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Taijiquan

" Il ritorno alla radice interiore si chiama pace. Pace vuol dire ritorno allEssenza. Senza uscire dalla porta si pu sapere quello che accade sotto la volta del cielo. Senza guardare fuori dalla finestra si pu vedere il Tao della Natura" Lao-Tse
Il Taijiquan Il Grande Limite Entriamo pi in profondit Lorigine del simbolo Tai tsi tu La Perla Chodgiu, il geroglifico Tsi e le virgole in movimento, il cerchio solare, la svastica Van e lemblema TAI TSI TU L'arte dello spostamento Nomi delle 24 mosse

Il Taijiquan Il Taijiquan unantica disciplina psicofisica volta a coinvolgere luomo nella sua globalit. Frutto della millenaria cultura Cinese, si sviluppato come arte marziale e filosofia di vita, oltre che come "Yoga del movimento". Il significato letterale, "Grande limite", si pu cos spiegare: la parola "Grande", delimita lidea del macrocosmo, mentre la parola "limite" esprime il microcosmo della realt fenomenica. Il Taijiquan si basa sulla ricerca dellinterazione tra macro e microcosmo e la sua pratica un tentativo di attuazione di questa sintesi. Luomo quindi considerato come il potenziale mediatore di due forze: illimitata luna (macrocosmo) e limitata, finita, laltra (microcosmo). Senza perdere la consapevolezza della nostra condizione umana, limitata nel tempo e nello spazio, possiamo individuare in noi i principi illimitati ed atemporali dellUniverso, dal momento che siamo portatori di questi stessi principi. La finalit dello studio di questa disciplina proprio quello, infatti, di filtrare i principi cosmici attraverso la nostra esperienza personale Gi dai primi movimenti, si percepisce linteragire di due forze, opposte tra loro: Yin e Yang: Yin la forza femminile e passiva, una pausa, mentre Yang lenergia maschile intesa in senso creativo ed attivo.

Il macro ed il microcosmo hanno in comune questi due periodi, o istanti: un istante attivo o creativo ed un altro passivo ed inerte, che creano tra loro un rapporto inscindibile. Sono inseparabili poich nella "realt divina" non esiste la divisione, esiste solo il moto, il movimento senza interruzione, che i nostri limiti mentali non ci permettono di percepire. Siamo quindi costretti a suddividere questo moto in due movimenti; il moto generato dallenergia di queste due forze ci che noi definiamo "vita", cio lesplosione dellenergia in una molteplicit di forme.

Taijiquan, tradotto letteralmente dal cinese, vuol dire Grande Limite.


Il pensiero dellantica Cina si basa su due concetti fondamentali: macrocosmo e microcosmo. Il primo si riferisce a ci che illimitato, infinito, universale; il secondo indica ci che limitato, piccolo, particolare, personale. Macrocosmo e microcosmo sono coincidenti, si integrano a vicenda e costituiscono le due facce della stessa medaglia: se la natura di ci che grande e di ci che piccolo la stessa, un atomo e luniverso stesso hanno la medesima radice spirituale. I pensatori orientali tendono infatti ad unificare ci che la tradizione del pensiero occidentale si sforza di tenere separato: lumano ed il divino, il materiale e lo spirituale, il finito e linfinito. Tornando alla nostra disciplina, il significato letterale si pu cos spiegare: la parola "Grande" delimita lidea del macrocosmo, mentre la parole "limite" esprime il microcosmo della realt fenomenica. Il Tai Chi si basa sulla ricerca dellinterazione tra macro e microcosmo e la sua pratica il tentativo di attuare in noi stessi questa sintesi. Luomo, il praticante, quindi considerato come il potenziale mediatore di due forze: illimitata luna (macrocosmo) e limitata e finita laltra (microcosmo). Senza perdere la consapevolezza della nostra umana condizione, limitata dal tempo e dallo spazio, possiamo individuare in noi i principi illimitati e atemporali dellUniverso, dal momento che siamo portatori di questi stessi principi. La finalit dello studio di questa disciplina proprio quella di filtrare i principi cosmici attraverso la nostra esperienza personale. Gi dai primi movimenti, si percepisce linteragire di due forze, opposte tra loro: Yin e Yang; Yin una forza femminile e passiva, una pausa, mentre Yang lenergia maschile in senso creativo e attivo. Il macro ed il microcosmo hanno in comune questi due periodi, o istanti: un istante attivo o creativo ed un altro passivo ed inerte, che creano tra loro un rapporto inscindibile. Sono inseparabili poich nella "realt divina" non esiste la divisione, esiste solo il moto, il movimento senza interruzione, che i nostri limiti mentali non ci permettono di percepire. Siamo quindi costretti a suddividere questo moto in due movimenti distinti ed opposti: yin e yang. Il moto generato dallenergia di queste due forze ci che noi definiamo "vita", cio esplosione di energia in una molteplicit di forme. Energia, in cinese "Chi", si pu tradurre come "particella portatrice di forza". Le particelle che compongono il Chi possono assumere gli stati pi leggeri o pi pesanti, cio ogni particella dotata di una carica di energia che si manifesta sotto forme diverse a seconda che graviti nella sfera spirituale, pi rarefatta, o in quella materiale, pi densa.

Il Chi si comporta come un gas leggero che, in certe condizioni ambientali, modifica il suo stato e diviene pi solido e consistente. Come lacqua, che pu assumere lo stato solido, il ghiaccio, quello liquido e quello gassoso o vapore acqueo. Anche se le caratteristiche di questi tre strati sono diverse, la struttura chimica la stessa ; cambiano solo la forma e la disposizione delle molecole, in relazione allenergia presente. Il Taijiquan si pu quindi anche definire come uno stato meditativo in movimento. Ci significa che dobbiamo sentire ogni cellula e ogni atomo del nostro corpo. Ogni particolare della nostra struttura corporea ha infatti una sua importanza, perch fa parte del nostro essere e ne compone lunit. E indispensabile portare attenzione a particolari che possono apparire insignificanti, come la punta dei piedi, lo spostamento del peso e cos via. Come abbiamo detto, la struttura umana riflette la struttura delluniverso. Sia nelluniverso umano che nelluniverso cosmico possiamo riscontrare una sostanziale identit di strutture: identica la costituzione originaria degli elementi che formano il semplice ed il complesso, lameba e la cellula, i minerali ed i pianeti, letere e luomo. Lungo la spina dorsale delluomo sono situati i "Chakras" o "Fiori di loto" , centri energetici dai quali si dipartono canali nervosi che trasmettono gli impulsi agli organi interni. I Chakras sono complessivamente dodici. Cinque centri scendono lungo il canale Pingala verso il basso, sette salgono lungo il canale positivo Jda . Due dita sotto lombelico, abbiamo un centro molto importante per la pratica della nostra disciplina: il Chakra Manas o TanTien in giapponese. Questo centro denergia si pu considerare come un "calderone" dove si pu muovere la nostra forza, la nostra energia personale e, attraverso latto respiratorio, incamerare lenergia cosmica o Prana, mescolando queste due correnti energetiche sino ad unirle. La miscela tra queste due forze il Chi, forza fisica, reale e concreta, ma anche forza spirituale. Il Prana o energia cosmica, viene assorbito dalla parte sinistra del corpo per mezzo del canale Pingala, con carica negativa e fuoriesce dalla parte destra del corpo attraverso il canale Jda, la cui carica energetica positiva. Lirradiazione lungo il corpo avviene in senso verticale e corrisponde allirradiazione verticale che esercita la terra. Nel Chakra Muladhara, il primo, si trova lenergia potenziale che ogni uomo possiede dalla nascita, cio la forza Kundalini o lEssenza. Latto respiratorio provoca una fusione della nostra energia interiore con lenergia cosmica, dando origine alla "grande circolazione" del Chi o Prana nel nostro corpo. Il calore psichico della forza Kundalini risale attraverso la colonna vertebrale , il nostro "asse di luce" o Sushumna, viene a contatto con i centri energetici o Chakras e ne stimola il funzionamento. Attraverso lirradiazione combinata della parte destra (polo positivo) e della parte sinistra (polo negativo) si genera un campo di tensione. Qualsiasi forma vita immersa in essi ed soggetta allazione reciproca dei due principi naturali Yin e Yang e quindi, sotto questo profilo, possiamo dire che la Vita un momento di equilibrio tra due polarit ed al tempo stesso armonia tra stato di

Entriamo pi in profondit
LEssere umano cosmico in quanto creato ad immagine e somiglianza di Dio. Lordine

strutturale delluomo il microcosmo, che riflette in tutto e per tutto lordine strutturale del macrocosmo. Il prana interno innato in ciascun uomo, il "seme energetico" della creazione e contiene in embrione tutto il cosmo. Esercitandoci sulla sfera mentale coordiniamo ogni parte del corpo attraverso lopera dei centri energetici principali, i chakras. Nella regolazione di questi impulsi, hanno particolare importanza due chakras: il Chakra Manas e il Chakra Adjna. Il chakra Manas, o Tan Tien, un importante centro energetico che coincide con il nostro centro di gravit e lo abbiamo precedentemente paragonato al calderone al di sotto dellombelico dove le nostre energie si concentrano e si muovono a creare forza; il chakra Adjna invece situato alla radice del naso, legato allo spazio Kha (spazio interno tra le sopracciglia che va sino allipofisi) ed chiamato anche il terzo occhio di Buddha. Dal centro Adjna partono tutti i comandi che stimolano il centro Manas. In questo centro, come abbiamo visto, immagazziniamo la nostra energia fisica e psichica Chi,( che diventa attiva solo dopo il risveglio della Kundalini) che, se stimolata, pu far aumentare la massa del corpo. Lenergia emessa, corrisponde al principio fisico E = mc2. Possiamo giungere a considerare la massa del corpo come una funzione della forza psichica Chi Gli esercizi respiratori sono legati direttamente ai Chakras ed alla relazione che sussiste tra di essi. Tale correlazione intimamente collegata alla meditazione. I segnali che emette il chakra Manas svegliano il calore psichico Kundalini che risale attraverso la colonna vertebrale o Sushumna sino al chakra Sahasrara (sommit del capo). La forza Kundalini unisce il cuore o chakra Anahata, sede dello spirito individuato (Jivatman, spirito incarnato dellessere vivente), al mondo del Grande Cosmo, chakra Sahasrara mentre nel chakra Manas si trova la coscienza vigile. Quando i nostri cinque sensi rimangono inattivi,per sonno o per altri motivi, comincia a funzionare il canale del chakra Manas che si sviluppa e si comincia allora a sperimentare unaltra realt. La concentrazione precede la meditazione, fase in cui la coscienza viene fissata su un punto unico. La meditazione lestensione della coscienza a partire da quel punto. E quindi uno sviluppo della concentrazione. Quando il respiro da continuo diventa impercettibile, la coscienza si rilassa ed il sentimento di s cade in oblio. Ci avviene con il rilassamento che segue lo sforzo della concentrazione: al culmine di questo processo, si verifica una completa sospensione del respiro, la coscienza scompare e si raggiunge lestasi , che permette di conoscere la cosa in s. Abbiamo anche parlato di soglia, in passato La concentrazione e la meditazione rappresentano due aspetti diversi (Yin e Yang) di stati opposti. La loro interazione conduce ad una forma superiore di vita, allestasi spirituale. E una rinascita a nuova vita, che porta allautocontemplazione e nel contempo alla fusione con un campo di realt oggettiva. "Quando lAtman entra nel Brahman e il Brahman nellAtman" Torniamo ora alla meditazione ed al suo legame con la respirazione: prima di ogni gesto bisogna espellere laria, partendo dal punto zero, un ipotetico nulla, da cui scaturiscono tutte le cose.

Linspirazione prolungata accompagna sempre la concentrazione, come lespirazione prolungata la meditazione. Inspirazione equivale a rilassamento, il momento cio in cui il Prana cosmico viene assorbito dalla parte sinistra del corpo, negativa. E il momento della concentrazione. Durante linalazione dellaria, le particelle di Prana defluiscono nellorganismo e si caricano di polarit energetiche opposte: positiva, quella pervenuta attraverso lemisfero destro del corpo e negativa quella pervenuta attraverso lemisfero sinistro del corpo. Da un altro punto di vista, linspirazione si pu considerare tensione o attenzione concentrata seguita dal rilassamento del corpo. Lespirazione invece il rilassamento dellattenzione che coincide con il momento di maggior tensione dei muscoli addominali. Si delinea cos un altro principio fondamentale: lalternanza in vari modi di tensione e rilassamento. Attraverso la respirazione, luomo stabilisce un legame con il Cosmo, con tutto il Creato e percepisce il ritmo dellUniverso. La respirazione "piena" viene eseguita con lausilio del diaframma e dei muscoli delladdome in due momenti: nella fase di inspirazione i muscoli inferiori delladdome devono essere rilassati e laria, attraverso labbassamento del diaframma si dirige nel "vuoto" creatosi nella parte inferiore. Insieme allaria vi affluisce anche il Prana cosmico che converge nella parte sinistra del corpo attraverso il canale Pingala Si crea cos uno stato di tensione che permette di concentrare lattenzione sul chakra Manas o Tan Tien . Nella fase di espirazione i muscoli addominali si contraggono fortemente verso linterno, provocando la fuoriuscita dellaria attraverso i polmoni. Una corretta respirazione piena si effettua solo con il naso. In particolari pratiche respiratorie, inspirazione ed espirazione si susseguono ad un ritmo molto veloce e quando, in particolare durante lespirazione, la fuoriuscita dellaria avviene cos rapidamente, si ha il concorso delle corde vocali che pu produrre un suono; un grido che serve ad accentuare la presenza di Chi in quella parte del corpo dove si concentra la nostra estrema determinazione. Questo concetto viene espresso con il termine Ki- Ai. Esprime quindi un unico suono che fissa il risultato finale del colpo. Il principio dellalternanza fra tensione e rilassamento vale anche in questo caso: Ki concentrazione dellenergia, convergere delle forze fisiche e psichiche tensione; Ai emissione, unificazione , afflusso dellenergia rilassamento

Lorigine del simbolo Tai tsi tu


Tai vuol dire "grande". Tsi la raffigurazione stilizzata di una figura inginocchiata in preghiera. Tu lelemento della Terra, non quanto fondamento dellEssere, ma come uno dei suoi cinque elementi: suolo, centro, tempo del raccolto, colore giallo che fa nascere lalbero e vince lacqua.
Oltre che "grande" Tai significa anche "fioritura". In questo modo sottolinea latto creativo della fusione della Terra e del Cielo in ununica entit, come il risveglio primaverile della Natura il principio di ogni cosa. Sui rilievi degli antichi altari spesso raffigurata limmagine di un drago che stringe nella zampa, tra le unghie, una nacchia luminosa, la Perla Chodgiu dal cui centro partono tre virgole- fulmini. Il drago sempre stato considerato simbolo di cambiamento ed anche incarnazione dellimpulso primario di interazione tra Yin e

Yang. La Perla Choadgiu catturata dal drago esprime lessenza dualistica ed insieme unitaria del drago che racchiude in s due principi opposti. Lanello luminoso rappresenta la fusione di Yin e Yang e la nascita dellimpulso primario che distingue tutti i cambiamenti dellUniverso. Le tre virgole in movimento raffigurano invece il movimento zigzagante del fulmine-tuono, apportatore dellumidit vitale del Cielo. Delle tre virgole, due indicano i principi dellEssere, la terza il simbolo dellunit e della nascita. La luminosit della perla significa la natura dualistica della luce del sole (crepuscolare ed ondulare). Il movimento circolare, orario ed antiorario delle virgole, diventa sempre pi vorticoso e si trasforma in un cerchio bianco ed uniforme, come una ruota in movimento i cui raggi appaiono come ununica macchia. Unendo le testine delle due virgole si ottiene una figura simile al geroglifico Tsi, il cui significato una figura inginocchiata.

La Perla Chodgiu, il geroglifico Tsi e le virgole in movimento, il cerchio solare, la svastica Van e lemblema TAI TSI TU
Le due virgole si fondono in ununica linea ed assumono le sembianze di unonda che riempie la superficie del cerchio. Il movimento dellonda o del fulmine procede in senso orario ed antiorario. Ci significa che il mondo uno specchio illusorio, come lesistenza. Il movimento da Oriente ad Occidente, appare allo specchio in senso contrario, e per questo sia nei trigrammi sia nel Taitsitu , il movimento dei due principi Yin e Yang pu effettuarsi in entrambi i sensi. Le rappresentazioni opposte non appaiono come contraddizione; al contrario, illustrano la concezione del pensiero orientale nei confronti dellEssere concreto, considerato mondo illusorio, coperto dal velo Maya delle illusioni. Scrutando attraverso questo velo, si pu scorgere la vera realt del mondo noumenico. Il segno solare rappresenta anche il fulmine ed il tuono. E il segno dellillusoriet e del movimento eterno: quando la ruota della vita gira, i suoi raggi si fondono nel cerchio solare e non si sa verso quale direzione si muova. Il punto di riferimento perde la sua importanza. Sovrapponendo una voluta sullaltra, con un unico perno su cui si articola il movimento (lasse del mondo, la montagna Boshan) otteniamo la svastica Van che simboleggia la Vita e lEternit e scaturisce dal vortice dei due principi fondamentali dellEssere: Yin e Yang.Essa assimilabile allidea di una ruota a quattro raggi (punti cardinali) e raffigura il moto del sole. Nel segno Van si incarna lidea dellinfinito, dello spazio e del tempo. Il moto vorticoso aumenta, creando lillusione dei cambiamenti che avvengono nel Cosmo. Lemblema del monastero Shao-lin la svastica Vantsi, inscritta nel cerchio della Perla Chdgiu. Il geroglifico Van significa "10.000", cio moltitudine infinita. La svastica quindi simbolo di eternit. Lemblema Taitsitu nellinterpretazione cinese, ha un punto bianco in campo nero e un punto nero in campo bianco. I punti indicano la dinamicit e linterazione dialettica della forza Yang (punto bianco in campo nero) Lo Yang rappresentato in campo nero, lo Yin in campo bianco. Il punto simbolo dellasse del mondo, cio del confine tra il Cielo e la Terra. Nello spazio bidimensionale del cerchio i due punti seguono in dinamica la compenetrazione del principio maschile e di quello femminile. Per concludere, possiamo scorgere nellemblema Taitsitu una sintesi tra le energie del mondo nuomenico (lidea della fusione di due principi opposti dellEssere e la nascita del nuovo) e la

realt fenomenica.

Larte dello spostamento


Dallassetto iniziale spostiamo la gamba sinistra e ci portiamo in posizione Zen. La distanza tra i due piedi equivale alla larghezza delle spalle, le ginocchia sono leggermente flesse, il busto eretto e le braccia rilassate lungo i fianchi. Dobbiamo immaginare le nostre braccia come due tubi vuoti in cui passi il Chi, scorrendo come fosse acqua. Dalla posizione Zen iniziamo ad inspirare e contemporaneamente solleviamo le braccia verso lalto. Concentriamo la nostra attenzione sullimmagine mentale del canale femminile Ida che inizia sotto il labbro inferiore, la gola, il torace, il plesso solare e porta lenergia al Tan Tien. A questo punto iniziamo il processo di unione del Prana cosmico che abbiamo inspirato con la nostra energia primordiale. Nel contempo, il movimento delle braccia subisce una pausa. In realt, il termine pausa, nella "realt divina" improprio: il moto continuo e senza interruzione. Durante questo intervallo avviene la fusione delle due forze, dando origina ad una nuova forza energetica: il Chi, che mediante lazione della mente verr indirizzato al punto voluto. Quando convogliamo il Chi dobbiamo trattenere laria nei polmoni; ci va a beneficio del nostro organismo che riesce ad assorbire una maggior quantit di ossigeno e di "forza spirituale". Latto respiratorio coinvolge quindi sia la dimensione fisica che quella spirituale, a conferma che tra le cose concrete e astratte esiste un legame inscindibile. Prana significa energia. E un tipo di energia particolare che contiene in s energia elettrica, magnetica, meccanica e psichica. Laria di cui composta contiene a livello fisico una miscela di gas, cio atomi di ossigeno, carbonio, idrogeno ecc.. Abbiamo osservato che secondo la dottrina del Tao, macrocosmo e microcosmo hanno una medesima struttura ed interagiscono reciprocamente. Ogni particella di Chi ricca di vita: impregnata di energia meccanica e psicologica. Ha una vita sua. Seguendo la nostra immagine mentale, mentre inspiriamo lenergia che scorre al nostro Tan Tien assorbiamo e selezioniamo solo lenergia psichica di queste particelle. Con questa forza provochiamo la nostra forza spirituale. Proseguendo nel movimento, abbassiamo le braccia espirando ed espelliamo lenergia attraverso il canale maschile Pingala, ricordando di muovere le nostre mani come se incontrassero la resistenza dellacqua. Questo canale parte dall'inguine, sale al coccige, lungo la colonna vertebrale, passa dietro la testa e termina al labbro superiore. Il Chi interiore pu stimolare il primo chakra, che a sua volta pu dare limpulso alla risalita della Sushumna lungo la colonna vertebrale, stimolando gli altri chakras. In questo modo, possiamo controllare gli organi interni del nostro corpo ed indirizzare lenergia verso il punto voluto, visualizzando il percorso dellenergia.

NOMI DELLE 24 MOSSE :

1 Inizio 2 Separare la criniera del cavallo selvaggio (sinistra e destra)

3 La gru bianca apre le ali 4 Sfiorare il ginocchio, avanzare di un passo (sinistra e destra 5 Suonare la chitarra 6 Retrocedere e respingere (sinistra e destra) 7 Acchiappare luccello per la coda - sinistra 8 Acchiappare luccello per la coda destra 9 Colpo di frusta semplice 10 Mani come nuvole 11 Accarezzare il cavallo in alto 12 Calcio con il tallone destro 13 Entrambi i pugni alle tempie 14 Girare e calcio con il tallone sinistro 15 Discendente sinistro e su una gamba 16 Discendente destro e su una gamba 17 Lavora al telaio ( sinistra e destra) 18 Ago in fondo al mare 19 Figura sole con le mani 20 Girare, parata e pugno 21 Chiusura apparente 22 Mani incrociate