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Newsletter n.

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2 giugno 2011
Cari Amici,
il Presidente del Gruppo Norba, l’Ing. Luca Montrone, a nome
delle associazioni delle emittenze TV locali, ha diramato la
seguente circolare, con stima e riconoscenza per l’ottimo lavoro
svolto dal sottoscritto alla Camera dei Deputati a favore delle
emittenze locali.
On. Amedeo Ciccanti

Circolare dell’Ing. Montrone

Conversano, 26 maggio 2011

Ai colleghi Editori
delle TV locali

LORO
SEDI

Cari colleghi,

ieri, come sapete, è stata posta la fiducia sul cosiddetto “decreto omnibus”;

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pertanto non è stato possibile sostenere nessuno degli emendamenti
presentati.
Desidero segnalarVi, però, l’Ordine del Giorno n. 9/4307/210
presentato dall’UDC e sostenuto in Aula dall’On. Amedeo Ciccanti.
Pur con qualche imprecisione nelle premesse, riguardo alle cifre
sinora stanziate dei nostri contributi (imprecisioni poi ben chiarite
nell’intervento dell’On. Ciccanti), l’OdG ben espone il nostro ruolo nel Paese e
la situazione nella quale siamo costretti ad operare.
Inoltre, nonostante l’invito alla riformulazione dell’OdG, l’On. Ciccanti
ha preteso che il testo rimanesse invariato, con un impegno preciso, per il
Governo, a risolvere il problema dei contributi in tempi rapidi, e non, come gli
era stato richiesto, “a valutare di adottare iniziative”.
Il Governo, quindi, è stato costretto ad accettare l’OdG, che quindi
risulta approvato nella sua formulazione originaria.
E’ un altro tassello che si aggiunge ad una auspicabile rapida
soluzione del problema, che attendiamo da troppo tempo.
All’UDC, e in particolare all’On. Casini ed all’On. Ciccanti, va il nostro
ringraziamento, e la richiesta di rimanere al nostro fianco, in questa battaglia in
nome del pluralismo e dello sviluppo economico del Paese.
Allego testo dell’OdG approvato e stralcio della discussione in Aula.

Cordiali saluti
Ing. Luca
Montrone
Presidente Gruppo
Norba

Seduta del 25 maggio 2011


O.D.G. dell’On. Ciccanti

La Camera,
premesso che:

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nonostante le difficoltà connesse al dover operare in un sistema
duopolistico, le emittenti locali sono riuscite nel tempo ad
assicurare il pluralismo dell'informazione in Italia;
con l'unanime riconoscimento dell'importante ruolo svolto
dall'emittenza radiotelevisiva locale, sono state, nel corso degli
anni, individuate anche adeguate misure di sostegno che, tuttavia,
non sono mai arrivate a regime: in particolare, a seguito dei tagli
delle recenti manovre economiche, le risorse assegnate sono
state ridotte per il 2011 a 95 milioni e, per gli anni a decorrere dal
2013, a 105 milioni;
la crisi economica, inoltre, ha fortemente ridimensionato i ricavi
pubblicitari, sia degli inserzionisti locali, sia di quelli nazionali;
le difficoltà quindi permangono se si considera che con lo
stanziamento 2009 (150 milioni), le TV locali riuscivano appena
a chiudere i bilanci in pareggio e con quello previsto per il
2010 (140 milioni) la gran parte delle tv locali chiuderà in
perdita;
il passaggio al digitale sta fortemente penalizzando le emittenti
locali in quanto soggetti deboli del sistema, con sempre meno
risorse da investire in produzione e acquisto di programmi;
il calo registrato negli ascolti (fino al 113 per cento di quelli
precedenti) determina, come immediata conseguenza, quello dei
ricavi pubblicitari;
la chiusura delle TV locali comporterebbe gravissime
conseguenze per l'occupazione, poiché ai 5.000 posti di lavoro
direttamente assicurati dalle TV locali, ed agli ulteriori 5.000
dell'indotto, si potrebbero aggiungere molti posti di lavoro delle PMI
del Paese (che rappresentano il 70,8 per cento del valore aggiunto
totale della nostra economia), che perderebbero il mezzo attraverso

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il quale farsi conoscere dai cittadini e stimolare il consumo dei loro
prodotti;
con l'interruzione del servizio fornito dalle emittenti locali il Paese
perderebbe la pluralità di soggetti che assicura il pluralismo
dell'informazione, e perderebbe, quindi, lo strumento prezioso
con il quale garantire la tutela delle specialità culturali ed identitarie
delle regioni e dei territori;
impegna il Governo
ad adottare iniziative in tempi rapidi volte ad individuare concrete
misure di sostegno in favore dell'emittenza locale, riprestando i
tagli subiti dallo stanziamento iniziale, al fine di consentirne la
sopravvivenza delle emittenti locali e, con essa, sostenere lo
sviluppo economico delle PMI, il pluralismo, la tutela delle identità
culturali dei territori.
9/4307/210. Ciccanti, Occhiuto.

RESOCONTO STENOGRAFICO LAVORI PARLAMENTARI

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se accettino la riformulazione


dell’ordine del giorno Ciccanti n. 9/4307/210, accettato dal
Governo, purché riformulato.
AMEDEO CICCANTI. No, signor Presidente, non ritengo giusto dare
una ipotesi discrezionale al Governo quando tutto il
sistema dell’emittenza locale rischia di chiudere la propria attività
perché, qui, il Parlamento deve assumere un impegno certo. Qui c’è
scritto: « ad adottare iniziative in tempi rapidi (...) ». « Valutare di
adottare » è un eufemismo che non può essere accettato perché
tutta l’emittenza locale ha chiesto il rispetto dell’accordo al
Parlamento, e soprattutto alla maggioranza che per ben cinque

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volte al Senato ha assicurato uno stanziamento di 150 milioni di
euro, somma prevista dall’accordo fra il Governo e l’emittenza
locale e quale risulta, tra le altre cose, dalla quota di canone che è
riservata allo Stato e di cui i tre quarti all’emittenza locale e che
ammonta a 270 milioni di euro. Ebbene, di
questi 270 milioni di euro, ne chiedono centocinquanta. Oggi ci
troviamo, nel 2011, ad avere assegnato solo 114 milioni
di euro quando i bilanci vengono chiusi in pareggio col vecchio
finanziamento del 2009 di 150 milioni di euro. Allora, la
maggioranza, e soprattutto il Popolo della Libertà, che ha assunto
l’impegno nei confronti dell’emittenza locale di ripristinare i fondi
del 2009, adesso deve dimostrare, con il suo voto, di essere
coerente con quello che stabilisce negli accordi e con quello che
promette poi alla stampa e nelle manifestazioni pubbliche.
ALBERTO GIORGETTI, Sottosegretario di Stato per l’economia e le
finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALBERTO GIORGETTI, Sottosegretario di Stato per l’economia e le
finanze. Va bene, manteniamo il testo: « ad adottare
iniziative (...) ».
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la
votazione dell’ordine del giorno Ciccanti n. 9/4307/
210, accettato da Governo nella formulazione originaria.

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