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Struttura dellATOMO (appunti)

La scoperta dellELETTRONE Per tutto l800, dopo che Dalton aveva ribadito la teoria atomica, perdur il convincimento della indivisibilit dellatomo. Questa concezione fu superata grazie ad una serie di esperimenti la cui natura non era affatto chimica. Il passo avanti si dovette infatti alle ricerche sulla corrente chimica. La corrente attraversa certe sostanze pi facilmente di altre, ad esempio i metalli, ma, dato un potenziale elettrico sufficiente, possibile far passare una corrente attraverso qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa. Gli scienziati del XIX secolo stavano studiando la possibilit di far passare la corrente elettrica addirittura nel vuoto. Per ottenere risultati significativi occorreva per disporre di un vuoto abbastanza spinto da permettere alla corrente di attraversarlo senza troppe interferenze daparte della materia. Nel 1855 un vetraio tedesco, Geissler, costru un recipiente di vetro nel quale praticava il vuoto. Un suo amico, Plucker, si serv di questi tubi per compiere esperimenti sullelettricit. Egli fece sigillare due elettrodi alle estremit di in uno di questi tubi e stabil un potenziale elettrico di 10000 Volt riuscendo cos a far passare la corrente. La corrente determinava effetti luminosi allinterno del tubo, dovuti alla ionizzazione delle poche molecole gassose rimaste. Se il vuoto era molto spinto la luminosit si estingueva, ma il vetro del tubo vicino allanodo (polo +) emetteva una luce verde. Prima del 1876 il fisico inglese Crookes aveva realizzato un tubo ancora pi perfezionato. Per spiegare la luminosit del tubo vicino allanodo si fece lipotesi che dal catodo partissero dei raggi invisibili i quali, incontrando il vetro provocavano un eccitazione della materia (atomi) che si manifestava con lemissione di luce verdastra. Il moto di questi raggi era rettilineo, perch interponendo nel tubo un pezzetto di metallo sagomato, si proiettava nitidamente la sua ombra sulla parete dietro lanodo. Nel 1876 questo flusso fu chiamato raggi catodici dal tedesco Goldstein. Ma questi raggi erano onde del tipo ad esempio delle radiazioni luminose o erano particelle veloci? Nel 1897 Thomson defin la natura di questi raggi. Egli accert che avevano nutura corpuscolare, essendo costituiti da granuli quasi immateriali e che, partendo dal catodo, si muovevano in linea retta con grande velocit (infatti un foglio metallico interposto sul loro cammino si riscaldava) e che, inoltre, possedevano carica elettrica negativa, giacch fatti passare attraverso un campo elettrico venivano deviati dalla parte del polo positivo e, parimenti, venivano deviati da un campo magnetico. Queste particelle altro non erano che gli ELETTRONI di cui era gi stata supposta lesistenza. Si stabil che la luminescenza verdastra osservata sulle pareti del tubo era realmente generata dallurto degli elettroni sul vetro. Ripedendo lesperimento con catodi di metalli diversi, la scarica nei gas rarefatti e nel vuoto avveniva con le stesse modalit, il che significava che lemissione di elettroni era indipendente dalla natura del catodo. Si constat inoltre che questi elettroni erano sempre identici qualunque fosse il gas impiegato nel tubo di Crookes.

Nel 1911 Millikan riusc a misurare, con grande precisione, la carica dellelettrone e la sua massa q = 1,6 x 10-19 coulomb M = 9,1 x 10-31 kg Restava da chiarire se esistesse qualche rapporto tra lelettrone e latomo, cio ci si chiedeva se queste erano due unit distinte oppure se erano collegate da una stretta relazione, come si supponeva. Alla fine dell800 gi si conoscevano gli ioni, atomi con carica elettrica. Si poteva cos spiegare la presenza di ioni positivi come risultato della perdita di uno o pi elettroni da parte dellatomo e di ioni negativi come lacquisto di uno o pi elettroni da parte dellatomo. Questa ipotesi fu confermata da altre esperienze. Thomson a questo punto enunci una sua teoria atomica: immagin che latomo fosse una sfera solida di materia dotata di cariche elettriche positive, sulla cui superficie erano attaccati gli elettroni, come luvetta sopra una torta. MODELLO A PANETTONE La scoperta del PROTONE Nel 1886 Goldstein che aveva dato il nome ai raggi catodici fece degli esperimenti in un tubo sottovuoto con catodo perforato. Quando verso lanodo venivano emessi raggi catodici, altri raggi passavano attraverso i fori del catodo e si allontanavano nella direzione opposta. Se alla parete di fondo del tubo si appoggiava uno schermo rivelatore di tali raggi, si notava la formazione di una zona luminosa e, applicando allesterno del tubo un campo elettrico, si trovava che questi raggi (detti anodici o raggi canale) venivano deviati verso il polo negativo. Si giudic quindi che fossero formati da particelle positive. Ripetendo lesperimento con gas rarefatti di diversa natura si stabil che le particelle dei raggi canale possedevano una massa praticamente uguale a quella degli atomi di del gas presente e che la pi leggera di queste particelle aveva la stessa massa dellatomo di idrogeno. Questultima particella aveva carica positiva esattamente uguale a quella negativa dellelettrone. La sua massa fu calcolata in base a questultima considerazione; essa risult essere: M = 1,67 x 10-27 kg 1837 volte maggiore di quella dellelettrone. Nel 1914 Rutherford propose che questa paticella venisse accettata come unit fondamentale di carica positiva e fosse chiamata PROTONE

La scoperta del NEUTRONE La scoperta del neutrone avvenne molto pi tardi, nel 1932, ad opera del fisico inglese Chadwick. Gi alla fine dell800 erano state scoperte sostanze radioattive che emettevano spontaneamente radiazioni capaci di interagire con la materia. Nel 1896 il fisico francese Bequerel aveva visto come alcuni minerali contenenti uranio impressionavano lastre fotografiche chiuse nel loro involucro. Nello stesso periodo i coniugi Curie avevano scoperto diversi minerali radioattivi da cui avevano isolato elementi come il Thorio, lUranio, il Polonio, il Radio. Venne poi studiata la natura di queste radiazioni alcvune corpuscolate, altre elettromognetiche. Raggi = particelle cariche (+) formate da due protoni e due neutroni Raggi = particelle cariche (-) corrispondenti ad elettroni Raggi = radiazioni elettromagnetiche a piccolissima lunghezza donda. Chadwich osserv che particelle elettricamente neutre si produceano quando un elemento, il berillio, veniva colpito dalle radiazioni emesse da una sostanza radioattiva. Tali particelle con massa quasi identica a quella del protone furono chiamate NEUTRONI Atomo di Rutherford o atomo nucleare La scoperta delle particelle fondamentali dellatomo pose chimici e fisici di fronte ad un problema fondamentale: come erano disposte queste particelle allinterno dellatomo? Una prima decisiva risposta a questa domanda venne data da Rutherford, fisico inglese che interpret genialmente una serie di esperienze che consistevano nel bombardare con particelle sottilissimi fogli metallici. Quando le particelle si liberano dalle sostanze radioattive possiedono un grande velocit (30.000 km/sec) esse, secondo i calcoli avrebbero dovuto attraversare un foglio metallico subendo una piccola deviazione e perdendo parte della loro energia. Grande fu la meraviglia di Rutherford quando vide che una frazione minima ma costante di queste particelle veniva respinta. Pioch nello spessore di un foglio metallico anche sottilissimo entrano alcuni milioni di atomi, questi risultati dimostravano che: 1) la quasi totalit della materia era costituita da spazio vuoto; 2) disseminata in zone piccole e lontane le une dalle altre si trovava della materia allo stato enormemente compatto, dotata di cariche positive dal momento che respingeva le particelle ,anchesse cariche positivamente. Ogni atomo formato dunque da un nucleo carico positivamente, piccolissimo e denso attorno al quale ruotano gli elettroni leggerissimi, ma che occupano la quasi totalit del volume dellatomo. Se paragoniamo un atomo ad una piazza con diametro 100m il nucleo pu venir rappresentato da una biglia di vetro di un cm di diametro al suo centro. Il diametro dei nuclei appena 1/10000 1/100000 di quello atomico. La densit dei nuclei sbalorditiva: se 1 cm3 di materia fosse costituito solo da nuclei peserebbe 100 milioni di tonnellate! Quindi la massa della materia dovuta quasi esclusivemte ai nuclei, mentre il volume dovuto agli elettroni in movimento.

Valori che caratterizzano latomo Latomo caratterizzato da: 1) Il numero atomico, detto Z 2) Il numero di massa detto A 3) Il peso o massa atomica Il numero atomico Z Indica il numero dei protoni e degli elettroni presenti in un atomo. E sempre lo stesso per tutti gli atomi di un elemento. Le diverse propriet chimiche che caratterizzano ogni elemento sono dovute al diverso numero di protoni e di elettroni (Z) presenti. In base al numero atomico gli atomi possono essere collocati luno dietro laltro nel sistema periodico. Il numero atomico di molti elementi fu stabilito da Moseley usando un tubo a raggi catodici provvisto di una piastra metallica (3/4 degli elementi sono metalli) di fronte al catodo. Lurto degli elettroni su di essa produceva radiazioni a bassissima lunghezza donda , dette raggi X. Moseley osserv che la lunghezza donda dei RX variava a seconda del metallo usato come piastra: era tanto pi piccola quanto pi grande era Z. Egli ne trasse una formule applicando la quale conoscendo era possibile risalire a Z. Il numero di massa A E dalla somma di protoni + neutroni (nucleoni) e pu variare nellambito di uno stesso elemento. Atomi di uno stesso elemento che hanno diverso numero di massa sono detti ISOTOPI. Linsieme di tutti gli isotopi di un elemento costituisce la miscela isotopica naturale. Esempi: si conoscono isotopi diversi dei seguenti elementi
16 8O 17 8O 18 8O 19 8O

instabile e radioattivo

1H

1H

1H

instabile, radioattivo

12

6C

14

6C

instabile, radioattivo

Stabilit e instabilit dei nuclei Alcuni nuclei sono molto stabili, altri invece tendono spontaneamente a disintegrarsi con emissione di particelle , o di raggi . Bisogna tener presente che:

1) La stabilit cresce con il numero di massa (fino a 60) poi diminuisce, ci si spiega perch fra le particelle che costituiscono il nucleo (protoni e neutroni) agiscono forze assai intense a corta distanza che riescono a vincere la repulsione tra le cariche + dei protoni. Queste forse, agendo a corta distanza sono efficaci nei nuclei piccoli. I grossi nuclei sono instabili perch risentono meno delle forse nucleari, mentre cominciano a farsi sentire le forze coulombiane di repulsione fra protoni. 2) Nellambito di uno stesso elemento sono pi instabili quegli isotopi con A dispari 3) La stabilit proporzionale al rapporto protoni/neutroni. Perch un isotopo sia stabile occorre che questo rapporto sia vicino a 1. Massa atomica o peso atomico Gli atomi hanno una massa reale e finita, ma diffcilmente esprimibile data la sua piccolezza. Abbiamo visto che la massa di un protone di 1,67 x 10-27 kg. Essa corrisponde alla massa dellatomo pi leggero, latomo di H. Latomo di Uranio, uno dei pi pesanti ha massa di 397,5x10-27 kg. Difetto di massa: si intende la piccolissima differenza che esiste fra il peso atomico calcolato sommando i pesi dei singoli protoni e neutroni (gli elettroni si tralasciano perch troppo leggeri) e quello effettivamente riscontrato. Questultimo minore in quanto una minima frazione di massa stata trasformata in energia per tenere unite le particelle nucleari. Massa atomica i peso atomico relativo Il peso atomico relativo di un elemento si ottiene prendendo in riferimento la 12ma parte della massa atomica del 12C, questa viene detta unit di massa atomica (uma) ed pari a 1,66 x 10-27 kg, valore molto vicino alla massa atomica dellatomo di H. Esempio, se dico che il peso atomico relativo del Cloro 35,45 significa che esso 35,45 volte 1/12 del peso atomico del 12C . Peso atomico assoluto o massa atomica assoluta: per conoscere il p.a. assoluto di un elemento (miscela isotopica) basta moltiplicare il suo p.a. relativo per 1,66 x 10-27 kg. Spettrografo di massa E un apparecchio di grande utilit nei laboratori di analisi e ricerca perch permette di stabilire con esattezza e rapidit la massa atomica o molecolare di svariate sostanze che possono essere cos identificate. Brevemente si pu dire che funziona cos: Le molecole o gli atomi da analizzare vengono portati allo stato gassoso, poi bombardati con elettroni veloci. Essi si ionizzano positivamente. Gli ioni vengono fatti passare attraverso una fenditura. Il raggio che se ne ricava attraversa un campo magnetico e viene da questo deviato. Il valore della deviazione tanto maggiore quanto pi piccola la massa dellatomo. Le particelle deviate terminano su un collettore dove vengono registrate elettronicamente. Atomo di Bohr Con latomo di Rutherford non si riusciva a spiegare la complessa struttura degli spettri di emissione caratteristici per ogni elemento. Un atomo come quello immaginato da Rutherford, in cui gli elettroni si muovevano in orbite non fisse, stimolato elettricamente o termicamente avrebbe dovuto emettere radiazioni di tutte le frequenze (spettro continuo) e non solo di alcune (spettro a righe). Nel 1913 il fisico danese Bohr per spiegare lo spettro a righe dellidrogeno ebbe unidea audace: cominci con lammettere che gli elettroni potessero muoversi solo su orbite particolari fisse e stabili. Richiamandosi poi alla teoria dei quanti di energia, Bohr fece notare che tutte le volte che latomo di H assorbe un quanto o pacchetto di energia (calore, radiazioni, scarica elettrica) il suo elettrone salta dallorbita in cui si trova, quella pi vicina al nucleo (detta stato stazionario o fondamentale), a quella immediatamente 5

successiva. Se latomo assorbe due quanti o pacchetti di energia lelettrone salta su unorbita ancora pi esterna e cos via. In questo modo Bohr introduceva il concetto di livelli di energia; zone intorno al nucleo occupate dagli elettroni. Tali livelli sono rigorosamente separati da un salto di energia, corrispondente ad un quanto. Una volta saltato lelettrone ritorna immediatamente nel suo stato fondamentale e, ricadendo, lemergia che aveva assorbito, viene riemessa quantizzata sotto forma di luce e radiazioni elettromagnetiche. I punti fondamentali della T. Di Bohr validi in particolare per latomo di idrogeno,sono i seguenti: 1) gli elettroni (uno solo per lidrogeno) si muovono su orbite fisse, circolari intorno al nucleo 2) gli elettroni con maggiore energia percorrono orbite pi distanti dal nucleo 3) ogni orbita rappresenta un valore definito di energia e non si pu passare gradualmente da un orbita allaltra, ma solo per salti 4) quando un elettrone passa da un orbita allaltra assorbe o emette energia uguale alla differenza di energia tra i due livelli. Teoria atomica moderna Nonostante il successo incontrato dalla Teoria di Bohr nello spiegare la costituzione dellatomo di idrogeno, appena 10 anni pi tardi, fu necessario modificarla in quanto essa non riusciva a spiegare gli spettri degli atomi con pi elettroni. Alla formulazione della teoria atomica moderna oltre a Bohr, hanno quindi contribuito altri fisici: De Broglie, Heisemberg, Schroedinger. Ipotesi di De Broglie Nel 1932 il fisico francese DeBroglie estese il concetto della duplice natura ondaparticella, attribuita da Planck alla luce, a qualsiasi corpuscolo materiale affermando che, a ciascun corpo in movimento, grande o piccolo che sia, associata una lunghezza donda. Lenergia del fotone data dallequazione di Planck: E = h c/ Mentre lenergia di massa di un corpo qualsiasi data dallequazione di Einstein E = mc2 Eguagliando le due equazioni abbiamo: mc2 = h c/ da cui = hc/mc2 = h/mc De Broglie ipotizz che questa relazione fosse valida per qualsiasi particella. Egli sostitu a c (velocit della luce) una velocit qualsiasi ed ottenne = h/mv Successivi esperimenti mostrarono la validit di questi ipotesi: anche gli elettroni hanno propriet ondulatorie, possono venir diffratti e dare luogo a fenomeni di interferenza. Principio di indeterminazione di Heisemberg Heisemberg, fisico tedesco, dimostr che non possibile determinare la posizione e la direzione di movimento dellelettrone. Infatti se illuminassimo un elettrone per osservarlo e determinarne la direzione di movimento in un certo istante, linterazione dei fotoni con 6

lelettrone farebbe in modo che una parte dellenergia di questi venisse ceduta allelettrone stesso facendone variare la sua traiettoria. Questa legge nota come principio di indeterminazione di Heisemberg. Essa ha come conseguenza che non possibile definire la traiettoria dellelettrone nellatomo e ci modifica la teoria di Bohr che prevedeva traiettorie definite per gli elettroni Contributo di Schroedinger Il fisico austriaco Schroedinger consider la natura ondulatoria dellelettrone scoperta da de Broglie e svilupp unequazione matematica per calcolare lenergia totale E posseduta da una particella che si muove in una direzione nello spazio, in funzione della sua energia potenziale e della sua massa. Egli dimostr che per le particelle che si muovono liberamente (energia potenziale = 0) E pu assumere qualsisi valore, quando si considerano particelle vincolate, cio soggette a forse come gli elettroni nellatomo, costretti a orbitare intorno al nucleo, lequazione pu essere risolta solo se E assume alcuni valori ben precisi. Egli riconfermava cos il concetto di quantizzazione dellenergia degli elettroni atomici prevista da Bohr. Riassumendo la Teoria atomica moderna si basa sui seguenti principi: 1) gli elettroni non sono solo particelle, ma presentano anche carattere ondulatorio 2) essi non seguono orbite ben definite intorno al nucleo: infatti impossibile determinare la traiettoria di un elettrone 3) un elettrone pu assumere solo particolari valori di energia E, in altre parole i livelli energetici degli elettroni non possono variare con continuit, ma sono quantizzati. In definitiva la T. atomica moderna non ci consente di creare una semplice immagine mentale dellatomo. Orbitali Come possibile rappresentare il moto di un elettrone se non si conosce la sua traiettoria intorno al nucleo? Si pu ricorrere, a questo scopo, ad un tipo di rappresentazione chiamata ORBITALE; esso pu essere definito come quella zona intorno al nucleo nella quale c la massima probabilit (95%) di trovare lelettrone. Lorbitale ha: 1) una dimensione (volume) 2) una forma 3) una direzione nello spazio (orientamento) Ogni orbitale caratterizzato in base a ci da tre valori detti NUMERI QUANTICI: n = numero quantico principale (n dordine del livello energetico) l = numero quantico secondario che determina la forma dellorbitale m = numero quantico magnetico In ogni orbitale possono trovarsi al massimo due elettroni. Pauli, fisico svizzero, dimostr che: in un atomo non vi possono essere elettroni che abbiano tutti i numeri quantici uguali: poich i due elettroni che occupano uno stesso orbitale hanno i tre numeri quantici che caratterizzano lorbitali uguali, si dovr introdurre un quarto numero quantico che differenzi luno dallaltro i due elettroni (principio di esclusione di Pauli). Tale numero detto: ms numero quantico di spin.
v.vannucchi