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Quel tesoro di Wikileaks che imbarazza un p tutti | Crisi

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Quel tesoro di Wikileaks che imbarazza un p tutti


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di Mazzetta - 12 aprile 2013 Molti faticano a comprendere il valore dellultima pubblicazione dei Kissinger cable, ancora di pi hanno ogni interesse a minimizzarne limportanza, eppure tra il milione e settecentomila comunicazioni dellamministrazione americana relative al periodo che va dal 1973 al 1976 ci sono documenti dal valore storico inestimabile. Comera accaduto per i cable che Wikileaks avrebbe ricevuto dal soldato Bradley Manning, anche lultima pubblicazione di Wikileaks stata snobbata da buona parte dei media in giro per il mondo, non fa eccezione il nostro paese. Si tratta di documenti gi declassificati, una massa enorme di documenti che giaceva sul sito dei National Security Archives in formato PDF, un archivio duro da esplorare, file privi di metadati e scomodi da maneggiare sui quali si sono tuffati gli storici, che di quando in quando hanno dato alcune dritte ai giornalisti. C molto di pi, ma liniziativa di Wikileaks per ora ha coperto solo questo lasso temporale con un lavoro decisamente impegnativo e imponente nella quantit, organizzando i contenuti in formato testo e rendendoli consultabili con un comodo motore di ricerca. I documenti non contengono gossip, come non contenevano gossip i cable di Manning, la diffusione dei quali ha costretto gli Stati Uniti a una complessa danza del personale diplomatico compromesso e messo nei guai pi di un governo. Un lavoro che poteva essere portato a termine da molte altre organizzazioni, su tutte quelle che controllano le grandi concentrazioni mediatiche anglosassoni, ma ci ha dovuto pensare Wikileaks. Evidentemente non ci sono molti altri a coltivare questo genere dinteresse, nonostante si tratti di mettere le mani in una vera e propria miniera di notizie e storici retroscena. Si tratta di documenti di grande valore storico, non tanto perch rivelino enormi segreti, quanto per il valore di prova che questi documenti assumono nel confermare vicende gi note, quanto documentate a fatica e oggetto di una pesante opera di negazionismo e di occultamento allinterno del mainstream informativo. La storia della United Fruit nellAmerica Centrale nota, cos come sono note le ingerenze coloniali di Washington, ma fa un altro effetto leggere un documento come quello che dettaglia il listino prezzi dei militari golpisti al comando del generale Latorre in Ecuador (8.000 dollari per ogni comandante di carro e 32.000 per il generale), che prima di muoversi volevano garantita la pensione che avrebbero perduto se il golpe fosse fallito. Cos come fa un altro effetto leggere la descrizione degli affaroni che corruzione e intimidazione procuravano agli americani e ai loro associati gli interventi delle ambasciate centro e sudamericane, che mettevano il peso politico e militare di Washington al servizio degli interessi economici delle multinazionali americane. Non era solo lotta al comunismo, con pochi click si afferra subito la frenetica attivit e i rapporti incestuosi tra le maggiori multinazionali occidentali e il governo degli Stati Uniti, che in pi i unoccasione sembra agire con metodi mafiosi, pi che prettamente imperiali come da tradizionale rimprovero. il profitto il motore dellinteresse americano, che si fonde con quello delle classi dirigenti che in Washington trovano il partner ideale che li sostiene contro le collettivit e le masse popolari, ci sia o no il comunismo alle porte. Prova ne sia che lo stesso atteggiamento continua a perdurare anche oggi, che dal crollo del muro di Berlino sono passati pi di 20 anni e che il comunismo pi che un ricordo anche dove sopravvive nominalmente, come in Cina solo unetichetta su una forma indigena di capitalismo, forse pi estrema di quelle occidentali. Di quello che una volta era il free world e organizzava cartelli segreti per allocare la produzione del petrolio su base ultra-decennale alle spalle dei comunisti e dellOPEC, oggi son rimasti i metodi e

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06/04/2013

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la forza propulsiva degli Stati Uniti, che non hanno paragoni nella loro capacit dinfluenzare pesantemente i governi e le politiche di altri paesi, e che ne fanno uso senza ritegno. Un elefantiaco corpo diplomatico, oltre un milione di persone che oggi si occupano di ascoltare e di tracciare le persone dinteresse per Washington e la pi grande macchina da guerra di tutti i tempi, tutte cose che servono oggi come negli anni 70 per ingerire con metodi decisamente mafiosi nella vita di numerosi paesi. Una volta era per la lotta al comunismo, oggi non si conoscono motivi leciti o eticamente passabili per giustificare attivit del genere, che per di pi sono invariabilmente inclini al tradimento degli alleati quando linteresse americano lo imponga. Se una volta si chiamava imperialismo americano ed era ben presente nel dibattito internazionale, questo intenso interventismo oggi non suscita particolare attenzione, non negli Stati Uniti, storicamente alieni allautocritica, ma neppure presso gli alleati, regolarmente scavalcati e spesso minati allinterno da rivalit alimentate ad arte, se non della corsa a mettersi in mostra agli occhi degli americani e a mendicarne i favori. Paesi nei quali le amministrazioni americane non hanno esitato a sostenere stragi epocali, sanguinosi golpe, fino a costruire, come nel caso dellAmerica Latina, alleanze dedicate al rafforzamento di dittature fasciste e alla razionalizzazione dellintelligence, della repressione e delluso della tortura, grazie a manuali ormai noti che gi allora descrivevano per filo e per segno la sorte che poi sarebbe capitata a milioni di oppositori dei regimi sostenuti da Washington a ogni latitudine. La retorica della difesa della libert e dei diritti umani era, ieri come oggi, un pietoso paravento dietro al quale in nome degli interessi americani, e solo di quelli, i picciotti di Washington imponevano la loro volont e i loro candidati a quasi tutti i paesi che non subivano la stessa sorte sotto lombrello sovietico. Poi lURSS si liquefatta e in campo rimasta solo la grande famiglia americana, che ha continuato a fare quello che sapeva fare, senza chiedersi troppo il perch, in fondo funzionava e continua a funzionare.
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Ingerenze capillari, costruite attraverso la complicit con le classi dominanti, oligarchie, clero e militari anche dove non mai esistito il rischio neppure teorico di sovvertimento comunista. Spesso bastato che un gruppo dirigente fosse ostile a un preciso progetto economico o inviso agli alleati locali, per decretarne lo sterminio con il consenso e la complicit di Washington, che tramava e trama in Italia, come in Francia e nel resto del mondo con un unico scopo riconoscibile: affermare e difendere gli interessi americani ovunque siano od ovunque vogliano arrivare. Interessi che sono quelli che hanno accesso al Congresso e allamministrazione, a Washington, vero centro nevralgico di questa architettura imperialmafiosa. Lo hanno capito molti esponenti delle oligarchie straniere alleate, che versano parte delle loro rilevanti rendite di posizione nelle tasche dei lobbysti di Washington e blandiscono in ogni maniera gli ufficiali e i politici americani, senza dimenticare la stampa. Una stampa condizionata che comunque opera in sintonia con il governo in tempo di pace come in guerra, lo faceva ai tempi del Vietnam e lo ha fatto al tempo dellattacco allIraq. Una stampa che per di pi condizionata e controllata dai grandi capitali, che inevitabilmente afferiscono allidentica rete dinteressi, succede negli Stati Uniti come nel nostro paese. Questo turbinio di relazioni malsane emerge con chiarezza dalla navigazione dei cable degli anni 70 non meno di quanto non emerga dai cable di Bradley Manning, che insieme a Julian Assange sta subendo una vendetta in perfetto stile mafioso da parte dellamministrazione americana, che nemmeno in questo caso ha rinunciato agli intrighi contro Assange o a fare di Manning lesempio di soldato punito oltre quanto concesso dalla legalit, un monito ai commilitoni che pensassero di assumersi un rischio calcolato, perch non c limite a quello che che pu capitare a chi si mette di traverso sulla strada di Washington e il messaggio deve risuonare forte e chiaro. Non uno stato di diritto quello che processa Manning o perseguita Assange anche se chiaramente al di fuori della giurisdizione americana e del tutto alieno a comportamenti illegali nelle diffusione dei file americani. Sono decenni che ad esempio Washington impiega la tortura e nemmeno oggi i grandi paladini dei diritti umani sono capaci di rinunciarvi esplicitamente e di proibirla. Latteggiamento nei confronti della tortura paradigmatico, lesercito americano pratica e promuove la tortura, ma nega di farlo e quando anche le torture spuntano dai manuali operativi si nega che siano torture. Il tragico dibattito sulla natura di tortura del waterboarding durata anni, ma la tortura e i trattamenti disumani e degradanti continuano ad essere tollerate e praticate sia tra i ranghi militari che allinterno del sistema carcerario e penale. Tutto questo emerge con potente evidenza a chiunque voglia aprire quella porta e immergersi nella navigazione dei documenti americani ed emerger ancora di pi con la liberazione delle altre
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Quel tesoro di Wikileaks che imbarazza un p tutti | Crisi

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annate, che sono l con i loro tesori in attesa di altro lavoro e della curiosit di chi voglia farsi unidea di come va il mondo attingendo direttamente alla fonte, evitando le poche e distillate ricostruzioni di quello che accade nel mondo che percolano fin sui nostri giornali e telegiornali, che perpetuano ladorazione acritica dellamico americano. Per tutti questi la facile accessibilit di questi documenti rappresenta allo stesso tempo un monito e un imbarazzo costante, perch impedisce luso di una retorica sperimentata ed efficace. Non abbastanza forse da mettere allattenzione del dibattito la legittimit dellingombrante ruolo americano sul palcoscenico internazionale, ma pi che sufficiente a quietare i pi entusiasti paladini dellinterventismo statunitense. Fonte: mazzetta.wordpress.com Tratto da: megachip.info

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