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Il re è nudo, sicuramente più solo, ma resta saldamente in sella

Carissimi conCittadini, con la presente vorrei dare un mio contributo alla discussione politica locale e condividere pubblicamente alcune considerazioni. Comincio facendo notare che dopo la lettera 1 e gli articoli 2 di giornale, scritti da autorevoli esponenti della maggioranza, è ormai chiaro a tutti che l'attuale amministrazione del comune di Viggianello non può certo definirsi buona o virtuosa.

Al contrario.

E' un'amministrazione negligente che, a due anni dal suo insediamento, ancora non ha elaborato un chiaro progetto di sviluppo socio-economico e neanche una seria analisi dei problemi e delle risorse territoriali. Un'amministrazione praticamente indifferente rispetto allo spopolamento galoppante, dovuto principalmente alla mancanza di opportunità di lavoro. E' un'amministrazione sostanzialmente “allergica” alla democrazia che, nonostante gli impegni assunti in campagna elettorale ed in parte contenuti nel documento di indirizzo programmatico adottato nella seduta di insediamento dell'attuale Consiglio Comunale, pratica un metodo di governo poco trasparente e per nulla partecipativo (Trasparenza: ancora oggi l'albo pretorio on- line non funziona come dovrebbe; la redazione dei documenti relativa ai bilanci, seppur legittima, è fatta in modo da rendere impossibile la rintracciabilità del dettaglio relativo alle singole voci di spesa o di entrata. Partecipazione: vengono esclusi dalle decisioni anche importanti componenti della maggioranza, figuriamoci i semplici cittadini!). E' un'amministrazione che va avanti con furbizie antiche. Un piccolo esempio: il Sindaco ha fatto saltare la prima seduta del consiglio comunale, disertata da 5 autorevoli componenti della maggioranza, che doveva trattare l'approvazione del bilancio previsionale 2011 motivando il suo gesto con una finta assenza del segretario, piuttosto che riconoscere chiaramente il problema politico ormai conflagrato all'interno della sua maggioranza. E' un'amministrazione che opera secondo una logica artatamente emergenziale, trasformata di fatto in normale pratica di governo. E' un'amministrazione vecchio stampo, monocratica e clientelare, incentrata esclusivamente sulla figura del Sindaco, il quale opera in modo “solipsistico”, guidato dalla stella polare berlusconiana del “ghe pensi mi!”. E' un'amministrazione che permette al Sindaco di gestire in totale solitudine la partita dell'acqua minerale, in barba al tavolo partecipato, mai attivato, seppur dettagliatamente descritto nel programma e promesso in campagna elettorale. E' un'amministrazione guidata da un Sindaco che aveva promesso di voler svolgere il mestiere dell'allenatore (e che allenatore!), al fine di preparare una squadra di giovani per il futuro governo di Viggianello. Tuttavia, è ormai chiaro a tutti che gioca la partita da capitano, perseguendo in modo ostinato l'obiettivo mirato, sebbene non dichiarato, della ricandidatura nel 2014; e nella corsa verso tale traguardo “brucia” scientemente ogni possibile elemento di disturbo che possa mettere in discussione la sua “insostituibile” centralità. E' un'amministrazione che ritarda volontariamente l'inizio dei lavori relativi a progetti da anni programmati e finanziati, in molti casi già dall'amministrazione precedente, per poter concentrare l'apertura dei cantieri nel periodo finale della consiliatura.

Intanto la Comunità di Viggianello soffre. E molti dei suoi problemi, buona parte dei quali sottolineati anche dai firmatari della lettera e degli articoli citati all'inizio, restano non adeguatamente affrontati se non completamente ignorati.

1 Lettera datata 28/03/2011 e titolata “Lettera al sindaco sulle ragioni di un disagio”

A titolo di esempio.

Si pensi alle difficoltà che incontrano, e rappresentano invano, alcuni imprenditori agricoli e/o allevatori. Difficoltà derivanti, ad esempio, (1) dai vincoli imposti sul nostro territorio dall'errata pianificazione vigente (alcuni imprenditori si sono visti negare il nullaosta per la costruzione di serre agricole con tetti fotovoltaici!); (2) dall'inesistenza o dalle carenze di gestione di infrastrutture imprescindibili come gli impianti irrigui; (3) dalla sostanziale assenza di impianti e strutture per la trasformazione e la distribuzione dei prodotti; e (3) dalla presenza problematica, nel nostro territorio, di una popolazione di cinghiali fuori controllo, e di focolai di infezioni da brucellosi ormai cronicizzati. Si pensi alle difficoltà vissute quotidianamente da imprese, scuole, banche, professionisti e tanti altri soggetti, non ultimi i singoli cittadini, nella fruizione dei servizi telematici e di internet, per l'indisponibilità sul territorio comunale dell'accesso alla rete a banda larga secondo standard accettabili. I nostri amministratori neppure ne parlano, mentre in alcuni comuni confinanti è stata attivata addirittura la rete a fibra ottica. Si pensi alle tante famiglie che vivono un'esclusione sociale di fatto, alla solitudine di molti anziani, spesso non autosufficienti, rimasti senza familiari; si pensi al disagio giovanile, e soprattutto alle problematiche legate alla disoccupazione e/o al consumo di droghe pesanti. A fronte di tutto questo, provate ad immaginare, quanto possa apparire grottesca ed assurda la scelta fatta dall'amministrazione comunale di utilizzare un'ingente somma di danaro destinata all'inclusione sociale (400 mila euro che la Regione Basilicata ha messo a disposizione del Comune di Viggianello nell'ambito dei POIS), per la realizzazione di un “Caffè letterario” camuffato da “centro di aggregazione giovanile” (Non è forse vero che il nostro Sindaco abbia affermato in diverse occasioni importanti che Viggianello ha bisogno di un “Caffè letterario” e che i fondi POIS a tale scopo saranno di fatto utilizzati?). Si pensi al mancato reddito e al danno d'immagine subito dalla nostra comunità, derivanti dalla non brillante gestione del patrimonio immobiliare pubblico, ed in particolare dall'abbandono a cui sono stati volontariamente destinati, da oltre due anni, i rifugi De Gasperi e Visitone. Si pensi alla nuova gestione dei rifiuti solidi urbani che ha portato al quasi raddoppio della TARSU (aumento di oltre 2/3 a partire dall'anno 2010), a fronte di un dimezzamento dei posti di lavoro e di un peggioramento della raccolta differenziata e, soprattutto, di quella degli ingombranti lasciati in bella mostra, per giorni e giorni, intorno ai cassonetti. Si pensi al danno economico, al disagio ed al pericolo provocati dalle strade piene di buche e in più punti disastrate da frane e/o da lavori fatti male o mai conclusi (un esempio: alcuni lavori eseguiti da Acquedotto Lucano).

Ci fermiamo qui con l'elencazione, poiché quanto fin qui detto è più che sufficiente per rappresentare il quadro dei problemi e delle difficoltà che gravano sulla nostra comunità ed il suo territorio 3 .

Purtroppo, proprio in tale contesto si trova ad operare un'Amministrazione comunale (di cui sopra!) notoriamente afflitta da una seria crisi politica. Ma, a dispetto di quanto detto e scritto pubblicamente, le ragioni vere di questa crisi non sono ancora emerse chiaramente dalle nebbie del “vivace” dibattito politico e/o dal “gioco” amministrativo, molto tattico e poco strategico, a cui stiamo assistendo da alcuni mesi a questa parte. Ci riferiamo all'agire politico del gruppo dei 5 autorevoli esponenti della maggioranza (per intenderci: i “dissidenti” estensori di lettera ed articoli citati) che, dopo aver sollevato una serie di questioni critiche sul “modus operandi” del Sindaco e sull'andamento insoddisfacente dell'amministrazione comunale, hanno partecipato a singhiozzo all'attività della Giunta e del Consiglio, almeno fino a pochi giorni fa. Così è accaduto

che il bilancio previsionale 2011 sia stato approvato dal consiglio comunale in seconda convocazione, con la sola partecipazione di 6 consiglieri di maggioranza; e che il rendiconto di bilancio 2010 sia stato approvato, sempre in seconda convocazione, con 8 consiglieri presenti. In ambedue i casi erano assenti, tra gli altri, il vicesindaco e l'assessore al bilancio. Sembra inverosimile, ma è accaduto: sono stati redatti, discussi ed approvati due bilanci fondamentali dell'ente in assenza dell'assessore al bilancio! Un fatto del genere, in un contesto normale, costituirebbe un grave “vulnus” per la democrazia. Ma siamo a Viggianello, in un contesto politico tutt'altro che normale: un contesto segnato, fra l'altro, da un'evidente fibrillazione ancora in corso e tutta interna all'attuale maggioranza. E se da un lato la crisi sembra essere irreversibile, dall'altro appare, inspiegabilmente ed irresponsabilmente, “congelata” ormai da mesi. Per dirla in metafora:

il Re è completamente nudo e sicuramente più solo; ma, ancora dritto e ben saldo in sella, continua ad amministrare come se nulla di politicamente rilevante stesse accadendo nel suo reame!

Tuttavia, l'ulteriore protrarsi di tale paradosso politico diventa sempre più inaccettabile per la Comunità viggianellese. Una Comunità che sta “svanendo” nell'attesa di risposte adeguate alla gravità dei suoi numerosi problemi. Le domande sono: un “Sindaco dimezzato” come può operare con efficacia ed efficienza? Con quale autorevolezza e forza contrattuale può partecipare ai confronti con i rappresentanti di altre istituzioni (regione, provincia, ec.)? Una Maggioranza ed una Giunta spaccate e conflittuali come possono lavorare in modo produttivo per il bene comune? Con quale serenità si può lavorare in un gruppo (la Giunta, il Consiglio, ec.) i cui componenti hanno smarrito la stima e la fiducia reciproca?

In conclusione, considerando quanto sin qui argomentato ed il bene della nostra Comunità, si chiede agli amministratori comunali ed ai responsabili locali del partito di maggioranza di prendere atto apertamente della situazione di grave crisi politica e di lavorare in modo trasparente per trovare subito la soluzione migliore. Certo, sarebbe auspicabile un quadro politico chiaro, con interlocutori forti e, soprattutto, credibili, per lavorare insieme, maggioranza e opposizioni, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, ad un solido progetto di sviluppo economico, sociale e culturale per Viggianello. Tuttavia, ricordando quanto detto e scritto (e scripta manent!) dal gruppo dei “dissidenti”, ciò appare difficilmente realizzabile con l'attuale amministrazione. Per questa ragione, mi ripeto, sarebbe un bene per la Comunità se il suddetto gruppo ed il resto della maggioranza prendessero “responsabilmente” atto del fallimento irrimediabile dell'attuale esperienza amministrativa e ne traessero, prima possibile, le dovute conseguenze.

Nell'attesa (probabilmente vana!) che ciò accada, voglio lanciare un appello ai giovani, alle donne

e agli uomini di buona volontà affinché si adoperino per cercare di far rivivere anche a Viggianello

quell'ondata di civismo e civiltà politica che, dalle ultime amministrative, sta interessando Milano, Napoli e tante altre città italiane, quell'ondata di rinnovamento dal basso che ha già scompigliato

e travolto molti “giochini” di potere di tanti partiti, clan e professionisti della politica.

Viggianello lì 03/07/2011

Con simpatia

Pino Lauria (consigliere comunale di minoranza)