Sei sulla pagina 1di 5

TRIBUNALE DI FIRENZE

SEZIONE MONOCRATICA
DOTT. ALESSANDRO NENCINI Giudice

Procedimento penale n. 535/04 R.G.


Udienza del 3 aprile 2008

Requisitoria del Pubblico Ministero dott. Gianni Tei


[Stralcio n. 4]

“QUESTA OPERA È STATA APPROVATA CON UNA LOGICA VECCHIA: SI FA QUELLO CHE SI DEVE
FARE E POI I COSTI CADRANNO SU CHI, SU CHISSÀ QUANDO, CHISSÀ PER QUANTO, NON CI
INTERESSANO: ANDIAMO AVANTI ED A DIRITTO COMUNQUE. [ ...] LE PERSONE OFFESE, LE PARTI
CIVILI OGGI, INSOMMA, NON SONO PATRIOTI, SONO DISFATTISTI. SONO QUA PERCHÉ SONO
DISFATTISTI. PERCHÉ SE SI SACRIFICASSERO PER IL PAESE, STAVANO A CASA LORO
TENENDOSI CIÒ CHE ERA SUCCESSO”.

A noi qui interessa solo e soltanto vedere come è stato realizzato ciò che è stato realizzato e se così si
poteva fare. E la nostra verifica è puntuale, doverosa.
[...] Già nel ’98 [...], 16 settembre ’98 ore 15.00, quindi dieci anni fa, si impattano le sorgenti di
Castelvecchio, che servono un acquedotto con un ristorante, famiglie, e quant’altro. È stato approvato un
progetto nel quale, per espressa testimonianza del presidente dell’Osservatorio Ambientale
Nazionale (OAN), Trezzini, nella riunione del 16.9.98 ore 15.00 presso il Comune di Firenzuola [...] per
l’impatto di Castelvecchio, alla presenza di Castellani, Belloni, Calcerano e Bertoldi per CAVET, Vallino per
Fiat Engineering ed arch. Biagi (1) per la Regione, risultava che:
- andava previsto l’accaduto e la previsione è risultata errata;
- andava fatto il monitoraggio che invece non era stato fatto (ed uno si potrebbe già ricordare
Micheli che l’aveva detto tre anni prima).
Inoltre Cavet, sempre per Trezzini e l’OAN:
- non avrebbe dovuto fare il rivestimento della galleria come se non fossero accadute le interferenze
accertate;
- doveva far prima i rimedi alternativi;
- doveva prendere atto del fallimento del modello matematico;
- doveva fornire in tempo reale i dati del monitoraggio e non dopo mesi.
Io direi un bel macigno, questo. 1998.
Quindi già dal 1998 per lo stesso Osservatorio Ambientale Nazionale (ma già dal 1995 per altri, come
ad esempio per Micheli) erano sul tavolo chiare e precise tutte le questioni in gioco.

Pertanto tutti i danni successivi a quella data sono semplicemente certi, accettati e, quindi, voluti.

[...] È interessante la progressione dei fatti, perché ci dà conto della consapevolezza, ci dà conto della
pervicacia, ci dà conto di tanti elementi per cui la storia ha il suo peso [...]. E quindi partiamo dal ’98.

LA CRONOLOGIA DELLA REALIZZAZIONE DELL’OPERA


Riportiamo per sintesi, in ordine cronologico, la successione degli eventi più significativi che si sono
verificati fino ad oggi nel corso dei lavori per la realizzazione della Ferrovia AV.

I lavori per la realizzazione dell’opera iniziarono nel 1996 con l’impianto dei cantieri.

GALLERIA RATICOSA
- Maggio 1998 (ante): viene realizzata la finestra Castelvecchio
- Maggio 1998: inizia lo scavo della galleria nel tratto dalla finestra Castelvecchio verso
nord
- Giugno 1998: inizia lo scavo della galleria nel tratto dalla finestra Castelvecchio verso
sud
- Estate 1998: si verifica il grave impatto sulla sorgente Castelvecchio, che alimentava
l’acquedotto della frazione
- Ottobre 2002: inizia lo scavo della galleria da alveo Diaterna verso Bologna, e si
conclude nel luglio 2004 con il ricongiungimento con il tratto scavato dalla finestra
Castelvecchio.

GALLERIA SCHEGGIANICO
- Maggio 1998: inizio dello scavo da finestra Brentana
- Marzo 1999: inizio dello scavo da finestra Brenzone
- Maggio 1999: termine dello scavo.

GALLERIA FIRENZUOLA
- Gennaio 1997: inizia lo scavo della finestra S. Giorgio
- Febbraio 1997: inizia lo scavo della finestra Rovigo
- Primavera 1997: primo impatto a carico della sorgente Ca’ di Sotto, in prossimità
dell’imbocco della finestra Rovigo
- Ottobre 1997: la quota della galleria di linea viene raggiunta da finestra S. Giorgio; lo
scavo procede verso Bologna e Firenze
- Dicembre 1997: la quota della galleria di linea viene raggiunta da finestra Rovigo; lo
scavo procede verso Firenze e Bologna
- Maggio 1998: inizia lo scavo da finestra Rovigo verso Firenze
- Giugno 1998: inizia lo scavo da finestra Rovigo verso Bologna
- Primavera 1998: si verifica un fenomeno di subsidenza in località “Il Grillo” presso S.
Giorgio (Comune di Borgo San Lorenzo); si rende necessaria l’esecuzione di un campo
pozzi per abbassare il livello della falda e consentire l’avanzamento; qualche giorno dopo si
verifica uno sprofondamento localizzato a circa 70 m a est dell’asse della galleria
- Marzo 1998: inizia lo scavo della finestra Marzano
- Maggio 1998: inizia lo scavo della finestra Osteto
- Luglio 1998: inizia lo scavo dall’ imbocco nord (Camerone di S. Pellegrino)
- 25 Aprile ’99: la sorgente Marzano è la prima ad essere impattata nella zona (primo
semestre 1999); il tratto verso nord provoca il primo forte e significativo impatto a carico
della galleria Firenzuola. Il giorno 25/4/99 nel corso del realizzazione della finestra S.
Giorgio, durante una sosta delle operazioni di scavo del fronte, a circa 2 m dalla base del
fronte di scavo, in prossimità del piedritto destro, si manifestava una concentrata e
consistente venuta di acqua torbida e sabbia, con una portata stimata intorno ai 50 l/sec
- Luglio 1999: lo scavo della finestra Osteto viene interrotto per l’intercettazione di una
cospicua venuta d’acqua; i lavori vengono sospesi
- Ottobre 1999: terminata la difficoltosa realizzazione della finestra Marzano, iniziano gli
scavi dei tratti di galleria da Marzano verso sud e da Marzano verso nord
- Ottobre 1999 - Marzo 2000: si verificano ulteriori impatti significativi tra i quali Casa
d’Erci (alla progressiva 54+112) che approvvigionava l’acquedotto Luco-Grezzano;
fenomeni di subsidenza e apertura di crateri in loc. “S. Giorgio” per il rilascio di 120 m/c di
materiale alla progressiva 56+960
- Agosto 2000: viene impattata anche l’importante sorgente “La Rocca”, captata da
tempo per l’acquedotto di Scarperia
- Agosto 2000: il torrente Veccione inizia a presentare i primi segnali di diminuzione di
portata
- Estate 2000: grave impatto progressivo sulla sorgente Frassineta
- Maggio-Giugno 2001: esaurimento completo della sorgente Frassineta con venute di
200 l/s in galleria alla progressiva 53+826
- Tarda primavera 2001: il torrente Rampolli fa registrare una significativa perdita di
portata a valle delle sorgenti Capannone
- Luglio 2001: impatto sulla sorgente Badia di Moscheta 2
- Estate 2001: esaurimento delle sorgenti “I Guazzini” e “Alicelle-Largignana”
- Novembre 2001: riprende la realizzazione della finestra Osteto secondo un nuovo
tracciato che evita l’intercettazione della venuta d’acqua
- Dicembre 2001: impatto sulla sorgente Badia di Moscheta
- Giugno 2002: una ulteriore grave intercettazione si verifica con l’approssimarsi della
progressiva 53+275: la portata in galleria passa da 130 litri/secondo del maggio 2002 ai
207 litri/secondo di giugno, ai 345 di luglio per poi toccare il massimo assoluto in agosto,
quando arriva a toccare i 390 litri/secondo
- Maggio 2003: la sorgente sulfurea in località “Madonna dei Tre Fiumi” risulta esaurita
- Maggio 2005: aggravamento impatto fosso Fiorentino (Luco)
GALLERIA VAGLIA
- Primavera 1997: inizio dello scavo della finestra Carlone
- Giugno 1997: primi impatti sui pozzi Carlone 1 e Carlone 2
- Marzo 1998: termine della finestra Carlone e inizio dello scavo della galleria da
imbocco nord (Casaccia – S. Piero a Sieve) verso Firenze; inizio dello scavo della galleria
da finestra Carlone verso Firenze
- Maggio 1998: inizio dello scavo della galleria da finestra Carlone verso Bologna
- Primavera-estate 1999: impatti a carico delle sorgenti Pozza, Case Frilli e Mozzete
nella zona di Tagliaferro (Comune di San Piero a Sieve); risultano perdite totali di deflusso
a carico del torrente Cardetole
- Agosto 2000: inizio dello scavo del cunicolo di servizio da Sesto Fiorentino
- Dicembre 2000: impatto sulla sorgente Ginori a Sesto Fiorentino
- Febbraio 2001: impatto sulla sorgente Fontemezzina a Sesto Fiorentino
- Febbraio 2001: alla presenza del Presidente Ciampi viene abbattuto il diaframma che
separava le due direzioni di scavo; è così realizzato il primo tratto della galleria Vaglia,
dall’imbocco nord al Carlone

21 Ottobre 2005: è stato abbattuto l’ultimo diaframma di roccia nella galleria di Vaglia e
pertanto lo scavo delle gallerie dell’intera tratta Firenze-Bologna è stato ultimato.

I PRIMI DANNI

Vediamo [...] in dettaglio i primi casi di danno.


Particolare rilievo assumono le essiccazioni delle sorgenti di Bisignano e Castelvecchio, risalenti addirittura
al maggio-giugno ’98. Sono significative perché da esse l'Osservatorio Ambientale nazionale istituito presso
il Ministero dell'Ambiente ribadisce il dato già acquisito dal Trezzini nel 1998. Infatti nel documento
“Interferenze idrogeologiche causate dallo scavo delle gallerie: valutazioni e prescrizioni dell'Osservatorio
Ambientale”, del 2.8.'00, si riporta che “... il modello matematico utilizzato da CAVET (2) fino all'aprile
2000 per la previsione degli impatti, si è dimostrato non affidabile alla verifica sul campo (il primo
caso è stato quello della sorgente di Castelvecchio, impattata nonostante fosse ben al di fuori della
fascia d'influenza ipotizzata)”.

Vediamo dunque come gli imputati hanno reagito al fallimento delle loro “non-previsioni”.
Hanno risposto nel peggiore dei modi, ovvero con la fuga dalle loro responsabilità. Cioè con la
negazione dell’evento, come fa l’ing. Silva (3) nella nota del 27.1.’99 relativamente all’acquedotto di
Castelvecchio e Visignano [...]. Dicendo che non era vero che avevano seccato le sorgenti. Che i
monitoraggi (poi vedremo quali), a dispetto dei residenti che dicevano di essere senz’acqua, dicevano che
l’acqua c’era ancora (e pare essere ancora una delle tesi difensive). Che le sorgenti ancora buttavano.
Comunque se c’era una diminuzione della portata era colpa della siccità (tema anche questo ricorrente
questo, da cui si dovrebbe desumere che il Mugello, dal 1998 ad oggi, è stato interessato da una
unica perdurante siccità iniziata contestualmente con i lavori Cavet e pare destinata a non
interrompersi mai più).
Quindi si nega l’evento, si negano le responsabilità, e passa una logica - vogliamo dire ideologica? - di
andare avanti comunque: nel non fornire informazioni, nel non procedere ad una sospensione
lavori, nel non fermarsi per un ripensamento generale.
Solo, di riserva, si gioca la carta della transitorietà dell’impatto, come fanno l’ing. Calcerano e Belloni
nella riunione presso il Comune di Firenzuola il 16.9.98, laddove affermano senza pudore che tra cinque
anni (chissà poi perché cinque, e non tre o sei) la sorgente avrebbe ripreso a buttare. Dal che il sindaco
Mascherini, relativamente preveggente, ma soprattutto ironico, risponde secco “Mettiamolo a verbale” [...].
Se lo ricorda anche Micheli.
Teste Micheli Luigi: Salvo in quella occasione prima, appunto, in quella occasione di
Castelvecchio, dell'essiccamento delle sorgenti, dove mi chiamò Biagi per...
Pubblico Ministero: Senta una cosa, e visto che lei era presente, non si ricorda mica se era
presente qualcuno di Tav, di Cavet, oppure...
Teste Micheli Luigi: Sì, sì, c'erano due tecnici, sicuramente. Ora non ricordo assolutamente il
nome. Mi sembra fosse un ingegnere e un geologo, qualcosa... che riproposero un modello, così,
di nuovo il modello matematico in quella sede di discussione. Credo, credo, ma non sono sicuro
purtroppo, che sarebbe stato un impatto temporaneo. Poi non le ho più viste queste persone.
Si è visto come è andata a finire.
Quindi CAVET si nega anche a provvedere alle opere di mitigazione. Neppure se richiesti ed
obbligati dagli eventi. Sempre nella nota citata dell’ing. Silva, da parte di Cavet si respinge ogni accollo
per il nuovo acquedotto di Castelvecchio.
Si va dunque avanti con l’arroganza e nel farsi forti di mettere tutti di fronte ad un fatto compiuto e
poi si vedrà.

L’EVENTO
I DANNI MATERIALI

E con questa logica, con questo modo di fare, di danni se ne fanno. Si continuano a fare.
I danni agli equilibri idrogeologici, alle risorse ambientali e alle attività economiche dei territori interessati
dalla cantierizzazione TAV per il cosiddetto "quadruplicamento veloce" della tratta ferroviaria Bologna-
Firenze nel Mugello e nell'Alto Mugello risultano ampiamente documentati nell'ambito delle attività di
sopralluogo, monitoraggio e controllo svolte dall'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della
Toscana (ARPAT), dall'Azienda Sanitaria Locale, dall'Osservatorio Ambientale nazionale istituito presso il
Ministero dell'Ambiente sulla cantierizzazione della tratta TAV Bologna-Firenze, dall’OAL, dalle persone
offese escusse, dalle associazioni ambientaliste, dai comitati spontanei, dalle Polizie Municipali locali, dalle
consulenze tecniche in atti e, fatto di particolare pregnanza, anche da quelle redatte dai ct nominati dalla
difesa e redatte per conto di Cavet.
Tutti danni concreti e materiali. Questi sì, però. dovuti ad una “ideologia”.
L’ideologia che al “progresso” si debba pagare “dazio”. Peccato sia un “dazio” che deve essere
pagato dal singolo cittadino e dalla collettività solo per la superficialità di chi dovrebbe invece
tutelare cittadini ed ambiente.
Che sia un’ideologia lo si apprezza dai colloqui tra l’imputato dr. Guagnozzi ed il dr. Bechelli (4),
responsabile TAV. Il dr. Guagnozzi ed il dr. Bechelli nel corso delle telefonate intercettate bollavano l’attività
dei pubblici ministeri, ed in particolare la “questione delle gallerie”, come “ideologica” [...]. Allora siccome
Bechelli abbiamo avuto la fortuna, per modo di dire, di averlo qua, io gli domando: “L’ideologia ce la
spiega?”. Glissa. Il dottor Bechelli però, laureato in filosofia, di ideologie se ne intende, tant’è vero che non si
esime dall’andare all’Università a fare lezioni, raccapriccianti. Abbiamo agli atti la trascrizione della lezione
tenuta agli studenti del corso di Politica Economica del Turismo. Uno se la sente e dice: ma in che mondo
siamo! Dichiarazioni che fanno accapponare la pelle. Affermazioni che si caratterizzano per il basso livello di
consapevolezza, di rispetto istituzionale, di responsabilità di quello che si è, del ruolo di rilievo che si ricopre.
Il dr. Bechelli lamenta infatti che i problemi che hanno incontrato nella realizzazione della Firenze-
Bologna sono dovuti al fatto che “nessuno oggi si sacrifica per il paese”.
Affermazione quantomeno improvvida. Cioè, secoli di evoluzione degli istituti giuridici e delle forme di
governo per creare uno stato di diritto, diritti, doveri, ed il Bechelli svilisce il tutto sostenendo che nessuno è
più disposto a dire “Mi sacrifico per il paese”. Non si capisce di cosa parli. E il principio di legalità? Ovvero
il principio per il quale la pubblica amministrazione può avvalersi, sì, di poteri di supremazia, ma
solo nell’ambito del rispetto della legge, che fine ha fatto? Cioè, domani arriva la terza corsia
d’autostrada e mi sfracella il giardino, e non mi sacrifico per il Paese? Forse si ritiene ancora che nei rapporti
con lo Stato il cittadino assuma la qualifica di suddito? [...] Il signor Bechelli, ora manager TAV [...], è stato
prima consigliere amministrazione dell’ATAF (5), sindaco di un Comune. Sindaco di un Comune. Però forse
era al passo coi tempi lui, ed ha un’ideologia moderna. E non so se lo sa, ma glielo spieghiamo, glielo
raccontiamo, perché lui applica un principio dell’economia moderna, oggetto degli studi di diritti
amministrativo. Lui applica le cosiddette “esternalità negative”. Ce le ricordiamo, le abbiamo accennate.
Non sono idee mie: ci mancherebbe che portassi un’idea mia che fosse una in questo processo. È un
concetto giuridico-economico. Su questo sono costretto a fare una miserrima lezioncina, ma ha cominciato
Bechelli ad andare dagli studenti. Le esternalità negative in generale si verificano quando l’azione di un
soggetto causa delle conseguenze positive o negative nella sfera di altri soggetti, senza che a
questo corrisponda una compensazione in termini monetari, ovvero venga pagato un prezzo definito
attraverso una libera contrattazione di mercato. L’esternalità è quindi l’effetto di una transazione fra
due parti, questo ci interessa, che ricade verso una terza persona (soggetto esterno), che però non
ha avuto alcun ruolo decisionale nella trattazione stessa, cioè la subisce. Esempio classico di
esternalità negativa, proprio di scuola, sono le condotte di chi inquina.
Ed infatti gli economisti ed i giuristi hanno da tempo individuato come per una corretta ed equa
allocazione delle risorse economiche sia fondamentale per lo Stato l’esigenza di correggere gli effetti
esterni, non solo per considerazioni di “equità” (del tipo “non è giusto che chi inquina non sopporti un
costo per i danni provocati”, il che richiede solo un’etica, una morale che lo Stato deve perseguire, ma che a
noi non interessa), ma anche e proprio per salvaguardare l’efficienza economica. In altre parole,
l’esigenza, il fondamento giustificativo di un intervento pubblico correttivo nei vari settori del mercato, a
correzione di eventuali distorsioni nel mercato stesso, deriva da considerazioni di efficienza economica.
Questa è la definizione del concetto di esternalità negative. [...] Chi vuole l’efficienza economica, chi vuole
stare nel mercato, deve annientare le esternalità negative, non può aspettarsi che altri portino il sacrificio,
supportino i costi per un’attività di cui lui è responsabile.
Quindi, non si sa di che cosa si parla. E questo, non perché il Pubblico Ministero si sveglia ed è nervoso, ma
perché c’è un intervento pubblico correttivo nei vari settori del mercato a correzione di eventuali distorsioni
per considerazioni di efficienza economica.
Ed allora ci ricorderemo che abbiamo detto di uno Stato moderno. Se uno Stato moderno deve essere
efficiente, efficace, ma rispettoso anche dei diritti dei cittadini, quindi democratico e trasparente, è
compito dello Stato e di ognuno di noi eliminare queste esternalità per conseguire una migliore
allocazione.
Quindi, andiamo un pochino sul brutale. Quindi, il vetero-ambientalismo non c’entra niente.
Questo per dire che stiamo parlando di teorie economiche e di diritto attuali.
Ed è successo questo nel nostro caso? No. È successo proprio l’opposto.
E’ una logica vecchia. Questa opera è stata approvata con una logica vecchia: si fa quello che si deve
fare e poi i costi cadranno su chi, su chissà quando, chissà per quanto, non ci interessano: andiamo
avanti ed a diritto comunque. Ed infatti il dottor Bechelli cerca di creare un alibi ideologico al perché sia
giusto scaricare sui cittadini gli effetti negativi delle scelte fatte da altri predeterminati soggetti, tipo Cavet,
Tav, Regione, Ministero, senza che questi debbano assumersene la responsabilità e subirne le dovute e
necessarie conseguenze. E’ quello del “sacrificarsi per il Paese”. Alibi scarso, in verità. E comunque la dice
lunga sul rispetto che si è riservato e si è inteso riconoscere ai diritti dei cittadini, visto che li si accusa di non
volersi “sacrificare per il paese”. Insomma, per il Bechelli io direi che le persone offese, le parti civili
oggi, insomma, non sono patrioti, sono disfattisti. Sono qua perché sono disfattisti. Perché se si
sacrificassero per il Paese, stavano a casa loro tenendosi ciò che era successo.

(1) L’arch. Gianni Biagi è stato, dal 1994 al 1999, dirigente presso il Dipartimento Trasporti della Regione
Toscana, e ha firmato in qualità di responsabile del Servizio Infrastrutture della Regione Toscana la
deliberazione di approvazione del progetto esecutivo TAV Firenze-Bologna (Deliberazione N. 03884 del
24/07/1995). Fino al 2000 è stato anche rappresentante della Regione Toscana nell’Osservatorio
Ambientale Nazionale sulla tratta TAV Bologna-Firenze. Dal 1 luglio del ’99 è assessore all’Urbanistica
(DS) del Comune di Firenze.
(2) CAVET è acronimo di Consorzio Alta Velocità Emilia Toscana, e raggruppa Impregilo S.p.A., CMC-
Cooperativa Muratori e Cementisti, FIAT Engineering S.p.A., CRPL-Consorzio Ravennate di Produzione
e Lavoro.
(3) L’ing. Carlo Silva è stato Direttore Generale del Consorzio CAVET dal ’98 fino al 28/9/2001, e
successivamente consigliere delegato del Consorzio CAVET.
(4) Il dr. Gianni Bechelli, dirigente d’azienda, responsabile della TAV SpA di Firenze, è stato sindaco PCI-
PDS del Comune di Scandicci (FI) dal 1990 al 1995.
(5) ATAF è oggi acronimo di “Azienda Trasporti dell'Area Fiorentina”, società per azioni dall'inizio del
2001, che gestisce il trasporto pubblico locale a Firenze ed in parte della sua provincia.

Associazione di volontariato Idra


iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio
ambientale e culturale
e-mail idrafir@tin.it web http://associazioni.comune.fi.it/idra/inizio.html

Interessi correlati