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I Capitolo In questo capitolo il tempo del racconto molto dilatato e lautore ci presente i primi luoghi dazione e il periodo storico;

; questi due elementi possono essere considerati a loro volta due protagonisti per la precisione e la parte che essi occupano allinterno del romanzo. Lautore descrive il lago con un procedimento che si pu definire quasi registici; uno zoom che parte dallalto della scena per arrivare direttamente nella via dove cammina e poi allo sguardo che ha don Abbondio. Anche la descrizione di don Abbondio molto precisa; potremmo anche scorgere un autoritratto di Manzoni nella descrizione del curato. Fino al rigo 23 c la descrizione storica. In questo capitolo sono presenti dei procedimenti antifrastici (+, dire il contrario, usa espressioni che non hanno lo stesso significato ma un significato opposto per creare dellironia es. accarezzare le spalle, insegnare la modestia. Ironia che smaschera la terribile situazione psicologica del paese). Don Abbondio conduce una vita ritirata, lontana da violenze della storia, un tipo piuttosto pauroso. una descrizione manzoniana e come tale molto efficace e curata. Lautore descrive i gesti abituali (es. alz gli occhi dal breviario). Durante la descrizione rappresentato un tabernacolo dipinto con delle immagini del purgatorio (simbolo di quello che dovr passare don Abbondio). Il narratore onnisciente ma la storia presentata sotto i punti di vista dei vari personaggi (polifonica). Spesso le descrizioni di alcuni personaggi sono effettuate dagli stessi personaggi. La descrizione molto fisica dei bravi ci riconduce poi ad una possibile descrizione psicologica; grazie a questa descrizione veniamo a conoscenza anche di alcuni particolari che caratterizzano i bravi (es. il ciuffo per coprire le cicatrici) inoltre ci sono delle citazioni sulle grida (leggi e provvedimenti per contrastare i comportamenti dei bravi) (grida perch gridate ad alta voce). Al rigo 120 pag.19 abbiamo lesempio che spesso viene arbitrata una giustizia retorica e ampollosa che appunto non fa giustizia. Al rigo 175 pag.20 finisce la digressione sui bravi e inizia nuovamente la narrazione con un breve esame di coscienza (discorso indiretto libero) di don Abbondio che si interroga in caso avesse fatto del torto ad un signore. Il colloquio con i bravi fa solo presagire delle possibili minacce e si nota da parte dei bravi (qui definiti galantuomini) una reticenza causata dal nome di Don Rodrigo e dalle soluzioni che essi non vogliono proporre. La parola galantuomini viene utilizzata con senso antifrastico e ironico Secondo Manzoni le parole non hanno pi lo stesso loro significato originario perci gli umili non comprendo questo codice linguistico ipocrita; con questo linguaggio viene sottolineato la differenza fra chi pu e chi non pu, fra chi ha e chi non ha. Quando don Abbondio inizia e finisce di parlare inizia sempre con forme di servilismo assoluto.

Per la descrizione di don Abbondio c una sorta di flashback dove si descrive il suo passato, la scelta di diventare curato (scelta dettata dal fatto che non voleva essere toccato dagli eventi della storia), litote e similitudini come non aveva proprio in cui di leone ed era costretto a viaggiare come un vasi di ceramica fra vasi di ferro. Queste figure retoriche ci fanno capire che il personaggio in questione un tipo molto fragile, meschino e pauroso. Viene descritta anche Perpetua (nome che diventer poi la perpetua per antonomasia). Da notare, per lo studio di questo capitolo la differenza fra comicit e umorismo. Il primo lavvertimento del contrario mentre il secondo il sentimento del contrario.