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STORIA DEL MATRIMONIO

La convivenza è l'accordo più antico tra l'uomo e la donna, indispensabile per la


formazione di un nucleo famigliare, quindi si presume che il matrimonio esiste fin
dall'antichità in diverse forme. La parola "matrimonio" deriva dal latino
matrimonium e ha per radice " mater-tris " che significa appunto madre. Questo
tipo di contratto univa l'uomo e la donna nella vita spirituale e pratica in cui
la donna era con pochissime eccezioni la parte più debole. In passato serviva solo
al marito per prendere possesso della moglie, quasi a schiavizzarla, per
sottometterla.

Solo con il diritto Romano diventò un accordo libero fra due persone, anche se la
parità fra uomini e donne dopo il matrimonio apparteneva solo alla cultura
egiziana. In passato per unirsi in matrimonio contava solo, l'appartenenza a una
stessa religione, a una stessa razza, a una stessa classe sociale e naturalmente
la posizione economica, non c' era spazio per l'amore e i sentimenti. D'amore si
perlerà solo con il Cristianesimo, quando il matrimonio assunse il valore di
sacramento, e come tale era sacro e indissolubile, con l'unico fine della
procreazione. Secondo i giuristi romani il matrimonio era un'istituzione fondata
sul diritto naturale, definita come unione sessuale dell'uomo e della donna. In
epoca repubblicana presupponeva la sottomissione della donna all'autorità di un
uomo e si realizzava attraverso il trasferimento della patria potestas dal padre
allo sposo, che veniva ad avere perciò sulla moglie un potere analogo a quello
esercitato sui figli e sugli schiavi. Questo matrimonio, detto cum manu, fu
progressivamente sostituito da quello libero, fondato unicamente sul consenso
degli sposi.

Il Medioevo: fu un periodo molto cupo, la Chiesa accettò le regole del diritto


germanico in materia matrimoniale, regole che non riconoscevano alcuna autonomia
alla volontà degli sposi il matrimonio si scisse dall'amore, ed ebbe solo un puro
legame di interesse. Il matrimonio germanico avveniva in due tappe: la prima,
costituita da un contratto stipulato dalle famiglie degli sposi nel quale il
potere sulla donna era trasferito dal padre al futuro marito, che in cambio pagava
una dote al padre della sposa, in un secondo momento seguivano l'accompagnamento
della sposa nella camera nuziale.

Il Rinascimento: anche durante questo periodo, i matrimoni venivano contratti allo


scopo di unire e rafforzare le famiglie e i patrimoni, è sempre l'uomo ad essere
predominante, le donne non hanno nessun ruolo se non quello di apportare ricchezza
al marito. Il matrimonio, come un meccanismo perfetto, contribuiva a rendere
diseguale la distribuzione della ricchezza, marcando maggiormente le diversità di
classe. Molto diffusi gli incontri omosessuali fra uomini facoltosi e letterati, o
l'abitudine di avere un'amante piuttosto che essere fedeli alla moglie. I valori
ed i privilegi dei gruppi sociali dominanti restavano immutati e con le
successioni patrimoniali controllavano e azzeravano ogni forma di mobilità
sociale.

Nel '600: c'e' il trionfo dell'assolutismo monarchico, monarchi e re sostenevano


l'inutilità dell''amore e della fedeltà alla moglie, credevano fossero concetti
molto astratti, preferivano trovare conforto tra le braccia di giovani amanti.

Nel '700 finalmente arriva il 700 il matrimonio comincia ad avere un significato


diverso, i popoli stanchi dell'arroganza e delle regole imposte dell'aristocrazia,
riscopre i valori dei diritti dell'uomo, tipici delle società moderne. Con
l'arrivo del pensiero liberale conquistato con le rivoluzioni americana e
francese, si cerca di porre fine all'arroganza dell'aristocrazia, si comincia a
cambiare il senso comune del matrimonio, da semplice contratto economico si
trasforma in promessa d'amore.

Nel '800 con il romanticismo, si esaltano i sentimenti e l'amore. Il matrimonio


cambia volto, da adesso ci si sposa solo per amore. Non sposarsi significava
andare incontro a dispiaceri e lutti. E' dall'800 infatti che hanno origine gran
parte delle tradizioni ancora oggi in uso quali l'abito lungo bianco, i guanti, la
torta nuziale il ricevimento. I concordati tra Stato e Santa Sede conosciuti Patti
Lateranensi o Concordato Lateranense, hanno sancito le regole di interazione tra
l'aspetto civile e quello religioso del matrimonio.

Oggi in Italia: esistono ancora molte usanze, come nell'800, come ad esempio
l'abito bianco, i guanti la torta nuziale il ricevimento e ci si sposa per amore,
anche se alcuni fattori come le condizioni socio-economiche, le differenze
sociali, religiose o politiche, influenzano ancora le scelte delle persone. Si
preferisce sposarsi più maturi spesso dopo un periodo di convivenza, si fanno meno
figli, sia per un fattore economico che per una mancanza di tempo, le donne sono
più indipendenti lavorano fuori casa, ed hanno meno tempo da dedicare ai figli.
Tali compiti adesso sono divisi con il marito. Nonostante molte coppie decidano di
non sposarsi e di convivere, il matrimonio rimane per la maggior parte delle
persone il giorno più bello della propria vita.