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LO SHOCK TOSSICO SUPERANTIGENI

MAURO ROSSI
MEDICINA E CHIRURGIA II ANNO UNIVERSIT DEGLI STUDI DELLAQUILA INTRODUZIONE

MEDIATO

DAI

La sepsi acuta che porta allo shock rimane una delle principali cause di mortalit e di morbosit, con incidenza crescente negli individui immunodepressi ed anziani. Infezioni dovute a patogeni Gram-positivi, come lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pyogenes, rendono conto di circa la met dei casi di sepsi acuta che una risposta infiammatoria sistemica che in genere consegue alla presenza di gravi e consistenti infezioni (polmone, addome, vie urinarie). Caratteristiche della sepsi sono: una invasione microbica del circolo ematico (non indispensabile dal momento che la diffusione sistemica dei prodotti microbici sufficiente a innescare tale risposta) e un rilascio massivo di citochine infiammatorie (TNF, IL-1, IL-6, IFN-, IL-12, IL-8) La risposta immune allinfezione dei Gram-positivi pu essere esacerbata dalla reazione fisiopatologica ai superantigeni batterici, proteine con elevato potere immunologico che possono condurre allo shock tossico. I meccanismi biomolecolari medianti i quali i Gram-positivi riescono a causare la sepsi sono: 1. Produzione di esotossine che agiscono come superantigeni (SA) 2. Componenti della parete batterica attivano le cellule del Sistema Immune (SI) I superantigeni sono proteine batteriche ad azione toxin-like che attivano le cellule T CD4+ senza presenza di Ag specifico, legandosi al T cell receptor e allMHC di classe II. Questo meccanismo di attivazione aspecifico stimola un incontrollato rilascio di citochine con danni cellulari irreversibili ed alterazioni nella risposta immunitaria. Il repertorio dei superantigeni stafilococcici e streptococcici (Sags) comprende rispettivamente 24 e 8 proteine. Le tossine pirogeniche dello Streptococcus pyogenes sono: classiche esotossine A e C e quelle recentemente identificate, G, H, I, J, SMEZe SSA. Le enterotossine stafilococciche di Staphylococcus aureus sono: le classiche A, B, C (e le loro varianti antigeniche), D, E, e quelle scoperte di recente G fino a Q; esfoliatina A e B. Inoltre alcuni ceppi producono la Toxic shock syndrome toxin-1 (TSST-1) che causa la sindrome dello shock tossico (TSS) (Joseph et al, 2003). Il superantigene lega molecole MHC di classe II sulle APC allesterno del solco legante il peptide. Viene riconosciuto da una faccia laterale della catena del TCR, che circonda una regione ipervariabile denominata HVR-4. Lattivazione mediata dai superantigeni delle cellule T dipendente dal MHC II e dal legame col TCR ma distinto dalla risposta

convenzionale Ag-specifica che richiede: processamento dellantigene, presentazione nel solco dellMHC II, e riconoscimento da parte della cellula T. Differenti superantigeni hanno distinte affinit per differenti molecole HLA, ad es, lenterotossina B (SEB) mostra differenti capacit di legame per HLA-DR>DQ>DP. Specifici superantigeni favoriscono anche interazioni con particolari famiglie V. Nel caso di una grande famiglia V, come i recettori V8 (il 20 % del repertorio murino delle cellule T), lattivazione con un appropriato superantigene pu influire su un enorme porzione del repertorio totale, di gran lunga pi grande di di quello coinvolto in una risposta peptidespecifica. La stimolazione dei superantigeni provoca il rilascio di citochine proinfiammatorie, incluse IL-1, TNF- , TNF- , e IFN- con rapida espansione delle cellule T seguita da delezione o energia sono divisi in 2 gruppi: superantigeni come la SEB che contiene un singolo sito di legame per lMHC-II e superantigeni pi potenti come SEA con un secondo, sito di legame MHC-II zinco-dipendente che permette un cross-linking tra molecole adiacenti MHC-II. Si legano pi rapidamente di quanto pensato alla superficie delle cellule B; gli zinco-ligandi rimangono sulla superficie delle cellule per almeno 40 h; quelli con un singolo sito di legame vengono in larga parte depleti dopo 4 h ma qualcuno rimane legato alla superficie per periodo maggiori, e una piccola parte di SEB viene internalizzata. SEA ed altri zinco-dipendenti, con il loro cross-linking si legano quasi irreversibilmente alla superficie delle cellule. Questa emivita cos prolungata contribuisce alla patologia di questo gruppo di SAgs in grado di formare cross-linking tra molecole MHC-II (Pless et al, 2005). Linteresse per queste sostanze, estremamente utili per lo studio del sistema immunitario, esploso in questi ultimi anni proprio in seguito alla scoperta che la sindrome da shock tossico mediata dai super antigeni; in particolare sono state individuate delle sequenze indicate come isole di patogenicit (SaPIbox) presenti nella SEC e nella TSST-1 che contribuiscono a modulare la risposta immunitaria (Fitzgerald J. R. et al. 2001). La scoperta di questa sindrome ha destato linteresse su queste esotossine, poich si trovato che tali molecole sono superantigeni, in grado di sviluppare intense risposte immunitarie di tipo policlonale, permettendo cos nuovi studi sul sistema immunitario e la creazione di vaccini contro le patologie da S. aureus. (Nilsson IM. et al, 1999). Inoltre lenterotossina B stata impiegata, in modelli murini, in combinazione con il complesso maggiore di istocompatibilit di classe II, e al CD (Cluster of Differentiation) 80 per limmunoterapia di metastasi avanzate in corso di carcinoma mammario (Pulasky BA. et al , 2000). MATERIALI E METODI Ci si avvale di modelli animali che hanno contribuito significativamente alla comprensione dei meccanismi dello shock tossico. La cavia molto meno sensibile agli effetti mediati dai superantigeni, rispetto alluomo a causa della pi bassa affinit di legame dei superantigeni allMHC II murino rispetto a quello umano. Perci si usano topi HLA di classe II transgenici. In questi esperimenti viene utilizzato il topo HLA-DR1 transgenico. Inoltre si utilizza come controllo il wild-type FVB/N oltre che il topo HLA-DR1 TCR / . Il topo HLA-DR1 transgenico stato ottenuto da quello FVB/N mediante inserzione dei geni HLADRAI*0101 e HLA-DRB1*0101. Per incrementare gli effetti delle tossine nel topo, si usa una "dose doppia" nella quale alte dosi di superantigeni sono somministrate 2 volte,

anche in cosomministrazione alla epatotossica D-galattosamina, farmaco che incrementa la sensibilit fino a 1000 volte attraverso un effetto sulla transcrizione a livello epatico. IL6, IL-12, TNF-, and IFN- si isolano con metodica ELISA. RISULTATI Elevati livelli di IL-10, IL-12, and IFN- sono associati a letalit mentre anticorpi anti-IFN- sono protettivi. La letalit dipende dalla presenza di cellule TCR perch il topo HLADR1 TCR / risulta protetto dallo shock tossico quando gli vengono somministrate 2 dosi di SEB. Le cellule TCR non giocano invece un ruolo significativo nella risposta alla SEB in vivo. La produzione di citochine in vivo dipendente dalle cellule TCR perch il topo HLA-DR1 TCR / ha livelli sierici pi bassi di IL-6, TNF- , e IFN- del topo HLA-DR1 TCR +/. Quando la D-galattosamina usata come agente sensibilizzante, i superantigeni possono indurre lo shock tossico in poche ore. Nel siero si osserva un elevati livello di TNF- , TNF-, IFN- , IL-2, IL-10, e IL-12. Lo shock tossico si sviluppa per lattivazione delle cellule T indotta dai superantigeni che porta ad un incontrollato rilascio di citochine Th1 che culmina in un danno tissutale al fegato che risulta fatale. Il rilascio di citochine bifasico con un rilascio precoce di IL-2, TNF-, e IL-6 seguito da un graduale incremento nel siero di IFN-, preceduto da un aumento di IL-12, dovuto allo sviluppo della risposta Th1. La morte concomitante ad elevati livelli sierici di IFN-. DISCUSSIONE Si pu desumere che lo shock tossico nel modello D-galattosamina sensibilizzato, non causato dallaccumulo di citochine Th1 indotta dai superantigeni. La somministrazione di anticorpi anti-citochine per rimuovere IL-2, IL-12, e IFN- non ha infatti effetto; mentre anticorpi contro IL-12 o IFN- non sono protettivi. Abs contro TNF- sono protettivi se somministrati appena dopo la SEB e la D-galattosamina. Leffetto protettivo del trattamento anti-TNF- associato ad inibizione delle citochine precoci TNF- e IL-6 nel topo HLA-DR1 ma non della tardiva esplosione di TNF- associata con laumento di IL-12 e IFN-. Quando la somministrazione di anticorpi anti-TNF- viene ritardata fino a dopo la risposta delle citochine precoci, non si osserva nessun effetto protettivo visto che solo il livello delle citochine tardive TNF- and IL-6 vengono sensibilmnte ridotto. Lesplosione della produzione delle citochine precoci responsabile della letalit nello shock tossico piuttosto che laumento tardivo delle citochine Th1. La letalit dipende probabilmente dal danno epatico indotto dal TNF- . CONCLUSIONI Usando come modello un topo transgenico, si dimostrato che la mortalit ed il livello sierico delle citochine nello shock tossico sono fortemente dipendenti dalla presenza delle cellule TCR. Laccumulo delle citochine Th1 prima della morte non un fattore decisivo nella letalit mentre questultima dipende fortemente dalla precoce esplosione del TNF- che origina da cellule T TCR- T spleniche BIBLIOGRAFIA Fitzgerald J.R,. Monday S.R., Foster T.J., Bohach, G.A., Hartigan P.J., Maeney W.J., Smyth, C.J. : Characterization of a putative pathogenicity island from bovine

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