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PARTE UNDICESIMA CAPITOLO IV

Dal liberalismo allimperialismo: Naturalismo e Simbolismo (1861-1903) Giovanni Verga, 5

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[Vita dei campi]

Giovanni Verga La lupa


La novella suddivisibile in quattro momenti: 1) il ritratto iniziale del personaggio pone in primo piano la figura di una donna che trasgredisce ogni regola sociale e che, per la determinazione con cui segue i propri appetiti sessuali, viene chiamata la Lupa (in siciliano lupo anche lamante); 2) il vano amore della Lupa per Nanni, che invece, badando allinteresse, mira a sposare la figlia di lei, Maricchia; 3) dopo il matrimonio fra Nanni e Maricchia, esplode lamore incestuoso fra genero e suocera, provocando lo scandalo nel paese, la reazione drammatica di Maricchia e gli scrupoli di Nanni, che pi volte tenta di sottrarsi al fascino della donna; 4) infine Nanni, non riuscendo altrimenti a porre fine alla relazione, uccide la Lupa. Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna e pure non era pi giovane era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, e su quel pallore due occhi grandi cos, e delle labbra fresche e rosse, che vi mangiavano. Al villaggio1 la chiamavano la Lupa perch non era sazia giammai di nulla.2 Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia,3 con quellandare randagio4 e sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i loro figliuoli e i loro mariti in un batter docchio, con le sue labbra rosse, e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso, fossero stati davanti allaltare di Santa Agrippina.5 Per fortuna la Lupa non veniva mai in chiesa n a Pasqua, n a Natale, n per ascoltar messa, n per confessarsi. Padre Angiolino di Santa Maria di Ges,6 un vero servo di Dio, aveva persa lanima per lei. Maricchia,7 poveretta, buona e brava ragazza, piangeva di nascosto, perch era figlia della Lupa, e nessuno lavrebbe tolta8 in moglie, sebbene ci avesse la sua bella roba nel cassettone, e la sua buona terra al sole,9 come ogni altra ragazza del villaggio. Una volta la Lupa si innamor di un bel giovane che era tornato da soldato, e mieteva il fieno con lei nelle chiuse10 del notaro, ma proprio quello che si dice innamorarsi, sentirsene ardere le carni sotto al fustagno del corpetto, e provare, fissandolo negli occhi, la sete che si ha nelle ore calde di giugno, in fondo alla pianura.11 Ma lui seguitava a mietere tranquillamente col naso sui manipoli,12 e le diceva: O che avete, gn13 Pina? Nei campi immensi, dove scoppiettava soltanto il volo dei grilli, quando il sole batteva a piombo, la Lupa affastellava manipoli su manipoli, e covoni su covoni, senza stancarsi mai, senza rizzarsi un momento sulla vita, senza accostare le labbra al fiasco, pur di stare sempre alle calcagna di Nanni, che mieteva e mieteva, e le domandava di quando in quando: Che volete, gn Pina? Una sera ella glielo disse, mentre gli uomini sonnecchiavano nellaia, stanchi dalla lunga giornata, ed i cani uggiolavano14 per la vasta campagna nera: Te voglio! Te che sei bello come il sole, e dolce come il miele.Voglio te! Ed io invece voglio vostra figlia, che zitella,15 rispose Nanni ridendo. La Lupa si cacci le mani nei capelli, grattandosi le tempie senza dir parola, e se ne and, n pi comparve nellaia. Ma in ottobre rivide Nanni, al tempo che cavavano16 lolio, perch egli lavorava accanto alla sua casa, e lo scricchiolo del torchio non la faceva dormire tutta notte.17
5 Santa Agrippina: la patrona di Mineo, il paese catanese dove era nato Capuana. 6 SantaGes: una chiesa di Mineo ma anche di Vizzini. 7 Maricchia: vezzeggiativo di Maria. 8 tolta: presa. 9 la sua bella robasole: il corredo e la dote gi pronti. 10 chiuse: possedimenti. 11 ma propriopianura: per descrivere lepisodio lautore abbandona il punto di vista del narratore popolare e sposta il *fuoco del racconto allinterno della Lupa, utilizzando *metafore e *similitudini adeguate alla sua natura intensamente erotica (sentirsene arderecorpetto) e alla sua cultura contadina (la sete che si hapianura). manipoli: fasci [:di grano]. gn: signora; viene riservato alle popolane (le signore di rango pi elevato hanno il titolo di donne). uggiolavano: guaivano lamentosamente. zitella: non maritata. cavavano: spremevano. lo scricchiolonotte: un esempio di tecnica allusiva: il vero motivo che impedisce alla Lupa di dormire la passione per Nanni.

da G. Verga, La lupa, in Id., Le novelle, a cura di G. Tellini, Salerno, Roma 1980, vol. I.

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1 Al villaggio: la *focalizzazione della narrazione interna allambiente descritto e dunque non necessita di unindicazione geografica precisa. 2 la chiamavanonulla: nella cultura popolare la lupa simboleggia,con la sua voracit,la passione e il desiderio sessuale. 3 sola come una cagnaccia: esattamente come Malpelo, che tutti schivavano come un can rognoso. 4 andare randagio: gli occhi grandi e il continuo movimento sono le due caratteristiche fisiche che definiscono la psicologia del personaggio e accompagnano la sua vicenda per tutto il corso del racconto.

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Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese Manuale di letteratura

[G. B. PALUMBO EDITORE]

PARTE UNDICESIMA CAPITOLO IV

Dal liberalismo allimperialismo: Naturalismo e Simbolismo (1861-1903) Giovanni Verga, 5

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Prendi il sacco delle olive, disse alla figliuola, e vieni con me . Nanni spingeva colla pala le olive sotto la macina, e gridava ohi! alla mula perch non si arrestasse. La vuoi mia figlia Maricchia? gli domand la gn Pina. Cosa gli date a vostra figlia Maricchia? rispose Nanni. Essa ha la roba di suo padre, e dippi io le do la mia casa; a me mi baster che mi lasciate un cantuccio nella cucina, per stendervi un po di pagliericcio. Se cos se ne pu parlare a Natale, disse Nanni. Nanni era tutto unto e sudicio dellolio e delle olive messe a fermentare, e Maricchia non lo voleva a nessun patto; ma sua madre lafferr pe capelli, davanti al focolare, e le disse co denti stretti: Se non lo pigli ti ammazzo! La Lupa era quasi malata, e la gente andava dicendo che il diavolo quando invecchia si fa eremita. Non andava pi di qua e di l; non si metteva pi sulluscio, con quegli occhi da spiritata.18 Suo genero, quando ella glieli piantava in faccia quegli occhi, si metteva a ridere, e cavava fuori labitino della Madonna19 per segnarsi.20 Maricchia stava in casa ad allattare i figliuoli, e sua madre andava nei campi,21 a lavorare cogli uomini, proprio come un uomo, a sarchiare,22 a zappare, a governare23 le bestie, a potare le viti, fosse stato greco e levante di gennaio, oppure scirocco di agosto, allorquando i muli lasciavano cader la testa penzoloni, e gli uomini dormivano bocconi a ridosso del muro a tramontana.24 In quellora fra vespero e nona, in cui non ne va in volta femmina buona,25 la gn Pina era la sola anima viva che si vedesse errare26 per la campagna, sui sassi infuocati delle viottole, fra le stoppie27 riarse dei campi immensi, che si perdevano nellafa, lontan lontano, verso lEtna nebbioso, dove il cielo si aggravava28 sullorizzonte. Svegliati! disse la Lupa a Nanni che dormiva nel fosso, accanto alla siepe polverosa, col capo fra le braccia. Svegliati, ch ti ho portato il vino per rinfrescarti la gola. Nanni spalanc gli occhi imbambolati, fra veglia e sonno, trovandosela dinanzi ritta, pallida, col petto prepotente, e gli occhi neri come il carbone, e stese brancolando29 le mani. No! non ne va in volta femmina buona nellora fra vespero e nona! singhiozzava Nanni, ricacciando la faccia contro lerba secca del fossato, in fondo in fondo, colle unghie nei capelli. Andatevene! Andatevene! non ci venite pi nellaia! Ella se ne andava infatti, la Lupa, riannodando le trecce superbe, guardando fisso dinanzi ai suoi passi nelle stoppie calde, cogli occhi neri come il carbone. Ma nellaia ci torn delle altre volte, e Nanni non le disse nulla. Quando tardava a venire anzi, nellora fra vespero e nona, egli andava ad aspettarla in cima alla viottola bianca e deserta, col sudore sulla fronte; e dopo si cacciava le mani nei capelli, e le ripeteva ogni volta: Andatevene! andatevene! Non ci tornate pi nellaia! Maricchia piangeva notte e giorno, e alla madre le piantava in faccia gli occhi ardenti di lagrime e di gelosia, come una lupacchiotta anchessa, allorch la vedeva tornare da campi pallida e muta ogni volta. Scellerata! le diceva. Mamma scellerata! Taci. Ladra! ladra! Taci! Andr dal brigadiere, andr! Vacci!
a due nastri, che le devote [o i devoti] portano da un lato sul petto, e dallaltro sulle spalle. segnarsi: farsi il segno della croce. Maricchiacampi: le due donne incarnano i due diversi modelli della femminilit. Maricchia riveste il ruolo organico alla struttura sociale del villaggio, quello della donna sottomessa (stava in casa) e materna (ad allattare i figliuoli). La Lupa invece andava nei campi, a lavorare cogli uomini e rappresenta perci la trasgressione. sarchiare: ripulire i terreni dalle erbacce. governare: badare a. grecolevantesciroccotramontana: sono quattro tipi di vento. Il greco soffia da nord-est, il levante da est, lo scirocco da sud-est e la tramontana dal nord. In quellorabuona: adattamento del proverbio siciliano nta lu vespru e nona nun nesci nudda persuna bona; la nona indica circa le tre del pomeriggio; il vespro (vespero) corrisponde alle sei del pomeriggio; ne va in volta: se ne va in giro. si vedesse errare: proprio come una lupa affamata. stoppie: sono i residui del grano, rimasti sui campi dopo la mietitura. si aggravava: pesava [: era pi fosco, a causa dellafa]. brancolando: cio con i gesti incerti di chi vede male.

18 La Lupaspiritata: combattuta tra lamore per il genero e laffetto per la figlia, la donna per un momento sembra aver rinnegato la propria natura (era quasi malata) per rivestire il ruolo di madre e custode del focolare, per questo non andava pi di qua e di l e non ha pi quegli occhi da spiritata; diavoloeremita: la traduzione del proverbio siciliano quannu lu diavulu fu vecchiu si fici rimito. 19 labitino della Madonna: spiega Verga a Rod (traduttore francese dei Malavoglia) una specie di scapolare o di talismano religioso, formato di due pezzetti di panno lano con la immagine o il nome della Madonna attaccato

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E ci and davvero,30 coi figli in collo, senza temere di nulla, e senza versare una lagrima, come una pazza, perch adesso lamava anche lei quel marito che le avevano dato per forza, unto e sudicio dalle olive messe a fermentare. Il brigadiere fece chiamare Nanni; lo minacci sin della galera e della forca. Nanni si diede a singhiozzare ed a strapparsi i capelli; non neg nulla, non tent di scolparsi. la tentazione! diceva; la tentazione dellinferno! si butt ai piedi del brigadiere supplicandolo di mandarlo in galera. Per carit, signor brigadiere, levatemi da questo inferno! fatemi ammazzare, mandatemi in prigione; non me la lasciate veder pi, mai! mai! No! rispose invece la Lupa al brigadiere. Io mi son riserbato un cantuccio della cucina per dormirvi, quando gli ho data la mia casa in dote. La casa mia. Non voglio andarmene! Poco dopo, Nanni sebbe nel petto un calcio dal mulo e fu per morire; ma il parroco ricus di portargli il Signore31 se la Lupa non usciva di casa. La Lupa se ne and, e suo genero allora si pot preparare ad andarsene anche lui da buon cristiano; si confess e comunic con tali segni di pentimento e di contrizione che tutti i vicini e i curiosi piangevano davanti al letto del moribondo. E meglio sarebbe stato per lui che fosse morto in quel tempo, prima che il diavolo tornasse a tentarlo e a ficcarglisi nellanima e nel corpo quando fu guarito. Lasciatemi stare! diceva alla Lupa; per carit, lasciatemi in pace! Io ho visto la morte cogli occhi! La povera Maricchia non fa che disperarsi. Ora tutto il paese lo sa! Quando non vi vedo meglio per voi e per me... Ed avrebbe voluto strapparsi gli occhi per non vedere quelli della Lupa, che quando gli si ficcavano ne suoi gli facevano perdere lanima ed il corpo. Non sapeva pi che fare per svincolarsi dallincantesimo. Pag delle messe alle anime del Purgatorio e and a chiedere aiuto al parroco e al brigadiere. A Pasqua and a confessarsi, e fece pubblicamente sei palmi di lingua a strasciconi sui ciottoli del sacrato innanzi alla chiesa, in penitenza,32 e poi, come la Lupa tornava a tentarlo: Sentite! le disse, non ci venite pi nellaia, perch se tornate a cercarmi, com vero Iddio, vi ammazzo! Ammazzami, rispose la Lupa, che non me ne importa; ma senza di te non voglio starci . Ei come la scorse da lontano, in mezzo a seminati verdi, lasci di zappare la vigna, e and a staccare la scure dallolmo. La Lupa lo vide venire, pallido e stralunato, colla scure che luccicava al sole, e non si arretr di un sol passo, non chin gli occhi, seguit ad andargli incontro,33 con le mani piene di manipoli di papaveri rossi, e mangiandoselo con gli occhi neri.34 Ah! malanno allanima vostra! balbett Nanni.

30 E ci and davvero: lamore (adesso lamava anche lei quel marito si legge pi sotto) ha trasformato anche Maricchia in una lupacchiotta, ossia in una figura combattiva (le piantava in faccia gli occhi) e pronta allazione (ci and davvero). 31 ricusSignore: si rifiut di impartirgli il sacramento dellestrema unzione. 32 sei palmiin penitenza: questa forma arcaica di peni-

tenza pubblica consiste per Nanni nel percorrere in ginocchio, strusciando la lingua per terra, sei palmi [] sui ciotoli del sacrato innanzi alla chiesa. 33 seguit ad andargli incontro: secondo un modulo tipicamente romantico la morte rappresenta il momento di massima affermazione del personaggio, pronto a sacrificarsi per i propri ideali. 34 con le manineri: come nel caso di Rosso Malpelo, i

dettagli cromatici (papaveri rossiocchi neri) hanno una forte pregnanza simbolica. Il dualismo rosso/nero corrisponde al dualismo amore/morte espresso dalla protagonista. Il nero infatti il colore del male (degli occhi da satanasso), del caos, della morte, mentre il rosso il colore del fuoco, delle labbra della Lupa e, soprattutto, il colore della passione e anche del sangue e del sacrificio che sta per consumarsi.

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Giovanni Verga ~ La lupa

guida alla lettura


Il tono epico-lirico e lo stile da leggenda popolare
Lo stile del racconto parlato. Il ritratto iniziale della donna condotto dal punto di vista della comunit contadina e dunque con *similitudini, immagini e modi di dire popolari. Si vedano, nel primo capoverso, le seguenti espressioni, in cui evidente leco del parlato (sottolineato con il corsivo): Era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, due occhi grandi cos, due labbra fresche e rosse, che vi mangiavano. Pi avanti si usano pi volte proverbi popolari (cos come accadr anche nei Malavoglia): il diavolo quando invecchia si fa eremita (riga 37) e poi (riga 44) In quellora fra vespero e nona, in cui non ne va in volta femmina buona. In questultima occasione, anzi, Verga utilizza artisticamente il tono epico-lirico del proverbio, riproducendone la cadenza attraverso la forma dialettale. A differenza di altre novelle, la prospettiva della comunit avvolge il personaggio in unaria mitica, da leggenda popolare: le donne si fanno il segno della croce quando lei passa e tutti ne parlano con timore quasi superstizioso che si accompagna tuttavia a una sorta di rispetto. Si veda, per esempio, il ritmo epico di questo passo, posto in rilievo dalle ripetizioni (ancora da noi poste in corsivo): la Lupa affastellava manipoli su manipoli, e covoni su covoni, senza stancarsi mai, senza rizzarsi un momento sulla vita, senza accostare le labbra al fiasco, pur di stare sempre alle calcagna di Nanni (righe 19-21). Il personaggio inoltre si staglia solitario sul paesaggio, e vi grandeggia, identificandosi, in modo epico-lirico, con la natura assolata e assetata che lo circonda.

Il personaggio e il motivo romantico dellamore-passione


La leggenda avvolge il personaggio in unaura di solitaria grandiosit. Anche la Lupa, come Rosso Malpelo, una rappresentazione del diverso, di chi escluso dalla societ (si ricordi che, alla fine di Rosso Malpelo, anche il protagonista di questa novella si trasformava in un mito per gli altri ragazzi, diventando leroe di una leggenda popolare). Ella obbedisce solo alla forza della propria passione, sino a sfidare la morte. Rivive in lei, per qualche aspetto, il mito romantico che unisce amore e morte e che abbiamo gi incontrato in Tigre reale (cfr. 3), dove il protagonista maschile egualmente diviso fra la famiglia e una donna passionale paragonata a un animale. Lenergia della passionalit romantica, che Verga trovava inquinata e corrotta nella societ nobiliare e alto-borghese, sembra poter rinascere in un ambiente primitivo e rusticano. Analogamente romantica la contrapposizione fra passione e societ, fra carattere eversivo dellamore e leggi dellambiente sociale. La novella dunque una nuova dimostrazione della presenza di motivi romantici nella prima fase di adesione al Verismo (quella di Vita dei campi e dei Malavoglia).

Il paesaggio e la nota lirico-simbolica


Nel racconto presente un elemento lirico-simbolico che sottolinea la corrispondenza fra lanima del personaggio e la natura. La sete damore della Lupa, che le fa il vuoto attorno isolandola dal contesto sociale, costantemente rapportata al carattere assolato, assetato e solitario del paesaggio. Si vedano le righe 14-21 e le righe 40-47 e in particolare il passo: la gn Pina era la sola anima viva che si vedesse errare per la campagna, sui sassi infuocati delle viottole, fra le stoppie riarse dei campi immensi, che si perdevano nellafa. Si noti che, nel rappresentare il personaggio che si profila solitario in una campagna di fuoco, il narratore ricorre al periodo lungo che caratterizza, nei Malavoglia e in Vita dei campi, i momenti lirici (nei quali si manifesta la soggettivit della protagonista), mentre in altre zone del racconto, quelle drammatiche, prevale il periodo breve, tipico invece del racconto oggettivo (per il periodo breve vedi per esempio le righe 71-77).

esercizi
Analizzare e interpretare 1 Da quale punto di vista condotta la descrizione iniziale della Lupa? Quali elementi del personaggio sono subito sottolineati? Che rapporto sussiste fra la donna e lambiente circostante? Per quale ragione a tuo parere? 3 4 Quali ragioni giustificano a tuo parere il cedimento di Nanni alla seduzione della donna? Poni a confronto lamore presentato nella novella con quello che emerge da Nedda; sottolinea analogie e differenze di stile e di contenuto.

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