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http://www.beppegrillo.it/2005/10/la_verita_rende_1.

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09.10.05
DTT: il pesticida dell'informazione

Il “Digitale Terrestre (DTT) è arrivato sulla terra” è una pubblicità ingannevole, pagata
con i nostri soldi.
Non è vero che è arrivato sulla terra, si trova lì dove è sempre stato: sottoterra, è nato
morto, o forse non è mai nato.
Il DTT, curiosamente simile nella sigla al DDT, è un parto successivo alla sentenza 466-
2002 della Corte Costituzionale che stabiliva che nessuno poteva possedere più di due
reti televisive. Per impedire, ma forse la mia è solo malizia, l’applicazione del decreto il
governo realizzò la legge “ad televisionem” Gasparri (lui non la sa).
Per utilizzare il DTT bisogna avere una scatola chiamata decoder per la quale sono stati
stanziati contributi pubblici.
Il DTT è pubblicizzato con soldi pubblici.
Di chi sono questi soldi? Nostri! E a chi vanno?
Forse a chi fabbrica i decoder e ai proprietari delle reti televisive, attraverso l’acquisto
delle partite di calcio, l’unica cosa a cui sembra serva il DTT?
Si parla di "digital divide", ci si riempie la bocca nei convegni con questa parola, che
vuol dire che c’è un solco tra chi ha l’accesso all’informazione attraverso la Rete e chi
non ce l’ha.
Invece di investire in una tecnologiaborto si doveva investire nella diffusione della Rete,
dell’ADSL, del Wifi.
La Rete ha decine di milioni di siti, è interattiva, consente di scegliere. Si può far tutto in
Rete.
Mi si vuol dire che il DTT farà concorrenza alla Rete?
Ma sì, il DTT farà concorrenza alla Rete, anzi la surclasserà. Ma solo in Italia dove
siamo già avanti in questo percorso.
Infatti, secondo il World Economic Forum, siamo al 44° posto nel mondo per la
diffusione e utilizzo di Internet e di computer, ultimi tra i Paesi industrializzati.
I Confalonieri, gli Stanca, i Gasparri, i Tronchetti rallentano il progresso del Paese. Ci
rubano il futuro..
Ultimi nell’innovazione, ma primi nel ditìtì.