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Spettabile Redazione e Gentili Lettori,

leggo in queste ore della decisione presa dal Sindaco di Valenza Sergio Cassano durante l’assemblea del CISS, Consorzio Interculturale Servizi Sociali del Valenzano e Basso Monferrato. Mi riferisco al rifiuto del Sindaco e del Comune di Valenza di approvare il bilancio annuale dell’Ente. Dopo le dimissioni del precedente Consiglio di Amministrazione e la nomina del nuovo Presidente, la decisione del Comune di Valenza apre questo nuovo mandato del Consorzio non solo nel segno del cambiamento, ma di una radicale revisione del CISS. Quale futuro per il CISS?

Pongo questa domanda non solo pensando al futuro dei dipendenti e dei collaboratori dell’Ente, ma prima

di tutto a quello dei servizi erogati dal Consorzio. Infatti, su un tessuto ampio come quello del distretto

valenzano, l’ente non solo gestisce alcune delle case di riposo presenti sul territorio, ma offre servizi domiciliari per anziani e diversamente abili, provvede al sostegno economico di molte nuclei famigliari in situazione di indigenza il cui numero è aumentato negli ultimi anni a causa della crisi del settore orafo-, offre corsi di formazione e riqualificazione professionale, gestisce strutture educative e di riabilitazione.

Questi sono alcuni dei servizi di cui è incaricato il CISS.

L’intervento del Sindaco Cassano in sede dell’Assemblea ha evidenziato l’indubbia forte sofferenza che il bilancio del Consorzio. Riproponendo una retorica non nuova ha inoltre denunciato sprechi ed inefficienze, nel suo intervento sembra delineare una stagione di tagli economici. In attesa della nomina di un nuovo direttore, il neo Presidente ed il nuovo Consiglio di Amministrazione hanno ora l’obbligo di rivedere il bilancio e quindi riproporlo all’Assemblea dei soci. La parola d’ordine sarà indubbiamente “tagliare”. Cosa? Personale? Servizi? Entrambi?

Questa non è una lettera polemica, solo preoccupata, in particolare perché sono conscio della difficoltà della decisione e delle ripercussioni che una qualsiasi decisione può avere.

Nel corso degli anni il CISS si è ampliando, allargandosi dal territorio della ex-USSL 71 ed includendo comuni quali Lu, Cuccaro, Fubine, precedentemente nell’orbita alessandrina. In tal senso il Consorzio serve un tessuto sociale ed economico ampio, diversificato economicamente e demograficamente, offrendo servizi sulla base delle risorse complessivamente messe a sistema dai vari comuni membri. I servizi, però, sono stati progettati ed erogati in ottica di scala. In questo senso la popolazione di ognuno dei comuni giova dei servizi, principalmente, sulla base del bisogno espresso da essa. Sfortunatamente il bisogno non si sviluppa

in maniera proporzionale alla popolazione. In questo senso, seppure Valenza sia indubbiamente il comune

maggiormente servito, nel corso degli anni, i servizi che ha ricevuto possono aver assorbito finanziariamente una percentuale di risorse non sempre corrispondente alle quote azionarie in suo possesso. Quest’elasticità è stata funzionale alla missione principale dell’ente, ovvero quella del servizio ai cittadini. In una stagione di tagli, però, questo meccanismo ridistributivo è messo in dubbio. Come tagliare,

allora? Cosa tagliare per migliorare il bilancio?

Politicamente e socialmente il CISS è stata una macchina capace di creare un dialogo tra Comuni. Nei piani

di zona, il dialogo ha portato amministrazioni comunali e associazioni di volontariato a delineare sinergie

capaci di affrontare temi sensibili quali la povertà, l’handicap, gli anziani. In questo senso, l’esperienza del

Consorzio è stato un laboratorio importante capace di trasformare, od almeno iniziare a trasformare, un distretto economico in un’area metropolitana integrata.

La situazione finanziaria di Valenza, a seguito del drenaggio delle risorse a disposizione degli enti locali che il Governo negli ultimi anni ha imposto, nonché del difficile momento economico che il tessuto industriale ed artigianale che la città sta vivendo, avrà imposto l’agenda al neo Sindaco nel caso del CISS. Oggi, però, sorge il dubbio che i tagli richiesti possano risultare in un alleggerimento, sinonimo con smantellamento, del consorzio, ma soprattutto in un inasprimento delle condizioni di vita di una parte particolarmente esposta della società, di Valenza come dei paesi del suo hinterland. È questo l’obbiettivo dell’Amministrazione valenzana? Dubito: sarebbe a dir poco cinico e mal accorto “salvare i conti” e a discapito di chi li paga. Allora, dunque, qual è il disegno rispetto al mondo dei servizi alla persona, di cui il Sindaco e la nuova Amministrazione valenzana si vogliono far portavoce ed attuaturi all’interno della comunità dei cittadini che oggi sono riuniti nel CISS?

Michele F. Fontefrancesco

7 Giugno 2010