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“MORTE NELLA PIANA”

DA “POESIE DI ROSINO MARANESI”

1
In versi la poesia

Furtivo ad osservare
la gioia ed il dolore
della realtà vissuta
in solitario incontro
con l'essere interiore
ritrovo nei ricordi
un fiume di pensieri
che in forma di scrittura
nel bianco foglio espongo
e rileggendo in mente
le frasi si compongono
e col passar del tempo
sfrondo innesto taglio
libero le parole
imprigionate al testo
da interpunzioni e fondo
in fuochi ampi e lenti
in versi la poesia

2
Cantore

Appollaiato in fragile rametto


all'ombra della mente
che illumina i ricordi
tendo il laccio
e cerco la cattura
del solitario uccello
che nel silenzio della notte
col canto rotto e rauco
cercherà con forza
di dare voce ai versi
nella memoria impressi

3
La fabbrica

Ferreo onnipotente estremo


rullo rotante
che sgrana e stralcia
in velocità costante
ad una ad una la fila passa
sotto gli occhi stanchi
polvere nera s'alza
e carne rode
la macchina lucente
che nulla dice nulla pensa
ronza e stride
in ritmo sempre uguale
oh pollice contratto
oh mano disarmonica e ferita
lascia cadere
quel che stringi ed odii
e trita i nervi
della tua mente stanca
rivolta la schiena
e canta forte sovrasta
i rozzi suoni che ti opprimono
scagliati contro
come folle infuria
nella fabbrica curvi ruffiani
dediti a leccare i piedi
al buon benefattore
nuove macchine lui
comprerà domani e tu
lo aiuterai a far carriera
ma la sua sete inaridisce
pian piano la tua vita

4
La pianta

Mentre la motosega urla e trancia


conficcando i suoi denti nella polpa
la segatura nevica nell'aria
la linfa aggruma gela
depositano lacrime nell'erba
le braccia tronche staccate alla pianta

5
Il veliero

Nitido e splendente
riappare all'orizzonte
in un dei giorni limpido e sereno
nutron rispetto
le ali del veliero
e il cuore arpeggia
in ritmo senza assalti
brevi minuti
poi al mutar del mare
come se dentro un dondolar su nave
l'acqua sommerge
anfratti cupi raggiungo
riemergo e cerco
appiglio solido e sicuro
ma la stanchezza e il tedio
rendono vani i tentativi
partecipe mi lascio
trasportar dal vorticar
sempre più forte e muto
fino a cozzare

6
Lungo il fiume

In bilico canneggio
tra stringhe ispide e roventi
tra spazi e piccoli viottoli
rasenti il fosso marcio
tra alberi arsivi e impantanati
in rami intrecciati in sacchi
di plastica scoloriti e macerati
e il materiale infligge
artificiali putridi
che l'occhio incastra
e l'ampia inquadratura
ritorce il frutto di passati giorni
scivolano i profumi fra i rifiuti
e le sementi marciscono fumanti

7
La sirena

Il sole lancia gli ultimi bagliori


prima di rifugiarsi dalla vista
annuncia la sirena da lontano
nelle fabbriche l'ora di uscita
gli operai stanchi e rotti di fatica
ripercorrono la solita rotta
in fuga ritaglia la campagna
gli ultimi sprazzi pallidi nell'ombra
la luce dei fanali agli occhi rimanda
sull'autostrada la macchina in corsa

8
Vicolo cieco

Resta un rimpianto
sereno ai giorni caro
sorriso e gioia insieme
ritorno gramo ormai
in circolo vizioso
contrito e rosto dentro
da rami aggrovigliati
la via del tutto assente
e lignee braccia aperte
a rattrappire i colmi
frutti marciti al suolo
pieno di ortiche sane

9
Pensiero al margine

Avaro fiore chiuso


al margine del fosso
a trattenere odori
labili ai giorni nostri
spoglio del fradiciume
incancrenito e nudo
l'umile sogno irriso
vinto perduto escluso
pensiero incorruttibile
pronto a fermare l'orbita
che sfugge all'infinito

10
Nel garbino

Gioia di un'effusione
giunge e si ricollega
in fitte sensazioni
d'estate al vento caldo
sudato m'addentravo
felice in quel garbino
e solo fisso al gioco
passata l'infanzia
quel vento che ritorna
ritrovo fitto e arsivo
pieno di fondi putridi
che m'annienta il respiro
e la testa non regge
il carico d'oppressione

11
Profumi e dolore

Resti scoppati
dalla scandita falce in piana luce
tagli sospesi brillano e restano
sospese in volo mani infuriate
in imbrunire caldo e sereno
e tutta l'erba in fascio
cade afflosciata e bava
si disperde in rigoli
tra le stoppie tronche
le stoppie bruciano
e tutto quel che vive
brucia spegnendosi nel fumo
che si disperde
in cielo con dolore
e il nero campo
è pronto a nuova vita

12
Morte nella piana

L'aria calda ed afosa


migrante dal deserto
rintuzza corpi inermi
porta scompigli tragici
in menti vacillanti
entrando come spirito
vagante in ampi spazi
i giorni dell'estate
la imbrigliano fissandola
in zone pianeggianti
a un tiro dalla brezza
che mitiga e rinfresca
tutta la spiaggia in festa

13
Sull'asfalto

I copertoni scivolano
asfalto di rumori
al vento che trasporta
tormento di ospedale
lungo la bava tremano
convulsi ai lacci stretti
luci cadenti
spasimo sospiro affanno
vano calore spegnesi
nell'ultima folata
resta l'asfalto umido
velato di rugiada

14
Carnevale marino

Al passaggio il selciato
umettava odor acro
di canne bruciate
in quell'agosto umido
rugosamente filtravo
muri calce cemento
l'orchestra al suono
di dolciastri rumori
affannosi e retrivi
il corteo abbellito
banalmente di maschere
belletti e calze
a maglia sudorate
asfissianti aliti
in laceranti grida di gioia
e tutto brucia
la festa e il carico
di ammassati fiori ansimanti

15
Salmastro vento

Il giorno lungo i cardini attizzava


dal sole la lamiera fatta forno
sospese onde fluttuavano
su strisce di pneumatici rigati
impressi nel disciolto asfalto
ai sedili sudate pelli
raschiate olivastre bruciate
dal vento fatto sale

16
Nel giuoco

Feriti i grandi spazi


inoltro in stanze chiuso
per sogni in soldi cieco
per voli in brevi istanti
canali d'acqua sordi
lo sguardo fisso incolla
la lingua color calce
rugiada agli occhi spenti
il viso roso sbianca
di brina il cuore fermo
e fluttuare senza sensi
come foglia contro il vento

17
Casa di cura sul mare

Alito rauco e fioco


grumi in saliva
asma tosse catarro
il morbo sferza
il gracile arboscello
arse le linfe
la luce affoga
nell'ombra che si fissa
spegnendosi nel vuoto
e il vento strazia
al franger delle onde
che schiumano sui muri

18
Al nascere del giorno

Quando l'autunno passò


e le ultime speranze
caddero come foglie
la debole fiamma svampò
al nascere del giorno

19
Sul gelido marmo

La luce eclissata
pallore nel cielo
preludio ad un fiume
che vita diluvia
in riva percossa
da ossa di polvere secca
in spore nel corpo s'innesta
rimbomba la stanza
la voce sul viso
rugoso indolore ingiallito
sul gelido marmo

20
Un breve passaggio

Il vento trasporta rintocchi


coinvolta la mente al pensiero
di un attimo volto alla morte
il cuore arresta la linfa
la faccia una maschera spenta
il corpo disteso e composto
le mani giunte in preghiera
inutile vano rimpianto
di un breve passaggio

21
Stagioni sempre uguali

Un cielo d'alba ruggine


colata di sospiri
nell'aria trasparente
svelati al sole i microbi
in fascio proiettati
dai vetri sui banconi
distese carni putride
ronzate dai mosconi
pingui fra calde pozze
fecondano le uova
passato che ritorna
cruento a macerare
di nuovo i giorni liberi
uomini e donne assistono
al lento agonizzare
nascondono la pelle
fasciata ad aspettare
il buio della fossa
stagioni sempre uguali

22
La pelle stagionata

Tagli di fiumi orlati


frescura in fiori schiusi
profumo ai sensi ispira
gioia e frementi palpiti
candida luce illumina
in stagni vitrei i muscoli
raspa il respiro annaspa
sguscia si sfalda penetra
pastura inevitabile brucia
la pelle stagionata

23
La stanza deserta

L'ombra in silenzio accompagna


l'ultimo raggio ingiallito
il sole in estremo saluto
si tinge si macchia svapora
lo sguardo assorbe i colori
l'affanno soffoca l'aria
la voce pian piano svanisce
la luce affievola e resta
la stanza deserta

24
All'orizzonte

Persi i primi accenti mattutini


il giorno passa in impavida sembianza
e svapora all'orizzonte rosso di vergogna
conscio del carico umano di disuguaglianze

25
L'immagine muore

Radono il suolo le rondini in volo


il cielo s'imbruna di nuvole scure
elettrici raggi irradiano vene
sbianca la faccia
lo sguardo si fissa
il cuore s'arresta
l'immagine muore

26
La vita prosegue

Il tempo mischia e disperde i profumi


la pelle rigurgita sfalda s'imbeve
i petali tonfano s'incurva lo stelo
all'ombra del corpo la vita prosegue

27
Un bossolo vuoto

Gorgheggi sull'albero spoglio


il canto imporpora l'aria
rende pace al pensiero
e lo sguardo lo segue nel volo
oltre il fosso uno strepito sordo
ed il tonfo nel fango
resta impronta di uomo
ed un bossolo vuoto

28
L'ultima cura

Schiavo alle consuetudini


sfugge la vita
e rigurgita al tramonto
l'usata forma fisica
imbellettata e stantia
e l'organo intona
l'ultima cura

29
Un'orgia di suoni

Un cielo blu terso dal sole


il colle vivente colora
tappeto di campi maturi
al suolo l'odore del fieno
inebria il cammino al pensiero
nel bivio mentale al ricordo
e la macchina corre veloce
tempesta di voci e rumori
l'inutile corsa dell'uomo
un'orgia di suoni

30
Aggiogato dal garbino

Aggiogato dal garbino il corpo incurva


scioglie i muscoli lenti alla deriva
l'armonioso ampio spazio illuminato
negli occhi spenti al suolo incenerito

31
Respiro d'incenso

Il canto una nenia


raschiato nei solchi
la voce declama affannosa
dai sensi ammaliata
crepate le labbra allappate
in arido corpo assetato
un brivido caldo
arrossa le gote
respiro d'incenso

32
Il sole lontano

Affretta la corsa
sbianco dal chiaro
riflessi assonnati
la guida richiama
immersi occhi
infra i rottami
un lutto l'asfalto
il sole lontano

33
Vuoto artificiale

Dai botti l'aria rotta


satura di zolfo
al lume dei lampioni
un'allegria sospesa
pieni di punti rossi
all'orizzonte i fuochi
gli alberi sono grigi
nel nero che circonda
l'erba di colore vano
eppure tutto brucia
nel vuoto artificiale

34
Il costante giro di pensieri

Tutto tace nella notte


la solitudine mi cinge
con immagini e ricordi
cerco invano di sfuggire
nella morsa che trattiene
il costante giro di pensieri

35
Immagini fuggenti

La ruota gira e il tempo passa


degli anni trascorsi
attimi di vera gioia
nei ricordi restano
li allaccio col pensiero
e in stimolante attesa
immerso ad occhi chiusi
nel buio della stanza
proietto lentamente
vaganti nella mente
le immagini fuggenti

36
Viaggio solitario

Crogiuolato in terra
corro in disparte
e rendo i muti sogni
in giorni di contatto
il tempo è sempre ostile
e pigro è il mio malore
forse per patiti umori
di accostamenti inutili
continuo la mia fuga
e ricci in segatura
alimentano il fuoco
di smorzati ardori
mentre la festa inizia

37
Il suono accompagna

L'incanto svanito
palude la selva
il corto respiro
battente sui nervi
affannoso riprendo
e la pelle tirata
della vecchia carcassa
il suono accompagna

38
Stagione troncata

E le spighe del grano


ancora verdi
qualche sparuto
papavero nei campi
il fosso tappezzato
di fresche viole
e un viottolo erboso
una strada brecciata
poi una strada asfaltata
grondante saliva cocente

39
Il gorgo

Stesi sul botro nudi


fango tra i sassi rosi
folta gramigna ai bordi
giunchi flessuosi in arco
tonfi nel gorgo e spruzzi
tra sterpi ed alberi morti

40
Cittadino del mondo

Chiuso alle usanze


di grette convenzioni
spezzate le catene
disancorato salpo
libero nelle idee
cittadino del mondo

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