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Se nessuno, ma proprio nessuno, vuole raccontarci quello che sta succedendo in Grecia.

Ci siamo interrogati per settimane, abbiamo cercato ovunque con scarsi riscontri, abbiamo pensato fosse ipocrisia da campagna elettorale, forse non eravamo in grado di trovare le notizie, le abbiamo pensate tutte per arrivare a una conclusione: le notizie sulla situazione attuale in Grecia sono pi rare dei tartufi. A leggere i giornali italiani ed europei sembra quasi che nella culla della civilt occidentale non stia succedendo niente e tutti girino filosofando in peplo allombra delle colonne corinzie. Dalle elezioni farsa che hanno consegnato, nel maggio 2012, il governo a una destra schiava delle imposizioni della troika, pare tutto vada bene. Sembrerebbe quasi che la cura di Nea Dimokratia, il centro destra ellenico che governa con lappoggio di un partito socialista, il Pasok, in confronto al quale Bettino Craxi sembra Sandro Pertini, funzioni. Non si sente quasi nulla da mesi, la Grecia star ritornando lentamente allordine, dicono, si star riprendendo, pensano, forse lUnione Europea basata sul dominio delle banche e non sullidentit dei popoli che la compongono non poi cos male in realt. Nessun politico nostrano ne ha parlato in campagna elettorale, spero per timore morale di utilizzare le disgrazie di un paese in ginocchio per catturare voti, lo spero davvero. I giornali italiani non hanno scritto niente, qualcosa apparso sui soliti Manifesto e Fatto Quotidiano, apprezzabili fuori dal coro, ma poca roba. La Repubblica preferisce darci conto delle dimissioni di Benedetto XVI, di cosa abbia mangiato a pranzo e di che fine far lanello del pescatore dopo le dimissioni. Siamo infastiditi dallomert giornalistica che non vuole spaventare le persone, che non parla della Grecia se non in termini di contagio, stando ben attenta a non dirci di che malattia si tratti e come si sviluppi. Blare Out, nel suo piccolo, vuole rompere questo vergognoso silenzio e raccontarvi perch gli sviluppi in territorio ellenico siano inquietanti. Dopo la caduta del regime dei colonnelli, nel 1975, alcuni oppositori hanno continuato lattivit formando dei gruppi terroristici, il periodo non era dei migliori. Il gruppo 17 Novembre, data della caduta della giunta, colpiva simbolicamente gli uomini daffari e i corrotti accusati di aver sostenuto la dittatura ma improvvisamente, dagli anni 90, gli obiettivi di 17 Novembre cambiano e finiscono nel mirino innocenti e persone comuni che poco avevano a che fare con il passato regime. Recenti inchieste prontamente affossate rilevano uninquietante anomalia e provano il collegamento di questi nuovi terroristi con le forze di polizia, qualcosa di pericolosamente vicino alla nostrana strategia della tensione. Nel 2003, della lista stilata dopo leliminazione della compagine armata, tutti i componenti sono risultati collegabili alla polizia greca ma nessuno in attivit dagli anni 70, tranne il fondatore del gruppo, Alexandros Giotopulos, lunico a non risultare colluso con le forze dellordine. a causa di questi misteriosi terroristi apparentemente senza colore politico che, nei primi anni 2000, la comunit internazionale (leggi Stati Uniti) impone alla Grecia di inasprire le misure di sicurezza e di promulgare la legge antiterrorismo, minacciando di ritirare lorganizzazione dei giochi olimpici di Atene 2004. Questa legge consente alla polizia di polverizzare qualsiasi principio di innocenza fino a prova contraria e di rendere qualcuno colpevole basandosi su accuse e collegamenti tra persone e fatti che sembrano uno stream of consciousness degno di James Joyce ubriaco. Un esempio adatto per illustrare il funzionamento della legge il caso di un altro gruppo terroristico nato a met degli anni 70, ELA. La moglie arrabbiata di un cittadino qualsiasi potuta andare dalla polizia e denunciare linnocente marito come terrorista e, in seguito ai collegamenti creati ad arte (leggi a caso) dalla polizia greca sulla base di un interrogatorio senza esclusione di colpi, finita in carcere una lista di persone i cui componenti nemmeno si conoscevano tra di loro. In galera, prima che fosse provata la loro palese innocenza, ci sono rimasti dieci anni e alcuni non sono usciti vivi

dallesperienza. A tutto questo aggiungiamo che oltre il 50% delle forze di polizia ellenica appartiene dichiaratamente al partito neo nazista Alba Dorata, lo stesso partito che lo scorso 9 febbraio ha invitato in parlamento in visita alcuni giornalisti tedeschi, rivelatisi poi appartenenti a gruppi di estrema destra attivi in Germania. Il primo febbraio a Kozani, cittadina della Macedonia occidentale, nel nord della Grecia, quattro ventenni che si dichiarano anarchici cercano maldestramente di rapinare una banca in segno di protesta, armati di armi che non sanno nemmeno come tenere in mano, gesto indubbiamente forte e decisamente criticabile. La polizia greca li disarma in un attimo e li arresta. risaputo (dai greci) che in Grecia normalmente la polizia che interviene in questi casi poca e male attrezzata, questo perch auspicabile che qualche agente rimanga ferito in eventuali scontri, per creare un pretesto dintervento violento. Nessun agente rimasto ferito e i ragazzi, dal canto loro, non hanno opposto resistenza allarresto. Trasportati a Salonicco, vengono massacrati di botte dai poliziotti, che in caserma sono tanti contro pochi, che li rendono irriconoscibili a causa delle ferite e dei volti tumefatti. Per non sollevare problemi con lopinione pubblica le foto consegnate alla stampa vengono modificate al computer cancellando gran parte dei segni dei pestaggi e i ragazzi, sempre in base alla legge anti terrorismo, sono collegati dufficio a decine di reati che non possono aver commesso in varie zone del Paese e con Alexis Grigoropulos, il quindicenne ucciso dalla polizia ad Atene il 6 dicembre 2008. Questa palese violazione dei diritti umani che calpesta la democrazia nella sua stessa patria accade nel febbraio 2013, in piena campagna elettorale italiana, mentre ad Atene le strade sono infuocate dalla protesta di unintera nazione che non sa pi dove sbattere la testa. In Europa ne ha parlato solo il quotidiano progressista inglese The Guardian suscitando scarso interesse internazionale. In seguito alla pubblicazione delle vere foto dei quattro ragazzi, il Ministero per la protezione dei cittadini, cui fa capo la polizia ellenica, ha rilasciato un comunicato in cui dichiarava che i giovani erano rimasti feriti a causa della collisione di unauto della polizia con la loro, incidente avvenuto durante larresto, informazione subito sconfessata da alcuni poliziotti che avevano partecipato al fermo: qualche mosca bianca c. I risultati delle perizie mediche effettuate sui pericolosi anarchici sono misteriosamente scomparsi. Le foto dei quattro ragazzi sono visibili su Kouti Pandoras, il vaso di Pandora, il blog di Kostas Vaxevanis, giornalista greco arrestato per aver pubblicato i nomi degli evasori fiscali greci segnalati nella celebre lista Lagarde, in segno di protesta contro limmobilismo del governo ellenico, che ha ridotto alla fame i salari minimi e non ha preso provvedimenti per tassare i grandi evasori fiscali. Qualcosa di molto simile a quello che accade a casa nostra, tutti ne parlano ma nessuno lo fa. Sempre a febbraio alcuni giovani militanti di Syriza, la coalizione della sinistra radicale guidata da Alexis Tsipras che ha preso 16,8% alle ultime elezioni (maggio 2012) rischiando di finire al governo, occupano lufficio del segretario generale del ministero delleconomia in segno di protesta contro il provvedimento che abbasser il salario minimo in Grecia da 586 euro a meno di 500. La polizia ha caricato e massacrato di botte i manifestanti, tra di loro cerano anche alcuni parlamentari di Syriza, che si sarebbero trovati qualche ora dopo a denunciare laccaduto davanti alla stessa polizia che aveva commesso il reato. Potremmo parlare delle continue violenze cui sono sottoposti gli extracomunitari in Grecia da parte delle forze di polizia: feriti e addirittura morti che non fanno notizia. Potremmo dar conto dellenorme influenza del governo filotedesco di Atene sulle elezioni del 17 febbraio a Cipro dove, sventolando lo spauracchio della crisi, la troika ha consegnato il paese in mano alla destra di Nicos Anastasiades. S, potremmo far notte. Strategia della tensione, corruzione, riduzione dei salari e rapido aumento della povert, estrema destra a percentuali elevate e insediata stabilmente nelle forze dellordine, continue

sospensioni dei diritti umani e della democrazia in nome della finanza: la Grecia fa paura, ma nessuno ce lo vuole raccontare. David Angeli, Alexio Georgioy Per chi fosse interessato ad approfondire largomento crisi in Grecia si consiglia la breve e interessante analisi del giornalista ANSA Patrizio Nissirio, Ouzo amaro. La tragedia greca dalle olimpiadi al gol di Samaras, Fazi Editore, 2012