Sei sulla pagina 1di 2

Il CIS della Calabria ha promosso Ovidio poeta dellamore e del mito Il quattordicesimo incontro del ciclo Quattro passi

nel mondo antico, promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria stato dedicato a Ovidio, poeta dellamore e del mito. Dopo il saluto della presidente del sodalizio, dott.ssa Loreley Rosita Borruto, che ha illustrato alluditorio le iniziative in programma per il mese di giugno, e una breve introduzione della prof.ssa Maria Quattrone, ideatrice del percorso, destinata a focalizzare le caratteristiche salienti dellet e del potere augusteo, ha preso la parola in qualit di relatore il prof. Franco Cernuto, gi dirigente del liceo scientifico di Bagnara C., cultore della materia e critico letterario. Il prof. Cernuto ha tracciato una efficace sintesi delle vicende biografiche di Ovidio, poeta galante e salottiero, molto ricercato nella Roma imperiale, amante delle feste, del teatro, delle attivit ludiche in genere. La fortuna e il successo di Ovidio, per, allimprovviso si appannano, per colpe non meglio precisate. Pare che egli fosse a conoscenza - o avesse contribuito a divulgarla di una tresca interna alla famiglia imperiale in un momento assai delicato, quello in cui Augusto cercava il consenso popolare attraverso il conclamato ritorno agli antiqui mores e manifestava solennemente e a pi riprese lesigenza di una moralit pi austera nella vita pubblica. Cos Ovidio venne esiliato a Tomi, nel Bosforo, una terra che egli pi volte defin inospitale e selvaggia, da cui, purtroppo, non riusc mai a far ritorno nellamata Roma. Il prof. Cernuto ha accompagnato la sua brillante relazione con la lettura metrica di brani tratti dai Tristia e dagli Amores, nonch di brani di altre opere quali lArs amatoria o i Medicamina faciei, in lingua italiana. Tali opere testimoniano la versatilit e la ricchezza dellispirazione poetica di Ovidio che dedica gran parte della sua produzione a due temi dominanti quali lamore e il mito, rivisitato questultimo secondo suggestioni nuove e originali. Negli Amores e nellArs amatoria la donna vista come predatrice e preda insieme e descritta con accenti di vivida sensualit. Luomo innamorato deve essere un miles, vigoroso come un eroe combattente e deplorevole appare al poeta la more, privo di energia e vigore, quale lamore senile. Al mito nelle sue varie forme sono dedicate le Metamorfosi, trasformazioni di uomini in animali o forme arboree e viceversa, forme mutate in corpi nuovi, il tutto dal Caos primigenio, da cui hanno origine tutte le cose. Nel corso della serata alle Metamorfosi stato dedicato un suggestivo video, realizzato dal prof. Nicola Petrolino, che ha tracciato un vero e proprio excursus artistico, illustrando come artisti e scultori abbiano variamente tratto ispirazione da Ovidio per i loro capolavori. Tra tutti basti ricordare Gian Lorenzo Bernini autore del gruppo Apollo e Dafne o Caravaggio con il suo Narciso al fonte. Da ultimo il prof. Cernuto ha messo in evidenza i riecheggiamenti della poesia ovidiana nella poesia moderna e

contemporanea, da DAnnunzio con lAlcione ad Alfieri con la Mirra. Un ampio e partecipato dibattito ha concluso la serata, molto apprezzata dai presenti.