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Introduzione

Questo piccolo contributo vuole offrire una chiave di lettura ai difficili momenti che le persone comuni stanno vivendo a causa della crisi economica che immancabilmente si ripercuote nei rapporti familiari e nella comunit sociale. Il conoscere le regole del gioco economico, volutamente spiegate con un linguaggio semplice ed accessibile anche ai non addetti ai lavori, porta a inquadrare bene il problema e anche a dare delle soluzioni in cui si abbandoni questa corsa spasmodica al profitto e si ritorni alla semplicit ed al buon senso che vede leconomia ed il denaro come semplici strumenti per il ben-essere del genere umano. Ovviamente la brevit della trattazione non consente i necessari approfondimenti che ognuno potr fare per conto proprio, ma offre degli interessanti spunti di riflessione e esempi pratici di come la comunit pu riscoprire se stessa e affrontare meglio questi non facili momenti attraverso la solidariet reciproca. Tutto quello che leggerete il frutto di studi di Pierluigi Paoletti che dal 2002 offre su Centrofondi.it delle letture semplici per decodificare i meccanismi economici e le ripercussioni sulla nostra vita quotidiana e del mondo di Arcipelago SCEC che, grazie al contributo e alla professionalit di molte persone sta cercando di ri-costruire le nostre comunit locali mettendole in rete fra di loro.

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Testi a cura di Con i contributi di

Pierluigi Paoletti (Autore) S.E. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, e presidente nazionale del comitato scientifico di ArcipelagoSCEC Massimo Marinelli - Antroposofo, biologo, chimico, psicologo Danilo Casertano - conferenziere e maestro del metodo Waldorf Steiner Francesca Calzetta Omnigraf Sas Grafica E Stampa V. Iv Novembre, 13 - 33016 Pontebba (UD)

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Contributo di SE Domenico Graziani Arcivescovo di Crotone presidente del comitato scientifico di Arcipelago SCEC
Ho letto con vivo interesse lo scritto del dr Pierluigi Paoletti Leconomia per luomo: istruzioni per luso, che, nel momento storico che stiamo vivendo, tenta di dare un contributo per la soluzione dei gravi problemi che affliggono le societ occidentali e la nostra Italia in particolare. Come tutti sanno uno dei problemi pi gravi al quale non si riesce a trovare una soluzione, quello del debito. Tutto il nostro vivere basato sul consumo ed evidente che, in assenza di risorse attuali, si impegnano quelle future. Per questo motivo mentre il debito privato nazionale relativamente contenuto, quello pubblico, legato ad una concezione assistenzialista pi che solidaristica, enorme ed praticamente inestinguibile in quanto il sistema Italia come tale non dispone di 1921 miliardi di euro liquidi per poter saldare il conto. Nel suo discorso il dr Paoletti mette ben in risalto le cause diverse che hanno determinato il problema e non pretende di dare la soluzione, si limita a proporre dei mezzi per utilizzare al meglio le risorse locali che il modello globale ha letteralmente sbattuto fuori dal circuito economico con una spietata politica dei prezzi che scontano conclamate posizioni monopolistiche. Far ripartire leconomia locale, il piccolo artigianato, lagricoltura a chilometro zero permette di distribuire liquidit, cio risorse al nostro contesto esistenziale attivando attivit che diversamente sarebbero de localizzate seguendo i dettami delle logiche economiche speculative. Non semplice, la soluzione proposta, Scec ed Emporio, pu radicarsi nella nostra realt solo se c unadesione intelligente da parte delle categorie produttive e dei servizi oltre ad una partecipazione attiva dei giovani che si avviano al mondo del lavoro. Il tutto rientra in una logica solidaristica, certo, ma anche economica in senso stretto, che mira a contenere i prezzi dei prodotti senza comprimere il giusto guadagno del produttore, che solo a queste condizioni manterr la sua attivit. In un contesto di economia assistita come stata quella meridionale, la soluzione proposta si pone su un livello di dignit e ricchezza umana perch permette allindividuo come tale una possibile valorizzazione in assenza di ogni condizionamento di tipo politico o sindacale. E la riscoperta dellarte di badare a se stessi che elimina alla radice ogni tipo di mediazione speculativa, che la colpevole, complice la classe politica mondiale, dellincertezza che affligge il mondo globalizzato e la nostra nazione. In attesa che il sistema globale possa trovare una quadra, magari con un depotenziamento del monetarismo e qualche salutare fallimento, chi ha fiducia nelluomo non pu stare con le mani in mano ma deve proporsi sul piano delle soluzioni. Quella avanzata dal dr Paoletti non la Soluzione per il Mondo Globalizzato, ma pu esserlo per il nostro contesto locale. Crotone 28 Settembre 2011 - Domenico Graziani, arcivescovo

La scienza dello spirito di Rudolf Steiner ci aiuta a comprendere l'assolutismo dell'economia e della finanza sui valori universali dell'uomo
Quando sulla scena nazionale appare uniniziativa sociale come ArcipelagoSCEC ,non possiamo che rallegrarci, perch la speranza di un mondo migliore esiste nei cuori e nelle opere di quegli uomini ispirati, come Pierluigi Paoletti, che hanno posto la propria esistenza al servizio di un progetto di trasformazione di una societ decadente, che necessita di concrete spinte innovative. Luomo,nel periodo che stiamo vivendo,somiglia sempre pi ad una belva tecnologica,avida di denaro,sesso e potere,che al prodotto finale della creazione divina. Leconomia e la finanza dominano incontrastati su tutte le attivit umane, inglobando ed annientando attivit spirituali, artistiche e di libero pensiero, e condizionando fortemente le attivit della comunicazione, delle scienze e della politica. Tutto diventato un unico mercato, un grande Luna Park di divertimenti dove manca il protagonista : luomo. Per contro inizia a serpeggiare la povert,i disordini, la rabbia di individui impotenti che si vedono negato il presente ed il futuro. Ma perch? Per rispondere,ci avvaliamo del pensiero di Rudolf Steiner, filosofo chiaroveggente vissuto a cavallo del diciannovesimo e ventesimo secolo, fondatore dellAntroposofia o Scienza dello Spirito e di molteplici discipline ad essa collegate. Luomo un essere tripartito in corpo, anima e spirito ma anche nel pensiero,sentimento, volont. Il pensiero regola tutte le attivit decisionali ed ha sede ( ma non nasce in questa sede) nel cervello. Il sentimento vive nel cuore e comprende anche lattivit respiratoria. La volont vige nella sfera della riproduzione e negli arti. Un disequilibrio nelle tre sfere porta alla malattia. La Tripartizione sociale suddivide gli organismi sociali in tre distinte parti : la sfera economica, quella giuridica-politica e quella culturale-spirituale. Le tre sfere devono essere indipendenti, pena linterferenza di una sfera sulle altre, con conseguente degenerazione del sistema, fino al collasso dello stesso. Guardiamo invece la situazione attuale. La sfera economica domina incontrastata, corrompendo palesemente le attivit giuridiche e politiche, rendendo gli Stati sottomessi allegemonia economica. La sfera culturale stata ridotta ad un bordello dove il mercato dei sensi sostituisce i valori umani di verit, amore, pace, rettitudine e non violenza. Le capacit decisionali,

apparentemente democratiche ed attribuite al popolo, vengono prese in stanze segrete che fanno sempre capo a ragioni economiche. Tutto un proliferare di lobbies, che fanno esclusivamente i propri interessi economici e di potere. Lo Stato come nazione latitante, suddito di realt sovranazionali, create appositamente per interessi economici non rintracciabili. Banche e multinazionali, con la complicit dei media, gestiscono le transazioni economiche di tutte le attivit umane. Luomo, senza saperlo, diventato uno schiavo moderno. Ma perch? Steiner, dallalto della sua veggenza, ha indicato il tipo di entit spirituali che agiscono sulluomo: luciferica, che tende ai mondi spirituali senza compromissione con la Terra ; arimanica, legata alla sfera materiale; cristica, legata alla compassione, solidariet e fratellanza. Luomo deve essere centrato sulla sfera cristica, cio sul cuore, ed utilizzare la sfera superiore rapportata a quella inferiore. Luomo moderno totalmente fuori baricentro. Utilizza la sfera luciferica per attivit ludiche del pensiero, incluse fantasie di ogni tipo, e la sfera arimanica esclusivamente per i propri piaceri, dimenticando completamente la sfera cristica, quella del cuore e dellamore ( non il sesso). Steiner previde che in questo periodo si sarebbe incarnato arimane, il dio della materialit,e luomo sarebbe stato a lui sottomesso: la finanza avrebbe preso il posto delleconomia, macchine senza anima avrebbero preso lintero potere , medicine che anzich curare avrebbero fatto ammalare, depravazioni della sessualit avrebbero sostituito lamore, la famiglia sarebbe crollata e altro ancora. Non erano le previsioni di un isterico ma le conseguenze di un umanit prostrata ai piedi del dio arimane. Ma lumanit non ne consapevole e per questo soggiace alle voglie di un dio, o, se volete, di una forza naturale malefica, che sta portando la Terra sul baratro dellabisso. Arimane si incarna perfettamente nellEconomia e quando la finanza prende possesso sulleconomia, allora lorganismo sociale compromesso e si avvia verso la sua autodistruzione Qual la soluzione? Tornare allenergia cristica, quella del cuore e della solidariet. Esiste un piano divino che vede la pi grande lotta tra il bene ed il male in questi tempi. Lesito scontato ma la partita ancora tutta da giocare. Nascer una nuova societ ed una nuova economia. Il sentiero di ArcipelagoSCEC un sentiero di Solidariet. Per questo noi ci crediamo. Massimo Marinelli - Antroposofo, biologo, chimico, psicologo

ARCIPELAGO SCEC e COMMUNITY SCHOOL sono proposte concrete per il risveglio del potenziale creativo ed economico delle comunit
Lincontro con Pierluigi Paoletti per il progetto Community School e per me personalmente stato un regalo da parte della vita e la venuta di un fratello con cui quotidianamente lavoro fianco a fianco nella realizzazione di un sogno, di un ideale: Essere Uomini Liberi. Chi opera nel campo educativo e culturale vive sempre una grande frustrazione nei confronti del denaro e si relaziona troppo spesso con la sfera economica con atteggiamenti di superiorit, di superficialit oppure di sudditanza. La presunzione dello spirito e larroganza della materia si sono pi volte scontrati nelle relazioni personali ma a livello sociale si sono sempre alleati per sottrarre allUomo il bene pi prezioso: la Libert. Questo pu accadere solo perch la realt viene percepita unilateralmente e manca la percezione delle comunit come organismi viventi. La Community School la comunit che educa. La comunit che prende coscienza delle sue risorse culturali, artistiche, artigianali, sociali, terapeutiche ed economiche mettendole a disposizione dei bambini e ragazzi per poterli educare liberi dai condizionamenti storici e da quelli dettati dalla grande crisi economica e morale. La Community School e le iniziative portate avanti da Paoletti e Arcipelago SCEC hanno la caratteristica di mettere al centro lUomo e di nutrire nei confronti degli individui e della collettivit unenorme fiducia. Abbiamo bisogno di progetti che facciano emergere la fratellanza in campo economico allontanandoci dalla giungla del mercato che riduce lessere umano ad homo homini lupus degradandolo e condannandolo ad una bestialit feroce. Paoletti pur trattando del denaro non rinuncia mai allumanit agendo per mettere ordine nel caos della situazione economica. Il denaro come servo e non pi come padrone, il denaro come mezzo di scambio e non come fine ultimo di ogni attivit. Animato da questi pensieri Paoletti riuscito a trovare gli strumenti per contribuire al capolavoro ancora in costruzione che lUomo. Noi crediamo che educare significhi tirar fuori i talenti dai bambini e dai ragazzi e troviamo assolutamente straordinario che i talenti fossero in passato una vera e propria moneta di altissimo valore. grazie alla parabola di Ges che la parola talento assumer anche il significato di capacit, di abilit portando il messaggio che non mettere a frutto i propri talenti profondamente sbagliato. Credere alla moltiplicazione, allabbondanza, alle potenzialit delluomo attraverso la messa in campo della solidariet un atto spregiudicato ma ci che ogni giorno la madre terra ci dona. Da un chicco nascono molte spighe, da piccoli semi nascono maestosi alberi. Lopera di Arcipelago SCEC una ghianda, che per quanto piccola possa essere al suo inizio ha in s la forza della quercia. Esistono cammini di conoscenza che portano alla scoperta dellIo, senza dubbio Paoletti ci ricorda lesistenza del sentiero dellAmore che quello che conduce dallIo al Noi. Gli saremo sempre accanto perch chi sogna lo stesso sogno non mai solo. Danilo Casertano - www.associazionemanes.org

Indice Generale
Introduzione Lo stato delle cose Il debito infinito La disgregazione economica Le sovranit perdute - La Sovranit Monetaria - La Sovranit Politica - La Sovranit Territoriale - La Sovranit alimentare - La Sovranit della salute Sradicare le dipendenze p. 1 p. 3 p. 4 p. 6 p. 8 p. 8 p. 9 p. 9 p. 10 p. 10 p. 10

Ricostruire leconomia locale come necessit Costruire un nuovo modello Cultura alimentare Cultura imprenditoriale Il progetto Empori e Botteghe Gli altri progetti Conclusioni Appendice con gli articoli richiamati nelle note: Riprendersi lanima Microcredito: ora i poveri si ribellano In India il microcredito diventa For Profit Gli usi civici La festa del grano Senatore Cappelli Da Crotone una nuova volont di rilancio dello sviluppo locale

p. 12 p. 13 p. 17 p. 18 p. 19 p. 21 p. 22 p. 25 p. 29 p. 31 p. 34 p. 36 p. 37 p. 38

Lo stato delle cose


Vi mai capitato di sentirvi inadeguati in questo sistema? Di dover ad esempio tenere comportamenti che contrastano con il vostro essere? comportamenti a cui difficilissimo opporsi perch c una forza invisibile che ve lo impone? E quando magari trovate la forza per ribellarvi automaticamente vi trovate ai margini della societ perch siete una minoranza? Spesso avete dato la colpa a voi stessi e ai vostri simili accusandoli di essere egoisti ed insensibili e forse la cosa anche vera, ma ignoravate che c un qualcosa che agisce di nascosto, che divide ed esaspera certi comportamenti negativi dellessere umano. Un qualcosa che rende le persone aggressive e lavora sulle parti oscure del loro essere rendendo sempre pi difficili i rapporti sociali e dando ragione ad Hobbes che vedeva luomo come essere egoistico e incline alla sopraffazione per garantirsi la sopravvivenza e che noto ai pi per la celebre frase homo homini lupus. Quel qualcosa lincubo della perenne scarsit che permea sottilmente la nostra vita e che condiziona pesantemente ogni nostra azione durante tutta la nostra esistenza, che alimenta la nostra atavica paura del futuro ed esaspera il senso di caducit della vita. Quante volte abbiamo sentito di ricchezze, accumulate in diverse generazioni, andate in fumo in pochi mesi, di capovolgimenti di fortuna che hanno cambiato radicalmente la vita di chi le ha subite direttamente o indirettamente? La paura che possa capitare anche a noi condiziona le nostre scelte e spesso anche i rapporti con il prossimo. Adesso rispondete in tutta sincerit, quale sarebbe la vostra reazione se qualcuno vi dicesse che la colpa di quei tracolli non totalmente di quelle persone, ma del sistema che costruito appositamente affinch queste cose accadano periodicamente? Ovviamente quello che andremo a scoprire insieme non toglie la responsabilit individuale delle nostre azioni, ma aiuta a comprendere come agenti esterni possano influire profondamente nelle nostre vite e ci aiuter ad affrontare questo difficile periodo storico con cognizione di causa. Leconomia attuale costruita come un grande imbuto o un piano inclinato sul quale qualsiasi ricchezza che viene creata inevitabilmente scivola fino a finire in un punto ben determinato. Il sistema odierno si fonda sullo squilibrio che viene sapientemente creato e mantenuto con cura maniacale per essere sfruttato al momento giusto, per approvvigionarsi di materie prime e sfruttare manodopera a basso costo, per avere sempre una produzione a costi inferiori, conseguendo cos vantaggi incolmabili e sempre maggiori rispetto agli altri attori del mercato. Lo schema classico produrre a poco e vendere a tanto sfruttando gli squilibri; e questo si ripete allinfinito, ma sempre con differenti modalit per non essere facilmente individuato, allargando la sfera di azione ogni volta che un mercato inevitabilmente si esaurisce. Un esempio di casa nostra la pretestuosa arretratezza del sud Italia che servita strumentalmente in un primo periodo per avere manodopera e successivamente per delocalizzare produzioni ed ottenere sostanziosi aiuti economici dallo stato. Finita la festa e trovati altri luoghi nel pianeta dove massimizzare il profitto, si abbandona tutto lasciando in eredit a chi rimane solo inquinamento, distruzione, povert, tanta sofferenza e malavita.

La globalizzazione ha solo questo scopo e niente pi.


Solo cos si spiega il miliardo e duecento milioni di persone che soffrono ancora la fame, aumentate del 9% solo nellultimo anno ed i livelli di povert profonda di alcune zone del pianeta, quando invece si sarebbe in possesso di tecnologia e ricchezza sufficiente per dare benessere e alimentare con tranquillit tutta la popolazione mondiale.

Lo strumento usato per creare questi necessari squilibri il debito infinito. Uno strumento che getta lintera umanit, per il solo fatto di partecipare al suo gioco, dentro lincantesimo della scarsit, facendola confrontare ogni giorno con le sue pi profonde paure e fragilit, trasformando quello che potrebbe essere un paradiso in un inferno e soprattutto riducendola in schiavit; una schiavit moderna senza sbarre o costrizioni fisiche, ma forse per questo pi dolorosa e difficilissima da smascherare. Il denaro lattore principale di questo dramma e noi le vittime designate. Il denaro, contrariamente a quello che dovrebbe essere, ovvero uno strumento che agevola gli scambi, considerato una merce il cui prezzo il tasso di interesse. Una merce, lo sanno tutti, deve essere scarsa per avere una domanda sempre elevata ed avere cos un costo elevato ed proprio quello che accade al denaro che reso artificialmente scarso per alzare il suo prezzo, ovvero i tassi di interesse. Quando la domanda cala ed sempre perch il debito diventa insostenibile, anche il suo prezzo - il tasso di interesse - ovviamente cala per renderlo pi appetibile, ma il risultato sempre quella sensazione di affanno e di scarsit che necessaria per la sopraffazione del genere umano, mentre il creditore continua incessantemente a succhiare energia vitale dallintera umanit.
Qui vedete il grafico dei tassi di interesse americani in contrapposizione al grafico del debito. I tassi diminuiscono quando la curva del debito inizia a crescere esponenzialmente. Il risultato per il creditore non cambia mentre il debitore ad un certo punto e senza rendersene conto, si trova strozzato dalleccesso dl debito

Il debito infinito

Il debito1 ricordiamoci che chiede sempre qualcosa di pi di quello che d e se ci rendiamo conto che nessuno mette in circolazione quanto sarebbe necessario per rifondere gli interessi, essendo tutto il denaro messo in circolazione solo a fronte di un indebitamento pubblico o privato, ecco svelato il trucco semplicissimo, ma estremamente efficace, che trasforma in un attimo la nostra vita, nel peggiore degli incubi immaginabili senza che ce ne accorgiamo. Il meccanismo del debito anche molto subdolo perch nella prima fase del grande ciclo economico, che dura in totale circa 70 anni, ben visto da tutti perch uno stimolo alla crescita e al benessere oltre ad essere considerato un ottimo strumento di drenaggio di liquidit, questa funzione per cambia nel corso del tempo fino a diventare distruttiva nellultima fase del ciclo quando la quantit di debito risulta eccessiva. Il meccanismo viene celato ai pi grazie al fatto che durante questo grande ciclo interagiscono varie generazioni che difficilmente mantengono la memoria degli eventi. Secondo Paul Kasriel, direttore delle ricerche economiche della Northern Trust2 un dollaro preso in prestito negli anni 50 produceva 4 dollari. Nel 2000, il solito dollaro in prestito rendeva solo 20 centesimi. Nel 2005, solo 10 centesimi. Oggi un dollaro preso in prestito, grazie al grado elevatissimo di debito globale raggiunto, ha un rendimento negativo, ovvero non riesce nemmeno a ripagare se stesso. La ragione di ci che il debito, nel suo andamento nel lungo periodo, segue una curva esponenziale. Mentre rimane neutro e anzi stimola le attivit economiche ed il benessere nel primo periodo, nellultima parte del ciclo economico diventa distruttivo e drena risorse sempre maggiori dalleconomia reale per portarle nella speculazione fino allinevitabile paralisi delle attivit economiche e quindi al collasso del sistema. Questo meccanismo spiega anche come uno strumento come quello del microcredito, che valso a Yunus il nobel per la pace nel 2006, nella seconda fase del ciclo economico, ovvero durante la fase di crescita esponenziale del debito, non solo sia inutile, ma addirittura dannoso e controproducente3. Sotto riprendiamo il grafico del debito che evidenzia come il debito, dagli anni 80, sia cresciuto esponenzialmente fino ai livelli attuali.

In quel periodo, infatti, per compensare laumento esponenziale del debito, inizi la fase delle grandi privatizzazioni per ridurre i debiti pubblici e delle grandi aperture ad altri mercati, la globalizzazione economica e finanziaria, per continuare a lucrare, se possibile ancora di pi, dalla situazione prima dellinevitabile e preordinato crollo che ri-porter il livello del debito agli anni 50-60 (freccia rossa) facendo cos ripartire di nuovo il ciclo economico e quello del debito infinito.

E importante sottolineare che fino a quando non si sar azzerato, o quasi, leccesso di debito, il nuovo ciclo economico di lungo periodo non potr partire e con esso il perpetuarsi delleterno gioco del padrone e dello schiavo. Questo spiega anche perch in questo modo siamo sempre costretti a ricercare una crescita innaturale e continua che porta inevitabilmente allo sfruttamento esasperato delle risorse del pianeta. Se ci si fermasse, il castello di carte crollerebbe immediatamente ed ecco perch ci arrivano, da parte delle autorit, sia politiche che economiche, continui appelli alla crescita e alla competitivit.

Competizione e crescita continua sono ingredienti indispensabili per il debito infinito.


Per coloro che si affacciano a questa visione per la prima volta, il panorama, che si presenta quando ci si toglie gli occhiali del sistema desolante: la vita di ognuno diventata una continua rincorsa per reperire con sempre pi fatica la nostra dose di interessi e questo comporta una rinuncia continua a pezzi importanti del nostro essere. Niente pi tempo libero, letture rigeneranti, affetti sempre pi trascurati e bambini che sono diventati un lusso che crescono con estranei e apparecchiature elettroniche, tv, giochi, cuffiette ecc.; si vede laltro come un nemico che pronto a toglierti il denaro necessario per gli interessi e la vita diventata una continua ed esasperante lotta per la sopravvivenza. Tutti si devono guardare le spalle da tutti, sempre e in tutti i campi e c sempre meno spazio per la cultura, la poesia, larte e la fantasia e soprattutto lamore. Insomma non unesagerazione se diciamo che ci hanno rubato lanima4!

La disgregazione economica
Purtroppo il quadro non ancora completo perch a livello economico il processo di globalizzazione e del debito portano a quella che si pu definire la disgregazione economica. Per comprendere meglio questo concetto usiamo una metafora. Pi o meno tutti noi abbiamo presente come funziona il nostro corpo: dalla bocca entrano le materie prime che vengono trasformate dallapparato digerente che trattiene e distribuisce tutto quello che necessario al corretto funzionamento dellorganismo, mentre le cose superflue, gli scarti di lavorazione, vengono espulsi come rifiuti. Dai polmoni si convoglia lossigeno necessario al sangue che scorre per tutto il corpo alimentando il motore, il cuore, e quello che serve a far funzionare la centrale decisionale, il cervello, che sceglie modi e usi delle articolazioni per adempiere agli scopi utili alla vita di questo corpo: correre, camminare, afferrare, masticare ecc.. La malattia subentra quando uno dei componenti non adempie pi correttamente alla propria funzione e la morte arriva quando un organo fondamentale, cuore, polmoni, fegato, cervello cessa di lavorare.

Adesso con uno sforzo di immaginazione e cerchiamo di associare il corpo al funzionamento di una nazione, dove la bocca e lapparato digerente sono lagricoltura e lindustria che trasformano i prodotti necessari alla nostra sopravvivenza, il cervello dove avvengono le decisioni, il parlamento, che mettono in moto le articolazioni ed i muscoli, la forza lavoro, le societ dellenergia e dellacqua sono il motore, il cuore, di tutto questo grande organismo, mentre le societ della nettezza urbana si occupano di smaltire i rifiuti prodotti. Dimenticato qualcosa? Ah si il denaro, in questo contesto come il sangue che circolando in tutta la nazione permette a tutti i settori di assolvere al proprio compito. Per tornare al nostro esempio, un corpo, una nazione, che funziona correttamente chiude il cerchio delle sue necessit, in equilibrio e difficilmente andr a cercare nuove cose allesterno e se avr qualche necessit particolare si ingegner per risolvere la questione con gli strumenti che ha a disposizione; detto in altri termini, non sar grasso, consuma quello che produce, non accumula riserve, e avr poca propensione a drogarsi (a indebitarsi). Questa situazione, nel processo del debito infinito, inaccettabile, un vero e proprio pugno nello stomaco che impedisce di vivere e proliferare a multinazionali e speculatori ed allora, pi o meno dal dopoguerra ad oggi, stato attuato il processo di disgregazione delle economie. Praticamente, tramite la droga, il debito agganciato alla creazione monetaria, hanno fatto credere al cervello, alla classe politica e alle cellule che sono il corpo sociale, che tutto procedesse tranquillamente e per il meglio mentre invece stavano piano, piano, sostituendo ad uno ad uno gli organi vitali e rendendo man mano inservibili quelli originali. La conseguenza il completo controllo di quellorganismo da parte di queste entit esterne e la dipendenza totale di questo organismo E quello che avvenuto con il nostro fabbisogno alimentare sempre pi dipendente dalle importazioni di altri paesi, oltre il 50%, mentre la nostra agricoltura letteralmente"a terra, a causa di una politica interna e comunitaria a dir poco omicida e poco importa se le merci fanno migliaia di chilometri per arrivare sulle nostre tavole, se consumano risorse energetiche eccessive, se sono piene zeppe di conservanti, additivi e pesticidi nonch OGM che le fanno apparire fresche, appena colte anche se praticamente non hanno vita e hanno perso ogni propriet nutrizionale. E quello che accaduto alla nostra industria dove moltissime aziende, dopo le privatizzazioni degli anni 90, sono state acquistate, smembrate, rivendute e poi chiuse. Quelle poche rimaste non possono competere con chi utilizza nuovi schiavi per produrre in paesi lontani ed invade i nostri mercati, quello che accade con le nostre micro, piccole e medie imprese strette nella morsa fiscale e del debito. Scompaginando e rendendo leconomia sempre pi caotica e veloce, mentre si elargiscono quantitativi di debito sempre pi elevati, lintera nazione, ma a questo punto della storia si pu parlare tranquillamente di tutto il mondo industrializzato, ricorda molto un drogato che ha necessit sempre maggiori di stupefacenti, il debito, per sentirsi un leone, mentre il suo corpo si deteriora a vista docchio. Creando dipendenze, moda, falsi bisogni, status symbol, gossip, reality, pubblicit ecc. in pratica si riesce a prendere il controllo di questo organismo e fargli assorbire dosi sempre pi massicce di merci inutili e di debito, droga, sempre maggiori. Un esempio di quanto fragile possa essere un sistema del genere lo abbiamo avuto a cavallo tra la fine del 2007 e linizio del 2008, con lo sciopero degli autotrasportatori che dur una settimana,

mandando in tilt tutto il sistema di distribuzione del paese, specialmente quello agroalimentare, innescando psicosi e accaparramenti in particolar modo nelle grandi citt. I supermercati erano vuoti, non cera benzina e lallucinazione della scarsit era al massimo, quando invece si sarebbero potuti reperire i beni alimentari a poca distanza e sicuramente di qualit migliore. Non un caso se lagricoltura, che la spina dorsale di ogni economia -nei decenni passati infatti le grandi potenze misuravano il loro peso internazionale dalla quantit di grano coltivato- stata oggetto negli ultimi 30 anni di un attacco che lha portata quasi ad estinguersi. Un popolo che dipendente per i suoi fabbisogni alimentari dallestero un popolo fragile e costantemente sotto ricatto. La stessa cosa accaduta con la politica. Noi continuiamo a pensare che quando andiamo a votare eleggiamo i nostri rappresentanti che guideranno il paese, ma invece ci sbagliamo perch oggi la politica stata svuotata di ogni potere che invece stato travasato sapientemente e nel silenzio pi assoluto, nelle mani di organi sovranazionali, non eletti, che effettuano le reali decisioni. Si parla ovviamente di Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale per il Commercio, Banche Centrali, per non parlare del recente trattato di Lisbona che ha compiuto il travaso di potere iniziato con quello di Maastricht. Alla politica nostrana rimane solo la gestione dellordinaria amministrazione che ammonta sempre alla non ridicola cifra di circa 800 miliardi di euro allanno, oltre la met del PIL (che per il modo di essere conteggiato possiamo definire Prodotto di Infelicit Lordo), ma gli sono precluse tutte le decisioni importanti e determinanti per un paese, politica economica, monetaria, occupazionale ecc.

Le sovranit perdute
Questo ci porta a ragionare su quelle che sono le sovranit perdute e che nonostante siano richiamate nella nostra costituzione ci sono state sottratte con linganno dai vari trattati internazionali e accordi, spesso segreti.

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Sovranit Sovranit Sovranit Sovranit Sovranit

Monetaria Politica Territoriale Alimentare della Salute

La Sovranit Monetaria
determinante per lautonomia di uno stato. Il denaro come abbiamo visto il fulcro dellorganismo economico e deve essere riportato ad essere un mezzo che agevoli gli scambi e non uno strumento di sopraffazione e schiavit occulta. La creazione monetaria non deve essere pi collegata allindebitamento degli stati e dei privati e tutto quello che riguarda il mezzo di scambio deve essere riportato nella sfera decisionale della collettivit; una collettivit per consapevole, attenta e in grado di controllare costantemente loperato dei suoi rappresentanti.

La Sovranit Politica
essenziale per gestire correttamente una comunit. Il politico deve essere colui che per le sue doti morali e professionali, gestisce la cosa pubblica. Recuperare questa sovranit e la sua enorme responsabilit, implica un lavoro di revisione molto profondo sul significato di fare politica oggi e comporta anche una vera e propria rivoluzione delle coscienze degli elettori, nonch una conoscenza non superficiale di quali siano i meccanismi economici ed i riflessi che questi hanno nella vita di un paese.

La Sovranit Territoriale
un punto molto delicato e importante. In passato e grazie ad accordi a tuttoggi ancora coperti da segreto di stato, stato possibile avere nella nostra penisola 1075 basi militari americane e il movimento No dal Molin6 di Vicenza il sintomo della voglia di riprendere i propri spazi e di liberarsi da questi vincoli imposti e antistorici. Esiste per anche unaltra faccia altrettanto importante che riguarda la Sovranit Territoriale ed lestrema cementificazione che fa scomparire ogni anno migliaia di ettari di terreno che sarebbero potuti essere destinati allagricoltura e al verde7; oppure la gestione di beni indisponibili perch dellintera collettivit come lacqua8 Salvaguardare il territorio e le sue risorse il primo indispensabile passo per ritornare in possesso di unaltra Sovranit irrinunciabile.

Lerosione di questa importante sovranit avviene anche per pratiche apparentemente ecosostenibili come gli impianti per le energie rinnovabili. Citiamo questo caso perch dimostra come il sistema si insinua anche cambiando forma dimostrandosi apparentemente innocuo e sostenibile, mentre invece continua la sua opera di distruzione. Ci sono societ italiane ed estere che attirate dai lauti guadagni del conto energia messo a disposizione dal governo per agevolare lenergia solare, fanno incetta di terreni agricoli per impiantarvi centrali di produzione di energia solare. Purtroppo la stessa cosa avviene con i mega impianti eolici e solari spuntati come funghi su tutta la penisola che purtroppo e troppo spesso fanno anche capo a multinazionali e malavita. Questa pratica estremamente negativa e stravolge il concetto della sostenibilit delle energie rinnovabili per vari motivi: si sottraggono terreni allagricoltura facendo leva su affitti certi per 20-25 anni e giocando sulla precariet in cui versa oggi lagricoltura. Si pagano affitti ai proprietari di poche migliaia di euro a fronte di introiti da milioni di euro che non verranno reinvestiti nel territorio, ma indirizzati a cercare altri lucruosi investimenti in giro per il mondo, quando non vanno nella speculazione finanziaria pura. Lenergia prodotta ed i relativi introiti non rimanendo sul territorio non producono alcun vantaggio per la comunit9. Le societ operano un drenaggio di risorse di tutta la comunit considerando che le agevolazioni per le energie rinnovabili le paghiamo tutti noi. La comunit deve chiedere che si privilegi lautosufficienza energetica, che lenergia venga sfruttata sul territorio che lha prodotta e soprattutto che si eviti la speculazione in questo settore accettando solamente privati residenti o societ che hanno i loro impianti produttivi nel territorio e negando lautorizzazione qualora limpianto venga installato in terreni destinati allagricoltura.

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La Sovranit Alimentare
Se noi siamo quello che mangiamo, oggi purtroppo non siamo certo lo specchio della salute. Molte delle malattie e intolleranze, in fortissimo aumento in questi ultimi anni, scientificamente provato che dipendono da unalimentazione sbagliata e derivata dalla lavorazione industriale di materie prime che sin dallorigine non hanno pi le qualit nutritive del passato. Lindustrializzazione del settore, le colture intensive, limpoverimento e linquinamento dei terreni hanno portato i prodotti a perdere progressivamente quellenergia di cui il nostro corpo ha bisogno continuamente. Lagricoltura di qualit un bene irrinunciabile per tutti i popoli della terra10 da cui discende direttamente lultima sovranit perduta.

La Sovranit della Salute


La prima cura una corretta alimentazione fatta con cibo di qualit. Molti studiosi oggi attribuiscono allalimentazione una funzione importantissima per la cura e la prevenzione delle malattie11. Inutile ricordare come le multinazionali del farmaco siano anche i pi grandi produttori di concimi chimici e che guadagnano cifre stratosferiche dalle nostre sofferenze12. La salute e la malattia sono anche lo specchio del nostro benessere interiore e della nostra armonia con la natura, recuperare le sovranit che per diritto divino ci appartengono migliorer anche il nostro equilibrio psicofisico aiutato da una visione della nostra esistenza sempre pi completa e integrata13. Ci troviamo quindi oggi in una condizione di estrema dipendenza e debolezza che porta intere popolazioni ad essere alla merc di enti sovranazionali e di strutture che non hanno al centro luomo, ma la sopraffazione ed il profitto. Un mondo sfruttato e inquinato fino allinverosimile che ha perso il buon senso e le sue radici a causa dellirrazionalit del sistema che alcuni uomini hanno creato. Probabilmente siamo prossimi al fondo del degrado che verr toccato con la fine di questa crisi economica che durer ancora per qualche anno e che porter cambiamenti che ancora stentiamo ad immaginare, ma a cui necessario prepararsi ricostruendo quanto stato oggi distrutto.

Sradicare le dipendenze
Nellopera di ricostruzione necessario ripartire innanzitutto da noi stessi, cercando di lavorare su tutte quelle dipendenze, anche psicologiche, che si sono stratificate nel corso del tempo e che ci legano ancora in modo profondo al sistema che inevitabilmente e velocemente sta raggiungendo il suo capolinea. Oltre alle dipendenze materiali, comunque importanti, meritano particolare attenzione tutti quegli atteggiamenti ingenerati dal sistema del debito infinito che condizionano pesantemente i nostri rapporti con laltro. Una sorta di ecologia della mente che ci prepara ad affrontare con un diverso spirito i rapporti interpersonali. Ad esempio possiamo elencare alcuni atteggiamenti autolimitanti da evitare, come: Le generalizzazioni ed i luoghi comuni, specialmente quelle che riguardano categorie di persone o etnie. Avere o pensare che gli altri abbiano sempre un secondo fine in quello che fanno e nelle relazioni Aspettare che siano gli altri ad iniziare a tenere determinati comportamenti virtuosi

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Pensare in termini di scarsit e essere paralizzati dalla paura del futuro Ovviamente sono solo alcuni esempi che ciascuno pu divertirsi ad ampliare e pi ci riflettete attentamente e pi vi renderete conto quanto il sistema basato sulla scarsit artificiale, il sistema del debito infinito, abbia inciso sulle nostre credenze e sui nostri comportamenti. Proseguendo nellopera di sradicamento delle dipendenze possiamo agire sulla dipendenza con cui tutti, pi prima che poi, dovremo fare i conti, ovvero lauto. Nel rapporto Euromobility 200914 emerge che siamo il secondo paese al mondo dopo gli Stati Uniti per indice di mobilit con 61,32 auto ogni 100 abitanti e lindice sale ad esempio a Roma e Latina addirittura superando le 70 auto (!!!), contro invece una media europea di 46 auto ogni 100 abitanti. Spingersi ad un uso pi razionale della macchina, andare a piedi15 o in bicicletta quando possibile, utilizzare i mezzi pubblici, condividerla con altri (car sharing ), un modo per accorgersi che limitarne luso o addirittura vivere senza auto possibile e non richiede nemmeno un enorme sacrificio.

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Ricostruire leconomia locale come necessit


Gi da questi comportamenti che intervengono sullo stile di vita dei singoli, risulta indispensabile e importante lavorare sulla comunit dove ognuno vive e lavora non tanto per chiudersi verso lesterno, ma per attivare quel circuito virtuoso che risanando la cellula, tanto per rimanere nella metafora del corpo umano usata prima, si risana lintera comunit sociale ed economica. Per usare un frase di Ermete Trismegisto tratta dalla tavola smeraldina16: come in piccolo cos in grande. In pratica si tratta di rendere autonome, forti e maggiormente resilienti17 le nostre comunit che in seguito potranno interagire fra di loro non per dipendenza, ma per uno scambio sano e condiviso. Oggi poi ripartire dal piccolo del locale non un vezzo, ma una necessit dettata anche dalla situazione economica che a causa di vari fattori, alcuni dei quali peculiari della sfortunata e particolare situazione italiana, impediscono alle aziende il cammino per le esportazioni e invece le portano a concentrarsi sulla domanda interna e in particolare sul mercato locale. Sinteticamente i principali motivi sono: gli alti costi energetici, particolarmente alti per noi italiani, che sono destinati ad acuirsi con il picco del petrolio e del gas naturale che per molti studiosi gi stato toccato lo scorso anno; la caduta del dollaro e la conseguente forza delleuro che rende pi difficili le esportazioni; gli alti costi del lavoro dellItalia rispetto a tutti gli altri paesi, anche europei che ci chiude la strada alle esportazioni anche nei paesi con la stessa valuta. Teniamo presente che a breve, con la ripresa della crisi nel 2011 dopo questa breve pausa, queste criticit diventeranno sempre pi determinanti e un nuovo approccio anche mentale teso a tagliare le dipendenze e a costruire nuove modalit di relazione economica e sociale aiuter moltissimo a fare questo salto di qualit.

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Costruire un nuovo modello


La non facile opera di ricostruzione dei molti aspetti, riconosciuti nelle sovranit perdute, implica anche ridefinire leconomia e per questo facciamo nostra quella che ha dato un nativo americano, Manitonquat18 secondo il quale: L'economia dovrebbe esistere solo per garantire a tutte le persone ci di cui hanno bisogno La disarmante semplicit di questa definizione ci evidenzia quante sovrastrutture siano state costruite sulleconomia e in quale direzione dobbiamo lavorare per rimettere al centro del processo economico, luomo ed i suoi bisogni primari. Questa ridefinizione di economia nel senso delluomo e non del profitto, sposta completamente il baricentro e offre una visione totalmente diversa del mondo. A questo punto per bene farsi delle domande: pu leconomia che ha luomo ed il suo benessere al centro, seguire le leggi e la logica delleconomia che ha come fine il profitto e la sopraffazione? possiamo noi cambiare direzione seguendo le regole palesi ed occulte che il sistema ha creato e consolidato a proprio uso e consumo oramai da millenni? Vediamo allora che se vogliamo creare qualcosa di efficace e duraturo non possiamo pi muoverci allinterno del paradigma del debito infinito, degli squilibri preordinati e funzionali, delle continue globalizzazioni e di quel piano inclinato che porta sempre in un unico punto qualsiasi ricchezza. Fino a che ci muoviamo allinterno di questa visione del mondo, ne usciremo sempre sopraffatti e sconfitti. Sconfitti perch ci muoveremmo sempre in un contesto di lotta, di contrapposizione, di dualistica visione del bene e del male e sopraffatti perch la disparit delle forze in gioco rende completamente impari qualsiasi confronto diretto. Allora cosa possiamo fare? Come possiamo riuscire a cambiare quello che il sistema ha costruito pazientemente nel corso del tempo e che ha dimostrato di funzionare alla perfezione seguendo la logica distorta della sopraffazione di pochi a danno di tutti? Quale strada possiamo seguire per uscire da questa strada a senso unico che porta, anche non volendo, a ripercorrere con meccanicit sempre gli stessi comportamenti? Per meglio comprendere il concetto ci affidiamo ad una frase di Buckminster Fuller inventore e architetto americano dei primi del secolo scorso: Non cambierai mai le cose combattendo la realt esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realt obsoleta Costruire un modello nuovo significa uscire mentalmente dal vecchio paradigma e entrare in uno nuovo cambiando radicalmente la visione del mondo. Questo il giusto approccio per fare uneconomia che invece di essere un piano inclinato, dove ogni ricchezza va a finire in un solito punto e del profitto e quindi della sopraffazione fa il suo cardine, si trasforma in un otto sdraiato simbolo di abbondanza perch la ricchezza non si ferma mai, ma fluisce simbolo dellinfinito costantemente e crea altra ricchezza in tutti i partecipanti al grande gioco delleconomia.

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Se teniamo in mente sempre ben chiaro questo processo potremo indirizzare meglio tutte le nostre energie e passare velocemente dal cambiamento dei nostri stili di vita, anche di gruppi, a organizzare un vero e proprio sistema economico che parta dalla produzione, alla trasformazione, alla logistica e alla distribuzione di merci prodotte e lavorate localmente. Le priorit di questo sistema saranno quelle di soddisfare la domanda della comunit locale e successivamente di scambiare con le altre comunit collegate le eccedenze produttive e i prodotti che non si possono reperire in loco. Superare la buona volont dei singoli, comunque indispensabile per creare i presupposti necessari al cambiamento e mettere mano ad unazione strutturata e duratura che crei un vero e proprio sistema per le merci locali di qualit, lunica strada che abbiamo per operare una vera e propria trasformazione e aumentare la qualit della nostra vita e garantire la sopravvivenza alle aziende strategicamente importanti per la comunit locale. Decenni di politiche economiche hanno modellato questo sistema ad uso e consumo degli interessi egoistici e di parte che a monte che muovevano i relativi provvedimenti, hanno completamente cambiato il territorio in alcuni casi stravolgendolo completamente e snaturando completamente e profondamente sia leconomia, la socialit che il paesaggio delle nostre comunit. E accaduto con oltre 30 anni di cure amorevoli della politica che ha portato alla devastazione del comparto agricolo e quindi conseguentemente di radici, biodiversit, tradizioni, cultura, stili di vita e paesaggio, ma la stessa cosa lhanno subita interi comparti produttivi che oggi o sono completamente estinti o stanno subendo un profondo mutamento strutturale di portata epocale19. Per attivare quindi un reale cambiamento che possa trasformare positivamente le comunit e attivare una economia che abbia al centro luomo ed il suo ben-essere, quindi produzione, territorio, socialit, indispensabile portare le produzioni locali a fare sistema e attivare canali diversi strutturati appositamente creati a questi scopi, uscendo dallaspetto episodico e pionieristico legato alla consapevolezza e alla buona volont dei singoli. Uno dei problemi fondamentali delle merci prodotte localmente infatti proprio quello di doversi necessariamente scontrare con la mancanza di visibilit, di mercato, quasi totalmente in mano alla Grande Distribuzione Organizzata. Oggi moltissimi parlano di favorire i prodotti locali di qualit, dalle associazioni di categoria, allo stesso governo, ma nessuno va oltre dei piccoli interventi che non operano risultati significativi mantenendo, nella sostanza, i medesimi equilibri. Esiste poi la PDD, Piccola Distribuzione Disorganizzata, che non essendosi ancora organizzata adeguatamente continua a cercare di contrastare sullo stesso piano la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) che invece organizzatissima in modo molto efficiente e essendo gestita da societ finanziarie sfrutta ogni possibilit messa a sua disposizione da mezzi finanziari quasi illimitati ed supportata da una politica compiacente oltre che da un potere contrattuale enorme e da economie di scala inarrivabili per il singolo commerciante. Continuare a lavorare sullo stesso livello porter inevitabilmente ad un progressivo annientamento dei negozi di prossimit, specialmente in un periodo di forti trasformazioni economiche come quello attuale. Non un caso infatti che il piccolo commercio oggi sia diventato terreno di conquista di catene di franchising che non fanno altro che accelerare questo processo esportando la logica della GDO anche nella Piccola Distribuzione. Anche in questo caso necessario un ripensamento del negozio di prossimit ed una sua caratterizzazione che lo differenzi in modo sostanziale dalla GDO e che attivi delle economie di scala che privilegino le produzioni locali e quelle interregionali e gli facciano riscoprire il suo ruolo sociale allinterno del quartiere.

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In pi dobbiamo registrare che la GDO e le catene di franchising operano nel mercato locale come una enorme idrovora che risucchia quantit enormi e costanti di ricchezza che viene drenata dal territorio e in questo non viene reinvestita se non in misura poco o per nulla significativa. Se poi calcoliamo che ogni nuovo centro commerciale fa chiudere le piccole attivit nel raggio di parecchi chilometri, il danno per il territorio enorme, eppure, pur conoscendo questi risvolti negativi, si continua a costruirne di nuovi20 anche se si inizia a intravedere qualche presa di posizione di segno diverso21 che fa ben sperare per il futuro. Se vogliamo incidere in modo importante dobbiamo necessariamente attivare sinergie che vanno dalla creazione di domanda per merci prodotte localmente e organizzare un sistema di trasformazione e distributivo continuo di queste merci, altrimenti non si potr mai arrivare a costruire un nuovo modello che veda luomo al centro e che sia in grado di rendere obsoleto quello che vede il profitto ed il benessere di pochi come fine. Un lavoro che per forza di cose deve essere integrato e combinato fra le varie parti attive della comunit, famiglie, produttori, autorit locali, politiche, sociali, educative e sanitarie che concorrono, anche in modo non del tutto consapevole, al risanamento della propria comunit territoriale. In questo contesto di trasformazione culturale e di costruzione di un nuovo modello economico che recuperi anche laspetto sociale, si inserisce Arcipelago SCEC22, dove SCEC lacronimo di Solidariet ChE Cammina. Arcipelago SCEC una associazione di associazioni senza scopo di lucro; un insieme di isole che pur mantenendo la propria autonomia territoriale lavorano e collaborano insieme alla creazione di una rete di economie locali risanate, anche socialmente, che avendo fini e strategie condivise collaborano insieme usando strumenti comuni. Innanzitutto, data la conoscenza specifica dei meccanismi del denaro come merce e del debito ad esso collegato, era necessario trovare uno strumento che aiutasse le comunit locali ad evitare quel continuo drenaggio di ricchezza operato giornalmente da GDO, Franchising e anche dalle banche visto che i reinvestimenti dei loro proventi sul territorio sono per tutti tendenti allo zero, specialmente in questi ultimi anni in cui la speculazione ha preso il posto del credito alle aziende. Insieme cera anche da soddisfare lesigenza di aiutare le famiglie sempre pi in difficolt economiche e rendere pi appetibili i prodotti che provenissero da una filiera locale come priorit, ma provenienti anche da altre realt collegate alla rete nazionale di Arcipelago SCEC, senza contare il profilo sociale dellazione. La risposta pi logica sarebbe stata quella di creare una moneta locale come il circuito Regio in Germania23 oppure una delle 4.000 valute complementari che circolano nel mondo. Per la ristretta legislazione italiana e le esperienze precedenti relative al SIMEC del prof Giacinto Auriti in abruzzo e dellEcoaspromonte del prof. Tonino Perna in Calabria, bloccate sul nascere da autorit troppo zelanti, hanno indirizzato le nostre ricerche verso uno strumento che si adattasse maggiormente alle nostre esigenze e alla nostra realt giuridica. E nato cos lo SCEC, una riduzione di prezzo che liberamente gli associati ad Arcipelago SCEC decidono di donarsi reciprocamente. La filosofia del donare rientra in quella visione del mondo che attraverso un atto di liberalit condiviso fra i singoli si apporta un vantaggio a tutta la comunit nel suo insieme. Se ci pensiamo bene la malattia, il denaro costruito sul debito, ha in se il suo antidoto perch basta solamente spostare due vocali che la parola DENARO si trasforma in DONARE.

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In questo caso questo piccolissimo atto di liberalit, per una questione fiscale si consiglia a chi ha partita iva di mantenersi in un ambito che va dal 10 al 30% del prezzo, riesce a condizionare, portandosela dietro, anche la restante percentuale di euro. Trattenuta sul territorio, la ricchezza pu cos fluire ed essere reinvestita proprio dove stata creata. Va da se che questa una rinuncia ad una percentuale del prezzo della merce o della prestazione fatta fra gli associati viene dedotta dallimponibile tassabile e considerata come uno sconto incondizionato24. Lo SCEC infatti non pu essere considerato un valore monetario non assolvendo a nessuna delle caratteristiche di una moneta anche locale: per prima cosa perch solo una percentuale del prezzo, secondariamente non pu essere assimilato ad un mezzo di scambio perch da solo non permette di comprare nemmeno una caramella e poi non pu essere accumulato come riserva di valore perch dovr essere utilizzato solo ed esclusivamente insieme alla moneta ufficiale a corso forzoso, leuro. In pratica se andiamo a vedere la formula dello SCEC non nuova perch gi usata dalla GDO per fidelizzare clienti e promuovere particolari prodotti, la novit assoluta utilizzare questa formula gestendola con regole condivise fra gli associati, per trattenere sul territorio la ricchezza prodotta e avvantaggiare il lavoro, le produzioni locali e lintera comunit sociale. Il passaggio fondamentale quindi consiste nellusare uno strumento non per il fine egoistico del profitto, ma per il benessere di un insieme di comunit territoriali connesse in rete, che collaborano fra loro. La Solidariet ChE Cammina, lo SCEC appunto, se rappresenta una riduzione di prezzo per chi ha una partita iva, opera per in modo sostanzialmente diverso fra i privati i quali, non avendo obblighi fiscali, possono scambiarsi piccoli servizi occasionali, volti al reciproco aiuto, assolvendo alla funzione di contabilizzazione delle ore prevista dalla legge 53/2000 riguardo alle Banche del Tempo e pu anche essere usato in percentuale o totalmente per scambiarsi cose usate25. La gratuit di tutto ci che legato allo SCEC, se non quel minimo che consente il recupero delle spese sostenute, mette al riparo da possibili secondi fini e manipolazioni. Pur essendo un atto di Solidariet fra appartenenti alla stessa associazione, lo SCEC viene comunque distribuito e gestito dalle varie isole con regole condivise e strumenti come il ContoSCEC26 usato per la contabilizzazione degli SCEC, sia cartacei che elettronici, che ne garantiscono la trasparenza e limpossibilit che qualcuno si possa approfittare sugli altri27. Con questo uso insolito del meccanismo dello sconto incondizionato quindi abbiamo arginato il drenaggio di ricchezza, ma dobbiamo ancora mettere mano a quegli elementi che concorrono a creare un sistema per le merci locali come ad esempio spostare il fabbisogno alimentare della comunit dalla GDO alle merci locali, creare una visibilit ed un sistema distributivo e soprattutto come attivare quella coesione sociale fra le persone che il sistema attuale ha sistematicamente distrutto per meglio operare. Il settore della produzione agroalimentare insieme allartigianato quello pi interessato dal riequilibrio delle economie locali. Due settori strategici e spina dorsale di qualsiasi economia, da cui dipende molto della indipendenza di una comunit che oggi sono stati lasciati a se stessi ed in balia di un fantomatico mercato che non ha pi regole ne confini, con il rischio concreto di estinzione. Salvare lartigianato, lagricoltura e la biodiversit dei nostri territori, fra le pi elevate al mondo, salvare noi stessi, le nostre radici e le generazioni future.

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Cultura alimentare
Per essere incisivi e cambiare gli attuali meccanismi automatici, quellabitudine a fare la spesa al supermercato o al discount necessario creare una maggiore consapevolezza sul cibo industriale. E necessario creare una maggiore cultura alimentare in una popolazione che sta diventando pericolosamente obesa28 e sempre pi tormentata da malattie cardio-vascolari. Unalimentazione sana, oltre ad aiutare leconomia locale anche un poderoso strumento a bassissimo costo di prevenzione delle maggiori malattie. E necessario allora attivare tutte le forze del territorio, enti locali, aziende sanitarie, associazioni, affinch si metta in atto una campagna di informazione alimentare nelle scuole, si usino alimenti locali di qualit, rispettando la stagionalit dei prodotti nelle mense scolastiche, ospedaliere, comunali e aziendali, magari ripristinando la cucina interna29 e approvvigionandosi dal territorio. In questo modo si educano i ragazzi e automaticamente anche le famiglie ad uno stile alimentare meno consumistico e pi salutare. La campagna non potr prescindere nemmeno dallinformazione sui prodotti industriali, sui processi di lavorazione, raffinazione, sbiancamento delle farine, sugli integratori, preparati, coloranti, miglioratori di gusto, che hanno tolto molte delle qualit nutritive dei cibi a scapito della salute. Attraverso questo percorso diventer naturale luso di frutta al posto di merendine, un uso meno frequente di carne30, un aumento delluso di verdure di stagione. Spostare la domanda locale alle produzioni locali uno dei passi importanti su cui dover lavorare. La cosa non banale perch lopera di informazione si scontra con una potentissima pubblicit da parte dellindustria agroalimentare e un sistema distributivo quasi totalmente gestito dalla GDO.

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Cultura imprenditoriale
Uno degli ostacoli maggiori per attuare un cambiamento si riscontra nellestremo frazionamento delle imprese che specialmente nel campo della produzione agricola hanno dimensioni molto ridotte e nella naturale avversione alla collaborazione fra imprese. In questo periodo storico dove lindebitamento, sia pubblico che privato, ha superato ogni possibile livello di guardia, non pi possibile continuare a fare impresa nello stesso modo di 20 o 30 anni fa. Se non si vuole soccombere necessario intraprendere strade nuove che attraverso la collaborazione permettano di superare al meglio questo difficilissimo momento per la comunit economica e di conseguenza anche sociale. Prendendo ad esempio il settore agroalimentare assistiamo, grazie alla globalizzazione, a prezzi alla produzione sempre pi ridotti ed ormai tornati a livelli di 20-30 anni fa, mentre i costi lievitano velocemente rendendo sempre meno profittevole lattivit. La leva da sfruttare sarebbe quella di procedere verso la trasformazione dei prodotti che permetterebbero di arrivare al maggiore valore aggiunto dato ad esempio dalla trasformazione del grano in prodotti da forno31, oppure nella ristorazione, ma per fare questo sono necessari investimenti, personale che la dimensione delle nostre piccole aziende non potrebbero sopportare. Per dare un parametro, la media italiana delle aziende agricole di circa 5 ettari mentre per trarre un reddito sufficiente alle condizioni di mercato attuali ne sarebbero necessari molti di pi. Il risultato labbandono delle campagne, il degrado del territorio, la fuga dalle scuole agrarie e il pericolo concreto in questa fase il ritorno al latifondo. Con questi presupposti urgente e necessario che le comunit si attivino tramite il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio, dagli enti locali, alle famiglie, alle scuole professionali, affinch dalla loro collaborazione si possa creare da una parte una cultura imprenditoriale che sia adeguata ad affrontare il momento storico attuale e dallaltra che possa aiutare le imprese facendole collaborare insieme aumentando il reddito di impresa, mantenendo bassi i prezzi dei prodotti per le famiglie. Un importante lavoro sarebbe quello del recupero di terreni demaniali incolti o destinati ad usi civici32 gestiti da cooperative agricole in cui vengano coinvolti immigrati e giovani disoccupati per un processo di integrazione concreta e duratura. Il lavoro sui prezzi in questo contesto indispensabile per arrivare ad interessare alla produzione locale, ovviamente di qualit superiore, una percentuale di popolazione significativa che permetta di poter operare un reale cambiamento nelle abitudini alimentari delle comunit. Lavorando congiuntamente su consapevolezza, cultura ed informazione, ma anche sul mantenere i prezzi bassi del cibo di qualit, si aiutano anche le fasce pi deboli ad accedere ad una qualit ad oggi disponibile solo per pochi. Lavorando dallaltro lato su economie di scala e sulla trasformazione dei prodotti si garantisce ai produttori ritorni che il mercato non potrebbe restituire. Per arrivare a questo obiettivo in completa filosofia win-win (io vinco se tu vinci) necessario lavorare alla creazione di una struttura neutra, magari gestita da cooperative sociali dove vengono inseriti alunni delle scuole professionali gi diplomati e ancora in attesa di lavoro, immigrati e disabili che riesca a ricevere la fiducia da parte di tutti e che venda, trasformi e distribuisca le materie prime prodotte sul territorio.

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Il progetto Empori e Botteghe


Da qui nasce infatti il progetto degli Empori territoriali e delle Botteghe di quartiere portato avanti da Arcipelago SCEC nelle regioni dove siamo presenti33. LEmporio sostanzialmente ha diverse funzioni: vende al pubblico, mantenendo il ritmo della spesa settimanale trasforma le produzioni locali (forno, pizzeria, macelleria, rosticceria, ristorazione, pasta fresca ecc.) rifornisce grandi clienti: ristoranti, strutture turistiche, mense scolastiche, ospedali opera in rete con gli altri Empori sparsi sul territorio e scambia le eccedenze rifornisce i negozi di quartiere esistenti e ove non ve ne fossero ne realizza di nuovi, le Botteghe34 fa da struttura logistica per i Gruppi di Acquisto della zona

La particolarit di questa struttura quella di creare cultura e posti di lavoro e una volta pagati gli stipendi, i costi di gestione e gli ammortamenti per le attrezzature, retrocede ai fornitori il plusvalore derivante dalla trasformazione dei prodotti. Il meccanismo infatti prevede un primo pagamento, in tempi pi brevi possibili, del prezzo previsto

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dal mercato allingrosso sui valori rilevati periodicamente dallISMEA, successivamente una ripartizione periodica degli utili della struttura. In questo modo il produttore, pur mantenendo la propria individualit e senza alcun investimento percepisce i vantaggi di un lavoro in cooperazione che mai avrebbe potuto fare da solo. Ovviamente la trasparenza massima e data da un gestionale appositamente predisposto che permette a qualunque partecipante al gioco di sapere in qualsiasi momento la situazione reale dal proprio pc. Questo lavoro permette di tenere bassi i prezzi alla vendita, anche con lausilio dello SCEC, e di poter dare ai produttori un ritorno economico molto superiore a quello che lattuale sistema avrebbe dato loro. Oltretutto permette alle imprese di poter contare su di un flusso di domanda costante nel tempo proveniente dal territorio e di poter conseguentemente diminuire lesposizione con il credito bancario grazie ai tempi brevi dei pagamenti, cosa attualmente impossibile a causa dellandamento dei prezzi alla produzione e con le attuali dinamiche di mercato. LEmporio sar il pi possibile energeticamente autonomo ed efficiente e sfrutter un brevetto di un socio fondatore di Arcipelago SCEC relativamente alla razionalizzazione dei trasporti35 e per quanto possibile consegner la spesa a domicilio con veicoli elettrici per i piccoli tragitti o a metano per quelli pi lunghi. NellEmporio, che avr il richiamo della spesa alimentare, troveranno visibilit anche le altre produzioni artigianali del territorio e anche un Emporio dellusato con unalta percentuale di SCEC dove si possono trovare cose, come giochi, vestiti, elettrodomestici, mobili ecc. che non vengono pi utilizzate ma che possono ancora essere utili per qualcuno. Lesperienza che stiamo facendo a Crotone con Arcipelago Calabria, dove in atto la fase pi avanzata di realizzazione di questo progetto, ma altre sono in partenza in Toscana, nel Lazio e Campania, ci indica che la strada intrapresa, se pur difficile quella giusta. A Crotone abbiamo interessato 4 scuole professionali: il Turistico Alberghiero di Le Castella, il Commerciale e lAgrario di Cutro e il professionale del Legno di Petilia Policastro, tutte della provincia di Crotone. A sostenere il progetto ci sono la Provincia, i Comuni di Crotone, Cutro, Scandale, Isola di Caporizzuto, Petilia Policastro, Melissa, Cir Marina, la Curia con lArcivescovo Mons. Domenico Graziani e le associazioni di categoria dalla Confcommercio regionale, alla CIA. Il concetto di fondo quello di creare una nuova cultura imprenditoriale tesa alla collaborazione e al benessere del territorio sia con stage nel corso del ciclo scolastico, che dopo il diploma con una formazione lavorativa di un paio danni nellEmporio e nelle aziende connesse, finita questa esperienza i giovani saranno istradati alla costituzione di proprie imprese che collaboreranno con LEmporio, lasciando il posto ad altri giovani appena diplomati. Nellaprile 2010, alle scuole stata fatta una prima formazione su economia e impresa di 50 ore con una simulazione della vita di un Emporio e delle Botteghe con luso dei sistemi informatici di Arcipelago che porter alla costituzione di una Cooperativa sociale che dovr gestire concretamente lEmporio con la supervisione di Arcipelago SCEC. LIstituto Agrario di Cutro36 gi dal 2009 ha messo in produzione il grano cappelli, una variet di grano che fino agli anni 70 era coltivato nei campi cutresi, che ha reso famoso il pane di Cutro e che adesso era quasi scomparso, riscoprendo cos le antiche tradizioni del territorio. NellIstituto si stanno coltivando anche antiche qualit di frutta e insieme ad altre scuole agrarie

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del territorio, Botricello e Catanzaro, si sta costruendo una banca dei semi antichi ormai quasi scomparsi che con LEmporio potranno nuovamente essere valorizzati adeguatamente. Con il corpo docente stiamo lavorando per la costituzione di una azienda agricola interna allistituto che possa fare da fornitore allEmporio e con gli introiti finanziare lacquisto di attrezzature per i laboratori scolastici compensando cos la cronica carenza di fondi per le scuole. LIstituto Commerciale aiuter le imprese a utilizzare i sistemi informatici di nuova generazione (Saas software as a service), il Turistico Alberghiero curer la parte della trasformazione dei prodotti con attenzione alla salute e alla valorizzazione del gusto locale mentre il professionale del legno penser a come sfruttare a livello imprenditoriale lincredibile materia prima della Sila, magari con una linea di mobili in legno a basso costo o la costruzione di pannelli lamellari per case in legno che attualmente sono reperibili solo allestero. Il Comune di Crotone da parte sua ha gi individuato nel proprio patrimonio un immobile dove verr realizzato lEmporio e attualmente sono in corso le procedure burocratiche per lassegnazione in comodato duso gratuito. I lavori di allestimento verranno fatti nella massima economia, cos come le attrezzature verranno reperite nel sempre pi florido mercato dellusato rigenerato. Il concetto da far passare che se ci mettiamo insieme si possono fare grandi cose anche senza grandi cifre. A questo proposito sarebbe molto educativo per la collettivit aiutare la realizzazione dellEmporio con una campagna dove chi lo ritiene utile potr contribuire con la spesa alimentare di un mese, 500 euro a famiglia, da recuperare nellarco dei due anni successivi in spesa allEmporio, ovviamente senza interessi. Un modo per essere parte attiva nella costruzione di un mondo nuovo in cui tutti fanno la loro parte.

Gli altri progetti


Se il progetto dellEmporio e delle Botteghe uno strumento per creare cultura alimentare, imprenditoriale e per supportare un settore strategico ed importante per la comunit come lagriCULTURA dobbiamo cercare, con lo stesso principio, di dare sostegno ai servizi per la comunit che verranno meno a causa degli ingenti tagli alla spesa pubblica. In questo rientrano tutte quelle azioni di recupero di antichi mestieri artigianali che gli anziani trasmettono ai giovani i quali riuniti in cooperative offrono servizi a prezzi contenuti. Pensiamo allartigianato, alla lavorazione della pietra e del legno per arrivare a servizi come la piccola manutenzione nelle abitazioni e nelle piccole imprese. Lorganizzazione e la multidisciplinariet di queste cooperative permettono una resa economica altrimenti impensabile che consente di mantenere vivo un patrimonio culturale importante come quello del nostro artigianato. Con la stessa logica Cerveteri (Rm) si sta sperimentando la prima telecom company di propriet dei cittadini37 che riuniti in cooperativa costruiscono, con laiuto di tecnici di primordine nel campo delle telecomunicazioni, una rete wi fi a bassissimo costo per il transito ad alta velocit, reale e non nominale, di dati e voce. Il costo dellabbonamento per la connessione internet e per la telefonia voip circa della met rispetto ai contratti con i vari gestori e il vantaggio

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aumenta per gli associati ad Arcipelago SCEC che possono utilizzare una percentuale di SCEC. Gli innumerevoli vantaggi che derivano dallavere una infrastruttura di propriet degli stessi cittadini permetteranno di alzare la qualit della vita nellintero territorio. In Calabria, questa volta a Francavilla Marittima (Cs), un gruppo di ragazzi di una associazione locale, la Green World Association, che cura il recupero del territorio, delle sue tradizioni anche attraverso la riqualificazione energetica degli edifici, oltre a lavorare alla creazione di un circuito economico facendo parte integrante dellArcipelago SCEC, sta cercando di creare, con laiuto di esperti di energie rinnovabili ed efficienza energetica di Arcipelago, una cooperativa di consulenza in campo energetico per imprese e enti locali. Arcipelago, nel suo lavoro di riqualificazione delle comunit locali, ha contribuito alla nascita del Polo sulle energie rinnovabili e lefficienza energetica di Crotone38 ed stato proposto, insieme allassociazione Libera39, come garante etico del progetto al vaglio della regione Calabria per lapprovazione. La particolarit di queste cooperative che creano posti di lavoro, offrono servizi alla comunit a costi contenuti, grazie anche allutilizzo degli SCEC e con gli utili contribuiscono al mantenimento dei servizi alla comunit, come asili, cultura, arte, mense scolastiche, trasporti, assistenza e cos via. Questo tipo di attivit economiche aiutano ulteriormente a frenare il drenaggio di ricchezza e creano una unione inscindibile fra attivit economica e territorio. La comunit utilizzando questi servizi sa di avere un servizio a basso costo ed ad alta qualit, di contribuire alla creazione di posti di lavoro, di poter vedere in faccia i suoi interlocutori invece che una voce di un call center allaltro capo del mondo e soprattutto sa che con questo suo gesto contribuisce anche al mantenimento di servizi per la comunit altrimenti soppressi o troppo onerosi per le famiglie.

Conclusioni
Difficilmente possiamo sapere dove questo percorso ci porter, se riusciremo a fare ci per cui stiamo lavorando, ne come si svolgeranno i fatti nei prossimi mesi/anni, ma possiamo solo trasmettervi lentusiasmo e la passione che anima tutti noi che dedichiamo molto del nostro tempo, alcuni tutto, a queste attivit. In questi anni di studio, viaggi, ricerche e conoscenze abbiamo avuto e continuiamo ad avere il privilegio di incontrare e lavorare con persone splendide che fanno cambiare la visione del futuro anche al peggiore dei pessimisti. Per noi il futuro non qualcosa di lontano perch lo sperimentiamo ogni giorno e la collaborazione fra le persone e movimenti sempre pi una realt concreta e questo non pu portare che a qualcosa di buonodi molto buono per tutti. Non importante cosa trovi in fondo alla corsa, ma cosa provi mentre corri dal film: La notte prima degli esami

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1. Il debito stato utilizzato anche nella fase post colonialista per mantenere in schiavit e poter continuare a sfruttare i paesi africani come denunci Thomas Sankara del Burkina Faso in uno splendido e storico discorso http://www.youtube.com/watch?v=ZDyOCw4suXk&feature=related 2. www.northerntrust.com 3. http://www.corriere.it/economia/09_luglio_04/microcredito_76768924-686d-11de-86b200144f02aabc.shtml http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/13/in-india-il-microcredito-diventa-for-profit-e-sefinisse-come-i-mutui-usa/39383/ 4. http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_nov_2.pdf Riprendersi lanima 5. http://www.stopalconsumoditerritorio.it/ 6. http://www.nodalmolin.it/ 7. http://www.acquabenecomune.org/ 8. http://www.acquabenecomune.org/ 9. Un esempio dato dalla Calabria che produce 7400 megawatt a fronte di un consumo di soli 1700 megawatt e senza che la collettivit ne abbia un reale beneficio. 10. http://viacampesina.org/main_en/ 11. Cfr. i lavori del prof Franco Berrino direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano 12. Cfr. Cancro SpA di Marcello Pamio ed. Il Nuovo Mondo 13. Cfr. Malattia e Destino di Thorwald Dethlefsen ed.Mediterranee 14. http://www.euromobility.org/ 15. http://www.piedibus.it/ bella esperienza italiana per gli allievi delle scuole elementari 16. http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_di_smeraldo 17. http://it.wikipedia.org/wiki/Resilienza elasticit, flessibilit, capacit di adattamento. Termine molto usato dal movimento per la Transizione http://transitionitalia.wordpress.com/ 18. Capo spirituale della trib dei Wampanoag www.spiritual.it 19. () Laggiustamento sta accelerando la riallocazione delle risorse, anche geografica, con trasferimento nel Sud Est asiatico di quote crescenti della produzione manifatturiera. E in atto un cambiamento epocale che oltrepassa i confini delle evoluzioni cicliche. Tra i paesi avanzati saranno penalizzati quelli meno competitivi e pi lenti ad adattarsi ai mutamenti. () tratto da: Le sfide della politica economica documento previsionale di Confindustria dellautunno 2009 http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&file=/art/SoleOnLine4/Economia%20 e%20Lavoro/2009/09/scenari-economici-confindustria.pdf?uuid=fd566420-9d1d-11de8a87-777d1fe84fe8 20. Come dimostrano ad esempio i 7 ipermercati che apriranno in Sicilia nel 2010 www. ipercoopsicilia.it 21. Come dimostra la presa di posizione di fine aprile della Regione Piemonte che ha fermato il proliferare dei centri commerciali nella regione 22. www.arcipelagoscec.net 23. www.regiogeld.de 24. impostazione totalmente confermata anche dallAgenzia delle Entrate in risposta ad interpello da noi presentato sullinquadramento fiscale dello SCEC

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25. A Roma nel quartiere studentesco di San Lorenzo viene effettuata periodicamente lHasta SCEC, unasta dove ognuno porta cose che non usa pi che vengono messe allasta con il 100% di SCEC 26. www.contoscec.org 27. Per maggiori chiarimenti sul funzionamento dello SCEC come strumento per un nuovo modo di concepire leconomia, si pu visitare il sito di Arcipelago www.arcipelagoscec.net . 28. www.corriere.it/salute/nutrizione/10_aprile_07/sovrappeso-pappagallo_5e1357de-421711df-a011-00144f02aabe.shtml 29. Vedi lOspedale di Asti 30. La diminuzione di grassi animali nella nostra dieta e del miglioramento della qualit della carne utilizzata oltre a portare un beneficio alla salute porta anche un aiuto alle risorse del pianeta se pensiamo che ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinati allallevamento di carne e che per allevare un kg di carne siano necessari dai 20.000 ai 40.000 litri di acqua, contro i 200 di un kg. di frumento. 31. Oggi 100 kg. di grano vengono mediamente pagati al produttore 14 euro mentre i 100 kg di pane che ne derivano sono pagati da 200 a 400 euro e lincidenza della materia prima nei prodotti da forno solo del 3% 32. http://www.agraria.org/estimo%20economia/notizielegali/usicivici.htm 33. Da specificare che tutto il lavoro di Arcipelago SCEC viene svolto a titolo volontario e le esperienze professionali dei suoi associati vengono messe gratuitamente al servizio delle comunit. 34. Ripristinare il negozio di quartiere importante per valorizzare la sua funzione di presidio sociale che ha sempre rivestito oltre che per ottimizzare la distribuzione e i trasporti delle merci in citt 35. www.pointcarweb.com/cl/ 36. http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=90006&Edizione=10&A=20100626 37. http://www.noinet.it/ 38. http://www.arcipelagoscec.org/da-crotone-una-nuova-volont%C3%A0-di-rilancio-dellosviluppo-locale-colloquio-con-pierluigi-paoletti 39. http://www.libera.it <?> - Ci riferiamo in particolare alle transition towns http://transitionitalia.wordpress.com/, al movimento per la decrescita felice http://www.decrescitafelice.it/, oltre ai movimenti gi citati e ad altri che non stato possibile citare per motivi di spazio, sperando che si crei ununica grande forza che lavori con fiducia al futuro.

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Appendice con gli articoli richiamati nelle note: Riprendersi lanima


di Pierluigi Paoletti www.centrofondi.it

28 novembre 2008 Dal gruppo di discussione di Centrofondi http://groups.google.com/group/centrofondi?hl=it arrivata una interessante mail di Irene: Io consiglierei guardare alla storia, anche a quella antica. Per capire il sistema bancario corrente bisogna rifarsi ai Babilonesi .. eh si, le nostre banche le hanno inventate in Iraq! Nel 18esimo secolo AC, a Babilonia c'e' stata la prima crisi creditizia di cui si abbia traccia. Allora i contadini depositavano grano in silos governativi e ottenevano certificati di deposito in compenso. Questi certificati poi sono diventati moneta di scambio per tutto il resto. Coloro che gestivano i certificati si sono poi tramutati in banchieri e hanno cominciato a prestare con interessi, usando un sistema di riserva frazionaria. Il problema e' che si e'arrivati dopo un po' di tempo a una situazione in cui l'ammontare di debito superava il grano disponibile. Allora re Rim-Sin decise di decretare il perdono dei debiti. Il suo motivo era militare: nell'esercito lui arruolava solo contadini possidenti terrieri, non schiavi. Non voleva quindi rovinarli tutti e costringerli a vendersi. I banchieri cosi' fallirono. Le crisi creditizie in Iraq poi continuarono a ripetersi, seguiti da perdoni periodici, eccetto che i tassi di interesse si innalzarono. I banchieri irakeni non la mandarono gi facilmente e se ne andarono a cercar fortuna in Egitto. L ripeterono lo stesso trucco e dominarono per 1500 anni con molte dinastie di faraoni, fino alla venuta di Alessandro il Macedone. La storia si trova addirittura raccontata nella Bibbia. Un certo Giuseppe che lavorava per il faraone gestiva i silos e cre una crisi creditizia simile a quella Irakena. Eccetto che la conclusione questa volta fu diversa: alla fine, i contadini dovettero vendersi come schiavi per poter mangiare. Quando io ho studiato Cicerone e le filippiche contro Catilina, mi ero convinta che Catilina fosse questo sciagurato traditore. Una cosa che pero' mi era sfuggita completamente, forse perche' non me lo avevano detto, e' che a quei tempi, attorno al 60 AC , a Roma c'era una crisi creditizia. Le famiglie patrizie avevano preso molti soldi in prestito offrendo le proprie case e possedimenti agricoli come collaterale. L'ammontare del debito accumulato poi e' arrivato a superare di gran lunga l'ammontare di denaro circolante, a causa ovviamente della crescita esponenziale dovuta agli interessi. Cosi' Catilina si present alle elezioni sostenendo un programma di perdono del debito. I banchieri romani erano ovviamente di origine babilonese-egiziana-greca e lui diceva, beh facciamo un bel perdono come a Bagdad e salviamo la repubblica. Ovviamente questo ai banchieri non piaceva affatto. Cosi' e' venuto l'impero, i patrizi dovettero vendersi come schiavi, e riscrissero la storia. Poi vennero i rinascimentali, con la ricerca della pietra filosofale che trasforma piombo in oro...

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La pietra filosofale era nient'altro che la stampa di moneta. I Medici lo capirono e si arricchirono. Eccetto che poi regnanti stranieri li misero sul lastrico, rubandogli effettivamente la pietra filosofale e rilegando l'Italia alla provincia culturale per 4-5 secoli. Oggi il problema che si e' creato e' molto simile alle crisi creditizie antiche, anche se ovviamente su scala molto piu' grande. Negli USA ci sono 65T di debito a fronte di moneta circolante (M3) di circa 12T. C'e' una discrepanza di un fattore 5. Semplicemente, non c'e' abbastanza moneta in giro per ripagare tutti i debiti. Il sistema e' insolvente. Questo non e' un incidente storico isolato, e' una trappola costruita e voluta dai nostri banchieri. Questi sanno benissimo da dove vengono e cosa succede storicamente in situazioni simili, si rifanno persino ancora largamente alla tradizione talmudistica babilonese e massonica-egiziana. E' difficile dire come si evolveranno le cose a questo punto. Internet pero' e' senz'altro un elemento molto nuovo che scopre veli millenari. Il gioco, come vedete molto vecchio ed il solito sin dalla notte dei tempiesattamente cos come lo spieghiamo in questi report ormai da anni. La dinamica del debito nel lungo periodo insostenibile per due motivi: Uno per la crescita esponenziale del debito alla fine del ciclo economico che porta poi automaticamente allimplosione del sistema http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_ott_2.pdf Perch NESSUNO si guarda bene dal mettere in circolazione il denaro necessario a ripagare gli interessi e quindi automaticamente si genera nuovo debito http://www.disinformazione.it/i_nuovi_schiavi.htm in una spirale eterna che ci vede sempre nello stesso ruoli di schiavi da millenni, senza contare il fatto che ci viene fatta pagare a carissimo prezzo della semplice carta straccia. I banchieri, scoperto il giochino redditizio, si sono tramandati le regole del gioco di generazione in generazione nella segretezza esoterica http://it.wikipedia.org/wiki/Esoterismo ; una sorta di libretto di istruzioni con il quale hanno passato indenni i millenni sfruttando il genere umano e manipolando a loro piacimento la storia. Ecco allora svelata la ragione della lucida rabbia di Ges nel tempio contro i cambiavalute e di quella frase nel padre nostro: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori; oppure il significato dellanno Sabbatico o del Giubileo che oltre ai debiti spirituali rimettevano anche quelli di denaro; oppure il Corano che bandisce gli interessi come fossero il male assoluto. Ogni religione sa cosa in grado di fare il debito e per questo lo condanna, anche se con il denaro si comprato anche il silenzio di chi avrebbe dovuto mettere in guardia da questo potere occulto e distruttoretutto ha il suo prezzo. Il segreto che avvolgeva i temi del denaro e delleconomia permetteva lazione di queste sette finanziaro-esoteriche, un lavoro facile e senza rischi, come rubare le caramelle a dei bambini. I vari governatori delle banche centrali, considerati semidei e osannati dalle masse ignoranti (che ignorano), oggi, alla luce delle nostre conoscenze, si rivelano per quello che sono: comuni delinquenti dotati anche di scarsa intelligenza visto che le loro mosse sono prevedibili e sempre le stesse da migliaia di anni. Non vi meravigliate del tono forte quasi mai usato in questi report, ma oggi riteniamo che sia arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome per evitare il perpetrarsi di questo crimine contro lintera umanit, che ci opprime da millenni.

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Lignoranza la materia con cui la cella invisibile stata costruita lentamente nel tempo e la conoscenza invece la chiave che ci porta alla libert. La differenza di questo periodo storico rispetto al passato infatti proprio questa: la conoscenza che circola e arriva a coloro che hanno orecchie per intendere e occhi per vedere dove internet lo strumento per propagare questa conoscenza. Proprio a causa dellaumento della conoscenza, lelemento nuovo dalla lontana Babilonia, questo sistema croller e verr ricostruito su basi completamente diverse e pi sane. Con la conoscenza dei meccanismi che hanno determinato la sopraffazione e la schiavit del genere umano per millenni, non si potranno pi riproporre gli schemi sino ad oggi usati con sfrontatezza e arroganza da chi detiene il potere finanziario e che dirige quello politico. Non si potr usare pi quel libretto di (d)istruzioni usato cos tante e tante volte per il solo loro vantaggio egoistico. Oggi il potere sta crollando ed ormai sotto gli occhi di tutti; il potere politico, finanziario, sociale e religioso basato su principi egoistici, di sopraffazione, sullinganno e sulla manipolazione, si sta sgretolando come un castello di sabbia ed il bello che sta crollando in modo inversamente proporzionale allaumento della conoscenza. Per questo possiamo definire questo periodo storico come eccezionale proprio per il cambiamento epocale che in atto. Noi stiamo diventando sempre pi attori protagonisti e non pi comparse che devono solo delegare il loro potere nelle mani di leader religiosi, politici, economici ecc. Attraverso la conoscenza tutti insieme possiamo (ri)costruire ci che ci stato tolto con linganno, ma un fase di estrema delicatezza. Una quantit enorme di potere e responsabilit si sta trasferendo dal vertice della piramide che crolla, alla base che sino ad oggi si stata deresponsabilizzata delegando il proprio potere a chi lo ha usato per fini ed interessi privati. Con questo trasferimento di potere in atto, a causa del crollo delle vecchie strutture, le persone dovranno essere sempre pi pronte e preparate ad accogliere il carico di responsabilit sempre crescente senza farsi sommergere dalle tante risposte, tutte nuove e diverse, che dovranno saper dare. Questa la ragione del disorientamento dilagante in questo periodo. Non essendoci pi punti fermi e non potendo ripercorrere vecchi schemi (delega di potere), solo chi insegue la conoscenza, ha principi sani e trasparenti e si prende la sua dose di respons-abilit (abilit nel dare risposte) potr affrontare questo periodo nel migliore dei modi, assecondando lenorme cambiamento in atto. Per coloro i quali invece si aggrapperanno ancora a istituzioni che crollano, schemi obsoleti e non pi funzionanti, sar una serie continua di sofferenze. Sar un periodo in cui il disorientamento della massa di persone che si vedono arrivare queste nuove responsabilit e non sono adeguatamente preparate, sfocer nella PAURA ed per questo che chi ha avuto la capacit di capire prima degli altri questo momento storico, dovr trasmettere tranquillit e far intravedere le soluzioni al crollo di un vecchio sistema che, ogni giorno che passa, manifesta in modo sempre pi eclatante i suoi limiti. La PAURA pu sfociare in RABBIA e queste due emozioni sono un mix esplosivo che non agevola la costruzione del nuovo e non agevola il cambiamento, ma permette al sistema di reagire violentemente e di affermare il proprio potere con la forza. Storicamente le rivoluzioni ed i moti di piazza hanno portato solo un rafforzamento del potere e del sistema e mai dei reali miglioramenti per la popolazione. Queste emozioni saranno poi

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esasperate anche dal potere che crolla e che non se ne vuole andare per cui questo /sar un momento molto delicato che richiede tutta la saldezza di nervi possibile. Questo un momento storico magico perch come disse qualcuno la conoscenza ci render liberi e spesso ci ritorna in mente la frase scolpita allingresso delloracolo di Delfi CONOSCI TE STESSO. In questo viaggio, ormai ventennale nel mondo economico, ci appare sempre pi chiaro che leconomia e la conoscenza, specialmente dei meccanismi umani, la chiave di tutti i nostri mali attuali e sulla quale dobbiamo lavorare. Chi ha messo in atto lattuale economia ha fatto sapientemente leva sulle debolezze dellessere umano: avidit, paura, solitudine, rabbia, egoismo. Luomo che non consapevole delle sue emozioni infatti vulnerabile e pieno di bottoni che se azionati da mani esperte, perch hanno il libretto di (d)istruzioni, ha comportamenti prevedibili e facilmente manipolabili. Azionando il bottone della rabbia, ad esempio nelle grandi rivoluzioni come quella francese e quella russa, si tolsero di mezzo personaggi scomodi come il re e lo zar per cambiare il loro potere con quello di chi azionava le leve della finanza, mentre il popolo cambiava solo padrone. Niente di diverso accade nelle guerre dove i banchieri si arricchiscono finanziando, ovviamente con lauti interessi, entrambi i contendenti tanto il perdente avrebbe pagato per tutti e due, eclatante il caso della sanguinosissima guerra tra Iran e Iraq degli anni 80 dove sia luni sia laltro erano finanziati dalle stesse forze. Per vostra conoscenza, poi ognuno potr se lo vuole approfondire, la seconda guerra mondiale sarebbe potuta finire i pochi giorni se alla Germania nazista non fosse stato fornito il petrolio da Prescot Bush (il nonno), se la Ford non avesse costruito i mezzi corazzati, moto, autocarri, auto, se lIBM non avesse fornito i primi computer per tenere la contabilit dellolocausto e tanto altro ancora. Facendo leva sulla scarsit artificiale e con gli attacchi terroristici, si aziona il bottone della paura facendo digerire tutte le diminuzioni di libert e preparando il terreno alle distruzioni programmate delle crisi economiche artificiali. Da qui si lavora pesantemente sulla sfiducia in se stessi e nel futuro e si crea la frattura con gli altri isolando le persone nella solitudine e alimentando cos avidit ed egoismo. Conoscendo questi meccanismi noi possiamo allora lavorare per una nuova economia mentre laltra, artificiale e manipolatoria, sta crollando. Noi lavoriamo sulle qualit positive delle persone rafforzando la fiducia nelluomo, quindi in noi stessi, e la solidariet della comunit. Senza gli altri siamo perduti perch luomo un animale docile che ama la compagnia e lamore. Si tratta solo di rispolverare queste qualit naturali artificialmente represse per cambiare il corso degli eventi attuali e futuri.

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Un milione di bambini con problemi di peso


Fuori forma un alunno su tre nella fascia 6-11 anni. Nonostante la dieta mediterranea, allarme obesit Se vero che chi nasce oggi pu arrivare a una vita media di 120 anni, altrettanto vero che se gli stili di vita non cambiano si rischia di perdere per strada un buon 30 per cento di questo potenziale genetico. Diabete e malattie cardiovascolari sono in agguato. Lallarme diffuso: i bambini di oggi, con gravi colpe dei genitori, sono in generale oversize. Tutti i Paesi occidentali registrano un dato comune: una crescita esponenziale del fenomeno dellobesit e del sovrappeso nellinfanzia. Anche quei Paesi che, per tradizioni alimentari, dovrebbero essere virtuosi: lItalia, patria della dieta mediterranea, ai primi posti nel mondo per il peso in eccesso dei suoi pargoli. La Campania, poi, batte ogni record. Il tutto in circa 30 anni. Scattiamo una fotografia della situazione, secondo i dati raccolti dall International Obesity Task Force: i bambini in et scolare obesi o sovrappeso nel mondo sono 155 milioni, ovvero uno su dieci. Di questi, 30-45 milioni sono classificati tra gli obesi, il che significa il 2-3% dei ragazzi in et compresa tra i5 e i 17 anni. In Europa il problema dellobesit infantile sempre pi diffuso: ogni anno negli Stati membri dellUnione Europea circa 400 mila bambini sono considerati soprappeso e oltre 85 mila obesi. Per quanto riguarda la sola obesit giovanile, oggi la prevalenza in Europa risulta essere 10 volte maggiore rispetto agli anni Settanta. Il problema dellobesit e del sovrappeso nei bambini ha acquisito unimportanza crescente anche in Italia, sia per le implicazioni dirette sulla salute del bambino, sia perch rappresenta un fattore di rischio per linsorgenza di patologie in et adulta. Oggi, su 100 bambini della classe terza elementare quasi 24 sono in sovrappeso (23,6%) e oltre 12 sono obesi (12,3%). Complessivamente si stimano oltre un milione e centomila bambini italiani, tra i sei e gli undici anni, con problemi di obesit e sovrappeso: pi di un bambino su tre. Quali le cause? Claudio Maffeis, pediatra delluniversit degli studi di Verona, ha stilato un rapporto per il Barilla Center for Food Nutrition, organismo creato allinizio del 2009 come centro di pensiero e proposte dallapproccio multidisciplinare per affrontare il mondo della nutrizione e dellalimentazione mettendolo in relazione con le tematiche a esso correlate: economia, medicina, nutrizione, sociologia, ambiente. Organismo garante del Barilla Center for Food Nutrition lAdvisory board, composto da Barbara Buchner, ricercatrice presso lInternational Energy Agency di Parigi (Iea); Mario Monti, economista; Gabriele Riccardi, endocrinologo; Camillo Ricordi, diabetologo; Joseph Sassoon, sociologo; Umberto Veronesi, oncologo. Scrive Maffeis nel rapporto: evidente la grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari che non favoriscono una crescita armonica e che predispongono allaumento di peso, specie se concomitanti. In particolare, emerge che l11% dei bambini non fa colazione; il 28% la fa in maniera non adeguata; l82% fa una merenda di met mattina troppo abbondante (oltre 100 calorie); il 23% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente n frutta n verdura. Da qui indicazioni utili anche per lindustria alimentare. Anche i dati raccolti sullattivit fisica sono poco confortanti: solo un bambino su 10 fa attivit fisica in modo adeguato per la sua et e uno su 4 non ha svolto attivit fisica il giorno precedente lindagine. La met dei bambini,

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inoltre, possiede un televisore in camera propria. Aggiunge Renata Lorini, pediatra delluniversit di Genova: La percezione del problema da parte dei genitori, infine, sembra essere inversamente proporzionale alla frequenza statistica del peso in eccesso: quattro mamme su dieci di bimbi in sovrappeso non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto allaltezza. La European association for the study of diabetes (Easd) e la Federazione diabete giovanile riconoscono la prevenzione e il trattamento dellobesit come il pi importante problema di salute pubblica in tutto il mondo. Oltre alla rilevanza sanitaria, infatti, lobesit e il sovrappeso generano anche un significativo effetto negativo sui costi della sanit. Molto interessanti appaiono i risultati di un recente studio condotto su giovani americani di et compresa tra i6 e i 19 anni negli anni 2002 e 2005 e basato sui dati di unimportante indagine statistica nazionale (Medical expenditure panel survey, Meps). Che cosa emerso? I soggetti classificati obesi in entrambi gli anni hanno generato maggiori costi sanitari: 194 dollari in pi per visite ambulatoriali, 114 dollari in pi per prescrizione di farmaci e 12 dollari in pi per prestazioni demergenza rispetto ai bambini con peso normale. Estrapolando i dati per lintera popolazione si pu dire che obesit e sovrappeso tra i giovani causano costi incrementali per il sistema sanitario americano di 14,1 miliardi di dollari lanno per visite ambulatoriali, farmaci e medicina durgenza. Diretta conseguenza di sovrappeso e obesit, dei disturbi metabolici o dismetabolismi giovanili, il diabete precoce con tutte le conseguenze. Il diabete di tipo II, quello che un tempo veniva classificato come senile, oggi sembra avere abbassato let anagrafica della sua comparsa. A Roma, nellultima edizione di Changing Diabetes Barometer Project, Anil Kapur, managing director della World Diabetes Foundation, ha sottolineato: Le stime riguardanti i costi globali dellhealthcare prevenzione, trattamento del diabete e delle sue complicanze si attestano per il 2010 intorno a 376 miliardi di dollari, mentre nel 2030 questo numero destinato a superare i 490 miliardi di dollari. Tutto ci senza calcolare i costi per malattie cardiovascolari e ictus, comprese le disabilit indotte, che con sovrappeso e obesit sono strettamente collegate. La roadmap di Changing Diabetes prevede, in Italia, una rete di collegamento in grado di armonizzare dati ed evidenze relative allo stato del diabete a livello locale, favorendo cos lo sviluppo di un piano di azione nazionale coerente ed efficace e di un sistema di cura uniforme e integrato su tutto il territorio, ponendosi come una guida reale per le Regioni. A partire dai primi anni di vita. Perch nei primi due anni che si segna il destino metabolico futuro. questo il momento in cui uniperalimentazione, oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose (ipertrofia), determina anche un aumento del loro numero (iperplasia). Ed il momento che favorisce lobesit in et adulta, oltre a una difficolt a scendere di peso o a mantenerlo nei limiti. Questo per limpossibilit a eliminare gli adipociti maturi una volta completata la loro differenziazione. Quindi, a conti fatti, la cultura della corretta alimentazione pesa pi della genetica. E forse nei Paesi occidentali proprio quella cultura a scarseggiare.
Mario Pappagallo 07 aprile 2010

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Microcredito: ora i poveri si ribellano


Sotto accusa i metodi e i tassi di interesse in crescita della Grameen Bank creata da Muhammad Yunus

DAL NOSTRO INVIATO 04 luglio 2009

DHAKA Tre anni fa, anche chi non aveva mai sentito prima il suo nome inizi a ammirare Muhammad Yunus come una sorta di icona globale. Nella motivazione del Premio Nobel per la pace che ricevette nel 2006 con Grameen Bank, venivano sottolineati gli sforzi per creare sviluppo sociale ed economico dal basso e labilit nel tradurre una visione in azioni concrete a beneficio di milioni di persone, non solo in Bangladesh. Fu lapoteosi del microcredito, diffuso a quel punto in oltre cento Paesi. Da allora Yunus, il figlio di un orafo di Chittagong che si fece professore di economia e poi banchiere dei poveri, per molti occidentali diventato qualcosa di simile a un santo contemporaneo. Lui ci convive, nel suo studio al quarto piano del grattacielo di propriet di Grameen Bank a Dhaka: non lo disturba neanche il sospetto che questa venerazione sia un ingranaggio inconscio attraverso cui nei Paesi ricchi ci si autoassolve del dramma della povert. I sentimenti nei miei confronti sono genuini osserva poi per le persone si sentono impotenti a cambiare il mondo.] Fu lapoteosi del microcredito, diffuso a quel punto in oltre cento Paesi. Da allora Yunus, il figlio di un orafo di Chittagong che si fece professore di economia e poi banchiere dei poveri, per molti occidentali diventato qualcosa di simile a un santo contemporaneo. Lui ci convive, nel suo studio al quarto piano del grattacielo di propriet di Grameen Bank a Dhaka: non lo disturba neanche il sospetto che questa venerazione sia un ingranaggio inconscio attraverso cui nei Paesi ricchi ci si autoassolve del dramma della povert. I sentimenti nei miei confronti sono genuini osserva poi per le persone si sentono impotenti a cambiare il mondo. Nelle sue stanze, Yunus d unimpressione di profondit semplice e priva di fanatismo. La saletta dangolo dove lavora sembra pi la biblioteca di uno studioso che lufficio di un banchiere. Agli altri venti piani delledificio, uno dei pi belli in citt, operano molte delle societ da lui fondate con il marchio Grameen dalla sanit, allenergia, allinformatica, alle telecomunicazioni, al tessile, al settore alimentare in cui Yunus figura regolarmente presidente del consiglio damministrazione.

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Per la dimensione del Bangladesh, alcuni di questi gruppi sono colossi industriali e leader di mercato ( vedi sotto) ma il quartier generale di Grameen Bank ha unaria decisamente austera: luci al neon, mobilio spaiato e di risulta, computer di quasi 20 anni fa, faldoni accatastati come in una banca di met 800. Una signora velata dorme profondamente sulla scrivania delle segretarie, poi di colpo si sveglia e prende una chiamata. Nella sua lezione alla cerimonia del Nobel nel 2006, Yunus disse che la banca di routine in utile (pari a 13,5 milioni di euro nel 2008) e certo i risultati sono impressionanti: quasi otto milioni di clienti in 85 mila villaggi del Bangladesh prendono il microcredito di Grameen. Lazionariato composto al 96% dalle donne mutuatarie (il resto dello Stato), Yunus un dipendente e sui benefici del microcredito esiste ormai una letteratura vasta e seria. Ora la banca deve fare i conti con sfide nuove. Per aiutare i villaggi colpiti dai cicloni sempre pi frequenti per leffetto- serra, dice Yunus, diamo nuovi prestiti anche se non cancelliamo quelli precedenti: semmai estendiamo le scadenze , ampliando il portafoglio crediti. Fonti ufficiali di Grameen precisano che dopo Aila, luragano che un mese fa ha distrutto i raccolti per 5 milioni di persone e le case di centinaia di migliaia, Grameen ha cessato di incassare le rate e dato cibo, acqua, aiuti sanitari. Visto da Kalapara, 300 chilometri pi a Sud sul Golfo del Bengala, il quadro appare per alquanto diverso. Qui Aila ha devastato i campi, ucciso il bestiame, contaminato i pozzi. E la filiale di Tiakhali Kalapara di Grameen Bank passata a riscuotere la sua rata settimanale il giorno dopo il ciclone, racconta la 35enne Taposi (il cognome non lo d), portavoce di un gruppo di dieci donne clienti. Aiuti non se ne sono visti, mentre a novembre 2007 con il ciclone Sidr (10mila morti) la banca concesse lequivalente di quasi cinque euro per cliente, pari a due giorni di guadagno di un guidatore di risci, e unestensione di sei mesi delle scadenze. Stavolta non hanno atteso neanche poche ore per riscuotere, dice Taposi. Vista dai villaggi del Bangladesh, Grameen Bank sembra unistituzione detestata e temuta. Quasi impossibile trovare qualcuno disposto a parlarne bene. Jamal Matubbar, 51 anni, consigliere comunale indipendente di Kalaparouri, un centro a 20 chilometri dal Golfo del Bengala, drastico: Quella banca sta creando enormi problemi alla nostra comunit, succhia il sangue alla gente come le formiche rosse. Taposi e il suo gruppo di co-mutuatarie parlano, e a tratti piangono, come si sentissero prigioniere di Grameen. Fra le dieci nessuna ritiene di aver mai avuto un beneficio dai suoi prestiti. Il primo problema la celebrata (in Occidente) obbligazione di gruppo nel caso di insolvenza individuale: gli altri clienti devono ripianare. Secondo la banca un modo per responsabilizzare le comunit. Ma Taposi e le sue amiche devono autotassarsi quando una sola manca un pagamento, andando a loro volta in difficolt: ci mette Grameen Bank pi al riparo dalle perdite ma crea liti e denunce nei villaggi. La banca sostiene che non punisce mai gli insolventi (Non usiamo strumenti legali), ma non pu ignorare che nei gruppi di clienti si litiga, ci si denuncia, ci si pignora a vicenda e si entra in cause che a volte finiscono con la prigione del debitore. A Kalapara, molti credono che questo sistema sia volto a scaricare su altri, cio sugli stessi clienti, il costo dei ricorsi e delle sofferenze. Se ho un reddito di un dollaro si chiede Taposi perch devo pagare pi di un dollaro per un mutuo non mio?. Un ulteriore problema il nuovo credito preso per sostenere il vecchio, specie quando i prestiti di Grameen vengono usati per comprare da mangiare e non per unattivit. quanto accade

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spesso in villaggi colpiti da cicloni o inondazioni, a maggior ragione perch Grameen inizia a riscuotere le sue rate settimanali gi una settimana dopo aver concesso il credito. I casi in cui manca il tempo di far fruttare una nuova attivit sono frequenti, quindi gli oneri da interessi si accumulano: secondo Sheikh Hasina, primo ministro del Bangladesh, possono arrivare al 36%. Renu Hawlader, 25 anni, racconta di aver chiesto un prestito da 20 mila taka (205 euro) per ristrutturare il negozio di riso del marito, ma ne ha avuti solo 10 mila (Anche se in otto anni non ho mai mancato una rata). Dalla prima settimana e per 50 in totale, come mostra il suo libretto di banca, Renu ripaga ora 200 taka di capitale, 30 di interessi e 20 di deposito: fa un onere del 12,5%. Proprio il deposito la voce pi contestata dalle donne di Kalapara: non figura come interesse passivo, ma viene richiesto dalla banca e va su un conto di risparmio che, accusano Renu, Taposi e le altre, la filiale blocca per dieci anni. Ossia, fino a 9 anni dopo lestinzione del debito. Grameen Bank non si impegna ex ante sul rendimento del deposito, ma chi riscatta i risparmi prima dei dieci anni non riceve interessi: solo il capitale, eroso dallinflazione. Kanan Bala, 43 anni, racconta: Mio marito falegname, dopo sette anni abbiamo dovuto ritirare il deposito per la bottega e la banca si tenuta gli interessi. Sono con Grameen da 25 anni, ma per me non c sviluppo: ho provato a lasciare la banca e per tre volte mi hanno offerto nuovi fondi. Il deposito ha cos un doppio effetto: vincola le clienti (Taposi dice che cambierebbe istituto, se potesse riavere i suoi soldi) e finanzia Grameen Bank. Lattivit dellistituto infatti alimentata per intero dai depositi, a un costo del capitale dichiarato dell8,56%. Grameen Bank contesta la versione di queste donne. Sostiene che pratica un interesse fisso del 10%, non richiede garanzie n depositi, prende impegni preventivi sui rendimenti dei risparmi e versa in ogni caso gli interessi. Quanto alle rate reclamate subito dopo i cicloni, afferma, questa non la politica della banca. Seduto nel suo studio di Dhaka, Yunus propone anche un sistema a colori per qualunque prodotto in vendita: Rosso se nuoce al prossimo, giallo se c un dubbio in proposito, verde se non fa alcun male. Le filiali di Grameen nelle campagne del Bangladesh tendono al verde: spesso, sono gli edifici pi imponenti del villaggio.
Federico Fubini

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In India il microcredito diventa for profit. E se finisse come i mutui Usa?


Il gigante dei microprestiti Sks si apre a nuovi investitori. Nel settore cresce l'allarme per una possibile bolla speculativa E alla fine anche al microcredito inizi a piacere il profitto. Vikram Akula, fondatore del gigante indiano dei microprestiti Sks, si messo a dare i numeri: 182 milioni di dollari rastrellati dalle societ di private equity (tra cui Sequoia Capital e Vinod), quasi 16,8 milioni di azioni esistenti rimesse sul mercato, 7,4 milioni di titoli societari emessi ex novo. Il lancio dellofferta pubblica iniziale (Initial public offering, Ipo) che dovrebbe portare sul mercato Sks ormai alle porte. Dopo mesi di rumors, infatti, il traguardo sembra davvero imminente: settimane (si era parlato addirittura di questa), forse giorni. Per lindustria microfinanziaria dellIndia un momento di grande eccitazione. Lingresso di investitori del calibro di Citigroup e Credit Suisse con la conseguente trasformazione di Sks in una vera e propria societ for profit segna infatti quel passo in avanti (o indietro, a seconda dei punti di vista) che promette di rivoluzionare il settore. Ma mentre lattesa sale sempre pi frenetica alcuni analisti hanno gi lanciato a gran voce il loro allarme: la microfinanza indiana assomiglia sempre di pi ai vecchi mutui americani e rischia di procedere senza freni verso il baratro dellinevitabile default. Negli Stati Uniti le banche concedevano muti pari al 120% del valore delle abitazioni, nellIndia rurale la gente ottiene prestiti equivalenti al 150% del valore delle loro imprese ha dichiarato aBusinessweek la direttrice della societ Micro-Credit Ratings di New Delhi Sanjay Sinha. Le condizioni per una bolla speculativa, insomma, sarebbero evidenti e le cifre lo confermerebbero. Si tratta, per altro, di un allarme gi emerso in passato quando le valutazioni, per, apparivano pi teoriche che altro. Nel settembre 2009 la denuncia bolla del Wall Street Journal aveva attirato su di s molte critiche. Tesi superficiale e prevenuta, dicevano alcuni. Analisi lucida e inquietante ribattevano altri. A distanza di mesi, per, lidea che prestiti facili, assenza di controllo, tassi elevati e boom degli investimenti della finanza tradizionale abbiano gonfiato oltremisura il settore sembra trovare nuove conferme. Paesi come Nicaragua, Pakistan, Bosnia e Marocco hanno gi visto impennare i propri tassi di insolvenza, passati da un modestissimo 1-2% a una media del 10%. E adesso, alla vigilia della tanto attesa Ipo di Sks, cresce il numero di quelli che pensano che presto toccher anche allIndia. Perch laspetto ipertrofico il settore indiano sembra averlo ormai assunto in pieno. Il mercato indiano dei microprestiti ha ricordato un paio di mesi or sono Vijay Mahajan, presidente della locale lobby Mfi Network, vanta una crescita annua del 75% ma anche, occorre aggiungere, unenorme potenzialit di sviluppo tuttora inesplorata. in questo contesto che un ambizioso come Vikram Akula ha potuto espandere senza ostacoli il business della sua Sks. Quella che nel 1997 era stata fondata come semplice ong ha infatti visto il suo ammontare prestiti passare dai

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21 ai 790 milioni di dollari tra il marzo 2006 e il settembre 2009. Ma le ambizioni di Sks non sono tutto. Ad alimentare i timori di una sempre pi diffusa insolvenza capace di svelare la verit sulla bolla facendola semplicemente scoppiare ci sono poi le crescenti perplessit sullimpennata dei tassi di interesse. Da sempre gli operatori del microcredito sono costretti ad applicare tassi che, se caricati dalle banche, sarebbero definiti senza esitazione da usurai. Il settore si difende sottolineando gli enormi costi gestionali e ribadendo la diffusa sostenibilit del modello (leggasi bassa insolvenza). Di recente tuttavia il fenomeno sembrato andare fuori controllo. La crescita della partecipazione dei privati (che nel 2008 hanno superato i governi nella classifica dei finanziamenti al settore) ha prodotto unimpennata dei tassi apparsa a molti come una conseguenza del tutto logica. Contrariamente ai tradizionali prestiti bancari, infatti, le operazioni di microcredito non sono soggette a limiti sul costo del denaro, motivo per il quale gli investitori potranno sempre contare sullopportunit di caricare legalmente interessi esorbitanti. Esempi gi noti (come quello della societ messicana Compartamos) confermano la teoria e in fondo c poco di cui stupirsi. Alzare arbitrariamente il costo del denaro il modo pi rapido di garantire nuovi profitti. Un obiettivo, questultimo, destinato a mantenersi basilare. Almeno fintantoch sullinteresse dei poveri prevarr quello degli azionisti.

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Notizie legali-fiscali http://www.agraria.org/estimo%20economia/notizielegali/usicivici.htm

Gli usi civici

Gli usi civici (Il Contadino luglio 1999 - a cura dell'avv. Mario Casari)
Gli usi civici sono diritti d'uso che spettano a coloro che compongono una determinata collettivit. Tale uso si manifesta in attivit relative al godimento di un determinato bene quale: godere del pascolo, fare legna o usare dei prodotti del bosco, seminare terreni, ecc. Risalgono a vecchi diritti collettivi prima ancora che sorgessero i comuni; quando poi la propriet pass al Comune come ente rappresentativo della collettivit, i singoli cittadini rimasero comunque titolari del relativo diritto. Sono diritti inalienabili e imprescrittibili e non soggetti a commercio. Appartengono alle popolazioni di un determinato territorio ove hanno la residenza e sono soggetti al regime giuridico dei beni demaniali. Sono diritti a carattere gratuito perch il singolo cittadino titolare dell'uso, tutt'al pi pu pagarsi il sevizio per tale sfruttamento. Hanno perso di attualit con l'evolversi delle situazioni economiche per cui non rispondono pi a quel carattere di necessit di un tempo; tant' che le Amministrazioni ne facilitano lo sgravio attraverso il procedimento cosiddetto di affrancazione e liquidazione, dando la possibilit ai proprietari dei terreni gravati, di liberarli pagando ai Comuni un prezzo che pu essere in natura (parte del fondo) o attraverso un canone capitalizzato. I terreni utilizzati come pascolo e bosco dovranno essere gestiti secondo le norme della legge forestale che prevedono la costituzione di aziende speciali per la gestione di piani economici relativi, seguiti da successivi regolamenti comunali. N i privati possono pretendere qualsiasi diritto per usucapione o per qualsiasi altro uso sui beni soggetti ad uso civico che peraltro, anche se momentaneamente non esercitati, sono comunque sempre esistenti. I beni di uso civico dovrebbero essere goduti in natura. ovvio che se per ragioni pratiche l'Amministrazione dovesse provvedere collettivamente al taglio e alla fatturazione di legna o altro e alla consegna dei quantitativi assegnati potr esigere il rimborso delle spese sostenute senza per ottenerne degli utili. Solo dopo soddisfatti tali diritti in natura l'ente amministratore potr vendere le erbe, la legna o il legname esuberante, a profitto dell'Amministrazione. Per vendita si pu comprendere ogni altro modo di sfruttamento del prodotto quali l'affitto, la concessione in uso, ecc.

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La festa del grano "Senatore Cappelli"


CUTRO Si svolge questa mattina, presso l'Istituto Agrario di Cutro guidato dalla dirigente scolastica Serafina Scerra, la festa del raccolto del grano "Senatore Cappelli", organizzata dalla scuola e dall'associazione "Arcipelago Scec" nell'ambito del progetto "Il Sapore del cuore". L'obiettivo dell'iniziativa quello di fare diventare il pane di Cutro prodotto con il Grano Cappelli, un prodotto di nicchia. Prima della mietitrebbiatura si svolger un convegno al quale parteciperanno le Istituzioni, le associazioni di categoria, monsignor Domenico Graziani per la Curia Arcivescovile, Napoleone Guido per Arcipelago Scec e Rete Impresa Italia per la Calabria, Michele Zannino per le Acli Terra, Santo Vazzano per Confcooperative, Francesco Lamanna per l'Arssa e Paolo Scandale per l'associazione Panificatori di Cutro. Nel corso del confronto, si discuter tra l'altro della possibilit che il grano Creso, oggi largamente consumato, sia responsabile dell'elevato aumento dei casi di celiachia. Per l'occasione sar allestito un museo all' aperto con gli attrezzi e i macchinari che venivano usati anticamente per la mietitrebbiatura del grano. Seguir una degustazione di prodotti tipici preparati e serviti dagli studenti dell' Istituto Alberghiero.(p.b.)

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Pubblicato su ArcipelagoSCEC - Coordinamento Nazionale (http://www.arcipelagoscec.org)

Da Crotone una nuova volont di rilancio dello sviluppo locale,


a colloquio con Pierluigi Paoletti Da Redazione Creato il 25/11/2010 - 13:31 di Guido Gallelli fonte: aise

Una rondine non fa primavera ma certo gli esiti del seminario organizzativo sui Poli regionali di Innovazione [3], promosso dalla Provincia di Crotone marted 16 novembre, lasciano comunque ben sperare che qualcosa stia cambiando, nei metodi e nei contenuti, rispetto alle vecchie prassi di sviluppo locale nel crotonese. I Poli regionali di Innovazione assegnati dalla Regione Calabria a Crotone, che nascono nellambito del programma POR FESR Calabria 2007-2013 (Programma Operativo Regionale - Fondo Europeo Sviluppo Regionale), costituiscono unopportunit che la Provincia di Crotone sembra essere determinata a voler cogliere nella situazione attuale del suo territorio, cos fortemente caratterizzato da crescenti difficolt economiche ed occupazionali. A tale scopo, il presidente della Provincia, Stano Zurlo, coadiuvato dal vice presidente Gianluca Bruno e dallassessore allEnergia Franco Senatore, ha voluto chiamare a raccolta tutti i soggetti potenzialmente interessati a contribuire con le loro specifiche competenze al tavolo di lavoro riguardante il Polo delle Energie Rinnovabili e dellEfficienza Energetica. Oltre alla vicepresidente della Regione Antonella Stasi e al consigliere regionale Salvatore Pacenza, al seminario sono intervenuti, tra gli altri: il presidente di Confindustria Dino Romano; il presidente della Camera di Commercio, Roberto Salerno; Maria Bruni del Parco Scientifico e Tecnologico; Gianni Cuda dellUniversit Magna Grecia; Salvatore Foti, presidente di Crotone Sviluppo; Napoleone Guido, consigliere nazionale del Cnel; Marilina Intrieri e Ubaldo Prati del Consorzio Universitario, che ha messo a disposizione del Polo la sua sede. Lintento quello di interpellare aziende calabresi e non, Universit e Centri di ricerca per costituire un soggetto gestore del Polo che riesca a garantire linteresse delle imprese partecipanti insieme allo sviluppo del territorio. La vera novit consistita nella partecipazione al tavolo dellassociazione Arcipelago SCEC [4], unica nel suo genere perch, pur senza scopo di lucro, si occupa dello sviluppo delle economie locali [5]. Questa associazione riuscita a conquistarsi nel tempo un suo ruolo e una sua autorevolezza sul territorio crotonese grazie al concreto contributo dato alla costituzione dei Poli Innovativi attraverso il Patto Scuola-Lavoro-Impresa. A questo proposito, il presidente della Provincia di Crotone Stano Zurlo ha dichiarato: Credo fermamente nel contributo di idee e progettualit che viene offerto da Arcipelago SCEC. Da tempo infatti ho avuto modo di cogliere la bont del loro impegno sulle tematiche dellambiente, dellagricoltura, delle politiche di risparmio dellenergia. Sono certo che anche con il loro contributo si dar corso a progetti che saranno indirizzati innanzitutto al miglioramento della qualit della vita dei nostri cittadini. Il presidente nazionale di Arcipelago SCEC, Pierluigi Paoletti, intervenuto sottolineando la disponibilit di mettere a disposizione del progetto le professionalit di livello nazionale ed internazionale che collaborano con lassociazione. In particolare, Paoletti ha ribadito la necessit

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di focalizzare le forze del Polo delle Energie Rinnovabili e dellEfficienza Energetica sul processo di innovazione in atto nella Regione con particolare riferimento al consumo di energia nelle aziende agricole e al comparto della bio-edilizia. Il riconoscimento del ruolo di interlocutore che Arcipelago SCEC sta svolgendo nel progetto rappresenta la cartina di tornasole sulla reale volont di cambiamento della Provincia di Crotone rispetto ai comportamenti del passato. Chi ha partecipato al seminario rimasto colpito nellassistere ad un primo, piccolo miracolo consistente nellessere effettivamente riusciti ad aggregare le pi importanti istituzioni del territorio su un obiettivo comune: la partecipazione di tutti al bando per i Poli di innovazione sulle energie rinnovabili. Arcipelago SCEC unassociazione a carattere nazionale, senza scopo di lucro, la cui principale finalit consiste nel creare dei circuiti virtuosi di economia solidale [6] ponendo il benessere della collettivit al centro dei processi locali di sviluppo in un contesto di utilizzo armonico delle risorse naturali. Presente in 11 regioni attraverso altrettante associazioni regionali affiliate, da qui il nome di Arcipelago, lassociazione pu gi contare in Italia su circa 10.000 associati, di cui 8.000 famiglie e 2.000 imprese piccole e medie in tutti i settori produttivi. Per capire meglio come questa associazione stia operando con successo sul territorio crotonese, abbiamo rivolto alcune domande al suo Presidente, Pierluigi Paoletti. D. Dr Paoletti, ci spiega come la sua associazione sia riuscita a diventare interlocutore, in un territorio notoriamente problematico come quello crotonese, di un progetto complesso come quello dei Poli regionali di Innovazione? R. Il ruolo di parte terza, di chi non ha cio particolari interessi in gioco, ci ha consentito di fatto di svolgere una funzione di collante nei confronti di tutti gli altri interlocutori. In particolare, questo merito va riconosciuto ad Ettore Affatati, che oltre ad essere il presidente diArcipelago SCEC Calabria [7] anche la persona che pi di ogni altra si impegnata per mettere intorno a un tavolo tutti i soggetti che possono favorire lo sviluppo del territorio. Ha fatto un lavoro splendido. D. Per fare questo avete potuto contare su qualche forma di finanziamento? R. No, non c stato nessun tipo di finanziamento. stata unazione svolta in maniera volontaria e gratuita. Inoltre, va detto anche che da pi di quattro anni Arcipelago SCEC fortemente impegnata nel promuovere e realizzare un progetto molto innovativo, denominato Scuola Impresa e Lavoro. Insieme a noi, questa iniziativa ha visto il coinvolgimento attivo del Polo scolastico di Cutro, dell Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri di Le Castella, come pure della arcidiocesi di Crotone, degli enti locali, delle associazioni di categoria sulla base della convinzione che non dato promuovere una nuova cultura imprenditoriale mirata alla valorizzazione del territorio se prima non si riparte da uno sforzo educativo e formativo serio con i ragazzi che frequentano gli ultimi anni di scuola superiore. D. E come si attua in concreto il collegamento con il mondo dellimpresa e del lavoro? R. Attraverso lattuazione di una proposta imprenditoriale, elaborata su scala nazionale da Arcipelago SCEC, mirata a costituire delle strutture sul territorio per rivitalizzare sia il settore agroalimentare, oggi a rischio di collasso, che le altre produzioni locali e artigianali che rischiano anchesse di scomparire. Queste strutture noi le abbiamo chiamate: Emporio&Botteghe [8]. La nostra idea quella di farle gestire da cooperative di alunni gi diplomati delle scuole e adeguatamente formati da noi alluso di particolari strumenti informatici, basati su internet, e da noi messi a loro disposizione. Lobiettivo quello di consentire alla produzione locale di competere con i prodotti di importazione in termini di prezzo e qualit mediante la collaborazione tra imprese,

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la riduzione delle filiere produttive, la creazione di economie di scala e di gruppi di acquisto per settori merceologici in modo da aumentare il potere contrattuale con i fornitori. Un particolare aspetto qualificante del progetto quello di ridistribuire gli utili generati da Emporio&Botteghe ai produttori agricoli che parteciperanno al progetto in modo tale da consentire loro di rientrare nei costi e ridare loro la possibilit di qualificare ulteriormente la loro produzione. D. Tutto ci appare molto interessante, almeno sulla carta. Ma come concretizzare tutto ci allinterno di una realt sociale ed economica particolarmente svantaggiata, nella quale permangono limiti strutturali che collocano il territorio crotonese agli ultimi posti nelle graduatorie degli indici socio-economici nazionali? R. Siamo consapevoli delle difficolt. Ma possiamo anche contare sullaiuto di uno strumento innovativo ed efficace che stato ideato dai nostri soci napoletani, lo SCEC [9]. La parola SCEC un acronimo che significa: la Solidariet ChE Cammina. Si tratta di Buoni Locali di Solidariet che agiscono come se fosse una sorta di moneta complementare alleuro. Ma, sia ben chiaro, non una moneta. un buono che funziona come sconto sul prezzo in euro, variabile mediamente da un 10 a un 30%. Attraverso la loro circolazione in un territorio limitato, gli SCEC sono in grado di aumentare il potere di acquisto delle famiglie e di agevolare leconomia locale. Inoltre, essendo distribuito gratuitamente, non crea debito come accade invece per la creazione monetaria cartacea ed elettronica. In altre parole, lutilizzo dello SCEC crea una rete di sconti e di sinergie con tutti gli attori economici e sociali del territorio in modo tale da consentire il reinvestimento sullo stesso territorio della ricchezza prodotta. D. Detta cos, sembra proprio luovo di Colombo applicato alla dinamica dello sviluppo locale. R. In un certo senso, cos. Ma ci che mi preme soprattutto di sottolineare che lo SCEC uno strumento che pi viene fatto circolare pi pu facilitare la ricomposizione su base solidaristica delle relazioni che caratterizzano una comunit locale. A questo proposito, mi piace citare una locuzione di Buckminster Fuller che abbiamo messo in evidenza anche nel nostro sito web
(http://www.arcipelagoscec.net/ [10]):

Non cambierai mai le cose combattendo la realt esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realt obsoleta.

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Lebook del libro disponibile qui:


http://www.scecservice.org/wp/?page_id=3000 http://www.centrofondi.it/wp/

Questo libro non ha prezzo


(stamparlo ci costato 1 Euro e Scec, quello che vorrai donare servir per la prossima ristampa).