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Pi ingiustizia crea pi crisi

(23 agosto 2012) La forbice tra ricchi e poveri impedisce la ripresa: una legge delleconomia ora pi evidente che mai. Ecco perch bisogna intervenire contro laccumulo di capitali in poche mani, che riduce il reddito reale degli altri. di Massimo Riva Laumento delle disuguaglianze economiche uno degli effetti pi macroscopici della crisi finanziaria che sta scuotendo il mondo da ormai cinque anni. Si accentuano le distanze fra paesi poveri e paesi ricchi, ma anche allinterno di questi ultimi prepotente il fenomeno della concentrazione delle risorse nelle mani di una fascia sempre pi ristretta di cittadini. Non per caso, quindi, che il primo movimento di contestazione a questo stato di cose sia sorto negli Stati Uniti autoproclamandosi alfiere del 99 per cento della popolazione in lotta contro gli enormi privilegi accumulati dal restante 1 per cento degli americani. Ed altrettanto significativo che proprio quello del trattamento fiscale della ricchezza sia diventato il tema cruciale dello scontro fra democratici e repubblicani nella campagna elettorale per il rinnovo della presidenza Usa.

Anche in Europa, del resto, il nodo delliniquit distributiva dei redditi al centro del dibattito politico in pi di un paese. In qualcuno addirittura gi diventato oggetto di azioni governative: come la Francia dove il neopresidente Hollande ha deciso di portare al 75 per cento il prelievo per i redditi superiori al milione di euro. Salvo la destra americana pi ottusa, insomma, nessuno crede pi ai miracolosi effetti della curva di Laffer secondo cui lasciare pi soldi in mano ai contribuenti pi ricchi serve a stimolare da parte loro nuovi investimenti col favoloso esito di ottenere maggiore benessere per tutti.

Sta tornando, piuttosto, dattualit la lezione di un acuto pastore inglese di un paio di secoli fa. Quel Thomas Malthus che, con la sua teoria degli ingorghi, individu nella concentrazione della ricchezza in poche mani una causa primaria di caduta della crescita economica complessiva. Secondo la sua

analisi, infatti, gli eccessi di accumulo di denaro tendono inesorabilmente verso la speculazione finanziaria piuttosto che verso impieghi nelleconomia reale. Mentre il conseguente impoverimento della restante popolazione innesca una spirale discendente della domanda globale che porta dapprima alla stagnazione e poi alla depressione.

E il caso di sottolineare che proprio le turbolente vicende degli ultimi anni sembrano voler dare tardiva ma esemplare conferma pragmatica alla bont delle intuizioni del misconosciuto Malthus. Cominciata con tracolli bancari dovuti ad eccessi di speculazione finanziaria, la crisi ha poi accentuato gli squilibri nella distribuzione dei redditi per condurre infine a una contrazione della domanda ovvero dei consumi che, a sua volta, sta provocando una frenata delle attivit produttive unita a maggiori difficolt nel finanziamento dei bilanci pubblici.

Spezzare questo processo involutivo con il ricorso allarma del fisco un passaggio necessario. Anche perch il mantenimento di privilegi a favore di una minoranza, che gi gode di enormi vantaggi, un insulto allequit fra cittadini e pu diventare fattore di disgregazione sociale.

Ma nessuno pu illudersi di uscire dallingorgo economico presente soltanto brandendo le forbici fiscali sui redditi pi elevati. La lezione di Malthus indica un obiettivo pi importante e risolutivo.

Va bene tassare di pi i grandi ricchi vuoi nei redditi vuoi nei patrimoni, ma il problema cruciale sta nei modi e nei processi che consentono questa straordinaria accumulazione di ricchezze da parte di minoranze cos minute. E ci perch la deleteria finanziarizzazione delleconomia che ha portato ai guai presenti non nasce solo dalla clemenza fiscale di molti governi verso i cittadini pi doviziosi. Essa ha le sue radici soprattutto nella benevola negligenza con la quale gli Stati hanno abbandonato a se stessi i mercati finanziari. In particolare, lasciandoli liberi di moltiplicare a dismisura quelle posizioni di conflitto dinteresse su cui pochi privilegiati, appunto, hanno lucrato margini di guadagno altrimenti impensabili. Se non si chiude questa stalla, sar vano inseguire i buoi con gli sceriffi del fisco.

FONTE: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/piu-ingiustizia-crea-piucrisi/2189390