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APPROFONDIMENTO:

1. BREVI RUDIMENTI DI CHIMICA


Entriamo ora in laboratorio ed andiamo ad analizzare più in dettaglio la struttura del
cemento.
Che cosa avviene a livello chimico durante la formazione del cemento?

I componenti chimici di base del cemento sono:


• Calcio (CaO) > C
• Silicio (SiO2) > S
• Alluminio (Al2 O3) > A
• Ferro (Fe2 O3) > F

Allumino e Ferro vengono utilizzati nella miscela di cottura per i seguenti vantaggi:
• per diminuire la temperatura di cottura in quanto questi, essendo metalli, fondono
più velocemente;
• permettono l’utilizzo di materie prime meno pure, comprendendo quindi gli stessi
fondenti ed altre impurità normalmente presenti nei minerali in natura;
• contribuiscono alle resistenze alle brevissime stagionature.
Questi per attivare le trasformazioni chimiche, devono essere in forma di Ossidi e quindi
sottoposti ad elevate temperature (1450° C circa). Alla fine del processo di cottura si
ottengono i seguenti elementi:
• C3S e C2S che sono detti silicati e rappresentano la parte “migliore” del cemento;

• C3A e C4AF che sono detti fondenti, originati dall’utilizzo di Allumino e Ferro, i quali
recano con sé alcuni svantaggi:
o il C3A è il maggior responsabile del calore di idratazione;

o sia il C3A che il C4AF favoriscono l’aggressione dai solfati.

Alla fine della cottura e quindi di tutte le trasformazioni chimiche, si ottiene il clinker. Le
percentuali degli elementi evidenziati determina le caratteristiche del cemento che,
ovviamente, dipendono da quelle delle materie prime utilizzate. Ad esempio, il clinker
prodotto a Gubbio ha un C3A alto e per questo è tendenzialmente aggressivo, a Caravate
è il contrario.
Nella foto sottostante è possibile vedere questi elementi al microscopio.

2. PROBLEMI NELLE PRESTAZIONI DEL CEMENTO: LA FALSA PRESA


Un problema collegato al processo di presa, potrebbe essere quello della falsa presa, che
si può verificare, seppur in rari casi, quando c’è una cattiva gestione delle temperature di
macinazione. In pratica, prima ancora che inizi la presa, il gesso reagisce con l’acqua
facendo presa per conto suo, si indurisce velocemente non producendo però nemmeno un
Newton di resistenza.
FALSA PRESA
• il gesso si può disidratare nella fase di macinazione finale;
• quando si aggiunge acqua al cemento il geso si reidrata facendo presa per conto
suo;
• in pochi minuti si ha forte perdita di lavorabilità ma senza calore
• non aggiungere acqua ma rimescolare energicamente.