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Storia della chitarra shred

Davide Celletti

Premessa.
Racchiudere in una frase il significato dellespressione shred guitar un compito difficile.
Il verbo to shred pu essere approssimativamente tradotto dallinglese con fare a pezzi,
sbrindellare, ridurre in piccole parti, e non c dubbio che unindagine etimologica pi
approfondita non ci porterebbe da nessuna parte.
Possiamo cominciare dicendo che lo shredding non una tecnica esecutiva. Aggiungiamo che
non nemmeno uno stile, n (tanto meno) un genere musicale.
Shred guitar un termine vago e soggettivo, a indicare lapproccio di quei chitarristi elettrici
che fanno del virtuosismo e della velocit desecuzione la propria caratteristica principale.
Volendo generalizzare con una definizione limitante e semplicistica, la musica shred la
musica eseguita con una chitarra elettrica, caratterizzata da una difficolt tecnica esasperata,
in accordo alle innovazioni presentate da Van Halen e perfezionate nei decenni successivi.
Nonostante sia stato applicato a diversi generi musicali, tra i quali il jazz e la fusion, con
shred guitar ci si riferisce principalmente al chitarrismo rock e metal-oriented, e in particolare
alla musica strumentale relativa ai suddetti generi.
Seppure le sue origini e le sue influenze siano assolutamente varie e numerose, analizzare
levoluzione di questo approccio esecutivo e compositivo significa esplorare il lato pi
estremo e derivativo della chitarra elettrica.
Possiamo individuare un certo numero di tecniche che costituiscono gli ingredienti
principali in mano allo shredder: plettrata alternata, legato, frasi scalari e arpeggi in tapping,
arpeggi in sweep picking, salti di corda ed effetti con la leva del vibrato, il tutto a velocit
eccezionali.
Altrettanto facilmente si pu fornire una strumentazione di base, comune a pi o meno tutto il
movimento: chitarra elettrica a sei corde (affiancata, pi recentemente, da chitarre a sette o
otto corde), dalle forme comode e adatte alla difficolt esecutiva richiesta; pick-up humbucker
o attivi (per un suono pi potente e rotondo); ponte floyd-rose o simile, in grado di sostenere
labuso della leva del vibrato; plettri duri e una distorsione dal gain molto elevato.
Pi difficile, invece, individuare un bagaglio armonico e melodico comune, data
lapplicazione della filosofia shred a generi musicali con radici davvero varie: dallhard rock
derivato dal blues al metal neoclassico, dal progressive al jazz, dalla fusion alla musica
elettronica.

Per una definizione maggiormente poetica ci affidiamo alle parole di Steve Vai, musicista di
fama mondiale, riconosciuto come uno dei pi influenti chitarristi del pianeta: Shred il
termine utilizzato per indicare qualcuno che pu suonare uno strumento, e che possiede una
capacit tecnica cos straordinaria da far sembrare ci che fa assurdo e naturale. come
quellesplosione di energia prodotta da una incredibile e scintillante cascata di note. Credo
che lo shred debba avere quel particolare fattore che spazza via lascoltatore, in un certo modo
impressionato dalla musica stessa. (Steve Vai, intervista tratta dal DVD Jason Becker, Not
Dead Yet).
Accusati di aver abbandonata lespressivit e lemozione della musica in favore di una ricerca
tecnica ai limiti dellassurdo, almeno tre generazioni di shredder, dagli anni 80 fino ad oggi,
hanno proseguito imperterriti a far correre le dita sulla tastiera delle loro chitarre, sempre pi
veloci e sempre pi estremi.
Alternando fortuna mainstream (Van Halen e il suo assolo in Beat It di Michael Jackson),
anni di anonimato (a causa del Grunge e del grigiore dei 90), e una nuova ondata di successo
che ha definitivamente nobilitato il suo sodalizio con lheavy-metal, lapproccio shred
continua ad essere vivo e vegeto, e rappresenta ancora oggi un micro-cosmo settoriale ma in
costante fermento.

Per comodit, e del tutto arbitrariamente, divideremo la storia della chitarra shred in tre
epoche: le origini (dal 1975 al 1978); lesplosione shred degli anni 80; lavvento del
grunge (anni 90), con alcune considerazioni sul futuro del movimento.

1. Le origini (1975 1978)


Il virtuosismo (dal latino virtus, da intendersi non in senso morale ma relativamente
allabilit, secondo le parole del musicologo Nicolas Slonimsky), un atteggiamento
musicale che si diffonde nella prima met del XIX secolo. Con laffermazione della
borghesia, i musicisti divennero dei veri e propri liberi professionisti, in costante ricerca di
ingaggi e lavoro. Per questo motivo svilupparono notevoli capacit tecniche, al fine di stupire
e sorprendere il pubblico e il borghese.
Compiendo un salto di due secoli, possiamo dire che lo stesso principio alla base del
progresso tecnico del chitarrista moderno.

La chitarra elettrica nasce come strumento in mano ai blues-man, e tale rimane per molto
tempo.
La discesa in terra del messia Jimi-Hendrix un punto di rottura, una vera e propria
rivoluzione per quanto riguarda la concezione stessa dello strumento.
La diffusione del suono distorto, leffetto wah-wah, labuso della leva del vibrato, nonch le
innovazioni armoniche e compositive di Hendrix rappresentano, di fatto, la nascita della
chitarra elettrica moderna.
Gi pochi anno dopo il mondo acclama i primi guitar-hero non pi legati esclusivamente al
blues. Tony Iommi stordisce il pubblico con i suoi riff duri e distorti (sancendo, con i Black
Sabbath, la nascita dellheavy metal e di tutti i generi derivati); Ritchie Blackmore porta
avanti la ricerca tecnica e stilistica mischiando hard rock e musica classica (ragionamento
cominciato nei Deep Purple e proseguito nei Rainbow con Ronnie James Dio alla voce, che
dar origine a tutto il movimento del metal neoclassico).
Pochi anni pi tardi, nel 1975, lheavy-metal band tedesca degli Scorpions fa uscire In
trance. Fino ad allora, lapice dellinfluenza barocca nel rock era stato raggiunto da Ritchie
Blackmore, che nellassolo di Highway Star aveva presentato arpeggi e melodie dal sapore
bachiano. Portando linfluenza della musica classica ancora pi in l, il chitarrista Uli Jon
Roth gioca con il blues e arpeggi diminuiti, modi della scala armonica minore (dai sapori
completamente diversi rispetto allabusata pentatonica blues americana) e movimenti delle
parti classicheggianti. Se aggiungiamo il primo, rudimentale utilizzo della tecnica sweep, e un
selvaggio abuso della leva del vibrato, il risultato per filosofia di base e estetica quanto
di pi vicino allo shred ci sia mai stato.
Gli elementi sembrano esserci tutti: chitarre elettriche, muri di Marshall, rock duro e
innovazioni stilistiche. Ma non si pu parlare di chitarra shred, non ancora. Manca il fattore
chiave: la velocit estrema e lesagerata difficolt tecnica delle composizioni.
Iommi e i suoi riff originali, Blackmore e il suo solismo, Ulrich Roth e le sue scelte esecutive
e melodiche. Tutti parenti prossimi dello shred. Ma tutti ancora musicisti popolari, nel
senso di non colti. Sono sicuramente i primi ad importare elementi colti in una musica dalle
radici blues ma, per motivi anagrafici, non hanno potuto ragionare su una base consolidata
che li lasciasse liberi di concentrarsi sullaspetto tecnico piuttosto che su quello puramente
creativo.

La retorica virtuosistica scaturita da questi ingredienti in ogni caso fondamentale, perch


apre le porte allinizio ufficiale dello shred.
Febbraio 1978, esce Van Halen, primo album delleponima band.
Il chitarrista Edward Van Halen, da Pasadena, California, d il via alla rivoluzione.
La storia della chitarra elettrica, dagli anni 60 in poi, pu riassumersi in due nomi: Jimi
Hendrix e Eddie Van Halen. Entrambi hanno costituito lessenza del chitarrismo moderno.
Nessun altro pu dire di aver inventato qualcosa di nuovo, se non di aver proseguito in
maniera pi o meno originale le strade gi pavimentate dai due.
Eddie Van Halen considerato il padre fondatore della chitarra shred, e Van Halen 1 il
primo disco ufficiale dellintero movimento.
Per trentacinque minuti e quaranta secondi, sulla base di canzoni rock per lepoca piuttosto
dure, il chitarrista californiano si lascia andare a virtuosismi spericolati, mischiando riff hardrock e blues, armonie pi europee e un suono saturo e dallelevata distorsione che far scuola.
La seconda traccia, intitolata profeticamente Eruption, sconvolge il panorama rock come
leruzione di un vulcano. In quel minuto e quarantadue secondi di assolo c lessenza stessa
della chitarra shred, esplicata dallutilizzo innovativo e sfrenato del tapping a due mani.
Il verbo inglese to tap vuol dire percuotere qualcosa con un colpetto rapido e leggero. Sulla
chitarra, significa far vibrare la corda non pizzicandola, ma percuotendola con la punta del
dito. Se normalmente la chitarra si suona con la mano sinistra a premere i tasti e la mano
destra a pizzicare le corde, con il tapping si portano entrambe le mani sulla tastiera,
producendo note con lurto diretto trai polpastrelli e le corde.
Lobiettivo della tecnica quello di ampliare le possibilit melodiche del chitarrista: avere
entrambe le mani libere di scegliere le note, come un pianista, rende possibile lesecuzione
di arpeggi, linee e abbellimenti costituiti da intervalli molto distanti tra loro.
Non si tratta di una trovata recente, a ben guardare. Sono presenti accenni di tapping anche
nel repertorio di Paganini, per esempio. E, per citarne uno, negli ultimi tempi gode di una
vasta diffusione il video di un radiologo italiano, un certo Vittorio Camardese, che mostra la
strabiliante padronanza di una approccio percussivo riconducibile al tapping gi in una
trasmissione del 1965 (Chitarra amore mio, trasmissione Rai condotta da Arnoldo Fo).
Ma innegabile che il merito della sua applicazione alla chitarra elettrica, nonch la sua
diffusione planetaria, sia da attribuire a pieno titolo ad Eddie Van Halen.
Inizialmente esclusa dalla tracklist dellalbum, concepita come parentesi solista di Eddie
durante i concerti, Eruption si ritaglia il proprio spazio a furori di popolo: le reazioni

entusiaste degli spettatori presenti ad uno show al Whisky a Go Go convincono gli altri
membri della band ad inserirla nel disco.
Per avere unidea delleffetto che il brano ebbe sugli ignari ascoltatori dellepoca, possiamo
affidarci alla descrizione che ne fa Mike McCready, chitarrista dei Pearl Jam: It sounded like
it came from another planet. Sembrava provenisse dal un altro pianeta. E non c dubbio
che quella cascata di note distorte, quegli arpeggi spaziosi filtrati da un effetto phaser, diano
limpressione di essere una musica aliena e shockante.
I Van Halen, la cui formazione iniziale comprende anche Alex Van Halen (il fratello di
Eddie) alla batteria, Michael Anthony al basso, e lo scatenato David Lee Roth alla voce,
continueranno a incendiare i palchi di tutto il mondo per i decenni a venire, scontrandosi
spesso con problemi interpersonali che ne cambieranno la fisionomia.
Nonostante siano passati trentacinque anni, Van Halen 1 mantiene ancora intatta la
freschezza che lo contraddistinse allepoca. Il suo potere stupefacente forse un po ridotto,
considerati i livelli tecnici raggiunti nei decenni successivi. Ma, con una consapevolezza
storica di base, limportanza di brani come Running with the Devil, You really got me e
Little Dreamer emerge ancora oggi con tutto il suo peso. Forse non il miglior lavoro
partorito dalla band, ma cosa si pu dire di un disco che ha rivoluzionato il rock con un
minuto di assolo?
La bomba Van Halen esplosa, la filosofia shred ha trovato il suo primo rappresentante.
Dora in avanti la strada in discesa, e sar percorsa a velocit folli.

2. Il Boom (1980 1991)


Lesplosione dellapproccio shred durante gli eighties un fenomeno planetario, che
coinvolge principalmente il mondo della musica rock e metal, e che accompagna il successo
ottenuto dalle band pi famose del decennio.
A partire dallhard-rock dei Van Halen, passando per il trash dei Metallica, il metal
neoclassico di Ronnie James Dio o i capelli cotonati dei Def Leppard, lestetica del chitarrista
dai pantaloni in pelle che conquista donne e denaro con assoli strabilianti si impone
nellimmaginario musicale e collettivo. Prova ne il successo commerciale ottenuto da questi
eroi delle sei corde: utilizzati nella pubblicit della Pepsi (Vinnie Moore nel 1985), come
sponsor di corse automobilistiche (Joe Satriani), come ospiti donore in una hit di Michael

Jackson (Beat it, del 1982, con riff e assolo di Van Halen), o in cima alle classifiche con le
proprie band, riescono a trasformare in oro tutto ci che toccano.
Il primo chitarrista a irrompere sulla scena shred in seguito alleruzione van-haleniana un
altro ragazzetto californiana, segno che gi nella seconda met degli anni 70 si era andato a
formare un sottobosco musicale fatto di shredder in erba pronti a venire a galla.
Il biondo Randy Rhoads, gracile metallaro appassionato di chitarra classica, si fatto un
nome con i Quiet Riot, band heavy-metal di discreto successo, con cui ha pubblicato un paio
di album per la Sony (nel 78 e nel 79).
La svolta arriva quando The Prince of Darkness Ozzy Osbourne, cacciato dai Black
Sabbath, decide di prendersi una piccola pausa dallalcol e dalle droghe per rimettersi in pista.
Leggenda vuole che, durante i provini per scegliere il nuovo chitarrista, Ozzy abbia osservato
Randy Rhoads entrare in sala, sedersi, estrarre la chitarra e avvicinare le mani sulla tastiera,
per poi alzarsi e lasciare lo studio.
Non ebbi bisogno di sentirlo suonare, dichiarer in seguito. Mi innamorai di lui
semplicemente guardando le sue dita posarsi sulla chitarra. (Im Ozzy, Ozzy Osbourne, ed.
Arcana).
Vera o no questa storia, la sintonia personale e musicale tra Ozzy e Randy Rhoads
innegabile: in un paio danni pubblicano due album storici, consacrando il Madman a
superstar degli anni 80 e santificando Randy come uno dei migliori shredder del decennio.
Il primo disco ad uscire, il 20 settembre 1980 per la Epic, Blizzard of Ozz, quattro volte
disco di platino in America.
Oltre a presentare alcuni tra i maggiori successi del nuovo Ozzy (citiamo lopener I Dont
Know, la up-tempo

Steal Away the Night o la famosissima Crazy Train),

lalbum ci consegna un Randy Rhoads in forma smagliante, che macina riff heavy-metal,
assoli velocissimi e ricercati passaggi melodici (Goodbye to Romance).
Sul fronte del chitarrismo shred, Randy si presenta come uno dei migliori velocisti sulla
piazza, sorprendendo con la sua plettrata alternata (ovvero passaggi prevalentemente scalari
eseguiti alternando pennate verso il basso e verso lalto in rapida successione, spesso aiutate
dal palm-muting), e un particolare tipo di tapping effettuato con il dorso del plettro.
Da sottolineare sono soprattutto le sue influenze classiche: nelle sonorit barocche di Mr.
Crowley, nellintro arpeggiato di Diary of a Madman, fino alla composizione per chitarra
classica Dee.

Randy un musicista colto, studioso dello strumento, come testimonia Ozzy: La prima cosa
che fece, ricevute le royalties per il disco, fu comprarsi una chitarra classica molto, molto
costosa. Nonostante avesse appena ventanni e avesse gi raggiunto il successo, passava il
tempo tra un concerto e laltro a perfezionare la sua abilit di musicista classico.
Randy incarna perfettamente lideale del chitarrista shred, la cui necessit principale quella
di esercitarsi e migliorare giorno dopo giorno.
Con il progresso della tecnica, e lincredibile interesse che si sviluppa intorno al movimento,
nascono le prime riviste dedicate, fatte di recensioni, interviste e didattica.
Di fondamentale importanza il magazine americano Guitar Player, che sulle proprie
pagine ospita dal 1982 la rubrica Spotlight Column, redatta dal produttore Mike Varney.
Lobiettivo della rubrica quello di scovare nuovi talenti delle sei corde, metterli in contatto
con letichetta Sharpnel Records dello stesso Mike e lanciarli sul mercato.
La quantit di chitarristi shred scoperti e portati al successo da Mike Varney impressionante.
Il primo un diciottenne svedese, Yngwie J. Malmsteen, che dopo aver inviato una demo alla
rivista viene invitato negli USA e inserito negli Alcatrazz, metal band di buona fama.
La svolta arriva nel 1984, quando Malmsteen decide di fare da solo. Ingaggiati Barriemore
Barlow (ex Jethro Tull) alla batteria e un giovane Jens Joahnsson (futuro Stratovarius) alle
tastiere e al clavicembalo, lo svedese lancia sul mercato Rising Force, la nuova bomba
shred.
La musica di Malmsteen (che imbraccia una Stratocaster scallopped, in onore del suo idolo
Ritchie Blackmore), un rock principalmente strumentale con predominanti influenze
classiche, soprattutto nellaspetto armonico.
Rising Force un concentrato di musica blackmoriana sotto steroidi, pi veloce, tecnica e
sicuramente pi manieristica.
Black Star, Far Beyond the Sun, Icarus Dream Suite Op. 4 sono i cavalli di battaglia
del chitarrista svedese, ancora oggi banco di prova per gli studenti alla ricerca di un plettrata
alternata o di una tecnica sweep dalla velocit eccezionale.
Linfluenza della musica classica nel rock raggiunge con Malmsteen il suo apice, ed cos
esagerata da risultare quasi grottesca. Scala minore armonica e arpeggi diminuiti, unestetica
barocca e una certa aria di superiorit sono gli ingredienti principali, sublimati nel Concerto
Suite for Electric Guitar and Orchestra in E flat, Opus 1 del 1998, unopera (pomposa gi dal
titolo) che vede la Stratocaster di Yngwie affiancata dalla Czech Philrharmonic Orchestra.
Tra le tecniche perfezionate da Malmsteen c quella dello sweep picking (plettrata

spazzolata). Presentata al mondo dal chitarrista fusion Frank Gambale nel 1983, attraverso il
suo libro didattico Speed Picking, consiste nel pizzicare le corde mantenendo il pi
possibile la stessa direzione di pennata (verso lalto o verso il basso), e permette di suonare
arpeggi e pattern costituiti da intervalli molto ampi a velocit elevate. Il suo nome deriva dai
gesti effettuati dalla mano destra, pi fluidi e continui rispetto a quelli delle tecniche
tradizionali.
Lo sweep picking sar ulteriormente migliorato da un altro fenomeno americano, Jason
Becker, che sul finire degli anni 80 si far conoscere con i Cacophony, insieme allamico
Marty Friedman (futuro Megadeth).

Tra gli innumerevoli musicisti scoperti da Mike Varney ci sono diversi shredder lontani
dallestetica neoclassica di un Randy Rhoads o di un Malmsteen, e pi vicini alle radici blues
della chitarra rock.
Tra questi possiamo citare Vinnie Moore, chitarrista americano in forza alla band britannica
UFO, che nel 1986 rilascia il suo primo disco solista, The Minds Eye, votato nel 2009
come terzo miglior album shred della storia da parte della rivista Guitar World.
O possiamo fare il nome di Ritchie Kotzen, ragazzo prodigio dei Poison che, tra una band di
successo e laltra, pubblica una serie di dischi in cui alterna shred e puro blues.
Il pi famoso e influente per uno spilungone dalle dita chilometriche, Paul Gilbert, che con
la sua musica e la sua attivit didattica dar un importante contributo alla cultura shred.
Paul Gilbert appare sulle colonne di Guitar World a quindici anni, dopo aver inviato un
nastro alla Sharpnel Records. La sua vera attivit comincia per nel 1985 quando, appena
diciannovenne, nominato insegnante al prestigioso GIT Guitar Institue of Technology - di
Los Angeles.
La carriera di Paul Gilbert segue due linee parallele, entrambe fondamentali. Da una parte c
quella di compositore e performer, e dallaltra quella di didatta, autore di articoli e video
lezioni.
Dal 1986 al 1988 suona nei Racer X, band heavy-metal dallapproccio dichiaratamente shred,
nel quale duetta con il suo ex allievo Bruce Bouillet e il batterista Scott Travis. La musica dei
Racer X volutamente esagerata e iper-tecnica, come suggeriscono i titoli stessi dei brani:
Technical Difficulties e Scarified, per citarne due. Anche il nome della band significa

velocit, ed ispirato a Speed Racer, pilota di automobili futuristiche in un famoso film anni
80.
Paul Gilbert si fa conoscere per la sua plettrata, artefice di riff esplosivi spesso doppiati dalla
doppia cassa di Scott Travis.
Nel 1988 lascia i Racer X per entrare nei Mr. Big, hair-metal band del bassista Billy Sheehan,
con i quali infiamma i palchi internazioni ottenendo un incredibile successo, specie in
Giappone. La musica dei Mr. Big pi leggera (un hard-rock radiofonico dalle spiccate
influenze pop), ma tra una ballad e laltra Paul ha tutto lo spazio per stupire con i suoi assoli
sempre pi blueseggianti .
Il contribuito fondamentale al movimento shred, per, Paul Gilbert lo d con la sua attivit
didattica, sublimata in una lunghissima serie di VHS e DVD contenenti innovative videolezioni.
Terrifying Guitar Trip, Intense Rock I e II, Guitar from Mars sono alcuni dei titoli, in
cui un Paul scatenato presenta la sua tecnica e il suo fraseggio, la sua plettrata sovrumana e gli
arpeggi in string-skipping che ne hanno fatto la fortuna ai tempi dei Racer X.
Gli articoli didattici e le video-lezioni su cassetta ottengono un successo straordinario, e in
breve tutti gli shredder di una certo livello sentono il bisogno di dire la propria, sviscerando la
tecnica in cui eccellono. Richie Kotzen pubblica Rock Chops, Dave Celentano Over the
Top, Vinnie Moore Advanced Lead Guitar Techniques, senza dimenticare Exotic Metal
Guitar, lopera in cui Marty Friedman dimostra il suo solismo basato sulla commistione tra
chitarra rock e musica indiana.
Il successo che ottengono le riviste specializzate prima, e i VHS didattici poi, una prova sia
dellestensione raggiunta dal movimento shred negli anni 80 sia della sua
accademizzazione. Nonostante lestetica della chitarra shred rimanga quella di un genere
popolare, fondato sul rock, musica popular per eccellenza, la sua anima quella di una ricerca
espressiva intellettuale e consapevole.
Il cambiamento avvenuto in poco pi di un decennio evidente. Superata una prima fase di
ricerca, in cui un Van Halen o un Malmsteen riuscivano ad emergere con il loro stile
personale e caratterizzante, ora si assiste ora ad una cristallizzazione dellestetica shred.
Raggiunto il successo, i nuovi guitar-hero provvedono a mettere nero su bianco la musica, i
riff e i fraseggi da loro composti. S forma cos una letteratura informale e vastissima e, per la
prima volta, il chitarrista interessato allo shred ha delle fondamenta sicure su cui studiare.

Una nuova generazione di velocisti comincia a crescere nel porto sicuro di uno stile ormai
codificato.
Sul finire degli anni 80, per, il movimento subisce un nuovo scossone. Gli amici fraterni Joe
Satriani e Steve Vai si affacciano sulla scena, e (per lennesima volta) niente sar pi come
prima.
La carriera di Joe Satriani, Newyorkese classe 1956, in principio magra di successo e
riconoscimenti.
Cresciuto a pane e Jimi Hendrix, Satriani trascorre la sua infanzia e i tempi del college
esercitandosi sullo strumento, alla ricerca di uno stile personale e di un livello tecnico
soddisfacente. Finito il liceo decide di trasferirsi in California, e per oltre dieci anni ricopre il
ruolo di insegnante di chitarra nel retrobottega di un negozio. Per le sue mani passano future
superstar del rock, come Steve Vai, Kirk Hammett dei Metallica o Alex Skolnick, tutti
entusiasti e elettrizzati dagli insegnamenti del Satch. Ma mentre i suoi allievi scalano la vetta
e ce la fanno, Joe rimane inchiodato nella sua stanzetta tappezzata di poster, aspettando una
svolta che sembra non arrivare mai.
Nel 1986, compiuti i trentanni, Satriani decide di fare da solo. Chiama a raccolta un paio di
amici e si autoproduce il primo, vero album. Not of this Earth, disco di rock strumentale
contenente dieci tracce, per un fallimento. Joe costretto a piazzarsi fuori dalle scuole,
tentando personalmente di vendere lalbum per rientrare in parte delle spese.
Quando per il talento c, ed cos grande che non puoi contenerlo, prima o poi il momento
giusto arriva. Per Joe quel momento il 1987: ormai sfiduciato, realizza senza troppa
convinzione un nuovo album strumentale. Lo pubblica la Relativity Records, contro il parere
dei pezzi grossi delletichetta, convinti e sicuri di un nuovo fallimento.
Ma la qualit di Surfing with the Alien eccelsa, oltre ogni aspettativa. Il mondo non pu
ignorarla, non questa volta.
In pochi mesi, Joe ottiene il riconoscimento che meritava da tempo. Le radio cominciano a
passare la sua musica, gli ascoltatori a pretenderne ancora. Le copie del disco scompaiono dai
negozi a ritmi sconvolgenti per un album strumentale. Finalmente, la scena shred ha un nuovo
eroe da venerare.
Surfing with the Alien, titolo e copertina ispirati allextraterrestre Silver Surfer,
personaggio dei fumetti Marvel, in effetti qualcosa di cos originale e innovativo da aprire
nuove strade a tutto il movimento. Lo per la perizia tecnica con cui suonato, per i suoni
alieni che la chitarra produce, e soprattutto per il materiale armonico che Satriani modella.

Le influenze blues sono evidenti, soprattutto nellaccento di alcuni fraseggi, e Joe non fa nulla
per nasconderlo. Ma a sorprendere sono le sonorit generate da un utilizzo sfrenato dei modi,
per la prima volta predominanti in composizioni rock. A partire dal lidio di Ice 9, arrivando
al gusto misolidio della title-track Surfing with the Alien, fino al sapore frigio di Lords of
Karma, le atmosfere dellalbum sono varie ed evocative. In particolare, Satriani sorprende
con la tecnica compositiva del pitch-axis, che consiste nello scegliere una nota-perno attorno a
cui far ruotare le sonorit dei vari modi, piuttosto che costruirci un sistema tonale.
Espressione massima di questo espediente la hit Satch Boogie (ispirata solo nelle
intenzioni alla Jeffs Boogie di Jeff Beck), segnata da un intermezzo in tapping in cui,
attorno al La a vuoto, Joe avvicenda differenti intervalli modali.
Sul fronte tecnico, da sottolineare luso massiccio della tecnica del legato. Per eseguire i
passaggi pi veloci, Satriani sceglie di non pizzicare tutte le note: plettra solo la prima,
suonando tutte le altre attraverso incredibili serie di hammer-on e pull-off.
In ogni cosa che fa, Joe un radicale: la sua filosofia di portare tutto al suo estremo limite.
Cos anche la tecnica del tapping, presentata da Van Halen, condotta il luoghi esotici: la
traccia Midnight suonata in tapping con tutte e quattro le dita della mano destra, andando
a comporre degli arpeggi e delle melodie proprie di un pianoforte pi che di una chitarra.
Da rimarcare labuso che viene fatto della leva del vibrato. Estremizzando le trovate
rumoristiche di Hendrix, Joe fa urlare e gridare la sua chitarra sfruttando i nuovi sistemi
Floyd-rose, per poi farla cantare in passaggi melodici come Always with me, always with
you.
Surfing with the Alien dichiarato disco dellanno dalla stampa specializzata. Satriani
consacrato come nuova superstar dello shred, e la sua carriera va incontro a quella fortuna di
cui gode ancora oggi.
Tra gli infiniti meriti che vanno riconosciuti a Joe, poi, c quello di aver cresciuto un
giovanissimo chitarrista dal talento sconfinato, destinato anchegli a scuotere il panorama
shred. Steve Vai un timido adolescente quando, letto un volantino pubblicitario sulla
bacheca della scuola, si presenta alla porta del ventiduenne Joe, alla ricerca di qualche lezione
di chitarra.
Steve Vai, classe 1960, origine italiane da parte dei nonni materni, cresce anagraficamente e
musicalmente con le lezioni private di Joe Satriani. Al contrario del suo maestro, per, Steve
accarezza il successo appena ventenne, ingaggiato come trascrittore di spartiti dal leggendario

Frank Zappa. Per ottenere il posto, invia a Zappa una sua perfetta trascrizione di Black
Page, brano conosciuto per la sua straordinaria difficolt ritmica.
Nel 1985 ingaggiato dagli Alcatrazz per sostituire niente meno che lo svedese Malmsteen, e
in pochi anni diviene uno dei session-man pi ricercati dalle grandi rockband. Dal 1986 al
1989 suona per David Lee Roth (ex frontman dei Van Halen), che per il suo progetto solista
alla ricerca di un chitarrista in grado di far impallidire anche Eddie.
Dal 1989 al 1990 presta i suoi servigi ai Whitesnake, per i quali registra lalbum Slip of the
Tongue.
Lo stile di Steve Vai per certi aspetti paragonabile a quello di Satriani, fatto di un intenso
uso del legato e della leva del vibrato. Ma, se possibile, la sua padronanza tecnica ancora
superiore: Steve cresciuto esercitandosi per dodici al giorno tutti i giorni, e la sua routine di
apprendimento, unita alla sua filosofia didattica, divengono oggetto di culto tra gli
appassionati di chitarra.
La differenza rispetto al maestro una minore evidenza delle radici blues, sostituite da una
ricerca modale ancora pi estrema e da un approccio mentale riconducibile alle filosofie
orientali.
Per la sua perizia tecnica, e per la sua costante ricerca di nuovi stimoli esecutivi e compositivi,
Steve Vai rappresenta la quintessenza dello shredder. Perci non sorprende la necessit
interiore di una maggiore libert espressiva, che a fine anni 80 si manifesta in un suo
abbandono della carriera di turnista per dedicarsi ad un progetto personale.
Nel 1990 pubblica Passion and Warfare, uno degli album pi influenti per quanto riguarda
il futuro dello shred, due volte disco di platino in America.
Per i 53 minuti della sua durata, Passion and Warfare un concentrato di musica
sperimentali, chitarre distorte e tecnica magistrale. La proposta di Steve caratterizzata da
una eccentricit evidente, influenzata dallo stile Zappiano, esplicata nellintenso utilizzo di
tempi dispari, composizioni asimmetriche e uno certo gusto per lo strano.
Limpegno che Steve mette nelle registrazioni anche spirituale. Vai sostiene di aver scritto
le musiche basandosi su una lunga serie di sogni, e racconta di aver registrato For the Love
of God, una delle tracce pi sentite e conosciute, dopo quattro giorni di digiuno, con lo scopo
aumentare il feeling dellesecuzione.
La padronanza dello strumento raggiunge con Vai vette elevatissime. La leva, per esempio,
non pi utilizzata soltanto come vibrato o come effetto rumoristico, ma impiegata per
modificare esattamente lintonazione delle note, attraverso un controllo totale mai raggiunto
prima dora.

Accusato di aver sperperato un talento innegabile con delle composizioni eccentriche e poco
mainstream, il nome di Steve Vai continua ad attrarre pubblico su pubblico ancora oggi. Le
sue ricerche si sono fatte pi intellettuali, e ai tradizionali dischi shred alterna concerti con la
Holland Metropole Orchestra e collaborazioni nel pop, fino alla scrittura di composizioni
sinfoniche eseguite dalla North Netherlands Symphony Orchestra.
Alla fine del decennio, mentre gli anni 90 si avvicinano a grandi passi, la situazione sembra
in pieno fermento per il metal, il rock radiofonico e tutto il movimento shred. Il pubblico
attento, la scena si codificata e i soldi continuano ad arrivare puntuali. Ma le cose sono
destinate a cambiare in un batter docchio. La cristallizzazione dellhard rock ha raggiunto
livelli troppo manieristici, e lascoltatore comincia a sentire la necessit di qualcosa di pi
semplice, di pi vero. E il 24 settembre 1991, il giorno in cui i Nirvana pubblicano il
seminale Nevermind, le chitarre scordate e le giacche a quadri del Grunge prendono
definitivamente il sopravvento sugli anni 80, estetica shred compresa.

3. La decadenza (gli anni 90) e la rinascita (anni 2000).


Il sogno shred esplode come una bolla di sapone nel giro di un secondo. I dischi non si
vendono pi, il pubblico non pi interessato ai maghi delle sei corde che tanto hanno
raccolto nellultimo decennio. Interrogarsi sulle cause di questo improvviso calo dinteresse
significa analizzare la societ stessa. Indubbiamente, la gioia e i colori pop degli eighties
non sono pi adatti a rappresentare il grigiore del presente. Il manierismo del rock radiofonico
ha raggiunto vette troppo elevate e grottesche, e non un caso che lultima, vera rockband a
raggiungere la gloria siano i Guns N Roses, con il loro richiamo a sonorit pi grezze e
ignoranti.
Per il resto, la musica anni 90 caratterizzata da un presunto ritorno alla purezza del rock,
intesa come semplicit e spontaneit. Ed evidente il perch ad esplodere siano generi come
lindustrial o lhip-hop, pi vicini alla sostanza urbana delle cose.
I gruppi rock falliscono luno dopo laltro. I chitarristi shred hanno poche scelte. Alcuni,
come i Mr. Big di Paul Gilbert o gli Extreme di Nuno Bettencourt, si arroccano sulle isole
giapponesi, dove gli eighties sembrano pi duri a morire. Altri tentano la carriera solista,
spesso come frontman di band a cavallo tra il classic rock e lheavy metal, scontrandosi con la
freddezza di un mercato alla ricerca di sonorit ben diverse. Altri ancora preferiscono

indirizzare la propria ricerca verso sonorit jazz fusion, creando un nuovo genere sublimato
nellalbum Centrifugal Fusion degli MVP (Frank Gambale, Brett Garsed e il compianto
Shawn Lane).
Indubbiamente, la fusion ha tutti i connotati della next big thing per il chitarrismo shred.
Tecnicamente ormai stato detto tutto, e lunico modo per continuare levoluzione musicale
sembra essere la ricerca armonica. Ma in breve appare chiaro come questo sia un genere per
pochi, e lillusione di una nuova gallina dalle uova doro svanisce in fretta.
Tra grunge, pop e disco music, i chitarristi shred trovano rifugio nel metal. E, seppur lontana
dai fasti mainstream del passato, la nuova casa ha fondamenta ben piantate, offrendo un
buon riscontro e la formazione di una solida fanbase che ne garantir la sopravvivenza negli
anni a venire.
Uno dei primi chitarristi ad effettuare la fusione John Petrucci, che a inizio anni 90 ha la
geniale intuizione di mischiare il progressive rock con lo stile della chitarra metal e shred.
Unendo i tempi dispari e la ricerca compositiva di gruppi come Yes, Genesis e King Crimson,
agli stilemi e al sound dei chitarristi shred, Petrucci origina uno stile nuovo e singolare,
capace di attirare su di s lattenzione dei fan attenti alla scena heavy.
Nel 1992 i bostoniani Dream Theater, formati da John Petrucci, John Myung al basso, Mike
Portnoy alla batteria, James Labrie alla voce a il geniale Kevin Moore alle tastiere, pubblicano
Images and Words, lalbum che sancisce la nascita del prog-metal.
Sul versante progressive, le composizioni dellalbum si caratterizzano per strutture
asimettriche, uneccezionale lunghezza dei brani (alcuni intorno ai quindici minuti), ritmi
dispari e incastri intricati.
Sul fronte del chitarrismo shred, Petrucci sorprende con un suono saturo e distorto (in piena
estetica shred), una plettrata alternata ai massimi livelli e una tecnica generale di livello
superiore, che lo consacra come nuova stella in un panorama a dire il vero abbastanza
desolato.
Gli altri sussulti shred possono identificarsi nella svolta trash dei Pantera, gruppo heavy-metal
statunitense attivo dal 1981, che nel 1990 raggiunge il successo con il disco Cowboy from
Hell. Il nuovo corso dei Pantera un trash pi lento e pesante, definito groove metal, ed
impreziosito dalla perizia shred del chitarrista Dimebag Darrel, che cita Randy Rhoads tra le
sue maggiori influenze.

O possiamo citare i Nevermore, attivi dal 1992, band che unisce elementi trash, power e
progressive grazie allabilit dei due guitar-hero Jeff Loomis e Chris Broderick (attualmente
in forza ai Megadeth).
La sopravvivenza dello shred, superato il periodo di magra, comunque garantita da una
solida fanbase costituitasi negli anni. Per quanto lascoltatore occasionale possa ormai fuggire
dalla cascata di note distorte o dallassolo esplosivo che tanto lo attraeva in passato, c
comunque un gran numero di chitarristi in erba che tra le mura domestiche continua ad
esercitarsi e a studiare sul vecchio materiale, avvicinandosi con interesse alle nuove proposte.
Gli anni 90 trascorrono lentamente, poveri di soddisfazioni. Ma alla fine passano, e il nuovo
millennio si apre con un maggior ottimismo.
Il chitarrismo shred comincia ad essere storia. Le glorie del passato, come un Van Halen o
un Malmsteen, assumono laura di leggenda, status a cui cominciano ad avvicinarsi anche
chitarristi fondamentali come Satriani e Steve Vai. E, seppure lo shred rimanga genere di
nicchia, la nicchia abbastanza grande da consentire un nuovo, soddisfacente riscontro. Gli
stessi Vai, Petrucci, Satriani, Gilbert possono permettersi tour solisti, in cui presentano la loro
musica strumentale senza doversi riparare dietro band di facciata. E per quanto questi concerti
non si svolgano negli stadi o nelle arene cittadine, sono abbastanza seguiti da permettere la
loro indipendenza economica e artistica.
Gli anni 2000, pi che lanciare novit, hanno la funzione di riscoprire i vecchi protagonisti e
quella di consolidare lo shred come genere storico e storicizzato. La stampa specializzata vive
una nuova giovinezza, e ad aprire il nuovo corso c il festival G3. Il G3, con evidenti
riferimenti al forum politico che richiama le otto principali potenze del mondo, una
manifestazione ideata da Joe Satriani. Consiste in una serie di concerti in cui si alternano tre
dei migliori shredder sulla scena, serate che si chiudono con jam esplosive con tutti e tre i
chitarristi a gareggiare sul palco. Cominciata nel 1996, la manifestazione ottiene un ottimo
successo negli anni 2000, rinnovandosi di edizione in edizione fino ai giorni nostri. La lista
dei musicisti coinvolti lunghissima, e citiamo lo stesso Satriani, Steve Vai, Eric Johnson,
Robert Fripp (King Crimson), Steve Lukather (Toto), Steve Morse (Deep Purple), Paul
Gilbert e Michael Schenker.

4. Conclusioni.
La storia dello shred stata un alternarsi di successo e insuccesso, e appare ormai consolidata
in un genere di culto ad appannaggio degli appassionati. La sua importanza per levoluzione
della chitarra elettrica per innegabile e, se si pu discutere sul suo valore puramente
artistico, non si pu mettere in dubbio la passione con cui il movimento nato e si evoluto.
Il presente appare in buona salute. Le leggende del passato possono permettersi tour dal
discreto riscontro in ogni parte del mondo, la base di appassionati continua a consumare
materiale didattico di qualunque tipo (dai DVD alle riviste, dalle lezioni online a quelle
private), ed possibile scorgere persino delle novit in grado di dare nuova linfa al
movimento.
La ricerca timbrica effettuata attraverso chitarre a sette o otto corde, capaci di generare suoni
originali e moderni, alla base di un nuovo progressive. Il Djent, sottogenere del metal
iniziato dagli svedesi Messhugah, appare come la possibile next big thing. Gruppi
tecnicamente estremi come gli Animals as Leaders (capeggiati dal chitarrista a otto corde
Tosin Abasi), ottengono un buon seguito contro ogni previsione, e le tecniche ideate in
passato, come il tapping o lo sweep picking, sono perfezionate giorno dopo giorno e applicate
ad armonie sempre pi moderne.
Da sottolineare la nascita negli ultimi anni di una vera e propria scena italiana, assente nei
decenni passati. I giovanissimi Daniele Gottardo, Ignazio di Salvo, Gianluca Ferro e Marco
Sfogli (scelto dal cantante dei Dream Theater, James Labrie, per il suo progetto solista), si
stanno facendo conoscere ognuno con il proprio stile, tutti caratterizzati da unoriginalit e
freschezza di fondo.
Shred guitar sinonimo di ricerca, e la speranza che la maggior parte della storia sia ancora
tutta da scrivere.