Sei sulla pagina 1di 12

Modelli di e-Learning

Modelli di e-Learning
Una tassonomia degli usi
della rete telematica per l’apprendimento
■ Monica Banzato, Università Ca’ Foscari, Venezia
banzato@unive.it
■ Vittorio Midoro, CNR - Istituto Tecnologie Didattiche
midoro@itd.cnr.it

1 INTRODUZIONE Di seguito ogni classe sarà descritta facendo


Questa nota è una riela- In questa nota1, è proposta una tassonomia cenno anche alle problematiche di proget-
borazione di un contribu- dei modelli di e-learning adottabili all’inter- tazione e gestione e ai punti di forza e di cri-
to fornito dagli autori ad no di progetti di formazione integrata [Mi- ticità.
un gruppo di lavoro del
MIUR sulla definizione di doro, 2002] [Banzato, 2003]. Ogni classe si articola in diverse sottoclassi,
linee guida per progettisti Qui le diverse classi si differenziano per due variazioni possibili dell’approccio preso in
di sistemi di e-learning. elementi fondamentali riconducibili al pro- esame, le cui differenze riguardano gli ele-
cesso (modalità d’apprendimento) e al mo- menti costituenti e le loro mutue relazioni.
dello del sistema che lo realizza. La scelta di Le tre classi, con le rispettive sottoclassi, so-
un approccio rispetto ad un altro è determi- no rappresentate in modo tassonomico da
nata dalle realtà organizzative, formative, una piramide. Tale rappresentazione sta ad
pratiche e tecnologiche dei diversi contesti indicare che una classe superordinata inglo-
di formazione. ba le caratteristiche principali di una classe
La tassonomia si articola in tre classi fonda- subordinata (figura 1).
mentali: Dal punto di vista tecnologico, la rete In-
figura 1 • modello di formazione in autoapprendi- ternet costituisce la base su cui poggia la pi-
La piramide come sinte-
si unificante degli ap- mento; ramide dell’e-learning. Nella figura sono ri-
procci di formazione di • modello di formazione assistita; portati con diverse gradazioni di grigio i tre
e-learning. • modello di formazione collaborativa. approcci formativi principali, dove:
62 • vicino alla base, si collocano le applicazio-
ni della rete come supporto ai processi di
autoapprendimento,
• in posizione centrale, quelle applicazioni
in cui la rete supporta processi di appren-
dimento assistito,
• e vicino al vertice le applicazioni della re-
te a supporto di processi di apprendimen-
to collaborativo.
La piramide rappresenta una tassonomia in
cui il percorso base-apice implica il passag-
gio a sistemi formativi di complessità cre-
scente, che includono tutte le componenti
di quelli sottostanti.
Ogni livello utilizza prevalentemente la re-
te e i servizi Internet in modo diverso. Nei
sistemi prossimi alla base della piramide la
numero 3-2005
TD36

tecnologia supporta prevalentemente l’ac-


cesso a materiali fornendo archivi di mate-
Modelli di e-Learning
riali strutturati e organizzati per l’auto ap- MODELLO DI FORMAZIONE
prendimento, proponendo percorsi forma- IN AUTOAPPRENDIMENTO
tivi statici e strumenti per un’auto-valuta- Modalità di apprendimento
zione del processo formativo. In questo Questo modello di formazione riguarda
caso l’utente interagisce in modo quasi processi di auto-apprendimento, basati su
esclusivo con il sistema di gestione dei materiali di studio prelevati in rete da una
contenuti. Negli strati più bassi della rap- piattaforma di e-learning. Il modello non
presentazione grafica si colloca quindi il prevede assistenza didattica da parte di un
modello in auto apprendimento, che privi- tutor. Di seguito sono brevemente illustra-
legia essenzialmente una comunicazione te tre sottoclassi di questi sistemi, caratte-
centrata sull’interazione persona-compu- rizzate dalle funzionalità fornite dal corri-
ter2. spondente sistema di e-learning.
Quanto più ci si allontana dalla base della 1. Autoapprendimento con ricerca libera in
piramide e si sviluppa un uso integrato del un Deposito Materiali (DM).
sistema d’interazione e della comunicazione Qui è messo a disposizione del corsista
(e-mail, forum, newsgroup), tanto più ci si un archivio di materiali su un determina-
muove verso modelli di formazione assisti- to argomento, senza alcuna strutturazio-
ta, in cui entrano in gioco figure come assi- ne didattica. E’ il corsista stesso che in
stenti, tutor e staff tecnologico che interagi- base ai propri fabbisogni formativi ricer-
scono con i partecipanti, assistendoli nella ca, seleziona e valuta gli “oggetti cono-
fruizione dei materiali. Nel modello di for- scitivi” in modo indipendente e autono-
mazione assistita, il sistema d’accesso ai ma- mo, basandosi esclusivamente sulle pro-
teriali è ancora importante, ma in misura in- prie esigenze personali d’apprendimento,
feriore rispetto al livello precedente. Qui, eventualmente aiutato da metadati che
infatti, è presente la comunicazione umana, identificano il materiale cercato. A questo
mediata dal computer, che assiste e arricchi- livello si garantisce all’utente una relativa
sce il processo di apprendimento, non più liberà organizzativa, soprattutto nei tem-
basato esclusivamente sullo studio dei ma- pi e nelle modalità di fruizione dei mate-
teriali. riali stessi in quanto non vengono impo-
Quanto più ci si avvicina al vertice della pi- sti vincoli dall’Ente erogatore, né passag-
ramide, tanto maggiore è l’importanza del- gi obbligati nel processo di apprendi-
le interazioni interpersonali, non solo con i mento. L’unico vincolo potrebbe deriva-
tutor, ma tra i pari. Negli strati più alti del- re dalla programmazione degli eventuali
la piramide si collocano, infatti, i sistemi ba- incontri in presenza e dalle prove di valu-
sati sull’apprendimento collaborativo e sul- tazione finale.
le comunità di apprendimento. Qui assu- 2. Autoapprendimento lungo percorsi forma-
mono grande importanza le attività svolte tivi predeterminati con accesso a un Depo-
cooperativamente dai partecipanti e la tec- sito Materiali (DM) e a un repertorio di
nologia mira soprattutto a favorire la colla- Percorsi formativi (PF).
borazione, anche se continua a fornire ser- Gli argomenti sono strutturati didattica-
vizi d’accesso a materiali e di comunicazio- mente secondo la direttrice: 63
ne interpersonale. percorsi formativi ➸ moduli ➸ unità di-
Le esigenze formative e gli obiettivi didatti- dattiche.
ci orientano la scelta dei sistemi tecnologici A differenza dal livello precedente, il cor-
più appropriati per un dato contesto: un al- sista è guidato nel proprio apprendimen-
to numero di studenti e obiettivi che mira- to attraverso una solida strutturazione
no al trasferimento di conoscenze ben codi- dei contenuti e delle attività didattiche da
ficate, suggeriscono sistemi vicini alla base affrontare (percorsi formativi). Di fatto è
della piramide. Se invece l’obiettivo forma- una variazione del primo livello descritto,
tivo è l’acquisizione d’abilità di problem ma il valore aggiunto consiste proprio
solving, potranno essere utili modelli e tec- nell’offrire materiali didattici organizzati 2
Esempio di interazione
nologie che assicurano anche un buon livel- e predisposti ad hoc, in modo tale da as- “persona computer” nella
lo di comunicazione “umana”. Se infine si sicurare elementi di supporto all’autoap- formazione sono WBT
vogliono sviluppare capacità di lavorare in- prendimento. Non necessariamente que- (Web Based Training) o
sieme con gli altri e capacità di costruire sti materiali sono corredati da un sistema comunque sistemi che
nuova conoscenza, condividendo la propria di valutazione, in quanto questa fase po- privilegiano un’interazio-
ne della persona con am-
esperienza con quella di altri, le tecnologie trebbe essere realizzata in presenza. bienti artificiali di forma-
numero 3-2005
TD36

più indicate saranno quelle funzionali alla 3. Autoapprendimento lungo percorsi forma- zione (ove si esclude la
cooperazione [Trentin, 1999]. tivi predeterminati con accesso a un Depo- comunicazione umana).
Modelli di e-Learning

sito Materiali (DM) e a un repertorio di sisti è gestita in un database che consente


Percorsi formativi (PF), con prove di valu- di monitorare in itinere l’andamento del
tazione dell’apprendimento. corso, predisponendo eventualmente cor-
Il terzo livello comprende il percorso for- rettivi didattici, e di valutare alla fine l’ef-
mativo in autoapprendimento completo ficacia dell’intervento.
che prevede anche prove di auto-valuta- Materiali di guida allo studio. Sono in ge-
zione. La possibilità di auto valutare l’ap- nere costituiti da:
prendimento in modo indipendente con - una guida allo studio che descrive gli
sistemi automatici di verifica (in cui il obiettivi, i percorsi formativi a disposizio-
corsista riceve un immediato feedback ne e gli eventuali prerequisiti per acceder-
del lavoro svolto) è considerato uno dei vi, un glossario, l’indice analitico; le FAQ,
punti di qualità del modello in autoap- la bibliografia e l’elenco dei siti e delle
prendimento. banche dati interessanti;
- un manuale d’uso per muoversi all’interno
Modello del sistema della piattaforma, le caratteristiche
Due sono gli elementi fondamentali di que- hardware e software per la fruizione, ecc.
sta classe di sistemi e-learning: i materiali e
l’apparato per la loro gestione. Funzioni del sistema
Materiali In questo caso il sistema di e-learning offre
I materiali sono di tre tipi: Materiali di stu- i seguenti ambienti:
dio, di valutazione e di guida allo studio. Ambiente per la gestione dei materiali. Que-
Materiali di studio. Di solito sono organiz- sto fornisce funzionalità di supporto alla
zati in moduli e unità, la cui fruizione av- produzione, l’immagazzinamento, la
viene lungo percorsi prestabiliti. classificazione e l’aggiornamento conti-
Questi materiali dovrebbero essere svilup- nuo dei materiali.
pati in modo da potere essere fruiti auto- Ambiente di apprendimento. Questo per-
nomamente dallo studente. Particolari mette l’accesso ai materiali da parte del-
tecniche sono state definite per la produ- l’utente ed anche alle prove di valutazio-
zione di materiale per autoistruzione ne, in accordo con determinate procedu-
[Rowntree, 1985]. re e diritti gestiti dall’amministratore del
Per facilitare il reperimento dei materiali sistema. La valutazione automatizzata è
didattici da archivi di materiali, sono stati uno degli strumenti online di maggiore
definiti alcuni standard internazionali rilevanza ai fini didattici. Essa deve forni-
(AICC, SCORM, IMS) [Wiley, 2002]. re un feedback immediato al corsista,
Materiali di valutazione. Un prodotto for- un’indicazione del raggiungimento degli
mativo per l’e-learning, in genere prevede obiettivi formativi stabiliti per un certo
la gestione ed erogazione automatica del- modulo o unità didattica. I risultati delle
le seguenti tipologie di prove di valutazio- prove possono essere utilizzati anche per
ne: confronti tra il singolo allievo e il dato
- prove d’ingresso per verificare il posses- medio della classe virtuale e per monito-
64 so dei prerequisiti e per adeguare il per- rare l’andamento complessivo del corso.
corso formativo alle peculiarità del corsi- Ambiente di gestione del corso. Questo con-
sta; sente la gestione del corso e dei suoi par-
- prove intermedie sulla singola unità di- tecipanti. La gestione e il controllo degli
dattica o sull’intero modulo, con rispo- accessi possono avvenire in due forme: in
ste motivate e suggerimenti di approfon- modo centralizzato o distribuito. La scel-
dimenti e di attività (feed back); ta a livello tecnologico se utilizzare una di
- prove conclusive (alla fine del modulo e queste due forme di gestione degli acces-
dell’intero percorso formativo) per l’e- si è legata al numero degli utenti. L’utiliz-
ventuale riconoscimento del credito for- zo di una piattaforma di e-learning oppu-
mativo; re una soluzione integrata a livello tecno-
- eventuali prove successive alla formazio- logico deve garantire la gestione informa-
ne per poter valutare la ricaduta/impat- tica e automatica dei dati dei partecipanti,
to sui processi lavorativi (Monitoraggio come ad esempio: l’iscrizione telematica
di follow up). dei partecipanti al corso, la gestione degli
In caso di certificazione, la somministra- accessi al sito, la traccia dei percorsi da
zione delle prove di solito ha luogo in am- parte degli utenti (monitoraggio/
numero 3-2005
TD36

biente controllato. tracking delle attività dei corsisti), il con-


La memorizzazione delle risposte dei cor- trollo delle attività formative svolte, ecc.
Ambiente di monitoraggio. In tale ambiente strazione agli studenti, ricavando dati da

Modelli di e-Learning
si realizza il monitoraggio sull’andamento utilizzare sia durante il processo di appren-
del corso che può essere condotto pren- dimento, sia per la messa a punto dei corsi.
dendo in esame aspetti come la qualità dei Riguardo alla gestione, alti numeri di uten-
materiali, l’efficacia tecnologica (tempi e ti pongono problemi di accesso contempo-
semplicità di accesso alle informazioni e raneo.
alla comunicazione), il gradimento e la In questo caso il sistema deve garantire un
soddisfazione dei corsisti. servizio che sia in grado di sostenere un
grande numero di accessi e evitare crash o
Alcune considerazioni sospensioni o disservizi dell’erogazione dei
Analizziamo ora alcune caratteristiche di corsi online.
questa classe di sistemi di e-learning accen- Il sistema informatico deve inoltre prevede-
nando brevemente a problematiche di rea- re la gestione di tutti i dati dei partecipanti:
lizzazione e gestione del sistema e conclu- anagrafica, curriculum, profitto al corso at-
dendo con una sintetica elencazione dei traverso schede e report facilmente consul-
punti di forza e criticità di questi sistemi. tabili in qualsiasi momento dagli organizza-
tori del corso per monitorare e valutare il
Considerazioni corso e gli utenti.
sulla realizzazione dei materiali
Le principali problematiche qui riguardano Punti di forza e limiti
la produzione, la manutenzione e classifica- Di seguito sono sinteticamente elencati i
zione dei materiali, lo sviluppo di interfacce punti di forza e i limiti di questa classe di si-
amichevoli e la realizzazione di un efficace stemi di e-learning:
ambiente di valutazione dell’apprendimen- Punti forza
to. - Gestione di un alto numero di utenti;
Riguardo alla produzione di materiali per - flessibilità di fruizione (tempo e luogo);
autoistruzione, mancando una figura di me- - bassi costi di gestione;
diazione tra il discente e i materiali, questi - materiali didattici dinamicamente incre-
devono essere espressamente pensati per mentabili;
l’autoapprendimento. La progettazione di- - memorizzazione dei contenuti in un data
dattica è quindi molto impegnativa e richie- base centralizzato;
de, oltre ad esperti dei contenuti altamente - flessibilità nella scelta dei materiali e/o dei
qualificati, figure professionali specializzate percorsi;
nella progettazione didattica di materiali - possibilità di avere sistemi per l’autova-
per autoistruzione. lutazione dei progressi nell’apprendi-
Per facilitare il reperimento dei materiali, mento.
questi potrebbero essere classificati in ac- Limiti
cordo con standard internazionali suggeriti - alto costo per realizzare, manutenere e
per i “learning object”. Inoltre, il sistema classificare materiali strutturati di qualità,
dovrebbe permettere di modificare e ag- realizzati per l’autoapprendimento e l’au-
giornare continuamente i materiali disponi- tovalutazione; 65
bili nel sistema. - alto costo di sistemi di valutazione affida-
Infatti, dal momento che i materiali didatti- bili;
ci hanno un loro ciclo di vita, è importante - strategie didattiche che sfruttano limitata-
che essi siano continuamente aggiornati, fi- mente le potenzialità della rete;
no a che non diventi più conveniente pro- - mancanza di qualsiasi tipo di assistenza.
durne di nuovi.
Riguardo allo sviluppo dell’interfaccia siste- MODELLO DI FORMAZIONE
ma/studente, la piattaforma di e-learning ASSISTITO
dovrebbe offrire un’interfaccia amichevole Modalità di apprendimento
per assicurare un’usabilità intuitiva ed effi- L’apprendimento assistito prevede sia mo-
cace del sistema, consentendo all’utente di menti di studio individuale basato su mate-
accedere in ogni istante velocemente e con riali prelevati dalla rete, predisposti ad hoc
semplicità ai materiali desiderati, seguendo per l’autoapprendimento, sia momenti di
il percorso consigliato. interazione, mediata da computer, con un
Riguardo allo sviluppo di un sistema di va- tutor/esperto, che ha il compito di assiste-
lutazione automatico, questo dovrebbe as- re e di rispondere a eventuali domande e di
numero 3-2005
TD36

sistere l’autore nella progettazione delle assistere i corsisti. Possono anche essere
prove di valutazione e gestirne la sommini- previsti momenti di interazione-comunica-
Modelli di e-Learning

zione libera online, assistita da un operato- • fornisce informazioni ai docenti e ai tu-


re con altri utenti e/o esperti. tor sull’organizzazione del sistema di-
Anche qui la verifica dell’apprendimento dattico, organizzativo e gestionale;
avviene attraverso sistemi di autovalutazio- • assiste i docenti nell’organizzazione e
ne. nella gestione del corso;
Questo modello sfrutta le potenzialità co- • assiste i tutor nell’organizzazione e nel-
municative offerte dalla rete per fini forma- l’erogazione del corso;
tivi, permettendo ai corsisti di interagire • programma e predispone i corsi e i ri-
con tutor, esperti, colleghi, per avere chiari- spettivi calendari didattici;
menti, suggerimenti, confronti su possibili • predispone il mosaico dell’attività di fre-
soluzioni ed interpretazioni. quenza;
• controlla il buon funzionamento della
Modello del sistema gestione e erogazione dei corsi online;
Gli elementi fondamentali di questa classe • monitora l’organizzazione e la gestione
di sistemi e-learning sono: i materiali dispo- dei corsi online.
nibili sulla piattaforma di e-learning, l’insie- Assistenti in rete. Gli assistenti, o operatori
me di tutte le persone che contribuiscono al di rete, sono figure che assistono, suppor-
processo di apprendimento con diverse fun- tano e curano la corretta fruizione delle
zioni (tutor online, esperti, assistenti-opera- informazioni del corso da lato utente.
tori, gli stessi corsisti ecc.) e il sistema di ge- Non intervengono a livello formativo, ma
stione dei materiali e di comunicazione. La informativo. I compiti degli assistenti o
rete diviene lo spazio virtuale per gli utenti operatori di rete possono essere così rias-
per accedere alle informazioni (materiali del sunti:
corso, guide per gli utenti, ecc.) e per co- • informare correttamente i corsisti sul-
municare con gli assistenti/operatori, l’organizzazione del sistema, sui mate-
scambiando informazioni e opinioni con gli riali, sulle prove di verifica, sulla situa-
altri partecipanti. zione personale del corsista o sul per-
corso compiuto, ecc.;
Materiali • assicurare tempi di risposta in tempi “ra-
Per i materiali valgono le stesse considera- gionevoli”;
zioni svolte per la classe precedente, tuttavia • selezionare e organizzare le domande
in questo caso i materiali di studio possono più frequenti (FAQ);
tenere conto che è possibile chiedere assi- • redigere rapporti periodici;
stenza in ogni istante e quindi il vincolo di • moderare le liste di discussione (o fo-
essere completamente autosufficienti è me- rum o newsgroup) solo il progetto for-
no stringente. Inoltre, rispetto alla classe mativo lo prevede.
precedente, per ciascuna unità didattica/le- Questa figura non solo “fornisce informa-
zione, è necessario indicare le attività da zioni” ai corsisti, ma effettua un monito-
svolgere in rete insieme con i tutor e i colle- raggio continuo della situazione, per in-
ghi (attività di discussione nei forum, lavori tervenire se esiste la necessità di aggiorna-
66 di gruppo nei groupware, ecc.). re il sistema, attraverso le richieste raccol-
Riguardo ai materiali d’uso del sistema, te dei corsisti. È importante sottolineare
questi devono contenere anche la descrizio- che bisogna stabilire a priori il rapporto
ne dei servizi di comunicazione come ad tra assistente-operatore e numero dei cor-
esempio “web conference”, “newsgroup”, sisti, che non dovrebbe superare la soglia
ecc.). delle 150 persone per ogni assistente-ope-
ratore.
Persone che intervengono Tutor online. I tutor online, all’interno del
nel processo di apprendimento modello di apprendimento assistito, han-
L’insieme di queste persone è l’elemento no il compito di guidare ed assistere un
che caratterizza questa classe rispetto alla gruppo di corsisti durante il percorso for-
precedente. Di seguito sono brevemente mativo. A differenza degli assistenti/ope-
descritte le figure che intervengono nella ratori, non svolgono un’azione informati-
gestione del sistema. va, ma formativa.
Responsabile organizzativo. Questa è la figu- In questa classe, l’azione formativa da
ra che gestisce e organizza il sistema di parte del tutor è di tipo “individuale”, e
formazione online. I compiti del respon- non prevede il coordinamento di lavori
numero 3-2005
TD36

sabile organizzativo possono essere così collaborativi che riguardano la classe suc-
riassunti: cessiva di modelli. In estrema sintesi i
compiti del tutor on-line qui sono: • qualsiasi problema tecnico possa insor-

Modelli di e-Learning
- organizzare la rete delle relazioni perso- gere localmente.
na-contesto-istituzione sotto il profilo Esperti. L’esperto è la persona competente
dell’interazione interpersonale, svilup- riguardo ad alcuni contenuti del corso.
pando padronanza comunicativa nel da- L’impiego dell’esperto può essere previ-
re informazioni e istruzioni; sto per alcuni moduli e per periodi limita-
- interagire in modo corretto e produtti- ti nel tempo. Il suo intervento può essere
vo con docenti, esperti ecc.; richiesto dai partecipanti o dagli assistenti
- analizzare ed interpretare i bisogni di operatori del corso. Il suo compito è quel-
formazione dei singoli e adoperarsi per- lo di fornire chiarimenti e delucidazioni ai
ché abbiano le opportune risposte; corsisti, proporre possibili soluzioni a
- assistere, motivare, dirigere, gratificare i problemi o studi di caso, suggerire docu-
partecipanti allo studio e alle attività di mentazione di approfondimento, siste-
autovalutazione, assicurando rinforzi mare cattive conoscenze, fornire consu-
misurati e opportuni; lenza a soluzioni proposte.
- osservare e valutare atteggiamenti e Tenendo conto del numero elevato di
comportamenti dei corsisti e intervenire corsisti che possono essere amministrati in
propositivamente per aumentarne e assi- un corso assistito, è fondamentale che a
curare l’assimilazione delle conoscenze monte ci sia un lavoro di selezione delle
e/o competenze; domande dei corsisti da parte di un assi-
- avere competenza nella materia in cui si stente/operatore di rete. Questo lavoro
svolge il tutoraggio; di “selezione delle domande” consenti-
- essere in grado di amministrare gli stru- rebbe di organizzare e di ottimizzare la
menti di monitoraggio, verifica e valuta- comunicazione e il lavoro dell’esperto.
zione; A differenza del modello formativo di co-
A tale scopo il tutor dovrà: munità di apprendimento, gli esperti non
- conoscere gli scenari istituzionali, opera- sono responsabili della conduzione di un
tivi e comportamentali in cui eserciterà modulo.
la sua azione; Classi virtuali. Nella formazione assistita, i
- conoscere e condividere le modalità partecipanti al corso possono essere rag-
operative per l’attivazione e la realizza- gruppati virtualmente in base alla figura di
zione del programma del corso; supporto a cui riferirsi:
- conoscere e governare le dinamiche che • ciascun corsista si riferirà ad un respon-
si attivano nella comunicazione e nella sabile organizzativo online;
formazione in rete ai fini della ottimizza- • ciascun discente si riferirà ad un assi-
zione della sua produttività; stente online (massimo 150 corsisti per
- conoscere gli elementi fondamentali del- assistente);
la progettazione e gestione di processi • ciascun discente si riferirà ad un tutor
formativi. online (massimo 100 corsisti per tutor);
Per mantenere la qualità e l’efficacia dell’in- • ciascun discente si riferirà ad un tutor
tervento formativo, un tutor online a tem- tecnologico (massimo 200 discenti per 67
po pieno potrà assistere al massimo 100 cor- tutor tecnologico);
sisti, mentre un tutor online a part-time po- • tutti i discenti si riferiranno all’esperto o
trà gestire al massimo 50 corsisti. al gruppo di esperti (numero variabile a
Staff tecnico. Lo staff tecnico, previsto an- seconda dell’impostazione del corso).
che nel modello di formazione delle co- La definizione dei suddetti limiti massimi
munità d’apprendimento, ha il compito di corsisti per ciascuna figura di sistema ri-
di assistere i corsisti per quanto riguarda chiede un’accurata analisi delle compe-
l’uso della tecnologia, in qualunque atti- tenze in ingresso e del grado di autono-
vità connessa alla fruizione dei materiali e mia della popolazione a cui l’intervento
dei servizi formativi online. formativo si rivolge.
La necessità di queste figure nasce dall’u- Per ogni corso, vengono inoltre stabiliti i
so di strumenti di comunicazione previsti tempi massimi di attesa della risposta a cu-
dal modello formativo. Lo staff tecnico ra delle figure del sistema.
definisce e assiste:
• le procedure di accesso e di uscita dal si- Funzioni del sistema
stema o dalla piattaforma di e-learning; In aggiunta a tutte le funzioni tipiche della
numero 3-2005
TD36

• le funzioni e i servizi del sistema o della classe precedente, i sistemi di e-learning ap-
piattaforma di e-learning; partenenti a questa classe offrono funzioni
Modelli di e-Learning

di comunicazione uno a molti, uno a uno, presenza di eventuali virus informatici) è


molti a molti. sempre assicurato dall’ente gestore della
La comunicazione interpersonale avviene piattaforma.
tramite servizi di e-mail, forum, news- 2a. gruppi di discussione moderati da un as-
group, chat, ecc. e l’interazione può assu- sistente. In questo caso bisogna prevedere
mere diverse forme: un assistente di area che legge e decide di
• seminari virtuali: ogni modulo può esse- approvare o meno i messaggi prima che
re presentato in video conferenza dal do- essi vengano smistati nel gruppo di di-
cente; scussione. In questo caso si garantisce
• newsgroup (o forum web): per ogni mo- qualità al gruppo di discussione e l’anda-
dulo è possibile interagire con un news- mento della discussione è mantenuto sot-
group (tanti moduli, tanti newsgroup). to controllo garantendo che la discussio-
L’assistente (uno per ogni corso) coordina ne mantenga un preciso focus. L’assisten-
tutti i newsgroup e decide di volta in volta te di area non interviene nella discussione,
se inviare il suo messaggio all’intero grup- ma funziona da “revisore o selezionatore
po oppure scegliere di rispondere (sempre dei contenuti”.
nel newsgroup) al singolo utente; 2b. gruppi di discussione moderati da un tu-
• chat; tor online. In questo caso bisogna preve-
• Web conferences (tipo Netmeeting); dere un tutor di area che legge e decide di
• FAQ: a differenza del modello preceden- approvare o meno i messaggi prima che
te, in questo caso le FAQ sono dinamica- essi vengano smistati nel gruppo di di-
mente aggiornate, utilizzando appunto i scussione, ma a differenza dell’assistente
quesiti più ricorrenti emersi nei news- può intervenire e mediare la discussione
group/forum, ecc. Tali quesiti ricorrenti dei corsisti.
e le relative risposte vengono catalogate 3. gruppi di discussione con intervento di un
nelle FAQ per facilitarne la consultazione. esperto. Questi gruppi di discussione pos-
Per la comunicazione online, le figure di si- sono essere moderati o non moderati da
stema possono avvalersi, a seconda delle un assistente di area (la decisione deve es-
esigenze, fondamentalmente di due stru- sere fatta a monte, a secondo delle esigen-
menti: ze del progetto), ma con l’intervento di
• comunicazione individuale (one-to-one) un esperto che si rende disponibile per i
attraverso la posta elettronica; corsisti in un determinato periodo di tem-
• comunicazione di gruppo (one-to-many) po. Gli esperti rispondono alle domande
attraverso web forum o mailing list. più specifiche o più specialistiche su un
Questa classe di sistemi prevede anche spazi particolare argomento. L’intervento del-
di comunicazione in rete, come forum e l’esperto non è di tipo formativo, ma pre-
chat, per consentire ai corsisti di scambiarsi valentemente informativo.
pareri, esperienze, problematiche.
I gruppi di discussione possono essere orga- Alcune considerazioni
nizzati per argomenti definiti (per esempio Analizziamo qui alcune caratteristiche di
68 a ciascun modulo potrebbe corrispondere questa particolare classe di sistemi di e-lear-
un forum di discussione) oppure per temi ning accennando brevemente a quelle pro-
risultati di particolare interesse (ad esempio, blematiche di progettazione relative agli
argomenti trasversali al corso). In questo se- ambienti di comunicazione e concludendo
condo caso, sarà compito delle figure di si- con una sintetica elencazione dei punti di
stema (responsabile organizzativo, assisten- forza e criticità di questi sistemi.
te di rete e tutor online) raccogliere le ri-
chieste dei corsisti e organizzare, tramite il Considerazioni sulla progettazione
gestore della piattaforma per l’e-learning, dell’ambiente di comunicazione
appositi spazi di discussione. Nella strutturazione di un ambiente di co-
I gruppi di discussione possono essere di tre municazione, il progettista dovrebbe tener
tipi: conto di alcuni criteri che facilitano la co-
1. gruppi di discussione non moderati. I cor- municazione, come ad esempio:
sisti possono accedere liberamente ad una - sviluppare mappe concettuali accurate per
serie di spazi virtuali suddivisi per argo- utenti con livelli diversi di esperienza. È
mento e interagire con altri corsisti senza necessario fornire all’utente le istruzioni e
alcun filtro alla loro comunicazione, al- le procedure per eseguire i compiti ele-
numero 3-2005
TD36

meno non di tipo contenutistico. Infatti mentari come leggere, comporre e inviare
un filtro (ad esempio per controllare la messaggi;
- fornire funzioni di editing. Predisporre prendimento, assicura la comunicazione

Modelli di e-Learning
vari tipi di carattere, i simboli, le funzioni con appositi professionisti che offriranno
di controllo ortografico e i modelli per assistenza e supporto nelle attività di stu-
l’invio di messaggi; dio;
- consentire la comunicazione di emozioni - facilitazione dell’interazione tra pari: a
e intenzioni. Includere un dizionario di differenza del modello in autoapprendi-
icone facili da capire che possono essere mento, in questo caso è offerta l’opportu-
inserite nei messaggi per chiarirne il signi- nità ai corsisti di interagire a distanza su-
ficato; gli argomenti del corso.
- supportare i livelli di esperienza. È oppor-
tuno includere una serie di comandi di ba- MODELLO DI FORMAZIONE
se (esempio, funzioni di editing avanzate) COLLABORATIVO
che gli utenti possono successivamente ar- Modalità di apprendimento
ricchire man mano che loro esperienza In questo caso l’apprendimento è il risultato
aumenta; di attività collaborative svolte all’interno di
- proteggere i diritti degli utenti. Se la pri- una piccola comunità virtuale [Midoro,
vacy, la sicurezza e il copyright sono im- 2006]. I materiali di studio prelevati in rete
portanti all’interno degli ambienti di co- fanno parte del repertorio comune di questa
municazione, occorre informare gli uten- comunità, che usa la rete anche come sup-
ti sui meccanismi di protezione; porto della comunicazione e della collabora-
- fare in modo che la comunicazione possa zione [Harasim, 2000] [Midoro, 1998].
essere guidata con facilità. Per esempio, Le attività collaborative implicano una con-
mostrare sullo schermo tutte le richieste divisione di compiti, e un’esplicita intenzio-
di “conversazione” possibili; ne di “aggiungere valore” - per creare qual-
- agevolare gli avatar e la conversazione. cosa di nuovo o differente attraverso un
Sullo schermo è possibile che si verifichi processo collaborativo deliberato e struttu-
un sovraffollamento o sovrapposizione di rato, in contrasto con un semplice scambio
messaggi quando vari avatar partecipano di informazioni o esecuzione di istruzioni.
nello stesso momento. Possono essere Una definizione di apprendimento collabo-
dunque necessarie modalità alternative rativo potrebbe essere l’acquisizione da par-
per la visualizzazione dei messaggi; te degli individui di conoscenze, abilità o at-
- usare grafici per indicare l’attività degli teggiamenti che sono il risultato di un’inte-
utenti. Fornire una serie “storica” dei da- razione all’interno di un gruppo che opera
ti delle attività degli utenti e accertarsi che in modo collaborativo per realizzare un
essi comunichino le informazioni deside- prodotto, un servizio o una soluzione a un
rate. determinato compito. Una collaborazione
di successo prevede un qualche accordo su
Punti di forza obiettivi e valori comuni, il mettere insieme
Di seguito sono sinteticamente elencati i competenze individuali a vantaggio del
punti di forza di questa classe di sistemi: gruppo come un tutt’uno, l’autonomia di
- gestione di un numero di utenti abbastan- chi apprende nello scegliere con chi lavora- 69
za alto. Questo modello gestisce un nu- re e la flessibilità nell’organizzazione di
mero più elevato di utenti rispetto al mo- gruppo [Kay, 1994].
dello di apprendimento collaborativo, ma Perché ci sia un’efficace collaborazione o
minore rispetto al modello in autoappren- cooperazione, ci deve essere una reale inter-
dimento. È importante sottolineare che il dipendenza tra i membri di un gruppo nel-
numero massimo di utenti gestibili, può la realizzazione di un compito, un impegno
variare anche considerevolmente a secon- nel mutuo aiuto, un senso di responsabilità
da della qualità e del tipo di assistenza che per il gruppo e i suoi obiettivi e deve essere
si fornisce; posta attenzione alle abilità sociali e inter-
- flessibilità nella scelta dei percorsi e nella personali nello sviluppo dei processi di
fruizione: i corsisti possono seguire auto- gruppo.
nomamente e liberamente la fruizione dei Riassumendo, l’apprendimento collaborati-
moduli nei tempi e negli spazi a loro più vo riguarda gli apprendimenti individuali
consoni, anche se ciò può escludere derivanti dall’attività di un gruppo impe-
un’organizzazione della tempistica della gnato nella realizzazione di un compito co-
fruizione del corso (calendario didattico); mune che in generale riguarda la realizza-
numero 3-2005
TD36

- assistenza: questo modello pur lasciando zione di un prodotto o di un servizio, in ca-


ampia libertà al corsista di studio e di ap- si particolari può consistere nella “com-
Modelli di e-Learning

prensione” di un concetto, nella soluzione tratta di comunicazione scritta in differita.


di un problema o nell’esecuzione di un pro- La posta elettronica presenta molte limi-
cesso. tazioni, pertanto oggi si è generalmente
orientati all’uso di sistemi CMC come
Modello del sistema supporto della comunicazione nella for-
In questo tipo di formazione in rete, tre so- mazione in rete. Talvolta in questi sistemi,
no gli elementi fondamentali: occasionalmente si usano anche modi sin-
• un pool di materiali (disponibili in rete croni di comunicazione come chat o con-
e/o inviati per posta); ferenze audio.
• le ICT usate dalla comunità come mezzo La condivisione dell’informazione. L’infor-
per comunicare, cooperare, accedere e mazione condivisa dalla comunità può es-
produrre informazione e conoscenza; sere contenuta in documenti predisposti
• una comunità virtuale (comprendente dai formatori, in materiale a stampa, video
formatori, studenti, esperti e osservatori). o anche in siti Web. Spesso nel sistema
Materiali CMC viene aperta un’area “biblioteca” in
In un corso in rete appartenente a questa cui vengono depositati tutti i documenti
classe ci sono tre tipi di materiali: quelli ri- utilizzati o prodotti all’interno del corso.
guardanti la sua organizzazione e il suo L’accesso all’informazione. Spesso è previsto
svolgimento, quelli relativi alla tecnologia un accesso sistematico a informazioni
impiegata e quelli relativi ai contenuti. contenute in siti Web. È necessario perciò
Materiali relativi all’organizzazione e svol- che i partecipanti abbiano accesso a Inter-
gimento. Questi materiali riguardano una net e dispongano di un browser di rete.
guida al corso, indicante gli obiettivi, i La cooperazione. La cooperazione può avve-
contenuti, la struttura, la pianificazione e nire a due livelli: all’interno di gruppi lo-
i materiali. Può essere utile anche un sito, cali o virtuali.
accessibile pubblicamente, in cui oltre al- In generale i gruppi locali interagiscono
la guida al corso sono disponibili: la de- in presenza.
scrizione della comunità, i link all’am- La cooperazione tra i membri della comu-
biente didattico, questionari per i parteci- nità virtuali di norma avviene tramite il si-
panti e tutto quanto possa offrire una vi- stema di computer conferencing. In alcu-
sione del corso e dello stato di una sua ni casi tuttavia è utilizzabile anche la vi-
particolare “esecuzione”. deo conferenza.
Materiali relativi alla tecnologia. Questi so-
no materiali relativi al sistema CMC usato Comunità virtuali
(manuale utente del sistema, indicazioni La comunità virtuale di un corso in rete
su come “scaricare da rete” il software lo- comprende di solito:
cale, ecc.) - gli studenti;
Materiali relativi ai contenuti. Questi sono i - i formatori in rete (chiamati impropria-
materiali che i partecipanti usano per stu- mente tutor);
diare individualmente e per svolgere le at- - uno staff tecnico;
70 tività di gruppo suggerite dai formatori. È - gli esperti;
da notare che in questi sistemi i materiali - gli osservatori.
sono un corpo vivo che si modifica duran- Gli studenti. La formazione in rete può es-
te lo svolgimento del corso. I partecipanti sere rivolta sia a singoli studenti sia a
infatti possono aggiungere nuovi materia- gruppi di partecipanti. Nel caso di singoli
li o produrne di nuovi, in modo tale che studenti l’interazione tra i partecipanti av-
alla fine del corso si ha un arricchimento viene principalmente in rete.
dei contenuti ad opera dei corsisti. Nel caso invece in cui la formazione sia ri-
volta a gruppi di individui, si hanno due
Funzioni del sistema livelli di interazione e di comunicazione
Le tecnologie telematiche nei corsi in rete tra i partecipanti: una interna al gruppo,
assolvono quattro funzioni principali: la co- di solito molto serrata, l’altra tra i gruppi
municazione, la condivisione e l’accesso al- virtuali, di solito più blanda.
l’informazione e la cooperazione. Esistono poi situazioni miste, in cui nella
La comunicazione. La comunicazione all’in- stessa comunità sono coinvolti sia singoli
terno della comunità virtuale può avveni- partecipanti che gruppi locali.
re utilizzando o un sistema di posta elet- I formatori (tutors). Nella formazione in re-
numero 3-2005
TD36

tronica o un sistema di Computer Media- te i formatori assolvono un ruolo diverso


ted Conferencing (CMC). In ogni caso si da quello richiesto nei corsi in presenza. Il
loro compito si articola in due fasi princi- Spiegazione. Possono intervenire con spie-

Modelli di e-Learning
pali: la preparazione e lo svolgimento del gazioni e dimostrazioni su argomenti par-
corso. ticolari, o indicando materiali che possano
Nella preparazione, spesso i formatori so- chiarirli.
no coinvolti nella progettazione del corso Moderazione. Fanno da moderatori nelle di-
e nello sviluppo dei materiali. Altre volte i scussioni tra i partecipanti, scoraggiando
formatori hanno già seguito come stu- atteggiamenti aggressivi o fuorvianti, e in-
denti il corso di cui saranno tutor. In ogni coraggiando la conversazione quando
caso, in questa fase, essi sono responsabili questa langue.
della predisposizione dei tre elementi ne- Pianificazione. Possono intervenire per mo-
cessari per lo svolgimento del corso per la dificare la pianificazione dei moduli, ad
data d’inizio. “Reclutano” gli studenti, esempio spostando le date d’inizio e di fi-
organizzando se necessario i gruppi, ne, o introducendo nuovi moduli.
prendono contatto con gli esperti, inter- Valutazione. Raccolgono dati per valutare il
pellano gli osservatori. Fanno in modo corso, sia durante il suo svolgimento sia al
che i materiali siano disponibili per gli stu- termine.
denti. Si accertano che tutti i membri del- È importante notare che il ruolo del forma-
la comunità virtuale possano usare i servi- tore in rete richiede una forte propensione
zi di rete necessari. Infine pianificano le per le interazioni sociali, un grande interes-
attività previste stabilendo i punti miliari. se all’apprendimento dei singoli partecipan-
Nella fase di conduzione i formatori svol- ti, una disponibilità alla flessibilità ad ade-
gono diverse funzioni. guarsi a nuove situazioni, la capacità di co-
Socializzazione. Si adoperano per creare un gliere opportunità non previste, doti di me-
clima d’appartenenza alla comunità. Per diazione e savoir-faire per mettere a proprio
far ciò, possono usare una molteplicità di agio i partecipanti. Molte di queste qualità
strumenti. Ad esempio possono proporre possono essere acquisite con l’esperienza,
attività di socializzazione, invitando i par- altre invece fanno parte della personalità di
tecipanti a presentarsi. Possono organiz- ciascun individuo [Bocconi et al., 1998]
zare incontri in presenza. Questi sono [Banzato, 2006].
forti momenti di socializzazione ed è be- Staff Tecnologico. Lo staff tecnico aiuta i
ne prevederli ogni qualvolta ci sia la pos- partecipanti che hanno difficoltà con la
sibilità. I formatori possono proporre e tecnologia. Fornisce aiuti su aspetti come:
accettare chat in tempo reale con i parte- - le procedure d’installazione del sistema
cipanti o spedire messaggi di posta perso- CMC;
nale. Insomma un buon formatore in rete - le funzioni e i servizi del sistema CMC;
deve saper individuare di volta in volta le - qualsiasi problema tecnico possa insorge-
iniziative e gli strumenti adatti a creare re localmente.
motivazione, solidarietà ed entusiasmo tra Gli esperti. L’esperto è la persona competen-
i partecipanti. te riguardo ad alcuni contenuti del corso.
Stimolo. Di volta in volta, i formatori pro- Di solito quindi non interviene durante
pongono ai partecipanti le attività, i mate- tutto l’arco del corso, ma solo in alcuni 71
riali, gli strumenti e le strategie più idonee moduli. Il suo intervento può essere ri-
per raggiungere gli obiettivi del corso. chiesto sia dal formatore, sia dai parteci-
Assistenza. Assistono gli studenti nello svol- panti. Il suo ruolo è quello di fornire spie-
gimento delle attività, intervenendo su gazioni, aiutare i partecipanti a risolvere
precise richieste oppure quando dalla di- problemi, indicare materiali di approfon-
scussione in rete si rendono conto che le dimento, correggere cattive conoscenze,
attività non convergono verso alcun risul- fornire un feedback su soluzioni proposte.
tato. Durante l’assistenza, possono richie- Il formatore può chiedere all’esperto di
dere l’intervento di esperti o possono sti- fornire stimoli ai partecipanti, presentan-
molare gli altri partecipanti ad aiutare do casi interessanti o questioni aperte.
quelli in difficoltà. Quando insorgono Ad alcuni esperti può anche essere richie-
difficoltà, possono intervenire per inco- sto di assumere la responsabilità della
raggiare e motivare i partecipanti. conduzione di un modulo.
Risposta. Rispondono a precise domande Gli osservatori. Sono persone che per diver-
dei partecipanti, riguardanti sia la condu- si motivi sono interessate ad osservare lo
zione del corso sia le attività proposte. svolgimento del corso senza però interve-
numero 3-2005
TD36

Feedback. Forniscono un feedback sui risul- nire pubblicamente. I formatori possono


tati delle attività proposte. rivolgersi privatamente agli osservatori
Modelli di e-Learning

per raccogliere impressioni ed opinioni Fa parte del repertorio condiviso dalla co-
sull’andamento del corso o per avere dati munità di apprendimento l’ambiente fisico
qualitativi al termine del corso. Il loro che supporta il corso (ambiente CMC, ma-
ruolo di solito è quello dell’amico confi- teriali, ecc.). È opportuno strutturare l’am-
dente dei formatori, ma in alcuni casi può biente CMC sulla base della rappresentazio-
essere anche quello del committente inte- ne del compito. È necessario poi individua-
ressato a valutare l’efficacia del processo re, o sviluppare, i materiali didattici e utili
didattico finanziato. nello svolgimento dell’impresa comune.
Le modalità generali di partecipazione al
Alcune considerazioni corso devono essere accuratamente proget-
Analizziamo ora alcune caratteristiche di tate, anche se poi ogni studente potrà per-
questa particolare classe di sistemi di e-lear- sonalizzare il modo in cui partecipare al cor-
ning accennando brevemente a problemati- so. Più in generale è necessario progettare le
che di progettazione del sistema, conclu- modalità di partecipazione dei diversi mem-
dendo con una sintetica elencazione dei bri della comunità di apprendimento (non
punti di forza e criticità di questi sistemi. solo degli studenti) e le linee guida per lo
svolgimento delle attività.
Problematiche di progettazione Il progettista dovrà prevedere fasi di rifles-
La progettazione dei sistemi appartenenti a sione collettiva sul senso di quanto viene
questa classe, richiede un know how specifi- fatto. Dovranno essere previsti espressa-
co che riguarda sia le modalità di costituire mente momenti che attivino questa rifles-
le comunità virtuali di apprendimento sia sione e la sostengano. Questa fase riguarda
quella di configurare l’apparato tecnologi- anche la predisposizione di strumenti di
co. supporto a una riflessione sul senso genera-
Nell’impostazione di un corso in rete è op- le del corso e dei risultati conseguiti.
portuno innanzitutto definire che cosa deve Appare infine opportuno predisporre stru-
diventare (identità) un partecipante e in menti di valutazione dell’apprendimento
quale comunità di pratica potrà cominciare dei singoli partecipanti e dell’intero corso.
ad operare (appartenenza). Questi strumenti serviranno sia per una va-
È necessario poi rappresentare il cuore del- lutazione formativa che per una valutazione
le competenze minime che dovrebbero es- sommativa.
sere sviluppate per cominciare a operare Ad ogni esecuzione del corso, il repertorio
nell’ambito di quella comunità di pratica. condiviso si arricchisce dei contributi dei
Affinché un individuo possa partecipare a partecipanti, che consistono sia in nuovi do-
un corso in rete, deve possedere alcune cumenti sia in indicazioni sull’efficacia del
competenze prerequisite. Pertanto è neces- sistema CMC. Il progettista potrà usare
sario che il progettista individui tutte quelle questi nuovi oggetti e le indicazioni sulle
competenze richieste per poter partecipare procedure messe in atto per mettere a pun-
all’impresa comune della comunità di ap- to le edizioni successive del corso.
prendimento che sta prefigurando.
72 La definizione di un’impresa comune è uno Punti di forza e limiti
dei punti focali della progettazione di que- Di seguito sono sinteticamente elencati i
sti sistemi. Si tratta qui di progettare il com- punti di forza e i limiti di questa classe di si-
pito che deve essere svolto in modo colla- stemi di e-learning.
borativo durante l’arco del corso e di de- Punti di forza
scrivere la struttura di questo compito. La - Concezioni dell’apprendimento che van-
struttura del corso sarà isomorfa a quella del no al di là sia di quella che vede l’appren-
compito. È necessario prevedere una fase in dimento come trasferimento di conoscen-
cui realizzare il contratto formativo per fare ze sia di quella che lo considera una co-
in modo che l’impresa comune sia condivi- struzione individuale di conoscenza.
sa, e i partecipanti si sentano coinvolti, par- - L’interazione tra i partecipanti all’interno
tecipando loro stessi nell’organizzazione della comunità virtuale produce nuove
della comunità per lo svolgimento del lavo- conoscenze, che arricchiscono sia i singo-
ro cooperativo. Questa fase può essere una li che il processo didattico.
giornata iniziale in presenza e una fase di fa- - I materiali prodotti durante un corso in
miliarizzazione in rete. La fase di familiariz- rete possono essere riusati per edizioni
zazione è utile anche per sviluppare la co- successive e gli stessi materiali del corso
numero 3-2005
TD36

scienza della mutua rilevanza di ogni mem- possono essere rivisti alla luce dell’espe-
bro per l’esecuzione dell’impresa comune. rienza.
- L’insieme dei messaggi dei partecipanti

Modelli di e-Learning
CONCLUSIONI
costituisce la traccia del processo di ap- È stata illustrata una tassonomia dei model-
prendimento, che può essere riusata sia li di e-learning adottabili all’interno di pro-
per valutare la qualità del corso sia per una getti di formazione integrata in cui le diver-
metariflessione all’intermo della comunità se classi si differenziano per le modalità
virtuale. d’apprendimento e il modello del sistema
- Non è necessario sviluppare materiali per che lo realizza.
autoapprendimento, perché un ruolo de- La tassonomia proposta si articola in tre
terminante nella loro comprensione è classi fondamentali:
giocato dall’interazione con i tutor e con • modello di formazione in autoappren-
gli altri partecipanti. dimento;
Limiti. La formazione di un tutor esperto • modello di formazione assistita;
richiede persone dotate e processi di for- • modello di formazione collaborativa.
mazione molto lunghi (da uno a due an- Queste sono state brevemente descritte, di-
ni). Essendo il settore della formazione in scutendo anche delle problematiche di pro-
rete relativamente nuovo, non ci sono gettazione e gestione e dei punti di forza e
sufficienti tutor per supportare processi di di criticità.
formazione di massa. Tuttavia è possibile È chiaro che i modelli che sfruttano piana-
innescare precessi di formazione a catena mente le potenzialità della rete sono quelli
per cui nel giro di pochi anni potrebbero più prossimi al vertice della piramide. Tali
essere disponibili tutor sufficienti anche modelli sono anche quelli in grado di forni-
per interventi di massa. re esperienze formative destinate a modifica-
Un corso in rete per essere gestibile deve re più profondamente le identità professio-
avere un numero di partecipanti ridotto nali dei partecipanti. Tuttavia solo un’accu-
(20-25), pertanto se si vuole coinvolgere rata analisi delle esigenze formative di un da-
una vasta popolazione di utenti è necessa- to contesto determinerà i requisiti del siste-
rio prevedere edizioni parallele di uno ma formativo e quindi la scelta del modello
stesso corso. di e-learning più adatto a quel contesto.

73

riferimenti bibliografici
Banzato M. (2006), Il tutoraggio quale valo- Internet and Higher Education, Special Issue. Midoro V. (2002), E-learning. Apprendere
re aggiunto alla formazione online, in Lezio- UK: Elsevier Science 3, 41-61. insieme in rete, Menabò, Ortona.
ni di Tecnologie Didattiche a cura di Banza-
to e Midoro, Menabò, Ortona. Kaye A. (1994), Apprendimento collaborati- Rowntree D. (1985), Developing Courses for
vo basato sul computer, TD tecnologie didat- Students, Paul Chapman, London.
Banzato M. (2003), Apprendere in rete, tiche, n. 4, Menabò, Ortona.
UTET. Trentin G. (1999), Insegnare e apprendere in
Midoro V. (1998), Ma che cos’è questa for- rete, Zanichelli.
Bocconi S., Midoro V., Sarti L. (1998), Valu- mazione in rete?, TD tecnologie didattiche, n.
tazione della qualità nella formazione in re- 16, Menabò, Ortona, pp 21-26. Wiley D. A. (2002), The Instructional Use of
te, TD-Tecnologie Didattiche, n.16, Menabò, Learning Objects, Agency for Instructional
Ortona. Midoro V. (2006), Dalle comunità di pratica Technology and the Association for Educa-
alle comunità virtuali di apprendimento, in tional Communications and Technology.
numero 3-2005
TD36

Harasim L.. (2000), Shift happens: Online Lezioni di Tecnologie Didattiche a cura di
Education as a New Paradigm in Learning, Banzato e Midoro, Menabò, Ortona.