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I NTERI OR DESI GN ARCHI TECTURE ART 519 02 2012 I NTERI OR DESI GN ARCHI TECTURE ART

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A 12,00 B 12,70 D 12,00 E 12,00
FIN 14,50 F 12,00 GR 12,60
M 15,00 P 12,00 SLO 12,23
CH Chf 15,00 CDN Cad 18,00 H Huf 3000
Mensile / Monthly magazine
7,50 (Italy only)
UK 12.00 USA $17.00
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W Houses, Peru
Barclay & Crousse
Segni sul territorio
Marks on the land
Herzog & de Meuron
Museumder Kulturen, Basel
Giro dItalia in kayak
Kayak tour of Italy
SOS Abitare
Giancarlo Mazzanti / Luigi Snozzi
Ezri Tarazi, Guy Mishaly
Crash design
TUTTO A PORTATA DI MANO, TUTTO IN ORDINE IN UN ATTIMO.
New Logica System
Linnovazione deve essere a favore delluomo e dellambiente,
e Logica System ne un esempio concreto.
Oltre a rivoluzionare lergonomia in cucina per una maggiore
comodit, Logica Systemcon basi Invitrum composta al 100%
da materiali riutilizzabili e riciclabili che Valcucine si impegna,
a vita, a ritirare e rimettere in ciclo producendo zero riuti,
vantando cos la prima garanzia a vita di responsabilit.
design Gabriele Centazzo www.valcucine.it
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Mario Piazza
direttore responsabile e art director/
editor in chief and art director
redazione / editorial staf
redazione@abitare.rcs.it
Chiara Maranzana
caporedattore /
managing editor
Mia Pizzi
caporedattore produzione /
production managing editor
Fulvio Bertamini editor
Valentina Ciuff online editor
Alessia Pincini contributing editor
staf grafco / graphics
Fabio Grazioli
consulente dellart director /
consultant to the art director
Carla Brusaferri
caposervizio / senior editor
Elena Liberatore
caposervizio / senior editor
Mauro Madrigali
segreteria / secretary
Gabriella Orlandi
assistente del direttore /
assistant to the editor in chief
Monica Guala
segretaria di redazione /
editorial secretary
hanno collaborato a questo numero /
contributors to this issue
Giovanna Borasi
Anna Foppiano
Francesco Garutti
Matteo Poli
Angela Rui
traduzioni / translations
John Foot
translation consultant
Jeff Jennings
David Lowry
Stephen Thorne
correzione bozze / copy-editor
Pietro Bisanti
ufcio tecnico / technical ofce
Mauro Arborio
marketing
Alessandra Cavallari
product manager
alessandra.cavallari@abitare.rcs.it
Rivista fondata da / Magazine founded by
Piera Peroni, 1961
ABITARE
via Ventura 5 20134 Milano
tel. +39 / 0221058.1
fax +39 / 0221058316
www.abitare.it
Federazione Italiana
Editori Giornali
Unione Stampa
Periodica Italiana
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EDITORIAL
9 di / by Mario Piazza
DESIGN
14 Event Ricetta di successo / Recipe for success
Storia, talks e giovani promesse a Meet Design / Story, talks and young talents at Meet Design
ART
16 Project Oceanomania
Dalle esplorazioni marine agli acquari, un viaggio per immagini attraverso le pagine dellopera di Mark Dion /
From expedition to the aquarium, a visual journey through the work of Mark Dion
di / by Francesco Garutti
LANDSCAPE
28 Itinerary LItalia delle coste / Coastal Italy
2000 miglia di fotografa ravvicinata nel viaggio in kayak di Guido Grugnola / 2000 miles of pictures
by Guido Grugnola during a journey in kayak
di / by Gianfranco Marrone
38 Project Punti nello spazio / Points in space
Segni sul territorio in giro per il mondo / Marks on the landscape fromacross the world
di / by Valentina Ciuf
ARCHITECTURE
54 Project 1 Tra i tetti di Basilea / Among the citys rooftops
Il progetto di ampliamento del Museumder Kulturen di Basilea dello studio Herzog &de Meuron /
The extension project for the Museumder Kulturen in Basel by Herzog &de Meuron
di / by Francesco Garutti foto di / photos by Iwan Baan
66 Project 2 Essenziale e funzionale / Simple and practical
ASpalato, un edifcio stile Secessione diventa ostello della giovent grazie al progetto degli architetti di Studio UP /
In Split, a Secessionist building becomes a youth hostel thanks to a Studio UP project
di / by Marco Sammicheli foto di / photos by Robert Le
74 Project 3 Il peso del cielo / The weight of the sky
Le Case Wdi Barclay &Crousse nella baia dellEscondida, sulla costa centrale del Per/Barclay &Crousses
WHouses in the Escondida bay on Perus central coast
di / by Umberto Bonomo foto di / photos by Cristobal Palma + Jean Pierre Crousse
84 Project 4 Incisioni / Carvings
In Portogallo, nella Valle del Ca, il Museo di Arte e Archeologia di Camilo Rebelo e Tiago Pimentel /
In Portugals Valle del Ca, the Museumof Art and Archaeology by Camilo Rebelo and Tiago Pimentel
di / by Roberto Cremascoli foto di / photos by Gabriele Basilico
SOS ABITARE
96 Che potenziale ha un edifcio pubblico in una situazione demergenza? /
What is the potential of a public building in a state of emergency?
Le risposte di / The answers by Giancarlo Mazzanti e / and Luigi Snozzi progetto di / project by ARC
di / by Anna Foppiano + Matteo Poli foto di / photos by Maria da Schio
ARCHITECTURE
110 Illustration Buongiorno, vorrei un progetto / Hello, I need an architect
Larchitettura spiegata ai bambini: una storia ritrovata di Anna De Carlo e Giancarlo De Carlo /
Explaining architecture to children: a rediscovered story by Anna De Carlo and Giancarlo De Carlo
di / by Anna Foppiano
DESIGN
116 Project 1 Ghost design
I lavori di Veronica Ranner e Lucas Maassen/RawColor interrogano lessenza degli oggetti /
The works of Veronica Ranner and Lucas Maassen/RawColor look at the very essence of objects
di / by Marco Petroni
124 Project 2 Creation by Destruction
Due designer israeliani utilizzano esplosioni e schianti per generare oggetti singolari /
Two Israeli designers use explosions and crashes to create unpredictable and unusual objects
di / by Angela Rui
132 Project 3 LOlanda per lONU / The Netherlands for U.N. Headquarters
La lounge del quartier generale secondo / The lounge by Hella Jongerius, Rem Koolhaas/OMA,
Irma Boom, Gabriel Lester, Louise Schouwenberg
di / by Giovanna Borasi
140 PORTFOLIO La cura del dettaglio / Attention to detail
a cura di / edited by Mia Pizzi testi di / descriptions by Susanna Berengo Gardin
DESIGN
154 Project 4 Sergio Asti, progetti, cascate, fumi e torrenti / Sergio Asti, projects, waterfalls, rivers and streams
Un incontro a Milano con larchitetto e designer / A meeting in Milan with the architect and designer
di / by Mario Piazza foto di / photos by Chiara Catellani
160 Research Italcementi: Effx Design

Dibattito tra lo studio di design LucidiPevere, Andrea Parodi di Italcementi e il laboratorio Crea di Piccinelli /
Aconversation amongst the LucidiPevere design studio, Andrea Parodi fromItalcementi and the Crea by Piccinelli lab
di / by Mia Pizzi foto di / photos by Chiara Catellani
165 ZOOM
FRONT COVER foto di / photo by Iwan Baan
I NTERI OR DESI GN ARCHI TECTURE ART
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YEARWITH JEAN
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Gli artisti / The artists
Buren, Rinke, Fleischer, Kapoor, Pipilotti Rist,Tesi
Un anno con Jean
A year with Jean
The Designer
La bote outils
Paris / Saint Paul de Vence Ateliers Jean Nouvel
sul tuoiPad
ABITARE
onyouriPad
Una bella immagine non basta.
Vieni a scoprire la qualit delle cucine e del servizio
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fabbisogno energetico annuale dellazienda.
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UNI EN ISO 9001 Sistema di Gestione della Qualit
UNI EN ISO 14001 Sistema di Gestione Ambientale
OHSAS 18001 Sistema di Gestione Salute e Sicurezza
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Assistenza garantita 10 anni.
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on questo numero si chiude una serie di Abitare
iniziata nel 2007, con il numero 475 e la direzione
di Stefano Boeri. Il prossimo numero di Abitare sar
completamente diverso. E quando diciamo completamente
intendiamo che cambier davvero tutto. Non si tratter
di un restyling, come oggi si usa dire per presentare
un aggiornamento della formula editoriale, confdando
in un ammodernamento della veste grafca e del mood
registico. Il nuovo Abitare vuole innanzitutto rifettere.
Vuole chiedersi quali siano oggi lo spazio e il senso di una
rivista mensile dedicata al progetto.
Quando nata Abitare, oltre cinquantanni fa, costitu
unindubbia diversit nel panorama editoriale. Parlava
di architettura senza usare il linguaggio degli architetti,
selezionava e promuoveva il design incoraggiando
i progettisti e le aziende, aiutava i cittadini al senso pubblico
avvertendoli delleccesso ipertrofco del boom sulle citt
e il territorio. Una missione questa che, pur declinata
nelle diverse direzioni, la rivista ha sempre mantenuto.
Negli ultimi dieci-quindici anni abbiamo assistito a un
notevole allargamento delloferta editoriale, che ha
oltrepassato la cerchia storica delle riviste dedicate al progetto
architettonico e al design. Il fenomeno dei magazine
ci ha fatto comprendere che design e architettura sono
diventati temi di interesse per una pubblicistica divulgativa
e di intrattenimento. I servizi su edifci-icona,
che racchiudono in s le sorti di un luogo, sono sempre
pi numerosi e illustrati dagli stessi fotograf che lavorano
per le testate disciplinari. Larchitettura, perlomeno
quella suadente e persuasiva, ha acquistato un diritto
di cittadinanza dopo il servizio sulla moda
o gli aggiornamenti sui nuovi prodotti di consumo.
Curiosamente, ed negativo, a questo fenomeno non
corrisponde sui grandi quotidiani la presenza di seri articoli
scritti da veri competenti, in grado di ofrire una lettura
critica, lucida e aggiornata dellarchitettura. Nei quotidiani
il tema del progetto sostanzialmente legato alla notizia
spicciola e quindi allepisodicit. Questo porta con s una
sostanziale superfcialit, con articoli di rendiconto
di maniera dei grandi eventi (Biennale, Pritzker)
o dei temi di architetture-spettacolo (dal Guggenheim Bilbao
in avanti). Poche sono le eccezioni di frme critiche,
che ormai possiamo contare sulle dita di una mano.
A fronte di queste dicotomie della carta stampata a larga
difusione, leccezionale rivoluzione informatica ofre
un panorama sempre pi ampio, segmentato e internazionale.
Al di l di una valutazione sulla profondit culturale
Invito al viaggio
An invitation on a journey
MarioPiazza
T
his issue is the last in a specifc series for Abitare, a series
that began in 2007 with no. 475 of the magazine, edited
by Stefano Boeri. Te next issue of Abitare will be completely
diferent. And we really mean what we are saying here. Everything
will change. This is not just a restyling, a word which is ofen
used these days to describe adjustments to editorial layouts,
and which ofen involves a more modern design or changes
in the editorial mood. No. Te newAbitare is interested, above
all, in thinking about things. We want to refect on the meaning,
in todays world, of a monthly magazine which concentrates
on projects of various kinds. When Abitare began to appear,
more than ffy years ago, it was without doubt a newforce
in the publishing world. It discussed architecture without using
architectural language, and it chose the designs it wanted to talk
about in ways which stimulated planners and businesses, while
encouraging its readers to think about public issues and the crazy
efects of the boomyears on cities and landscapes. Tis mission
has continued to play a part in the magazines outlook, while
moving in diferent directions over the years.
In the last 10-15 years there has been a vast increase in the supply
of editorial output in this sector, which has moved well beyond
the traditional areas reserved for architectural projects and design.
The boomin magazines of all kinds in this area shows that design
and architecture have developed into themes which are of interest
to a wider public, and in ways which are ofen looked on as popular
and entertaining. More and more articles have appeared which
look at iconic buildings connected to the success and promotion
of particular places, and these are ofen accompanied by images
captured by those same photographers who also contribute
to specialised journals. Architecture, and above all those buildings
which are seen as striking and diferent, has won the right to
its own space in the mass media, alongside fashion or discussions
of newconsumer products.
However, it is strange and also a problemthat this tendency
in the daily press has not seen an increase in articles writen
by those who are really competent inthese areas, andwhomight
be able toprovide a critical, articulate and up to date account
of architectural trends. Accounts linked to architecture in the daily
press are usually connected to fragmented items of news,
and therefore tend to be episodic in nature. Tis type of approach
leads to superfciality, with pieces connected above all to the
outcome or debates around big, set-piece events (the Biennale,
the Pritzker prize ) or tospectacular, one-of architectural projects
(a trend which began with the Bilbao Guggenheim). Tere are few
critical voices here, very fewindeed.
In the face of these trends in the daily press, the Internet has led
to an increasingly wide-ranging, fragmented and international
Con il numero
di marzo,Abitare
sar completamente
rinnovato nella
formula editoriale
e nella grafca.
Beginning with the
March 2012 issue,
Abitare will be
in a completely
new editorial
and graphical format.
editorial
Abitare
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delloferta online, comunque evidente che il tempo reale
della rete ha sostituito inesorabilmente la funzione
informativa. Il web straccia qualsiasi velleit di tempestivit
della carta stampata, cos come le ambizioni di essere
un canale unico per conoscere realt distanti geografcamente
(ruolo che per decenni hanno ricoperto i corrispondenti
delle riviste di architettura e design).
Oggi con un computer o un tablet appoggiato sulle
ginocchia, ovunque ci sia una connessione, si possono
avere notizie in tempo reale da ogni contesto geografco
e conoscere cosa viene progettato dagli architetti
e designer di tutto il mondo.
Inoltre la rete una piattaforma specchiante che ha in s,
moltiplicati allinfnito, tutti gli ambiti che le riviste
tradizionalmente organizzavano nelle loro pagine.
Oggi i siti dei progettisti sono monografe personali
continuamente aggiornate, con repertori iconografci
sempre pi che completi e autoconclusi. La pagina web
diventata la prima tappa del progetto, cos come forse
sempre stato dal taccuino allatlante personale.
Ma online troviamo anche tutti i siti delle istituzioni
(musei, associazioni, archivi, cataloghi), dei fotograf,
delle riviste, delle case editrici, delle librerie specializzate.
E possiamo immergerci nei blog autoriali, nella lettura
di libri, nelle gallerie di immagini, negli archivi di dati.
Comunicare il progetto in questo scenario diventa arduo
per la carta stampata di una rivista come la nostra.
Per Abitare forse la prima cosa da fare mettere da parte
la fnitezza del perimetro editoriale, lessere la rivista
di fatto un contenitore, un aggregatore di informazioni
pi o meno fnemente commentate a favore di una modalit
collettiva di ragionamenti. La rivista, per vivere oggi, deve
di certo essere multimodale e multicanale, ma soprattutto
deve rappresentare un laboratorio collettivo, un luogo
di studio e ricerca, un progetto open source. Deve pensare
in molti come trasmettere conoscenza a molti. Pi che
collezionare progetti e realizzazioni, deve sedimentare mese
dopo mese (ma anche giorno dopo giorno) altre modalit
di lettura e diversi aggregati di rifessione.
Questa necessit forse spezza le catene disciplinari,
i cui territori e margini sono sempre pi sovrapposti,
della lettura lineare e sistematica. Rifettere richiede
confronto, reale e letterario.
Diventa allora utile porsi il problema di come potenziare
la lettura, pratica che pu sembrare desueta, anche perch
bisogna davvero capire cosa possa essere oggi la lettura.
Tutte le riviste di architettura e design hanno di fatto sempre
tenuto nel debito conto piano testuale e piano visivo
nella restituzione di un progetto. La lettura gi, da sempre,
qualcosa che procede senza una peculiare linearit,
favorendo una fruizione pi asimmetrica dei contenuti.
E oggi leggere un continuum, dove il segno alfabetico
solo una delle componenti e dove le procedure
di decodifca sono sempre pi ibridate. I new media
ne hanno ulteriormente accentuato il contenuto
performativo ed immersivo. Che fare? Allora, forse,
progettare ex-novo Abitare, una rivista storica, potrebbe
essere davvero una bella sfda. Vi invitiamo quindi a seguirci
nel viaggio che vareremo dal mese di marzo.
approach to this material. Whatever your opinions are about
the cultural level of online journalismand of other sites,
it is clear that the real-time nature of the web has inevitably
superseded the role of the press as an information provider.
Te web has removed fromthe printed press any possibility
of being up to date, as well as the idea that the later was able
to provide an exclusive connection to trends in other countries
(a role which was played for a long period by correspondents
working for architecture and design magazines).
In todays world, with a computer or a tablet on your lap,
and wherever there is an Internet connection, you can get up to
date news fromacross the world and see what is being planned
by architects and designers in a mater of seconds. Moreover,
the web also works as a mirror which refects, in an infnite number
of ways, all the sectors which are covered by periodicals in a
traditional way. Today, the sites set up by designers are personal
accounts of their work, which are continually being updated,
and with iconographic features which are increasingly sophisticated
and complete. Webpages have become the frst port of call for
projects, a role which in the past was played by notebooks which
acted as a kind of personal atlas for many. Indeed, we can fnd
all kinds of other things online: institutional sites (those
of museums, associations, archives, catalogues), photographers,
periodicals, publishers, and specialised bookshops. And we can
also consult blogs, read books, look at images, scroll through
archives and databases.
Tis context has made the discussion of projects very difcult
for a printed magazine like ours. Perhaps the frst thing we need to
do is to put aside the idea that there is a limit to editorial work the
sense that our magazine is a container, a place where information
is collected and commented on in a fnite way. Te future lies
in a diferent direction: with the sense that there is a wide range
of collective opinions. If our magazine is to survive in todays world,
it has to move towards a multi-modal and multi-channel future.
And above it has to be a kind of collective laboratory, a place
for research and for study, an open source project. Many of us must
work in order to transmit forms of knowledge to many others.
Its role should be that of laying down, month afer month (but also
day afer day) newways of reading and thinking, and not simply
as a collection of future and fnished projects. Tis is a necessity
which tends to break down disciplinary boundaries (which are in
any case becoming increasingly blurred) and goes against any idea
of interpretation which is linear and systematic. Te future requires
debate and comparisons and meeting points, be they real or literary.
In this context we perhaps need to think about howto strengthen
the art of reading, a practice which seems increasingly obsolete,
and to refect on the real meaning of reading, in todays world.
Design and architectural magazines have always resorted to texts
and to images in the way they have analysed and communicated
projects. Reading is, in itself, something which moves forward in
ways which are not essentially linear, and which favour asymmetric
uses of content. Reading today is a kind of continuum, where the
alphabet is only one of the components involved and where the
means of decoding signs are increasingly hybrid. Newforms
of media have increased the performative and immersive aspects
of reading even further. What, therefore, is to be done? In this
context, the idea of creating a completely newAbitare, a magazine
with a long history, is a real challenge. We would like to invite you
on this journey with us, a journey which will begin in March.
Le immagini che accompagnano
questo editoriale rappresentano
alcuni disegni di cruscotti e strumenti
di bordo per auto tratti da Douglas
M. Jennings, Indianapolis, IN (US).
United States, Patent Application
Pubblication. Pub. N.:
US2007/0139907 A1,
21 giugno 2007. Una buona metafora
per capire come ogni giorno optiamo
per pratiche di lettura non lineari.
The images accompanying this
editorial are drawings of car
dashboards and instruments taken
from Douglas M. Jennings,
Indianapolis, IN (US).
United States, Patent Application
Publication. Pub. N.:
US2007/0139907 A1,
21 June 2007. They could be seen
as a metaphor for ways in which
we read things, every day,
in non-linear ways.
Sedetevi sugli allori.
Frida, design Odoardo Fioravanti. XXII Premio Compasso dOro ADI.
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pedrali.it
Dialoghi tra arte e design
Premiati i migliori allestimenti e i Prodotti Cult
Con la premiazione dei migliori allestimenti si conclusa la seconda edizione
di Milano Design Weekend (6-9 ottobre 2011), levento autunnale rivolto
al pubblico e agli showroom milanesi di arredamento, organizzato dal Gruppo
Mondadori e dal Gruppo RCS. La valutazione della giuria composta
da Gilda Bojardi, direttore di Interni e di GCasa, Silvia Robertazzi, managing
editor di Casamica e ATCasa, e da Fabio Novembre ha ovviamente tenuto
conto in primis dello sviluppo del tema della manifestazione Diamoci del tu.
Dialoghi tra arte e design. Altrettanto fondamentale per il giudizio,
il distinguo tra le categorie degli showroom monomarca o multimarca.
Cerruti Baleri cos risultato vincitore tra i monomarca per linterpretazione
poetica del tema, trattato con ironia e gentilezza. Menzioni speciali
sono state attribuite a Molteni rispettosa del tema nella relazione
dellallestimento e nel dialogo sul design di Constance Guisset
con Tobia Scarpa e a Flos, che ha ben praticato il dialogo tra arte
la poetica di Francesco Simeti e design i prodotti pi recenti esposti
in monumentali gabbie bianche. Nella categoria multimarca, il vincitore
stato Furlani for Pedrali, premiato per lutilizzo del linguaggio, risultato
immediato ed efcace.
Il tavolino illuminato Ziadi Luceplan, la poltrona Stripteasedi Meritalia
e la cucinaHappening Rainbowdi Scavolini sono risultati i Prodotti Cult,
ovvero i pi votati dal pubblico web. Tra tutti i votanti stato estratto
un weekend premio per due persone a Helsinki, questanno capitale europea
del design. Un partecipante al Concorso Design Card si aggiudicato
un weekend per due persone a Dubai e Abu Dhabi.
Gli organizzatori stanno gi lavorando al format della terza edizione,
che sar presentato con una formula nuova, capace di una ancora maggiore
adesione a uno scenario in costante movimento come quello dellabitare.
Art and Design come together
Prizes for best displays and Cult Products
The second edition of Milano Design Weekend (2011, October 6-9), the event
held in the autumn for Milans furniture showrooms and the general public,
and organised by Gruppo Mondadori and Gruppo RCS, had its grand nale
by the announcement of the awards for the best furnishing displays.
The decisions taken by the jury (Gilda Bojardi, editor of Interni and GCasa,
Silvia Robertazzi, managing editor of Casamica and ATCasa,
and Fabio Novembre) were based principally on the showrooms handling
of the theme of the event:Diamoci del tu. Dialoghi tra arte e design,
that is to say the forging of closer links between art and design.
Another important aspect was the distinction made between single-brand
and multi-brand showrooms. Cerruti Baleri won the single-brand award
for its poetic interpretation and delicate and ironic treatment of the theme.
Special mentions also went to Molteni, for the way it handled the theme
by relating the display to a dialogue on design by Constance Guisset
with Tobia Scarpa, and to Flos, which created a successful link between art
(the poetic work of Francesco Simeti) and design (with the latest products
exhibited in monumental white cages). The winner of the multi-brand category
was Furlani for Pedrali, for its use of an effective, immediate idiom.
Luceplans Zia illuminated table, Meritalias Striptease armchair and Scavolinis
Happening Rainbow kitchen won the Cult Products award, that is to say the most
popular products as decided by the general public through on-line voting.
One lucky voter from among all those who voted was picked out as the winner
of a weekend for two in Helsinki, this years European design capital.
One participant in the Design Card Competition won a weekend for two in Dubai
and Abu Dhabi. The organisers are already working on the format of the third
edition, which will feature a new set-up that should attract even greater interest
in the ever-changing world of domestic design and art.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito / Further details can also be found at
www.milano-designweekend.it
FURLANI for PEDRALI, via Volta 10
FLOS, corso Monforte 15
CERRUTI BALERI, via Cavallotti 8
SCAVOLINI, piazza Missori 2
MERITALIA, via Durini 23
MOLTENI, corso Europa 2
LUCEPLAN, corso Monforte 7
L
iniziativa ha convinto: si chiusa a fne gennaio,
con un bilancio pi che soddisfacente, la kermesse
in due tappe Meet Design, promossa dal Gruppo RCS. Grande
plauso tanto a Roma quanto a Torino, due citt che hanno
risposto oltre le aspettative allinvasione del design:
progettisti afermati, giovani in cerca di visibilit, marchi
storici e prestigiosi, direttori e giornalisti delle testate RCS
si sono alternati con linguaggi diversi per mostrare la sostanza
del design italiano. Marco Romanelli, insieme con Stefano
Boeri Architetti, ha raccontato oltre 60 anni di made in Italy
attraverso Design, una storia italiana, fulcro di Meet Show,
uno dei tre canali divulgativi adottati da Meet Design.
I pezzi selezionati per lesposizione si sono ben ambientati
sia nella storica cornice dei Mercati di Traiano a Roma,
Ricetta di successo
design
event
sia nelle sale della dimora seicentesca di Palazzo Bertalazone
di San Fermo a Torino. Auguri di fulgida carriera ai 18 giovani
progettisti, selezionati da Case da Abitare, che hanno dato
vita a Meet Talents, progettando una collezione casa
per Mercedes-Benz, main sponsor della manifestazione.
Le loro creazioni sono pubblicate su www.meetdesign.it.
Stesso indirizzo per i flmati di Meet People, che ripropongono
le conversazioni tra i direttori e i giornalisti di Abitare,
atcasa, Bravacasa, Casamica e Case da Abitare
con progettisti di grido (a destra, una selezione) e imprenditori
illuminati di aziende da sempre in prima fla nel campo
del design (Alias, Artemide, B&B Italia, Bof, Cappellini,
Cassina, Danese, Driade, Fiam, Flos, Kartell, Luceplan,
Molteni, Poltrona Frau, Pozzi Ginori).
Si chiusa a Torino
la seconda tappa
di Meet Design,
che ha consolidato
la formula ben
riuscita a Roma.
The second stage
of Meet Design in Turin
strengthened the format
which worked so well
in Rome.
Meet Talents, Roma
Meet Show, Roma Meet Show,Torino
14 519
I video dei Talks, i progetti e gli oggetti
di Meet Design sono disponibili sul sito:
TheTalks, the projects and the objects
of Meet Design are available at:
www.meetdesign.it
T
here was satisfaction all round at the end of January
when the second stage of the RCS Group-sponsored Meet
Design initiative ended in Turin following an equally
enthusiastic reception in Rome. Te response of the two cities
to this major design event exceeded all expectations
as established designers, young hopefuls, prestigious brand
makers, and the editors and journalists linked to RCS
publications came together to talk to audiences about Italian
design. Marco Romanelli surveyed 60 years of Italian design
in Design, An Italian Story (alongside Stefano Boeri
Architeti) which was the core event of Meet Show, one
of three parts to Meet Designs multichannel format. Te pieces
chosen for the exhibition appeared as comfortable in Trajans
Market, Rome as they did in Turins 17th-century Palazzo
Recipe for success
Bertalazone di San Fermo. A glitering career seems
in prospect for 18 young designers selected by the Case
da Abitare magazine to take part in Meet Talents,
in which they were asked to design Home Collection pieces
for Mercedes-Benz, the events main sponsor. Teir designs
can be viewed online at www.meetdesign.it.
Finally, the same site features video coverage of Meet People
conversations between Abitare, atcasa, Bravacasa,
Casamica and Case da Abitare editors and journalists,
leading designers (including those here above),
and enlightened, high-profle manufacturers like Alias,
Artemide, B&B Italia, Bof, Cappellini, Cassina,
Danese, Driade, Fiam, Flos, Kartell, Luceplan, Molteni,
Poltrona Frau and Pozzi Ginori.
Patricia Urquiola Riccardo Blumer Paolo Rizzatto
Giulio Cappellini Antonio Citterio Carlotta De Bevilacqua
Enzo Mari Fabio Novembre Michele De Lucchi
Francisco Gomez Paz
Marco Acerbis
Marta Laudani
15 519
Dalle esplorazioni
marine agli acquari:
un progetto
di Mark Dion.
Souvenirs
of Mysterious Seas
From Expedition
to the Aquarium.
A Mark Dion Project.
art
project
OCEANOMANIA
FrancescoGaruti
O
ceanomania unopera in pi atti: tra gli attori sulla scena,
un gruppo scelto di artisti contemporanei, due istituzioni,
curatori, ricercatori, storici, scienziati e una folta compagnia
di studiosi di biologia marina e oceanografa. Centinaia
gli oggetti e i reperti scovati nei depositi e negli archivi: osservati
ed esaminati, sono riallestiti da Mark Dion secondo nuove
logiche, a comporre relazioni e corrispondenze inaspettate.
Tra museologia ed ecologia, il mare lo scenario
e contemporaneamente il protagonista della trama tessuta
dallartista americano lungo le coste di Montecarlo.
Artefce di un progetto corale composto da due mostre
una al Nouveau Muse National de Monaco, unaltra presso
il Museo Oceanografco e da un volume-opera frutto dei 18
mesi di lavoro in situ, Dion artista-naturalista, archeologo
e viaggiatore. Con Oceanomania, a una lettura dellambiente
marino come territorio di infnite stratifcazioni sociali
e alla descrizione della fragilit di un ecosistema ancora
parzialmente inesplorato, si aggiunge una rifessione complessa
sul Museo come oggetto, come archivio di materiale attraverso
il quale ri-assemblare la Storia per comporre paesaggi nuovi,
sullopera darte come esperimento, dispositivo di conoscenza,
e soprattutto sulla fgura stessa dellartista in questo caso
curatore, esploratore e museologo al lavoro tra i fondi
della collezione. Il volume-opera Oceanomania Souvenirs
of Mysterious Seas FromExpedition to the Aquarium una
collezione di storie e immagini acquatiche intrise di sentimenti
e stati danimo quali la meraviglia e la malinconia, il terrore
e lansia inquieta dellApocalisse. Nuove e arcaiche mitologie
e tecnologie si intrecciano tra le pagine del libro, scienza e arte
si confondono tra i liquidi e le formaline del museo.
16 519
O
ceanomania is an opera in several acts. The actors
on stage include a select group of contemporary artists,
two institutions, curators, researchers, historians, scientists
and a number of marine biology and oceanography scholars.
Inside, hundreds of objects and exhibits unearthed in archives
and storerooms around the world have been reorganised
by Mark Dion to reveal new and unexpected connections,
parallels and links. The sea is both setting and protagonist
of this joint project which is part museology and part
ecology that the American artist developed on the Monte
Carlo coast. It comprises two exhibitions one at the Nouveau
Muse National de Monaco, the other at the Principalitys
Oceanographic Museum and a book that artist-naturalist,
archaeologist and traveller Mark Dion took 18 months
to produce in situ. Oceanomania is a reading of the marine
world as an environment of infnite social stratifcation,
a description of an ecosystem that has yet to be fully explored,
a complex appraisal of the museum as object (as an archive
of materials through which history can be reassembled
by inventing new landscapes), an artwork as experiment,
cognitive device, and, most importantly, a refection
of the multiple identities of the artist (who is a curator,
explorer and museologist sifting through a collection
of objects and exhibits). The Oceanomia Souvenirs
of Mysterious Seas From Expedition to the Aquarium
is a compendium of stories and images imbued with wonder,
melancholy, terror and apocalyptic angst, in which old
and new mythologies and technologies intertwine, breaking
down distinctions between science and art formalins
and the other preserving liquids natural history museums use.
The Davy Jones Locker,
installazione di Mark Dion realizzata
allestendo i pezzi dalla collezione
darte marittima del Nouveau Muse
National de Monaco.
The Davy Jones Locker, installation
by Mark Dion based on highlights
from the maritime art collections
of the Nouveau Muse National
de Monaco.
17 519
QUANDO LARTISTA AL SERVIZIO DELLA SCIENZA
Oceano, ricetacolo delle divine meraviglie, lo defnisce lo storico Alain Corbin in LIn-
venzione del Mare (1988). Il meraviglioso tra analisi, mappatura e invenzione, ovvero
quando gli artisti intrecciano la propria strada con quella della scienza. la fne del XIX
secolo quando il diretore della Stazione Zoologica di Napoli decide di servirsi dellarte
per archiviare nel miglior modo le immagini della fauna marina del Golfo e costituire cos
fnalmenteunarchiviovisivodellavitasubacquea. I 1200disegni di ComingioMerculiano
e Vincenzo Serino costituiscono materiale preziosissimo per ricostruire lo scenario degli
organismi marini che abitavano agli inizi del Novecento le acque del Mediterraneo. Dal
realismo di Merculiano e Serino alle composizioni di Ernst Haeckel (1879, destra), che
trasformano lo studio e la catalogazione scientifca in unpaesaggio surreale.
THE ARTIST AT THE SERVICE OF SCIENCE
Historian Alain Corbin describes the ocean as a receptacle of divine miracles in his
book Le territoire du vide: Loccident et le dsir du rivage (Te Lure of the Sea),
published in 1988. Te wonder as a combination of analysis, mapping and invention,
i.e. a fusion of art and science. In the late 19th century the director of the Stazione
Zoologica in Naples decided to use art to help classify in the best possible way the
institutions images of marine fauna in the Bay of Naples, resulting in a long-awaited
visual archive of undersea life. Te 1200 drawings by Comingio Merculiano and Vin-
cenzo Serino are an invaluable source illustrating the range of Mediterranean marine
organisms in the early 20th century. Building on the realism of Merculiano and Seri-
nos drawings, Ernst Haeckel (1879, right) made a surreal landscape out of scientifc
cataloguing and study in his illustrations of animals and sea creatures.
COME RAPPRESENTARE LOCEANO?
In che modo rappresentare e catalogare i mari? Con uninfnita
mappatura di colori? Come identifcarne diversit e cromie,
rifessi e cangianze, popolazione e fora? Con laiuto di Artangel,
Roni Horn ha allestito in Islanda una Library of Water (2009).
Sfumature e diferenze tra liquidi, ma ancora Corbin che ci viene
in soccorso ad aprire il problema della rappresentazione e
dellinterpretazione in chiave psicologica e antropologica: lo
storico francese parla dei gradi possibili di vertigine in relazione
alla trasparenza marina e del nero gotico della profondit.
Per tracciare e descrivere i diferenti mari, il biologoAlister Hardy
(sinistra) studia intorno agli anni Trenta del secolo scorso le rea-
zioni dei corpi in immersione. Inventa una macchina con un rullo
in formalina per tracciare la presenza di plancton in acqua e indi-
viduare gli organismi e le creature che se ne nutrono. Il rullo un
registratore di rote e percorsi marini, raro strumento per la trac-
ciabilit di un viaggio acquatico a quel tempo. la matassa che
racconta di un atraversamento che non lascia indizi.
HOW TO PORTRAY THE OCEANS?
How should the oceans be catalogued and presented? Should an
infnite mapping of colours be used? How should the seas chro-
matics and diversity, prismatics and refections, fora and fauna, be
described? Roni Horn, with the help of Artangel, has created in
Iceland a Library of Water (2009) illustrating the subtle difer-
ences between liquids, though Corbin remains the key fgure in
the psychological and anthropological presentation and interpre-
tation of oceans in his discussion of the varying degrees of vertigo
brought on by the difering transparency of sea water, and the al-
most gothic obscurity of the ocean depths.
In the 1930s, biologist Alister Hardy (lef) atempted to chart the
seas by studying the plankton that live in the water. His Continu-
ous Plankton Recorder sampled and stored plankton on a moving
band of silk, enabling diferent kinds of plankton, and the crea-
tures that fed on them, to be identifed. Since it recorded maritime
courses and routes, the silk band was an invaluable tool for tracing
the routes of sea voyages at that time, a skein that recorded the
previously unrecordable.
19 519
TESORI SOMMERSI
Meraviglie costruite con reperti marini. Conchiglie, frammenti di
ossa e gusci per produrre sculture e oggeti (destra), ma non solo.
Mark Dion allestisce una stanza segreta dei tesori marini della colle-
zione del NMNMnel cuore dellistituzione di Montecarlo. La Davy
Jones Locker Room (soto) una scatola dalle pareti blu dove, alle-
stite alla maniera del Salon, alcune opere della collezione parlano di
mare. Da Turner a Monet, dalla statuina de La Sainte Devote patro-
na di Monaco ai tagli blu oltremare di Lucio Fontana.
SUNKEN TREASURES
Yet more wonders have been created by using marine spec-
imens shells, bone fragments to formsculptures, objects
and other things besides (top). Mark Dion created a secret,
blued-walled room called the Davy Jones Locker Room
(lef) to house a Salon-style exhibition of marine treasures
from the Nouveau Muse National de Monaco collection.
Exhibits range from Turner and Monet to the statuete of
La Sainte Devote (Monacos patron saint) and Lucio Fon-
tanas ultramarine cuts and slashes.
TRANSCENDENTAL HOMELESSNESS
Le grandi tele di Bernard Bufet (sinistra) che afollano la mostra
e introducono il letore tra le pagine del libro-opera di Dion si
ispirano e ricostruiscono le vicende del romanzo di Jules Verne
Ventimila leghe soto i Mari (1870). Il Capitano Nemo come
Furnished Man: incapace di condividere gli ideali e la vita della
societ moderna, Nemo utilizza la tecnologia del suo Nautilus (
abitazione segreta e museo insieme) come utensile per la sua per-
sonale lota contro la societ a lui contemporanea e come stru-
mento di mediazione tra il genere umano e la natura degli abissi.
Te large-scale Bernard Bufet canvasses (lef) that feature in
both the exhibition and Dions book draw on and reconstruct
Jules Vernes celebrated novel Twenty Tousand Leagues Un-
der Te Sea (1870). CaptainNemo is portrayedas a Furnished
Man: unable to share modern societys ideals and lifestyle,
Nemo uses the technology of his Nautilus (both a secret dwell-
ing and a museum ) as a weapon in his personal feud with the
society of his day and as a means of intercession between hu-
mankind and the life of the abyss.
20 519
La collana colma un vuoto culturale, registrando gli sguardi sul mondo
di pochi, grandi architetti ma anche designer, urbanisti, fotogra, artisti, loso
con un linguaggio sempre chiaro e forme narrative coinvolgenti.
Lobiettivo quello di ofrire a un pubblico non specialistico
delle visioni acute e radicali sulle sorti
della complessa e contraddittoria civilt globale contemporanea.
Volumi gi pubblicati
nella collana Quodlibet Abitare
Aldo Rossi
LARCHITETTURA
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pagg. 216
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un classico della letteratura architettonica del Novecento.
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Come costruire
unimmagine
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ISBN 9788874623402
DA MATTHEWBARNEY AD ASHLEY BICKERTON.
LA DECOSTRUZIONE CONTEMPORANEA DEL RACCONTOSULLOCEANO
FROM MATTHEW BARNEY
TO ASHLEY BICKERTON.
DECONSTRUCTING THE OCEAN
IN TODAYS WORLD
Fromthe fragmented photographs of a newmythology
in MathewBarneys Drawing Restraint 9 and Ashley
Bickertons hammerhead shark in harness to Peter Cof-
fns glitering pirate sculpture ruling the waves fromthe
museumterrace andXavier Simmons inventory of boat
people, the artwork on showhere presents the ocean as
a shadow-line between the unknown and the known, a
metaphor of exploration and expeditionary endeavour,
a cognitive device, and a realm of revelation. But it is
Mark Dions work at the Oceanographic Museum that
pulls all these threads together. Its both an enormous
Wunderkammer of objects, creatures and fnds assem-
bled in close collaboration with the museumstaf, and a
newcollection which insinuates itself amongst the mu-
seums existing displays.
Matthew Barney, Drawing Restraint 9: New Sun, 2007.
Copyright Matthew Barney, courtesy Gladstone Gallery NewYork.
Exhibition view: Peter Cofn Untitled (Pirate), 2008. Courtesy Private collection and Galerie Perrotin, Paris.
Katharina Fritsch Oktopus /Octopus, 2006/2009. Photo Matthew Marks Gallery, NewYork, courtesy Katharina Fritsch.
Ashley Bickerton, Orange Shark, 2008 (detail).
Photo Murderme/Ben Cohen, courtesy Murderme.
Dai frammenti fotografci di una mitologia come quella di Drawing Restraint 9 di MathewBarney allo squalo martello imbracato di Ashley Bickerton,
dalla luccicante scultura pirata di Peter Cofn che controlla i mari dalla terrazza del museo fno allinventario delle imbarcazioni dei rifugiati di Xavier
Simmons, il catalogo delle opere degli artisti contemporanei scandaglia loceano come la zona grigia di confne tra lignoto e il conosciuto, metafora di
spedizioni ed esplorazioni, dispositivo di conoscenza e territorio di rivelazioni. per lopera di Mark Dion al Museo Oceanografco a raccogliere le fla
del progeto: un enorme cabinet di oggeti, reperti e animali, composto lavorando a streto contato con lo staf del museo. Una nuova collezione rivo-
luzione che silenziosamente si insinua tra le teche dellistituzione.
23 519
David Casini, Plante Bleue, 2005 (detail)
photo M.Magliani & B.Piovan 2011
copyright David Casini.
24 519
Ernst Haeckel (1834-1919), Ernst Haeckel
and his assistant Nikolaus Miklucho on the Island
of Lanzarote, 1866. Courtesy Ernst Haeckel-Haus,
Friederich Schiller-Universitt, Jena.
25 519
AQUATIC EXHIBITIONS E MINI-OCEANI
LOceano metafora dellinconscio di ogni essere umano; asilo di angosce e
desideri il luogo dove andare a leggere gli enigmi del mondo (Alain Cor-
bin). I Mini-Oceani (destra), gli acquari, divenneronella seconda met del XIX
secolo luoghi frequentatissimi da artisti e cineasti, biologi e surrealisti. Dal pri-
moflmdi tienneJules Mareyallacquariodi Posilliposinoai flmdi JeanPain-
lev (soto) girati inlaboratorioa Parigi. Gli acquari campionari di relazioni e
forze tra le creature, scrigni rivelatori di misteri sommersi che trasformavano i
visitatori in voyeur di un mondo parallelo afascinarono molto fgure come
Picasso(1917)ePaul Klee(1902). I Mini-Oceani furonotraleprimestruture
fnalizzate allintratenimentoa indurre il pubblicoa sostituire lesperienza del-
la Natura reale conquella di una sua riproduzione.
AQUATIC EXHIBITIONS AND MINI-OCEANS
Te ocean is every human beings metaphor of the unconscious, a refuge
of anxieties and desires, the place to go to and read about the worlds mys-
teries (Alain Corbin). In the late 19th century, Mini-Oceans (top-right),
or aquaria, atracted artists and flm-makers, biologists and surrealists, ul-
timately resulting in tienne Jules Mareys frst flm, the Posillipo aquari-
um and Jean Painlevs (below) underwater flms shot in his Paris labora-
tory. Aquaria sample cases of the forces and relationships that shape the
lives of marine creatures, caskets of underwater mysteries that turned visi-
tors into voyeurs of a parallel world also interested artists such as Pablo
Picasso (1917) and Paul Klee (1902). Mini-Oceans were among the frst
entertainment structures created to replace the real experience of nature
with a reproduction of it.
Man Ray (1890-1976), fotogrammi del lm Ltoile de mer, 1928.
Copyright Man Ray Trust /ADGP/ Telimage, 2011.
Man Ray (1890-1976), photograms of the lm Ltoile de mer, 1928.
Copyright Man Ray Trust /ADGP/ Telimage, 2011.
Tutte le immagini sono tratte dal volume
Oceanomania - Souvenirs of Mysterious Seas From
Expedition to the Aquarium, un progetto di Mark Dion,
MACK Londra e NMNM 2011.
Catalogo della mostra presso il Nouveau Muse National
de Monaco (NMNM) e Museo Oceanograco, Monaco.
All the images are taken from the book
Oceanomania - Souvenirs of Mysterious Seas From
the Expedition to the Aquarium, a Mark Dion project,
edited by MACK London and NMNM, 2011.
Exhibition Catalogue at Nouveau Muse National de Monaco
(NMNM) and Oceanographic Museum, Monaco.
Mark Dion
(USA, 1961). Artista, vive e lavora
in Pennsylvanya. La sua opera sfrutta
i sistemi di catalogazione e analisi tipici
della ricerca scientica e archeologica
per esplorare la cultura contemporanea,
la storia, il mondo naturale. Sue mostre
personali sono state allestite al Museum
of Modern Art NewYork (2004) e alla Tate
Gallery, Londra (1999). Dion sta
attualmente lavorando con James Corner /
Field Operations Architects e con lagenzia
no prot Creative Time al progetto
di sviluppo del nuovo waterfront di Seattle.
(USA, 1961). Artist, he lives and works
in Pennsylvania. He uses standard scientic
and archaeological cataloguing and analysis
systems to explore contemporary culture,
history and the natural world.
His personal shows have been hosted
by the Museum of Modern Art, NewYork
(2004) and the Tate Gallery, London
(1999). Dion is currently working
with James Corner / Field Operations
Architects and Creative Time, a non-prot
agency, on the development of the new
Seattles waterfront.
26 519
C
asaClima sinonimo di edilizia
moderna, che unisce sostenibilit,
drastica riduzione dei costi energetici e
una perfetta climatizzazione dellambiente.
Daikin Italy ha ottenuto questo
prestigioso riconoscimento in seguito
al conseguimento della certifcazione
CasaClima di due edifci, in provincia di
Bolzano e di Macerata, per i quali ha fornito sistemi e componenti a
marchio Rotex, la divisione dedicata al riscaldamento.
Per diventare partner dellente indipendente, che ad oggi
ha certifcato oltre 3mila edifci in tutta Italia, le aziende
contribuiscono con i loro sistemi e know-how a costruire e
riqualifcare edifci altamente efcienti e sostenibili, coniugando
benessere e risparmio energetico.
Nello specifco, Daikin ha partecipato alla ristrutturazione di
un appartamento privato a Macerata, dotandolo di un sistema
di riscaldamento a pavimento radiante Rotex, Systema 70. In
unabitazione uni-familiare di nuova costruzione a Bolzano invece
stato installato il sistema in pompa di calore HPSU Rotex a bassa
temperatura, integrato con pannelli solari termici, per il controllo
completo del clima, dal riscaldamento invernale al rafrescamento
estivo, e la produzione di acqua calda sanitaria. Un sistema dunque
utilizzabile in ogni periodo dellanno. In entrambi i casi, si tratta
di impianti radianti, pannelli solari e sistemi in pompa di calore
che, grazie alle elevate performance energetiche e alluso di fonti
rinnovabili, sono in grado di ridurre signifcativamente le emissioni
di CO
2
, quasi del 60%, e i costi di esercizio, oltre al consumo di
energia primaria degli immobili, di circa il 30%, migliorandone la
classifcazione energetica.
/
iter di certifcazione CasaClima ha determinato la
classifcazione energetica dei due edifci, defnita secondo
il fabbisogno di calore annuo per il riscaldamento, riferito alla
superfcie netta riscaldata. Grazie alle soluzioni adottate, ledifcio
in provincia di Bolzano passato dalla classe energetica A a quella
Gold per lefcienza complessiva delledifcio, con unemissione
di CO
2
pari a 0,46 t/a. Anche lappartamento nelle Marche, con
linvolucro in classe B, ha raggiunto lefcienza complessiva Gold
con unemissione di CO
2
pari a 0,43 t/a.
Stefano Chiesa, direttore vendite della divisione riscaldamento
dellazienda ha commentato: Siamo orgogliosi della certifcazione
CasaClima, in quanto riconosce lattenzione e limpegno concreto
che abbiamo dedicato nello sviluppo di tecnologie altamente
efcienti ed ecosostenibili per lutilizzo di fonti rinnovabili.
Lattestato dimostra inoltre che le soluzioni impiantistiche Rotex
possono ofrire un contributo fondamentale per elevare lefcienza
energetica degli edifci.
Larchitetto Massimo Valduga, che ha curato i lavori nella villa
di Bolzano aferma: La villa stata concepita considerando la
necessit di un edifcio a basso
consumo energetico che rispettasse
gli standard stabiliti da CasaClima e
che si inserisse in modo armonioso
nel paesaggio esistente. Oltre ai
materiali di costruzione e alle scelte
architettoniche fatte per raggiungere
questo obiettivo, anche il sistema
per il riscaldamento e la produzione
di acqua calda sanitaria adottato, si
caratterizza per la grande attenzione
allutilizzo razionale delle risorse
rinnovabili. Le soluzioni installate,
infatti, consentono di trasformare
lenergia solare per il riscaldamento e
la produzione di acqua sanitaria con
unaltissima efcienza e un comfort
adatto a ogni stagione dellanno.
Certifcazione energetica degli edifci:
Daikin partner CasaClima
1 - Stefano Chiesa:
direttore vendite della divisione
riscaldamento di Daikin.
2 - Interno della villa unifamiliare
in provincia di Bolzano.
1 2
2
Rotex il marchio della
divisione riscaldamento di
Daikin Air Conditioning Italy Spa
Via Milano, 6 - 20097
San Donato M.se (Mi)
Tel. 02 516191 - Fax 02 51619222
www.daikin.it - www.rotexitalia.it
i
n
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r
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p
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b
b
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a
r
i
a
28 478
landscape
itinerary
29 478
Coastal Italy
2000 miles of pictures by Guido
Grugnola during a journey in kayak
LItalia delle coste
2000 miglia di fotografa ravvicinata
nel viaggio in kayak di Guido Grugnola
30 519
gode dal mare, e che le coste appunto attraversa, ma qualcosa
che si costruisce a partire dalle campagne pianeggianti
o dalle romantiche cime di Alpi e Appennini. Quasi ad
anticipare quellutopico sguardo allalto che limmaginazione
degli scrittori prima, e linvenzione dei mezzi aerei dopo,
hanno reso possibile. Sino alla mappatura paramilitare di
Google Earth, che nessun Big Brother da distopia novecentesca
avrebbe saputo raccontare. Finalmente Guido Grugnola ha
ricominciato, molto semplicemente, a guardare le coste.
E a fotografarle. Solo che, a diferenza dei viaggiatori dantan,
il curioso pellegrino non scende dallimbarcazione per penetrare
nel territorio, non usa la costa come punto dapprodo per viaggi
allinterno, ma la lambisce per andare oltre, verso altra costa,
e poi verso altra ancora. In un periplo che costituisce
lo strumento e il fne del viaggio. Trasformando il confne
in meta, una zona intermedia in fulcro del vagabondare e del
guardare. Remare e scattare diventano azioni che si intrecciano
e si confondono, un unico gesto dove la prestazione sportiva e
lesigenza estetica si ritirano per lasciar emergere soltanto loro:
le coste. In una documentazione silente che dice moltissimo:
attesta, accumula, svela, accusa. La punta del kayak che appare
in molte immagini di questo straordinario reportage, se pure
far la gioia di qualche psicanalista della mutua, lemblema
evidente di questa operazione che mira dritto a uno scopo
insieme documentaristico ed etico, forse politico. Cos, la forte
impressione che si produce nel guardare il lavoro fotografco
di Grugnola che questi luoghi si assomigliano tutti.
Nulla di tipico che riveli dove ci si trovi, nulla di esotico
o local-caratteristico, nessun segno rivelatore, nessun genius loci.
Ci sono tante cose in queste foto: grotte e anfratti, mare color
indaco struggente, spiagge con cataste di ombrelloni e sdraio,
torrette di avvistamento, paesotti abbarbicati su roccioni
pericolanti, deserti di ferraglie, varia archeologia postindustriale,
fari, moli, luci cittadine che la sera si riverberano sullacqua,
piattaforme petrolifere, casermoni abbandonati, villette
e villazze, navi traghetto in disuso Ci sono scogli a forma
di elefante. Gru a forma di gru. La natura nelle coste italiane
cultura o, meglio, incultura. Il mare, le spiagge e il cielo
costituiscono elementi di questo ecosistema alla stregua dei
resti arrugginiti delle fabbriche, dei lidi con musica assordante
e balli di gruppo, dei contraforti di strade che trasudano
cemento di risulta. Il tutto a costituire un paesaggio tanto
casuale quanto unitario, lasciato a se stesso e proprio per questo
fortemente identitario: lItalia, ragazzi, nientaltro che lItalia.
Non la mitica Italia delle citt, e nemmeno quella silenziosa
delle campagne. Ma lItalia delle coste, che forse pi delle altre
due, senza saperlo, rappresenta il meglio e il peggio del nostro
Paese. Non c quasi nessuno, in queste foto. Posti nudi, senza
persone, senza corpi, senza folle. Eppure in queste immagini
ci siamo tutti noi. noi che rappresentano, di noi che stanno
parlando, noi che accusano. Bisogna farsene una ragione.
Anonimo mediterraneo
GianfrancoMarrone
L
Italia, vista dal mare, vanta una caratteristica importante:
ha una costa lunghissima. Miglia e miglia di spiagge
e litorali, rocce e roccioni, fari per naviganti e faraglioni
da cartolina, grotte azzurrissime e oscuri anfratti sinuosi, ampi
golf orgogliosi e romantiche insenature per innamorati, scali
commerciali e porticcioli turistici, vialoni alberati, piazzuole,
ecomostri, parcheggi, discariche abbandonate, terrains vagues,
non luoghi dogni tipo. Per lesattezza, come documenta
lepico lavoro di Guido Grugnola, pi di 2000 miglia,
che a percorrerle tutte di fla, in kayak, ci si impiega dei mesi.
Conto in cui non compreso peraltro il perimetro di Sicilia
e Sardegna. Questa constatazione, cui il maestro elementare
ci aveva a suo modo abituato, viene regolarmente dimenticata
nei discorsi e nelle pratiche che sulla costa italiana, in un modo
come nellaltro, si trovano a gravitare. Chi pensa alle coste?
Chi se ne occupa? Tutti e nessuno, verrebbe da dire. Tutti
le vogliono, tutti le cercano, tutti le usano e le usurano. Salvo poi
girar loro le spalle quando si tratta di farle valere, in tutti i sensi
del termine. Ecco: Grugnola ha saputo ritrovare lo sguardo che
mancava, ripristinare un punto di vista perduto.La prospettiva
che dal mare guarda alla terra, sino al primo Ottocento, era
del tutto comune. Iniziavi a scoprire il territorio approdando
sulla costa, con i ritmi percettivi di un battello che si apprestava
sospettoso alla riva, di una nave che rallentava la corsa
per scrutare da lontano, ormeggiata in rada, quel che della
regione si riusciva ad avvistare, per poi, se del caso, fnalmente
lambire i moli e insinuarsi in porto. Provate a leggere i testi
degli illuminati viaggiatori europei del Gran Tour, Goethe
in testa: il loro primo appressamento allItalia era marino.
Genova, Venezia, Napoli, Palermo, Sorrento, Livorno sono
citt che inizi a conoscere a partire dal mare, che mostrano
di s quel che dal ponte di un veliero era possibile individuare:
grosse mura che nascondevano selve di campanili, torri, palazzi
sontuosi, ma anche barchette mal attraccate alle boe l vicino.
Poi, per qualche strana, moderna aberrazione, lo scorcio da cui
si apprezza la citt e il territorio non stato pi quello che si
Il paese visto
dal mare presenta
scarsi elementi
di riconoscibilit.
Gianfranco Marrone
(Italia, 1959). Insegna Semiotica
allUniversit di Palermo. Lavora
nel campo della sociosemiotica,
occupandosi di tematiche legate
alla spazialit urbana, al cibo
e allalimentazione, ai media,
alla politica, alla pubblicit,
al giornalismo. Scrittore, traduttore
e saggista, ha pubblicato di recente
per Einaudi Addio alla Natura.
(Italy, 1959). Teaches semiotics
at the University of Palermo.
He specializes in sociosemiotics
and the concomitant themes of urban
space, food and nutrition, media,
politics, advertising and journalism.
Writer, translator and essayist,
he recently published Addio
alla Natura with Einaudi.
31 519
and tends to transformthe idea of a boundary into that
of a destination, into an intermediate zone between wandering
and observing. Rowing and photographing became actions that
overlap and merge, a single gesture where athletic performance
and aesthetic questions give way to one thing only: the coast.
Tis silent documentation that speaks volumes: it witnesses,
accumulates, reveals, and accuses, all at the same time. Te prow
of the kayak that appears inmany of the images of this extraordinary
work of reportage, while it may titillate a dime-store psychoanalyst,
is in fact the symbol of an operation that aims straight toward
something which is both documentary and ethical at the same
time, even perhaps political. As such, the powerful impression that
one gets fromGrugnolas photographs is that all these places
resemble each other. Teres nothing that reveals where you are,
nothing exotic or distinctively local, no revealing sign, no genius
loci. Tere is a lot to see in these photos: grotoes and gorges,
impossibly blue waters, beaches choked with umbrellas and chairs,
lookout towers, towns clinging perilously to clifs, deserts of scrap
metal, post-industrial archaeology, lighthouses, city lights that
reverberate on the water, oil platforms, abandoned barracks, beach
homes both charming and vulgar, retired ferry boatsTere are
clifs that look like elephants. Cranes that look like cranes.
Te nature of the Italiancoast is culture, or rather, the lackof culture.
Te sea, the beaches andthe skyare the constituent elements of this
ecosystem, like the rustedruins of oldfactories, the beachclubs
blastingdeafeningmusic for groupdancing, the highwaybarriers
made of discardedconcrete. All of this creates a landscape whichis as
randomas it is uniform, whichis abandonedtoitself andpreciselyfor
this reasona powerful signifer of identity: this is Italy, folks, none
other thanItaly. Tis is not the historic Italyof the cities, nor the poetic
Italyof the countryside. But it is the Italyof its coasts, whichperhaps
more thanthe other twounwitinglyrepresents the best andworst
of our country. Teres hardlyanyone inthese photographs. Just naked
places, without people or bodies or crowds. Yet we are all present in
these photos. Teyrepresent us, theyare talkingabout us, accusingus.
Andwe will have toresignourselves tothat.
I
taly, seen fromthe sea, has one important characteristic:
an extraordinarily long coastline. Miles and miles of beaches,
rocks and clifs, lighthouses for navigators and spectacular rock
formations emerging fromthe water, deep blue grotoes and dark,
sinuous gorges, historic and wide harbors and romantic inlets,
commercial ports and coves popular with tourists, tree-lined
boulevards, open spaces, architectural monstrosities, parking lots,
abandoned waste dumps, terrains vagues and a series of non-places
of every kind. All this is laid out in an epic piece of research carried
out by Guido Grugnola, who spent four months paddling his
kayak along the more than 2,000 miles of Italys coast, although
he missed out the islands of Sicily and Sardinia. One statement,
which we were accustomed to hearing fromour elementary school
teachers, seems to have been forgoten in the debates and practices
surrounding, in one way or another, the issue of Italys coasts.
Who thinks about them? Who is doing anything about them?
Everyone and no one, it would appear. Everyone wants them
and seeks themout, everyone uses and abuses them. Yet we tend
to turn our backs when it comes to valuing them, in every sense
of the term. Grugnolas achievement is that of having rediscovered
the perspective that was missing, he has given life to a lost point
of view. Since the early 19th century, the idea that land was seen
fromthe sea was a commonplace. One began discovering terra
frma fromthe coast, thanks to the rhythms of a ferry that
approached with suspicion, of froma ship that slowed its course
and cast its anchor to study fromafar that which could be seen
of the terrain, in order to fnally slip past the jeties and insinuate
itself into the harbor. Try reading the works of the enlightened
European travellers fromthe Grande Tour, above all Goethe:
they all frst arrived in Italy by sea. Genoa, Venice, Naples, Palermo,
Sorrento, Livorno are cities that one begins to knowstarting from
the sea, that reveal themselves fromthe bridge of a sailing ship:
with massive walls that hid clusters of towers and sumptuous
palazzi, as well as dinghies tied haphazardly to nearby buoys. Ten,
due to some strange and modern aberration, the viewpoint from
which one appreciated a city and its surroundings was no longer
fromthe sea, but became something constructed, be it fromthe fat
countryside or the romantic peaks of the Alps and Apennines.
It was as if the utopian viewfromon high that the imagination
of writers frst and the invention of fying machines later made
possible had been anticipated, and this tendency has continued
right up to the paramilitary mapping of Google Earth, which was
beyond the nightmares even of 20th-century dystopian Big
Brother fgures. What Guido Grugnola did was, quite simply, start
looking at these coastlines again. And then he would photograph
them. Te only thing is, unlike the travelers of yore, this curious
pilgrimdid not leave his vessel to look more closely at the territory.
He did not use the coast as a point of departure for an inland
journey, but rather travelled along it and past it, towards another
coast, and then onto another still. Tis circumnavigation thus
constitutes both the process and the purpose of the journey,
Guido Grugnola
(Italia, 1958). Progettista graco
e fotografo. Dal 1976 al 1991 stato
regatante professionista nelle classi
Ior, partecipando a 21 campionati
italiani, 16 campionati del mondo
e una regata intorno al mondo
(1980-81, Whitbread Round
the Word Race, 28.000 miglia).
Pratica il kayak dallet di 13 anni
e ha disceso i torrenti pi impegnativi
delle Alpi. Dal 2000 ha unito
questa passione con lesperienza
maturata in mare.
(Italy, 1958). Graphic designer
and photographer. From 1976
to 1991 he was a professional IOR
class yacht racer, participating
in 21 Italian championships, 16 world
championships and the 1980-81
Whitbread Round the Word Race
(28,000 miles). He has practiced
kayaking since the age of 13
and has run the most challenging
rapids in the Alps. Since 2000
he has combined this passion
with his experience at sea.
www.rounditalycruise.it
Standard Mediterranean
Seen from the sea,
Italy has few
distinguishing features.
32 519
LUNGOMARE DUINO SISTIANA (TS)
Un albergo nella baia di Rilke /
An hotel on the bay beloved by Rilke.
1 45 45.10 N 13 38.90 E
PORTO TOLLE (RO)
La centrale termoeletrica sul delta del Po / Power station
on the Po River delta.
MONTE SAN BARTOLO (PU)
Limpato dellalbergo e del porticciolo / Te impact of the hotel
and the marina.
2 44 57.14 N 12 29.25 E 3 43 57.90 N 12 47.10 E
7 42 31.66 N 14 09.18 E 8 42 25.67 N 14 17.33 E 9 42 00.50 N 14 58.32 E
FOCE A SILVI MARINA
E MASSICCIO DELLA MAIELLA (TE)
River mouth at Silvi Marina and the Majella massif (Te)
FRANCAVILLA AL MARE (CH)
Porto turistico mai ultimato e inutilizzabile /
Tourist port, never completed and thus unusable.
TERMOLI (CB)
Enormi quantit di sabbia vengono scaricate sul litorale per ricreare
la spiaggia per i turisti / Enormous quantities of sand must be
imported to maintain the beach for tourist use.
BAIA DELLE ZAGARE (FG)
Ascensori nella roccia per raggiungere spiaggie altrimenti
inaccessibili / Elevators built into the rock to reach otherwise
inaccessible beaches.
13 41 44.74 N 16 08.81 E
POLIGNANO A MARE (BA) TORRE SPECCHIA (LE)
Letorri saraceneeranocollocateadistanzeutili per diramaresegnalazioni
di allarme di tipovisivo/ Te Saracen towers were positioned
at intervals that made it possible to relay alarmsignals visually.
14 40 59.88 N 17 13.08 E 15 40 19.69 N 18 22.52 E
19 39 29.82 N 16 57.59 E 20 39 27.64 N 17 02.03 E
CARIATI (CS) MORTILLETTO (KR)
Sistema tradizionale, antico quanto luomo, per varare e alare barche
dalla spiaggia / Traditional system as old as mankind for launching
and mooring ships fom the beach.
21 39 26.64 N 17 02.85 E
TORRETTA DI CRUCOLI (KR)
33 519
PORTO DI PESARO
Tuti i porti dellAdriatico, soggeti a insabbiamenti, ogni anno vengono
dragati, ampliati o rinforzati / All the ports of the Adriatic are subject
to silting up, and must therefore be dredged, expanded or reinforced.
SPIAGGIA DI MAROTTA (PU)
Marota Beach (Pu)
FALCONARA MARITTIMA (AN)
Lacqua di rafreddamento della centrale, scaricata in mare, crea una bolla
caldissima e fumante / Te cooling water of the power station, dumped
into the sea, creates a fuming hot bubble.
4 43 55.49N 12 54.31 E 5 43 45.54N 13 09.53 E 6 43 38.52N 13 23.62 E
10 42 00.30 N 14 59.69 E 11 41 55.22 N 15 11.05 E 12 41 45.42 N 16 09.86 E
TERMOLI (CB)
Il borgo antico. Afacciati sul mare i trabocchi per la pesca /
Te ancient village, with the local trabocchi (fshing machines)
overlooking the sea.
SPIAGGIA DI LESINA (FG)
Lesina Beach (Fg)
GARGANO (FG)
Scogliere sul versante meridionale / Te southern clifs.
TORRE SAN GIOVANNI DI UGENTO (LE)
Grandi banchi di posidonie proteggono la spiaggia dallerosione
marina / Banks of Mediterranean seagrass protect the beach
fom erosion fom the current and waves.
16 39 55.29 N 18 03.81 E 17 39 40.32 N 16 32.06 E 18 39 37.04 N 16 43.58 E
22 39 20.24 N 17 08.65 E 23 38 45.42 N 16 34.18 E
CORIGLIANO CALABRO (CS)
Un porto fantasma / Ghost port.
FOCE DEL TRIONTO (CS)
Edifci abusivi sulla spiaggia a ponente della foce / Abusive
construction on the coast to the west of the river mouth.
PUNTA ALICE (KR)
Industria saliera / Salt production.
SANTA MARIA DEL MARE (CZ)
24 38 44.55 N 16 33.54 E
PIETRAGRANDE (CZ)
34 478
WILL BE SCANNED
BIG NAUTICAL MAP
(Map of Guido)
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I numeri indicati sulla mappa
si riferiscono alle fotograe
del tour di Guido Grugnola
pubblicate in queste pagine.
The numbers shown on the map
refer to the photographs
of Guido Grugnola tour
published on these pages.
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Kayak da mare in composito con 3 gavoni
stagni e pagaia groenlandese. Dimensioni
550x53 cm, volume 380 litri, peso 26 kg
vuoto, 90 a pieno carico / Composite sea
kayak with 3 watertight compartments
and greenland paddle. LOA 18 BMAX
21, DSPL 26 kg empty, 90 fully loaded,
volume 380 litres
Pagaia di rispetto (sostituita alla
partenza con modello groenlandese) /
Spare paddle (substituted before leaving
with greenland type)
Tenda autoportante a cupola /
Free standing dome tent
Materassino gonfabile-piuma /
Inating-down sleeping mat
Pali, chiodi e fondo cerato per tenda /
Tent poles, pegs and footprint
Tuta stagna da spedizione /
Expedition dry suit
Pannello solare da 60 W, batteria
ai ioni di litio ad alta capacit, Macbook
Air / 60 W solar pane, lithium jon high
capacity battery, Macbook Air
Sacco a pelo di piumino /
Down sleeping bag
Pompa di sentina / Bilge pump
Cima da traino / Towline
Lavandino pieghevole, fornelletto
e stoviglie, bombolette di gas di rispetto /
Folding bucket, stowe and cookware,
spare camping gas
Cacciavite pozidriv #2, chiave
combinata 10 mm, chiave esagonale
6 mm / #2 pozidriv screwdriver, 10 mm
combination wrench, 6 mm allen key
3 borse dotazioni da pozzetto: torcia
frontale, fschietto, corno da nebbia,
cime di rispetto, specchietto
di segnalazione, paranco da alaggio,
paddle foat, cappello da pioggia, radio
vhf, 2 paia di occhiali da sole, crema
solare, 3 utensili, coltello multifunzioni,
sega a flo #3 / Cockpit bags: headlamp,
whistle, fog horn, spare lines, signalling
mirror, hauling tackle, paddle oat,
souwester, vhf radio, #2 sun glasses,
sun cream, #3 tools, multifunction tool,
wire saw
5 serbatoi per acqua potabile da 2 litri /
#5 drinking water, 2 litre bags
Cibi: frutta, verdura, pasta, cereali,
barrette energetiche, sale, miele / Food:
fruits, vegetables, pasta, cereals, energy
bars, salt, honey
Caricatori 220 V e 12 V per radio vhf,
Macbook Air, telefono, 2 videocamere,
macchina fotografca, gps, torce / 220V
and 12V charger for vhf radio, Macbook
Air, mobile phone, #2 video cameras,
photo camera, gps, torches
Borsa da toilette / Toilet bag
Tuilik di rispetto, tuilik sbracciato /
Spare tuilik, top deck vest
Calzettoni di lana / Wool socks
Cuscino gonfabile e sacco a letto
in seta / Inatable pillow
and silk sleeping bag
Pantaloni termici / Bottom thermal
Abbigliamento da terra: un cambio /
Land clothing: one change
2 maglie termiche / #2 top thermals
Casco con telecamera stagna / Helmet
with watertight video camera
Batterie ricaricabili AA e AAA /
Rechargable AA and AAA batteries
Macchina fotografca in custodia stagna /
Photo camera in underwater housing
Buste stagne per tracker satellitare
e gps / Tracker and gps sealed bags
Radio vhf / Vhf radio
Gps
Tracker satellitare / Satellite tracker
Carte nautiche di giornata in busta
stagna / Daily nautical charts
in sealed bag
98 carte nautiche / 98 nautical charts
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IL TOUR
Il 19 agosto 2011, dopo avere circumnavigato tutta lItalia
pagaiando per oltre 2000 miglia a bordo di un kayak,
Guido Grugnola arrivato a Ventimiglia. Partito da Trieste
il 23 aprile, ha navigato per quattro mesi. La prossima impresa
di Grugnola prevista ad aprile, con il tour in kayak della Sicilia.
THE TOUR
On 19 August 2011, having paddled his way 2,000 miles
around Italy by kayak, Guido Grugnola arrived in Ventimiglia.
Te voyage, which started in Trieste on 23 April, took
four months. Grugnolas next adventure will be a kayak tour
around Sicily next april.
LATTREZZATURA
THE EQUIPMENT
36 519
25 37 55.17 N 15 57.86 E 26 38 27.79 N 15 54.19 E 27 38 40.74 N 15 53.83 E
31 40 30.80 N 14 55.46 E 32 40 39.65 N 14 46.70 E 33 40 41.35 N 14 27.16 E
37 41 55.93 N 12 06.07 E 38 41 56.93 N 12 04.24 E 39 42 19.93 N 11 34.06 E
43 44 00.64 N 10 05.47 E 44 44 05.87 N 09 44.21 E 45 44 15.42 N 09 24.08 E
PALIZZI (RC)
Il mare si porta via anche le costruzioni abusive / Te sea sweeps away
everything, including illegal constructions.
GIOIA TAURO (RC)
Le gru del porto container, ormai quasi inutilizzato, spuntano dietro
a una lunga spiaggia / Te cranes of a container port, now nearly
abandoned, loom over a long beach.
TROPEA (VV)
GOLFO DI SALERNO PORTO DI SALERNO
I lavori per la costruzione del nuovo scalo, frmato
da Santiago Calatrava / Construction work on the new port
of Salerno, by architect Santiago Calatrava.
CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)
Un albergo di lusso da un ex cementifcio / A cement plant
converted into a luxury hotel.
LADISPOLI (ROMA)
Castello Odescalchi /
Odescalchi Castle.
LADISPOLI (ROMA)
Il semplice alaggio e varo su tacchi di legno stato sostituito
addiritura da una gru / Te simple launching and mooring method
has been replaced by a crane.
MONTALTO DI CASTRO (VT)
La spiaggia della centrale / Te beach of the power plant.
EX COLONIA TORINO (MS)
Lopera, realizzata nel 1938 da Etore Sotsass e Alfo Guaitoli
a Marina di Massa, abbandonata / Realised in 1938
by Etore Sotsass and Alfo Guaitoli in Marina di Massa,
the summer camp now lies abandoned.
VERNAZZA (SP)
Unimmagine del borgo poche setimane prima dellalluvione
del 2011 / An image of the village just a few weeks
before the food of 2011.
SESTRI LEVANTE (GE)
La baia del Silenzio vista da Sudest, al primo raggio di sole
della matina / Te Bay of Silence seen fom the southeast
at the frst light of dawn.
37 519
30 40 00.86 N 15 26.53 E
34 40 47.58 N 14 09.88 E 35 41 02.66 N 13 54.98 E 36 41 36.81 N 12 28.06 E
40 42 57.16 N 10 36.49 E 41 43 28.27 N 10 19.97 E 42 43 40.84 N 10 16.41 E
48 43 50.19 N 07 53.08 E 47 44 08.82 N 08 16.93 E 46 44 16.06 N 08 27.23 E
SCOGLIERA DI PORTO INFRESCHI (SA)
Foreste e guglie rocciose, entrambe inaccessibili, a levante
di Marina di Camerota / Inaccessible forests and rock outcroppings,
to the west of Marina di Camerota.
NISIDA (NA)
Il promontorio abitato da colonie di uccelli. Sullo sfondo, lantico
porto romano di Capo Miseno / Te promontory is inhabited by bird
colonies. In the background, the ancient Roman port of Capo Miseno.
CASTELVOLTURNO (CE)
La spiaggia dei Casalesi / Te beach of the Casalesi clan.
SPIAGGIA DI TORVAIANICA (ROMA)
Il sistema tradizionale di alaggio e varo stato sostituito da una ruspa /
Te traditional system of launching and mooring,
replaced by a bulldozer.
TORRE DEL SALE (GR)
La centrale dellEnel / Te Enel power plant.
TORRE CALAFURIA (LI) FOCE DELLARNO (PI)
Un trabocco per la pesca e, sullo sfondo, le Alpi Apuane /
A traditional trabocco (fshing machine) and, in the background,
the Apuan Alps.
RIVA LIGURE (IM)
Una silenziosa passeggiata lungomare / A quiet walk along the shore.
PIETRA LIGURE (SV)
Cantieri navali abbandonati / Abandoned shipbuilding sites.
VADO LIGURE (SV)
La testata della diga foranea del porto / Te head of the outer
embankment of the port.
LA SECCA DI CASTROCUCCO (PZ)
Una ristruturazione rispetosa della volumetria esistente /
A respectful restructuring of the existing volumes.
28 39 56.05 N 15 44.53 E
MARATEA (PZ)
29 39 56.51 N 15 44.12 E
/
landscape
project
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Points in space
From Canada, US and Mexico, to Norway, Chile and Sicily,
leaving marks on the land
Punti nello spazio
Dal Canada al Messico, dalla Norvegia al Cile, dagli USA alla Sicilia.
Per segnare il territorio
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Esercizi (contemporanei)
di scrittura del paesaggio
Valentina Ciuf
T
erritori aperti, semi-deserti ma sempre meno remoti,
cos come spazi selvatici e poco defniti tra le pieghe
del tessuto urbano, accolgono un rinnovato bisogno
di spargere segni, unurgenza di scrivere e rendere leggibili
paesaggi ormai a portata di mano, ma ancora poco
maneggevoli: avviene attraverso interventi puntuali, agili,
ma visivamente potenti che crescono sempre pi numerosi
dentro nuovi riti e nuovi signifcati, nuovi modi
di comportamento e di movimento su scala globale.
Qualcosa di simile accadeva negli 60/70, con la Land Art
(o meglio Earthwork), quando Richard Long ritornava a unidea
di paesaggio arcaico da segnare con gesti arcaici, azioni pioniere
di scultori e artisti. Lui, Robert Smithson, Hamish Fulton,
Dennis Oppenheime molti altri, diventavano i nuovi
esploratori, i nuovi instancabili ricercatori di territori sperduti
e vuoti, precedendo gli architetti nel confronto con essi
e nella loro rilettura, costruendo una flosofa per ripensarli
e degli oggetti artistici per marcarli.
Oggi, in giorni in cui lubriacatura dei prodotti da archistar
inizia a passare, molti architetti tornano a misurarsi con progetti
a piccola (e anche piccolissima) scala: hanno la forma
dellinstallazione artistica e dimensioni pi vicine a quelle
del corpo, possono essere pensati e realizzati da cima a fondo
dal loro autore, autoprodotti. Lasciugarsi dei budget
e il difondersi di un rapporto pi consapevole con un pianeta
ammaccato e maltrattato fa s che questo nuovo approccio,
consapevole e realistico, diventi anche, improvvisamente
e fnalmente, il pi saggio da trasmettere, da insegnare. Come
formare giovani architetti che difcilmente avranno lopportunit
di costruire a breve termine un progetto reale? Su quale strada
metterli? Una possibilit, ultimamente molto cavalcata, quella
di metterli su voli lowcost tra le poche materie prime
rimaste accessibili e portarli al confronto con grandi spazi
naturali, con la sensazione del vuoto e, soprattutto,
in condizione di realizzare un oggetto dalla testa ai piedi.
Ed cos che workshop, fortunatamente mossi da principi
ecologici e da una sana (e necessaria) rivalutazione del lavoro
manuale e artigiano, diventano prolifci produttori di nuovi
segni per nuovi paesaggi.
Diverso, innanzitutto, il modo dellapprodare e del confrontarsi:
prima di un pensiero flosofco, di ogni ricerca accanita e solitaria
guidata dal trasporto artistico, viene a crearsi infatti una
relazione non troppo mediata con la vastit di territori poco
o per nulla scritti. Si potrebbe pensare che linsospettabilit
di questo confronto spiazzante, come la possibilit, quasi inedita,
di costruire manualmente, liberino singolari istinti arcaici
(seppur molto ibridati): se luomo errante del Neolitico,
sullo sfondo di una terra sterminata e davvero incommensurabile
al ritmo dei suoi soli passi, innalzava i primi menhir grosse pietre
perpendicolari al suolo, primordiali tentativi di trasformazione
fsica del paesaggio ma soprattutto oggetti simbolici potrebbero
le operazioni contemporanee cui riferiamo tradurre almeno
in parte listintivit di certi preistorici gesti?
Cos, oggi, con occhi nutriti di riferimenti al passato (anche
quello pi lontano) e supposizioni sul presente, guardiamo
ad oggetti spuntati qua e l, dal Cile alla Norvegia, dal Canada
al Messico, alla Sicilia e dettati da un laboratorio formativo,
appunto, ma anche da un concorso, o da un festival insediatosi
temporaneamente in territori insoliti e poco frequentati.
Raccogliamo, nelle pagine a seguire, le storie e le prassi
che li circondano, i motivi e le funzioni per cui sono nati,ma anche,
semplicemente, li osserviamo come farebbe un turista catapultato
in loco dallo stesso lowcost. Se, infatti, incuriosisce il nuovo clima
(un misto di ragioni economiche e sociologiche) in cui questi
oggetti-segni nascono, altrettanto nuova e inedita la generazione
dei loro possibili lettori, soprattutto quelli volanti e occasionali.
Piccoli oggetti
architettonici
crescono da un lato
allaltro del pianeta
sullonda di nuove
pratiche e nuovi
istinti progettuali.
f
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(Contemporary) exercises
in inscribing the landscape
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nopenterritories across theworld, whichareusuallysemi-deserted
but arealsoincreasinglyless isolated, as well as inwild andill-defned
spaces inthefolds of theurbanfabric, thereis arenewedneedtocreate
signs, anewurgetorender theselandscapes legiblewhiletheyarewithin
reachbut alsostill insomeways out of control. Tis is happening
throughmoreandmoreagile, intelligent andvisuallypowerful
interventions whicharelinkedtothosenewrituals, newmeanings
andnewmodes of behaviour andmovement onaglobal scale.
Somethingsimilar happenedinthe 60s-70s withLandArt (or rather,
Earthwork), whenRichardLongreturnedtothe idea of anarchaic
landscape whichcouldbe markedwitharchaic gestures, thanks
tothe pioneeringactivities of sculptors andartists. He, Robert
Smithson, HamishFulton, Dennis Oppenheimandmanyothers,
became the newexplorers, the tireless newseekers out of remote
andempty landscapes, precedingthe architects inrereadingthese
spaces, andbuildinga philosophyfor rethinkingthemanddevising
artistic objects tomark them.
Today, as the fascinationwiththe workof archistars has startedtofade,
manyarchitects are returningtosmall (andeventiny)-scale projects
that ofenresemble art installations andare closer insize tothat
of the humanbody; theycantherefore be conceivedandrealizedfrom
toptobotombytheir creator - self-produced. Te cutingof budgets
andthe spreadof a more enlightenedrelationshipwitha damaged
andmistreatedplanet ensures that this newapproach, whichis realistic
andself-aware, has increasinglydevelopedintothe wisest approach
of all inorder toteachothers andtopass onknowledge. Howdowe
trainyoungarchitects whohave a veryslimchance of buildinganactual
project inthe short term? Whichpathshouldwe put themon?
One possibility, whichhas beenmuchusedinrecent times, is toput
themona low-cost fight one of the fewrawmaterials still accessible
andlet themsee some vast natural spaces andexperience a sensation
of emptiness, andabove all provide the conditions inorder torealize
anobject ina complete sense. Inthis wayworkshops, whichare ofen
motivatedbyecological principles anda healthy(andnecessary)
re-evaluationof the meaningof manual labour andartisan-like skills,
have become prolifc generators of newsigns andnewlandscapes.
Whats diferent here is the approach: before formulating
a philosophical premise, andbefore anyobsessive andsolitaryquest
drivenbyartistic yearningis undertaken, a relationshipis created,
without toomuchmediation, anda connectionis made
withthe vastness of barelymarkedor completelyunmarked
landscapes. One might thinkthat the unexpectedness of this kind
of disorientingencounter, as withthe almost unprecedented
possibilityof manual construction, wouldliberate archaic
(hybridised) instincts: if the nomadic peoples of the Neolithic age
were those whoraisedthe frst menhirs huge stone slabs standing
perpendicular tothe ground, the frst atempts at a physical
transformationof the landscape but above all symbolic objects
against this backgroundof endless, immeasurable space, thenmight
not the contemporaryacts towhichwe refer be linkedat least inpart
tothe instinctiveness of some of these prehistoric gestures?
So, if we examine the contemporaryworldwitheyes connected
toreferences toa distant past andsuppositions about the present,
we candetect certainsigns whichappear here andthere, fromChile
toNorway, fromCanada toMexicotoSicily, as inthe outcomes
of aneducational workshop, or of a competition, or of a temporary
festival heldinunusual andunfrequentedlandscapes. Inthe pages that
followwe have brought together some stories andexaminedsome
of the methodologies fromthis kindof activity, as well as ananalysis
of the reasons andpurposes for whichtheywere created. But there is
alsoa sense of simple observation, a bit like that of a tourist whohas
takena lowcost fight. So, while there is interest inthe newclimate
(createdbya mixture of economic andsociological factors) inwhich
these objects andsigns have beencreated, there is alsoa sense of a new
andinterestingbreedof possible readers of these signs, above all
throughitinerant or temporarymoments of interaction.
Small works
of architecture are
appearing across
the planet on the basis
of new design practices
and attitudes.
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Per scaldare il ume di ghiaccio
Patkau Architects ha disegnato e realizzato il Winnipeg Skating
Shelters, in risposta a un concorso, al freddo impossibile
del Canada, ma anche a uno scenario inedito prodotto
da unanomalia per cui il grande fume che attraversa la citt
di Winnipeg si congelato quando il livello dellacqua era molto
pi alto del normale, generando un paesaggio entropico
(per dirla alla Robert Smithson), una nuova forma di wilderness
suburbana. Nel confrontarsi con questa scena e con il compito
di insediarvi dei rifugi per pattinatori infreddoliti gli architetti
di Patkau hanno iniziato a produrre dei modelli piegando sottili
fogli di compensato, per arrivare a forme che hanno trovato
il loro signifcato solo quando sono state disposte luna accanto
allaltra sullo sfondo gelato del fume. Inizialmente,
nel modellare i pezzi, pensavamo alle immagini di alberi o pietre
dice James Eidse poi nel posizionarli, anche seguendo
le direzioni di sole e vento, ci siamo trovati a disporli in singolari
relazioni tra di loro. Econtinua: Allimprovviso somigliavano
pi ad animali, bufali o pinguini, radunati in una qualche forma
di rituale o nel tentativo di proteggersi dal freddo. In efetti, se
vederli spuntare, quasi esseri viventi, in una scena immobilizzata
dal ghiaccio scalda incredibilmente il paesaggio, nelle loro gobbe
leggere e convergenti, si possono leggere chiari rimandi
antropomorf, inviti a riunirsi quanto meno in un contemporaneo
rituale dellinterazione, tra una pattinata e laltra.
'
Winnipeg, Canada, 2011
www.patkau.ca/
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Warming a river of ice
Patkau Architects designed and built the Winnipeg Skating
Shelters in response to a competition, and to Canadas impossible
cold, but also to an unprecedented seting generated
by the anomaly whereby a river that fows through the city
of Winnipeg froze when the water level rose much higher than
normal, producing an entropic landscape (as Robert Smithson
might put it), or a newformof urban wilderness. Faced with
this situation and with the task of installing shelters for chilly
skaters the architects of Patkau began producing models
by bending thin sheets of plywood, creating forms that found
their meaning only when placed next to each other against
the frozen background of the river. Initially, when modelling
the pieces, we were thinking about the imagery of trees or stones,
explains James Eidse. Ten when we placed themin terms
of the directions of the sun and wind, we found ourselves puting
themin particular relationships with one another. Suddenly
they looked more like animals, like bufalo or penguins gathered
in a kind of ritualised formation, or simply protecting themselves
fromthe cold. In fact, seeing themstanding like living beings
in a seting immobilised by ice warms up the landscape
remarkably, and one can read in their lightweight, convergent
forms clear anthropomorphic references, as if they were
invitations for people to gather together in a contemporary ritual
of interaction, between one skating sortie and another.
foto di / photos by James Dow
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PAQUIM, Chihuahua,
Messico / Mexico
luglio / July 2011
Rojo PAQUIM
Lo studio PKMNdi Madrid ingaggiato per un workshop
dallUniversit di Chihuahua elabora un sistema di segni
a commentare la scena suggestiva che circonda il sito
archeologico di Paquim. Se i rimandi dichiarati nella
progettazione di una serie di oggetti-lettera che compongono
la parola Paquim sono alle pratiche dadaiste del primo
Novecento, alla mitica scritta che campeggia sulla collina
di Hollywood e al rosso che colorava le antiche ceramiche della
civilt precolombiana conservate nel sito, nel quadro del nostro
discorso non stonerebbe troppo neppure un collegamento
con le antiche Perdas Litteradas: cos infatti, ancora oggi, i pastori
Laconi di Sardegna chiamano le costruzioni del Megalitico
sparse per lisola. Se i menhir preistorici erano spesso vestiti
di una chiara simbologia grafata sulle loro superfci, se gli
oggetti contemporanei che stiamo passando in rassegna sono,
pi o meno volontariamente, pensati anche come segni,
nel caso del laboratorio Rojo Paquim il doppio livello esplicito.
Tutti gli elementi, al di l della loro funzione la lettera A, ad
esempio, anche un carrello, la U una doppia torre di vedetta
prendono la forma di un pezzo codifcato di linguaggio, una
forma che daltro canto sottolineano i progettisti li avvicina
alla scala umana, in rosso contrasto con il paesaggio sterminato,
e permette la loro mobilit, eventualmente la loro sparizione
in un discorso re-interpretativo che rifuta lidea di permanenza.
Rojo PAQUIM
Te PKMNarchitecture collective inMadrid, whichwas hired
toorganise a workshopinthe Universityof Chihuahua, has set out
a systemof signs as a comment onthe strikinglandscape which
surrounds the archaeological site of Paquim. If the explicit references
containedinthis series of objects/leters that spell the word
Paquim are to the Dadaist practices of the early 20th century,
and to the iconic leters that sprawl across the Hollywood Hills
as well as to the red hue of the ancient Pre-Columbian
earthenware which is conserved at the site, then perhaps it
wouldnt be too out of place for the purposes of our discussion
to connect themwith the ancient Perdas Literadas, or letered
stones, which is what the Laconi shepherds of Sardinia still call
today the megalithic structures strewn across their island.
If prehistoric menhirs were ofeninscribedwitha clear symbology,
and if the contemporary objects that we are contemplating here
were more or less voluntarily conceived as signs, then this double
level is clear in the case of the Rojo Paquim workshop.
All of these elements, apart fromtheir function the leter A
for example, is a cart, the U a twin lookout tower take the form
of a codifed language, and which, on the other hand, brings
themcloser to the human scale, the designers explain, in a form
of red which marks a break with an endless landscape, allowing
their mobilityandeventuallytheir disappearance ina re-interpretative
discourse that rejects the notion of permanence.
foto di / photos by PKMN [pac-man]
www.pkmn.es/
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Per studiare e rileggere la Central Valley
Per gli studenti dellUniversit di Talca, lo sperimentarsi
nella costruzione a diretto contatto con il territorio piuttosto
sconfnato della Central Valley coincide con la tesi di laurea.
Come spiega Jose Luis Uribe, architetto e docente nella scuola,
laurearsi esponendo il modello di un progetto
controproducente da molti punti di vista, soprattutto in un paese
come il Cile, dove, praticamente con la stessa spesa, possibile
arrivare a realizzare una piccola architettura. Ed a forza di tesi
di laurea, scritte sul territorio dal 2004 a oggi e consistenti
in mini-architetture di grande impatto visivo, che gli studenti
di Talca hanno meravigliosamente riformulato il paesaggio
della grande valle cilena. Tra i progetti del 2011, La Lajuela
Balcony di Claudio Urzua allestisce un curioso punto
Studying and rereading the Central Valley
For the students of the University of Talca, writing their thesis
means building something in direct contact with the boundless
territory of the Central Valley. As architect and professor Jose Luis
Uribe explains, graduating by simply showing a scale model is
counterproductive frommany points of view, particularly
in a country like Chile, where, with more or less the same amount
of money it costs to build a model, its possible to build a small
work of real architecture. And it is with these theses, which have
been writen on the landscape since 2004 in the form
of examples of mini-architecture which have had a great visual
impact, that the students of Talca have reformulated the landscape
of the great Chilean Central Valley in a marvellous way. Among
the 2011 projects, La Lajuela Balcony by Claudio Urzua represents
)
Talca, Chile, dal / from 2004
Feria-Mirador La Lajuela,
progetto di tesi di Natalia Reyes Prieto,
stato realizzato nel 2010
nellambito del programma
dellUniversit di Talca.
Feria-Mirador La Lajuela, thesis
design project by Natalia Reyes
Prieto, developed in 2010 as part
of the Talca University syllabus.
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di riferimento lungo la strada e verso le colline: rimanda a un
contemporaneo cartellone pubblicitario, ma una struttura
tridimensionale vestita di un manto organico e un po tribale.
E se in Artisan Brick Oven Invested, Diego Parra sta semplicemente
giocando con la disposizione tradizionale dei mattoni prodotti
artigianalmente nella Central Valley, il risultato sembra un
tempio Maya attualizzato. Mentre le strutture in legno riciclato
del Numpay Observatory, realizzate da Ignacio Loyola, circoscrivono
larea di un parco giochi, producono ombra, ma non difcile
ritrovarci una moderna e notevolmente alleggerita Stonehenge.
a curious reference point along the road and toward the hills,
as it evokes a contemporary billboard, but in truth it is a three-
dimensional structure covered in an organic, slightly tribal cloak.
And if Artisan Brick Oven Invested by Diego Parra is playing games
with the traditional disposition of the bricks produced
in the Central Valley, the fnal result is more like an updated
Mayan temple. Meanwhile, the recycled wooden structures
of the Numpay Observatory, which were made by Ignacio Loyola,
surround the area of a playground, producing shadows harking
back to a modern and signifcantly lighter Stonehenge.
Sopra: Artisan Brick Oven Invested
di Diego Parra. Sotto: Salineas -
Un lugar para la historia di Felipe
Andrs Aranda Quiroz. Nella pagina
accanto, in alto: La Lajuela
Balcony di Claudio Urzua;
in basso: Numpay Observatory
di Ignacio Loyola.
Above: Artisan Brick Oven Invested
by Diego Parra. Below Salineas -
Un lugar para la historia by Felipe
Andrs Aranda Quiroz. Opposite
page, top: La Lajuela Balcony
by Claudio Urzua; bottom: Numpay
Observatory by Ignacio Loyola.
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in particolare, ricorda nella disposizione degli elementi
il cerchio dei rifugi di Winnipeg progettati da Patkau o, pi
genericamente, il cerchio attorno al quale pu stringersi una
conversazione, svolgersi un rito. Torna, a quanto pare non
troppo premeditata, una caratterizzazione antropomorfa che
e questo stato scoperto dopo parlando con i locali ricalca
inconsapevolmente un punto di osservazione leggendario,
disegnandosi proprio in faccia alla collina dove usavano
(lo dice la tradizione) radunarsi le streghe. ancora
della tradizione indigena, del resto, il raccogliersi in circolo
attorno al fuoco, proprio nella forma del view point, per
raccontare storie sul Sea-Serpent che abiterebbe il lago.
E se la torre osservatorio un po totemica di Rintala rimanda
facilmente a un legnoso mostro di Loch Ness, il lavoro
migliore di queste architetture minime e puntualmente
integrate nel paesaggio sta nella loro capacit di ritagliarlo
efcacemente, creando artifciali e spettacolari punti di vista,
conducendo lo sguardo dentro prospettive per nulla scontate,
sorprendenti, verso il lago, e verso il cielo. Ma le pietre delle
strutture megalitiche non valevano forse a ritagliare larco
celeste, guidando per prime gli occhi tra i suoi astri?
Attorno al lago, con le streghe e il serpente
In Norvegia, nei pressi di Seljord, e attorno a un lago
su cui gi afacciava lafascinante torre di legno realizzata da
Sami Rintala, tre nuove piccole architetture sono cresciute nel
giro di dieci giorni. A progettarle e costruirle sono stati gli
studenti (provenienti da NABA, Politecnico di Milano e
Fredrikstad School of Scenography) di un workshop condotto
da Massimiliano Spadoni, Paolo Mestriner e Luca Poncellini,
anche seguendo i modi e le idee dellarchitetto fnlandese con
cui collaborano da tempo. Se da anni, infatti, Rintala insiste
sulla necessit di ritornare a sperimentare in piccola scala,
rimanendo pi vicini alla dimensione reale dei corpi (nonch
sulla necessit di istruire in questo senso le nuove
generazioni), Spadoni e Mestriner hanno assistito, qui come in
altri esperimenti, a un inaspettato risveglio dei loro allievi, che
lasciate alle spalle, miracolosamente, le classiche insicurezze
attorno alla presentazione di un modellino in universit,
hanno intrapreso senza troppe paure lattivit del costruire.
Quasi istintivamente, non senza errori ma con uno slancio
imprevisto, hanno tirato su tre oggetti che, nella loro
semplicit, sono eccellenti marcatori del paesaggio: una
sauna, un fshing point, un belvedere. Questultimo,
*
Seljord,
Norvegia / Norway,
giugno / June 2011
Sopra, a sinistra: Watch Tower
di Sami Rintala; a destra: vista
della Sauna e del View Point.
Above, left: Watch Tower by Sami
Rintala; right: view of the Sauna
and of the View Point.
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www.intothelandscape.no/workshop
www.rintalaeggertsson.com/
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a sauna, a fshing point and a lookout. Tis later construction
in particular recalls the circle of shelters designed by Patkau
in Winnipeg, or, more generically, the circle that is naturally
formed by a conversation, or a ritual. We return again, apparently
without much premeditation, to an anthropomorphic formthat
unwitingly marks a legendary lookout point, right across
fromthe hill where tradition has it that witches would gather
something the teamdiscovered only aferwards when speaking
with the locals. And local tradition still sees these people gather
in a circle around a fre just like the formof the lookout
in order to spin stories about the sea serpent that allegedly
inhabits the lake. While the rather totemic lookout tower
by Rintala readily evokes a wooden Loch Ness monster,
the best feature of these minimal and intelligently integrated new
structures is their capacity to efectively frame the landscape,
creating artifcial and spectacular viewpoints that lead the gaze
toward views of the lake and sky that are anything but banal.
Indeed, werent the stones of megalithic structures designed
to frame the arc of the heavens, guiding the eye among its stars?
Lakeside, with witches and a sea serpent
In Norway, not far fromSeljord on the shores of a lake where
there already stands a fascinating wooden lookout tower by
Sami Rintala, are three small newbuildings that were erected
in the space of just ten days. Tey were all designed and built by
students froma workshop led by Massimiliano Spadoni,
Paolo Mestriner e Luca Poncellini, who followed in part the ideas
and methods of the Finnish architect with whomthey have
worked for some time. While Rintala has been insisting for years
on the necessity of returning to work on a small scale, as closer
to the true dimensions of our bodies (and he also believes that we
should teach this kind of approach to newgenerations),
during the workshop Spadoni and Mestriner witnessed,
here as in other experiments, an unexpected reawakening
of their students (coming fromNABA, Politecnico di Milano
and Fredrikstad School of Scenography): Lef on their own,
the classic insecurities about presenting a scale model in the
classroommiraculously disappeared and they took on the activity
of construction with hardly any fear. Almost instinctively
not without mistakes, but nevertheless with an unanticipated
verve they erected three structures which,
in their simplicity, are excellent markers of the landscape:
Sopra, a sinistra: Fishing Point;
a destra: Sauna dallinterno.
Above, left: Fishing Point; right:
the Sauna from inside.
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Sopra: vedute del Parco Lineare,
progetto di Marco Navarra realizzato
nel 1998. Accanto: PicGarden
di Giovanni Corbellini, realizzato
in occasione di PicNic al Tempio #5
(2009). Nella pagina a lato: in alto,
Costruire lombra, PicNic al
Tempio #1 (2005); sotto a sinistra,
PicDesign di Matteo Mocchi,
Luca Poncellini, PicNic al tempio #4
(2008); a destra, PicTecture
di 2012 Architecten, PicNic
al Tempio #5 (2009).
Above: views of Marco Navarras
1998 Parco Lineare project. Right:
Giovanni Corbellinis PicGarden
created in conjunction with PicNic
al Tempio #5 (2009). Opposite page:
top, Costruire lombra, PicNic
al Tempio #1 (2005); below left,
PicDesign by Matteo Mocchi,
Luca Poncellini, PicNic al Tempio #4
(2008); right, PicTecture by 2012
Architecten, PicNic al Tempio #5
(2009).
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Caltagirone-San Michele- Piazza Armerina,
Sicilia, dal / from 2005
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www.picniclab.net/
www.studionowa.com/
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Intuizione e vocazione del paesaggio
Istantaneit e intuizione sono elementi chiave del laboratorio
Picnic al Tempio, sviluppato e nutrito negli anni da Marco
Navarra, Alessandro Rocca e Mario Lupano: un workshop
annuale di quattro giorni, che porta studenti di tutto il mondo
a confrontarsi con il paesaggio della sperduta campagna siciliana,
nonchconunprogettolieveepuntualechenerileggeunaporzione.
Il Parco Lineare disegnato da Navarra a rielaborare lex linea
ferrata che collegava Caltagirone con Piazza Armerina infatti
il percorso di riferimento rispetto al quale il laboratorio costruisce
itinerari trasversali e disseminati di oggetti, nuove prospettive
per lo sguardo. anche spiega Marco Navarra la necessit
di confrontarsi con un tempo limitatissimo e con la verifca
immediata dei risultati che porta a consapevolezze sorprendenti
rispetto alla vocazione del paesaggio, poi ad assecondarla
o sovvertirla intelligentemente, procedendo per mimesi o per
sensata alterazione. I partecipanti vivono a strettissimo contatto
per i pochi giorni di intenso lavoro, e la ritualit condivisa, molto
curata anche rispetto ai momenti della convivialit, contribuisce
a coltivare unenergia progettuale tradotta in oggetti minimi,
ma fortemente iconici. C la stilizzazione di una chiesa disegnata
con dei bastoni, c una torre-tempio di stracci, c la carcassa
di una bicicletta che sembra quasi il resto di un rito sacrifcale
a istituire un nuovo segno nel paesaggio, un punto di riferimento
provvisorio tra larcaico e la contemporaneit.
The intuition and vocation of the landscape
Immediacyandintuitionare amongthe keyelements of the on-going
Picnic at the Temple workshop, whichhas beendevelopedover the
years byMarcoNavarra, AlessandroRocca andMarioLupano.
Tis is nowanannual event lastingfour days that challenges students
fromall over the worldtoworkwithinthe landscape of the remote
Siciliancountryside, as well as witha light andaccurate project that
reinterprets a portionof it. Te Linear Park designedbyNavarra
inorder tore-elaborate the former railwaythat connectedCaltagirone
withPiazza Armerina is the backgroundagainst whichthe workshop
builds transversal itineraries of objects andnewprospects.
It is alsothe constraint of dealingwithanextremelylimitedperiod
of time, explains Navarra, andwiththe immediate verifcationof the
result, whichleads tosurprisinginsights withregardtothe vocation
of the landscape. Tese temporaryworks either harmonise withwhat
is aroundthemor intelligentlyundermine their context through
mimesis or sensitive alteration. Te participants live inclose contact
witheachother duringthese fewdays of intense work, andgreat care
is giventothe communal ritualityof diningtogether, whichhelps
cultivate a creative energythat is translatedintominimal andyet
powerfullyiconic objects. Tere is the stylisationof a churchbuilt
fromsticks, theres a tower-temple of rags, andthe carcass
of a bicycle that almost seems like the remains of a sacrifcial rite, all
of whichconstitute newsigns inthe landscape; temporaryreference
points betweenthe archaic andthe contemporary.
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Un cratere nel deserto delle tracce
Nel bel libro Deserti americani, Reyner Banhamdescrive il Mojave
come il pi vero e il pi prezioso, quello in cui si liberi
di andare dove si vuole, di fare ci che si vuole, assumendosi
la responsabilit delle conseguenze, quello che mostra pi
tracce, resti, segni lasciati dalluomo e lentamente, parzialmente,
riassorbiti dal paesaggio: lassociazione High Desert Test Sites mira
a produrne altri, attraverso un programma di workshop
che coinvolge designer, architetti e artisti. Se il riferimento
alla land art in questo caso esplicito, e insistito, i nuovi segni
portano con s decisi riferimenti alla contemporaneit e alle sue
forme. Le vecchie piscine abbandonate ai margini del deserto, tra
fascino e desolazione, sono tra le immagini ispiratrici del progetto
Yucca Crater, che, daltro canto, sembra laccesso scenografco
a uno spazio cavernoso che punta dritto alla pancia del deserto.
Progettato da Ball-Nogues Studio, celebrato e utilizzato per soli
due giorni lo scorso autunno, costruito riciclando il materiale
che era servito a realizzare una precedente installazione, questo
cratere per bagnanti arrampicatori del deserto ha visto
prosciugarsi la sua vasca piuttosto in fretta, cedendo presto al suo
spettacolare destino di nuovo e cangiante segno sul paesaggio.
Principalmente per questo, del resto, era stato disegnato.
A crater in the desert marked by man
In his fne book American Deserts, Reyner Banhamdescribes
the Mojave as the most true and the most precious, where you are
free to go where you want, to do what you want, assuming
responsibility for the consequences. It is also the desert that bears
the most traces and signs lef by man, which have been slowly
andonly partially reabsorbedintothe landscape. Te High Desert
Test Sites associationintends toproduce other works through
a workshop programinvolving designers, architects and artists.
While the reference to Land Art in this case is explicit
and insistent, the newsigns produced here make strong reference
to contemporary forms and content. Te fascination
and desolation of the old abandoned pools at the deserts edge are
among the inspirations behind the Yucca Crater project, which
appears like a scenic entrance to a cavernous space that leads
straight to the deserts heart. Designed by Ball-Nogues Studio,
and celebrated and utilised for only two days last autumn, as well
as being built with recycled materials froma previous installation,
this crater for desert swimmers and climbers sawits waters dry up
rather quickly, thus giving way to its spectacular destiny as a new
and shimmering mark on the landscape, which is of course
the main reason why it was built.
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Mojave Desert, California,
ottobre / October 2011
foto di / photos by Scott Mayoral
www.ball-nogues.com/
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architecture
project 1
a cura di / edited by Alessia Pincini
foto di / photos by Iwan Baan
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Tra i tetti di Basilea
Herzog &de Meuron e lespansione
degli spazi di una delle pi importanti collezioni etnograche
dEuropa: il Museumder Kulturen
Among the citys rooftops
Herzog &de Meuron design
the expansion of the Museumder Kulturen
in Basel, one of Europes most important
ethnographic collections
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Asbalzo sulla citt
FrancescoGaruti
I
l Museo di Storia Naturale di Basilea e gli spazi
che ospitavano la collezione etnografca del Museum
der Kulturen avevano condiviso per decenni lo stesso ingresso:
lungo la Augustinergasse, la via che segue il corso del Reno
nel cuore del centro medioevale della citt.
Il cortile sul retro dellisolato dei due musei era da sempre
rimasto inaccessibile al pubblico.
Per ricostruire la nuova identit dellistituzione, per iniziare
a disegnare lespansione del pi antico edifcio museale
della storia di Basilea, Herzog & de Meuron afrontano
per prima proprio la questione dellingresso, trasformando
un progetto di estensione volumetrica di un edifcio storico
questo il tema centrale del brief proposto nel 2001
ai progettisti svizzeri nel disegno di una sofsticata strategia
urbana, attraverso la quale riposizionare il museo nella citt
e consegnare ai basilesi un nuovo spazio pubblico fno a pochi
mesi fa nascosto e inaccessibile.
Lo spostamento tanto semplice quanto radicale. Dalla piazza
della Cattedrale la chiesa interamente in arenaria rossa,
le tegole in laterizio sono smaltate e variopinte ci si infla
in un passaggio alla base degli edifci che si afacciano sulla
Mnsterplatz; dalle proporzioni della piazza del mercato,
agli angoli e ai pilastri in legno di un piccolo cortile medievale
cinto da una cortina di edifci storici.
La scala quella di un piccolo villaggio: come ricaricare
dauraticit e potere simbolico larchitettura di unistituzione
che alla fne dellOttocento era defnita a Basilea il Museo
Universale senza rompere i fragili equilibri di un delicato
ritaglio di spazio della citt?
Quasi tutta la superfcie calpestabile del cortile si abbassa
nel progetto di Herzog & de Meuron fno a divenire
una scalinata dolcemente inclinata, che conduce il visitatore
al nuovo ingresso delledifcio. Seguendo in sezione il movimento
del terreno, dal vasto spazio pedonale, si scivola nel cortile
Una nuova copertura,
un giardino verticale
e una rafnata
strategia urbana
per ridenire
lidentit
dellistituzione
museale.
In questa pagina: le sale del primo
piano del museo dopo lintervento
rivelano gli antichi softti a cassettoni.
Nella pagina a anco: lo spazio
interno del nuovo volume di copertura.
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Jutting over the city
U
ntil now, the rear courtyard of the block housing the
Museumder Kulturen and the Naturhistorisches Museum
has always been closed to the public, and the two museums have
always shared the same entrance on Augustinergasse, the street
that follows the Rhine through the heart of the medieval city.
When they set out to give the institution a new identity and
design an extension to Basils oldest museumbuilding,
Herzog &de Meurons frst task was, in efect, to decide
what to do about the entrance how to turn the straightforward
volumetric extension of a historical building (the core brief
submited to the architects in 2001) into something more,
a sophisticated urban-planning strategy that would reposition
the museums within the city and transforman area which until
just a few months earlier had been hidden away and inaccessible
into a new public space.
Te repositioning was as simple as it was radical.
Fromthe Mnsterplatz, whose red sandstone cathedral
has enamelled, multi-coloured brick roof tiles, a passageway
between the perimeter buildings leads to a small medieval
courtyard about the size of a market square, walled round
with historical buildings.
Since the scale is that of a small village, the problemwas
how to imbue the architecture of an institution labelled Basels
Universal Museum at the end of the 19th century
with appropriate symbolic power and ceremonial presence
without undermining the delicate balance of a charming
urban backwater.
In Herzog &de Meurons design, almost the entire ground area
of the courtyard fans gently down via shallow stairs to the new
museumentrance, following in section the slope fromthe vast
Cathedral Square through the smaller courtyard now an
extension of the Mnsterplatz to the Museumder Kulturen
with the utmost naturalness, before fnally stepping
into the building through a long glazed entry.
A new roof,
a vertical garden
and a sophisticated
urban strategy create
a new identity
for the museum.
Opposite page: the museums
newly-fashioned rst-oor galleries
still have their original coffered
ceilings. This page: the space under
the new roof.
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e poi nel Museo delle Culture con estrema naturalezza,
facendo il proprio ingresso nellarchitettura attraverso
una lunga bocca di vetro. In corrispondenza della soglia,
sulla cima delledifcio, sbalza un volume scuro rilucente
ancora difcile decifrarne forma e funzione dalla cui base
pendono sospesi sino quasi ad altezza duomo sei corpi metallici
e vegetali, sottili e allungati. Per entrare nellarchitettura
si passeggia proprio sotto a un sipario di piante e rampicanti.
Il giardino verticale la traccia di un racconto complesso,
il progetto un microcosmo assemblato per parti, i pezzi
della narrazione si ricomporranno solo alla fne.
La hall delledifcio occupa oggi gli spazi che nellarchitettura
ottocentesca erano parte dei sotterranei. La collezione
allestita ai quattro piani superiori e la sezione che attraversa
citt e museo ancora rivelatrice: dopo la piccola piazza-cortile
inclinata, lo studio svizzero interviene ricucendo e ridisegnando
la scala interna dei primi del Novecento. Lintervento sottile,
pressoch invisibile, volutamente mimetico. La prima rampa
semplicemente estesa, acquisisce autorevolezza
per proporzione, la balaustrata metallica ricostruita; lultimo
tratto riprogettato in pianta per distribuire meglio il percorso
del visitatore. Dagli spazi pubblici della Mnsterplatz
agli scalini in pietra del museo, mentre si risale piano per piano
seguendo il percorso dellallestimento, la sensazione quella
di arrampicarsi verso un nuovo punto di osservazione
della citt, e non solo.
Dal primo piano in su, le sale espositive sono ripulite
da controsoftti e invadenti apparati tecnici a svelare la griglia
a cassettoni dei solai e la struttura stessa dellarchitettura:
gli interni sono progettati come stanze bianche da allestire,
sale nelle quali osservare la collezione e intravedere il paesaggio
esterno attraverso una ben ponderata sequenza di aperture
e inquadrature. Molte delle fnestre delledifcio storico vengono
chiuse guadagnare superfci e pareti intere funzionale alla
ricostruzione di un organismo museale pi efciente altre,
scelte, sono aperte sino a terra, divenendo cos piccole nicchie
dove riposare, aspettare e osservare la citt durante la visita.
Lultima rampa di scale si apre leggermente verso destra
per introdurre nellultimo grande ambiente interno
dellarchitettura, in quel volume, rilucente e cangiante
alla luce del sole, che dal cortile di ingresso solo possibile
immaginare e difcilmente riuscire a fgurare per geometrie
e proporzioni. Un solo ingresso per raggiungere quella sala
dalla cui unica fnestra si incorniciano i rossi e i verdi
della cattedrale e della sua copertura di tegole smaltate.
Il nuovo volume progettato si sostituisce alla vecchia copertura
e si incastra tra gli angoli dellisolato storico. Apianta irregolare,
un corpo estraneo che si salda allesistente e piega la sua
In questa pagina: vista della nuova
copertura e degli edici medioevali
che si affacciano sul cortile del museo.
Nella pagina a anco, in alto: il museo,
il giardino verticale e la nuova
copertura osservati dallingresso
del cortile di Schrhof, prima
inaccessibile al pubblico.
In basso: la scalinata pavimentata
in laterizio che dolcemente scende
verso la bocca dingresso delledicio.
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At about the same height as the threshold, on the top
of the building there springs a dark and shiny volume,
whose shape and function are difcult to make out
to someone entering the square for the frst time.
Six long, slender metal tubes wrapped in vegetation descend
almost to head height, forming a curtain of plants and creepers
which visitors have to pass under to enter the building.
Te design is a complex, multipart microcosmwhose
components regroup and re-formonly at the end.
Te entrance lobby now occupies part of what was once
the 19th-century basement level, while the exhibits
are displayed on the four upper foors. Te section through
the city and museumis again revealing: beyond the sloping
courtyard-square, Herzog &de Meuron have re-formed
and redesigned the early 20th-century internal scale in a subtle
intervention that is well-nigh invisible and intentionally
mimetic. Te frst fight of steps is an unadorned expanse
that makes its point through scale and proportion alone,
and the metal railing has been reconstructed, whereas the plan
of the fnal fight has been redesigned to facilitate visitor access.
Leaving the Mnsterplatz, walking down the stone steps
to the museumand then ascending through the exhibition
levels inside the building, you feel, among other things,
that you are climbing towards a newvantage point over the city.
Fromthe frst foor upwards, the exhibition rooms
have been stripped of false ceilings and intrusive technical
ftings to reveal the buildings original cofered ceilings
and architectural structure. Te interiors now white rooms
waiting to be flled are both exhibition areas and vantage
points ofering views of the city through well-judged
sequences of window reveals and framings.
Many of the original windows have been closed up to provide
more wall space, making for a more efcient museumdesign.
Others now extend to the ground to formsmall alcoves
where visitors can stop of, rest and admire the city.
Te top fight of stairs opens slightly to the right into
the buildings last spacious hall inside the shimmering roof
volume whose geometry, true size and even purpose can only
be guessed at fromthe entrance courtyard. Just one entrance
leads to the hall whose singe windowframes the red-and-green
cathedral with its enamelled roof tiles.
Herzog &de Meurons new roof mass replaces the original
roof and fts nicely into the angles and corners of the
surrounding block. Its irregular plan makes it a foreign body,
but it knits well with the existing buildings and appears
to mimic the angular roof shapes of the surrounding medieval
buildings. Its crystalline in geometry the dark green
hexagonal tiles are both convex and concave to produce
Opposite page: the new roof
and the medieval buildings encircling
the museum courtyard.
This page, top: the museum, vertical
garden and new roof seen from
the entrance to the Schrhof courtyard
previously closed to the public.
Bottom: the paved stairway slopes
gently down to the museum entrance.
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struttura quasi a mimare la sequenza delle spigolature dei tetti
medievali che lo circondano. un oggetto dalle geometrie
cristalline: le sue tegole esagonali di colore verde scuro sono
progettate concave e convesse per restituire una gamma,
la pi varia possibile, di rifessi e rilucenze anche in assenza
del sole. Il volume enigmatico e totalmente opaco.
La parte della collezione esposta al suo interno richiede
protezione dai raggi solari ed illuminata artifcialmente.
Piccoli oggetti realizzati a mano, stofe, vestiti e monili
saranno allestiti nella grande stanza-copertura del museo in
teche e vetrine, occupando cos lo spazio di un ambiente che,
proprio grazie alla sua struttura metallica portante piegata,
libero da pilastri e vincoli strutturali, presentandosi come
uno scrigno vuoto nelle mani dei curatori.
Dallultimo livello del nuovo Museum der Kulturen, dopo aver
attraversato la piazza della Cattedrale ed essere saliti sino
alla copertura delledifcio, osservando la citt e il cortile dallalto,
il progetto si rivela in modo chiaro. Non si tratta soltanto
di unoperazione di addizione, linserimento nel tessuto storico
di un parassita, scheggia di contemporaneo tra i tetti
e le architetture del passato, ma del progetto di un microcosmo
urbano, di una costellazione di interventi fnalizzati a dare
nuova identit allistituzione culturale. I corpi vegetali
che restano sospesi dal volume in ceramica della copertura
sono parte di un piano di montaggio e costruzione
di un giardino di piante e vegetazione verticale che trova eco
nei vecchi rampicanti del cortile, nelle piantumazioni progettate
lungo le facciate degli edifci storici esistenti. Allo stesso modo
la soluzione adottata per gli spigoli del volume aggiunto,
zig-zag del pattern di copertura in ceramica, si avvicina
per assonanza di forme al disegno delle estremit dei tetti
esistenti in tegole, come un decoro che si compone lungo
tutto il perimetro del cortile, interno a cielo aperto.
Anche alcune lampade comunali dal disegno ottocentesco
rientrano nella composizione del rinnovato paesaggio
dellistituzione: installate in alcuni punti del cortile, illuminano
un nuovo spazio pubblico della citt.
Non un caso che la costruzione di un giardino verticale
sia uno degli elementi di mediazione tra citt e museo,
tra le architetture del cortile e il grande oggetto in ceramica
e il suo inquietante sbalzo. Il giardino e la scalinata in leggera
pendenza, infatti, sono concepiti coscientemente come futuri
spazi sociali per il Museum der Kulturen, diaframmi
tra ledifcio dellistituzione e lo spazio pubblico di Basilea.
Ogni episodio, segmento e pezzo fsico del progetto parte
di una precisa teoria di assemblaggio in cui storia, natura
e cultura materiale, antica e contemporanea, si compongono
in equilibrio nel cuore del centro della citt. Nessuno
storicismo, nessun localismo forzato, n al contrario arrogante
invasivit. In questopera degli architetti basilesi pi che mai
evidente la lucidit dintervento in un ecosistema dato,
lintenzione di allestire un pezzo urbano, di progettare
unistituzione in cerca didentit come fosse un nuovo scenario.
Ogni frammento della storia ha la stessa dignit,
ogni trama del racconto vitale per la sopravvivenza
del nuovo organismo.
Sopra, a sinistra: la prima rampa
di scale in pietra estesa rispetto
al progetto originale.
Nella pagina a anco, a destra:
lintervento sottile e pressoch
invisibile. Nei tratti modicati
la balaustra ricostruita
o ridisegnata seguendo una versione
sintetica del modello originale.
Al centro: dalle nestre delledicio,
aperte sino a terra e trasformate
in piccole nicchie, si intravedono
le strutture vegetali e alcuni angoli
del cortile e della citt.
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the widest possible range of refection and shine,
even on a cloudy day as well as mysteriously shaped
and totally opaque. Te part of the collection on show inside
it has to be protected fromdirect sunlight and is artifcially lit.
Small handmade artefacts, fabrics, clothing and jewellery
will be displayed in glass cases in the great roof-hall which
is like an empty casket waiting to be flled by the curators,
thanks to its bent metal frame that does away with pillars
and other structural constraints.
Fromthe top foor of the new Museumder Kulturen,
having crossed the Cathedral Square and climbed up
into the roof, you observe the courtyard and city below
and realise what Herzog &de Meurons project is really
all about. Its not just a question of addition, of inserting
a parasite into the old existing fabric, a fragment of the present
among the roofs and buildings of the past, but the designing
of an urban microcosm, a series of interventions intended
to give the museuma new identity. Te vegetation hanging
fromthe ceramic-tiled roof is part of an ongoing garden
scheme that echoes the old creepers in the courtyard
and the planting along the faades of the existing buildings.
Similarly, the roof s juting, zigzag edges and corners echo
those of the existing tiled roofs forming the perimeter
of the open-air courtyard. Some of the existing faux
19th-century municipal street lamps have also been
incorporated into the redesigned museumlandscape,
strategically illuminating one of the citys new public spaces
fromvarious points around the courtyard.
Its no accident that a vertical garden is one of the features
created to mediate city and museum, the courtyards
architecture and the huge ceramic roof mass with its
unsetling overhang. Te garden and sloping stairway have
been deliberately designed as future social spaces for
the Museumder Kulturen, diaphragms separating it
fromBasels larger public space.
Every episode and segment, every physical piece of the
project is part of a clearly defned theory of assembly
in which history, nature, and culture ancient and modern,
come together in an equilibriumat the heart of the city
centre. Tere is no historicism, no forcing of local identity,
or for that mater their opposite, arrogant invasiveness.
Clearly a thought-through intervention in a given ecosystem
intended to bring a new piece of the city into being and turn
a museums quest for a new identity into the creation
of a new scenario. Every fragment of the story has the same
dignity, every plot and sub-plot is vital to the survival
of the new organism.
Opposite page, left: the rst ight
of the stairs is broader and longer
than the original design.
This page, right: the change is subtle
and practically invisible.
In the modied sections the balustrade
has been remade or redesigned as
a more concise version of the original.
Centre: the oor-length windows
are now small alcoves offering
glimpses of the vertical garden,
the courtyard and the city beyond.
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Herzog & de Meuron
Jacques Herzog (Svizzera, 1950)
e Pierre de Meuron (Svizzera, 1950),
architetti. Vivono a Basilea, Svizzera,
dove nel 1978 hanno fondato
lo studio Herzog & de Meuron
e nel 2002 lETH Studio Basel
Contemporary City Institute.
Vincitori nel 2001 del Pritzker Prize,
insegnano presso la Harvard
Graduate School of Design,
Cambridge, USA.
Progetto / Architects
Herzog & de Meuron
Team di progetto / Project team
Jacques Herzog, Pierre de Meuron,
Christine Binswanger (partners),
Martin Frhlich (associato /
associate), Mark Bhr
Project team 2001-2004
(design phase)
Jrgen Johner (associato / associate),
Ines Huber (project architects);
Bla Berec, Giorgio Cadosch,
Gilles le Coultre, Laura Mc Quary
(gruppo di progettazione /
project team)
Project team 2008-2010
(construction phase)
Martin Frhlich (associato / associate),
Mark Bhr, Michael Br
(project architects); Piotr Fortuna,
Volker Jacob, Beatus Kopp,
Severin Odermatt, Nina Renner,
Nicolas Venzin, Thomas Wyssen
(gruppo di progettazione /
project team)
Pianta della copertura / Roof plan
Pianta del terzo piano / Third oor plan
Sezione trasversale / Cross section
Sezione longitudinale / Longitudinal section
Committente / Client
Stiftung Museum der Kulturen
(lotto 1 / lot 1) e / and Kanton
Basel-Stadt c/o Hochbau- und
Planungsamt (lotto 2 / lot 2)
General planning
ARGE GP MKB
Architect planning
Herzog & de Meuron
Architect construction
Proplaning AG Architekten
Structural engineering
ZPF Ingenieure
Progetto delle strutture verticali
verdi / Plant project
Forster Baugrn AG, August Knzel
Landschaftsarchitekten AG
Metal works by Hans Schmid AG
Costruttore / Contractor
Roong Wittenauer GmbH
Rivestimento ceramico /
Roong ceramics manufacturer
Deutsche Steinzeug Keramik GmbH
Supercie lorda / Gross oor area
6350 mq / sqm
Jacques Herzog (Switzerland, 1950)
and Pierre de Meuron (Switzerland,
1950), architects. They live in Basel,
Switzerland, where they founded
the Herzog & de Meuron studio
in 1978 and the ETH Studio Basel
Contemporary City Institute
in 2002. Winners of the 2001
Pritzker Prize, they teach
at Harvard Graduate School
of Design, Cambridge, USA.
www.herzogdemeuron.com Struttura metallica della copertura / Steel structure of the roof
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Progetto delle strutture verticali verdi
Strumento di mediazione tra il nuovo
volume in ceramica, le piante del cortile
e larchitettura delledicio esistente,
i sei corpi vegetali sono composti
attraverso lassemblaggio di alcuni moduli
prefabbricati in metallo comunemente usati
per giardinaggio. Concepita seguendo
uno sviluppo spiraliforme per una migliore
distribuzione dellirraggiamento solare,
ogni struttura ospita una selezione di piante
ricadenti e sempreverdi (Lonicera, Pervinca,
Pachysandra). Vegetali rampicanti
si annodano (Hedera) intorno a una serie
di tondini di ferro piegati, modellati e poi
saldati a completare larchitettura
di ognuna delle sei strutture.
Un microsistema dirrigazione a cascata
bagna le piante. Le strutture verticali
spiraliformi ruotano automaticamente
durante lanno per garantire alle piante
unilluminazione regolare.
Plant project
The six hanging columns of plants mediating
the new ceramic roof, the courtyard plants
and the existing buildings architecture,
specically designed for the project, consist
of prefabricated metal modules commonly
used in gardening. Each spiral structure
(improving exposure to the sun) hosts
a selection of cascading plants as well
as creepers (ivy, honeysuckles, periwinkle,
pachysandra), box plants clinging
to wrought-iron rods welded to the columns
to produce the nal effect. The plants are
watered by a cascading micro-irrigation
system. The spiral-shaped constructions turn
automatically to provide regular sunshine
through the year.
Tegole esagonali in ceramica
Le tegole in ceramica smaltata sono state
disegnate dallo studio e prodotte specicamente
per il museo. Montate secondo un pattern
progettato, sono realizzate in doppia versione:
bidimensionale e tridimensionale.
La geometria irregolare di alcune tegole
nalizzata ad amplicare leffetto
di rifrazione della luce sulla supercie
della copertura. Nel trattamento a smalto
di colore verde riecheggiano i toni e le cromie
dei tetti della Cattedrale di Basilea che si scorge
dallunica nestra del museo.
I moduli esagonali in ceramica del museo
sono realizzati artigianalmente sfruttando
lo stesso processo di produzione (cottura
e smaltatura) utilizzato per le tegole
della Cattedrale.
Hexagonal ceramic tiles
Designed by the architects and made specially
for the museum, the two- and three-dimensional
enamelled ceramic roof tiles are laid
in a specic pattern. Their irregular geometry
enhances the refraction of light on the roof.
The green enamelling resonates with the roofs
of Basel Cathedral visible from the museums
only window.
The museum tiles were crafted in the same
production process (baking and glazing)
as the cathedral tiles were.
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architecture
project 2
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a cura di/editedby Alessia Pincini
foto di /photos by Robert Le
Essenziale e funzionale
Simple and practical
MarcoSammicheli
D
elledifcio dei primi anni Dieci del secolo scorso rimasto
solo linvolucro. La vocazione di questa architettura
tormentata, e la costruzione ha subitomolteplici rimaneggiamenti.
Prima un negozio monomarca dellimpresa tessile Uzor,
ora un ostello. Fino a qualche anno fa, invece, era un centro
commerciale il cui vano centrale, una grande incisione
verticale con ascensore e scale, rimasto il fulcro intorno
al quale si adattano spazi e servizi. Oggi il palazzetto in stile
Secessione che domina la piazza Morpurgova Poljana,
a un sofo dal lungomare, entrato nel portafoglio immobiliare
della famiglia Kotarac, gi attiva nel ramo alberghiero.
Nella primavera del 2010 Studio UP stato scelto per ripensare
gli interni e trasformarli in una struttura capace di ofrire diverse
tipologie di ospitalit e soprattutto unidea di accoglienza
che intercettasse un pubblico giovanile. Gli architetti ereditavano
un passato di rimaneggiamenti strutturali che la committenza
chiedeva di non alterare. Questa restrizione nasceva dalla volont
di rispettare un budget contenuto e ottimizzare elementi
caratteristici come le scale, un piano terreno con afaccio
sulla piazza e la copertura della terrazza panoramica.
Questi vincoli sono stati rispettati, e gli architetti hanno lavorato
sul volume interno, cercando di massimizzare luso dello spazio
e dedicare i tre piani ad altrettante categorie di stanze.
Remixare lesistente esaltandone le tracce e interpretando
O
nly the shell of the early 20th-century building nowremains.
Over the years it has been put to a variety of uses
and has undergone several makeovers. Originally an Uzor fabrics
store, and then a shopping mall, it is nowa youth hostel.
Te main central space, a tall vertical incision with lifs and stairs,
remains the fulcrumof the building with space for a newset
of newspaces and services. Te Secessionist building dominates
Morpurgova Poljana Square and is just a stones throwfrom
the seafront. It belongs to the Kotarac family, who already
has interests in a number of hotels and real estate.
In spring 2010, Studio UP was commissioned to convert
the building into a hostel ofering a range of accommodation
types, especially those that would appeal to younger users.
Given the tight budget and the clients intention to make the most
of characteristic features like the staircases, the ground foor facing
the square and the roof over the terrace, the architects were
instructed to make no substantial changes to the structural
makeovers the building had already undergone. Tese constraints
were respected, and the architects worked instead on the interior,
optimising space by ofering three types of accommodation,
each on a separate foor. Studio UPset itself the task of rearranging
what was already there, in keeping with a thoroughly modern
concept of hotel accommodation.
On the frst foor there are dormitories with up to 8 beds.
A Spalato, Studio UP
trasforma un edifcio
di inizio Novecento in
ostello della giovent.
Modello capsule hotel.
Studio UP has converted
an early 20th-century
building in Split,
Croatia, into a youth
hostel inspired by
Japanese capsule hotels.
Come in passato, oggi questo edicio
(chiamato Savo) continua a essere
un riferimento per gli abitanti
della citt, e anche la sua ultima
destinazione duso ostello della
giovent, appunto stata ben
accolta dai cittadini, orgogliosi
di considerarlo il simbolo
di una nuova vitalit e apertura
al contemporaneo.
As in the past, the building (called
Savo by locals) is still a landmark.
Its latest reincarnation as a hostel
has been well received by the
city-dwellers, who proudly regard it
as a symbol of their citys new vitality
and cutting-edge identity.
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A ogni livello ci sono spazi comuni;
al primo piano gli ospiti hanno
a disposizione una piccola sala
proiezioni-teatro e, al piano terreno,
una postazione DJ per feste ed eventi
organizzati. Nella pagina a lato,
in basso: la caffetteria dellostello.
Each oor has communal spaces;
on the rst oor, guests can use
a small screening room-theatre
and, on the ground oor, they
can organise parties and events using
a DJ console. Opposite page, below:
the hostels cafeteria.
un concetto moderno di ospitalit alberghiera sono state le linee
guida del progetto di Studio UP.
Al primo piano ci sono i dormitori, stanze che arrivano
a contenere fno a 8 posti letto. Prendendo in prestito la metafora
dei capsule hotel giapponesi, pannellature in OSB e cartongesso
descrivono uno spazio apparentemente angusto, ma in realt
essenziale e funzionale. Lo dimostra una signifcativa quantit
di buoni commenti su tripadvisor.com, sito accreditato
che indicizza luoghi per qualit e servizi. La pulizia non solo
formale: sempre a detta degli utenti della Rete, una qualit
riconosciuta a questo ostello. Il tributo a una tradizione anni
Novanta dellabitare giapponese si ritrova anche nelle stanze
del secondo e terzo piano, dove le camere doppie e singole
cos come le suite (dalla fascia di prezzo pi elevata) assomigliano
a mini moduli abitativi, case bianche e asettiche in cui spigoli
e fnestre, scale a pioli e unilluminazione gelida non restituiscono
proprio lidea di comfort.
Un altro vincolo progettuale era dato dalle fnestre delledifcio:
il posizionamento degli arredi nei dormitori, linstallazione
dei servizi igienici e lorientamento delle stanze dei piani
superiori hanno seguito la griglia esistente per garantire una
sufciente fonte di luce naturale e di ventilazione durante tutto
lanno. C un sistema di condizionamento daria capillare,
ma durante lestate quando molti traghetti attraccano
a Spalato che la struttura gestisce un pieno e continuo fusso
di clienti ai quali garantire un soggiorno curato.
Sintuisce dalla scelta dei progettisti una celebrit nazionale
Drawing their inspiration fromJapanese capsule hotels,
the architects used OSB(Oriented Strand Board) and plasterboard
panelling to create a space that looks cramped, but in fact is simple
and practical, as can be seen fromcomments on tripadvisor.com,
the hotel ratings site. Cleanliness is real here, not just apparent:
users consistently identify this as a much-appreciated feature
of the hostel. Another tribute to 1990s Japanese accommodation
is to be found on the second and third foors, where the double/
single rooms and more costly suites resemble mini-housing
modules white, aseptic homes whose windows, sharp corners,
ladder stairs and cold lighting can seemrather comfortless.
Another design constraint was linked to the existing windows.
Te positioning of dormitory furniture, the installation
of bathroomfacilities, and roomorientation on the upper foors,
were all determined by the existing grid to ensure sufcient
natural and ventilation all year round. Tere is air-conditioning
throughout, though guests appreciate it most in the peak summer
season, when lots of ferries put in at Split. Tese and other
considerations, as well as the choice of nationally famous architects
(one of the most interesting presence at the Venice Biennale)
and the tone of the hostels website, would suggest that the client
has set its sights on atracting younger, cooler guests.
Unlike the mostly white rooms, the dominant colours on the
stairs, indoor balconies and in projection roomare yellowand
black, resulting in a dynamic and synoptic ambience.
Order is restored by efective infographics that do much to make
the interiors so distinctive. Judging fromthe photos in the hostels
Marco Sammicheli
(Italia, 1979). PhD e professore
a contratto presso il Politecnico
di Milano. Studia il rapporto tra
design e religione come dispositivo
evolutivo delle comunit. Contribuisce
regolarmente a diverse riviste
ed design editor di Edizioni Zero.
(Italy, 1979). PhD and professor
at the Politecnico di Milano.
He studies the relationship between
design and religion as a way for
promoting community development.
He contributes regularly to several
magazines and he is the design editor
of Edizioni Zero.
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Ogni camera dotata di bagno,
doccia e asciugacapelli e ogni posto
letto ha una tenda, lenzuola,
asciugamani, una luce personale
e prese elettriche per PC e telefoni.
Each room is provided with
bathroom, shower and hairdryer;
each bed has a privacy curtain,
towels, bed linen, a personal light
and sockets for phones and PCs.
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e tra le partecipazioni pi interessanti allultima Biennale
di Venezia che la committenza voglia conquistare una clientela
cosiddetta cool, e lo testimonia lintroduzione in home sul sito
web dellostello. Contrariamente a quanto accade nelle stanze,
dove prevale il bianco, nello spazio comune delle scale,
dei ballatoi, della sala proiezioni sono il giallo e nero a dominare
lambiente. Questo provoca unatmosfera dinamica e sinottica.
Lordine ristabilito da un progetto di infografca efcace il cui
impatto connota fortemente gli interni. Dalle foto caricate sul
proflo Facebook dellostello e da un video che gira su YouTube,
le scale sembrano lo spazio dellincontro e nonsolo unluogo
di passaggio. La grafca personalizza ci che solitamente regno
dellanonimato e dellostandard. unprogettospecifcodi Damir
GamulinGamba e Nenad Vukuic Sebo: quella sul pavimento
una segnaletica di servizio per armadi, lavanderia e bagni, mentre
quelle sulle pareti sono note irriverenti sul folklore cittadino.
Una terza grafca, sulla parete opposta alla cucina a vista del
ristorante caf al piano terreno, unassonometria delledifcio,
una guida pratica a uno spazio di non facile navigazione ma che
spinge a trascorre tempo negli ambienti comuni. Bar e ristorante
hanno un menu ricco e fusion scaricabile in PDF sul sito
dellostello , un segno chiaro che lintrattenimento e i pasti
sono aperti anche a chi non dorme al GollyBossy hostel, ma
passa in centro e si ferma magari per un drink o un piatto tipico.
Facebook profle and YouTube video, the stairs are also a place
to meet, not just a way fromAto B. Also, Damir Gamulin Gamba
and Nenad Vukui Sebos graphics and signage personalise
things that are usually anonymous and standardised.
Tose on the foor signpost wardrobes, laundry rooms
and bathrooms, while those on the walls poke fun at urban folklore
and legends. On the ground-foor wall opposite the visible
restaurant-caf kitchen, a third graphic style presents
an axonometry of the hostel, a practical guide to a building
that isnt easy to fnd your way around, but encourages you
to spend time in its communal areas. Te fact that bar
and restaurant ofer a full fusion menu (downloadable in PDF
fromthe website) is a clear indication that GollyBossy hostel
meals and entertainment are also available to non-guests
who may wish to look in for a drink or something interesting
to eat as they stroll through the town centre.
Progetto / Architects
Studio UP-Lea Pelivan, Toma Plejic,
Antun Sevek, Iva Denona Vusic,
Jelena Martic; Domagoj Juric,
Ivan Grubiic Tasic, Robert Ticic;
con / with Damir Gamulin Gamba
(segnaletica / signage) e / and
Nenad Vukuic Sebo (copywriter)
Committente / Client
SAFIR d.o.o., Vukovarska 148,
Spalato / Split
Supercie / Area
1360 mq / sqm
Anno / Date
2010
Studio UP
Lea Pelivan (Croazia, 1976) e Toma
Plejic (Croazia, 1977) hanno fondato
Studio UP nel 2003 a Zagabria.
Sono stati premiati con il Grand Prix
allo Zagreb Salon del 2003 e hanno
partecipato alla Biennale di Architettura
di Venezia del 2004 e nel 2010.
Tra gli edici realizzati, il liceo
di Koprivnica (2003), ledicio ibrido
Zagreb-Forum (2004), il centro
sportivo Chromos-Savica
a Zagabria (2005) e ledicio misto
P10 a Spalato (2006). Nel 2009
sono stati premiati con una menzione
speciale come architetti emergenti
al Mies van der Rohe Award.
Lea Pelivan (Croatia, 1976)
and Toma Plejic (Croatia, 1977)
established Studio UP in 2003
in Zagreb. They received the Grand
Prix at the 2003 Zagreb Salon
and represented Croatia at the 2004
and 2010Venice Architecture Biennale.
Among their realized projects:
a high-school in Koprivnica (2003),
the hybrid-building Zagreb-Forum
(2004), the Chromos-Savica sports
center in Zagreb (2005) and the
P10 mixed use building in Split
(2006). In 2009 they were awarded
the Mies van der Rohe Award-
Emerging Architect Special Mention.
www.studioup.hr
Il palazzo, che oggi ospita
lostello, fu costruito in pieno
centro storico di Spalato
nel 1912. Da fabbrica tessile
fu riconvertito in shopping centre
in seguito a un concorso
di progettazione bandito nel 1991
e vinto da Vinko Peracic
ma di fatto il progetto
di trasformazione fu completato
da Emil verko, che disegn
lascensore vetrato e il corpo scala
con le rampe curvate al centro
della pianta, di fronte allingresso
principale, presente anche
nello stato attuale.
The building, now the hostel,
was built right in the centre
of Split in 1912.
Originally a textile factory,
it was converted into a shopping
mall by Vinko Peracic, winner
of the 1991 competition, though
in fact the conversion was completed
by Emil verko, who designed
the glass elevator and curved
staircase at the centre
of the plan, both of which survive.
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http://gollybossy.com
www.tripadvisor.co.uk
www.youtube.com/watch?v=DvcTdXclhoc
www.facebook.com/pages/
Design-Hostel-GollyBossy/106100289457422
Revisiting the modern
A short timeline and tight budget forced the Studio UP
architects to stay with the original structures and
encumbrances, focusing mainly on the interiors instead.
The reception area, bar and restaurant are on the ground
oor facing the square, while the bedrooms 29 providing
a total of 138 beds are spread over three oors
in layouts ranging from 8-bed capsule modules to suites
with two double bed. On the rst two oors the capsule
units are by the windows, forming corridors tted with
wardrobes, waste-bins and lockers. On the third oor,
good use has been made of the loft space by creating
double-space rooms on two levels connected
by minimalist ladder stairs.
Nothing is cheesy or over the top the design lies entirely
in the layout, which exploits available space to the full,
even the corners. Signage micro for the corridor
and restaurant, macro for oor numbers and colour
white in the rooms, yellow in public spaces (recalling
Splits sulphur baths of yesteryear) are design features
in their own right, serving to signpost, functionalise
and characterise both private and public spaces within
a concrete, minimalist shared environment. (ap)
Rivisitare il moderno
Lesigenza di realizzare il progetto in poco tempo e con
un budget limitato ha imposto ai progettisti di Studio UP
di mantenere strutture e ingombri originari e di concentrarsi
soprattutto sugli interni. Al piano terreno, affacciati
sulla piazza, si trovano la reception, il bar e il ristorante,
mentre le camere 29 per un totale di 138 posti letto
sono distribuite su tre livelli con tipologie che variano
da moduli da 8 spazi letto no alle suite con due letti
matrimoniali. Nei primi due piani, le stecche su cui sono
ricavate le capsule-letto sono disposte in corrispondenza
delle nestre, ritagliando corridoi attrezzati con
armadiature che contengono guardaroba, raccolta riuti
e vani portaoggetti, mentre al terzo piano stato
sfruttato lo spazio sottotetto realizzando camere
su doppi volumi collegati con minimaliste scale a pioli.
Nessun orpello n eccesso; il design sta tutto
nellorganizzazione delle piante che sfruttano al massimo
lo spazio, anche degli angoli. La segnaletica micro,
quella a pavimento dei corridoi o del ristorante, e macro,
dei numeri dei piani e luso del colore (il bianco
delle camere e il giallo degli spazi pubblici che
didascalicamente richiama la presenza in passato
di bagni sulfurei in citt) sono elementi progettuali:
servono a guidare, orientare funzionalmente e scandire
gli ambiti comuni e privati, in un ambiente di condivisione
caratterizzato da minimalismo e concretezza. (ap)
Pianta del piano terreno / Ground oor plan Pianta del secondo piano / Second oor plan
2000 2010
2000-2010: esploso assonometrico dello stato di fatto e di progetto / Axonometric view before and after the conversion
Pianta del primo piano / First oor plan Pianta del terzo piano / Third oor plan
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a cura di / edited by Anna Foppiano
The weight of the sky
Barclay &Crousses WHouses
in the Escondida bay on Perus central coast
architecture
project 3
foto di / photos by Cristobal Palma + Jean Pierre Crousse
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Il peso del cielo
Le CaseWdi Barclay &Crousse nella baia
dellEscondida, sulla costa centrale del Per
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Architettura
tra territorio e paesaggio
UmbertoBonomo
L
e Case W sono una risposta alla relazione senza tempo,
che esiste in questi luoghi, tra luomo e la natura.
Queste quattro case per vacanze afacciate sulloceano
Pacifco, sulla costa centrale del Per reagiscono alla necessit
di creare lombra in una zona desertica, nella quale il principale
compito dellarchitettura proteggere luomo dal sole
del Tropico. Gli spazi interni sono quindi profondi,
e il contrasto tra luce e ombra contribuisce a defnire
e disegnare larchitettura. Pi che essere costruite su una
scogliera sembra quasi che queste case siano state scavate
nel terreno. Il passaggio continuo e dinamico tra luce e ombra
scandisce il cambio di temperatura creando luoghi raccolti
e freschi, in contrapposizione a spazi ampi e soleggiati.
I quattro volumi sono impostati su una piattaforma
che riconosce il livello naturale del terreno per poi, su di esso,
costruire. Questa tecnica, che trova le sue radici nelle culture
pre-incaiche, evolve nelle Case W marcando una linea
orizzontale che divide le case in due parti: sopra la piattaforma
si organizzano gli ambienti comuni e sotto di essa, invece,
le stanze da letto e gli spazi pi intimi. I fabbricati si
dispongono parallelamente alle linee di livello, e costruiscono
un nuovo limite artifciale alla scogliera esistente.
Lorizzontalit delle strutture enfatizzata dalluso
del cemento armato a vista che, gettato con casseri composti
di tavole orizzontali, d ai muri un aspetto quasi di pietra
sedimentaria, che ricorda le stratifcazioni proprie
del territorio. Il costruito si fonde con il sito di progetto
e si contrappone allorizzonte creando unimmagine
armonica che dimostra profonda sensibilit e rispetto
per il paesaggio esistente.
Il complesso parte del territorio: le strutture di cemento
armato fuoriescono dal terreno come fanno le pietre e le rocce
delle scogliere in questa porzione di costa peruviana. I materiali
usati sono espressivi e rifettono la semplicit costruttiva
e spaziale delle architetture tradizionali. Se la struttura
portante in cemento, le pareti sono di mattoni intonacati,
una tecnica semplice e molto conosciuta dalla manovalanza
poco qualifcata della zona. Da un punto di vista cromatico
Le Case W sono state
spesso pubblicate,
e anche premiate.
Al di l di alcuni
dettagli spettacolari,
ci che realmente
colpisce forse
il rapporto intenso,
quasi necessario,
con il paesaggio.
In queste pagine: laffaccio verso
loceano delle quattro case.
Ognuna del tutto indipendente
ma volumetricamente formano
un blocco unico, su due piani, allineato
alle curve di livello del terreno
che scende ripidamente a mare.
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Architecture,
land and landscape
T
he WHouses are a response to the timeless relationship
between human beings and nature in these places.
Te four holiday homes on Perus central Pacifc coast meet
the need for shade in desert areas, where architectures main
task is to protect people against the tropical sun. So their
interiors are deep, and the opposition of light and shadow
helps to defne and even design the architecture itself.
Rather than built on a clif, the houses seemto have been
gouged fromthe earth. Dynamic, unbroken transitions
fromlight to shadow also mark temperature shifs, creating
cool, quiet places where you can withdraw to fromlarger
sun-drenched spaces.
Te four buildings stand on a platformcorresponding
to the natural level of the land while also providing a base
to build on, a technique which dates back to pre-Incan times.
Here it marks a horizontal line that divides the houses
into two parts, with the communal living areas on top
and the bedrooms and more private areas underneath.
Te two layers run parallel to the lie of the land, creating
a new artifcial summit to the clif. Te visual efect of the
structures has been emphasised by pouring the reinforced
concrete into formwork with horizontal boarding to create
the impression of sedimentary rock, another link to local geology
and its stratifcations. Te houses blend with their site and
contrast with the horizon, creating an equilibriumthat shows
profound sensitivity, insight and respect for the natural landscape.
Te complex is also a part of the land. Te reinforced concrete
structures emerge fromthe terrain like the rocks and stones
of the clifs in this section of the Peruvian coastline, while
expressive materials evoke the simple construction and spaces
of the areas traditional buildings. Unlike the concrete
load-bearing structures, the plastered brick walls are well
within the capacity of the local labourers. Te colours
of the exteriors walls are those of the region warm-toned
red earth, ochre and sandy yellow, the same colours traditionally
used to dye fabrics and interact with the physical seting.
Tey were chosen also because they blend with the desert dust
that usually covers local buildings, helping to protect them
The W Houses have
been often published,
and recently awarded.
Apart from some
spectacular detailing,
perhaps the really
striking thing about
them is their intense,
almost essential
rapport with
the landscape.
These pages: the ocean
front of the four houses.
Though each is self-contained,
the houses form a single two-storey
unit aligned with the curving
contours of the cliff that falls
sharply to the sea.
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i colori degli spazi esterni sono quelli del territorio, gli stessi
usati tradizionalmente dalle popolazioni locali per tingere
i tessuti; toni caldi, terra rossa, ocra e sabbia ofrono una paletta
cromatica che dialoga con il contesto. Si scelgono queste
tonalit poich si fondono con le tinte della polvere del deserto,
che normalmente ricopre le costruzioni, e aiutano a proteggere
larchitettura dallinevitabile invecchiamento prodotto dagli
agenti atmosferici. Allinterno, invece, i colori scompaiono
lasciando spazio alla neutralit del bianco e facendo apparire,
attraverso le fnestre, il paesaggio con le sue tonalit mutevoli.
I volumi costruiti sono contenuti nelle linee del territorio,
lorizzontalit della costa plasma larchitettura e il peso
del cielo la comprime, interrandola. Solo tre profondi tagli
enfatizzano la verticalit dei volumi ed evidenziano
la complessit dello spazio e della struttura portante.
Questi tagli sono perpendicolari alla linea dellorizzonte
e, come tre crepe nel terreno, collegano la zona dingresso
con le stanze che si trovano al livello inferiore.
La relazione dinamica che si produce tra le Case W e il sito
di progetto la chiave di lettura per capire il rapporto
che esiste tra territorio e paesaggio. Come dice lo stesso
Jean Pierre Crousse: il territorio va oltre il paesaggio*.
Le Case W possono essere intese quindi come uno strumento
complesso che delimita un territorio senza misura, per dare
a esso una dimensione umana, riconoscibile, trasformandolo
in paesaggio. Questopera, compressa appunto tra territorio
e paesaggio, costituisce un luogo nuovo in cui luomo pu
vivere lesperienza dellarchitettura.
from the inevitable visual ageing effect of weathering.
Inside, colour gives way to a neutral white, which draws
atention to the shifing chromatics of the outer landscape
framed by the windows.
Te land contouring contains the structures, whose architecture
is moulded by the horizontality of the coast and pressed
into the earth by the weight of the sky. Tree deep cuts alone
reveal the vertical thrust of the volumes and the complexity
of space and structural frame. Running perpendicular
to the horizon, like three fssures in the earth they connect
the entrance areas to the rooms on the lower level.
Te dynamic relationship between houses and site is also
the key to understanding how land relates to landscape.
As Jean Pierre Crousse has writen, land has more meaning
than landscape does*.
Te W Houses may therefore be seen as a complex instrument
that marks out an indeterminate expanse of land, giving it
a recognisably human dimension that turns it into landscape.
Part land and part landscape, the houses form a new space
in which human beings can experience architecture.
Sopra: una condizione climatica
stabilmente perfetta permette,
risolto il problema del riparo dal sole,
di avere una successione uida
di spazi aperti e chiusi, con semplici
vetrate sse o scorrevoli. In questa
fotograa, una zona di soggiorno
al livello pi basso della Casa W2.
Above: given adequate protection
from the sun, a perfect stable
climate makes possible a uent
sequence of indoor and outdoor
spaces with plain xed and sliding
windows. Shown here, the living area
on the lower level of W2 House.
* Intervista a / interviewwith Jean Pierre Crousse in Claudio Magrini, 10+1. Arquitectos
latinoamericanos, Ediciones Universidad Diego Portales, Santiago de Chile 2011, p. 68.
Umberto Bonomo
(Italia, 1979). Architetto, si laurea
allo IUAV e consegue poi un PhD
in Architettura e Studi Urbani
alla Ponticia Universidad Catlica
de Chile di Santiago, dove
attualmente insegna. Membro
di Docomomo. Socio fondatore
di Colectivo Muro e del Laboratorio
de Arquitectura Atria Bonomo.
(Italy, 1979). A graduate of Venice
Universitys Architecture School
(IUAV), he also has PhD in
Architecture and Urban Studies
from the Ponticia Universidad
Catlica de Chile in Santiago,
where he currently teaches.
He is a member of Docomomo.
He founded Colectivo Muro
and the Laboratorio de Arquitectura
Atria Bonomo.
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Architetti / Architects
Sandra Barclay + Jean Pierre Crousse
Collaboratori / Collaborators
Vahl del Solar, Rosa Aguirre
Ingegneria strutturale /
Structural engineer
Luis Flores
Impresa / Builder
Constructora Edward Barclay
Luogo / Place
Playa La Escondida,
Provincia de Caete, Per
Progetto / Project
2007-2010
Costruzione / Construction
2008-2011
Area dei lotti / Lots area
4 x 280 mq / sqm
Superfcie coperta / Roof area
917 mq / sqm
(W1 = 255 mq / sqm;
W2 = 172 mq / sqm;
W3 = 217 mq / sqm;
W4 = 273 mq / sqm)
1. Soggiorno / Living room
2. Terrazzo / Terrace
3. Terrazzo con sabbia / Sand terrace
4. Corte / Courtyard
5. Piscina / Pool
6. Cucina / Kitchen
7. Camera personale di servizio /
Maids room
8. Camera da letto / Bedroom
9. Camera da letto ospiti /
Guests bedroom
10. Sala TV / TV room
1. Casa Esquis / Esquis House
2. Casa M / M House
3. Casa B / B House
4. Chiosco / Kiosk
5. Casa R / R House
6. Casa W1 / W1 House
7. Casa W2 / W2 House
8. Casa W3 / W3 House
9. Casa W4 / W4 House
Cos, come gli archeologi scavano
nella sabbia
Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto lopportunit
di lavorare su diversi progetti residenziali in questa
piccola baia, nella costa centrale del Per. Al momento
ne sono stati costruiti otto, che ci hanno permesso
di vericare, di razionalizzare e di far progredire, durante
la loro realizzazione, certe intuizioni e certe intenzioni
progettuali che ci hanno accompagnato n dai primi
schizzi di studio. Nello specico, le Case W sono una
variazione tipologica del prototipo della Casa Esquis,
che abbiamo terminato nel 2003.
Le case sono costruite su appezzamenti di terra al limite
tra deserto e oceano, a picco sulla scogliera, ed entrano
a confronto con un paesaggio eccezionale. Nonostante
quello della costa peruviana sia uno dei deserti pi aridi
del mondo, le sue condizioni climatiche non sono estreme:
lassenza di piogge e di vento, la temperatura
costantemente mite (dai 15 gradi invernali ai 29 estivi),
con variazioni quasi impercettibili fra il giorno e la notte,
fanno s che lunica condizione sica vitale sia
la protezione dal sole tropicale.
Tuttavia per poter vivere nel deserto, in un vuoto innito
di cui il mare pu essere percepito come un semplice
prolungamento, ci sembrato fondamentale
che larchitettura addomesticasse lordine assoluto
del paesaggio desertico, evitando di tradirlo o di negarlo.
Bisognava creare lintimit necessaria per poterlo abitare,
e il risultato avrebbe dovuto integrarsi a questo paesaggio
tanto forte e anche tanto sensibile a quanto minaccia
di alterare il suo ordine onnipresente.
Fortunatamente il deserto peruviano abitato n
da tempi remoti, il che ci ha trasmesso linestimabile
lezione della sua tradizione architettonica precolombiana,
coloniale e repubblicana. E, bench larchitettura
precolombiana americana e quella coloniale europea
differiscano totalmente dal punto di vista planimetrico
(il labirinto come archetipo della prima e laddizione
di elementi intorno a un vuoto per la seconda),
il suo insediamento in un paesaggio tanto fortemente
caratterizzato induce alcune soluzioni ricorrenti che
ci hanno dato le prime regole per avvicinarci al problema.
Lastrazione formale un primo carattere comune,
con lutilizzo di grandi masse opache e geometriche,
coperture piane e una quasi totale assenza di dettagli,
limitati alla carpenteria di porte e nestre.
Anche limpianto costruttivo allinterno delle aree
edicabili simile: in tutte le epoche si cercato
di occupare il massimo della supercie disponibile.
Nella maggior parte dei casi ci ha generato,
tipologicamente, una disposizione degli ambienti
esterni e interni entro un recinto costruito coincidente
con i limiti del lotto.
Nei nostri progetti le case si inseriscono in appezzamenti
di dimensioni ridotte (circa 250 mq) disposti lungo
le curve di livello del terreno scosceso che circonda la baia.
Anche noi abbiamo optato per il principio di massima
occupazione. E al confronto con il vuoto immenso
del deserto abbiamo risposto costruendo dei prismi puri,
che potrebbero essere da sempre incagliati nelle dune.
Questi solidi preesistenti sono stati poi scavati
un po come fanno gli archeologi nella sabbia scoprendo
rovine sepolte estraendo materia durante la progressiva,
e simultanea, creazione e scoperta dei loro spazi.
Questa logica sottrattiva, opposta a quella additiva tipica
del processo di costruzione, ha dovuto essere coerente
a tutte le scale di progetto per poter risultare
comprensibile e riuscire a caratterizzare gli edici.
Applicandola, stato interessante scoprire come tutte
le decisioni derivate da essa ci portassero a soluzioni
simili a quelle realizzate dagli antichi abitanti del deserto
peruviano. Il risultato di questo processo stato
la creazione di spazi delimitati da un recinto, in cui le
ambiguit tra spazi chiusi e spazi aperti, coperti o meno,
esacerbata al massimo. Gli uni e gli altri si qualicano
per la loro relazione con il cielo o con il mare;
gli uni e gli altri sono sempre costruiti e proporzionati
per offrire lintimit imprescindibile per abitarli.
(Sandra Barclay + Jean Pierre Crousse)
Pianta del livello inferiore / Lower-foor plan
Pianta del livello superiore / Upper-foor plan
Planimetria generale / Site plan
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The same way archaeologists
excavate sand
Over the last ten years weve had the opportunity
to work on several residential projects in this small
bay on Perus central coast. Eight have been built
so far, and this has allowed us to check out, rationalise
and develop on a number of insights and procedures
weve carried with us since we did the rst study
sketches for these projects. In particular, the W Houses
are a typological variation on the prototype
of the Esquis House we completed in 2003.
The houses are built on plots of land marking the
desert-ocean borderline, on the edge of the cliff, where
they interact with a truly exceptional desert landscape.
Although Perus coastal desert is one of the driest
in the world, its climate is not extreme. The absence
of wind and rain, and a mild, constant temperature
(ranging from 15 in winter to 29 in the summer)
with almost imperceptible variations between day
and night, mean that the only essential physical
requirement there is adequate protection from
the tropical sun.
However, to be able to live in a desert where the sea
can seem merely an extension of an endless empty
space, we felt it was essential that the architecture
should somehow domesticate the absoluteness
of the desert landscape without either betraying
or denying its existence. We also had to create
the kind of domestic intimacy needed to live there,
but in such a way that it would become at one
with a landscape that is overwhelming but also
very vulnerable to anything that might compromise
the vastness and order of its presence.
Fortunately, the fact that the Peruvian desert has been
inhabited since remote times has left us an invaluable
record of how pre-Colombian, colonial and republican
architects coped with its extreme conditions. Although
pre-Colombian and colonial structures are totally
different in terms of ground plan (the former are
labyrinthine, the latter a cluster of components around
an empty space), the fact that both shared the same
challenges led to recurrent solutions that gave us our
rst clues as to how we might go about designing
in this context. One of the rst rules which has been
followed has led to abstract forms (windowless
geometrical masses), at roofs, and virtually no
detailing apart from door and window carpentry.
Another is the build-to-site ratio: architects from all
periods have tried to occupy as much as possible
of the area available to them. Typologically speaking,
in most cases this has resulted in a mix of internal
and external spaces within an enclosure coinciding
with the perimeter of the lot in question.
In our designs the houses are built on small plots
(ca 250 sqm) running parallel to the curving cliff lines.
We, too, employed the maximum occupation
principle, and our response to the limitless desert
was to build pure prisms permanently beached among
the dunes. These pre-existing solids were then
excavated just as archaeologists dig for ruins
buried in sand gradually removing matter as spaces
are simultaneously created and uncovered. Unlike
the additive procedures underlying construction,
this subtractive principle had to be consistently applied
on every design scale if it was to be not only
comprehensible but also a hallmark feature of our
houses. As work progressed it was interesting
to discover that all the decisions determined
by this subtractive principle led to solutions similar
to those adopted by the ancient inhabitants of the
Peruvian desert. The outcome of all this were spaces
delimited by an enclosure in which the ambiguity
of the relationship between indoor and outdoor spaces
was carried to the limit. Both types of space are
dened by how they relate to the sea and to the sky,
and they are always built and sized in order to create
that intimacy that is essential to living in them.
(Sandra Barclay + Jean Pierre Crousse)
Sezione longitudinale / Longitudinal section
Assonometria / Axonometric
Barclay & Crousse
Sandra Barclay (Per, 1967)
e Jean Pierre Crousse (Per,
1963) hanno studiato architettura
allUniversidad Ricardo Palma
di Lima, e poi, rispettivamente,
alla Scuola di Architettura di Paris-
Belleville e al Politecnico di Milano.
Entrambi insegnano alla Ponticia
Universidad Catlica del Per.
Il loro studio, aperto nel 1994,
ha sede a Parigi e a Lima.
Sandra Barclay (Peru, 1967) and
Jean Pierre Crousse (Peru, 1963)
studied architecture rst at the
Universidad Ricardo Palma in Lima,
and then, respectively, at the Paris-
Belleville Architecture School
and Milan Politecnico. Both teach
at the Ponticia Universidad
Catlica, Peru. Their ofce, founded
in 1994, is based in Paris and Lima.
www.barclaycrousse.com
Sezione trasversale C-C / C-C cross section
Sezione trasversale A-A / A-A cross section
Sezione trasversale B-B / B-B cross section
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A sinistra: le case sono divise
da tagli profondi, parzialmente
occupati dalle scale interne.
Queste fessure si aprono verso
loceano ed entrano nel sistema
di snodi, punti di passaggio, affacci
panoramici comune allintero
complesso. A un impianto
concettualmente e strutturalmente
chiaro il recinto, una piastra
incastrata orizzontalmente
sul pendio, una sequenza di muri
perpendicolari alle curve di livello
corrisponde una variet di soluzioni
planimetriche e volumetriche.
Nella pagina a lato: la piscina
passante di cemento armato
una parte della struttura trasformata
in tubo catodico di visioni acquatiche
diventata limmagine pi
suggestiva e nota della serie
di interventi di Barclay & Crousse
nella baia dellEscondida, a partire
dalla Casa Esquis (2003).
Left: the houses are separated
by deep cuts which accommodate
internal stairs. These cracks,
which open on to the ocean,
belong to the system of merge
points, walkways and viewing areas
shared by the complex as a whole.
Conceptual and structural clarity
of layout a perimeter enclosure,
a platform set horizontally into
the slope, a sequence of walls
perpendicular to the contour curves
is offset by a variety of oor plans
and different types of massing.
Opposite page: the reinforced
concrete pool part of the structure
turned into an aquatic viewing
screen. Starting with the Esquis
House (2003), these pools have
become well-known evocative
features of Barclay & Crousses
houses in Escondida bay.
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architecture
project 4
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a cura di / edited by Anna Foppiano + Giovanna Borasi
Carvings
In Portugals Ca Valley, the Museum
of Art and Archaeology
by Camilo Rebelo and Tiago Pimentel
Incisioni
In Portogallo, nella Valle del Ca,
il Museo di Arte e Archeologia
di Camilo Rebelo e Tiago Pimentel foto di / photos by Gabriele Basilico
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Fare tutto con niente
RobertoCremascoli
Incisione_Rio Douro
La defnizione di paesaggio pi complessa, ma allo stesso tempo
pi essenziale (o semplice) me la disse un giorno lvaro Siza:
tutto quello che esiste nel nostro campo visivo.
Il paesaggio che percorre (come io percorro ora) trasversalmente
il Portogallo dalla foce del fume Douro a Oporto, sulloceano
Atlantico, fno ai confni spagnoli, lungo 300 chilometri,
lo stesso che il cineasta portoghese Manuel de Oliveira
(103 anni compiuti e tuttora in attivit frenetica) riprese nel
documentario muto Douro, Faina Fluvial (1931). Un territorio
costituito da vigneti e aziende vinicole, distribuiti sui margini
e pendii del fume Douro, divenuto immagine di riferimento
del celebre Porto wine. Il fume che d nome allintera
regione incide il paesaggio, tracciando un grande solco sinuoso
che attraversa le due sponde caratterizzate dal segno continuo
di successivi terrazzamenti viticoli.
Incisione_paleolitica
Quando, alla fne degli anni Ottanta, la compagnia energetica
portoghese cominci la costruzione di una nuova centrale
idroelettrica nella Valle del Ca (Douro superior) nessuno
immaginava che, dopo qualche anno di lavori, si sarebbe
dovuta sospendere la realizzazione dellimponente
infrastruttura per la scoperta del pi importante sito di arte
paleolitica allaperto del mondo. Infatti la costruzione
della centrale avrebbe sommerso per sempre un complesso
archeologico di incisioni rupestri databili tra i 20.000
e i 10.000 anni fa, esteso su una superfcie di 20.000 ettari.
In quattro nuclei di incisioni (Canada do Inferno,
Ribeira de Piscos, Penascosa e Fariseu) sono
rappresentati uomini, cavalli, bovini e altri animali;
migliaia di incisioni sulla superfcie di lastre di pietra
lungo i margini del fume Ca (nellincontro con il fume
Douro) sono la testimonianza dellhomo sapiens sapiens.
Prima di visitare il Museo di Ca ho osservato da vicino le
lastre originali e ripercorso il tragitto dal villaggio di Castelo
Melhor fno a Penascosa, uno dei quattro nuclei di incisioni.
Emozionante. Rimangono un mistero luso, la pratica
e il signifcato che lhomo sapiens sapiens dava a queste
rappresentazioni e perch le incisioni siano state eseguite
in successive sovrapposizioni sulle stesse lastre: ne esistono
decine sul medesimo supporto a distanza di 10.000 anni
DallAtlantico, lungo
la valle del Douro, fno
al fume Ca: percorso
di avvicinamento
ragionato, emotivo,
evocativo a un
eccezionale sito
archeologico e a
unarchitettura che
ne sintetizza lessenza.
Topograa, accessibilit e programma
sono i parametri sui quali stata
sviluppata la progettazione del museo.
Il volume monolitico triangolare,
inserito sul crinale tra due valli, la
naturale risposta alla conformazione
del sito. Larrivo al museo anche
un momento di contemplazione.
La copertura, che contiene anche
le aree di parcheggio, un palco
sul paesaggio, con a fondovalle la
convergenza dei umi Douro e Ca.
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Creating everything out of nothing
Te Rio Douro carving
Te most complex yet also most basic (simple) defnition
of landscape Ive ever heard is fromlvaro Siza, who once
told me this: Its everything in our visual feld.
Te landscape extending across Portugal, which I amcurrently
crossing, fromthe mouth of the River Douro near Oporto,
on the Atlantic Coast, to the Spanish border a distance
of 300 km was also recorded by the Portuguese flm-maker
Manuel de Oliveira (who is nowaged 103 and as active as ever)
in his silent documentary Douro, Faina Fluvial (1931).
Tis is a landscape of vineyards and wineries scatered along
the banks and slopes of the River Douro, an area that is now
synonymous with Porto wine. Te river that gives its name
to the entire region carves a great winding furrowthrough
the landscape with vineyard terracing on either side.
Te Palaeolithic carving
When the Portuguese electricity company began work
on a newhydroelectric power station in the Ca Valley
(Douro superior) in the late 1980s, no-one imagined that
it would have to suspend operations owing to the discovery
of the most important open-air Palaeolithic rock carving
site in the world. In fact, its construction would have permanently
submerged rock carvings dated from20,000 to 10,000 years
ago extending over an area of 20,000 hectares. Te four visitable
sites (Canada do Inferno, Ribeira de Piscos, Penascosa
and Fariseu) feature thousands of carvings of men, horses,
catle and other animals on smooth clifs along the banks
of the River Ca where it meets the River Douro, testifying
to the artistic talents of homo sapiens sapiens.
Before visiting the Museumof Art and Archaeology of the Ca
Valley, I sawfor myself the original rocks and walked the trail
fromthe village of Castelo Melhor to Penascosa, one
of the four visitable sites. It was a thrilling experience.
Te practical purpose and ultimate meaning of the carvings,
and why some carvings were layered on top of existing ones
(in some cases there are dozens on the same piece of rock dated
10,000 years apart fromearliest to latest) is still a mystery.
Perhaps it was a way of marking out specifc sites, or some way
of comparing art produced over several centuries.
Simple fgures unexpectedly emerge fromthe complex weave
of grooves in the rock.
From the Atlantic,
along the Douro valley,
to the Ca river:
a reasoned, emotional
and evocative journey
towards a remarkable
archaeological site
and an architecture
that embodies
its very essence.
Topography, accessibility and
programme are the parameters around
which the design of the museum was
developed.The triangular monolithic
volume, set on the ridge between two
valleys, is a natural response to the lie
of the land. Arriving at the museum
is also a moment of contemplation.
Its roof, which is also a car park,
is a platform from which to look out
over the landscape with the conuence
of the Douro e Ca rivers below.
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Il museo su due livelli principali,
con piani intermedi, e i fronti
misurano le differenze di quota.
Il terreno scende lasciandoli scoperti
e rendendo evidente laltezza totale
delledicio (12,6 m). Nel cemento
usato per i pannelli delle facciate
sono presenti inerti e pigmenti
di scisto. Le texture sono ottenute
da stampi realizzati su rocce
della zona. Sopra: la parte nale
del fronte nord (vedi anche pagine
precedenti), con la vetrata della sala
didattica. Nella pagina a lato:
il fronte est, che alla base si svuota
in corrispondenza del bar-ristorante.
tra la prima e lultima eseguita. Forse una maniera di indicare
dei luoghi specifci, oppure una sorta di intenzionale confronto
multisecolare. Dalla complessit degli intrecci dei solchi
sorgono allimprovviso fgure essenziali.
Incisione_museo
Il Museo di Ca un signifcativo inserimento paesaggistico
tra i fumi Ca e Douro, e rappresenta la sintesi del complesso
archeologico come centro di interpretazione del lungo ciclo di
arte rupestre del Parco della Valle del Ca. Gli autori del progetto,
Camilo Rebelo e Tiago Pimentel, hanno un forte legame con
una pratica dellarchitettura tra intellettualismo e immediatezza
di comprensione, e da questo punto di vista i riferimenti sono
evidenti. Camilo Rebelo ha collaborato con gli studi di Eduardo
Souto de Moura ed Herzog &de Meuron, dove si producono
architetture semplici e sofsticate, iconiche, ma senza arroganza;
edifci intelligenti che, quando confrontati con panorami
paesaggistici emozionanti, valorizzano il potenziale naturalistico
con linserimento di corpi o piastre orizzontali, pensati come
installazioni nel territorio, che si confondono con lambiente
circostante in una specie di camoufage.
La caratteristica principale di un architetto, la sua deformazione
professionale, consiste nel trovarsi in un luogo e pensare
di essere in un altro, dove gi stato o dove desidera andare.
Arrivando al museo ho pensato al Cretto di Burri, non solo per
lutilizzo del cemento, ma perch ragionavo sullessenza delle
incisioni: incidere il paesaggio in maniera viscerale, entrare
nel corpo chirurgicamente, non per creare una trincea (ulcera)
bellica, ma per costruire i supporti per una meditazione.
La grande piattaforma triangolare si presenta come un palco
gigante dove la scena costituita dalle colline e dalle valli
circostanti. Allesterno, ledifcio completamente rivestito
da lastre di cemento con inerti e pigmento di scisto, la pietra
locale, e la texture ottenuta utilizzando stampi realizzati
su lastre di roccia del luogo. lefetto camoufage, la volont
di restituire una precisa continuit cromatica del paesaggio,
ma anche quella di ricreare un certo tocco rugoso e grafco
come nello Stabilimento Ricola, o nellinvolucro del masso
sospeso e scavato del Forum 2004 di Barcellona, entrambi
di Herzog & de Meuron. Come a Barcellona, il corpo di
fabbrica sovrasta il terreno e il packaging strategicamente
ritagliato dove necessario.
Il museo si raggiunge in automobile e il parcheggio situato
nel punto pi alto del sito, che permette la contemplazione
del panorama. Si percorre poi una rampa, che lo incide come
una fessura, scendendo verso la quota dingresso: mi ha ricordato
la discesa che dal lungomare permette laccesso alle Piscine
di Lea da Palmeira di Siza, dove i supporti dei muri di cemento
91 519
The museum is on two main levels,
with intermediate oors, and the
fronts mark out the difference
in heigths. The land falls away, leaving
them in full view and revealing the
total height of the building (12.6 m).
Schist inert particles and pigments
are present in the cement used for
the panels of the faades.The textures
were produced from moulds made
on local rocks. Opposite page: the end
of the north front (see also previous
pages), with the glazed frontage
of the education area. Above: the east
front, at the bottom of which is the
entrance to the bar-restaurant.
Te museum as carving
Te Museumof the Ca Valley is an important addition
to the landscape that lies between the Ca and Douro rivers,
which is both a synthesis of the archaeological sites and a centre
for the study and interpretation of the rock art in the Ca Valley
Archaeological Park. Camilo Rebelo and Tiago Pimentel
are strongly commited to architecture that is at the same
time intellectual and also easy to understand, and this mixture
of approaches is clear in this work. Rebelo has worked
with both Eduardo Souto de Moura and Herzog &de Meuron,
whose buildings are simple yet sophisticated, iconic
yet unassuming intelligent buildings that enhance the
natural(istic) potential of stunning landscapes by adding
horizontal volumes or slabs that function as installations
camoufaged to blend with the surrounding area.
Te distinctive trait of all architects, their characteristic
professional vice, is the ability to fnd yourself in a place
and imagine yourself in another that youve already visited
or would like to visit. On frst approaching the museum
I was reminded of Burris Creto (or Crevice) a memorial
to a lost town near Trapani in Sicily, not only on account
of sculptor Alberto Burris use of concrete, but also
because of the nature of the sites landscape carvings
with visceral, surgical incisions intended not as military trenches
(ulcers) but as an artistic support for meditation.
Te great triangular platformlooks like a huge stage whose
scenery is formed by the surrounding hills and valleys.
On the outside the museumis entirely clad in concrete slabs
mixed with inert particles and pigment of xisto (local stone).
Te texturing was obtained using moulds created on local
rocks that has led to a camoufaged efect, the intention
being to maintain chromatic continuity with the landscape
while also reproducing the kind of ribbed efect you fnd
on Herzog &de Meurons Ricola Storage Building, or the
hollowed-out suspended shell of their Forum2004 in Barcelona.
As in Barcelona, the museumbuilding here dominates its terrain
and its packaging is strategically carved out where necessary.
You get to the museumby car, and the car park is on the sites
highest point so you can enjoy the views. Te furrow-like ramp
leading down to the entrance level reminded me of the descent
fromthe seafront to Sizas swimming-pools in Lea da Palmeira,
whose reinforced-concrete walls open out into a stunning ocean
view. Similarly, the interstices created by the museums concrete
walls (polished, as if in a groto) led me into the earth.
Te building has two levels. Te museumproper (permanent
and temporary exhibits) is on the entrance level, together
with the auditorium, workshops, archives and admin facilities.
On the lower level there are the zones for the public
92 519
93 519
armato conducono alla vista folgorante delloceano.
Nel Museo di Ca linterstizio creato dai muri di cemento
(in questo caso levigato, come in una grotta) mi ha trasportato
dentro la terra.
Ledifcio composto da due livelli: al piano di ingresso
situata la zona espositiva (temporanea e permanente)
con la sala conferenze, i laboratori, gli archivi e le zone
amministrative; al piano inferiore, dalle zone di servizio per
il pubblico (ristorante e bar) si aprono le viste panoramiche.
I materiali di rivestimento degli spazi interni sono essenziali,
pressoch senza giunti, con lutilizzo di cemento a vista.
Lallestimento permanente e i suoi contenuti sono esposti
in ambienti scuri, dove lilluminazione degli oggetti
sapientemente pensata per enfatizzare la scoperta dei reperti.
La sequenza delle sale restituisce il lavoro archeologico
eseguito e da eseguire, permettendo al pubblico di ricostruire
gli eventi storici e di interpretarli.
(a restaurant and a bar) fromwhich there are wonderful views.
Te rawconcrete internal cladding is virtually seamless
throughout. Meanwhile, the permanent collections are displayed
in darkened spaces where the exhibits are sensitively illuminated
to create a real sense of discovery. Te sequencing of the galleries
into work done and work still to be done enables visitors
to reconstruct and interpret the ground-breaking archaeological
events and fnds.
Carving an icon
Architecture never ceases to amaze me, mainly because
it can invent situations, identify newprocedures and fnd
newways of doing things.
Camilo Rebelo and Tiago Pimentel certainly never imagined
that their museumwould become the tourist atraction
and mecca for architecture pilgrims that it is today, not only
on account of the exhibits themselves but also, and most
Nella pagina a lato: il percorso
di accesso al museo incide
il volume delledicio. Dalla quota
del parcheggio si scende allinterno
della fessura no a raggiungere
lingresso alla zona espositiva,
preceduto da due atri, uno esterno
e uno interno. Anche il sistema
di distribuzione delle sale museali,
che si trovano tutte sullo stesso
livello, un passaggio lungo e stretto.
Lintero edicio ha struttura
di cemento armato.
A sinistra: il bar-ristorante.
Opposite page: the access sequence
to the museum cuts the volume
of the building. The arrival level,
corresponding to the parking area,
leads down inside through a gap
to the entrance of the exhibition area,
preceded by two atria, one external,
the other internal. The museum
rooms, which are all on the same
level, are connected by a long, narrow
corridor. The structure of the whole
building is made of reinforced
concrete. Left: the bar-restaurant.
importantly, because the building is nowan architectural
icon a bit like Sizas Serralves Museumand Koolhaas Casa
da Musica. Tis is all very surprising, and it gives me hope:
Siza says that when a design works its beautiful as well.
When he emerged fromthe Cave of Altamira, the archaeological
site in Spain famous for its Palaeolithic rock paintings, Picasso
is reputed to have said with absolute conviction that everything
art can do was already to be found in those paintings.
Basic, the idea was to create everything out of nothing.
Incisione_iconica
La pratica architettonica non smette di stupirmi, soprattutto
perch capace di inventare situazioni, e di individuare
nuovi processi e nuove modalit. Camilo Rebelo e Tiago
Pimentel non avevano sicuramente previsto lefetto turistico
e di pellegrinaggio che il museo ha messo in azione: non
solo per le scoperte archeologiche, ma soprattutto perch
ledifcio stesso si trasformato in unarchitettura iconica,
come il Museo di Serralves di Siza o la Casa da Musica di
Koolhaas. Tutto ci straordinario e mi riempie di speranza:
Siza dice che quando un progetto funziona anche bello.
Pare che Picasso, uscendo dalle Grotte di Altamira,
famoso sito archeologico spagnolo ricco di pitture rupestri
del Paleolitico, abbia espresso un parere defnitivo: tutto
quello che si pu fare in arte gi contenuto in quelle pitture.
Essenziale, fare tutto con niente.
Le fotograe di Gabriele Basilico pubblicate in queste pagine
sono parte di un pi ampio reportage e saranno raccolte
in una monograa sul Museo di Ca in corso di pubblicazione.
The photographs by Gabriele Basilico published on these pages
are part of a more estensive report and are being collected together
as a monograph on the Ca Museum to be published shortly.
Roberto Cremascoli
(Italia, 1968). Architetto, vive
e lavora a Oporto, Portogallo.
Dal 1995 al 2000 collabora con
lo studio di lvaro Siza. Nel 2001
fonda lo studio Cremascoli, Okumura,
Rodrigues Arquitectos. Tra i progetti
in corso, il recupero dellantica
fabbrica di resina di Marinha Grande
(Portogallo) e il progetto per
un cimitero a Lubango (Angola).
(Italy, 1968). Architect, lives
and works in Oporto, Portugal.
From 1995 to 2000 he collaborated
with the lvaro Siza studio. In 2001
he founded the Cremascoli, Okumura,
Rodrigues Arquitectos ofce.
Projects currently under way include
the restoration of an old resin factory
in Marinha Grande (Portugal)
and the design for a cemetery
in Lubango (Angola).
Pianta del livello superiore / Upper-level plan
Pianta della copertura / Roof plan
Pianta del livello inferiore / Lower-level plan
1. Parcheggio / Parking area
2. Belvedere sud /
South Belvedere
3. Terrazza Belvedere /
Belvedere Terrace
4. Rampa verso lingresso
al museo / Ramp leading
to the museum entrance
5. Ingresso nord /
North entrance
6. Atrio esterno / Exterior atrium
7. Atrio interno / Interior atrium
8. Ricerca, archivio /
Investigation, archive
9. Sala didattica /
Education room
10. Sala conferenze / Auditorium
11. Esposizioni temporanee /
Temporary exhibitions
12. Esposizione permanente /
Permanent exhibition
13. Libreria / Bookstore
14. Deposito / Storage
15. Sala museograca /
Museography room
16. Workshop
17. Bagni / Bathrooms
18. Atrio ristorante /
Restaurant atrium
19. Caffetteria / Cafeteria
20. Bar, ristorante /
Bar, restaurant
21. Cucina / Kitchen
22. Ingresso di servizio /
Services access
23. Area di servizio /
Services area
24. Locali tecnici / Technical area
Inquadramento territoriale: vista aerea / The local territory: aerial view Modello di studio / Study model
Vila Nova de Foz Ca
Rio Douro
Rio Ca
1 1
4
3
2
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12 12 12 12 12
11
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18
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20
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B B
A
C
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10
9
5
8
0 25 m
16
15
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MAAVC Museo di Arte e Archeologia
della Valle del Ca / Museum of Art
and Archaeology of the Ca Valley
Progetto / Architects
Camilo Rebelo
Tiago Pimentel / Sandra Barbosa
Consortium
Camilo Rebelo, Tiago Pimentel, G.O.P.
Coordinamento / Coordination
Tiago Pimentel
Collaboratori / Collaborators
Bruno Guimares, Cludio Reis, Marcelo Correia,
Cristina Chicau
Ingegneria / Engineering
G.O.P. Gabinete de Organizao e Projectos
Fondazioni e struttura / Foundations
and structure
Jorge Nunes da Silva
Impianti meccanici / Mechanical installations,
Raul Bessa
Impianti elettrici, di sicurezza, rete informatica /
Electrical installations, security, IT network
Alexandre Martins
Rete idraulica / Sewage and water supply
Raquel Fernandes
Acustica / Acoustics
Maria Rosa S Ribeiro
Progetto paesaggistico / Landscape design
Maria Joo Amial Trigo, Manuel Melo
Committente / Client
Ministrio da Cultura IGESPAR
Concorso, progetto e costruzione /
Competition, project and construction
2004-2009
Luogo / Place
Vila Nova de Foz Ca, Guarda, Portugal
Area di progetto / Site area
88.295 mq / sqm
Area costruita totale / Total built area
8121,31 mq / sqm
www.arte-coa.pt
Camilo Rebelo
(Portogallo, 1972). Si laurea
nel 1996 alla Facolt di Architettura
di Oporto (FAUP), dove poi prosegue
lattivit didattica come assistente.
Dopo due esperienze di collaborazione
con Souto de Moura (1994-1998)
ed Herzog & de Meuron (1998-1999),
nel 2000 apre il suo studio a Oporto.
Dal 2008 al 2011 ha insegnato
allEPFL di Losanna.
(Portugal, 1972). He graduated
in 1996 at the alla Faculty
of Architecture of Oporto (FAUP),
where he went on as a teaching
assistant. After two work experiences
with Souto de Moura (1994-1998)
and Herzog & de Meuron
(1998-1999), in 2000 he opened
his own ofce in Oporto.
From 2008 to 2011 he taught
at the EPFL in Lausanne.
www.camilorebelo.com
Tiago Pimentel
(Portogallo, 1973). Si laurea
nel 1998 alla Facolt di Architettura
di Oporto (FAUP). Durante gli studi,
segue un programma Erasmus
alla Technische Universiteit di Delft.
Collabora con Joo Alvaro Rocha
(1999-2002) e nel 2001
apre il suo studio a Oporto.
(Portugal, 1973). He graduated
in 1998 from the Faculty
of Architecture of Oporto (FAUP).
During his studies he followed
an Erasmus programme at the
Technische Universiteit di Delft.
He collaborated with Joo
Alvaro Rocha (1999-2002)
and in 2001 opened his own
ofce in Oporto.
Tutte le fotograe di questo articolo /
All photographs in this article:
Camilo Rebelo +Tiago Pimentel
with courtesy of Jofebar
Sezione trasversale C-C / C-C cross section Sezione trasversale D-D / D-D cross section
Prospetto est / East elevation Sezione trasversale A-A / A-A cross section
Prospetto nord / North elevation
Prospetto sud / South elevation
Sezione longitudinale B-B / Longitudinal section B-B
0 25 m
95 519
scriveteci a
write to
SOS.abitare@abitare.rcs.it
Che potenziale
ha un edicio pubblico
in una situazione
demergenza?
What is the potential
of a public building
in a state of emergency?
di / by Anna Foppiano + Matteo Poli
foto di / photos by Maria da Schio
SOS Abitare. Ogni mese, il progetto di un architetto o di uno studio di architettura
viene sottoposto, accompagnato dalla lettera dei suoi autori, al parere di una coppia
di esperti progettisti, scelti dalla redazione di Abitaretra i protagonisti
dellarchitettura contemporanea. I loro commenti, le critiche, le loro stroncature
o apprezzamenti, trasformano le pagine di Abitarein un atelier a scena aperta;
in un pezzo di alta scuola applicato alla professione dellarchitettura.
SOS Abitare. Each month the project of an architect or an architecture practice
is passed on for comment, accompanied by a letter from its authors, to a pair of
well-established architects chosen by Abitareas major actors on the contemporary
architecture scene. Their comments, criticisms and suggestions make this Abitare
feature an open forum for well-informed debate on major issues of interest
to architecture professionals everywhere.
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Caro SOS Abitare,
vorremmo parlare di questo nostro progetto per una
biblioteca nel deserto. Ledifcio deve essere costruito
allinterno di un piccolo complesso scolastico
esistente nel villaggio beduino di Abu Hindi,
nei Territori Occupati Palestinesi. Date le complesse
condizioni sociopolitiche questarea sottoposta a
un rigido controllo e ad alcune prescrizioni coercitive,
tra le quali limpossibilit di ampliare i volumi
costruiti. Il villaggio un insieme di abitazioni sparse
nel quale ledifcio scolastico lunico punto
di riferimento collettivo per la locale comunit
di Jhailin. La scuola composta da 8 aule stata
recentemente consolidata da un nostro intervento
di recupero, progettato per lONGVento di Terra.
La nuova biblioteca dovr sorgere in corrispondenza
dellattuale edifcio adibito a deposito dei libri,
realizzato in lamiera e ferro, senza aumentarne la
volumetria ma lavorando anche sullo spazio esterno.
Si scelto di riutilizzare il linguaggio e le tecniche
del precedente intervento, realizzato con bamb
e con un sistema di isolamento interno basato
sulla tecnica del pis. Il pannello di ombreggiamento
in facciata pu diventare il modulo di defnizione
dello spazio esterno. La copertura pensata non
solo come soluzione tecnica ma come elemento
di organizzazione dello spazio interno. Nel villaggio,
la scuola anche lunico edifcio in cui lo spazio
pertinenziale recintato, e questo stato fatto
con una rete dacciaio di scarsa qualit. Nasce
quindi lesigenza di ripensare il recinto di confne,
trasformandolo in un sistema integrato al progetto.
Dear SOS Abitare,
we are proposing a project for a library in the desert.
Te structure must be built inside a small existing
school complex in the Bedouin village of Abu Hindi
in the Occupied Palestinian Territories.
Given the complex socio-political conditions there,
this area is subject to strict control and certain
rigid regulations, such as the impossibility
of expanding built volumes. Te village is
a collection of dispersed dwellings, for which
the school complex is the only collective reference
point for the local Jhailin Bedouin community.
Te school composed of 8 classrooms
has recently been consolidated by a recovery project
we designed for the NGOVento di Terra.
Te newlibrary would be erected on a site
in the area currently used for book storage,
built with sheet metal and steel, without increasing
the volume while working on the external space.
We decided to reuse the language and techniques
of our previous intervention, made in bamboo
and with a systemof internal insulation based
on the rammed earth technique. Te shade panel
of the facade can be seen as the module that defnes
the exterior space. Te roof is conceived not only
as a technical solution but also as an organizational
element for the interior space. Te school is also
the only building in the village whose designated
space is fenced in, and this was done with low-quality
steel webbing. Tis necessitates the rethinking
of the boundary wall as a systemintegrated into
the project as a whole.
Una biblioteca nel deserto / A library in the desert
ARC *
Giancarlo Mazzanti
(Colombia, 1963). Architetto, nel 1995 ha aperto
il suo studio a Bogot. In questa citt, come
a Medelln e Cartagena, ha realizzato alcune
tra le opere pi esemplicative biblioteche,
scuole, centri sportivi (A482/2008, A490/2009,
A504/2010, A513/2011) della sua visione
dellarchitettura come strumento di progresso
e riscatto civile.
(Colombia, 1963). Architect, with an ofce
in Bogot since 1995. In this city, as in Medelln
and Cartagena, he built a number of works
libraries, schools, sports facilities (A482/2008,
A490/2009, A504/2010, A513/2011)
that best exemplify his vision of architecture as
an instrument of progress and civic redemption.
www.giancarlomazzanti.com
* Group of engineers and architects Albert Alacade (1980),
Alessio Battistella (1971), Carmine Chiarelli (1979), Valerio
Marazzi (1979), Claudia Romano (1980), Diego Torriani (1980),
Luca Trabattoni (1978) active mostly in the area of international
cooperation.The current team, based in Milan, has been together
since 2009.
* Gruppo di ingegneri e architetti Albert Alacade (1980),
Alessio Battistella (1971), Carmine Chiarelli (1979), Valerio
Marazzi (1979), Claudia Romano (1980), Diego Torriani (1980),
Luca Trabattoni (1978) attivi principalmente nellambito
della cooperazione internazionale, che lavora stabilmente
in questa formazione dal 2009, con sede a Milano.
Luigi Snozzi
(Svizzera, 1932). Architetto, a partire dagli anni
Sessanta stato uno degli esponenti della scuola
ticinese. Ha spesso progettato in sodalizio
con colleghi, in particolare con Livio Vacchini,
con cui ha condiviso uno studio a Locarno,
citt nella quale tuttora lavora. Oltre a residenze
ed edici pubblici, ha realizzato alcuni restauri
di complessi storici.
(Switzerland, 1932). Architect, one of the main
exponents of the Ticinese school since the 1960s.
He often collaborated with colleagues, particularly
Livio Vacchini, with whom he shared an ofce
in Locarno, the city where he still works today. In
addition to homes and public buildings, he has also
done several restorations of historic complexes.
Tipologia / Typology
Biblioteca / Library
Luogo / Location
Abu Hindi, vicino a / near Al Azarije,
Territori Occupati Palestinesi / Occupied Palestinian Territories
Superfcie complessiva / Area of lot
2122 mq / sqm
Superfcie totale della costruzione / Area of new construction
50 mq / sqm
Promotore / Promoter
Vento di Terra
Benefciari / Benefciary
Comunit Beduina Jhailin / Jhailin Bedouin Community
Budget
20,000 euro
Le risposte di / The answers by:
La lettera dei progettisti / The architects letter
Lo stato di fatto / Found situation
f
o
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i
/
p
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o
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o
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A
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M
a
g
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www.ar-co.org
97 519
Il progetto*
The project
Planimetria generale / Site plan
Sezione sulla valle / Section through valley
Pianta del complesso scolastico / Plan of the school complex
Pianta della biblioteca / Plan of the library
Come nella precedente ristrutturazione
delle aule, anche per la biblioteca
si deciso di intervenire sui piccoli
locali esistenti (baracche in lamiera
+ deposito di blocchi in cemento)
in modo da creare un ambiente
funzionale, climaticamente confortevole
ed energeticamente sostenibile. A causa
delle pesanti condizioni di controllo
militare dellarea, la nuova costruzione
deve avere caratteristiche di
temporaneit, senza alcun incremento
volumetrico evidente. Lavorando quindi
sostanzialmente sullinvolucro,
le pareti in lamiera sono trasformate
in pareti isolanti multistrato modulari
(tecnica del pis). Direttamente sotto
la copertura in pannelli sandwich,
sollevata e inclinata (due falde, utili
anche alla raccolta dellacqua
piovana) corre una fascia di lastre
scorrevoli in plexiglas, la cui apertura
crea un sistema di ventilazione
naturale. I pavimenti sono di tavelloni
di legno. Allinterno un quadrato
di circa 7x7 m, diviso in due parti
(secondo proporzioni auree)
sono previste una sala di lettura con
scaffalature e una zona per i computer.
For the library, like the previous
classrooms restructuring, it was
decided to intervene on the small
existing structures (sheet metal
barracks + concrete block
warehouse) in order to create a
functional, climatically comfortable
and energetically sustainable
environment. Due to the heavy
military control of the area,
the new construction must be
temporary, without any evident
increase in volume. Workink mostly
on the shell, the sheet metal walls are
transformed into multilayer modular
insulating walls (pis technique,
i.e. rammed earth method).
Directly beneath the roof made
of pitched sandwich panels
with two overhangs, useful
for collecting rainwater is a row
of sliding plexiglas panels which
create a natural ventilation system.
The oor is made of wooden boards.
The square-plan interior about
7x7 metres, divided in two parts
in keeping with the Golden Mean
has a reading area with shelvings
and a computer area.
Il villaggio di Abu Hindi, abitato dalla comunit beduina
di Jahilin, si trova in una zona semidesertica in fondo a una
valle attraversata da un torrente stagionale, ed sicamente
sovrastata e controllata dalle colonie israeliane di Maale
Adumim (a nord) e di Quedar (a sud). Si tratta di un
insediamento informale di baracche senza un vero centro, di
cui il complesso scolastico (per un centinaio di bambini), con
la piccola biblioteca in progetto, pu diventare un importante
luogo comunitario. previsto anche un intervento sul recinto
di conne della scuola, che al momento una semplice rete.
The village of Abu Hindi, inhabited by the nomadic Jahilin
community, is located in a semi-desert area in a valley
crossed by a seasonal creek. It is physically delimited
and controlled by the Israeli colonies of Maale Adumim
to the north, and of Quedar to the south. It is an informal
settlement of barracks lacking a centre, for which the
school complex (for 100 or so children) could become
an important communal space. Plans are in place
for an intervention on the enclosure of the school complex,
which for now is a simple wire fence.
1. Recinzione con pannelli bamb / Bamboo panel fence
2. Lavatoio / Washroom
3. Cisterna interrata / Underground well
4. Muretto con sedute / Seatwall
5. Lavagna / Blackboard
6. Panca / Bench
7. Lettura e prestito libri / Reading and loaning books
8. Studio, computer / Studying, computer area
9. Archivio, deposito / Archive, storage area
1
1
2
3
6
4
7
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5
2
3 4
5
5
0 10 m
0 1 m
B B
A
A
98 519
1. Biblioteca / Library
2. Aule ristrutturate (2010) / Renovated classrooms (2010)
3. Sala direttore / Headmasters room
4. Sala insegnanti / Teachers room
5. Bagni / Toilet
* In queste pagine il gruppo ARC
descrive brevemente il progetto.
* In these pages the ARC group
gives a short description of the project.
Prima degli interventi in loco
vengono organizzati in Italia dei
workshop per vericare tutti gli
elementi di criticit del processo
costruttivo. Queste esperienze sono
registrate, con immagini e spiegazioni,
su libretti di istruzioni che servono
a trasmettere, durante il cantiere,
le informazioni tecniche alla
popolazione locale, rendendola anche
autonoma per future realizzazioni.
Before any in loco intervention,
workshops are organised in Italy
to verify the critical aspects
of the construction process. These
experiences are recorded with images
and explanations in instruction
booklets whose purpose is to provide
technical information and advice
to the local population during
construction, hopefully rendering
them autonomous for future projects.
* La tecnica del pis consente di
realizzare murature continue
compattando, strato dopo strato,
terra umida mischiata a paglia, che
viene poi versata tra assi di legno
parallele che fungono da casseri.
* The pis (rammed earth technique)
makes it possible to build continuous
walls by mixing damp earth with
straw, then compacting it layer
by layer as it is poured into parallel
wooden forms.
Prospetto e sezione trasversale (A-A) della biblioteca / Elevation and cross section (A-A) of the library
Sezione longitudinale (B-B) della biblioteca / Longitudinal section (B-B) of the library
PANNELLO SCHERMANTE CANNUCCIATO
SHADING PANEL MADE OF CANE
MONTANTE LEGNO DI SUPPORTO (4X4)
SUPPORTINGTIMBER (4X4)
LAMIERA METALLICA ESISTENTE
EXISTING SHEET METAL PANEL
MONTANTE PERTELAIO ISOLAMENTO INTERNO
TIMBER FOR INTERNAL FRAME
ISOLAMENTO CONARGILLA E PAGLIA*
THERMAL INSULATING OF MUD AND STRAW*
CANNUCCIATO DI AGGRAPPO DELLINTONACO
PLASTERING SUPPORT LAYER MADE OF CANE
INTONACO INTERNO DI CALCE
INTERNAL LIME PLASTERING
0 1 m
99 519
La risposta di
The answer by
Giancarlo Mazzanti
Giancarlo Mazzanti Un primo aspetto interessante e anche
paradossale di questo progetto che, come mi avete spiegato,
in questa zona i regolamenti militari israeliani impongono
di costruire solo architetture temporanee, mobili, leggere,
e questo in qualche modo apparterrebbe alla tradizione
secolare nomade dei beduini che ora abitano qui. E che per,
ormai sradicati dalla loro cultura, forzatamente stanziali e
costretti allinattivit, non hanno pi una reale consapevolezza
delle proprie abitudini abitative.
Alessio Battistella Tra laltro, nella totale amnesia del passato
causata da questa terribile, interminabile, guerra, i beduini
hanno anche perso ogni forma di conoscenza costruttiva.
Per esempio i principi passivi della bioclimatica che anche noi
occidentali utilizziamo vengono proprio dal Medio Oriente.
Ma queste comunit hanno ormai dimenticato tutto, per cui,
trovandoci a lavorare con loro ad Abu Hindi, cerchiamo
di comunicare in modo molto discreto qualcosa che in realt
appartiene a loro storicamente, di riconsegnare
degli strumenti proprio nelle mani di chi li aveva creati.
GM Da quello che mi dite capisco che a questa comunit
garantito un livello minimo, assistito, di sopravvivenza.
Vive di elemosina, perch questo facilita un regime
di controllo. Avrei bisogno di sapere meglio quello che fanno,
le loro abitudini, mi piacerebbe andare l e vedere come passano
le giornate. Ma penso comunque che anche in questo contesto,
per tanti aspetti diverso da quelli in cui lavoro abitualmente,
progettando nuove architetture sarebbe una buona strategia
prevedere da subito come moltiplicarne i modi di uso.
Questa biblioteca cio non dovrebbe essere solo il luogo dove
si conservano i libri. Bisogna domandarsi come la comunit
pu realmente entrare, appropriarsi di questo edifcio,
e in generale del piccolo complesso scolastico che avete
riprogettato. Il vostro intervento unoccasione imperdibile
per ricostruire relazioni, e anche per riavviare delle attivit
produttive. La domanda quindi : di cosa hanno realmente
bisogno, quali abitudini di vita pu incrementare e trasmettere
una nuova architettura in un contesto cos estremo? Infatti,
le potenzialit di un progetto sono particolarmente preziose
in casi come questo, in cui risorse e margini di intervento
sono decisamente limitati. Progettando non bisognerebbe
mai accontentarsi di risolvere la singola funzione, il singolo
problema per cui si stati chiamati. Costruendo un edifcio
pubblico, ogni forma di attivit, relazione o comportamento
che si riesce a innescare al di l del programma richiesto
quanto aiuta veramente a cambiare lo stato delle cose,
a ricreare il senso della comunit. Fondamentalmente, io penso
che si possa fare sempre tutto. Ho imparato che in genere
conviene cercare di lavorare un po a lato delloggetto specifco
di un incarico. Una volta che il processo avviato, pi facile
farlo accettare ai committenti, che spesso inizialmente
limitano le loro aspettative a quanto gi conoscono.
In questo periodo sto lavorando a Cartagena, per la
fondazione umanitaria della cantante Shakira, in una
situazione in un certo senso simile a questa di Abu Hindi,
con una comunit nera terribilmente indigente e totalmente
inattiva. il luogo pi povero in cui mi sia mai trovato
a progettare, anche rispetto a Medelln, dove il vero problema
la violenza. A Cartagena avevamo lincarico di progettare
una scuola ma, una volta risolti gli spazi per la didattica
tradizionale, abbiamo sviluppato un programma
di insegnamento di agricoltura urbana, perch l non hanno
niente da mangiare, e questo non certo un fatto secondario.
Lo ripeto, per me il principio fondamentale : moltiplicare
i modi e i tempi duso degli edifci.
Cos come importante che larchitettura possa trasformarsi
nel tempo, soprattutto in una situazione come questa,
cos delicata politicamente e destinata sicuramente a cambiare,
a evolversi. Cosa farebbe questa trib se a un certo punto
riuscisse ad afrancarsi dal controllo israeliano? Come
potrebbe cambiare questo piccolo complesso scolastico,
che dal mio punto di vista soprattutto un edifcio pubblico,
e quindi un importante luogo di riferimento per la comunit?
Mi sembra che abbiate gi cominciato a ragionare in questo
senso, proponendo questo sistema strutturale modulare.
AB S, di fatto riprendiamo la maglia costruttiva interna
come modulo della struttura leggera che scherma lo spazio
allaperto immediatamente vicino alla biblioteca.
Idealmente, questo modulo si dovrebbe progressivamente
espandere, un po come un virus.
GM Immaginiamo che i moduli possano crescere nel tempo.
Questi elementi non hanno solo un signifcato funzionale,
legato alle condizioni climatiche (che qui peraltro molto ben
El Equipo de Mazzanti, diagrammi e
progetto: moduli e sistemi adattativi.
El Equipo de Mazzanti, diagrams
and architectural project: adaptive
modules and systems.
100 519
Giancarlo Mazzanti One interesting and even paradoxical
aspect is that in this area, as you explained to me, Israeli military
regulations dictate that only temporary, lightweight and movable
architecture can be built, and as such it would belong to the
century-old tradition of the nomads who live here. Yet they have
since been uprooted fromtheir own culture, compelled through
to stay in one place and therefore no longer truly aware of their
traditional dwelling practices.
Alessio Battistella Not only that, but in the total amnesia
of the past caused by this terrible, interminable war, the nomads
have also lost all knowledge of building methods. For example,
the passive principles of bioclimatics that we use in the West
come fromthe Middle East. But these communities have by now
forgoten everything, so, working with themat Abu Hindi,
were trying to communicate in a very subtle way something
that actually belongs to themhistorically, to redeliver these tools
to the hands that originally created them.
GM I gather fromwhat youre telling me that this community
is ensured a minimal, subsidized level of survival. Tey live on
charity, because this facilitates a regime which controls them.
I need to knowmore about their habits; Id like to go there
and see howthey spend their days. But I think that even in this
context, which is very diferent with respect to those Im
accustomed to working in, designing newarchitectural solutions
would be a good strategy to immediately establish the means
of multiplying their use. Tis library mustnt be simply a place
where books are kept. We need to ask howthe community can
physically enter and use it, and howthey can use it for their own
purposes, alongside the school complex that you have
redesigned. Your project is a rare opportunity to rebuild
relationships, and also to relaunch productive activities.
Te question is therefore: what do they really need and which
lifestyles can help to create, expand and communicate newforms
of architecture in such an extreme context? Indeed, the
possibilities presented by a project are particularly valuable
in cases like this, where the resources and margins of
intervention are restricted. When planning such a project,
one must never be satisfed with resolving the single function,
the single problemfor which one has been hired. When
designing a public structure, every formof activity, relationship
or behaviour that you can trigger in addition to the nominal task
given to you helps that much more to truly change things
and to recreate a sense of community. Basically, I think that you
can always do it all and I have learned that its generally a good
idea to try to work a bit laterally with respect to the specifc
purpose at hand. Once the process has begun, its easier to get
clients to accept it and to get past their initial expectations
which are ofen limited to what they already know.
Recently Ive been working in Cartagena for the humanitarian
foundation of the singer Shakira in a situation in some ways
similar to that of Abu Hindi, with a tragically indigent and totally
inactive black community. It is the most poverty-stricken place
Ive ever worked in, even when compared to Medelln, where
the real problemis violence. In Cartagena, our job was to design
a school, but once wed sorted out the spaces for traditional
teaching, we developed a programfor urban agriculture, because
these people have nothing to eat, and thats certainly not a minor
concern. Again, for me the fundamental principle is multiplying
Crescita modulare: lintervento
si adatta ai forti limiti imposti
dalla situazione contingente, ma
ha gi in s elementi potenzialmente
generatori di uno sviluppo futuro.
Lo schizzo di Giancarlo Mazzanti
ipotizza lespansione verso lesterno
della maglia del porticato
della biblioteca, gi previsto
nel progetto di ARC.
Modular growth: the project
adapts to the rigid constraints
of the contingent situation,
while containing elements that
could potentially generate future
development. Mazzantis sketch
theorizes the outward expansion
of the library portico, an element
already planned by ARC.
in occasione dei matrimoni, con dei rituali molto codifcati
e in cui il mondo femminile e quello maschile sono
completamente separati. Del resto, in generale qui le donne
vivono una vita parallela, completamente nascosta. Motivo
per cui, nella scuola, bambini e bambine stanno insieme solo
fno a una certa et. E comunque, per la maggior parte di loro,
la scuola non prosegue oltre allet dellobbligo.
GMQuesto mi fa pensare a un altro tema: come portare
la scuola fuori dalla scuola, per mantenere contatti
con tutti i ragazzi che non la possono pi frequentare.
La biblioteca potrebbe diventare il luogo dellinformazione,
della difusione dei libri, e lo studio potrebbe continuare
nelle case. Se i ragazzi non vanno pi a scuola, la scuola
deve potersi spostare nelle loro abitazioni.
Ritornando alla questione della trasmissione orale,
la biblioteca potrebbe diventare anche un luogo di contatto
tra il mondo degli anziani e quello dei giovani. A Bogot,
con gli studenti del mio corso, sto facendo un progetto in cui
coesistono un ospizio e un asilo nido. I pi vecchi, che spesso
non sanno cosa fare, in questo modo possono stare insieme
ai bambini, con cui giocano ritrovando un po di felicit.
Magari, in certi momenti della giornata, anche i bambini
pi piccoli potrebbero prendere labitudine di entrare qui,
nella vostra biblioteca. Molti non sapranno ancora leggere, ma
questo potrebbe diventare uno spazio pedagogico in se stesso.
Nelle mie scuole ho sperimentato molto il rapporto tra forma
pensato), ma sono componenti strategici per lo sviluppo
futuro delledifcio, come pezzi moltiplicabili, mobili, adatti
a nuovi scenari. Vorrei fermarmi un momento sul concetto
di fessibilit, ragionando sullorganizzazione interna
della biblioteca, cos come lavete prevista. Ci saranno
dei computer? Ve lo chiedo perch nelle mie biblioteche
di Medelln ho notato che i ragazzini stanno in coda anche
per delle ore pur di riuscire a collegarsi a Internet. Poi magari
vedono solo un flm, o delle immagini, ma per loro la rete
unincredibile fnestra sul mondo. In generale, comunque,
guardando queste piante, mi sembra forse un po troppo rigida
lidea che si debba necessariamente leggere stando seduti
a un tavolo, con intorno gli scafali dei libri. Ci potrebbero
essere altre soluzioni, pi adatte al contesto, magari legate
alla tradizione di trasmissione orale del sapere, con qualcuno
che parla al centro di un cerchio di persone.
AB Avevamo pensato proprio al patio esterno, che
ombreggiato, come a uno spazio con questo tipo di fessibilit,
per momenti comunitari di lettura.
GMQuesta fessibilit potrebbe essere potenziata anche
nello spazio interno, immaginando che tutte le pareti
si possano aprire, che questo mobliario possa diventare ancora
pi mobile. Oppure spostando tutti gli scafali sul perimetro
e liberando lo spazio centrale, che potrebbe anche essere
adatto per fare delle feste.
Claudia Romano Queste trib fanno delle grandi feste
In questa pagine e nelle seguenti:
ancora schizzi di Mazzanti sulle tavole
di progetto. A destra: organizzazione
interna della biblioteca e suoi rapporti
con lesterno. Le scaffalature
potrebbero spostarsi verso il perimetro
della sala di lettura, o essere comunque
pi mobili, meno bloccate in una
posizione ssa, per permettere forme
di trasmissione orale del sapere,
con un insegnante al centro di un
cerchio di persone, e anche momenti
comunitari di festa. Le frecce verso
lesterno signicano che la biblioteca,
centro di prestito dei libri, dovrebbe
raggiungere anche i ragazzi che non
hanno la possibilit di frequentarla.
These and the following pages: more
sketches by Mazzanti on the original
plans. Right: internal organisation
of the library and its relationships
with the outside. Shelving could be
moved toward the perimeter of the
reading room, or in any case be more
mobile, less xed in its position,
in order to encourage oral forms
of knowledge transmission with
a teacher at the centre of a circle
of listeners, or to accommodate
community festivals.The arrows
pointing outward mean that
the library, as a centre of book loaning,
should also reach those children
without the opportunity to visit it.
102 519
just one video, or browse some images, but for themthe web
is an incredible windowonto the world. Generally, however,
looking at these plans, the idea that one must necessarily read
while seated at a table, surrounded by bookshelves, seems
perhaps a bit too rigid. Tere could be other solutions more
suited to the context here, and perhaps connected to the
tradition of passing on knowledge orally, with someone speaking
in the middle of a circle of listeners.
AB We imagined the outdoor patio, which is shaded, as a space
with just this kind of fexibility, to encourage community reading.
GMTis fexibility could be strengthened in the interior space
as well, and we could think about all the walls opening out,
or that the furnishings could become even more mobile.
Or you could move all the shelves to the perimeter and liberate
the central space, which could be used for festivals, for example.
Claudia Romano Tese tribes stage big festivals for weddings,
with highly codifed rituals where the male and female spheres
are completely separate. Moreover, the women here generally
live a parallel life, they are completely hidden. Tis is why
boys and girls are schooled together only up to a certain age.
And in any case, most of themdont continue their education
afer primary school.
GMTis leads me to another theme: howto bring school
outside the school, in order to maintain contact with all the kids
who can no longer atend. Te library could become a locus
of information and of book distribution, so that education
the ways, over time, in which a building is used. And its also
important that the building can change over time, particularly
in a situation like this one, which is so politically difcult
and is destined to change and evolve. What would this tribe do
if at some point it managed to break free of Israeli control?
Howmight that change this litle school complex, which
in my viewis above all a public building, and therefore an
important reference point for the community? It seems to me
that you have already started thinking this way, proposing
this modular structural system.
AB Yes, in fact we used the internal structural grid as the module
for the lightweight structure that screens the space immediately
outside the library. Ideally, this module should expand
progressively, a bit like a virus.
GMLets imagine that modules could growover time.
Tese elements dont have a monolithic functional meaning,
tied to the climatic conditions (which is very intelligently
conceived here, by the way), but they are also strategic
components which can contribute to the future development
of the building that can be multiplied, mobile, and adaptable
to newscenarios. Id like to dwell here for a moment
on the concept of fexibility, and look more deeply
at the way youve organised the interior of the library.
Will there be computers? I only ask because in my libraries
in Medelln, I noticed that kids will stand in line for hours
for a chance to log on to the Internet. Ten they might watch
Elenco di alcune strategie progettuali
fondamentali nella concezione
di un edicio pubblico: moltiplicazione
delle modalit (e dei tempi) duso
da parte della comunit; possibilit
di cambiamento/adattamento rispetto
alle future necessit funzionali;
crescita modulare; individuazione
di elementi naturali gi esistenti
(ad esempio, un gruppo di alberi
come luogo di riferimento e di riunione
informale) o di cui incrementare
lo sviluppo in sinergia con lespandersi
del paesaggio costruito.
List of several fundamental design
strategies in the creation of a public
building: multiplication of the
modalities (and times) of utilisation
by the community; the possibility
of change/adaptation with regard
to future needs; modular growth;
identication of pre-existing natural
elements (e.g. a group of trees
as a point of reference and informal
gatherings) that could also be
expanded in synergy with the growth
of the built environment.
103 519
fondamentale come quello della formazione, delleducazione,
che prima qui non era garantito. Questo, secondo noi,
un ruolo politico.
GMSi potrebbe anche immaginare una strategia che faccia
uso della natura, un elemento assolutamente inofensivo
nellimmaginario comune, una presenza innocente,
che potrebbe costituire un sistema di collegamento, innocuo
ma estremamente efcace, tra il complesso scolastico
e il territorio che lo circonda. Immagino che possano esserci
molti problemi dovuti al clima, alla scarsit dacqua, ma vedo
che c comunque un po di verde, ci sono degli alberi.
Volendo essere molto ottimisti e bisogna esserlo si
potrebbe immaginare che ogni persona della trib idealmente
possedesse almeno un albero. E questo discorso si pu
allargare in generale alla vegetazione, e anche agli animali:
il progetto cos non si chiude in se stesso ma contribuisce alla
ricostruzione di un ecosistema attualmente in crisi, attraverso
il quale riesce poi a stabilire rapporti vitali con il territorio.
In Colombia, nelle zone di campagna, soprattutto in certe
regioni molto povere, il governo ha deciso di dare degli asini
ai bambini, in modo che possano raggiungere le scuole, spesso
molto lontane dalle loro abitazioni. Dove stanno questi asini
quando i bambini sono a scuola? Anche un problema di questo
tipo pu modifcare limpostazione di un progetto, ed quello
che intendo quando parlo di relazioni strette tra strategie
dintervento e architettura. Recentemente, in un workshop
alla scuola estiva dello IUAV ci siamo occupati dello studio
di ecosistemi urbani che mettano in relazione uomini, animali
e piante, organico e inorganico, in una citt come Venezia.
Abbiamo fatto un progetto per i gatti randagi, che sono
tantissimi, e di cui la gente ama molto prendersi cura.
Abbiamo pensato a come ri-accogliere e far riprodurre diversi
tipi di uccelli presenti nei cieli della citt fno a ventanni fa,
e che adesso non ci sono pi. Parliamo di atmosfera,
di ambiente, non solo di forme architettoniche. Un ambiente
non necessariamente fsico, pu essere anche la temperatura,
il colore. Sono sempre meno interessato ai problemi
di linguaggio, di stile, mi concentro invece su quello che
larchitettura capace di produrre. Il progetto deve creare
luoghi in cui la comunit possa riconoscersi, anche con
orgoglio, ritrovando magari frammenti di un passato perduto.
Pu essere veramente uno stimolo per il cambiamento.
Il concetto su cui bisogna insistere : come fare comunit.
In Colombia cera il problema fortissimo di aumentare il tasso
di scolarit. Presa una decisione politica, a Bogot sono state
realizzate 57 scuole in soli dieci anni. Ma il risultato pi
importante che la comunit riuscita ad appropriarsi
di alcuni di questi edifci, e ci avvenuto nei casi in cui la
possibilit di entrare fsicamente in questi nuovi spazi pubblici
era pi evidente. Questo una dimostrazione di quanto sia
importante la forma che si d agli edifci, il loro diventare spazi
di inclusione sociale, al di l del fatto di costruirli in un certo
luogo. Per questo non facciamo mai dei muri intorno alle
nostre scuole. In studio teniamo sempre pronto un PowerPoint
in cui spieghiamo perch importante lasciarle aperte.
Sembra incredibile, ma tra i dirigenti didattici c sempre
qualcuno che vuole isolarle dallesterno, non riescono a capire
che anche una scuola un edifcio pubblico e, come tale, deve
essere trasparente e pronto ad accogliere la vita della comunit.
dellarchitettura e metodi pedagogici. E ho sempre cercato di
progettare pensando alla scala visiva ed emotiva dei bambini,
ragionando sugli interstizi, sulla creazione di spazi residuali
adatti alla formazione di piccoli ambienti relazionali.
AB Noi lavoriamo con lONG Vento di Terra, cercando
di dare delle risposte concrete, dal punto di vista
architettonico, a precisi progetti didattici, pedagogici, che
a loro volta si misurano con il sistema scolastico palestinese.
Lidea quella di creare processi che possano autoalimentarsi,
non di realizzare piccole cattedrali nel deserto, inutilizzabili
appena fniscono i fnanziamenti che arrivano dallOccidente.
Quindi, rispetto alla fessibilit dei programmi e degli spazi,
abbiamo una notevole serie di vincoli. Questo non
ci impedisce comunque di essere il pi possibile propositivi.
GMIo parlo in generale di molteplicit degli usi,
di cambiamenti nel tempo, ma la cultura in cui vivo,
e che quindi conosco, molto diversa da quella di questi
luoghi, e larchitettura dipende totalmente dalla cultura
a cui appartiene, e a cui messa intorno. Quindi molto
difcile per me avere delle idee precise. Detto questo,
credo anche che, progettando, esplichiamo sempre unazione
politica. Larchitettura politica. Certo, in questa situazione
quasi impossibile cambiare lo stato delle cose,
c unoccupazione militare del territorio, i margini dazione
sono limitatissimi, lintorno fsico sostanzialmente
immodifcabile. La sfda potrebbe essere allora cercare
di cambiare lintorno mentale, ma magari anche questa
una questione che non pu trovare risposta.
AB Per noi un risultato importante stato che, con la nostra
architettura, abbiamo contribuito a sancire un diritto
Il complesso scolastico, con la
biblioteca, nel contesto allargato.
Ancora il concetto di possibili future
espansioni verso lesterno, al di l
dellattuale recinto, e di utilizzo degli
elementi naturali, e anche animali,
come sistema di connessione efcace
e innocente in un territorio
accidentato. Ricostruzione
di un ecosistema in crisi.
The school complex, with library,
in its broader context. Here again,
the concept of possible future
expansions beyond the current
enclosure, and the use of natural
elements, including animals,
as an efcient and innocent
system of connection in an uneven
terrain. The reconstruction
of an ecosystem in crisis.
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scarcity of water, but I see that there is in fact a bit of green space,
some trees here and there. If we were to be very optimistic
and we need to be we could imagine that every member
of the tribe would ideally possess at least one tree. Tinking more
generally about vegetation, and animals as well, the project
shouldnt be closed within itself, but should rather contribute
to the reconstruction of an ecosystemthat is in crisis, through
which it could then establish vital relationships with the
landscape. In Colombias rural areas, especially in the poorest
regions, the government has decided to provide donkeys
to the children so that they can get to the schools, which are ofen
very far fromtheir homes. Where do these donkeys stay when
the kids are in school? Even a problemof this sort can alter the
nature of a project, and this is what I mean when I talk about
the tight relationship between strategy and architecture.
Recently, during a workshop at the IUAVsummer school,
we have dealt with the urban ecosystems that place humans
in relation to plants and animals, organic and inorganic,
and in a city like Venice. We did a project for stray cats, of which
there are many in that city, and which people like to take care of.
We thought about howto atract and multiply the various types
of birds that flled the skies of the city twenty years ago
but which have since disappeared. Were talking here about
atmosphere and environment, and not just about architectural
form. An environment is not necessarily physical. It can have
temperature, colour. Imless and less interested in problems
of language and style. What interests me instead is what
architecture is capable of producing. A project must create places
where a community recognises itself, proudly even, and perhaps
rediscovers fragments of a lost past. Tis kind of thing can be
a real stimulus for change. Te concept we need to insist upon
is howto create community. In Colombia there was the
enormous problemof educating greater numbers of children.
Once the political decision was made, 57 schools were built
in Bogot alone in just 10 years. But the most important result
is that the community managed to appropriate some of these
buildings, and this happened in the cases where the possibility
of physically entering these newpublic spaces was most evident.
Tis is a demonstration of howimportant the formis that
we give to buildings, and howthis helps thembecome spaces
of social inclusion independently of having built themin a given
place. For this reason, we never build walls around our schools.
We always keep a PowerPoint presentation ready in our ofce
in order to explain why its important to leave themopen.
It seems incredible, but theres always someone fromamongst
the educational administrators who wants to isolate schools
fromthe outside. Tey dont understand that a school is a public
building, and as such, it must be transparent and ready
to welcome the life of the community inside its walls.
could continue in the home. If kids are no longer coming
to school, then the school should be able to come to them.
Returning to the question of the oral traditions, the library could
also become a point of contact between the young and the
elderly. In Bogot, Imworking with the students in my course on
a project that brings together a nursery school and a rest home.
In this way the old people, who ofen have nothing to do,
can spend time with the children, playing with themand
rediscovering a bit of happiness. Perhaps at certain times during
the day the children could visit your library. Many of themwont
yet knowhowto read, but this could still become an inherently
educational space. In my schools, I experiment quite a lot
with relationship between architectural formand pedagogical
methods. And Ive always sought to plan themin terms
of the visual and emotional scale of children, thinking
about the interstices, the creation of residual spaces suited
to the formation of small, relational spaces.
AB Were working with the Vento di Terra NGO, and looking
to provide concrete responses fromthe architectural standpoint
to specifc educational projects, which in turn must be coherent
with the Palestinian school system. Te idea is to create processes
that fuel themselves, not to build litle cathedrals in the desert
that become useless as soon as Western fnancing dries up.
So, we have a signifcant series of constraints when it comes
to the fexibility of programs and spaces. However, this will not
stop us frombeing as proactive as possible.
GMI have spoken in a generic way about multiplicity of use
and changes over time, but the culture I live in and therefore
knowis very diferent fromthe culture of these places, and
architecture depends completely on the culture to which it
belongs, with which it is placed around. So it is very difcult
for me to have clear ideas. Tat being said, I also believe that
architecture is always a political act. Architecture is politics.
Of course, in this situation its almost impossible to change
the state of things theres a military occupation, the margins
of activity are extremely limited, the physical surroundings
cannot be modifed. Te challenge, therefore, would be to
change the mental surroundings of this place, though perhaps
even this is a question that cannot be answered.
AB An important result for us was that we contributed with
our architecture to the sanctioning of a fundamental right,
in this case education, which previously was not guaranteed.
Tis, in our view, is a political act.
GMOne might also imagine a strategy that makes use of nature,
which is an absolutely inofensive element fromthe collective
imaginary, an innocent presence that could constitute a system
of connections, innocuous but extremely efective, between
the school complex and the surrounding territory. Imguessing
that there are many problems here linked to the climate and
Ecosistemi urbani / Urban
ecosystems: Nidi daccordi,
progetto per il workshop
Atmosfere e ambienti per lozio:
elementi, moduli, sistemi /
project for the workshop
Atmospheres and environments
for idleness: elements, modules,
systems, IUAV, 2011. Docente /
teacher: Giancarlo Mazzanti,
tutor Umberto Bonomo,
studenti / students: Federica Bozzo,
Tiziana Capovilla, Laura Gusmerotti,
Laura Rizzardi, Irene Cazzaro, Gioia
Sopelsa, Martina Favero, Lisa Rostin.
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Riferimenti / References
1. Trasparenza e relazioni visive / Transparency
and visual connections: Colegio Flor del Campo
(con / with plan:b arquitectos), Cartagena,
Colombia, 2007-2009 (vedi / see A504/2010).
2. Costruzione per moduli / Modular
construction, Jardn infantil Timayui, Santa
Marta, Colombia, 2010 (vedi / see A513/2011).
3. Molteplicit duso / Multiplicity of use:
Colegio Lomas, Cartagena, Colombia,
2010-in corso / in progress.
La risposta di
The answer by
Luigi Snozzi
Luigi Snozzi Ho lavorato in Africa e in Sud America, e in
generale la mia posizione rispetto a situazioni di questo tipo :
via gli insediamenti spontanei dalle mani degli architetti, perch
non fanno che danni. Prima di immaginare qualsiasi tipo di
intervento bisognerebbe conoscere profondamente le regole
interne di queste comunit. Sono per esempio convinto che
le favelas africane, per quanto riguarda lorganizzazione della vita
comune, siano molto superiori alle nostre citt europee, basta
pensare allincredibile rapporto che c tra adulti e bambini.
Recentemente, insieme ad Aaron Wegmann, ho ricevuto
lincarico di fare una proposta per il futuro di Kampala
e di Nairobi. Pensando a Kampala, la mia prima idea sarebbe
bombardare il centro europeo con tutti i suoi stupidi grattacieli.
Chiaramente una posizione estrema, provocatoria, comunque
nella realt abbiamo proposto di rinforzare ovunque sia possibile
la struttura delle favelas, in modo che conquistino pi territorio
possibile, anche isolando in parte il centro europeo. Per cercare di
capire realmente, dallinterno, i meccanismi che regolano la vita
di questi insediamenti, precisi ma molto complessi, ho provato
a vivere nelle favelas di queste due citt. Mangiavo, dormivo,
partecipavo alla vita comunitaria. ANairobi ci invitavano sempre
nelle chiese, cattoliche, mussulmane, di tutti i tipi: ci spingevano
sullaltare, ci davano inmano unmicrofono e volevano che
facessimo undiscorso. Unesperienza impressionante, soprattutto
per me che non sono mai stato in una chiesa. Detto questo, mi
sembra che qui abbiate fatto un bel lavoro, molto interessante,
trovo giusta lidea di recuperare al massimo quello che gi esiste,
di riprendere i sistemi costruttivi locali. Sono scelte fondamentali.
Credo sia il modo perfetto di intervenire in questi luoghi.
Luca Trabattoni Questa trib di cultura nomade. Ora
stanziale, per questioni storiche e politiche, ma gli insediamenti
hanno ancora un carattere temporaneo. Diversamente dalle
favelas, o dalle bidonville, le case sono molto rade, per cui manca
un vero luogo collettivo, come potrebbe essere una piazza.
Questo il potenziale di questi spazi, e di questi interventi.
LS Trovo che una delle qualit di questo progetto sia proprio
lo spazio esterno, il tentativo di disegnare una piazza. Epenso
anche che la cinta possa diventare un elemento molto importante,
fondamentale. Il problema come farla. Cos come lavete
disegnata, mi d un po fastidio questo lato sbieco, irregolare.
Non si potrebbe eliminare? In mezzo a questo territorio dovrebbe
esserci un segno molto pi preciso, unentit autonoma che
non cerca relazioni casuali con qualche elemento specifco ma
si rapporta nello stesso modo, a 360 gradi, con lintero contesto.
importante ricordare che state progettando un edifcio pubblico,
cio una costruzione che, normalmente, non dovrebbe essere
direzionata, perch deve parlare con tutto ci che esiste intorno.
Il vero edifcio pubblico quadrato, con quattro facciate identiche,
perch si rapporta generalmente a tutta la citt. La casa privata,
invece sempre orientata. Tutti gli animali sono cos, hanno un
davanti e un didietro; lo spazio pubblico piuttosto lameba,
la stella marina, cio organismi senza un lato frontale. Questa era
una teoria di Livio Vacchini, che condivido. Penso quindi che il
vostro recinto, essendo uno spazio pubblico, debba direzionarsi in
tutti i sensi. Al di l dei singoli edifci, lelemento architettonico
che potrebbe diventare veramente potente. Allinterno
di paesaggi cos enormi sempre difcile stabilire delle relazioni,
ma la cinta pu trovare il giusto rapporto con il territorio,
defnendo un primo piano rispetto alla grande vastit esterna.
Pi larchitettura uniforme, pi diventa forte rispetto a un
paesaggio di questa natura. La buona architettura, quella fatta
come si deve, aumenta di volume, non diminuisce. Come la
scultura. Ricordo unesposizione di Henry Moore al Castelgrande
di Bellinzona: le sue sculture si riuscivano a vedere da lontano,
anche a 10 chilometri di distanza, e io le avevo stimate alte almeno
8-10 metri. In realt erano molto pi piccole. Questa la forza
della buona scultura: vista da distante si ingrandisce. Se
rimpiccolisce, un brutto segno. Lo dico, perch in alcuni dei
vostri schizzi la costruzione sembra troppo articolata, e cos
rischia di indebolirsi, di diventare la casetta dei nani. Sono meglio
i disegni, dove i corpi sono abbastanza puliti. Mi sento di fare
queste osservazioni generali, mentre non entrerei in specifci
aspetti costruttivi. Non sono esperto di tecnologie di questo tipo,
ma ho comunque limpressione che stiate lavorando nella giusta
direzione. Ho solo qualche dubbio sulla copertura, mi sembra
ci sia qualche problema rispetto allimpianto generale, evidente
anche nel rapporto non risolto tra le due falde del tetto inclinato
e il porticato esterno. Uno spazio quadrato di queste dimensioni
non chiederebbe piuttosto una semplice copertura a quattro
falde? la prima idea che mi viene, ammetto che non piace
troppo neppure a me, per non presenta problemi statici ed
adatta a defnire uno spazio unitario. Mentre la doppia falda crea
Schizzi di Luigi Snozzi sulle tavole
di progetto. Sopra: il recinto, come
elemento forte del progetto, deve essere
un segno preciso, unentit autonoma
riconoscibile nella vastit paesaggio.
Sketches by Luigi Snozzi on the
project plans. Above: the perimeter
wall, as a key element of the project,
must be a precise sign, an autonomous
entity that stands out in the vast
landscape.
Differenza tra architettura privata
e architettura pubblica. La prima
(animale) sempre direzionata,
la seconda (ameba) si rapporta nello
stesso modo, a 360 gradi, con lintorno,
perch deve relazionarsi con lintero
contesto. l vero edicio pubblico,
in pianta, un quadrato perfetto.
The difference between private and
public architecture.The rst (animal)
is by nature directional, the second
(amoeba) connects at 360 degrees
with its surroundings in order to
integrate completely into the entire
context.The true public building is
a perfect square plan.
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Luigi Snozzi Ive workedinSouthAfrica andSouthAmerica, and
my general positionwithregardtosituations of this kindis: keep
spontaneous setlements well away fromthe hands of architects,
because they only cause trouble. Before imagining any sort of
interventionhere, one needs a deepknowledge of the internal rules
of these communities. I amconvinced, for example, that the African
favelas are far superior interms of the organisationof their communal
life toour Europeancities one needonly consider the incredible
relationships there betweenadults andchildren. Recently, Aaron
WegmannandI were askedtocome upwithproposals for the future
of Kampala andNairobi. Tinking about Kampala, my frst idea was
tobombthe European-like centre of the city withall its stupid
skyscrapers. Tis was anextremist andprovocative position, clearly,
but infact our proposal calledfor the reinforcement of the structure
of the favelas wherever possible, soas togainas muchterritory as we
couldthere, evenif that meant partially isolating the Europeancentre.
Toreally understandthe mechanisms that regulate the life of these
highly complex setlements fromthe inside, I triedliving inthe favelas
of bothcities. I ate there, slept there, andtook part incommunity life.
InNairobi, they were always inviting us tochurches andreligious
centres of all kinds Catholic, Muslim. Tey wouldsteer us toward
the altar, thrust a microphone inour hands andexpect us tomake
a speech. Tis was a singular experience, especially for me since
Idnever beenina church. Tat said, it seems tome that youve done
a goodwork here, its very interesting. I think its right totry
torecuperate as muchas possible of whats already there, andtouse
local constructionsystems. Tese are fundamental choices.
I think this is the perfect way tointervene inthese places.
Luca Trabattoni Culturally, this is a nomadic tribe. Nowit has
become stationary for historical andpolitical reasons, but the
setlements still have a temporary character, andare built of wood,
sheet metal, foundmaterials. Unlike the favelas or the bidonvilles,
however, the houses here are very sparsely distributed, sotheres no
real collective space, nothing like a public square. Tis is what these
spaces, these interventions have the potential tobe.
LSI fndthat one of the best qualities of this project is the exterior
space, the atempt tocreate a public square. AndI alsothink that its
enclosure, the perimeter wall, couldbecome a very important thing,
a key element of the project. Te problemis howtocarry this of.
Te wayyouve designedit, Ima bit uncomfortable withthis oblique,
irregular side. Couldnt this be eliminated? Inthe middle of this
terrainthere shouldbe a muchmore precise sign, anautonomous
entity thats not trying tofndcasual relationships withcertain
existing isolatedelements, but that relates totheminthe same way,
comprehensively, withinthe entire context of the place as a whole.
Its important toremember that youre designing a public building,
that is tosay a structure that normally shouldnt be directional,
but shouldinsteadinteract witheverything aroundit. Atrue public
building is square, withfour identical facades sothat it canrelate in
anequal way withthe whole city. Aprivate home, onthe other hand,
is always orienteddirectionally. Most animals are like this, with
a front anda back, but public space must be more like anamoeba,
or a starfsh, anorganismwithout a front. Tis is LivioVacchinis
theory, andI agree withhim. SoI think that the enclosure you
designed, giventhat contains a public space, shouldface all directions
equally. Beyondthe individual buildings of the complex, its the one
architectural element here that couldbecome truly powerful.
Working insuchvast landscapes always makes it difcult toestablish
connections, but the enclosure couldfndthe proper rapport withthe
territory by defning a foregroundwithrespect tothe external space.
Te more that architecture is uniform, the stronger it becomes in
relationtoa landscape like this. Goodarchitecture, whenit is carried
out correctly, increases involume, it doesnt decrease, inthe same
way as sculpture does. I remember a Henry Moore exhibitionat
the Castelgrande inBellinzona. Youcouldsee his sculptures fromup
to10kilometres away, soI fguredthey must have beenat least
8-10metres tall. It turnedout they were muchsmaller. Tis is the
power of goodsculpture: it gets bigger whenseenfroma distance.
If it gets smaller, thats a badsign. I amtelling youthis because
insome of your sketches the constructionseems tooarticulated,
whichrisks weakening it andit might appear like a hut for dwarves.
Te fnal drawings are beter, inwhichthe volumes are cleaner.
Here I ammaking some general observations, thoughI wouldnt go
intospecifc aspects of the construction. Imnot anexpert inthese
kinds of technologies, but inany case I have the feeling that youre
workinginthe right direction. I dohave some doubts, however, about
the roof, whichseems tohave some problems withrespect tothe
overall plan, andthis is clear inthe unresolvedrelationbetweenthe
twooverhangs of the slopedroof andthe external porch. Wouldnt
a square space of these dimensions call for a simple pitchedroof ?
Tis is the frst idea that comes tome, andI admit I dont like it much
myself. But it doesnt present static problems andit woulddefne
Impatto visivo della buona scultura:
Henry Moore al Castelgrande
di Bellinzona, 1995.
The visual impact of great sculpture:
Henry Moore at Castelgrande,
Bellinzona, 1995.

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a unitary space. Whereas the double pitchcreates anasymmetry
inanalready very small area andthis rowof slimpillars objectively
gets inthe way of the organisationof the interior. What I meanis
that it seems a mistake tolet this divisioncompromise the power
of your project, whichis square. If aninternal divisionis necessary,
just put upa lowwall that wouldnt interrupt the unity of the space.
I wouldalsofx the spacing of the perimeter posts, whichis now
irregular. Te square is a goodformat whenits precise, evenif it can
seembanal. Imall for banality inarchitecture, for simplicity.
WhenImdesigning, I never think about aesthetics. Tey dont
interest me. Te facades are the consequence of the foor plan
andelevationdesigns. I wouldbuildthemevenif they seemugly,
andinthe endeverything usually works. By responding well toreal
problems, the aesthetic aspect always resolves itself. Whereas today
formal aspects seemtohave become a central issue, andthis
is a disaster for architecture.
I dida project a while agofor some tennis courts, because I wasnt
satisfedby any of those I hadseen. I shouldpremise this by telling
youthat I generally hate chainlink fences. Anyway, inmy plan,
the fence hadbig square-sectionpillars, 60x60, even80x80cm.
Tis waythe courts became a temple of tennis rather thana chicken
coopof tennis. Unfortunately I never managedtobuildthem,
but thenagainI dont buildmuch, maybe one out of every hundred
projects... Geting back toyou, as I saidI think that the perimeter wall
wouldmake your school complex appear tentimes larger, andmake
it muchmore powerful. But the square has tobe precise downtothe
centimetre. Youre creating a public place, for people, for humanuse.
Tere will be a problemof cost, naturally, alsobecause the space
inside the wall will have tohave a particular fooring. Sure, this could
be anearthenfoor, but a diferent earthfromthat whichis outside,
perhaps youcoulduse fne sandthat creates a splashof colour inthe
middle of the valley. Tis couldbe a beautiful structure, a place where
youdhave tocleanyour shoes before entering. Tis is anoldstory,
but Ive always appreciatedthe atentionthat Neapolitans give
tocleaning their shoes, topolishing them. Whenyouwalk ina public
place, youshoulddress accordingly, not withbare feet or sloppyshoes.
Years agoI dida project for fve tourist villages inSardinia,
near Oristano, ona stripof coast about 20x 30km, inhabitedonly
by farmers andfshermen. Sardinia has four traditional architectural
typologies, spreadthroughout the island, whichall have perfect
geometric forms: the nuraghi; the Genoese lookout towers;
the Romanesque churches; andthe novenari. I thought that it would
make sense for a place like this todesigna ffhtypology, withthese
same characteristics: made of stone, withprecise geometric forms,
andspreadout across the landscape. SoI designedmyvillages tobe
surroundedbystone walls whichwere about 4metres high, like the
ones for sheep. Inside these enclosures, whichwere perfect rectangles
of 1,200x120metres, the most important element of all was the hotel,
whichaccordingtolocal regulations was limitedtoa maximumheight
of 7.5metres, but I ignoredthe decimal point andmade it 75metres
high. Seenfromthe sea, the wall was a stronghorizontal sign
inthe landscape, fromwhichemergedonlythe hotel, the roof
of the conventioncentre, the topstoreyof the apartments and
the palmtrees that shadedthe parkingarea. At the entrance of each
village were dressingrooms, sothat people couldput ontheir tuxedos
before entering, because this was a place where youhadtobe wearing
a tuxedo; thentheywouldtake oftheir clothingwhentheylef.
I threwthe tourists out, nakedas frogs. It was more a dream
thananythingelse, andalas this one never got built either.
unasimmetria in un ambiente gi di per s molto piccolo e questa
fla di pilastrini fastidiosa nellorganizzazione interna. Mi pare
cio un errore mettere in discussione con questa divisione la forza
stessa del vostro progetto, che il quadrato. Se poi necessaria
una divisione interna, basta fare una parete bassa, che non
intaccherebbe lunitariet dello spazio. Sistemerei anche il passo
dei pilastrini perimetrali, che adesso irregolare. Il quadrato una
forma bella quando precisa, anche se pu sembrare banale. Io
sono per la banalit nellarchitettura, per le cose semplici. Quando
faccio un progetto non penso mai allestetica. Non mi interessa.
Le facciate risultano dal disegno di pianta e sezione. Le costruisco
anche se sembrano brutte. Alla fne, in generale, funziona tutto.
Rispondendo bene ai problemi, unestetica viene fuori, sicuro.
Mentre oggi la ricerca formale sembra essere diventata una
questione centrale, e questo il disastro dellarchitettura.
Tempo fa ho fatto un progetto per dei campi da tennis, perch
nessuno di quelli che vedevo mi soddisfava. Premetto che,
in generale, odio le recinzioni di rete. Nella mia ipotesi il recinto
aveva dei pilastri a sezione quadrata di 60x60, anche 80x80
centimetri. In questo modo i campi diventavano il tempio del
tennis, non il pollaio del tennis. Purtroppo non sono riuscito
a costruirli, del resto realizzo poco, direi un progetto su cento
Tornando a voi, come dicevo credo che la cinta farebbe sembrare
il vostro centro scolastico dieci volte pi grande, questa la forza
che prenderebbe. Ma il quadrato deve essere preciso,
al centimetro. Voi state realizzando un luogo civile, per la gente,
per la vita degli uomini. Ci sar un problema di costi, logico,
anche perch linterno della recinzione dovr avere una
particolare pavimentazione. Certo potr essere di terra, ma sar
una terra diversa da quella esterna, magari una sabbia fne,
che formi una macchia di colore in mezzo alla valle. S, pu essere
unarchitettura bellissima, un luogo in cui, prima di entrare,
bisogna pulirsi le scarpe. una vecchia storia, mi sempre
piaciuta lattenzione con cui i napoletani si puliscono le scarpe,
se le lucidano. Per camminare in un luogo civile ci si veste come
si deve, non si va a piedi nudi o con gli scarponi. Sempre anni fa,
ho fatto un progetto per cinque villaggi turistici in Sardegna, nella
zona di Oristano, in una fascia costiera di circa 20 x 30 km, abitata
solo da agricoltori e pescatori. Sullisola esistono quattro tipologie
tradizionali, disperse nel territorio, che hanno forme geometriche
perfette: i nuraghi, le torri di avvistamento dei genovesi, le chiese
romaniche e i novenari. Ho pensato che in un territorio cos
avesse senso disegnare un quinto elemento, con queste stesse
caratteristiche: di pietra, di forme geometriche precise, e disperso
nel territorio. Cos ho progettato i miei villaggi, circondati da
cinte di pietra come quelle per le pecore alte circa 4 metri.
Allinterno dei recinti, che erano rettangoli perfetti di 1200 x 120
metri, cera un elemento pi importante di tutti, lalbergo, che
secondo i regolamenti locali avrebbe dovuto avere unaltezza
massima di 7 metri e mezzo, ma io ho dimenticato la virgola
e lho fatto alto 75 metri. Vista dal mare la cinta era un segno
orizzontale nel paesaggio molto forte, da cui emergevano solo
lalbergo, la copertura del palazzo dei congressi, il piano superiore
degli appartamenti e i palmeti che davano ombra ai parcheggi.
Allingresso di ogni villaggio cerano degli spogliatoi, in modo
che la gente entrando potesse mettersi lo smoking, perch dentro
qui si doveva vivere con lo smoking, e uscendo invece si svestisse.
Li buttavo fuori, i turisti, nudi come rane. Era pi che altro un
sogno, anche questo progetto, purtroppo, non stato realizzato.
Quattro volumi puri dellarchitettura
tradizionale sarda: nuraghe, torre
di avvistamento, chiesa e novenario.
Four pure volumes of traditional
Sardinian architecture: nuraghe,
lookout tower, church and novenario.
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Riferimenti / References
1. Architettura direzionata / Directional
architecture: Casa Snider / Snider House
(con / with Livio Vacchini), Verscio,
Svizzera / Switzerland, 1965-1966.
2. Segni nel paesaggio / Signs in the
landscape: Piano guida con strutture
turistiche / Masterplan with tourist facilities,
Cabras, Italia / Italy, 2006.
3. Recinto urbano / Urban enclosure: Centro
polifunzionale / Multipurpose centre, Vittorio
Veneto, Italia / Italy, progetto / project, 2003.
Nessuno di voi fuma? il disastro
dellarchitettura di oggi, che non fuma
pi nessuno. Io fumo sempre, insegno
e fumo anche durante le lezioni. Sono
lunico. Sono abbastanza insofferente
alle regole, soprattutto quelle stupide.
Fin dalle prime case che abbiamo fatto
con Vacchini abbiamo sempre usato
serramenti con i vecchi proli. Adesso
c questa mania dellisolamento, e i
serramenti sono sempre pi complicati.
Ma da una ricerca del Politecnico di
Zurigo risultato che tra una casa
completamente a norma e la nostra
a new home built according to the
new regulations and our Snider House,
theres a saving in heating costs
of about 10 francs per year. Its the
orientation and other architectural
decisions that make the difference.
Meanwhile an incredible quantity
of useless rules and false problems
have destroyed an entire architectural
tradition. I continue to do what I want,
and I regularly run into trouble.
Ive never completed a house without
paying a ne.This is how it is today,
things arent really going so well. (LS)
Casa Snider c un risparmio sul
riscaldamento di circa 10 franchi
allanno. lorientamento, sono
le scelte di architettura che fanno
la differenza, mentre esiste una
quantit incredibile di norme inutili
e di falsi problemi che hanno distrutto
tutta una tradizione dellarchitettura.
Noi continuiamo a permetterci tutto,
e regolarmente abbiamo delle grane.
Non ho mai terminato una casa senza
che ci fosse una multa da pagare.
Questa la situazione di oggi,
non andiamo proprio bene. (LS)
1. copertura a quattro falde /
roof with four overhangs
2. regolarit nel passo dei pilastri /
regular spacing of pillars
3. partizione interna bassa /
low interior partition
4. il quadrato una forma bella
quando precisa / the square works
best when it is precise
5. recinto nel deserto, luogo civile
pavimentato / enclosure in the desert,
paved public place
6. colonne di un tempio del tennis /
columns of a temple of tennis
7. Sardegna / Sardinia
8. villaggi-recinto sulla costa
della Sardegna / enclosure-villages
on the coast of Sardinia
9. villaggio-recinto visto dal mare
(9a albergo; 9b appartamenti;
9c palmeti; 9d centro congressi) /
enclosure-village seen from the sea
(9a hotel; 9b apartments; 9c palm
trees; 9d conference centre
10. villaggio-recinto in pianta /
encosure-village plan
11. novenari
12. sezioni di serramenti tradizionali /
old window frame sections
13. sezione di serramenti moderni
(a norma) / modern window frame
section (following regulations)
14. attuale isolamento eccessivo
delle case (preservativo) /
modern-day excessive home
insulation (condom)
15. minimo danno periodico
(ovviabile) dovuto allumidit
in una casa progettata da Luigi
Snozzi per sua sorella / minimal
periodical damage (remediable)
from humidity in a house designed
by Luigi Snozzi for his sister
16. sezione della copertura di Casa
Diener / roof section of Diener House
2 3
Do none of you smoke?This is the
disaster of architecture today, no one
smokes anymore. I smoke all the time.
I smoke in class when Im teaching.
Im the only one left. I have a hard
time tolerating rules, especially stupid
ones. Ever since the very rst houses
that I made with Vacchini, weve
always used old proles for windows.
Now theres this craze for insulation,
and the window frames get more
and more complicated.Yet a study
conducted by Zurich Polytechnic
showed that in a comparison between
1
1
11
12 13
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16
2
2
3
4
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5
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9a 9b 9c 9d
10
110 519
Buongiorno,vorrei un progetto
architecture
illustration
Larchitettura spiegata ai bambini: una storia ritrovata
di Anna De Carlo e Giancarlo De Carlo
111 519
di / by Anna Foppiano
The Bears House
Hello Mr Architect, I would like a plan
for my house
Ive already made this sketch,
after something I saw in a book.
I think everythings there
THIS ISNT A HOUSE FOR A BEAR,
ITS A CAGE FOR PEOPLE.
YOURE A BEAR, SO WHY NOT MAKE
A HOUSE FORYOURSELF?
TRY IMAGINING WHAT IT WOULD BE
LIKE LIVING INTHISTHING.
Ah, I see. So youre saying its a bit schematic?
A HOUSE MUST BE MADETO MEASURE,
LIKE A SUIT. YOU MUST FEEL
COMFORTABLE IN IT, AND BE ABLE
TO RECOGNIZE IT FROMTHE OUTSIDE.
THE OTHER BEARS HAVETO SEE
WHAT KIND OF BEARYOU ARE,
DEAR MR BEAR, ONTHE BASIS
OFTHE HOUSETHAT YOUVE MADE
FORYOURSELF
YOURE NOT A CUT-OUT BEAR
YOU CAN MOVE, NO?
Yes, I can, but not more than this
OK GIVENTHAT YOURE NOT FLAT,
ANDTHATTHERES ATOP, A BOTTOM
AND SIDES PARTSTHAT GO IN
AND PARTSTHAT STICK OUT?...
CONGRATULATIONS, NICE JOB.
ATTHIS POINT, THE HOUSE IS
NEARLY DONE.
Ahem What do you mean, nearly done?
Hello,I need an architect
Explaining architecture to children: a rediscovered story
by Anna De Carlo and Giancarlo De Carlo
112 519
N
el maggio 1981 esce a Milano il primo
e unico numero di Ufa, libro periodico
per bambini e famiglie negli anni dei bottoni.
Titolo e sottotitolo esprimono tutta lironica
combattivit del direttore Giovanni Gandini
1
,
gi fondatore nel 1965 della rivista di fumetti
Linus, da cui esporta sulle pagine di questo
suo nuovo giornale alcuni autori-amici (Folon,
Copi, Frank Dickens). Tra i collaboratori c
anche Anna De Carlo: sono sue le due pagine-
quiz Cosa leggono gli animali (per inciso,
i castori amano Abitare) e La casa dellorso,
sei tavole che raccontano lincontro
tra un committente-orso e un architetto-aquila.
Un incontro che avr un esito inaspettato
perch laquila, inducendo lorso a una presa
di coscienza, lo convincer a progettarsi la casa
da solo, in modo libero, autonomo e umorale,
in base alle sue necessit e ai suoi desideri
pi intimi. La casa, cos felicemente risolta
da prendere la forza del colore (tutto il processo
ideativo in bianco e nero) precisamente
descritta con prospetto, sezione e legenda
nelle due tavole fnali. Questa breve storia
di Anna De Carlo in realt il numero zero
di un suo progetto pi articolato: riuscire
a raccontare ai bambini, con un linguaggio
a loro comprensibile e molto serio, i mestieri
delluomo. Per farlo, decide di dare struttura
narrativa ai suoi disegni interpellando
consulenti deccezione, persone talmente
intrise del loro mestiere da riuscire ad annullare
complessit e luoghi comuni per raccontarne
lessenza in modo limpido, defnitivo.
La casa dellorso, come facilmente si intuisce,
il risultato di un dialogo naturale profondo
e afettuoso con il padre Giancarlo. Per
il secondo numero di Ufa, che non verr mai
NOWYOU CAN STARTTHINKING
ABOUT WHAT YOUWANT INSIDE
WHAT DO YOU DO WHENYOURE AT HOME?
I sleep (with a quilt)
I take bubble baths
snif, I cook
I tell jokes with my other bear friends
I watch TV
I wash the dishes
I eat I get cozy and read
I look at my bees outside
the plants the sky
EXCELLENT. WEVETAKEN
ANOTHER STEP FORWARD.
113 519
You know what Id like, Mr Architect? A garden
GOOD, GOOD, METOO, METOO!
Inside, too on the terraces, on the roof
And lots of light from the windows and from the ceilings
Is that possible?
And a staircase for going up and down
And the ceilings a bit like this, and like so,
you know what I mean.
And the dimensions? The proportions?
And since Im a bear Perhaps a house outside?
ALREADY DONEITS BEHIND EVERYTHING ELSE
GOOD LUCK ILL COME VISIT YOU
ONE OFTHESETHURSDAYS
Thanks, Mr Architect, now my head
is full of ideas, thanks so much
Now Ill have a house that I like
I
n May 1981, the frst and only issue of Ufa,
a periodical for children and families in the
age of butons was published. Its title and subtitle
express the militant irony of Giovanni Gandini
1
,
who in 1965 founded the Italian comics magazine
Linus, fromwhose pages he exported the work
of several illustrator friends (Folon, Copi,
Frank Dickens) for this newendeavour. Among
the other collaborators was Anna De Carlo,
who contributed the two-page survey What Do
Animals Read? (for the record, beavers prefer
Abitare) and Te Bears House, six illustrations
that describe an encounter between a client
the bear and an architect, who happens to be
an eagle. An encounter that would have
an unexpected result, in that the eagle, afer puting
pressure on the bear to really think about what
he is doing, ends up convincing himto design
the house by himself, without constraints,
according to his moods and needs and most
personal desires. Te house ends up being
so happily resolved as to take on a full palete
of colour (the conceptual process is entirely
in black and white), something that is meticulously
laid out with elevations, sections and legend
in the two fnal plates. Tis short story by Anna
De Carlo is in fact the frst issue of her own,
more articulated project, an atempt to explain
the trades of men to children in a way that
was both comprehensible and serious. To do so,
she decided to give a narrative structure to her
drawings through the use of expert consultants,
the kind who are so immersed in their work
as to be able to bypass its complexities and
commonplaces and arrive at a simple, defnitive
essence of what they do. It is relatively easy to see
that Te Bears House is the result of a natural,
114 519
pubblicato, Anna si rivolge al paesaggista
Ippolito Pizzetti e con lui prepara una storia
di giardinaggio ambientata intorno a un grande
tiglio. Ma destino di molte delle migliori idee
quello di restare incompiute, e questo accadr
a Ufa e allorso di Anna. Che torner, con
il nome Tod, in due libri editi dalla Fabbri
(La casa di Tod, 1990, sviluppo delle tavole
di Ufa; e Tod e la musica, 1991, scritto
con Ludovico Einaudi), per poi interrompere
precocemente il suo viaggio nei mestieri.
M
a cosa dice in sostanza Giancarlo
De Carlo, lasciandosi interrogare
sullarchitettura e confondendo i suoi schizzi
inquieti con i tratti rassicuranti della fglia Anna
(che disegna come un angelo, con la punta
pi spiritosa delle sue ali
2
)? Suggerisce allorso
e a tutti di sforzarsi di mettere a fuoco,
di visualizzare i propri movimenti, le abitudini
e le aspirazioni, e poi spregiudicatamente,
sfdando le convenzioni, immaginare
linvolucro spaziale (su misura, come
un vestito) che meglio possa contenerli.
Ovvero traduce in chiave infantile, immediata
e, appunto, serissima, la convinzione
di una necessaria sovrapposizione tra spazio
progettato e spazio di libert, anche come
strumento di autorappresentazione. Il disegno
dellorso avvolto in una linea che, sulla sua
testa, si fa tetto, con due semplici falde ricurve,
fa pensare a un gesto che De Carlo amava
ricordare Adamo che congiunge le mani
sul capo come per formare un tetto che
lo protegga dallira divina e dalla pioggia [],
la defnizione pi vivida che sia mai stata data
dellarchitettura
3
. E la domanda: Cosa fa lei
quando nella sua casa? signifcativamente
stimola nellorso risposte che serviranno
a dare forma non a singoli oggetti o dettagli
costruttivi, ma a un progetto complessivo
di organizzazione spaziale. Non pu infne
sfuggire il riferimento ironico e irrinunciabile
alla misura spaziale cardine del progetto
moderno, il modulor lecorbusieriano, adattato
da De Carlo alla fantasiosa e umanizzata
quotidianit dellorso. Ma, in sintesi
e soprattutto, Giancarlo De Carlo approftta
delloccasione che gli ofre la fglia Anna
(in qualche modo ricambiandola per la
collaborazione costante, con i suoi disegni,
sulle pagine di Spazio&Societ) per estendere
a un pubblico di lettori per lui inusuale,
e particolarmente prensile come quello
dei bambini, il sospetto che larchitettura
sia una cosa troppo importante per essere
afdata alle sole mani degli architetti.
1) La storia di Giovanni Gandini, delle sue iniziative editoriali e della
Milano Libri raccontata da Alessandro Beretta e Alberto Saibene
in Giovanni Gandini. Storie sparse, il Saggiatore, Milano 2011.
2) Franco Buncuga, Conversazioni con Giancarlo De Carlo, Eluthera,
Milano 2000.
3) Giancarlo De Carlo, Architettura. Citt. Universit, Alinea, Firenze 1982.
Un ringraziamento ad Anna De Carlo per aver ricordato
con noi la storia dellorso Tod, e a Salvatore Gregorietti.
1) Te story of Giovanni Gandini, his editorial endeavours and
the bookstore Milano Libri is told by Alessandro Bereta and Alberto Saibene
in Giovanni Gandini. Storie sparse, Il Saggiatore, Milan 2011.
2) Franco Buncuga, Conversazioni con Giancarlo De Carlo, Eluthera,
Milan 2000.
3) Giancarlo De Carlo, Architetura. Cit. Universit, Alinea, Florence 1982.
Tanks to Anna De Carlo for having shared the story of Tod the Bear with us,
and to Salvatore Gregorieti.
115 519
deep and afectionate dialogue with Annas father
Giancarlo. For the second issue of Ufa (which
was never published) Anna turned to the
landscape designer Ippolito Pizzeti, with whom
she developed a story about gardening centred
upon a tall linden tree. But the destiny of many
of the best ideas is to remain incomplete, and
thats what happened to Ufa and to Annas bear
who would return, however, with the name
of Tod, in two books published by Fabbri
publisher (La casa di Tod, 1990, an expansion
of the illustrations fromUfa; and Tod e la
musica, 1991, writen with Ludovico Einaudi),
only to once again be interrupted (too soon)
in his investigation of the trades.
B
ut what does Giancarlo De Carlo have to say,
consenting to this dialogue about
architecture and mixing his own restless sketches
with the reassuring illustrations of his daughter
Anna (who draws like an angel, with the witiest
feather in her wings
2
)? His suggestion for
the bear and for everyone is to focus on
and visualise ones own movements, habits
and aspirations, and then tossing convention
recklessly out the window imagine the spatial
container (made to measure, like a suit) that
would best hold them. In other words, the idea is
to translate into a spontaneous, child-like yet very
serious key, the conviction of the overlap between
planned space and free space, something that
is also a vehicle of self-expression. Te drawing
of the bear enwrapped in a line which, afer
passing over his head, creates a roof with two
simple, curved eaves, recalls an image that De
Carlo loved to cite that of Adam, who, covers
his head with his hands to forma roof that
protects himfromdivine wrath as well as the rain
[], the most vivid defnition of architecture
every conceived
3
. And the question What do
you do in your house? provokes responses from
the bear which, signifcantly, are useful in giving
formnot to single objects or structural details,
but to a complete organisation of the living space.
And lets not overlook the ironic, indispensable
reference to the canonical modernist spatial
measure, Corbusiers Modulor, which is adapted
by De Carlo to the bears imaginary and gently
humanised daily life. Most of all, Giancarlo
De Carlo avails himself of the opportunity ofered
to himby his daughter Anna (and in a certain
sense he was paying her back for the many
drawings she contributed to the Spazio&Societ
magazine) to present this idea to an unaccustomed
yet particularly receptive readership (i.e. children):
namely, that architecture is too important to be
lef in the hands of architects.
My house... how wonderful!
0. Entrance; 1. Cellar with honey reserves; 2. Larder; 3. Garage; 4. Greenhouse
with lemon verbena; 5. Photography studio with Hawaiian backdrop;
6. Music room with Greek temple replace; 7. Salon-library with Pollokki
painting; 8. TV loft; 9. Parapet for viewing the room from above; 10. Kitchen;
11. Bedroom; 12. Architecture studio; 13. Bedroom; 14. Storage shelves;
15. Bathroom with a big shower; 16. Den with Mondrian painting; 17. Gym;
18. Dining room with Ingres painting; 19. Ofce; 20. Astronomical observatory;
21. Painting by my father to hang somewhere; 22. Fruit bowl; 23. Succulent plant.
Veronica Ranner
and Lucas Maassen/RawColor
create their designs by weaving
together memory
and sci--typesettings.
In this way they move beyond
the boundaries of the objects
themselves
Ghost design
Veronica Ranner e Lucas Maassen/Raw Color
disegnano processi intrecciando memoria
e scenari fantascientici.
Al di l dei conni degli oggetti
design
project 1
a cura di / edited by Valentina Ciuf
116 519
117 519
Memory is not a property of consciousness, but the one quality that
distinguishes the living fom the inorganic world...
Aby Warburg
Tecno-bachi e polvere di plastica
Techno-silkworms and polymer powder
MarcoPetroni
F
rutto di una processualit che pone di fronte a nuove
questioni sullo statuto disciplinare del design, D-struct
di Lucas Maassen/Raw Color e Biophilia di Veronica Ranner
interrogano senza tregua lessenza degli oggetti. I due progetti
evidenziano un concetto di memoria che acquista un valore
sganciato dalla nozione di documento oggettivo. Nel caso
di D-struct, la memoria emerge da una disintegrazione
delloggetto che rivive grazie alle tecnologie digitali (3D scan):
dalla collaborazione tra il designer olandese Lucas Maassen
e Raw Color, collettivo di sperimentazione grafca, nato
un interessante dispositivo documentale, una sorta di upload
machine che d una nuova vita digitale a prodotti in plastica,
precedentemente polverizzati e imballati in sacchetti
trasparenti. Attraverso uno scanner che riconosce
una matrice/tag, la collezione D-struct, dalle forme e colori pi
vari, pu essere modifcata o prodotta nuovamente.
A
s the outcome of a process that poses newquestions about
the disciplinary forms of design, Lucas Maassen/Raw
Colors D-struct and Veronica Ranners Biophilia look carefully
at the very essence of objects. Tese two projects focus on an idea
of memory that acquires value that liberates it fromthe sense
of being an objective document. In the case of D-struct, memory
emerges froma breakdown of objects that are then brought back
to life through digital technology (namely, a 3-Dscan). Tanks
to the collaboration between the Dutch designer Lucas Maassen
and RawColor, an experimental graphic design collective,
an interesting documentary formhas been created in this way,
which is a sort of upload machine that gives newdigital life
to plastic products, which had been previously pulverized
and packed away in transparent bags. Trough a scanner that
recognises a matrix/tag, the widely varied forms and colours
of the D-struct collection can be modifed or produced on
Biophilia si confronta con i limiti
di articialit accettabile nel campo
della ricostruzione biologica.
La sericultura, opportunamente
modicata, pu essere la strada per
realizzare organi articiali, tessuti,
biosensori? Il progetto di Veronica
Ranner indaga le potenzialit
di un possibile futuro.
Biophilia challenges the acceptable
limits of articiality in the eld
of biological reconstruction. Can silk
farming, opportunely modied, become
a means of creating articial organs,
tissue and biosensors? This project
by Veronica Ranner investigates
the potential of a possible future.
Marco Petroni
(Italia, 1970). Teorico e critico
di design; direttore culturale
della Fondazione Plart (Napoli);
cura la rubrica Sud su Abitare.it.
(Italia, 1970). Design theorist
and critic, cultural director
of Fondazione Plart (Naples)
and editor of the Sud window
at Abitare.it.
Veronica Ranner
(Germania, 1982). Vive e lavora
a Londra. Diplomata alla Pforzheim
University (D), indaga i rapporti
che intercorrono tra tecnologie
emergenti, scienza, societ e design.
Utilizza molteplici strumenti,
dagli oggetti alle illustrazioni,
dai video alle collaborazioni
artistiche e scientiche.
(Germany, 1982). Lives and works
in London. Her practise aims to
mediate the intersection of emerging
technology, science, society
and design. She uses a wide range
of media such as objects, illustrations,
video as well as artistic and scientic
collaborations.
www.veronicaranner.com
La memoria non una propriet della coscienza,
ma la qualit che distingue il vivente dalla materia inorganica
Aby Warburg
118 519
119 519
Musica e video viaggiano sulla rete
senza difcolt. Ma gli oggetti?
Lucas Maassen e Raw Color traslano
in ambiente digitale prodotti
in plastica. Utilizzando scansioni
3D e tecniche di stampa, associate
alla materia polverizzata delloggetto,
propongono ai cyberclienti
di www.d-struct.nl innite varianti
delloriginale frantumato.
Music and video travel the web
without difculty. But objects?
Lucas Maassen and Raw Color
transport plastic products into
digital space. Using 3D scanning
and 3D printing technologies,
they can pulverise a given product
and then offer innite variations
on the original to the cyberclients
of www.d-struct.nl.
120 519
Dalla fsicit degli oggetti si passa alla tracciabilit digitale
degli stessi. Si creano cos le condizioni per liberare uno spazio
fsico e tenere vivo il prodotto nella sua versione digitale,
disponibile anche su un sito creato ad hoc. Come un bambino,
il designer gioca, frulla in una palette di colori gli oggetti, salta
dalluno allaltro, compone puzzle di frammenti temporali.
Il designer/bambino inventa, con metodo, le condizioni
del suo progetto, della sua storia. Conta e decifra oggetti
cui era legato, ritrovandoli in una dimensione afettiva
di collezionismo. Il processo innescato da Lucas Maassen/Raw
Color fatto di rimandi continui, che rispondono
a una tensione essenziale nel tempo e nella dimensione
psicologica. Questa nuova idea di memoria trasforma
il concetto di possesso e genera un movimento
di deterritorializzazione che sfrutta le potenzialit del web.
Il design si aggancia cos a una prospettiva di non necessit
materiale.
Da angolature diferenti, anche Biophilia di Veronica Ranner
prospetta scenari avveniristici, generati da una forte integrazione
tra innovazione scientifca e memoria. Se il design
contemporaneo vive di continui allargamenti di campo grazie
allo studio speculativo e alla convergenza di interessi mutuati
da ambiti disciplinari diferenti, Veronica Ranner propone
unindagine sui potenziali applicativi di una seta prodotta
demand, in a way that moves fromthe physicality of the object to
its digital. Te conditions are thereby created in order to liberate
a physical space and keep a product alive in its digital version, and
these are also available through an ad hoc website. Almost like
a child, the designer plays, mixes the objects in a palete of colours,
and jumps fromone to the other, as well as creating puzzles from
temporal fragments. Te designer/child invents in this way
the context for his project and his story. He counts and deciphers
the objects to which he is connected, and rediscovers them
through the emotions of collecting themtogether. Tis process
thus consists of continuous references that respond to tensions
created by the passage of time and to psychological issues.
Tis newsense of memory thus transforms the concept
of ownership and generates a de-territorialisation that exploits
all the possibilities ofered by the web. Design in this way aligns
itself with conditions linked to material non-necessity.
Veronica Ranners Biophilia is a diferent idea, and sets out
futuristic scenarios generated by the integration of scientifc
innovation and memory. While contemporary design thrives
on the constant expansion of possibilities thanks to speculative
research and the convergence of interests fromdiferent
disciplines, Veronica Ranner proposes an investigation into
the potential use of silk produced by genetically modifed
silkworms. Tis fabric which is made fromthe hybridisation
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Lucas Maassen
(Paesi Bassi, 1975). Diplomato
nel 2003 presso la Design Academy
di Eindhoven (NL), ha lavorato
per Droog Design, Unilever, Philips,
il Grand Palais di Parigi e il NAI,
lIstituto di Architettura olandese.
Ha esposto a NewYork (MoMA),
Parigi, Colonia, Miami, Londra,
Milano, Torino, Eindhoven e
Rotterdam. lector di design presso
il dipartimento ICT&Media Design
dellolandese Fontys University
of Applied Sciences.
(Netherlands, 1975). Is a 2003
graduate of Design Academy
Eindhoven (NL). He worked
for Droog Design, Unilever, Philips,
the Grand Palais Paris, as well as
the Dutch Architecture Institute
(NAI). He exhibited worldwide
in NewYork (MoMA), Paris, Cologne,
Miami, London, Milano, Torino,
Eindhoven and Rotterdam. Maassen
currently lectures Design
at the ICT&Media Design
department of the Fontys University
of Applied Sciences.
www.lucasmaassen.com
www.d-struct.nl
121 519
da bachi geneticamente modifcati. Il tessuto generato
dallibridazione di cellule umane e seta pu trovare applicazione
in svariati settori, in particolare in ambito biomedicale
per la produzione di organi non rigettanti grazie alla naturalit
del prodotto. La ricerca sugli applicativi possibili ha visto
il coinvolgimento di molti scienziati e istituti di ricerca, intrigati
dal potenziale etico del progetto. Laureatasi con Anthony Dunne
al Royal College of Arts di Londra, la giovane designer tedesca
ha avviato questa ricerca afascinata dallinfuenza del lavoro
umano in un contesto produttivo come lingegneria dei materiali.
Analizzando la storia della seta e della sericoltura in Cina, ha
osservato come il meticoloso apporto del fattore umano determini
continue, piccole migliorie nella produzione del pregiato flato.
I bachi della specie Bombyx Mori sono i testimoni di questo
processo, che afonda le sue radici nella cultura cinese.
Una produzione iniziata circa 5000 anni fa, che rimane ancora
insuperata per qualit ed efcienza. Sono queste caratteristiche
a essere esaltate inBiophilia attraverso continui rimandi tra passato
e futuro. La sericoltura tradizionale vista come archetipo
produttivo in cui la modifcazione genetica acquista connotazioni
pi naturali e umane. Il designer diviene attore/vivifcatore
di un processo ispirato dalla scienza e suggerito dalla storia,
dalla politica e dallarte. Una spinta evolutiva travalica i limiti
della disciplina, ponendosi come stimolo per il disegno
del mondo a venire.
I progetti di Lucas Maassen/Rawcolor e Veronica Ranner, strani
ibridi tra scenari innovativi, tradizione e memoria, si presentano
come potenziale speculativo, non immediatamente riferibile
alla produzione di oggetti utili, ma dispositivi di unutilit
intrinseca verso nuove strategie possibili.
of human cells and silk can be used in numerous felds, and in
particular in biomedicine, which could utilise it to produce organs
that would not be rejected by the host. Te research into these
possible uses has seen the involvement of a series of scientists
and institutions who are interested by the ethical potential
of the project. As a graduate of the Royal College of Arts
in London under Anthony Dunne, this young German designer
came to decide on this research area thanks to a fascination
with the infuence of human labour in felds like materials
engineering. By analysing the history of silk and Chinese silk
production, she observed howthe meticulous contribution
of the human factor resulted in tiny but constant improvements
in the production of this precious formof yarn. Te worms
of the Bombyx Mori species are evidence of this process, whose
roots run deep in Chinese culture, in a country which began
producing silk 5,000 years ago and remains unsurpassed in terms
of its quality and efciency. Tese are the characteristics
celebrated by Biophilia through constant as a manufacturing
archetype whereby genetic modifcation acquires more
natural and more human aspects. Te designer becomes
the fulcrumof a process inspired by science and history, politics
and art. An evolutionary thrust breaks the boundaries
of the discipline, and puts itself forward as a stimulus
for the design of the future.
Lucas Maassen/RawColor and Veronica Ranner have created
a series of strange, hybrid projects which move between
innovation, tradition and memory, and are not immediately
relevant to the production of useful objects, but rather act
as models which point towards newand potential
strategies for the future.
Raw Color
Fondato da Daniera ter Haar (Paesi
Bassi, 1981) e Christoph Brach
(Germania, 1979), entrambi diplomati
alla Design Academy di Eindhoven
nel 2007, Raw Color concentra
la propria ricerca sia sui materiali
che sui colori, utilizzando gli strumenti
del graphic design e della fotograa.
Per lanno accademico in corso,
Raw Design insegna alla Design
Academy di Eindhoven.
Raw Color was founded by Daniera
ter Haar(Netherlands, 1981) and
Christoph Brach (Germany, 1979),
both graduates of Design Academy
Eindhoven in 2007. Its work reects
a sophisticated treatment of material
and color by mixing the elds of graphic
design and photography. Raw Color
has been appointed to teach at Design
Academy Eindhoven for the academic
year 2011/2012.
www.rawcolor.nl
122 519
123 519
124 519
design
project 2
L
e esplosioni di Guy Mishaly e i crash di Ezri Tarazi sono
lesito di formule distruttive accortamente progettate,
che incanalano in modo attento tutta lenergia necessaria
per poter registrare, sugli oggetti, limprevedibilit, lo stress
e lincertezza di un cambiamento globale in atto.
complesso pensare che il mondo, guardato in un arco
di tempo che occupa i dieci anni appena trascorsi, sia la realt
in cui ci saremmo immaginati felici. Crisi di politica
internazionale, crollo delleconomia globale, catastrof
naturali, intensifcati estremismi religiosi che si avverano
in apocalittici attentati minano lidea di sicurezza, benessere,
pace come valori inalienabili.
Ezri Tarazi e Guy Mishaly, grazie alla frequentazione
della Bezalel Academy rispettivamente come professore
ed ex-studente, operano a Gerusalemme: antica culla
della cultura delluomo dove convivono le tre pi grandi
religioni monoteiste e dove allo stesso tempo si radicano cause
ed efetti di un confitto non risolto, questa citt incarna
il modello estremo di una societ che vive quotidianamente
sotto una condizione di ostilit e tensione che, una volta
entrate in circolo, diventano parametri di normalit.
Nella produzione di Ezri Tarazi, la vicinanza alla critica
politica e sociale ormai una costante: tra i progetti recenti,
Softreventment un divano costituito dallordinata
sovrapposizione di sacchi di sabbia, come succede
nella costruzione delle trincee dei campi di combattimento;
Red Leader, libreria sospesa, si conforma alle casse che
contenevano le munizioni, mentre il sof Crowded afastella
cuscini, ognuno rappresentante una diversa bandiera nazionale.
Ma la forza di Free Falling, seduta ottenuta dallo schianto
di un manichino dalle forme femminili in caduta libera
su un volume di lamiera forata accuratamente progettato,
arricchisce la metafora di unintensit performativa che arriva
prima alla percezione, poi alla comprensione.
Cos accade nei Blast di Guy Mishaly, che per il suo progetto
di tesi realizza diversi volumi di lamiera metallica saldata
e forata a laser che, per via alchemica, si trasformano
in sgabelli grazie a unesplosione che Guy progetta
da esperto dinamitardo, arrivando dopo molti tentativi
a una formula matematica (segreta) per lesatta proporzione
G
uy Mishalys explosions and Ezri Tarazis crashes are
the product of shrewdly calculated destructive procedures
that carefully channel all the energy needed to showin a material
way, on the objects themselves, the unpredictability, stress
and uncertainty of ongoing global change.
It takes some mental agility in order to believe that the world
weve seen over the past decade is a place where we thought we
might be happy. International political crises, the collapse
of the world economy, and rising religious extremism
that sometimes expresses itself in high levels of violence. All these
trends undermine the notion that peace, security
and well-being are unalienable rights for all.
Ezri Tarazi and Guy Mishaly were at the Bezalel Academy
as teacher and former student respectively, and this is the reason
that they nowwork in Jerusalem, that ancient cradle of civilisation
where the worlds three great monotheistic religions live side
by side. But the causes and efects of an unresolved confict
have also become deeply embedded there. Jerusalemepitomises
the kind of extreme society that experiences hostility and tension
on a daily basis. Once a vicious circle of violence and hostility
have become part of the DNAof a place, the resulting situation
is perceived as normal.
Political and social critique is a classic part of Ezri Tarazis output.
His recent designs include the SofReventment sofa, an orderly
stack of sand-bags of the kind you see in military trenches;
Red Leader, a wall bookshelf that looks like anammunitionbox;
and the Crowded sofa, a chaotic pile of cushions each
made of parts of national fags.
However, the sheer impact in every sense of Free Falling,
a chair created by allowing a concrete-flled female manikin
to free-fall onto a carefully designed perforated box, is able
to enhance the metaphor with a performative intensity
that creates a shif fromperception to comprehension.
Something similar also happens with Guy Mishalys Blast.
His university thesis was a set of laser-perforated/welded metal
boxes alchemically turned into stools by means of controlled
explosions (Mishaly is intrigued by the possibility of manipulating
energy) which, afer much trial and error, yielded a (secret)
mathematical equation determining the exact amount
of explosive required.
Nella pagina accanto, dallalto:
i cilindri e i parallelepipedi Blast
dopo la lavorazione della lastra
metallica, pronti per essere fatti
esplodere. In basso: i volumi
trasformati in sgabello dopo
la deagrazione.
Opposite page, top to bottom:
sheet-metal cylinders and boxes
of Blast ready to be exploded.
Bottom: the resulting metal stools.
Creation by Destruction
Angela Rui
Due designer
israeliani utilizzano
esplosioni e schianti
per generare
oggetti singolari.
Two Israeli designers
use explosions
and crashes
to create unpredictable
and unusual objects.
125 519
Guy Mishaly, Blast, 2011
Un foglio metallico, marchiato a laser con il titolo
del progetto, viene sagomato e saldato per ottenere
cilindri e parallelepipedi, lasciando aperta la parte
inferiore. Su quattro punti di ogni volume vengono
fssati i cavi che contengono complessivamente
30/40 grammi di esplosivo TNT. Grazie a un sistema
elettrico che consente la detonazione a distanza,
il pezzo viene fatto esplodere azionando la carica
da una cabina di controllo che si trova a 100 metri
dalloggetto. Lesplosione provoca il collasso
nei punti dove erano state piazzate le cariche,
generando le quattro gambe dello sgabello per strappo
e rovesciamento dellacciaio. Nessun pezzo risulta
identico a un altro. Il processo non causa perdita
di materia: il peso iniziale e fnale lo stesso (4/5 kg).
Apiece of sheet metal, laser-branded with the
project title, is shaped and welded to produce
open-botomed cylinders and boxes. Explosive
cables containing 30/40 g of TNTare atached
to four points on each shape.
Te charge is remotely detonated by cable from
a control cabin 100 maway.
Te blast forces out the metal where the charges
were atached to produce the stools four legs.
Every stool is diferent, and no material is wasted:
the initial and fnal weights are the same (4/5 kg).
Materiale / Material: lamiera
dacciaio da 1 mm / 1-mm steel
metal sheet
Location: area esterna di collaudo
della manifattura di materiali
esplosivi Haroshet Industries,
Israele / outdoors explosives testing
facility, Haroshet Industries, Israel
Percentuale di riuscita /
Success rate: dalla messa
a punto dellequazione, 95% /
95% (since nalisation of equation)
Il punto di partenza di Blast stato capire come poter navigare lenergia, come creare manipolando lenergia
che normalmente utilizzata per detonare e distruggere. Guy Mishaly
126 519
The starting-point with Blast was to try and understand how to surf energy, and how to create something
by manipulating the energy normally used to detonate and destroy. Guy Mishaly
Guy Mishaly
(Israele, 1983). Industrial designer.
Si laureato alla Bezalel Academy
of Arts and Design di Gerusalemme
e durante gli studi ha partecipato
a un programma di scambio
internazionale con la Parson-
The New School for Design
di NewYork. Blast il progetto
con cui si laureato.
(Israel, 1983). Industrial designer.
He graduated in 2011
from the Bezalel Academy
of Art and Design in Jerusalem
with the Blast project (which
is presented here). During his studies
he participated in a student exchange
program at the Parsons-The New
School for Design in NewYork.
www.guymishaly.com
127 519
a quellumanesimo olandese trascritto da Erasmo
da Rotterdam nel suo memorabile Elogio della Pazzia,
o dipinto da Hieronymus Bosch che negava la supremazia
dellintelletto per dare spazio ad aspetti trascendenti
e irrazionali, certamente liberatori.
Per quanto non esista una motivazione storica o culturale
ad accumunare le ricerche citate, attualmente in questi
territori che si registra, nella cultura del progetto,
la violenza latente della quotidianit. Violenza che sta
nella societ e quindi nel progetto, che rimane
un gesto di per s irreversibile.
Tutto ci da considerare come un dato positivo: rifette
comportamenti che osservati dalluniverso del design
scavalcano le pratiche tradizionali del progetto e mirano
alla connessione emotiva tra utente e oggetto, aprendo
a rifessioni sulla condizione della societ contemporanea.
Dove non c traccia, o speranza, di miglioramento rispetto
a una situazione in atto, allora laspetto interiore di questa
realt a essere aumentato di intensit, rendendone non solo
visibile, ma direttamente percepibile e praticabile lintero
processo drammaturgico.
materiale-esplosivo. Tarazi e Mishaly procedono con violenza.
Creano distruggendo. Progettano il processo innescato
che valorizza e manifesta gli oggetti. Disegnano limprevisto
grazie al quale il risultato sempre diverso e inaspettato.
Linnesco (Blast) e lo schianto (Free Falling) sono momenti
di vertigine preannunciata da unattesa eccitata, e il loro
efetto scaricare le tensioni individuali e i rituali collettivi
in atti performativi che esorcizzano
e rilassano le nevrosi e le paure del quotidiano.
Nel design risultati simili si sono raggiunti nei Paesi Bassi
e in territori limitrof. Maarten Baas con la serie Smoke
colleziona neri fantasmi incenerendo icone del design
moderno, e il Porca Miseria! di Ingo Maurer cristallizzava
unesplosione di stoviglie a mezzaria con schegge volanti.
Per il progetto Do Create proposto da Droog
e dedicato al coinvolgimento dellutente, si vista plasmare
a randellate la seduta della Do Hit Chair di Marjin Van Der
Poll, cubo di metallo fornito di mazza, cos come potenziare
il valore di un vaso insignifcante (Do Break Vase,
Frank Tjepkema e Peter Van Der Jagt) scagliandolo addosso
a qualcuno/qualcosa o lasciandolo schiantare
a terra nelleventualit di una lite domestica.
Progetti come questi sembrano riconducibili
Penso che ci stiamo
spostando dallera romantica
del design verso lidea
di un Design Progressive.
Ezri Tarazi
Progettando un sistema
che provveder sempre a un unico
risultato, ho tentato di creare
un mondo di forme sempre diverse
e straordinarie. Guy Mishaly
In alto: Do Hit Chair, Marjin Van
Der Poll, 2000. Chiara icona di Do
Create, progetto di Droog orientato
al coinvolgimento del consumatore
e alla vendita di unesperienza
pi che di un prodotto, la Do Hit
Chair incarna perfettamente
lo statement dellazienda: Ci che
conta ci che tu fai alloggetto
e ci che loggetto fa a te.
In basso: dalla serie Smoke di
Maarten Baas, la Hill House 1
progettata nel 1902 da Charles
R. Mackintosh e incenerita
dal designer olandese nel 2004.
Top: Do Hit Chair, Marjin
Van Der Poll, 2000. An undeniably
iconic outcome of Droogs Do
Create project aimed at involving
buyers in an experience rather than
a product, the Do Hit Chair
epitomises the companys design
philosophy: What counts is what
you do to the object and what
the object does to you.
Bottom: from Maarten Baas
Smoke series, Hill House 1
designed by Charles R. Mackintosh
in 1902 was torched by the Dutch
designer in 2004.
128 519
transcendent, irrational, and more liberating aspects
of human existence.
Tough the designs weve looked at share no cultural
or historical motivation, the violence latent in everyday
life does seema common denominator of todays
design culture. Since there is violence in society, there is
violence in design, which is itself irreversible.
All this should be seen as positive: it refects behaviour which,
in a design perspective, bypasses traditional design procedures
in an efort to drawemotional links between user and object
that open the way to thoughts about the nature of contemporary
society. Where theres no sign, or hope of improvement in a given
situation, its the interior reality of the situation that intensifes,
making the entire dramatic process not only visible but also
directly perceivable and viable.
Tarazi and Mishaly deal
with violence. Tey create
through destruction.
Teir literally explosive
processes both reveal
and enhance the identities of objects, harnessing the
unpredictable in order to obtain results that are always diferent,
and almost always unexpected. Detonation (Blast) and release
(Free Falling) are eagerly-awaited, vertiginous moments that
relieve individual tensionandenact collective rituals inperformative
acts that exorcise and ease neuroses and everyday fears.
Designers in the Netherlands and neighbouring regions have
achieved similar results. Maarten Baass Smoke collection
is a group of ghosts of design classic that have been burned
and then preserved in a clear epoxy coating, and Ingo Maurers
Porca Miseria! lamp freezes fragments of exploding dishes in mid
air. Moreover, Droogs Do Create project turns users into
co-designers Marjin Van Der Polls Do Hit Chair invites them
to bludgeon a metal box (supplied with a hammer) into the shape
they want. Similarly, Frank Tjepkema &Peter Van Der Jagts
Do Break Vase makes an ordinary-looking vase more meaningful
by smashing it against someone or something, or hurling it
to the foor should a marital tif develop.
Projects like these hark back to the Dutch humanismof Erasmuss
memorable In Praise of Folly, and Hieronymus Bosch paintings
that deny the supremacy of intellect to make roomfor the more
I think were
moving from
a Romantic
Age of design
towards an idea
of Progressive
Design. Ezri Tarazi
In designing a system that always
ensures the same result, I tried to
create a world of forms that are always
diferent and unexpected. Guy Mishaly
In alto, da sinistra: Frank Tjepkema
rivisita Vase of Phases (DROR
Studio), applicando alloriginale
lo stesso principio di Do Break
Vase (a lato), progettato nel 2000
con Peter Van Der Jagt per Do
Create di Droog. La rottura
volontaria del vaso ne provoca
la decorazione, trasformando
lo stress in creazione. Lanima
di gomma mantiene i frammenti
nella posizione originale.
In basso: Porca Miseria!,
Ingo Maurer 1994. La lampada
costituita da frantumi di stoviglie
scelti e assemblati per simulare
unesplosione.
Above, left to right: Frank Tjepkema
revisits Vase of Phases (DROR
Studio) by subjecting the original
to the principle behind Do Break
Vase (right), designed with Peter
Van Der Jagt in 2000 for Droogs
Do Create project. Deliberately
breaking the vase produces
the decoration on it, turning stress
into creation. The vases rubber
core holds the fragments in their
original positions.
Bottom: Porca Miseria!, Ingo
Maurer 1994. Shards of broken
crockery are selected and assembled
to simulate an explosion.
129 519
Ezri Tarazi, Free Falling, 2011
Un manichino in plastica, riempito di cemento,
viene issato con una carrucola a unaltezza
di 4/5 metri grazie a una fune legata alle due
estremit di una barra metallica posizionata
orizzontalmente allinterno del corpo. Lasciata
la fune, lo schianto del manichino sul volume ne
provoca la deformazione e sagoma la seduta.
La foratura della lamiera assorbe il colpo senza
compromettere la saldatura. Loggetto ottenuto
viene successivamente verniciato a polvere.
A concrete-flled, plastic female mannequin
is hoisted via a pulley to a height of 4/5 metres
using a cable tied to both ends of a metal bar
running through the mannequins neck.
Releasing the cable causes the dummy to crash
onto the trapezoidal metal box, bending it into
the shape of a seat. Te perforations on metal
sheet absorb the impact without damaging
the welds. Te resulting object is then powder
coating painted.
Materiale / Material: lamiera
metallica forata da 1 mm /
1-mm perforated metal sheet
Location: seminterrato
della Bezalel Academy,
Gerusalemme / basement
of Bezalel Academy, Jerusalem
Percentuale di riuscita /
Success rate: 100%
Free Falling una metafora della condizione umana
contemporanea. Ho scelto un manichino femminile poich
la donna interpreta il futuro dellumanit pi delluomo,
e il suo crash rende lintero processo ancora pi triste.
Ezri Tarazi
130 519
Free Falling is a metaphor of the situation human beings
nd themselves in now. I decided to use a female mannequin
because a woman interprets the future of humankind better
than a man, and her crash makes the whole process even
sadder. Ezri Tarazi
Ezri Tarazi
(Israele, 1962). Industrial designer
e docente di progettazione, nel 1996
ha fondato il Tarazi Design Studio
e ha diretto il Master in Disegno
Industriale no al 2004 alla Bezalel
Academy of Arts and Design
di Gerusalemme, dove attualmente
insegna. Nel 2010 il suo studio
stato selezionato per la National
Design Triennial di NewYork.
(Israel, 1962). Designer, theoretician,
and educator. He started Tarazi
Design Studio since 1996 and until
2004 he acted as chair of the
Masters Program in Industrial
Design at the Bezalel Academy
of Art and Design in Jerusalem,
where he currently teaches.
In 2010 his studio was chosen
to be presented at the National
Design Triennial 2010 in NewYork.
www.tarazistudio.com
131 519
The Netherlands for U.N. Headquarters
A team led by Hella Jongerius reshapes the North Delegates Lounge in NewYork
design
project 3
519 132
LOlanda per lONU
Un team guidato da Hella Jongerius
ripensa la lounge dei delegati
nel Palazzo di vetro di NewYork

O
M
A
519 133
Diplomazia oggi
Giovanna Borasi
W
allace K. Harrison, larchitetto americano che ha diretto
i lavori del teaminternazionale di progettazione degli
U.N. Headquarters a NewYork (1947), defn con lespressione
workshop per la pace sia lo spirito del gruppo, sia il carattere
che auspicava per il futuro complesso. Secondo la storica
Victoria Newhouse, Harrison non considerava le Nazioni Unite
unistituzione, ma un processo, vivo e continuo, di defnizione
e discussione della loro stessa identit. Lobiettivo del progetto
era quindi disegnare un luogo che stimolasse la collaborazione
e facilitasse un aperto dibattito tra le diverse nazioni.
Harrison si era immaginato di permeare ledifcio
con i presupposti del lavoro collettivo degli architetti. In realt
diversi documenti storici testimoniano che il lavoro del team
stato estremamente impegnativo e confittuale: il flm
di Peter Rosen*, intitolato proprio con il motto di Harrison
e realizzato in occasione del 60 anniversario delle Nazioni
Unite, ne ricostruisce lafascinante e politicamente complessa
storia, rivelando le contrastanti e competitive idee di questo
gruppo di 11 architetti.
Editare e conservare il cambiamento
La progettazione di gruppo ancora oggi alla base degli
interventi nel Palazzo delle Nazioni Unite. Un team olandese
(la designer Hella Jongerius, larchitetto Rem Koolhaas/OMA,
la grafca Irma Boom, lartista Gabriel Lester e la critica Louise
Schouwenberg) infatti al lavoro per ripensare la lounge
dei delegati, che svolge da sempre un ruolo fondamentale
nel facilitare la possibilit di dialogo tra i rappresentanti
dei 192 stati membri, creando occasioni di incontri informali
e ofrendo tempi supplementari per dibattiti e confronti.
Lapproccio dei progettisti quello di un attento editing:
lavorano cio sullarchitettura e su tutti i diversi elementi
spazio, mobili, fniture, uso di tecnologie esistenti
nel progetto originale, considerando anche tutte le successive
trasformazioni. Come per un testo passato nel tempo
1952 1959
attraverso diverse mani, gli editor attuano diverse strategie:
riportare alla versione originale larchitettura dello spazio
(demolendo il mezzanino), conservare alcuni elementi
originali (lorologio allingresso), magari inserendoli in una
nuova partitura (le opere darte e alcuni mobili), aggiungere
nuovi elementi (fniture, sistema dinformazione, mobili).
Questo lavoro assume una valenza simbolica, in quanto
la scelta di cosa conservare o meno interviene direttamente
sulla storia della lounge e sul modo di esercitarvi
la diplomazia. Ogni gesto si inscrive cos in questa storia,
amplifcandone il signifcato originale, ma aggiornandola
rispetto alle dinamiche del modo di dialogare di oggi.
La RE-Lounge Chair e il Bubble Desk disegnati da Hella Jongerius
vanno in questa direzione: una sedia leggera su ruote
per facilitare incontri informali o impromptu, capace
di adattarsi a diverse esigenze, e un tavolo per lavorare
al computer protetti da una bolla di privacy.
Il dono e lincontro
Fino al 2013 il complesso sar oggetto di un totale
rinnovamento: come allorigine, le Nazioni Unite hanno
chiesto ai diversi stati membri di prendersi cura di alcuni spazi.
In questa tradizione, il dono non consiste meramente
delloccuparsi di uno spazio: ofrendo il progetto, una nazione
ofre anche la sua cultura. Molti degli elementi nuovi
introdotti dal team olandese rifettono proprio questa
intenzione con pezzi noti del design nazionale, come
la poltrona disegnata da Gerrit Rietveld nel 1936 o il tavolo
AVL Workbench di Atelier van Lieshout. Ma, soprattutto,
i nuovi elementi sono carichi di richiami simbolici e materiali
alla cultura dei Paesi Bassi. Le tende Knots &Grid e Knots &Beads
disegnate rispettivamente da Irma Boom e da Hella Jongerius,
per esempio, richiamano la tradizione della pesca, citano
il paesaggio marittimo nella pittura storica, rievocano
la fondazione della Nuova Amsterdam allinizio del 1700.
1952
La lounge del quartier
generale secondo
Hella Jongerius,
Rem Koolhaas/OMA,
Irma Boom,
Louise Schouwenberg
e Gabriel Lester.
*
A Workshop for Peace,
Peter Rosen, 2005, 54 minuti
www.unmultimedia.org/tv/
webcast/2011/09/a-workshop-for-
peace.html
La lounge allorigine, con i mobili donati dai paesi
scandinavi / The lounge in its original state,
with furniture gifted by Scandinavian countries.
La grande mappa chiude la vista dellEast River /
The great map blocks the view of the East River.
Nuova disposizione delle sedute /
New seating layout.
134 519
Diplomacy today
W
allace K. Harrison, the American architect in charge
of the international teamthat designed the U.N.
Headquarters in New York (1947), once stated that
the phrase a workshop for peace described both his
colleagues teamspirit and how he hoped the future
complex would turn out. According to historian Victoria
Newhouse, Harrison thought of the United Nations
not as an institution but as part of a living and ongoing
process of defnition and debate that would delineate their
own identity. Tus, the aimof the project was to design
a place that would foster cooperation and facilitate free
debate between nations.
Harrison envisaged that the new building would be imbued
with the teamspirit of its architects, but the historical
evidence shows that the actual work was both extremely
challenging and fraught with confict. Produced to mark
the 60th anniversary of the United Nations, Peter Rosens
flm*, which bears Harrisons moto as its title, traces
the organisations fascinating and politically complex
history, and lays bare the competing ideas that clashed head
on within the teamof eleven architects that designed it.
Editing and preserving
Teamwork still underlies modern-day changes to the United
Nations Building. A Dutch group comprising designer
Hella Jongerius, architect RemKoolhaas/OMA, graphic
designer Irma Boom, artist Gabriel Lester and critic
Louise Schouwenberg is currently redesigning the North
Delegates Lounge that has always played a key
role in facilitating dialogue between the representatives
of the 192 member nations by providing a seting
for both informal meetings and out-of-hours dialogue,
debate and deal-making.
Careful editing of the existing architecture and its various
components (space, furniture, fnishes, IT) which takes into
1975 1979 2011
account all the changes that have been made over the years,
is central to the teams approach. As with a historical text
handed down by successive copiers, the editors have
adopted a number of strategies: reinstating the original
interior (removal of the mezzanine), preserving and
repositioning some of its features (the clock at the entrance,
and artworks and furniture), and adding new ones (fnishes,
computer stations, furniture). Teir work is symbolic in the
sense that the decision to preserve some features and discard
others constitutes an epoch-making change to the lounge
that directly afects the kind of diplomacy that goes on there.
Teir every action becomes a part of this history, broadening
its original meaning while also bringing it more into line with
the way modern diplomatic encounter and exchange works.
Hella Jongerius RE-Lounge Chair and Bubble Desk are a step
in this direction: the former is a lightweight, multipurpose,
mobile chair built to facilitate informal or impromptu
meetings; the later is a computer desk with a privacy bubble.
Gifing and cultural encounter
Te UNcomplex will be totally renovated by 2013. When
it was frst built, various member states were asked to design
some of its interiors. Continuing this tradition, the Dutch
gif isnt just a remit to redesign a particular interior; in this
case a nation has also donated a part of its culture. Many
of the new features introduced by the Dutch teamrefect this
aimsince they include such classic examples of Dutch design
as the Gerrit Rietveld easy chair (1936) and the Atelier van
Lieshout AVL Workbench. Most importantly, however, many
new features are imbued with material and symbolic
references to Dutch culture. For example, Hella Jongerius
and Irma Booms net-like Knots & Beads and Knots & Grid
curtains carry references to their countrys fshing tradition
and maritime history, as well as seascapes which celebrate
the founding of New Amsterdamin the early 18th century.
The headquarters
lounge according
to Hella Jongerius,
Rem Koolhaas/OMA,
Irma Boom,
Louise Schouwenberg
and Gabriel Lester.
*
AWorkshop for Peace, Peter Rosen,
2005, 54 minutes
www.unmultimedia.org/tv/
webcast/2011/09/a-workshop-for-peace.
html
Knoll Chair e / and Harrison-Abramovitz
Floor Lamp: il nuovo progetto
le mantiene / the new design retains them.
Viene aggiunto un mezzanino, che il nuovo intervento
rimuover / A mezzanine has been added, later to be
removed in the new design.
Stato di fatto prima dellintervento /
The situation before editing.
135 519
Opere darte, dono di Cina, Romania, Iran e Colombia
Artworks by China, Romania, Iran and Colombia
Tenda Knots & Beads
Curtain Knots & Beads
Bubble Desk
Bar
Ingresso
Entrance
Tenda Knots & Grid
Curtain Knots & Grid
Peacock Chair
RE-Lounge Chair
Polder Sofa
Tavolino AVL Workbench
AVL Workbench Side Table

O
M
A
136 519
Corridoio / Corridor
Finitura: moquette
Colore: marrone /
Finish: carpet
Color: brown
Ingresso / Entrance area
Finitura: moquette
Colore: marrone tinta unita,
come in corridoio /
Finish: carpet
Color: monotone brown,
equal to corridor
Pavimento principale /
Main foor
Finitura: moquette
Colore: bicromatico,
marrone e grigio /
Finish: carpet
Color: duotone,
brown and grey
Bar / Bar area
Finitura: pavimento resiliente
Colore: marrone, come
la moquette e il corridoio /
Finish: resilient oor
Color: brown, equal
to carpet and corridor
Pareti e sofftto /
Walls and ceiling
Finitura: Ridipinti
Colore: originale /
Finish: re-painted
Color: as original
InfoWall (parete ovest / West)
Finitura: 231 display di carta
elettronica con il programma
dellONU incorporati
in un pannello MDF /
Finish: 231 E-paper displays
featuring the schedules
of the UN incorporated
in an MDFpaneled wall nish
Parete sud / South wall
Finitura: alluminio sabbiato
Pannelli: intonati al disegno /
Finish: sanded aluminum
Panels: according to drawing
Facciata nord / North Faade
Tende: a rete /
Curtain: mesh
Facciata est / East Faade
Tende: composte da perline /
Curtain: beads
La nitura del pavimento viene completamente modicata.
Moquette di diversi colori e trama deniscono aree diverse
allinterno della lounge. Nellingresso vengono ripristinati
lorologio e la scritta Information originali, sopra un nuovo
volume di resina (al centro). Il sistema di informazione
del programma delle diverse attivit una volta manuale (in alto)
viene trasformato in un sistema digitale (e-paper), integrato
allinterno della parete dingresso in pannelli modulari MDF.
The oor coverings have been completely changed. Carpeting
of different colours and weaves marks out various areas inside
the lounge. At the entrance the original clock and Information
sign, above a new resin desk (centre). The once-manual
Programme of Meetings board (in top) is now a computerised
system (e-paper) incorporated in the modular MDF panels
of the entrance wall.
137 519
Sulla facciata a nord, il posizionamento
attuale delle tende viene modicato
in modo da essere parallelo
allinclinazione originale della supecie
vetrata, per sottolineare il volume
orginale della lounge. Le tende quella
a nord disegnata da Irma Boom
(Knots & Grid, a sinistra) e quella
a est da Hella Jongerius (Knots
& Beads, a destra) creano una tta
griglia formata da li di tessuto, nodi
e in quella a est anche da 30.000
elementi in ceramica fatti a mano.
Le pagine tratte dal libro
di presentazione del progetto, disegnato
da Irma Boom, raccontano i diversi
elementi che compongono il progetto
e le loro niture. La palette dei colori
applicata sia su pezzi classici del design
olandese, sia sui nuovi prodotti nasce
da unattenta analisi dei colori originali
presenti allinterno del Palazzo
dellONU.
On the north faade, the curtain hangs
are being altered to position them
parallel to the original tilted window
panes, highlighting the lounges original
shape. The curtains on the north faade
by Irma Boom (Knots&Grid, left)
create a tight, net-like grid of threads
and knots; the one on the east faade
by Hella Jongerius (Knots&Beads, right)
incorporates 30,000 handmade
ceramic beads.
The pages from the presentation book,
drawn by Irma Boom, illustrate
the various components of the project
and their nishes. The palette of colours
used for both the classic Dutch design
pieces and new products derives from
a careful study of the original colour
schemes inside the UN Headquarters
Building.
138 519
139 519
140 519
a cura di / edited by Mia Pizzi
testi di / descriptions by Susanna Berengo Gardin
La cura del dettaglio
Attention to detail
P
Portfolio
CAPPELLINI
Tafelstukken | design Daphna Laurens
www.cappellini.it
1
141 519
3
Elemento clou del progeto la base,
costituita da assi di rovere intersecate
e gambe a perfeto incastro nei fori dei piani,
ispirati alle superfci lunari e previsti
in marmo di Carrara bianco o in Ductal.
Disponibile nei diametri di cm50 per cm42
di altezza e di cm70 per cm37 di altezza.
Acharacteristic feature of the design
is the base, made up of a set of interlocking
oak panels and legs that ft perfectly
into the holes in the top, which is inspired
by the surface of the moon and made
of white Carrara marble or Ductal.
Available in diameters of 50 cm
(height 42 cm) and 70 cm(height 37 cm).
2
Santachiara riprende le sculture a proflo
continuo sviluppate dallartista forentino
Giuseppe Bertelli, riconducendone lidea
di serialit al campo proprio del design
industriale. Il pouf di lycra colorata disegna
nel proflo il volto di un uomo e come
sempre accade nella proposta polifunzionale
di Campeggi nasconde al suo interno
un leto singolo gonfabile. Contenuto
per dimensioni (cm70 di diametro),
il pouf disponibile in diversi colori.
Santachiara takes the idea of continuous
profle sculptures developed by Florentine
artist Giuseppe Bertelli into the world
of industrial design. When viewed from
the side, these colourful lycra poufs suggest
the profle of a mans face, and (typically
for Campeggis multi-functional output)
hides an infatable single bed inside.
Small in size (diameter 70 cm),
the pouf comes in a choice of colours.
1
Nata nel 2010 come serie autoprodota
dai designer olandesi Daphna Isaacs
e Laurens Manders, la collezione
di lampade-complementi ora proposta
da Cappellini. I tre modelli sono
polifunzionali: la lampada da tavolo anche
vuotatasche o porta fruta; le due versioni
da terra possono essere utilizzate
come tavolino. Tra design e artigianato,
si presentano con forme quasi elementari,
materiali tradizionali massello di noce
naturale e ceramica e detagli
che guardano al passato cavi di tela,
dadi a farfalla, interrutori di legno.
Disponibili nei colori blu, sabbia e marrone.
Originally created in 2010 as a series
produced by Dutch designers Daphna
Isaacs and Laurens Manders themselves,
this collection of lamp-complements is now
produced by Cappellini. Te three models
are multi-functional: the table lamp doubles
as a valet tray or fruit bowl; the two foor
versions can be used as an occasional table.
Tis design itemwith a handicraf feel
creates almost elementary forms using
traditional materials (walnut and ceramic)
and features details that take us back in time:
fabric-covered wires, wing nuts, a wooden
switch. Available in blue, sand and brown.
4
La consolidata esperienza nellalta ebanisteria
di Cassinasi esprimeanchenel Portemanteau,
ideato nel 1957 per le Units de Camping,
e oggi riproposto in collaborazione
conla Fondazione Le Corbusier. Si compone
di unpannellodi rovere neroopacoe pioli
a fungodi massellodi rovere colorato,
collocati a diferenti altezze inbase alle misure
del Modulor. Fa parte della serie Authentic
Wood, insieme con altri tre progeti
della maturit artistica di Le Corbusier,
il cui comune denominatore lusoespressivo
del legno: Tabouret , Table de Confrence
e Table de Travail avec Rayonnages.
Cassinas wide-ranging experience inthe feld
of top quality cabinet-making also comes
across in the Portemanteau coat rack,
originally created in 1957 for the Units
de Camping, and nowbrought back
into production in collaboration with the
Le Corbusier Foundation. It consists of anoak
panel with mat black fnish and knobs
incolouredoakthat are positionedat diferent
heights using the so-called modulor
measurements. It is part of the Authentic
Wood series, together with another three
items fromLe Corbusiers later period,
all using wood in a particularly expressive
way: Tabouret , Table de Confrence
and Table de Travail avec Rayonnages.
5
Lo specchio e il comodino hanno base
e ripiano a raggi di legno tornito. Come
il leto della stessa serie, guardano alle
tradizionali sedie scandinave con schienale
a fusi disposti a raggiera. Ma sono fruto
di tecniche di lavorazione innovative:
Gli elementi verticali e le gambe cilindriche,
realizzate per tornitura, sincontrano
con gli elementi orizzontali pi razionali
e lineari spiega Fioravanti creando
un risultato semplice ma pieno di detagli
che si svelanopianpiano. Di legnodi frassino
tinto weng, misura cm52x193x45
di profondit (lo specchio) e cm45x47x45
di profondit (il comodino).
Te base and shelf of the mirror and bedside
table feature a rowof wooden bars.
Like the bed in the same series, the design
is based on traditional Scandinavian chairs
with spindles arranged in a fan arrangement.
Tey are made using an innovative
technique: Te vertical elements and
turned cylindrical legs meet the horizontal
elements in a more rational, linear way
Fioravanti explains creating a simple
result whose many details are gradually
revealed. Made of weng-stained ashwood,
they measure 52x193 cm, depth 45 cm
(the mirror) and 45x47 cm, depth 45 cm
(the bedside table).
ATIPICO
Orbital | design Julian Pastorino e / and Cecilia Suarez
www.atipiconline.it
3
CAMPEGGI
Santapouf | design Denis Santachiara
www.campeggisrl.it
2
CASSINA I MAESTRI
Portemanteau | design Le Corbusier
www.cassina.it
4
FLOU
Sveva | design Odoardo Fioravanti
www.fou.it
5
142 519
P
Portfolio
ALIAS
ToTaime | design Philippe Starck & Eugeni Quitllet
www.aliasdesign.it
1
CASAMANIA
Loop | design Sophie De Vocht
www.casamania.it
2
1
Per Starcklappendiabiti unoggetototemico
(da cui il giocodi parole del nome), esile
edessenziale. La strutura centrale di alluminio
estruso completata da una base
e da unelementosuperiore, speculari, infusione
di alluminio. Disponibile in versione cromata
overniciata bianca, nera, grigia orossa,
atrezzabile con vuotatasche di alluminio
e vassoiodi vetroverniciato. Misura cm175x48.
Starcks coat stand is a slender, simple
totemic item(hence the word play in the
name), whose central extruded aluminium
structure splays out with cast aluminium
sections at the top and botom. Available
in a chrome-plated version, or painted black,
white, grey or red, it can also be fted with
an aluminiumstorage element and painted
glass tray. It measures 175x48 cm.
2
La seduta informale nasce dalla passione
della giovane designer olandese per la tecnica
del tufing, tipica della lavorazione artigianale
dei tappeti: la strutura di metallo fa
da supportoadasole di tessutodi dimensione
crescente, che si aprono a ventaglio
sul pavimento. Amet tra oggeto darredo
e tappeto, unisce il comfort di una chaise
longue allabbracciodel tessuto. Le dimensioni
sonocm90x55x210 di profondit.
Aninformal chair that was inspiredbytheyoung
Dutchdesigners interest intherug-making
technique known as tufing: the fabric loops
supported on the metal frame grow
to an exaggerated size until they spill out
onto the foor. Part seat, part carpet, it ofers
the comfort of a chaise longue while celebrating
textiles. 90x55 cm, depth 210 cm.
3
La lavorazione del tappeto completamente
manuale, i materiali impiegati tecnologici.
Gli anelli di Tefon sono uniti da una treccia
piata di flato Rope in poliolefne
resistente agli agenti atmosferici e stabile
nei colori lavorati con una tecnica che crea
un gioco di trasparenze. Il tappeto lascia
cos intravedere il pavimento e pu essere
utilizzato anche come decoro per pareti.
Nelle misure di cm100x300 o cm280x90,
anche per utilizzo outdoor.
Tis rug is entirely hand made using hi-tech
materials. Te Tefon rings are held together
by a fat polyolefn Rope yarn, which
is weatherproof, colourfast and braided
in a way that creates a sequence of diferent
textural efects with empty spaces
in between that let the foor showthrough.
Te rug can also be used as a wall covering.
It measures 100x300 cmor 280x90 cm,
andis suitable alsofor outdoor environments.
4
Il lavorodei due artisti centratosulla creazione
di pezzi unici, nati dalla trasformazione
di mobili di recupero, pezzi di design
edelementi dinterior atraverso tecniche
innovative applicate alle superfci e ai tessuti.
Per Baxter hanno realizzato questa famiglia
di tavolini dai piani di resina tratati
con tecnica serigrafca, la cui estetica
quella di un quadro incorniciato.
Te work of the two artists centres around
the production of unique pieces made
by transforming salvaged furniture, designer
items and interior furnishing elements using
innovative techniques applied to surfaces
and to fabrics. For Baxter they made this set
of tables each one with a top screen-printed
in a way that makes it look like a framed
picture (hence the wordplay of the name).
5
A di Alessi raccoglie i prodoti di design
orientati a un pubblico pi allargato, come
questa felice serie di complementi tra grafca
e poesia. Il flo di acciaio cromato lavorato
con una tecnica industriale derivata
da unapprofondita ricerca tecnologica:
i segmenti di metallo sono piegati, tranciati,
accostati in modo da creare un motivo
inclinato e quindi fssati con invisibili punti
di eletrosaldatura. Applicata allormai nota
famiglia di oggeti da tavola, la tecnica
ora impiegata per la produzione di tre
nuovi elementi: uno sgabello impilabile,
un portaombrelli e un portabiancheria.
A di Alessi, a collection of designer items
aimed at the public at large, includes
this clever series of complements that are
poetic and visually striking at the same time.
Te chrome-plated steel wire is worked
using a sophisticated hi-tech process:
the metal sections are folded, cut
andassembled to create a slanting motif
andelectro-weldedwithinvisible connections.
Used for the nowwell-known family
of tableware items, this technique is now
being applied to the production of three
newelements: a stackable stool, an umbrella
stand and a laundry basket.
6
La fnitura sabbiata esalta la qualit materica
delle sedute di forma organica, le cui linee
fuide ricordano quelle degli atolli tropicali
(da cui il nome). Il volume scultoreo dato
dallalternanza di lastre di marmo Travertino
paglierino o noce, conclusa da un sedile
di legno di frassino termo-tratato. Proposte
intre misure, per impieghi indoor e outdoor,
si prestano a composizioni multiple.
Tesandedfnishenhances thematerial quality
of these organically-shaped seats, whose
fowing lines recall the contours of tropical
atolls (the oasis of the name). Teir sculptural
volume is created by alternating layers
of Travertine marble or walnut with heat-
treated ashwood. Tey come in three sizes,
can be used indoors or outdoors and are
ideal for creating multiple compositions.
7
Interno Lorenz il nome della collezione
con cui il marchio di orologeria milanese
entra nel mondo dellinterior design.
Il modello a muro facile e quotidiano,
hi-tech e ben ingegnerizzato, rotondo
e classico ma insieme nuovo ed evolutivo.
Dellomonimo modello da polso riprende
il disegno deciso e i colori accesi,
nonch linsolita visualizzazione delle ore
con la lanceta che inquadra i numeri.
Ha cassa di alluminio verniciato opaco
con vetro dal diametro di cm30.
WithInternoLorenz collectionthe
Milan-based watchmaker enters the world
of interior design. Tis wall clock is simple
and everyday, hi-tech and well engineered,
in a classical round shape but with a new,
evolved look. It has the same name as the
wristwatch whose bold design and bright
colours it shares, along with its unusual
window-shaped hour hand and framed
numbers. Te case is mat painted
aluminium; diameter 30 cm.
8
Per Michele De Lucchi i tavolini sono
veri e propri modelli di architeture,
con colonne, travi, piani, pavimenti.
Con locchio dellarchiteto e la maestria
del falegname ne ha costruiti 19, tuti
di noce massello, utilizzando il legno
messo a disposizione da Riva 1920. Robusti,
conincastri solidi e giunti confgurati secondo
tradizione, ma dindiscutibile eleganza
per la semplicit del disegno e la defnizione
dei detagli. Una collezione di piccole sculture,
costruzioni senza scala, senza proporzioni
e misure di riferimento, senza gradini
e ballatoi per salire o scendere tra i piani.
Nonnecessariamente da usare.
For Michele De Lucchi the occasional
tables are real models of architecture, with
columns, beams, levels and fooring. With
the eye of the architect andthe workmanship
of the carpenter, he has made 19 samples
in all, using solid walnut made available
by Riva 1920. Tey are sturdy and have
solid traditional-style joints, but are
unquestionably elegant for their simplicity
of design and defnition of detail.
Acollection of small structures, buildings
without scale, without proportion
and reference measurements, with no steps
or ledges to go up and down between
the foors. Not necessarily to be used.
9
Di segno leggero e fessibile nelluso,
il tavolino verniciato accompagna
la poltrona omonima ed propostoincinque
tonalit, coordinate alla base della seduta:
bianco, nero, verde acido, arancio o azzurro.
Di alluminioquindi totalmente riciclabile
ha diametro di cm45x48 di altezza.
Tis lightweight and fexible painted table,
designed for use with the armchair of the
same name, comes in fve colours to match
the structure of the chair it is used with:
black, white, acid green, orange or sky blue.
It is made of aluminiumso is completely
recyclable, has a diameter of 45 cm
and is 48 cmhigh.
10
Luniversodel designer spagnolosi muove
spessosul sotile confne tra arte e design.
Lispirazione nasce dallosguardosul passato
e dal recuperodelle tecniche artigianali, come
inquesta serie di tavolini bassi, congambe
asimmetriche di ontano, tornite informe
diverse. Tondi oretangolari, i tavoli hanno
pianodi MDFe vetrolaccatoindiversi colori.
Te Spanish designers work hovers
on the borderline between art and design.
His inspiration comes froman observation
of the past and a revival of traditional craf
techniques, as seen on these lowtables
with asymmetrical alderwood feet
of diferent shapes. Tey can be round
or rectangular and have a top made of MDF
and lacquered glass in various colours.
143 519
BAXTER
Table-au | design Aurel K. Basedow
e / and Draga Obradovic
www.baxter.it
4
PAOLA LENTI
Loom | design Axel Russmeyer
www.paolalenti.it
3
LORENZ
Iconograph Wall | design Werner Aisslinger
www.lorenz.it
7
KREOO BY DECORMARMI
Oasi | design Enzo Berti
www.kreoo.com
6
A di ALESSI
A tempo | design Pauline Deltour
www.alessi.com
5
MICHELE DE LUCCHI
Tavolini | design Michele De Lucchi
www.amdl.it
8
B&B ITALIA
Husk tavolino | design Patricia Urquiola
www.bebitalia.it
9
BD BARCELONA DESIGN
Multileg low table | design Jaime Hayon
www.bdbarcelona.com
10
Dematerializzare le mensole
Paring shelves down to essentials
Le mensole della libreria, autoportante o a parete,
sono sotili profli di tondino piegato. La dentatura
posteriore delle spalle di legno ne consente
il movimento in orizzontale o in verticale, in nome
della massima libert di composizione / Te shelves
of the self-supporting or wall-mounted bookcase
are made of thin metal rods bent into a rectangular
shape that simply slot into notches at the back
of the wooden uprights at any height, as required.
Iper-personalizzazione
Letting it all hang out
La strutura di metallo derivata da una complessa ricerca
tecnologica accenna alla forma della poltrona, che vive
solo se imbotita degli oggeti scelti (cuscini, giornali, libri).
La loro assenza rende insensato il progeto / Te metal
framework created froma complex technological
process only really starts to look like an armchair when
its stufed with personal belongings (cushions, newspapers,
books or even cuddly toys). Until it is, the whole structure
is pointless.
La variabile nel piano
Any top will do
Le gambe del tavolo, a morseto, sono
adatabili a qualsiasi piano. Pi gestibili
di quelle a cavalleto / Te legs clamp
onto any kind of table top. Much easier
to set up than a trestle.
Scheda prodotto /
Product card
Azienda / Company
Gruppo Sintesi
Prodotto / Product
Traliccio
Design
4P1B Design Studio
Scheda prodotto /
Product card
Azienda / Company
De Vorm
Prodotto / Product
Clamp a leg
Design
Jorre van Ast
Scheda prodotto /
Product card
Prodotto / Product
Comfy Cargo Chair
Design
Stephan Schulz
145 519
P
Portfolio
1
La strutura dellappendiabiti ne suggerisce
un uso libero e informale: sale verso lalto
con segmenti che sinnestano uno sullaltro,
lasciando libera unestremit da utilizzare
per appendere indumenti e oggeti a diverse
altezze. Il disegno grafco defnito
dai profli a sezione quadrata di alluminio
che formano delle Y tridimensionali.
Disponibile in bianco o nero, misura
cm60x56x167 di altezza.
Acoat stand with a particularly informal
structure that makes it highly fexible:
the variously connected Y-shaped,
square-section aluminiumsegments
rise up vertically to produce
a three-dimensional tree with branches
at diferent heights that can also be used
to hang things like bags and umbrellas.
It comes in black or white and measures
60x56 cm, height 167 cm.
2
Di assoluto rigore nella forma, lo scafale
di compensato gioca con la prospetiva
e la percezione dello spazio: in modo quasi
impercetibile, leggermente pi alto
e profondo da un lato. Wrong cita lestetica
del Movimento Moderno e in particolare
il minimalismodi Le Corbusier nel Cabanon:
Volevo che il pezzo si riferisse a questa
epoca oltre che al presente, dove arte
e design sono divenuti meno defniti.
Misura cm143x95x340 di profondit .
Asimple plywood construction that plays
on tricks of perspective and the way space
is perceived: the shelf unit is indeed slightly
taller and deeper at one end. Wrong cites
the aesthetic of the Modern Movement
and more specifcally the minimalism
of Le Corbusier as expressedinhis oak cabin:
I wanted the piece to refer to this era
and beyond to the present day where art
and design have become less defned.
It measures 143x95 cmand is 340 cm
in depth.
3
Lo scorso anno, in occasione del
75 anniversario, Artek ha acquisito i diriti
dei progeti di Ilmari Tapiovaara,
uno dei maestri conclamati che, con Alvar
Aalto, hanno contribuito alla defnizione
dellidentit del design fnlandese.
Lo sgabello Pirkka fa parte di una famiglia
di sedute e tavoli disegnati nel 1955
prendendoispirazione dai mobili tradizionali
fnlandesi. Di legno massello, ha strutura
di betulla laccata e seduta di pino, fnito
a olio, verniciato o laccato.
Disponibile nelle altezze di cm65 o 80.
For its 75
th
anniversary last year, Artek
bought the rights to the designs of Ilmari
Tapiovaara, who along with Alvar Aalto
ranks as one of the masters of Finnish
design. Te Pirkka wooden stool
is part of a family of seats and tables
designed in 1955 and inspired by traditional
Finnish furniture. It has a lacquered birch
structure and oil-fnished, painted
or lacquered pinewood seat.
It comes in two heights: 65 or 80 cm.
4
Il rimando al campo dellespressione
artistica evidente in questo specchio
a forma antropomorfa, che non esaurisce
la sua funzione nel solo ato di rifetere.
Di vetro piano (spessore 6 mm) pu essere
fssato alla parete oppure essere distanziato
tramite elementi in tubo metallico
che lo rendono utilizzabile anche
come appendiabiti. Misura cm160x56
ed disponibile anche in versione
mezzo busto (cm92,5x56) nella sola
installazione a parete.
Tere is a clear reference to the world
of artistic expression in this mirror
designed as a female formthat does more
than simply refect. Made of fat glass
(6 mmthick), it can be atached to the wall
or set apart fromit through the use of metal
spacers which allowit to be used as a clothes
stand. It measures 160x56 cmandalsocomes
in a bust-only version (92.5x56 cm)
exclusively for wall-mounted installation.
ARTEK
Pirkka Barhocker | design Ilmari Tapiovaara
www.artek.f
3
LIVIT BY FIAM
Anna | design Mario Mazzer
e / and Primo Formenti
www.famitalia.it
4
DANESE
Rise | design Gerardo Mar
www.danesemilano.com
1
ESTABLISHED & SONS
Perspective | design Sebastian Wrong
www.establishedandsons.com
2
146 519
P
Portfolio
3
Da pi di 50 anni la lavorazione artigianale
del legno il punto di forza di Morelato.
Come in questa credenza, in cui il legno
il vero protagonista e il mobile si fa
supporto discreto. La strutura di acero
o weng con piedini di inox satinato, le ante
sono di noce nazionale fammato o in altre
essenze. Elemento di sorpresa la laccatura
interna con colori accesi giallo, blu eletrico
o verde che crea un piacevole contrasto
con le tonalit naturali del legno.
Misura cm200x100x43 di profondit.
Morelato has been crafing beautiful
wooden furniture for over 50 years,
as demonstrated by this newsideboard,
on which wood is the protagonist
and the cabinet becomes a discreet support.
Te structure is maple or weng with
supporting legs in stainless steel. Te doors
are made of Italian walnut or other types
of wood. Te surprise feature is the brightly
coloured lacquering on the inside yellow,
electric blue or green which creates
a nice contrast with the natural colour
of the wood. 200x100 cm, depth 43 cm.
4
Pezzo iconico dellazienda, lo sgabello
viene ora proposto in una nuova versione
che unisce materiali tecnologici e naturali.
La seduta in PBTpoliestere con particolari
qualit di resistenza al peso e al calore,
proveniente dal setore automobilistico
infati abbinata a gambe tornite di legno
di faggio, con piedini in gomma dello stesso
colore della seduta.
Tis iconic stool nowcomes in a newversion
combining hi-tech and natural materials.
Te seat is made of PBT, a kind of polyester
used in car-making that is particularly able
to support weights and withstand heat.
It has beechwood legs with rubber feet
the same colour as the seat.
2
Il carrello polifunzionale pensato
per adatarsi alle diverse strumentazioni
multimediali e agli ambienti lavorativi
in continua evoluzione. Di alluminio,
movimentabile con sicurezza grazie
alle ruote, ma di estrema stabilit, fornito
di piani regolabili e di vano con ripiano
di chiusura scorrevole che accoglie prese
e cavi, i quali risalgono lungo il montante,
celati allinterno di canaline, per collegarsi
ai diversi apparecchi.
Amulti-purpose trolley of various forms
for multimedia equipment andthe constantly
changing workplace. It is made of aluminium
and is on wheels so that it can be safely
moved around, but is nevertheless extremely
stable. It has adjustable shelves
and a compartment with a sliding door
to hold electrical sockets and cables,
which are then fed out of sight through
vertical channels before re-emerging
at the top for atachment to the various
devices.
1
Il tavolino ha disegno asciuto, che rivisita
forme tipiche degli anni Cinquanta,
con gambe sotili di metallo
verniciato nero e piani sinuosi laccati
nelle fniture Lemacolortrend.
disponibile in quatro dimensioni,
variabili da cm60x55x51,1 di profondit
a cm129,5x37x110,4 di profondit.
Tis atractively designed table reproduces
furniture styles popular in the 1950s:
slimline black metal legs and contoured
tops with Lemacolortrend lacquer fnish.
It comes in four diferent sizes, from
60x55 cm(depth 51.1 cm) to 129.5x37 cm
(depth 110.4 cm).
UNIFOR
Move 010 | design Luciano Pagani
e / and Angelo Perversi
www.unifor.it
2
KRISTALIA
BCNWood | design Harry&Camila
www.kristalia.it
4
MORELATO
Sherwood | design Maurizio Duranti
www.morelato.it
3
LEMA
Flowers | design Roberto Lazzeroni
www.lemamobili.com
1
Ordine apparente
Te cupboard
was(nt) bare
Lidea del vuoto interno ricreata
sulle ante chiuse del contenitore:
lordine c, anche se solo apparente /
Te closed fronts of the unit create
the illusion that theres nothing inside,
so everything looks tidy,
even if it isnt really.
Linterazione delle funzioni
Interactive functions
Specchio con mensola di legno naturale
o laccato colorato. Un unico elemento contiene
lessenza dellarredo / Asingle element in natural
or lacquered wood provides two furnishing
functions: a mirror and a shelf rolled into one.
Confrontarsi con l artigianato
Handy and crafty
Gli incastri che avvolgono le gambe ricordano
linnesto di pale e vanghe. La lastra di ferro tagliata
e lavorata a mano, cos come avviene per pieghe,
torsioni e stiramenti / Te legs are fted to the top
the same way handles are atached to shovels
and spades. Te sheet iron surface is cut, hand-bent
and hand-twisted to the required shape.
Scheda prodotto /
Product card
Prodotto / Product
Tools
Design
Federico Angi
per / for
Sampietro 1927
Scheda prodotto /
Product card
Co edizione
Oxyo-Made in Design
Prodotto / Product
Mirette
Design
Guillaume Delvigne
Scheda prodotto /
Product card
Prodotto / Product
Neverfull
Design
Sir Albert & Mr Simon
148 519
P
Portfolio
ERBA
Dado | design Giorgio Soressi
www.erbaitalia.it
3
GLAS ITALIA
Boxy | design Johanna Grawunder
www.glasitalia.com
1
DIAMANTINI & DOMENICONI
Bucket | Pascal Tarabay
www.diamantinidomeniconi.it
2
1
In questi contenitori di specchio
lessenzialit geometrica si sposa con
il gioco delle superfci rifetenti e nella
versione con lampada interna nascosta
degli inserti luminosi. Il modello
a parallelepipedo orizzontale dotato
di cassetone con fondo di cristallo nella
stessa fnitura dellesterno, mentre il cubo
e il parallelepipedo verticale hanno anta
e ripiani di cristallo temperato extralight.
Su ruote, con interno di rovere moro scuro.
On these mirror-fnish storage units,
geometric simplicity is combined with
the intriguing efects produced by the
refecting surfaces and on the version
with built-in lighting system by the
corner inserts that emit coloured light.
Te rectangular horizontal unit has a
drawer with a glass botomin the same
fnish as the outside. Te cube and vertical
rectangular unit have a door and tempered
extralight glass shelves. All the versions
are provided with wheels; the inside
of the unit is dark brown oak.
2
Il portariviste ma non solo dispirazione
nordica ha semplice forma di tronco
conico e maniglione centrale di ferro.
Defeto il contrasto tra la naturalit
del rivestimento esterno in ciliegio,
rovere, rovere tinto weng e i colori
vivaci dellinterno. Ha diametro di cm64
per cm45 daltezza.
Tis container for magazines and other
things Nordic in inspiration takes
the formof a simple truncated cone
with a large iron handle in the middle,
and features a visually striking contrast
between the natural quality of the exterior
(cherry, oak, weng-stained oak)
and the brightly coloured interior.
Diameter 64 cm, height 45 cm.
3
La lavorazione artigianale consente
una produzione su misura di questo
pouf capitonn adatabile a qualsiasi
ambiente con rivestimento in ogni tipo
di tessuto e di pelle. Ha strutura di legno
multistrato e poliuretano espanso a densit
diferenziata privo di CFC. Le dimensioni
sono di cm48x48x48.
Tis pouf with capitonn fnish (which
can be produced to customised designs)
is suitable for any roomin the home.
Te structure is made of plywood
and CFC-free variable-intensity expanded
polyurethane; the covering can be fabric
or leather. Size: 48x48x48 cm.
4
Da oltre 20 anni specializzata
nella lavorazione del legno, Horm
ha recentemente avviato la
sperimentazione di nuovi materiali,
spesso in collaborazione con Steven Holl.
Ne un esempio questo sistema di sedute
o tavolini (per interni ed esterni),
composto da due moduli liberamente
afancabili, realizzati in pietra leccese,
metallo verniciato bianco o nero
e legno okum.
With over 20 years of experience
in crafing wooden furniture, Horm
recently began branching out into
new materials, ofen in collaboration
with Steven Holl. A good example is this
systemof seats and tables (for indoor
or outdoor use), made up of modules
designed to be placed side by side in any
kind of arrangement.
Tey are made of Lecce stone, white
or black painted metal or okum wood.
5
La madia caraterizzata dagli spessori
sotili di top e fanchi (12 mm) che ne
esaltano la pulizia formale. disponibile
nelle due varianti a terra (cm182,5/
220x68,7x50,8 di profondit)
o sospesa (cm180/220x49,2x50,8
di profondit), con ante complanari,
scorrevoli o batenti, e maniglia a flo.
A sideboard with slimline top and sides
(12 mm) that emphasise the simplicity
of the design. Available in two versions:
foor (182.5/220x68.7 cm, depth 50.8 cm)
or wall-mounted (180/220x49.2 cm,
depth 50.8 cm), with co-planar sliding
or hinged doors and fush-fting handle.
6
Progetati durante un decennio,
tra gli anni 50 e 60, i pionieristici mobili
di tubolare metallico e lamiera forata
di Mathieu Matgot sono
indiscutibilmente classici del design.
Tra i pezzi riproposti da Gubi, oltre
alla celebre sedia Nagasaki, anche questo
colorato appendiabiti di otone e acciaio
dallaspeto decisamente vintage.
Designed between the 1950s and 1960s,
Mathieu Matgots pioneering furniture
items in tubular metal and perforated
sheet metal have become design classics.
As well as the famous Nagasaki chair,
Gubi has also brought back into
production this colourful brass
and steel coat rack, which has a decidedly
vintage feel.
7
Lo spirito davanguardia rivive in questi
colorati elementi dalle forme primarie,
di facile utilizzo, semplici ma di forte
impato visivo. Librerie, comodini, piccoli
mobili nascono cos dalla combinazione
di assi verticali e orizzontali rivestite
di laminato plastico, vivacemente decorate
sul fronte mentre rimangono grigie
sui fanchi e nei ripiani.
Te avant-garde spirit returns with
these colourful, easy-to-use elements,
in very basic shapes but visually striking.
Vertical and horizontal elements
are brought together in a simple
arrangement to create bookshelves,
night stands and other furniture items.
Tey have a plastic laminated fnish
and are decorated on the front
but lef plain grey on the sides and shelves.
8
Al catalogo Kartell mancava un orologio
da parete. Nella versione di Starck
una scatola quadrata e trasparente,
con numeri romani incisi sulla superfcie.
Sul quadrante interno spiccano le sotili
lancete arancio, colore feticcio del
designer. Misura cm30x30.
Kartell has never had a wall clock
in its product catalogue before.
Starcks version is a transparent square box,
with Roman numerals engraved onto
the surface. Te eye-catching hands inside
are in the designers favourite orange
colour. 30x30 cm.
9
Di segno grafco, la piccola libreria pensile
pu vivere singolarmente o comporre
per aggregazione partiture pi ampie,
accostando i singoli moduli in parallelo
o sfalsati. Prodota con pannelli di fbra
di legno a media densit verniciati bianco
gofrato e con schienale di melaminico
bianco, ha spalle e ripiani di spessore
sotile (mm6) e misura cm81,6x96x20
di profondit.
A small but particularly striking bookcase
which can be installed on its own
or as a larger confguration created
by combining several modules
in parallel or staggered arrangements.
It is made of MDF panels with
micro-gofered lacquer fnish and
melamine back. Te sides and shelves
are just 6 mmthick. Te unit measures
81.6x96 cmand is 20 cmdeep.
149 519
HORM
Hexagon | design Steven Holl
www.horm.it
4
ZALF/GRUPPO EUROMOBIL
Madia
www.gruppoeuromobil.com
5
DOMODINAMICA
I Policromi | design Alessandro Mendini
www.domodinamica.com
7
GUBI
Coatrack multicolor | design Mathieu Matgot
www.gubi.dk
6
KARTELL
Tic&Tac | Philippe Starck con / with Eugeni Quitllet
www.kartell.it
8
MDF
Randomito | design Neuland Industriedesign
www.mdftalia.it
9
GALLOTTI&RADICE
George 11 | design GR Studio
www.gallottiradice.it
1
TISETTANTA
Pyllon | design Ennio Arosio
www.tisettanta.com
2
FLEXFORM
Tris | design Centro Studi Flexform
www.fexform.it
3
NANIMARQUINA
Sabossa - Practik Collection | design Mayte Matutes + Lourdes Humet
www.nanimarquina.com
5
POLIFORM
Woodstock | design Jean-Marie Massaud
www.poliform.it
6
VITRA
Guridon Bas | design Jean Prouv
www.vitra.com
4
151 519
P
Portfolio
DRIADE
Acate | design Borek Sipek
www.driade.it
7
LIVING DIVANI
Bukva | design Victor Vasilev
www.livingdivani.it
8
1
Il progeto interviene sullaspeto freddo
del cristallo mediante luso di profli
colorati e di elementi angolari dacciaio
che ammorbidiscono e sagomano
il raccordo tra i piani, dando forza
al disegno. I tavolini cubici hanno piani
di cristallo extralight temperato (mm8),
profli retroverniciati sabbia, castagno,
cadet blu, fou e parti metalliche dacciaio
inox lucido. Disponibili nelle dimensioni
cm30x30x30, 40x40x40 e cm50x50x50.
Te design exploits the cold quality
of glass through the use of coloured trims
and steel corner reinforcements that sofen
and outline the connection between
the surfaces, creating a more striking visual
efect. Te cube-shaped tables are made
of 8-mmtempered extralight glass,
with back-painted trims sand, chestnut,
cadet blue, fou and polished stainless
steel corner elements. Available in three
sizes 30x30x30 cm, 40x40x40 cm
and 50x50x50 cm.
2
Minimale e squadrata, la cassetiera
dotata di quatro elementi e un cestone
che si muovono su guide invisibili
e silenziose. Coordinata al leto omonimo,
completa la proposta per la note
di Tisetanta, ma facilmente inseribile
in qualsiasi ambiente. Misura cm98x99
per 55 di profondit.
Achest of drawers with a simple
rectangular design with four drawers
and one deep botomdrawer that slide
out on invisible, noiseless runners.
Designed to match the bed of the same
name, the unit completes Tisetantas
bedroomcollection, but can also be used
elsewhere in the home. It is 98 cmwide,
99 cmhigh and 55 cmdeep.
3
I tavolini si caraterizzano per la scelta
di materiali pregiati e latenta lavorazione:
la strutura di legno massello, mentre
il piano realizzato in marmo (Calacata
oro, Nero marquina, Emperador),
in legno massello di frassino naturale
o tinto (noce, ciliegio, teak, caf, weng,
ebano, marrone) oppure in legno massello
di noce canaleto naturale o tinto
(caf e scuro). Sono disponibili
con piani in diversi diametri e altezze.
Tese occasional tables stand out for
the high-quality materials and
workmanship that went into their
manufacture: the structure is solid wood,
the top is marble (Calacata gold,
Marquina black, Emperador), natural
ash (or alternatively stained walnut, cherry,
teak, cofee, weng, ebony and brown)
or solid Canaleto walnut (optionally dark
or cofee stained). Available with tops
of diferent diameters and heights.
4
Una strutura di lamiera preformata
raccorda gli elementi che compongono
il tavolo da saloto a tre gambe di legno
massello, con robusto piano impiallacciato.
Disegnato nel 1944, loriginale versione
in legno tropicale nota come Table
Africaine ora riproposta da Vitra in rovere
tinto scuro cui si afanca la versione
in rovere naturale con laccatura efeto
naturale. Ha diametro di cm79,8
per cm34,6 di altezza.
Afolded sheet metal structure connects
the elements that make up this three-legged
wooden table, which has a sturdy
veneered top. Designed in 1944, the original
version made of tropical wood and known
as the Table Africaine is nowremade
by Vitra in impregnated dark oak along
with a natural oak version with
natural-efect lacquered fnish. Te top
is 79.8 cmin diameter, height 34.6 cm.
5
La seduta informale disegnata nel 1968
ora proposta da Nanimarquina in veste
rinnovata. Il pouf con cuscino accessorio
rivestito dal nuovo tessuto tricot
composto da fbra di poliestere riciclato
al 100%, resistente allacqua. adato
alluso interno come esterno, anche
in abbinamento al tappeto Practik,
disegnato da Elena Somalo, fabbricato
nello stesso materiale. Le misure sono
cm70x140x40 di altezza per il pouf
e cm70x70x30 di altezza per il cuscino.
Te informal seat designed in 1968
is nowbrought back by Nanimarquina
in a newguise. Te pouf with accessory
cushion is covered in a newknited
fabric made from100%recycled polyester
that is water resistant. It is suitable
for both indoor and outdoor use, also
in combination with the Practik rug,
designed by Elena Somalo and made
of the same material. Te pouf measures
70x140 cm(height 40 cm); the cushion
is 70x70 cm(height 30 cm).
6
In questi cofee table lessenzialit
geometrica dei volumi si combina
con la possibilit di giocare sui contrasti
di materiali e colori, aggregando
liberamente i singoli elementi. Disponibili
nelle dimensioni di cm15-30x160x21,3
di altezza, sono prodoti con pannelli
di legno impiallacciato rovere spessart
o laccato opaco in 28 colori.
On this cofee table the geometric
simplicity of the volumes combines
with the possibility of creating contrasts
of colours and materials, as the individual
elements are variously combined.
Te panels are either spessart oak veneered
or mat lacquered in 28 colours
and measure 15-30x160 cm, height 21.3 cm.
7
Lapproccio anti-funzionalista
e la predilezione per i materiali tradizionali
di Sipek si esprimono in maniera evidente
in questo appendiabiti di otone,
che combina linterpretazione poetica
dellelemento naturale con un linguaggio
contemporaneo. La strutura ha fnitura
opaca, le foglie sono lucide.
Misura cm48x176x42 di profondit.
Sipeks anti-functionalist approach
and his love of traditional materials
come across clearly in this brass coat rack,
which poetically interprets the metal
in a contemporary idiom. Te structure
has a mat fnish, the leaves are shiny.
It measures 48x176 cm, depth 42 cm.
8
Lo scafale-scultura modulare composto
da cinque ripiani con pannelli frontali
di dimensioni e profondit diverse,
che creano un efeto tridimensionale
scandito dallalternarsi ritmico
di pieni e di vuoti, di particolare efeto
nelle confgurazioni che accostano
pi moduli. Di lamiera dacciaio verniciata
con polvere epossidica bianca o nera
(a richiesta anche nei colori RL_K7
a catalogo), ogni modulo misura
cm35x154x35 di profondit.
Amodular bookcase with a sculptural
quality, with fve shelves and front panels
of diferent sizes and depths that create
a three-dimensional efect based on the
alternation of solids and voids, which
is particularly eye-catching when several
modules are grouped together. It is made
of black or white epoxy-painted sheet
steel (on request also in RL K7 colours).
Each module measures 35x154 cm,
depth 35 cm.
152 519
P
Portfolio
1
Con inconfondibile accento poetico,
le designer svedesi continuano la loro
esplorazione del mondo dellillusione.
Lo specchio incorpora una consolle
di legno che si rifete sulla superfcie,
restituendo limmagine di un tavolo
rotondo. Con cornice e consolle laccate
opache inpi colori, misura cm94x207x29,5
di profondit; la consolle alta cm77,6.
Displaying an unmistakably poetic
approach to design, the Swedish female
designers continue their exploration
of the world of illusion. Te mirror
incorporates a wooden console that
is refected to create the impression of a fully
round table. Te frame and console
are lacquered in a choice of colours.
It measures 94x207 cm, depth 29.5 cm;
the console is 77.6 cmhigh.
2
Forme angolari e rigorose unite
alla lavorazione artigianale di materiali
pregiati sono il punto di forza di questi
complementi da esterno, ma impiegabili
anche in altri spazi. La serie comprende
un tavolino di alluminio e ceramica
trasformabile in braciere, una lampada a olio
di ceramica, tre portavasi di diverse dimensioni
e un pouf con strutura di alluminio rivestita
di corda nera intrecciata.
Quality materials hand-crafed into
intriguingly angular forms. Tis outdoor
collection (but the items can also be put
to use indoors) comprises an aluminium
and ceramic table that turns into a barbecue,
a ceramic oil lamp, three plant pot holders
of diferent sizes and a pouf
with an aluminiumstructure covered
in black braided cord.
3
Sempre pi ampia dal punto di vista
tipologico, la proposta di complementi
afanca la produzione di sistemi per la zona
giorno e note di Rimadesio. Fil rouge
lutilizzo del vetro in accoppiata
con lalluminio, come in questa nuova serie
di cofee table, allinsegna della massima
variet cromatica: 50 tinte opache e lucide
nella collezione di vetri laccati Ecolorsystem
per il piano oltre allacrilico bianco
opaco e 30 laccati opachi Ecolorsystem
per la strutura disponibile anche
con fnitura anodizzata, bianca opaca
e lucida, brown e titanio.
Rimadesio is ofering an increasingly
extensive range of products that
complement its living area and bedroom
systems. Arecurrent feature is the use
of glass coupled with aluminium, as seen
for example in this newseries of cofee
tables. Tey come in an extremely wide
range of colours: 50 mat and gloss shades
for the collectionof Ecolorsystem-lacquered
glass top (as well as mat white acrylic)
and 30 Ecolorsystem-lacquered mat shades
for the support structure, which is also
available with anodised, mat and gloss
white, brown and titaniumfnishes.
4
Originale variante dei tavolini inseribili
luno nellaltro. La strutura portante,
cromata lucida, costituita da due elementi
a C capovolte, incrociate asimmetricamente,
che permetono linserimento non solo
di altri tavolini, ma anche di pouf cilindrici.
I piani possono essere tondi in cristallo
colorato o quadrati e retangolari in essenza;
mentre i pouf sono rivestiti di tessuto,
pelle o feltro.
An interesting variation on the nest
of tables theme. Te shiny chrome support
structure consists of two C-shaped
elements upturned in a non-symmetrical
way, and other tables or cylindrical poufs
can be inserted into them. Te tops can be
circular (in coloured glass) or square
and rectangular (in wood); the poufs have
removable fabric, felt or leather covers.
5
Di estrema pulizia formale, il contenitore
modulare puessere utilizzatosingolarmente
o comporre confgurazioni pi ampie.
Progetato per luso in ambienti domestici
come lavorativi, ha strutura di alluminio
estruso lucido, ripiani di vetro temperato
verniciato, pannelli e antine di metacrilato.
Extremely unfussy inits design, this modular
shelving unit can be used alone
or in multiples to any required width.
Suitable for both home and ofce use,
it has a shiny extruded aluminiumstructure,
painted tempered glass shelves,
and methacrylate panels and fronts.
6
Il consolidato sodalizio tra Meritalia
e Pesce esplora nuove strade con questo
progeto, continuazione ideale
della sperimentazione sulle resine
poliuretaniche iniziata dallartista
a NewYork e concretizzatasi tra il 2003
e il 2004 nella serie Fish Design.
La ricerca sui materiali si combina
conle assodate capacit tecniche di Meritalia,
in una collezione di pezzi unici lavorati
a mano, che oltre a proporre nuove
creazioni riprendono alcuni spunti risalenti
agli anni 90. Il portaombrelli della serie
Senzafne fabbricato in poliuretano
estruso a caldo, nei colori bianco, nero,
rosso, verde o giallo.
Te well-established collaboration between
Meritalia and Pesce explores newpathways
with this design, which conceptually
continues the experimental work
with polyurethane resin begun by the artist
in NewYork that resulted in the 2003-2004
series Fish Design. Tat research
into the use of materials combines
with Meritalias technical capabilities
to produce a collection of hand-made
one-of items, some of themnew, some
of themtaking their inspiration from1990s
design. Te umbrella standinthe Senzafne
series is made of hot-extrudedpolyurethane,
in black, white, red, green or yellow.
7
I tavolini hanno base volumetricamente
importante di acciaio laccato o inox satinato,
completata da un piano di cristallo,
metallo, laccato o HPL. La versatilit
della serie consente di variare fniture,
misure e altezze, creando aggregazioni
di notevole impato visivo.
Tables with sturdy base in polished
or dull steel, and glass, metal, lacquered
or HPL top. Te versatility of the series
means that various fnishes, sizes
and heights can be combined to create
interior furnishing systems with great
visual appeal.
8
Evidente il richiamo alle sedute tecniche
del passato in questo sgabello alto che
utilizza una semplice vite per la regolazione
del sedile. Lappartenenza al design
industriale evidente nella strutura austera,
di tubolare metallico a sezione retangolare.
Disponibile con telaio dacciaio o laccato
e sedile di rovere sbiancato, tinto nero
o bianco, misura cm50x70/80 di altezza.
Tis bar stool, whose style harks
nostalgically back to days gone by,
has a seat that can be height-adjusted
by simply turning a screw. Its industrial
design roots come across in the restrained
structure, made of rectangular section
tubular metal. Available with a lacquered
or stainless steel frame with wooden seat
in bleached, black stained or white oak.
50x70 cm, height 80 cm.
9
Basato su un unico modulo di cm36,8x36,8,
il sistema permete di creare elementi
di diferente lunghezza orientabili
e aggregabili liberamente in confgurazioni
sempre diverse, dalle librerie ai piccoli
contenitori da utilizzare come complementi.
Accorgimento progetuale estetico
e funzionale il particolare taglio
degli spigoli, con piani congiunti a 45
e proflo dalluminio inserito tra di essi,
che consente di posizionare i singoli
elementi in verticale come in orizzontale.
Based on a single 36.8x36.8 cmmodule
(as the name tells us), this system
can be used to create elements of diferent
lengths and organised in any kind
of arrangement as required to form
bookcases or small storage units.
An interesting visual and functional feature
is the 45 angle at which the corners are cut
and the aluminiumtriminserted between
them, which allows the individual modules
to be combined vertically or horizontally.
10
Un pensiero progetuale orientato al design
e al continuo rimando tra esterno e interno
alla base delle produzioni di Roda.
Questa versatile collezione di divani
e poltrone comprende, oltre a un cofee
table con piano di pietra grigia, anche
un pouf con strutura di teak rinforzata
dacciaio, che ne garantisce la stabilit.
Misura cm75x75x33 di altezza.
Roda takes a design-oriented approach
to furniture production, blurring
the clear-cut distinction between indoor
and outdoor space. Tis versatile collection
of sofas also includes a cofee table
with grey stone top and a pouf with teak
structure and steel reinforcements
for added strength. It measures 75x75 cm,
height 33 cm.
PORRO
Mirror Table | design Front
www.porro.com
1
KETTAL
ZigZag | design Emiliana Design Studio
www.kettal.com
2
RIMADESIO
Sixty | design Giuseppe Bavuso
www.rimadesio.it
3
153 519
MOLTENI
Domino | design Nicola Gallizia
www.molteni.it
4
MERITALIA
Senzafne - Le Edizioni del Pesce
| design Gaetano Pesce
www.meritalia.it
6
LAGO
36e8 | design Daniele Lago
www.lago.it
9
RODA
Road | design Rodolfo Dordoni
www.rodaonline.com
10
SOVET
Totem | design Lievore Altherr Molina
www.sovet.com
7
LA PALMA
Giro | design Fabio Bortolani
www.lapalma.it
8
REXITE
Boox | design Alberto Basaglia e / and Natalia Rota Nodari
www.rexite.it
5
154 519
design
project 4
SergioAsti, progetti,
cascate, fumi e torrenti
Sergio Asti, projects,
waterfalls, rivers and streams
MarioPiazza
I
ncontrare un progettista di lungo corso pu avere
la controindicazione di restare intrappolati in un microcosmo
infnito di suggestioni nostalgiche. Il ripercorrere le tappe
di una solida attivit professionale e culturale pu essere sofocato
dal ripianto del tempo andato e il confronto non sarebbe mai
un libero scambio, ma una compassata cerimonia, una sorta
di rispettoso inchino. quello che non accaduto nellincontro
con Sergio Asti, uno dei protagonisti della scena progettuale
milanese. Il suo studio ricoperto di segni. E la prima cosa che
colpisce la meditata precisione nella disposizione degli oggetti.
Sono i documenti di una passione, ma sono anche presenze.
C uninsolita mescolanza del porgere a ognuno di essi
il proprio spazio. Aleggia uno spirito che mescola il pragmatismo
meneghino con la gentile efcienza orientale. Questo tiene vivo
il progetto e la memoria lo alimenta. Cos a fanco
degli incoraggiamenti di amici fraterni, troviamo i lavori realizzati,
vasi, posate, porcellane, lampade. E, frammisti, ideogrammi
calligrafci di antichi maestri giapponesi o raccolte di ghirlande
devozionali, realizzate da esperte mani indiane o thailandesi
ma progettate a tavolino a Milano.
Il progetto per Asti occasione dincontro. un esercizio
di razionalit e sapienza professionale che disposta a mettersi
in discussione nellatto concreto del fare. Molti oggetti, oggi noti
e nelle collezioni di musei, nascono da un fare insieme
e dalla sorpresa che il lavoro in comune produce. Il disegno
perfetto di un vaso per Salviati nellatto pratico della manifattura
rivela quello che il disegno non poteva esprimere. Suggerisce
il completamento del progetto, che solo il designer che sa
ascoltare, percepisce e accoglie. Non mette in dubbio lesattezza
e il rigore del pensiero, lo rende solo elastico. Lo espande.
Molto design milanese, quello dei tempi doro, vive di questa
nascosta simbiosi: sicurezza temeraria e rovesciamento del guanto.
Di certo la maestria, anche quella di Asti, nasce dallaccumulo,
dal sentirsi soggetti pieni di desiderio. Portare dentro di s
e collezionare e ordinare e saper disporre. Le pareti e le superfci
dello studio ne sono un manifesto esplicito, a saper guardare.
W
henyoumeet adesigner whohas beenaroundfor alongtime,
thereis always adanger of fallingintothetrapof anendless series
of nostalgicstories. Whenlookingbackat theprofessional andcultural
career of someoneof importance, youcaneasilyfndyourself lost
inmemories of thegoodtimes of thepast andthecomparisonwiththe
olddays is never afreeone, but apatheticceremony, akindof respectful
bow. But this didnt happenwithour meetingwithSergioAsti, akey
player ontheMilanesescene. His studiois coveredwithsigns andthe
frst thingwhichstrikes youis thecareful andpreciselayout of theobjects
there. Teseareevidenceof apassionateapproach, but theyarealso
asignof presenceinthemselves. Teyaremixedtogether inanunusual
way, andeveryoneof themis givenachancetohaveits ownspace.
Teyhaveasenseof amixbetweenMilanesepragmatismanddiscreet
easternefciency. Tis combinationkeeps projects alive, andtheyare
givenforcebyasenseof memory. Andsoalongsidemessages
of encouragement fromgoodfriends, wecomeacross fnishedworks,
vases, cutlery, porcelainobjects, lamps, plus fragments andmixtures
of other things, handwritenideograms byoldJapanesemasters
or collections of devotional garlands, handmadebyexperts inIndia
or Tailandbut plannedandcreatedinMilan.
For Asti, aproject is anopportunitytobringtogether peopleandideas
andways of doingthings. It is anexerciseinrationalitywhichis capable
of beingself-critical inthemoment it creates things inaconcreteway.
As withtheperfect designof avasefor Salviati, wherethepractical
manufacturingprocess reveals somethingwhichcouldnot beexpressed
inthedesignitself. Teactual creationof theobject completes
Nellapparente
e sistematico ordine
si nasconde
il fuoco passionale
del progetto.
Un incontro a Milano.
A situation of apparent
and systematic order
hides a passion
for design. A meeting
in Milan.
foto di / photos by
Chiara Catellani
155 519
Bisogna andare oltre. Naturalmente c anche un lato
che potremmo dire cerimoniale, quello che assilla la mente
al rischio di dimenticare. lo spazio della testimonianza
documentata, da avere a portata di mano e che pu essere
ingannevole. solo una necessit. Il resto sono tracce, servono
a incamminarsi per cercare ogni giorno, e rigenerare il progetto.
Ecco perch Asti progetta in nuce, mosso alle volte da un sentire
interiore o da un desiderio civile. Ne sono una prova questi
progetti di fontane per citt frequentate dallautore, prima
fra tutte la sua citt. Sono sogni concreti e praticabili, messi
a disposizione di una civitas che forse oggi tremula e spaventata
di fronte allo stesso gesto di un porgere disinteressato.
Sono delle ghirlande devozionali per la citt. Ma nel frammento,
nel loro essere il tentativo di ricucitura, il rammendo per lo spazio
pubblico dimenticato, sono anche oggetti poetici, vibranti
depositi di memorie mai sopite. Ecco perch vorremmo
le cascate, i fumi e i torrenti nella piazza della stazione di Milano.
Perch sono torrenti dacqua, riverberi di trasparenze
leonardesche, ma soprattutto sono elenchi ininterrotti
di un sapere progettuale sorgivo e unico. Quel sapere di cui Asti
theproject, andis somethingthat onlyadesigner canfeel, takeon
andlistento. Tis process does not underminethecertaintyandtherigor
of thedesigners thought processes, but makes themmorefexible.
It expands them. Muchof Milanese design, that createdintheboom
period, was baseduponthis senseof hiddenconnections: certainty
andtheoverturningof thoseverysamecertainties. Tereis nodoubt
that expertise, andthis is alsotrueinAstis case, is bornfromasense
of accumulation, fromthesensationthat subjects themselves arefull
of desires; theabilitytocollect andorder things andlaythemout.
Tis canbeseenclearlyonthewalls andsurfaces inAstis studio, if you
knowhowtolookat them. Obviously, thereis alsoaceremonial side
toall this, whichtries torail against therisks of forgeting. Tis is aspace
whichdocuments thesenseof bearingwitness, andthat documentation
is at arms reach, andcancreateillusions, andthis is somethingwhichis
anecessity. Andthentherearetraces, whichhelptocarryonandmove
forward, toreenergizeprojects. Tis is whyAsti plans inanutshell,
andis sometimes motivatedbyasenseof inferiorityor bycivicpride.
Tis canbeseeninaseries of designs for fountains for thosecities where
this designer has spent his time, andaboveall for his owncity. Teseare
concreteandpractical signs, providedfor aciviccommunitywhichtoday,
Alcune vedute dello studio
di Sergio Asti a Milano.
Qui a anco: particolari
di disegni e affettuosi messaggi
di Ettore Sottsass, Aldo Rossi,
Bruno Munari, Konrad Klapheck,
Alessandro Mendini e alcune
ghirlande di ori pressati.
Some images from Sergio Astis
studio in Milan. Here: details
of designs and message
from Ettore Sottsass,
Aldo Rossi,Bruno Munari,
Konrad Klapheck,
Alessandro Mendini and some
garlands of dried owers.
Sergio Asti
(Milano, 1926). Architetto e designer
italiano. Laureato al Politecnico
di Milano, tra i fondatori dellADI,
di cui attualmente socio onorario.
stato invitato in pi occasioni
a realizzare esposizioni collettive
e personali in Italia e nel mondo.
(Milan, 1926). Italian architect
and designer. He graduated
from the Politecnico di Milano,
and was one of the founders
of the ADI, an organisation of which
he is currently an honorary member.
He has exhibited his work in personal
and group exhibitions in Italy
and elsewhere in the world
on numerous occasions.
156 519
Non una composizione di singoli volumi, ma un
monolite di cemento tratato bianco, scolpito, la-
vorato, articolato in altezze diferenti e appoggiato
al centro di una vasca di 25 mdi diametro.
Nella Fontana-Cascata Fiumi e Torrenti lunico
elemento di variabilit e movimento lacqua, che
scende a velocit e andamenti diferenti a seconda
del disegno della superfcie su cui scorre. Un lato
rivestito con ciotoli di varia dimensione e colore
sporgenti 5 cm: qui lacqua traccia mulinelli scen-
dendo con un ritmo veloce. Il lato opposto e un
fanco hanno incisioni che richiamano le linee si-
nuose e irregolari del corso di fumi e afuenti:
landamento pi regolare. Un altro lato presenta
elementi curvilinei sporgenti che interrompono il
fusso di acqua con piccole cascate.
Da una prima vasca (posta allaltezza maggiore),
lacqua scivola lungo le pareti e arriva nel grande
bacino circolare alla base, profondo 50-70 cm, con
un cordolo in granito sporgente largo 50 cm, soto
il quale sono montati alcuni rifetori. Sul fondo,
ciotoli di grandi dimensioni, pietre a flo dacqua e
piante acquatiche.
Fontana-Cascata Fiumi e Torrenti /
Fountain-Waterfall Rivers and Torrents
2008
Not a collection of separate volumes, but a single
block of concrete with a white surface that has
been sculpted, worked and organised to forma se-
quence featuring diferent heights and placed at
the centre of a pool with a diameter of 25 m. With
Fountain-Waterfall, Rivers and Streams the only
variable and mobile element is the water, which
falls in diferent ways depending on how the sur-
face it is running over is designed. One side is cov-
ered in pebbles of diferent sizes and colours: here
the water forms faster-fowing eddies. Te oppo-
site side and one end have 5-cm-deep carvings
that resemble the winding movement of rivers and
their tributaries: the movement here is more regu-
lar. Another side has small protruding elements
where water produces waterfall efect.
From one pool (the highest one), the water fows
down the walls into the large circular 50-70 cm
deepbasinbeneathit, andhas a protruding granite
surround (50 cmwide), under which a number of
spotlights have been positioned. At the back are
large pebbles, stones level with the surface of the
water and aquatic plants.
157 519
Oriental stata disegnata per ornare lo spazio verde
compreso tra la lobby e la piscina dellomonimo al-
bergo a Bangkok. Al centro di una vasca circolare di
diametro pari a 6 metri, sveta come una piccola tor-
re davvistamentounparallelepipedoa pianta retan-
golare(1,7x0,7metri)alto2metri soprail flodellac-
qua. Il volume, in pietra lucidata rosa chiaro,
parzialmente tagliatosu unlato, ha una superfcie in-
clinata sagomata conuna serie di scalini per otenere
lefeto cascata. Oltre al bacino di base, presenta due
vaschedi raccolta: una sulla sommit del corpoprin-
cipale, laltra a met altezza. Lacqua fuoriesce conun
geto potente da tre bocche triangolari sporgenti e
scivola pi lentamente dalla seconda vasca lungo la
parete inclinata, dando origine a un sotofondo mu-
sicale di mulinelli pidolce.
Il basamento della vasca circolare in pietra nera
con il fondo rivestito di ciotoli di varia dimensione
e colore (bianco, grigio e nero). Lilluminazione,
con numerosi fareti incassati, posta lungo la cir-
conferenza di base.
Fontana Oriental / Fountain Oriental 2010
Oriental was designed to decorate the green
space reserved for smokers between the lobby and
the swimming-pool of a hotel. At the centre of a
circular pool whichis some 6 metres indiameter is
what appears tobe a small lookout tower: a rectan-
gular block (1.7x0.7 metres) that stands 2 metres
above the surface of the water. Tis volume, which
is made of pale pink polished stone, is partly cut
through on one side, and has a sloping surface that
is stepped to produce a waterfall efect. As well as
the mainpool there are alsotwocatchment basins:
one at the top of the main body and the other half-
way down. Te water gushes powerfully out of
three triangular spouts and falls more slowly along
the sloping wall giving rise to the musical sound of
gentler whirlpools.
Te black stone of the circular basin is covered at
the botomwith pebbles of diferent sizes and col-
ours (black, white andgrey). Te lighting, whichis
provided by numerous recessed spotlights, runs
round the circumference at the botom.
La Fontana-Cascata, in granito (o pietra) di colore
rosa scuro, una piccola architetura-totem conce-
pita come elemento di arredo urbano per il piazzale
della Stazione Centrale di Milano. Una vasca circo-
lare, con diametro di 36 metri, appoggiata su una
grande aiuola erbosa sopraelevata, contiene un cor-
po centrale a forma di parallelepipedo (con base
quadrata di 2,5 metri di lato e unaltezza di 9), il ful-
crodellopera.
Lacqua zampilla dalla sommit e dalla parte poste-
riore. Il geto superiore scivola lungo i due volumi
curvati che si apronocome braccia fnoa una prima
vasca e, quindi, in una seconda. Sui piani inclinati
sono intagliati piccoli gradini che fanno mulinare
lacqua otenendo cos lefeto cascata. Il secondo
geto scaturisce da una bocca triangolare, posta sul
retro del corpo centrale, sporgente non meno di 30
cme si riversa diretamente nella vasca principale.
Il fondo della grande vasca ricoperto da ciotoli e
arricchitoconpiante acquatiche e pesci. Due cespu-
gli di camelie decoranola parte posteriore della fon-
tana, mentre corpi luminosi colorati (verdi, bianchi,
rossi) creanosuggestivi giochi di luce.
Fontana-Cascata / Fountain-Waterfall 2002
Tis Fountain-Waterfall, in dark pink granite (or
stone), is a small architectural totem which has
been created in order to adorn the square in front
of Milans Central Station. A circular pool with a
diameter of 36 metres, resting on a large raised
grassy base, contains a central parallelepiped
body (9 metres in height with a square base
measuring 2.5x2.5 metres) which is the focal
point of the work. Water comes out from the top
and back of the structure. Te water fromthe top
runs down two curved shapes that open like
arms and lead to the frst and then to a second
basin. Small steps are carved into the sloping sur-
faces so that the water produces a waterfall efect
as it runs down them.
Te second outlet at the back of the main body is
triangular. It protrudes no more than 30 cm and
water fows fromit intothe mainpool. Te botom
of the large pool is covered in pebbles and embel-
lished with aquatic plants and fsh. Two camellia
bushes decorate the fountains rear section, and at-
tractive efects are created by coloured lighting ap-
pliances (red, white and green).
158 519
perhaps, is alitlescaredbysuchgestures of generosity. Teyare
devotional garlands for cities. Andinafragmentedworld, theyprovide
asenseof comingtogether, of mendingbrokenpublicspaces andthus
theycanalsobepoeticobjects, strongdeposits of memories whichhave
never trulydisappeared. Andthis is whyweneedwaterfalls, rivers
andstreams inMilans Central Station, becausetheyremindus
of Leonardos projects andalso, andaboveall, becausetheyunderline
asenseof continuityandalong-termsenseof asinglebountiful kind
of designthinking. Asti understands this kindof thinking, andhetried
toexplainthis in1994alongwayawayfromMilanwhilestill thinking
about Milan. Heis abrief extract of what hewrote, alitletributary
of agreat river: Tefowers of thedesert andpoetryof apoet called
Tuareg, wineauctions inBeaune, Te Treepenny OperawiththeBerliner
Ensembleat theOldVic, FrankLloydWright inChicagoandMies
inChicagoandN.Y, Jacques Brel at theDixHeures, GiannaPederzinis
debut at LaScalainCarmen, Varanasi andtheGanges, roses, jasmines
andsoonfromFragonardtoGrassetoCesarePeverelli whopaints,
Te ContentedSole andTe Beef BaroninLondon, MonTruc enPlumes
andZizis legs andYvesSaintLaurentscostumesattheAlhambra, long,
passionate, fascinatingconversations onsummer evenings withGuido
Carli whowas never happy, curious, interestedandalways full
of questions withhis esoteric-philosophical-ritual-religious EasternTao
BuddhaHinduism, TeDalecarliaandStockholmandHelsinki andthe
sunwhichnever sets inthesummer, theNouveauRomanRobbe-Grillet
Marienbad, thefrst RussiansatellitewhichwesawpassbyinPiazzaCavour
at 10intheevening, cio (that is), Moisseievandtheballet of theRed
Armyat theLiricoTeatrewithAnnaCastelli andMaria, whowas already
sweet andgentle, everythingbyOscarWilde, Jai DeuxAmours, theProcope
inParigi andVoltaireinZurigo, CasablancawithIngridandHumphrey,
Om, Marrakesh(or Marraksc, as theycall it)andtheMamuniaand
Rabat andFezwheretheydyewoodandleather (...)Londoninthe1960s
withEdwardianjackets andMaryQuant, laplumedematante,
theRangoonredteaoferedtomeonaraindaybyannicelitleoldlady
whowas still beautiful andwhosewedsomeelegant sarongs for me,
TeAthens School, Te Magic Flute, Tanizaki Dazai KawabataMishima
andhis seppuku.... Andsoit continues for another fvepages.
testimone e che a suo modo ha provato a elencare nel 1994
lontano da Milano ma pensando a Milano. Ecco unbreve estratto,
unpiccolo torrente di un grande fume: I fori del Deserto
e la poesia di un certo poeta Tuareg, le aste dei vini a Beaune,
The Threepenny Opera con il Berliner Ensemble allOld Vic,
Frank Lloyd Wright a Chicago e Mies a Chicago e N.Y., Jacques
Brel al Dix Heures, la prima volta alla Scala con la Gianna
Pederzini nella Carmen, Varanasi ed il Gange, rose gelsomini
e altro da Fragonard a Grasse e Cesare Peverelli che dipinge,
The Contented Sole e The Beef Baron a Londra, Mon Truc en Plumes
e le gambe di Zizi e i costumi di Yves Saint Laurent allAlhambra,
le lunghe appassionate intriganti conversazioni nelle sere destate
con Guido Carli mai contento curioso interessato afascinato
sempre pieno di domande sul mondo esoterico-flosofco-
religioso-rituale-artistico orientale Tao Buddha Induismo,
La Dalecarlia e Stoccolma e Helsinki ed il sole che non tramonta
mai destate, le Nouveau Roman Robbe-Grillet Marienbad,
il primo satellite russo che si vedeva passare in piazza Cavour
alle dieci di sera, cio, Moisseiev e i balli dellArmata Rossa
al Lirico assieme ad Anna Castelli e la gi dolce e gentile Maria,
tutto Oscar Wilde, Jai Deux Amours, il Procope a Parigi
ed il Voltaire a Zurigo, Casablanca con Ingrid e Humphrey, Om,
Marrakesh (Marraksc, come dicono da quelle parti)
e il Mamunia e Rabat e Fez dove tingono lana e pelli (...) Londra
negli anni 60 giacche edoardiane e Mary Quant, la plume
de ma tante, il the rosso di Rangoon ofertomi in un giorno
di pioggia da una vecchina gentile ed ancora bella che cuciva
per me degli elegantissimi sarong, La Scuola dAtene,
Il Flauto Magico, Tanizaki Dazai Kawabata Mishima
ed il suo seppuku, le buganvillee sulle rive del Chao Phraya,
Zurbarn a Siviglia, il Sarchiapone, Charlie Parker e Miles Davis
in concert (...) i Sex Showa N.Y. e a Copenaghen, le sorelle
Kessler diciassettenni al Lido, lIki (la seduzione per la seduzione),
Flatlandia, La Cumparsita, Adios Muchachos, La Violetera,
i templi Khmer nel nord della Thailandia e i Meo, ....
E avanti per altri cinque fogli.
Altre vedute dello studio, con oggetti,
prototipi, progetti e disegni.
Other views from the studio, objects,
prototypes, projects and designs.
159 519
Italcementi:Efx Design

Progettisti, azienda e cantiere: dibattito


tra lo studio di design LucidiPevere,
Andrea Parodi per Italcementi
e il laboratorio Crea di Piccinelli.
Protagonista un cemento ad alta resa estetica
A conversation that brings together designers,
a company and a laboratory: the LucidiPevere
design studio, Andrea Parodi for Italcementi
and the Crea by Piccinelli lab. Here they discuss
a special cement that gives high-quality results
design
research
di / by Mia Pizzi
Foto di /photos by Chiara Catellani
160 519
Molti designer stranieri hanno subto la fascinazione del cemento:
Benjamin Hubert, Paul Cocksedge, Konstantin Grcic,
Gitta Gschwendtner, Nicolas Le Moigne, solo per citarne alcuni.
E voi, primi in Italia a utilizzarlo non come semplice dettaglio,
ma in maniera assoluta: la vostra lampada per Foscarini
(Aplomb) ha fatto epoca.
Paolo Lucidi Il cemento stato gi utilizzato nel design,
ma ha ancora molto da esprimere, ritagliandosi una certa
originalit allinterno della quantit di prodotti in plastica,
vetro o legno. La fascinazione nei suoi confronti nata dallo
studio del materiale: si pensa al cemento in termini generici,
mentre al contrario si tratta di un materiale molto duttile,
dalle molteplici declinazioni. Ci piace la sua superfcie,
ogni volta diversa, che determina lunicit di ciascun pezzo,
ma ne apprezziamo anche le prestazioni in campo termico:
una lampada si rafredda e si riscalda nel giro di pochi minuti.
Siamo industrial designer e ci piace realizzare oggetti che
mantengono la matericit dellesecuzione artigianale, ottenuti
Many foreign designers have been captivated by cement: Benjamin
Hubert, Paul Cocksedge, Konstantin Grcic, Gita Gschwendtner
and Nicolas Le Moigne, to name just a few. You are the frst designer
in Italy to use this material not for detail, but as a major feature
of your design: your lamp for Foscarini ("Aplomb") has gone
down in design history.
Paolo Lucidi Cement has been used in design before, but
it still has a long way to go before it is able to carve out a role
for itself in a world dominated by plastic, glass and wood.
My fascination with cement has come through a study of the
material: people think cement is one-dimensional, but it can be
many diferent things, depending on the type of product being
created. We are particularly fond of its surface texture, which
is diferent every time and makes each piece unique, but also
of its performance, as in the case of a lamp, which heats up
and cools down in a mater of minutes. We are industrial
designers and we like to create items that display the material
quality of things made by hand, using just a few moulds,
161 519
con un certo numero di stampi, ma riproducibili in migliaia
di pezzi. Quando abbiamo iniziato la produzione di Aplomb,
i primi lotti tornavano indietro perch avevano difetti
secondo noi bellissimi, ma che non sarebbero stati accettati
dal consumatore fnale: la cultura del difetto ancora
poco difusa, va gestita entro un range limitato.
Si accetta cio limperfezione sul prototipo, sulla piccola produzione,
ma non sul prodotto industriale, in una sorta di contraddizione.
In cosa diferisce Efix Design

dagli altri cementi usati fno ad ora?


Andrea Parodi Efix Design

nasce proprio dai requisiti


richiesti dai progettisti per realizzare elementi in cemento.
Agevola la messa in opera, consente di ottenere pezzi
di altissima resa estetica, sia nella superfcie pressoch priva
di imperfezioni sia negli spessori, ben pi sottili rispetto
al cemento tradizionale. Si tratta di una malta
ad alte prestazioni, che conserva la matericit del cemento.
Un prodotto semplice, ma altamente tecnologico,
un premiscelato fibrorinforzato che evita fenomeni fessurativi
nella prima fase di ritiro della malta, con prestazioni
meccaniche elevatissime, quindi con una straordinaria
resistenza alla compressione e alla fessione senza richiedere
ulteriori rinforzi come tondini o reti.
Le possibilit di applicazione sono quindi molto vaste.
AP Dalle vasche da bagno allarredo urbano, fno alle opere
darte. Anche se ovviamente in certi casi consigliabile
prevedere un trattamento superfciale.
Quello che state realizzando mentre parliamo il primo ogetto
di design progettato con questo materiale?
AP Efix Design

stato creato dalla nostra societ francese


nel 2006, ma abbiamo incominciato a importarlo solo dal 2011,
rispondendo a precise esigenze del mercato italiano. Sono
70 gli operatori che attualmente stanno testando il prodotto.
PL Con lavvento di questa generazione di cementi
si sta formando una categoria di manodopera nuova in grado
di creare microarchitetture. Ci vuole una grande cura
del dettaglio, che non alla portata di tutti. Il laboratorio
in cui siamo, qui a Darfo (Crea di Piccinelli), il migliore
in questo campo. In questo momento stiamo producendo
un modulo per la difusione del vapore allinterno
degli hammam progettato per Glass Idromassaggio
(presentato allo scorso Cersaie). Efix Design

risponde
perfettamente alle problematiche legate alla fuoriuscita
del vapore e ai cambi di temperatura; in grado di mantenere
sia le caratteristiche estetiche che abbiamo progettato,
sia quelle tattili: c quindi un ottimo rapporto tra percezione
del materiale e forma defnitiva.
AP Il prodotto facilmente colorabile in una gamma
pressoch infnita. Quando si prepara la miscela secca,
si aggiunge un quantitativo di ossido colorato
e si omogeneizza per 30 secondi; quindi si aggiunge acqua
stechiometrica e si mescola per quattro minuti. La difcolt
a questo punto sta solo nella realizzazione del cassero.
Progettate voi il cassero?
Luca Pevere Noi lo disegnamo, poi viene ingegnerizzato.
chiaro che come designer cerchiamo di portare al limite
il materiale: spessori sempre pi bassi e planarit.
I fibrocementi si adattano a questa ricerca. Uno degli elementi
pi evidenti la leggerezza. Stiamo progettando un tavolo
(Boiacca per Kristalia): siamo partiti da una gamba
che pesava 20 kg, siamo scesi a 4 kg.
Forse la domanda inopportuna, ma Efix Design

parente
del Ductal

di Lafarge?
AP Ductal

il primo risultato della ricerca nel campo


dei cementi fbrorinforzati, generata dalla volont di sostituire
o diminuire il pi possibile lutilizzo dellacciaio negli elementi
strutturali; ha poi invece deviato verso la creazione di elementi
di design poich in Italia la normativa vigente per le strutture
molto cautelativa. Efix Design

quindi parente di Ductal

,
ma ritagliato a misura per i prodotti di design.
PL Efix Design

ha un ulteriore vantaggio: contiene fbre


di vetro molto piccole e, a diferenza dei cementi afni,
rimane molto liquido, permettendo spessori sottilissimi
e dettagli delicati.
AP Inoltre, generalmente i prodotti destinati agli elementi
strutturali sono multicomponente: quindi lutilizzatore
fnale che, in base alla sua esperienza, ne dosa le diverse
parti. Efix Design

, al contrario, partendo da unindagine


sui requisiti necessari allutilizzo, gi pronto alluso.
Italcementi Group
la quinta azienda al mondo
per capacit produttiva (circa
75 milioni di tonnellate annue
di cemento). Attraverso le attivit
dei centri di ricerca in Italia
e in Francia, si propone di anticipare
gli orientamenti e le necessit
del mercato dando priorit
alle questioni ambientali
e all'ottimizzazione delle risorse.
Tra i prodotti pi innovativi,
il cemento trasparente i.light,
utilizzato per il Padiglione Italiano
allExpo di Shanghai 2010, e
TX Active, cemento mangia-smog.
i.lab, il nuovo centro ricerca
e innovazione progettato da Richard
Meier, sar inaugurato quest'anno
e rappresenter il nuovo cuore verde
di Italcementi Group.
With an annual production capacity
of approximately 75 million tonnes,
Italcementi Group is the worlds
fth largest manufacturer of cement.
Through the activities of its research
and innovation centres in Italy
and in France, it strives to keep
ahead of market trends and demands,
giving priority to environmental
issues and optimization of resources.
Its most innovative products include
the i.light clear cement, used
for the Italian Pavilion at the
Shanghai Expo in 2010,
and the pollution-reducing cement
TX Active. The new i.lab research
and innovation centre designed
by Richard Meier, scheduled
to open this year, will be the new
environment-conscious heart
of the Italcementi Group.
162 519
LucidiPevere design studio
Paolo Lucidi (1974) e Luca Pevere
(1977) si sono formati
professionalmente con Marc Sadler
e Marco Ferreri, fondando nel 2006
lomonimo studio, con sede a Udine.
I loro prodotti sono esposti in diversi
musei in Europa e negli Stati Uniti;
hanno ottenuto importanti
riconoscimenti, tra i quali
il DesignPreis Deutschland, il red dot
design award, il Good Design Award.
Sono stati invitati al Vienna Design
Week 2011 tra i dieci protagonisti
europei della rassegna Passionswege.
Paolo Lucidi (1974) and Luca
Pevere (1977) trained professionally
with Marc Sadler and Marco Ferreri
and founded their own Udine-based
studio that takes their name in 2006.
Their products are on display
in museums in Europe and the United
States and they have won many
awards, including the DesignPreis
Deutschland, the red dot design
award and the Good Design Award.
In 2011 they were invited to be
among the ten European design
concerns featured in the
Passionswege initiative at Vienna
Design Week.
but which can be produced in thousands of copies.
When we started making Aplomb, the frst batches came back
to us because they had defects which we thought were beautiful,
but which were not acceptable to the consumer in that case.
Imperfection as a feature in its own right is not very widely
appreciated, it only appeals to a very selected group of people.
So imperfections are tolerated with prototypes and small production
runs, but not with industrial products, although that appears
to a contradictory statement. Howis Efx Design

diferent
fomother cements used so far?
Andrea Parodi Efx Design

was developed in response


to demands fromdesigners who wanted to make products
using cement. Its easy to apply and achieves results
that are atractive aesthetically, both in terms of surface fnish
(there are virtually no visible imperfections) and in terms
of thickness, which is much thinner than traditional cement.
Tis is a mortar that replicates the textural quality of cement:
it is simple and yet hi-tech at the same time, a fbre-reinforced
ready-mixed material whose fbrous nature prevents cracking
when the mortar dries and shrinks. It also has excellent
mechanical properties, displaying good compressive strength
and resistance to warping, so no extra reinforcements
like metal meshing are necessary.
So the possible applications for this material are enormous.
APYou can make anything with this, frombathtubs to street
furniture and even works of art. Although in many cases
a surface fnish is advisable.
At the moment you are creating your frst design object
made of this material?
APEfx Design

was created by our French company in 2006,


but it was not until 2011, in response to a specifc demand
fromthe Italian market, that we started importing it.
70 labs are currently testing the product.
PLWhen you create this sort of product, you are efectively
making miniature works of architecture. Not everyone
can handle this kind of approach; and you need to take a great
deal of care over details. Te laboratory we are at here in Darfo
(Crea by Piccinelli) does this work best. We are currently
producing a steamdifusion module for a hammamdesigned
for Glass Idromassaggio (presented at Cersaie 2011).
Efx Design

responds perfectly to problems relating


to steamgeneration and temperature changes, and is capable
of maintaining the aesthetic qualities we promised
when we submited the design and the surface texture:
there is an excellent relationship here between material
perception and fnal form.
APTe product is easily coloured in a virtually unlimited range
of shades. When the dry compound is being prepared,
a quantity of coloured oxide is added and mixed for 30 seconds;
then stoichiometric water is added and the compound is mixed
for a further four minutes. Te only difculty at this point
is in creating the mould.
Do you design the mould yourselves?
Luca Pevere We design it, then it is engineered. Clearly,
as designers we try topushthe material toits limits (withever-
reducedthicknesses andplanarity) andfbre cement satisfes these
demands. One of the most obvious features of this material is its
lightness. For example, we are designing a table (calledBoiacca,
for Kristalia) andwe startedwitha leg that weighs 20 kg, andthanks
tothese newcements we managedtoget it downtojust 4 kg.
Tis might be an inappropriate question to ask, but is Efx Design

in some way related to Ductal

by Lafarge?
APDuctal

was the frst outcome fromresearch exploring


fbre-reinforcement, and came about in part because of the
atempt to replace or at least reduce the use of steel in structural
elements. Ten things took a diferent turn with the creation
of design features thanks to Italys strict regulations for structural
work, which erred on the side of caution. So Efx Design

is related to Ductal

, but its intended for design objects.


PLEfx Design

has another advantage: the fbreglass


it contains is very small, unlike those used with similar cements,
so it stays very liquid and can be utilized to create ultra-thin
sheets and intricate detail.
APProducts suitablefor structural workaremulti-component:
endusers drawontheir ownexperiencetoget theproportions
of thediferent parts right. Efx Design

is diferent: since it starts


by establishing the results that need be obtained, therefore it's
ready for use.
163 519
Interiors, Design & Living
sfoglialo su iPad scaricalo su
165 519
www.adidesignindex.com
www.olivari.it
www.stoneitaliana.com
z
o
o
m
Revamping
ADI
TeItalianDesignAssociationADI
tookalong, hardlookat itself recently
andafer muchefort madesomequite
big, but verypositivechanges. For ADI,
refectingondesignmeans updating
theassessment criteriaredefning
therelationshipbetweenart, craf
anddesign, observingdevelopments
inmanufacturingandretailingmethods,
exploringthephenomenon
of self-production, andworkingto
safeguardintellectual propertyrights
(LuisaBocchieto, ADI chairwoman).
Techangecanbeseenquiteclearly
intheADI DesignIndex2011
whichappears withinterestingnew
Il rinnovamento
di ADI
Una rifessione lunga e non priva
di fatica ha determinato allinterno
di ADI un profondo quanto positivo
cambiamento. Rifetere sul design,
per ADI, signifca aggiornare
i criteri di valutazioneridefnire
il rapporto tra arte-design-
artigianato, osservare levoluzione
dei meccanismi di produzione
e di distribuzione, approfondire
il fenomeno dellautoproduzione,
supportare le azioni di tutela
verso la propriet intelletuale
(il presidente Luisa Bocchieto).
Cambiamento che si esplica
visivamente e nellimmediato nella
artwork(bytheZupAssociati studio).
Teproducts arealsopresented
withcuting-edgetechnology:
aQRcodeaccompanies eachproduct
sosmartphoneusers canquicklyget
further information; other features
aredesignedtogeneratedebate
or givepausefor thought. It abook
designedtoberead, andonethat gives
asnapshot of thecurrent state
of design. Inother developments,
thewebsite(bynatureaveryfexible
medium) nowgives moreinformation
about selectedproducts andalsoofers
aspacefor analysis anddebate.
concretezza di un volume
il nuovo ADI Design Index 2011
che si presenta con uninteressante
veste grafca (ideata dallo studio
Zup Associati). Nuovo il modo
di presentare i prodoti (per una rapida
decodifca ogni scheda dotata
di QR), nuovi gli interventi ati
a stimolare un dialogo o una
semplice rifessione. Unvolume
da leggere, unistantanea sul design
atuale. Alato, nel nuovocorsodelle
cose, il sitoche ofre nella fessibilit che
gli propria accantoa unmaggior
numerodi informazioni dei prodoti
selezionati unospaziodestinato
a contributi di analisi e di dibatito.
Ecologia oltre
Realizzatoda CEMAmbiente
(azienda pubblica di gestione
di raccolta e smaltimentorifuti)
incollaborazione conArturoe Filippo
Montanelli, DNAUrbano, prodoto
da Stone Italiana, unmateriale
rivoluzionarioconcui sonorealizzate
lastre da pavimentazione per interni
edesterni. La straordinariet che
gli valsa il GreenAward
del magazine Sete Greendi RCS
data dallutilizzodi terra otenuta
dallospazzamentodelle strade, cio
della graniglia che si deposita
sui marciapiedi che, fnoadora poco
considerata, rappresenta invece il 4%
del totale dei rifuti urbani; e che,
opportunamente convertita, consente
di risparmiare nonsoltantoenergia
e materiali, ma sopratutocosti
di smaltimento. La restante percentuale
compostadasabbia, polveredi quarzo
e resina poliestere, inmisura rispetosa
dei requisiti di certifcazione Ecolabel.
Beyond ecology
Created by CEMAmbiente (a public
refuse collection and disposal frm)
incollaborationwithArturoandFilippo
Montanelli, DNAUrbano, which
is produced by Stone Italiana, is
a revolutionary material used to make
indoor fooring andoutdoor paving
tiles. Tis remarkable product which
won Sete Green magazines Green
Award published by RCS is made
fromthe soil collected during
the cleaning of streets, together
with the grit that accumulates
on pavements, and which until now
was mostly overlooked even though it
accounts for some 4%of all city waste.
When suitably converted, it can give
savings on energy and rawmaterials,
as well as cuting refuse disposal costs.
Te remaining percentage
of DNAUrbano is made up of sand,
ground quartz and polyester resin,
in proportions that conform
to Ecolabel certifcation requirements.
Le maniglie di Olivari
Per progetare le sue maniglie Olivari
si sempre afdata, a partire dagli anni
Trenta del secoloscorso, tantoai
migliori architeti dellepoca Ponti,
Albini, Gardella, Caccia Dominioni
quantoa quelli contemporanei
ShigeruBan, ToyoIto, Irvine, Dordoni,
Lissoni. Ha sviluppatoe brevetato
straordinarie metodologie come
il Biocromo, utilizzandoil cromo
trivalente anzich quelloesavalente
(nocivoper la salute e lambiente),
tratandole superfci conSuperfnish,
ciclotecnologicobrevetato
e pluricertifcatoche mantiene
inalterati brillantezza e colore
dei prodoti (la garanzia trentennale).
Acompletamentodei molti successi
e di unannodi legitimi festeggiamenti
(ha compiuto100anni nel 2011),
Olivari presenta ora unsitorinnovato
e unbel catalogoche, oltre a metere
ordine inuna produzione vastissima
dividendola incategorie, si arricchisce
del contributodi cinque fotograf
diversi per formazione (RamakFazel,
Max Rommel, Laura Fantacuzzi,
AlessandroDi Giugnoe BrunoPulici),
accomunati da una personale quanto
intensa interpretazione dei prodoti.
La direzione creativa del progeto
di FabioCalvi e PaoloBrambilla;
concept e grafca di sitoe catalogo
sonodi MarcoStrina.
Olivari handles
Olivari has beenmanufacturing
handles designedbysome
of the best architects (Ponti, Albini,
Gardella, Caccia Dominioni)
andcontemporarydesigners (Shigeru
Ban, ToyoIto, Irvine, Dordoni,
Lissoni) inItalysince the 1930s. It has
producedandpatentedsome quite
remarkable manufacturingtechniques,
suchas Biocromo, usingtrivalent
rather thanhexavalent chrome
(the later beingharmful tohuman
healthandtothe environment) and
witha Superfnish for the surface,
a patented, certifedtechnologythat
guarantees the colour andshininess
of the products for 30years. Toput
the fnishingtouches tothis string
of successes ina year of events
(it celebratedits 100thbirthdayin
2011), Olivari has revampedits website
andbrought out anatractive catalogue
which, as well as bestowingorder onits
huge productionrange bydividingit
intocategories, nowalsoincludes
the works of fve photographers from
diferent professional backgrounds
(RamakFazel, Max Rommel, Laura
Fantacuzzi, AlessandroDi Giugnoand
BrunoPulici), whoprovide anintense
andpersonal interpretationof the
products. Art directionfor the project
is byFabioCalvi andPaoloBrambilla;
the concept andartworkfor the
website andcatalogue byMarcoStrina.
p
h
o
t
o
b
y
R
a
m
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k
F
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www.nacsound.it
www.interfaceor.com
www.poltronafrau.it
Un nuovo Atelier
Delle consolidate qualit
di tradizione e cultura del fare
di Poltrona Frau espresse
atraverso i suoi numerosi arredi
non abbiamo mai dubitato.
Ora queste capacit si detagliano
anche in una serie di accessori
rigorosamente di pelle
Pelle Frau Soul, di estetica pi
vissuta, o Color System, dalle
cromie infnite. Quatro le famiglie
allinterno della collezione
Atelier, siglate semplicemente
con le letere dellalfabeto
(p/i/b/l Collection), progetate
dallufcio R&D(le prime due),
e rispetivamente da Roberto
Lazzeroni e da Lavinia Borromeo
(le altre). bCollection
si compone di un contenitore
avvolto in una fascia unica
Recuperare
e riutilizzare
InterfaceFLOR, specializzata
in pavimentazioni tessili
innovative, e Sita, che trata
la gestione dei rifuti, hanno
streto un accordo: recupereranno
le quadrote tessili giunte alla fne
del ciclo di vita dai propri clienti
e ne otimizzeranno luso. Si stima
infati che ogni anno circa 30
milioni di mq di questomateriale
la cui fbra ricavata dal petrolio
siano inviati alla discarica
o inceneriti. Le pavimentazioni
verranno invece restituite
a InterfaceFLORper essere
riutilizzate da aziende partner
(programma ReUse, che ne
prevede lutilizzo, per esempio,
come isolamento termico/
Tra sound
e design
Francesco Pellisari un riconosciuto
consulente acustico e creatore
di Nac Sound, azienda specializzata
nella progetazione di difusori
acustici: La scelta di concentrarsi
sulle casse deriva dallaver constatato
che esse rappresentano lanello
debole della catena, trascurato anche
perch la produzione di difusori
acustici richiede un forte contributo
artigianale e non quindi
economicamente vantaggiosa. Dopo
la pluripubblicata cassa
Freewheeler, disegnata nel 1999
con Ron Arad, e una serie di altri
importanti esempi, ecco ora
Geminos, progetata per Apple,
la cui qualit stereo garantita
becauseaconsiderableamount
of crafsmanshipgoes into
theproductionof loudspeakers
andthis makes themless advantageous
economically. Afer themuch-
publicisedFreewheeler speaker,
designedin1999withRonArad,
andaseries of other important
examples, NacSoundhas nowbrought
out Geminos, designedfor Apple,
whosestereoreproduction
is guaranteedbythetwinspeakers.
Tematerial is of ahighquality:
reinforcedABS(thematerial used
for motor-cyclehelmets) optimised
for perfect soundreproduction;
andtouchscreencontrol (MagicTouch
System). Tis systemcanbebought
at theAppleStore, at Applesales outlets
andfromother authorisedretailers.
inorder tomaximise their use.
Anestimated30 millionsqm
of carbonintensive, oil-basedcarpet tiles
endup inlandflls or are incinerated
eachyear. NowInterfaceFLORwill
take back the fooring material
for re-use bypartner frms (for example
as a heat insulationor soundproofng
material) or tobe fully recycledusing
the ReEntry 2.0system, a well-tested
andexclusive pioneering technology.
Inthe case of badly worncarpeting,
InterfaceFLORandSita are working
ona recovery programme toturn
the product intoa source of fuel
or rawmaterial for the cement
industry. Te partnership is already
operating inthe Netherlands andwill
expandthis year tocover the whole
EMEAI region.
acustico) o totalmente riciclate
con il sistema ReEntry 2.0,
tecnologia pionieristica ed esclusiva
ma gi collaudata. Infne,
per le pavimentazioni decisamente
usurate, InterfaceFLORe Sita stanno
lavorando a un sistema di recupero
che vede il materiale utilizzabile
come combustibile e materia
prima nellindustria del cemento.
La collaborazione, gi iniziata
nei Paesi Bassi, si estender
questanno allintera area EMEAI.
Retrieving
and reusing
InterfaceFLOR, acompanywhich
specialises ininnovativefabricfoorings,
has signedanagreement withwaste-
management specialist Sitatorecover
end-of-life carpet tiles fromcustomers
appunto dalle casse gemelle.
Ricercata la scelta del materiale:
ABS rinforzato (lo stesso usato
per i caschi da motociclismo),
otimizzato per una perfeta resa
acustica. Comandi a sforamento
(Magic Touch System).
Disponibile su Apple Store, nei punti
vendita Apple e presso i rivenditori
autorizzati.
Sound
and design
FrancescoPellisari is awell known
acousticconsultant andthecreator
of loudspeaker specialist NacSound:
Tedecisiontoconcentrateon
speakers derives fromthefact that
theyaretheweakest linkinthechain:
theyareneglectedinsomeways
A new Atelier
PoltronaFraucanalways bereliedon
tocreateitems of furniturethat display
great crafsmanship. Tesetraditional
manufacturingskills canbeseen
nowonamuchsmaller scaleinanew
series of all-leather accessories Pelle
FrauSoul, whichhaveawell-worn
look, andColor System, whichcomes
inawholeseries of hues. Tefour
families intowhichtheAtelier collection
is dividedareidentifedsimplybyleters
of thealphabet (p/i/b/l Collection),
withthefrst twodesignedbythefrms
ownR&Ddepartment, andthethird
andfourthbyRobertoLazzeroni
andLaviniaBorromeorespectively.
bCollection is aboxwrapped
inasinglepieceof Color System leather
whichis diferentlycolouredinside
andout, andis mainlyaimed
at collectors (for example, of watches,
but not only). Terearealso
twoleather-coveredwalnut boxes
intheseries. TelCollection
containers featureapleatedefect
roundthesides that references
theclassicChester sofa.
di pelle Color System, contrastante
nei colori interno/esterno,
principalmente dedicata
ai collezionisti (di orologi,
ma non solo). E di due scatole
con strutura di massello di noce
canaleto rivestite di pelle.
I contenitori lCollection sono
invece un rimando storico:
la plisetatura perimetrale citazione
dello storico divano Chester.
167 519
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La Porta della citt
Prima di tuto un concorso, rivolto
a creativi, artisti e architeti, il cui tema
era la progetazione di un segno,
una porta per laeroporto milanese
di Malpensa tra il Terminal 1
e il Malpensa Express capace
di introdurre la cit atraverso
un forte simbolismo, discostandosi
dalla frequente percezione di non
luogo chespessospazi comelaeroporto
hanno. La nuova Porta di Milano,
inaugurata da qualche mese, frmata
dagli architeti Pierluigi Nicolin, Sonia
Calzoni, Giuseppe Marinoni
eGiulianaDi Gregorio, conil contributo
artistico di Alberto Garuti. Il progeto
pensato per ospitare anche eventi
e installazioni dominato
dalla penombra: il grande spazio
scuro, monocromatico, con pareti
rivestite da un velo vetro color
antracite, tagliato dalla luce di due
linee di lampade (sviluppate ad hoc
The Gateway
to the City
It all startedwithacompetitionaimed
at creativepeople, artists andarchitects,
for thedesignof aniconicgateway
for Milans Malpensaairport between
Terminal 1andtheMalpensaExpress
ahighlysymbolicspacethat would
provideanintroductiontothecityand
trytoget awayfromtheall-too-frequent
perceptionwehaveof airports
as non-places. TenewGateway
toMilan, inauguratedafewmonths ago,
is theworkof architects Pierluigi Nicolin,
SoniaCalzoni, GiuseppeMarinoni
andGiulianaDi Gregorio, withan
artisticcontributionfromAlberto
Garuti. Teareawhichis also
designedtobeusedas avenuefor events
andinstallations is deliberatelydimly
lit: it is madeupof alargedark,
monochromaticspace, whosewalls have
aglassygreyfnish, cut through
bythelight fromtworows of lamps
da Artemide), in una lunga striscia
di 20 metri. Il pavimento, in cemento
scuro, segnato da LEDpuntiformi
blu, che richiamano le corsie
di rullaggio degli aerei; la copertura
prevede un teto-giardino
fancheggiato da due fle di betulle
visibili dalla quota degli arrivi.
Unospaziosilenziosoresosuggestivo
da nebulizzazioni di vapore
che localizzanogeografcamente
il viaggiatore facendoriferimento
alla nebbia padana straniante
e quindi metafora di quel rito
di passaggio, sovente di grande valore
emotivoe al quale luomononsi abitua
mai, che il viaggio da sempre come
commenta Angela Vetese. Nellarea
dellatriointerno, Garuti ha collocato
una pietra incisa Tuti i passi che ho
fatonella mia vita mi hannoportato
qui: una rifessione sulla rete
di relazioni, impegni e progeti
che spessomotivanoil viaggio.
(speciallydevelopedbyArtemide), ina
long20-metrestrip. Tedarkconcrete
foor has blueLEDlightingthat calls
tomindthetaxiways; theroof has its
owngardenwithtworows of birchtrees
visiblefromthearrivals level. Tis is
a silent spaceandit is madeevenmore
atmosphericbythepresenceof afne
mist that reminds travellers theyare
intheofenfogboundnorthof Italy. It is
designedtocreate, inthewords of art
criticAngelaVetese, anunsetling
sensationandserveas ametaphor for a
riteof passage, somethingwhichis ofen
veryemotionallychargedandwhich
peoplenever reallygrowaccustomedto,
andthis is what travel has always been
about. Intheentrancearea, Alberto
Garuti has set astoneintotheground
withthewords EverystepI havetaken
inmylifehas ledmehere, now: aquote
intendedas arefectiononthenetwork
of relationships, commitments andplans
that prompt us totravel.
www.seamilano.eu
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In edicola dal 20 gennaio con a 7,90*
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la pi importante manifestazione nazionale del settore inaugurata nel 1974, tra padiglioni di mobili e macchinari, e
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reportagesdeLEuropeo, unalungastorianel segnodellacreativit. LEuropeo: daleggere, daguardare, dacollezionare.
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Nuovo! In edicola
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