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Gli ultimi filibustieri
Le novelle marinaresche di mastro Catrame
La scimitarra di Budda
Serie di e-book23 titoli

Emilio Salgari: La Collezione Definitiva

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Info su questa serie

Enrico di Ventimiglia, figlio del Corsaro Rosso e nipote del Corsaro Nero, ha scoperto che suo padre, vedovo di sua madre prima di partire per le Americhe, ha poi sposato una delle figlie di un sovrano sudamericano, il Gran Cachico del Darien. Dalla loro unione è nata una bambina, che era col padre quando questi venne impiccato dal governatore di Maracaibo, tale marchese di Montelimar, su richiesta del duca Wan Guld.
LinguaItaliano
Data di uscita17 dic 2019
Gli ultimi filibustieri
Le novelle marinaresche di mastro Catrame
La scimitarra di Budda

Titoli di questa serie (23)

  • La scimitarra di Budda
    La scimitarra di Budda
    La scimitarra di Budda

    A seguito di una scommessa, il Cap. Giorgio Ligusa si impegna a recuperare la mitica e introvabile "Scimitarra di Budda". Col prezioso contributo dei fedelissimi Korsan e Casimiro, non esita ad avventurarsi nella Cina misteriosa di fine secolo XIX, chiusa ed ostile verso gli stranieri...

  • Gli ultimi filibustieri
    Gli ultimi filibustieri
    Gli ultimi filibustieri

    La contessina Ines di Ventimiglia è a Panama per ritirare l'eredità di Gran Cacico del Darien, ma il Marchese di Montelimar la vuole in sposa per ottenerne le ricchezze e la rapisce. Mendoza e Buttafuoco domandano aiuto a don Barrejo, che si era ritirato e sposato con la taverniera Panchita, e lo invitano ad unirsi a loro; il guascone accetta immediatamente. Dopo aver scoperto che la contessina verrà imbarcata su una nave che la porterà nel Darien, Mendoza, Buttafuoco e don Barrejo ingaggiano un peschereccio. Superati vari imprevisti arrivano alle isole Antille e ritrovano Raveneau de Lussan, il capo dei filibustieri, al quale spiegano la situazione. Decidono di lasciare le isole accompagnati da duecento uomini. Dopo due giorni di navigazione avvistano, abbordano e conquistano la nave. Liberano la contessina Ines e sbarcano sulla costa. Continuano a piedi il loro viaggio verso il Darien. Nel frattempo si accorgono di essere seguiti. Il capo decide di lasciare ottanta uomini di guardia alla contessina, in un fortino costruito da loro, mentre gli altri avanzavano e riescono a distruggere le linee nemiche. Arrivano dinanzi alla grande Segovia–Nuova, una grande città spagnola.

  • Le novelle marinaresche di mastro Catrame
    Le novelle marinaresche di mastro Catrame
    Le novelle marinaresche di mastro Catrame

    Non avete udito mai parlare di mastro Catrame? No?… Allora vi dirò quanto so di questo marinaio d’antico stampo, che godette molta popolarità nella nostra marina: ma non troppe cose, poiché, quantunque lo abbia veduto coi miei occhi, abbia navigato molto tempo in sua compagnia e vuotato insieme con lui non poche bottiglie di quel vecchio e autentico Cipro che egli amava tanto, non ho mai saputo il suo vero nome, né in quale città o borgata della nostra penisola o delle nostre isole egli fosse nato. Era, come dissi, un marinaio d’antico stampo, degno di figurare a fianco di quei famosi navigatori normanni che scorrazzarono per sì lunghi anni l’Atlantico, avidi di emozioni e di tempeste, che si spinsero dalle gelide coste dei mari del nord fino a quelle miti del mezzogiorno, che colonizzarono la nebbiosa Islanda e conquistarono il lontano Labrador, quattro o forse cinquecento anni prima che il nostro grande Colombo mettesse piede sulle ridenti isole del golfo messicano. Quanti anni aveva mastro Catrame? Nessuno lo sapeva, perché tutti l’avevano conosciuto sempre vecchio. È certo però che molti giovedì dovevano pesare sul suo groppone, giacché egli aveva la barba bianca, i capelli radi, il viso rugoso, incartapecorito, cotto e ricotto dal sole, dall’aria marina e dalla salsedine. Ma non era curvo, no, quel vecchio lupo di mare!

  • Le meraviglie del Duemila
    Le meraviglie del Duemila
    Le meraviglie del Duemila

    Due uomini, grazie alla scoperta di un principio attivo di una strana pianta esotica che sospende le funzioni vitali, riescono a viaggiare nel tempo per ben cento anni, spostandosi dal 1903 al 2003. Si trovano quindi a vivere in una società profondamente modificata e potranno così conoscere un mondo popolato da macchine volanti, treni sotterranei e velocissimi, città sottomarine e molte altre meraviglie tecnologiche. Il ritmo di vita in cento anni è accelerato a un tale grado di frenesia che i protagonisti finiscono per essere ricoverati in un manicomio poiché non riescono a sopportarlo. Sul tracollo dei protagonisti ha un effetto determinante l'influsso dell'elettricità sul sistema nervoso: l'aria del futuro è satura di emanazioni elettriche alle quali il loro sistema nervoso non s'era mai adattato.

  • Una sfida al Polo
    Una sfida al Polo
    Una sfida al Polo

    La vicenda narra che due ricchi, Master Torpon e Gastone di Montcalm, il primo degli USA, l'altro canadese vorrebbero sposare la stessa donna: Ellen Perkins. Visto che neppure lei riesce a decidere chi sposare i due pretendenti si sfidarono in innumerevoli competizioni essendo Ellen una campionessa in tutti gli sport. Visto che tutte le partite finivano a pari punti Gastone di Montcalm decide di fare una sfida in grande: il primo di loro due che giungerà al Polo Nord avrà la mano di Ellen. Alla, fine dopo il ritorno in Canada di Gastone e dopo la morte al Polo di Torpon Ellen Perkins arriva a casa di Gastone per sposarsi. Gastone, però, le risponde: "Ebbene, Miss a quella vittoria alla quale era impegnata la vostra mano io vi rinuncio. Le donne che esigono vittime e che cercano di spingere degli uomini ad uccidersi in imprese arrischiate, non hanno mai fatto fortuna in Canada. Miss, cercatevi pure un marito tra i vostri compatrioti". Ovviamente la donna se ne andò stizzita ma, a Gastone non importava.

  • La bohême italiana. Una vendetta malese
    La bohême italiana. Una vendetta malese
    La bohême italiana. Una vendetta malese

    Dall’incipit del libro: Mi avevano scritto: «Andiamo in campagna a fondare una colonia artistica». Potete immaginarvi se io mi ero affrettato a preparare le mie valigie! La campagna era stata sempre il mio sogno. Le mie occupazioni, disgraziatamente, mi avevano sempre impedito di realizzarlo, o meglio non avevo mai trovato i mezzi sufficienti per permettermi questo lusso. Avevo più volte provato a cercarmi un posticino sul margine di una graziosa collina, e dopo qualche giorno me n’ero tornato nella polverosa città…. per non morire di fame. Che cosa volete, i contadini non avevano voluto mai saperne dei miei pennelli e dei miei colori, quantunque mi fossi offerto di dipingere perfino i loro carretti ed i loro piccioni! Di quadri, poi, meno che meno. Preferivano al naturale i loro tramonti, le loro querce che producevano ghiande da ingrassare i loro maiali, a quelli che imbrattavano le mie tele. Però il mio sogno, da tanti anni sospirato, stava per avverarsi. I miei amici m’avevano scritto che si andava in campagna e conoscevo troppo la lealtà di quei capo scarichi per credere che mi giocassero uno scherzo. E poi si andava a fondare una colonia artistica!… Non v’era da esitare. Ed ecco il motivo per cui un bel mattino di febbraio, dopo alcune ore di ferrovia, piombavo in Torino per andare a trovare i futuri fondatori della colonia.

  • I selvaggi della Papuasia
    I selvaggi della Papuasia
    I selvaggi della Papuasia

    Il primo racconto di Salgari, pubblicato sul giornale La Valigia.

  • Il re del mare
    Il re del mare
    Il re del mare

    La storia è ambientata nel 1868, vale a dire undici anni dopo i fatti narrati nel romanzo Le due tigri, mentre precede cronologicamente Alla conquista di un impero. Il titolo riprende il nome dietro cui si nasconde uno strano personaggio, foraggiato dalla Compagnia delle Indie Orientali e dal rajah di Sarawak, che ha dichiarato guerra a Sandokan e compagni; i pirati, per tutta risposta, ribattezzano con lo stesso nome una formidabile corazzata con la quale ingaggiano contro di lui una vera e propria guerra per mare.

  • Il tesoro della Montagna Azzurra
    Il tesoro della Montagna Azzurra
    Il tesoro della Montagna Azzurra

    Pedro e Mina De Belgrano, due giovani cileni figli del capitano Fernando, armatore di Valparaiso, del quale non si hanno più notizie da quattro anni, ricevono una visita inattesa. Il capitano Ramirez porta buone nuove ai due ragazzi. Egli, infatti, ha rinvenuto in mare un documento in cui Fernando De Belgrano, in punto di morte, comunica ai figli la scoperta, da lui stesso effettuata, di un favoloso tesoro su di un’isola sperduta della Nuova Caledonia, dove tempo prima aveva fatto naufragio. 

  • I naufraghi del Poplador
    I naufraghi del Poplador
    I naufraghi del Poplador

    La guerra fra Stati Uniti e Messico vede il Capitano Don Pablo Guzman, comandante della corvetta Poplador, incaricato di incrociare sulle coste californiane in appoggio ai partigiani messicani. Il genovese Michele Galla, comandante in seconda e fidatissimo uomo di Don Pablo, è con lui; assieme svolgono brillantemente il compito assegnato. Un uragano, che fa naufragare miseramente il Poplador già malridotto a causa di una battaglia con un incrociatore americano, obbligherà i nostri eroi e l'intero equipaggio a nuove ed inattese avventure. Imbarcati sul Richmond, nave conquistata con furbizia, sperano di rimpatriare ma si troveranno invece in mezzo ad un ammutinamento. Una tragica fuga condurrà i naufraghi nell'arcipelago delle isole Marchesi per l'ultima terribile esperienza con gli indigeni del luogo. Salvati in extremis da una nave di passaggio, giungeranno in patria quando le sorti del conflitto saranno ormai decise

  • Attraverso l'Atlantico in pallone
    Attraverso l'Atlantico in pallone
    Attraverso l'Atlantico in pallone

    Nel 1897 dall'isola del Capo Bretone in Canada,il milionario ingegnere Mister Kelly sta per partire per un'avventurosa trasvolata dell'oceano Atlantico a bordo del Washington, innovativo modello di mongolfiera, per raggiungere l'Europa. Pochi istanti prima del decollo all'equipaggio, formato dal solo Mister Kelly e dal suo domestico di colore Simone, si aggiunge Harry O'Donnell canadese di origini irlandesi che, inseguito dalla polizia, si rifugia a bordo dell'aerostato. Il nuovo arrivato è un membro del Sinn Féin, accusato ingiustamente per l'omicidio di uno sceriffo. Arrestato e poi evaso grazie all'aiuto di compagni di lotta, spera di poter raggiungere l'Irlanda a bordo della mongolfiera in partenza per l'Europa. L'irlandese riesce a saltare a bordo proprio mente il pallone molla gli ormeggi; a nulla vale l'inseguimento di una nave da guerra canadese che spara alcuni colpi contro il Washington, fortunatamente troppo alto e veloce

  • La città del re lebbroso
    La città del re lebbroso
    La città del re lebbroso

    Lakon-tay, valente ex generale dell'esercito siamese, è l'importante ministro a cui è affidata la cura degli elefanti bianchi, ospitati nel palazzo reale a Bangkok e venerati come simbolo della protezione divina. Gli animali muoiono misteriosamente; in realtà si tratta di un complotto: sono stati avvelenati dall'avventuriero Kopom che trama insieme al malvagio ministro Mien-Ming allo scopo di far cadere in disgrazia Lakon-tay, il quale aveva rifiutato a quest'ultimo la mano della sua bella figlia Len-Pra. Lakon-tay, caduto in disgrazia e disprezzato da tutta la popolazione per non essere stato in grado di proteggere gli elefanti, tenta di suicidarsi con l'oppio, ma viene salvato dal vicino di casa Roberto, un dottore italiano che si è stabilito a Bangkok; questo episodio segna l'inizio dell'amicizia tra Roberto e Lakon-tay. Per riabilitarsi agli occhi del re, Lakon-tay è costretto a mettersi in viaggio verso Angkor Thom, capitale dell'impero Khmer abbandonata da secoli, alla ricerca dell'uncino utilizzato per condurre l'elefante in cui si era incarnato Buddha (nel libro chiamato Sommona Kodom, secondo la tradizione siamese). La tradizione infatti vuole che il ritrovamento dell'uncino propizierà sicuramente la cattura di elefanti bianchi per il palazzo del re.

  • Capitan Tempesta: romanzo d'avventure
    Capitan Tempesta: romanzo d'avventure
    Capitan Tempesta: romanzo d'avventure

    Dall’incipit del libro: — Sette!… — Cinque! — Undici! — Quattro! — Zara!… — Corpo di trentamila scimitarre turche! Che fortuna avete voi, signor Perpignano! Sono ottanta zecchini che mi guadagnate in due sere. Ciò non può durare! Preferisco una palla di colubrina in corpo e per di più una palla di quei cani di miscredenti. Almeno non mi scorticherebbero dopo presa Famagosta. — Se la prenderanno, capitano Laczinki. — Ne dubitate, signor Perpignano? — Sì, almeno per ora. Finchè abbiamo gli schiavoni, Famagosta non verrà presa. La Repubblica Veneta sa scegliere i suoi soldati. — Non sono polacchi. — Capitano, non offendete i soldati dalmati. — Non ne ho avuto alcuna intenzione, tuttavia se qui vi fossero dei miei compatrioti… Un mormorio minaccioso che si levò intorno ai due giuocatori, misto ad un tintinnio di spade nervosamente agitate, indusse il capitano Laczinki ad interrompere la frase.

  • Le tigri di Mompracem
    Le tigri di Mompracem
    Le tigri di Mompracem

    Dicembre 1849. Il giovane pirata Sandokan, soprannominato la Tigre della Malesia, dallo scoglio di Mompracem, ha lanciato una lotta senza quartiere agli invasori europei, rei di aver distrutto tutta la sua famiglia; Sandokan è infatti l'ultimo superstite di una famiglia di regnanti del Borneo spodestata dai bianchi, e ora è a caccia di vendetta. A seguirlo, c'è un folto drappello di pirati provenienti da tutto il Sud-est asiatico, soprannominati i "tigrotti", per via del coraggio e della sfrontata ferocia che li contraddistingue. Tra di loro, c'è il suo luogotenente e amico Yanez de Gomera, un giovane avventuriero portoghese, che la Tigre considera un fratello.

  • La Rosa del Dong-Giang
    La Rosa del Dong-Giang
    La Rosa del Dong-Giang

    Il libro è ambientato nella Cocincina, ovvero nel Vietnam del sud, durante  l'invasione francese del 1859. La Rosa è Tay-See. una bellissima donna cocincinese, amata immensamente sia da un generale della sua stessa nazionalità, che con la forza diventa suo marito, che da un tenente spagnolo, essendo in quella campagna la Spagna alleata con la Francia. 

  • Sandokan, Le due tigri
    Sandokan, Le due tigri
    Sandokan, Le due tigri

    India, 1857. Sandokan giunge in India alla guida dei suoi tigrotti, in soccorso dell'amico Tremal-Naik. Quest'ultimo, rimasto di recente vedovo di Ada Corishant, ha subito un ulteriore dramma: sua figlia, la piccola Darma, è stata rapita dai Thugs comandati da Suyodhana. Lo scopo della "Tigre dell'India" è di sacrificarla, come già fatto con la madre, alla dea del male Kālī. Una giovane bajadera indiana riesce a fornire indicazioni importanti alla Tigre e i suoi fedeli; si tratta di Surama, figlia del deposto rajah dell'Assam, fatta prigioniera dai Thugs. Grazie al suo aiuto, Sandokan e i compagni riescono a rapire il manti, sacerdote della dea Kalì, da cui scoprono che la setta di strangolatori è ancora stanziata sull'isola di Raimangal, già loro covo nel secondo romanzo del ciclo, I misteri della jungla nera.

  • Sandokan, La tigre della Malesia
    Sandokan, La tigre della Malesia
    Sandokan, La tigre della Malesia

    Dicembre 1849. Il giovane pirata Sandokan, soprannominato la Tigre della Malesia, dallo scoglio di Mompracem, ha lanciato una lotta senza quartiere agli invasori europei, rei di aver distrutto tutta la sua famiglia; Sandokan è infatti l'ultimo superstite di una famiglia di regnanti del Borneo spodestata dai bianchi, e ora è a caccia di vendetta. A seguirlo, c'è un folto drappello di pirati provenienti da tutto il Sud-est asiatico, soprannominati i "tigrotti", per via del coraggio e della sfrontata ferocia che li contraddistingue. Tra di loro, c'è il suo luogotenente e amico Yanez de Gomera, un giovane avventuriero portoghese, che la Tigre considera un fratello.

  • Il vampiro della foresta
    Il vampiro della foresta
    Il vampiro della foresta

    Le foreste dell’America meridionale, sotto certi aspetti, sono ben più pericolose di quelle africane, quantunque anche queste siano popolate da un gran numero di fiere, avide specialmente di carne umana. L’uomo che le percorre, ad ogni istante si trova in procinto di lasciarvi la vita, perché non le sole belve lo insidiano, ma ben anche certi volatili pericolosissimi; perfino anche certe piante sotto la cui ombra non può sdraiarsi senza correre la triste sorte d’addormentarsi per sempre. Nel 1886, nell’Uraguay, vi era stato un certo risveglio fra i numerosi coloni sbarcati dall’Europa. Essendosi sparsa la voce che s’erano scoperti, nelle folte foreste bagnate dal Tocantin, dei filoni d’oro, numerosi emigranti avevano lasciato le borgate per cercare una più rapida fortuna e tornarsene in patria poi con la cintura riboccante di pepite gialle. Fra i primi a slanciarsi fra quelle foreste vergini, forse mai prima attraversate da alcun Europeo, vi erano i fratelli Puraco, due bravi giovani di poco più di venticinque anni, pieni di audacia e di coraggio, che avevano lasciato, non senza rimpianti, la loro Sicilia per cercare fortuna nel Nuovo Mondo. Entrambi avevano già lavorato nelle miniere d’argento della Plata, ed essendo pratici negli scavi, contavano di arricchire rapidamente per tornarsene poi, altrettanto rapidamente, nella natia isola.

  • Alla conquista della Luna
    Alla conquista della Luna
    Alla conquista della Luna

    Alcuni anni or sono, i pochi abitanti di Allegranza, un piccolo isolotto del gruppo delle Canarie, venivano bruscamente svegliati da un colpo di cannone il cui rimbombo s’era ripercosso lungamente fra quelle aride rocce, bruciate dall’ardente sole africano. Un colpo di cannone per quegl’isolani, che vivevano così lontani da qualsiasi terra considerevole, e che solo a lunghi intervalli vedevano qualche piccolo veliero entrare nella baia dell’isolotto per provvedersi d’acqua ed imbarcare qualche partita di pesce secco, era un tale avvenimento da metterli nella più viva curiosità. La nave che aveva annunziato il suo arrivo con quel colpo, non era uno dei soliti velieri, bensì un bel vapore dipinto in grigio e che inalberava sull’albero di maestra la bandiera brasiliana. Non era di grossa portata; se fosse stato di mole considerevole non avrebbe potuto trovare fondo sufficiente nella piccola baia; tuttavia era un bel piroscafo che doveva stazzare almeno cinque o seicento tonnellate, come asseriva José Faja, il più vecchio e rispettato dei pescatori dell’isola e che nella sua gioventù aveva navigato il mondo in lungo ed in largo. Tutta la popolazione, dunque, una quarantina di persone, fra uomini e donne, si era rovesciata sulla spiaggia, attratta da quella inaspettata novità. In vent’anni era il secondo battello a vapore che s’era degnato mostrarsi agli sguardi degli isolani: meritava quindi la pena di andarlo ad ammirare.

  • I misteri della jungla nera
    I misteri della jungla nera
    I misteri della jungla nera

    Nel fitto della jungla, circondata da desolate paludi, fiumi ed isolotti presso la foce del grande Gange (chiamata nel suo complesso Sunderbans), la sinistra isola "Raimangal" ospita una pagoda nei cui sotterranei si nascondono i Thug, una setta sanguinaria cui sono affiliati degli strangolatori, seguaci della dea indiana Kali. Guidati dal malvagio Suyodhana, i Thug tengono imprigionata una giovane fanciulla di nome Ada Corishant, soprannominata dalla setta “la Vergine della Pagoda”...

  • La Regina dei Caraibi
    La Regina dei Caraibi
    La Regina dei Caraibi

    Il Corsaro Nero, accompagnato dai fidati Carmaux, Wan Stiller e Moko, nonché dal luogotenente Morgan e dall'equipaggio della Folgore, intraprende un lungo viaggio al fine di uccidere il carnefice dei suoi fratelli: il duca di Wan Guld. Oltre che dai suoi fidi compagni di ventura il Corsaro Nero è accompagnato da Yara: una bella principessa indiana la quale è innamorata del Corsaro e vuole vendicarsi anch'ella dello sterminio della sua famiglia. Il gruppo riesce, dopo varie avventure, a scoprire dove si trovi il duca Wan Guld e cioè a Veracruz.

  • Jolanda, la figlia del Corsaro Nero
    Jolanda, la figlia del Corsaro Nero
    Jolanda, la figlia del Corsaro Nero

    Sono passati diversi anni da quando, alla fine del precedente romanzo, il Corsaro Nero ha lasciato il Mar dei Caraibi per tornare in Italia, ove ha sposato Honorata, figlia del suo defunto mortale nemico, il duca di Wan Guld. Tuttavia già all'inizio di questo terzo romanzo si apprende che anche l'ex-Corsaro e Honorata sono nel frattempo morti: lei dando alla luce una bambina di nome Jolanda, lui l'anno dopo combattendo contro truppe d'invasione francesi (in verità cercava la morte per la disperazione della perdita della moglie). Jolanda di Ventimiglia è cresciuta quindi come orfana.

  • Il figlio del Corsaro Rosso
    Il figlio del Corsaro Rosso
    Il figlio del Corsaro Rosso

    Enrico di Ventimiglia, figlio del Corsaro Rosso e nipote del Corsaro Nero, ha scoperto che suo padre, vedovo di sua madre prima di partire per le Americhe, ha poi sposato una delle figlie di un sovrano sudamericano, il Gran Cachico del Darien. Dalla loro unione è nata una bambina, che era col padre quando questi venne impiccato dal governatore di Maracaibo, tale marchese di Montelimar, su richiesta del duca Wan Guld.

Autore

Emilio Salgari

aventuras ambientadas en los más variados lugares, como Malasia, el océano Pacífico, el mar de las Antillas, la selva india, el desierto y la selva de África, el oeste de Estados Unidos, las selvas de Australia e incluso los mares árticos, creó personajes, tal vez los más conocidos de ellos sean el pirata Sandokán y el Corsario Negro, que alimentaron la imaginación de millones de lectores. En los países de habla hispana su obra fue particularmente popular, por lo menos hasta las décadas de 1970 y 1980.

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