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Il primo messaggio 7

Prima parte. Un angelo che vola in mezzo al cielo Il primo angelo di Ap 14:6-7 ha una premessa (v.6a), indica i destinatari (v. 6,b), ha un inciso che lo contestualizza (v. 7,b) annuncia un messaggio chiaro e diretto (v 7,c). 1. Un angelo che vola in mezzo al cielo Nel capitolo precedente abbiamo gi preso in considerazione il tema del messaggero, ci limitiamo qui al fatto che langelo vola in mezzo al cielo. Ora, il testo di Apocalisse 14:6-12 costituisce l'ultimo messaggio di Dio annunciato da un angelo "volante in mezzo al cielo". Una prima lettura di questi versi e un suo accostamento con altri testi simili ci porta a concludere che "viene dal cielo", si tratta quindi di un essere celeste. Nell'Apocalisse la parola "CIELO" indica sempre il "luogo" lass dove risiede Dio1 ma non indica sempre "quel luogo". Ranko Stefanovic nel suo libro Revelation Of Jesus Christ2 sostiene che con cielo si deve intendere il rimanente fedele che regna nei luoghi celesti. Sicuramente le Scritture supportano sia la tesi che intende con cieli il luogo di lass3 sia questa di Stefanovic. Nella parabola di Matteo 25 le 10 vergini rapprendano la chiesa militante che combatte qui ed ora. Ges esordisce dicendo che esse sono il regno dei cieli (v.1)4. In Apocalisse, al capitolo 12 la visione si apre "nel cielo" (vers. 1) ma i fatti avvengono sulla terra. Questo capitolo riporta la storia del popolo di Dio perseguitato e ucciso, certamente non pu essere perseguitato nel cielo! Cielo quindi indica non solo il luogo di Dio. Nel testo in esame poi, l'angelo, il nostro messaggero, non "dal Cielo, o del cielo" ma in mezzo ad esso. Il termine non OURANOS, usato tutte le volte in cui viene usata l'espressione cielo, ma MESOURANEMA, usato solo tre volte e solo in Apocalisse5, questo termine indica latmosfera, il cielo dove volano gli uccelli. Questo angelo non dunque nel cielo dimora di Dio, ma in terra. Questi angeli messaggeri, poich si tratta di tre angeli, sono poi identificati con i santi, con i fedeli (Apoc. 14:12), i 144.000 di cui abbiamo parlato. 2. Il contesto del tempo profetico, in contesto storico. Prima di entrare nel contenuto del messaggio si impone la contestualizzazione del tempo di questo messaggio. Una frase particolare ed il suo contesto generale ci permettono questo: perch l' ora del suo giudizio venuta (V. 7). Questo inciso ci richiama allarrivo del giudizio e ci porta inevitabilmente a creare subito il collegamento con Daniele 7. In questo capitolo il profeta presenta ripetutamente una sequenza precisa: il dominio delle 4 bestie, con il periodo di un tempo dei tempi e la met di un tempo (vv. 1-8; 16-25), linsediamento della sessione di giudizio (vv. 9-12; 26), lavvento del figlio delluomo e la costituzione del regno (vv. 13-14; 27). Con una sequenza pressoch identica il libro dellApocalisse ci presenta gli stessi eventi. I capitoli 11-13 a cornice dello stesso periodo profetico6 propongono eventi che sono legati e dipendenti allazione delle bestie che Giovanni ci propone fuse e assommate in un'unica bestia che
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Ap. 1:1; 5:2; 8:2-6; 10:1; 14:18; 22:8 Ranko Stefanovic. Revelation Of Jesus Christ, Andrews University Press, U.S.A. 2002. p. 238 3 Ap 4:1; 8:1; 10:1; 11:15; 18:1; 19:1; 20:1 4 Questa espressione nella predicazione di Ges molto frequente e con cielo si intende la sua realt sulla terra: Matt. 3:2; 4:17; 5:3, 10, 19f; 6:10; 7:21; 8:11; 10:7; 11:11f; 13:11, 24, 31, 33, 44f, 47, 52; 16:19; 18:1, 3f, 23; 19:12, 14, 23; 20:1; 22:2; 23:13; 25:1. Anche nellA.T. troviamo questa lezione, cfr. Is 34:4; Dn 8:10, 5 Ap 8:13; 14:6; 19:17 6 Cfr. Ap 11:2-3; 12:6,14; 13:5.

presenta tutte le caratteristiche delle quattro di Daniele 7: E la bestia che io vidi era simile a un leopardo, i suoi piedi erano come quelli dell' orso e la sua bocca come quella del leone; e il dragone le diede la sua potenza, il suo trono e grande autorit7. Dopo la storia di questi poteri anche Giovanni presenta, con un semplicissimo inciso, larrivo del giudizio e anche qui infine la descrizione del Ritorno di Cristo. Sia Daniele che Giovanni presentano il tempo del giudizio precedere lavvento di Cristo. Questo periodo che precede il Ritorno di Cristo il tempo adatto per dare un messaggio particolare e solenne. Cos lo presenta Ranko Stefanovic8: Apocalisse 13 dipinge gli eventi che preparano e precedono la crisi finale della storia. Come la fine si avvicina, sia le celesti forze del bene che la triade satanica delle tenebre accentuano i loro appelli agli abitanti della terra. La trinit satanica cerca di sedurre il popolo di Dio sulla terra e portarlo ad adorare la bestia. Dallaltro canto Dio fa annunciare ai popoli della terra uno speciale messaggio di salvezza possibile solo tramite il Vangelo. Tutto questo durante il tempo del giudizio prima del pi grande ed importante degli eventi della storia universale: il ritorno di Cristo! Il tempo del Giudizio. Daniele 7 ci propone il tempo del giudizio alla fine del periodo profetico che completa il dominio della 4a bestia. Quel tempo nellinterpretazione storico - profetica termina nel periodo della rivoluzione francese. 1789 -17999. Nelle profezie di Daniele 9 e 8, che ha a che fare con il santuario, la sua purificazione, loYOM KIPPUR, il periodo profetico ci porta al 1844. Con queste due importanti profezie il Signore, tramite il suo profeta, ci vuole rivelare il tempo del giudizio. in coincidenza con il tempo di questo giudizio che il Signore ha un solenne ed ultimo messaggio per lintera umanit. Esso quindi un messaggio speciale rivolto allintera umanit per un tempo speciale in un contesto storico speciale. Quali sono le caratteristiche di questo tempo che va dalla rivoluzione francese alla met del XIX secolo? La rivoluzione francese non ha segnato solo la rivolta contro i poteri forti di quel tempo, nella Francia di fine secolo: la nobilt ed il clero, concepita nella borghesia illuminista durante e dopo il periodo prettamente rivoluzionario, ha provocato anche, come in un gigantesco effetto domino, una serie di enormi rivoluzioni culturali che portano delle firme precise: Sigmud Freud, creatore della psicanalisi affermava che i problemi del profondo e della coscienza non si risolvono nel perdono e nella riconciliazione con Dio, ma nel lettino dello psicanalista. Karl Marx, padre del movimento comunista, sosteneva che il benessere e la giustizia sociale si ottengono con la lotta di classe, non bisogna cercare e dipendere dalla provvidenza divina. Charles Darwin, diceva che la vita non il risultato di un progetto e di un atto creatore divino, ma il frutto del caso e della necessit: Dio non pi allorigine di ogni cosa. Augusto Compte, padre del positivismo, originatore filosofico dellera industriale: dichiarava che il progresso e lindustria umani sapranno ricreare il nuovo eden, i nuovi cieli e la nuova terra saranno opera delle capacit umane: non c bisogno di Dio per il paradiso.
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Ap 13:2. Giovanni aggiunge ai mostri di Daniele una altra bestia che appare nellultimo tempo della storia terrena e che vedremo contemporanea allazione dei nostri tre angeli. 8 Op. Cit. pag. 435 9 Stabilire le date che hanno segnato la Rivoluzione Francese non cosa facile, abbiamo scelto queste due che hanno visto la presa della Bastiglia (14/7/89) e il novembre 1799 quando Napoleone assume definitivamente il potere a seguito di un colpo di stato militare.

Allan Kardek, le sorelle Fox e la nascita dello spiritismo moderno divulgavano lidea che la vita eterna un retaggio proprio della persona, gi in se eterna e divina, immortale: non dobbiamo ricorrere a Dio per averla. Infine nasce Friedrich Nietzche inventore del superuomo, premessa e germe futuro per quella che sar molto tempo dopo la teologia della morte di Dio: se Dio c non serve. morto. Durante il tempo del giudizio nasce tutto questo, il giudizio comincia quando queste correnti di pensiero, figlie della rivoluzione francese, partoriscono un nuovo modo di pensare la vita, il tempo, il mondo, la storia e Dio stesso. Dio non stato negato, non si afferma che non c. Non si nega, ma non serve pi! Oggi il mondo sempre pi impostato cos. Ma proprio in questo tempo Dio ha il pi forte messaggio su Lui stesso! Temete Dio, dategli gloria, adoratelo. A questo mondo specifico e particolare rivolto il messaggio di Apocalisse 14. 3. A tutti gli abitanti della terra. Rivolto a tutti quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, trib, lingua e popolo. Questo messaggio universale, la forza e lintensit quella espressa da Ges stesso: E questo vangelo del regno sar predicato in tutto il mondo, affinch ne sia resa testimonianza a tutte le genti10. Ranko Stefanovic afferma questa frase frequente nellApocalisse ed esprime un concetto tecnico, designa coloro che resistono al vangelo ed avversano il fedele popolo di Dio11. Numerosi testi esprimono questo concetto e pongono una chiara distinzione fra gli abitanti della terra12 e quelli del cielo13. Questo messaggio viene dal cielo, mandato a tutti gli abitanti della terra che non hanno ancora accettato la salvezza di Dio. 4. La portata generale del messaggio di Apocalisse 14. Levangelo Eterno! 88 volte il termine evangelo ricorre nei testi del Nuovo Testamento, il pi delle volte intende il piano della salvezza offerta da Dio o il suo annuncio. il messaggio della sola grazia del solo Cristo ottenibile per la sola fede. il messaggio dellamore di Dio in Cristo14 che perdona, redime, salva e santifica. il messaggio dellatto che esclude ogni possibile ed immaginabile apporto diverso ed umano, anche pur minimo alla salvezza personale. il messaggio damore incondizionato che da sempre e per sempre ci proviene da Dio: con eterno amore ho avuto piet di te, dice il tuo redentore, il Signore; . Da tempi lontani il SIGNORE mi apparso. S, io ti amo di un amore eterno; perci ti prolungo la mia bont15. Altrove la Scrittura evidenzia questa unicit permanente del messaggio della salvezza con altri termini. Pietro la evidenzia quando scrive che il piano di salvezza concepito da Dio sempre stato lo stesso sin da prima della fondazione del mondo: sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto n macchia. Gi designato prima della creazione del mondo, egli stato manifestato negli ultimi tempi per voi16. Lautore della epistola agli Ebrei elencando i vari credenti che hanno attraversato e scritto la storia della salvezza evidenzia che tutti e da sempre hanno fatto affidamento alla stessa promessa ed agli stessi strumenti17. Pi chiaro lo stesso Giovanni nel contesto del nostro primo messaggio. In Ap 13:8 abbiamo scritto: L' adoreranno tutti gli abitanti della terra, il cui nome non sta scritto nel libro della vita dell' Agnello che immolato fin dalla creazione del mondo. Alcune traduzioni
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Mt 24:14 Op. Cit. p. 238. 12 Ap 3:10; 6:10; 8:13; 11:10; 13:8,14; 17:2. 13 Ap 3:12; 4:1s; 5:3, 13; 6:13s; 8:1, 10, 13; 9:1; 10:1, 4ss, 8; 11:6, 12s, 15, 19; 12:1, 3f, 7s, 10; 13:6; 14:2, 6s, 13, 17; 15:1, 5; 16:11, 21; 18:1, 4s, 20; 19:1, 11, 14; 20:1, 9; 21:1s, 10. 14 1Co 1:30-31; 6:11; 15 Is 54:8; Ger 31:3 16 1Pi 1:18-20. 17 Vedere Ebrei 11: 4, 6, 10, 28, 39, 40.

rendono in testo in modo diverso, a nostro avviso meno chiaro e meno aderente al greco, ad es. la Nuova Riveduta rende 13:8 cos: L' adoreranno tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla creazione del mondo nel libro della vita dell' Agnello che stato immolato, attribuendo lespressione fin dalla creazione del mondo agli abitanti della terra e non al Cristo offerto come agnello. Ma ci sembra che il greco attribuisca chiaramente lespressione fin dalla creazione del mondo a Cristo e non al fatto che i salvati sono scritti sin dalla. nei libri. Sempre e solo Lui lunico nome per il quale abbiamo ad essere salvati18. Ap 14:6 evidenzia tutto questo, scrivendo, unica volta in tutta la Scrittura, il termine eterno accanto ad Evangelo. Non si tratta quindi di un messaggio di salvezza nuovo che deve essere annunciato in questo tempo particolare. Si tratta del messaggio di sempre, del vangelo unico e di sempre. Paolo lo dichiara in modo inequivocabile: Questo buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verit. Infatti c' un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Ges uomo, che ha dato s stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa la testimonianza resa a suo tempo19. Sottolinea Ranko Stefanovic: questo particolarmente significativo, indica che per il popolo del tempo della fine vi lo stesso evangelo di Paolo, lo stesso, inalterato, del giorno della pentecoste20. Prima di tutto il primo angelo reca questo messaggio, si presenta cos. Il vettore del messaggio in simbiosi con la salvezza, di una sola, unica ed immutabile via di salvezza: Ges Cristo! In effetti questo angelo non annuncia la salvezza, non la proclama, ce lha con se. Il testo fa infatti distinzione fra quello che langelo e quello che dice: un angelo ....che aveva l' evangelo eterno ... e diceva a gran voce: Egli ha la salvezza, la vive come qualcosa di suo, appunto in simbiosi. Questo pi che il semplice annunciare, uno pu anche dire qualcosa che ritiene giusto ed importante, ma non viverla profondamente, non averla! Portare levangelo eterno implica quindi qualcosa di pi profondo, conferisce autorit per pronunciare quel messaggio particolare per un tempo speciale: Temete Dio e dategli gloria, perch l' ora del suo giudizio venuta; adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque. E se riprendiamo in considerazione quanto detto sopra relativamente al contesto storico e quindi culturale al quale il messaggio rivolto, il tempo moderno e post-moderno, prodotto della rivoluzione francese, ha visto cambiamenti continui e radicali. In realt come scrive il prof. Carlos Barros21 dellUniversit di Santiago de Compostela - con quella rivoluzione si dato avvio ad un processo di continue rivoluzioni, civili, sociali, economiche, culturali, perfino religiose, tutto cambia e sempre con pi frequenza. E, ancora di pi, si prodotto un nuovo paradigma di interpretazione e di filosofia della storia, non solo politica, economica, ma anche antropologica e religioso-esistenziale. Sul piano della comprensione della salvezza basta pensare che dopo quel periodo che si moltiplica il nascere di nuove filosofie, nuove ideologie culturali e religiose. Non solo si moltiplicano nuovi movimenti e denominazioni religiose in ambito cristiano, ognuna con un suo apporto dottrinale, ma il mondo viene invaso da nuove filosofie e concezioni sulla vita, sulla morte, sul dopo la morte e su Dio. Siamo invasi dalloriente (buddismo, reincarnazione, ecc.), dal sud (animismo, spiritismo africano, vudu e non solo), e dal settentrione (New Age). Tutti apportano una loro via di salvezza!

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Atti 4:12 1Ti 2:3-6 20 Op. cit. p. 442. 21 http://www.h-debate.com/cbarros/spanish/articulos/nuevo_paradigma/nuova.htm

La semplice conoscenza che prima della rivoluzione duplicava ogni due, trecento anni, con le varie forme di progresso che hanno preso piede dopo quegli eventi si duplicata con ritmi sempre pi frequenti. A ritmo di settimane. Le verit che un tempo sembravano immutabili ed eterne sono ora continuamente messe in discussione, sovvertite, cambiate. Nulla di certo resiste pi. La stessa concezione del mondo costantemente messa in discussione. Non certezza di Dio, non certezza delle proprie radici, non certezza del proprio destino, della propria salvezza. In questo tempo Dio manda messaggeri che hanno, cio vivono un particolare e sempre attuale messaggio, levangelo eterno! Levangelo della salvezza.

Il primo messaggio Seconda parte Temete Dio e dategli gloria perch giunta lora del suo giudizio Abbiamo visto che langelo ha e non annuncia levangelo eterno. Levangelo parte integrante e naturale del messaggero. Il messaggio che invece viene annunciato un altro: langelo ha una verit da annunciare che va oltre levangelo di sempre, c un valore aggiunto, un elemento in pi, diremmo una verit presente. Un messaggio diviso in due parti di cui la prima recita Temete Dio e dateGli gloria, perch giunta l' ora del suo giudizio, la seconda Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque. Le due affermazioni hanno qualcosa in comune e degli aspetti specifici. Quel che comune un annuncio su Dio, un richiamo a Dio proprio per un tempo in cui, come abbiamo visto sopra, tutto si mosso contro. Proprio nel tempo dove tutto un tentativo di delegittimazione, Dio vuole che a gran voce Lui sia enunciato con priorit e con forza. Il primo messaggio l per recuperare il ruolo che Dio ha nella vita e nella storia. 1. Temete Dio e dateGli gloria, . Spesso le Scritture, facendo menzione delle condizione e della condotta che gli uomini avrebbero avuto al tempo della fine, enunciano mancanza di fede (Lc 18:8); un atteggiamento generale di avversione a Dio (2Ti 3:2-5), una posizione ostile nei confronti della sua espressa volont (il richiamo ai tempi di No e Lot). In sintesi un rifiuto di Dio, non solo sul piano culturale come abbiamo visto sopra ma anche e proprio sul piano della esperienza vissuta, della pratica quotidiana. a questo tempo ed a questo mondo, che si contrappone a Dio, che il messaggio del primo angelo rivolto. Quando ormai luomo agisce come se Dio non esistesse, quando si pone lui stesso come dio, Dio fa sapere chi e che c un Dio! a. Temete Dio Temere Dio non vuol dire avere paura, non vuol indicare la durezza di Dio, la gravit del suo giudizio. Ma la consapevolezza di Dio, la coscienza che lui l e vede. Jaques Doukan22 sottolinea che la radice ebraica del verbo temere, YRA, che certamente Giovanni conosceva, un termine verbale che deriva dal ceppo linguistico da cui viene pure il verbo vedere23. Temere Dio vuol dire tenere conto che Dio c e che vede. avere la consapevolezza che Dio onnipresente, onnisciente, che vede tutto, non solo i gesti, quel che si vede dal di fuori, ma vede anche i pensieri, i moventi, le concupiscenze. Il timor di Dio ci richiama al fatto che tutto quel che siamo e facciamo avviene nella consapevolezza della presenza osservante di Dio. Non nella paura o nella preoccupazione di essere da lui puniti, ma nella coscienza di essere alla sua presenza: tutta la nostra vita sotto il suo sguardo. Temere Dio avere questa coscienza. Temere Dio, conclude Ranko Stefanovic significa prendere in seria considerazione Lui, fare una seria inversione di rotta, entrare una personale relazione con Lui, tendere continuamente alla totale consacrazione alla sua volont24 il tutto secondo la Sua Parola, Nella cornice generale dellevangelo eterno questo parte del messaggio speciale di Dio per il tempo della fine, una verit presente: per un tempo che pur dichiarando di credere che Dio esiste,
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Jaques Doukan, Le cris du Ciel, Damaries le Lys, 1990. pp. 172-173. arEy> (YRA) verbo temere; yair" (RAY) dal verbo har (RAAH) vedere. 24 Op. cit. p. 443.
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(a parte quei movimenti fondamentalisti sui quali ci soffermeremo pi avanti) nella pratica del quotidiano non lo crede comunque onnipresente e onnisciente. Oltre a questo il timor di Dio nelle Scritture associato in modo profondo ad alcuni importanti principi e valori: Temere ed obbedire. Nelle Scritture la nozione di timor di Dio associata a quella di amore, di fedelt e di obbedienza verso Dio. I testi che hanno questa associazione sono tanti25, quello del capitolo 6 di Deuteronomio ci sembra esprimere in modo pi completo i vari concetti su espressi e, in particolare il senso di timore come relazione damore e di fedelt: Questi sono i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che il SIGNORE, il vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perch li mettiate in pratica nel paese nel quale vi preparate a entrare per prenderne possesso, cos che tu tema il tuo Dio, il SIGNORE, osservando, tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandamenti che io ti do, affinch i tuoi giorni siano prolungati. Ascoltali dunque, Israele, e abbi cura di metterli in pratica, affinch venga a te del bene e vi moltiplichiate grandemente nel paese dove scorrono il latte e il miele, come il SIGNORE, il Dio dei tuoi padri, ti ha detto. Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, l' unico SIGNORE. Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l' anima tua e con tutte le tue forze. Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai26. Mentre il verso di Ecclesiaste 12:13 associa il timore ad un'altra verit ancora, che vedremo fra breve, quella del giudizio: Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perch questo il tutto per l' uomo, Dio infatti far venire in giudizio ogni opera, tutto ci che occulto, sia bene, sia male27. Temere e arrendersi Temere Dio implica dunque accettare la signoria di Dio sulla propria vita ed arrendersi totalmente alla Sua Volont, ben lo sintetizza Samuele quando afferma Se temete il SIGNORE, lo servite e ubbidite alla sua voce, se non siete ribelli al comandamento del SIGNORE (1Sa 12:14); anche Salomone quando preg per la inaugurazione del tempio si espresse in modo simile: affinch essi ti temano e camminino nelle tue vie tutto il tempo che vivranno (2Cr 6:31). Temere ed essere per la giustizia, essere dalla parte della giustizia ma scegli fra tutto il popolo degli uomini capaci e timorati di Dio: degli uomini fidati, che detestino il guadagno illecito; e stabiliscili sul popolo come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di decine; Non prendere da lui interesse, n usura; ma temi il tuo Dio; . C' era nel paese di Uz un uomo che si chiamava Giobbe. Quest' uomo era integro e retto; temeva Dio e fuggiva il male; temi il SIGNORE e allontanati dal male28. Il timo di Dio riguarda non tanto la ricerca di un atteggiamento corretto, ma come molto bene sottolinea Pietro la ricerca di quello che intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile dello spirito (1Pi 3:4). Temere, essere uomini di Dio In altre occasioni il timore di Dio associato alla fedelt uomo fedele e timorato di Dio (Neh 7:2), in realt sono proprio i servitori del Signore che pi di tutti sono definiti i timorati. Molti testi lo evidenziano29. Eccone uno per tutti: Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servitori, voi che lo temete, piccoli e grandi. Abbiamo qui, in questa parte del messaggio, un invito importante per (ad)
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Deut5:29; 8:6; 13:4; 17:19; 31:12; 2Re 17:37; Is 51:7 Sal 119:63 Deut 6:1-7. 27 Eccl 12:13, 14. 28 Es 18:21; Lev 25:36; Giob 1:1; Pr 3:7 29 Ap 19:5; cfr. Deut 6:13: 13:4; Gios 24:14; 1Sa 12:14,24; 1Re 18:12; 2Re 4:11; Ne 1:11; Is 50:10; Ap 11:18

ogni abitante della terra. Si tratta dellappello a essere uomo di Dio, che cerca la giustizia, vive per la giustizia (Es 18:21). 2. Temete Dio e dateGli gloria, perch giunta l' ora del suo giudizio Nella stessa affermazione vi linciso dategli gloria. Si potrebbe asserire che questa seconda affermazione non fa altro che rinforzare la prima, laltra faccia della stessa medaglia. Dare gloria a Dio esplicitare con riconoscenza che abbiamo, nel modo corretto, timor di Lui. In Ebraico gloria deriva dal termine Kabod (dwbK), il Whittakerrs Revised Lexicon (pag. 458) vi da il senso di abbondanza, ricchezza, splendore, dignit, onore, reputazione, tutti termini che danno importanza e peso a chi li detiene. Lo stesso per lequivalente greco sia della LXX che del NT, il termine doxa (). Il dizionario esegetico Barclay-Newman lo spiega con gli stessi termini del Whittakerr per lebraico, vi aggiunge solo i termini potenza e brillantezza. Jaques Doukan vi aggiunge unaltra importante idea: il termine ebraico Kabod tradotto in greco doxa e quindi con gloria, contiene lidea di pesantezza. Dio ha peso. e deve essere (in questo tempo) rispettato30. 3 Temete Dio e dateGli gloria, perch giunta l' ora del suo giudizio Coma abbiamo gi sottolineato le profezie di Daniele e dell'Apocalisse pongono, a seguito della descrizione del potere delle 4 bestie (fuse in un unico mostro nel testo di Giovanni) lavvento del giudizio. Esso viene collocato dai profeti prima della descrizione del ritorno in gloria del Signore Ges Cristo31. Questo modo di collocare il tempo del giudizio nella storia della salvezza, non ben accetta ne comunemente recepita dai credenti. Tantomeno presente nelle formulazioni dogmatiche delle varie confessioni religiose. A dire il vero il tema del giudizio stesso non ben accetto presso la grande maggioranza dei cristiani, indipendentemente dalla loro estrazione religiosa e confessionale. L'idea di un Dio che giudica, abbastanza diffusa fino ad un passato non troppo lontano, pressoch rifiutata dalla cristianit contemporanea. Tuttavia, nelle Scritture, questo tema uno fra i pi forti e frequenti. Uno degli attributi con cui la Scrittura indica la Signoria, la Sovranit e Potenza di Dio che Lui Giudice: Lungi da te il fare tal cosa! il far morire il giusto con lempio, in guisa che il giusto sia trattato come lempio! lungi da te! Il giudice di tutta la terra non far egli giustizia? (Gn 18:25). Di fronte a Lui ed al Suo giudizio nessuno sfugge. Ci sar un giudizio e tutti saranno giudicati: questa una verit assoluta32. PROBLEMI SUL GIUDIZIO Il giudizio un tema che provoca paura, timore e conflitto: fa contrasto con il messaggio fondamentale della Scrittura che centrato sull'amore e la misericordia di Dio33. Come pu un Dio d'amore giudicare?

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Jaques Doukan, op. cit. p.174. cfr. Dn 7:8-14; Ap 14:9-14 32 Ecco un elenco dei principali testi sul giudizio: Sl 7:6-11; 50:2-4; 96:11; 99:1-5; 143:1-2; 149:1-9: Is 5:15-17; 33:22; Da 7:8-10; Michea 7:4-19; Mat 7:1-2; 10:15; 11:21-24; 12:36-37; 17:30-31; 24:25; Ro 14:10-12; 1 Co 6:1-3; 2 Co 5:10-11; 2 Te 1:5-10; Eb 9:27-28; 1Pi 4:17-18; 2 Pi 2:4,9; 3:4-7; Giuda 1:6, 14-15; Ap 14:6-7; 20:4; 20:12-13. 33 cfr. 1Gv 4:7-10.

Il conflitto poi cresce confrontando alcuni testi dove da una parte si parla di un giudizio gi avvenuto e dall'altra si parla di un giorno fissato per il giudizio34. Infine c' il lecito quesito: se Dio sa tutto, che bisogno ha, alla fine, di giudicare per stabilire la sorte di ognuno? Non un controsenso?. Il giudice: Dio Giudicare una prerogativa di cui Dio solo ne reclama il diritto. Sono tante le volte in cui ritroviamo espresso nella Scrittura questo diritto di Dio e questa Sua volont. Come autori di tale giudizio troviamo tanto Dio Padre che il Figlio35. Il giudizio universale La Scrittura categorica, ci sar per tutti e per ciascuno un giudizio, un evento universale che coinvolger a turno: -gli angeli (Giuda 6; 2Pi 2:4), -i credenti (1Pi 4:17), -gli empi (Ap 20:7-15), -perfino Dio stesso! Egli si sottopone a Giudizio, (Is 5:15-16)! TRE GIUDIZI Per quanto possa sembrare strano ed inusuale la Scrittura parla di tre giudizi, questi sono presentati in modo coerente, cronologico, differenziato e logico: a. Il giudizio prima del ritorno di Cristo. Di questo ci occuperemo particolarmente. Abbiamo gi visto che il primo giudizio avr luogo prima del ritorno di Cristo. Daniele nella sua cronologia presenta nell'ordine, prima il potere delle quattro monarchie mondiali (Dn 7:3-8), poi, dopo la loro azione, viene presentata la scena del giudizio (Dn 7:9-11), in seguito, come evento finale della storia terrena, il ritorno di Cristo (Dn 7:13), infine il Regno eterno dei santi, (Dn 7:14,26-27). Paolo sostiene che quando Ges verr il destino (caso) dei salvati sar stato deciso, a loro e a quelli che avranno amato la Parusia del Signore sar consegnata la corona di giustizia (2Ti 4:68), e siccome ognuno deve affrontare il giudizio, si evince che ci avverr prima di quella venuta. Ci dimostra che questo giudizio interesser prima di tutto i credenti e i salvati, (1Pi 4:17). Per quali motivi i salvati stessi devono esser giudicati? Scrive Ranko Stefanovic: per i credenti il giudizio sar il momento in cui Dio finalmente rivendicher il suo popolo fedele36, per gli esclusi il giudizio un messaggio non di minaccia ma di invito, a loro Dio invia questo ultimo messaggio di invito, manda il suo angelo con levangelo e annunciando lappello a prenderlo seriamente il considerazione, lappello al pentimento37. Pure Pietro da una chiara informazione di questo estremo tentativo di Dio: Il Signore non ritarda l' adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma paziente verso di noi non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento (2Pi 3:9). Linciso del prof Stefanovic ci fa subito pensare a un testo molto conosciuto e bello dellAntico Testamento, quello di Giobbe 19:25, Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzer sulla polvere. Alcune traduzioni meno recenti rendevano questo testo con Vindice. Nella Nuova
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cfr. Gv 3:16-19; At 17:30-31; 2Co 5:10. cfr. Sl 50:6; Dn 7:10-12; Gv 5:22-27; 2Co 5:10; At 17:31; 1Ti 4:8. 36 Op. Cit. p. 444. 37 Idem.

Riveduta troviamo un termine che traduce diverse volte lo stesso vocabolo ebraico usato in Giobbe, che ha il termine Gaal38, una ventina di volte esso reso con vendicatore39. Il Signore il nostro Vindice e in quanto tale la sua opera veniva compiuta particolarmente nel gran giorno dello Yom Kippur. Lautorevole Jewis Encyclopedia alla voce Jewis Festivals afferma: La solennit e limportanza dello Yom Kippur supera quello di ogni altra festa. Anche il Biblestudy.org40 dichiara lo stesso: era la festa pi solenne dellanno religioso ebraico. Tutti i testi relativi alle celebrazioni dIsraele antico e moderno sottolineano questo aspetto di importanza e di solennit41. Angel Manuel Rodriguez scrive: contrariamente a tutte le altre celebrazioni, che avevano un chiaro elemento festoso, questa non era una festa, era un giorno di digiuno. (non solo) Era una celebrazione che non aveva un aggancio a nessun particolare evento della storia dIsraele,... una celebrazione che guardava tutta verso il futuro del giudizio e della purificazione divini42. Questo giorno del Kippur era quindi considerato un Giorno di Giudizio, numerosi hanno compreso tale gran giorno in questi termini: Lo Yom Kippur il giorno ebraico della penitenza, viene considerato come il giorno della giustizia, gli angeli fremono, dicendo "Questo il giorno del Giudizio43. Esso il giorno dell'espiazione ed il tempo pi sacro di tutto il calendario ebraico. Con preghiere e festeggiamenti, si chiede il perdono di Dio e degli uomini e si promette di riparare ad ogni torto fatto. Secondo la tradizione, in questo giorno viene determinato il destino dell'anno che inizia. Questa festa anche conosciuta come Yom Ha-din (giorno del giudizio)44. E ancora nello Yom Kippur il giudizio in favore dei santi. In questo processo le persone ed il santuario sono rivendicati45. Era il giorno dove entravano in scena alcuni elementi unici e nuovi del simbolismo e della tipologia biblica: Protagonista centrale di tutto rituale era il sommo sacerdote. Nella sua celebrazione, e solo qui, entrava in scena, quel capro dal nome tutto enigmatico: Azazel. LAlter caprum46 che partecipava ad un rituale sacrificale ma che lui solo non veniva sacrificato, ma che portava vivo su di s tutte le loro iniquit. Per la prima e sola volta il rituale comprendeva il deserto: . in una regione solitaria: quel capro , lasciato andare nel deserto47. E tutto questo affinch si realizzassero alcune cose precise, il testo biblico le afferma molto chiaramente: Questa sar per voi una legge perenne: nel settimo mese, il decimo giorno del mese, vi umilierete e non farete nessun lavoro, n colui che nativo del paese, n lo straniero che abita fra di voi. Poich in quel giorno si far l' espiazione per voi, per purificarvi; voi sarete purificati da tutti i vostri peccati, davanti al SIGNORE. .Far l' espiazione per il santuario sacro; far l' espiazione per la tenda di convegno e per l' altare; far l' espiazione per i sacerdoti e per tutto il
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Nu. 35:19, 21, 24s, 27; Deut 19:6, 12; Gio 20:3, 5, 9; 2Sa 14:11; Pr 23:11; Ge 50:34; Il termine Gaal (lag)))lo troviamo 113 volte nel testo ebraico, il verbo, secondo il lessico STRONG, significa redimere, riscattare, rivendicare, utilizzato per indicare il parente stretto che aveva il diritto di riscatto. Per il Dizionario dei Concetti Biblici del Nuovo Testamento il termine ed il suo equivalente greco significa rivendicare, liberare mediante riscatto, (p. 1508). 40 http://www.biblestudy.html 41 Basta fare una ricerca di Jewis Festivals attraverso GOOGLE e si potranno vedere migliaia di siti nei quali trarre informazioni al riguardo. 42 Angel Manuel Rodriguez, Israelite Festival and Christian Church. Silver Spring. MD-USA, 5/2005, p. 6 43 http://it.wikipedia.org/wiki/Yom_Kippur 44 http://www.spaziojml.it/lindale/ebraism/feste.html 45 www.teachinghearts.org/dri17hstjudge.html 46 Su Azazel vedere nota a fine capitolo. 47 Il deserto il luogo dei demoni: Mc 1:13; Mt 4:1; Lc 8:29

popolo della comunit. Questa sar per voi una legge perenne: farete una volta all' anno, per i figli d' Israele, l' espiazione di tutti i loro peccati (Lev 16:29,30,33,34). Lisraelita guardava al giorno dello Yom Kippur come a qualcosa che doveva venire, la guardava nel futuro del giudizio divino. Infatti la quasi totalit dei testi biblici guarda al giudizio come un fatto a venire, che sta nel futuro di Dio48. Conclude Rodriguez la visione apocalittica di Daniele guarda al giorno delle espiazioni come ad un futuro evento nei tempi di Dio. Questo suggerisce che il giorno delle espiazioni pi che commemorativo tipico49. Tipico di qualcosa di futuro: del giudizio del giorno finale del Signore, tale giudizio celebrazione del Dio della giustizia, del diritto, del rivendicatore, annuncio di un giudice che anche sacerdote, intercessore, e vittima espiatrice. Dio vuole che tutto questo sia unito alladorazione, al culto, alla lode, al timore del Suo nome, del Creatore (Ap 14:7). Il giudizio presentato in tutta la sua complessit50 pi che nellA.T., nel N.T. Anche qui in relazione al giudizio si guarda al futuro giudizio di Dio come al giorno nel quale Egli rivendicher il Suo popolo, lo giustificher e lo dichiarer degno del Regno (2Tess 1:5; Ap 7:14). Prendiamo ora in considerazione lapprofondimento di 2 Tessalonicesi. Un testo che spesso tradotto in modo da sviare dalla comprensione del suo profondo significato. Un testo che, crediamo meglio di ogni altro, spiega molte cose sul giudizio. Ma vediamo il testo nel suo insieme. Questa una prova del giusto giudizio di Dio, perch siate riconosciuti degni del regno di Dio, per il quale anche soffrite. Poich giusto da parte di Dio rendere a quelli che vi affliggono, afflizione; e a voi che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Ges apparir dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Ges. Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verr per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, perch stata creduta la nostra testimonianza in mezzo a voi51. Almeno quattro concetti vi sono espressi: 1. Il giudizio avviene affinch quando il Signore torner ognuno riceva la sua retribuzione. 2. Il giudizio quindi avviene prima di quel ritorno. 3. Per i perduti il giudizio pronunciamento di una condanna per coloro che non riconoscono Dio e per quanti non ascoltano / ubbidiscono al Vangelo. 4. Per i salvati il giudizio per essere riconosciuti degni. In questultima frase [perch siate riconosciuti degni] vi il problema. Sicuramente la traduzione risente di una lunga (molto lunga) storia del pensiero cristiano: quella dei meriti e dei demeriti, delle colpe. Ma il termine, che ritroviamo una sola volta in tutta la Bibbia, solo qui 52, pone un forte problema sia sul piano teologico che su quello filologico. Vi anche un problema di traduzione ed su quella che bisogna ora intendersi, Veniamo dunque ai problemi in oggetto. Sul piano teologico: il problema della affermazione perch siate riconosciuti degni. ben evidente che Dio non ha bisogno di un giudizio per stabilire chi degno, ne tanto meno vi la bench minima possibilit che qualcuno sia trovato degno. Le Scritture sono molto chiare:
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Salmo 1:5; 7:7; 50:4; 94:15; 99:4; 122:5; 143:2; 149:9; Is 5:16; Dan 7:9-14; 25; 8:14; Mic 7:18-19. Rodriguez, op. cit. pag 6. 50 Vedi nota alla fine del documento. 51 2Tess 1:5-10. 52 un apax legomena. Espressione che significa che il termine si trova una sola volta in tutta la Scrittura.

SIGNORE, ascolta la mia preghiera, porgi orecchio alle mie suppliche; nella tua fedelt e nella tua giustizia, rispondimi, e non chiamare in giudizio il tuo servo, perch nessun vivente sar trovato giusto davanti a te; Certo, non c' sulla terra nessun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai Non c' nessun giusto, neppure uno. Non c' nessuno che capisca, non c' nessuno che cerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti. Non c' nessuno che pratichi la bont, no, neppure uno53. Tutto il progetto salvifico di Dio presuppone questo dato ineluttabile. La sola via di salvezza Ges Cristo. Ben lo evidenzi Pietro nel suo discorso: In nessun altro la salvezza; perch non vi sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati; Infatti per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ci non viene da voi; il dono di Dio54. Dunque non possibile pensare che nel giudizio qualcuno sar riconosciuto degno per suoi meriti, al di fuori della grazia! Il problema filologico. Va subito detto che la frase perch siate riconosciuti degni (2 Tess 1:5) nella nuova riveduta resa in modo diverso da altre versioni. Ad es. la nuova Diodati rende la traduzione con una sfumatura un po diversa ma significativa: affinch siate ritenuti degni. un verbo in forma passiva55, il lessico del software Bibliwork, di Barclay/Newman lo traduce tenuto per degno, reso degno, il che gi ci permette di considerare non un merito proprio, ma uno ricevuto come degno. Estremamente interessante quanto scrive Werner Foerster56 nel suo articolo riportato nel Grande Lessico del Nuovo Testamento, lopera pi autorevole in materia di significato dei termini e di filologia del Greco del Nuovo Testamento. Cos scrive in rapporto al senso e di come deve essere tradotto il nostro verbo: Rendere degno, ritenere degno e agire in conformit = (cio) fare degno. Il Nuovo Testamento usa solo il composto kataxioo, per dire che la grazia di Dio non meritata55. Il nostro verbo, che come abbiamo detto, un apax legomena, (vedi nota 52) lo ritroviamo senza il prefisso kata altre 3 volte nel N.T, il senso sempre quello di un diritto ricevuto e non meritato: non mi sono neppure ritenuto degno di venire da te; ma d una parola e il mio servo sar guarito, il centurione riconosce di aver ricevuto una grazia immeritata. Gli anziani che tengono bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore57: qui il discorso non prende in esame un merito ma un riconoscimento dovuto alla chiamata ricevuta. Acquista cos molta autorevolezza laffermazione di Stefanovic quando scrive che il giudizio che precede il ritorno di Cristo avviene per rivendicare i suoi figli fedeli58. Cos il giudizio investigativo precedente il Ritorno di Cristo, che noi crediamo abbia avuto inizio nel 1844, riguarda i credenti che hanno conosciuto e creduto nella grazia salvifica. Come era insegnato nel cerimoniale tipico del giorno delle espiazioni in Israele, lo Yom Kippur, in quel giorno il santuario era purificato da tutti i peccati di coloro che, confessandoli ed accettando la sostituzione sacrificale di una vittima e per la mediazione sacerdotale, erano stati trasferiti da loro al santuario. In quel giorno ..far l' espiazione per il santuario, a causa delle impurit dei figli d' Israele, delle loro trasgressioni e di tutti i loro peccati (Lv 16:16). Lespiazione non di tutti i peccati di tutti gli uomini, ma dei peccati di quanti, per fede ed in adempimento delle disposizioni date dal Signore avevano accettato e creduto al mezzo da Lui stabilito!
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Sal 143:2; Eccl 7:20; Ro 3:10. Atti 4:12; Efesi 4:8; 55 Il termine kataxiotenai () che la forma passiva dellaoristo del verbo kataxioo () 56 Werner Foerster, Grande Lessico del Nuovo Testamento fondato da Gerhard Kittel, ed. Pidea Brescia, 1965, volume 1, col. 1018. 57 Lc 7:7; 1Ti 5:17; cfr. Eb 3:3 dove il discorso applicato a Ges che Riconosciuto degno . 58 Op. cit. p. 444.

Come allora, per ci che era prefigurativo, anche ora il ministero svolto dal Cristo, allora il Sommo Sacerdote svolgeva lopera di purificazione presentandosi prima nel sancta sanctorum davanti a Dio, poi si faceva accostare il capro per Azazel, confessava su di lui tutte le iniquit dei figli d' Israele, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati e li metter sulla testa del capro; poi, per mano di un uomo che ha questo incarico, lo mander via nel deserto. Quel capro porter su di s tutte le loro iniquit in una regione solitaria; esso sar lasciato andare nel deserto59. In tal modo il peccato ed i suoi effetti erano definitivamente annullati. Per noi ora, per il giudizio reale, quello vero, lepistola agli Ebrei che ci dice qualcosa in tal senso. Lautore scrive: Era dunque necessario che i simboli delle realt celesti fossero purificati con questi mezzi. Ma le cose celesti stesse dovevano essere purificate con sacrifici pi eccellenti di questi. Infatti Cristo non entrato in un luogo santissimo fatto da mano d' uomo, figura del vero; ma nel cielo stesso, per comparire ora alla presenza di Dio per noi; non per offrire s stesso pi volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel luogo santissimo con sangue non suo. In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire pi volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio60. I credenti saranno giudicati affinch, di fronte all'universo, siano riconosciuti giusti e degni della salvezza loro riservata grazie ad un atto di misericordia. Al contempo Dio riconosciuto giusto per aver salvato loro e non altri61. Ma non solo, il giudizio l'atto attraverso il quale il Signore vuole rivendicare in loro favore i benefici salvifici della sua grazia: fu resa giustizia ai santi traduce la Bibbia di Gerusalemme in Dn 7:22, cfr Sl 7:6-8. Tutto questo in rapporto al giudizio che sar in assise universale fino al ritorno di Cristo. Passiamo ora rapidamente alle altre due sessioni di giudizio. b. Il giudizio dopo il ritorno, durante il millennio. Il secondo giudizio avr luogo durante i 1000 anni successivi al ritorno di Cristo, (Ap 20:1-6, cfr. 1Te 4:13-18 per le due resurrezioni). Esso avr per testimoni i credenti (Ap 20:4; 1Co 6:1-3; Mt 19:28) ed essi, gi salvati, sono chiamati a rendersi edotti dell'operato di Dio e comprendere perch loro sono salvati ed altri no. Sar quella l'occasione per avere le risposte a problemi che altrimenti rimarrebbero dei misteri per sempre. Il Signore vuole rendere edotti quanti hanno sperato in Lui: li rende partecipi del Suo giudizio, cfr. Sl 149. c. Dopo il millennio Il terzo ed ultimo giudizio avr luogo dopo i 1000 anni (Ap 20:7-15), sar a carico degli empi i quali sapranno che la sentenza di Dio nei loro riguardi era giusta., sapranno perch per loro non stata possibile l'azione salvifica della Grazia, per convincere gli empi... (Giuda 14,15)! Convincere coloro che hanno rifiutato Dio ed il suo progetto salvifico. Quanti lo avranno negato (cfr. Sl 9:4). Alla fine il male non sar pi! PERCH IL GIUDIZIO? In un tempo dove trionfa il compromesso, la delegittimazione e l'ingiustizia, la promessa della giustizia e di un giudizio di Dio costituisce la pi bella offerta di speranza per i giusti, i poveri, gli oppressi, gli umili e gli onesti. Costituisce altres una straordinaria manifestazione dell'amore di Dio: il nostro Giudice sempre il nostro Salvatore, Eb 4:15-16. Il giudizio divino costituisce l'atto
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Le 16:21-22 Eb 9:23-26 61 Cfr. 2Te 1:5-8; Zc 3:1-3, Is 5:15-16

tramite il quale Lui, rivendicando i suoi figli e facendo giustizia ai santi dell'Altissimo, vuole far risaltare, comprendere e legittimare la [SUA] giustizia. Tramite il giudizio tutti riconosceranno che Dio Giusto (Is 5:15,16; 45:23-25; Fl 2:10,11). Che non ha fatto nulla arbitrariamente. Siccome Satana lo ha accusato di fronte all'Universo di essere tiranno ed ingiusto (Gn 3:1-5; Gb 1:6-12; 2:1-5), Egli vuole che tutti si rendano conto della giustezza del Suo operare: in questo Egli, attenendosi alla giustizia, rispetta la libert ed il diritto delle sue creature. Poi, finito tale giudizio, pronunciata la sentenza finale, il male non far mai pi la sua comparsa (Nah 1:9). Giustizia ed equit, vita e felicit saranno eterne. Temete Dio e dategli gloria perch giunta lora del suo giudizio Linsieme di questo annuncio fin qui considerato pone in modo assolutamente univoco come suo obbiettivo intenzionale lesaltazione di Dio. Il primo messaggio, considerato nel suo contesto storico profetico, vuole dichiarare a tutti quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, trib, lingua e popolo che Dio c, attivo, che veglia e vede, cui nulla sfugge, che controlla: che giudica! Ora vedete che io solo sono Dio e che non vi altro dio accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano, e nessuno pu liberare dalla mia mano; Nessuno pu servire due padroni; perch o odier l' uno e amer l' altro, o avr riguardo per l' uno e disprezzo per l' altro. Voi non potete servire Dio e Mammona62. Il messaggio chiarissimo, perentorio, anche se non se ne vuole tenere conto, Dio (la)!

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Deut 32:39; Mt 6:24.

Il primo messaggio Terza parte Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque Lultimo inciso del primo messaggio recita: Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque. Il primo messaggio conclude cos. questione delladorazione, del culto. Il triplice messaggio corre sul binario del culto, sulla tensione fra il vero e il falso culto. Il terzo, come vedremo, una tremenda messa in guardia contro la falsa adorazione, il primo invece un invito ad adorare Dio. Scrive Stefanovich la questione centrale della crisi finale sar ladorazione63 In effetti tutto il primo messaggio permeato di un vocabolario liturgico: i termini temete e date gloria fanno parte del vocabolario liturgico. La conclusione lo in assoluto: adorate, lultimo insiste con termini e concetti diversi sullo stesso aspetto! Nel primo messaggio i primi due termini in rapporto al culto, temete e date gloria, ne indicano la direzione e ne pongono il baricentro: Dio. Egli al centro del culto semplicemente perch Egli Dio. Il culto deve essere centrato solo su Dio perch il luogo dove la vita celebra il Suo creatore, il suo redentore il suo unico Re e Signore. Il terzo termine, adorare, , evidentemente il pi liturgico: implica laspetto sperimentale celebrativo e vissuto della adorazione. quello che pi di tutti offre significato e coinvolgimenti. Per lAntico Testamento adorare viene tradotto da tre termini: dal verbo shachah (hx'v') cui lo Strong da il senso di prostrarsi, inchinarsi, umiliarsi (es. Ge 24:48). Poi abbiamo il termine cegid (dg;s) il cui senso servire, rendere omaggio, prostrarsi; infine abbiamo il termine abad (db;[') con valore simile: servire offrendo il proprio lavoro a qualcuno di pi grande. Questi termini, quando il testo sacro fu tradotto in greco, per la maggior parte furono resi con PRSOKINEO (Ca. 120 volte). Quando veniamo al Nuovo Testamento ritroviamo pure un certo numero di termini ed espressioni. Abbiamo servite il Signore, espressione che troviamo pi di frequente nellAntico Testamento proprio nel senso di offrirgli il culto64, ma anche in alcuni testi del Nuovo lespressione usata in questo contesto di culto65. Un altro termine molto pi usato nel NT LATREIN 66, esso espressamente cos come il verbo LEITOURGHEIN67 nel contesto del culto liturgico. Ma il N.T. usa pi di tutti quellaltro termine, molto pi frequente negli scritti greci dellA.T. Il termine PROSKUNEO68. Non solo la presenza di questo termine molto pi numerosa ma anche il suo significato pi ampio. Il Barclay Newman Lexicon presente nel BibleWorks69 da i seguenti significati: inchinarsi e baciare, prostrarsi, obbedire Sempre nello stesso software, il lessico dellautorevole James Strong70, da il senso di: baciare la mano, riverire, inchinarsi, prostrarsi, rendere omaggio.

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Op, cit. pag. 444 Es 10:8, 11, 24, 28:35; 30:16, 20; 35:21, 24; 36:1; 39:26; Gios 24:14; 2 Cr 30:8; 35:3;Sal 2:11; 100:2; 65 Rm 12:10; Col 3:12-24; il verbo usato .... 66 Rm 9:4; Gv 16:2; Rom. 12:1 Eb 9:1, 6, 9, 14; At 7:42; 26:7; 67 Rm 15:16, 27; Lc. 1:23; 2 Co 9:12; Fil 2:30; Eb 8:6; 9:21; 68 At 8:27; 14:9; 24:11; 7:43; Gv. 4:20- 24; 12:20; Mat 2:2, 8; 4:10: 20:20; Ap 3:9; 4:10; 7:7; 9:20; 11:1; 13:8; 15:5;19:10; 22:8, 9; Lc 4:8; 24:52; Eb 1:6; 1Co 14:25; 69 Barclay Newman Lexicon del BibleWorks software, analisi del termine proskune,w (proskuneo). 70 The New Strong's Expanded Concordance of the Bible, nel BibleWorks software, analisi del termine proskune,w (proskuneo).

Pi di tutto il Kittel71 che ci offre un ampio contenuto di significati per proskineo. Il ventaglio ampio, ma secondo Greenen il nostro verbo adorare indica colui che si avvicina al Signore Ges72. Colui che pregando si mette in un atto di adorazione verso di Lui73. Secondo Greenen il senso di questo termine, va compreso dalletimologia delle due parole che lo compongono PROSS e KINEO. PROSS significa vicino, unito, accanto con e KINEO il verbo baciare. Lautore sottolinea che in questo sono concordi la maggior parte degli studiosi74. Linvito ad adorare contenuto in questo primo messaggio di Apocalisse 14 non quindi solo un richiamo contro lapostasia, contro ladorazione rivolta e offerta a qualcosa di sbagliato, ma anche un invito di tipo mistico, alla pratica di una religione vissuta e partecipata. Per un tempo di crisi e di allontanamento da Dio, per un tempo di apostasia intesa come distacco e separazione dal Signore; per il tempo della fine, inteso come tempo di perdita della fede (Lc 18:14; 2Ti 3:1-5), di crollo della fede, questo angelo invita a ricostruire una relazione costruendo la vera e corretta adorazione. Il messaggio un invito a costruire nel culto la fede, la comunione, il vissuto con Dio. Scrive Robert Webber il culto un personale incontro con Dio, in esso noi Lo cantiamo, Lo magnifichiamo e Lo glorifichiamo per la sua persona e le sue azioni, solo Lui75. Il culto il luogo dove non solo si richiama alla memoria chi Dio e che a Lui si deve fedelt, obbedienza, timore, centralit: in particolare il luogo, il momento dove si deve vivere la relazione con Dio. Se riprendiamo la questione della temporalit di questo messaggio allora ne vediamo la pertinenza. Il tempo del giudizio cui fa allusione il nostro testo, abbiamo visto, colloca questo messaggio nel tempo della esplosione di tutte quelle correnti che tendono a togliere Dio dal centro di tutto. Dal centro della filosofia, della scienza, delletica e dellesperienza. Linvito ad adorare Dio vuole esserne quindi la risposta. Adorare Dio che il creatore. Recita il nostro testo: Temete Dio e dategli gloria, perch giunta l'ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque, (Ap 14:7). Questo un luogo comune in tutta la Scrittura: tantissimi sono infatti i testi dove ladorazione attribuita a Dio in quanto Creatore e in primis a partire dallApocalisse. Per tutti riportiamo il testo di Apocalisse 4:11 Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza: perch tu hai creato tutte le cose, e per tua volont furono create ed esistono76. Ma lApocalisse non fa altro che riproporre in una chiave pi intensa quello che, in rapporto alladorazione al Creatore troviamo in tutte le Scritture. Vediamo alcuni testi: Cominciamo con il Salmo 124:1-8, un testo assolutamente liturgico: Canto dei pellegrinaggi. Di Davide. Se il SIGNORE non fosse stato in nostro favore, -lo dica pure Israele- se il SIGNORE non fosse stato in nostro favore, quando gli uomini ci assalirono, essi ci avrebbero inghiottiti vivi, talmente erano furiosi contro di noi; allora le acque ci avrebbero sommersi, il torrente sarebbe passato sull' anima nostra; allora sarebbero passate sull' anima nostra le acque tempestose. Benedetto sia il SIGNORE che non ci ha abbandonati in preda ai loro denti! L' anima nostra scampata come un uccello dal laccio dei cacciatori: il laccio stato spezzato e noi siamo scampati. Il nostro aiuto nel nome del SIGNORE, che ha fatto il cielo e la terra. Prendiamo poi un testo che vuole segnare una demarcazione fra vera e falsa adorazione, Atti 14:13-18 Il sacerdote di Giove, il cui tempio era all' entrata della citt, condusse davanti alle
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Grande Lessico del Nuovo Testamento di G. Kittel. Ed. Paideia, 1977, Brescia. Articolo di H. Greenen. Pp. 380-402. Kittel. Vol 11. pag 393. 73 Kittel pag. 392. 74 Kittel pag. pag 381. 75 Robert Webber, WORSHIP OLD AND NEW, 1982 Zondervan. Pag 12. 76 Apocalisse 14:6-7; cfr. 3:14; 4:11; 10:6; 13:8; 17:8.

porte tori e ghirlande, e voleva offrire un sacrificio con la folla. Ma gli apostoli Paolo e Barnaba, udito ci, si strapparono le vesti, e balzarono in mezzo alla folla, gridando: Uomini, perch fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani come voi; e vi predichiamo che da queste vanit vi convertiate al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi. Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che ogni popolo seguisse la propria via, senza per lasciare s stesso privo di testimonianza, facendo del bene, mandandovi dal cielo pioggia e stagioni fruttifere, dandovi cibo in abbondanza, e letizia nei vostri cuori. E con queste parole riuscirono a stento a impedire che la folla offrisse loro un sacrificio. Completiamo la presentazione di questi testi con uno pi teologico, di Paolo, che ha degli agganci chiari con il testo di Apocalisse 14 in esame. In un contesto dove si parla di salvezza Paolo argomenta di giudizio, di conoscenza di Dio e di creazione: L' ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empiet e ingiustizia degli uomini che soffocano la verit con l' ingiustizia; poich quel che si pu conoscere di Dio manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualit invisibili, la sua eterna potenza e divinit, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perci essi sono inescusabili, perch, pur avendo conosciuto Dio, non l' hanno glorificato come Dio, n l' hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d' intelligenza si ottenebrato. Bench si dichiarino sapienti, son diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell' uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Per questo Dio li ha abbandonati all' impurit, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verit di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che benedetto in eterno. Amen (Rm 1:18-25). Il culto deve essere centrato solo su Dio perch quello, nel culto, il luogo dove la vita celebra il Suo creatore, il suo unico Re e Signore. Ogni creatura offre adorazione a Lui solo perch Lui il datore della vita. Il culto il luogo dove non solo si richiama alla memoria e rivive un atto, quello della creazione ed il suo artefice, ma anche il luogo dove si celebra la vita ed in particolare realizzando la comunione con il suo il suo fattore. ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque Il testo non si limita a dire colui che ha creato, va molto pi nel dettaglio: . ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque. Si tratta di una espressione che ritroviamo un bel numero di volte un po in tutta la Scrittura77. Dio Creatore di tutto. Vien subito allattenzione lespressione che si discosta da quella che troviamo nella maggior parte dei testi alla nota 77. In Apocalisse 14 troviamo il mare e le fonti delle acque, mentre nella maggior parte dei testi che hanno questo pensiero lespressione suona il mare e tutto ci ch' in essi. Gli studiosi si sono soffermati su questo particolare, le conclusioni che ne sono venute non sono uguali, ma comunque offrono qualcosa di complementare. In Giovanni, sia nel Vangelo che nellApocalisse, lacqua associata alla vita78, un testo per tutti quello di Ap 7:17 che parla di sorgenti delle acque della vita. In un inno di lode al Creatore della vita, linciso le fonti delle acque fa da evidenziatore che rafforza lidea. In rapporto a questo aspetto Jacques Doukhan conclude: il nostro testo fa pi che una semplice evocazione alla creazione, nel menzionare le
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Es 20:11 poich in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ci che in essi, Neh 9:6 Tu, tu solo sei il SIGNORE! Tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutto il loro esercito, la terra e tutto ci che sopra di essa, i mari e tutto ci che in essi, e tu fai vivere tutte queste cose, e l' esercito dei cieli ti adora Sa 146:6 che ha fatto il cielo e la terra, il mare e tutto ci ch' in essi; At 4:24 Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi At 14:15 vi predichiamo che da queste vanit vi convertiate al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi. Ap 5:13 E tutte le creature che sono nel cielo, sulla terra, sotto la terra e nel mare, e tutte le cose che sono in essi Ap 14:7 Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque. 78 Gv. 4:14; Ap 7:17; 21:6; 22:1, 17

fonti delle acque insiste su una speciale idea quella di una creazione che vive e che ridar vita al suo popolo79. Un'altra idea circa il significato delle fonti delle acque quella espressa da John T. Baldwin80, egli sostiene lidea che il testo faccia un richiamo alle fonte dellabisso di Genesi 7:11, quindi un richiamo al tempo del diluvio biblico, dove con questo agente della natura espresse un giudizio contro una umanit ribelle e corrotta, e, continua Baldwin, forse Dio intende, con questa allusione al giudizio del diluvio, trasmettere la verit che Lui un Dio di Grazia, di Creazione e di giudizio81. Daltra parte il nostro messaggio di Ap 14:6-12, richiama a queste tre verit in modo molto chiaro. Dal 4 comandamento: fece i cieli, la terra, il mare Comunque il nostro testo con questa forte conclusione: Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque, va oltre a tutte queste riflessioni e questi richiami, ne impone un altro a nostro avviso importante, il testo cita il quarto comandamento. Abbiamo visto che il testo in questione ha una differenza dalla fonte del 4 comandamento, le fonti delle acque rispetto al testo del comandamento che ha e tutto ci che in essi82. Ad ogni modo il riferimento al 4 comandamento, al sabato, chiaro ed evidente, c un parallelo preciso. John T. Baldwin elenca 4 paralleli nei termini creare e cieli - terra mare. Ma potremmo trovare anche altri paralleli fra il primo messaggio ed il comandamento del sabato. Il parallelo con il verbo creare che in Apocalisse riprende il verbo della LXX in Esodo 20:11. Il parallelo con i termini cieli - terra mare. Il parallelo in funzione della cornice di adorazione: sabato per la santificazione. Il parallelo del messaggio della salvezza simboleggiata dalla liberazione dallesodo menzionata nel Deuteronomio. (Dt 5:15). Il richiamo al 4 comandamento costituir dunque un motivo presente come trama dei tre messaggio di Apocalisse 14 assieme a quella delladorazione. Ritorneremo su questo motivo studiando il terzo messaggio.

79 80

Jacques Doukhan, Le cris du Ciel, op. Cit. p. 176. John T. Baldwin, Creation, Catastrophe and Calvary. R&H P. A., Meriland.2001. pag. 27. 81 Idem. 82 Idem pp. 19-20

Nota su Azazel. Intorno al capro tirato a sorte per Azazel la teologia non ha mai avuto una posizione chiara univoca e concorde. Fondamentalmente le ipotesi sono state due, quel capro aveva pure un ruolo espiatorio: anchesso ha una funzione tipologica e simbolica come gli altri sacrifici, rappresenta in qualche modo il Cristo. Nellaltra ipotesi, minoritaria, Azazel rientra nel rituale dellespiazione ma senza un preciso ruolo espiatorio-sacrificale in funzione del peccatore, come invece avveniva per gli altri sacrifici di animali. La teologia avventista nel suo sviluppo ha definito questo capro ed il rituale che lo interessava un tipo di Satana che alla fine del giudizio per 1000 anni porter su di se, mandato su questa terra i peccati, le trasgressioni e le iniquit di coloro che grazie al sangue del sacrificio espiatorio erano stati depositati sul santuario (Lev 4; 16). Pochi sono i commentari biblici che sostengono questa idea. Pi comune e numerosa ladesione alla prima ipotesi, cos scrive il Bible Commenter on Line questo capro una vera figura di Cristo che porta fuori i peccati del popolo (http://biblecommenter.com/leviticus/16-21.htm). E la lista di quanti sostengono questa ipotesi molto lunga. In rapporto ai sacrifici che avevano un carattere espiatorio per il credente il testo biblico chiaro (Eb 9:22, cfr. Lev 17:4): la vittima doveva essere immolata. Nel testo di Levitico 16 troviamo sacrifici cruenti ed il capro per Azazel che non veniva sacrificato. Il sacrificio cruento ben definito in pi occasioni: 1. Aaronne offrir il suo toro del sacrificio per il peccato e far l' espiazione per s e per la sua casa. (Lev 16:6-7). 2. Poi Aaronne far avvicinare il capro che toccato in sorte al SIGNORE, e l' offrir come sacrificio per il peccato. (Lev 16:9). 3. Aaronne offrir dunque il suo toro del sacrificio espiatorio e far l' espiazione per s e per la sua casa. Sgozzer il toro del sacrificio per il peccato per s (Lev 16:11). 4. Poi sgozzer il capro del sacrificio per il peccato, che per il popolo, e ne porter il sangue di l dalla cortina; far con questo sangue quello che ha fatto con il sangue del toro: ne far l' aspersione sul propiziatorio e davanti al propiziatorio (Lev 16:15). Cambia subito il tenore quando si parla del capro sorteggiato per Azazel, non si parla ne di sacrificio ne di sangue. 1. Quando avr finito di fare l' espiazione per il santuario, per la tenda di convegno e per l' altare, far avvicinare il capro vivo. (Lev 16:20). Quando lespiazione era gi finita entrava in scena quel capro, questo doveva dire qualcosa di diverso, non pu non avere un significato diverso dagli altri ivi elencati, che erano sacrificati, (16:3; 6; 9-10; 11; 15). I versi da 5 a 10 pongono un chiaro contrasto fra i due capri: Dalla comunit dei figli d' Israele prender due capri per un sacrificio per il peccato e un montone per un olocausto. Aaronne offrir il suo toro del sacrificio per il peccato e far l' espiazione per s e per la sua casa. Poi prender i due capri e li presenter davanti al SIGNORE all' ingresso della tenda di convegno. Aaronne tirer a sorte per vedere quale dei due debba essere del SIGNORE e quale di Azazel. Poi Aaronne far avvicinare il capro che toccato in sorte al SIGNORE, e l' offrir come sacrificio per il peccato; ma il capro che toccato in sorte ad Azazel sar messo vivo davanti al SIGNORE, perch serva a fare l'espiazione per mandarlo poi ad Azazel nel deserto. Lapplicazione antitetica e bipolare dei testi evidente. Uno per il Signore laltro per Azazel.

Di uno detto che muore dellaltro no. Uno sacrificio per il peccato, (per il perdono) allaltro capro non mai applicato questo termine.

Cerchiamo quindi di capire il significato di Azazel. La fonte pi antica e principale cui attingere il libro di Enoc che era ben conosciuto dai primi credenti, oltre ad essere citato da Giuda (vv. 14-15) il che la dice lunga, secondo il Eerdmans Bible Dictionary era riconosciuto come scritto sacro da Barnaba, Clemente di Alessandria e Ireneo (p. 337). Su Azazel Enoch evidenzia ed afferma vari concetti: 1. 2. Azazel la personificazione del male e della corruzione. Al cap 8:1 detto che Azazel insegna agli uomini a farsi spade, coltelli, scudi e corazze e a commettere fornicazione. il leader della schiera degli angeli ribelli (54:4), un angelo potente che aggreg altri angeli per farli cadere. In Enoch 8:1; 9:6; 10:4-8; 13:1-2; 54:5; 55:4; 69:2 questo nome associato al capo dei demoni. In Enoch 10:4-9 scritto Lega Azazel mani e piedi e gettalo nelle tenebre, apri una strada nel deserto e . gettalo li. Metti su di lui una pietra, coprilo di tenebre, e fallo rimanere per sempre, benda i suoi occhi che non possa vedere la luce. E nel giorno del giudizio sar gettato nel fuoco, tutta la terra stata corrotta dai suoi insegnamenti: attribuite a lui tutti i peccati. Ancora nel libro di Enoch troviamo un altro elemento interessante alla nostra indagine, al cap 56:1-3 detto che questi angeli di distruzione devono essere gettati nella valle dellabisso. Sopra avevamo visto che Azazel era destinato al deserto qui nellabisso. Abisso e deserto sono i luoghi biblici per (antonomasia) dei demoni: la era il luogo dove Azazel doveva essere confinato. (Is 13:1; 34:13; Mat 4:1; 12:43; Lu 11:24; Lev 16:10,21,22; Ap 20:1-3). In particolare Ap 9:1-10 associa deserto, abisso e demoni, interessante infatti lassociazione che questo brano fa: una stella cade dal cielo che il testo nomina angelo dell' abisso il cui nome in ebraico Abaddon e in greco Apollion (v.10) che in entrambi i casi significa Distruttore, essa fa uscire dal pozzo dellabisso scorpioni e cavallette (tipici animali del deserto) la cui azione non pu essere assolutamente ispirata da Dio. Un demone, se non direttamente il principe dei demoni pu fare questo. (cfr. Ap 11:7 e 17:8). Questo accostamento fra Azazel ed il deserto presente in Enoch diventa ancora pi forte nella maledizione contro Babilonia. Essa, per maledizione divina, diventa deserto [i disegni del SIGNORE contro Babilonia si effettuano: di ridurre il paese di Babilonia in un deserto senza abitanti. (Ger 51:29)] e diventa altres ricettacolo di demoni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole (Ap 18:2). Il Talmud: Secondo linterpretazione Talmudica il termine "Azazel"( ) designa una montagna del deserto con burrone . e contemporaneamente un angelo caduto, un capro demoniaco (Talmud Yoma vi. 4; 62; 67b). Lenciclopedia Giudaica riportando antiche tradizioni e interpretazioni rabbiniche lo indica come la personificazione dellImpurit e il leader degli angeli ribelli (http://www.jewishencyclopedia.com/view.jsp?artid=2203&letter=Azazel)I Manoscritti del Mar Morto sostengono che Azazel sia il leader dellEsercito Caduto ed il responsabile per i peccati del genere umano (4Q180-181).

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Oltre ad Enoch altri commentatori, anche se pochi, associano Azazel al demone del deserto. 6.

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Il Abingdon Bible Commentary afferma: La traduzione di Azazel non ben nota ma dovrebbe essere mantenuto il concetto di nome proprio di un demone del deserto (pag. 289). Infine lHarperCollins Bible Dictionary su Azazel afferma: una figura demoniaca (pag. 90).

10.

Che senso teologico e sotereologico ha dunque questa interpretazione? Ci sembra che lidea sia ben resa dalla sintesi di Wade Cox, nel suo articolo Azazel e lEspiazione (http://www.ccg.org) cos conclude: Azazel inteso come langelo dellEsercito caduto che identifichiamo in Satana. Il termine capro espiatorio qui tradotto dalla parola che si basa sullebraico e che alcuni sostengono significhi rimozione completa. La cosa importante da notare che questo capro non era utilizzato per lespiazione, piuttosto lespiazione fu fatta per esso, La LXX traduce il testo in greco riferendosi al capro espiatorio ed in greco si sostiene significhi mandare via per rifiuto. ci che avveniva nel giorno delle espiazioni. Quel capro per mano di un uomo veniva mandato via. Cos scrive il Levitico: Aaronne poser tutte e due le mani sul capo del capro vivo, confesser su di lui tutte le iniquit dei figli d' Israele, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati e li metter sulla testa del capro; poi, per mano di un uomo che ha questo incarico, lo mander via nel deserto (16:21). Come abbiamo sopra espresso questo capro entrava in scena una volta finita lespiazione: Quando avr finito di fare l' espiazione. Era perci qualcosa che andava oltre il processo realizzato da Dio per il perdono. Quando nelle Scritture si parla dellopera della croce, della salvezza compiuta in essa, ben chiaro e forte che quello che ci presentato completo e assolutamente sufficiente: egli ci ha salvati (Tit 3:5); Infatti per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ci non viene da voi; il dono di Dio (Ef 2:8); Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci stata fatta in Cristo Ges fin dall' eternit (2Ti 1:9); Ges, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si seduto alla destra di Dio (Eb 10:12). Se dunque la salvezza, opera della espiazione compiuta e completa, dopo di essa laltra azione quella del giudizio dopo viene il giudizio (Eb 9:27), Azazel non deve essere che in relazione al giudizio. Il giorno in cui Azazel entrava in scena era quello del Kippur, che per gli ebrei era giorno di Giudizio. Lo Yom Kippur il giorno ebraico della penitenza, viene considerato come il giorno della giustizia, gli angeli fremono, dicendo "Questo il giorno del Giudizio (http://it.wikipedia.org/wiki/Yom_Kippur). nello Yom Kippur il giudizio in favore dei santi. In questo processo le persone ed il santuario sono rivendicati (www.teachinghearts.org/dri17 hstjudge.html). Tutto quel giorno aveva un significato tipico del gran giorno del giudizio finale, in quel giudizio lApocalisse ci informa che qualcosa sar addebitato sul conto di Satana, qualcosa avr luogo (cap. 20) in favore del popolo di Dio e a sfavore di Azazel, dellantitipo, Satana, (per 1000 anni) sar relegato nellabisso, nel deserto.