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Libero.19.02.2012

Libero.19.02.2012

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Domenica 19 febbraio 2012
SISTEMA

Mai più cambio pila

OPINIONI NUOVE - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale

D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

FONDATORE VITTORIO FELTRI

DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLVII NUMERO 43 EURO 1,20*

LA STECCA DELLA RAI

I deliri di Celentano, le parolacce, le donne seminude: un gran casino che non è servito a niente Sanremo ha perso soldi e pubblicità. Ma ci ha dato la prova definitiva: la tv pubblica va chiusa La beffa del televoto: le canzoni sono più brutte ma il prezzo per votarle sale da 0,75 a 1
di MAURIZIO BELPIETRO
Più che il festival della canzone, quello che si è concluso ieri sera all’Ariston è il festival del casino. Intendiamoci, lo spettacolo si è svolto nel solco della tradizione, perché è da un pezzo che il festival è defunto. Ma non essendo mai stato sepolto, ogni anno lo si rianima, togliendolo dall’urna in cui è parcheggiato, e poi ci si inventano polemiche e scandaletti in modo da farlo sembrare in salute. Per l’edizione in corso non si è fatta eccezione, ingaggiando grandi vecchi della canzone italiana, ovvero Gianni Morandi e Adriano Celentano. Entrambi settantenni (Morandi non ancora ma è sul palcoscenico da talmente tanto tempo che è come se lo fosse), avrebbero dovuto presentare il nuovo che avanza (...)
segue a pagina 3

IL FESTIVAL DEL BUCO
ADRIANO SFIDA VIALE MAZZINI

Nuove nomine

Il Molleggiato fa il martire La gente: basta

Macché tecnici L’Istruzione è tornata rossa
di FAUSTO CARIOTI
Il Pd festeggia per la nomina di Luigi Nicolais a presidente del Consiglio nazionale delle ricerche: ha ottimi motivi per farlo. Sul fronte opposto, ma pur sempre all’interno della surreale maggioranza che sostiene il governo, il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, si lamenta perché quella di Nicolais «è stata una scelta che nessuno può definire asettica e neutra»: difficile dare torto anche a lui. Vincitore delle ultime elezioni politiche, il Pdl si avvia infatti a chiudere la legislatura privo di ogni rappresentanza nel governo dell’istruzione e della cultura. Di sicuro, non ha fatto molto per evitare che ciò avvenisse. Nel poco tempo in cui è stato in carica l’esecutivo di Mario Monti, il partito di Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (...)
segue a pagina 11

di GIAMPAOLO PANSA

Fa schifo l’Italia vista all’Ariston
Le mutande. Anzi, le mutandine. Meglio ancora, il mini slip destinato a celare soltanto quel triangolo che non è elegante mostrare in pubblico: la verdura, la chiamava mia nonna Caterina. Era coperta o no la verdurina di Belen Rodriguez la sera della sua bombastica apparizione al Festival di Sanremo? È quello che si sono chiesti milioni di italiani, grazie alla diretta televisiva di mamma Rai. Di che cosa può discutere un paese? Con questi chiari di luna, gli argomenti sono infiniti. Li troviamo sulle prime pagine dei giornali: il lavoro, il futuro (...)
segue a pagina 5

di FRANCESCO BORGONOVO
Il grido liberatorio, e per la verità un po’ fantozziano, è giunto dal pubblico: «Basta! Predicatore! Torna a casa!». Lui si è difeso come la sintassi claudicante gli concedeva: «Perché dici basta, lasciami parlare, magari dico qualcosa di interessante anche per te». Invece no, la seconda apparizione di Adriano Celentano è stata un mesto tentativo di rattoppare la precedente esibizione da ricovero coatto. Il Foraggiato (...)
segue a pagina 4

Slogan e battute non servono: nel 2012 Pil a -1,5%

Il prodotto di Monti: recessione
SCONTRO CON BERLUSCONI

di FRANCO BECHIS
Il 17 gennaio scorso il Bollettino economico della Banca d’Italia avvisava: l’Italia è in recessione, e il Pil potrà cadere dell’1,2-1,5%. Un mese dopo - ieri - il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco,

Sull’articolo 18 il nemico è Bersani
di MARCO GORRA a pagina 9

ha corretto al ribasso quella previsione: il Pil cadrà dell’1,5% secco. Siccome la fonte è la stessa, questo significa che dall’analisi della banca centrale, le politiche adottate dal governo di Mario Monti sembrano (...)
segue a pagina 7

Occhio ai moralisti L’editore non paga Travaglio ci rimette 100mila euro
di RITA CAVALLARO
«Cavaliere, dove ha preso i soldi?», si domandavano nel 2001 Elio Veltri e Marco Travaglio nell’incipit del libro “L’odore dei soldi”, pubblicato da Editori Riuniti. Oggi, però, gli autori dell’inchiesta sulle fortune di Silvio Berlusconi (e non solo loro), (...)
segue a pagina 15

La mala educazione Sesso in bagno Ma perché la scuola punisce solo lei?
I veleni del Vaticano
di SELVAGGIA LUCARELLI
Succede che nella solita, tranquilla cittadina di provincia accade un fatto pruriginoso. Siamo a Bassano del Grappa, nell’istituto per ragionieri Luigi Einaudi. Durante la lezione, uno studente chiede di andare in bagno. Apre la porta della toilette maschile e indovinate un po’. (...)
segue a pagina 20

L’Orso d’oro di Berlino

Vince il film italiano che nessuno guarderà
di LUCA VINCI
Hanno vinto i Taviani. «Lo tieni tu o lo tengo io?», domanda Paolo a Vittorio, sul palco. “Insieme”, (...)
segue a pagina 31

Il Papa frusta i cardinali: basta lotte di potere
di CATERINA MANIACI
I nuovi cardinali, nel loro servizio, sono chiamati «a rimanere sempre fedeli a Cristo, lasciandosi (...)
segue a pagina 19

* Con: “Maledetto Spread - Storia di una grande truffa” 5,0 0.

Prezzo all’estero: CH - Fr. 3.00 / MC & F -

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Domenica 19 febbraio 2012

PRIMO PIANO

::: IL CASINO DELLA RAI
I conti non tornano

Il Festival del buco in rosso di quattro milioni
L’evento è costato circa 18 milioni. Con la pubblicità ne sono entrati 15, ma Celentano ha fatto perdere altri 700mila euro
::: FOSCA BINCHER
QQQ Comunque sia andata ieri sera, il Festival di Sanremo è stato un insuccesso. Le cinque serate provocheranno alla Rai un buco economico di circa 4 milioni di euro, che come sempre dovrà essere pagato dalle tasche dei contribuenti italiani. Perché l’evento più celebrato della Rai, quello che viene messo come fiore all’occhiello perché fa impennare gli share, anche in questo 2012 è in perdita secca. Contrariamente a quel che molti pensano, non è per nulla un affare. Per un motivo molto semplice: costa troppo. La prima ipotesi portata in consiglio di amministrazione prevedeva spese da 20 milioni di euro circa. Con qualche sforbiciata il costo è stato ridotto a qualcosa più di 18 milioni di euro: ribassato il costo della convenzione con il Comune di Sanremo, ridotte le spese per la classica invasione in loco di dirigenti Rai e dei loro cari. Gli incassi totali lordi sono stati però di 16 milioni di euro, che diventano meno di 15 milioni al netto delle commissioni. Lo sbilancio sarebbe dunque superiore ai 3 milioni di euro. A questo si aggiunge l’incidente capitato la prima serata dominata dall’esibizione di Adriano Celentano: si è perso un treno di spot all’ora concordata, e secondo le prime stime si è provocato un danno da circa 700 mila euro. Il buco del Festival grazie a questo incidente ammonterebbe dunque a 4 milioni di euro. Ed è proprio tutta colpa delle spese faraoniche sostenute dall’azienda per i cachet pagati non a quelli che dovrebbero essere i protagonisti (i cantanti), ma a conduttori, assistenti ed ospiti della trasmissione. Celentano è apparso due serate e da contratto avrà 700 mila euro dalla Rai. Adriano ha assicurato che li darà in beneficenza un po’ ad Emergency un po’ ad indigenti suggeriti dai sindaci di 7 città italiane. Sono affari suoi. Il costo per l’azienda e quindi per i contribuenti poi chiamati a pagarne le perdite commerciali attraverso il canone, è immutato. Sul fronte delle entrate - incidente a parte - non si poteva invece fare molto di più: l’evento Festival (quest’anno preparato con grande ritardo), è uno dei pochi che non pone problemi agli agenti della Sipra, concessionaria di pubblicità della Rai. Ogni spot a disposizione viene venduto molto tempo prima. Quest’anno la crisi si è fatta sentire, e quindi i prezzi si sono dovuti ribassare (senza vendite sottocosto, ma non molto in più). L’affollamento massimo concesso dalla legge (12% orario) era garantito prima ancora che la trasmissione andasse in onda. Il tetto pubblicitario ha creato problemi proprio per quel treno di post non andati in onda: non si è potuto riassorbire in altro orario o nelle serate successive, perché era già tutto pieno. Alle aziende così beffate verranno ovviamente offerti altri spazi a compensazione, ma non ci sarà modo di mitigare il danno economico ormai patito dalla Rai. E dai contribuenti, in questa edizione già beffati dalla stangata sul televoto. Senza tanti complimenti Rai e compagnie telefoniche hanno infatti stangato di circa 1 milione di euro i telespettatori che hanno votato i loro cantanti preferiti, aumentando di un terzo il costo di telefonate e sms portati fino alla cifra record di 1,1 euro a televoto (con il risultato grottesco che costa di meno acquistare la singola canzone on line che votarla). Se l’evento più squisitamente commerciale della tv di Stato, quello che dovrebbe essere la gallina dalle uova d’oro, è in perdita, ben si capisce come sia amministrata la tv di Stato. Lorenza Lei come i top manager della Rai la risolvono nel modo più semplice possibile: il Festival di Sanremo può permettersi di perdere soldi perché è una trasmissione da servizio pubblico. Nell’allegato A del contratto di servizio che elenca gli obblighi della Rai a fronte del canone pagato dai cittadini c’è anche quello della promozione della musica classica e della musica leggera italiana. È evidente che se questo fosse il compito, a Sanremo dovremmo vedere solo canzonette e poco più. Non avrebbero senso i superospiti stranieri (che semmai fanno concorrenza alla musica leggera italiana), e tanto meno eventi super pagati che monopolizzano il Festival come il costosissimo e rovinoso Celentano show di questa edizione. Siccome la Rai deve presentare per legge due bilanci separati, uno per le attività da servizio pubblico e uno per le attività pagate dal canone, si è resa conto che il terreno dopo l’edizione 2012 del Festival rischia di essere quanto mai scivoloso. Così l’azienda in extremis è corsa ai ripari, riportando direzione artistica e organizzazione del Festival all’interno dell’azienda, e affidandole a un manager di comprovata esperienza e di particolare sensibilità per il servizio pubblico come Giancarlo Leone. La macchina organizzativa del Festival 2013 si è già messa in moto, e punta a presentare con largo anticipo la prossima edizione già per la convention Sipra del giugno prossimo. Con una scelta obbligata: abbattere i costi e dimenticare Celentano.

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PROTAGONISTI
Sopra, un momento dello spettacolo di ieri sera. A destra, dall’alto in basso, il direttore generale della Rai Lorenza Lei, il direttore di Rai1 Mauro Mazza e il direttore artistico Gianmarco Mazzi (LaPresse, Olycom, Ansa)

Rincaro da 0,75 a oltre 1 euro

La beffa televoto Costa il 33% in più
QQQ Caro-vita, caro-benzina, carobollette, caro-trasporti. E, con apprezzabile coerenza, caro-televoto. Anche il Festival di Sanremo si allinea ai rincari e alle stangate dell’era Monti. Quest’anno mandare il messaggino o telefonare per far vincere il cantante preferito costa un bel po’ più dell’anno scorso: un terzo secco, con un incremento del trentatrè per cento. Se infatti per l’edizione 2011 sia l’sms che la telefonata costavano 75 centesimi, per quella terminata ieri i messaggi costavano un euro mentre le telefonate arrivavano ad un costo massimo di un euro e un centesimo. E i conti sono presto fatti: + 33%. Visti così possono sembrare pochi spiccioli. Ma andando a vedere i totali ci si rende conto della effettiva portata del rincaro. L’anno scorso il televoto aveva generato introiti per la ragguardevole somma di tre milioni di euro. Se quest’anno il totale dei televotanti non si sarà discostato da quello fatto segnare dall’edizione 2011, al cucuzzaro si aggiungerà un milione tondo tondo. I soldi, ovviamente, non finiranno nelle casse della Rai, bensì in quelle delle compagnie telefoniche che hanno aderito al servizio. La cosa divertente è che, a conti fatti, la canzone preferita costa meno comprarsela che votarla. I negozi di dischi digitali tipo iTunes mettono in vendita le singole canzoni con un range di prezzo che varia dai settanta ai novanta centesimi: comunque inferiore a quanto richiesto per spingere l’artista verso il successo col televoto. D’altronde, si è sempre detto che a Sanremo più che vincere conta mettersi in condizione di smerciare quanti più dischi possibile a kermesse finita. Vista così, ci si può almeno consolare pensando che, alla fine, il caro-televoto rischia pure di dare una mano ai poveri cantanti...
M. G.

:::

I COSTI

Il precedente

PRIMA IPOTESI Per il Festival di Sanremo, la prima ipotesi portata in consiglio di amministrazione prevedeva spese da 20 milioni di euro circa. Il costo è stato poi ridotto a qualcosa di più di 18 milioni di euro. GLI INCASSI Gli incassi totali lordi sono stati però di 16 milioni, che diventanomeno di15milioni alnetto delle commissioni. Lo sbilancio sarebbe dunque superiore ai 3 milioni di euro. IL CASO-SPOT La prima serata, con l’esibizione di Celentano, si è perso un treno di spot all’ora concordata: il danno è di circa 700 mila euro. Il buco totale del Festival, quindi, ammonterebbe a 4 milioni di euro.

Riuscirono a perderci pure col super-Fiorello
Non solo Sanremo. Quando la Rai decide di far salire gli ascolti sono sempre guai. Era successo anche con lo show di Fiorello. Il più grande spettacolo dopo il week end, andato in onda su Rai 1 dal 14 novembre al 5 dicembre 2011, è costato all’azienda 12 milioni per quattro puntate. A Fiorello sono andati 300 mila euro a puntata. La Sipra, concessionaria della Rai che si occupa della raccolta pubblicitaria, secondo Dagospia avrebbe portato a casa circa 8 milioni. Viale Mazzini, quindi, ha dovuto metterci 4 milioni. Gli ascolti sono stati ottimi, certo, ma i conti non sono affatto tornati. (Sopra, il titolo di Liberodell’11 gennaio 2012).

PRIMO PIANO

Domenica 19 febbraio 2012

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::: IL CASINO DELLA RAI
Che stecca

Sanremo è la conferma che questa Rai va chiusa
La tv pubblica riesce a perdere denaro anche quando non ha concorrenza e dovrebbe fare il pieno di ascoltatori. Tenerla in piedi non ha più senso
re artistico che minaccia di mollare tutto, anche i lauti guadagni. Pure Morandi prende cappello e partecipa alla rissa dicendo che è felice di aver chiuso baracca e burattini, lasciando intendere di non avere nessuna intenzione di ripetere l’esperienza. In tutto questo casino, uno si aspetterebbe che almeno il saldo finale, cioè dal punto di vista del denaro, fosse in attivo. E invece no. Non solo dal primo giorno, quello in cui si è esibito Celentano, lo share è andato in retromarcia, passando da quasi 16 milioni di spettatori a poco più di 11, meno di quanto fosse stato registrato l’anno scorso. Ma pure il conto soffre. Nonostante gli spot pagati una fortuna, nonostante tutte le reti, anche quelle della concorrenza, abbiano dato forfait sospendendo la programmazione, il festival è in perdita. Uno sbilancio di quattro milioni, dicono i ben informati. La pubblicità, circa 16 milioni lordi, non riuscirebbe a coprire i costi della gigantesca macchina organizzativa messa insieme dalla Rai. Musicanti, tecnici, costumiste, dirigenti, portaborse dei dirigenti: a forza di spendere, lo spettacolo della canzone italiana si è trasformato nel festival del buco. E per ripianarlo si ricorre ai soldi del canone, come se le canzonette e le volgarità di Luca e Paolo fossero un servizio pubblico. Oppure si prelevano i soldi, a loro insaputa, dagli spettatori che votano da casa, aumentando da 75 centesimi a 1,1 euro il costo della chiamata. Un giochino che vale un milione. Dicevamo che quella andata in scena all’Ariston è la rappresentazione di come funzionano le cose in Italia. Ma prima ancora lo è di come vanno in Rai. Se l’impegno profuso dall’esercito di funzionari e direttori di stanza, anzi in hotel, a Sanremo si traduce oltre che in una brutta figura pure in un bagno di sangue economico, vuol dire che si è perso il senso delle cose e ormai non c’è proprio più nulla da fare. Se la tv pubblica riesce a perdere denaro anche quando potrebbe fare il pieno di ascoltatori, perché non ha concorrenza, non resta che una soluzione: chiuderla.
maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it

::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO
.

SFIDA ALLA FORNERO Elsa Fornero si è detta «offesa» per le fastidiose esibizioni del corpo femminile a Sanremo. Ivana Mrazova le ha risposto presentandosi sul palco vestita così. LaPr

(...) nel mondo delle canzonette. In realtà hanno testimoniato solo che della musica italiana non gliene importa niente a nessuno. O per lo meno che nessuno si aspetta novità da Sanremo. Non a caso, sia Morandi che Celentano hanno fatto discutere non per le loro esibizioni canore, ma semplicemente per le gaffe o le provocazioni. L’ugola di Monghidoro perché ha sbagliato i nomi in inglese e si è fatto baciare in diretta tv dal solito idiota. Il Molleggiato per uno dei suoi sermoni: poche idee ma confuse sul

paradiso e i giornali cattolici (a proposito: ma l’ex ragazzo della via Gluck anni fa in tv non fece il paladino antiberlusconiano della libertà di stampa? Come mai s’è convertito alla censura?). Che in primo piano ci fossero loro e non i concorrenti, stavolta se ne sono accorti perfino gli stessi cantanti, i quali non si sono attenuti al copione che obbliga a sorridere davanti a una telecamera ma le hanno cantate agli organizzatori. Insieme all’esibizione dei due nonnetti, all’Ariston è però andata in scena anche l’improvvisazione. Strumenti e microfoni che non funzionavano, un sistema di voto in

tilt, una valletta sostituita causa panico, le parolacce di Luca e Paolo in fascia protetta e settecentomila euro di spot volatilizzatisi per il prolungarsi del monologo di Joan Lui. Un disastro organizzativo che è lo specchio del Paese, ovvero di una nazione con lustrini e paillettes dove però non c’è mai niente che funziona come dovrebbe. La confusione è stata tale che perfino i responsabili hanno perso la testa, accusandosi l’un l’altro. Il direttore generale che scarica sui suoi sottoposti la colpa delle sparate di Celentano. Questi che si ribellano e ribaltano le accuse sulla capa. Il diretto-

Edizione 2013 «autogestita»

Lite in azienda, Mazzi si è dimesso «Per la Lei Adriano è un delinquente»
::: ALESSANDRA MENZANI
QQQ Lei contro Celentano, Mazzi contro Lei, Mazzi contro Mazza, Mazzi che se ne va, Marano che ringrazia. Tradotto: ieri a Sanremo la Rai era nel caos totale. Il caso Celentano, gli ascolti tutto sommato mediocri, i nervi che saltano. Tutto è partito dalle parole del direttore generale della Rai Lorenza Lei su Celentano, alla vigilia della sua ultima apparizione, quella di ieri: «Il buon senso e la correttezza prevalgano nelle ultime due serate»; «non sia necessario, al termine del Festival, procedere ad iniziative conseguenti a violazioni contrattuali», ha detto la Lei, che ha ricordato che la scelta (che però evidentemente ha approvato) di avere Celentano è nata dalla richiesta della direzione artistica e rete. Ovvero Gianmarco Mazzi e Mauro Mazza, direttore di Raiuno. «I contratti sono il prodottodipercorsi negozialicomplessitali da garantire agli artisti di potersi esprimere liberamente, cosa che rivendico, così come, credo, sia legittimo rivendicare la libertà di prendere le distanze da affermazioni frutto di personali e opinabilissime valutazioni. In ogni caso gli stessi contratti che tutelano le libertà degli artisti, garantiscono all’azienda tutti gli strumenti di tutela necessari». Le parole hanno trovato d’accordo il capo di Raiuno Mazza («Avrei potuto scriverle io») ma non Mazzi, colui che più di tutti ha spinto per Celentano. «Ho l’impressione che per il dg Lei, Celentano sia un delinquente senza qualità», ha risposto molto arrabbiato, «ho letto questa nota attentamente, forse anche il direttore generale è stato un po’ forzato. Voglio pensare questo». E poi il botto: «Addio Festival». Dopo tanti gloriosi Sanremo (da Bonolis alla Clerici fino ai Morandi I e II), il “patron”si dimette dalla direzione artistica. «Considero concluso questo percorso, era una decisione che avevo preso circa un mese fa, ritengo di aver esaurito tutte le idee che avevo». Il suo braccio destro, Lucio Presta, altro artefice dei successi sanremesi, prima del Festival aveva scritto su Twitter che questo sarebbe stato il suo ultimo Sanremo. Parole che sembravano una battuta. Mica tanto. Il più furioso è Mazzi. Chiede i «complimenti pubblici» da parte della Rai. «Dite chiaramente che Celentano è un grande artista da mezzo secolo. Dillo adesso, Mauro». Mazza: «Ho sempre detto che Adriano è un grandissimo artista». E ancora Mazzi: «Dovete dirci: siete stati bravi. È quattro anni che non sbaglio un colpo. Se continuate a mandare messaggi privati senza fare complimenti pubblici, c’è qualcosa di poco sano». Antonio Marano, commissario Rai per Sanremo, annuncia: «Il prossimo Festival sarà gestito dalla Direzione Intrattenimento, che dovrà ricostruire insieme a Raiuno una nuova squadra vincente». Sarà contento Enzo Iacchetti, polemico con il Sanremo Social: «Non è giusto che ci siano due persone (Mazzi e Morandi, ndr) che gestiscono il canone Rai organizzando un Sanremo per i fatti loro», ha detto da Chiambretti. Comunque Mazzi ha già un nuovo posto in tv: il serale di Amici.

Lo spreco

Sessanta in orchestra ma non suonano tutti
«L’orchestra del Festival è formata da una sessantina di professori. Il fatto è che non tutti suonano». Vince Tempera, famoso music-maker e già direttore d’orchestra a Sanremo lancia l’ultima polemica. «C’è chi porta il proprio arrangiatore il quale magari non sa scrivere per tutte le componenti orchestrali. Ho visto grande impiego di loop, campionamenti, clic che danno dal vivo lo stesso suono del disco. È quindi un grande spreco. La voce-orchestra pesa parecchio sull’intera economia del Festival ma così è imposto soprattutto dai discografici: non vogliono che il telespettatore senta qualcosa di diverso rispetto al disco». (fa.sa.)

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Domenica 19 febbraio 2012

PRIMO PIANO

::: IL CASINO DELLA RAI
Il Molleggiato contestato

Celentano fa il martire, la gente dice «basta»
Adriano attacca ancora «Famiglia cristiana» e «Avvenire» e ci promette il paradiso. Dal pubblico: «Vai a casa»
::: segue dalla prima FRANCESCO BORGONOVO
.

(...) (con i nostri soldi) si è infilato la corona di spine del martire, l’unico trucchetto che ormai gli riesca. «La corporazione dei media si è coalizzata in massa contro di me», ha frignato, «neanche se avessi fatto un attentato allo Stato. Fra quei quattro o cinque che mi hanno difeso, mi ha colpito la voce di un prete che ho visto da Mara Venier, don Mario. Grazie don Mario, tu hai capito ciò che i vescovi hanno fatto finta di non capire». Già, come se la sua fosse la parola di Dio. Perfino gli amici di sempre lo hanno tradito, ha detto Adriano ormai trasfigurato in figura messianica: «Travaglio, ospite di Lilli Gruber, non ha resistito e anche lui ha voluto affondare il coltello nella piaga, non la mia ma la vostra piaga. Alla fine è solo la vostra piaga, che diventa sempre più profonda in quanto vi distolgono dal capire. Estrapolano una frase dal contesto del mio discorso, cambiando anche il modo dei verbi. Ma io sono venuto qui a fare quattro chiacchiere con quei sedici milioni che hanno visto il festival di Morandi». Gli piace dipingersi come il predicatore solo contro tutti, il coraggioso messaggero della verità che annuncia il «paradiso». Eppure gli spettatori - non tutti, ma molti più del solito - non l’hanno bevuta. Dalla platea son giunti fischi, grida belluine, insulti misti ad applausi. Claudia Mori non ha gradito e pare che incontrando il consigliere d’amministrazione Verro dietro le quinte gli abbia detto: «Complimenti per la buffonata». Sul palco intanto si vedevano scena da festa della porchetta, con il Foraggiato che s’impelagava in un’astrusa auto-smentita. «Quando dico che che Famiglia Cristiana e l’Avvenire andrebbero chiusi definitivamente... dico “andrebbero”». Come se ci fosse differenza. Infatti, ecco la sua idea di libertà di stampa: «Se i giornali fossero miei certo non li chiuderei, ma mi affretterei a cambiare la loro impostazione». Proprio come il ministero della Propaganda. «Per me potete anche stare aperti», concede magnanimo Celentano, «ma cambiate almeno la testata». In sostanza, non si è rimangiato nulla di quanto aveva detto. Tanto per togliersi lo sfizio, il Foraggiato ci ha infilato anche lo sberleffo alle istituzioni, intonando La cumbia di chi cambia, con versi del tipo: «I funzionari dello stato italiano/ sembrano spesso personaggi da vetrina». Peccato che quei funzionari, in particolare quelli che stanno a viale Mazzini, gli paghino lo stipendio. Estraendolo dalle nostre tasche. Ma chi se ne importa, Adriano il suo comodo l’ha fatto. Morandi l’ha applaudito e pure il povero minorenne Alessandro Casillo, con i suoi capelli da Justin Bieber, è stato costretto a dire che il Molleggiato «è un grande artista», frase

inutile ma obbligatoria . La verità è che questa 62esima edizione è stata prima soffocata, poi definitivamente stroncata da Celentano, l’unico di cui resterà memoria. Con il colpo da knock-out che ti fulmina sul ring, il Foraggiato ha stecchito anche la Rai, imponendole i propri capriccetti. Gli è stato permesso di gridare alla censura, ancora prima che lo show iniziasse. Ha ottenuto l’in-

gaggio che pretendeva, 350 mila euro a puntata, con un tetto massimo di 700 mila (infatti ha timbrato il cartellino solo due volte). E lui, per ringraziare, ha inventato pure il ricatto della beneficenza, a vantaggio di Emergency e di fantomatiche «famiglie bisognose». La Rai gli ha concesso di liquidare i conti con i propri nemici: il «deficiente» Aldo Grasso - colpevole di essere un critico televisivo -

e i «giornali ipocriti». Poi la «libertà» sotto forma di scemenze per ventilarsi le gengive, che ha fatto perdere 700 mila euro di pubblicità. La colpa della disfatta, Libero lo ha già scritto, non va addossata tutta a Celentano. Lui ha fatto il suo mestiere. I capoccia Rai, Lorenza Lei in testa, si è limitata a piegare il capino, salvo poi commissariare malamente lo spetta-

colo, tenendo Adriano a cuccia fino all’ultima serata. Peccato che lo show fosse interamente costruito su di lui, e senza la sua presenza gli ascolti sono crollati e non sono bastati a risollevarli farfalline o modelle ceche vestite come cotechini (la Mrazova abbigliata da pornostar in fascia pro-tetta). In sostanza, le puntate prive di Celentano si sono rivelate un inutile intermezzo fra una svalvolata e

l’altra di Papa Adriano. Ecco, questo è quanto abbiamo ottenuto portando il Molleggiato all’Ariston: un macigno sulle spalle di una Rai già sufficientemente afflitta. Di ciò ringraziamo sentitamente la dirigenza. La quale ha scritturato un cretino di talento (copyright Giorgio Bocca) dimenticando di inserirgli nel contratto una clausola fondamentale: l’obbligo di portare con sé il talento.

IL CONDUTTORE

Morandi lascia «Servono nuove facce»
Un Sanremo sopra il 45% di share non è catalogabile alla voce «flop». Meriti e colpe sono da dividere tra Lucio Presta, il super-manager, Gianmarco Mazzi, il direttore artistico che ha sbattuto la porta in faccia alla Rai. E ovviamente Gianni Morandi, anni 67, frangetta color mogano, pagato 600.000 euro (la metà di quello che prendevano Bonolis e la Clerici), che ha infarinato nel bene e nelmale loshowchiuso ierisera. E poi Celentano, le nonmutande di Belen, certo. Ma anche la musica, le canzoni, la serata internazionale. «Penso che il prossimo anno il Festival abbia bisogno di una faccia nuova anche nel ruolo di presentatore», sussurra un Morandi assai meno sorridente di cinque giorni fa, quando avanzò una candidatura per il Festival 2013. Qualcosa, evidentemente, non ha funzionato: non lo share, non la musica, non il rompighiaccio Celentano, forse l’atteggiamento che la Rai ha tenuto nei confronti del trio Morandi-Mazzi-Presta. Un sospiro che sa di addio, quello di Morandi. Lo scorso anno, dopo il sipario del primo Sanremo, si fece scappare: «Sono pronto per il prossimo». Stavolta no. Nella notte dell’ultima recita, protetto da un loden blu (!) che fa meno ridere rispetto a quello di Papaleo, questo uomo genuino e testardo che sta per compiere 50 anni di carriera, mostrava la corda. Un po’ stressato, Morandi ha maturato la stessa idea di Mazzi e Presta. «Tra le cose che mi hanno infastidito di più? Non essere potuto andare a correre, mi avrebbe scaricato un po’… Per fortuna il Bologna ha vinto contro l’Inter». «Da viale Mazzini non ci è stato detto il grazie che ci aspettavamo; eppure abbiamo preparato un Sanremo che ha dato grandi risultati anche alla Sipra, l’agenzia che vende pubblicità per la Rai…». L.IAN.

Pagelle finali

Bocciate Ivana, le tinte e la Rai Promossi Papaleo e Belen
::: ALESSANDRA MENZANI
Gianni Morandi. Sempre se stesso. Amichevole, un po’ marpione, istituzionale, stressato nei limiti. L’ha vissuta con divertimento, più di così non poteva fare. Ma ora è giusto cambiare. Belen. Ha fatto Belen, niente di più e niente di meno, e ha conquistato più prime pagine di Celentano. Ha fatto parlare di sè persino un ministro, figura che in teoria avrebbe cose più importanti di cui occuparsi. Come lo scorso anno, ha oscurato Elisabetta Canalis. Peccato perché l’anno scorso aveva dimostrato di saper cantare e ballare, quest’anno ha dimostrato solo di aver un conturbante tatuaggio.

10

Rocco Papaleo. Ogni giorno più in forma. Distaccato, ironico, conduceva come se fosse davanti a una platea di cinque amici. Il gobbo. Senza di lui tutti si sarebbero persi. Vallette, conduttori. L’hanno usato tutti. Persino i cantanti che non conoscono le loro canzoni a memoria. La cantante in gara che per tutto il Festival ha tenuto segreto il suo amore. Un amore dello stesso sesso. Lei era lì, ma nessuno se ne era accorto. La Shibue Couture, l’azienda californiana che produce slip simi. Pupo. A parte il teatrino con Celentano, incomprensi-

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bile, ha fatto la massima promozione di se stesso e del suo romanzo. In ogni intervista tv, da Sly Sport a quelle con Marzullo, diceva sempre: «Nel mio libro, che casualmente ho in mano…». E infatti ha fatto il botto di vendite. La musica, purtroppo. I cantanti hanno detto più volte che di essere stati un contorno a Celentano. Lui era il Festival, loro il Dopofestival. Loredana Bertè. La nostra più grande delusione. Speravamo in qualche follia, invece si è presentata con labbra a canotto e ha cantato in playback. Ivana/Ivanka Bella come altre mille, la sua presenza è stata incomprensibile. Era la classica valletta “baudiana” di

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PROTAGONISTI

Adriano Celentano. Loredana Bertè e Rocco Papaleo, protagonisti delle serate sanremesi.

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::: IL CASINO DELLA RAI
LA CUCCIARI ALL’ARISTON

Il bestiario

Risse, prediche e patonze Che pena l’Italia dell’Ariston
Il Festival è il termometro della nostra decandenza: ormai non riusciamo più neanche ad allestire un modesto avanspettacolo
::: segue dalla prima GIAMPAOLO PANSA
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cui pensavamo ci fossimo liberati. E non era nemmeno in salute: un torcicollo così debilitante a 19 anni non si era mai visto. L’ultima sera, per avere qualche attenzione, si è presentata praticamente nuda. Ricordate Federica Felini, la valletta del primo Festival di Bonolis? No. Appunto, finirà così. Le tinte: da Gianni Morandi a Lucio Dalla. L’unico con i capelli naturali è stato Josè Feliciano. Gli slinguazzamenti che hanno aperto l’ultima puntata di Sanremo sulle note di All you need is love. La Rai. Perennemente nel pallone. Su Celentano i vertici non hanno mai detto chiaramente se l’appoggiavano o se si dissociavano. Mai una posizione netta. Allora era meglio Fabrizio Del Noce che si «autosospese» ai tempi di Rockpolitik. Se chiami un personaggio del genere, poi devi avere gli attributi per reggere l’urto.

Geppi sfotte Adriano
Travolgente Geppi Cucciari nella serata finale del Festival di Sanremo. La comica sarda si è presentata scalza e ha preso di mira la farfallina di Belen («Qui si usa scendere le scale senza qualcosa, io mi sono tolta le scarpe...», ha detto) e il contrattovalanga di Adriano Celentano, il Vaticano che ha fatto il “mazzo”a Mazzi e Mazza e il sorriso che ha, sempre, stampato in volto l’ebetito Morandi. 20 minuti di Geppi son valsi ben di più dei nitriti sorridenti di Ivana Mrazova, lei sì mezza nuda. Poi, dopo l’esibizione dei 10 big in gara, riuniti a inizio serata, ecco la comparsata dei Cranberries, unici ospiti internazionali di vaglia in questo Sanremo molto tricolore. Primo verdetto dell’Ariston dalla sala stampa: la critica ha votato miglior brano Un pallone di Samuele Bersani.

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(...) dei giovani, il presente delle famiglie, la riforma della politica, e qui mi fermo poiché i lettori di Libero ne sanno più di me. Però non esiste questione che abbia acceso la verve degli italiani quanto la patonza di Belen e l’invisibile copripatonza. Sia chiaro che non ce l’ho con Belen. Come succede ad altre star dello show businnes, la patonza (il copyright sembra essere dell’immortale Cavaliere) anche per lei è un ferro del mestiere. Se ha deciso di mostrarla a milioni di ammalati di tivù, la colpa, o il merito, non è suo. Ma di chi l’ha spedita sul palco di Sanremo. Ossia dell’alto comando Rai. Un insieme di signore e signori ormai alla frutta dei quali parlerò alla fine del Bestiario. Tuttavia, la questione emersa a Sanremo non è certo la cosina di Belen. Bensì il relativo dibattito che ha impegnato un numero sterminato di italiani. Ricacciando sullo sfondo le sparate di Adriano Celentano. Anche se il vaniloquio del Molleggiato ci ha aperto un altro spiraglio sulla decadenza inarrestabile dell’etnia italica. Sempre in lotta con i selvaggi che arrivano in casa nostra da tutto il mondo, ma incapace di riconoscere che i veri alieni siamo noi, gli italiani di razza pura. Fra le tante scempiaggini che Adriano ci ha offerto, dietro compenso adeguato, c’era la proposta di chiudere due giornali che non gli piacciono: Avvenire e Famiglia cristiana. Penso che, al tavolo dell’osteria, tutto sia lecito. Celentano è convinto che Sanremo sia la sua mescita personale. Buon per lui, un po’ meno per la Rai che lo strapagato per fare l’ubriaco in pubblico. Mi ha colpito, invece, che molti degli ospiti presenti a Sanremo abbiano applaudito la richiesta di un imbonitore da baraccone, un tempo amato come cantante. Si può battere le mani con entusiasmo davanti alla proposta di soffocare due voci ascoltate da tanti lettori? Non è influente il fatto che siano testate cattoliche. Celentano mi avrebbe fatto schifo anche se avesse chiesto la chiusura immediata dell’Unitào del Manifesto. Ma gli applausi di gran parte del pubblico dell’Ariston mi sono sembrati un’altra conferma dello stato comatoso di quella che chiamiamo ancora «opinione pubblica». Lascio perdere gli insulti che il Molleggiato ha sparacchiato contro Aldo Grasso, il

critico televisivo del Corriere della sera. Sono un suo lettore da molto tempo e lo considero il numero uno dei professionisti che si occupano di tivù. Però anche questa smarronata di Adriano prova che l’Italia è ridotta all’ablativo. Siamo sempre stati un paese di litiganti, abituati al botta e risposta. Ma adesso siamo diventati un paese di intolleranti, dove chi riceve le botte deve incassarle in silenzio e non ribattere. Chiudere giornali sgraditi, insultare un critico che non ti piace e farlo sotto lo scudo della Rai, che dovrebbe essere la più importante istituzione culturale del paese: che cosa esiste di peggio? Esiste soltanto un atteggiamento da regime autoritario. Possono parlare soltanto i cocchi del regime in sella. Una legge

scritta dai pennacchioni in grado di decidere: tu esisti e hai diritto allo sproloquio, tu non esisti e devi tenere la bocca chiusa. È un sistema di esclusione che ho provato anch’io, sulla mia pelle. E vi garantisco che è molto efficace. Le dittature soffici cominciano tutte con questo primo passo. Sanremo, in qualche modo, ce lo conferma ancora una volta. Tuttavia il Bestiario non appartiene alla schiera di chi sostiene, con mille motivi: chiudiamo il Festival di Sanremo e inventiamoci qualche altro spettacolo. Meno sgangherato, meno volgare, meno da painacchi, come venivano chiamati dalle mie parti i villani rifatti, quelli con tanti soldi e poco stile. La mia opinione è che Sanremo debba andare avanti, per

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PROVOCAZIONE

Belen Rodriguez nel momento provocatorio al Festival di Sanremo. A destra il modello indicato come gli slip di Belen.

anni e anni, sempre così. E sapete perché? Perché è il termometro della nostra decadenza, l’indicatore più schietto della nostra inferiorità sociale e culturale. Mi ha colpito la telefonata di un amico che si solito non guarda la tivù. Diceva, costernato: «Non credevo che fossimo ridotti fino a questo punto. Un paese cialtrone e ignorante, incapace persino di allestire un modesto avanspettacolo». Diverso è il discorso a proposito sulla Rai. È possibile che Sanremo sia la pietra tombale del baraccone radiotelevisivo di Stato. Leggo che il governo Monti si prepara a incidere questo bubbone. Mi auguro che sia vero e che i Professori non si limitino alle buone intenzioni. Il colosso, o ex colosso, di viale Mazzini non regge più. Essendo un figlio della Casta politica, ne ripete i difetti, ingigantiti. È una dittatura di cartapesta che ha per unico obiettivo quello di perpetuare la propria esistenza. La nomenklatura della Rai è interessata soltanto a durare nel tempo. E lo fa tagliando le gambe a tutti coloro che non hanno amici nel bunker dei partiti in agonia. Anche in Rai esistono eccellenze professionali che potrebbero fare bene e molto. Ma non possono muovere un passo perché il vertice aziendale, e i suoi annessi e connessi, bloccano tutto. Il governo Monti deve levare questo tappo e mandare a casa il presidente, il direttore generale e tutti i colonnelli che, insieme, tengono in vita un sistema ormai in cancrena che non regge più. Si parla tanto di riforma della politica, del Parlamento, dei privilegi che blindano i partiti. Ma il primo passo deve essere cambiare il sistema di comando della Rai, e i vip che lo incarnano. Se è necessario tentare una rivoluzione pacifica, è da questo marmoreo centro di potere che bisogna cominciare. Può anche darsi che il dinosauro di via Mazzini sia imbattibile. E che neppure il governo Monti riesca a cambiarlo. Se andrà così, pazienza. L’offerta televisiva è diventata molto vasta. Infine resta sempre il «metodo Belen». Ossia ricorrere all’arma segreta della farfalla sotto mutandine invisibili. Da che mondo è mondo, non hanno mai accoppato nessuno. Diventeremo tutti un popolo di guardoni. Speriamo soltanto che lo spread sia sensibile al fascino del triangolo in bella vista. Ma si abbassi, invece di alzarsi.

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i conti non tornano

ERRORI EUROPEI Via Nazionale: «Se fosse stata subito rafforzata la capacità d’intervento, l’incertezza sull’evoluzione della crisi si sarebbe ridotta, migliorando i titoli sovrani»

Allarme di Bankitalia Dichiara recessione e sculaccia le banche
Il governatore Visco rivede le stime dell’economia al ribasso e chiede più finanziamenti alle imprese. E sollecita da parte degli istituti «interventi incisivi sui costi» e tagli ai bonus
::: ANTONIO CASTRO
QQQ 2012. Anno di recessione per l’Italia. A confermare la contrazione del prodotto interno lordo è il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che coglie l’occasione per spronare la platea dei banchieri chiamati a raccolta al tradizionale appuntamento del Forex di Parma. Visco conferma che il Paese quest’anno accuserà una flessione del Pil dell’1,5%, ma pur in un quadro negativo «bisogna guardare avanti» e «tornare alla crescita nel 2013». Ottimismo, che cela un richiamo «forte» alla responsabilità dei top manager del credito. I dati sventagliati alla vigilia del Forex dall’Associazione bancaria italiana, parlano chiaro: la contrazione del credito c’è e penalizza famiglie e imprese. Ma ora alle banche, che hanno attinto al “bancomat”di Francoforte, spetta il compito di sostenere il credito, senza arroccarsi. Visco adopera un linguaggio diplomatico e cortese, ma la sostanza è più o meno questa: avete preso denaro ad un costo basso e ora non potete tenervelo nei forzieri. Con «un’abbondante liquidità messa a disposizione dall’Eurosistema», incalza, «le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene la loro funzione di allocazione del credito». E ancora: «È cruciale che

Q Con un’abbondante liquidità messa a disposizione dall’Eurosistema le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene la loro funzione di allocazione del credito
. IGNAZIO VISCO
l’economia non entri in asfissia creditizia, deperendo e trascinando con sè anche le prospettive del sistema bancario». Come dire: se collassa il sistema produttivo si porta dietro anche le casseforti piene di quattrini non prestati. E infatti a dicembre «i prestiti alle imprese si sono contratti, di circa 20 miliardi, e l’entità della diminuzione è molto elevata», annota. Poi ammette un errore di calcolo negli interventi salva Stati. «Se

fosse stata subito rafforzata la capacità d’intervento europea, l’incertezza sull’evoluzione della crisi del debito sovrano in Europa si sarebbe ridotta, migliorando la valutazione dei titoli sovrani e la possibilità di reperire risorse sui mercati da parte delle banche». Purtroppo però non è stata seguita la sequenza temporale migliore nelle scelte europee contro la crisi del debito sovrano, perché le ricapitalizzazioni delle banche sono state decise dall’Eba quando non era stato ancora rafforzato e reso operativo il fondo salva-Stati Efsf ha ammesso Visco. zione degli assetti di governo soInevitabile che si vada a sfiorare cietario». Per il governatore è conla politica, il governo Monti e gli divisibile poi la scelta del governo ultimi interventi. Come la decisio- di mettere mano agli assetti di ne di svecchiare il sistema controllo. Proprio come prevede il divieto di dei consigli di ammiassumere incarichi nistrazione “a racontestuali in imgnatela” che legaprese concorrenno il sistema soti. E prende lo cietario italiano. E spunto per anVisco ne fa cenno nunciare che la la partendo dal moBanca d’Italia nito a perseguire «d’intesa «l’impegno al riequilicon il mibrio dei bilanci e alla riIgnazio Visco nistero mozione dei nodi struttudell’Ecorali che condizionano l’efficienza e la redditività del si- nomia ha avviato un tavolo tecnistema bancario italiano». Insom- co». Un monito? Sorride sornione dal palco di ma, Visco sollecita «interventi incisivi sui costi» che potranno arri- Parma il governatore alla platea di vare, scandisce, «dalla semplifica- top manager e amministratori de-

legati. E una stoccata i signori la incassano sul portafogli. O meglio sui bonus milionari. E tanto per rinfrescare la memoria Visco ricorda che Palazzo Koch si appresta a dare indicazioni alle banche sulla politica dei dividendi e sulle retribuzioni ai manager considerando «che il processo di rafforzamento patrimoniale deve comunque continuare». È pur vero, ammette, che le grandi banche italiane hanno realizzato «un significativo rafforzamento patrimoniale» e che «il divario, che, seppur ridotto, ancora separa il grado di capitalizzazione delle nostre grandi banche da quello medio dei maggiori concorrenti esteri risente di modalità di calcolo delle attività ponderate per il rischio non omogenee tra i diversi

ordinamenti». Ma proprio per questo è già stata avviata una revisione. L’ottimismo prudente di Visco è tutto condensato in una previsione: parte assicurando che l’aggiustamento della finanza pubblica «è comunque su un sentiero sostenibile anche sotto ipotesi poco favorevoli sulla crescita e sui tassi di interesse». E spiega: «Con una dinamica reale modesta, dell’ordine dell’1%, e con uno spread sui Btp decennali stabilmente al livello, comunque elevato, di 300 punti base, avanzi primari del 5% del prodotto, come quello previsto per il 2013, garantirebbero una riduzione del rapporto tra debito pubblico e prodotto maggiore di quella richiesta dalle nuove regole europee di bilancio».

Rubinetti chiusi

INIEZIONI Il 29 febbraio ci sarà una nuova iniezione di liquidità da parte della Bce e destinata alle banche Ue. Compreso quelle italiane. Vedremo che succederà all’erogazione del credito mercato dalla Bce e poi anziché concedere credito alle famiglie e alle imprese effettuano riacquisti di bond per lucrare sul differenziale di rendimento senza correre rischi. A tutto discapito dell’economia che non riesce a ripartire. Ovviamente, gli intrecci tra banche e debiti pubblici rendono tutto più difficile. Gli istituti acquistano titoli di debito e aiutano gli Stati. La Bce aiuta le banche perché possano sostenere i titoli europei. In questo circolo le Pmi restano stritolate. Bankitalia e Bce possono intervenire per fare in modo che dagli istituti escano finanziamenti a tassi agevolati, oppure tramite fondi partecipati. Ma in un certo senso hanno le mani legati. Solo la politica, quella lungimirante, potrebbe trovate la quadra tra il debito pubblico e gli utili delle banche. Ma solo con una visione a lungo raggio.

Troppi Bot e Btp nella pancia degli istituti Così il governo non può aiutare le aziende
::: CLAUDIO ANTONELLI
QQQ Il crollo è da record e la cifra ingente: -20 miliardi erogati dalle banche italiane alle imprese a dicembre e per questo gli istituti di credito devono dimostrare «di saper svolgere bene la loro funzione» di allocare il credito con una «acuita capacità selettiva» e utilizzare il fiume di liquidità della Bce al quale attingono sempre più largamente le banche italiane, in primis Unicredit e Intesa Sanpaolo, per «mantenere elevato il finanziamento dell’economia». Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco usa, al Forex di Parma, parole diverse ma esprime lo stesso concetto del suo predecessore Mario Draghi che ricordava come «bisogna saper fare i banchieri anche quando le cose vanno male». I dati della Banca d'Italia corroborano e rilanciano quelli diffusi dall’Abi alla vigilia: i prestiti alle imprese che fino a novembre frenavano ma erano pur sempre positivi, ora si sono contratti sebbene una parte l’ha avuta la forte volatilità di fine anno. Anche a gennaio comunque, ammonisce Visco, si sarebbe verificata una lieve contrazione del credito. Il 29 febbraio ci sarà una nuova iniezione di liquidità da parte della Bce e destinata alle banche Ue. Compreso quelle italiane. Il presidente Mario Draghi si è insediato da poco più di tre mesi. La sua prima mossa, la diminuzione dei tassi di interesse di mezzo punto è stata molto apprezzata dai mercati. Come lo è stata l’assegnazione agli istituti di credito europei di un finanziamento triennale di 489 miliardi all’1% ampliabile a mille. Entrambe gli interventi costituiscono due strumenti apprezzabili per favorire la soluzione del credit crunch in talune zone d’Europa, tra cui l’Italia. Con riferimento al Ltro (nome tecnico del prestito della Bce), le raccomandazioni rinnovate a Francoforte ai rappresentanti di 26 banche europee sull’esigenza di finanziare l’economia reale, rischiano di risultare ancora insufficienti per evitare che tale rilevante liquidità finisca per estinguersi unicamente nel rimborso delle obbligazioni bancarie o nell’acquisto di titoli di Stato, pur in presenza dei limiti posti dell’ Eba a tale proposito. Per tutte le banche la novità “rischia” di portare un incremento degli utili compreso tra il 7 e addirittura il 20%. Semplice: prendere a prestito all’1% e comprare titoli che rendono molto di più. Ecco la mossa che fanno gli istituti bancari con i soldi che prendono a buon

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CREDITI DELLE IMPRESE I 5 miliardi promessi sono coperti in gran parte con una partita di giro: dal fondo per pagare i crediti di imposta. Effetto sulla crescita? Nullo

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i conti non tornano

Prodotto interno Monti: -1,5%
Dal suo esordio il governo ha dato all’Italia un beneficio da 4 miliardi grazie al calo dello spread, ma ha causato un danno da 11 miliardi con la politica recessiva. Ecco perché il 2012 sarà nero
::: segue dalla prima FRANCO BECHIS
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DISCRETO PESSIMISMO Il governatore lancia, dal palco del Forex di Parma, un monito ai banchieri che invita a guardare avanti e darsi da fare per normalizzare le condizioni dei mercati finanziari

(...) più recessive di quanto non si temesse. Negli ultimi due mesi tutti gli istituti di analisi economica nazionali e internazionali hanno concordato sulla recessione italiana con stime molto oscillanti. La più ottimistica è stata quella dell’Abi (Pil -0,7%), più negativa quella di Prometeia (-1,7%), molto negativa quella del Fondo monetario internazionale (-2,2%), disastrosa quella fatta da Giulio Tremonti (-3%), che può avere un po’ di dente avvelenato. La svolta depressiva per certi versi è stata una sorpresa. Non si poteva dire, ma tutti la immaginavano all’indomani dell’approvazione del decreto salva-Italia. Perfino Monti e il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, avevano riconosciuto a denti stretti che quelle misure sarebbero state recessive. Scelte in qualche modo obbligate, visti i tempi ristretti in cui dovevano essere adottate, ma sicuramente con effetti negativi sulla crescita. Nelle settimane successive però l’esecutivo è passato alla cosiddetta “fase due”, approvando il decreto legge sulle liberalizzazioni ribattezzato “cresci Italia” e quello sulle semplificazioni. Ad entrambi è stato dato grande potere taumaturgico. Tralasciando la strombazzata di Monti sulle liberalizzazioni (“faranno crescere il Pil di 10

punti), che era uno spot non sobrio e non serio da fiera paesana, resta comunque un’amara evidenza: con il «cresci-Italia» il Pil scende ancora più di prima. Economisti ed opinionisti che ben se ne erano accorti, da qualche giorno avevano iniziato a mettere le mani avanti: «Vero che le liberalizzazioni serviranno, ma gli effetti non possono essere immediati. Forse ci vorrà qualche anno». Forse, e forse intervenire su settori così limitati come una fettina del trasporto pubblico (taxi), farmacie, libere professioni… servirà magari a rendere più efficienti certi settori, ma non può avere alcun tipo di effetto sul prodotto interno lordo di un paese grande come l’Italia. L’unico mercato di una certa ampiezza toccato è stato quello del gas: la separazione della rete potrà

portare benefici, ma è macchinosa e lunga. Insomma, non dobbiamo tenere in alcun conto la possibilità di effetti concreti sulla crescita dalle misure contenute nel decreto “cresci-Italia”. L’unica norma lì contenuta che avrebbe potuto avere effetti immediati era quella sulla prima tranche da circa 5 miliardi di euro di pagamenti degli arretrati ai fornitori della pubblica amministrazione. Misura strombazzata ai quattro venti, ma in parte coperta con emissione di titoli del debito pubblico (e quindi con una spesa di interessi che ne mortifica parte dei vantaggi) e per la maggiore parte coperta con una partita di giro: verrà finanziata dal fondo per pagare i crediti di imposta alle imprese. Effetto complessivo sulla crescita dunque nullo. Guardando i conti pubblici italiani,

il graffio
Quanto vale un «Time»
La scorsa settimana c’era Mario Monti, figlio prediletto della quasi defunta Unione Europea, e neo (ormai non più troppo) presidente del Consiglio italiano. Questa settimana Kim Jong Un, figlio del defunto Caro Leader, e neo presidente della Corea del Nord. Comparire sulla prima pagina del settimanale Time è un onore che spetta a pochi privilegiati.

dunque l’effetto complessivo dei primi tre mesi del governo Monti- contrariamente a quanto si scrive- è stato di grave danno ai conti pubblici italiani. È servito- dopo un paio di mesi- alla caduta dello spread che rendeva ogni asta dei titoli di Stato un piccolo dramma. L’effetto positivo al momento quantificabile però è di 4-5 miliardi di euro, che certo non sono pochi. Ma sull’altro piatto della bilancia c’è la caduta del Pil di un punto e mezzo. In assoluto questa significa un danno per i conti pubblici da 22-23 miliardi di euro. È chiaro che non è attribuibile tutto a Monti. Secondo le rilevazioni dell’Istat sugli ultimi due trimestri del 2011, metà di questa caduta di Pil era tendenziale (quindi dovuta a situazione internazionale e ai decreti approvati da governo Berlusconi), il resto è provocato proprio dai decreti Monti. Che quindi fino ad oggi ha dato un beneficio da 4-5 miliardi e causato un danno da 10-11 miliardi di euro. Il bilancio dunque è al momento fortemente in rosso (di circa 7 miliardi di euro). E difficilmente può cambiare segno: per stimolare la crescita in tempi rapidi come sarebbe necessario, non esiste ricetta economica che non preveda l’utilizzo di risorse dello Stato. O si fanno investimenti pubblici, o si defiscalizzano subito investimenti privati. Nell’uno e nell’altro caso servono soldi. E non ci sono.

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i conti non tornano
::: CHIARA BUONCRISTIANI
ROMA

L’OPERAZIONE Gli ispettori hanno passato al setaccio negozi, alberghi e ristoranti del centro. Alcuni, muniti di sci, sono arrivati anche in bar e baite sulle piste innevate

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EVASORI E TUTELATI Il direttore dell’Agenzia delle Entrate e presidente di Equitalia, Attilio Befera. Gli 007 del Fisco hanno effettuato nella giornata di ieri un nuovo blitz, dopo quelli di Cortina, Napoli, Milano e Sanremo. La caccia agli evasori infuria proprio nei giorni in cui il Parlamento prova ad insabbiare la legge del governo che mirava a tagliare gli stipendi dei burocrati (Befera compreso), avanzando obiezioni di presunta incostituzionalità LaPresse

PRECEDENTI

QQQ Ancora il Nord, ancora una località nel pieno della stagione turistica. Dopo Cortina, a finire nel tritacarne della campagna d’inverno del Fisco è Courmayeur. Come promesso dagli uomini dell’Agenzia delle Entrate i controlli non si fermano. Non sono stati resi noti i risultati reali delle operazioni già tanto pubblicizzate, né è chiaro quanti e quali evasori siano stati denunciati, ma un dato è confermato: la location dei blitz è sempre adatta a fare notizia. Il nuovo maxi-spot è partito ieri mattina molto presto. E cosa importa se, come lamentano i commercianti, la retata antievasione è andata in scena «proprio nella settimana più importante dell’anno dal punto di vista delle presenze». Il copione adottato dagli ispettori è quello di Cortina. Per tutto il giorno gli “007” dello scontrino hanno passando al setaccio negozi, alberghi e ristoranti al centro del paese. Non solo. Muniti di sci, sono arrivati anche in bar e baite sulle piste attorno al Monte Bianco. Non hanno trovato granché, fa capire il sindaco Fabrizia Derriard, che vorrebbe fosse chiaro il basso profilo dell’operazione. Ma il carosello mediatico non si ferma: «La voce si è diffusa nel paese», spiega il primo cittadino, «eppure io non ho visto controlli». In effetti all’Hotel Royal, quello preferito dai vip perché l’unico a cinque stelle, dicono di non aver ricevuto visite. Come per i blitz delle settimane passate, i funzionari si sono installati all’interno degli esercizi commerciali, controllando l’emissione di scontrini e fatture. Tra i commercianti il malumore è evidente. In questa stagione, dicono, gli incassi dipendono molto dal meteo e non è possibile fare confronti su giornate che tra loro sono molto diverse. Pierantonio Genestrone, presidente dell’Ascom Confcommercio Val d’Aosta, ne fa una questione linguistica e d’immagine: «Mi arrabbio quando leggo o sento parlare di blitz, termine che si usa per la lotta alla criminalità organizzata. Come se fossimo dei delinquenti». Sullo stesso tenore il commento de-

CORTINA Il primo clamoroso blitz dell’Agenzie delle Entrate arrivò a capodanno. Sessanta agenti andarono a caccia di evasori a Cortina. Risultato: gli incassi dei ristoranti cresciuti del 300%, quelli dei negozi di lusso del 400%. E 42 delle 133 auto di lusso controllate risultarono appartenenti a contribuenti con meno di 30.000 euro l’anno. PORTOFINO E ROMA Nuova festa (Epifania), nuovo controllo: a Portofino. Non finisce qui: una settimana dopo è la volta di Roma, dove si scopre che quasi la metà dei 405 esercizi controllati non aveva rilasciato lo scontrino. MILANO A fine gennaio tocca a Milano. I locali alla moda di Corso Como, di Brera e dei Navigli sono passati al setaccio da 600 agenti. Gli incassi lievitano del 44%. Un locale su tre, si scopre, non rilascia regolare scontrino. SANREMO L’ultimo blitz dell’Agenzia delle Entrare sfrutta il clamore mediatico del Festival di Sanremo. Durante la kermesse canora vengono controllati bar e ristoranti.

Nuovo blitz delle Entrate Maxi-spot a Courmayeur
Dopo Cortina, Roma, Milano e Sanremo gli 007 del fisco mettono nel mirino la località valdostana. I commercianti: «Proprio nella settimana con più turisti»
gli esercenti. C’è chi come Antonio Liporace, titolare del Caffè Centro racconta la scontrino-fobia: «Dopo quello che è successo a Cortina», dice, «la gente ha così tanta paura che pretende lo scontrino». E chi come Paolo Giumenti, titolare di un negozio di abbigliamento, muove critiche aperte: «Non trovo giusto», osserva, «che questi controlli siano fatti a cavallo del week end di carnevale. Questo fine settimana per noi rappresenta il periodo più importante, dopo quello natalizio. E registriamo una notevole perdita di incasso». Il blitz di Courmayeur è l’ultimo di una serie cominciata a Capodanno con i controlli a tappe-

L’ipotesi del Ministero dell’Economia

Arriva la lista nera per chi non emette lo scontrino
QQQ Arriva la gogna fiscale per chi non emette scontrini e fatture. E viene pizzicato. Nell’anno domini 2012, a corto di quattrini e a caccia disperata di risorse, è tornata in auge la guerra agli evasori. Il governo, alla disperata ricerca di risorse, sta dando la caccia ai soliti furbetti dallo scontrino fantasma. Se è vero, come ha ricordato l’altro ieri la Corte dei Conti, che l’evasione fiscale ammonta ad un tesoretto stimabile «tra i 100 e i 120 miliardi», Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate hanno ricevuto il chiaro mandato di incentivare i controlli (in verità precipitati del 2.000% negli ultimi anni). Polemiche a parte per le recenti “visite” nei luoghi più glamour del Paese, l’idea che frulla tra i cervelloni di via XX Settembre è di inserire chi è incappato in un controllo (per omessa emissione di ricevuta o fattura), in una sorta di “lista nera”. Secondo il Corriere della Sera si starebbe valutando l’ipotesi di adottare un elenco dei furbetti, signori pizzicati ad evadere da rivoltare opportunamente come calzini. Partendo dal principio che chi viene pizzicato una volta difficilmente si ravvede, lo si sbatte alla gogna fiscale e si passa al setaccio sottile magari gli ultimi 5 anni (poi interviene la prescrizione). La strategia della tensione (fiscale) potrebbe aver già dato buoni frutti. Lo scorso anno l’Erario ha recuperato “solo” 11,5 miliardi di euro, meno del 10% dell’evasione prudentemente stimata dalla Corte. Ma comunque un miliardo in più rispetto al 2010. L’Istat esagera e ipotizza un nero da oltre 250 miliardi, mentre Bankitalia sta nel mezzo (160 miliardi). Ma i controlli - e la gran cassa mediatica - potrebbero far ravvedere i furbetti. E aumentare gli incassi. Le associazioni di categoria (commercianti e artigiani) preferiscono «non commentare quelle che per il momento sono solo ipotesi». Però i flussi telematici sugli incassi potrebbero fornire già con gennaio l’andamento (positivo) delle maggiori entrate.

to a Cortina d’Ampezzo: ottanta agenti dell’Agenzia delle Entrate sguinzagliati a caccia di evasori. Il risultato, accuratamente pubblicizzato, fu clamoroso: gli incassi dei ristoranti aumentati del 300%, quelli dei negozi di lusso lievitati del 400%, 133 auto di lusso controllate, 42 delle quali appartenenti a contribuenti che dichiaravano meno di 30.000 euro al mese. All’Epifania si fece il bis, con i controlli a Portofino. Poi fu la volta di Roma, a metà gennaio: 405 tra boutique, bar, pizzerie e altri esercizi commerciali sotto la lente delle Entrate, e la scoperta che quasi uno su due non aveva rilasciato regolare scontrino. A fine gennaio nel mirino ci finì Milano: controlli a tappeto (ben 600 agenti) nei locali alla moda di Corso Como, Brera e Navigli: incassi lievitati del 44% e un locale su tre pizzicato a negare scontrini e ricevute. Infine, ed è cronaca recentissima, i controlli nei ristoranti sanremesi durante il Festival.

Dalla padella alla brace?

L’Agenzia indaga sui vip truffati dal Madoff dei Parioli
QQQ Non solo ci hanno rimesso i quattrini, ma adesso finiscono pure al vaglio dell’Agenzia delle Entrate. Vi ricordate i facoltosi clienti del Madoff dei Parioli, al secolo Gianfranco Lande? Quel signore dai modi garbati e lo studio professionale nel quartiere bene della Capitale, che con una fantasiosa serie di giochetti finanziari a piramide ha truffato 455 bei nomi della Roma riccona per la modesta cifra di 170 milioni di euro. C’è chi ci ha rimesso i risparmi di una vita, chi i soldi frutto di eredità e chi, sospettano al tribunale di Roma, i ricavi di attività non proprio cristalline. Ebbene ieri i giudici della Nona sezione penale del Tribunale di Roma (presidente Carmelita Russo), che stanno processando il consulente finanziario Lande per la truffa, hanno deciso di approfondire la posizione degli investitori truffati. Infatti, su iniziativa del pubblico ministero Luca Tescaroli, è partito un puntiglioso accertamento di natura fiscale per capire se abbianopagato ledovute impostesulle somme di denaro investite all’estero. All’esame del magistrato sono finiti ora ben 243 signori che si aggiungono agli altri 212 da tempo sottoposti a verifiche tributarie. Tra i nuovi nominativi monitorati fiscalmente dalla Procura figurano - stando alle prime indiscrezioni - quelli del presentatore Corrado Tedeschi, dell’ex ambasciatrice Anna Blefari Melazzi, parente di Diana, la militante brigatista suicida in carcere, del broker forlivese Giuseppe Giuliani Ricci e di un paio di familiari della soubrette Samantha De Grenet. C’è di buono che chi potrà dimostrare la “correttezza fiscale” dei soldi investiti potrà, forse, rientrare in parte dell’investimento effettuato. Infatti ieri il tribunale ha disposto il sequestro preventivo di titoli per 3 milioni e 198mila franchi svizzeri e di 100mila euro in contanti, intestati alla Egp Suisse e trovati in un istituto elvetico dai

Corrado Tedeschi Olycom

custodi giudiziari Giuseppe Nardone e Igor Catania. A questi fondi occultati si è giunti dopo l’analisi di alcune corrispondenze e documentazioni rinvenute nell’ufficio di Lande in viale di Villa Grazioli. La somma congelata si va ad aggiungere ai 18 milioni di euro già recuperati: fondi che andranno a soddisfare (in maniera parziale) le pretese delle parti civili che, secondo il pm Tescaroli, avrebbero affidato a Lande e alle società del suo gruppo risparmi per almeno 170 milioni di euro. Sempre che per alcuni non scatti una sanzione molto più salata. Cornuti e mazziati...

PRIMO PIANO

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FUTURO NERO Tre quarti delle imprese nel commercio e nei servizi è pessimista sull’economia. Cala a gennaio la cassa integrazione: «Sono i nuovi disoccupati», dice la Cgil

i conti non tornano

Sull’articolo 18 il nemico è Bersani
Berlusconi apre: «Non è un tabù e se il governo vuole cambiarlo noi lo appoggeremo». Ma il leader del Pd si allinea alla Camusso e fa muro: «Non ha nulla a che fare con i problemi del lavoro». Sindacati spaccati sul sussidio di disoccupazione proposto dalla Fornero

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::: MARCO GORRA I TEMI
QQQ Cassa integrazione straordinaria e articolo 18 non si toccano. Pier Luigi Bersani, e dietro di lui centrosinistra e sindacati al gran completo, mettono due paletti grossi così alla riforma del lavoro cui il ministro Elsa Fornero sta per mettere mano. Dall’altra parte, Silvio Berlusconi, secondo cui l’articolo 18 non è un tabù e «deve essere affrontato». Di certo c’è che la strada del governo - il tavolo è previsto per lunedì - si fa in salita. Il primo fronte di scontro è quello con i sindacati. Che fanno muro all’idea del governo di abolire la cassa integrazione straordinaria per inserire al suo posto un sussidio di disoccupazione. Per il leader della Cgil Susanna Camusso «in una stagione difficile è prioritario mantenere gli ammortizzatori che abbiamo». Sempre da corso Italia arrivano poi i numeri sulla cassa integrazione a gennaio, calata a 54,9 milioni di ore (-26,7% su dicembre, -8,5% su gennaio 2011): secondo il sindacato, questo dato è il segnale di «una progressiva transizione verso la disoccupazione». Il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, ricorda che «il ministro sa che vogliamo confermare il sistema degli ammortizzatori esistenti». Più

il graffio

SUSSIDI Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha manifestato l’intenzione di superare il sistema di ammortizzatori sociali basato sulla centralità della cassa integrazione puntando prioritariamente sugli «unemployment benefit» (sussidi di disoccupazione). Il principio è quello di sostituire la tutela del posto di lavoro con il sostegno al reddito del lavoratore licenziato. APPRENDISTATO Il governo sarebbe intenzionato a ridurre il numero dei contratti a tempo determinato, regolando la cosiddetta “flessibilità in entrata”. C’è un ampio consenso sulla valorizzazione dell’apprendistato come modalità privilegiata per l’ingresso nel mondo del lavoro. ARTICOLO 18 Nessun accordo invece sulla cosiddetta «flessibilità in uscita», che comporterebbe la riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che nega il licenziamento senza giusta causa. Mentre Cisl e Uil si sono dette disponibili a limitate modifiche, la Cgil ha opposto il suo niet.

Figlia ingrata
Come modello «mia figlia tra Belen e Fornero sceglierebbe il ministro». Se c’è Sanremo di mezzo, Pier Luigi Bersani tira in mezzo la figlia. Due anni fa andò all’Ariston da lei scortato e performò una triste operazione simpatia. Ieri, l’annuncio di cui sopra: il suo modello è la Fornero. Almeno è un modello migliore di Bersani...

possibilista il segretario della Uil Luigi Angeletti, che tira il freno sottolineando che «la riforma della Cigs non è una cosa che il governo vuole fare adesso, ma in futuro». Sul piano politico, tiene invece banco la polemica sull’articolo 18. Dove, dopo svariate settimane, torna a registrarsi uno scontro, ancorché a distanza, tra Berlusconi e Bersani. L’ex presidente del Consiglio, intervistato dall’agenzia spagnola Efe, auspica che l’articolo 18 «non sia un tabù». «A suo tempo», spiega il Cavaliere, «noi pro-

ponemmo di modificarlo almeno per i nuovi assunti, ma la reazione, soprattutto dei sindacati, fu furibonda». Ma ora siamo daccapo: «Alla fine», prosegue Berlusconi, «quest’idea è tornata e spero che il governo riesca a rendere più flessibile il mercato del lavoro e a realizzare un’effettiva libertà di concorrenza per restituire competitività all'Italia». E se Monti agirà in questo modo, «potrà contare per le riforme sulla leale collaborazione del Pdl e mia personale». Di segno completamente

opposto la posizione del leader del Pd: «L’articolo 18», sostiene Bersani, «ha poco o nulla a che fare con i problemi che ha adesso il mercato del lavoro». Al punto che il leader Democratico si dice convinto che alla fine del percorso tra esecutivo e parti sociali sulla riforma delle politiche del lavoro, quando si affronterà il tema dell’articolo 18, «ci si accorgerà, come abbiamo sempre detto, che ci può essere una manutenzione nella gestione di questo articolo». Secondo Bersani il tema vero resta «come dare un po’ di lavoro. Su questo tema ancora ci stiamo girando attorno». Il dato più significativo viene però da un sondaggio effettuato dalla Confcommercio. Secondo la rilevazione, tre quarti delle aziende del commercio, turismo e servizi era pessimista sull’andamento dell’economia italiana nel quarto trimestre 2011, mentre il 43,9% segnalava il peggioramento della situazione per la propria impresa. Tra l’altro, secondo lo studio, le imprese del settore che sono esposte verso la Pubblica amministrazione hanno registrato nel 56,4% dei casi un aumento dei ritardi di pagamento. Il 40% delle imprese è pessimista anche sul primo trimestre 2012.

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ITALIA

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::: LE MOSSE DELLA SINISTRA
Incarichi partigiani

Con i tecnici l’istruzione ridiventa rossa
Dopo il ministro Profumo il partito di Bersani incassa la nomina di Nicolais al Cnr. E ora la Commissione cultura...
::: segue dalla prima FAUSTO CARIOTI
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(...) ha incassato un colpo dietro l’altro. Ministro dell’Istruzione è diventato Francesco Profumo: tecnico di discreta fama, ben schierato a sinistra, tanto che nel 2010 fu a un passo dal candidarsi alle primarie torinesi del Pd. Sino a pochi giorni fa Profumo era anche presidente del Cnr e avrebbe mantenuto volentieri la carica. Sennonché l’Antitrust gli ha comunicato che l’incarico di controllore (ministro dell’Istruzione) non è in alcun modo cumulabile con quello di controllato (presidente del Cnr). Sono dovuti intervenire anche Giorgio Napolitano e Mario Monti, e alla fine Profumo è stato costretto a mollare il timone del Consiglio delle ricerche. Quando si è trattato di nominare il successore, la scelta si è ristretta ai nomi che pochi mesi prima avevano conteso l’incarico allo stesso Profumo: Luciano Maiani, Andrea Lenzi e –appunto – Nicolais. Maiani è un fisico di grande livello internazionale, ha già guidato il Cnr dal 2008 al 2011; collocabile nell’area laica di sinistra, ha un profilo tale che la sua nomina avrebbe messo tutti d’accordo. Lenzi, medico e presidente del Consiglio universitario nazionale, è dotato di una buona statura accademica e il suo nome non sarebbe spiaciuto al Pdl. Il settantenne partenopeo Nicolais invece è un discreto ingegnere chimico, ma prima di tutto, da tempo, è un esponente del Pd, vicinissimo a Giorgio Napolitano. Anche se nessuno se lo ricorda, Nicolais fu ministro della Pubblica Amministrazione nel secondo governo Prodi (dal 2006 al 2008) e in questa legislatura è deputato del Partito democratico, con l’incarico di vicepresidente della Commissione Cultura. Dei tre candidati, lui

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era di gran lunga quello con il profilo politicamente più schierato. Il che non gli ha impedito di vincere la corsa organizzata dal governo dei tecnici. Alle poltrone di Profumo e Nicolais il Pd intende presto aggiungerne una terza: la presidenza della commissione Cultura della Camera, ancora per pochi giorni affidata a Valentina Aprea, del Pdl. Quest’ultima è

I TRE ASSI DEI DEMOCRAT
Al centro, il ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo; a destra, Luigi Nicolais, presidente del Cnr; a sinistra, Manuela Ghizzoni, candidata a guidare la commissione Cultura della Camera [Olycom] accademico. In realtà i numeri in commissione sono tali da consentire alla vecchia alleanza Pdl più Lega di imporre un proprio candidato, ed è scontato che il Carroccio (contrario anche alla nomina di Nicolais) non voterebbe mai per un esponente del Pd. Per ottenere la presidenza della commissione, insomma, il partito di Pier Luigi Bersani deve necessariamente

appena diventata assessore alla Cultura e all’Istruzione della giunta Formigoni. Al suo posto il Pd, in nome dell’alternanza, conta adesso - con ottime chance - di piazzare un proprio depu-

tato: i pretendenti non mancano, a partire da Manuela Ghizzoni, vicina a Dario Franceschini (e quindi esponente dell’ala maggioritaria del partito) e dotata di un minimo di curriculum

PICCOLI ROTTAMATORI CRESCONO A PALERMO

Renzi scende in campo contro il candidato ufficiale del Pd
Come Davide contro Golia. Il primo ha in comune con il re d’Israele anche il nome: è Davide Faraone. Il problema è che il secondo, il gigante da battere, è lo stesso partito a cui il lanciatore di fionda è iscritto: il Pd, i «colossi» locali e i «notabili di Roma». Matteo Renzi arriva a Palermo per sostenere la sfida che il 36enne candidato alle primarie di Palermo del centrosinistra ha lanciato al suo stesso partito. Infuocata dall’accusa lanciata al tesoriere nazionale di aver finanziato per svariate migliaia di euro le iniziative di Rita Borsellino, la candidatache iverticinazionalie localihannodeciso di sostenere anche se non è iscritta al Pd. Del resto, ricorda il sindaco di Firenze, «anche a me, quando ho fatto le primarie, hanno cambiato le regole non so quante volte. Ma alla fine ho vinto». Per questo, spiega, la polemica sul presunto finanziamento del Pd a Borsellino non è fine a se stessa: «Quando si fanno le primarie si deve chiedere solo questo: avere tutti le stesse possibilità in partenza». Da tutto il Pd, nessun commento. A parte Salvatore Vassallo, teorico delle primarie e tra gli estensori dello Statuto democrat, spiega a Libero: «Le risorse organizzative ed economiche del partito, in presenza o no di un candidato del Pd, dovrebbero servire per favorire la partecipazione alle primarie. Non certo a sostenere questo o quel candidato. Persino in presenza di uno del Pd». Ma secondo Vassallo, il problema è politico: «Nonostante lo strumento si sia ormai consolidato, a volte riemerge l’idea che il Pd debba essere presente alle primarie di coalizione con un suo candidato ufficiale. Ma è incoerente con la logica della coalizione».

avere l’appoggio del Pdl. Un primo accordo tra gli ex avversari, raccontano a Montecitorio, è già stato raggiunto, e se andasse in porto si avrebbe la conferma – tutt’altro che sorprendente, per la verità –che la coalizione che sorregge Monti è ormai diventata una vera e propria maggioranza politica. Infine c’è da nominare il direttore generale del ministero dell’Istruzione. Incarico sul quale la parola di Profumo avrà un certo peso, e che secondo tradizione – confermata anche durante i governi di centrodestra – è sempre andato a tecnici allineati con il Pds-Ds-Pd, provenienti dall’area di Luigi Berlinguer. Nessuno, nemmeno nel centrodestra, si attende che la prassi venga smentita proprio adesso. Così, da qui a breve, se non ci saranno improbabili sorprese, tutte le principali poltrone della gestione dell’istruzione saranno nelle mani di personaggi vicini al Pd. Cioè a quello che, sino a pochi giorni fa, era il grande sconfitto delle ultime elezioni. Comprensibile l’imbarazzo all’interno del Pdl. Cicchitto si lamenta per la nomina di Nicolais, altri azzurri dicono l’indicibile a microfoni spenti, ma più di tanto, in pubblico, nessuno ha il coraggio di attaccare. Nicolais, del resto, nell’estate del 2011, ai tempi del ministro Mariastella Gelmini, faceva parte della cinquina di candidati proposti per la guida del Cnr, dalla quale emerse vincitore Profumo. E poi sul nuovo presidente del Consiglio nazionale delle ricerche c’è la benedizione del suo concittadino Napolitano e di Monti, e il clima da grandi intese elettorali e istituzionali sconsiglia al Pdl prese di posizione troppo irruente. Tantomeno per questioni marginali come il governo dell’istruzione e della cultura.

L’ex tesoriere della Margherita

Lusi, lo scandalo cresce: si indaga su altri 30 milioni
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ROMA

Luigi Lusi Olycom

QQQ Sul caso Lusi si apre un nuovo capitolo: ora gli investigatori hanno indirizzato le indagini su nuovi fondi, movimentati con 300 assegni, per un totale di ben trenta milioni di euro. Infatti da un primo esame su questi estratti conto accesi dal partito della Margherita presso la Bnl, al netto dei 13 milioni e 600 mila euro sottratti da Lusi attraverso bonifici alla "TTT", ci sono infatti almeno 30 dei 70 milioni movimentati complessivamente "in uscita" tra il 2007 e il 2011 dalla "Margherita" che vengono ritenuti, sempre dagli inquirenti, «di un qualche interesse investigativo». Si tratterebbe appunto di almeno

trecento operazioni, la maggior parte delle quali con assegni bancari di importo consistente, di cui la Procura intende ricostruire, insieme ai beneficiari, ovviamente anche le causali. Ci si chiede se fossero tutti finanziamenti all’attività politica di singoli parlamentari o correnti. Ma, soprattutto, la domanda centrale è se si trattasse di finanziamenti di cui il partito era consapevole o che il partito stesso aveva in qualche modo autorizzato. Intanto, Francesco Rutelli, ora leader dell’Api, continua a ribadire ogni estraneità alla vicenda. «Lusi? Ha ammesso di essersi arricchito con soldi che non gli spettavano. Io, quando l’ho incontrato gli ho detto che era l’ultima volta che parlavo

con lui, non gli rivolgerò mai più la parola. E gli chiederò i danni per questa storia». Rutelli torna a insistere sul concetto durante un suo intervento alla trasmissione “La Zanzara” su Radio 24. Gli viene chiesto se non pensa di avere una responsabilità politica per quello che è successo. «Ma io sono la vittima», ribatte Rutelli, «non ci penso minimamente a lasciare. Potevo controllare i conti? No, io faccio politica, non vado a controllare i conti e i bonifici, queste cose le fa un partito dove c'è un padre padrone non il segretario che deve fare altre cose». Ancora. Linda Lanzillotta, sempre dell’Api, dichiara che Rutelli avrebbe una responsabilità per mancata

vigilanza, ma a questo rilievo la risposta secca è: «Permettetemi di non commentare. Non dico una parola». Rutelli poi continua: «Sto pagando un prezzo altissimo per questa vicenda ed è anche giusto che sia così. Però Lusi ha sempre avuto la fiducia di tutti, prima nella Margherita ma anche nel Pd. E’ stato eletto come tesoriere, non scelto solo da me. E aveva il potere che hanno tutti i tesorieri nei partiti, un potere importante. Era riconosciuto come persona arcigna, severa, sui soldi Propositi per il futuro immediato: «Cercheremo di recuperare tutti i soldi fino all’ultimo centesimo e poi decideremo come impiegarli: sicuramente sarà nell’interesse generale, in parte in attività sociali».

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ITALIA

::: LE MOSSE DEL CENTRODESTRA
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Analisi

All’ABC servono sei anni e un rimpasto di governo
::: DAVIDE GIACALONE
QQQ L’ABC delle riforme (Alfano - Bersani - Casini) prevede il seguente programma: si parte con la prima lettura di quelle costituzionali, concentrate sulla diminuzione dei parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto (vale a dire due Camere che hanno le medesime funzioni) e l’introduzione della sfiducia costruttiva (l’obbligo di indicare un nuovo governo quando si sfiducia quello in carica); poi si vara la riforma elettorale, in senso proporzionale, ma con sbarramento e premio per i grossi, salvo una riserva per il diritto di tribuna (ovvero posti riservati a chi prende pochi voti); quindi si passa alla seconda lettura costituzionale e si completa l’opera, consegnando una nuova Italia al giudizio degli elettori. Sia lecito nutrire più di un dubbio, sia relativo ai tempi, che alle modalità, che ai contenuti. SERVE ACCELERARE Per riuscire ad approvare tutto entro la fine della legislatura occorre che il Parlamento marci come un orologio e senza incidenti. Basta, ad esempio, un solo emendamento sfuggito e la doppia lettura diventa quadrupla. Né è pensabile (non pensateci, sarebbe follia) che si possa modificare la Costituzione strozzando il dibattito parlamentare. Non sarebbe neanche tecnocrazia, ma direttamente dementocrazia. In quanto alla materia elettorale, perché l’ABC abbia un senso occorre che non comporti la penalizzazione di nessuno dei tre, il che significa dare l’addio al maggioritario. Non ne ho mai fatto un dogma, visto che nessuno rimpiangerà il bipolarismo forzoso, capace solo di produrre ingovernabilità. Ma mi preoccupa tutto questo ritrovato amore per il proporzionale, che somiglia molto alla voglia di andare alle urne senza che nessuno vinca. O, meglio, senza che nessuno perda veramente. Sarebbe più disperazione che aspirazione. Ma se questo è lo schema noi dovremmo credere che i tre partiti della non maggioranza siano capaci di cambiare l’Italia restando incapaci anche solo di ammettere l’esistenza di una maggioranza politica, basata sulla sconfitta della politica e la nascita di un governo commissariale. Dovremmo credere che laddove si ha paura di ammettere un accordo politico si riesce a costruirne uno costituzionale. Possibile? Per carità, speriamo solo che alla fine qualcuno baci il principe, giacché al momento è un rospo viscidello. Infine, la sostanza: visto il contenuto delle riforme annunciate tanto varrà che il trio ABC si presenti con un bel boccale di birra in mano e proclami l’istituzione dell’oktoberfest. Sembra un Carosone invaghitosi della Germania: tu vo’ fa ’o tedesco. Mi limito ad alcune (fastidiose) osservazioni. 1. La diminuzione dei parlamentari e la differenziazione del ruolo delle due Camere fu già approvata, con riforma costituzionale, salvo il fatto che la si cancellò chiedendo un referendum confermativo, cui la maggioranza degli italiani non si scomodò a partecipare, ora, a parte il disturbo, chi ha cambiato idea conta di dirlo a pensa di passare fischiettando? La questione è rilevante, perché la parte migliore di quella defunta riforma correggeva la parte peggiore delle riforme costituzionali fatte da quelli che dicono «la Costituzione non si tocca», ovvero il Titolo quinto. 2. Il governo tedesco non è stabile solo perché c’è la sfiducia costruttiva, ma perché ha poteri reali, il cancelliere può mandare via un singolo ministro e il presidente della Repubblica ha un ruolo meramente onorifico (ultimamente disonorifico), attenti a tentare imitazioni parziali, perché vengono fuori gli spaghetti ai crauti, una vera schifezza. 3. La stessa sfiducia costruttiva non serve a un accidente se i governi non cadono per voto parlamentare, ma per crollo strutturale, incapacità politica e attentati giudiziari. PROGETTI PERDENTI Non so se ci avete fatto caso, ma anche l’ultimo, come tanti altri, è caduto con modalità extraparlamentare, sostituito dal Quirinale ancor prima delle dimissioni. La faccenda non mi convince. Come non mi convince l’idea che si possa fare un’alleanza non dichiarata per salvare tre progetti perdenti. Andando per lettera: A. quello nel centro destra dove un aggregato attorno a una persona non riesce a diventare partito anche perché ne mancano le idee; B. quello del centro sinistra dove il grosso partito ha un’identità di cui si vergogna e vincerà le elezioni amministrative solo a patto di perdere le primarie, quindi d’essere cancellato politicamente; C. quello di un centro che per sottrarsi alle ganasce del bipolarismo ne raccoglie i residuati e i rifiuti, fino al punto di tenere assieme quanti si presentarono come alternativi. Siccome la frittata si fa con le uova che si hanno e non con quelle immaginarie, il trio ABC resta migliore degli antagonismi che crescono per ogni dove, ma deve essere capace di darsi sostanza politica. Primo, entrando a comporre il governo Monti. Secondo, dichiarando che l’accordo vale anche per la prossima legislatura. Non è facile, lo capisco, perché si urtano tanti micro-potentati, ma lo è di più credere che possa altrimenti funzionare.
www.davidegiacalone.it

«Tecnocrazia cristiana» avanza

La tentazione folle del Pdl: non correre alle amministrative
Sondaggi giù e si fa largo un’idea: solo liste civiche per evitare il flop A Palermo Casini inizia l’Opa: azzurri costretti a rincorrere Micciché
::: BRUNELLA BOLLOLI
QQQ La tecnocrazia cristiana dell’Udc avanza e il Pdl tenta le contromosse. In assenza di candidati forti e di vittoria certa, con i sondaggi che prefigurano scenari foschi rispetto a prima, balena l’idea di presentare alle Amministrative liste civiche, così nessun pidiellino, nel peggiore dei casi, ci mette la faccia. È vero che Pier Ferdinando Casini bolla come «ridicola» l’ipotesi di Opa dei centristi su partito del Cav, ma intanto prosegue spedito nel suo nuovo progetto politico. Il leader centrista prova a convincere che i suoi tentativi di resuscitare la Dc fondendola con l’esperienza dell’attuale governo, una “tecnocrazia cristiana” appunto, come l’ha chiamata Libero, appartiene al mondo delle favole. «La realtà», ammette, «è la voglia di dare vita a una grande forza popolare nazionale capace di riunificare gli italiani e di porsi come guida del nostro Paese». Il nome scelto è Partito della Nazione, praticamente l’anticamera della fine del Terzo Polo, sebbene l’alleanza con Api e Fli resista almeno per ora. Il Pdl, a microfoni accesi, minimizza le mire espansionistiche dei centristi: «Casini sostiene che ci vuole un’area moderata che sia forte e unita e questo va bene anche a noi», fa sapere il segretario Angelino Alfano da Palermo, dove è in corso la sfida per il rinnovo del Comune. Una battaglia che il Terzo Polo rischia di aggiudicarsi, non fosse altro per il ritardo degli avversari nel trovare la quadra. Domani sarà decisivo il vertice a Villa Gernetto con il Cavaliere, ma soprattutto conta stringere con il gruppo forte dell’ex sottosegretario Gianfranco Miccicchè, che in Sicilia gioca in casa. Ieri il capo di Grande Sud ha lasciato intendere di essere pronto a dialogare con Alfano: «Se il Pdl avrà proposte serie (le elezioni non si svolgono solo in Sicilia, qualsiasi proposta dovrà riguardare l’intero quadro nazionale) le ascolterò con interesse». Lo stesso Berlusconi, parlando all’agenzia spagnola Efe, ha teso ancora la mano al Pier: «Mi auguro che Casini e il suo partito, che è con noi nel Ppe, abbiano la saggezza di capire che in Italia i moderati sono la maggioranza, ma vincono se sono uniti». E in quanto al governo Monti, Silvio, che non intende ripresentarsi nel 2013 come premier, ha ribadito la lealtà al prof: «L’ho candidato io alla Ue nel ’94». L’Udc guarda al bocconiano anche per il dopo. «Da questo governo si esce cambiati. Dobbiamo andare oltre noi stessi per non fare la fine della Grecia. Ognuno sarà artefice del proprio destino», conclude Casini. «Chi non sarà capace di sintonizzarsi sugli italiani, si taglierà fuori da solo». Il Pdl, però, non ci sta a sentirsi minacciato dalla formazione che Pier sta apparecchiando per mangiarsi gli ex alleati. L’Opa? Non esiste, dicono i big. Eppure, avverte il sondaggista Luigi Crespi, «se Berlusconi non corre subito ai ripari, rischia di rimanere stritolato dall’offerta di Casini. Stesso pericolo anche per il Pd». E il peggio sono i delusi. «Si prospetta un forte astensionismo».

Il rinnovo del partito di Alfano

I congressi vanno lisci in tutta Italia Ma scoppiano i casi Bolzano e Bologna
::: PAOLO EMILIO RUSSO
ROMA

QQQ APalermo,cittàcon oltrediecimilatesseratial Pdl, si registra il tutto esaurito. Coordinatore cittadino e provinciale sono stati eletti dai congressi con voto unitario. «Le polemiche sui tesseramenti sono superate dalla presenza in carne e ossa di tanti militanti venuti a votare», dice, entusiasta, dopo il suo intervento, Angelino Alfano. Poco più in su, a Reggio Calabria, oltre tremila iscritti hanno votato un candidato unitario coordinatore cittadino. Decisamente più a nord, a Rovigo, bastano poche ore per eleggere all’unanimità un altro coordinatore. Intanto Mariastella Gelmini tweettava soddisfatta: «Anche al congresso di Mantova tanti iscritti in fila per votare! Alla faccia delle tessere false». I congressi del Pdl in programma per ieri sono andati tutti lisci. «Oggi è una giornata di grande democrazia», chiosa, Alfano. Il segretario, che sta facendo un tour tra i congressi, ha ribadito che esiste una norma «anti-furbetti» e, dunque, le tessere false sono inutili. Non mancano, però, nuovi segnali di nervosismo. A Bologna il congresso si terrà oggi: gli sfidanti sono Paolo Foschini e Lorenzo Tomassini. Ieri quest’ulti-

mo, ha accusato il partito di barare: «Dalla sede bolognese del Pdl partono telefonate che invitano a votare per Foschini. Bel modo di spendere i soldi...». Altro focolaio è Modena dove l’assise è stata rinviata. Per sedare la rissa tra l’ex forzista Isabella Bertolini e Carlo Giovanardi, che sostiene un esponente ex an, Alfano è stato costretto a mandare Denis Verdini in veste di commissario. Il coordinatore arriverà lunedì e dovrà verificare se davvero vi siano state «iscrizioni di persone vicine a clan malavitosi». Rinviato a data da destinarsi, causa scontro interno, anche il congresso di Bolzano. Lì, dove la competizione tra Fi e An è sempre stata molto accesa, si confrontano i candidati della coordinatrice regionale Michaela Biancofiore (Maurizio Vezzali, ex fi, il cui vice è l’ex an Bruno Borin), e quelli di Giorgio Holzmann (Fernando Potecorvo e Christian Bianchi, entrambi ex an). A causare lo stop la richiesta di un pronunciamento del “Tavolo delle regole”Pdl circa la supposta «incompatibilità» del candidato azzurro. Motivo dell’incompatibilità il suo ruolo di capogruppo in consiglio provinciale. «Certo, è l’unico consigliere», risponde Biancofiore. Che rivela, visto il clima, di avere richiesto ad Alfano di mandare a Bolzano un commissario per gestire la fase congressuale.

ITALIA

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::: LE MOSSE DEL CENTRODESTRA
Agitazione in Veneto

La Lega fa un dispetto a Tosi: fuori dal parlamento del Nord
«Troppo assente»: Calderoli lo rimuove da vicepresidente dell’assemblea e lo sostituisce con Dozzo. Maroni: scelta sgradevole
::: MATTEO PANDINI
QQQ Flavio Tosi non è più vicepresidente del parlamento della Padania. Il sindaco maroniano di Verona l’ha saputo ieri, leggendo le agenzie di stampa. Al suo posto il Carroccio ha scelto il nuovo capogruppo alla Camera Gianpaolo Dozzo, trevigiano doc. Da via Bellerio danno due motivazioni. La prima: non brillava per presenza. La seconda: s’è detto contrario alla secessione e all’idea di Padania. L’interessato non commenta. Ma alcuni suoi fedelissimi fanno notare che, da quando Tosi aveva ricevuto l’incarico, ci sono state due riunioni del parlamento del Nord e altrettanti uffici di presidenza. Alle sedute del parlamento, il sindaco è sempre stato presente. Alle altre no. Ma per «giustificati motivi», giurano da Verona. In un caso il primo cittadino era negli Usa per impegni istituzionali. Poi, aveva già programmatoun dibattitocon Francesco Rutelli nella città scaligera e non poteva dare buca. Il senatore Piergiorgio Stiffoni, un altro trevigiano, spiega: «Tosi non era mai presente alle riunioni ed era inutile che occupasse la carica. Così l’ufficio di presidenza diretto da Calderoli ha preso la decisione». Rincara la dose Paola Goisis, esponente del cerchio magico bossiano: «Mi chiedo se una carica così importante, come quella di vicepresidente del parlamento padano, si possa conciliare con una persona che in ogni occasione, in tv e sui giornali, dice di non credere alla Padania e nemmeno alla secessione...». E poi: «Più volte sui mass media Tosi ha definito la Padania una categoria filosofica, contravvenendo così all’articolo 1 dello statuto della Lega che recita testualmente: “Il fine della Lega Nord è l’indipendenza della Padania”. Quindi, non capisco come si possano conciliare certe affermazioni con il suo ruolo». Su Facebook, interviene anche Roberto Maroni: «Non so nulla della decisione di sostituire Tosi, ma sono certo che è un fatto regolamentare (anche se sgradevole) e non politico. La mia stima e la mia fiducia in Flavio rimangono granitiche». Dietro la scelta si intrecciano varie lotte intestine. L’eterna sfida tra cerchio magico e maroniani, certo. Ma anche il derby sempre più acceso tra trevigiani e veronesi per avere le redini del movimento in Veneto, in vista del congresso regionale (nazionale, nel vocabolario leghista): il trevigiano Giampaolo Gobbo - esponente del cerchio magico - non vuole mollare le redini ma è insidiato proprio da Tosi. A questi fattori s’aggiunge l’antica antipatia che Calderoli nutre per il sindaco di Verona. Il tutto senza dimenticare le polemiche per la lista Tosi, che il primo cittadino vorrebbe schierare in vista delle prossime amministrative ma che via Bellerio ha stoppato. Per far cambiare idea al movimento, Tosi è pronto a portare a Umberto Bossi in persona un sondaggio Swg che attribuisce alla Lega il 20% e alla sua formazione personale addirittura al 24%. Su Libero ne abbiamo già scritto: il sindaco è convinto che senza la sua lista personale rischierebbe di essere eletto, senza avere la maggioranza in consiglio. Prova a smorzare la tensione l’assessore regionale veneto Roberto Ciambetti, che parla della sostituzione del sindaco come «un fatto quasi naturale», aggiungendo che la notizia era stata ufficializzata nell’ultima assemblea del parlamento del Nord a Sarego (Vicenza) proprio da Calderoli. «Strano che se ne parli solo oggi» aggiunge Giambetti. Che osserva: «Tosi non può prendersi carico dell’impegno parlamentare e di una difficile campagna elettorale nella sua città». C’è tempo fino a metà marzo per sciogliere il nodo della lista Tosi. Se ne vedranno delle belle. Calderoli intanto avverte: «L’alleanza con Berlusconi è morta e sepolta». Dal Pdl non gradiscono.

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C’ERAVAMO TANTO AMATI
A sinistra, l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sopra, il leader Udc Pier Ferdinando Casini. Il Cavaliere e Alfano lanciano segnali ai centristi per riannodare i fili dell’alleanza. [LaPresse, Olycom]

Il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi: dietro di lui la gigantografia di Bossi (LaPresse)

Pure il Pdl attacca il Colle in commissione

Commento

Su giustizia e riforme tutti contro Napolitano
::: CHRIS BONFACE
QQQ La sua fissa è quella di una classe politica unita in questo momento di emergenza. E per la prima volta il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha davvero trovato tutti i partiti uniti. Per fischiarlo. È accaduto giovedì 16 febbraio in commissione giustizia del Senato, presieduta dal pidiellino Filippo Berselli. Quella mattina molti giornali titolavano sulla strigliata che il capo dello Stato aveva dato un po’ai giudici, un po’ ai parlamentari che si occupano di giustizia, presiedendo una seduta del Csm. Napolitano se l’era presa apertamente con «intraprendenti parlamentari che sventolano vessilli di santuari intoccabili che spingono per bloccare le riforme». Il riferimento era ai parlamentari-giudici e ai parlamentari-avvocati che secondo il Capo dello Stato impedirebbero le riforme della giustizia. E non è andata giù né agli uni né agli altri. A lanciare il primo inedito fischio al presidente della Repubblica è stato Domenico Benedetti Valentini (Pdl), dicendo di «non volere credere» a quelle parole «attribuite al Capo dello Stato, che appaiono formulate in termini quanto mai lesivi della libertà intellettuale dei singoli parlamentari». Ha provato a gettare un po’di acqua sul fuoco Silvia Della Monica, Pd, sostenendo che Napolitano parlava da capo del Csm e non da presidente e che forse era stato male interpretato. Ma in commissione era grande il desiderio di togliersi per la prima sassolini dalle scarpe e tirarli verso il Quirinale. Così a sorpresa a dare man forte a Benedetti Valentini è sceso in campo Luigi Li Gotti, senatore dell’Italia dei Valori, secondo cui Napolitano rivolge «una velata accusa ai parlamentari, in particolare a quelli della commissione giustizia. Critiche di questo genere non devono essere passate sotto silenzio, né lasciate senza risposta». Visto il clima, Carlo Giovanardi si è infilato due dita in bocca per un superfischio, contro un capo dello Stato «con competenze indefinite e al tempo stesso illimitate». Carlo Chiurazzi, del Pd, si è messo in coda con il suo fischietto. Difendendo tutti dalle accuse di Napoliano: «Avvocati e magistrati hanno dimostrato anzi particolare sensibilità e lungimiranza». Perfino il sottosegretario del governo tecnico, Salvatore Mazzamuto, si è fatto trascinare nella gran fischiata collettiva prendendo le distanze da Napolitano e difendendo i senatori attaccati: «Do atto della proficua partecipazione del Parlamento al processo di riforma della geografia giudiziaria».

Verona è un baluardo dei moderati Non facciamone la Genova di destra
::: MATTEO MION
QQQ In Italia la rivoluzione rossa dovrebbero farla l’ultimo rampollo della dinastia Doria oppure gli avvocati Pisapia. Questa è l’estrema sinistra di casa nostra. La nobile alternativa in erremoscia e cashmere a quella di ultima generazione finanziariamente più spregiudicata. Quella che ha abbandonato catene di montaggio e tute blu in favore di coop, Unipol e Colaninno. Se lo immagina il Lettore un Doria strimpellare al telefono: «Finalmente abbiamo una banca»? Roba da Fassini e Bersani. Un Doria il credito ce l’ha per censo, non per scippo. Così anche a Genova, dopo Milano, i cavalleggeri di Vendola umiliano il candidato del Pd alle primarie della sinistra. Bersani & C. sono ormai agonizzanti e in via d’estinzione. Stanati dalla storia e dagli elettori conseguono come massimo risultato politico un governo tecnico con il solito ribaltoncino. Non bastasse la costante vocazione alla sconfitta alle elezioni nazionali, ora al Pd tocca il paradosso più grande: perdere le elezioni tra i propri iscritti a favore del candidato di Sel. E Vendola festeggia con il sindaco di Milano ieri e con la vittoria alle primarie di Genova oggi. Pensavamo che come autoannientamento politico Veltroni fosse insuperabile, ma non è così: Bersani è andato oltre. E la sinistra più sbalestrata con la bandiera del Che in una mano e il portafoglio di famiglia strettissimo nell’altra tenterà di disseminare l’Italia di moschee. La tenuta del Pd era comunque garanzia anche per il centrodestra di confronto con una sinistra scalcagnata, ma progressista. Sel è invece un partito retrogado, ideologicamente vincolato ai vecchi dogmi della lotta di classe e dell’odio per il padrone schiavista. L’appiattirsi della sinistra su Vendola e la sua pericolosa avanzata sul settentrione del paese impone al centrodestra di guardarsi allo specchio. Con Torino a Fassino, Milano a Pisapia e Genova potenzialmente in mano a Doria il centrodestra deve assolutamente evitare il suicidio politico alle imminenti elezioni amministrative a Verona. Il capoluogo scaligero ottimamente amministrato dal primo cittadino Tosi è attualmente centro di lotte intestine interne alla Lega. Il sindaco uscente, che fa l’occhiolino a Maroni, minaccia di correre con una propria lista autonoma in aperto contrasto con Bossi. In Veneto Pdl e Lega si azzuffano nemmeno tra loro, ma al loro interno. Il Veneto però è oggi diga all’avanzata rossa al Nord. Verona emblema di buona amministrazione del centrodestra insieme a Treviso contro le dissennate politiche rosse di Venezia e Padova. Se ci mettiamo che tra un anno e poco più le elezioni politiche sono un punto di domanda per il centrodestra, il confronto politico scaligero vale doppio. Caro centrodestra perdere le elezioni veronesi per beghe di bassa bottega (come già avvenne a Vicenza) è rischio enorme. Tosi è politico tosto e valido amministratore. Bruciarlo sull’altare fratricida delle faide interne, significa non solo rischiare di sabotare un ottimo sindaco, ma perdere il controllo dell’intero Nord. Verona o la vita? Quasi. Soprattutto se si considera che la città di Romeo e Giulietta rimane uno dei pochi baluardi del centrodestra tra i capoluoghi settentrionali di una certa rilevanza. Proprio da lì deve partire la riscossa di Pdl e Lega, qualora riescano ad abbandonare le baruffe in corso. In caso contrario, buone moschee…
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Domenica 19 febbraio 2012

ITALIA

::: GIUSTIZIA E POLITICA

::: FILIPPO FACCI
QQQ Sono in pochi ad avere il coraggio di dire la verità (tutta) circa la fine di Mani pulite: perché è una verità che non serve a nessuno. Non serve a quei manettari professionali che hanno sempre bisogno di prefigurare un’élite disonesta e vessatoria (in genere politica) che a loro dire lucra su una maggioranza onesta e vessata, ciò che un tempo avrebbero chiamato società civile. Non serve ai partiti d’ampio respiro che vorrebbero rappresentare grandi fasce di popolazione: troppo estese per poter rivendicare moralità e moralismi come precetti-cardine. Non conviene alla magistratura più militante, tantomeno conviene a quell’informazione che sullo sfondo della contrapposizione casta/cittadini si illude di raschiare eternamente copie e ascolti. Sicché circolano scampoli di verità. Mani pulite finì perché Antonio Di Pietro si dimise alla fine del 1994: il neogoverno berlusconiano gli sventolò un’ispezione ministeriale davanti al naso e poi, un secondo dopo che si era dimesso, la richiuse; Di Pietro ammise pubblicamente di essere rimasto condizionato dall’ispezione - se non ricattato - talché si dimise dopo averne saputo la chiusura, e però intanto continuò a spiegare al mondo che non aveva niente da nascondere. Un sostanziale baratto, un affare in cui ciascuno pensava di fottere l’altro: da una parte perché Di Pietro da nascondere aveva un sacco di cose (tutte nero su bianco nella sentenza del Tribunale di Brescia n.65/1997 del 29.1.1997, dove si spiega che certi suoi comportamenti gli avrebbero fruttato perlomeno dei provvedimenti disciplinari) e dall’altra perché le sue ambizioni politiche erano stagliate da un pezzo, e lo si è visto. E perché? Perché «Mani pulite è finita, i tempi sono cambiati, non c’è più acqua nel mulino delle indagini, voglio scendere da cavallo prima di essere disarcionato»: così aveva confidato al gip Italo Ghitti nell’aprile precedente. IL CLIMA CONTA Senza un certo clima, poi, Di Pietro valeva poco: e lo dimostra quando accadde al Pool dopo l’abbandono. Pm come Paolo Ielo ed Elio Ramondini tentarono di riesumare, concludere, archiviare o smistare procedimenti che erano stati l’architrave di Mani pulite: ma che erano rimasti un po’così, sospesi in quella fase preliminare dominata dagli interrogatori di Di Pietro, che in definitiva aveva portato sino in fondo solo il processo-vetrina a Sergio Cusani e il processo Enimont che ne era il clone: istruttorie semplici perché fondate perlopiù su confessioni. Ramondini e Ielo ebbero l’ingrato compito di raccappezzarsi nelle montagne di faldoni di cui soltanto Di Pietro conosceva una logica che spesso non c’era. Ramondini scoprì che montagne di atti sulla Fiat erano preclusi alle procure di mezz’Italia. Ielo perdette mesi per riordinare le carte dei filoni Pci-Pds, e quei pochi processi che si sono conclusi si

Antonio Di Pietro in toga, quando era il magistrato-simbolo di Tangentopoli. LaPresse

Mani Pulite vent’anni dopo

Tangentopoli è finita per coprire Di Pietro
Tonino si dimise alla fine del 1994, spaventato dall’ispezione ministeriale minacciata dal neonato governo Berlusconi. Aveva troppe cose da nascondere
devono a lui. La vecchia guardia razione preventiva: questo anche aveva permesso ogni cosa, dalla li intercettazioni telefoniche ed del Pool, invece, puntava su Ber- per violazioni di tipo amministra- fine del 1994 e con le dimissioni di ambientali, in precedenza trasculusconi: e questo convinceva po- tivo come il noto finanziamento Di Pietro, scomparve. Dall’altra rate in quanto non necessarie». chissimo una larghissima fetta di illecito dei partiti. Per capirlo, in parte, bene o male, c’era una clas- Non necessarie perché c’era il Paese. Lo scenario stava cam- fondo, è sufficiente guardare se politica rinnovata e legittimata, carcere. Ora, invece, potevano e biando. Prima c’era Di Pietro che quanti dei 1.230 condannati di non è che il Pool avrebbe potuto dovevano ricominciare a lavorare martellava, mentre agli altri pm, Mani pulite abbiano subito delle respingere a vita tutte le norme come dei magistrati normali. come dirà Francesco Greco, carcerazioni preventive a dispetto del Parlamento. Ma questi sono scampoli di ve«competeva un lavoro di ricostru- di pene poi risultate inferiori ai rità, come detto. La verità tutta, zione successivo agli interrogato- due anni, condanne ossia a cosidper dirla male, anzi malissimo, è FINE DI UN’EPOCA ri... ma la situazione si è modifica- dette pene sospese, con la condiDall’estate 1994, oltretutto, che troppa gente rimase insota nel corso del 1994 quando le zionale: quasi tutti. È noto: effetti- molti indagati dell’inchiesta sulle spettita dal mancato coinvolgicollaborazioni diminuive condanne al carcere, al- Fiamme Gialle (e su Bermento dei vertici del Pci e rono fino a cessare. la fine di Mani pulite, lusconi) non avevano viceversa dalla perviFu lo stesso Di Piepraticamente non ce collaborato neppucacia con cui si puntro a dire che non ne sono state. Ep- re se carcerati: tava su Berlusconi. arrivava più acpure la regola è perché erano miMa detta un po’ qua al suo mulisempre stata chia- litari, forse, o permeglio, il vero no, la tecnica inra: Tizio, se è pre- ché non vollero e problema non fu vestigativa camsumibile che sarà basta. Capitò anla serpeggiante biò». condannato a meno che con la Fininveimpressione che L’acqua, a di due anni, in carcere st: del resto collaboMani pulidirla tutta, ar- Piercamillo Davigo preventivo, non ce lo rare, assecondare l’acte fosse orEnzo Carra rivava al mulidovresti mettere; cer- cusa, non è obbligatorio. mai agli no direttato, la regola implica Dirsi innocenti, o credersgoccioli: mente dal carcere. Era il carcere, una capacità «prognostica» - di- lo, o addirittura esserlo, è ancora stanca, talvolta astratta, con tutti irrogato o temuto, che stimolava rebbe un tecnico - di prevedere a possibile, è lecito: e non per que- quei cronisti che ciondolavano le collaborazioni. Era il carcere, quanti anni Tizio sarà probabil- sto si marcisce dentro, nei paesi per i corridoi facendosi domande coi suoi effetti, che era venuto a mente condannato: tra i compiti civili. Nei paesi civili si va in galera sul proprio futuro. Altri colpi di mancare durante quel cambio di del magistrato c’è anche il cercare dopo una condanna, non prima. scena, del resto, non sarebbero stagione che Tonino aveva subo- di presumerlo. Diciamo che il E si attende il processo con la pro- mancati. Il problema, come il dorato. È quasi divertente come i Pool ha sempre presunto molto spettiva di finirci, non di uscirne. Pool non comprese per forma colleghi Barbacetto e Gomez e male. Di Pietro ne era maestro da Da qui la svolta spiegata dal pm mentis, fu che l’inesorabile fine di Travaglio, nel loro tomo «Mani sempre: sparare reati incredibili e Francesco Greco: «Dopo le dimis- una stagione non poté non coinpulite», appena rinfrescato, cer- sbattere dentro perché tanto, per sioni di Di Pietro cominciammo a cidere con l’indagine sulla Guarchino di dissimulare questa verità derubricare un reato, c’era sem- lavorare prevalentemente su do- dia di Finanza. Quegli imprenditori che coelementare: «Fin dai primi inter- pre tempo. Il clima manettaro che cumenti e con altre tecniche, quarogatori, per una fortunata e forse minciarono a confessare d’aver pagato anche i finanzieri, perché irripetibile somma di abilità investigative, situazioni psicologiche chiudessero un occhio, fu l’inizio di una voragine che in potenza e condizioni politiche, economiche e ambientali, i magistrati si non avrebbe mai avuto fine. Un reparto accusò l’altro, un reparto trovano davanti persone che presto o tardi finiscono per confessaarrestò l’altro. Intere legioni di militari finirono in carcere e alcuni re». Cioè: confessavano perché ::: ENZINO MEUCCI erano in galera e volevano uscire. erano collaboratori del Pool: qualcuno arrestato, qualcuno Confessavano perché non voleLa Padania – 16 febbraio – Roberto Calderoli: «Non c’era alvano finirci, bene che andasse. suicidato. Quell’immagine di finanzieri che iniziavano ad arretro da aspettarsi da un presidente come Mario Monti, nato Erano quelle le «situazioni psicoin provincia di Varese, residente a Milano, che a precisa dologiche»: le altre, «politiche, ecostarsi tra di loro divenne la metafora di un Paese che si stava divomanda della stampa dichiara di abitare a Roma e a Bruxelnomiche e ambientali», fecero les, rinnegando pubblicamente le proprie origini». parte del contesto «irripetibile» rando. Onesti e disonesti, concussi e concussori, taglieggiatori e vitCorsera – 16 febbraio – Ernesto Galli della Loggia (riferenche permise un uso spropositato dosi al duetto che ha aperto Sanremo): «Si faccia avanti chi, delle manette. La prassi di Mani time: parole sempre più svuotate di significato, termini utili per deal di fuori di una caserma (parlo di quelle di un tempo) abpulite, sin dall’inizio, aveva ipotizbia mai ascoltato volgarità più gratuite di quelle uscite dalla zato reati i più gravi possibili così limitare, secondo fazione, le proprie simpatie e i propri interessi. bocca delle due Jene». da giustificare ogni volta la carce-

Nel Paese in cui tutti pagavano tutti si scoprì che, poveretti, gli agenti della Guardia di Finanza incassavano mazzette perché avevano stipendi da fame, e trescavano con l’esercente che, poveretto, senza fatture false avrebbe chiuso bottega, e trescavano col grande stilista che, poveretto, senza fatture false la bottega non l’avrebbe neanche aperta. La famosa dazione ambientale, che da lontano e sui giornali pareva solo un’associazione per delinquere, era vicina, vicinissima: dal fiscalista, dal commercialista, dal certificatore di bilanci, dall’impiegato comunale e regionale e statale, dall’avvocato, dal notaio, in negozio, al bar, nelle famiglie, con la domestica, nel 740, nello scontrino che non ti hanno dato, ma che tu non hai preteso. FIAMME SPORCHE La cosiddetta inchiesta «Fiamme sporche» contò centinaia e centinaia di indagati ma comincerà a trasfigurare lo spettacolo di Mani pulite agli occhi del suo pubblico, a confondere proscenio e platea, a disamorare progressivamente da un’ubriacatura legalitaria ormai triennale e che dapprima era parsa tuttavia così liberatoria, espiatoria, deresponsabilizzante. Poi non più. Dirà anni dopo Francesco Saverio Borrelli: «L’atteggiamento dell’opinione pubblica cominciò a cambiare più o meno in coincidenza con l’indagine sulla Guardia di finanza... finché si trattò di colpire l’alta politica e i suoi rappresentanti, i grandi personaggi dei partiti che stavano sullo stomaco a tutti, non ci furono grandi reazioni contrarie. Anzi. Ma, quando si andò oltre, apparve chiaro che il problema della corruzione non riguardava solo la politica, ma larghe fasce della società, insomma che investiva gli alti livelli proprio in quanto partiva dal basso». Dirà pure Piercamillo Davigo: «Le vicende che mi hanno più depresso sono le piccole vicende. Mi sono capitati processi dove centinaia di persone hanno pagato somme di qualche milione per non fare il servizio militare. Centinaia di persone... Eppure tutti i giovani venivano da buone famiglie che li finanziavano, perché a diciannove anni non si hanno dei milioni cash nel portafogli. Questo la dice molto lunga sulla diffusione di certi comportamenti e sulla valutazione che di essi viene data nel complesso della società». La ciliegina finale è a cura di Enzo Carra, ex portavoce democristiano (ora all’Udc) che proprio Davigo aveva fatto condannare: «Mani pulite fu un piccolo squarcio nei nostri vizi pubblici e privati; poteva essere una grande occasione per metterli sotto accusa, questi vizi, insieme ai corrotti e ai corruttori. È stata una grande occasione mancata per cambiare le regole e i comportamenti nella nostra società... Con un’eccezionale prova dell’italianissima arte di arrangiarsi il cammino è ripreso come prima, o quasi... Invece di cambiare sistema si è cambiato discorso». Non c’è molto altro da aggiungere. 7 / fine

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Perline

Volgarità e rinnegati

ITALIA

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::: GIUSTIZIA E POLITICA
Lo strano caso di «Editori Riuniti»

L’editore degli onesti non paga i conti
È lo stampatore che pubblica i libri dei cantori di Mani pulite, ma non versa i diritti: a Travaglio deve 100mila euro
::: segue dalla prima RITA CAVALLARO
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(...) si stanno ponendo un altro quesito: «Dove sono i nostri soldi?». Perché la casa editrice in questione, che negli anni è si è distinta per la pubblicazione di titoli di denuncia e di testi antiberlusconiani, non ha ancora pagato i diritti agli autorevoli scrittori. Nonostante le continue richieste, dei soldi nemmeno l’odore. Non lo hanno sentito Travaglio e Veltri, non è riuscito ad annusarlo il presidente del Tribunale di Civitavecchia Mario Almerighi (autore del saggio “Tre omicidi eccellenti”) e neppure l’autrice di “Mai ci fu pietà”, la giornalista Angela Camuso. Proprio quest’ultima, visto il ritardo nel pagamento delle royalties, ha deciso di presentare una denuncia contro Editori Riuniti, il cui marchio dal 2009 viene utilizzato dall’avvocato Gianni Aringoli, patron del premio Capalbio. Il 19 gennaio scorso la cronista si è recata presso il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma e ha raccontato la vicenda. SPARITI CON LA CASSA «Ho chiamato più volte Aringoli, volevo sapere quando mi avrebbe dato i 30mila euro che mi spettano, ma si negava al telefono. È sparito senza alcuna spiegazione, ho dovuto addirittura ripubblicare il libro a mie spese. Quindi ho deciso di rivolgermi all’autorità giudiziaria». La Guardia di Finanza ha così avviato i primi accertamenti per capire se possano configurarsi ipotesi di reato nei confronti di Editori Riuniti, una casa editrice che sembrerebbe avere le casse vuote. «Mi devono ancora 110mila euro. Il mio avvocato ha chiesto il pignoramento in conto terzi, ma la mia prossima mossa sarà chiedere il fallimento della casa editrice», ha spiegato Veltri, che nel 2010 ha vinto la causa civile contro gli editori che avevano ristampato “L’odore dei soldi” senza chiedergli l’autorizzazione. E il Tri-

bunale di Roma gli ha dato ragione, disponendo il ritiro dal mercato di una parte delle copie. Ammonterebbero a circa 100mila euro, invece, i crediti vantati da Travaglio, che però non ha sollevato alcuna polemica con il patron del premio Capalbio. «Si tratta della vecchia gestione, ormai c’ho per-

so le speranze», ha detto il giornalista. Migliaia e migliaia di euro mai pagati, dunque, nonostante i titoli in questione abbiano venduto copie su copie. E allora, che fine hanno fatto i soldi? La vicenda è alquanto singolare e probabilmente lascerà più d’un autore a bocca

asciutta, soprattutto quelli, come Veltri, che con i loro testi hanno contribuito a incrementare le finanze degli Editori Riuniti. «SALDEREMO TUTTI» «Stiamo facendo i conteggi, poi pagheremo», spiega l’avvocato Aringoli, il quale ha sot-

tolineato che un ramo della vecchia Editori Riuniti «è fallito» e l’altro «è in liquidazione. Io ho un contratto per l’utilizzazione del marchio e pagherò solo le nuove pubblicazioni fatte sotto la mia gestione». Al momento non è dato sapere quando l’avvocato sborserà i soldi. E neppure, qualora fos-

sero vere le accuse che gli vengono mosse, quando salderà il conto al ristorante Lupacante di Orbetello, dove il patron del premio Capalbio ha organizzato diverse cene che, secondo il proprietario del locale, Franco Bistazzoni, «ha pagato con assegni scoperti. Mi deve circa 15mila euro».

Commento

Chissà se qualcuno ci scriverà un pamphlet inchiesta. Gratis
::: FRANCESCO BORGONOVO
QQQ Se oggi esiste un fenomeno chiamato Marco Travaglio, lo dobbiamo - oltre che a Silvio Berlusconi - pure agli Editori Riuniti. Marchio storico, nato dalla fusione di Edizioni Rinascita e Edizioni di Cultura Sociale (area Pci), ha continuato a mantenere la barra saldamente a sinistra dal 1953 a oggi. Salvo assumere, da qualche anno a questa parte, uno spiccato carattere manettaro. Anche di recente, si è distinto per aver stampato il libro di Luigi De Magistris oltre una serie di saggi sulla P3, il malaffare berlusconiano e perfino l’amore delle cooperative per le scalate bancarie. Sulla carta, insomma, gli Editori Riuniti sono la casa ideale del vicedirettore del Fatto. Dopo una serie di opere minori, edite anche da Mondadori, Travaglio ha pubblicato presso l’ex marchio comunista il tomo che gli ha dato la fama, ovvero L’odore dei soldi, in coppia con Elio Veltri. I due poi litigarono, ma è un’altra storia. Quel saggio, arrivato sugli scaffali nel 2001, guadagnò a Marco l’invito alla trasmissione Satyricon di Daniele Luttazzi. Una comparsata che, come tutti sanno, fece infuriareSilvio Berlusconiescatenò ilcosiddetto «editto bulgaro». Da allora, la fama di Travaglio non ha fatto che crescere. L’odore dei soldi è diventato un bestseller e di fatto ha fondato il genere letterario manettaro. Sempre da Editori Riuniti sono usciti La Repubblica delle Banane, Lo chiamavano impunità, Bravi ragazzi (firmati dalla spalla di Santoro assieme ai vari Peter Gomez, Gianni Barbacetto eccetera). Poi il fondamentale Mani pulite. La vera storia, bibbia dei forcaioli ripubblicata in questi giorni da Chiarelettere. Proprio a Chiarelettere (e prima ancora a Garzanti e poi Rizzoli) se n’è andato Travaglio, e da allora gli Editori Riuniti non hanno più avuto un bestseller degno di nota. Nonostante le difficoltà, hanno continuato a sfornare libri su libri. Risultasse vero che l’editore manettaro non saldava i conti, per coerenza con la propria linea editoriale dovrebbe dedicare almeno un pamphlet alla vicenda. Magari firmato da Travaglio e ovviamente non retribuito. L’odore dei soldi, dopo tutto, si sente solo quando a puzzare sono i soldi altrui.

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SENZA DIRITTI

Foto grande, Marco Travaglio. Qui sopra, dall’alto, Elio Veltri, Mario Almerighi e Angela Camuso, tutti editi da Editori Riuniti [Olycom]

Dal cinema alla realtà

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«CCHIÙ PILU» PER TUTTI
Il comico Antonio Albanese, nei panni di Cetto La Qualunque in una scena del film Qualunquemente. La casa produttrice del film, la Fandango, ha registrato ufficialmente lo scorso 8 novembre il marchio del «Partito du Pilu» [Olycom]

La Fandango deposita il marchio del «partito du pilu»
QQQ Il Pdp (Partito du Pilu) è una realtà. Il partito di Cetto La Qualunque, l’imprenditore calabrese interpretato da Antonio Albanese, non è più soltanto il parto della fantasia del comico reso famoso da Mai dire Gol. La Fandango, la casa cinematrografica di Domenico Procacci che ha prodotto il film Qualunquemente (il grande sbarco di Cetto La Qualunque sul grande schermo) ha infatti registrato ufficialmente il marchio del partito. La registrazione risale all’otto novembre 2011. La Fandango aveva presentato domanda il 12 maggio dello stesso anno e dopo sei mesi la pratica si è chiusa con successo. Nella precisa descrizione del marchio si legge che «consiste in un cerchio all’interno del quale nella parte superiore in un area che occupa tre terzi del cerchio stesso vi sono le scritte “vota” e “la qualunque” una sopra l’altra in stampatello maiuscolo scritte in bianco su fondo viola», mentre «nella parte inferiore del cerchio in un’area che occupa in terzo del cerchio stesso vi è la scritta “partito du pilu” scritta in bianco su fondo fuc-

sia». Desiderio di tutelare il marchio da chi potrebbe veramente presentarsi alle elezioni promettendo «cchiù pilu»? Quel che è certo (ed è altrettanto inspiegabile) è che, sempre l’8 novembre, la Fandango ha ottenuto an-

che la registrazione di un altro marchio politico: “Viva Sud”. Se davvero la Fandango avesse in mente un progetto politico, insomma, il più sarebbe fatto. Ora non gli rimarrebbe che cercare un La Qualunque disposto a scendere in campo.

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Domenica 19 febbraio 2012

ESTERI

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VENTI DI GUERRA Navi iraniane nel Mediterraneo Israele attaccherà a settembre
Imbarcazioni militari di Teheran attraversano Suez, passano a pochi chilometri da Tel Aviv e attraccano in Siria. Ma Obama tenta ancora la via diplomatica
::: CARLO PANELLA
QQQ L’Iran continua indisturbato a farsi beffe della comunità internazionale. Ieri, l’ayatollah Khamenei ha inviato nel Mediterraneo il cacciatorpediniere Shahid Qandi e la nave di supporto Kharg che hanno attraccato nel porto siriano di Tartus, in evidente e tracotante appoggio alla repressione del presidente siriano Beshar al Assad e per «dimostrare la potenza del regime santo della Repubblica Islamica», come ha affermato l’ammiraglio iraniano Habibollah Sayari. Le due navi militari hanno attraccato - non a caso - ad un molo adiacente a quello a cui è ancorata da settimane la flotta russa composta dalla portaerei “Kuznetov” e da due incrociatori, inviati da Putin in muscolare di appoggio al regime siriano. Una vera e propria “politica delle cannoniere” che evidenzia l’ennesimo trucco contenuto nella mossa di giovedì del responsabile della Sicurezza di Teheran Shaeed Jalili, che ha lanciato l’ennesima esca all’occidente inviando una lettera al “gruppo di contatto” in cui si dice «pronto al dialogo costruttivo sul programma atomico». Lettera valutata con favore e speranza sia da Hillary Clinton che da Catherine Ashton, a testimonianza della ignava impotenza degli Usa e della Ue non solo nei confronti della mattanza in atto in Siria (che Assad continua assolutamente indisturbato), ma anche e soprattutto della minaccia nucleare e bellicista di Teheran. Non vi sono dubbi che entro pochi mesi l’Iran avrà a disposizione uranio arricchito per la costruzione di almeno 4 bombe atomiche e che ab-

Entrate per cinque miliardi l’anno

L’apertura del canale salva l’Egitto dal tracollo
bia già i missili in grado farle esplodere su Israele (e sull’Arabia Saudita). Ancora meno dubbi vi sono sul fatto che le sanzioni non spingono affatto il regime degli ayatollah a desistere da questo progetto apocalittico e a modificare la loro linea oltranzista (la manovra militare in pieno Mediterraneo, a poche miglia da Israele, un vero sfregio, ne è prova eloquente). Si fa dunque sempre più concreta la necessità di una azione militare che elimini con le sue centrali e basi missilistiche (come Israele fece nel 1980 con la centrale nucleare Osirak di Saddam Hussein) la minaccia di un regime aggressivo - che usa a piene mani del terrorismo - dotato di armamento nucleare. Ma la strategia dialogante di Obama e le sue illusioni sui suoi effetti hanno precluso agli Usa di fare quanto faceva George W. Bush: trattare con gli ayatollah facendo contemporaneamente loro intendere che il fallimento della trattativa avrebbe significato guerra. Il peso della neutralizzazione della minaccia nucleare iraniana (che coinvolge la stessa Europa), ricade dunque tutto su Israele, apertamente minacciato più volte da Ahmadinejad e da Khamenei di distruzione. Ieri, il Guardian di Londra, ha rivelato che ampi settori del Pentagono «si dicono sempre più certi dell'inutilità delle sanzioni contro Teheran e convinti che gli Usa saranno costretti ad attaccare o guardare Israele che attacca l'Iran entro la fine del 2012 perché Teheran si comporta come se le sanzioni non contassero, come se la sua economia non stesse crollando e Israele stesse con le mani in mano». L’attacco israeliano è previsto tra aprile o giugno o tra settembre e ottobre. Dunque, a ridosso delle elezioni presidenziali del 6 novembre 2012 in cui Obama si gioca la rielezione. Una scadenza militare a cui l’amletico presidente arriva con ansia, impreparato, senza una strategia politica e militare per affrontare la guerra che scoppierà il giorno dopo il bombardamento dei siti nucleari iraniani e che scuoterà tutto il Medio oriente. Uno scenario da dilettanti.

::: SIMONA VERRAZZO
QQQ In Egitto la Primavera Araba ha tirato giù oltre al trentennale potere di Hosni Mubarak anche l’afflusso di turisti, con un vero e proprio tracollo di presenze tra il Mar Rosso e Il Cairo. Eppure, nell’incertezza politica ed economica in cui versa il Paese da un anno c’è un solo punto fermo: il Canale di Suez. Gli introiti pagati alle autorità locali per il passaggio delle navi sono diventati la prima risorsa per gli egiziani. Un’entrata che, incredibilmente, non è diminuita neppure con la rivoluzione di piazza Tahrir, anzi, è addirittura aumentata. A darne notizia è stata, a metà gennaio, la stessa Suez Canal Authority. Nel 2011 il canale ha registrato guadagni per 5,22 miliardi di dollari, quasi mezzo miliardo in più rispetto al 2010, esattamente 456 milioni di dollari. In totale 17.799 transiti. Un dato in controtendenza con quelli, tutti in negativo, dell’economia del Cairo, che fa ancora più effet-

il graffio
Hezbollah si vendica
Circolava una bufala, ieri, sul quotidiano kuwaitiano Al Watan: «Abbiamo ucciso a Madrid l’ex vice capo del Mossad, per vendicare il capo di Hezbollah Imad Mughniyed, assassinato dai sionisti». Qualcuno si è spinto ad attribuire la notizia alla Bbc inglese, che poi l’avrebbe misteriosamente cancellata. Ma alcuni siti arabi l’hanno ripresa senza neanche verificarla. A loro pareva troppo bello per non essere vero.

to se paragonato al turismo, che ha perso qualcosa come l’80 per cento. Il 2012, per il Canale di Suez, potrebbe essere un anno di ulteriori utili vista la decisione di aumentare i costi di transito. Da marzo saliranno del 3 per cento per tutti i tipi di imbarcazione. L’annuncio era stato dato in dicembre dalla Suez Canal Authority, che ha giustificato la decisione con il “ruolo” che la via d’acqua svolge sulle finanze del paese ma anche di quanto sia indispensabile per il transito dei cargo provenienti da economie forti come la Cina o l’India. Crescono i commerci dall’Asia verso l’Europa e cresce il suo ruolo di collegamento tra il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso. Ma oltre ai soldi, il Canale di Suez sta conoscendo una seconda vita anche sul piano geopolitico. Ieri l’Egitto ha concesso il passaggio ad alcune imbarcazioni militari iraniane, esattamente come aveva fatto un anno fa appena deposto Mubarak. E se Teheran ha voluto “dimo-

Iniziativa in India
::: MIRKO MOLTENI
QQQ A Calcutta, la megalopoli indiana che fra municipio e sobborghi tocca 14 milioni di abitanti, non mancano i problemi, come ben sapeva Madre Teresa. Seppure abbia beneficiato del recente sviluppo economico, la città mantiene sacche di povertà, con almeno 1 milione di persone in bidonville, per non parlare dell’inquinamento. Eppure, al Primo Ministro dello Stato del Bengala dell’Ovest, di cui Calcutta è capitale, preme far ridipingere la città di un bell’azzurro cielo, come annunciato ieri. Per cominciare, tutti gli edifici pubblici, poi i taxi e i cordoli delle strade. E per finire, le case private, ai cui proprietari sarà chiesto di provvedere alla tinteggiatura pagando di tasca propria. Che il ministro in questione, la signora Mamata Banerjee (57 anni) si sia lasciata andare a frivolezze femminili? Non esattamente. Come spiegato dal suo braccio destro, il ministro dello Sviluppo urbano Firhad Hakim: «La nostra leader ha deciso che Calcutta sarà azzurra perché il motto del nuovo governo è “Il Cielo è il limite”. Presto, le direttive in proposito». Lady Banerjee ha guidato nel 2011 il suo partito Trinamool Congress, nato per “secessione” dallo storico Partito del Congresso, nella vittoria elettorale che ha strappato il Bengala dell’Ovest ai comunisti locali dopo 34 anni di esecutivi rossi. La “ministra”, che si è attribuita ben 9 dicasteri, intende marcare visibilmente la svolta politica, puntando sulla positività dell’azzurro, in ideale contrasto col “rosso”. Forse anche con un occhio alla fede, poiché nell’Induismo gli Dèi hanno pelle azzurra. La appoggia il sindaco di Calcutta, Sobhan Chatterjee, che dice: «L’azzurro è bellissimo, riposa gli occhi». E la stampa locale aggiunge: «Il giusto colore è il primo passo per rendere la città più sicura, più salutare, più amichevole». Sarà, ma il Partito del Congresso osserva: «Il governo locale si sta preoccupando di temi non importanti».

Brasiliani (e Battisti) preoccupati
::: ALESSANDRO CARLINI
QQQ Al ritmo di samba sono iniziati i cinque giorni più pazzi del Brasile, quelli in cui si svolge il carnevale di Rio de Janeiro. Ma quest’anno i milioni di persone che partecipano a questa festa senza sosta nelle vie della città (tra questi il terrorista Cesare Battisti) corrono grandi rischi. Non di venire travolti dalla folla o essere aggrediti, ma di morire per colpa della terribile febbre dengue. Il governo brasiliano, infatti, guarda con preoccupazione all’aumento della malattia trasmessa da alcune zanzare (famiglia Aedes aegypti) a Rio de Janeiro e la ricomparsa del tipo 4, dopo 28 anni, contro il quale gli abitanti non hanno sviluppato il proprio sistema immunitario. Si teme che quest’anno la città possa soffrire la peggior epidemia della sua storia. Una serie di dati confermano le preoccupazioni degli scienziati. Mentre in tutto il Paese dall’inizio dell’anno si è registrato il 62% in meno dei casi rispetto al passato, Rio segna una tendenza inversa. Tra il primo di gennaio e l’11 di febbraio sono stati 2.851 i pazienti ammalati di dengue a Rio, che così ha conquistato il poco invidiabile primato nazionale. Proprio per questo il ministero della Salute brasiliano ha ordinato un’indagine su 200 campioni di zanzare (il contagio avviene attraverso la loro puntura) constatando che quasi il 50% era portatrice del virus di tipo 4. I sintomi sono diversi: dolori ossei (è detta anche febbrespacca-ossa), febbrealtissimaa 40-41,convulsioni ed emorragie. Non esiste un trattamento specifico ma solo una terapia di supporto. Le autorità brasiliane hanno detto di essere pronte a tutto. Di recente è stato colpito dalla malattia l’ex “fenomeno” Ronaldo, che l’ha contratta a Bahia, dove aveva trascorso le feste di fine anno con moglie e figli. Dopo qualche giorno in ospedale si è ripreso. Altri sono meno fortunati: la mortalità della dengue varia dal 2,5 al 5%, ma raggiunge il 20% nel caso della variante emorragica. Ogni anno nel mondo si ammalano 50 milioni di persone, soprattutto in Africa, Asia e Sudamerica.

Calcutta tinta di blu per nascondere la miseria Arriva epidemia di dengue: il carnevale rischia

ESTERI

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Vacanze esplosive

I terroristi di Ahmadinejad a puttane in Thailandia
Tre dei cinque presunti 007 iraniani di Bangkok traditi dalle prostitute che hanno frequentato prima del fallito attentato

Deputato Kuwait chiede abbattimento delle chiese
In Kuwait i partiti di stampo islamico hanno appena conquistato la grande maggioranza dei seggi del parlamento nazionale, ben 34 su 50. Subito Osama al-Monawer, deputato neo-eletto di Kuwait City, noto per le sue posizioni radicali, per la difesa di alcuni gruppi estremisti e per essere stato in passato nelle prigioni dei servizi segreti per presunti legami con il terrorismo, ha annunciato una proposta di legge shock che prevede l’abbattimento di tutte le chiese presenti nel Paese e il divieto di costruirne di nuove.

Gauck favorito come erede di Wulff
L'ex avversario di Christian Wulff nella corsa alla presidenza federale tedesca, Joachim Gauck, viene considerato dall'opinione pubblica il miglior candidato alla successione del dimissionario presidente. Stando ad un sondaggio Forsa per Rtl, il 46% dei tedeschi lo considera adatto all'incarico. Tra gli altri nomi indicati il ministro del Lavoro Ursula von der Leyen (Cdu) ottiene il 20%, il ministro della Difesa e quello delle Finanze, rispettivamente Thomas de Maizière (Cdu) e Wolfgang Schauble (Cdu) il 19% e l'ex ministro dell'Ambiente Klaus Topfer il 18 per cento.

PRESA IN GIRO Nei giorni scorsi il governo iraniano, presieduto da Mahmud Ahmadinejad, si è detto «pronto al dialogo costruttivo sul programma atomico». L’ennesima presa in giro Lapresse ISLAM, DONNE E ALCOL strare la propria potenza” all’occidente, l’ok del Cairo ha ricordato al mondo l’importanza di quei 193,3 km. Aperto alla navigazione il 17 novembre 1869 su progetto dell’italiano Luigi de Negrelli, venne nazionalizzato da Gamal Nasser il 26 luglio 1956. Nella sua lunga storia fu chiuso soltanto cinque volte. L’ultima dopo la Guerra dei Sei Giorni, quando rimase inattivo per otto anni (nel frattempo c’era stata la Guerra del Kippur) e fu riaperto il 5 giugno 1975. Il transito è organizzato in tre convogli, due verso sud e uno verso nord. La durata media della traversata è di 15 ore. Le sue acque sono solcate da petroliere, cargo e imbarcazioni militari. L’8 febbraio è toccato alla nave da guerra britannica HMS Somerset, diretta verso Malta. E sempre per il Canale di Suez sono transitate la Uss Kearsarge e la Uss Ponce che gli Stati Uniti hanno posizionato nel Mediterraneo un anno fa durante l’intervento della Nato in Libia.

::: ANDREA MORIGI
QQQ Sputtanati, letteralmente. Non ci sono più i terroristi di una volta. E ora a Teheran dovranno rivedere i loro programmi, dopo che i membri del commando a cui era stato ordinato di colpire obiettivi israeliani a Bangkok hanno mandato a monte il piano, spassandosela in compagnia di prostitute thailandesi. In barba alla segretezza del loro compito, tre iraniani, arrivati in aereo a Phuket l’8 febbraio, si lasciano allegramente fotografare durante i bagordi, in compagnia di altrettante donne di malaffare, sui divanetti di un bar della spiaggia di Pattaya. E proprio la collaborazione di una delle “lucciole”, che aveva immortalato la scena con il telefonino, si dimostra decisiva nelle indagini, aiutando la polizia a identificare i sicari. Uno di loro, Masoud Sedaghat Zadeh, si lascia cogliere soltanto di profilo, nell’atto di abbracciare e baciare sulla guancia la signorina seduta al suo fianco. Gli altri due, Mohammad Khazaei e Saied Moradi, sorridono un po’ a denti stretti, davanti a un tavolino pieno di cocktail esotici e narghilé sparsi intorno. Forse è l’attimo più emozionante della loro missione in nome di Allah: il brivido del peccato. Infrangere la legge islamica, in patria, sarebbe costato loro l’impiccagione o la lapidazione. In Thailan-

Masoud Zadeh, Mohammad Khazaei e Saied Moradi in compagnia di tre prostitute (la terza è quella che ha fatto la foto) dia, la fornicazione si fa a spese del governo iraniano. Ora non vengano a dire che, per non dare nell’occhio, fingevano di essere turisti scopaioli, perché le meretrici hanno provveduto a riferire alla polizia di essere entrate nella camera d’albergo del trio. Ovvio che poi mancassero le energie per la guerra santa. Infatti, martedì 14 uno dei tre, Saeid Moradi, ancora obnubilato dalle orge, innesca inavvertitamente una carica esplosiva e la fa saltare in aria. Lui stesso ci rimette le gambe, maciullate, e rimane immobile sul marciapiede davanti al covo. L’attacco così sfuma. Non c’è un piano B. Ci si arrangia al grido di “si salvi chi può” e si scopre che la minaccia arrivava dagli emissari di Mahmoud Ahmadinejad, inviati in Estremo Oriente per eliminare alcuni diplomatici israeliani. Vengono fuori tutti i nomi degli attentatori mancati, compresa una donna iraniana, Leila Rohani e un quinto connazionale, che fonti di stampa indicano nel 52enne Nikkhahfard Java. Entrambi sono sfuggiti. Il capo della polizia, il generale Priewpan Dhamapong, sostiene che l’uomo,

ripreso dalle telecamere di sorveglianza nei pressi dell’appartamento dove è esplosa la bomba, avrebbe già lasciato il Paese. Ne hanno catturati tre, per ora. E si tratta proprio del gruppetto dei gaudenti che giocavano a fare i playboy, dopo aver visto troppi film di 007. Il primo, il 28enne Moradi, evidentemente non poteva più scappare. L’altro è il 42enne Khazaei, arrestato all’aeroporto di Bangkok mentre tentava di imbarcarsi su un volo per la Malaysia. Sedaghatzadeh, il più intraprendente con le professioniste del sesso, è finito in manette mercoledì a Kuala Lumpur ed è in attesa di essere estradato in Thailandia. Quanto alla Rohani, affittuaria dell’appartamento che serviva da base per la cellula, il capo dell’Ufficio immigrazione thailandese, generale Wiboon Bangthamai, ritiene che sia già a Teheran. Ma adesso la signora e il complice che si è salvato dovranno fare rapporto a Qasem Soleimani, il comandante delle brigate al-Quds. Del resto anche le altre operazioni dei corpi speciali iraniani non hanno colpito il bersaglio. Lunedì scorso in India, a Nuova Delhi, sono riusciti appena a ferire due diplomatici israeliani, mentre anche a Tbilisi, in Georgia, hanno fatto flop. Mai però i pasdaran iraniani avevano combinato un bordello di quelle proporzioni.

A sorpresa Bush più popolare di Obama
George Bush batte in popolarità Barack Obama, anche se di poco: stando ad un'inchiesta di Public Policy Polling infatti il 46 per cento degli americani guarda con favore all'attuale inquilino della Casa Bianca, contro il 45 per cento che esprime consenso nei confronti del suo predecessore. Ma quando si guarda alle opinioni sfavorevoli, Obama raccoglie un 49 per cento di opinioni critiche nei suoi confronti, contro il 46 per cento appena di Bush. Quanto al presidente in assoluto più popolare, si tratta di George Washington, con un 89 per cento di opinioni favorevoli e il 3 per cento sfavorevoli.

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ATTUALITÀ

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«NUOVI ESAMI?» L’ex capitano di Costa Concordia Francesco Schettino. I test confermano che non ha fatto uso di sostanze stupefacenti nemmeno nei mesi precedenti all’incidente. Ma i legali del Codacons hanno sollevato dubbi sull’attendibilità dei riscontri e chiesto che siano effettuati nuovi esami

Ruote d’Italia

I “professori” possono cambiare la vecchia politica?
::: PAOLO UGGÈ*
Le scelte sulla mobilità e sui trasporti devono operare secondo una logica di sistema. Il Governo Berlusconi, per questo, nel 2003, aveva dato vita alla Consulta per la logistica con il compito di elaborare, d’intesa con le parti sociali ed economiche, il Patto della logistica, trasformato poi in un Piano della logistica approvato dal Cipe nel 2006. In quel documento erano delineati gli interventi necessari per dare al Paese un sistema di trasporti funzionale alla crescita e alla competitività, frutto di confronto con le realtà economiche. Purtroppo il governo successivo ha accantonato il tutto, optando per un Piano della mobilità. Il risultato? Dopo due anni sono state partorite solo delle linee guida che, a causa della fine anticipata della legislatura, sono finite nel nulla, insieme ai 15 milioni investiti per rianalizzare realtà già ampiamente analizzate. Il seguito è un altro capitolo tutto da dimenticare: dopo che l'Esecutivo ha ripescato da un cassetto il vecchio Piano della logistica, dopo che, in pochi mesi, il nuovo presidente della Consulta (l'allora sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino) ha presentato quanto rielaborato, il Piano non è stato assunto a riferimento per dare al Paese una politica dei trasporti coordinata e di sistema, e non è stato più neppure approvato dal Cipe. Cambiato l’esecutivo, ne è cambiata anche l’impostazione. Perché non utilizzare la Consulta che già esisteva? Forse la spiegazione è semplice: ognuno pensa innanzitutto da utilizzare progetti di legge per cancellare quanto è stato predisposto da altri. O forse bisognava rispondere ad altre esigenze, magari riconducibili a interessi di realtà che volevano partecipare in solitudine all’elaborazione del Piano dell’interportualità? Un fatto è certo: se alla Consulta non viene riconosciuto il ruolo che le spetta, non serve mantenerla in vita. Si abbia il coraggio di chiuderla, mettendo fine a una delle felici intuizioni del governo Berlusconi, e si evitino prese in giro. Esiste già un Piano sul quale operare, non si semplifica istituendo nuovi comitati. Così si fa solo vecchia politica, la peggiore, quella che il Governo dei tecnici dovrebbe cambiare. I professori dovrebbero sapere perfettamente che i temi del trasporto e della mobilità non devono essere smembrati in comitati ma riportati a un unico denominatore e che così, senza coordinamento e senza un'unica regia, le iniziative si sovrappongono, come avvenuto per l’emergenza neve, creando il caos. Se invece i professori non dovessero saperlo, scendano dalla cattedra e tornino sui banchi... * Vicepresidente nazionale di Confcommercio, consigliere del Cnel e presidente nazionale di Fai Conftrasporto

::: SALVATORE GARZILLO
QQQ Schettino è pulito. La perizia tossicologica su capelli e urine rivelano che il comandante non ha assunto droga o alcol prima dell’incidente del 13 gennaio. In particolare, i test svolti dall’Università Cattolica di Roma confermano che il marinaio sorrentino non ha fatto uso di sostanze stupefacenti nemmeno nei mesi precedenti. Eppure, una piccola quantità di cocaina è stata evidenziata sulla parte esterna dei suoi capelli. Un mistero, l’ennesimo nella tragedia del Concordia che è costata la vita a 32 persone. Com’è finita quella droga sui capelli del comandante? E se non è lui il consumatore, di chi era? Gli esperti dicono che la presenza potrebbe essere attribuita anche al semplice sfioramento dei capelli di Schettino con qualcuno che ne ha fatto uso. Potrebbe trattarsi di un passeggero, ma anche di un membro dell’equipaggio che ha approfittato di controlli privilegiati. La notizia è arrivata ieri alla Procura di Grosseto in via informale dai laboratori romani e nei prossimi giorni si attende una relazione definitiva sulle analisi. Alla perizia hanno partecipato anche il prof. Settimio Grimaldi, e l’avvocato Giuliano Leuzzi, rispettivamente consulente di parte e legale del Codacons, costituitasi parte civile nel processo contro la Costa. Attraverso una nota del coordinamento, entrambi hanno sollevato dubbi sull’attendibilità dei riscontri: «I risultati delle analisi sui capelli del comandante hanno evidenziato la presenza di cocaina sui capelli e nell’involucro che li conteneva, ma totale assenza di metaboliti della cocaina nei capelli dello stesso Schettino». Per questo il Codacons ha chiesto alla Procura «un ulteriore prelievo di urine di Schettino al fine di effettuare una verifica del Dna e confrontarlo con quello precedentemente prelevato e oggetto di indagine, così da fugare ogni dubbio circa la provenienza del campione analizzato». In merito alle perplessità del Codacons, i difensori di Schettino spiegano che «non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione, il Codacons dovrà giustificare le dichiarazioni rese, non sappiamo dove le hanno prese». Tra i due fuochi spunta Marcello Chiarotti, direttore del laboratorio di tossicologia forense dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e specialista nominato per la perizia, secondo cui «non ci sono dubbi interpretativi o elementi confondenti. Il mio pri-

L’inchiesta sulla tragedia della Concordia

Schettino Capitan Mistero Cocaina solo sui capelli
La perizia rivela che non ha preso droga o alcol prima del naufragio ma potrebbe aver sfiorato qualcuno che ha assunto stupefacenti
mo interlocutore è il magistrato ma confermo che le analisi si sono concluse e che abbiamo raggiunto elementi sufficienti per rispondere con certezza ai quesiti posti. Verso la fine della prossima settimana consegnerò i risultati in Procura». Sulla nuova querelle chiarisce infine che i dati «sono stati condivisi con le parti, e dunque anche con il Codacons che è stato chiamato a prendere visione degli accertamenti. Sul mio operato non sono

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LA SCHEDA

VERTICE CON CLINI Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e il commissario per l’emergenza del Giglio, Franco Gabrielli, hanno annunciato un vertice sull’isola per il prossimo primo marzo. L’occasione servirà «per fare il punto sui risultati raggiunti e sullo stato delle iniziative in corso per la protezione dell’ambiente e la rimozione dei rischi».

state sollevate contestazioni, né sono stati chiesti altri accertamenti». Mentre il mistero sulla coca si infittisce, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e il commissario per l’emergenza del Giglio, Franco Gabrielli, hanno annunciato un vertice sull’isola per il prossimo primo marzo. L’occasione servirà «per fare il punto sui risultati raggiunti e sullo stato delle iniziative in corso per la protezione dell’ambiente e la rimozione dei rischi».

INSEGUIMENTO A ROMA

CASO YARA

BIMBA DI ANCONA

Non si ferma all’alt e finisce contro il bus
Nonsi èfermatoalposto dibloccoe nella fuga si è schiantato contro un bus, morendo sul colpo. È accaduto ieri in via di Ponte Ladrone, a Vitinia, nella periferia sud di Roma, e la vittima è Alessandro Forte, un pregiudicato romano di 42 anni. L’uomo, con precedenti e un passato da sorvegliato speciale, era sulla sua Fiat Bravo quando i carabinieri gli hanno intimato l’alt. Il romano, che non aveva assicurazione e trasportava cocaina, anziché fermarsi ha proseguito. Una fuga durata solo 50 metri, poi lo schianto. Mentre tentava di seminare i militari, infatti, ha invaso la corsia opposta. Proprio in quel momento sopraggiungeva un autobus della linea 13. RI.CAV.

Esame su 13mila Dna «Spesi milioni di euro»
Venerdì sera a Quarto Grado è emerso un nuovo pezzo del grande puzzle che si stanno rivelando le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne uccisa un anno e mezzo fa e ritrovata a Chignolo d’Isola. Sarebbe infatti stato trovato un dna quasi identico a quello dell’assassino, fatto che ha dato nuovo impulso a quello che è stato definito da Giorgio Portera, ex ufficiale dei Ris, un vero e proprio «rastrellamento». Sono stati analizzati 13 mila profili, compresi un 80enne e un persino un parroco. Un errore di metodo, secondo Portera, che ha puntato il dito contro l’opportunità dell’operazione denunciando i milioni già spesi dallo Stato.

Operata di tonsille muore in ospedale
È morta ieri al Salesi di Ancona, il principale ospedale marchigiano, una bambina che lo scorso 9 febbraio era stata sottoposta ad un intervento di adenotonsillectomia (tonsille) e poi nuovamente operata in giornata per l’insorgenza di complicazioni. La bimba era stata dimessa dal reparto di Rianimazione il 16 febbraio, ma qualcosa è andato storto. Gli Ospedali Riuniti di Ancona lo hanno comunicato in una nota in cui hanno espresso vicinanza alla famiglia e dolore per la tragedia. Sono stati disposti gli accertamenti medico-legali per individuare le cause del decesso della piccola.

ATTUALITÀ

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La risposta ai veleni vaticani

Il Papa sferza i cardinali: basta lotte di potere
Ratzinger al concistoro: abbandonate i sogni di gloria. Poi l’appello: pregate per me perché possa reggere il timone della Chiesa
::: segue dalla prima CATERINA MANIACI
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(...) guidare unicamente dal suo Vangelo». E devono entrare «nella logica di Gesù, che non è venuto a farsi servire, ma per servire, e non a quella del mondo», quella cioè «del potere e della gloria…». Benedetto XVI, nella basilica di San Pietro gremita e nella più alta solennità, prima di imporre ai nuovi cardinali la berretta color porpora, cita a loro e ai loro confratelli del collegio cardinalizio i passi del Vangelo che illustrano la logica di Gesù. Una logica molto lontana da quella del potere, delle trame per conquistarlo, ma l’unica che il cristiano possa seguire. Soprattutto l’uomo che consacra la vita a Dio e che assume posizioni di grande responsabilità. Un potente discorso che apre il concistoro per la creazione dei nuovi “principi della Chiesa” e che piomba, per così dire, nell’atmosfera cupa dei giorni dei veleni, dei dossier, degli scontri interni, dei documenti che dai sacri palazzi finiscono nelle redazioni dei giornali. Insieme al forte richiamo al vero servizio a cui sono chiamati i cardinali il Papa chiede anche una preghiera «per me, affinché possa sempre offrire al Popolo di Dio la testimonianza della dottrina sicura e reggere con mite fermezza il timone della santa Chiesa». Parole nelle quali sembrano echeggiare fatica e senso di solitudine, ma anche una forza profonda e il desiderio di so-

Q I cardinali sono chiamati a rimanere fedeli a Cristo, lasciandosi guidare unicamente dal suo Vangelo. Non devono seguire il potere e la gloria
CONTRO LE TRAME INTERNE AL VATICANO

Papa Benedetto XVI ieri al concistoro ha nominato 22 nuovi cardinali. stenere il proprio compito, senza cedimenti. Prima di leggere l’elenco dei 22 nuovi porporati, annoverandoli così nel collegio cardinalizio, il Papa, seduto sul trono posto davanti all’altare della confessione, pronuncia il suo discorso, ricordando che ai porporati è chiesto «di servire la Chiesa con amore e vigore, con la limpidezza e la sapienza dei maestri, con l’energia e la fortezza dei pastori, con la fedeltà e il coraggio dei martiri». Nel segno dell’amore: per la sua Chiesa, amore per i fratelli con una dedizione assoluta e incondizionata. Si tratta - spiega il Pontefice - «di essere eminenti servitori della Chiesa che trova in Pietro il visibile fondamento dell’unità». Non sono esempio di questo atteggiamento molte delle notizie filtrate dai sacri palazzi ultimamente. «Dominio e servizio, egoismo e altruismo, possesso e dono, interesse e gratuità: queste logiche profondamente contrastanti –dice ancora il Papa –si confrontano in ogni tempo e in ogni luogo. Non c’è alcun dubbio sulla strada scelta da Gesù: egli non si limita a indicarla con le parole ai discepoli di allora e di oggi, ma la vive nella sua stessa carne». La basilica è gremita di fedeli e, nelle prime file, di autorità, insieme a delegazioni da molti Paesi. Per l’Italia ci sono il presidente del Consiglio Mario Mon-

Q Pregate per me, affinché possa sempre offrire la testimonianza della dottrina sicura e reggere con fermezza il timone della santa Chiesa
PER RIBADIRE LA SOLITUDINE MA ANCHE LA VOGLIA DI . NON CEDERE

ti - accompagnato dalla moglie Elsa - l’ambasciatore presso la Santa Sede Francesco Maria Greco, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, l’ex sottosegretario alla presidenza del

Consiglio, Gianni Letta. Il rito per i cardinali è quest’anno semplificato: sono stati unificati i tre momenti fondamentali della cerimonia della imposizione della berretta, della consegna dell’anello cardinalizio e della assegnazione del titolo. I neocardinali sono 22 in tutto, di cui 18 elettori in un eventuale conclave, sette gli italiani tra i sedici europei, un brasiliano, due asiatici e tre dall’America del Nord. Dieci sono cardinali di Curia. Si può pensare che gli equilibri e le alleanze per il conclave continueranno, anche se le parole pronunciate dal Papa cadono pesanti anche sulle attese di qualche cardinale che pensa a un nuovo pontificato molto prossimo, magari entro l’anno. E a proposito di martiri e testimoni, per comprendere a quale modello il Papa probabilmente pensa, vale la pena di ricordare che tra i nuovi cardinali c’è anche l’arcivescovo maggiore della Chiesa Greco-Cattolica della Romania, Sua Beatitudine Lucian Muresan. Il nuovo porporato è nato 80 anni fa in una città della Transilvania, in una famiglia di 12 figli: ha dovuto studiare teologia di nascosto ed è stato ordinato sacerdote in clandestinità nel 1964, sotto il regime comunista. Ha vissuto per lunghissimi anni sotto la minaccia della tortura e del carcere, lavorando come operaio, mentre vescovi e sacerdoti venivano gettati in prigione con una colpa sola: essere testimoni di Cristo..

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ATTUALITÀ

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MOMENTI DI TENEREZZA TRA IL PRESIDENTE FRANCESE E LA MOGLIE

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La mala educazione

Bacio fuorionda Scatta l’inchiesta
Sta facendo il giro della Rete, il bacio “fuori onda” dato da Carla Bruni al marito, il presidente francese Nicolas Sarkozy, prima del telegiornale di TF1 per annunciare la sua candidatura. La direzione della tv privata ha aperto un’inchiesta interna.

SESSO A SCUOLA? PAGA SOLO LEI
Scoperti nel bagno dei maschi da un compagno La ragazzina sospesa quattro giorni, lui un giorno solo
::: segue dalla prima SELVAGGIA LUCARELLI
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(...) Anziché trovare la solita tavoletta alzata o cicche galleggianti, sorprende un coetaneo in compagnia di una studentessa. E no, non stavano discutendo dell’annoso problema delle fughe nere tra le piastrelle del bagno, ma da buoni aspiranti ragionieri, erano concentrati su contabilità e finanza. In particolare, sulla finanza: lui si voleva accertare che sotto i vestiti di lei fosse tutto in regola. Inutile dire che lo studente voyeur per caso, se la canta. Racconta quello che ha visto ai compagni, i compagni lo spifferano agli insegnanti e finisce che la voce arriva al preside. Il quale, giustamente, decide di assegnare una punizione ai due, ma applicando il caro, vecchio metodo “due pesi due misure”, ovvero un giorno di sospensione

per lui, e quattro per lei. E la differenza dell’entità della punizione, udite bene, non deriva dal fatto che lui, povero ragazzo, era legato al sifone con la corda dello sciacquone e implorava alla ragazza di smetterla, ma dal fatto che lei era nel bagno dei maschi. Almeno, questa è stata la giustificazione del preside. Ergo, non serve essere diplomati in ragioneria per dedurre che nell’istituto in questione, se sei sorpreso a trastullarti in bagno con l’amichetta ti becchi una giornata di sospensione, se ti beccano nel bagno destinato all’altro sesso a lavarti le mani sono tre giornate di squalifica come a Ibrahimovic. Direi che a questo punto le cose sono due: o in fatto di legislazione, nell’istituto di Bassano del Grappa, vige più confusione che in Iraq o dietro alla decisione del preside c’è altro. E ho paura che “l’altro” sia la solita solfa ses-

sista per cui nell’uomo, la disinvoltura con cui ci si accoppia fa curriculum, nella donna fa poco di buono. Che se sei maschio e ti accoppi anche con il calorifero dello sgabuzzino, sei figo, se sei femmina e fai lo stesso, sei un termine a scelta tra tutti i più aulici sinonimi di «ragazza facile» che vi vengono in mente. E’ la regola dura a morire per cui non esiste un sinonimo al femminile di “playboy”e non esiste un sinonimo al maschile di “prostituta” (nell’accezione non a pagamento), la regola per cui in letteratura non esistono figure di donne che collezionavano uomini come magneti per il frigorifero avvolte da ampollosi lirismi letterari come Casanova o Don Giovanni. O per cui De Sade era un raffinato libertino e non un gran porco, per cui per le donne si coniano slang sprezzanti quali «la dà via» o «è una che la regala» come se

noi avessimo il dovere morale di custodire il tesoro dei Templari che abbiamo tra le gambe mentre gli uomini, tra le gambe, avessero un distributore automatico di chewingum. Ed è la ragione per cui il massimo dell’espressione negativa, per catalogare un uomo dai facili costumi, è “donnaiolo”, che in fondo è più un vezzeggiativo che un insulto. E siccome quando certi coriacei pregiudizi perdurano nei secoli, c’è sempre un po’ di scellerata complicità femminile, è anche la regola per cui se una donna viene tradita dirà «mio marito è un bastardo ma lei è una zoccola». Infine, è il motivo per il quale se noi collezioniamo esperienze, ci ritroviamo addosso un’etichetta, loro il certificato doc come le mozzarelle. Noi la lettera scarlatta, loro la lettera S di Superman cucita sul petto. Chissà che dietro alla disparità nella

punizione ai due studenti, non ci sia proprio questo. Chissà che il preside di Bassano del Grappa, non sia vittima anche lui di certi stereotipi sessisti e che in fondo, abbia pensato che certi reati sono un po’ più gravi se compiuti dalla studentessa, anziché dallo studente. E sull’onda di queste considerazioni, viene anche da domandarsi come siano stati accolti a casa dai genitori, i due studenti, dopo l’accaduto. Chissà che a lui non sia toccata una bella

pacca sulle spalle dal papà con tanto di occhiolino e il sottotesto «sei proprio uguale a tuo padre, non te ne fai scappare una» e a lei un mese a pane e acqua. E allora io lancio un appello alla cittadina di Bassano del Grappa, che tanto si fece valere durante la guerra di liberazione da meritare la medaglia al valore militare. Anzi, alle donne di Bassano. Fate una nuova Resistenza. Piazzate due barricate davanti all’istituto di ragioneria e con piglio partigiano chiedete al preside di punire allo stesso modo maschi e femmine. Di lasciare anche il ragazzo, quattro giorni a casa. E già che ci siete, spiegate pure ai ragazzi che l’eminente figura a cui l’istituto è intitolato, Luigi Einaudi, era sì uno dei più grandi esponenti del pensiero liberista, ma per libera iniziativa non intendeva «di fare quello che vi pare nei bagni della scuola».

Perbenismi fuori luogo

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Miss Italia coperta è un insulto al bello
Mirigliani: «La Fornero insegna. D’ora in poi niente bikini per le finaliste, ma sfilate con abiti firmati»
::: DANIELA MASTROMATTEI
QQQ Capisco le osservazioni del ministro Fornero sui cattivi esempi che offre la televisione. Capisco meno la decisione di Patrizia Mirigliani di togliere il bikini alle aspiranti Miss. Non nel senso che saranno nude, per carità, bensì vestite da capo a piedi. «Credo sia inutile e fuori contesto mostrare ragazze in costume da bagno per farle conoscere meglio agli spettatori. Non è più il tempo e il modo», dice la patron. Insomma per decretare la più bella d’Italia si dovrà lavorare di fantasia. Una rivoluzione del concorso di bellezza più longevo del Paese che certo non seleziona le fanciulle per doti artistiche, oratorie o dialettiche. Nessuno ha mai chiesto alle concorrenti di recitare Shakespeare o mostrare di saper ballare o cantare. Il concorso che da sempre mette le signorine in due pezzi ora fa un passo indietro. Si è parlato e sparlato della farfallina di Belen che ha diviso l’Italia e strappato un commento alla ministra Fornero: «Qualche volta mi sono sentita offesa per come viene trattata la donna in televisione. La cosa migliore è cambiare canale o spegnere del tutto, che è più salutare». Dietro a un vedo e non vedo la tv, la Fornero ha fatto capire tutta la sua disapprovazione su quello che è stato il colpo di genio della Rodriguez, grazie al quale si è conquistata tutte le prime pagine dei giornali mettendo in ombra persino i cantanti, veri protagonisti di Sanremo. Ma questo cosa c’entra con Miss Italia? Non sarà che pure la Mirigliani abbia voluto conquistare un po’ di popolarità per rilanciare una manifestazione che perde colpi e che rischia di non appassionare più nessuno? E per questo ha sentito il bisogno di spararla veramente grossa. Tant’è che la stessa Mirigliani si è lasciata sfuggire: «Se potessimo ospitare personaggi come Fiorello o Celentano» per far salire gli ascolti... In assenza di big l’alternativa non può essere quella di rivestire le finaliste che vedremo a settembre in tv per catturare l’attenzione dei telespettatori. Va bene quando la Mirigliani dice no a piercing e tatuaggi troppo vistosi, no a lenti a contatto colorate, a extension che denaturano l’aspetto delle ragazze; va bene pure quando dice sì all’ingresso della taglia 44, vissuta con tranquillità. Ma non convince la patron quando parla

IERI E OGGI
A lato, Stefania Bivone Miss Italia 2011. Nel tondo, Sofia Loren e un’altra concorrente durante il concorso negli anni Cinquanta quando le misure tendevano ad essere 90-60-90, la perfezione

di una «sfida per gli stilisti, una sfilata di ragazze con indosso abiti che valorizzano la loro figura e, perché no?, il loro carattere. Saranno femminili, sensuali, si renderanno interessanti proprio perché non si spoglieranno inutilmente». Spogliarsi inutilmente? La signora Mirigliani dimentica che il concorso di Miss Italia guidato dal padre Enzo per più di 50 anni ha messo tutte in due pezzi (fin dal 1947 quando in passerella c’era la bellissima Lucia Bosé). Ed era

stata una grande conquista e una rivincita su chi faceva del falso moralismo. E adesso torniamo indietro. La Mirigliani aggiunge: «Il limite con la volgarità è fragilissimo. Insisto molto sul contesto del format televisivo. Per esempio una donna come Belen, bella e brava, non ha bisogno di esibire il suo tatuaggio inguinale all’Ariston». Forse non ne ha bisogno. Ma perché la Rai l’ha ingaggiata? Per sentirla recitare? Oppure per la sua bellezza che certo parla più e meglio di quando apre bocca la Marazova. E comunque non è che gridare allo scandalo per la farfalla tatuata di Belen fa tornare il bon ton in tv. Sono molto più scandalosi quelli che la farfalla ce l’hanno sempre in testa… Sono anni che episodi analoghi, e forse più gravi di questi, riescono a catturare la nostra attenzione, a occupare pagine e pagine di giornali, aperture dei tg e a essere presenti nei talk show più importanti. La distrazione è garantita. E intanto ci fanno dimenticare, più o meno strategicamente, i veri problemi del nostro Paese.

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Approvvigionamento di capitali difficile

Sulle piccole imprese pesa la stretta del credito
Neppure i 116 miliardi di euro concessi dalla Bce all’1% hanno indotto le banche a riaprire i canali di finanziamento. Il 12% degli artigiani è rimasto senza soldi
::: SALVATORE GARZILLO
QQQ Un cane che si morde la coda: le piccole e medie imprese hanno enormi difficoltà ad accedere al credito, il loro rating scende, arriva il declassamento, le banche non sono più disposte a finanziarle e falliscono. I dati sono impietosi. Le stime del Centro Europa Ricerche annunciano che nel 2012 verranno meno 200 miliardi di impieghi, la Prometeia parla di 25mila imprese fallite e 625mila posti di lavoro bruciati. Numeri che vanno a braccetto con quelli Istat: negli ultimi due anni il 12 per cento delle pmi non ha ottenuto credito e il 33 ha visto lievitare le condizioni. Come si esce da tutto ciò? «Innanzitutto migliorando la comunicazione tra imprenditori e banche così da evitare il declassamento del rating», spiega Cesare Fumagalli, segretario generale Confartigianato. «È finito il tempo in cui l’opacità poteva premiare, ora il deficit di conoscenza è fatale. Più è trasparente l’azienda, più l’imprenditore si fa conoscere dalla banca, più possibilità ha di ottenere il credito. È un sistema ormai sperimentato con successo con il Bisogna calibrare i parametri con la realProgramma Sos Impresa di Unicredit, tà». Quindi non c’è speranza? «C’è eccoche grazie a piccoli accorgimenti in tema me, ed è grazie ai tanti direttori di filiale di di comunicazione (chi sono i fornitori, i vecchio stampo che sono attenti al terriclienti e via dicendo) ha permesso a torio e che fanno prestiti alle aziende di 10.800 imprese di accedere alla ristruttu- cui conoscono la storia e le esigenze. Perrazione. Tutte aziende che sarebbero ché se inserissimo soltanto i dati in un calcolatore la risposta sarebbe sempre state sicuramente scartate». negativa». Quello del rating reLa recente iniezione sta comunque un ostadi liquidità della Bce colo enorme per le pmi quasi 500 miliardi di italiane. «Il problema è euro, di cui 116 agli che i parametri sono istituti italiani - aveva elaborati su scale granfatto sperare molti. Gli di», continua Fumaimprenditori immagigalli, «e per i piccoli è navano che i cordoni praticamente impossidella borsa si sarebbebile essere accettati dal ro aperti e invece la sisistema». A sintetizzare tuazione è rimasta il paradosso è Giuseppraticamente invariape Bortolussi, segreta- Cesare Fumagalli [Lapresse] ta. rio generale della Cgia «In realtà la maggior parte di quei soldi di Mestre. «Se si prendono le misure per un vestito a una persona di un metro e 80, è servita a ripianare i debiti delle tante non potrà mai andar bene a un’altra di banche che in passato hanno concesso 1,65. La storia del rating va bene per credito anche in situazioni di incertezaziende strutturate; quando si parla di za», spiega Bortolussi. «Adesso si trovano imprese con due persone non ha senso. la pancia piena di crediti inesigibili e tutNella nostra ultima intervista del 23 dito è bloccato». In questo modo, però, si resta immo- cembre scorso, c’eravamo ripromessi di bili... «Partiamo da un assunto», puntua- fare il punto a distanza di qualche mese. lizza il segeretario della Cgia mestrina, «le In che modo è cambiato il quadro? «Sicubanche sono diabolicamente essenziali ramente in peggio», ammette il segretaperché senza di loro non ci sarebbe eco- rio della Cgia di Mestre. «La tanto attesa nomia. Molti però dimenticano che sono pioggia di soldi della Bce si è rivelata una procicliche, seguono cioè i cicli e si ade- delusione per i motivi che ho detto e in più abbiamo scoperto guano di conseguenche il Paese è in recesza. Se il ciclo è negativo sione tecnica e l’ecoanche le banche lo sanomia reale non tira». ranno e tenderanno a Sulla crescita del 3 non investire. Ma la per cento nelle erogacolpa non è certo delle zioni alle imprese, un pmi. I problemi li creadato che ha fatto dire a no le grandi imprese molti che il rischio delche sono incapaci di le stratta non c’è, bisoresistere sul mercato. gna fare una consideIn tal senso è rapprerazione. «È un dato gesentativo un dato: al 31 nerale che non tiene marzo 2011 il 78,8 per Giuseppe Bortolussi [Olycom] conto dell’ultimo pecento degli affidamenti stanziati è andato al primo 10% degli riodo», aggiunge sempre Bortolussi, «nei affidatari. Non solo, il 78,6 per cento delle tre mesi finali la diminuzione è stata sofferenze totali dei finanziamenti per dell’1,5% e nel solo dicembre del 2,2. E cassa (in pratica i fidi, ndr), è in capo al per di più la maggior parte dei soldi è an10% dei maggiori affidatari (che non è data alle grandi imprese, non certo alle pmi». per forza il precedente 10%, ndr)».

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Oltre il taglio dei costi

Chi punta sulla qualità esce dalla crisi
Il caso di bar e caffetterie: dove si servono i prodotti migliori i consumi crescono anziché calare
QQQ Non tutti comparti economici soLa crisi, dunque, non ha risparmato no in crisi per la mancanza di liquidità e il neppure la tazzina? «Non è tanto un procalo repentino dei consumi. E’ il caso ad blema assimilabile al calo dei consumi: esempio dei bar e delle caffetterie. Certo, crisi o non crisi non si rinuncia al caffè. «I una riduzione generalizzata della cliente- bar sono compressi dalla concorrenza la si è verificata. Ma non è stato quello a selvaggia: i locali sono troppi e i margini si mettere in difficoltà il comparto. Faccia- riducono. La liberalizzazione delle licenmo il punto con Giulio Trombetta, am- ze ha portato al raddoppio degli esercizi ministratore delegato della Costadoro ma i clienti sono rimasti gli stessi. Quindi una delle principali aziende del nord Ita- gli incassi si sono dimezzati. Quando ho lia, specializzata nella produzione di caffè cominciato a lavorare in azienda, tostato per il settore dei pubblici vent’anni fa, facevo il rappresentante e ricordo molti esercizi. «Costadoro è un’azienda un po’ sui geclienti che consumavano 30 chili di caffè la settineris. Grandi problemi di credito non ne ha mana. Oggi sono calati a 10 e anche meno. mai avuti», spiega Trombetta, «e il meMa l’errore più grave che possono comrito è soprattutto di chi ci ha preceduto in piere i gestori è quello di ragionare esclusipassato poiché, attraverso una politica ocuvamente sui costi». Già, Trombetta lata e lungimirante, ha saputo capitalizzare l’azienha una visione Giulio Trombetta originale delle da. Noi, in linea di massima ci autofinanziamo». Dunque siete strategie per usciimmuni dagli effetti della crisi? «L’unico re dalla crisi. Niente tagli, per lo meno sui livello in cui ne risentiamo è quello dei pa- fattori critici di successo come le materie gamenti. I nostri clienti sono i baristi. prime. «Noi vendiamo un caffè di alta Molti dei quali incontrano grande diffi- gamma, più caro di tanti altri», racconta, coltà nei rapporti con le banche. Un bar «ma capita che con le nostre miscele il baperò non paga in ritardo come fanno le rista, invece di vendere 100 caffè ne venda grandi aziende, che utilizzano i clienti co- 120 con un margine nettamente superiome una fonte di finanziamento. Sono in re all’incremento di costo. Mai come in ritardo nel saldare le fatture perché i soldi questo momento si distinguono i locali non li hanno proprio. Gli incassi giorna- che fanno scelte di qualità, soprattutto lieri sono diventati così incerti che molti per un prodotto come il caffè che ha quasi gestori faticano a saldare i fornitori». un prezzo politico, attorno all’euro. Secondo lei, a parità di prezzo, il cliente andrà in un locale dove gli servono un caffè cattivo e lo trattano male oppure in un alto dove il sevizio e il prodotto sono ottimi? Tagliare sulla qualità dei prodotti, nel nostro caso sul costo delle miscele, è lo sbaglio più grande che un barista possa compiere: la clientela si riduce, gli incassi pure. Si entra in un circolo vizioso dal quale non si esce più. Soprattutto in momenti congiunturali difficili come quello che stiamo attraversando, la scelta della qualità paga: nel 2011 abbiamo aumentato la vendita di tutte le miscele più care. Molti dei nostri clienti hanno speso di più riuscendo però a incrementare gli incassi. Questo significa ragionare per ricavi e non per costi». Ma non sono soltanto gli esercizi a essere in ritardo con i pagamenti. Secondo una ricerca condotta su un campione di 1000 imprese oltre 850 hanno forti tensioni sul fronte degli incassi. e i peggiori pagatori si trovano nella pubblica amministrazione. Non è così nel resto d’Europa. «Nel centro-nord del nostro continente si paga in temi quanto mai veloci. La regola è non superare i 30 giorni, ma in Germana, Olanda, Danimarca e Scandinavia, accade spesso che il cliente saldi la fattura entro due settimane», spiega a Libero Enrico Maruzzi, ad della Ktlc, un gestore di telefonia mobile europeo molto dinamico. È per questo che le imprese di altri Paesi risentono meno della stretta creditizia. I soldi girano e non c’è la necessità di farsi finanziare dalle banche.
A. BAR.
Avviso a pagamento

IL PARLAMENTO UE

Strasburgo: Basilea da alleggerire
QQQ Dal mese di giugno di quest’anno il requisito patrimoniale minimo richiesto alle banche in base agli accordi di Basilea 3 salirà dall’8 al 10,5% e c’è il timore che i nuovi vincoli causino una ulteriore stretta sui prestiti. Il credit crunch rischierebbe di alimentare ulteriormente la crisi di liquidità delle imprese, a cominciare da quelle piccole e medie. In settimana Unioncamere, assieme alla Camera di commercio di Milano e di Roma ha inviato un appello alle istituzioni italiane ed europee per scongiurare questo rischio. A Bruxelles Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo (gruppo Ppe/Pdl), ha presentato un’interrogazione bipartisan chiedendo l’introduzione del «Pmi Supporting Factor», un fattore di bilanciamento per riequilibrare proprio l’aumento dei requisiti patrimoniali delle imprese, che dovrebbe essere del 30% superiore rispetto all’attuale. «Si tratta di un meccanismo di supporto agli impieghi bancari verso le piccole e medie imprese», ha spiegato la Angelilli, «che applicato al calcolo del rischio del credito dovrebbe consentire all’intero sistema di evitare un’ulteriore flessione nell’erogazione del credito alle imprese».

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PIAZZA AFFARI

Un progetto della Borsa per le Pmi
QQQ Borsa Italiana, Abi e Confindustria hanno firmato in settimana un'intesa per sostenere le piccole e medie imprese italiane che parteciperanno al progetto Elite di Borsa Italiana, e che si basa sui singoli accordi già stipulati nel corso degli anni tra le parti. Il progetto Elite è uno strumento di potenziamento e training dedicato allepmi che «desiderano strutturarsi per accedere al mercato dei capitali, facilitandone iprocessi dipatrimonializzazione, crescita e internazionalizzazione necessari per aumentare la competitività e la crescita». L’obiettivo dell'intesa siglata sarà quello di agevolare le condizioni di accesso al credito, soprattutto individuando alcuni elementi qualitativi che potranno essere considerati nella valutazione del merito creditizio delle società del circuito Elite. Il nuovo accordo offre inoltre ulteriori benefici alle imprese che aderiranno al progetto Elite di Borsa Italiana, grazie all'impegno congiunto con Abi e Confindustria per promuoverne e valorizzarne il percorso di sviluppo. «Siamo convinti che la crescita delle Pmi del nostro Paese richieda uno sforzo di sistema», spiega Raffaele Jerusalmi, ad di Borsa Italiana.

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@ commenta su www.liberoquotidiano.it
A tu per tu
di MATTIAS MAINIERO

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::: le lettere
CORRUZIONE/1 CORRUZIONE/4

lettere@liberoquotidiano.it

Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264.

Farfalline e falsi pensatori: è la Rai, bellezza
Dopo la bomba di Celentano c’è la farfallina di Belen. Si tratta di un tatuaggio proprio lì, a un passo dal… paradiso. Ma, mi si corregga se sbaglio, in un contesto mondiale dove le farfalline, a volte anche molto belle, svolazzano libere al mare, cinema, Internet, che ha tanto di speciale quella della Belen? Fabio Sìcari Bergamo Ma sì, caro Sicari: chissenefrega della farfallina di Belen, che forse aveva le mutande e forse no. E soprattutto chissenefrega di Celentano che fa il pensatore. Non mettono, non tolgono, non ci aiutano a campare meglio e non ci fanno campare peggio. Non cambiano di una virgola la nostra vita. Però, visto che fanno notizia quasi fossero Monti e la Merkel, due parole conviene dirle. Anzi, una frasetta: il Festival di Sanremo non è più il Festival di Sanremo. Tant’è vero che, se lei andasse in giro a chiedere quali sono le canzoni in gara, quale cantante ha fatto una figura migliore, quasi nessuno le saprebbe rispondere. Il Festival non c’è più, almeno come Festival della canzone italiana. E così, ogni anno, per dare uno scossone o almeno una scossetta all’encefalogramma piatto del Festival, la Rai è costretta ad inventarsi qualcosa che con le canzoni non c’entra, senza avere mai il coraggio di dire: signori cari, il Festival è morto e dunque lo sostituiamo con questo o quest’altro. E ogni anno riecco la solita manfrina, il battage che parte con settimane di anticipo, le polemiche con Celentano che generano attesa nel tentativo di generare spettatori. Ogni anno la Rai pompa, ingigantisce e insiste in questa specie di accanimento terapeutico, non avendo il coraggio di staccare il microfono. Tutto qui. E la farfallina troneggia e troneggia Belen, bella donna, soubrette nota e con qualche indubbio lato positivo, che però, in una Rai migliore, farebbe la valletta in una trasmissione pomeridiana e non andrebbe al Festival che è stato un vanto della tv nazionale e alla fine si è ridotto ad una fiera dell’intimo femminile. E troneggia pure Celentano, che in un Paese diverso farebbe il pensionato di lusso e che qui da noi, venute meno per ovvi limiti di età le capacità canore, si è inventato pensatore. E ha riscosso pure successo. Ovvio: se in questo Paese i pensatori veri latitano, perché Celentano dovrebbe essere l’unico falso pensatore a togliersi dai cosiddetti? Pontificano tutti, pontifica anche lui. Un festival italiano, più che della canzone italiana. mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

Peggio i politici o gli imprenditori?
La Corte dei Conti ci dice che la corruzione nel Belpaese è ancora dilagante ed aggiunge che è una sconfitta non avere fatto una efficace riforma della pubblica amministrazione. Come dire che è qui e solo qui, nella pubblica amministrazione, che nasce questo fenomeno. Da parte mia non ho ancora capito bene chi sia il corrotto e chi sia il corruttore e penso che spesso potrebbe anche essere il potere economico che impone le tangenti e non il potere politico che le chiede, smentendo quindi ciò che pensa la Corte dei Conti. Umberto Brusco Bardolino (Vr)

Pene più severe a chi viola le regole
Si parla tanto di evasione fiscale, elusione, corruzione; ma quando le regole di comportamento sono note non ci devono essere tentennamenti nella loro applicazione. Quindi la mia proposta è la seguente: per chi è riconosciuto corrotto, licenziamento immediato per il dipendente, esonero dagli incarichi e interdizione perenne dai pubblici uffici per il dirigente pubblico o politico. Per gli evasori, sopra un certo importo, subito la prigione e il sequestro di beni, e detenzione prolungata fino al saldo definitivo del contenzioso. In tutti i casi deve valere il detto: uomo avvisato mezzo salvato. Angelo Tagliabue e.mail

Angela, visto che i tedeschi non sono tanto meglio di noi. Carlo Xavier e.mail

CONTRADDIZIONI

mento di passare dalle parole ai fatti, cade la maschera e mostrano il loro vero volto. Come di consueto. Attilio Lucchini e.mail

Tutte le maschere della nostra sinistra
Il carnevale mi fa pensare alla sinistra italiana. Tante maschere a seconda della commedia che recita. Con Berlusconi premier non c’era atto governativo che non fosse attaccato ed osteggiato. Con Monti premier che opera nel solco del governo Berlusconi ma in modo più duro (vedi pensioni, Imu, eccetera) ha messo una maschera diversa, tutto ossequio al nuovo governo. Guglielmo Fiore e.mail

FUORI CONTROLLO

Un intero Paese sull’orlo del baratro
Tasse senza controllo, prezzo della benzina senza controllo, costo della vita più caro e senza controllo, governo che ruba senza controllo, sprechi senza controllo... Lavoro non dà segni di vita, gente esasperata... Che botto a breve! Sergio Vestri e.mail

NEMESI

CORRUZIONE/2

Né Merkel né Sarkò ora ridono più
Sarkò non ride più tanto e anche la signora Merkel mi sembra non abbia motivi per farlo. Ricordo quando i due facevano tanti sorrisini, ma come dice un vecchio detto “ride bene chi ride per ultimo”. Penso che adesso tocchi a Silvio! Nadia Michelazzo e.mail

Dopo Mani Pulite l’Italia sta peggio
Stupore: dopo Mani pulite la corruzione è aumentata. I magistrati possono combattere i sintomi ma la malattia è un’altra: nessuno in Italia insegna ai giovani l’etica, l’onestà e il rispetto per il prossimo perciò crescono malati di cinismo sociale da cui derivano egoismo, egocentrismo, insofferenza, illegalità continuata: uno stillicidio di asocialità. Coraggio, se si cominciasse oggi dalla scuola in modo sistematico fra tre o quattro generazioni comincerebbero a vedersi i risultati. Roberto Bellia e.mail

LIBERALIZZAZIONI

GIUSTIZIA

Lo svuota-carceri? Ci pensano i pm
Tornano liberi i due ragazzi che, reduci da un rave party, menarono i carabinieri che li avevano fermati (uno di loro è ancora in coma). Tornano liberi 15 mafiosi perché in un anno non si sono scritte le motivazioni della sentenza. E tornano liberi tanti altri per decorrenza dei termini. Vorrei dire al governo che non si affanni a fare il decreto svuota-carceri, tanto ci pensano molti magistrati a svuotarle con i tempi lunghi che usano. Alda De Carli Lazise (Vr)

Un banco di prova per l’ex maggioranza
Molti emendamenti al “decreto liberalizzazioni” sarebbero - se approvati - molto migliorativi rispetto al testo presentato dal governo. Dopo le ripetute dichiarazioni di rappresentanti del Pdl sulla necessità di ampliare il provvedimento approvato dal consiglio dei ministri, onde aumentarne l’efficacia, mi attendo che Berlusconi, Alfano e tutta l’ex-maggioranza confermino in Parlamento coi fatti l'espressa volontà di varare liberalizzazioni vere, utili al Paese, e non quelle da burla approntate dai professori. Santino Schiavini e.mail

STATI FALLITI

Il vero discorso del premier greco
Siamo al punto zero e senza le riforme il Paese sprofonderà nella catastrofe economica. Questo è il messaggio del premier Papademos. Ma il vero messaggio, tradotto, è molto più semplice. Cari concittadini, noi finanzieri travestiti da politici incapaci e corrotti vi abbiamo portato fino a questo punto, vi diciamo che possiamo ancora farcela ma i primi a non crederci siamo proprio noi, abbiamo fatto le cose talmente per bene che ora non c’è più nulla da fare e il famoso punto zero è stato oltrepassato da tempo. Cari concittadini che ancora ci state ad ascoltare, sappiate che vi abbiamo rovinato. Chi ha parlato si chiama Papademos, un domani si chiamerà Monti o Rajoy. Giorgios Psofoskily Faskatalae (Grecia)

CORRUZIONE/3

FIGURA DI MERKEL Vent’anni fa un golpe mascherato Ora i tedeschi In questi giorni si celebrano i non ci diano lezioni vent’anni di quel golpe mascherato che fu Tangentopoli. Sia chiaro, il malaffare era dilagante, anche a sinistra dove Di Pietro e compari fecero però a meno di guardare, col risultato che i comunisti per vent’anni ci hanno ammorbato con una superiorità morale falsa, come Penati e compagni ci stanno dimostrando in questi giorni. Antonio Filippo e.mail Cosa succede ai camerati germanici? Proprio loro, il simbolo della virtù e della specchiata onestà, dove tutto funziona, non come da quei zoticoni degli italiani, si ritrovano un presidente intrallazzone neanche militasse nel Partito democratico italiano! Adesso il gaglioffo si è dimesso ma spero che in futuro re Giorgio sia meno sollecito ad accettare i diktat di frau

RISPARMI

I partiti rinnegano i tagli promessi
Caro Direttore, come di consueto, ci stanno imbrogliando anche questa volta. I vertici dei tre partiti che sostengono il governo, si sono accordati per ridurre il numero dei parlamentari da 945 a 750. Fino a ieri, facevano a gara nell'affermare che la metà basta e addirittura avanza (Berlusconi e Veltroni), ottenendo l'approvazione incondizionata di tutti gli italiani. Al mo-

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Domenica 19 febbraio 2012

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IMU SUL NON PROFIT

BUONISMO

Perché punire le scuole cattoliche?
Le lobby anticattoliche fanno pressione perché anche le scuole cattoliche vengano considerate “attività commerciale” e soggette al pagamento Ici/Imu. In Europa le scuole non statali di ispirazione religiosa o laica sono finanziate dallo Stato in modi diversi; in Francia per esempio lo Stato paga gli stipendi agli insegnanti. In questo modo viene garantita la libertà di educazione rendendola accessibile a tutti. In Italia queste scuole fanno risparmiare allo Stato circa 8 miliardi di euro all’anno. Se dovessero chiudere, il sistema scolastico italiano e lo Stato non sarebbero in grado di assumersi questo onere. Pensiamo alle 8.000 scuole dell’infanzia spesso gestite da personale volontario. Goran Innocenti e.mail

Pisapia rinnega pure il Carnevale
Dopo aver trasformato la sicurezza in “coesione sociale”, non paga, la giunta Pisapia ha trasformato il carnevale ambrosiano in “festa dei popoli”. Non si comprende l’utilità di questo continuo abdicare alle nostre identità, origini e tradizioni. Ma ve lo immaginate il carnevale di Rio trasformato in festa dei popoli di Rio? Daniela Portaluppi e.mail

utenti di smartphone e tablet ottimi per collegarsi a internet, quindi alla tv. Fabio Lucchesi Brescia

sere giustificata la Rai, che si definisce servizio pubblico. Sandro Manente e.mail

SANREMO/1

SANREMO/4

La kermesse della superficialità
Squallido il Sanremo della crisi, è senza dignità la caduta libera della canzone italiana, parole vuote si intrecciano a note musicali, uno spettacolo da far rabbrividire anche i meglio intenzionati. Sanremo è la tomba della canzone italiana, rimane la superficialità che ha spadroneggiato in lungo e in largo per una settimana, l’opposto di quello che è dovuto a chi ama la musica. Gianni Mereghetti Abbiategrasso (Mi)

La trovata di Belen ha un precedente
Anche la farfallina di Belen è stato un déjà vu, tutti a parlarne senza ricordarsi la scosciatura della bellissima Eleonora Vallone che ai suoi tempi, ed erano effettivamente altri tempi, quando presentò Sanremo suscitò il medesimo scalpore ed interrogativo sul capo intimo presumibilmente non indossato. Anna Maria Castelli e.mail
NORD: peggiora con piogge sparse dalla sera; più asciutto su estremo Nordovest e Romagna. Neve oltre 800-1100m, in calo a 500700m la notte. Temperature in lieve diminuzione, massime tra 7 e 10. CENTRO: nuvoloso sulle Tirreniche con deboli piogge, diffuse la sera; nubi in aumento sulle Adriatiche. Temperature in aumento sui versanti orientali, massime tra 9 e 14. SUD: nubi ed isolati piovaschi in Campania; più soleggiato altrove ma peggiora sulla Sicilia meridionale. Temperature in ascesa, massime tra 11 e 14.

RAI/1

Assurdo far pagare il canone agli uffici
Salta fuori la grana del pagamento del canone Rai da parte degli uffici. Non regge più la giustificazione che per il possesso di ogni “dispositivo atto o modificabile per la ricezione di trasmissioni televisive” si debba pagare quella tassa. Non esiste più una netta distinzione tra quello che è correlato con il mondo televisivo e quello che non c’entra nulla. Su un canale digitale, sia esso via etere o adsl viaggiano dati, numeri e nulla più. Ogni personal computer è fatto per scambiare, elaborare, visualizzare dati di qualsiasi tipo, quasi nessuno tra quelli usati negli uffici (non statali) è utilizzato per guardare la televisione. Sul posto di lavoro, in milioni di piccole imprese private si lavora e non si guardano le partite o i reality. Alessandro Biasioni e.mail

SANREMO/5

SANREMO/2

Adesso spero solo che la Rai fallisca
Sono una vecchia insegnante di scuola media in pensione, e voglio esprimere tutta la mia solidarietà ai miei colleghi e colleghe in servizio. So per esperienza che quello che si vede in tv per gli adolescenti è Vangelo, quindi quasi tutte le ragazzine si sentiranno autorizzate a ripetere il gesto di Belen anche a scuola, nell’intervallo e non solo. Mi chiedo se è giusto che io debba pagare il canone per avere questi risultati. Quest’anno ho pagato solo per il primo semestre, con la speranza che prima di luglio la Rai fallisca. Chiara Banchetti S.Giuliano Terme (Pi)

Caccia alle streghe contro Cortina
Voglio manifestare il mio forte disappunto per l'affermazione denigratoria nei confronti degli abitanti di Cortina d’Ampezzo da parte di Rocco Papaleo. Come si è potuto permettere, alla fine della tremenda prima serata di Sanremo, di dare, generalizzando, un giudizio offensivo su cittadini che, fino a prova contraria, sono onesti lavoratori? Le volevo anche chiedere di farsi portavoce di un pensiero credo condiviso da molti. Basta con parolacce e volgarità in tv. Enrichetta Paltrinieri Colli Sargiani e.mail

LOTTO
Estrazione del 18/02/2012

BARI CAGLIARI FIRENZE GENOVA MILANO NAPOLI PALERMO ROMA TORINO VENEZIA NAZIONALE

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35 81 78 26 45 65 36 39 7 70 17

55 17 10 88 89 50 69 75 2 57 61

52 47 9 40 23 3 18 66 62 9 71

53 74 89 83 84 71 16 33 78 3 10

NORD: piogge ovunque con neve dai 300-500m su Alpi e Prealpi, localmente in pianura su Ovest Emilia. Migliora a partire da Nord la sera. Temperature in calo, massime tra 3 e 7. CENTRO: precipitazioni sparse su dorsale e Tirreniche, in marcia verso le Adriatiche entro la sera-notte. Più stabile sulla Sardegna. Neve dai 900-1400m. Temperature in calo sulla Toscana, massime tra 8 e 13. SUD: acquazzoni tra Ioniche e Salento; discreto altrove ma peggiora sulla Sicilia. Temperature stabili, massime tra 10 e 15.

10eLOTTO
7 11 13 16 20 26 28 34 35 36 39 45 55 65 70 73 77 78 80 81

VENERDÌ 17

RAI/2

SANREMO/3

I superstiziosi sono sempre tra noi
E anche questo venerdì 17 di un anno bisesto (ritenuto funesto) si è concluso. Senza danni. È triste la superstizione che sopravvive tra noi ancora radicata, mentre dovrebbe essere facile pensare che se le cose sgradevoli si verificassero soltanto il venerdì 17, sarebbe davvero un bel risultato! Pensare che uno specchio rotto vale solo il prezzo della sostituzione. Che nessuno ha la sfera di cristallo. Sarebbe bello e rasserenante. Renata Mucci Brescia

SUPERENALOTTO
La combinazione vincente:

8 - 21 - 39 - 56 - 74 - 81
Numero jolly: 19 Numero SuperStar: 30 QUOTE SUPERENALOTTO
• Nessun ”6” (jackpot 64.374.053,99) • Nessun ”5+1” • Agli 11 ”5” vanno 43.293,36 • Ai 1.612 “4” vanno 297,33 • Ai 56.826 ”3” vanno 16,81.

La tassa raddoppia per chi usa il pc?
Sono uno dei fessi che pagano da sempre il canone Rai sebbene con sincera disistima per il “servizio” di fatto impostoci. Adesso la Rai prova a chiedere un secondo Supercanone perché potrei avere un computer in ufficio mentre la pubblica amministrazione che oramai rifiuta il cartaceo ci obbliga proprio ad usarlo! Per coerenza ci spieghino perché non accanirsi in ugual modo con gli innumerevoli

Volgare è di moda? Non coi miei soldi
Che la volgarità in tv sia abbastanza diffusa non è una novità. Diciamo che va di moda, sembra produca ascolti. Sanremo pare confermarlo se ha fatto un 50%. Certo dà da pensare amaramente che tanta gente si diletti di simili stupidaggini. Comunque se si trattasse di una qualsiasi tv privata, che si finanzia con la pubblicità attirata solo dagli ascolti, il tutto potrebbe essere giustificato. Non può es-

QUOTE SUPERSTAR
• Nessun “5 stella” • Agli 11 “4 stella” vanno 29.733,00 • Ai 203 “3 stella” vanno 1.681,00 • Ai 3.626 “2 stella” vanno 100,00 • Ai 24.300 “1 stella” vanno 10,00 • Ai 52.728 “0 stella” vanno 5,00.

• Montepremi:

3.174.846,31

NORD: bello prevalente salvo una residua nuvolosità mattutina su basso Piemonte, Liguria e Romagna. Temperature in rialzo, massime tra 7 e 11. CENTRO: cieli chiusi sul medio Adriatico con residue piogge in Abruzzo e neve dai 900m. Più sole altrove, salvo piovaschi sulla Sardegna orientale. Temperature in calo ad Est, in rialzo ad Ovest, massime tra 9 e 14. SUD: maltempo tra Sicilia e Calabria con acquazzoni e temporali; instabile altrove con piogge e schiarite. Temperature in diminuzione, massime tra 9 e 14.

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mesi: 6 giorni mesi: 6 giorni mesi: 6 giorni mesi: 5 giorni mesi: 5 giorni mesi: 5 giorni mesi: 4 giorni mesi: 4 giorni mesi: 4 giorni

Temperature previste oggi
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Numero verde

MIN MAX ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO

MIN MAX NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA

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La tiratura di domenica 19 febbraio 2012 è di 173.333 copie

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Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it

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Sostegno DIGESTIVO!
La carenza di enzimi può determinare:
• DIFFICOLTÀ DIGESTIVA • BASSI LIVELLI DI ENERGIA • METABOLISMO RALLENTATO • DISTURBI INTESTINALI • FORME ALLERGICHE • SOVRACCARICO DI FEGATO E PANCREAS • ELEVATI LIVELLI DI ZUCCHERI • MINORE ASSIMILAZIONE DELLE SOSTANZE NUTRITIVE • ALTERAZIONE DELLO STIMOLO DELLA FAME
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Numero7

Ritaglia il tuo martire
Con LiberoVeleno i santini dei vostri martiri preferiti. Questa settimana è la volta di Santa Bernarda da Rodriguez, protettrice dei presentatori sfigati. Santa Lucia era cieca, Santa Bernarda fa diventare ciechi quelli che la guardano troppo a lungo. Infatti preferisce il vedo-non vedo.

Santa Bernarda

SETTIMANALE DI SATIRA AUTARCHICA a cura di Francesco Borgonovo e Alessio Di Mauro

Come fanno a Sanremo, anche noi in mancanza di idee caliamo le braghe

Ecco gli slip di Celentano
sciano nici che la Gli u vista NE bene in il COGLIO

Rantologia del Festival

Il fu Matia Bazar
di Borgonovo, Gorra, Labranca, Leoni, Pollicelli e Tedoldi

Dirige il maestro Peppe Vessicchio
ARISTON Nome del teatro in cui va
in scena il Festival. Si chiama come la famosa cucina per la quantità di bolliti che ospita. que apprezzato il panorama.

BAZAR, MATIA Nome dell’anziano
musicista gettatosi sotto un treno per non dover partecipare all’ennesimo festival di Sanremo con una canzone fuorimoda, protagonista del romanzo “Il fu Matia Bazar”.

BELEN (mutande di) Le grandi assenti di questa 62esima edizione. BELEN (tatuatore di) Autore della
celebre farfallina, è rimasto cieco in seguito alla visione dell’interno coscia della soubrette. Ora si fa chiamare José Feliciano. Il cognome si riferisce al fatto che, nonostante i danni agli occhi, ha comun-

BERTÈ, LOREDANA Vero nome Helga Gunnarsdottir, da una vita partecipa ad ogni edizione del Festival sotto le mentite spoglie di Loredana Bertè per mettere insieme con qualche esibizione i soldi necessari per tenere in piedi il proprio progetto musicale, una band black metal islandese di nome “Aaaaargh”. Leggenda vivente per i metallari di tutto il mondo che ne adorano la voce sgraziata, roca e incredibilmente disturbante, la Gunnarsdottir-Bertè avrebbe dovuto duettare sul palco dell’Ariston con Ozzy Osbourne, che però ha declinato all’ultimo dicendosi troppo spaventato dalla mise della signora. segue in seconda e terza pagina

Trovate pure le mutandine della MERKEL

Sono state avvistate venerdì scorso nel centro di Roma, dove la cancelliera tedesca e Monti s’erano dati appuntamento. L’incontro è stato bruscamente interrotto dalla notizia delle dimissioni del presidente Wulff e probabilmente Angela deve averle dimenticate nella fretta di ripartire per Berlino.

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NREMPODIA SA E

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BERSANI, SAMUELE La copia di mille riassunti di se stesso. A causa del cognome, è riuscito a perdere in Liguria. Gli hanno preferito la vendoliana Emma, già ospite di Michele Santoro. CANALIS In lingua campidanese “is
canalis” è quella parte della canna lacustre che avanza dalla realizzazione delle Launeddas, strumento a fiato tipico della regione Sardegna. Per estensione, indicherebbe un qualunque oggetto inanimato al quale non si riconosce alcuna utilità.

oscura apocalisse piena di boati, silenzi e idiozie. Quando Claudia torna, depone i sacchetti, legge lo scritto e dice: “Bravo Adriano! Questa la vendiamo a Sanremo per 300.000 euro”. E la spesa è pagata.

CELENTANO, ADRIANO Basta la parola.

CITTÀ DEI FIORI Appellativo della città di Sanremo. Tradizionalmente preferito a “città delle opere di bene”. CRITICO, PREMIO DELLA Umiliazione pubblica riservata a cantanti che già hanno bassa autostima. In generale, dopo aver ricevuto il premio della critica, il soggetto sviluppa allergie multiple, asma, palpitazioni e pensieri ossessivi come cospargere di catrame e di piume Mario Luzzatto Fegiz. Se non

prestigioso traguardo delle settemilaquattrocentosedici edizioni recensite. Nel corso di una toccante cerimonia, le autorità cittadine gli hanno fatto dono di una preziosa stampa che lo ritrae a colloquio con un giovane Giuseppe Mazzini dietro le quinte dell’Ariston. Nonostante l’età, l’anziano maestro ha dimostrato di non avere perso un briciolo delle proverbiali lucidità e competenza: “Il favorito per la vittoria”, ha commentato, “è senza dubbio Natalino Otto, ma starei attento anche a questo Tony Dallara, che mi dicono vada forte tra i più giovani”.

CANALIS, ELISABETTA L’unica a non
dire “amo gli omosessuali”. Infatti si è lasciata con George Clooney.

ispiace dirlo, ma Sanremo a Kansas City noi non lo vediamo. Come comunità italiana a Kansas City siamo in 37.000. Nessuno ha visto il Festival. di Maurizio Milani Anche perché martedì c'era il concerto di Kathy Perry. Eravamo tutti lì. Invece, giovedì è venuta Beyoncé e siamo andati tutti lì al Palasport. Sabato è venuta Shakira e anche lì è una star mondiale, non si può mancare. Siamo in contatto con tutti gli italiani nel mondo. Allora: a Baltimora nessuno ha visto il Festival. Erano tutti a vedere Lady Gaga. In Oceania, nessun italiano ha visto il Festival (figuriamoci gli australiani). Erano tutti a vedere i Red Hot Chili Peppers. Jennifer Lopez ha fatto 130 milioni di spettatori alla tv giapponese. Insomma, Celentano è un fenomeno locale. Un amico americano mi ha detto da Boston: "Avrei voluto vedere via computer Dolcenera, ma non usciva mai. C'era sempre quell'uomo anziano. Chi è, un impiegato della Fao? A quel punto ho girato sito". Ecco il risultato: i pochi artisti di respiro internazionale che abbiamo, vengono fagocitati da artisti locali. Celentano! In America si intendono di musica e anche di cinema. Se là non funzioni, non funzioni! Balle non ne vogliono. Spazio ai giovani cantanti.

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MILANI
SANREMO

CANONE Particolare tipo di dente canino in uso presso alcune specie molto potenti di vampiri. Le sue enormi dimensioni consentono di succhiare mostruose quantità di sangue ai contribuenti italiani. CAPELLI (alla Justin
Bieber) Una parte cospicua dei cantanti under 30 ha fatto sfoggio, a Sanremo, di un capello alla Justin Bieber. Tra questi, Alessandro Casillo, vincitore della categoria giovani. Presso alcune frange dell’islam, questa pettinatura è punita con l’impalamento. E poi dicono che quella islamica è una civiltà inferiore.

FELICIANO, JOSÉ Celebre musicista non vedente. Sul palco dell’Ariston ha desiderato ardentemente di essere anche sordo. FERILLI, SABRINA Invitata al festival
in quanto segretaria del Sindacato Soubrette Senza Slip.

FINARDI, UGENIO Così ribattezzato da Elisabetta Canalis, che non riesce a pronunciare due vocali una in fila all’altra. A Sanremo canta: “E tu lo chiami Dio! Io non do mai nome alle cose più grandi di me”. Dopo l’esibizione, per coerenza, non può più pronunciare il nome di Pupo invano.

CELENTANO, ADRIANO Marito di
Mori Claudia, padre di Rosalinda, Rosita e del tenero Giacomo. Un po’ di comprensione per un uomo che ha tanto subìto. Ha fatto molto arrabbiare i cattolici con il suo monologo. Secondo Avvenire, è colpevole di utilizzare due pesi e due misure con i preti: non si capisce perché abbia incensato Don Gallo e invece trattato così male Don Backy.

si interviene subito, obbligando il paziente a scrivere una canzone con la rima “amore / cuore”, si entra nell’agonia cantautorale, cui fa seguito inevitabile la morte.

MARANO ci pensi LEI!

CELENTANO, ADRIANO
(Alias Claudia Mori) Al suo confronto Yoko Ono e Maria Grazia Battisti sono timide ancelle. La donna che ha sdoganato le corna con “Buonasera dottore” è l’artefice della follia del marito. Quando va a fare la spesa, Claudia chiude Adriano nel bunker e lì lui scrive una

DI PIETRO, ANTONIO Cosa “ci azzecca” con Sanremo? Ci azzecca sì! Alle celebrazioni per i 20 anni di Mani Pulite Tonino ha detto che in due decenni non è cambiato nulla. E, almeno per una volta, ha ragione. Nel 1992, pochi giorni dopo l’arresto di Mario Chiesa, a Sanremo si aggiravano Pupo, i Matia Bazar, il maestro Peppe Vessicchio e Vincenzo Mollica. Sono tutti ancora lì, nonostante il crollo della Prima Repubblica. In ogni caso, come li faceva cantare Di Pietro, non li ha mai fatti cantare nessuno. FEGIZ, MARIO LUZZATTO Decano dei critici musicali, taglia quest’anno il

FORNACIARI, IRENE Tipico esempio di giovane italiana che vuole il posto fisso vicino a papà. Vera e propria black bloc delle sette note, quest’anno Irene ha distrutto come fosse una vetrina un pezzo nemmeno poi così brutto di Van De Sfroos. Purtroppo non basta essere figlia di Zucchero per dirsi artista. E purtroppo non basta qualche chilo in più per essere Adele. In compenso ci è bastata la sua prima apparizione pubblica, anni fa, per capire che ne avevamo abbastanza. HETAERA, ESMERALDA Nota anche
come Farfalla di Belen. Unico esemplare di lepidottero capace di visioni mistiche. Tali visioni possono durare quanto la sua vita: un giorno. Virtù miracolose la fanno rinascere dalle sue ceneri esattamente nell’interno coscia. L’Hetaera Esmeralda, se esposta al pubblico, è in grado di produrre scene di violenza sfrenata, sacrifici umani, divorzi e cecità. Per difendersi si mimetizza assumendo fattezze di tatuaggio. Le donne su cui

I SUPEREROI DI VIALE MA ZZINI

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si posa l’Hetaera Esmeralda hanno la capacità taumaturgica di provocare eccitazione sessuale nei morti.

KUNTZ, MARLENE La sinistra ha sempre
odiato Sanremo, eppure ogni anno vi manda i suoi infiltrati. L’anno scorso riuscì anche a far vincere il proprio uomo con l’Avana, Roberto Vecchioni, noto fumatore di sigari. Quest’anno è toccato ai Marlene Kuntz. Si sono esibiti assieme a Patti Smith. Nessuno ha capito se Patti Smith era il cantante con la barba o quello con i capelli lunghi. Sospettiamo il primo.

dità: forse è per questo che dà sempre un colpo al cerchio e uno alla botte, risultando gradito a tutti tranne che ad Aldo Grasso, invidioso di uno che è più Grasso di lui.

MORANDI, GIANNI Artista precedentemente noto. È l’uomo che ha inventato il “ma anche”

l’italiano, non sa cosa sia Sanremo, non sa perché è lì e non sa pronunciare nemmeno Morricone. Quindi è perfetta! Però a Morandi servirebbe una robusta badante rumena piuttosto che una top model ceca. Quando le hanno chiesto di formulare un pensiero, ha sovraccaricato talmente tanto il cervello da procurarsi un terrificante dolore cervicale.

NANÌ Prostituta protagonista della
omonima canzone della coppia DallaCarone. La strofa “Piove, ma non ti puoi riparare, c’è un camionista da accontentare” si aggiudica il primato di frase più sfigata della storia della canzone davanti a “Giace morto sul selciato, un bimbo che faceva il muratore” di Claudio Lolli (Angoscia metropolitana).

LEI, LORENZA Direttora generale della
Rai. Molti sostengono che durante il festival non portasse le mutande. Pare che se le sia messe in testa al momento di firmare il contratto di Adriano Celentano, dimenticandole poi a viale Mazzini.

re a tutti campanelli e poi scappare, dopo aver gridato dentro ai citofoni: “Non ho nulla contro gli omosessuali!”.

VESSICCHIO, PEPPE Presenza fissa
all’Ariston (solo alcune fioriere vantano maggiore anzianità di servizio del barbuto direttore d’orchestra) è costretto da decenni ad imparare, arrangiare e far suonare canzoni di raggelante pochezza. Essere finito, dopo una vita di duri studi al conservatorio, ad aggiustare i violini sotto le canzonette di quattro accordi ha causato danni irreparabili alla psiche del maestro. Il quale ha cercato di rimediare, nel 1982, partecipando al film “Giggi il bullo” con Alvaro Vitali.

SOLITI IDIOTI Gli ospiti di Sanremo.
Tutti.

OMOSESSUALITÀ Morandi:
“Non ho niente contro gli omosessuali, io amo gli omosessuali, semplicemente il mio organo fatto per espellere, durante il festival non riceve. Non c’è campo”. Molti omosessuali fanno notare di avere parecchie cose contro Morandi.

MAY, BRIAN Sguardi straniti tra il pubblico quando è salito sul palco: nessuno capiva perché Angelo Branduardi suonasse la chitarra e non il violino.

TWITTER Il grande protagonista di questa edizione del Festival. La gente veramente figa commenta Sanremo in tempo reale su Twitter. Alla faccia di tutti quegli sfigati che, invece di guardare la televisione, la sera trombano.

MAZZI, GIANMARCO Direttore artistico del festival. L’unico uomo che è riuscito a inserire “artistico” e “festival” nella stessa frase. MAZZA, MAURO Non pervenuto. MOGANO SPECIAL Lozione per la tintura dei capelli di Gianni Morandi. La tintura dei capelli di Morandi non è affare semplice, ed è frutto di una convergenza di capitali e scienziati nel triangolo Parigi, Amsterdam, Trezzano sul Naviglio. Prima viene stesa una mano di coppale. Quindi si cerca su twitter un imbianchino che non rilasci ricevuta fiscale. Quindi si agita in un uno shaker da cocktail per dodici una mistura di Coca light, cobalto, grafite e fulmicotone. Il pastone viene quindi versato dall’imbianchino evasore sulla testa di Morandi, che friziona con le mani per ore dodici.

molto prima di Veltroni. Comunista, ma anche rinato cattolico. Simbolo delle Forze Armate ai tempi della sua naja, ma anche cantore dell’antimilitarismo con “C’era un ragazzo...”. Esponente del melodico all’italiana con “In ginocchio da te”, ma anche scatenato yè-yè con “Andavo a 100 all’ora”. Cantante in tante gare, ma anche conduttore di Sanremo. Ha condotto il Festival l’anno scorso, ma anche quest’anno. Ma anche basta...

SABIU, MARCO Spacciato per direttore
dell’orchestra del Festival anche se non dirige un solo brano in gara. Vanta collaborazioni con chiunque, da Mozart in giù. Il suo primo disco solista conteneva 12 ninna nanne che è andato a registrare fino in Svezia. Eppure i letti Ikea li vendono anche da noi. Nel 2010 plagia un brano dei Sigur Rós e lo spaccia per proprio. Unico merito: da quando c’è lui non si sente più l’odioso motivetto “Perché Sanremo è Sanremo” del maestro Pippo Caruso.

IL MORANDONE
di Giordano Tedoldi
Estratti da un’impresa editoriale colossale quanto inutile: il Morandone, manuale di conversazione inglese (ma non solo) per decerebrati e presentatori di Sanremo. Ecco alcune locuzioni utili a Gianni per non fare altre figure di merda parlando di “Bruce Sprinti” o “Joel Sentieri”.

MRAZOVA, IVANA Il fallimento della Bossi-Fini. Non fai in tempo a fermare un gommone carico di libici a Sud, che da Est, nascosta in qualche tir di trasporto ovini, penetra tale Mrazova Ivana. Basta una ricerca su Google per rendersi conto che nella moda è una perfetta signorina Nessuno. Non sa

OUI, JE SUIS CATHERINE DENEUVE
Frase di circostanza, da usare con ospite di incerta nazionalità e/o sessualità. Indicata quando si presenta Nina Zilli, la figlia di Zucchero e Lucio Dalla.

MOLLICA, VINCENZO La cosa
più vecchia di Sanremo dopo Morandi e Celentano rischia di essere lui, Vincenzo Mollica, da oltre trent’anni inviato del Tg1 all’Ariston. Per Mollica il mondo è un luogo meraviglioso in cui ogni giorno, oltre a migliaia di sfilatini, vengono sfornati almeno due o tre capolavori. A causa del fisico e del cognome, Mollica rimanda al concetto di roton-

SIANI, ALESSANDRO Comico napoletano. Ha tenuto un monologo sul palco dell’Ariston di cui Ivana Mrazova non ha capito nulla. Per la prima volta, la ragazza ha avuto qualcosa in comune con gli italiani. Le battute di Crozza sono copiate da internet. Quelle di Siani sono talmente vecchie che sospettiamo le copi dalle Poste. SOLITO IDIOTA (sindrome
del) Grave patologia maniacale che colpisce gli anziani con i capelli tinti. Un individuo afflitto da tale sindrome, si aggirerebbe tutt’ora per le vie di Sanremo. L’uomo, descritto da alcuni testimoni come un vecchietto dalle enormi mani, sarebbe stato visto suona-

A ME M’HA ROVINATO LA GUERA
Frase di circostanza, da usare quando ti accorgi che non sei nemmeno in grado di dire: “My name is Gianni, the microphone is open”.

THE MICROPHONE IS OPEN
Frase di elevata complessità sintattico-lessicale, che significa “il microfono è acceso”, e serve per mettere in guardia dal pronunciare nel suddetto parole come “figa” o “ammazza che figa” ma anche “minchia ma ha avuto un frontale sul valico del Brennero?” quando canta Arisa.

THANK YOU BUT I HAVE ALREADY SHITTED
(rara) locuzione che più o meno significa: “Grazie, ma ho già evacuato”, ma che può anche essere adoperata in senso traslato per indicare che hai già fatto così tante figure di merda che la prossima te la risparmieresti.

APPARENTLY HE CAN’T SING
(arcaica) locuzione di grande garbo e stile per significare che Gigi D’Alessio coglie l’intonazione come un gatto in calore il si bemolle sopracuto.

APPARENTLY HE CAN’T PLAY THE PIANO
(arcaica) locuzione di grande garbo e stile per significare che Gigi D’Alessio suona il pianoforte come un mammut la tromba con sordina.

I LOVE ONLY THE REAL ROCCO, SIFFREDI
Frase irrisoria nei confronti di Rocco Papaleo e dei suoi tentativi di farci dimenticare che se ti chiami Rocco almeno delle qualità nascoste devi averle.

MORE SKILLED THAN BEAUTIFUL
Letteralmente “più abile che bella”. Formula di cortesia per presentare Patti Smith.

MORE WHISKEY THAN VOICE
Letteralmente “più acquavite che ugola”. Formula di cortesia per sorreggere la ‘mbriacona Macy Gray quando rischia di rovinare sul pianoforte già maltrattato di Gigi D’Alessio, col peso schiacciante della sua pelliccia di orso bruno (vivo).

I CAN’T UNDERSTAND A FUCK, YOU TALK LIKE RADIO MOROCCO
Letteralmente “non ti capisco, parli come radio Marocco”. Formula di cortesia per trascinare Loredana Bertè fuori dalla scena dopo che il suo cervello si è sintonizzato sulle frequenze di una emittente clandestina di Casablanca e le ritrasmette al pubblico (in quei casi è consigliabile parlarle in inglese, o anche passare ai calci in culo).

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Domenica 19 febbraio 2012

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Lettere al Duce
Almeno queste sono autentiche
Caro Duce, Vienimi in aiuto tu. Ieri mia moglie è andata alle Maldive in viaggio di nozze. Io non sono potuto andare con lei perché ho paura dell’aereo. Duce mio, consigliami tu, come faccio a superare questa mia fobia? Ne va del mio matrimonio Ettore DeSantis Frosinone Ettore, la tua paura di volare è cosa assolutamente inaccettabile, folle e indegna della nazione che diede i natali a Italo Balbo e Francesco Baracca, entrambi eroicamente periti nell’adempimento del loro aeronautico dovere. La perizia nel solcare i cieli è inscritta nel tuo italico sangue. Quale aquila fiera e incurante dei perigli del volo, distendi le tue ali e va incontro al tuo fatale aereo destino. Per quanto riguarda il tuo matrimonio, comunque, temo che ogni consiglio mio giunga tardivo Caro Duce, Tu che sei sempre stato un gran playboy, cosa pensi dei nostri politici che anziché limitarsi a portar a letto soubrette, veline, donnacce ed igieniste dentali, le hanno portate anche in Parlamento o in consiglio regionale? Romanamente Ti saluto Tua Fiamma Nera Acqui Terme Cara Fiamma, devi senz’altro essere parente di Dolce Nera, quella di Sanremo. Che bei nomi, Fiamma e Dolce, più che sorelle, mi sembrate il menù di una cena flambé. Ma bando ai francesismi. Devo correggerti: ai miei tempi non c’erano amanti e veline, anche perché il voto alle donne non era concesso. Tuttavia, come al solito, ho visto giusto: avevo promesso che avrei trasformato quell’aula sorda e grigia in un bivacco di manipoli. E mi sembra naturale che nel bivacco qualche vacca ci sia duce@liberoquotidiano.it

Scrivete fiduciosi: il Duce ha sempre ragione

recente, osservare due donne che si baciano equivale per me alla visione di qualcuno che faccia pipì per strada. Le mie principali passioni - fra le tante variabili offerte da quel dono di Dio che è la sessualità umana - sono in effetti il lesbismo e il pissing outdoor (cioè quello attuato all’aperto, benché la pratica non mi dispiaccia nemmeno in ambienti chiusi). Ma la mia visione dell’eros è a 360° e non ho preclusioni verso nessuna devianza o parafilia. È quanto cercherò di dimostrare firmando ogni settimana, in questa rubrica, una breve recensione di un film pornografico. Da cattolico convinto, ho scelto come di Carlo Giovanardi titolo con cui esordire “Sorelle in calore” di Joe Dannato, opera non priva di pregi - specie nelle parti scatologiche, ove si dimostra la giustezza di quanto da me sempre affermato, cioè che “ci sono organi costruiti per ricevere e altri costruiti per espellere” - e quindi complessivamente consigliabile, ma a cui non posso non muovere una rampogna: il titolo è fuorviante, in modo particolare per uno spettatore cattolico come me. Pensavo infatti, e mi avrebbe fatto piacere, di imbattermi in un lavoro che avesse per protagoniste delle suore, magari assieme a uno o più porporati, e invece al centro di tutto vi è una banale vicenda di incesto. La correttezza nei confronti del potenziale acquirente è un requisito fondamentale e le ambiguità vanno bandite. Nel Vangelo sta scritto: “Sia il vostro dire sì, sì; no, no. Il di più viene dal maligno”. Joe Dannato lo tenga presente, la prossima volta.

C

ome ho spiegato di

Il più grande esperto italiano di perversioni sessuali inaugura una rubrica di porno-recensioni su Libero Veleno

L’ombelico del mondo. Cronache dall’interno

Arnate apre le porte ai bisognosi (per farli uscire)
dal nostro inviato in ferie (maledetto lui)

ARIDATECE

Giovanni Longoni
Alba Libralon, 106 anni di Venegono Inferiore, è rinata in casa di riposo La Prealpina, 9 febbraio 2012 A Uggiate cercano volontari per pulire l’oratorio La Provincia, 9 febbraio 2012 Muratore di 33 anni denuncia la ex per furto. I carabinieri di Crema non gli credono e lui ammette: ho fatto tutto perché lei tornasse da me La Provincia di Cremona, 13 febbraio 2012

Aperto il decimo processo per la strage di Piazza della Loggia a Brescia. Sull’argomento c’è anche un gruppo Facebook con più di duemila membri BresciaOggi, 13 febbraio 2012 Paolo Dotti, presidente del Barbariga calcio, ha ideato un nuovo macchinario per spalare dalla neve i campi di gioco senza raschiare l’erba. Arrivano ordinazioni da tutto il Bresciano e il Dotti pensa di brevettare il sistema BresciaOggi, 13 febbraio 2012 “Pedrocca alcolica” è la sigla del più antico gruppo di tifosi fra le piccole squadre della provincia di Brescia, dall’eccellenza alla Terza categoria BresciaOggi, 13 febbraio 2012 La bionda bresciana Eliana Cartella ha abbandonato l’Isola dei Famosi. Aveva nostaglia di casa BresciaOggi, 13 febbraio 2012 Mario Arrighi, imprenditore comasco, ha sempre pagato le tasse. Tanto che ha dovuto chiudere la sua attività La Provincia, 13 febbraio 2012 È morta la mamma del sindaco di Uggiate Trevano. Si chiamava Rosaria e soffriva di sclerosi multipla da quando aveva 27 anni La Provincia, 13 febbraio 2012 Onofrio Pirrotta, storico giornalista Rai dell’era Craxi deceduto domenica scorsa, volle che la sigla del suo programma “È la stampa, bellezza” (anno 2000) fosse girata nella rotativa della Prealpina a Varese La Prealpina, 13 febbraio 2012 Arnate apre le porte ai bisognosi (per farli uscire?) La Prealpina, 13 febbraio 2012

Baffone
di Giovannino Guareschi

(a cura di Egidio Bandini)

- Perché la boccetta è ancora piena mentre io ti avevo ordinato di prenderne un cucchiaio dopo i pasti? - Sto ancora aspettando i pasti

PENSIONI

SETTIMANALE DI SATIRA AUTARCHICA Fondato e curato da Francesco Borgonovo e Alessio Di Mauro COLLABORANO Egidio Bandini, Nicholas Farrell, Marco Gorra, LaFont, Walter Leoni, Tommaso
Labranca, Giovanni Longoni, Mab, Maurizio Milani, Mauro Modenese, Pibar, Pickman junior, Giuseppe Pellegrini, Giuseppe Pollicelli, Giordano Tedoldi, Nicola Vasinca CONTATTI liberoveleno@liberoquotidiano.it - twitter @liberoveleno

- Certo, 12.000 lire di pensione mensile non sono molte; però c’è la grande consolazione che gli altri funzionari dell’INPS vanno in pensione con 80 milioni di liquidazione e 800 mila lire al mese

SPETTACOLI

Domenica 19 febbraio 2012

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L’Italia vince il Festival

ORSO D’ORO AI TAVIANI
Berlino premia Rebibbia e i poliziotti della Diaz
::: segue dalla prima LUCA VINCI
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MEDIASET PREMIUM

(...) risponde l’altro. La cosa da tenere è l’Orso d’oro. Il primo premio del festival di Berlino, una delle manifestazioni cinematografiche più importanti del mondo. Paolo e Vittorio Taviani lo hanno vinto per Cesare deve morire. Il film nel quale un gruppo di detenuti dell’ala di massima sicurezza del carcere di Rebibbia recita il Giulio Cesare di Shakespeare. Che è, dopo tutto, anche la storia di un omicidio organizzato. E loro, che di colpe simili si sono macchiati, ne mettono in scena la crudezza, la potenza devastante, le ripercussioni sull’anima. La condanna di alcuni di loro è “fine pena mai”. Si tratta di detenuti veri, che da anni partecipavano a un laboratorio teatrale. Al cinema, questo film loro non potranno vederlo. Solo uno di questi attori con la barba lunga e i tatuaggi, Salvatore Striano, nel frattempo, è uscito. Ha abbandonato la criminalità organizzata, e si sta costruendo una vera carriera di attore. Difficile pure che lo vedano in tanti, nonostante abbia vinto l’Orso d’oro. Non è un film “contro” il carcere; non mette in discussione il fatto che questi uomini abbiano compiuto dei crimini, né i Taviani mettono in discussione la loro pena. Quello che fanno, però, è dimostrare che rimangono uomini, con la loro dignità, ciascuno con la sua storia, con le sue potenzialità artistiche. Erano più di vent’anni che un film italiano non si affermava a Berlino. Dai tempi de La casa del sorriso di Marco Ferreri. Quell’anno anche l’Orso d’argento andò a un italiano, a Marco Bellocchio. In pratica, questo doppio successo non ce lo hanno perdonato per vent’anni. E i due fratelli di San Miniato, due passi da Pisa, sono emozionati come ragazzini. «Noi speriamo che lo spettatore, quando vedrà questo film, possa dire a se stesso: anche un detenuto, su cui pesa una terribile pena, è e rimane un uomo. Mentre noi siamo qua tra le luci, con l’allegria del premio, loro sono nelle solitudini delle loro celle. Permetteteci di dedicare a loro il premio». Si conclude così, con una vittoria italiana, un festival iniziato con 15 gradi sotto zero, e guardato freddamente anche dai media ita-

Arriva «Smash» versione adulta di «Glee»
Dopo il mezzo fiasco di Terra Nova, Steven Spielberg torna a cimentarsi con i telefilm. Non senza complicarsi la vita. Perché se era già un azzardo trasporre in versione seriale il cult Jurassic Park, l’idea di realizzare la versione adulta di Glee appare quantomeno spericolata. A sfavore del progetto deporrebbero la complessità intrinseca al genere musical, i colpi di sonno che una canzone poco riuscita infonde nello spettatore, e la grandezza del fenomeno Glee, che il regista vorrebbe appunto emulare. Ma tant’è. Spielberg si è incaponito e ha sfornato Smash, in onda da stasera su Mya (canale 309 di Mediaset Premium), a sole due settimane di distanza dalla messa in onda Usa. Protagonisti, Julia e Tom, rispettivamente compositrice e produttore, che decidono di far rivivere, in un musical, Marilyn Monroe. Di cui quest’anno si celebra il 50esimo anniversario della morte. Nel cast, spicca la presenza della Will&Grace Debra Messing, e quella del Premio Oscar Anjelica Huston. Da segnalare, nel ruolo di Karen, la vincitrice del quinto American Idol Katharine McPhee. Lo show ha già conquistato Variety e la stessa Mediaset, che trasmetterà anche in chiaro il pilota della serie. Quanto agli ascolti, in Usa la premiere del 6 febbraio ha appassionato 11,5 milioni di spettatori, polverizzando la concorrenza. La seconda puntata è scesa a 8 milioni. Stasera, il verdetto italiano… F.D’ANG

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I PREMI

VITTORIA DOPO 21 ANNI Una scena tratta dal film «Cesare deve morire» [Webphoto] Quello di Vicari è un film molto didascalico. La polizia agisce prendendo spunto da dei pretesti. Tutto viene raccontato per chi non conosce questa pagina della storia recente italiana. Gli altri se ne sono già fatti un’idea da soli. Probabilmente, la gran parte del pubblico tedesco era la prima volta che si trovava di fronte a questa vicenda. E per questo ha premiato la versione di Vicari. Che, cinematograficamente, è un lungo scannatoio, girato con maestria, con piani sequenza, ma anche senza voler costruire su questa vicenda una storia vera e propria, o psicologie approfondite dei personaggi.

ORSO D’ORO «Cesare deve morire» dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani ORSO D’ARGENTO Il Gran premio della Giuria va va a «Just The Wind» di Bence Fliegauf MIGLIOR REGISTA Christian Petzold per il film «Barbara» MIGLIORE ATTRICE Rachel Mwanza per «Rebelle» di Kim Nguyen ATTORE Mikkel Boe Følsgaard per «A Royal Affair» di Nikolaj Arcel IL PUBBLICO Il premio del pubblico della Sezione Panorama è andato a tre film, tra cui «Diaz, Non pulire questo sangue» di Daniele Vicari IL DOCUMENTARIO Il miglior documentario è «Marina Abramovic: the Artist is present», di Matthew Akers, coprodotto e distribuito in Italia da GA&A e Feltrinelli Real Cinema

liani. Perché è un brutto festival? No. Perché c’era Sanremo. Un sussurro di Celentano ha oscurato mille parole di Meryl Streep, o i sorrisi maledetti del vampiro Robert Pattinson, il fascino del sexy divo Michael Fassbender, o la sensualità sorniona di Antonio Banderas, e di Salma Hayek, Clive Owen, Isabelle Adjani, tutti passati dal red carpet della Berlinale. Un’altra affermazione va ad un film italiano. Nella sezione Panorama, il secondo premio del pubblico è andato a Diaz. Non pulite questo sangue di Daniele Vicari.

Qui il discorso si complica. Diaz racconta l’irruzione della polizia, nei giorni del G8 di Genova, nella scuola Diaz, che ospitava studenti, simpatizzanti del movimento no global, ma anche giornalisti. Vicari mette in scena - «a partire dai verbali dei processi», specifica - i fatti nella loro crudezza. Calci, pugni, manganellate. Il film è molto manicheo: i cattivi sono tutti da una parte, anche se il personaggio di un poliziotto, interpretato da Claudio Santamaria, è pieno di perplessità su quello che i suoi colleghi stanno facendo.

OGGI SU SKY TG24

Latella intervista Martone e dice no ai «senza talento»
Giovani e lavoro: due temi tra i più attuali dopo gli ultimi dati secondo i quali nel 2011 ci sono stati quasi 100 mila occupati in meno tra i giovani. Sono questi gli argomenti al centro de L’intervista di Maria Latella, in onda oggi alle 11.35 su SkyTg24. La direttrice di A e portabandiera del «no ai senza talento» intervista Michel Martone, viceministro del Welfare noto per la famosa frase: «Se non sei laureato a 28 anni sei uno sfigato». La Latella, che dalle pagine del suo settimanale ha lanciato la campagna A4job, per i giovani in cerca di stage, che mette in rete domanda e offerta, incalzerà il vice ministro. La giornalista, infatti, sostiene con forza l’importanza della meritocrazia, a partire dalla sua esperienza. «Frequentavo il secondo anno di università a Genova» racconta «e avevo deciso di rendermi indipendente dal piccolo mensile che ricevevo dai miei. Fui assunta come segretaria in una piccola agenzia di broker. È li che ho imparato a battere a macchina molto velocemente, e anche cosa significhi essere licenziati». E di A4job, un progetto che coinvolge 12 grandi aziende e giovani di talento dice: «Il sito A4job è partito solo il primo febbraio ma in pochi giorni ha già raggiunto un significativo numero di contatti. Il primo stage in Sony è già cominciato e con Trovolavoro siamo già alla selezione dei candidati per tre diverse aziende».

Ai lettori
Per motivi di spazio salta la rubrica «Soggetti smarriti». L’appuntamento è alla prossima settimana.

::: ANDREA MARINELLI
NEWARK

Parata di star per l’ultimo saluto

QQQ La New Hope Baptist Church di Newark, in New Jersey, era gremita ieri per l’ultimo saluto a Whitney Houston, straordinaria cantante morta la settimana scorsa ad appena 48 anni. È stato qua che nei primi anni ’70 la cantante mosse i primi passi come cantante gospel, e sempre qua ha ricevuto ieri l’addio commosso ma festoso di amici e familiari. Mentre nelle strade intorno alla chiesa migliaia di fan arrivati da ogni parte d’America rendevano omaggio alla popstar, all’interno 1.500 amici e parenti hanno voluto celebrarne la vita, più che piangerne la morte. Fra loro c’era anche l’ex marito Bobby Brown, rimasto qualche istante vicino alla bara

Risa e pianti: Kevin Costner regista dei funerali di Whitney
prima di lasciare la chiesa. Newark, città natale della grande cantante, era riscaldata da un tiepido sole invernale, il governatore del New Jersey Chris Christie aveva deciso di abbassare le bandiere a mezz’asta e in chiesa la commozione per la sua morte arrivata troppo presto si è unita ai ricordi e alle risate degli amici, oltre che alle note del pianoforte che ha accompagnato tutta la cerimonia. La bara argentata di Whitney Houston, coperta di rose bianche, era adagiata davanti all’altare da cui sono arrivate preghiere e musica. A dare il benvenuto agli ospiti è stato il coro gospel della chiesa, il New Hope Mass Choir, i cui membri interamente vestiti di bianco hanno reso l’atmosfera più allegra sin dall’inizio. Sull’altare si sono alternati il sindaco della città Cory Booker e il pastore Joe Carter, che poi hanno lasciato la parola a parenti e amici. Dalla cugina Dionne Warwick alla cantante Alicia Keys, da Stevie Wonder, che ha confessato di aver avuto una cotta per lei, al suo mentore Clive Davis, tutti hanno voluto ricordare Houston, provocando qualche sospiro commosso e grandi risate. La star del Gospel Donnie McClarkin ha dedicato una canzone a Houston, così come Alicia Keys e Stevie Won-

Foto in ricordo di Whitney

der che hanno cantato pezzi struggenti in ricordo dell’amica. Kevin Costner, che con lei aveva recitato in Bodyguard, ha tenuto un caloroso discorso di 20 minuti strappando applausi, sorrisi e lacrime. «Aveva momenti di insicurezza e difficoltà, ne ho avuti anch’io», ha spiegato l’attore dal pulpito, prima di raccontare aneddoti divertenti della loro amicizia. L’atmosfera in chiesa era surreale, per tutta la cerimonia si sono alternati momenti di grande allegria e commozione. Insieme alla madre e alla figlia di 19 anni Bobbi Kristina, sono state tante le star a dare l’ultimo saluto alla cantante, tra cui Oprah Winfrey, Beyonce, Jay Z, David Bowie Bill Cosby. Whitney è stata seppellita nel cimitero di Westfield, vicino al padre John Russell Houston, morto nove anni fa.

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Domenica 19 febbraio 2012

TV E SKY

a cura di Giorgio Carbone

La 7 ore 21.30 La regina dei castelli di carta

I CONSIGLI DELLA GIORNATA Cinema Hits ore 21.10 Rai Movie ore 23.20 Brooklyn’s Finest Gli occhi del delitto

Rete 4 ore 0.15 La mala educacion

RAI UNO
6.00 6.30 9.35 10.00 10.30 10.55 12.00 12.20 13.30 14.00 Quello che - Spazio settimanale di approfondimento UnoMattina In Famiglia “Sanremo: vincitori e vinti” Easy Driver “Sulle strade della Campania” Linea verde Orizzonti “Tra le isole della Laguna veneta” A sua immagine Santa Messa Da Piazza San Pietro Recita dell’Angelus Linea verde “Alla scoperta del Veneto” TG1 - TG1 Focus Domenica In - L’Arena. Condotto da Massimo Giletti Che tempo fa TG1 Domenica in - Così è la vita. Condotto da Lorella Cuccarini TG1 Rai TG Sport 5 minuti di recupero Affari tuoi Prima tv - Prima puntata Provaci ancora Prof. 4 “Un amore sbagliato” con Veronica Pivetti TG1 60 Secondi Speciale TG1 Settimanale del TG1 TG1 Notte - Che tempo fa Applausi

RAI DUE
7.00 9.00 9.25 10.10 10.50 Cartoon Magic Grani di pepe “Siero letale” con Aglaja Brix Victorious “Robarazzi” “Tutti al mare” Ragazzi c’è Voyager Fai la tua domanda “Il vulcano Tambora” A come Avventura “In scaletta: in Sudafrica alla scoperta dei suricati; il Tor de Géants “ Mezzogiorno in famiglia. Condotto da Amadeus, Laura Barriales, Sergio Friscia. Con la partecipazione di Paolo Fox TG2 Giorno TG2 Motori Meteo 2 Quelli che aspettano Quelli che il calcio. Condotto da Victoria Cabello con Ubaldo Pantani, Virginia Raffaele, Trio Medusa, Massimo Caputi TG2 L.I.S. - Meteo 2 RaiSport Stadio Sprint RaiSport 90° Minuto Lasko “Contro il tempo” con Mathis Landwehr TG2 - 20.30 N.C.I.S. “Tutti al buio” con Mark Harmon Prima tv Charlie’s Angels “Angeli reali” con Annie Ilonzeh La Domenica Sportiva TG2

RAI TRE
7.10 7.30 8.15 Geo & Geo Wind at my Back 10.000 camere da letto (Commedia, 1956) con Dean Martin. Regia di Richard Thorpe. Kingdom TGR Estovest TGR Mediterraneo TGR RegionEuropa TG3 - TG3 persone Meteo 3 TeleCamere Prima della Prima “La damnation de Faust, di Hector Berlioz - Dal Teatro Massimo di Palermo” (Replica) Il Capitale di Philippe Daverio “L’avventura Palatina” TG Regione - Meteo TG3 In 1/2 h TG3 L.I.S. Alle falde del Kilimangiaro Per un pugno di libri Meteo 3 - TG3 TG Regione - Meteo Blob Che tempo che fa “Ospiti: Susanna Camusso, Giovanni Floris e Edoardo Boncinelli” Presa diretta “Recessione”. Condotto da Riccardo Iacona TG3 - TG Regione Lilit - In un mondo migliore TG3 - Meteo 3

CANALE 5
6.00 7.55 8.00 8.50 9.40 10.00 10.15 Prima Pagina Traffico - Meteo 5 TG5 Mattina Le frontiere dello spirito TGCom Grande Fratello Il segreto del mio successo (Commedia, 1987) con Michael J. Fox, Helen Slater. Regia di Herbert Ross. TGCom - Meteo 5 (all’interno) TG5 - Meteo 5 Grande Fratello Inga Lindstrom - Estate sull’isola (Drammatico, 2005) con Anne Brendler. Regia di Karola Meeder. TGCom - Meteo 5 (all’interno) Domenica Cinque. Condotto da Federica Panicucci e Claudio Brachino The Money Drop TG5 - Meteo 5 Paperissima Sprint. Condotto da Giorgia Palmas, Vittorio Brumotti con il Gabibbo Riassunto: CentoVetrine CentoVetrine Terra! “Diciasettesima puntata” TG5 Notte - Meteo 5 Notte Paperissima Sprint (Replica)

ITALIA UNO
6.30 6.45 7.00 7.40 10.55 11.25 12.25 13.00 14.00 Mediashopping Ned - Scuola di sopravvivenza Superpartes. Condotto da Piero Vigorelli Cartoni animati Power Rangers Samurai “Le origini” Cartoni animati Studio Aperto - Meteo Guida al Campionato La vera storia di Biancaneve (Drammatico, 2001) con Miranda Richardson, Kristin Kreuk. Regia di Caroline Thompson. Free Willy - Un amico da salvare (Commedia, 1993) con Jason James Richter, Lori Petty. Regia di Simon Wincer. La vita secondo Jim “La mamma non sa leggere” Studio Aperto - Meteo Le riserve (Commedia, 2000) con Keanu Reeves. Regia di Howard Deutch. Chiambretti Sunday Show - La muzika sta cambiando “Quinta puntata”. Condotto da Piero Chiambretti Controcampo - Linea notte Poker1mania Millions (Commedia, 2004) con Alexander Nathan Etel, Lewis Owen McGibbon.

RETE QUATTRO
7.00 7.30 8.40 9.10 10.00 11.00 11.30 12.00 Mediashopping Zorro Caraibi selvaggi “Le isole del tesoro” Magnifica Italia “Valle d’Aosta: da Aosta al Monte Bianco” Santa Messa Pianeta mare TG4 - Meteo Melaverde “Con Edoardo Raspelli seguiremo tutte le lavorazioni del chicco rosso di mais, con Michela Coppa conosceremo il Radicchio Rosso” Pianeta mare - Sulle rotte dei gabbiani Donnavventura Ieri e oggi in tv Avviso di chiamata (Commedia, 2000) con Meg Ryan. Regia di Diane Keaton. Walker Texas Ranger: Zona di guerra (Azione, 1994) con Chuck Norris. Regia di Joe Coppoletta. TG4 - Meteo Tempesta d’amore Prima tv I miserabili (Drammatico, 1998) con Liam Neeson. Regia di Bille August. I bellissimi di R4 La mala educación (Drammatico, 2004) con Gael García Bernal. Regia di Pedro Almodóvar.

LA 7
6.00 7.00 10.00 TGLa7 - Meteo Oroscopo - Traffico Informazione Omnibus TG La7 (all’interno) Ferragosto in bikini (Commedia, 1960) con Raimondo Vianello, Walter Chiari. Regia di Marino Girolami. Ti ci porto io TG La7 MAMMAmia che domenica. Condotto da Camila Raznovich (Repl.) Finché morte non vi separi (Thriller, 2001) con Perry King, Shannon Sturges. Regia di Don E. FauntLeRoy. Basket Coppa Italia 2012 Finale (Diretta) Crossing Jordan “Nel segno della vendetta” con Jill Hennessy TG La7 In Onda. Condotto da Luca Telese e Nicola Porro La regina dei castelli di carta (Thriller, 2010) con Michael Nyqvist, Noomi Rapace. Regia di Daniel Alfredson. TG La7 Novecento - Atto II (Drammatico, 1976) con Donald Sutherland, Sterling Hayden. Regia di Bernardo Bertolucci.

10.05 10.55 11.15 11.40 12.00 12.25 12.55

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11.45 13.30 14.05

13.00 13.40 14.00

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13.00 13.30 13.40 13.45 15.40

13.25 14.00 14.15 14.30 15.00 15.05 17.55 18.55 19.30 20.00 20.10

16.55 19.00 20.00 20.30 21.30

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16.30 16.35 20.00 20.35 20.40 21.30

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17.05 17.10 18.00 19.35 20.30 21.00 21.45 22.35 1.00

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SATELLITI
FILM
19.10 L’uomo delle stelle Con Sergio Castellitto C 19.20 Unstoppable Con Chris Pine SC1 19.20 Basilicata coast to coast Con A. Gassman SCH 19.20 Serendipity Con John Cusack SCP 19.25 Scary Movie Con Anna Faris SCC 19.30 Winx Club 3D Magica Avventura SCF 20.30 Una famiglia allo sbaraglio Con Shia LaBeouf DY 21.00 Ladykillers Con Tom Hanks C 21.00 Sette spose per sette fratelli Con Jane Powell MGM 21.00 Puzzole alla riscossa Con Brendan Fraser SCF 21.00 Cari fottutissimi amici Con Paolo Villaggio SCC 21.00 Qualcosa è cambiato Con Jack Nicholson SCP 21.00 The Great Raid Un pugno di eroi Con Benjamin Bratt SCM 21.10 Brooklyn’s Finest Con Richard Gere SCH 21.10 Prima tv Faccio un salto all’Avana Con Enrico Brignano SC1 22.35 Flubber - Un professore tra le nuvole Con Robin Williams SCF 22.45 Non siamo angeli Con H. Bogart MGM 22.50 Il segreto del bosco vecchio Con Paolo Villaggio C 22.50 The Son of No One Con Al Pacino SC1 23.00 Lei è troppo per me Con Mike Vogel SCC

CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE
TELEFILM
20.05 C.S.I. Miami “Uno di meno” FC 21.00 Desperate Housewives “Who Can Say What’s True?” FL 21.00 Attenti a quei due FR 21.00 Law & Order - Criminal Intent “Uno sporco gioco di borsa” FC 21.30 Strike Back Project Dawn - Senza regole “Nono episodio” SKU 21.50 Revenge “Coercizione” FL 21.50 Law & Order Criminal Intent “Gli Imbalsamatori” FC 22.00 In Tour DY 22.00 Cuore e batticuore “L’uomo dagli occhi di FR giada” 22.10 Cybergirl DY 22.20 New Girl “Compagni di letto” F 22.20 Strike Back Project Dawn - Senza regole “Ultimo episodio” SKU 22.35 Life Bites DY 22.45 Homeland - Caccia alla spia “Insospettabile” F

SPORT
12.25 Calcio, Serie A Lecce Siena (Diretta) SP1 13.45 Salto con gli sci, Coppa del Mondo Oberstdorf: HS 213 Team (Diretta)ES 14.30 Sky Calcio Postpartita (Diretta) SP1 14.55 Calcio, FA Cup Stevenage - Tottenham (Diretta) SP3 15.00 SKY in Campo (Dir.) SP1 15.25 Rugby, AVIVA Premiership Saracens - Leicester Tigers (Diretta) SP2 15.30 Biliardo, Snooker Welsh Open Finale (Diretta) ES 17.25 Calcio, FA Cup Liverpool - Brighton & Hove Albion (Diretta) SP3 19.25 Calcio, Liga Sp. Gijon A. Madrid (Differita) SP3 20.00 Biliardo, Snooker Welsh Open Finale (Diretta) ES 20.40 Calcio, Serie A Palermo SP1 Lazio (Diretta) 21.15 Euro Calcio (Diretta) SP3 21.25 Calcio, Liga Barcellona Valencia (Diretta) SP3 23.30 Terzo Tempo, in onda con noi (Diretta) SP1

Rai 4
21.10 The Way of War (Guerra, 2008) con Cuba Gooding Jr.. Regia di John Carter. 22.45 Braquo “Il peso della vendetta” “Complici”

Rai 5
21.15 Instant Movie “Speciale Sanremo - prima parte” 22.15 George Michael Live in London 23.10 Diciassette anni (Drammatico, 1999) con Lin Liu, Bingbing Li. Regia di Yuan Zhang.

La 5
21.10 Tutte le ex del mio ragazzo (Commedia, 2004) con Ron Livingston. Regia di Nick Hurran. 23.10 Grande Fratello Live

Rai Storia
21.00 Dixit Mondo “La maledizione iraniana” 23.00 Crash Storia “Regioni d’Italia: la Liguria” 0.00 Mille papaveri rossi “Orchestra Nera. Pagine della istenza al nazismo-Contro forze diaboliche”

Iris
21.05 Dietro l’angolo (Drammatico, 2004) con Michael Caine, Jonah Bobo. Regia di Jordan Roberts. 22.40 Correndo con le forbici in mano (Commedia, 2006) con Annette Bening, Jill Clayburgh. Regia di Ryan Murphy.

Cielo
21.05 The X Factor USA. Condotto da Steve Jones. In giuria Simon Cowell, Paula Abdul, L.A. Reid, Nicole Scherzinger 22.45 Spartacus: sangue e sabbia “Oscure trame”

Rai Movie
21.05 Arsenio Lupin (Avventura, 2004) con Marie Bunel. Regia di Jean Paul Salomé. 23.20 Gli occhi del delitto (Thriller, 1992) con Andy Garcia. Regia di B. Robinson.

Canale Italia
20.30 20.55 21.00 23.45 TG Canale Italia Meteo Cantando e Ballando C’era una volta

Real Time
20.10 21.10 22.10 23.05 Ma come ti vesti? Paint Your Life Com’è fatto Non sapevo di essere incinta “Bebè tra i fornelli”

CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE
Joi
19.30 Dr. House - Medical Division “Il metodo socratico” con Hugh Laurie 20.15 Joi on Air 20.25 Royal Pains “La maledizione della lotteria” con Mark Feuerstein 21.15 I pilastri della Terra “Quarta parte” con Ian McShane 23.05 Joi on Air

Steel
18.35 Aliens in America “Cercasi aiutante” “La parata” 19.35 Enterprise “Fragile alleanza” “Gli Aenar” 21.15 Big Bang Theory “La reazione Bozeman” “L’approssimazione di Einstein” 22.00 Aliens in America “Cuore di porpora” “Un costume infernale”

Mya
20.05 Mya Mag “Speciale Smash” 20.25 One Tree Hill “Serata d’onore” 21.15 Prima tv - Primo episodio Smash “Sognando Marilyn” con Christian Borle 22.10 Fairly Legal “Incidente diplomatico” 22.55 Mya Mag “Speciale Smash”

DOCUMENTARI
20.35 20.55 21.00 21.00 MasterChef Italia SKU Il futuro della Terra NGC Prima Tv Curiosity D 2012: l’ultima profezia THC La forza degli elementi NGC Oltre I limiti del corpo umano “La percezione”D FL Supertata Usa Nazi Hunter: a caccia di nazisti THC Un viaggio sfacciatamente unico NGC
HD

RAGAZZI

LEGENDA
C Cult CN Cartoon Network D Discovery Chan. HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD

20.05 I Simpson “Sindacato con la mafia” F 20.05 Adventure Time CN 20.30 I Simpson “Viva Ned Flanders” F 20.30 Regular Show CN 21.50 20.45 I pinguini di Madagascar NCK 22.00 20.55 Generator Rex CN 21.00 I Simpson “Ultime noti22.45 zie: Marge si ribella” F 22.50 21.10 Spongebob NCK 21.20 Hero 108 CN 23.00 21.25 I Griffin “Il nuovo Brian”F 21.35 Due fantagenitori NCK HD Canale disponibile anche in alta definizione 21.45 Virus Attack CN FL Fox Life SCH Cinema Hits 21.50 Bob’s Burgers MGM Metro Goldwyn Mayer SCM Cinema Max “La danza sexy” F NCK Nickelodeon SCP Cinema Passion NGC National Geo. SP1 Sky Sport 1 22.00 Due fantagenitori NCK SC1 Cinema 1 SP2-3 Sky Sport 2-3 22.35 Hero 108 CN SCC Cinema Comedy SKU Sky Uno CN SCF Cinema Family THC The History Channel 23.20 Titeuf
HD HD HD HD HD HD HD HD

Basket Coppa Italia: finale Siena-Cantù
Sarà Siena-Cantù la finale di Coppa Italia di basket (oggi ore 17, La7). I toscani hanno battuto all’ultimo secondo l’EA7 Milano per 67-65. Milano ci ha provato, ma i campioni d’Italia non hanno mollato. Nell’altra semifinale Cantù ha superato Pesaro 64-71.

Calcio: il Real vince, Arsenal ko in Fa Cup
Nel 24° turno di Liga il Real Madrid di Mourinho batte senza problemi il Racing 4-0 (Ronaldo, bis di Benzema, Di Maria). In Fa Cup fuori l’Arsenal, altro ko, 2-0 con il Sunderland. In Bundesliga il Borussia D. vince 1-0 in casa dell’Hertha ed è 1° a 49 punti in classifica.

Tennis: Volandri in semifinale a San Paolo
Ottima prestazione di Filippo Volandri che ha battuto, nei quarti di finale dell’Atp di San Paolo, l’argentino Nalbandian e ha raggiunto le semifinali del torneo dove incontra il brasiliano Bellucci. Il livornese ha superato Nalbandian in 3-6, 6-3, 7-5 in 2 ore e 22 minuti.

:::

Il pallone di Luciano
L’esultanza di Andrea Pirlo e Claudio Marchisio al primo gol della Juve. [LaPresse]

Il 2012 è anno bisesto va indigesto a Moratti e alla Roma di Baldini
::: LUCIANO MOGGI
QQQ Comincia male il 2012, anno bisestile, indicato da tutti come portatore di guai in serie: c’è il presidente Monti che predica austerità agli italiani per risollevare l’economia in recessione; Celentano che durante Sanremo, al posto di cantare, critica Famiglia cristiana e Avvenire; un Capitano che abbandona la propria nave in pericolo; un altro presidente, Moratti, che, prendendone esempio, abbandona S. Siro. La speranza di tutti è che l’ira funesta del 2012 si plachi. “Good Bye e Amen” era il titolo di un film d’azione degli anni settanta, niente di più espressivo rispetto al crollo dell’ex grande armata di Mourinho, mai così rimpianto ed evocato nella notte d’ira del popolo nerazzurro. “Good bye e Amen” ai sogni di rimonta, sebbene costituissero solo uno straccio rispetto ai tempi del triplete, “good bye e amen” anche a Ranieri, che potrebbe chiudere subito o di qui a fine annata. Il patron ha alzato i tacchi a San Siro alla fine del primo tempo, presago di paura, più che della consapevolezza dei propri errori, su quel punto le colpe sono sempre degli altri. Nella tormenta è finito allora Paolillo, manate e calci all’auto, gli saranno sembrati lontani i tempi di quando banchiere, non ancora dirigente dell’ Inter, ma su incarico della stessa, cercava un posto per l’arbitro Nucini, il cavallo di troia di Calciopoli, così inventato per costruire uno scartiloffio a danno della Juve. I tempi sono brutti per l’Inter: ognuno raccoglie il frutto del suo lavoro, e se questo lavoro è fatto male, i risultati sono grami. D’altra parte l’ondata emozionale di Calciopoli si è ormai dissolta e l’Inter è tornata all’antico, a dimostrazione che Calciopoli è stata una farsa. E adesso a questa squadra conservata male e tenuta peggio, fa paura il Marsiglia per il mercoledì di Champions, il pesce puzza dalla testa, e le responsabilità sono evidenti. Davanti all’Inter si è riportato il Napoli, squadra viva e vibrante che con Lavezzi, Cavani e Hamsik incontenibili vede il terzo posto e affronta con più calma la sfida di Champions col Chelsea. Fiorentina piccola piccola e incapace di capire quello che stava accadendo, la viola è una squadra pensata male e corretta peggio. Aveva ragione chi pensava a una stagione non oltre la salvezza, ed era stato bacchettato. I Della Valle lo sanno, occorre una robusta rifondazione. Sulla strada del Milan, che ha strabattuto l’Arsenal c’è oggi il “piccolo” Cesena. Solito rimando alla vicenda biblica di Davide contro Golia, ma qui sembra dura pensare che il miracolo (dal punto di vista... della Juve) possa compiersi, sebbene i rossoneri siano privi di Ibra, Mexes, Seedorf, Boateng e Pato. Il Milan non ha da convincere nessuno. Vuole solo vincere per mantenersi in testa. Le possibilità ci sono, ma non si può mai dire, ed è questo il pensiero della Juve e del Cesena. Juve però che ieri sera ha sofferto, ma è tornata a vincere dimostrando di avere un grande carattere nonostante gli attaccanti continuino a non segnare. Tra Lazio e l’Udinese continua il saliscendi per il terzo posto, con l’Europa League a rendere tutto più complicato. I capitolini di scena a Palermo si affidano a Klose, rosanero con Miccoli incerto. Friulani in casa con il Cagliari. La Roma è alle prese col solito progetto che sembra convincere il solo Baldini e il suo “ventriloquo” Luis Enrique. Appuntamento col Parma, che si è appena sfidato sul campo (poco) e a parole (molto) con la Juve. Il Genoa tenta di rianimarsi a Marassi contro il Chievo. Il Lecce con il Siena e il Novara con l’Atalanta lottano per la sopravvivenza.
luciano.moggi@liberoquotidiano.it

Messaggio al diavolo
JUVENTUS-CATANIA 3-1

La Juventus rimonta il Catania, torna prima per una notte e si presenta al Meazza (sabato) da imbattuta. Barrientos spaventa Conte, salvato dalla classe di Pirlo e da una zuccata di Chiellini. Di Quagliarella il 3-1 finale
JUVENTUS (3-5-2)

::: TOMMASO LORENZINI
TORINO

::: BUFFON 6.5: la sua difesa concede tre tiri nei primi quattro minuti, alla fine capitola ma è strepitoso su Almiron. ::: BARZAGLI 6.5: roccioso, rendimento costante, eppure patisce un po’ le infilate in velocità dei rossoblu. ::: BONUCCI 6: come il collega ha molto da fare per leggere i movimenti senza palla degli avanti avversari. ::: CHIELLINI 7: dalla sua parte non si passa. Ha fiato e lucidità per trovare il 2-1 di prepotenza e furbizia, trattenendo Bergessio. ::: PADOIN 5: largo a destra non è il suo ruolo (dal 16’ st Pepe 6). ::: GIACCHERINI 6.5: reattivo e sempre al posto giusto, ha fatto un gran salto di qualità. ::: PIRLO 7: prima, importantissima rete con la Juve, scheggia anche la traversa su un’altra punizione simil-Corso. Arriva a San Siro da imbattuto e con una partita in meno. ::: MARCHISIO 6: non è al top, ma comunque in crescita. ::: DE CEGLIE 6: macina la fascia ma non punge (dal 22’ st Vucinic 5.5). ::: QUAGLIARELLA 7.5: una traversa, movimento, dribbling: il gol è la conseguenza del suo partitone

UnaJuve tuttaitaliana peroltre un’ora(Contefa alturn over)rimonta ebatte 2-1 il Catania, tornando prima. Primo tempo con due gol e sei palle-rete. A passare è il Catania dopo 3’, sinistro a giro di Barrientos che buca Buffon. Juve che pareggia al 23’ con una punizione astuta di Pirlo. Potrebbe essere 2-1 al 30’, la traversa dice no a Quagliarella. Ma il Catania è velenoso e nella ripresa (in 10, espulso Motta) Almiron sfiora il gol. Il 2-1 arriva con un colpo di testa di Chiellini al 31’st, al 36’Quaglia chiude i giochi. Sabato big match a Milano. di grande sostanza. ::: BORRIELLO 6: ancora un po’ di ruggine nelle giunture (dal 31’ st Lichsteiner sv). dia un’altra figuraccia. Doppia ammonizione e ciao ciao. ::: SPOLLI 6: insegue come un’ombra Quagliarella, soffrendo il movimento continuo del bianconero, cedendo solo nel finale. ::: LEGROTTAGLIE 6.5: altro ex, sette anni di Juve complessivi, ingaggia un duello fisico e d’esperienza con Borriello. È sereno e si vede.

RETI: 4’ Barrientos, 23’ Pirlo, 29’st Chiellini, 36’st Quagliarella. JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Padoin (16’st Pepe), Giaccherini, Pirlo, Marchisio, De Ceglie (22’st Vucinic); Quagliarella, Borriello (31’st Lichtsteiner). All. Conte. CATANIA (4-3-3): Kosicky; Motta, Spolli, Legrottaglie, Marchese; Izco, Lodi (15’st Spolli), Almiron; Gomez (26’st Seymour), Bergessio, Barrientos (5’st Biagianti). All. Montella. ABRITRO: Brighi. NOTE: ammoniti Marchisio, Almiron, Vucinic; espulso Motta.

CATANIA

(4-3-3)

::: KOSICKY 6.5: reattivo su Borriello, Pirlo e Quagliarella, incolpevole sui gol. ::: MOTTA 4: l’ex in prestito rime-

JUVENTUS MILAN LAZIO

49 47 42 41 37 36 35 31 30 30

FIORENTINA** PARMA** CATANIA* ATALANTA CHIEVO BOLOGNA** SIENA** LECCE CESENA** NOVARA (-6)

28 28 27 27 27 25 23 18 16 16

3-1

UDINESE NAPOLI* INTER* ROMA PALERMO CAGLIARI GENOA

::: MARCHESE 6: Padoin non è un fulmine e non ha spiccate attitudini offensive, lo gestisce bene. ::: IZCO 6: bel giocatore, l’argentino ha ottimi tempi e vede anche la porta. Intelligente tatticamente e dinamico. ::: LODI 6: buoni piedi ma votati al sacrificio, necessario se vuoi sopravvivere contro un centrocampo come quello della Juve (dal 15’ st Spolli 6). ::: ALMIRON 6.5: pure lui un ex, è sempre il solito pedalatore ma a testa alta, elegante ed efficace. ::: GOMEZ 5: uno dei più in ombra, Chiellini non gli concede un metro (dal 26’ st Seymour sv). ::: BERGESSIO 5.5: Si fa “beffare” dalla furbizia di Chiellini, che non lo fa saltare sul gol del 2-1. ::: BARRIENTOS 6.5: gollazo che sorprende tutti. Esce giustamente incavolato, ma Montella prova soltanto a dare più equilibrio (dal 5’ st Biagianti 6)

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Domenica 19 febbraio 2012

SPORT

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Galliani in agguato

::: MILANO
QQQ Il disastroso ko in Champions mercoledì scorso con il Milan (4-0), ha messo in discussione Wenger, ma anche l’Arsenal in generale. Ora l’oggetto dell’attenzione è l’uomo chiave dei gunners che contro il Milan non ha mostrato nemmeno metà della sua qualità: Robin Van Persie. Pare proprio che sarà lui il protagonista del tormentone estivo di mercato. E Ibrahimovic già parte all’attacco. In un’intervista al Sun non si tira indietro e “chiama” l’olandese: «Se fossi in lui, andrei via dall’Arse-

Ibra chiama Van Persie «Fossi al suo posto mollerei l’Arsenal»

nal. Se non vinci nulla per anni poi è normale che i grandi campioni vadano via. Il calcio è una questione di vittorie, se non vinci vuoi cambiare aria». Zlatan dispensa consigli a RVP che nonostante una stagione positiva (33 presenze totali, 28 gol), nella sconfitta di San Siro ha toppato. Continua Ibra: «Me lo ricordo in Olanda e che talento fosse. Oggi è un giocatore completo. Io cambierei aria per cercare una nuova sfida e vincere. In otto anni ho vinto 8 titoli in club e paesi diversi». Per lo svedese è meglio giocare in diverse squadre, perché: «Se hai successo diventi un campione vero». Parola di Ibra. Galliani lo ascolterà? pea è di 25,82 anni, quella della serie A è di 27,54, superiore agli altri campionati più in vista del continente: la Premier League inglese è al quarto posto (26,75), la Liga spagnola all’ottavo (26,51), la Ligue 1 francese al 15°(25,84), la Bundesliga tedesca al 19° (25,66). Non un caso, quindi, che ben 4 squadre italiane siano tra le prime 12 nella classifica delle più vecchie (dietro il Milan, la Lazio al secondo posto insieme all’Apoel Nicosia, l’Inter al decimo e il Napoli al dodicesimo) e che non ce ne sia neppure una tra le prime 15 nella graduatoria delle più giovani. Stessa storia, in Champions League: le squadre straniere più forti sono tutte più giovani della tre italiane. Il che non ha impedito al Milan di umiliare il giovane Arsenal. Vecchio, incerottato, vincente. JUVE A RISCHIO K.P. Boateng, 24 anni. Alla seconda stagione con il Milan, finora ha realizzato 8 reti in 18 gare. Il riacutizzarsi di un fastidio muscolare mette a rischio la sua presenza nello scontro diretto con la Juve sabato prossimo LaPresse

OGGI A CESENA Il vecchio Milan risparmia energie
L’età media è la più alta d’Europa. Allegri lascia a riposo Nesta, Boateng e Pato
::: IVO ROMANO
MILANO

QQQ Vecchio, incerottato, vincente. Perché vincente è tornato ad esserlo, dopo settimane di buio: il blitz di Udine a rilanciare le ambizioni di scudetto, il poker all’Arsenal per corroborare quelle in campo europeo. Incerottato, poi, lo è, e pure da tempo. Ogni tanto, esagera anche. Già manca Ibra, vittima del suo stesso raptus. Ora il Milan che va a Cesena si trascina altre tre assenze, peraltro di quelle che pesano: fuori Nesta, Pato e Boateng, neppure convocati. Lievi acciacchi e naturali precauzioni, in vista della sfida con la Juve. Resta un dato di fatto, il Milan con i cerotti. Per dirla con parole di Max Allegri, «Nesta a volte ha il ginocchio che fa le bizze, sicuramente ci sarà con la Juve; Pato ha un affaticamento muscolare, andare a rischiarlo a Cesena mi

sembra inutile; Boateng lo stesso, ha un risentimento muscolare». Ulteriori accertamenti diranno se recupererà per la Juve. POCHI DUBBI Formazione rimaneggiata, pochi residui dubbi per il tecnico: «Mesbah e Ambrosini sono favoriti su Antonini e Van Bommel. In avanti, giocheranno due tra El Shaarawy, Maxi Lopez, Robinho e Inzaghi. E Muntari giocherà dal primo minuto». Quindi, vincente malgrado i cerotti. E nonostante l’età, pure. Perché il Milan che in Italia vive il suo testa a testa con la Juve e in Europa prova a inseguire sogni di gloria ha un record, che non può essere un vanto, ma a quanto pare non rappresenta neppure un ostacolo. Certo, poi arriverà la primavera, il caldo si farà sentire, così come pure i tanti impegni: e allora si capirà. Finora, però, es-

sere la squadra più vecchia d’Europa non è stato un peso. Proprio così, questo è il primato del Milan, a livello continentale: nessuna squadra (dei massimi campionati) ha un’età media superiore a quella dei rossoneri. Una volta a 30 anni un calciatore lo si considerava vecchio, ora il Milan quella cifra ce l’ha stampata nella casella dell’età

media. Del resto, il Milan non è un’eccezione, ma solo la squadra che accentua una precisa caratteristica delle squadre italiane. PURA STATISTICA La serie A, infatti, è il secondo campionato più vecchio d’Europa, dietro quello cipriota, che il primato lo detiene da anni. Se la media euro-

CONSIGLI E INDIRIZZI UTILI PER LA SALUTE

a cura di Omnia di S. Cucchiarini - Telefono +39 02 30468562 - info@omniaeditoria.it

IP

OCULISTICA

Miopia, cataratta, cheratocono: le nuove tecniche chirurgiche
Il Dott. Capitanio ci parla delle innovazioni tecnologiche che riguardano queste malattie oculari
ad 8-9 gradi, astigmatismi elevati e presbiopie consente oggi un recupero estremamente rapido della visione. Già un’ora dopo l’intervento il malato è in condizione di vedere ed il giorno successivo di tornare alle proprie attività lavorative. L’utilizzo del laser a femtosecondi della durata di 5-6 minuti per occhio garantisce un recupero totale dei difetti refrattivi. La raffinatezza del taglio corneale - prosegue il Dott. Capitanio - consente di operare con la tecnica Lasik, e di personalizzare l’intervento anche per coloro che erano stati operati in precedenza con la vecchia e dolorosa PRK.” “Parlando poi della cataratta - continua il Dott. Capitanio - dobbiamo segnalare che rimane un intervento puramente ambulatoriale della durata di circa 12-13 minuti, eseguito con poche gocce di anestesia locale. L’intervento, assolutamente indolore, consente un recupero visivo molto veloce, il malato può tornare alla propria attività lavorativa già il giorno successivo. Sono le IOL multifocali di ultima generazione la vera novità che riguarda l’evoluzione dei cristallini nell’intervento di cataratta. Dopo molti tentativi durati anni in cui si è passati dalle lenti accomodative alle lenti difrattive, oggi la lente multifocale completa in modo soddisfacente la necessità per il malato di vedere perfettamente bene da lontano e da vicino senza più l’utilizzo di occhiali correttivi. Il paziente operato torna nelle medesime condizioni di visione in cui si trovava a 20-30 anni, quando non necessitava di utilizzare, per la visione da vicino, la correzione del presbite. I nuovi materiali al silicone pieghevoli consentono, attraverso le micro incisioni di circa 2 millimetri, di inserire dei cristallini “customizzati” cioè costruiti e personalizzati per la necessità di visione di ogni malato. Vengono così corretti anche presbiti portatori di difetti astigmatici associati, ipermetropi elevati e miopi anche di forte entità. Grandi vantaggi, inoltre, sono la protezione dalle radiazioni luminose con filtri colorati per simulare il più possibile la visione del cristallino naturale.
Topografia corneale del cheratocono avanzato

Dott. Ernesto Capitanio

Il laser a femtosecondi si impone come l’ultima grande novità per la chirurgia della miopia, presbiopia ed astigmatismo. L’associazione mirabile con il laser ad eccimeri consente di operare i portatori di questi difetti refrattivi con estrema sicurezza, rapidità ed efficienza senza alcun rischio. Ne parliamo con il Dott. Ernesto Capitanio, autorità indiscussa nella chirurgia refrattiva e tra i primi al mondo ad interessarsi a questi problemi agli inizi degli anni ’80. “Poche gocce di anestesia locale sono sufficienti in regime puramente ambulatoriale per operare ambedue gli occhi. L’intervento per miopie fino

Lo stesso cheratocono dopo l’intervento di INTACS

Dissezione corneale con il laser a femtosecondi

Asportazione del cristallino con la tecnica “Faco”

per poter arrestare l’evoluzione drammatica del cheratocono. Ed anche questo intervento utilizza la raffinatezza del laser a femtosecondi.”

“Stampata” con il laser ad eccimeri

“Un capitolo a sé rimane il cheratocono, - prosegue il Dott. Capitanio - malattia incurabile che se non trattata porta inevitabilmente al trapianto della cornea. Oggi, dopo un’esperienza di oltre 10 anni, l’utilizzo della tecnica INTACS è ritenuta l’unica vera terapia

DR. CAPITANIO ERNESTO
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SPORT

Domenica 19 febbraio 2012

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Bologna da trasferta

::: BOLOGNA
QQQ Prima o poi le ferma tutte. Stefano Pioli approfondisce la crisi dell’Inter conquistando uno dei successi più eclatanti della storia rossoblù. Aveva bloccato il Milan sul 2-2, in coppa Italia portò la Juve ai supplementari, a Torino (senza gara di ritorno), mentre il pareggio in campionato allo Juventus Stadium fu l’unico punto conquistato da Bisoli, in 5 partite, prima dell’esonero. Più di recente il Bologna ha stoppato sull’1-1 la Roma all’Olimpico e il Napoli al San Paolo. Pioli ha imparato da Mazzarri e

Ecco Pioli l’Emiliano il re del contropiede che ha bloccato le big

Guidolin,difesa ecentrocampoattenti, ripartenzeveloci con Ramirez e Di Vaio. Il problema è quando deve fare la partita o recuperare, in quei casi produce poco, difatti al Dall’Ara ha perso creando nulla, vincendo in casa appena 3 volte. L’Emilia è casa sua, ha le migliori virtù della sua terra, ovvero intelligenza, compostezza e determinazione. Parmigiano, ha giocato nel Parma, che lo proiettò alla Juve di Platini, a Fiorenzuola e Colorno; da tecnico Piacenza, Parma, Modena e Sassuolo. È l'unico emiliano che allena in A, Ballardini e Arrigoni sono romagnoli.
VANNI ZAGNOLI

IN PIENA CRISI Niente scossoni all’Inter Si respira aria di resa
Patto squadra-società per arrivare a giugno. Ranieri resta in sella, a meno di un nuovo, clamoroso tonfo a Marsiglia
::: FABIO RUBINI
MILANO

il graffio

QQQ Tutto si deciderà mercoledì sera dopo Marsiglia-Inter di Champions. Anche perché il primo a non avere le idee chiare è Massimo Moratti. Da Appiano (ieri la squadra si è allenata davanti a Branca, Ausilio e Filucchi) continuano a dire che l’importante è arrivare terzi per qualificarsi in Champions, ma il trend delle ultime uscite (1 punto in 5 partite) non induce ottimismo. Per intanto si va avanti con Ranieri in sella (a meno di débâcle europee che potrebbero consigliare la soluzione-ponte Figo-Baresi) fino a fine stagione e l’impegno dei giocatori a fare del loro meglio da qui a giugno. Sarebbe questo il patto tecnico-giocatorisocietà siglato al termine del colloquio avvenuto ieri prima dell’allenamento. Tutti dovranno stringere i denti e infatti si è rivisto Samuel (a Marsiglia rientreranno Stankovic e Milito) e anche Jesus Juan sta accelerando i tempi per trovare la forma. Proprio la difesa, infatti, è il grande rebus. Senza Samuel sbanda, l’involuzione di Ranocchia è preoccupante e pure Lucio è smarrito. Limitati i danni, bisognerà pensare al futuro. Venerdì allo stadio e da tempo sui social network i tifosi chiedono la testa dell’uomo mercato Branca e del ds Ausilio e il reintegro di Lele Oriali che, fedele alla consegna del silenzio, continua a non voler parlare di Inter se non nel ruolo di commentatore a Mediaset Premium («I dirigenti si devono prendere le loro respon-

Mister Ranieri, 60 anni (Ansa), e tre possibili successori all’Inter: Guardiola, 40, Villas Boas, 34, Capello, 65 (LaP)

Sindrome da presa in giro
Forse è solo un sintomo isolato, ma qualcuno già ripensa alle interminabili prese in giro di pochi anni fa. Le tv hanno lanciato appelli per rintracciare Filippo, il bambino che venerdì al Meazza esprimeva tutto il suo disappunto con per il ko dell’Inter (che oggi lo ospita alla Pinetina) con questo cartello. Probabile che glielo abbia scritto il papà, memore di quanto ha vissuto perché altrimenti, uno di quell’età che pensa queste cose più che a scuola dovrebbe essere portato in un centro di disintossicazione. sabilità, come allenatore e giocatori»). Il primo tassello da mettere a fuoco sarà quello dell’allenatore. Quasi certamente non sarà Ranieri, sconfessato con la cessione (da lui osteggiata) di Thiago Motta. E allora chi? Si va da Capello a Blanc, da Villas Boas (ancora pericolante dopo l’1-1 del Chelsea col Birmingham in FA Cup) a Guardiola. Quest’ultimo, proprio ieri ha ridato speranza ai tifosi nerazzurri dichiarando che «non so se rinnoverò col Barcellona. Non ho fretta». E poi c’è la tentazione Zeman. Ma chi davvero, dopo che in due anni si sono stati bruciati Benitez, Leonardo, Gasperini e ora Ranieri, deciderà di accettare l’Inter? Il problema però resta quello contingente. Contro il Bologna il clima di resa della squadra è apparso evidente. Colpa in primis del fair play finanziario che ha consigliato all’Inter di disfarsi di pezzi preziosi (Eto’o, Motta) per far cassa. E poi del logorio fisico di una squadra alla quale le ultime sessioni di mercato non hanno apportato i giusti correttivi. Infine il giallo Castaignos che, tramite prova tv, potrebbe essere squalificato per uno sputo a Raggi del Bologna.

Ex mister Primavera nerazzurra

Pea, pupillo di Mou, è nel mirino del Napoli
::: TOMMASO LORENZINI
QQQ Mentre l’Inter annaspa, c’è un ex interista al vertice. Fulvio Pea, mister dello scoppiettante Sassuolo (in testa a 54 col Verona di Mandorlini. Segue Zeman a 52, domani big match Toro-Samp), è seduto sul primo posto della serie B. Fino allo scorso anno, Pea, 45 anni, guidava la Primavera, scelto su indicazione di Josè Mourinho: «Branca gli portò tre nomi. Mou, come sua abitudine, si documentò e scelse il sottoscritto. Che onore». E deve aver lavorato bene Fulvio, se qualche mese fa, dopo la vittoria del Sassuolo a Nocera, arriva un sms: «Complimenti, continua così e si va in A». Firmato: José. Risposta immediata: «Complimenti a te, bello scherzo». Peccato fosse proprio lo ca tra i professionisti, Pea sceglie poi di ricomincare con i ragazzi: «Avevo bisogno di “rifarmi il quaderno”, di capire i giocatori e riscoprirne i valori». Cosa avvenuta anche grazie a José: «Un giorno mi chiese la formazione della Primavera, capii che voleva portare in prima squadra uno dei miei. Mi chiese “se devi fare un cambio, chi metti?”. Gli ho risposto e ha convocato proprio la mia riserva. Non voleva indebolirmi. Addirittura mi ha perfino fatto dirigere alcuni allenamenti della prima squadra, quella del Triplete». Pochi, invece, i rapporti con Benitez e Leo: «Avevano molti più problemi...». Ottime credenziali, dunque, e infatti il Napoli ha già messo gli occhi su di lui, nel caso Mazzarri (del quale è stato vice alla Samp) dovesse salutare proprio in direzione Inter.

Fulvio Pea LaPresse Special, con il quale da quel giorno il mister neroverde si sente settimanalmente: «È molto gentile, ci tiene alle persone con cui ha avuto rapporti di lavoro». Un sodalizio nato sui campi della Pinetina, dai quali Mou ha fatto uscire il triplete, mentre Pea allevava talenti come Poli, Bardi e Destro. Per anni secondo di Simoni («come un padre») e a Luc-

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Domenica 19 febbraio 2012

[CONGESTION CHARGE]

I NUMERI DI IERI
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[COMO AL VOTO]

Area C non ferma lo smog Triplicate le polveri sottili
SERVIZIO a pagina 41

7 Persone arrestate 5 Furti d’auto 15 Borseggi 2 Truffe

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2000 i rom censiti a luglio 4000 nomadi in città secondo i rom 750 milioni incassati dal Comune 580 milioni di buco nei conti comunali

Via alle prime primarie Pdl Gaddi sfiderà la tecnica
DARIO ALEMANNO a pagina 42

Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@liberoquotidiano.it; Pubblicità: PUBLIKOMPASS SPA, Via Winckelmann 1, 20146 Milano; Tel. 02.24424611 - Fax 02.24424490

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Lo scivolone

Sinistra ingorda

«FOIBE COLPA DEI FASCISTI» L’OPUSCOLO DEL SINDACO
STUPRA STORIA E SINTASSI
::: GIUSEPPE PARLATO
QQQ Faceva il palo nella banda (partigiana) dell’Ortica... Nel 2008 Enrico Wieser era il leader incontrastato della sezione Anpi di Milano Ortica. Poi è diventato uno storico di vaglia e si è esibito in un gustoso libello sulle foibe direttamente pagato da tutti i milanesi. In questo importante squarcio storico, il citato Wieser si impegna in robuste colluttazioni prima con la sintassi, poi con la storia. E vince in entrambi i casi, nel senso che perdono la sintassi e la storia. Il primo esempio è questo pezzo che sfidiamo chiunque a comprendere: «Il tutto affinché si possa finalmente riconoscere che le foibe sono state l’effetto e non la causa dell’oppressione italiana in quelle terre». Il seguito è comunque sulla stessa linea. Anzi, meglio. Si comincia sostenendo che la Repubblica di Venezia si era limitata a conquistare la costa istriana, mentre l’entroterra era rimasto sloveno e croato, così come la Dalmazia. Ma la cartina di pagina 11 smentisce questa teoria: la storia si può anche deformare ma la geografia, per chi non la conosce, può riservare sgradite sorprese. Poi, con un salto da canguro, si passa dal 1000 al 1814-15 e si dice «come tutti sappiamo, che la nazione-Italia non esisteva» (p. 12), dimostrando di non sapere che non esisteva l’Italia come Stato ma come nazione esisteva da qualche secolo. In quel periodo, ci informa, le popolazioni, italiane e slave, vivevano pacificamente sotto l’Austria, poi la borghesia in occasione della guerra mondiale ha deciso di diventare irredentista e tutto si è guastato. Quindi, il solito discorso sul razzismo italiano e la snazionalizzazione. Si ignora che la maggior parte degli sloveni entrarono nelle organizzazioni del regime e si ignora che il terrorismo slavo tra il 1930 e il 1943 fece centinaia di vittime civili soprattutto fra gli italiani fascisti di lingua slovena; si ignora l’esistenza del gruppo terroristico comunista TIGR e si ignora lo sviluppo economico nell’agricoltura e nelle infrastrutture realizzato dall’Italia nel deprecato ventennio. Per arrivare alla conclusione, (...)
segue a pagina 38 REVISIONISMO ARANCIONE

Il Comune s’imbosca il tesoretto «Non abbasseremo le tasse»
I 750 milioni incassati dalle banche non bastano. De Corato: giunta senza speranza
VORAGINI NELL’ASFALTO DOPO LA NEVICATA
QQQ Il tesoretto? Non si tocca. La liquidità di quaranta milioni di euro che arriverà fresca fresca nelle casse del Comune di Milano non servirà a ridurre, o ad eliminare, i balzelli che la giunta Pisapia ha “regalato” ai milanesi. Più soldi, quindi, non significherà meno tasse. E a Milano la scelta è vasta: si va dall’aumento del biglietto Atm a quello dell’addizionale Irpef, dal ritocco al rialzo sulla tassa per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap) a quella sui passi carrai e, ciliegina sulla torta, i cinque euro al giorno da pagare per entrare nell’Aerea C. Domani, intanto, la questione sarà affrontata in consiglio comunale. Ma la Lega, e così il Pdl, hanno già pronte delle richieste. Il partito del Carroccio chiederà che queste nuove entrate spingano l’amministrazione comunale ad applicare l’Imu, la tassa sulla casa, al minimo. Mentre il Pdl chiederà delucidazioni sul futuro delle partecipate del Comune di Milano.
TIZIANA LAPELOSA a pagina 39

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Palazzo Marino giura: «Poche buche in strada»
QQQ Dopo la neve, e il sale, lungo le strade e i marciapiedi di Milano sono rimaste le buche. Che costringono i cittadini a veri e propri percorsi di guerra, nel tentativo di non danneggiare l’automobile. O, peggio ancora, di evitare incidenti. «A me non sono arrivate segnalazioni gravissime», assicura l’assessore ai Lavori pubblici Lucia Castellano. Eppure le 4200 vie della città anche quest’anno sono diventate un colabrodo. Nonostante il sindaco Giuliano Pisapia in campagna elettorale avesse indicato tra le priorità della giunta proprio la sistemazione delle buche nell’asfalto.
LIDIA BARATTA a pagina 41

I nomadi: «Situazione pessima»

In città sono tornati 2000 rom
QQQ Per il Comune sono circa duemila e, grazie alla loro opera, continuano a diminuire. Per le associazioni dei nomadi, tuttavia, la realtà è praticamente opposta. Oggi il numero di rom e sinti presenti in città, tra campi autorizzati e irregolari, sarebbe praticamente il doppio. A luglio la Prefettura ne aveva censiti la metà. La Lega accusa: colpa delle politiche tolleranti di questa amministrazione.
SALVATORE GARZILLO a pagina 40

Fuori dal vaso
«È stato definito il piano di monitoraggio degli effetti di Area C, il provvedimento entrato in vigore lo scorso 16 gennaio per liberare Milano dalla morsa del traffico».
IL COMUNE DI MILANO

Pisapia ha pagato i 150 libri negazionisti
di MASSIMO COSTA a pagina 38

Meglio tardi che mai...

Lite in strada

Anziana in sosta vietata. Lui la minaccia con una sega
::: GILBERTO BAZOLI
QQQ Un’altra lite violenta per un parcheggio. Un anziano ha minacciato, brandendo una sega, la vicina di casa perché aveva lasciato l’auto in sosta vietata vicino alle loro abitazioni. È successo a Vescovato (Cr), in via Marchi. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, stava tagliando l’erba del suo giardino quando ha cominciato a rimproverare la donna per «sosta selvaggia».È scoppiato un acceso diverbio. Il pensionato, che in quel momento impugnava una sega con una lama seghettata lunga una quarantina di centimetri, ha cominciato ad agitare l’arnese. Qualcuno ha dato l’allarme e, nel giro di pochi minuti, sul posto sono arrivati i carabinieri, che hanno cercato di calmare gli animi per poi raccogliere le testimonianze dei due litiganti. Stavolta l’episodio non ha avuto conseguenze drammatiche ma ha fatto ritornare alla mente quanto era accaduto il 19 novembre a Cremona. Mentre imperversava la Festa del torrone, un Suv aveva investito e ucciso un pensionato, Guido Gremmi, 76 anni, dopo una lite per un posto d’auto per disabili, assegnato alla compagna della vittima, che il fuoristrada occupava. Alla guida c’era un imprenditore di 72 anni, Angelo Pelucchi. Per tutta la notte erano proseguite le ricerche del conducente, che, accompagnato dai suoi legali, si era costituito il giorno dopo.

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CRONACA

Schiaffo a migliaia di morti

«Foibe marginali» Il Comune ha pagato i libri negazionisti
Stampati dalla Civica Stamperia 150 volumi a colori dell’Anpi Interrogazione Pdl sui fondi. Gli esuli: nuova offesa alle vittime
::: MASSIMO COSTA
QQQ L’opuscolo dello scandalo lo paghiamo noi. Quarantadue pagine vergate dall’Anpi per definire il dramma delle foibe prima «un episodio marginale della guerra», poi «la risposta (sbagliata e irrazionale) alla persecuzione fascista». Il trattato che minimizza l’orrore comunista ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, il logo del Consiglio di Zona 3 e - udite udite - anche i finanziamenti pubblici per la stampa delle copie. Venerdì sera, davanti al parlamentino di quartiere, i militanti di Pdl e Giovane Italia lo hanno urlato in centinaia: «La storia non si cancella». Per riscrivere il passato, Palazzo Marino si è affidato all’Anpi facendo infuriare gli esuli dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che ha deciso di annullare la mostra prevista per celebrare il «giorno del ricordo». Così, ironia della sorte, nel primo anno di giunta Pisapia l’associazione dei partigiani si è ritrovata ad essere l’unico custode della memoria. Polemiche, scambi di accuse, proteste. Il volumetto di Enrico Wieser, già presidente dell’Anpi-sezione Ortica, non prova nemmeno a nascondere il suo intento pedagogico tinto di rosso: «Le foibe sono momenti tragici della recente storia dell’Italia post fascista. Politicamente questo argomento è stato usato per la battaglia anticomunista, per addossare al comunismo colpe che non ha avuto)». Il tutto, ovviamente, finanziato con i soldi dei cittadini. La convenzione stipulata da Palazzo Marino e Anpi, infatti, iscrive nel bilancio del Settore Zona 3 la stampa dei libretti di Enrico Wieser. Recita la delibera: «La stampa del ma-

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IL CASO

IL PARTIGIANO GIULIANO Il sindaco Giuliano Pisapia è stato contestato nel giorno della giornata del ricordo da alcuni esponenti delle associazioni degli esuli istriani. Il sindaco ha parlato delle stragi del dopoguerra, sostenendo comunque che fossero una diretta responsabilità del regime fascista. Fotogramma

OPUSCOLO Il Comune ha finanziato la stampa di 150 copie del volumetto di Enrico Wieser che considera le foibe un episodio marginale della seconda guerra mondiale. Titolo: «Le Foibe. Dramma del confine orientale italiano». DELIRIO Scrive Wieser: «Le foibe sono la risposta (sbagliata, irrazionale e crudele, ma pur sempre una risposta) alla persecuzione a cui lo Stato italiano fascista aveva sottoposto le popolazioni slovene e croate». POLEMICHE Il Pdl in Zona 3 ha presentato un’interrogazione sui costi. L’associazione Venezia Giulia e Dalmazia: «Una nuova offesa alle vittime».

teriale informativo sarà a cura della Civica stamperia, consistente indicativamente in 150 opuscoli a colori». Soldi che finiranno nero su bianco in un’interrogazione presentata dal consigliere di Zona del Pdl Federico Santoro: «Vogliamo sapere quanto sono costati gli opuscoli all’amministrazione. È una vergogna». Anche se fossero mille euro - denuncia l’opposizione sarebbero soldi versati alla propaganda negazionista. Roberto Predolin, vicepresidente dell’as-

sociazione Venezia Giulia e Dalmazia, lo considera uno schiaffo alle migliaia di morti: «La diffusione di quel volume è un’offesa alle vittime. Si vuole falsare la storia, il sindaco Giuliano Pisapia è il primo responsabile». Gli esuli, dopo aver inviato una lettera al primo cittadino per esprimere lo sdegno riguardo alle iniziative del Comune, chiedono un «momento di confronto pubblico sul tema delle Foibe». Documenti alla mano, senza piegare l’orrore all’ideologia. Il

TESTO ZEPPO DI STRAFALCIONI

Il volume del sindaco stupra storia e sintassi
::: segue dalla prima GIUSEPPE PARLATO
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(...) che le «foibe sono la risposta alla persecuzione e alla repressione violenta e sistematica a cui da più di vent’anni, lo stato italiano fascista aveva sottoposto le popolazioni slovene e croate di quelle zone». Il grande storico Wieser ha risolto il problema e con la scusa di non volere fare della storia (infatti fa solo propaganda) buttail solito fango sugliitaliani ignorando la minima contestualizzazione del problema. Non si può concludere la rassegna omettendo le perle che impreziosiscono lo scritto di Wieser: purtroppo sono talmente tante che occorrerebbe uno spazio apposito. Ecco le migliori. Non è mai stata fatta in Italia una riflessione storica sulle foibe

(p. 9): infatti la bibliografia in calce ignora tutto quello che è stato scritto sull’argomento e si limita a quattro documenti dell’Associazione Partigiani. I veneti nel 1000 parlavano latino perché erano borghesi (p. 10). Francesco Giuseppe è stato l’ultimo imperatore d’Austria (p. 13): bisognerebbe dirgli che Cecco Beppe morì nel 1916 e gli successe il pronipote Carlo I. Per Wieser gli esuli sono 250 mila, mentre tutte le fonti parlano di una cifra tra i 300 e i 350 mila. Sconto pro Tito. Il passaggio di Trieste all’Italia è fissato al 1956, due anni dopo il suo effettivo ritorno alla Madre Patria (p. 40): ma che importa? È talmente forte l’amore per Tito e per gli infoibatori che valeva la pena prolungare di 2 anni la speranza che Trieste potesse diventare finalmente jugoslava.

sindaco, che non ha mai nominato i crimini del comunismo nel suo discorso (contestato) del 10 febbraio e nel 2004 aveva votato in parlamento contro l’istituzione della «giornata del ricordo», è nel mirino del centrodestra. Marco Osnato, consigliere comunale Pdl, invita la sinistra a «mettere da parte i desideri di vendetta. Se secondo loro gli italiani caddero da soli nelle foibe, lo dicano chiaramente». Per Carlo Fidanza, europarlamentare azzurro, balza agli occhi la disparità di trattamento con le altre ricorrenze storiche. «In piazza Fontana la sinistra invoca un amemoria condivisa, sulle Foibe invece mette in campo la strategia della negazione e della mistificazione». Prima la mostra itinerante nelle Zone - dieci pannelli nei quali non si cita mai il comunismo - poi l’opuscolo firmato da Wieser. Invece di unire, la prima giornata del ricordo della svolta arancione verrà ricordata per le polemiche (non ultima quella lanciata dal sindaco contro la stampa rea di «non controllare le fonti»). Dicono gli esuli: «Le scelte dell’amministrazione ci hanno allontanato dalle istituzioni». Alla fine del primo mandato Pisapia mancano ancora altre quattro giornate del ricordo.

FUTURO AZZURRO

Mantovani apre «Sì ai congressi per il regionale»
Dopo i congressi provinciali e cittadini, sì al voto per i vertici regionali del partito. Mario Mantovani, attuale coordinatore lombardo Pdl, apre ai congressi regionali. «Il Popolo della Libertà, grazie alla volontà e alla determinazione di Silvio Berlusconi ed Angelino Alfano, è e sarà sempre più un movimento all'insegna del dibattito, del confronto, della partecipazione» dice Mantovani. «Ritengo pertanto nell’ordine delle cose il poter presto ragionare anche sull’elezione del coordinatore regionale». Poi, l’invito a Formigoni che aveva sollevato il tema nei giorni scorsi: «Senz’altro non mancherà di promuovere tale richiesta al Tavolo delle regole nazionale del Pdl, di cui è componente».

La scelta di Davide Boni

E il Pirellone toglie il patrocinio alla mostra partigiana
QQQ «Solleverò subito il caso nell’ufficio di presidenza. Se le cose stanno così, cancelleremo il patrocinio». A Davide Boni, quella rosa camuna stampata accanto al titolo della contestata mostra sulle foibe proprio non va giù. Dieci pannelli fotografici realizzati tre anni fa dalla «Fondazione memoria della deportazione» e riproposti ora dal Comune di Milano che l’ha trasformata nella mostra ufficiale sulle Foibe. Eppure, in tutta la mostra, non si parla mai di «comunismo» né di «pulizia etnica». La lente d’ingrandimento si concentra piutDavide Boni Fotogramma tosto sul periodo del fascismo, neo comune all’opuscolo dell’Anpi (comunque ben più viziato dall’ideologia). «Quella mostra gira da tre anni nelle scuole» sottolinea l’europarlamentare Pdl Carlo Fidanza, «adesso con la sinistra al potere è diventata anche il simbolo dell’amministrazione». L’esposizione itinerante ha fatto imbestialire l’opposizione in ogni parlamentino di quartiere. «I pannelli erano già pronti» spiega Federico Santoro, consigliere Pdl in Zona 3, «eppure gli organizzatori avevano chiesto un contributo ulteriore di 300 euro, subito bocciato». In Zona 6, giovedì scorso, alcuni militanti di forza Nuova hanno tentato addirittura di fare irruzione nei locali della mostra. Sempre nella stessa assemblea, il capogruppo Pdl Massimo Girtanner aveva chiesto di dare più spazio agli esuli istriani. Emendamento respinto senza appello. «Questa maggioranza vuole evidentemente raccontare la sua verità storica dove il comunismo deve essere tenuto fuori dal contesto del genocidio o dove per foibe si intende ancora cavità carsiche». Carlo Armeni dà battaglia in Zona 7: «Al convegno invitati solo professori organici al Pd, organizzeremo un’altra giornata del ricordo». La mostra, nell’ultimo pannello dedicato al dramma del confine orientale, spiega che «il rancore e l’odio accumulati da sloveni e croati per la criminale oppressione fascista spiegano solo in parte l’asprezza dei comportamenti degli jugoslavi nei confronti della popolazione italiana, che veniva identificata in blocco come nemico storico del

nazionalismo sloveno e croato». Gli orrori ci sono, ma non viene messa in risalto la matrice comunista delle uccisioni di massa. Per questo, quel simbolo verde della rosa camuna fa ancor più effetto. Il patrocinio della presidenza del consiglio regionale risale a tre anni fa. Presidenza leghista, ma precedente all’elezione di Davide Boni (in quell’anno ci fu l’alternanza tra Albertoni e De Capitani). «Noi abbiamo fatto numerose iniziative per promuovere la giornata del ricordo» sottolinea Boni, «porrò subito la questione e, nel caso, proporrò il ritiro del patrocinio all’ufficio di presidenza». Proprio il Pirellone ha promosso quest’anno un concorso per le scuole per tenere viva la fiammella del ricordo. Titolo del concorso: «L’esodo degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Ieri un dramma dimenticato, oggi una pagina di storia».
M. COS.

CRONACA

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Nessuno sconto

La sinistra assicura: le tasse restano tutte
Il Comune nasconde il tesoretto da 750 milioni. Scontro in maggioranza sulla Sea. Rizzo: «Fermare la cessione»
::: TIZIANA LAPELOSA
QQQ Il tesoretto? Non si tocca. La liquidità di quaranta milioni di euro che arriverà fresca fresca nelle casse del Comune di Milano non servirà a ridurre, o ad eliminare, i balzelli che la giunta Pisapia ha “regalato” ai milanesi. Più soldi, quindi, non significherà meno tasse. E a Milano la scelta è vasta: si va dall’aumento del biglietto Atm a quello dell’addizionale Irpef, dal ritocco al rialzo sulla tassa per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap) a quella sui passi carrai e, ciliegina sulla torta, i cinque euro al giorno da pagare per entrare nell’Aerea C. Il tesoretto dalla destinazione ignota, che quattro banche dovranno subito restituire a Palazzo Marino per evitare pesanti conseguenze dopo il processo sui derivati, non avrà alcun vantaggio per i contribuenti. Per i cittadini tutto rimarrà così com’è, se non peggio. Prendiamo l’Imu per esempio. L’odiosa tassa sulla casa, reintrodotta dal governo Monti, sarà applicata alla lettera. Del resto, fanno sapere da Palazzo Marino, si tratta di soldi che bisogna “girare” comunque al governo. Quindi, non si tocca, ma si paga. Potrà restare deluso anche chi pensa che il biglietto da 1,50 euro dell’Atm, che la giunta Pisapia ha aumentato del 50 per cento, possa tornare a costare un euro. Improbabile un ritocco al ribasso. E mentre il consiglio comunale sta lavorando per rivedere gli aumenti della tassa sull’occupazione del suolo pubblico, in seguito alle proteste dei traslocatori e di una mozione Pdl-Lega - operazione che nulla ha a che vedere con i soldi in arrivo nelle casse comunali -, pare non ci sia speranza nemmeno con la Tarsu, la tassa sulla spazzatura. In fondo «i quaranta milioni sono sì una cifra significa-

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ALL’INCASSO

IL CORTEO

2005-2007 Insieme al prestito obbligazionario di 1,6 miliardi di euro, Palazzo Marino stipula un contratto derivato con le banche straniere che trasforma il tasso da fisso a variabile. Due anni dopo il consigliere Pd Davide Corritone denuncia il rischio di ingenti perdite per il Comune. 2009-2010 Il pm sequestra 100 milioni di euro alle banche accusate di truffa aggravata, insieme a due dirigenti del Comune. Avrebbero ingannato il Comune procurandosi profitti per 100 milioni di euro. Nel 2010 inizia il processo. 2012 Arriva l’intesa tra banche e Comune, che dovrebbe maturare profitti per 750 milioni di euro in 23 anni.

No Tav in piazza contro gli arresti dei «compagni»
Bancomat presi a mazzate, lanci di uova e scritte sui muri. È questo il bilancio del corteo dei No Tav, organizzato per manifestare la solidarietà del movimento agli arrestati nel corso dell’inchiesta della Procura di Torino sugli scontri della scorsa estate in Val di Susaoltre un migliaio di persone, molti dell'area antagonista milanese e non solo, si sono incamminate da via Ferrante Aporti a Milano, a lato della Stazione Centrale, diretti al carcere di San Vittore. In testa al corteo, uno striscione: «Le lotte non si arrestano, libertà per i No Tav». Arrivando in centro, tuttavia, la rabbia dei manifestanti si è sfogata contro palazzi e negozi, prendendo di mira in particolare gli istituti bancari, imbrattandone le vetrine e danneggiando diversi bancomat. Il tutto condito dal consueto lancio di fumogeni. Arrivati di fronte al carcere, dove sono reclusi quattro antagonisti arrestati, i manifestanti hanno fatto esplodere diversi petardi, lanciati anche all’interno delle mura del carcere, e fuochi d'artificio. Alcuni detenuti hanno salutato gli antagonisti solidali dalle grate delle finestre. Lungo il percorso sono state lasciate molte scritte sulle facciate dei palazzi e le vetrine delle banche, tra cui «Meno buchi nei monti, più crivellate a Monti», «Vigili assassini».

tiva», ma pur sempre «una goccia rispetto alle attuali necessità del Comune», osserva Basilio Rizzo, presidente del consiglio comunale. Un ente che, per arrivare al pareggio di bilancio, avrebbe bisogno di

qualcosa come 580 milioni di euro. Anche Carmela Rozza, capogruppo Pd, dice che «nel 2012 non cambierà nulla» e che qualcosa, magari, potrà iniziare a muoversi dal 2013 in poi «quando avremo i venti

milioni di euro di rendimenti derivanti dalle obbligazioni». Soldi che potrebbero essere utilizzati per la spesa corrente. E che sull’utilizzo dei 40 milioni cash «se ne inizierà a parlare in commissione». A

APPELLO A MONTI

E il Pd chiede regole meno rigide sui bilanci
Più flessibilità sia per quanto riguarda il patto di stabilità, sia per le iniziative sul rilancio dell’economia. A chiederlo il capogruppo del Partito democratico al Pirellone, Luca Gaffuri, che ieri ha parlato a margine dell’incontro che si è svolto con gli amministratori locali del partito presso la sede della Regione Lombardia. «Va riaffermato il ruolo fondamentale dei comuni», le sue parole, «devono tornare ad avere maggiore flessibilità sia sul patto di stabilità, sia per iniziative di rilancio dell’economia», che traballa. Al centro del dibattito con gli amministratori, però, si è parlato anche di un tema caldo come quello del federalismo. Per l’esponente del Pd va inserito anche questa voce per il futuro della Regione Lombardia: «Dopo aver rimesso a posto i conti», ha spiegato l’esponente di centrosinistra, «quello è un tema urgente per dare una risposta puntuale ai cittadini». Interpellato, infine, anche sulla città metropolitana, questione che interessa tutte le grandi città italiane, Gaffuri l’ha definita «una delle scommesse principali. La città di Milano, inoltre, è urbanizzata con la maggior parte dei Comuni dell’hinterland, quindi è necessario mettere in campo delle misure unitarie, soprattutto per i trasporti e l’urbanizzazione per preservare alcune aree ambientalmente di pregio».

Palazzo Marino iniziano anche a circolare degli interrogativi: con le casse più ricche, ci sarà un ripensamento sulla (s)vendita della Sea? Rizzo continua a «dirsi contrario», ma sicuro che «bisognerà trovare risorse in altro modo. Tutto, però, fa pensare che la giunta Pisapia non voglia cambiare le cose e utilizzare il tesoretto, che nei prossimi 23 anni frutterà 750 milioni di euro, anche per ridurre il debito di 4,3 miliardi. C’è anche l’incognita patto di stabilità. Capire, cioè, quei 450 milioni di euro (che in parte saranno in Btp e in parte in depositi bancari) che entreranno a far parte del patrimonio comunale potranno essere considerati nel calcolo del patto di stabilità con più possibilità di investimento. Ma su questo serve il parere del ministero per lo Sviluppo. Di certo la giunta Pisapia ha qualche motivo in meno per piangere miseria.

Assalto alle casse

Lega e Pdl sulle barricate: «Basta stangate, la giunta si fermi»
QQQ «Non c’è speranza». L’opposizione a Palazzo Marino è quasi certa che i soldi in arrivo a Palazzo Marino non saranno utilizzati per ridurre le tasse. Anzi, peseranno sempre di più se è vero, come risulta alla minoranza che i soldi liquidi, 40 milioni di euro, che presto le banche daranno al Comune di Milano, saranno utilizzati soltanto per gli investimenti e nemmeno un centesimo per la spesa corrente. «Da quello che sappiamo questa entrata non potrà essere utilizzata per la spesa corrente», assicura il consigliere Pdl Riccardo De Corato, «anche se la questione su come utilizzare il tesoretto è chiara veramente a pochi». In ogni caso, spiega l’ex assessore, «le tasse aumenteranno a raffica. Il Comune di Milano ha bisogno di 580 milioni di euro e in qualche modo li dovrà trovare questi soldi. Ne vedremo delle belle». Il timore è che si continui a ritoccare a danno dei cittadini e che Tarsu, addizionale Irpef alle stelle, tassa sul turismo, Area C e così via non basteranno a far quadrare i conti della giunta Pisapia. In attesa di capire cosa ne sarà dei 40 milioni di euro, la Lega al sindaco di Milano Giuliano Pisapia chiede di far fruttare al meglio «questa entrata del tutto inaspettata». Come? «È chiaro che chiederemo subito che l’Imu, la tassa sulla casa, venga applicata al minimo sia per quanto riguarda la prima casa, sia per la seconda abitazione di proprietà visto che si tratta della “mazzata” più pesante per i milanesi», sbotta il consigliere Matteo Salvini. Che aggiunge: «Al sindaco chiederemo anche di ampliare le esenzioni il più possibile. Se ci sono questi soldi, il Comune di Milano eviti di mettere le mani nelle tasche dei milanesi». «Alla luce di queste nuove risorse chiediamo al Comune di non aumentare le addizionali Irpef per il 2012», sottolinea, invece, il consigliere Pdl Pietro Tatarella, «vista la situazione di crisi in cui ci troviamo». Ma c’è un altro punto sul quale Tatarella insiste: il futuro delle partecipate del Comune. «Al sindaco Pisapia chiediamo che venga in aula a spiegarci qual è la sua idea. Non vorremmo arrivare a dicembre con un’altra svendita del pacchetto azionario del Comune». Mentre il capogruppo Pdl in consiglio comunale, Carlo Masseroli, spera «che ci siano le condizioni affinché il Comune di Milano eviti di entrare nelle tasche dei milanesi» e, quindi, di «non aumentare le tasse». Su come utilizzare le inaspettate risorse del tesoretto se ne inizierà a discutere domani a Palazzo Marino.
TIZ. LAP.

Matteo Salvini Fotogramma

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CRONACA

Il controesodo

IL CAPO DEI GHISA

La giunta Pisapia riporta a Milano 2000 «amici» rom
Le associazioni dei nomadi: nei campi 4000 persone A luglio erano la metà. La Lega: città fuori controllo
::: SALVATORE GARZILLO
QQQ Ricordate il gioco dei fagioli di Raffaella Carrà? Scoprire il numero dei rom a Milano è altrettanto difficile. Se da Palazzo Marino rassicurano con cifre discrete, gli operatori che lavorano a contatto con i nomadi raddoppiano le stime; se da una parte l’amministrazione celebra il successo delle politiche di integrazione, dall’altra i cittadini si chiedono come mai i semafori sono ancora presi d’assalto dai lavavetri. Per fare il punto abbiamo chiesto aiuto all’assessore alla Sicurezza Marco Granelli e alla sua mappa aggiornata. CAMPI DA CHIUDERE Con la recente chiusura del Triboniano, i campi autorizzati sono sette, per un totale di 665 ospiti. Documenti alla mano, Granelli ci spiega il conteggio: 100 persone in quello di via Idro, 110 in Bonfadini, 160 a Chiesa Rossa, 85 a Negrotto, 80 in Martirano, 30 in quello di Impastato. C’è poi via Novara («che chiuderemo entro due mesi»), dove sarebbero 100 ma vanno sottratti venti «già in uscita e destinati a tre appartamenti concessi temporaneamente, un anno-un anno e mezzo», dice l’assessore. Le case sono di proprietà del Policlinico che le ha affidate a “Farsi prossimo”, no profit che ha il compito di accompagnare i rom verso una soluzione abitativa più stabile. Ci sono poi gli insediamenti non autorizzati, il cui conteggio è approssimativo e che ospiterebbero all’incirca un migliaio di persone. Si tratta di piccoli agglomerati, alcuni dei quali resistono anche da quindici anni. L’elenco di Granelli è questo: tre insediamenti (di cui due veri campi) a Muggiano, due nella zona sud dell’ex parco delle rose, uno soltanto in via Selvanesco, via Airaghi, via San Dionigi, via Sacile (poco distante da Bonfadini), in via Monte Bisbino (al confine con Baranzate), e alcuni in zona Parco Bacula e San Cristoforo. CACCIA AI CAMPER Infine, i camper: 150 camminanti sinti di origine siciliana e campana che arrivano a Milano dalla fine dell’inverno. I due nuclei si dividono nell’area nord-est (Rubattino, parcheggio di Lambrate o via Pestagalli) e sud-ovest (Barona e Giambellino). «Facciamo di tutto per allontanarli, abbiamo anche installato delle “U” rovesciate per impedire l’accesso dei mezzi ai parcheggi», dichiara Granelli. Tirando le somme si arriva a circa 1.800 individui. Dato positivo, soprattutto se paragonato a quello registrato dalla Prefettura: 2000 persone di cui 800 irregolari. Queste cifre sono state ricordate anche il 2 luglio scorso, giorno in cui è

Pd contro Sel: «Mastrangelo resti dov’è»
«È assolutamente sbagliato assumere decisioni di questo tipo in momenti di animosità e ansietà» rispetto ai fatti avvenuti». Il Pd mette un freno ai programmi della sinistra radicale. Nonostante le accuse piovete sul corpo dopo la sparatoria al parco Lambro, il capo dei ghisa Tullio Mastrangelo, almeno per il momento, non si tocca. «Noi stiamo procedendo con il nostro programma di riorganizzazione e valuteremo la capacità di applicare gli indirizzi della giunta da parte del capitano Mastrangelo nei fatti. Proprio come faremo con gli altri dirigenti che abbiamo nominato». Nel frattempo, le indagini sulla morte del cileno proseguono, con qualche disavventura Ieri l’avvocato del vigile Alessandro Amigoni, indagato per l’omicidio volontario del clandestino cileno, si è recato sul luogo della sparatoria per effettuare dei rilievi. Qualcuno, tuttavia, ha infranto due finestrini del furgone a bordo del quale era giunto il legale e sono scappati dopo aver sottratto alcune apparecchiature e gli effetti personali dell'avvocato, tra cui un navigatore satellitare. L’avvocato, secondo la ricostruzione, dopo aver parcheggiato si era allontanato solo per alcuni minuti.

stata presentata la consulta rom a Palazzo Marino. Vicepresidente della Federazione «Rom e Sinti Insieme», nonché promotrice dell’iniziativa, è Dijana Pavlovic, attrice serba di etnia rom ma milanese d’adozione, che a noi fornisce un dato diverso: «I numeri sono sbagliati, saremo almeno mille in più». Secondo Maurizio Pagani di Opera Nomadi, anche questo calcolo è per difetto. «La situazione è pessima, saranno 3.5004.000. Le politiche della giunta Pisapia ricalcano quelle dell’amministrazione precedente. Non c’è una discontinuità con la linea dei vecchi assessori. L’unica differenza sta nell’enfasi; prima era eccessiva, ora non si parla quasi mai del problema, come fosse sparito. Questo atteggiamento è altrettanto grave». Rica-

pitolando: per Granelli sono 1.800, per la Prefettura 2mila, per la Pavlovic almeno 3mila, per Opera nomadi quasi 4mila. La verità sta nel mezzo? CITTADINI IN RIVOLTA «Di sicuro la situazione è peggiorata negli ultimi mesi», dice Stefano Bolognini, assessore provinciale alla Sicurezza. «Si parla di 150 insediamenti abusivi; anche al centro è boom di lavavetri. I cittadini che vivono attorno ai campi, in particolare quello di Bonfadini, sono disperati per i continui furti e per l’insicurezza. A Corsico ci sono continue aggressioni ai danni di persone che fanno jogging. Neppure la consulta rom ha risolto le cose, e lo stop agli sgomberi lancia un messaggio di illegalità».

LOMBARDIA

Domenica 19 febbraio 2012

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Smog alle stelle

A un mese da Area C il Comune si sveglia Via al monitoraggio
QQQ L’Area C è partita da 40 giorni, ma il Comune di Milano istituisce soltanto adesso il piano di monitoraggio degli effetti del ticket di ingresso. L’annuncio ufficiale di Palazzo Marino, forse a causa delle polemiche scaturite nelle scorse settimane sulla sua attendibilità, si dimentica totalmente di citare l’Amat, l’agenzia per la mobilità finanziata dalla giunta che curerà concretamente le rilevazioni. In attesa della pubblicazione completa dei numeri - gli unici a disposizione sul «black carbon» risalgono addirittura al 18 gennaio - l’amministrazione fissa i paletti delle rilevazioni sulla gabella: verrà misurato il numero di auto circolanti (sfruttando ovviamente le telecamere esistenti), si registrerà l’aumento dei passeggeri sui mezzi pubblici, si terranno d’occhio le variazioni immobiliari. E i costi? I numeri verranno diffusi ogni tre mesi per quanto riguarda i fondi impiegati nella gestione del sistema, e ogni sei mesi per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse. Non proprio quel «sito web in tempo reale» promesso ai milanesi alla vigilia dell’Area C. Intanto, lo smog torna a ignorare la propaganda arancione sul dazio: ieri, per il dodicesimo giorno consecutivo, i valori del Pm10 hanno sfondato la soglia d’allarme fissata dall’Unione europea (50 microgrammi). Un bollettino da tragedia: 129 microgrammi a Città Studi, 155 in via Senato e 149 al Verziere. «L’unico scopo del ticket è fare cassa» tuona l’ex vicesindaco Riccardo De Corato. Ieri, intanto, il Comune ha diffuso nuovi dati sulla riduzione del traffico provocata da Area C: dal fantomatico «giro intorno ai Bastioni a bordo delle auto elettriche» condotto da Amat, si è passati questa volta a una rilevazione attraverso sensori applicati sul manto stradale. Secondo la giunta, è calato anche il traffico esterno all’Area C (dal 3 al 6% a seconda delle settimane di osservazione). Calano anche gli incidenti, mentre si registra un aumento di auto rispetto all’esordio del provvedimento: rispetto alle stesse settimane del 2011, infatti, la riduzione del traffico è compresa tra un minimo del 31,9% (6-10 febbraio) e un massimo del 44,7% (16-20 gennaio), con una media mensile del -38,7%. Il Comune festeggia: «I benefici effetti che Area C ha portato al traffico nel primo mese dalla sua attivazione si sono estesi anche al di fuori della Ztl Cerchia dei Bastioni. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la percentuale di traffico è calata non solo in centro, ma anche all’esterno della Cerchia. In calo anche il tasso di incidentalità, che ha fatto registrare un -44%». Il Pdl, intanto, prosegue nella raccolta firme per il referendum abrogativo. Obiettivo: 30mila firme entro metà maggio. Sono già arrivate più di diecimila sottoscrizioni.
M. COS.

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STRADE DISSESTATE
Dall’alto in senso orario, rattoppo sulla carreggiata di via Melchiorre Gioia; due buche in via Ceresio (zona Monumentale) e il dissesto lungo i binari del tram in via Copernico (zona Centrale) [Sicki]

Crateri metropolitani

Dal Monumentale alla Stazione Via il ghiaccio escono le buche
Le strade sono un colabrodo ma l’assessore minimizza: «Nessuna segnalazione grave»
::: LIDIA BARATTA
QQQ Dopo la neve, e il sale, lungo le strade e i marciapiedi di Milano sono rimaste le buche. Che costringono i cittadini a veri e propri percorsi di guerra, nel tentativo di non danneggiare l’automobile. O, peggio ancora, di evitare incidenti. «A me non sono arrivate segnalazioni gravissime», assicura l’assessore ai Lavori pubblici Lucia Castellano. Eppure le 4200 vie della città anche quest’anno sono diventate un colabrodo. Nonostante il sindaco Giuliano Pisapia in campagna elettorale avesse indicato tra le priorità della giunta proprio la sistemazione delle buche nell’asfalto. Così, da una settimana, ben 12 squadre addette alla manutenzione stradale sono a lavoro solo per tappare i crateri del dopo neve. La situazione più critica si trova in zona Garibaldi, vicino al cimitero Monumentale. Qui, complici anche i cantieri della linea 5 della metropolitana, i 15 centimetri di neve caduti all’inizio del mese hanno lasciato in eredità vere e proprie voragini nel manto stradale. Negli altri quartieri le cose non sembrano andare meglio. In zona Bovisa, le buche ormai non si contano più. Stessa scena in via Gustavo Fara, via Melchiorre Gioia e via Copernico, intorno alla stazione Centrale. E anche i marciapiedi non si salvano: lungo corso Venezia, all’altezza di Palestro, sono diventati simili a un groviera. E con le buche, aumentano anche chiamate e richieste di intervento da parte dei cittadini. Sia al Nucleo intervento rapido (Nuir) - che ha il compito di delimitare le voragini con le transenne - sia al centralino dei vigili urbani. «Ogni anno riceviamo 19 mila segnalazioni per il dissesto del manto stradale», fanno sapere dall’ufficio Infrastrutture del Comune di Milano, «di cui 11-12 mila solo nella stagione invernale». Le situazioni critiche possono essere segnalate anche via Internet sul sito del dipartimento mobilità. O addirittura, in tempo reale, agli agenti della polizia locale che, dotati di palmare, comunicano subito a un cervellone centrale gli interventi da effettuare sulle strade. E anche i social network non sono rimasti immuni: su Facebook sono stati creati tre gruppi di discussione sul tema, di cui uno porta il nome «Le strade di Milano fanno più schifo di quelle della Bolivia». Il problema, dicono i responsabili del servizio, «è che si tratta di interventi di riparazione solo parziale, perché ci saranno altre piogge che sfalderanno i crateri appena rattoppati». Nel bilancio del 2011 alla voce manutenzione stradale sono previsti 38 milioni di euro. Di cui 8 per i lavori ordinari. Ovvero, per riparare buche. I lavori straordinari si svolgono, invece, in primavera o estate. E ogni anno le strade da recuperare sotto il sole sono almeno 600-700. Una vera emergenza, insomma. Anche economica, visto che il Comune solo nel 2009 è stato costretto a sborsare anche 4 milioni di euro per risarcire gli automobilisti vittime di incidenti da «insidia stradale». Ma quest’anno c’è una novità. Nel corso della bella stagione, verranno «rifatte» tre o quattro strade campione con un asfalto di nuova generazione che permette alla neve di sciogliersi più velocemente, evitando quindi la formazione di nuovi crateri. Il materiale, utilizzato per le autostrade della Valle d’Aosta, ha però una controindicazione: costa il 20 per cento in più del normale asfalto. E, dicono dal Comune, «le risorse cha abbiamo non sono infinite».

INCIDENTE FATALE

Scontro a Bergamo, morti due ragazzi
BERGAMO Due ragazzi sono morti in un incidente avvenuto nella tarda serata di venerdì nel bergamasco. Lo scontro è avvenuto intorno alle 23 a Fiorine di Clusone tra la Peugeot su cui viaggiavano e una Golf. Due degli occupanti delle vetture sono morti sul colpo, inutili tutti i tentativi di rianimazione effettuati dal personale del 118. Altri due giovani sono stati ricoverati in ospedale con ferite non gravi. Le vittime sono Mattia Angelini, 19 anni, di Cerete e Pietro Magli, 19 anni, di Valgoglio. I due si trovavano con altri due amici (che se la sono cavata con ferite meno gravi e sono ricoverati all’ospedale di Piario) a bordo di una Peugeot 307 che viaggiava in direzione Bergamo quando si sono scontrati con una Golf condotta da un 41enne che veniva dalla direzione opposta. I due giovani sono morti sul colpo. L’esatta dinamica dello schianto è in corso di accertamento.

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LOMBARDIA

Il dopo Bruni

Via alle prime primarie Pdl Gaddi sfiderà la tecnica
Il partito si spacca fra liberal e ciellini. Tutti al voto il 4 marzo
::: DARIO ALEMANNO
COMO

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I CANDIDATI
Da sinistra, l’attuale assessore alla Cultura Sergio Gaddi, la presidente del collegio dei revisori dei conti Laura Bordoli e la consigliera comunale Federica Simone [Pozzoni]

il Prodotto
CASSATA SICILIANA

Il dolce ricottoso che apre il cuore Anche se è gelato
::: TOMMASO FARINA
QQQ L’inverno, malgrado un lieve rialzo delle temperature, non accenna a farsi da parte. Tanto vale approfittarne, e rifocillarsi con qualcosa di sostanzioso. Un bel diversivo può essere la cassata siciliana, un dolce tantobuono e celebre da essere diffusissimo anche nella forma di gusto di gelateria. Le cassate gelate sono senz’altro buone (se fatte bene), ma la cassata originale, con la sua “ricottosa”opulenza, apre davvero il cuore. Non si sa di preciso da dove derivi il nome. Secondo alcuni, ha la stessa radice latina di parole come caseificio: ossia, qualcosa di relativo al formaggio, anche se a ben vedere la ricotta, ingrediente principale, in realtà formaggio non è. Per altri invece l’origine del nome è araba, e non deve stupire, se si tiene conto della dominazione saracena cui la Sicilia fu per lungo tempo assoggettata. Qasat, ossia bacinella: questa è un’altra teoria etimologica sul nostro dolce, che prende la forma del recipiente in cui lo si prepara. Come che sia, in Sicilia si mangia cassata da tempi antichissimi. La ricotta di pecora, magnifico sottoprodotto (per modo di dire) dei grandi pecorini siculi, ne è tuttora il fulcro, accanto alla frutta candita, al pan di Spagna e alla glassa. La sua dolcezza estrema chiama vini dolci di spessori: un grande Passito di Pantelleria, per esempio. O una Malvasia delle Lipari. A Milano molte pasticcerie la fanno. Segnaliamo quella di un moderno locale all’Isola: Dolce Sicilia (via Carmagnola 8, tel. 026886592). L’aspetto è minimalista. I dolci viceversa sono massimalisti, ricchi, accoglienti, senza trucchi. La cassata (43 euro al kg) è disponibile in varie pezzature. Da provare. Non mancano i cannoli, e cosette salate come gli arancini (3 euro cad.).

QQQ Il 4 marzo per la prima volta il Pdl sperimenterà le primarie per selezionare il candidato sindaco da presentare alle elezioni amministrative di un capoluogo lombardo. La scelta fatta a Como è il segno evidente, di dissidi interni al partito. Gli attriti, in effetti, sono emersi anche ieri durante la conferenza stampa di presentazione ufficiale dei tre candidati che parteciperanno alle primarie. Il coordinatore provinciale Alessio Butti ha tenuto a sottolineare l’importanza che le primarie ricoprono a Como rispetto ad altre città dove si farà altrettanto (ma solo dopo il 4 marzo): «Un conto è fare le primarie in Comuni dove l’amministrazione uscente fa capo a un altro partito, come a Monza, dove al governo c’è la Lega, o a Frosinone dove addirittura c’è il centrosinistra. Altra cosa è farle in una città dove l’amministrazione uscente è del Pdl». Parole, quelle di Butti, tese a sottolineare il valore democratico della scelta attuata a Como, tuttavia è apparso chiaro che sia stata una decisione obbligata, stando, almeno, alle tensioni che si respirano tra i tre candidati, Sergio Gaddi, Laura Bordoli, Federica Simone. In special modo tra le due donne. SFIDA A TRE Gaddi è sicuramente il volto più noto. Assessore alla Cultura degli ul-

timi dieci anni ha dichiarato di volere «applicare il modello utilizzato al settore cultura, i cui risultati a Como sono indiscutibili, anche a tutti gli altri ambiti dell’amministrazione». Gaddi si è detto «convinto del valore delle primarie, tanto è vero che sono stato il primo a volerle». Se la dovrà vedere, però, con due donne. La Bordoli nel presentarsi alla stampa ha giocato la carta della «outsider»: «Non ho mai fatto politica e non sono tesserata, ma conosco le criticità del Comune di Como perché le ho potute approfondire e analizzare grazie alla mia attività di tecnico, cioè presidente del collegio dei revisori dei conti dell’amministrazione comunale». La terza candidata è Federica Simone. È stata lei a fare emergere gli attriti che ci sono nel Pdl coma-

sco, tanto che la sua candidatura potrebbe essere interpretata come «di disturbo». PARTITO SPACCATO La Simone è entrata in aperta polemica con il coordinamento provinciale e con la scelta di candidare una donna che non avesse mai svolto attività politica nel Pdl: «Non capisco il motivo di accogliere la candidatura della Bordoli che non è tesserata, non ha mai lavorato per il Pdl e che, per giunta, ha dichiarato di non volersi nemmeno mai iscrivere al partito». La Simone ha fatto intendere di sentirsi svantaggiata rispetto alla Bordoli che può contare sull’appoggio dello stesso coordinatore Butti e, più in generale, sull’area che fa capo all’asse Cielle-ex An. La sfida,

dunque, sarà quasi certamente tra Gaddi, più vicino all’area liberal (che fa riferimento a Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin) e la Bordoli. PRIMARIE DEMOCRATICHE Il vice coordinatore Patrizio Tambini ha spiegato che «le primarie si svolgeranno il 4 marzo e che a differenza di quelle fatte dal centrosinistra, dove hanno votato anche minorenni fino a 16 anni e cittadini stranieri, vi potranno partecipare solo coloro che hanno diritto di voto, anche se non tesserati al Pdl. Il nostro regolamento prevede che votare alle primarie costi 1 euro per gli iscritti e 3 euro per gli altri, ma abbiamo chiesto una deroga affinché venga equiparato il costo a 1 euro per tutti, così da allargare la partecipazione».

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MILANO E LOMBARDIA

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TuttoMilano
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CRONACA

Agenda
FARMACIE
Turno diurno
(dalle ore 8,30 alle ore 21,00) ■ CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magenta): v. Larga, 6; v. Dante, 17; c.so Genova, 27. ■ NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Garibaldi): v. S. Lopez, 3; p.le Maciachini, 24; v. Forni, 34; v.le Suzzani, 273; v. Pellini, 1; v.le Monte Grappa, 7. ■ SUD (Ticinese, Vigentina, Rogoredo, Barona, Gratosoglio): c.so Lodi, 19; v. Alamanni, 2; v.le Tibaldi, 15; v. De Ruggiero, 8. ■ EST (Venezia, Vittoria, Romana, Loreto, Città Studi, Lambrate, Ortica, Forlanini, Mecenate): p.za Duca d'Aosta, 4; v. Stradivari, 1; v.le Monza, 226; p.za Martesana, 4; v. Atene, 2; v. Crescenzago, 36; c.so Plebisciti, 7; p.za Cinque Giornate, 7; v. Varsavia, 4. ■ OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sempione, S. Siro): v. Vetta d'Italia, 18; v. Giambellino, 64; p.za T. Olivelli, 1; v. Monte Rosa, 27; v. Paravia, 75; v. Quarenghi, 21/23; v. R. di Lauria, 22; v. Paolo Sarpi, 62.

A Fausto e Iaio una targa in piazza Durante La giunta ricorda gli anni di piombo
Caro Besana, l’ultima brillante proposta della giunta arancione dimostra pienamente l’imposizione ideologica che sta subendo la nostra città. L’idea è quella di intitolare i giardini di piazza Durante a Fausto e Iaio (Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci), militanti del centro sociale Leoncavallo, uccisi a colpi di pistola da estremisti della destra radicale, nel 1978. I due, secondo alcune ricostruzioni storiche, avevano contatti e legami con esponenti delle Brigate Rosse che facevano riferimento al gruppo di via Montenevoso. La giunta Pisapia dunque, forse poco informata e attenta, di fatto vuole dedicare dei giardini pubblici a due terroristi. Non bastava Berlinguer, ci volevano pure due simpatizzanti di un centro sociale che al portone di ingresso regala preservativi ed espone striscioni che incitano al consumo di droghe. A me pare che la nuova amminstrazione stia tentando faticosamente di recuperare sul piano ideologico quanto non riesce a dimostrare concretamente: Area C è un fallimento, il trasporto urbano non è migliorato. Pisapia perde consensi tra i suoi stessi elettori e per rimediare sventola faticosamente bandiera rossa. Gianni Limoli e.mail Risponde Renato Besana Caro Limoli, le inchieste sull’omicidio di Fausto e Iaio si sono chiuse con richieste di archiviazione: non si può quindi affermare che i due siano stati uccisi da esponenti della destra eversiva o dai servizi segreti. In un comunicato, le Br li definirono «compagni assassinati dai sicari di regime», ma ogni legame con il terrorismo finisce qui, benché il Tinelli abitasse in via Montenevoso, a poca distanza dal covo della colonna Walter Alasia scoperto dai carabinieri di Dalla Chiesa. Per la giunta arancione, intitolare un giardino ai due leoncavallini costituisce un omaggio agli anni ‘70 e alle proprie radici movimentiste. Non possono farne a meno, è più forte di loro.

In Consiglio di Zona 6 non c’è democrazia
Il Consiglio di Zona 6 del giorno 16 Febbraio, si è svolto in un clima intimidatorio, il pubblico, era in pratica un’armata comunista, che oltre ad’intimidire l’opposizione, condizionava anche la maggioranza. Come se non bastasse sono arrivati in seguito militanti dei centri sociali che hanno tenuto sotto scacco il Consiglio stesso; a questo punto è stato richiesto l’intervento della Forza Pubblica, che è giunta sul posto in tenuta antisommossa. Tutto questo fino alla delibera in discussione. Un consigliere è stato accompagnato all’uscita dalla Digos, fra le urla dei contestatori, che affermavano peraltro di conoscere l’indirizzo del suo domicilio e che sarebbero andati a casa a prenderlo. Giorgio Bettoni e.mail

Turno notturno
(dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; p.za S. Maria Beltrade, 1; p.za Clotilde, 1; p.le Sempione, 8; v.le Zara, 38; v.le Testi, 90; Ripa Ticinese, 33; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); Stazione Garibaldi; v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v. Celentano, 1; v.le Lucania, 6; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v Vigevano, 45; v.le Ranzoni, 2.

Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@liberoquotidiano.it sottolineando nell’oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi.

CULTURA

Il Teatro Nuovo ancora inefficiente
Dopo l’annullamento del 16 febbraio, lo spettacolo di Massimo Lopez al Teatro Nuovo di Milano non è andato in scena neanche venerdì 17. Il Teatro nuovo non ha comunicato nulla ai quotidiani e non ha informato gli spettatori neppure tramite il suo sito, dove lo spettacolo risultava regolarmente in programmazione. Il Teatro Nuovo ha quindi deciso di far uscire di casa la gente non per farla assistere ad uno spettacolo, ma per informarla alla cassa che lo stesso è stato annullato per malattia di Massimo Lopez. Non mi pare un bello scherzo. Giacomo Sempioni e.mail

APPUNTAMENTI
Al Blue Note il sound di Joyce Yuille
propongono un repertorio variegato, ci sarà Ettore Carucci al pianoforte. dell’Ufficio di Presidenza, il Pirellone, aprirà le porte ai cittadini, offrendo loro l’occasione di visitare l’Aula nella quale si riunisce l’Assemblea regionale e il Belvedere del 3° piano, con la sua eccezionale vista su Milano. Ad accogliere i cittadini ci saranno il Presidente del Consiglio Davide Boni con gli altri componenti dell’ufficio di Presidenza e i consiglieri.

___________________________ 25/02, Blue Note, via Borsier 37, biglietti da 32 euro

Intesa Sanpaolo presenta «Viaggio in Italia»
INCONTRO Lunedì 20 febbraio alle 18, presso la Sala Convegni di Intesa Sanpaolo è in programma la presentazione del libro «Viaggio in Italia. Alla ricerca dell’identità perduta», con testi di di Marco Aime, Gianpiero Dalla Zuanna, Luca De Biase, Ilvo Diamanti, Salvatore Natoli, Enrico Pozzi, Luigi Zoja sul tema dell’identità del nostro paese. Il libro sarà scaricabile gratuitamente in formato ebook dal sito www.perfiducia.com.

___________________________ Oggi, dalle 10, via F. Filzi 29, ingresso libero

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CONCERTO Sabato 25 febbraio al Blue Note, il coinvolgente sound di due performers straordinari: Joyce Yuille e Michael Rosen, voce calda e profonda e sax ipnotizzante. Le radici newyorkesi dei due artisti si riflettono nei loro pezzi, influenzati dalle musiche di tutto il mondo, ma soprattutto dalla black music: il blues, il soul, il jazz e il funk. Joyce ha collaborato con artisti internazionali ed italiani ben noti ed ha prestato la sua voce come corista di Gloria Gaynor, Donna Summer, Ronan Keating, Laura Pausini. Nella scena musicale jazz italiana ha avuto l’opportunità di collaborare con artisti del calibro di Fabio Boltro e Sandro Gibellini. Ad accompagnare i due artisti, che

Piazza Portello festeggia il Carnevale
FESTA Oggi piazza Portello ospita il Carnevale, la festa più allegra dell’anno. una giornata all’insegna della musica e del divertimento per tutta la famiglia. Animazioni circensi, coriandoli, pupazzi giganti, sculture di palloncini e un intenso e stuzzicante profumo di frittelle preparate al momento. Gli animatori in maschera organizzeranno, per i più piccoli, giochi ludici a ritmo di musica e balli di gruppo.

___________________________ 20/02, alle 18, piazza Belgioioso, ingresso libero

Oggi l’inaugurazione di Palazzo Pirelli
INCONTRO Palazzo Pirelli diventerà ufficialmente la sede del Consiglio regionale della Lombardia. Per l’occasione, su decisione

___________________________ Oggi, dalle 15, piazza Portello, ingresso libero

Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco ..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap ...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga .......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A ....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa ..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23

NUMERI UTILI

MERCATI
Domani
■ ARPINO - Via Ferrieri - zona 7 ■ CAMBI - Via Cambini - zona 2 ■ CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1 ■ DE PREDIS - Via J. da Tradate - zona 8 ■ GHINI - Via Ghini - zona 5 ■ KRAMER - Via Goldoni-Via Kramer - zona 3 ■ MORETTO DA BRESCIA - Via Reni - zona 1 ■ PALMI - Via Forze Armate - zona 7 ■ PISANI DOSSI - Via Pisani Dossi - zona 3 ■ PONTI ETTORE - Via Ponti Ettore - zona 6 ■ SAN MARCO - Via San Marco - zona 1 ■ SANTA TERESA - Via Santa Teresa - zona 5 ■ TRECHI - Via Trechi - zona 9 ■ ZAMAGNA - Via Zamagna - zona 7

Martedì
■ ARIOLI VENEGONi - Via A. Venegoni - zona 7 ■ BARIGOZZI - Via A. Mazzucotelli - zona 4 ■ B. MARCELLO - Via B. Marcello - zona 3 ■ BONOLA - Via A. Cechov - zona 8 ■ EUSTACHI - Via Eustachi - zona 3 ■ FAUCHE' - Via Fauchè - zona 8 ■ GARIGLIANO - Piazza Minniti - zona 9 ■ GRATOSOGLIO SUD - Via Saponaro - zona 5 ■ MOMPIANI - Via Panigarola - zona 4 ■ PAPINIANO - Piazza Sant’Agostino - zona 1 ■ PASCARELLA - Via Pascarella - zona 8 ■ SAN MINIATO - Via San Miniato - zona 9 ■ STROZZI - Via Strozzi - zona 6 ■ VASARI - Via Vasari - zona 4

LAVORI IN CORSO
Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015. Via Messina divieto di transito causa lavori tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego Metro-5. Via Cerva: strada chiusa al traffico causa lavori sulle condutture d'acqua tra Via Anselmo Ronchetti e Via Borgogna. Traffico difficoltoso in: Via Luigi Nono difficoltà di circolazione causa lavori Via Luigi Nono, Piazza Coriolano, Via Cenisio Metro-5. Via Cenisio: possibili rallentamenti causa lavori tra Via Messina e Piazza Carlo Caneva via Cenisio e via Luigi Nono: traffico difficoltoso in direzione di P.za Coriolano per modifica della viabilità in corrispondenza del cantiere di Metro 5. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Andrea Solari e Piazza del Rosario: dalle 06:00 del 26 ottobre 2011 per lavori di riqualificazione stradale. Termine lavori previsto 28 febbraio 2012. Viale Monte Ceneri: difficoltà di circolazione causa restringimento di carreggiata tra Via Lorenzo Bartolini e Via Mac Mahon in entrambe le direzioni Lavori di manutenzione del cavalcavia. Termine previsto 31/03/2012. Via Giuseppe Ripamonti: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Giuseppe Ripamonti e Via Bernardo Quaranta Via Filippo Brunelleschi: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Filippo Brunelleschi e Via Giambellino Corso Buenos Aires: riduzione di carreggiata causa lavori gasdotto tra Via Angelo Secchi e Via Giovanni Omboni. Piazza Sandro Pertini: possibili rallentamenti causa restringimento di carreggiata a Piazza Sandro Pertini dalle 17:00 del 16 alle 19:00 del 21 febbraio 2012.

Domenica 19 febbraio 2012

47

:::LOMBARDIA
MILANO
ANTEO SPAZIOCINEMA
VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732
The Artist 11.00-14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 The Iron Lady 11.00-14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 Le avventure di Tintin - Il segreto dell’Unicorno 11.00 Hugo Cabret 3D 14.50-17.25-20.00-22.30 Paradiso amaro 15.30-17.50-20.15-22.30 IN TRA JAZZ AND CINEMA 11.30

SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA
VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300
Appartamento ad Atene Missione di pace La kryptonite nella borsa 15.00 17.00 21.00

Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 11.10-15.00-17.00 Millennium - Uomini che odiano le donne 19.05-22.15 ACAB - All Cops Are Bastards 22.40 Il gatto con gli stivali 11.30-14.30-16.30-18.30 The Iron Lady 20.30

MORETTO
VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383
...E ora parliamo di Kevin 14.25-16.40-19.00-21.15

MULTISALA WIZ
C/O C. COMM. FRECCIA ROSSA - TEL. 0302889211

The Help Hugo Cabret 3D Tre uomini e una pecora Com’e’ bello far l’amore

22.40 15.10-17.40-20.10 22.40 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40

ASSAGO

UCI CINEMAS MILANOFIORI

ROZZANO

THE SPACE CINEMA ROZZANO

VIALE MILANOFIORI - TEL. 892960
Tre uomini e una pecora 11.10-15.00-17.30-19.50-22.15 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 11.10-14.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.55-22.40 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 19.45 Benvenuti al Nord 11.10-14.20-17.00-19.40-22.20 Paradiso amaro 11.10-14.30-17.00-19.40-22.10 In Time 11.10-14.40-17.10-19.50-22.20 I Muppet 14.00 War Horse 11.10-16.20-19.20-22.25 Atm - Trappola Mortale 22.40 Hugo Cabret 3D 11.10-14.00-17.00-19.50 40 carati 11.10-14.50-17.30-20.00-22.25 Jack e Jill 11.10-14.00-16.10-18.20-20.30-22.40 Com’e’ bello far l’amore 11.10-14.45-17.20-20.00-22.30

C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111
Tre uomini e una pecora 11.30-15.15-17.30-19.45-22.00 Hugo Cabret 11.3014.45-17.20 Millennium - Uomini che odiano le donne 16.00-21.15 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 11.15 19.30 Com’e’ bello far l’amore 3D 22.30 Paradiso amaro 11.30-15.00-17.30-20.00-22.30 Benvenuti al Nord 11.05-14.50-17.15-19.40-22.15 40 carati 17.40-20.00-22.15 Jack e Jill 11.30-15.30-17.50-20.10-22.20 War Horse 11.05-16.00-19.00-22.00 Atm - Trappola Mortale 11.40-15.30-17.30-20.30-22.30 Hugo Cabret 11.00-15.00-17.35-20.10-22.45 In Time 11.20-15.10-17.40-20.10-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 11.15-14.45 17.25-20.05-22.50 Com’e’ bello far l’amore 11.05-15.00-17.15-19.30-22.00 I Muppet 11.00-15.00

War Horse 15.30-18.30-21.30 Benvenuti al Nord 14.45-17.00-19.15-21.30 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 14.20 I Muppet 16.10 Millennium - Uomini che odiano le donne 18.25-21.25 The Iron Lady 15.15-17.25-19.35-21.40 Hugo Cabret 14.20-16.45-19.15-21.40 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 15.30 18.30-21.30

LECCO
NUOVO MIGNON
V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331
Com’e’ bello far l’amore In Time 15.30-17.50-20.10-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 14.45-17.15-19.45-22.15

PALLADIUM
VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533
Hugo Cabret

LODI

APOLLO SPAZIOCINEMA
GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390
Albert Nobbs Hugo Cabret 3D The Artist The Help The Iron Lady Shame 13.00-15.30-17.50-20.10-22.30 12.30-15.00-17.30-20.00-22.30 12.40-14.40-16.35-18.30-20.30 12.40-15.30-18.15-21.00 12.30-14.30-22.30 16.30-18.30-20.30-22.30

OZ IL REGNO DEL CINEMA
VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911
Jack e Jill In Time Atm - Trappola Mortale Com’e’ bello far l’amore 14.40-16.35-18.30-20.30-22.35 15.15-17.35-20.20-22.40 14.50-16.45-18.40-20.45-22.40 14.20-15.00-16.25-17.20-18.30 19.25 Tre uomini e una pecora 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 40 carati 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 Hugo Cabret 3D 15.00-17.30-20.10-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.00-17.35 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.20-22.40 Com’e’ bello far l’amore 20.35-21.30-22.40

DEL VIALE
VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028
In Time 16.00-18.30-21.15 15.00-17.00-19.00-21.15 16.30-18.45-21.15 16.45-19.00-21.30

FANFULLA
V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740
Com’e’ bello far l’amore

BELLINZAGO LOMBARDO
C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445

ARCADIA

MODERNO MULTISALA
CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017
Paradiso amaro Jack e Jill

ARCOBALENO FILMCENTER
VIALE TUNISIA 11 - TEL. 899399816
Paradiso amaro 15.00-17.30-20.00-22.30 Millennium - Uomini che odiano le donne 14.40-17.30 20.30 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 14.45 17.20 Tre uomini e una pecora 20.00-22.30

ARIOSTO
VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0248003901
E ora dove andiamo? 15.40-18.20-21.00 15.30-17.50-20.10-22.30

ARLECCHINO
VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - TEL. 0276001214-199445668
...E ora parliamo di Kevin

CENTRALE MULTISALA
VIA TORINO 30/32 - TEL. 02874826
Almanya - La mia famiglia va in Germania 14.10-16.15 18.20-20.30-22.30 Miracolo a Le Havre 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30

Tre uomini e una pecora 15.10-17.20-20.20-22.30 Benvenuti al Nord 14.15-17.30-19.50-22.35 War Horse 14.30-16.45-19.45-22.10 In Time 15.00-17.25-19.55-22.45 Com’e’ bello far l’amore 15.30-17.45-20.30-22.40 Jack e Jill 15.40-17.40-20.35-22.50 I Muppet 14.40-17.05 40 carati 20.15-22.25 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.20-17.15 20.05-22.45 Paradiso amaro 15.20-17.50-20.25-22.50 Hugo Cabret 14.10 Hugo Cabret 3D 17.00 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 20.00 Millennium - Uomini che odiano le donne 22.15

SAN DONATO MILANESE
PIAZZA DALLA CHIESA, 1 - TEL. 0255604225
Paradiso amaro Hugo Cabret The Iron Lady

TROISI
15.10-17.30-21.15 15.00 17.30-19.30-21.30

PIEVE FISSIRAGA

CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE

S.S. N 235 - TEL. 0371237012
Com’e’ bello far l’amore 15.20-17.40-20.20-22.40 Tre uomini e una pecora 15.10-17.30-20.10-22.30 In Time 15.15-17.45-20.15-22.45 Hugo Cabret 3D 17.20-20.00-22.40 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 14.30 War Horse 15.00-18.10-21.15 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.40 I Muppet 15.00

PICCOLO CINEMA PARADISO
VIA FRANCESCO LANA, 15 - TEL. 030280010
Arrivederci ragazzi Morte a Venezia La sposa in nero 17.00 19.00 21.00

SESTO SAN GIOVANNI

CINELANDIA - SKYLINE

C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547

BUSNAGO MOVIE PLANET CENTRO COMM. GLOBO
C/O CENTRO COMMERCIALE IL GLOBO - TEL. 039 695182 (PREN.) 039 6956516 (PROGRAMMAZIONE)

COLOSSEO
V.LE MONTE NERO, 84 - TEL. 0259901361-199445668
Paradiso amaro Com’e’ bello far l’amore The Iron Lady Hugo Cabret 3D Benvenuti al Nord 15.15-17.40-20.05-22.30 15.30-17.50-20.20-22.30 15.15-17.40-20.05-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 15.15-17.50-22.30 20.30 15.30-17.50-20.10-22.30 15.30-20.30 17.30-22.30 15.30-18.45-22.00 15.20-17.50-20.20-22.30 15.10-17.40-20.10-22.30 14.10 16.00-18.40-21.15

Hugo Cabret 3D 14.15-17.00-19.35-22.20 Com’e’ bello far l’amore 14.50-17.15-19.50-22.20 War Horse 18.00-21.15 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 15.00 Paradiso amaro 14.40-17.15-19.45-22.20 In Time 14.40-17.15-19.45-22.20 Jack e Jill 14.55-17.15-20.00-22.20

DUCALE MULTISALA
PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 899399816
Paradiso amaro In Time Benvenuti al Nord The Iron Lady

CERRO MAGGIORE
VIA TURATI, 62 - TEL. 892111

THE SPACE CINEMA

Benvenuti al Nord 11.10-13.30-15.45-18.00-20.20-22.35 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 11.20-16.45 War Horse 13.40-16.30-19.20-22.10 Tre uomini e una pecora 18.40-20.40-22.40 Com’e’ bello far l’amore 11.05-13.45-15.15-17.45-20.25 22.30 In Time 11.10-13.30-15.45-18.00-20.20-22.40 40 carati 20.15-22.30 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 11.20 Hugo Cabret 3D 15.00-17.30-20.00-22.30 Jack e Jill 11.00-13.00-14.50-18.40-20.35-22.35 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.30-19.50 22.30 L’incredibile storia di Winter il delfino 11.15-17.35 Hugo Cabret 11.10-13.40-16.10 I Muppet 11.20-15.50-17.45 Paradiso amaro 11.00-13.20-15.40-18.00-20.20-22.45

CAPRIOLO
VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530

GEMINI

MANTOVA

Com’e’ bello far l’amore 3D14.30-16.20-18.10-20.15-22.30 Jack e Jill 14.30-16.20-18.10-20.15-22.30 Tre uomini e una pecora 14.30-16.20-18.10-20.15-22.30

ARISTON MULTISALA
VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139
Albert Nobbs Hugo Cabret War Horse Paradiso amaro 18.50 16.20-21.20 15.30-18.30-21.30 16.50-19.15-21.30

CORTE FRANCA
VIA ROMA 78 - TEL. 030986060

MULTIPLEX NEXUS

VIMERCATE

THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE

ELISEO MULTISALA
VIA TORINO 64 - TEL. 0272008219-199445668
La talpa Shame Paradiso amaro Midnight in Paris J. Edgar War Horse

GLORIA MULTISALA
CORSO VERCELLI 18 - TEL. 0248008908
In Time Benvenuti al Nord

Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 In Time 14.35-17.05-19.35-22.05 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 19.10 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.15-22.00 40 carati 17.25-19.45-22.05 I Muppet 15.00 Benvenuti al Nord 14.30-19.20 The Iron Lady 17.00 Millennium - Uomini che odiano le donne 21.50 Hugo Cabret 3D 16.45-19.40-22.25 Com’e’ bello far l’amore 3D 15.00-17.25-19.50-22.10 Paradiso amaro 14.50-17.20-19.50-22.20 Jack e Jill 15.50-18.00-20.10-22.15 Tre uomini e una pecora 15.25-17.45-20.05-22.20 War Horse 15.55-19.00-22.00

VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111
In Time 14.20-16.50-19.15-21.45 Paradiso amaro 14.10-16.40-19.10-21.40 I Muppet 15.25 La verita’ nascosta 17.50-20.00-22.10 40 carati 14.50-17.10-19.30-21.45 Atm - Trappola Mortale 14.05-16.05-18.05-20.10-22.15 Jack e Jill 15.00-17.15-19.20-21.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.20-18.15 21.00 Benvenuti al Nord 14.40-17.10-19.40-22.10 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 16.10 19.00-22.00 Com’e’ bello far l’amore 16.30-21.10 Benvenuti al Nord 14.00-18.40 Tre uomini e una pecora 14.45-17.00-19.25-21.35 Millennium - Uomini che odiano le donne 21.55 Hugo Cabret 16.30-19.10 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 16.40 The Iron Lady 18.45-21.00 Hugo Cabret War Horse 15.50-18.50-21.50 Hugo Cabret 3D 15.00-17.40-20.20 Com’e’ bello far l’amore 15.10-17.30-19.50-22.05

War Horse 16.00-20.20 Jack e Jill 15.10-17.10-19.30-21.30 In Time 15.30-17.50-21.00 The Horde 15.10-17.20-21.10 Hugo Cabret 3D 14.50-17.30-20.30 Benvenuti al Nord 17.40-20.50 Tre uomini e una pecora 18.00-21.20 Paradiso amaro 15.00-17.30-20.40 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 14.50 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.20

CINECITY MULTIPLEX
PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740
Jack e Jill 15.30-17.50-20.30-22.40 In Time 17.40-20.10-22.40 Tre uomini e una pecora 15.20-17.50-20.20-22.30 Com’e’ bello far l’amore 3D 15.00-17.30-20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.40-17.15 19.50-22.40 Hugo Cabret 3D 14.40-17.15-19.50-22.30 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.15 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 14.50 22.30

DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION
PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101
Com’e’ bello far l’amore Paradiso amaro In Time I Muppet Tre uomini e una pecora 14.30-17.15-20.00-22.30 14.30-17.15-20.00-22.30 14.30-17.15-20.00-22.30 14.00-16.00 18.00-20.00-22.30

MIGNON
VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233
The Iron Lady 16.00-18.00-21.00

ERBUSCO

MULTIPLEX PORTE FRANCHE

CURTATONE

STARPLEX CURTATONE

VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644
Hugo Cabret Hugo Cabret 3D Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 15.00 20.10 17.10 22.00 Jack e Jill 15.10-17.30-19.50-22.40 Com’e’ bello far l’amore 14.40-17.00-19.50-22.10 In Time 15.20-17.40-20.10-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-20.00 40 carati 17.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 22.20 War Horse 14.50-17.50-20.50

VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395
Com’e’ bello far l’amore 14.45-16.45-18.45-20.45-22.45 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 22.15 Tre uomini e una pecora 20.15 Hugo Cabret 15.10-17.40 Benvenuti al Nord 15.25-17.50-20.10 40 carati 22.25 War Horse 14.45-17.25-20.05-22.45 In Time 15.35-18.00-20.20-22.35 Jack e Jill 15.00-16.50-18.40-20.30-22.20 Paradiso amaro 17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 15.30

LISSONE
VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767

UCI CINEMAS LISSONE

MEXICO
VIA SAVONA, 57 - TEL. 0248951802
Io sono Li The Help

ODEON - THE SPACE CINEMA
VIA SANTA RADEGONDA, 8 - TEL. 892111
Com’e’ bello far l’amore 12.05-14.30-17.05-19.40-22.15 Benvenuti al Nord 12.10-14.45-17.20-19.55-22.30 In Time 12.00-14.35-17.10-19.50-22.25 Hugo Cabret 3D 13.00-16.00-19.00-22.00 Millennium - Uomini che odiano le donne 12.30-18.50 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.50-22.10 Jack e Jill 17.50-20.10-22.30 I Muppet 12.25-15.10 Tre uomini e una pecora 12.35-15.05-17.35-20.00-22.20 War Horse 12.40-15.45-18.55-22.05 ACAB - All Cops Are Bastards 12.15 The Iron Lady 14.50-19.45 40 carati 17.15-22.15 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 19.30 22.00

Paradiso amaro 11.20-14.30-17.20-19.50-22.20 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 11.40-15.20 40 carati 17.30-19.50-22.10 Jack e Jill 11.40-15.20-17.40-20.10-22.20 Hugo Cabret 3D 11.20-14.20-17.10-19.50 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 22.35 Com’e’ bello far l’amore 11.20-15.10-17.40-20.10-22.30 In Time 11.30-14.50-17.20-20.00-22.25 Benvenuti al Nord 11.40-15.00-17.40-20.10-22.40 Tre uomini e una pecora 11.40-14.40-17.20-20.00-22.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 11.30-14.20 17.10-20.00-22.45 Atm - Trappola Mortale 11.50-15.00-18.00-20.30-22.40 I Muppet 11.10-14.10 War Horse 16.30-19.30-22.30

LONATO
VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670

MULTISALA KING CORALLO

PAVIA
VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224
Com’e’ bello far l’amore The Iron Lady 15.45-18.00-20.15-22.30 15.45-18.00-20.15-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30

BERGAMO
CONCA VERDE
VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339
War Horse 15.00-18.00-21.00 The Help 15.00-21.00 Millennium - Uomini che odiano le donne 18.00

War Horse 14.50-17.50-21.00 Paradiso amaro 15.10-17.30-20.30-22.45 Com’e’ bello far l’amore 15.20-17.40-20.20-22.45 Hugo Cabret 3D 14.25-17.15-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 17.20-20.15 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.30-22.35

POLITEAMA
C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343
Hugo Cabret

ORZINUOVI
In Time War Horse Benvenuti al Nord 40 carati Hugo Cabret Paradiso amaro Jack e Jill Com’e’ bello far l’amore Tre uomini e una pecora

STARPLEX ORZINUOVI
15.25-17.45-20.20-22.35 14.45-17.25-20.00-22.40 20.15 22.35 15.00-17.35 15.15-17.40-20.15-22.35 14.45-16.45-18.40-20.30-22.25 14.45-16.45-18.40-20.40-22.40 15.20-17.35-20.20-22.30

VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605

PARONA

MOVIE PLANET

MELZO

ARCADIA MULTIPLEX

DEL BORGO
PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760
Tre uomini e una pecora 15.00-17.00-19.00-21.00 15.00-20.00 17.30-22.30 15.00 17.45-22.30 20.15 15.30-17.45-20.15-22.30 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 15.20-17.35-20.20-22.30 15.15-17.40-20.15-22.35 14.45-16.45-18.40-20.30-22.25 20.15 22.35 15.00-17.35 15.25-17.45-20.20-22.35 14.45-17.25-20.00-22.40 14.45-16.45-18.40-20.40-22.40

STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728
In Time 15.00-17.30-20.10-22.30 Com’e’ bello far l’amore 15.00-17.30-20.10-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.10-22.30 War Horse 18.00-21.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.30 Hugo Cabret 14.30-17.15-19.50-22.30 Jack e Jill 15.00-17.30-20.10-22.30 Paradiso amaro 14.30-17.15-20.00-22.30

VIA MARTIRI DELLA LIBERTA` - TEL. 0295416444
Com’e’ bello far l’amore 15.20-17.30-20.20-22.40 Paradiso amaro 15.00-17.20-20.00-22.20 War Horse 14.10-17.00-21.00 In Time 15.10-17.40-20.10-22.30 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 17.10 21.10 Hugo Cabret 3D 17.10

MULTISALA SAN MARCO
P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416
Hugo Cabret 3D Hugo Cabret Hugo Cabret Benvenuti al Nord The Iron Lady

ORFEO MULTISALA
VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039
Com’e’ bello far l’amore War Horse Hugo Cabret 3D 15.15-17.40-20.05-22.30 15.30-19.30-22.30 14.50-17.20-19.50-22.30 16.30-18.45-21.00

MONZA
VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272
Hugo Cabret 3D Paradiso amaro

MULTISALA CAPITOL
15.00-17.30-20.00-22.30 15.30-17.50-20.15-22.30

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VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 026702700
L’era legale

STUDIO CAPITOL
VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330
Albert Nobbs Com’e’ bello far l’amore Paradiso amaro Tre uomini e una pecora Paradiso amaro Jack e Jill Benvenuti al Nord 40 carati Hugo Cabret In Time War Horse Com’e’ bello far l’amore

COMO
ASTRA
V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234
Missione di pace 21.00 17,30-21,00

MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA
VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111
Tre uomini e una pecora 15.35-17.55-20.20-22.40 War Horse 15.55-19.00-22.05 In Time 14.50-17.20-19.50-22.20 Benvenuti al Nord 14.40-17.10-19.40-22.10 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 14.30 19.45 40 carati 17.25-22.40 Hugo Cabret 3D 14.35-17.15-19.55-22.35 Jack e Jill 15.30-17.45-20.00-22.15 Com’e’ bello far l’amore 15.25-17.50-20.10-22.30 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 14.45 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.45-19.35 22.25

PLINIUS MULTISALA
VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103
Paradiso amaro 15.00-17.30-20.20-22.30 Hugo Cabret 15.00-17.30-20.10-22.30 Albert Nobbs 15.00-17.30-20.20-22.30 The Iron Lady 15.30-17.50-20.10-22.30 Com’e’ bello far l’amore 15.30-17.50-20.20-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-20.00 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.30-22.30

MONZA
The Horde Sringaram War Horse Jack e Jill

MULTISALA METROPOL
17.50-20.15-22.30 15.00 15.30-18.30-21.30 15.40-18.10-20.15-22.30

VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128

GLORIA
VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080
Paradiso amaro

CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA
VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244

CANTU’
Benvenuti al Nord I Muppet In Time Jack e Jill

CINELANDIA MULT. CANTU’ 2000
20.00-22.40 15.15-17.40 15.10-17.40-20.10-22.40 15.20-17.40-20.20-22.40

CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039

MONZA
Benvenuti al Nord The Iron Lady Albert Nobbs

MULTISALA TEODOLINDA
15.30-20.10-22.30 17.50 15.30-17.50-20.15-22.30

VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788

UCI CINEMAS BICOCCA
VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960
Paradiso amaro 11.20-14.45-17.25-20.00-22.30 In Time 11.30-14.25-17.15-20.00-22.35 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.10-17.00 19.50-22.40 Tre uomini e una pecora 15.00-17.40-20.05-22.25 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 11.00 13.55-16.50-19.45-22.35 Jack e Jill 11.15-14.00-16.10-18.20-20.30-22.40 ACAB - All Cops Are Bastards 19.50-22.20 Il gatto con gli stivali 11.10-15.10-17.30 Com’e’ bello far l’amore 19.40-22.10 I Muppet 11.30-14.20-17.00 War Horse 11.30-16.00-19.20-22.20 40 carati 14.50-17.30-20.05-22.25 La verita’ nascosta 14.40-17.20-20.10-22.30 Atm - Trappola Mortale 11.10-14.00-16.10-18.20-20.30 22.40 Hugo Cabret 11.20-14.30-17.20 The Iron Lady 20.10-22.30 Albert Nobbs 19.50-22.20 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 11.15-15.00-17.20 Hugo Cabret 3D 11.05-14.00-17.00-19.50-22.40 Benvenuti al Nord 11.30-14.40-17.25-20.00-22.40 Com’e’ bello far l’amore 11.00-14.50-17.40-20.10-22.35 Millennium - Uomini che odiano le donne 15.50-19.05 22.20 L’incredibile storia di Winter il delfino 11.00-13.50

MONTANO LUCINO
VIA VARESINA - TEL. 892960

UCI CINEMAS

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VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181

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...E ora parliamo di Kevin 14.45-16.45-19.00-21.15 Linnea nel giardino di Monet - Peo Gallery 15.00 Appartamento ad Atene 17.00 Albert Nobbs 19.15-21.30

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VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960

UCI CINEMAS CURNO

PADERNO DUGNANO
VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250

LE GIRAFFE

Hugo Cabret 3D 14.30-17.15-20.00-22.40 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 16.00 19.00-22.00 Jack e Jill 15.30-17.30-20.30-22.30 In Time 14.40-16.50-19.10-21.20 Paradiso amaro 15.30-17.50-20.15-22.50 War Horse 14.50-18.10-21.30 Tre uomini e una pecora 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.00-17.30 20.00-22.40 Atm - Trappola Mortale 15.30-17.30-19.30-21.30 The Iron Lady 14.30-16.40 Millennium - Uomini che odiano le donne 19.00-22.15 Benvenuti al Nord 14.30-16.45-19.00-21.15 40 carati 14.50-17.00-19.10-21.20 Com’e’ bello far l’amore 14.40-16.40-18.40-20.40-22.50

Benvenuti al Nord 11.10-14.20-17.10-19.50-22.40 War Horse 11.00-16.10-19.20-22.30 Jack e Jill 15.30-17.40-20.10-22.20 Atm - Trappola Mortale 22.45 Hugo Cabret 3D 11.00-14.00-17.00-19.50 In Time 11.15-14.40-17.20-20.00-22.40 Com’e’ bello far l’amore 17.30-20.00-22.30 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 11.15 14.20 I Muppet 11.10-14.10-17.10 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.50-22.40 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 11.15-15.15 40 carati 17.30-20.10-22.30 Tre uomini e una pecora 11.20-15.00-17.20-20.00-22.20

Jack e Jill 15.15-17.35-20.00 Millennium - Uomini che odiano le donne 22.15 The Iron Lady 15.10 40 carati 17.35-20.00-22.25 Jack e Jill 22.35 Hugo Cabret 3D 14.25-17.10-19.50 Atm - Trappola Mortale 15.20-17.40-20.00-22.15 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 14.15 War Horse 16.20-19.20-22.25 In Time 17.20-20.00-22.40 Com’e’ bello far l’amore 17.45-20.10-22.35 I Muppet 14.50-17.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.50-22.40 Benvenuti al Nord 14.45-17.20-20.00-22.40 Paradiso amaro 15.05-17.35-20.10-22.30 Tre uomini e una pecora 15.00-17.30-20.10-22.30

SONDRIO

EXCELSIOR
VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368
The Help 21.00 15.30-17.50-20.10-22.20 15.40-18.30-21.30 15.35-17.55-20.20-22.30 15.20-17.50-20.15-22.25

STARPLEX SONDRIO
VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709
Com’e’ bello far l’amore War Horse In Time Tre uomini e una pecora

MORBEGNO
The Horde

CINEMA TEATRO IRIS
16.00-21.15

VIALE AMBROSETTI 27 - TEL. 0342611711

MORBEGNO
Tre uomini e una pecora

CINEMA TEATRO PEDRETTI
16.00-21.15

PIAZZA MATTEI 1 - TEL. 0342610161

ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO
S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816
Com’e’ bello far l’amore Paradiso amaro Hugo Cabret Benvenuti al Nord Jack e Jill In Time 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 15.00-17.30-20.30-22.40 15.00-22.40 17.30-20.30 15.00.16.40-18.30-20.30-22.30 15.00-17.15-20.30-22.30

CREMONA
CINEMA CHAPLIN
VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005
Albert Nobbs 16.30-19-21.15 16.30-19.00-21.15

MORBEGNO
VIALE AMBROSETTI, 25 - TEL. 0342610161

CINEMA 3

In Time

VARESE

16.00-21.15

MULTISALA IMPERO
VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004
Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.40 Jack e Jill 15.45-18.00-20.10-22.30 Hugo Cabret 3D 17.00-19.55-22.35 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 16.00-19.20 Millennium - Uomini che odiano le donne 22.10 Paradiso amaro 15.00-17.30-20.00-22.35 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.00 Tre uomini e una pecora 20.00-22.30 Com’e’ bello far l’amore 15.20-17.20-20.00-22.30 In Time 15.10-17.40-20.10-22.30 War Horse 15.40-19.20-22.20

FILO
P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252
Tre uomini e una pecora

PIOLTELLO

UCI CINEMAS PIOLTELLO

VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960
I Muppet 11.50-14.30-17.10 La verita’ nascosta 19.50-22.10 40 carati 11.25-15.20-17.40-20.10-22.25 In Time 11.15-14.50-17.30-20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 11.10-14.10 17.00-19.50-22.40 Hugo Cabret 3D 11.15-14.15-17.00-19.40-22.20 Paradiso amaro 11.30-15.00-17.25-20.00-22.30 Benvenuti al Nord 11.10-14.30-17.20-20.10-22.45 War Horse 11.15-15.40-19.00-22.15 Atm - Trappola Mortale 11.30-14.10-16.15-18.20-20.30 22.35 Jack e Jill 11.45-14.15-16.20-18.30-20.40-22.50 Com’e’ bello far l’amore 11.45-14.40-17.30-19.55-22.15 Tre uomini e una pecora 11.45-15.20-17.45-20.00-22.25

TREVIGLIO
VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503
Paradiso amaro Hugo Cabret 3D Hugo Cabret Jack e Jill The Horde War Horse I Muppet In Time Benvenuti al Nord

ARISTON MULTISALA
15.10-17.30-20.00-22.20 14.50-20.00 17.30-22.20 14.20-16.40-18.30-20.30-22.40 15.20-17.40-20.10-22.30 16.10-19.00-21.50 14.30 14.50-17.40-20.10-22.20 15.30-22.30

SPAZIOCINEMA CREMONA PO
VIA CASTELLEONE, 108 - TEL.
In Time 15.30-17.50-20.10-22.30 War Horse 16.20-19.10-22.00 Paradiso amaro 15.30-17.50-20.00-22.30 Jack e Jill 14.30-16.50-18.45-20.40-22.40 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 14.50 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 Com’e’ bello far l’amore 3D 15.30-17.50-20.20-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.40 Hugo Cabret 3D 15.00-17.30-20.00-22.30

UCI CINEMAS CERTOSA
VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960
Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! Mission Impossible - Protocollo Fantasma War Horse In Time Com’e’ bello far l’amore Hugo Cabret 3D Benvenuti al Nord Paradiso amaro I Muppet 40 carati Tre uomini e una pecora 11.40-14.40 16.50-19.50 22.40 11.20-16.00-19.10-22.20 11.30-14.50-17.20-20.00-22.30 22.35 11.30-16.50-19.45 11.10-14.20-17.00-19.40-22.20 11.10-15.00-17.30-20.00-22.30 11.30-14.30-17.10 19.50-22.20 11.20-15.10-17.40-20.10-22.30

NUOVO
VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325
Lo schiaccianoci Albert Nobbs 14.30-16.30 18.30-21.00 18.30-21.00

BRESCIA

CREMA
Paradiso amaro In Time Tre uomini e una pecora

MULTISALA PORTA NOVA
15.10-17.30-20.20-22.30 15.20-17.40-20.15-22.30 14.20-16.25-18.30-20.30

VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411

METROPOL
VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828
Albert Nobbs 14.20-16.40-19.00-21.15

SALA FILMSTUDIO 90
VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053
La talpa

Domenica 19 febbraio 2012

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