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Stress e depressione

Scritto da Administrator Luned 13 Giugno 2011 14:09 -

Esistono numerose prove che dimostrano la presenza di alterazioni chimiche cerebrali nelle persone depresse. Innanzitutto la maggior parte dei farmaci che riducono la depressione accrescono la quantit di messaggi inviati da neurotrasmettitori quali la dopamina, la serotonina e la noradrenalina. Alcuni studi dimostrano che altri neurotrasmettitori possono essere coinvolti, ad esempio la Sostanza P, che contribuisce alla percezione del dolore svolgendo un ruolo principale nell'attivare i percorsi del midollo spinale; sembra che alcuni farmaci che bloccano l'azione della Sostanza P possono fungere da antidepressivi e questo significherebbe che la depressione sia una sorta di dolore psichico.

La depressione si manifesta quando la corteccia cerebrale fa un pensiero negativo astratto e riesce a convincere il resto del cervello che reale come uno stressor fisico. In questa visione, le persone con una depressione cronica sono quelle in cui la corteccia cerebrale attiva sempre pensieri tristi che si trasmettono al resto del cervello. In questo meccanismo coinvolta soprattutto la corteccia cingolata anteriore che tende ad attivarsi maggiormente negli stati di riposo, paura e stress.

Le persone inclini alla depressione tendono a sperimentare stressor a un ritmo pi alto del normale, un aspetto che si riscontra anche se le si confronta con individui che soffrono di altri problemi psichiatrici o problemi di salute. Molti di questi sembrano essersi sviluppati intorno ad una mancanza di sostegno sociale e questo porta all'instaurarsi di un circolo vizioso, perch se la persona interpreta le interazioni sociali come segno di rifiuto, e vi risponde come se fosse effettivamente rifiutata, aumentano le possibilit che sia isolata veramente confermando la

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Stress e depressione
Scritto da Administrator Luned 13 Giugno 2011 14:09 -

sensazione iniziale. A volte l'interazione tra stress e depressione procede anche nella direzione inversa. Spesso lo stress la causa solo dei primi episodi depressivi, dopodich si cronicizza. Di rado i geni portano all'inevitabilit, soprattutto quando si parla di cervello e di comportamento: essi implicano pi che altro vulnerabilit e predisposizioni. I geni accrescono il rischio di depressione solo quando l'individuo cresciuto in ambienti particolarmente stressanti. A questo punto cominciano a modificarsi anche i livelli di glicocorticoidi.

Un sottotipo di depressione, la depressione atipica, caratterizzata principalmente da spossatezza fisica, presente livelli normali di glicocorticoidi, anzi spesso pi bassi del normale. Tuttavia la risposta pi comune della depressione riguarda una risposta allo stress iperattiva con livelli elevati di glicocorticoidi e ci sembra dipendere da un eccesso di segnale di stress inviato al cervello. Nei depressi la regolazione di queste sostanze non va a buon fine: le concentrazioni di glicocorticoidi circolanti che dovrebbero bloccare il sistema non lo fanno, in quanto il cervello non avverte il segnale di feedback. Tali livelli elevati di glicocorticoidi pare abbiano anche altre conseguenze: possono avere un ruolo nel fatto che i pazienti depressi sono leggermente immunosoppressi e pi inclini all'osteoporosi. Inoltre una depressione prolungata aumenta il rischio di cardiopatie e il consumo di alcol e nicotina. Pi lunga la depressione, maggiori sono l'atrofia cerebrale e i problemi di memoria, che sembra essere legata ad una perdita di cellule della corteccia cerebrale e ad una perdita conseguente di volume. In questo scenario gli antidepressivi agiscono normalizzando i livelli di glicocorticoidi, perci normalizzando la chimica cerebrale.

Alcune scoperte suggeriscono che una depressione maggiore pu essere il risultato di lezioni particolarmente gravi d'incontrollabilit per chi gi vulnerabile. Se soggetti ad una quantit sufficiente di stress incontrollabile, s'impara a diventare impotenti: si perde la motivazione per reagire perch si presuppone sempre il peggio. Manca la chiarezza cognitiva per percepire quando le cose in realt stanno andando bene e si prova una carenza di piacere in tutto.

Riferimenti bibliografici:

-Rispoli L. Esperienze di Base e Sviluppo del S- Levolutiva nella Psicoterapia Funzionale, Franco Angeli, 2004.

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-Sapolsky R. M. "Perch alle zebre non viene l'ulcera? La pi istruttiva e divertente guida allo stress e alle malattie che produce. Con tutte le soluzioni per vincerlo", Orme Editori, 2004.

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