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Lettera a Bertrand Cantat
Canto d'Honduras. Diario di un naufrago
Protagoniste
Serie di e-book11 titoli

Protagonisti

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Info su questa serie

Tutti conoscono D’Angelo attore, monologhista straordinario di “Drive in”, vincitore di tanti biglietti d’oro per le sue pièce teatrali, interprete di film diventati cult. Ma solamente chi ha avuto la fortuna di frequentarlo, assiduamente e per tanti anni, lo conosce davvero. Questo è il ritratto dipinto da chi per trentasei anni ha lavorato con lui, condividendo anche scherzi, cene, risate. Un grande attore, ma anche un fanciullo che ha sempre saputo godere di ogni attimo, e che ha fatto della leggerezza il suo stile di vita. Dall’enorme successo, ai tanti scherzi architettati, dalle sue innocenti manie – le scarpe, le camicie, i gilet, i braccialetti, il “parrucchiere fai da te” applicato a sé stesso e a sventurati colleghi. E le sue passioni, il mare per primo. E poi la cucina, con ricette inventate, a volte con bizzarri risultati…
Chiudono il libro le testimonianze degli amici – un capitolo intero scritto da Antonio Ricci – che con lui hanno condiviso anni di successi. Prefazione di Ezio Greggio, l’amico per eccellenza. Le loro risate ancora echeggiano negli studi di Mediaset.
LinguaItaliano
Data di uscita21 set 2019
Lettera a Bertrand Cantat
Canto d'Honduras. Diario di un naufrago
Protagoniste

Titoli di questa serie (11)

  • Protagoniste
    Protagoniste
    Protagoniste

    Diciassette interviste a diciassette donne che ci ispirano perché importanti e autorevoli nei loro ambiti di vita e lavoro, che sanno quello che vogliono e che lavorano ogni giorno con passione, dedizione e impegno. Le interviste sono tratte dal suo blog, “L’angolo di Key” (https://www.langolodikey.it/). Cristina, la local blogger che racconta la sua città Padova e fa amare la sua regione; Francesca, che ha saputo cambiare la sua vita dopo aver alleggerito la sua anima; Chiara, che ha fatto della sua passione per il caffè un’arte mondiale; Cristina, che a New York è un punto di riferimento per gli italiani che vogliono visitare la Grande Mela; Sanda, che fuggita da una guerra ha fatto successo puntando sul suo bagaglio culturale; Francesca, che ha sconfitto un cancro diventando mamma; Assunta, che credendo nelle buone notizie promuove il giornalismo costruttivo; Luisa, che ha rivoluzionato la sua laurea in architettura diventando muratore; Daphne, che si è lanciata con successo in una impresa vibrante; Roberta, che ha affrontato la crisi edificando il benessere dei bambini; Donatella, che sa raccontare storie e ogni suo racconto è un dono. Elena, che ci cura con i libri; Simonetta, che con l’arte della sfoglina ha portato le Marche nel mondo; Gaia, che dal suo blog “Vendetta Uncinetta” è diventata imprenditrice; Federica, che ha lo Sci nel Dna restando una di noi; Margherita, la criminologa che combatte per le donne. E infine c’è Sandra, la regina dei colori. “Le donne imparano sin da piccole che bisogna essere flessibili per riuscire a superare con successo i mille ostacoli e pregiudizi che rallentano il cammino verso la realizzazione dei propri sogni. Ogni età ha i suoi problemi e si inizia già all’asilo a fare i conti con le discriminazioni e la convinzione che le bambine siano più portate verso alcune attività considerate più femminili. Numerosi studi di autorevoli università ci hanno spiegato però che il talento si scopre solo mettendosi alla prova nella totale libertà di scelta, ma se nessuno ti offre l’opportunità di sapere quali siano le tue qualità, finirai per seguire un percorso costruito su un modello culturale deciso da altri. La famiglia, le mamme i papà i nonni, e la scuola giocano un ruolo decisivo nel non ingabbiare maschi e femmine in ruoli che appartengono ad una società patriarcale che voleva le donne chiuse in casa ad accudire la prole, il marito e gli anziani, e gli uomini capofamiglia. Bisogna avere tanta determinazione ancora oggi per non farsi imprigionare in questi schemi” (dalla prefazione di Tiziana Ferrario).

  • Lettera a Bertrand Cantat
    Lettera a Bertrand Cantat
    Lettera a Bertrand Cantat

    Un romanzo inusuale, appassionato e controcorrente dedicato al cantante dei Noir Desir Betrand Cantat. Le sue canzoni, liriche struggenti, dolorosa incarnazione del nostro tempo di emarginazione, rabbia, poesia e bisogno d'amore, la storia della sua relazione appassionata con Marie Trintignant e la tragedia di Vilnius dopo un violento litigio seguita dalla morte della donna che lui tanto amava e per la quale aveva abbandonato tutto, il carcere prima in Lituania e poi in Francia, il lento e faticoso tentativo di ricostruirsi una vita riprendendo a cantare con l'uscita di due nuove. Sulla tragedia di Vilnius sono stati scritti diversi libri, soprattutto in Francia, ma questo è senz'altro il primo romanzo che arriva ad abbracciare i più recenti fatti di attualità che hanno toccato Bertrand Cantat. Che evoca sempre odi laceranti e un amore che sfocia in venerazione fra i fan. Epica di un destino tragico, sotto forma di lettera interpolata da flash back sugli eventi giudiziari, le polemiche e i fatti, basato anche su alcune testimonianze di persone vicine al cantante, avute dall'autrice di prima mano, la storia ha lo stile carnale e appassionato tipico dei romanzi di Francesca Mazzucato, interpolata da brani delle sue canzoni, con ampia appendice di citazioni e la discografia del gruppo. Questo romanzo, è, in ogni caso, soprattutto una dichiarazione d'amore. D'amore vero. Una dichiarazione d'amore che scinde fra la creazione e il creatore, che si avventura nei territori della perdizione, del desiderio, dell'amour fou, di ciò che poteva essere e non è stato, del desiderio che si fa dolore.

  • Canto d'Honduras. Diario di un naufrago
    Canto d'Honduras. Diario di un naufrago
    Canto d'Honduras. Diario di un naufrago

    Simone Barbato racconta i suoi 57 giorni da “naufrago” su un’isola in Honduras come partecipante a un noto programma televisivo. Il racconto si sdoppia contemporaneamente in due viaggi: il primo, quello reale, dove viene descritto dettagliatamente tutto ciò che succede durante la permanenza sull’isola; il secondo è più spirituale, è il racconto delle sensazioni e delle impressioni intime di questa sua straordinaria avventura. La scrittura si alterna tra momenti narrativi, una sorta di “diario di bordo”, e altri di riflessioni e poesie inedite. Ricordi personali e famigliari si intrecciano a impressioni e aneddoti sui suoi compagni d’avventura creando una narrazione che racchiude felicemente molti generi letterari diversi, al contempo ironica e profonda, autobiografica e lirica. Simone Barbato porta il lettore per mano dentro questa storia e dentro di sé, nel suo mondo, nel suo personaggio televisivo e soprattutto dentro la sua parte più intima e misteriosa, rivelandosi anche in una nuova veste artistica: oltre che mimo, attore, tenore lirico, pianista, ora anche poeta.

  • L'uva e l'acciaio: biografia romanzata del tenore che fece tremare il Metropolitan di New York
    L'uva e l'acciaio: biografia romanzata del tenore che fece tremare il Metropolitan di New York
    L'uva e l'acciaio: biografia romanzata del tenore che fece tremare il Metropolitan di New York

    Cos’è il talento? Ne siamo tutti dotati? Quando diventa illusione e inganno? Attorno a queste domande ruota L’uva e l’acciaio. Un dialogo immaginario tra il grande tenore di fama mondiale, Daniele Barioni, e un giovane artista. A confronto sono due mondi, due generazioni, due temperamenti. Tutto si snoda attraverso il concetto di sogno, nostro e altrui, che spesso vogliamo raggiungere a costo di smarrirci, intimoriti dall’idea di deludere chi ha proiettato in noi speranze proprie. C’è la famiglia, che può farci volare o castrarci. La casualità. Il coraggio. L’ambizione. La biografia di Barioni diventa strumento per riflettere sul concetto di successo e di carriera, che è tale solo se non ci snatura. Un inno alla costanza e alla determinazione che diventano merito e orgoglio. Valori che oggi vacillano, quasi fossero accessori e non indispensabili. E così Barioni diventa Maestro di canto e di vita sottraendosi al ruolo. Perché i grandi della storia, da sempre, la differenza la fanno con la loro umanità. Ghedini, col tratto che la contraddistingue, lascia il lettore con i suoi protagonisti senza concessione di particolari, luoghi, spazi. Una scrittura concisa ed essenziale, figlia dell’essere giornalista, che sviscera i sentimenti in tutte le loro declinazioni.

  • La mia resilienza in un corpo morbido
    La mia resilienza in un corpo morbido
    La mia resilienza in un corpo morbido

    Con la prefazione di Maria Teresa Ruta Sono molti i dolori che possono lasciare impronte indelebili sulle persone, a maggior ragione se questi dolori vengono sperimentati in giovanissima età. Ognuno di noi, a modo suo, ha vissuto sulla propria pelle almeno una volta nella vita un dolore tanto forte da far mancare il fiato. I più fortunati possono raccontare di aver ricominciato a respirare non solo grazie a una propria propulsione interna ma anche grazie all’aiuto di una persona che gli è stata a fianco e che l’ha accettato nella sua totalità, difetti compresi. In queste circostanze chi sta vicino può essere una madre, un padre, una moglie, un marito o gli amici... Ma cosa accade quando sei costretto a vivere oltre alle quotidiane avversità della vita anche il rifiuto di una madre, di un marito o degli amici? Si potrà mai arrivare ad accettare sé stessi nonostante il mondo intero – in primis tua madre – ti abbia rifiutato? Si può accettare il proprio corpo morbido, non conforme agli standard di bellezza che la società richiede e continuare disperatamente a voler essere felice nonostante tutto e tutti? Marzia Di Sessa racconta romanzando la storia vera di Marianna Lo Preiato, oggi donna di grande successo, moglie felice e madre realizzata, che ha fatto del suo corpo morbido, da sempre discriminato, un orgoglio, fondando l’associazione Curvy Pride, di cui ancora oggi Marianna è presidente. Grazie a questa associazione Marianna, che ha subito il rifiuto costante e perpetuato nel tempo da parte della madre, degli amici e a tratti persino del marito, accoglie tutte quelle persone che non si sentono accettate per il proprio corpo. In questo libro, Marzia Di Sessa, in un continuo confronto fra presente e passato, racconta in prima persona una storia fatta di resilienza, di traumi vissuti, affrontati e infine superati. È la storia vera di come questa straordinaria donna sia riuscita non solo a sopravvivere a ciò che ha dovuto affrontare ma sia addirittura arrivata a riconquistare la propria dignità di donna e di persona e di come sia diventata collante tra culture completamente differenti come Napoli e Bologna. Marianna, senza mai voler salire in cattedra e senza mai additare nessuno, mette a nudo la propria anima semplicemente analizzando i dolori in profondità fino a riuscire a mettere una certa distanza tra lei e il suo passato, che però mai ha rinnegato, come mai rinnegherà il suo amore per la pizza e come dice sempre lei “E Magnatella ’na pizz!”

  • Che figura di merda
    Che figura di merda
    Che figura di merda

    “Che figura di merda”. Una frase pronunciata in un fuorionda del 2003 da Emilio Fede, conduttore del Tg4. Un’esclamazione con cui chiunque nella vita si è trovato a fare i conti: per onnipotenza, superficialità, convinzione di poterla fare franca, invidia. Sentimenti, tutti, con cui Emilio Fede si è confrontato nella solitudine degli arresti domiciliari vissuti nella sua casa di Milano e terminati a primavera 2020 per l’accusa di favoreggiamento alla prostituzione nel caso Ruby bis. In questo libro, che ha la forza della rivendicazione e l’immanenza del congedo, Emilio Fede ripercorre la sua esistenza. L’infanzia, l’amore per l’informazione, il vizio del gioco, l’incontro con Berlusconi, il successo, il Bunga Bunga, la caduta, l’emarginazione, i ricordi, che possono lenire o possono bruciare. Emilio Fede, in queste pagine, immagina il suo funerale. Chi non lo ha fatto? Cerca negli altri la traccia da lui lasciata come professionista e come uomo. Non si discolpa, non chiede pietà, accetta l’ingratitudine, che tuttavia lo ferisce. Parla di perdono, implorato, concesso, auto concesso, auspicato. Conosce e riconosce le sue debolezze, la sua imperfezione, che per un naturale istinto di provocazione diventano vanto. Non vuole piacere, il ruolo di personaggio scomodo e antipatico ai più non lo fa sentire a disagio. Vuole solo essere creduto. Rammenta il forte legame con Silvio Berlusconi. Tra orgoglio e nostalgia, rivela aneddoti della sua lunga carriera, raccontando così l’Italia del Novecento, quella del rapimento e dell’omicidio di Aldo Moro, quella della morte del piccolo Alfredo nel pozzo di Vermicino. Racconta la Tv prima del sensazionalismo. Vagheggia, lascia volutamente punti oscuri, confonde. Un po’ per incuriosire il lettore, un po’ perché nella dimensione del ricordo l’esistenza di chiunque subisce alterazioni. Emilio Fede sa di essere sulla via del tramonto, perché a non mentire è l’età, che rende sinceri.  

  • Serena a tutti i costi: Lettere di una vita mai inviate
    Serena a tutti i costi: Lettere di una vita mai inviate
    Serena a tutti i costi: Lettere di una vita mai inviate

    Serena a tutti i costi riunisce tutte le lettere scritte a mano da Serena Grandi su un quaderno con la copertina nera e mai inviate. Il suo è un tornare indietro con la memoria e far fuoriuscire dal cassetto, disordinatamente, le cartoline di una vita tra loro più disuguali. Pensieri senza un filo cronologico, che racchiudono ricordi, emozioni, dolori, successi. Pensieri nati di getto, sull’onda delle emozioni. Altri riformulati più volte, impiegando talvolta ore, per trovare la parola giusta. Un modo per portare in superficie la parte meno nota di questa donna che per anni ha rappresentato il sogno erotico di milioni di italiani: i suoi amori, pochi, e gli uomini, tanti, alcune amiche, quelle di sempre, il rapporto con il suo corpo – l'oggetto del desiderio per molti –, il sorprendente esordio cinematografico, i registi che hanno fatto a gara per averla sul set, ma anche i guai giudiziari, le sue fobie, il rapporto con il cibo e con la chirurgia estetica, fino al cancro al seno e ai conseguenti problemi di malasanità. E ancora un tentativo di tentata violenza. Ma c’è sempre stata bellezza – a saperla cogliere – anche nel dolore. Queste epistole, da leggere anche senza un ordine predefinito, costituiscono una sorta di autobiografia. Per ciascuna epistola un P.S. (post scriptum) per ribadire quello che Serena ha imparato negli anni e che diventa, in certi casi, una sorta di messaggio da consegnare ai lettori, alle lettrici. Il libro, infine, è arricchito da una serie di foto ritrovate un po’ casualmente dentro una scatola, e che aggiungono incanto e mistero all’essere della grande attrice.

  • Un Panda Estinto: Il mestiere dell'inviato speciale
    Un Panda Estinto: Il mestiere dell'inviato speciale
    Un Panda Estinto: Il mestiere dell'inviato speciale

    Una vita da giornalista: che vuole dire una vita dentro mille altre. Il mestiere di raccontare il mondo prima dei social e del gsm. Un “inviato speciale” in missione non stop, dentro la cronaca di fatti e misfatti che ormai sono storia, esploratore del giornalismo eroico, quando i telefoni andavano a gettone. Viandante in una carovana di carta popolata di “firme” più che di volti, tipi strambi, a volte scapigliati e alternativi, ma sempre creativi e al servizio del lettore. Gente che lottava, anche con colpi bassi, per scrivere l’articolo vincente, ma soprattutto per trasmetterlo al giornale. Perché, prima dell’odierno tutti connessi, vigeva una regola ferrea: un mediocre resoconto in tempo utile è meglio della Divina Commedia in ritardo. Non un manuale di giornalismo, ma una lettura per capire che il mestiere di oggi deve ritrovare lo spirito del passato. Un lungo e sorprendente racconto, che comincia dal sogno di un bambino che a dieci anni decise di fare il giornalista. E di tutta la fatica per riuscirci. Da “abusivo” in redazione fino al premio Saint Vincent, il più ambito dalla categoria. Dalle piccole collaborazioni anonime ai grandi servizi come “inviato” del Corriere della Sera. Un album popolato da personaggi famosi della politica, del giornalismo e della cronaca, raccontati da una personalissima e sorprendente candid camera. Un percorso dentro la memoria emotiva, non ripescato dagli archivi, utile a chi vuole entrare nel pianeta comunicazione. Non bastano scuole e master per abitarlo: serve conoscere tecniche, strategie e perfino i trucchi del cronista spericolato e romantico, al tempo della vecchia lira. Ma anche confessioni a sorpresa di un collezionista di vite altrui, diventate a caro prezzo la sua. Non un manuale. Semmai un romanzo di in/formazione.

  • La prima chiave
    La prima chiave
    La prima chiave

    I viaggi, le serate, la gavetta, l’infanzia, i sogni, la carriera, i tour italiani e internazionali, i social, il successo, i consigli ai giovani artisti e alle dj esordienti: La prima chiave è un album musicale su carta, è un tuffo nei frame della vita di Greta Tedeschi, e nel suo percorso di ricerca di sé stessa e della scintilla che l’ha portata ad essere l’artista e la persona che è ora. Ogni capitolo racconta un suo personalissimo punto di vista sul mondo ed è dedicato ognuno ad un tema diverso e a episodi, aneddoti ed esperienze da lei vissute in prima persona. Una sorta di biografia spezzettata che non segue un arco temporale lineare ma racconta episodi della sua vita, dall’infanzia a oggi. Nella musica e nella scrittura, e in altre forme d’arte, ogni cosa si costruisce facendo le giuste scelte e i giusti sacrifici. In questo libro Tedeschi racconta chi è e la ragione che la spinge sempre avanti. Perché se si sa dove si vuole andare, la strada sembrerà sempre in discesa, quindi il consiglio è: non fermarsi mai. “Miglior dj donna italiana, nonché tra le prime cento al mondo” (Djanemag)

  • Cuci il becco
    Cuci il becco
    Cuci il becco

    Si può misurare la vita con un metro? O scendere da un treno per prenderne un altro, senza conoscere quale sarà la destinazione? Eppure capita che a squarciare la monotonia di una vita, arriva il ricordo di un “consiglio” riaffiorato all’improvviso, lasciato scritto su un foglietto ben piegato e riposto nel più lontano cassetto della memoria, e si è pronti a dare una nuova direzione al nostro “terzo tempo”. Ed è quello capitato a Ramona Dell’Abate, pronta ad “abbandonarsi” ad un viaggio nelle stazioni dei ricordi da rivivere, tra volti amati e da rinnegare, in una continua altalena tra ieri e oggi, tra affetti e colleghi, amori e dolori, Cenerentola e colpi di fortuna sfiorati. Non sempre i ricordi saranno leggeri e spensierati, ma non si può scegliere. Così come non sempre si possono scegliere le persone, quelle “vissute” negli studi televisivi, “beniamini del pubblico” pronti a spegnere un sorriso insieme alle telecamere e a mostrare, ma sempre e solo a telecamere spente, il volto peggiore… Così, “tiro fuori dalla mia borsa il tablet, inforco gli occhiali, libero i ricordi e comincio a scrivere il racconto senza filtri della mia vita artistica. Mettetevi comodi”, è l’invito di Ramona Dell’Abate, perché il viaggio sarà lungo e pieno di incontri con persone speciali, a cominciare da Wanda Osiris, Marco Predolin, Pippo Baudo, Pietro Garinei, Gigi Sabani, Enzo Tortora, Bettino Craxi, Andrea Bocelli… e mille altri, in una biografia tra il serio e il faceto, senza dimenticare, ogni tanto, un monito: “Ramona, cuci il becco!”

  • Io lo conoscevo bene: Storia semiseria di Gianfranco D'Angelo, eterno fanciullo
    Io lo conoscevo bene: Storia semiseria di Gianfranco D'Angelo, eterno fanciullo
    Io lo conoscevo bene: Storia semiseria di Gianfranco D'Angelo, eterno fanciullo

    Tutti conoscono D’Angelo attore, monologhista straordinario di “Drive in”, vincitore di tanti biglietti d’oro per le sue pièce teatrali, interprete di film diventati cult. Ma solamente chi ha avuto la fortuna di frequentarlo, assiduamente e per tanti anni, lo conosce davvero. Questo è il ritratto dipinto da chi per trentasei anni ha lavorato con lui, condividendo anche scherzi, cene, risate. Un grande attore, ma anche un fanciullo che ha sempre saputo godere di ogni attimo, e che ha fatto della leggerezza il suo stile di vita. Dall’enorme successo, ai tanti scherzi architettati, dalle sue innocenti manie – le scarpe, le camicie, i gilet, i braccialetti, il “parrucchiere fai da te” applicato a sé stesso e a sventurati colleghi. E le sue passioni, il mare per primo. E poi la cucina, con ricette inventate, a volte con bizzarri risultati… Chiudono il libro le testimonianze degli amici – un capitolo intero scritto da Antonio Ricci – che con lui hanno condiviso anni di successi. Prefazione di Ezio Greggio, l’amico per eccellenza. Le loro risate ancora echeggiano negli studi di Mediaset.

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