permettere alla sua smilza figura di passarvi di fianco. Vi tir dentro forzatamente per un braccio, appiattendolo come un malloppo di pasta quando passa sotto il mattarello, il meno snello Lockwood al quale disse misteriosamente: - Oggi si pu passare di qua. C poco vento. Entrarono direttamente in uno stanzone, che era lunico ambiente della casa. Il tetto non mostr alcun tentativo di nascondere con stucchi e intonaco la sua struttura di travi appena squadrati e rozze assi, ma anzi senza alcun pudore la sbatt in faccia a Lockwood che, una volta abituato alloscurit malsana dellambiente, non tard a fare scoperte inquietanti. Esso era ricettacolo e dimora di misteriose creature che si inseguivano su e gi per le travi nel ricorrente e inutile tentativo di farsi fuori l'una con l'altra, probabilmente per avere pi spazio a disposizione ognuna per la propria adorata famigliola. Il risultato era un costante e fastidioso rumore di sottofondo, fatto di gracidii, stridii, squittii, grida, fischi e, inspiegabilmente, pernacchie. Lockwood not con un brivido che lunica fonte di luce e di calore della stanza era costituita da unenorme candela infilzata sul lungo chiodo di un tripode che si trovava accanto a un enorme camino.
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Il corsivo, qui come nel seguito, riporta il testo della Bront.

Quest'ultimo pareva non avere mai esercitato il suo mestiere sin dallanno della sua nascita, non recando una sola traccia di fuligine. La candela recava sulla sua superficie figurine colorate di vari santi. Lockwood argu che dovesse essere stata sottratta ad una chiesa dei dintorni, se non addirittura al cimitero, poco distante. Pendente dal colmo del tetto, al centro della stanza come un lampadario, era sospeso un traliccio su cui erano infilzati zampetti di caprone, teste di gallina, pinne di luccio, zampe doca e pelli di coniglio. Questi succulenti bocconcini costituivano il crudele supplizio degli animaletti abitanti i travi soprastanti, i quali, nelleterno tentativo di cibarsene, dopo avere effettuato un eroico quanto vano balzo verso il tralicio, precipitavano urlando sul pavimento sottostante, dove erano prontamente divorati da unorda di cani famelici. Questi ultimi costituivano la nota per cos dire allegra dellambiente. Si aggiravano con ululati, latrati e ringhi per tutta la sala, azzuffandosi in continuazione sia per impadronirsi delle prede che precipitavano dal tetto, sia semplicemente per tenersi in esercizio in modo da affrontare, alla prima occasione, la suddetta situazione del tutto preparati e in piena forma. Accanto al camino, sotto la candela, troneggiava unenorma cagna di pelo rosso, arruffato e ispido, che un cinofilo esperto avrebbe stentato a catalogare. In essa vi erano infatti segni evidenti dellincursione notturna nei letti verginali di povere cagnette indifese di individui senza scrupoli e in vena di divertirsi nei modi pi depravati, appartenenti a tutte le razze canine conosciute e, in misura ancora maggiore, sconosciute. Risaltavano tuttavia inequivocabilmente i caratteri di quattro razze. Fra tutte troneggiava lo Yorkshire nano, che probabilmente, essendo del posto, era il capostipite. Seguivano nell'ordine il Sanbernardo, il Mastino Napoletano e il Chiwawa. Questultimo conferiva alla inquietante creatura un ghigno assatanato e crudele, mentre labbondante bava che le colava dalle fauci era indubbiamente un dono del nonno napoletano. Nel latrato straziante ripetuto sino alla nausea, con la nota bassa e roca tipica del Sanbernardo derubato della borraccia, si evidenziava invece la pazzia e il delirio dello Yorkshire nano, il pi terrificante (e terrificato) degli animali terrestri. La disgustosa creatura se ne stava sdraiata su un fianco come una matrona romana al banchetto della prima comunione della figlia. Era circondata da una nidiata di cuccioli mostruosi che si azzanavano a sangue l'uno con l'altro per impadronirsi dell'unico capezzolo di cui era dotata l'infame creatura. Di essi non vera uno non dico uguale ma neppure somigliante allaltro. Lockwood pens che fossero il risultato di un'orgia inimmaginabile consumata fra quelle mura, con accoppiamenti multipli, simultanei e contro natura da parte di animali indescrivibili, di cui solo alcuni, appartenenti alla razza canina. La cagna guardava i suoi cuccioli con gli occhi iniettati di sangue ma pur sempre riflettenti il languore, la commozione e il vanto di ogni madre del mondo, a cui anche i mostri pi orribili non si sottraggono. Finalmente arriv Joseph con il vino. - Eccoti il tuo stramaledetto vino, maiale impestato dal cimurro! - sussurr delicatamente fra le labbra, porgendo al padrone una bottiglia di vino bianco Follonica delle Marche, a indicazione geografica tipica, del 1801. - Maledetto figlio di una cimice affetta dalla scabia! - tuon Heathcliff scagliando la bottiglia in testa a Joseph che perdette per loccasione gli ultimi capelli rimastigli sul cranio. - Questo vino bianco! Quante volte ti ho detto che voglio bere soltanto vino rosso? Il bianco mi d acidit! -

- Se il signor padrone si decidesse a mettere una candela in cantina, riuscirei a distinguerle, le bottiglie del vino rosso da quelle del vino bianco! - rispose servile Joseph e aggiunse, fra le gengive, - Brutto maiale puzzolente! - Cosa credi, che voglia sperperare il mio patrimonio in candele? - rispose Heathcliff, terrorizzato al solo pensiero di una tale spesa. - E se cos, allora io non posso garantire, che razza di vino riesco a prendere in cantina. Come dice la Sacra Scrittura, Come fa la mano destra a sapere ci che fa la sinistra se tutto buio? Ezechiele, 54, 11. - Te lo faccio vedere io, come si fa a riconoscere il vino rosso da quello bianco anche al buio. Vieni gi con me! E cos dicendo si avvi a passo deciso gi per una scala ripidissima che scendeva dalla parete laterale del camino. Joseph, conscio della sua incapacit di una discesa regolare, si lasci andare gi per la scala assumendo una posizione a palla che gli permise di rotolare sulla stessa con disinvolta eleganza e una notevole velocit. Raggiunse cos il suo padrone e lo superar non senza una certa complicazione, perch Lockwood ud un enorme tonfo e poi la voce di Heathcliff che gridava - Maledetto figlio di una zecca sifilitica, ma non guardi dove metti i piedi? - e poi pi nulla. Attendendosi il peggio, Lockwood cerc di ingannare lattesa. Ma lattesa se ne accorse e si vendic in modo incredibilmente crudele, come vedr il lettore. Egli rivolse la sua attenzione alla ripugnante cagna dal pelo rosso e, nello sconsiderato intento di farsela amica, le sorrise. A sua insaputa, Lockwood aveva una cosa in comune con Joseph. Era affetto da una piorrea precoce, per cui i suoi denti si snudavano sotto le gengive in tutta la loro lunghezza, assumendo tutti indistintamente la sembianza di canini. Ora, nel linguaggio canino il mostrare i denti, e specialmente i canini (che da loro, come il lettore pu acutamente notare, prendono il nome), notoriamente un segnale di attacco. Con lintento incomprensibile di difendere quegli aborti di natura che ella si ostinava a considerare suoi figli e di cui anzi andava segretamente orgogliosa, lorrida belva si avvent sul malcapitato Lockwood. Convinta assertrice della squisita bont delle ossa (che probabilmente avevano costituito lunico cibo della sua squallida vita), la cagna affond i suoi denti sanissimi e affilatissimi nel ginocchio destro dellincauto ospite. - Chiss perch ai cani non viene mai la piorrea? - pens distrattamente Lockwood e poi cominci giustamente e legittimamente a ululare. Non doveva farlo. Attir cos lattenzione dellorda degli altri cani che, credendo di udire un grido dassalto di uno di loro, si precipitarono ringhiando sul disgraziato e cominciarono ad azzannarlo, chi immaginandolo un fagiano, chi una faina, chi un coniglio, chi una gallina e chi (chiss perch) un canguro australiano. Il risultato fu che in capo a pochi minuti il penoso Lockwood era ridotto a un puntaspilli e, sia pure scosso da comprensibili tremiti, non era pi in grado di spostarsi di un centimetro, inchiodato comera da un numero imprecisato di mandibole canine che lo tenevano saldamente bloccato a gambe e braccia spalancate, nel mezzo della sala. Ogni proprietario di una omonima mandibola regolarmente piantata nel corpo di Lockwood manifestava la sua soddisfazione e la sua decisa intenzione a non mollare la presa attraverso un ringhio sordo e prolungato. Il risultato era una specie di pezzo musicale dallandamento incerto ma suggestivo che incant Lockwood al punto che egli si chiese se per caso non ci fosse una certa somiglianza con lInno alla Gioia di Beethoven.

Dopo unattenta riflessione decise che in quel concerto canino qualcosa di assomigliante alla gioia cera, ma non era la sua: era dei cani. Quello che lui percepiva era il suo esatto contrario: dolore. E allora si mise a urlare con tutte le sue forze - Aiutoooo! And avanti cos per un tempo che gli parve infinito, finch comparve un incredibile personaggio. Un donnone enorme. Aveva la gonna arrotolata intorno alla cintura, sicch mostrava impudicamente delle gambe grosse ed enfiate come quelle spropositate mortadelle che i venditori ambulanti emiliani esibiscono alla clientela affamata per esagerare il loro desiderio. Le braccia nude, simili a due grosse salsicce, penzolavano lungo i fianchi. Nella mano destra stringeva una padella di rame, grossa e pesante. - O basta l! - esclam la donna in un sottodialetto dello Yorkshire molto simile a quello piemontese. E cominci a prendere scientificamente a padellate sulla testa i cani attaccati per la mandibola al corpo di Lockwood. Essi partivano come palle da baseball colpite dalla mazza del campione stagionale di home run in direzione delle pareti, dove si spiaccicavano urlando dal dolore e fuggendo poi con guaiti che avrebbero commosso il boia di Londra. Quando fu il turno di un pechinese con il muso da volpino la gentile signora sbagli il colpo (o quello furbescamente moll la presa un attimo prima? Non si sapr mai.) e colp in piena faccia Lockwood, il quale, non avendo fino ad allora cessato di gridare - Aiutooo! -, fece una decisa variante e si mise a gridare - Ohi, ohi, ohi! Strappati che ebbe tutti i cani dal corpo straziato di Lockwood, il donnone disse - Ecco fatto! come se avesse semplicemente finito di fare la mayonnese. Dopo di che si allontan e spar nel nulla dal quale era arrivata. Questo nulla era la cucina, che in nessun modo si riusciva a vedere nell'unico enorme stanzone di cui era costituita la casa. Ma doveva pur esserci, da qualche parte. Dove si trovasse la cucina della Tempestosa, che ha per altro una parte significativa nella storia, fu per Lockwood un mistero che torment la sua mente per tutto il resto della sua vita ma che rimase insoluto. Un vero e proprio buco nero. Lockwood stava liberandosi dei denti rimasti infilzati nelle sue carni facendo fionda con il dito indice caricato a molla dal pollice e cercando di colpire i cani superstiti che uggiolando si leccavano le ferite intorno a lui e lo guardavano con sguardi misti di odio e di paura, quando Heathcliff rimerse dalla cantina insieme a Joseph, che gli arrancava dietro tenendo in equilibrio fra le mani una bottiglia di vino. - Che diavolo succede qui? - latr il padrone di casa. - Non mi avrete mica spaventato i cani, eh?! - Io ... - balbett Lockwood. - Bene! Adesso bevetevi il vostro stramaledetto vino e andatevene all'inferno! - e cos dicendo gli vers un dito scarso di vino in un bicchiere sporco di uovo e di interiora di luccio e si trangugi dun fiato lintera bottiglia emettendo alla fine un sonoro rutto che riemp tutta la casa. Ad esso risposero latrati, squittii, singhiozzi, fischi, grida, sussurri, gracidii e stridii: tutta la casa aveva detto - Salute! - al suo padrone. - Vedete, noi proprietari terrieri dello Yorkshire siamo brava gente, alla mano, ospitali e socievoli. Volete parlare del tempo? Domani sar brutto. Come oggi. Ecco fatto. Adesso abbiamo finito. Potete andarvene all'inferno. - Siete stato molto gentile, signor Heathcliff. Ho apprezzato molto la vostra cortese accoglienzaCredo che torner. - Vi venga un accidente! - grugn Heathcliff.

- Vi venga un accidente doppio! - rumin Joseph, rincarando la dose ed assumendo un ghigno che, not con un brivido Lockwood, assomigliava in modo impressionante a quello della cagna dal pelo rosso. Questa osservazione gli avrebbe procurato dei pensieri torbidi e terrificanti che non lo avrebbero fatto dormire per tutta la notte seguente, perseguitandolo con incubi incredibili e inconfessabili. Lockwood, dopo avere fatto un inchino di commiato, si insinu nella fessura della porta come un'anguilla fra le serrande di una chiusa e usc nel cortile, dove stava piovviginando. - Il tempo sta migliorando. - pens Lockwood e si avvi al cancello. Dopo avere atteso pi di dieci minuti che Joseph gli conducesse Sir Francis Drake II, il suo cavallo, che nel frattempo si era rotolato nel fango del cortile annullando cos tutto il suo lavoro di pulizia, si avvi scosso ed esausto verso la sua dimora a Thrushcross Grange, da dove era venuto. Questa fu la prima volta che Lockwood si rec alla Tempestosa.

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II
Lockwood avrebbe voluto restarsene nella sua abitazione di Thrushcross Grange, vista la bellissima giornata di sole che allietava la casa, il cortile e lintera zona ove egli risiedeva. Ma la vista (da dietro) di una cameriera che gli puliva il camino lo persuase a ritornare alla Tempestosa. Un misterioso quanto inquietante presentimento lo spingeva. Giunse che pioveva a dirotto con un vento di cento chilometri allora, fra tuoni e lampi che non presagivano niente di buono. E cos fu, infatti. Era appena arrivato al cancelletto, che una tempesta di neve lo invest tagliandogli la faccia con fiocchi ghiacciati che esaminati da vicino si erano rivelati stranamente somiglianti a quelle specie di stelle dacciaio che i fanatici di arti marziali giapponesi si tirano addosso l'un l'altro allo scopo di piantarsi le loro punte accuminate nelle parti pi delicate del corpo. Per di pi il cancelletto era chiuso con un lucchetto. Lockwood impieg pi di un quarto dora per cercare di scassinarlo. Us gli attrezzi pi disparati. Una forcina per capelli che egli stesso si stup di trovarsi in testa. Un clip per le unghie corredato di limetta. Un fermaglio per carte che egli apr facendogli assumere le pi strane forme compresa quella di unochetta di celluloide. Un apriscatole elettrico a pile, di fabbricazione ovviamente cinese, che per si rifiut cocciutamente di continuare a funzionare appena accortosi che la pila che egli portava in grembo era quasi nuova, il che per un attrezzo cinese quasi unonta (ed anzi ci pianse sopra un bel po). Un ferro di cavallo tolto con la forza a Sir Francis Drake II che giustamente non ne voleva sapere, anche considerato che la neve nel frattempo si era depositata sul terreno per un altezza di venti centimetri ed egli, freddolosissimo, non si voleva gelare i piedi. Alla fine si stuf e scavalc il cancello. Percorse il cortile sprofondando nella neve che aumentava sempre di pi. Arrivato alla grande porta di quercia, cominci a bussare battendo le nocche su di un mostro rappresentante un animale con la faccia di gallina, le zampe di capretto, il corpo di coccodrillo e la coda di rospo, finch non copr la neve intorno ai suoi piedi con una chiazza rossa del suo sangue. Si avvide con preoccupazione che una decina di avvoltoi di montagna, appolaiati sul tetto della casa, lo guardavano sbavando. Dallinterno udiva provenire i latrati strazianti dei cani. Non riusciva a capire se annunciavano con entusiasmo la sua presenza o testimoniavano semplicemente che nella accogliente e simpatica dimora la vita scorreva come sempre con quellarmonia e quella pace che la caratterizzavano. Di quando in quando udiva una stridula ed agghiacciante risata. In un primo tempo l'attribu a un geco, ma poi, per il suo ripetersi ossessivo, sospett provenire da Joseph, il fido servitore che nel corso dei suoi incubi notturni aveva concluso essere un depravato sessuale. - Maledetto! - grid nella tormenta. La sua voce venne portata via dal vento fino a una landa deserta dove si trovava a passare un cespuglio semovente dellArizona che rotolando su stessso se ne girava spensieratamente il mondo. Udita limprecazione e pensato che fosse rivolta a s, il cespuglio dellArizona si affrett a rotolare via spaventato e anche un poco offeso, visto che era un cespuglio onesto che non aveva mai fatto niente di male in vita sua tranne scappare di casa per girare il mondo.

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- Maledetto! - ripet Lockwood con maggiore veemenza. - Mi avete chiamato? - domand Joseph spuntando fuori da un covone di grano - Cosa volete? - Non c nessuno in casa? - Sono quasi tutti in cucina. - Nel buco nero? - Nel buco, s, s! - rispose il bieco coboldo con una agghiacciante risata, - Nella sala vi solo la padrona. Ma quella non vi apre neppure se le dite che le arrivato per posta lultimo modello di vibratore. - e aggiunse, masticando fra i denti che non aveva, - Andatevene dunque all'inferno, maledetto rompiscatole! Poi, sghignazzando con un ghigno che, ormai Lockwood non aveva pi dubbi, era terribilmente simile a quello della ripugnante cagna dal pelo rosso, si reimmerse nel covone da dove provenivano grufolii e gorgoglii che rafforzarono ancora di pi in lui il sospetto di depravazione sessuale del bravo servitore. Lockwood stava gi pentendosi di essersi avventurato a ritornare alla Tempestosa quando gli capit un accidente che lo persause a giurarsi che non vi avrebbe mai pi messo piede in vita sua. Si sent scorrere ai lati del collo due aculei di ferro che incastrandosi sotto le mandibole lo sollevarono da terra tenendolo sospeso per la testa. Era stato preso per il collo con un forcone. Con l'estremo sforzo della disperazione, fece una piroetta su stesso ruotando di centottanta gradi e si trov davanti un orribile orso con sembianze vagamente umane, dal corpo enorme e pelosissimo e dal muso decisamente bestiale, che con voce gentile e in falsetto gli disse - Vieni con me, piccioncino Fu trasportato su per una scala a pioli appoggiata al retro della casa che l'orso arrampic tenendo il manico del forcone fra i denti. Poi fu calato, sempre impiccato al forcone questa volta tenuto comodamente su una spalla dall'orso, lungo la canna del camino. Questa era grandissima e comoda, dotata di scala con ringhiera, pianerottoli di sosta con macchina distributrice di birra, saletta della musica e una toilette a gettone riservata per ai soli uomini. Ci conferm il suo sospetto che il camino avesse fatto tutti i mestieri tranne il proprio. E arriv cos nello stanzone all'interno della casa. Lorda dei cani, riconoscendolo, lo accolse festosamente con ululati e morsi che lo inchiodarono a terra, obbligandolo a rimanere nella stessa posizione della sua visita precedente: gambe e braccia larghe, immobile come una statua. Questa posizione fissa gli consent di osservare con tranquillit e sistematicit tutta la grande stanza e si avvide che proprio nel mezzo di essa vi era una donna seduta a cavalcioni di una sedia. Ma non ne pot definirne la fisionomia a causa delloscurit. Era evidentemente la "padrona", come laveva definita Joseph. Lei lo fissava, come non manc di notare fra s Lockwood, con occhi freddi e senza sguardo, in modo davvero sgradevole e imbarazzante. Volendo rompere limbarazzo del silenzio e magari ingannare (no, questo no, mai pi; diciamo ... intrattenere) lattesa, Lockwood si mise, da buon inglese, a parlare del tempo. Elogi il clima salubre e luminoso della Tempestosa e dichiar che la neve destate era un fenomeno davvero interessante. Ma limbarazzo cresceva in lui insieme ad un'altra cosa, come sempre gli succedeva quando si trovava da solo in una stanza con una signora. Specie se la stanza era, come in questo caso, poco illuminata. Lo salv dallimbarazzo lorso che lo aveva condotto con il forcone allinterno della casa e che non aveva ancora ritirato lutilissimo attrezzo dal suo collo. Disse - O basta l! - in dialetto decisamente piemontese.

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Poi diede, con il forcone, uno scrollone a Lockwood come si fa con un albero da frutta, al che tutti i cani, appunto come frutta matura, si staccarono dal suo corpo e magicamente sparirono uggiolando nelle rispettive cucce ricavate negli anfratti dello stanzone, che non si vedevano ma si intuivano dallolezzo insopportabile che emanavano. - Adesso ho capito, la parola dordine che fa allontanare i cani: O basta l - pens Lockwood. Lorso estrasse finalmente la testa di Lockwood dal forcone e si piazz accanto al camino rimanendo immobile come uno di quegli orsi imbalsamati che avrebbero decorato i saloons delle cittadine del Nord America durante la corsa alloro di mezzo secolo dopo. Sembrava lo sapesse perfettamente, perch apr il ghigno in una risata ebete che gli rimase stampata sul muso come un timbro dell'ufficio postale. La "padrona" continuava a fissare Lockwood come una gallina fissa un verme e lui si sent ancora una volta in dovere, pi per soccorrere se stesso che lei, a rompere il silenzio. - Magnifica bestia! - disse indicando lorribile cagna dal pelo rosso - Un trionfo della natura, unapoteosi dellarmonia! E i suoi cuccioli! Creaturine deliziose! La signora ha forse lintenzione di mettere su un allevamento? - Per me che crepino, quelle piccole troie! - rispose la "padrona", dando prova di socievolezza e affabilit. Questa gentile risposta mise, per cos dire, le ali ai piedi di Lockwood, il quale incoraggiato dallinsperata disponibilt alla conversazione manifestata dalla signora, si lanci in una temeraria valutazione. - Ah, capisco: i suoi beniamini son certo quelli l! - disse indicando una cesta poco lontana dalla donna nella quale egli aveva intravvisto dei gattini. - Graziosi davvero, questi! - disse lei alzandosi dalla sedia, sollevando la cesta, rovesciandola e lasciando cadere al suolo dei poveri cadaverini accuratamente scuoiati, sventrati e con le loro belle interiora rinsecchite raccolte fra le graziose zampette, sotto lo sguardo vitreo e atterrito della loro piccola morte. Lockwood si era avvicinato per seguire il gesto generoso di lei e ci gli permise finalmente di vedere da vicino la sconosciuta. Aveva diciassette anni e mezzo ma ne dimostrava diciassette. Era alta un metro e quarantotto e pesava novantasei chili. Le sue borracce, secondo la classificazione internazionale delle borracce, erano della sedicesima misura. Avrebbero sgominato, alla gara delle borracce di Gimmerton, il capoluogo della contea. Purtroppo la giovinetta non aveva i requisiti per parteciparvi, altrimenti i suoi affezionati congiunti ve lavrebbero senzaltro iscritta, pi che certi della vittoria, per potersi godere il meritato premio di una pinta di birra fatta in casa. Quella simpatica e allegra manifestazione campagnola si svolgeva ogni anno allinizo dellestate nel cuore dello Yorkshire. In essa le signore concorrenti (il regolamento richiedeva che le partecipanti fossero rigorosamente sposate ed era questo, il requisito che impediva alla gioviale giovinetta di partecipare) venivano appese per il collo ad una fune fissata ad un albero e venivano pesate loro le borracce che cos le concorrenti non potevano appesantire con movimenti inconsulti. Perch questo avvenisse occorreva aspettare di solito una buona mezzora, ma nel frattempo i mariti, esaltati dalla partecipazione della loro consorte alla nobile e antica gara, si abbandonavano ad abbondanti libagioni di birra e a canti a cappella che allietavano la vallata della gentile cittadina inglese e mostravano al mondo quanta gioia, quanta simpatia e quanta allegria si trovassero in questa regione inglese benedetta da Dio e dalla natura: lo Yorkshire, appunto. Lockwood abbass lo sguardo sotto le borracce e vide un mappamondo che lo fece rimanere senza fiato, condizione condivisa anche dalle mutande dellinteressata, le quali, pur ricavate da un

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lenzuolo matrimoniale a due piazze, faticavano non poco, a coprire lintera superficie di tale meraviglia, finendo per divenire talmente tese da avere perduto ogni capacit di rilassarsi. - Venere Callipigia! - balbett Lockwood sforzandosi di muovere una lingua diventatagli ormai di legno. - Voi siete stato invitato a mangiare la cima? - gli domand la mirabile apparizione. - Lassaggerei volentieri. - rispose Lockwood estasiato. - Siete stato invitato o no? - replic la castellana. - No. - ammise sinceramente e onestamente lo sfortunato ospite, convinto che la sincerit e lonest siano alla base di ogni duraturo rapporto. - Allora potete andare ad aggiungere il vostro contributo alla nostra concimaia! - concluse affabilmente la nobile fanciulla, riponendosi elegantemente a cavalcioni della sedia, che accolse con un gemito il suo ritorno. Poco dopo entr nella stanza scendendo dal camino (- Doveva essere quello, lingresso usato abitualmente dagli abitanti della casa - pens Lockwood) Heathcliff, al quale Lockwood disse allegramente e pieno di entusiasmo: - Vedete, signore, che ho mantenuto la promessa e son ritornato! - Andatevene all'inferno! - grugn lamabile ospite, e poi aggiunse cortesemente: - Quand che intendete andarvene? - Pensavo di affrontare la tormenta fra una mezzoretta, dopo essermi rifocillato. - Mezzora! Cima maledetta! Facciamo cinque minuti! - Venticinque. - Sette! - Venti. - Otto! - Quindici. - Facciamo dieci minuti e non se ne parla pi! - concluse Heathcliff stizzito con un grugnito, conscio di essere stato fregato. Esaltato dallavere ottenuto molto pi di quanto aveva sperato, Lockwood divent audace. - La signora, prima, mi aveva offerto della cima. E un piatto che non conosco. Pensate che potrei averne un po? - domand incautamente. - Della cima? E perch diavolo dovrei darvi della cima? Siete forse stanco di vivere? - No, ma vedete, fuori c una tormenta di neve e mi sono congelato i piedi, per non parlare delle mani che mi sono scorticato a forza di bussare al portone.- Tormenta di neve? Puah! Due fiocchi da far ridere! E poi perch diavolo vi siete messo a bussare al portone? Lo sanno tutti, che il portone non si apre mai altrimenti qui dentro si riempie di correnti daria. C il camino, per entrare in casa! - S, s, ho visto. Il signore qui presente - e indic la statua dellorso - mi ha gentilmente condotto lui, qui. - Signore? Ah, ah, ah! Gentilmente? Ah, ah, ah! - annot con tono terrificante Heathcliff. Comunque volete la cima, eh? Ah, ah, ah! - annot con tono ancora pi terrificante. - E facciamola finita, allora! Cima! - grid rivolto alla giovane dea abbrancata a gambe spalancate alla sedia, la quale cominciava a dare chiari segni di cedimento. E rincar - Allora la porti o no, questa cima? Scrofa! - Prenditela da te, la cima, maiale! - Scrofa! - Maiale! - Scrofa! - Maiale! - Scrofa! -

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- Maiale! - Basta! - tuon Heathcliff. - Gira il mappamondo e porta la cima! -grid con un grugnito, con la stessa foga e lo stesso odio con cui Balilla, giovanissimo eroe genovese, grid Che l'inse! (Che cominci!), lanciando una pietra in testa a un sergente dellesercito austriaco che aveva occupato la citt (l'esercito, non il solo sergente) e dando cos inizio alla rivolta generale che condusse alla sua liberazione. - Devo portarla anche per quello l? - domand la divina con disprezzo, indicando con un colpo del mento il povero Lockwood, colpo di mento che nessuno not perch ella era apppunto del tutto sprovvista di quella appendice. - S, visto che proprio lui che lha chiesta! Ah, ah, ah! - rise divertito e sinistro Heathcliff, emettendo un grugnito. La divina apparizione spar nella cucina e miracolosamente, un attimo dopo, ritorn con un vassoio contenente una specie di cadaverino dinfante, rosa e molle, recante una vistosa cucitura fatta con rozzo spago da imballaggio lungo tutto il ventre, come se il perito settore, terminata lautopsia, volendo vedere la centosedicesima puntata de Il Grande Fratello e volendo comunque risparmiare ai parenti il penoso spettacolo del loro piccolo caro sbudellato, avesse frettolosamente rimesso tutto il maltolto dentro il povero corpicino e lo avesse trattenuto alla bella e meglio con una imbastitura veloce e grossolana. I quattro, Lockwood, la diva, il maiale e lorso, si accomodarono intorno ad un tavolo fatto di quattro assi da cantiere ancora sporche di cemento, su sedie che, gi sofferenti per precedenti sevizie, gemettero struggentemente, facendo sanguinare il cuore del sensibilissimo Lockwood. La meravigliosa fanciulla pose sul tavolo quattro piatti sbrecciati, nei quali le figurine azzurre tipiche della vaseria artistica inglese, essendosi sbiadite, denunciavano spudoratamente la loro falsa natura: erano in realt pitturate a freddo, di fattura ovviamente cinese. Non osando rivolgersi direttamente alla divina donzella, perch la sua sola vista lo gettava in uno stato di agitazione psico-motoria, Lockwood si rivolse al signor Heathcliff: - Ringrazio la vostra gentile signora, genio tutelare della sua casa e del suo cuore, per la sua squisita ... Non ebbe a terminare la frase, che Heathcliff scoppi in una sonora e sinistra risata. - La mia gentile signora? - disse ironico con un grugnito. - Non gentile e tanto meno la mia signora! - Come, non sua moglie? - No di certo! - Sua figlia? - No. - Sua nipote? - No. - Sua sorella? - No. - Sua cugina? - No. - Sua cognata? - No. - Sua zia? - No. - Sua mamma? - No. - Sua nonna? - No. - Ma chi diavolo , maledizione?! -

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- Mia nuora, lunico tipo di parentela che non avete preso in considerazione. - Gi, maledizione! Non ce lho fatta, eh? - Per questa volta, no. Proverete a vincere la prossima volta. - Se mi inviterete, una prossima volta. - Credo proprio di no, maledetta testa di cima! - grugn Heathcliff. - Ah, ci sono! E la moglie di vostro figlio e vostro figlio questorso qui. Heathcliff proruppe in unaltra risata. - Non ne azzeccate una, eh, caro signor testa di cima?! - Questorso qui non vostro figlio? - Certo che no! - E vostro fratello. - No. - Vostro nipote. - No. - Vostro cugino. - No. - Vostro cognato. - No. - Vostro zio. - No. - Vostro compare danello. - No. - Vostro padre. - No. - Vostro nonno. - No. - Ma chi diavolo , maledizione?! - Sono Hareton Earnshow. - disse lorso, alzandosi in piedi e mettendo in mostra tutto il suo pelame. E con questo la partita fu chiusa e Lockwood ne seppe meno di prima. - Conoscete la cima dello Yorkshire? - chiese Heathcliff a Lockwood, indicando il cadaverino sul vassoio. - Ne ho sentito parlare, ma non lho mai assaggiata ... - rispose Lockwood. - Ah, ah, ah! - rise sinistramente Heathcliff, - Adesso lassaggerete! - Come ... come fatta? - E uno stomaco di maiale con tutto il suo contenuto, arricchito di interiora di luccio, grasso di montone, rognone di coniglio e budella di pollo, cotto in pentola di rame per dodici ore. Non ce n una uguale allaltra: dipende da cosha mangiato il maiale. Ah, ah, ah! Zillah, la cuoca, ne fa una al giorno. Noi ne andiamo ghiotti. - Capisco ... - disse Lockwood degluttendo. La divina creatura tagli tre fette sottilissime per gli altri e una fetta enorme, praticamente quasi tutto il resto, per s. - Sempre ingorda come al solito, eh? - le ringhi Heathcliff. - Maiale! - Scrofa! - Maiale! - Scrofa! - Disgu ... Deliziosa! - disse Lockwood con un boccone di traverso (il primo, e lultimo), allo scopo di interrompere lidillio.

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- Buona, eh? - disse Heathcliff, con la bocca piena dellorribile mistura ed anzi spalancandola bene per permettere a Lockwood di osservare attentamente la sua composizione. - Anche noi, la troviamo deliziosa! Zillah poi ha un trucco tutto suo. - E cio? - chiese terrorizzato Lockwood. - Non lava le interiora di luccio! Ah, ah, ah! - rise gustosamente Heathcliff, rispalancando la bocca onde permettere a Lockwood di riesaminare pi attentamente il suo contenuto, nel caso si fosse perduto qualche particolare. La divina creatura, trangugiata quasi senza masticare la sua enorme porzione, si alz e si diresse verso il camino. L, dopo essersi stuzzicata i denti con dei fiammiferi, cominci ad accenderli e a tirarli come dardi infuocati sui cuccioli mostruosi dellorribile cagna dal pelo rosso. Quella per una ragione che a Lockwood risult inspiegabile, non ebbe alcuna reazione, rimanendo assolutamente indifferente ai guaiti strazianti dei poveri aborti di natura, che andavano a fuoco riempendo la stanza di una terribile puzza di carne bruciata. In quel mentre Joseph usc dal camino e guardando con aria torva la signora Heathcliff le disse amabilmente: - Sempre a non fare una cima, eh? - Vecchio ipocrita schifoso! - replic lei, - Lo vedi questo? - e gli mise davanti al naso un grosso librone nero che aveva sollevato dalla mensola del camino, - E la ventiquattresima edizione del best seller Come diventare una strega in dodici lezioni. Sono alla decima. Ancora due lezioni e poi far piazza pulita di tutti voi sorci schifosi impestati di scorbuto! - Una strega! Ah, ah, ah! Ma se non sei nemmeno capace di lavarti le mutande! - Questo un altro discorso! Chi credi che sia stato a far morire la vacca, il maiale, il canarino e il pesce rosso? - Tu? - balbett con un brivido Joseph. - Oh, perfida, perfida! Che Dio ci liberi dal male! - No, reprobo! Nessuna liberazione! Tu sei condannato! - e cos dicendo estrasse dallenorme reggiborracce tre pupazzetti di stoffa che adagi sul suo gigantesco ventre; poi prendendo un lunghissimo ago da calza che portava fra i capelli, cominci a punzecchiarli. - Ahi ahi, che mal di pancia! - esclam Joseph piegandosi in due. - Scusate, torno subito! - disse alzando la mano con due dita sollevate, e spar su per il camino. - Ohi ohi, che mal di denti! - grid Heathcliff infilandosi tutte le dita in bocca a cui i rimasugli di cima rimasero appiccicati addosso. - Uhi uhi, che prurito allano! - ulul lorso grattandosi le natiche in modo veramente indecente. - Attenti a voi, maledetti! - concluse la signora Heathcliff. Lockwood fece mostra di guardare fuori attraverso una fenditura della porta per evidenziare la sua estraneit e sottrarsi allesibizione di magia nera della signora Heathcliff. Cos facendo si avvide che la notte era calata e la tormenta di neve era giunta ad unintensit tale che non si vedeva oltre un palmo dal naso. Lockwood si avvicin al signor Heathcliff e gli chiese - Signor Heathcliff, fuori c un tempo da maiali! Posso fermarmi qui, per la notte? - E per che cosa lavete presa, la mia casa? Per una locanda? - Ma c una visibilit di venti centimetri! Non saprei trovare la via del ritorno nemmeno se non avessi mai fatto nientaltro nella mia vita! - Peggio per voi, testa di cima! Ve lho chiesto io, di venire a romperci le balle di fieno a noi fin quass? - Poi impietosito aggiunse: - Se volete, potete dormire con Joseph. - No, no! - rispose Lockwood rabbrividendo. Si rivolse alla gentile signora: - Gentile signora, vorrete scusarmi se vi d noia. Ma io credo che, con quel bel visino, voi dobbiate per forza avere un buon cuore. Ditemi almeno quale strada debba io fare per il ritorno! -

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- Rifate la strada per la quale siete venuto! - rispose sprezzante la divina. - Grazie! Bella spiegazione! - disse Lockwood toccato ma non offeso. - E cosa volete che faccia, che vi ci accompagni io per mano? - replic velenosamente la dolce visione. - Oh no! Io sarei desolato che voi varcaste con i vostri piedini delicati anche soltanto la soglia, in una notte come questa! - disse Lockwood. - Ma porca cima! Io vi ho chiesto di insegnarmi la via, non di mostrarmela! Conoscete la differenza fra il verbo insegnare e il verbo mostrare, dolce signora? Si rivolse allora allorso: - E voi, signor orso? Voi vorreste per piet aiutarmi? Gli rispose un grugnito. Disperato e piangendo come un bambino, Lockwood si lanci verso il grosso portone con lintento di aprirlo e fuggire. - Noooo! - fu il coro generale. - Gnasher! Wolf! - url Heathcliff. I due cani si avventarono su Lockwood, lo fecero cadere a terra e gli serrarono il naso in una doppia morsa dacciaio, facendolo sanguinare copiosamente. Dal nulla, cio dalla cucina, comparve il donnone che gi una volta laveva salvato dai cani, con in mano una grossa brocca di cubetti di ghiaccio. - O basta l! - esclam la donna. Ancora una volta la formula magica funzion: i cani abbandonarono la presa e fuggirono uggiolando. Non potendo rimproverare il padrone, il donnone se la prese con lorso. - Ma bene, signor Earnshaw! - grid. - Ma bravo! Belle cose da fare! Ora si assassinano anche gli ospiti; e proprio sulluscio di casa! - e cos dicendo vers in testa a Lockwood lintera brocca di cubetti di ghiaccio arrestandogli istantaneamente lemorragia dal naso. - Grazie! - rantol rincuorato Lockwood. - Va bene, va bene! - rugg Heathcliff con un grugnito. - Zillah, dagli dellaltra cima e poi caccialo fuori! - E spar su per il camino. - Noooo! - url il povero Lockwood.

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III
Zillah attese qualche minuto, poi prese Lockwood per la cintura a mo di valigia, entr nel camino, sal la scala e lo port nella camera. - State attento a non fare rumore, perch se il padrone scopre che vi ho portato in questa camera ci uccide tutti e due. - gli disse Zillah porgendogli una candela. - E state attento a non consumarla tutta. Il padrone avarissimo, con le candele. - Me ne sono accorto. Non dubitate. Grazie di tutto. - Di niente. Buona notte, signore. - Buona notte. Lockwood rimase solo nella stanza vuota e fu il primo momento di pace in tutta la sua giornata. La camera era completamente vuota, ad eccezione di una sedia e di un grande armadio addossato a una parete. Visto che non c'era ombra di un letto si domand dove diavolo potesse dormire e concluse che non gli rimaneva altro che la sedia. Apr larmadio per cercare una coperta ed ebbe unincredibile sorpresa. Dentro vi trov un bar, un frigo, una stufa a kerosene, un apparecchio televisivo, un letto a baldacchino ed unintera biblioteca composta di sedici vetrine ricolme di libri, completa di catalogo per titoli, per soggetto e per autori. Mancava il richiamo alle case editrici, ma Lockwood concluse saggiamente che nessuno pu essere perfetto. Cera persino una finestra che dava sul cortile. Prese un libro a caso e lo apr: era Le avventure di messer Coniglietto e sul frontespizio vi era scritto a mano, in una scrittura minuta, Catherine Earnshaw. Ne samin altri. In tutti vi era il nome della misteriosa fanciulla, che in alcuni per diventava Catherine Linton e in altri Catherine Heathcliff. Guard nel catalogo. Alla voce diario trov lindicazione dello scaffale e del ripiano. Ce nerano ventidue. Ne prese uno a caso e cominci a leggere. Una domenica noiosa. Oggi mio padre morto. Io e Heathcliff siamo stati costretti ad ascoltare per sei ore, stando in bilico sul tetto del granaio, la lettura della Bibbia da parte di Joseph, con dieci gradi sottozero e un vento di centoventi chilometri allora. Quando siamo scesi ed io e Heathcliff ci siamo presi per mano, Joseph ha inveito contro di noi dicendo: - Il corpo appena sepolto del padrone ancora caldo e voi gi pensate a divertirvi! Ma quanto prima Satana berr il vostro sangue e masticher le vostre ossa! - Apr unaltra pagina. - Se vi vedo parlare o anche soltanto ridere, per non dire giocare, ordiner a Frances di tagliarvi tutti i capelli e le unghie e di schiaccarvi tutti quegli schifosi bruffoli che deturpano le vostre insulse facce fino a farvi piangere ... vero Frances? - - Certo, caro! -, dissero i due mostri, dopodich si misero a pomiciare davanti a noi in modo osceno. Joseph, accortosi dei nostri sguardi, intervenne gridandoci - Non si guardano i grandi! Tobia, 33,21. - e ci dette la ventesima e la ventunesima raccolta della Torre di guardia ordinandoci di leggerle per poi ripeterle a memoria. Noi le scagliammo nel gabinetto e lui si mise a urlare: - Padron Hindley! Hanno buttato la ventesima e la ventunesima raccolta della Torre di guardia nel gabinetto! - . Hindley scese dal suo paradiso e venne a strozzarci, gettandoci poi nel buco nero

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- La cucina! - eclam Lockwood, contento di avere trovato una conferma alle sue teorie, quando locchio gli cadde su di un altro libro, Settanta volte sette e il primo della settantunesima del reverendo Jabes Branderham. Era troppo. Decise di dormire. Era sfinito. Si addorment di colpo e sogn. Stava andando a confessare pubblicamente il proprio peccato nella cappella del reverendo Jabes Branderham, scavandosi con le mani ghiacciate una galleria nella neve alta alcuni metri, bastonato da Joseph con un bordone del pellegrino, un randello dalla pesante impugnatura che Joseph dichiarava essere indispensabile nel corredo del viandante, consiglio che Lockwood si pent di non avere seguito. Finalmente arrivarono. La cappella era stata costruita vicino a una fossa di letame il cui fango serviva a meraviglia per imbalsamare i cadaveri, gli disse Joseph. Il reverendo Jabes Branderham lo stava attendendo sulla soglia con un vassoio su cui era adagiato il cadaverino di un neonato ricucito alla bella e meglio. - Un poco di cima? - gli domand. - Noooo! - rispose Lockwood. - Peggio per voi! Allora cominciamo la cerimonia! - ribatt il reverendo, spingendolo dentro la cappella. Qui lo attendeva una folla di fedeli che riempiva completamente il locale. Denudato e posto sul cavalletto che serviva a sorreggere le bare, in mezzo ai fedeli che agitavano verso di lui la Torre di guardia arrotolata in mano, Lockwood fu costretto ad ascoltare, dalla voce stentorea e minacciosa del reverendo Jabes Branderham innalzato sul pulpito, la descrizione dettagliata dei quattrocentonovanta peccati di cui lui, Lockwood, veniva accusato. Alcuni, li aveva effettivamente commessi. Altri, la maggior parte, gli erano completamente sconosciuti, non solo nella loro esecuzione, ma persino nella loro descrizione. Lo colp particolarmente uno, a cui non aveva mai pensato: mentre assisteva alla santa messa avrebbe soddisfatto il suo prurito anale con una fregagione talmente intensa da procurargli una specie di estasi. Apprese con terrore che quella scena si era gi ripetuta per settanta volte e che quella era la settantunesima. Si sarebbe ripetuta quindi per altre quattrocentodiciannove volte! Pensando che anche per i fedeli doveva essere una bella menata, Lockwood grid: - Compagni di martirio, dategli adosso! Strappatelo gi e riducetelo in atomi, cosicch i luoghi che lo conobbero non lo possan conoscere mai pi! - Tu sei lUomo! Il primo della settantunesima! - tuon il reverendo paralizzando tutti. E continu: - Fratelli, eseguite sopra di lui il giudizio che scritto. Tale onore hanno tutti i Suoi Santi! Ognuno sfoder un bordone del pellegrino e cominci a menare Lockwood come un sacco di grano da cui si volesse separare la paglia, ma presto, poich egli non poteva essere dappertutto e per non restare in ozio, i fedeli si misero a menare a destra e a sinistra senza distinzione di bersaglio. Il risultato fu una rissa infernale. Anche il reverendo Jabes Branderham, dal pulpito, non avendo nessuno a cui menare, prese a percuotere con il proprio bordone del pellegrino una povera statua di San Felice che imprudentemente, non prevedendo minimamente una tale complicazione, si era piazzata in quella

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posizione per godersi in prima fila la predica, ma che, pentitissima, aveva deciso, per la prossima volta, di cambiare posizione, ed anzi, gi che cera, anche nome. Lockwood si svegli di soprassalto e si accorse che il martello del bordone del pellegrino nel suo cervello era dovuto ad un ramo che sbatteva contro la finestra. Cerc di aprirla e, non riuscendovi, sfond il vetro afferrando il ramo per strapparlo via, ma il ramo si trasform in una piccola mano fredda come il ghiaccio e una voce dinfinita malinconia singhiozzando gli disse: - Lasciatemi entrare! Lasciatemi entrare! - Chi siete? - chiese Lockwood. - Catherine Linton. - rispose la voce. La mano ghiacciata lo tirava fuori della finestra con una forza sovrumana ed allora egli, terrorizzato, punt i piedi contro il muro e con uno strattone riusc a rientrare il proprio braccio, con la mano della fanciulla ancora avvinghiata al suo polso. Perch di una fanciulla, si trattava. Vide infatti il volto infantile, pallidissimo ed afflitto da unangoscia indicibile, attraverso il vetro della finestra. Allora, con un gesto tanto crudele quanto disperato e inconsulto, abbass di colpo il braccio tranciando di netto la piccola mano sul vetro tagliente della finestra. La fanciullina cadde allindietro nelloscurit con un urlo agghiacciante. La sua mano mozzata rimase per ancora avvinghiata al suo polso ed egli, in un estremo gesto di disperazione e di ribrezzo, la strapp da s e la gett nelloscurit, lanciando a sua volta un urlo di terrore. - Cosa succede? - sussurr tremando Heathcliff, che, entrato nella camera attratto dalle grida, si affacciava, con una candela in mano, alla porta dellarmadio-stanza. - C ... c qualcuno l? - S, sono io, Lockwood. - Cosa diavolo ci fate, voi qui, testa di cima! Io ho dato lordine di cacciarvi fuori! - E invece la sua cuoca, che credevo avesse pi buon cuore di lei, mi ha offerto di dormire in questa camera. Ma lo ha fatto per farsi burla di me! E uguale a tutti voi! Lo sapeva, evidentemente, che in questa camera ci si sente! - Ci si sente? Che diavolo vuol dire, porca cima?! - Che si sentono delle voci e si vedono delle cose. - Voci? Cose? E cosa avete sentito e cosa avete visto, voi? - Una piccola indemoniata fuori della finestra mi ha afferrato per un braccio e voleva condurmi l, nelloscurit, insieme con lei, dove mi avrebbe di certo strozzato, se glielo avessi permesso! - Una piccola chi ... ? - Una piccola indemoniata: Catherine Linton. - Chi? ... - Catherine Linton. Ma siete diventato sordo? - Non sono sordo, sono attonito, signore: Catherine Linton morta pi di ventanni fa! Lockwood raccolse le sue cose e si allontan, ma mentre usciva dalla camera ud Heathcliff che, affacciato alla finestra, gridava sottovoce: - Cathy, vieni! Oh, Cathy vieni ancora una volta! Anima mia, odimi questa volta almeno! Era ancora notte. Lockwood scese nello stanzone e dorm su una panca per un paio dore insieme con un gatto e due talpe. Allalba venne Joseph a farsi una pipata accanto alla cagna dal pelo rosso, divertendosi a gettare i tizzoni sui suoi cuccioli e nemmeno lo vide.

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Poco dopo venne lorso, che fece i suoi esercizi mattutini consistenti nel richiamare alla memoria tutti i santi del calendario attribuendo ad ognuno di essi una particolare oscenit. Nemmeno lui, si avvide di Lockwood. Quando furono entrambi usciti, il silenzio regn nella stanza. Ma fu presto interrotto da voci concitate che provenivano dal nulla, cio dalla cucina. - Non fai mai una sega, maledetta strega! - disse la voce di Heathcliff, dimostrando uninsospettata inclinazione per la poesia. - Bada a te, maiale, che ti trasformo in una pecora! - rispose la voce della divina fattucchiera. - Non unanitra? - Una pecora! - Sono un coniglio! - concluse Heathcliff. Heathcliff usc dal nulla, cio dalla cucina, e si rivolse a Lockwood: - Volete un po di cima? - No, no, grazie! - E ottima, per colazione. - Non ne dubito. - disse Heathcliff degluttendo - Ma credo che la far a casa mia, la colazione, se mai ci arriver. - Venite, che vi accompagno fino alla palude. - Molto gentile. - Di niente. Limprovvisa affabilit del suo ospite lo impensier non poco. E aveva ragione, a impensierirsi. Heathcliff gli diede delle indicazioni seguendo le quali Lockwood si perse nella palude, fu inseguito per quattro ore da due caimani e rimase pi di unora fra le spire di unanaconda, finch una squadra di soccorso costituita da due bambini che giocavano con le barchette di carta lo trasse in salvo conducendolo fino a casa. Giur a se stesso che non avrebbe mai pi rimesso piede alla Tempestosa.

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IV
- Volete un po di cima, signor Lockwood? Io la faccio particolarmente gustosa, sa? Ho un segreto: ci aggiungo delle zampe di pollo. - disse la signora Dean, la governante di Thrushcross Grange, dopo che Lockwood si era fatto un bagno caldo. - No, no, grazie! Non ho fame! - disse Lockwood degluttendo. - Ma com che il signor Heathcliff non vive qui, a Thrushcross Grange, che molto pi grande e comoda della Tempestosa? La quale, detto fra noi, ha un clima veramente schifoso. - disse, per cambiare discorso. - La spiegazione ufficiale che un pidocchio. La realt, invece, che un coniglio. - Credevo fosse un maiale. - No, un coniglio. Vive alla Tempestosa perch ha paura. - E di chi, ha paura? - Dei fantasmi! - E chi quella divina fanciulla che vive col con quei selvaggi? - Divina fanciulla? Ah, quella balena! E la figlia del mio precedente padrone, il signor Edgar Linton: Catherine Linton. - Come? Catherine Linton! Ma io lho vista ... - Lockwood si morse le labbra. - E chi quellorso, Hareton Earnshaw? - E il nipote della moglie del signor Linton, il padre di Catherine. - E sarebbe? - Il cugino di Catherine. Ma anche suo marito, era suo cugino, da parte di padre; lui lo da parte di madre. Heathcliff, ha sposato la sorella del signor Linton. - Cio? - E il figlio del fratello della moglie del padre della vedova del figlio di Heathcliff, il quale per non ha nessuna parentela con lui. - Scusatemi, ho un po di mal di testa. - Volete un po di cima? E un toccasana, per il mal di testa! - No, no, prendo unaspirina, grazie! Raccontatemi pure la storia di questa famiglia, signora Dean. Ma poi, vi prego, fatemi una piantina delle parentele: non ci ho capito nulla. - Il vecchio padrone, il signor Earnshaw, padre di Hindley e Catherine (lui aveva quattordici anni, lei sei), a cui io (che ne avevo dodici), essendo mia madre nutrice di Hindley, mi univo nei giochi, una sera, di ritorno da Liverpool, condusse alla Tempestosa, dove vivevamo, un piccolo zingaro di quattro anni vendutogli da una carovana di passaggio. - Un affare!- , disse il signor Earnshaw, - Lho pagato solo due penny!- . Il signor Earnshaw e sua moglie, rivelando nobilt danimo, chiamarono il piccolo derelitto con il nome di un loro figlioletto morto: Heathcliff. Ma egli fu sempre considerato da tutti come un servo. Noi ci rifiutammo di farlo dormire nella nostra stanza e lo gettammo nella carbonaia, ma il disgraziato strisci fino al letto di Catherine e vi ci infil dentro. Da allora lui e Catherine diventarono amici per la pelle. Hindley lo odi invece per tutta la vita e lo torment con scherzi atroci fra cui ricordo quello di un Natale in cui Heathcliff ebbe come regalo la testa mozzata del suo cane DArtagnan. Ridemmo tutti molto, quel Natale. Bei tempi! Era da poco morta la signora Earnshaw e il signor Earnshaw, per riempire il vuoto, prese Heathcliff nel suo letto. Da allora Heathcliff divenne il padrone della Tempestosa. Il signor Earnshaw strisciava ai suoi piedi come un verme, Catherine gli leccava le mani, io mi inchinavo al suo passaggio e lunico che vi si opponeva era Hindley, che lo pestava come il sale.

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Ricordo un giorno in cui Hindley, stufo di pestarlo, gett Heathcliff sotto un cavallo al quale aveva dato una mancia perch lo pestasse per lui. Il risultato fu che Heathcliff, a forza di lividi, diventava sempre pi nero, accentuando la sua sembianza di zingaro, finch si trasform in un vero e proprio negro. Ma Heathcliff non ci sembrava vendicativo. Oh, signor Lockwood, come mi sbagliavo! E sicuro che non volete un po di cima? - No, no, grazie! Proseguite, signora Dean! -Hindley, per il suo comportamento verso Heathcliff, fu messo in collegio dal padre. Con ci, Heathcliff si calm e cominci Catherine, a spadroneggiare. Ne combinava di tutti i colori disubbidendo a tutti e dava limpressione di comandare lei, anche su Heathcliff. Era insolente e insofferente, con grande dispiacere del padre. Un giorno il signor Earnshaw le disse: - Perch, Catherine, non puoi essere una buona figliola?- e lei ridendo a squarciagola mentre mangiava la cima, gli rispose sputandogliene dei pezzetti in faccia: - E voi, padre, perch non potete essere un buon padre?- . Lui fece una smorfia e mor. Al funerale venne Hindley insieme con una donna e con lei si ferm nella casa e ne assunse il comando. Di lei non si seppe mai nulla ( uno dei tre misteri di questo romanzo), se non che era terrorizzata dai funerali. Sulle prime tratt bene Catherine e Heathcliff, ma in seguito prese a odiarli. Essi, ancora ragazzi (avevano rispettivamente quattrodici e dodici anni), divennero i pi selvaggi animali che mai la palude avesse visto, trascorrendo in essa, ricercati invano da tutti, le loro giornate. Le punizioni che Hindley infliggeva loro erano terribili, specialmente a Heathcliff, ma questi sopportava con indifferenza le offese e le violenze pi tremende. Una notte andarono di nascosto a Thrushcross Grange e Hindley, accortosene, gli sbarr la porta di casa in mondo che non potessero rientrare. Rientr di soppiatto Heathcliff attraverso il camino e mi raccont che lui e Catherine avevano spiato i figli dei Linton, Edgar e Isabella, due graziosi pargoli di poco pi giovani di loro, mentre squartavano il loro Yorkshire nano tirandolo una da una parte e uno dallaltra al grido di E mio!, e che, scoperti, erano stati inseguiti dal mastino dei Linton che aveva dilaniato Catherine ad una caviglia. Lei era stata poi curata dal signore e dalla signora Linton, mentre Heathcliff era stato cacciato in malo modo al grido di Negro, negro, di te io me ne frego! dimostrando, anche loro, di possedere un animo poetico. Quando Hindley venne a conoscenza del fatto disse a Heathcliff che alla prossima marachella lo avrebbe cacciato per sempre dalla sua casa. Catherine fu ospitata a Thrushcross Grange per cinque settimane in attesa che le guarisse la caviglia ferita e quando ritorn, grazie alle cure della moglie del signor Hindley che le insegn le belle maniere, si era trasformata in una graziosa damigella. Quando scese dal pony restammo tutti a bocca aperta: indossava unamazzone arancione sopra una sottana viola aperta su dei calzoni verdi con stivali gialli e berretto rosso. Veramente molto fine. Heathcliff, che continuava a vivere come un selvaggio nella palude, alla sua vista si nascose sotto una panca dello stanzone, ma lei lo stan e voleva baciarlo quando si avvide della sua sporcizia.

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- Ma sei lurido come un maiale!- , gli disse. - S. Perch?- , rispose lui. - Perch sporco non bello.- Non vero! Sporco bello! Sporco bello! Sporco bello! - , prese a gridare Heathcliff, ed uscito nel cortile si rotol nel fango e nello sterco di maiale buttandoselo a manciate gi per la camicia e dentro le mutande, dove pareva gli desse un piacere particolare. Poi scapp nella palude e non lo vedemmo pi per un bel pezzo. Stavamo preparando, per ringraziarli dellospitalit data a Catherine, un ricevimento per i Linton, che essi accettarono a patto di non trovarsi davanti quellorribile negro, quando Heathcliff venne da me e mi preg di farlo diventare un damerino. Dopo una notte di brusca, striglia, paglietta, cartavetro, pialletto e levigatrice orbitale, conciai Heathcliff per la festa, ma egli, entrato nella sala, fu aspramente redarguito da Hindley, irritato della sua presenza e ancora pi della sua indebita eleganza, e deriso da Edgar, il figlio dei Linton. Non potendo prendersela con Hindley, Heathcliff se la prese con Edgar e gli vers una pentola piena di composta bollente di mele cotogne sulla testa, procurandogli ustioni di primo e secondo grado con prognosi di quaranta giorni di riposo e cure, salvo complicazioni. Hindley pun Heathcliff con quaranta frustate (una per ogni giorno di prognosi: il signor Hindley ha sempre avuto il senso della giustizia) e lo rinchiuse nel granaio. La festa continu. Noi mangiammo cima e castagne bollite, Catherine invece mangi cima e lacrime (le castagne non le piacevano). Quando giunse il momento del ballo, Catherine cerc, ma inutilmente, di fare richiamare Heathcliff alla festa. Poi, con una scusa, si allontan dalla sala e and a trovarlo nel granaio, dove si intruffol attraverso una sconnessura rovinandosi irrimediabilmente il vestito preso in prestito per ventisette sterline e mai pi restituito, che fu causa di pignoramento di tutta lattrezzatura per fare la cima. Una disgrazia per tutta la famiglia. Cosa fecero e cosa si dissero per unora quei due, Catherine e Heathcliff, non lho mai saputo, ma quando Catherine condusse Heathcliff in cucina da me perch gli dessi qualcosa da mangiare, egli sembrava insolitamente felice e mi disse - La far pagare cara, a Hindley. Non mimporta quanto dovr attendere: basta che un giorno ci riesca. Spero soltanto chegli non muoia prima di quel momento. Rimasi paralizzata. Intuivo gi nella mia mente la tragedia che sarebbe occorsa. Era lestate del 1778, ventitre anni fa. Una bella mattina di giugno avvenne il lieto evento. - Gioite! E nato lultimo rampollo dellantica famiglia degli Earnshaw!- annunci il padrone. - E la signora come sta?- chiedemmo noi. - E morta.- ci rispose il signor Hindley con un sorriso, e aggiunse fra i denti - Cima maledetta! Il piccolo Hareton, questo il nome che diedero al neonato, lo stesso del fondatore della Tempestosa, pass completamente nelle mie mani. E io lo impastai a dovere. Ne feci un orso. Ero incerta se farne un fenicottero, un ornitorinco o un orso, ma poi decisi per lorso. Ne sono particolarmente fiera. Avete visto che bel pelame che ha? - Eccome! - Volete un po di cima? - No! -

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- La Tempestosa prese un andazzo armonioso ed equilibrato. Padron Hindley trascorreva amenamente le sue giornate a bestemmiare tutti i santi del calendario attribuendo loro i peccati pi osceni, simpatica usanza che il piccolo orso, Hareton, apprese ancora prima di imparare a parlare, ed era commovente udire quel piccolo animale balbettare oscenit di cui non conosceva nemmeno il significato. Joseph, il servo che lei avr conosciuto, un testimone di Geova che ha sempre raccomandato tutti alle fiamme dellinferno ma che si guarda bene di riservarle per se stesso, impiegava diligentemente il suo tempo a tormentare i fattori e i contadini, e quando questi erano sfiniti, se ne veniva nella casa a tenere sermoni cos terribili che presto tutta la servit fugg e rimanemmo solo noi due. Io mi facevo due borracce cos a dar da bere allorso che succhiava come unaspirapolvere e non gli bastava mai, sicch presi labitudine di dargli da succhiare i gomiti e, a parte delle protuberanze callose che mi porter nella tomba, mi sono salvata le borracce dal farle diventare del tipo a bretella, che poi quando vado al Pub del diavolo nessuno mi vuole pi fare sedere sulle sue ginocchia. Heathcliff viveva come un maiale, mangiava mele marcie, grugniva, si avvoltolava nel fango e nello sterco di maiale, e labbiamo trovato pi di una volta che parlava alla scrofa tenendole un braccio sulla spalla. Hindley lo puniva tutti i giorni allora della cima facendogliela passare sotto il naso ripetutamente e poi mangiandogliela in faccia con la bocca spalancata e spruzzandogliene un po sul viso, cosa che mandava Heathcliff in bestia. Egli si sfogava bastonando i cani ai quali Hindley teneva moltissimo, che ormai vivevano dentro la casa nella pi completa sporcizia, al punto che io mi ero asseragliata in cucina e non ne volli pi uscire ( questo, che cre la leggenda che dalla cucina della Tempestosa nessuno esce pi). Il signorino Edgar veniva a trovare Catherine tutti i giorni. Si chiudevano in bagno, mettevano fuori un cartello con su scritto Non disturbare. Lavori in corso. e vi rimanevano per ore. Edgar era lunica creatura umana che si azzardasse a venire alla Tempestosa. Lo stesso reverendo Jabes Branderham, cess di visitarci, definendo Hindley e Heathcliff due demoni, da quando sorprese Heathcliff in atteggiamento intimo con la sua scrofa (la sua del reverendo Branderham, non di Heathcliff, che non possedeva nulla) e soprattutto da quando seppe che Hindley tutti i sabato sera tornava a casa ubriaco dopo essere stato al Pub del diavolo e si metteva a fare il tiro a segno con la doppietta caricata a pallettoni sul resto degli abitanti della casa standosene accocolato sulle travi del soffitto e bestemmiando tutti i santi del calendario. Il reverendo cit solennemente: - Scherza coi fanti ma lascia stare i Santi. Apostoli, 5, 22. Specialmente Saint Jabes! - , aggiunse. Joseph asser che essendoci lui a recitare i sermoni, del reverendo si poteva benissimo fare a meno. La Tempestosa era diventata un inferno. Come ogni inferno, la Tempestosa ha i suoi fantasmi. Ne volete vedere uno? - No, no, lho gi visto, grazie. - No, non potete averlo visto. Guardate: questo il signor Edgar Linton, il mio ultimo padrone. - e cos dicendo gli mostr un grande quadro posto sopra il camino che ritraeva una giovane donna, con un delicato ovale rosa e biondi boccoli che le ricadevano mollemente sulle spalle, un po curve ma piene. Era per vestita da uomo. - Volete dire sua moglie. - No, no, lui, lui il marito, il signor Edgar. Una persona fine, no? - Fin troppo. -

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- Solo un po troppo delicato. E, in generale, mancava di vivacit. - Capisco. - Un giorno Joseph sorprese Catherine ed Edgar, che leggevano lElegia scritta in un cimitero di campagna di un certo Thomas Gray, il quale fatto diede materia a Joseph per i suoi sermoni dei successivi dieci anni, e, da lui riferito al padrone, obblig Catherine a recarsi a casa di Edgar, per potere proseguire le loro letture lincenziose. Fu cos che la signorina Catherine assunse una doppia personalit e fu inserita nellEnciclopedia dei Casi Insoliti dellAccademia Psichiatrica Inglese come caso emblematico, catalogato con la sigla C1, la prima e pi famosa dellelenco. Quando si recava a casa Linton, dopo avere letto lElegia scritta in un cimitero di campagna con Edgar, che diventava sempre pi delicato e sempre meno vivace, si comportava da gran signora, parlava con la erre moscia, mangiava la cima con il mignolo sollevato e ruttava infilandosi la faccia sotto le ascelle. Quando ritornava alla Tempestosa si comportava come un maiale, rotolandosi nella concimaia insieme a Heathcliff e grugnendo come lui, che era ormai diventato un vero e proprio suino dallo sguardo porcino ed ebete e camminava dondolandosi e grugnendo continuamente. Presto accadde un fatto che avrebbe cambiato landazzo armonioso ed equilibrato della Tempestosa. Un po di cima? - No. E quale? - Una sera Catherine attendeva una visita di Edgar, non potendo andare a casa di lui perch l cera lidraulico che aggiustava un tubo nel gabinetto, loro luogo di lettura, quando Heathcliff le rinfacci di frequentare pi Edgar che lui, mostrandogli un calendario nel quale egli aveva annotato tutti i loro incontri e da cui risultava che egli perdeva da Edgar per dieci a uno. Voleva invertire la situazione e si offr come lettore al posto di Edgar. Lei lo cacci in malo modo dicendogli: - Tu non sai parlare, grugnisci, mentre Edgar legge con nobile espressione e voce vellutata.- Credevo che non ti interessasse, lespressione di Edgar! - E invece mi interessa!- . In quel mentre entr Edgar e Heathcliff si dilegu nel bu ... nella cucina. Io ero presente. Catherine cerc di mandarmi via per procedere senzaltro a leggere con Edgar, ma io avendo ricevuto ordine dal padrone di non lasciarli mai soli, mi rifiutai di andarmene. Credendo di non essere vista da Edgar, Catherine mi prese a pizzicotti sul ... ha capito, fino a farmi sanguinare. Alle mie proteste, mi diede uno schiaffo e quando Edgar se ne accorse e la rimprover diede uno schiaffo anche a lui. Lui fugg piangendo come un vitello, ma incontr nel cortile il signor Hindley di ritorno dal Pub del diavolo, il quale, non volendo perdere un bersaglio cos interessantemente poco vivace per il suo gioco del tiro a segno, lo riport in casa a forza. Ma egli riusc a rifugiarsi nel bagno con Catherine, dove le rivel il suo amore. Ma io vi sto annoiando, non vero, signor Lockwood? - Oh, no! Non mi state annoiando affatto, signora Dean! E poi ho gi preso quattro aspirine e credo proprio che non dormir, stanotte. Per cui potete pure proseguire. Vi prego! - Volete mica un po di cima? - No, no, grazie. - disse rabbrividendo Lockwood, - Andate pure avanti con il racconto. - Bene. Allora il signor Hindley si aggirava per la casa bestemmiando il suo consueto calendario dei santi ed urlando che voleva vedere suo figlio.

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Hareton si era nascosto nella sua camera, per sottrarsi alle sue sevizie. Il fantoccino era abituato ad essere soffocato dai baci del padre cos come ad essere scagliato contro il muro, ed era costantemente oppresso dallincertezza se gli sarebbe capitata luna o laltra cosa. Hindley si scagli contro di me accusandomi di nascondergli il figlio e mi infil un trinciante fra i denti. - Con laiuto di Satana, ti far ingollare il trinciante!- , mi disse, - Ho bisogno di ammazzare qualcuno di voi; non avr pace finch non lavr fatto! - A me il trinciante non piace, signor Hindley. Preferisco essere fucilata, se non vi fa differenza ...- Non c nessuna legge in Inghilterra che mi proibisca di infilare un trinciante nella bocca di una serva. Tu devi aprire la bocca, per! - Questa lama ha un pessimo sapore e non la ingoier a nessun costo, signor Hindley! Visto che non riusciva a convicermi, mi lasci e and di sopra nella camera del figlio dove trov Hareton che appena lo vide si mise ad urlare. - Oh, vedo che questo brutto marmocchio non mio figlio! Se lo fosse meriterebbe di essere scuoiato vivo perch non m corso incontro a darmi un bacio e perch urla cos, peggio che se fossi un fantasma. Piccola bestia snaturata, vieni qui! Tinsegner io, a ingannare un padre troppo tenero! Di, dunque, non credi che tu staresti meglio assai con le orecchie mozze? Ci rende i cani pi feroci, e a me piacciono, le belve feroci. Presto, datemi delle forbici! E poi una superbia infernale, una vanit diabolica, quella di tenerci alle proprie orecchie, come se non fossimo gi asini abbastanza anche senza! Zitto, zitto, bimbo mio ... mio tesoro! Su, asciugati le lacrime, su gioia bella, dammi un bacio ... No? Non vuoi? Dammi un bacio, Hareton, dammi un bacio, che Dio ti maledica! Per Cristo in agonia, guardate un po se devo allevare un mostro simile! Com vero che son vivo, ti voglio torcere il collo! - e cos dicendo, dando prova di una riprovevole incoerenza, lo gett gi per il camino. La fortuna volle che Heathcliff, attirato dalle grida, era accorso, e con un gesto del tutto istintivo prese al volo il fantaccino prima che si spiaccicasse sul pavimento. Un avaro che abbia venduto per cinque scellini un buon biglietto della lotteria e si sia accorto il giorno dopo di avere perduto nel baratto cinquemila sterline non avrebbe potuto mostrare un volto pi desolato di quello di Heathcliff, che si accorse di essere stato egli stesso di impedimento alla propria vendetta. Fece il gesto di sfracellare il cranio del povero fantoccino contro il muro, con lammirevole intento di restiture agli avvenimenti il loro corso naturale, ma la mia presenza lo ferm. Glielo strappai dalle mani e mi misi a cullare il povero fantaccino cantandogli una ninna nanna per calmarlo: - La notte scura, piange il piccino, perch ha paura del paparino. anchio, amo la poesia, sa? Il signor Hindley scese la scala e disse: - S fatto male, il mio maledetto tesoro?- Male?- , gridai furente, - Se non s ammazzato, certo rester scemo per tutta la vita!Ed proprio quello che successe. Hindley si bevve unaltra pinta di birra e quando io gli dissi - Abbiate almeno piet dellanima vostra! - , mi rispose: - No! Al contrario, sar molto contento di mandarla a perdizione, per punir chi lha creata!- . Heathcliff aggiunse: - E un vero peccato che tu non possa ammazzarti a furia di bere. Ma forse un qualche fortunato accidente ti aiuter nel tuo intento! Andai nel buco ... in cucina con il fantaccino e dopo poco giunse Catherine. - Nelly, ho un cruccio che mi tormenta!- Proprio voi, signorina Catherine, che vivete in unarmoniosa famiglia, in uno dei pi ridenti luoghi dell Inghilterra, con un fratello amorevole e premuroso ... -

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- Edgar, poco fa, nel gabinetto, mi ha chiesto di sposarlo. Gli ho detto di s, ma mi devi dire se ho fatto bene! - Dire di s nel gabinetto non sta mai bene, signorina. - Ma io lo amo! - Voi lo amate? - Certo! - E perch lo amate, signorina Catherine? - Che domanda! Lo amo e basta. - Niente affatto: dovete dire il perch. - Bene: perch bello e simpatico. - Male! - E perch giovane e allegro. - Peggio. - E perch ricco. - Peggio ancora. - E poi perch lui mi ama. - Questo non importa, dopo quello che avete gi detto. Ma ditemi, come lo amate? - Ma che domanda! Come amano tutti! - E cio? - Insomma! Lo amo e basta! - E lo amereste se non avesse tutte quelle qualit che avete detto? - Oh, bella! No, naturalmente. - Avete visto? Voi non lo amate. - Come fai a dirlo? - Per il semplice fatto che me lo domandate. Dov il vostro cruccio? - Qui e qui. - disse battendosi con la mano la fronte e il petto. - Perch qui e qui sento che faccio male! - E cosa vorreste, allora? - Sposare Heathcliff, ecco quello che vorrei! - e scoppi in un pianto dirotto. - Ma non posso! Egli la persona pi rozza che io conosca. Un vero maiale! Ed un morto di fame! Ma egli pi simile a me di qualunque altra persona al mondo! Se lui non ci fosse pi, il mondo diverrebbe per me qualcosa di completamente estraneo! Oh Dio, come sono infelice! - fece una pausa riflessiva e poi proruppe: - Ho deciso! Sposer Edgar e terr Heathcliff vicino a me. Lo aiuter ad elevarsi! Udii un frusco dietro luscio e vidi con la coda dellocchio unombra: era Heathcliff! Egli aveva udito tutto! Spar nelloscurit. Lo cercammo tutta la notte, durante la tempesta che si abbatt, come tutte le notti, sulla Tempestosa, sfasciando tegole, comignoli e grondaie, abbattendo alberi e staccionate, facendo fuggire i cavalli e le galline. Ma non i maiali. Tranne Heathcliff, che rest invisibile ma presente. Joseph recit una decina di sermoni in pi, quella notte, per implorare a Dio il ritrovamento di Heathcliff, ma non sembrava molto convinto (e probabilmente nemmeno Dio). E probabilmente fu per quello, che Dio si disinteress del tutto della cosa. Fu una notte penosissima. Catherine la trascorse per met correndo sotto il diluvio invocando il nome di Heathcliff e per met piangendo disperata accanto al camino.

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Il mattino dopo aveva la febbre e delirava e il dottor Kenneth, prestamente chiamato, le fece un salasso, ci disse di farle mangiare solo cima per una settimana e di stare attenti che non si buttasse gi dalla finestra. Poi scapp via dicendo che di casi cos ne era piena la Contea. La buona signora Linton, saputo dellaffezione della signorina Catherine, per fare contento suo figlio Edgar, la trasse con s a Thrushcross Grange. Non lavesse mai fatto, la generosa benefattrice! In capo a tre giorni lei e il signor Linton si presero una febbre maligna e morirono. Catherine ritorn alla Tempestosa. Di Heathcliff non si seppe pi nulla. Lei divenne ancora pi bisbetica e dispotica di prima. Edgar Linton la condusse, per delicatezza, nella stessa cappella dove erano stati sepolti i suoi genitori e la spos. Catherine and a vivere con Edgar a Thrushcross Grange. Io fui costretta ad abbandonare il piccolo Hareton, che ormai si era trasformato in un vero e proprio orsacchiotto, e ad andare al loro servizio. La signora Dean guard la grande pendola che troneggiava sul camino. - Ma il tocco delle quattro! - esclam. - E allora? - fece Lockwood. - Ma lora della cima! Ne volete un po? - No grazie. Preferisco andare a dormire. - rispose Lockwood con un brivido.

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V
Non si sa se fu per il racconto della signora Dean o per lavventura trascorsa nel pantano, ma anche Lockwood, quel giorno stesso, si ammal. Il dottor Kenneth, chiamato dalla signora Dean, gli prescrisse un salasso, una settimana a dieta di sola cima e gli raccomand di non buttarsi gi dalla finestra. Lockwood si rifiut di mangiare la cima e rimase per tutta la settimana a digiuno finch, preso dalla fame, ebbe limprudenza di mangiare una fetta della cima della signora Dean e ricadde malato per altre due settimane. Le impieg tutte per studiarsi la piantina delle parentele degli Earnshaw e dei Linton che la signora Dean gli aveva disegnato e che riporto nellappendice, in modo che anche il lettore riesca a capire qualcosa in questo complicatissimo romanzo. Come si vede, i proprietari terrieri dello Yorkshire si sposavano tutti fra di loro, come i loro conigli. Non si sa quale delle due specie abbia copiato dallaltra. Questo fatto comunque spiega molta parte di questa storia, se non addirittura tutta. Lockwood dunque stava per guarire, quando venne a trovarlo Heathcliff: una visita (si fa per dire) di cortesia: voleva incassare laffitto. Ricadde malato per unaltra settimana. Finalmente si riebbe, ma non era ancora in forze di uscire e tanto meno di andare alla Tempestosa per rivedere la divina fanciulla: a Thrushcross Grange era ancora estate, ma alla Tempestosa era ancora pieno inverno, per il semplice fatto che l era sempre, inverno. Lockwood si annoiava, di restare chiuso in casa ed ebbe la temeraria idea di permettere alla signora Dean di continuare il suo racconto, ad un patto, per: che per una settimana non gli parlasse pi di cima. Lei promise. Ma mai promessa fu pi menzognera. - La signorina Catherine, ora diventata signora Linton, era ossequiata e servita in tutto e per tutto da suo marito Edgar e dalla sorella di lui, Isabella, per cui, a lungo andare, si ammans. Edgar, il signor Linton, era diventato giudice della Contea e trascorreva la giornata nella sua biblioteca a studiare i suoi libri. Ma in una sera di settembre, mentre rientravo dal giardino con unenorme cesta di lumache che mi scappavano da tutte le parti e mi costringevano a recitare il calendario dei santi come lo avevo imparato dal signor Hindely, un elegante signore con il cilindro e il pipistrello (che tir fuori dal cilindro) mi ferm davanti alluscio e mi disse: - Ol, non mi riconosci? - Heathcliff! - esclamai io. - S, io. Vai da Catherine e dille che sono ritornato ricco e spietato e che voglio portarla via con me. - Ma sposata! - Non mimporta! Non sono geloso! - Corsi in casa e trovai la signora Catherine e il signor Linton teneramente abbracciati mentre contemplavano la boccia del pesce rosso. - Signora Linton, - dissi c fuori Heathcliff. - Come? Quel negro! E ancora vivo! - esclam il signor Linton. - Non solo vivo, signore. Ma ricco e spietato. E vuole prendersi la signora Catherine! - Come? Mia moglie? - Perch? Non sua moglie? -

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- Lo voglio vedere! - grid la signora Catherine, e si precipit in giardino. Poco dopo si affacci dalluscio e chiese allegramente al marito: - Possiamo invitarlo in casa, caro? E appena arrivato ed cos stanco! - Va bene, cara, se ci tieni proprio! Fallo accomodare in cucina. - No, no! In salotto! - Ma il salotto, lo sai, si sporca di niente. E una volta che lui si sar seduto occorrer rifare tutte le tapezzerie. - Oh no! Lo vedessi, Edgar! E diventato un vero signore! - Resta sempre un maiale. La signora Catherine introdusse Heathcliff nel salotto, costringendo il signor Linton a stringergli la mano: cosa che lui fece pulendosela poi per nella parte posteriore dei pantaloni. Heathcliff era diventato un vero signore, alto, atletico, elegantissimo, con un portamento militare fiero ed elegante. Ma sempre nero come uno zingaro della Bulgaria uralica. Il signor Linton, al suo confronto, sembrava un coniglietto scappato dalla cesta. - Accomodatevi, signore. Mia moglie, in memoria dei vecchi tempi, ha desiderato che io vaccogliessi cordialmente, e io sono sempre lieto di far cosa grata a mia moglie. Ma ditemi, come avvenuto che voi vi siate imbattuto nella nostra dimora? - Ho incontrato Nelly con un cesto di lumache, e questo mi ha fatto venire lidea ... - Ma via, signor Heathcliff, mangiate un po di cima con noi. Nelly la fa deliziosa. E poi, se vorrete, ci toglierete il disturbo. Heathcliff ebbe un sussulto. - Non sono pi abituato alla cima dello Yorkshire.- Come, la nostra cima?! O dunque in quale barbara terra voi avete mai vissuto che non usassero cibarsi del pi buon cibo di questo mondo, la nostra disgu ... deliziosa cima dello Yorkshire? - Non saprete nulla, di me, signore, e dei dieci anni chio ho trascorso lontano dalla Tempestosa. Questo rimarr un mistero per tutto il romanzo. - Ci avrei giurato! - rispose il signor Linton. - Adesso devo andare. - disse Heathcliff. - Domattina devo essere alla Tempestosa: Hindley mi ha invitato. E siccome l pieno inverno polare, debbo procurarmi dei cani e una slitta, poi devo fare le provviste. Sa: fagioli in scatola e carne secca, per non parlare del whisky e del tabacco. E prima di mettermi in viaggio vorrei fare un salto al Pub del diavolo, ubriacarmi e sbattermi un paio di quelle pollastre che arrotondano il loro misero salario in quel luogo maledetto. Sa: noblesse oblige. - Te lho detto? - disse la signora Catherine, - E diventato un vero signore! Heathcliff fece un inchino e usc. Quella notte la signora Catherine non riusc a dormire e il signor Edgar si mise a piangere dicendo che lei era cattiva ed egoista perch non lo lasciava dormire e non smetteva di parlare di Heathcliff. Allora lei venne a sfogarsi con me. - Nelly, vedessi che argomenti, ha adesso Heathcliff! Un vero signore! Dammi quella pinta di birra, che festeggiamo! E si bevve quella notte quattordici pinte di birra e si mangi quattro cime, tutta la nostra riserva. Il signor Heathcliff si piazz alla Tempestosa, avendo giocato a dadi con Hindley ed avendogli vinto una grossa somma che quegli si sdebitava dandogli ospitalit. Tutte le sere veniva a Thrushcross Grange a trovare la signora Catherine e di questo si fece come un diritto, al punto che il povero signor Edgar al suo arrivo si accomiatava e si ritirarava a

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piangere in camera sua, sentendo che il padrone della sua casa non era pi egli stesso, ma Heathcliff. Il signor Heathcliff si recava in cucina con Catherine dove si mangiava una cima intera (aveva riacquistato il gusto della cima dello Yorkshire) parlando amenamente di uno scrittore che egli aveva scoperto di recente: un certo Thomas Gray, autore di una Elegia scritta in un cimitero di campagna. La vita trascorreva gioiosa e serena, a Thrushcross Grange, finch le nubi oscure della Tempestosa, sotto la spinta maligna del vento, si spostarono su quella casa felice. La sorella del signor Edgar, Isabella, quando comp diciotto anni e le dissero che ormai era una donna, si innamor perdutamente del signor Heathcliff. Il fatto era comprensibile: era diventata donna e doveva, per compiere il proprio dovere naturale, innamorarsi di un uomo. Essendo il signor Heathcliff lunico uomo disponibile in quanto le avevano detto che suo fratello non contava, ella si innamor perdutamente di lui. Edgar attribuiva linfatuazione di sua sorella Isabella ad un filtro damore che il signor Heathcliff avrebbe messo nella cima, della quale la povera fanciulla era indicibilmente golosa. Isabella languiva tutto il giorno sul divano emettendo spaventosi sospiri ed era insofferente di tutto. Tranne della cima. Era diventata la disperazione di tutta la servit. Ma soprattutto era diventata la disperazione della signora Catherine, della quale era diventata gelosissima e con la quale aveva continui alterchi. - Tu sei dura, con me! - E quando, sarei stata dura? - Ieri, durante la passeggiata in brughiera con il signor Heathcliff. Mi hai detto di andarmene! - Perch parlavamo di cose che non ti avrebbero interessato! - Tutto quello che concerne il signor Heathcliff mi interessa: ne sono innamorata. - Sei pazza? Hai solo diciotto anni! - E con questo? - Sei solo una bambina! - No! Sono una donna! Lavete detto voi: a diciotto anni si diventa una donna! - Lho visto prima io. - le disse la signora Catherine, con una logica inattaccabile, chiudendo per sempre la conversazione. La signora Catherine cerc di convincere Isabella a rinunciare a Heathcliff con un ragionamento sensato e del tutto disinteressato: - Heathcliff non unostrica contenente una perla: una cozza putrefatta inquinata dagli scarichi di una raffineria di petrolio degi Emirati Arabi. Affidare a lui il tuo cuore sarebbe come affidare un canarino alle grinfie di un lupo. Egli ti stritolerebbe come un uovo di passera. A parte il basso riferimento sessuale, questultimo giudizio era destinato ad essere confermato. Il giorno dopo il signor Heathcliff venne a Thrushcross Grange e la signora Catherine gli disse: Isabella innamorata di te. Vuoi diventare mio cognato? Il signor Heathcliff le rispose: - Ne sentiresti delle belle, se io dovessi vivere con quella bambola di cera. La stritolerei come un uovo di passera. O in alternativa le stamperei su quella faccia bianca da allocco tutti i colori dellarcobaleno a forza di sganassoni e le farei diventare neri i suoi occhi celesti da luccio bollito, che mi ricordano troppo quelli di quel lurido verme di suo fratello! Poi fece una pausa riflessiva e aggiunse: - Ma daltronde, erediterei un bel po di soldi ... - Quel bel po di soldi sono anche miei! - Nostri, vuoi dire ... -

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Da allora il signor Heathcliff guard la signorina Isabella come una mangusta cinese guarda una scolopendra indiana. Come una possibile colazione in mancanza di meglio. Anche il signor Heathcliff, venne inserito nellEnciclopedia dei Casi Insoliti dellAccademia Psichiatrica Inglese come caso emblematico di doppia personalit, catalogato con la sigla C2. Il signor Heathcliff alternava le sue visite a Thrushcross Grange, in cui si comportava come un vero signore (ruttava sotto le ascelle dopo avere mangiato la cima, non scagliava contro i cani i pezzi di cima che si toglieva dai denti ma li posava delicatamente sulla tovaglia), a notti orgiastiche alla Tempestosa, dove giocava a dadi con Hindley, che si indebitava sempre di pi, bevendo birra e mangiando cima, ruttando e tirando petti come un maiale. Andava a dormire allalba ritirandosi nella sua camera fra urla e bestemmie e si alzava al tramonto fra bestemmie e urla. Alla Tempestosa si viveva ormai alla luce fioca di una sola candela, per altro rubata al vicino cimitero! - Ci avrei giurato! - disse Lockwood. - Ma dense nubi si addensavano anche su Thrushcross Grange. Il Creatore, dopo averla messa al mondo, aveva abbandonato ai suoi tristi errori e alla sua tragica fine Isabella, la pecorella smarrita, e lasciava indifferente che quella malvagia bestia di Heathcliff ronzasse fra la Tempestosa e Thrushcross Grange, aspettando il momento dassalirla e sbranarla. A proposito, volete un po di cima, signor Lockwood? - No, no, proseguite pure, signora Dean, vi prego. - Un giorno il signor Heathcliff venne a Thrushcross Grange e sferr lattacco finale. Aspett che Isabella fosse sola in giardino, la prese fra le braccia e, sia pure arricciando il naso (manovra quanto mai necessaria per portare a compimento limpresa), la baci accompagnando il romantico gesto con un gesto meno romantico ma biologicamente pi significativo. Fu cos che lei rest incinta. Io vidi tutto e lo raccontai al signor Edgar, il quale mand a chiamare due stallieri, che nascose nel vaso porta ombrelli dellingresso. Il signor Heathcliff and in cucina a raccontare impudentemente la sua impresa alla signora Catherine, che gli fece una scena di gelosia. Lui le disse che si doveva vendicare di tutti, anche di lei, che lo aveva abbandonato per sposare quello smidollato di Edgar. Lo smidollato entr in cucina ed apostrof il signor Heathcliff in questo modo: - Io sono stato fin qui indulgente verso di voi, signore, perch mia moglie mi ha chiesto di esservi amico. Ma voi siete un demonio che contaminerebbe anche gli angeli pi virtuosi. Da questo momento voi non avete pi il permesso di frequentare la mia casa e, meno che meno, mia sorella e mia moglie. - Tu parla per te che a me ci bado io! - disse la signora Catherine. - Perdio, Edgar, sono addolorato che tu non sia degno neppure desser buttato a gambe allaria! Ma nel tuo caso far un eccezione. - rispose il signor Heathcliff avvicinandoglisi in modo minaccioso. - A me, stallieri! - grid il signor Edgar. Ma la signora Catherine, per impedire che il suo adorato Heathcliff avesse la peggio, si avvent sulla porta, la chiuse a chiave e ingoi la chiave, non senza una certa fatica perch poco prima si era mangiata unintera cima ed era piena come un uovo. Il signor Linton fu preso da un tremito nervoso, si accasci su una sedia e scoppi in lacrime come un neonato scoperto a rubare la marmellata.

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- Oh mio eroe! Ecco: ho un coniglio per marito! - esclam la signora Catherine. Poi guard il signor Heathcliff e aggiunse: - E un maiale per amico! Il coniglio si alz di colpo e fugg dalla finestra. - A me, stallieri! A me, stallieri! - si sentiva che gridava rientrando nella casa da unaltra apertura. - Fuggi, Heathcliff, fuggi, te ne prego! - gli disse la signora Catherine . - No, per linferno! Prima dandar via voglio schiacciarlo come una nocciolina marcia! Anzi, no, come un verme del formaggio! Anzi, no, come una zecca di maiale! ... - Deciditi! - gli disse spazientita la signora Catherine. - Che vendetta sarebbe la tua, finire in una prigione? - Hai ragione. Ma non finisce qui. - e se ne fugg per la brughiera. Accompagnai la signora Catherine in camera sua. Si gett sul letto e cominci ad urlare: - I so pazza! I so pazza!... Maledetta Isabella! E tutta colpa sua! Se la trovo lammazzo! - Non fate cos, signora Catherine! - No! E colpa tua! Maledetta serva che stai a origliare la nostra vita e la racconti a chi non dovresti! Mal ve ne coglier a entrambi! ... Bene! Se io non posso tenermi Heathcliff per amico e se Edgar vuole torturarmi con la sua gelosia, io spezzer ad entrambi il cuore spezzando il mio! I so pazza! I so pazza! La pazzia era scesa su Thrushcross Grange, provenendo chiss da quale manicomio, dopo essere passata per la Tempestosa, dalla quale la trasse il vento fetido e avvelenato che la cacci nella nostra serena dimora, fino ad allora nido felice di colombi beati e angeli dai celesti occhi. Volete un po di cima, signor Lockwood? - Noo, signora Dean! Vi prego. Proseguite il vostro racconto. - La signora Catherine si chiuse in camera sua e non usc pi, rifiutando il cibo e ogni contatto con chiunque. Una mattina entrai nella sua camera di soppiatto e la scoprii che si cospargeva il capo con la cera liquefatta e bollente della candela, si picchiava un ginocchio con il ferro per stirare, e con la caviglia, mai guarita completamente dal morso del mastino che laveva resa per sempre claudicante, faceva girare, come certi funamboli del circo, il cerchietto del ricamo. Mi vide e si mise a dilaniare il cuscino a morsi, riempendosi la bocca di piume, masticandole e sputandole: - Queste son di gallina! Queste son di piccione! Queste son di gabbiano! Ah, capisco adesso, perch non posso dormire! Queste son di vanello. Belluccello che vola su di noi! Le piume gli furon strappate dal corpicino esile e delicato, ma non fu ucciso, luccellino! Edgar ed Heathcliff misero la trappola, ma lo storpiarono per la vita! Dunque son qui, nel mio cuscino, le piume che diedero la gioia del volo al belluccellino vivace. Gioia che egli ora ha perduta per sempre! Solo la morte, pu consolare luccellino che non pu pi volare! - Signora, vi prego, calmatevi! - le dissi io. - Io voglio ritornare alla mia Tempestosa, al suo bel vento, alla sua bella pioggia, al suo bel gelo! Io voglio rigustare la cima di Zillah, con quella sua bella specialit di non lavar le interiora di luccio! Era completamente impazzita. Il signor Linton se ne stava anche lui rinchiuso, nella sua biblioteca, a studiare i suoi libri. - Sempre a studiare! Sempre a studiare! E io con chi la faccio la moglie? - gridava nella notte la signora Catherine, gettando il manichino della sarta sul letto e saltandogli addosso come una indemoniata. Una notte udimmo abbaiare a lungo la cagnetta (Yorkshire nana, manco a farlo apposta!) della signorina Isabella, e poi pi nulla.

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La mattina dopo la trovammo impiccata con il foulard del signor Heathcliff al bonsai del giardino e la signorina Isabella era sparita! Il furfante laveva rapita! Ma ad un pi attento esame facemmo una macabra scoperta: appesa al collo la povera bestiola recava una sacchetta con dentro un pezzetto di cima e un foglietto scritto di pugno dalla signorina Isabella che diceva: - Eccoti lultimo boccone del tuo cibo preferito, mia piccola scema che non sai tacere davanti alle minacce di Heathcliff, mio signore e padrone! Ella era stata consenziente al suo rapimento! Suo fratello, il signor Linton, disse solennemente: - Ella adesso mia sorella soltanto di nome. Non perch io lho rinnegata, ma perch lei ha rinnegato me! Non voglio avere pi nulla a che fare con lei e con Heathcliff! E da allora, infatti, non la cerc pi. Due mesi dopo giunse al signor Linton una lettera di Isabella che diceva: - Sposata. Felice. Baci. Isabella. Ella non era stata mai una grande scribacchina. Ma una gran bugiarda, s. Una vistosa macchia di sangue sulla lettera, che analizzata risult del gruppo sanguineo di Isabella, denunciava chiaramente che quelle scarne parole le erano state imposte con la forza. E ne ebbi conferma non molto tempo pi tardi. Un giorno andai a trovarla alla Tempestosa. Mai vidi nella mia vita di serva una tale degradazione, e dire che noi servi siamo ben avezzi ad essa! Se ne stava rannicchiata accanto al camino vicino a unorribile cagna dal pelo rosso, con la quale aveva non so quale innominabile familiarit. I suoi abiti e la sua persona mostravano unincuria e una sporcizia che qualunque estraneo avrebbe giudicato me la padrona e lei la serva. Il signor Heathcliff mi accolse, ben contento di mostrarmi come egli stesse consumando la sua vendetta sullodiato rivale, consistente nel torturare la di lui sorella. - Tanto costei sciocca, quanto io la odio! - disse in sua presenza. - Io odio te con tanta forza, che difficilmente mi puoi superare in codesto terreno! - disse la signorina Isabella. - Se cos fosse davvero, ne sarei felice! - aggiunse il reprobo, - Che soffriresti ancor di pi di quanto mi possa soddisfare! Ma tanta la tua ingenuit e la tua vanit che ancor tu speri, in cuor tuo, nel mio amore. Ebbene sappi, o insulsa giovinetta, che nientaltro avrai mai dalla tua vita con me che il mio disprezzo e il mio odio, i quali mai scemeranno ma anzi cresceranno a dismisura, alimentati dalla tua vista, che ogni giorno mi rammenta il mio odio e la mia sete di vendetta per il tuo ignobile fratello! - Ma non vi dunque alcun albergo per la piet, nel vostro cuore, signor Heathcliff? - gli dissi. - Nessuna piet! Pi i vermi si dibattono e pi cresce la mia voglia di schiacciarli! E una specie di dentizione morale: mordo con maggior famelicit, quando vedo crescere laltrui dolore! Io verr tutte le notti sotto le finestre della tua padrona a spiare loccasione di introdurmi nella sua camera per volgere al finale la mia vendetta e tu mi aiuterai in questo mio intento! - Giammai io tradir il mio padrone! - Orbene, per entrambi, io ho due convincenti argomenti di persuasione! - e cos dicendo mi mostr due pistole munite di pugnale, che sporgeva dalla canna come un indice che designi la prossima vittima.

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Ma gi il tocco della met della notte, signor Lockwood, e la mia storia non pu certo esser terminata, per oggi. Essa , come diciamo noi qui nello Yorkshire, lunga come la fame. A proposito, signor Lockwood, volete un po di cima? - No grazie, signora Dean! Penso proprio che me ne andr a dormire con lo stomaco vuoto. Lo ritengo assolutamente preferibile. -

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VI
Il giorno dopo Lockwood, che non aveva seguito nessuna delle prescrizioni del dottor Kenneth, si sent meglio e forse avrebbe potuto arrischiarsi ad affrontare il clima polare della Tempestosa, ma la curiosit che la storia della signora Dean gli aveva suscitato lo decise a riprendere il racconto. - A patto che vi mangiate una fetta di cima. - gli disse la perfida donna. - Una fetta mi farebbe nuovamente cadere malato. Un boccone mi basta e avanza. - Mezza fetta. - Un boccone. - Un terzo. - Un boccone. - Un quarto. - Sar irremovibile, su questo punto, signora Dean: un boccone o non se ne fa niente. Il vostro racconto avvincente ma un quarto di fetta di cima dello Yorkshire non pu essere compensato nemmeno da un racconto delle Mille e una Notte! - Va bene! Avete vinto voi. Se vi pu servire da consolazione, avrei proseguito la mia storia anche senza la cima, ma ormai voi mi avete dato la vostra parola di gentiluomo. - Porca cima! - esclam Lockwood. Si pent comunque dellinsana promessa. Dopo avere inghiottito il boccone di cima tutto intero per non sentirne il gusto e avervi bevuto subito dopo una pinta di birra, un bicchiere di whiskey e due sherry, fu preso da capogiro, vertigini, nausea, singhiozzo, caldane, brividi, tachicardia e palpitazioni. Giur a se stesso che non avrebbe mai pi mangiato una cima in vita sua. Il racconto della signora Dean riprese. - Dunque non pass molto tempo che il signor Heathcliff, grazie al mio aiuto, raggiunse il suo intento e si introdusse, nottetempo, nella camera della signora Linton. Le diede pi baci di quanti, potrei giurarlo, non ne avrebbe mai pi dati in tutto il resto della sua vita. E stata la mia padrona per, a cominciare. Prendendolo per il manichino con cui aveva ormai dimestichezza, lo gett sul letto e ci salt sopra fino a che il malcapitato si mise a gridare di smetterla. Allora lui la prese delicatamente e stringendole il collo fino a farla diventare viola la baci pi volte e pi volte ancora in quellincavo fra il labbro inferiore e il mento. Terminata che ebbe la sua calorosa effusione, che dur pi di quindici minuti, egli si discost un poco da lei e la guard. - Oh, pardon, signora! Lho scambiata per unaltra! - disse, tanto la mia padrona era divenuta irriconoscibile, per la pena che aveva consumato il suo corpo quanto la sua anima e per il colore viola che ormai le era diventato come connaturato. - Sono io, sono io, lurido maiale! disse lei, ridendo come una pazza. - Ma come, prima mi baci, e poi mi dai del maiale! Incoerenza femminile! - Maiale, s! Per due ragioni. La prima, tu sei il maiale, Hareton lorso e Edgar il coniglio. Il lettore ormai questo lo sa. La seconda, tu hai straziato la mia vita, sposando Isabella. - Come tu hai straziato la mia sposando Edgar! Demonio! Pari e patta! Bocce al centro e si ricomincia. - Si ricomincia una cima! Io morir, adesso, e tu sulla mia tomba dirai fra ventanni: Io lho amata; ora finita! - e cos dicendo lo prese per i capelli, egli che si era inginocchiato per abbracciarle le ginocchia, e tirandoglieli lo spinse gi verso il pavimento, mentre egli faceva resistenza a tutto scapito della propria capigliatura, gi evidenziante unabbondante calvizie della

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quale Heathcliff non seppe in quel momento se rammaricarsi o rallegrarsi, in quanto faceva prevedere una breve durata della sevizia, che si sarebbe presto conclusa con la totale calvizzazione del maiale. - Allora? Cos dirai? Reprobo! - No, no, non dir cos, te lo giuro! - E come? - Dir cos: Or finita. Ma io lho amata! - E cosa cambia? - Tutto. Ti faccio un esempio. Se io dico S sposata e ha avuto un bambino una cosa. Ma se io dico Ha avuto un bambino e s sposata, unaltra cosa: cambia tutto. - Io vorrei tenerti cos fino a che fossimo morti tutti e due! - Cos pi probabile che muoia io. E completamente calvo, per di pi! - E che importa a me, delle tue sofferenze? - Non torturarmi oltre! Mi renderai pazzo come te! E calvo. - Io pazza? Oh, s, vero! I so pazza! I so pazza! Ma tu, mi hai reso pazza. E tu sei certamente pi pazzo di me! - No, tu sei pi pazza di me! - No tu! - No tu! - No tu! - No tu! - Tu, Heathcliff, sei un maiale. - E tu, Catherine, un demonio! - Demonio! - Maiale! - Demonio! - Maiale! Lui labbracci appassionatamente. - Demonio! Lei si abbandon fra le sue braccia. - Maiale! Lui strinse ancor pi il suo abbraccio. - Demonio! La baci sul collo. Lei gorgogliando disse: - Maiale! E poi pi nulla. E fu di nuovo cos che Catherine, la signora Linton, rimase incinta. Ma nessuno dei due lo sapeva. Fu per questo che Heathcliff disse - Ho unidea. Ci mangiamo unintera cima dello Yorkshire e cos moriamo tutti e due, uno nelle braccia dellaltro. Non so se fu questorribile idea o quellabbraccio al quale la mia povera padrona non era pi abituata, ma la sua debole complessione non resistette ed ella si afflosci nelle braccia di Heathcliff come un pneumatico bucato nelle mani di un esperto gommista. Proprio in quel momento irruppe nella stanza la lumaca, voglio dire il coniglio, il signor Linton, con in mano una pistola munita di scimitarra incorporata. - Ridammi mia moglie, lurido maiale! Il maiale scagli il corpo esanime della signora Linton fra le braccia del coniglio che moll la pistola e la prese a mala pena al volo ma per la solita mancanza di vivacit fin lungo disteso a terra.

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Ne approffitt il maiale, Heathcliff, per afferrare la pistola e minacciare a sua volta il signor Linton. - Ridammi la mia Catherine, pavido coniglio! Ben contento di sgravarsi di quel peso soffocante, il coniglio scagli il corpo esanime della signora Linton fra le braccia del maiale, che dimostr una capacit di presa pi veloce e sicura del coniglio. Ma per fare ci il maiale lasci cadere a terra la pistola, che ratto il coniglio raccolse e volse verso il maiale. - Ridammi mia moglie, lurido maiale! Il maiale scagli il corpo esanime della signora Linton fra le braccia del coniglio che la prese al volo con una presa ancora meno sicura della precedente, finendo lungo disteso a terra con il corpo della moglie sopra a soffocarlo. Heathcliff riprese la pistola. - Ridammi la mia Catherine, pavido coniglio! Questa scena del lancio del povero corpo della signora Linton da uno allaltro dei due animali dur finch il coniglio sfinito manc del tutto lultima presa e la povera signora Linton si stamp sul pavimento con un tonfo che richiam lattenzione di tutta la servit, la quale credette fosse scoppiata la pentola della cima. Presto fu chiaro laccaduto. La servit accorse e rianim la signora Catherine agitandole sotto il naso una cima appena fatta. Ella a siffatto olezzo si risvegli subito ma rivel presto essere accaduta una cosa straordinaria. Aveva perduto completamente la memoria. Guard i due animali ma non li riconobbe. - Chi di voi due il maiale? E chi il coniglio? Non mi ricordo pi nulla. - Visto che qui non mi si riconosce e mi si confonde con un altro animale, me ne vado! - disse Heathcliff offeso. - Ma non finisce qui! E infatti la tragedia si avvent su Thrushcross Grange come un tornado sulle isole Antille, come una valange sulla val Grisange, come una diga infranta sul Vayont. Fu presto chiaro, infatti, chella, in quella notte terribile, era rimasta incinta. Fu una gravidanza penosissima. Vuoi per il precedente prolungato digiuno che gi ne aveva minato la salute, vuoi per lo strapazzo subto in quella tragica notte da quel suo povero corpo lanciato dal maiale al coniglio e dal coniglio al maiale, vuoi per la sua completa perdita di memoria che non le consent di rammentare la necessit di nutrirsi, la signora Linton partor una gracile creaturina che pesava meno di un gatto e che non poteva nutrirsi perch la povera Catherine non aveva non solo latte me nemmeno pi mammelle. Due ore dopo avere partorito, Catherine mor. In omaggio alla madre, il signor Linton chiam la neonata Catherine, ma us sempre il vezzegiativo Cathy, per distinguerla dalla madre. - La fantasia non manca, da queste parti. Ella, alimentata esclusivamente a grossi bocconi di cima (questa fu unidea di Heathcliff) divent quella florida fanciulla che lei ha visto alla Tempestosa. - Venere Callipigia! No, Cathy. Ma la tragedia non era ancora finita. - Ti pareva! La mattina dopo, gaia e brillante, la luce del sole filtr dolcemente attraverso le imposte nella camera silenziosa della signora Catherine Linton, da signorina Catherine Earnshaw, che giaceva

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cadavere, sdraiata in quel letto che la vide viva e disperata eppur talvolta felice con il suo amato manichino. Io scesi per andare alla Tempestosa ad avvertire della tragedia il maiale, che pur reprobo, aveva il diritto di sapere. La signora Catherine era stata tutta la sua vita e tutta la sua vita egli aveva immolato a lei. Ma lo trovai nel parco di Thrushcross Grange, appoggiato a un salice piangente, o forse era il salice piangente che si appoggiava a lui: insomma erano appoggiati uno allaltro. Doveva essere lintera notte che egli stava accanto alla casa in codesta posa, perch notai una coppia di merli (marito e moglie, felicemente sposati da ventanni) che, abitando nel salice, andavano e venivano nelle loro faccende domestiche, compresa quella particolare pratica che ha come esito la schiusa delle uova, senza prestargli maggiore attenzione che a un biglietto ferroviario scaduto della tratta Gimmerton-Londra svolazzato l per caso. - Ho da dirvi una cosa. - gli dissi. - Ho capito! Oh, la mia Catherine! La mia Catherine! - grid e si precipit in casa. Entrato nella camera mortuaria, si gett sul cadavere e singhiozzando url: - Oh, Catherine! Oh, Catherine! Quando i singhiozzi furono terminati, disse: - Cosa mi hai fatto, cima maledetta! Non si cap se rimproverasse la signora Linton o la cima dello Yorkshire. - Adesso dorme, angelo fra gli angeli. - disse il signor Linton, nel frattempo entrato nella camera. - Possa svegliarsi fra i tormenti! Demonio fra i demoni! - Ma cosa dite?! - S, s, demonio! Ella ha rovinato la mia vita! Bugiarda fino alla fine! Dicevi che non timportava nulla delle mie sofferenze, eh, immondo cadavere? E allora possa tu non avere pace finch io viva! Tu dici che io tho uccisa? Tormentami, allora! Rendimi pazzo, tu che dici essere impazzita per colpa mia! Picchi la testa contro il muro e si mise a ululare, non come un maiale (infatti i maiali non ululano), ma come un coyote, dimostrando appunto che era impazzito. Al funerale non and nessuno. Non Heathcliff, non Hindley, non Isabella. Neppure Cathy, che essendo appena nata non era in grado di fare da sola il gesto delicato di andare al funerale della madre e sperava soltanto che qualcuno ce la portasse. Ma nellindifferenza generale nessuno bad a lei e la lasciarono per tutto il giorno senza mangiare. Soltanto il signor Edgar, segu il feretro fino al cimitero, sentendosi per questo molto solo e per superare il senso di solitudine ingaggi una conversazione con il becchino, sostenendo che i beccacini fossero di lui lontani parenti. Il tempo pass su Thrushcross Grange come un gabbiano trascorre sul mare, or alto nella luce, ora gi immerso nellombra degli scuri marosi. E venne linverno. Un giorno stavo insegnando alla piccola Cathy a diventare passionale e dispettosa come la madre, quando irruppe nel salone, che era divenuta la stanza dei giochi della piccola fantoccina da quando il signor Linton si era ritirato nel suo studio e l trascorreva la sua vita senza mai uscire, la signora Isabella (la sorella del signor Linton che aveva sposato Heathcliff ed era stata rinchiusa alla Tempestosa, ricordate?, e che abbiamo quasi dimenticato, nel nostro racconto). - Presto, Nelly, fammi preparare una carrozza! Debbo andare a Gimmerton! A tutti i costi! - mi disse la signora Isabella. Ella era scarmigliata, con gli abiti fradici di pioggia e una vistosa ferita sul viso. - Sono fuggita dalla Tempestosa e se Heathcliff mi trova mi uccide! Ma io lo rinnego, qui, davanti a Dio e alla societ intera! Lo odio con tutta me stessa! E il mio odio per lui, ne sono certa, persino superiore al suo odio per me, che pur egli mi dimostra con tutta la sua persona in ogni

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momento! - e cos dicendo si strapp dal dito pollice la fede nuziale e la gett nel fuoco del camino, dimostrando che la propensione ai gesti teatrali non era una prerogativa esclusiva della famiglia Earnshaw, ma aveva una sua apprezzabile rappresentanza anche presso la famiglia Linton. Mi ripromisi pi tardi, a camino spento, di andare a recuperare lanello per venderlo al gioielliere di Gimmerton, un ebreo polacco emigrato in Inghilterra nel 1784, che spos una ragazza di Copperton, una certa Sue Ellen, che gli diede due gemelli, George ed Elisabeth, i quali sposarono altri due gemelli, Clare e Philip, ed ebbero, George e Clare, tre gemelli, Alfred, Clementine e Annie Rose, ed Elisabeth e Philip, quattro gemelli, Marie Claire, Anna Bella, Grazia e Donna Moderna. - Prima spogliatevi, asciugate i vostri abiti e lasciate che io curi la vostra ferita. - le dissi. - Ma come avete fatto a fuggire dalla Tempestosa? - Come ho fatto? Lodio di Heathcliff, come mi ci ha imprigionato, cos mi ha offerto lopportunit di liberarmene. Egli stato assente dalla Tempestosa per oltre una settimana. E stato a bestemmiare sulla tomba di Catherine, suppongo. Quando ritornato, Hindley, nel delirio del suo alcolismo, del quale ormai egli totalmente schiavo, era intenzionato ad ucciderlo, per vendicarsi di avere egli provocato la morte della sorella e per liberarsi della sua tirrania dentro la sua stessa casa. A questo scopo si era munito di una pistola. Ma fu Heathcliff ad avere la meglio, perch il demonio sempre il pi forte. E fu lo stesso Hindley, a rimanere ferito nella collutazione che ne segu. Perdeva molto sangue e il signor Heathcliff mi costrinse a curarlo. - Non voglio che muoia. La mia vendetta non deve terminare qui: deve soffrire ancora per molto tempo, e sempre pi crudelmente! - disse. - E allora perch hai ucciso Catherine e non hai permesso che ella soffrisse ancora per tutta la sua vita a causa tua? - gli domandai, per suscitare la sua ira, della quale ormai godevo, unico divertimento nella mia vita noiosa e monotona. - Non cos come tu dici! Vattene, maledetta scema, prima che io tuccida! - mi grid, e mi scagli in faccia la pistola di Hindley, dimostrando di non averne per nulla compreso luso. Io non me lo feci ripetere due volte e, avuto ufficialmente il suo consenso ad un mio allontanamente dalla Tempestosa, che egli mi aveva fino ad allora proibito con chiare minacce, corsi alla porta, dove tolsi di mezzo con un ceffone il piccolo Hareton tutto intento a divertirsi impiccando una famigliola di gattini alla spalliera duna seggiola, fuggii ed arrivai qui tutto dun fiato. Laiutai a rimettersi in ordine e le curai la ferita che purtroppo le lasci per tutta la vita una brutta cicatrice che le merit lappellativo di pistolettata, nel senso di colei che stata colpita da una pistola e non nel senso di un colpo di pistola, naturalmente. Isabella si rec a Londra e col visse per il poco resto della sua misera vita. Pochi mesi dopo la sua fuga ella partor il figliolo del signor Heathcliff, il quale evidentemente non si era limitato a torturarla mentalmente.1 Il fantoccino figlio di Isabella e di Heathcliff era, come ci scrisse la madre, una creatura malaticcia e irritabile, che ella stessa defin una piccola testa di cima. Lo chiam Linton, per sottolineare il suo distacco dal signor Heathcliff. - La fantasia di queste famiglie per i nomi non cessa di stupirmi! - not Lockwood.

Il lettore avr notato che Heathcliff il personaggio sessualmente pi attivo di tutto il romanzo, avendo messo incinte due donne, una per ciascuna famiglia Earnwhaw (Castherine) e Linton (Isabella). E' probabiilmente per questo, che Heathcliff il personaggio preferito dalle giovani lettrici di questo capolavoro della Bront.

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- Il signor Heathcliff, venuto a saperlo disse: -Vogliono dunque che io odii anche lui! E invece io adesso non lo far, per fare loro dispetto! Mi prender questo piacere quando li avr uccisi tutti. E quando mi servir, uccider anche il figlio di quella povera scema! Purtroppo, la sua profezia si avver, come tutte le profezie del demonio, con la stessa celerit e sicurezza con cui procede il treno da Gimmerton a Londra (non quello da Londra a Gimmerton, per, che sempre in ritardo). Il signor Hindley Earnshaw mor di cirrosi epatica pochi mesi dopo la morte della signora Catherine. E il signor Heathcliff divenne padrone della Tempestosa, che aveva vinto a dadi con il vecchio ubriacone. La povera signora Isabella mor di demenza precoce pochi anni dopo, in un manicomio per deficienti mentali dediti alla bulima da cima. Linton, il figlio di Isabella e Heathcliff, fu raccolto dal fratello di Isabella, il signor Edgar Linton, e portato a Thrushcross Grange. La signora Isabella ebbe tuttavia nella sua vita una fortuna sfacciata: mor prima che si avverasse la seconda parte della profezia di Heathcliff. La vendetta di Heathcliff era quasi completa. Egli aveva sepelllito la signora Catherine, il signor Hindley, la signora Isabella e aveva ridotto in schiavit Hareton, il figlio dellodiato nemico signor Edgar Linton. In pi era divenuto padrone di quella stessa dimora nella quale egli stato condotto da shiavo. Gli rimaneva ancora una piccola parte, da completare, del suo diabolico piano: punire colui che era il suo nemico pi odiato, quegli che gli aveva rapito lunica persona che egli aveva amato mai nella sua vita dannata: il signor Edgar Linton, il coniglio. Facciamo chiarezza: lunica persona che Heathcliff aveva amato mai nella sua vita dannata non era il signor Edgar Linton, il coniglio, anche se ci sono molti elementi che potrebbero farlo pensare, ma Catherine Earnshaw, la pazza. Quello che gli aveva rapito lunica persona che egli aveva amato mai nella sua vita dannata era invece appunto il signor Edgar Linton, il coniglio. E come lo fece, vedrete fra poco. La figlia della signora Catherine e del signor Edgar Linton, Cathy, crebbe e il padre si mostr affezionato a lei pi per il legame di lei con la madre che per il fatto che ella era la sua figliola. Il signor Linton reclam al signor Heathcliff la consegna del piccolo Hareton, il quale, essendo un Earnshaw, apparteneva alla defunta sua moglie e quindi, per eredit, a lui stesso, ma il signor Heathcliff minacci, in cambio, di reclamare la consegna di Linton, il figlio suo e di Isabella, per cui non se ne fece nulla. Hareton fu allevato dal signor Heathcliff e Linton dal signor Linton. A guardare i nomi sembra che tutto torni, ma non cos. Heathcliff complet leducazione di Hareton facendolo diventare un vero e proprio orso, che esib in vari circhi della zona. Le parole con cui egli lo prese in custodia, alla morte del padre, mi risuonano ancora sinistre nellorecchio: - Ed ora, mio caro orsacchiotto, - gli disse, - tu sei mio. E staremo a vedere se un albero non cresce contorto come un altro, quando uno stesso vento li curva tutte due! Cathy crebbe confinata a Thrushcross Grange ma trattata come una principessa, vezzeggiata e viziata da tutti (un metodo sicuro, gi collaudato con la madre, per farla diventare una persona insofferente e prepotente). Il signor Linton le proib, e proib a tutta la servit di permetterglielo, di uscire dai confini della propriet.

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Come tutte le cose proibite, il mondo esterno, e specialmente la Tempestosa, divennero il sogno di Cathy, che allet di tredici anni fugg e raggiunse lantica magione, dove, fortunatamente (si fa per dire) trov il solo orso, Hareton, che allora ne aveva diciotto, e Joseph, il fido servitore. Scopr cos di avere un orso per cugino. Cerc di stabilire un dialogo, col caro animale: - Caro cugino orso, cosa mangi? Salmone, miele, mele cotogne? - Grrrr ... - grugn lorso. E fu tutta la conversazione che Cathy e Hareton ebbero fra loro nella loro vita. Seppe anche dellodio fra il signor Linton e il signor Heathcliff. - Ma come si fa a odiare il mio caro paparino, che una pasta duomo farcita con la crema alla cioccolatta? - disse Cathy a Joseph. - Il signor Heathcliff riuscirebbe a odiare anche un angelo del paradiso! - disse Joseph. - E infatti odia a morte anche vostra madre ... A morte! Ah, ah, ah! Io la recuperai prima che ritornasse il signor Heathcliff e, come si dice, fosse fatta la cima. A proposito, signor Lockwood, un po che non ve ne offro: volete un po di cima? - Vi prego, signora Dean! Non toccher la cima dello Yorkshire prima che il vostro racconto non sar terminato! - Daccordo allora. Dunque riportai Cathy a Thrushcross Grange e quella sera stessa arriv il signor Linton con il cugino di Cathy, Linton, il figlio della povera signora Isabella, che era morta il giorno stesso. Cathy era felice! Finalmente aveva un compagno di giochi. La sua prigionia dorata a Thrushcross Grange le pesava soprattutto per la mancanza di suoi coetanei. Linton aveva sei mesi meno di Cathy e, come ho detto, era malaticcio e irritabile. Crescendo, aveva acquistato due nuove qualit: era diventato anche pazzo e malinconico. Questo lo rendeva simile a un macaco affetto da rachitismo e tubercolosi a cui si fosse aggiunta recentemente anche la poliomielite. Il signor Linton disse a Cathy: - E adesso cara ricordati che tuo cugino Linton malaticcio e irritabile, pazzo e malinconico, il che lo rende simile a un macaco affetto da rachitismo e tubercolosi, a cui si sia aggiunta recentemente anche la poliomielite. Ah, dimenticavo: ha appena perduto la sua mamma. Vero Linton? - Mmmh! - Per cui non pensare di farlo giocare: deve osservare il lutto! Il macaco, non si sapeva dove metterlo. Se lo si sedeva su una sedia, voleva andare sul divano. Quando era sul divano, voleva andare nel letto. Dal letto, poi, voleva alzarsi e andare al gabinetto. Dopo piangeva che dal gabinetto voleva uscire: voleva andare in giardino. Dal giardino fuggiva di l a poco per rifugiarsi in cantina, da cui usciva per andare in soffitta. Il posto nel quale resistette un po di pi di tutti gli altri fu a cavalcioni del gallo segnavento, in cima al tetto, soprattutto per il fatto che la lettera N in ferro battuto, che segnava il Nord, gli si era impligliata nella cerniera dei pantaloni, ma dopo essere caduto dal gallo e precipitato dal tetto non volle stare nemmeno l. Un vero disastro. Ma per Cathy egli era il suo macachetto meraviglioso: uno stuperfacente bambolotto in scala 1:1. Cathy attese mezzanotte. Quando tutti si furono addormentati and a svegliare il macachetto e lo costrinse a giocare a I dottori del pronto soccorso durante la guerra dei Boeri, dove il macachetto fu obbligato a fare il Boero.

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Gi da l Cathy si accorse dellindole di perdente del piccolo macaco. Cathy adorava i perdenti! Ma su questo perdente un tragico destino era pendente. Come daltronde su tutti i perdenti: altrimenti che perdenti sarebbero? Nel cuore della notte arriv a Thrushcross Grange Joseph con lordine perentorio del signor Heathcliff di portare immediatamente il macaco alla Tempestosa. E cos fu fatto, tanta era la paura che il signor Heathcliff suscitava in tutti loro. Quando gli fu detto che lo avrebbero condotto da suo padre, Linton disse: - Mio padre? Non sapevo, di avere un padre. Mia madre non me ne ha mai parlato. - E normale. - gli dissero. Quando il macaco fu al cospetto del signor Heathcliff, questi lo guard schifato e gli disse: - Un macaco! Tu sei tutto figlio di tua madre! Dove , dimmi, la mia parte? - Non saprei, signore. - rispose il macaco. - Bene! - disse il signor Heathcliff, - Io ti odio come ho odiato tua madre e tutta la sua famiglia. Ma tu, insieme con quella mocciosa di tua cugina Cathy, sei il legittimo erede dellintera propriet degli Earnshaw e dei Linton. Ti tratter bene, per un po, dunque. Non voglio che tu muoia prima che io possa ereditare tutto! - Bene, signore. Grazie, signore. - disse il macaco. - Ti metter a disposizione anche un orso ammaestrato, vero Hareton? - Grrr ... - Magnifico, signore. Grazie, signore. - concluse il macaco. Cathy ci rimase malissimo, la mattina dopo, quando scopr che le avevano portato via il Boero del suo gioco preferito, I dottori del pronto soccorso durante la guerra dei Boeri. - Me lo riprender, prima o poi! - disse. E non sapeva, quanto terribile fosse la sua profezia! I due poveri rampolli erano entrambi prigionieri dei rispettivi padroni nelle rispettive magioni: Linton alla Tempestosa con il signor Heathcliff, Cathy a Thrushcross Grange con il signor Linton. Essi si desideravano lun laltro e si sognavano tanto che entrambi avevano preso labitudine di giocare con il fantasma dellaltro parlandogli ad alta voce come se laltro fosse presente, sicch quando finalmente si incontrarono, in seguito, non ebbero poi pi un gran che da dirsi. Entrambi furono tuttavia presi per scemi e fatti esaminare da un famoso psichiatra di Londra, il quale sentenzi che fossero entrambi affetti da paranoia schizofrenica con sdoppiamento della personalit e gravi note autistiche. Nessuno pens a metterli insieme e vedere se avevano qualcosa da dirsi lun laltro. Dopo il consulto, lillustre clinico se ne and via parlando da solo e le sue ultime parole che udirono furono - Anche questa volta li abbiamo fregati, George! -. Solo in un secondo tempo, scoprirono che quegli che aveva effettuato la visita non era il vero professore ma suo fratello, ricoverato in una clinica psichiatrica e momentaneamente in libera uscita. Il signor Heathcliff segu il suo programma di tenere in vita Linton e lo aliment con il miglior cibo che la Contea avesse mai prodotto: la cima dello Yorkshire. E fu cos che Linton si trasform in uno Yorkshire nano, perennemente terrorizzato. Preoccupato dellimprevisto esito della sua dieta, Heathcliff pass ai biscotti per cani, sperando almeno di trasformarlo in un cane pi decente. Il risultato fu invece decisamente diverso: Linton si trasform in un criceto, a dimostrazione del fatto che la teoria per la quale lalimentazione determina la nostra vita ha un fondamento.

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Il problema che non se ne conoscono i particolari. Il signor Heathcliff attribu la natura debosciata del figlio allinfluenza genetica del signor Linton, il suo odio per il quale raggiunse quindi la sua massima quotazione nella borsa infernale dei cattivi sentimenti umani e fece la ricchezza di un mucchio di poveri diavoli dellinferno che aveva scommesso su di lui. Al punto che non volle pi vedere il figlio e incaric la servit di trattare con lui al posto suo, per non rischiare di eliminare con le sue proprie mani la gallina dalle uova doro di cui si era appropriato. Ma, si chiese Heathcliff, Linton era una gallina o un criceto? Su questo punto, il signor Heathcliff, sempre cos sicuro di s, era molto indeciso. Linton non seppe mai quanta fortuna egli avesse con quella decisione di suo padre di non frequentarlo, il quale, collerico comera, lo avrebbe sicuramente strozzato in una delle tante scene da mentecatto che egli (Linton) faceva continuamente. Fin che il signor Heathcliff lo fece rinchiudere in una gabbietta munita di tamburo rotante, come si conviene a tutti i criceti, ma il disgraziato riusc a lamentarsi anche di essa, sostenendo che il tamburo non girava alla dovuta velocit. Il tempo pass e Cathy comp sedici anni. Alla disgraziata non era mai stato festeggiato un compleanno, giacch il signor Linton diceva che porta disgrazia, festeggiare il proprio compleanno nellanniversario della morte della mamma. Ma se era gi disgraziata! Pi di cos! Anzi, in occasione del compleanno della povera disgraziata, il padre la conduceva sulla tomba della madre e le ordinava di piangere, cosa che ella faceva regolarmente, pi per la compassione che provava per se stessa che per la morte dalla madre, che ella non aveva mai conosciuto. Anche in quel giorno in cui comp sedici anni, ella cos fece. Al ritorno dal compleanno-funerale, con la scusa di voler vedere i nidi dei tapiri giganti della Monrovia (di cui ella sosteneva essere pieno lo Yorkshire), Cathy si allontan da casa e, come gi aveva fatto a tredici anni, raggiunse nascostamente la Tempestosa. Col incontr Linton, che ella non riconobbe. - Questi tuo cugino Linton. - le disse il signor Heathcliff. - Ma non era un macaco? - S. Ma adesso diventato un criceto. - Adoro, i criceti! - disse Cathy, firmando la propria condanna a morte. Cathy aveva un debole per i deboli. Pi uno era debosciato, ramollito, derenato, pusillanime, vigliacco, indeciso, depresso, disgraziato, vile, mentecatto, pi egli esaltava la sua anima e i suoi sensi. - E tu chi sei? - domand Cathy al signor Heathcliff. - Suo padre. - Ma allora sei mio zio! - Certo! - Vieni qua allora, zietto caro, che ti d un bacio! - disse Cathy abbracciando il signor Heathcliff e stampandogli un bacio sulla guancia ispida e irsuta. Cathy era ormai una donna fatta, non so se mi capisce, e provoc nel signor Heathcliff, il maiale, una reazione superiore alle sue aspettative. Praticamente unerezione totale. - Se hai dei baci che tavanzano, dalli a Linton! Con me sono sprecati! - le disse imbarazzato Heathcliff. - Certo! Un bacio anche a te, mio piccolo criceto! -

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Il criceto si raggrinz tutto e rabbrivid, iniziando a tremare come uno di quei tapis roulants su cui si fa passare il grano per separarlo dalla paglia. - Credo che verr spesso, qui alla Tempestosa! - disse Cathy felice. Il signor Linton si mostr molto irritato del fatto che Cathy avesse incontrato, non tanto suo cugino Linton quanto il signor Heathcliff, e proib a Cathy di ritornare alla Tempestosa. - Perch? - chiese Cathy. - Perch ha ucciso tua madre. - Be, tutti dobbiamo morire. - E poi mi odia. - Be, non fartene un cruccio, paparino. Tutto passa. - E poi un demonio. - Ah be! Allora non ci vado pi. - ment Cathy. Come si sa, lanimo femminile ostinato e pervicace, specie in presenza di una proibizione, e quello di Cathy, come quello di sua madre, lo era in special modo. Cathy inizi una fitta corrispondenza amorosa con Linton, utilizzando il lattaio quale Cupido portalettere o quale Mercurio mungitore, come lei preferisce. Un giorno andai a frugare nel ripostiglio segreto di Cathy e lessi le lettere di Linton che lei conservava, ognuna con un fiore disseccato: non-ti-scordar-di-me, violette, margherite, papaveri, cactus e soffioni del deserto. Il tutto legato insieme con un nastro rosso. Sembravano copiate dalla rubrica dei cuori solitari del Daily Mirror. Erano evidentemente scritte dal signor Heathcliff, il quale essendo un maiale era un illetterato e ricorreva quindi al giornale a cui era abbonato Joseph (interessato alla rubrica Tuoni e saette sullInghilterra, che non era una rubrica metereologica ma religiosa), per rispondere alle lettere appassionate di Cathy, che come tutte le adolescenti si era innamorata del principe azzurro che ella era convinta si fosse mascherato da criceto. Gliele bruciai tutte, per pura bont danimo, nel caminetto: per impedirle di cadere nella trappola dal signor Heathcliff. Lei mi vide e si gett sul fuoco per salvarle, ma troppo tardi. Un solo foglio bruciacchiato, le rimase nelle mani e io le carpii anche quello. - Se lo fate ancora, dar questo a vostro padre. - le dissi con affetto. Poi feci la posta al lattaio e mi impadronii di una lettera di Linton che quindi non fu consegnata, quel giorno, a Cathy. Giammai un uccello, che tornando al suo nido lasciato pieno di piccoli cinguettanti lo ritrovi deserto, espresse una pi completa disperazione con i suoi gridi sperduti e i suoi battiti dali, di quanto fece Cathy con i sospiri e i singhiozzi che riempirono il salotto del signor Linton quella sera. La fanciulla era limmagine statuaria della delusione e della sofferenza damore. Il che mi fece riflettere sui pericoli che corrono le signorine della propriet terriera inglese quando raggiungono quellet in cui la natura preme per riscuotere la sua tangente alla propagazione della razza, e a cui esse possono rispondere soltanto innamorandosi perdutamente di cugini, zii, cognati, padri, e persino, successo, di fratelli. Cos come fanno i conigli in cattivit, che non a caso nello Yorkshire hanno unaria particolarmente assente. A quella lettera di Linton risposi io, con un biglietto laconico: Il signor Heathcliff pregato di non mandare pi lettere alla signorina Linton, perch dora in poi ella non le ricever pi. Lestate fugg via e fugg via anche la prima parte dellautunno.

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Il signor Linton si prese il cimurro e si chiuse in camera sua a farsi impacchi di carote tritate miste a olio di ricino e farina di pesce, secondo lautorevole trattato di veterinaria I mille e uno malanni dei conigli dello Yorkshire. Un pomeriggio dottobre, in una giornata fosca e umida, dove il temporale si era acquattato dietro le colline e attendeva una distrazione dei poveri villici per avventarsi su di loro e sulle loro povere capanne con tutta la sua forza e brutalit, Cathy volle che la portassi nella brughiera. L si arrampic su un albero, si sdrai su di un ramo e si cull nel vento che urlava il suo grido di guerra. - Sai, Nelly, penso a quando sarete morti tu e pap, e io sar sola. - E chi pu dire che non morrete prima voi, signorina Cathy? - Ma ho solo sedici anni! - E cosa vuol dire? Vostra madre morta a ventidue e vostra zia Isabella a diciannove. Voi donne delle due famiglie maledette, Earnshaw e Linton, avete una vita breve e tragica! - Porca cima! - E poi riflettete. Non sarebbe male come soluzione narrativa che voi moriste prima di vostro padre ed egli subito dopo. Questo farebbe la gioia del signor Heathcliff. - Heathcliff, il mio adorato zietto! - S. Ma attenta! Prima, nei piani di vostro zio Heathcliff, voi dovete sposare il signorino Linton. Ma noi faremo di tutto, per impedirlo. - Anche uccidermi prima? - Se necessario ... - Be, sai cosa ti dico? Avere unidea del proprio futuro, tranquillizza. - Senzaltro. A quel punto si scaten, del tutto imprevisto, il temporale. Io fuggii lasciando indietro Cathy che penzolava dallalbero: se la sarebbe cavata da sola. E se fosse morta a quel punto, la storia sarebbe finita e noi potremmo riposarci, non vero signor Lockwood? - Senzaltro. - E potremmo mangiarci un po di cima, non vero signor Lockwood? - Grazie al cielo, la storia non finita. Vero, signora Dean? - No, purtroppo. - Cosa accadde, poi? - Accadde che Cathy incontr nuovamente il signor Heathcliff, il quale amava aggirarsi per la brughiera quando questa era colpita da temporali, terremoti e innondazioni. - Cara Cathy, le tue insulse lettere damore sono diventate una droga, per il mio piccolo criceto, il giovane Linton. Adesso, come tutti i drogati in astinenza, noiosissimo. Devi ricominciare a mandargliele. Non lo sopportiamo pi! - le disse. - Non lho fatto di mia volont! Sono stata ricattata: se gli avessi scritto ancora, Nelly lo avrebbe detto a mio padre, che avendo il cimurro debolissimo di cuore e potrebbe morirne. - Bene! Se non gli scrivi pi, lo dir io, a tuo padre! - Magnifico: due ricatti opposti si annullano. Tu mi togli da un bellimpaccio, zietto caro! Grazie! - Come? Si annullano? Porca cima! E allora devi venire a trovarlo, il criceto: in punto di morte. - Senzaltro, zietto. - Ricordati di portargli un po di granturco bollito: ne va pazzo. - Non mancher, zietto. - Addio! - Addio! -

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Il giorno dopo accompagnai Cathy alla Tempestosa. Il signor Heathcliff si era allontanato per una settimana, perch aveva da regolare alcuni conti con dei debitori i quali gli aveva giurato che lo avrebbe ucciso con le loro proprie mani, se non li avesse pagati. Fu un viaggio faticosissimo, perch Cathy cavalcava il suo pony e si ostinava ad andare al trotto mentre gli correvo dietro: i servi non hanno cavallo!. Quando arrivammo trovammo Joseph che si faceva un pediluvio, fumava la pipa, beveva birra e faceva un solitario, tutto contemporaneamente. - Buongiorno, Joseph. - dissi. Quello zotico non rispose. - Buongiorno, Joseph. - ripetei. - Eh? - Sei sordo? - S, perch? - Joseph!! - url una vocina querula, come di canarino morente, dalla camera vicina. - E Linton! - esclam Cathy e corse di l. Non era un canarino morente, ma un criceto, morente, lautore della vocina querula, e la differenza non poca: il canarino molto pi vivace, quando morente, rispetto al criceto. Cinguetta, anche se languidamente, mentre il criceto si limita a emettere dei sospiri. Linton era immobile su di una poltrona, con una coperta sulle gambe. - Tu possa morire di freddo! - esclam allegramente allingresso di Cathy. - Ah, sei tu, cugina Cathy! Parlavo con Joseph. No, no, non baciarmi! Ci mi toglie il respiro! Chiudi la porta, per favore. Lhai lasciata aperta e cos morir congelato. Quei maledetti servi sono diventati tutti sordi! Cathy riattizz il fuoco del camino. - Ahi, mi stai ricoprendo di cenere! Non respiro! Aiutami a girarmi su questa maledetta poltrona: troppo dura per il mio povero corpo delicato! Ho sete! Ho sete! E da cinque minuti che non bevo! E che non sia troppo fredda, lacqua! Odio lacqua fredda! La tazza, lavala bene! Lultima volta cera dentro una mosca! Non mi piacciono le mosche! Avvicina le tende. C troppa luce, in questa stanza. Odio, la luce! Cosa sei venuta a fare? - Volevo vederti, dopo che ci siamo scritti tutte quelle lettere! - S, tutte quelle lettere! E chi lha lette? E troppo faticoso, leggere. Dovevi venire a parlarmi, se proprio ci tenevi! Ma adesso, no. Adesso non ho voglia, di parlare. Adesso non posso sopportare n la conversazione, n altro. Tirami la coperta sulle gambe, per favore. Mi cade sempre, maledizione! E sposta questa poltrona! Non voglio stare rivolto alla finestra! Mi mette tristezza! Girami verso la porta, cos posso gridare a quei maledetti servi che sono diventati tutti sordi. Joseph, maledetto figlio di una cagna con la rogna! Perch non vieni mai? Devo andare al gabinetto! Joseph! - Ti aiuto io, se vuoi. - Grazie. Mio pap me lha detto, che se ti sposo tu poi mi aiuti sempre ad andare al gabinetto. E vero? - Certo. - Bene. Per ringraziarti, ti dico una cosa che non sai: tua madre odiava tuo padre e amava invece il mio. Lo sapevi? - Non vero! - Non contraddirmi! Mi viene lasma, quando mi contraddicono! - e fu preso da uno spamodico accesso di tosse. Cathy, presa dal senso di colpa, si mise a piangere a dirotto.

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Il pianto di lei, inframmezzato dai colpi di tosse di lui, formava una specie di pezzo musicale, che ricordava vagamente il concerto numero uno di Chaikovski per pianoforte e orchestra. - Cattiva! Cattiva! Cattiva! Passer tutta la notte a soffocare, con questa tosse! Tu dormirai tranquilla mentre io star in agonia! Vorrei sapere cosa diresti tu, se dovessi passare delle notti cos spaventose! - Oh caro! Non ti affaticare! - Non so se ti sposer mai ... - Sposami, ti prego! Sposami subito, prima che muori! - Ma sono un criceto! - Adoro, i criceti! - Ma sono morente! - Adoro, i criceti morenti! - Verrai a trovarmi? - S! - Al cimitero, intendo. - S, anche al cimitero. - Mettimi un cuscino sotto la testa. - Ecco fatto! - Spostalo: non abbastanza alto! - Cos va bene? - No! Abbassalo! - Va bene cos? - No! Mettticene un altro! - Quale? Quello? - No! Non quello! Quellaltro! - Quale? Quello laggi? - No, maledizione! Non quello laggi, questo qui! Non capisci niente! Sei una maledetta stupida! - S, Linton. - E adesso vattene. Lasciami in pace, una buona volta! - S, cricet ... Linton. A presto, Linton. - Va allinferno! Cathy era perdutamente innamorata di quella creatura meravigliosa. Al ritorno mi fece penare ancora di pi: la fece tutta al galoppo. Quella corsa, andata e ritorno, mi fece ammalare. Intanto era sopravvenuto linverno. La mia padroncina fu un angelo: pass il suo tempo ad accudire me e suo padre, il coniglio. A lui portava lerba fresca (surgelata) ogni mattina e gli cambiava la lettiera tre volte al giorno. A me faceva tisane dortica e cicuta. Diceva che cos sarei guarita subito: stetti a letto tre settimane. Quando guarii e mi alzai per la prima volta mi accorsi che la malandrina la notte non era nel suo letto. Chiss quante notti aveva disertato, approffittando della mia malattia! Confess: tutte le notti era andata a trovare il suo criceto. E lo aveva accudito, gli aveva cambiato il pannolino, gli aveva dato il biberon, gli aveva lavato il ..., insomma gli aveva fatto tutte quelle cose per le quali lei spasimava: aveva unanima da crocerossina e trovava quel rapporto esaltante. Mi raccont tutto. - Il crice Linton, dice che il modo pi delizioso di passare la vita quello di starsene dalla mattina alla sera sdraiato su una zolla erbosa, nella brughiera, ad ascoltare le api ronzare fra i fiori

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e le allodole trillare su i rami, contemplando il cielo azzurro e il sole sfolgorante. Non unanima eletta? Peccato che siamo in inverno, le api sono in letargo, le allodole sono emigrate, il cielo plumbeo (specie alla Tempestosa) e il sole, chi lha mai visto? Per questo, tanto triste, povero caro! Ma ci sono io, a rallegrarlo. Dice che non sto ferma un momento e questo gli fa venire il mal di testa. Ma che meraviglia! Io adoro curare quelli che hanno il mal di testa! Conosco una tisana, a base di ortica e olio di ricino che fa miracoli! Un giorno ci siamo anche baciati! Lui fu passivo. Io invece ... che goduria! Ci misi un quarto dora a estrarre la mia lingua dalla sua bocca. Un giorno giocammo a palla. Lui perse sei a zero. Si mise a piangere. Ci siamo divertiti veramente tanto! Sono proprio innamorata! Prosegu. - Una sera incontrai Hareton, lorso. Mi disse: - Ho imparato a leggere! Gli dissi: - Anche i numeri? - No. - Allora torna unaltra volta! Egli si vendic subito dopo. Strapp il crice... Linton dalla sua poltrona prendendo a calci il libro che gli stavo leggendo (I miserabili) e cacciandoci a forza in cucina, mentre quel sordido di Joseph si stropicciava le mani e rideva tutto compiaciuto, citando un salmo: - I figli sono come i padri. Samuele, 22, 14. Il criceto ... Linton tir fuori tutta la sua energia. - Ti uccider, orso maledetto! - disse. Poi si accasci a terra, sfinito. Gli prese una tosse convulsa e cominci a perdere sangue dal naso. Povero caro! Cathy si accalor. - Corsi a chiamare Zillah che stava ammazzando un maiale per fare la cima e la trascinai in cucina dove per il criceto era sparito! Lo cercammo dappertutto e lo trovammo infine nella soffitta appeso a un chiodo che piangeva come un vitello. - Ma non un criceto? - Quel mostro dellorso si vant che era stato lui, a portarlo lass e ad appenderlo, per farlo riprendere un po. Mostro! Io piansi e mi strappai i capelli fino a rimanere calva. Dissi allorso che lo avrei detto al suo pap e lo avrei fatto impiccare. Questo lo calm un po. Scappai sul mio pony, ma lui lo ferm per le briglie e accarezzandomi una gamba mi disse: Signorina Cathy, non ce lavr mica con me! Gli diedi una frustata sulla mano e fuggii via. Ah, che serata indimenticabile! Cathy prosegu. - Avevo una gran voglia di ritornare alla Tempestosa, ma la paura di trovare il criceto ... Linton, morto, mi ferm. Al terzo giorno presi il coraggio a due mani, mi vestii a lutto e andai. Lo trovai ancora vivo. Non mi volle parlare n mi guard per tutta la sera. Ma io guardai lui: smunto, pallido, tremante, con la bava alla bocca e un rivolo di sangue che gli colava da un orecchio. Un essere superiore! Soffriva in silenzio! Finalmente parl e mi disse: - E tutta colpa tua! -

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Me ne andai felice: finalmente mi aveva parlato! Il giorno dopo ritornai e lui mi disse: - Sei buona? Non lo so. Questo, il mio tormento! - Povero caro! Hai un animo cos sensibile! Poi ritorn il signor Heathcliff e la cuccagna ebbe termine. Lo udii che diceva al mio criceto: - Se non fosse perch sei lo strumento della mia vendetta e della mia fortuna, ti ucciderei con le mie stesse mani, come ho fatto coi polli e le talpe! Non ritornai pi, da allora, alla Tempestosa. Per fremo dalla voglia di andarci! Questo fu il racconto di Kathy. Raccontai tutto al signor Linton, che ebbe un accesso di bile, una colica renale e un infarto, dai quali si riprese a fatica. Per vendicarsi proib tassativamente a Cathy di ritornare alla Tempestosa, per tutto il resto della sua vita (in pratica del signor Linton, naturalmente, non di Cathy, anche se egli intendeva esattamente lopposto). -

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VII
- Tutte le cose che vi ho raccontato accadevano nellinverno scorso, signor Lockwood, poco pi di un anno fa. Raccontarle mi ha fatto venire fame. Anche a voi? Volete un po di cima? - No, grazie, signora Dean, a me queste tragedie fanno passare lappetito! - Vi capisco, sono cos tristi! Non avrei mai immaginato di raccontarle a un estraneo. Perch voi siete un estraneo, non vero, signor Lockwood? - S. - E allora perch ve le racconto? - Non lo so, signora Dean. Lunica spiegazione che mi so dare che altrimenti non ci sarebbe il romanzo. E non avreste nessuno a cui offrire la cima. - Capisco. Ma adesso che ci penso, voi siete cos giovane! Non vi si sarete mica innamorato di Cathy, dopo che lavete vista? Perch quella che voi avete visto alla Tempestosa proprio Cathy, leroina della mia storia! - Chi? La Venere Callipigia? Io? Noo! - Non mentite! Io so vedere, lamore, quando lo riconosco! - Pu darsi. Ma ella mi amerebbe? - Ella amerebbe anche un geco, costretta com a vivere con un orso e un maiale. Lamore cieco, lo sapete! - Gi! Ho una speranza, allora! - Un po di cima? - No! - Ma voi non mangiate mai! Morirete consunto come il povero Linton! - Meglio cos! Non c altro che cima, in questo maledetto posto! Ma riusc poi il signor Linton a impedire a Cathy di ritornare alla Tempestosa? - No, naturalmente. Ma, come disse Joseph, Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino. Corinti, 19, 24. - Gi, lho sentito. E come and, allora? - Il signor Linton disse a sua figlia: - Cathy cara, piuttosto che vederti sposata a quel criceto, preferirei vederti sottoterra come la tua cara madre, come lei prima di me! - Paparino caro! Il tuo animo sensibile mi commuove! Ma credo che morirai tu, prima di me. Allora far quello che vorr e sposer il mio caro criceto! - Dio non voglia! - Dio lo vorr, come ha voluto tutta questa melensaggine di storia! - Allora sia fatta la sua volont! - Amen! - Ritorn la primavera. Avete notato, signor Lockwood, come la natura si ripete? - S. - Un po di cima? - No. - Dunque, dicevo, ritorn la primavera. Gli uccellini cinguettavano allegri sugli alberi della Tempestosa in mezzo a una bufera di neve, ignari che dentro la casa un criceto stava languendo nel suo letto, un orso grugniva aggirandosi come un ebete per lo stanzone, un predicatore pronunciava sermoni che annunciavano la fine del mondo e un maiale innondava la Tempestosa con il suo inarrestabile e insaziabile odio pronunciando le litanie dei Santi alla rovescia. Se lo avessero saputo, quegli allegri uccellini, probabilmente sarebbero volati da unaltra parte. Pi che altro per via della bufera di neve.

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Infine Cathy comp i suoi diciassette anni. Ma fu un compleanno triste, perch il padre non la port, come faceva di solito per loccasione, al cimitero a visitare la sua povera mamma morta, in quanto era affetto da bronchite catarrosa con broncospasmo ed enfisema polmonare. Linton, smanioso di essere assistito nella sua eterna malattia dalla crocerossina Cathy, le scrisse implorandola di venire a visitarlo ed assisterlo nelle mansioni pi minute della sua triste giornata di ricoverato, come cambiargli la padella, portargli lacqua (non troppo fredda: odiava lacqua fredda!), cambiargli le lenzuola, e cos via: tutte quelle cose carine che una crocerossina fa ai malati cronici e senza speranza. Nella lettera aggiunse alcune parole per il signor Linton: - Caro zio, spero che tu stia bene, con la tua bronchite catarrosa con broncospasmo ed enfisema polmonare. Io ho una cirrosi epatica con ulcera gastrica e colite spastica cronica. Mi piacebbe parlarne con te. Linteressamento del nipote per le sue affezioni piacque molto al signor Linton e inizi una fitta corrispondenza fra i due malati, che si scambiarono dettagliate descrizioni dei loro sintomi e azzardarono diagnosi e terapie che non sarebbero venute in mente nemmeno ai medici pi bizzarri. Si sa, che i medici hanno meno fantasia dei malati! Nacque cos fra i due moribondi unamicizia cordiale: le amicizie fatte in punto di morte sono le pi durature. Fra una descrizione e laltra di emorragie nasali, espettorazioni catarrali e travasi di bile, Linton avanz la proposta di incontrare Cathy per fare una cavalcata insieme (lui sul pony e Cathy a piedi, naturalmente), e alla fine fece breccia nel cuore malato del povero signor Linton che, lo avr capito signor Lockwood, era una pasta alluovo ... duomo con dentro la crema alla cioccolatta. Linton scriveva che il suo paparino lo coccolava come un criceto nella gabbietta. Ah, quanto falso lanimo umano! Noi ci credevamo. Non immaginavamo che un padre potesse essere cos crudele con il figlio morente. Lo costringeva, a forza di botte, a scrivere cos. Ma altro che criceto nella gabbietta! Un criceto sullo spiedo o sulla graticola si sarebbe sentito molto meglio! Venne lestate e finalmente andammo, Cathy ed io, allappuntamento con Linton alla Tempestosa. Infuriava una tempesta di neve e, stranamente, grandinava. Linton era sdraiato sul prato davanti a casa e sembrava un cencio per lavar per terra. Praticamente non si distingueva dalla neve e faticammo non poco a trovarlo. Era evidente che ce lavevano portato a braccia, l fuori, evidentemente con lintento di farlo morire assiderato. Non aveva nemmeno la forza di alzarsi. - Salve, mia cara cugina. - disse con allegria, senza tentare nemmeno, ad alzarsi. - Come vedi sto morendo. - Non fare cos, cricetino mio! Almeno non morire prima davermi sposato. - disse Cathy. - Va bene. Ma facciamo presto. - Presto! Quanta fretta! Non vorrai mica consumare prima, eh? - Consumare cosa? Pi consumato di cos! Cathy gli propose di fare conversazione, ma la sua mancanza dinteresse per tutti gli argomenti che ella proponeva e la sua incapacit di trovarne altri erano cos manifeste che la mia padroncina non pot esimersi dal manifestare un certo dispetto. - Ma cricetino mio! Sei proprio una frana, in quanto a conversazione! - Lo so: una mia caratteristica. - E cosa sai fare bene, allora? -

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- Non lo so. Credo niente. - Be pensaci, perch io non posso aspettare uneternit! - Non aspetterai molto, te lo assicuro! Quanto alleternit, essa tutta per me. - Be, vedi, che di qualcosa sai parlare! - S, ma tutto qui. Ho gi finito il mio discorso e non so cosa altro dire. - E della tua salute, cosa mi sai dire? - Che io non ce nho, di salute. - Stai tanto male? - No. Non sto tanto male. Sto malissimo. - E cosa ti senti? - E questo il punto. Non mi sento pi niente. - Cio? - Non il braccio, non la gamba, non la testa, non il petto, non la pancia, non il ... - S, s, va bene. Basta! Mi fai troppo soffrire! - Soffrire te?! Ma quello che soffre sono io, non te! - E io per te! - Ma che mimporta della tua sofferenza, quando ho gi abbastanza da pensare alla mia?! - Lo dir allo zio, che stai male. - No, no, digli che sto benissimo. E un ordine di mio padre! - e dicendo questo si mise a tremare come uno colpito dal morbo di Parkinson. - Sar fatto. Stai tranquillo, non ti metter nei guai. - Ci mancherebbe! Come se non ne avessi gi abbastanza! - Addio, mio piccolo criceto! Ci rivedremo presto! Ma il criceto non rispose: si era addormentato. - E stanco, poverino. La conversazione lha sfinito. Per stato un bel conversare, non vero, Nelly? - Bellissimo. - Ed una bellissima giornata, non vero, Nelly? - Bellissima. - E il mio cricetino bellissimo, non vero, Nelly? - Bellissimo. Lo contempl mentre, sdraiato come laveva trovato, si stava ricoprendo di neve e questo, disse allegramente Cathy, avrebbe fornito al suo cricetino un argomento di conversazione per i prossimi giorni. Se sopravviveva. - Bene! Adesso ce ne possiamo pure andare a casa. - disse con gioia. Trascorsero sette giorni, come quelli che il Signore impieg a fare il mondo (ma non poteva metterci un po di pi e farlo meglio?). Il signor Linton peggior moltissimo. La sua bronchite catarrosa con broncospasmo ed enfisema polmonare si trasform in una polmonite doppia, poi in pleurite con versamento bilaterale ed infine in tubercolosi con focolai sparsi ed demi cavernosi a doppio eco. - Posso andare a trovare il mio criceto, pap? Cos mi distraggo dalla tua malattia. - Certo, mia cara, vai pure. Ma non stare molto: potresti non trovarmi pi vivo, al tuo ritorno. rispose allegramente il buon vecchio (il signor Linton aveva gi quarantanni). Quando partimmo da Thrushcross Grange era un dorato pomeriggio dagosto. Quando arrivammo alla Tempestosa era una gelida notte di gennaio. Ritrovammo Linton sdraiato nella neve dove lo avevamo lasciato una settimana prima.

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La bianca coltre lo aveva completamente ricoperto e dovemmo scavare unoretta prima di poterlo vedere. - Ol! - ci disse allegramente il baldo giovine. - Alla buonora! E uneternit che attendo che qualcuno venga a prendermi! - Non sono venuta a prenderti, caro cricetino, ma a parlarti. - gli disse Cathy. - Unaltra conversazione! Vuoi la mia morte! - Mio padre sta morendo. - Anchio. - Bene. - Fine della conversazione? - No! - Ah! - Basta con le smorfie! - Eh? - Ho detto basta con le smorfie! - Ah! - Ma le altre vocali le conosci? - Quali? - Le altre vocali. - No. - Bene. - Bene. - E allora? - Allora? - Lho detto io. - Anchio. - Ho udito. - Anchio. - Bene. - Bene. - Nientaltro? - No. Ah s. Una cosa. - Quale. - Mi devi sposare prima che io muoia. Mio padre vuole cos. - Ci devo pensare. - Pensaci, ma fai presto. Non vorrei morire prima. - Va bene. - E soprattutto vorrei morire con te davanti e non con il maiale. - Ho capito. Con me davanti e non con il maiale. Esatto? - Esatto. - Perch? - Perch il maiale non mi piace. - Nemmeno a me. - E poi sono terrorizzato. - E da cosa? - Ma dal maiale, no?! Non capisci proprio niente! - Credevo che ti limitassi a non mangiarlo, il maiale. - Eh? Fai un esempio, - La cima. - Ah! -

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- Ancora con le vocali? - Quali? - Ah gi: non le conosci. - Eh? - E con questa finita. - Cosa? - La conversazione. - Bene. A quel punto arriv come un fulmine il signor Heathcliff. Egli prese Linton per un braccio e glielo torse dietro la schiena fino a farlo lacrimare (Linton, non il braccio). - Stai bene, vero, maledetto criceto? - Benissimo, signor pap! - rispose Linton terrorizzato. - E sei innamorato della signorina Cathy, vero? - Verissimo, signor pap! - E vuoi sposarla, vero? - Certissimo, signor pap! - Vorrei trovarmi in un paese dove le leggi fossero meno strette e i gusti meno delicati: potrei cos dedicarmi al mio svago preferito, la vivisezione! - disse con allegria il signor Heathcliff. - Ma entrate in casa mia a mangiare un po di cima! - aggiunse con un tono che non ammetteva replica. Io e Cathy, dopo avere vomitato di nascosto al solo sentire nominare la cima della Tempestosa, entrammo nellantro del maiale. Il povero Linton fu lasciato fuori nella neve perch era incapace di camminare. E soprattutto di mangiare la cima. Appena fummo entrate, il signor Heathcliff chiuse a chiave la porta e se la ingoi (la chiave, non la porta). - E adesso a noi, donne maledette! E cominci a picchiarci in testa con il bastone della tenda con tutta la tenda (e gli anelli) addosso. - Ma voi siete pazzo! - urlammo insieme. - Questo un assaggio di quello che vi aspetta! - ci url. - E di qui non uscite, finch non fate quello che voglio io! E si allontan ridendo (come un maiale). Cathy si affacci alle sbarre della finestra e url nella tormenta: - Cricetino! Che intenzioni ha tuo padre? Dimmelo. Dalla bufera di neve venne una vocina doltretomba, come di canarino ferito (invece era di un criceto morente) che si perdeva nel vento: - Farci sposare domattina, prima chio muoia. - Mi sembra unottima idea! - disse lei. Il signor Heathcliff ritorn, ci fece entrare nella cucina, dalla quale, come lei sa, non si pu uscire, e ci lasci tutta la notte a meditare sulla nostra cattiva sorte. La mattina dopo si present con un piatto di cima e ce lo butt sul tavolo con malagrazia. - Come vedete, non sono proprio un maiale! - ci disse. - E che cosa siete, allora, un caprone? - rispose Cathy. - No. - Un cammello? - No. - Un coyote? - No. - Un ornitorinco? -

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- No. - E che cosa allora, signore? - Lo so io! - rispose misteriosamente il signor Heathcliff e si allontan furtivo. Poco dopo rientr con Joseph e il reverendo Branderham. Aveva in mano una pistola (il signor Heathcliff, non il reverendo Branderham). - Venite con noi! - disse Heathcliff. Ci port nella sala, dove trovammo Linton tutto bagnato e tremante ad asciugarsi davanti al camino, che come sempre era spento. - Avanti! - disse Heathcliff rivolto al reverendo Branderham. - Cominciate. E sbrigatevi! - Siamo qui riuniti davanti al Signore e ai testimoni signor Heathcliff detto il maiale e signor Joseph detto il predicatore maledetto per celebrare il matrimonio fra il signor Linton Linton detto il criceto e la signorina Cathy Linton ... detta? - Cathy. - ... e la signorina Cathy Linton detta Cathy. Vuoi tu Linton Linton detto il criceto sposare la qui presente Cathy Linton detta Cathy? Il signor Heathcliff alz la pistola. - Lo ... lo voglio. - disse con un filo di voce il criceto. - Bene! E una fatta! Adesso laltra. Vuoi tu Cathy Linton detta Cathy sposare il qui presente Linton Linton detto il criceto? Il signor Heathcliff alz la pistola e la punt alla tempia della mia padroncina. - Ma s! Lo voglio! - E fatta! E fatta! In nome del Creatore vi dichiaro marito e moglie! - disse il reverendo Branderham. - Allora siamo daccordo, signor Heathcliff: una cima alla settimana, vita natural durante! - Ma s, ma s. E adesso tutti fuori dagli stivali! Ah, Cathy! - S? - Adesso puoi chiamarmi pap. Fummo ricondotte in cucina dove restammo prigioniere per cinque giorni. Tutte le mattine il signor Heathcliff ci portava la cima. Fu terribile. - Come la capisco, signora Dean! - A proposito, signor Lockwood, volete un po di cima? - E lei, a non capire. - Come vuole. Il pomeriggio del quinto giorno entr in cucina Zillah, la cuoca. Lha vista, non vero? - E come si fa a non vederla? S, mi ha salvato dai cani. - E buona, coi cani. Ma le confido un segreto. - E cos? - Ogni tanto ne fa fuori uno e lo mette nella cima: per questo che la sua cima tanto buona! - Credevo che il suo segreto fosse non lavare le interiora di luccio. - Oh, no. Quello non un segreto: qui non le lava nessuno. Lockwood deglutt a fatica. - Continui, signora Dean. Ho bisogno di distrarmi! - Dunque, le dicevo, venne Zillah. Ed era contentissima di vederci. - Meno male che siete in salvo! ci disse - Grazie al signor Heathcliff! - Eh? - Ormai lo sa tutto il paese, che il signor Heathcliff vi ha salvato da morte certa nella palude, dove vi siete perdute. - Il signor Heathcliff uno sporco maiale bugiardo! Noi non ci siamo mai perdute nella palude! E lui che ci ha sequestrate e rinchiuse qui in casa sua! -

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- Ma egli adesso mi ha detto di dirvi di prepararvi ad andare a Thrushcross Grange per i funerali del signor Linton. - Il signor Linton morto! - No, non ancora. Se vi sbrigate lo prendete proprio nel momento del trapasso. Sarebbe una vera fortuna. - Vieni Nelly, andiamo! Facciamo presto! - mi disse Cathy e corremmo a prendere il suo pony, con il quale, questa volta entrambe in sella, corremmo al galoppo verso Thrushcross Grange. Col giunte, dopo avere seppellito il pony che appena entrati nel cortile era morto dinfarto, ci recammo nella camera del signor Linton, giusto in tempo per vedergli esalare lultimo respiro e raccogliere le sue ultime volont. - Cathy, bambina mia. - disse alla figlia. - Io vado dalla tua mamma e tu presto ci raggiungerai. Sei contenta? - Felice, pap! - Bene. Ah, una cosa! Ho fatto testamento e non ti ho lasciato niente. Sei contenta? - Felice, pap! - Cos il signor Heathcliff se lo prende nello stoppino! E la prima parolaccia che dico in vita. E anche lultima ... spero. - Unultima cosa. - S? - disse Cathy. - Vorrei essere sepolto con labito delle damigelle donore di nostra maest: un privilegio che mi viene dal mio nobile lignaggio. - Sar fatto, pap. E il signor Edgar Linton mor contento. Ma nello stoppino se lo prese lui. Perch il legale, pagato dal signor Heathcliff, non aveva registrato il testamento, e il maiale divenne il padrone di tutto. Il signor Linton fu sepolto vicino a sua moglie, la signora Catherine. Fu scavata ununica fossa e le due bare furono messe una accanto allaltra. Dopo il funerale tornammo alla Tempestosa, questa volta su di un mulo mandatoci dal signor Heathcliff. Ci mettemmo una giornata intera. L il tempo era migliorato e pioveva a dirotto. Trovammo Linton il criceto sdraiato su di una poltrona davanti al camino, che si succhiava un lecca-lecca fatto con un avanzo di cima. - Pap dice che adesso che sei mia moglie ti posso picchiare quando e quanto voglio. E lo farei volentieri, maledizione, se non fossi cos stanco. Adesso te lo posso dire: io ti odio. Sono stato obbligato da mio padre ad essere gentile con te per farmi sposare. Ma ti odio, come odio lui e tutti quanti. Ah, quanto vi odio! - E perch? - Perch voi siete sani e io sono malato! Non ti sembra una buona ragione? - Be, forse s. - Anche tu, mi odii. Mi hai sposato soltanto per il mio denaro. Sperando che io muoia al pi presto! - Non vero! - S, che vero! Me lo ha detto il mio pap! - Tuo padre un maiale bugiardo. - I maiali non sono bugiardi. Sono i serpenti, che sono falsi e bugiardi. I maiali sono soltanto schifosi. -

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- Hai dimenticato tutte le belle conversazioni che abbiamo fatto? - Puah! Una fatica bestiale! - E le belle letterine che ci siamo scambiati? - Non le ho scritte io, le letterine, ma mio padre. E le tue non le ho nemmeno lette. - E perch? - Perch avrei dovuto farlo? Unaltra fatica bestiale! - Ho sposato un serpente! - No. Un criceto. - Ma io ti amo lo stesso, cricetino mio! - E perch? - Non lo so! Poi rivolgendosi a Heathcliff, Cathy gli disse: - Heathcliff, lascia almeno che io viva a Thrushcross Grange, finch Linton non muore. - Niente affatto! Lho gi destinata a un affittuario. Non voglio mica perdermi la rendita! - Ma sei un avido! - Non vero! Lo sanno tutti, che sono un maiale! - Un maiale e un assassino! - Assassino? E perch? - Lo sanno tutti che sei stato tu, a uccidere mia madre! - Non vero. Io lodiavo, ma non lho uccisa. E stato tuo padre, a ucciderla. Con il suo amore. Lamore uccide. Lodio invece tiene in vita. Guarda come sto bene, io! Ti dir di pi. Ieri, dopo che stato seppellito tuo padre, sono andato al cimitero, ho fatto aprire la fossa e scoperchiare la bara di tua madre. Lho lasciata cos, aperta. E mi far seppellire l anchio, fra la bara di tua madre e quella di tuo padre. E mi far lasciare anchio, la bara scoperchiata, cosicch mi corromper come si s gi corrotta tua madre. E tuo padre, invece, che ho fatto saldare col piombo, rester incorrotto e continuer a soffrire per tutta leternit, di essere l solo con vicino due cadaveri in putrefazione, uno accanto allaltro, io e Cathy, per sempre! - Ma tu sei un pazzo necrofilo, balsfemo e poco informato sulle condizioni post mortem! - E inutile che parli difficile! Ormai tu qui sei soltanto una serva! Non sei pi la padrona! - Ma cosa vuoi tu ancora, da mia madre? - Cosa voglio? Ella mi ha fatto soffrire per diciotto anni! Per diciotto anni sono stato pazzamente innamorato di lei! Ed ha sposato quel coniglio di tuo padre! Lui, non me! Ha preferito un coniglio a un maiale! Ma si pu essere pi insensibili? Il giorno della sua morte sono ritornato, di notte, nel cimitero ed ho scoperto la sua fossa; ho aperto la sua bara e ho stretto al mio corpo reso gelido dal vento invernale il suo corpo reso gelido dalla morte, desiderando di restare cos per sempre, chiedendo di essere seppellito con lei. E allora lei mi ha fatto una pernacchia! S, il cadavere di tua madre mi ha fatto una pernacchia! Per questo, io la odio con tutto me stesso! Una pernacchia a me! E ho scoperto unaltra cosa: i fantasmi esistono! Ella continua a perseguitarmi con le sue maledette pernacchie. Le sento dappertutto! - Tu non sei soltanto pazzo. Sei anche scemo! La signora Cathy si dette con grande solerzia ad assistettere Linton, adesso suo marito, il quale probabilmente per questo motivo peggior ancora di pi. Ella chiese al signor Heathcliff di chiamare un medico. - Un medico? Per spendere dei quattrini? Sappiamo, che cosa ha: sta per morire. La sua vita non vale un quattrino e io non spender un quattrino, per lui. Il signor Linton peggior sempre di pi. Piu di una notte, ella si attacc al campanello svegliando tutta la casa. - E morto? - chiedeva il signor Heathcliff.

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- No. Ma sta molto male! - E allora non disturbarmi! Chiamami soltanto quando morto! Cosicch una notte il povero criceto mor davvero, ma quando la signora Heathcliff suon il campanello, per la famosa favola di Al lupo, al lupo (la conoscete, signor Lockwood? S? Volete mica un po di cima? No?), non ci and nessuno e lo trovarono lindomani mattina stecchito nel suo letto, gi composto in quella posa statuaria, sa, quella con le mani incrociate sul petto, con il rosario fra le dita, con la signora Cathy che gli stava seduta accanto, con una faccia che non si capiva se stava piangendo o ridendo. Il signor Heathcliff disse: - Finalmente schiattato! E stata una bella agonia, per tutti noi! La signora Cathy si chiuse a chiave nella stanza con il cadavere e non volle uscire per una settimana, finch, sfondata la porta per ordine del signor Heathcliff che non sopportava pi di spendere come disse lui, un capitale in deodoranti, la trovarono a terra svenuta. Poi sapemmo da lei che era svenuta il primo giorno ed era rimasta l non perch lo volesse, anzi. Per consolarla, il signor Heathcliff le lesse il testamento del signor Linton, estortogli con la forza, con cui lui, Heathcliff, diventava padrone di tutto. - E con questo ultimo morto, la mia vendetta quasi completa! Manchi solo tu! Vediamo. Dellodiata famiglia Earnshaw, ho seppellito lodiato signor Earnshaw e lodiata sua moglie (di cui non sapr mai il nome), lodiata Catherine loro figlia e lodiato Hindley loro figlio con lodiata sua moglie sconosciuta. Dellodiata famiglia Linton ho seppelito lodiato signor Linton e lodiata sua moglie (della quale, anche, si ignora il nome), lodiato Edgar, loro figlio e tuo padre, e lodiata Isabella, sua sorella e mia moglie, e lodiato Linton, suo, e mio, figlio. E sono diventato proprietario di tutte le terre e gli averi delle due famiglie! Un bel lavoro, direi! - E Hareton? - Hareton, non posso eliminarlo. - E perch? - Perch assomiglia a sua madre, Catherine, e vedendomelo davanti e sfogando su di lui il mio odio, io rinnovo il mio odio per Catherine, che il maggiore di tutti. Debbo lasciarlo in vita per il mio divertimento. - E me, perch mi lasci in vita? - Mah! Non lo so proprio. Per logica dovrei ammazzare anche te. Ma che ne so, perch non lo faccio? Non lho mica scritto io, questo cavolo di romanzo! - E perch tanto odio? - Perch?! Tu mi chiedi perch?! Ma come credi che mi sia sentito, io, quando quel bastardo del signor Earnshaw mi compr per due penny?! Cosa si credette?! Io, due penny?! Io, uno zingaro circasso della Bulgaria uralica del glorioso ceppo del Mar Morto, due penny?! Ma se ne valevo almeno cinque! Ho giurato che avrei dedicato la mia vita a fargliela pagare a lui e a tutta la sua famiglia, a quel coniglio impagliato, e le promesse fatte a quattro anni si mantengono, per Satana! La signora Cathy si chiuse nella sua stanza e non usc pi, per mesi. Era diventata ghiotta della cima di Zillah, quella fatta con i cani, e non faceva altro che mangiarne. Ingrassava ogni giorno di pi, finch divenne quella meraviglia che avete visto voi, signor Lockwood. - Una Venere Callipigia! - Soltanto una cosa potrebbe salvarla, povera piccola, da quellorda di bestie feroci. Non dimenticatevi che ha soltanto diciassette anni e mezzo! - E quale? - Un matrimonio! -

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- E con chi? - Ma con lei, naturalmente, signor Lockwood! -

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VIII
Cos finalmente fin il racconto della signora Dean. Lei insistette per far mangiare la sua cima al signor Lockwood, ma egli si rifiut energicamente adducendo uno spasmo gastro-duodenale nonch colon-pilorico che gli impediva di ingerire qualsiasi cibo e specialmente la cima dello Yorkshire e si chiuse in camera sua per una settimana, praticando il digiuno sconsigliatogli dal dottor Kenneth e stando per lontano dalla finestra, che guardava con sguardo languido e voglioso. Venne gennaio. Lockwood decise di recarsi alla Tempestosa per disdire il proprio affitto di Thrushcross Grange e andarsene a Londra, dove cera certamente un clima migliore dato che si limitava a piovere sempre: per nulla al mondo avrebbe trascorso un altro inverno in quella maledetta regione, patria della disgustosa cima dello Yorkshire! Quando arriv infuriava un uragano. Heathcliff non cera. Hareton, lorso, gli disse che sarebbe ritornato per colazione. - Laspetto. - disse Lockwood. - Posso entrare? - Come volete. Nello stanzone trov la Venere Callipigia che sbucciava delle rape. - Ho finito! - disse la divina. - Portale in cucina! - le ordin lorso. - Portacele tu! - gli rispose la dea. - Guarda che ti taglio losso del collo! - Rompo, ignorante! Rompo, non taglio! Prese le bucce di rapa e cominci a ritagliarvi delle figurine rappresentanti la Sacra Famiglia, con San Giuseppe, la Madonna, Ges Bambino, il bue e lasino. - E chi sarei io? - chiese Lockwood. - Questo! - rispose lei mostrandogli il bue. - Avrei preferito questo! - aggiunse lui indicando lasino. - Perch siete un ignorante, voi? - No! Anzi sono una persona molto istruita: leggo molto. E per via della mutilazione, sa ... - Voi leggete molto? Beato voi! Io, che leggevo moltissimo prima di venire qui, non posso pi farlo. Heathcliff ha bruciato tutti i libri che cerano in questa casa. - E perch? - Primo, perch lui non legge e quindi non gli importa nulla dei libri. Secondo, per fare un dispetto anche dopo morto al signor Linton, che era uno studioso e ai libri ci teneva moltissimo. Erano stati i compagni della sua vita. Li preferiva persino alla moglie. - Oh, se volete, signora Heathcliff, io vi posso portare qualche lettura amena che allevii la vostra solitudine in questo luogo freddo e inospitale. - Oh, s, grazie! Cosa, per esempio? - Che ne direste dellElegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray? - Oh, mi piacerebbe tanto! Ho proprio tanto bisogno di un po di allegria! - Se portate dei libri a Cathy, io ce li brucio! - interloqu lorso. - E perch? - domand Lockwood. - Perch lei deve diventare ignorante come me. Cos un giorno me la sposo. Ma soltanto quando siamo ignoranti uguale. - Sposare te? Piuttosto mi impicco! -

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- No, non impiccatevi, signora Cathy! Voi siete cos bella! Vi verrebbe una faccia tutta nera e rimarreste per sempre con la lingua di fuori. Avete mai pensato al gas? Preserva i lineamenti. In quel momento giunse Heathcliff. - Signor Heathcliff, - disse Lockwood, - sono venuto a disdirvi il mio affitto di Thrushcross Grange. Non voglio restare un giorno di pi, qui, e parto per Londra. - Se voi credete di non pagarmi laffitto che vi siete impegnato a pagarmi per contratto, avete fatto un viaggio inutile, signor Lockwood. Io non rinuncio mai a riscuotere quanto m dovuto, di chiunque si tratti. - Non sono venuto a chiedervi nulla del genere. Manterr il mio impegno. Sono venuto soltanto per comunicarvi la mia decisione, per pura cortesia. - Cortesia? E che cos? Ah, capisco. Bene! In questo caso, fermatevi a mangiare con noi. C la cima, oggi. - Io ... veramente ... Poi guard la Venere Callipigia. - Accetto! disse a malincuore. - Tu vattene in cucina! - grid Heathcliff alla divina fanciulla che ubbid senza fiatare. - Zillah, porta la tua cima! Sentirete che bont! Piace anche ai cani! Ah, ah, ah! Heathclif deglutt, ma la sua gola era secca e vuota come come una bara.

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IX
Thrushcross Grange, settembre 1802 Lanno successivo, a settembre, Lockwood si trov per caso nello Yorkshire. Era a quattordici miglia da Gimmerton. Gli venne una improvvisa voglia di ritornare a Thrushcross Grange. Era gi mezzogiorno e tanto valeva dormire sotto il suo tetto, pens, (il suo contratto daffitto non era ancora scaduto), piuttosto che in una sconosciuta locanda, dove magari non cera altro da mangiare che la cima dello Yorkshire. Arriv alla sua casa che era quasi il tramonto. Sotto il portico trov una ragazzetta di nove anni e una vecchia di novanta che fumava la pipa. - Buona sera. Dov la signora Dean? - Eh? - Buona sera. Dov la signora Dean? - Eh? - Dov la signora Dean? - url. - Non sono io. - rispose la vecchia. - Lo vedo. Dov la signora Dean? - url ancora pi forte. - Ah, la signora Dean! Alla Tempestosa. Si avvi alla Tempestosa, dove arriv che era gi sera. Stranamente era una bellissima serata, con il cielo stellato e una magnifica brezza ristoratrice. Gli alberi intorno alla casa erano tutti, non solo dritti in piedi, ma anche ricolmi di foglie e qualcuno persino fiorito. Gli uccellini cinguettavano allegramente sui rami saltellando qua e l felici. La porta era spalancata e la luce allegra e sonora del fuoco del camino innondava lingresso. La porta! La porta era aperta! E il camino! Il camino era acceso! Questa s, che era una novit! Entr cautamente. - E permesso? - Avanti, avanti! Ah siete voi, signor Lockwood! Entrate pure! Sto dando lezione al mio orsacchiotto! Chi aveva parlato era Cathy, una Cathy completamente diversa da quella che ricordava Lockwood, ma indubbiamente era lei. Era dimagrita di trentasei chili ed era cresciuta di venti centimetri, per cui adesso era alta un metro e sessantotto e pesava sessanta chili e poteva quindi tranquillamente andare a partecipare ad una di quelle penosissime farse chiamate concorsi di bellezza, dove tutti lo sanno che tanto a vincere sono le amanti dei giurati, perch comunque lei lavrebbe vinta, tanto era splendida. Un bocconcino succulento, come pens Lockwood, che si pent amaramente di non averla chiesta in moglie prima di partire per Londra. Dove invece Cathy non avrebbe potuto pi andare era alla gara delle borracce di Gimmerton, perch essendo passata da una sedicesima misura ad una misera quinta non sarebbe stata nemmeno presa in considerazione. Anche lorso, era irriconoscibile. Era Hareton, naturalmente, ma un Hareton completamente diverso.

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Aveva perso tutto quel pelo che la signora Dean aveva definito come bel pelame ma che in realt era semplicemente il risultato della assoluta non frequentazione, da parte del giovane villico, di un barbiere. I due parevano una coppia di quei papagallini che, costretti a trascorrere tutta la loro vita in una gabbietta di venti centimetri per trenta e non avendo altro di meglio da fare, passano tutto il loro tempo e sbaciucchiarsi becco a becco, la qual cosa fece pensare in un primo tempo agli ornitologi che la loro riproduzione avvenisse proprio in questo modo. - Buona sera, signora Linton. C la signora Dean? - Oh, signor Lockwood, lieto di vedervi. Adesso non sono pi la signora Linton, sono la signora Earnshaw. La signora Dean? Certo, che c. E in cucina. Sta cucinando la cima. - Ma so che non si pu andare nel bu ... in cucina. - Come no?! Andate pure: la porta aperta. Finalmente Lockwood vide la porta della cucina, che non aveva mai visto: si apriva nella parete di fronte al camino, il quale aveva preso a fare il suo mestiere e alla grande: un enorme fal illuminava tutta la sala. Anche dalla cucina, usciva una luce che denunciava la presenza di un fuoco acceso. Cautamente Lockwood si avvicin alla porta e contro ogni sua aspettativa riusc ad entrare. Trov la signora Dean che rimescolava la pentola di rame e cantarellava una canzone delloperetta La vedova allegra. Poco pi in l vi era Joseph con una bibbia in mano. - Meglio dieci volte avere nelle orecchie da mattina a sera le bestemmie di un peccatore che ascoltare voi che cantate queste sconcezze! E una vergogna marcia che io non possa aprire il Sacro Libro del Signore senza che voi vi mettiate a cantare la gloria di Satana e di tutta la teppaglia di questo mondo dannato! Tutto, era cambiato, alla Tempestosa, meno Joseph. Lockwood si fece avanti. - Buona sera, signora Dean. - Signor Lockwood! Qual buon tempo vi porta qua? - Ero venuto a Thrushcross Grange: credevo di trovarvi l. - No. Non sono pi a Thrushcross Grange. Sono qui ad accudire i due piccioncini. Li ha visti? - S. - Non sono carini? Sa? Sono sposini novelli! - Ah! - Ma voi non sapete niente, di ci che avvenuto dopo la vostra partenza! - No, naturalmente. - Sedetevi qua, accanto a me, che vi preparo una bella fetta di cima e vi racconto tutto. - No, signora Dean. Tutto, ma non la cima dello Yorkshire. Devo confessarvi una verit: la detesto. - Ah s? Bene, vi faccio una confidenza: anchio, la detesto! Anzi, la detestiamo tutti, qui! - E perch continuate a mangiarla, allora? - Non la mangiamo pi. La offriamo soltanto agli ospiti. - Capisco. Ma raccontate, signora Dean, ve ne prego. Sono ansioso di sapere come finita la storia. E quali straordinarii eventi sono avvenuti, per produrre un cos radicale cambiamento alla Tempestosa. - Joseph, vattene via, tu! - grid la signora Dean al predicatore. E quello, incredibilmente, si avvi verso luscita. Ma non si imped di inveire.

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- Quando verr il giudizio universale, che pi vicino di quanto voi miserabili peccatori pensiate, io voler in alto, fra le anime salvate, e voi arrostirete nelle fiammi eterne della dimora di Satana, vostro degno signore! - S, s, va bene, ma adesso vattene! Il miserabile vecchio usc per sempre dalla scena e non se ne parler pi per il resto del romanzo. Finalmente. - Dunque, riprender il racconto dal giorno in cui voi, signor Lockwood, ve ne siete andato. Io fui chiamata dal signor Heathcliff alla Tempestosa, perch accudissi alla direzione della casa e gli tenessi la signora Cathy lontana dalla sua vista. Egli non la poteva guardare perch gli ricordava la signora Catherine. La povera signora fu felice della mia venuta, anche perch portai con me i suoi libri e tutte le care cose della sua fanciullezza. Ella prese ad incitare Hareton ad affrontare gli studi e, dopo un po di ritrosia da parte sua, gli fece ella stessa da precettrice. Un brutto giorno, o dovrei dire un bel giorno?, di l a poco, il signor Heathcliff si rinchiuse nella sua stanza e non volle pi uscirne, nemmeno per mangiare. Pass parecchi giorni rinchiuso senza toccare cibo e proibendo a chiunque di entrare. Poi una notte si allontan nella brughiera, in direzione del cimitero, e ritorn allalba con una strana esaltazione negli occhi e nella figura tutta. Da allora stette cos, stralunato ed estraneo a tutto, tranne che al fantasma di Catherine, che egli evocava continuamente ed al quale rivolgeva la parola come se ella fosse presente davanti a lui. Ora le diceva parole di fuoco, ora di struggente amore. E continu cos finch una mattina lo trovammo nel suo letto, madido di sudore, con un braccio teso verso il soffitto, completamente stecchito. - Cosa?! Il signor Heathcliff morto?! - Morto stecchito, signor Lockwood, ma con uno strano sorriso sulle labbra, come se finalmente, e soltanto nel momento della morte, egli avesse raggiunto la pace e la felicit! - Si unito finalmente a Catherine, il suo grande amore! - Esattamente! E mai unione fu pi concreta: egli si fatto tumulare, per volont ordinata precedentemente ai becchini, con i quali fu insolitamente generoso, non soltanto accanto alla bara della signora Catherine, ma addiritturra dentro, la sua bara! - E orribile! - A lui deve essere parso delizioso. - E che avvenne, poi? - I due piccioncini, li ha visti?, si sono sposati e hanno ereditato tutti i possedimenti degli Earnshaw e dei Linton. La signora Cathy, ora signora Earnshaw, continua a insegnare la letteratura al signor Hareton, il quale forse fra qualche anno si iscriver allUniversit di Londra. - E il fantasma di Catherine? Si pi visto? - Eccome! Ella compare tutti i venerd a mezzanotte nel nostro cimitero ed divenuta unattrazione per i turisti. Ma non mai sola. - Heathcliff! - Fosse, solo lui! No. C anche il signor Edgar Linton. E non fanno che bisticciare. - Penoso! - Gi. A proposito di penoso: sa la parola cimitero da cosa deriva? - No. - Dalla parola cima: lo abbiamo scoperto recentemente. - E per questo che non la mangiate pi? - S, oltre al fatto che francamente disgustosa. Ma abbiamo scoperto anche un altro fatto. -

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- E cio? - Che i turisti ne vanno matti! FINE

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APPENDICE Pianta delle parentele delle famiglie Earnshaw e Linton

Earnshaw moglie (sconosciuta)

Linton - moglie (sconosciuta)

Catherine Hindley sconosciuta

Edgar

Isabella - Heathcliff

Hareton

Cathy

Linton