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Dopo il referendum di Mirafiori i lavoratori possono rialzare la voce.

I Bonanni, gli Angeletti e il Marchionn


Scritto da Fabio PRETTO

Oramai i termini della questione riguardanti lo scontro fra i lavoratori della FIAT e Marchionne sono noti a tutti, e, dopo lesito pur favorevole a Marchionne del referendum di Mirafiori, il movimento dei lavoratori sindacalizzati riprende forza e corpo anche al di fuori di organizzazioni sedicenti sindacali che altro non sono che cinghie di trasmissione della borghesia capitalistica.

Il referendum passato soprattutto grazie a poche centinaia di voti portati dagli eterni crumiri e lecchini del padronato FIAT: i cos detti colletti bianchi. Ora per il Marchionne alla FIAT deve fare i conti con una protesta operaia rafforzata dal referendum e intenzionata a far valere la sua forza contrattuale. I signori FIAT hanno cercato, fino allultimo, di contrastare il crescente malumore dei lavoratori con metodi pi che spregevoli, partendo dalle minacce delluomo in pullover che avrebbe chiuso gli stabilimenti in caso di vittoria del no ed enfatizzando alcune scritte che hanno fatto ricordare gli anni di piombo. Secondo noi questa vittoria mutilata dei signori FIAT equivale a una vittoria dei lavoratori che non volevano laccordo, e ad una sconfitta del Marchionne che di fronte al SI deve mantenere tutti i suoi impegni e fare i conti con la forza operaia rinata. Abbiamo parlato di una vittoria dei lavoratori contrari allaccordo ed stata una vittoria di non poco conto. Dato che gli operai, di fronte e contro, avevano lo Stato borghese subordinato alle ristrutturazioni neocapitalistiche delleconomia globalizzata in toto. Partiti di governo che davano sempre ragione al Marchionne, opposizione politica molto interessata quasi interamente ai problemi di letto del presidente del consiglio ed incapace di fornire una qualsiasi possibilit politica al popolo italiano; organizzazioni sindacali i cui segretari generali quando parlano alla televisione sembrano i portavoce del padronato, mezzi di comunicazione che continuano a lanciare linfame messaggio marchionistico del cos o niente e naturalmente non potevano mancare gli industriali guidati dalla loro madrina Marcegaglia. importante ora non lasciare che questa vittoria operaia resti tale solamente sulla carta, far capire a quei padroni delle ferriere, che ancora circolano in Italia, che laria sta cambiando e far capire a tutti i lavoratori italiani che il Marchionne non ha vinto proprio niente e anche se non lo vuol far vedere ha invece sbattuto duramente il muso contro quel muro che lui stesso ha creato. Naturalmente lo sporco gioco dei signori FIAT non per niente finito e da qui in avanti troveranno infiniti pretesti per cercare di non applicare gli accordi che loro stessi hanno imposto. A ogni sciopero e ad ogni malato in pi si dar fiato alle trombe della reazione antioperaia e allora ci dovr essere la pronta risposta dei lavoratori nei confronti di questi personaggi. Noi crediamo, e labbiamo gi detto altre volte, che i tavoli di concertazione non servono pi poich altro non sono che accettazione supina di regole imposte dallo stato borghese, dagli industriali e dal capitalismo. La lotta dei lavoratori deve ritornare ai vecchi metodi di contrapposizione, senza dare peso a quanto dicono i vari Angeletti o Bonanni e deve andare oltre alle normali richieste di aumenti degli stipendi.

La prima cosa che i lavoratori della FIAT devono sfruttare linfelice quanto demagogica dichiarazione del Marchionne che allincirca suonava cos: Stipendi tedeschi e distribuzione di utili (vedi azioni) ai lavoratori. Qualora lamministratore delegato della FIAT non si rimangiasse

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Dopo il referendum di Mirafiori i lavoratori possono rialzare la voce. I Bonanni, gli Angeletti e il Marchionn
Scritto da Fabio PRETTO

queste parole i lavoratori sindacalmente organizzati dovranno farle pesare senza passare attraverso le eterne forche caudine delle tabelle aziendali con le quali si misurava la produttivit che, guarda caso, quasi mai era raggiunta. Caro amministratore delegato hai voluto e avuto il SI allaccordo da te presentato ora cominciamo a portare gli stipendi (e non solo la produzione) a livelli tedeschi. Caro amministratore delegato non vogliamo la carit delle tue azioni ma una vera e concreta partecipazione operaia alla gestione dellazienda e agli utili della stessa..

pi che mai necessario che in questo momento i lavoratori capiscano che la FIAT sta tentando di applicare quei nuovi modelli di organizzazione del lavoro che riempiono le tasche alle multinazionali, e ora la FIAT diventata una multinazionale guidata da un manager multinazionale pronto a fare gli interessi della casa madre nordamericana (vedi Philip Morris). Il processo di cambiamento che la FIAT sta tentando non estraneo quindi alla globalizzazione e anche allinterno di questazienda si espanderanno quelle forme di lavoro anomale, tipiche della globalizzazione, che non garantiranno pi la continuit del lavoro e non garantiranno condizioni di lavoro normali. Linsufficiente protezione sociale caldeggiata dal capitalismo mondialista e avallata dai governi degli stati demoborghesi far il resto. La vertenza FIAT quindi non un caso puramente aziendale ma strettamente legata alla globalizzazione del mondo del lavoro in atto da qualche tempo. un fatto anche e soprattutto politico poich la globalizzazione del mondo del lavoro deve avere anche un retroterra politico. E questo retroterra politico appoggiato (anche militarmente) da istituzioni internazionali quali lONU e la NATO e da istituzioni economiche quali Banca mondiale o fondo monetario internazionale che controllano leconomia mondiale a nome e per conto delle multinazionali. Non mancano in questo infame agire anche varie organizzazioni internazionali che agiscono nel campo della cultura e dellinformazione, inculcando nella gente le teorie del mondialismo. La base logistica di tutto questo ciarpame del malaffare guarda caso la troviamo negli USA.

Ecco quindi che la contrapposizione dei lavoratori della FIAT assume una valenza sovranazionale che servir a tutti i lavoratori italiani per dare una benefica legnata ai Marchionne che ammorbano laria in Italia.

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