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Ripaferdine: (Storie di cortile)
Zeig
Le Tenebre e il Sole
Serie di e-book14 titoli

Uplit

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Info su questa serie

Emilia è una ragazza di campagna, siamo negli anni Quaranta, sotto il regime fascista e lei, per riscattarsi dalla miseria dei tempi di guerra, scopre di avere un’unica possibilità: il suo corpo, e diventa così prostituta. La storia ruota intorno ai suoi tre amanti – un prete missionario, un gerarca fascista e il suo attendente. Il romanzo e il personaggio di Emilia nascono dalla fervida immaginazione dell’autrice ma gli elementi storici del periodo fascista, della vita di paese di quegli anni sono basati su storie vere che potrebbero appartenere alla memoria di molte famiglie italiane.
Giraldi Editore, dopo aver pubblicato Serena a tutti i costi. Lettere di una vita mai inviate (2021), ripropone il romanzo (originariamente pubblicato nel 2006 da Pironti Editore) rieditato e in una nuova veste grafica mantenendone la struttura e la preziosa prefazione di Andrea G. Pinketts.
Non è Panny Hill né la Justine di De Sade. Si chiama Emilia. Ed è fertile, ubertosa e pratica come la terra a cui deve il nome. Per di più come il cuore della regione omonima è dotata di un cuore ballerino da mazurke di periferia. Sua madre è morta sotto i bombardamenti facendosi scudo col proprio corpo per salvarle la vita. E fin qui siamo in pieno melò. Ma c’è di più... Emilia ricordava un quadro di Renoir. Immagine eccitante e rassicurante insieme. Il corpo giovane, disarmante, leggermente velato di sudore in quella calda estate; i ciuffetti neri del pube lucidi, il visetto imbronciato, e nella stanza l’odore del sesso consumato da poco” (dalla prefazione di Andrea G. Pinketts).
LinguaItaliano
Data di uscita3 gen 2017
Ripaferdine: (Storie di cortile)
Zeig
Le Tenebre e il Sole

Titoli di questa serie (14)

  • Le Tenebre e il Sole
    Le Tenebre e il Sole
    Le Tenebre e il Sole

    La città considerata la capitale del mondo viene sconvolta da una immane catastrofe. Quasi subito si sparge la voce che dietro al disastro ci sia la mano dell’uomo. Pare trattarsi del più grande atto terroristico che l’uomo ricordi. Del misfatto vengono accusati un gruppo di fanatici mossi dal loro credo religioso. In apparenza i colpevoli vengono subito catturati e portati a giudizio. Il caso sembra chiuso. Tuttavia, col passare dei giorni, cominciano ad affiorare le prime incongruenze e ci si rende conto che non tutto è come sembra. In molti sorge il sospetto che si tratti di una cospirazione. Alcuni arrivano addirittura a pensare che sia implicato qualcuno interno alle istituzioni. Non siamo agli inizi del XXI secolo. Nonostante le analogie e i rimandi storici, la vicenda si svolge quasi duemila anni fa. Il prefetto Publio Decio Andronico, che vive da anni a Forum Cornelii, viene richiamato a Roma per condurre un’inchiesta sulla presunta cospirazione che si cela dietro quello che viene considerato il disastro più sconvolgente dell’antichità: il grande incendio di Roma del 64 d.C. Per Andronico quello da Forum Cornelii a Roma sarà anche un viaggio interiore. Rivedendo i luoghi dell’infanzia e della giovinezza Andronico ritorna in contatto con un passato che aveva rimosso e con cui dovrà fare i conti. In parallelo al dramma esistenziale del prefetto Andronico si svolgono le vicende del suo schiavo Galeno, che segue il padrone nella capitale. La sua storia farà da contraltare a quella di Andronico.

  • Ripaferdine: (Storie di cortile)
    Ripaferdine: (Storie di cortile)
    Ripaferdine: (Storie di cortile)

    Milano. Una zona come tante, abitata da persone come tante. Almeno a prima vista. Perché quella zona è in qualche modo unica, e unici, nel bene come nel male, sono coloro che vivono lì; un esercito di vinti, di sconfitti, una “crociata di pezzenti” che tuttavia, al di là delle difficoltà in cui si trova, vive, e in qualche misterioso modo riesce persino a essere felice, o quantomeno non smette di provarci. Di questa gente, uomini e donne, Ripaferdine (storie di cortile) racconta le vicende, storie minime eppure importanti, sospese tra sorriso e pianto, commedia e tragedia. E il racconto è memoria, memoria di un uomo che giovane visse in quella zona e che ora, per lavoro (è ingegnere edile del Comune di Milano e deve supervisionare una serie di migliorie decise per Expo 2015), è costretto a tornarci. «I giorni d’estate. Per noi ragazzi si consumavano in interminabili sfide a calcetto. Il nostro campo da gioco era un cortile ingombro di macchine. Il rettangolo irregolare di spazio che divideva i cinque palazzoni popolari nei quali abitavamo: due su un lato lungo, un terzo a fronteggiarli e i restanti due ai due lati. La gente della zona passava, noi la guardavamo. Giorno dopo giorno la imparavamo. Imparavamo le persone».

  • Zeig
    Zeig
    Zeig

    Colpaca, una città immaginaria in un mondo che non esiste, in cui tutto è vero e tutto è falso. Anche ricercare se stessi può trasformarsi in un gioco pericoloso che porta alla disintegrazione. Io sono un uomo che vuole solo morire, pensa Marselo, operaio assuefatto ai ritmi di lavoro e al sistema social-consumistico, ma pronto a evadere dalla quotidianità per dedicarsi a una vita di sola contemplazione. Vorrebbe trasferirsi a Redimos, rifugio per sognatori e bohémien, per profeti e artisti. Vorrebbe squarciare il velo d’incanto che maschera le brutture di un sistema in cui tutti sono controllori e controllati. Ma la verità ha un prezzo e, forse, neanche Marselo è pronto a pagarlo. La verità va cercata nel profondo nell’anima, laddove non si è che intuizione e istante. Attraverso la distopia, Zeig scende negli abissi della società odierna, in cui la menzogna è l’unica profezia accettata. «Ciano padroneggia la matrice narrativa mettendo in scena un teatro dell’errore, una parabola filosofica in cui verità e menzogna, simulazione e dissimulazione, realtà e artificio si confondono, si perdono, si cambiano di posto. L’autore ha invitato allo stesso tavolo Borges, Orwell, Philip Dick, Fritz Lang, chiedendo loro: dove eravamo rimasti? La risposta è in una trama che il lettore segue con vigile partecipazione» (dalla postfazione).

  • In fondo alla terra
    In fondo alla terra
    In fondo alla terra

    Cile, 11 settembre 1973. Il mondo assiste attonito alla violenta presa del potere da parte dei militari. Il colpo di Stato travolge la vita di molti cileni e fa sprofondare il più europeo dei paesi latino americani sotto il peso di una feroce repressione. Estela Meunier è figlia di uno dei tanti militari contrari al golpe. Per non restare stritolata dagli ingranaggi di un potere brutale, la ragazza si vedrà costretta a una fuga disperata attraverso il Sud America, fino all’Europa. I retroscena della politica, il crollo delle speranze, le violenze e il caos faranno da cornice alla lunga odissea della protagonista. Estela si ritroverà a vivere il brusco passaggio da una spensierata giovinezza all’età adulta, con un nuovo nome e una nuova identità in un paese straniero. Nel ripartire da zero, la ragazza dovrà fare i conti con le proprie insanabili ferite e con ciò che la vita le riserva. Una vicenda ispirata a fatti reali. Estela, per quanto personaggio di fantasia, racchiude in sé le tracce di tante storie vere. Diviene il personaggio simbolo di un dramma che investì la società cilena in modo trasversale, dai rimandi alla vita della presidente Michelle Bachelet alle testimonianze dei tanti cittadini comuni che videro le loro vite segnate dalla Storia.

  • Sangue di giuda
    Sangue di giuda
    Sangue di giuda

    Tre generazioni, quattro donne legate da legami famigliari, ma isolate una dall’altra, anche se vivono nella stessa casa. Segreti inconfessabili e rancori hanno creato muri che pare impossibile abbattere. Forse sarà la fuga da casa della quattordicenne Mira che riuscirà a far crollare queste barriere. Forse, dopo tanti anni, sulle macerie di quei muri si potrà costruire un nuovo edificio. “Sangue di Giuda, perché mi sono messa a pensare a tutto questo? Sangue di Giuda… E’ da lui che ho imparato a dire così. Mi diceva: Sangue di Giuda, non ho mai avuto una donna come te… Mi diceva: Celeste io con te impazzisco, sangue di Giuda. E come non sono riuscita a liberarmi di nessuna cosa che mi porti a lui, anche questo modo di dire, mi è rimasto dentro”.

  • Io sono Bianca
    Io sono Bianca
    Io sono Bianca

    Ad una proposta di matrimonio si può rispondere con un semplice “sì” o con un semplice “no”, ma per Bianca non è così semplice. Riccardo, l’uomo con il quale convive da sette anni, le ha chiesto di sposarlo. «Per fare le cose sul serio e per davvero» ha aggiunto. Questa frasetta, buttata lì quasi per caso, mette in crisi Bianca che, per decidere cosa fare, si rivolge ad uno psicologo. E ripercorre tutta la sua vita. Bianca non è sempre stata Bianca: «Il mio nome di prima» dice, «deriva dall'aramaico. In aramaico si dice aqab, che significa soppiantare. E soppiantare è stretto parente di usurpare. Ed io ero usurpata ancor prima che nel nome nel mio corpo e nella mia anima». «Volevo un nome che fosse mio, tutto mio, e così sono diventata Bianca. Bianca come la luna, Bianca l’innocente, Bianca la candida. Bianca la splendente».

  • Il bambino del mercoledì
    Il bambino del mercoledì
    Il bambino del mercoledì

    Questa è la storia di Giò e di suo padre separato, che infiniti dolori inflisse a entrambi. Oltre a inestimabili gioie, che qualcuno tentò inutilmente di cancellare. Fu, senza dubbio, una guerra. Più esattamente, un percorso di guerra. Con molte trappole disseminate, che è meglio imparare a conoscere ed evitare. Qualcuno potrebbe anche interpretare questo romanzo come un “Manuale di sopravvivenza del Padre Separato”. Per altri assomiglia a un giallo. Poteva essere una storia come tante di separazione coniugale. Diversamente da tutte, fu particolarmente efferata, soprattutto il giorno in cui un bambino, legato a suo padre e ai propri diritti, si vide improvvisamente e senza ragione negata la possibilità della consueta visita settimanale. Assieme a tutto il resto. E si ritrovò a protestare, e piangere, e tra le lacrime urlare: “Ma domani è mercoledì”.

  • Come il grano a giugno
    Come il grano a giugno
    Come il grano a giugno

    Come il grano a giugno è la storia di un gruppo di amici. Libero, Anna, Fabio, Davide e Luciano vivono la loro infanzia in provincia, nella Romagna degli anni Trenta. Per loro i venti di guerra che già si addensano sull’Europa sono lontani. La loro guerra personale è legata ai giochi dell’infanzia e alla piccola realtà di paese che li circonda. Crescendo, la vita li allontanerà. La guerra, quella vera, vedrà gli amici di un tempo combattere su fronti opposti. Per un beffardo gioco del destino, tutto finisce nei luoghi della loro infanzia, tra le macerie di una nazione devastata. Un’epica sommessa, che nasce da cose semplici, da vicende comuni, nella quale ogni personaggio assurge a un ruolo emblematico, quasi simbolico. I personaggi del romanzo sono di fantasia, ma sono ispirati a persone realmente esistite e le vicende di ognuno sono il frutto di un’appassionata ricerca storica dell’autore, che qui ci presenta un’affascinante epopea italiana, di guerra, di amicizia, di amore, dallo spiccato taglio cinematografico.

  • Con due giri di chiave
    Con due giri di chiave
    Con due giri di chiave

    Siamo in un piccolo paese di mare, che muta ogni volta che l’autore lo desidera: c’è solo un punto di incontro tra lo scrittore e i personaggi che compaiono nel racconto ed è una stanza, o meglio una porta tanto familiare agli occhi del protagonista. Il protagonista di questa storia ha l’abitudine di disfare i fili delle tasche mentre parla e ha la necessità di scrivere quello che pensa. È uno scrittore nel bel mezzo di una crisi creativa, in continua ricerca di emozioni da trasformare in inchiostro. Più si addentra in forti emozioni e più si accorge che non riesce ad afferrarle, perché volano via con la leggerezza delle farfalle. Un personaggio oscuro renderà ancora più difficile questa caccia senza regole, e solo uno specchio potrà riflettere tutta la verità. In un viaggio che sfiora l’assurdo, l’amore e l’amicizia, lo scrittore inizia a cacciare e catalogare ogni sua singola emozione; è un uomo disposto a tutto per raggiungere il suo obiettivo, è disposto a tutto pur di concludere quel viaggio lungo quanto un libro. «In un’ora posso scappare a un’ora di distanza, in un’ora posso cambiare idea, in un’ora posso trovarmi con le spalle al muro, in un’ora posso perdere tutto, in un’ora posso perdere la pazienza di aspettare un’ora sola, in un’ora posso gridare per un’ora, in un’ora tutto può cambiare, mentre in quel momento, in quel preciso momento in cui ti senti qualcosa dentro la pancia, devi farla perché solo l’immediato ti dà la sicurezza che vorresti in quel momento».

  • Dove oggi è già domani
    Dove oggi è già domani
    Dove oggi è già domani

    Marco è un uomo solo, ha perso il figlio, morto in un incidente, e la moglie, da cui si è separato dopo la morte del loro Thomas. La sua nuova realtà è fatta di silenzi, mancanze e propositi di suicidio. Luigi è un poliziotto sull’orlo della pensione e la prospettiva di una vecchiaia accanto alla moglie malata di Alzheimer. In un commissariato semideserto risponde a una telefonata inconsueta: un funzionario del ministero lo informa del ritrovamento di una vittima nella sperduta isola di Saint Paul, in pieno Oceano Indiano. Da quel giorno incomincerà un viaggio che farà intrecciare le esistenze di Marco e Luigi, portando entrambi ai limiti della sofferenza e oltre quelli dell’impossibile, ponendoli di fronte alla grande domanda sul significato intrinseco della parola “vita” e inducendoli a riflettere sulla portata delle decisioni che, da lì in poi, saranno chiamati a compiere.

  • Solitario Bolognese: La luna e la neve, e altri racconti
    Solitario Bolognese: La luna e la neve, e altri racconti
    Solitario Bolognese: La luna e la neve, e altri racconti

    Solitario bolognese è un libro di racconti, un campionario di storie di uomini bolognesi, di solitudini che si aggirano per la città cercando di sopravvivere ai propri errori, al proprio destino. Uomini qualunque in una Bologna affascinante, surreale e ricca di contraddizioni e lati oscuri. Racconti brevi affilati, taglienti, che ci riportano uno spaccato preciso di una certa miseria umana quotidiana: il momento esatto del fallimento, della caduta, della debolezza, del rimpianto, del rammarico della vita di ogni giorno, sempre a un passo dal fatale sbaglio, dalla scelta che cambierà irrimediabilmente la vita dei protagonisti. Sono ritratti di vita famigliare, alle prese con il lavoro, le riunioni scolastiche, le cene tra amici, nuovi innamoramenti e infatuazioni, e tante frustrazioni in ogni ambito privato e sociale. Fagnoni, abilissimo nella narrazione breve, ha una scrittura asciutta, esatta, minimalista, onirica e realistica al contempo, raccoglie in questo libro delle indimenticabili short stories che rientrano nella migliore tradizione di questo genere letterario.

  • Le stelle di Mactán
    Le stelle di Mactán
    Le stelle di Mactán

    Le stelle di Mactán racconta una delle più incredibili imprese mai compiute dall’uomo nel corso dei secoli. Il Medioevo è virtualmente finito, ma la modernità è ancora un miraggio. Venezia è al culmine della sua potenza e l’Europa si apre finalmente al mondo. Jacopo è un nobile veneziano dal passato burrascoso che fin da ragazzo vive una sorta di ossessione per tutto ciò che è viaggio, esplorazione, scoperta. Durante un soggiorno a Barcellona diviene amico di un altro italiano, un vicentino di nome Antonio Pigafetta. Sarà quest’ultimo a convincere il conterraneo a partecipare a un’importante spedizione organizzata dalla Casa di Contrattazioni spagnola e finalizzata ad aprire nuove rotte commerciali. Nell’agosto del 1519 i due s’imbarcano su una delle cinque navi del portoghese Ferdinando Magellano, accompagnati dal fedele scudiero Zuan, che è l’ombra di Jacopo fin da quando questi era adolescente. Il romanzo prende spunto dalla Relazione del primo viaggio intorno al mondo di Antonio Pigafetta e dal Roteiro di Leone Pancaldo, il timoniere della Trinidad. Queste testimonianze dirette diventano il canovaccio su cui s’inseriscono le vicende letterarie dei protagonisti di Le stelle di Mactán. Nel corso della narrazione personaggi di fantasia, come Jacopo o Zuan, interagiscono con reali personaggi storici, come Ginès de Mafra, Carvahlo e gli stessi Magellano e Pigafetta, andando a comporre un classico affresco storico.

  • Nel castello di Atlante
    Nel castello di Atlante
    Nel castello di Atlante

    Carmine Colella è un venticinquenne di Caserta che giunge a Roma per partecipare a un programma televisivo pomeridiano; ma le sue ambizioni sono altre: studia alla facoltà di Lettere per poter entrare un giorno a far parte del mondo accademico, e vorrebbe anche fare l’artista e l’attore. Si tratta però di vaghe velleità, sogni che in un angolo riposto della sua mente sa che con tutta probabilità non riuscirà mai a realizzare. Un giorno riceve la telefonata di un produttore cinematografico che lo colma di speranze, salvo poi scoprire di non essere riuscito ad attirare, grazie alle sue doti artistiche, le attenzioni proprio dell’uomo. La forte delusione e l’esplosione di frustrazioni stratificate lo porteranno a meditare propositi di vendetta. Con l’aiuto di improbabili cospiratori cercherà di mettere in pratica un’azione punitiva nella residenza del produttore, ma anche questa gli si ritorcerà contro. Attorno al ragazzo ruotano una serie di personaggi: giovani, inesperti, velleitari come lui, incapaci di realizzare i propri propositi, un po’ per la loro inettitudine, un po’ per l’opposizione di altri personaggi più anziani, che, più o meno involontariamente, costituiscono un ostacolo, più che un aiuto o una guida. Questa giostra di personaggi, spesso contraddittori e incoerenti, si muove in circolo aspirando a esperienze significative che però spesso si rivelano incolori e deludenti, così come la città che la ospita, Roma: vuota, indifferente e distante. Ogni cosa in questo romanzo, ogni luogo, ha l’aspetto del castello incantato del Mago Atlante, in cui Orlando e gli altri cavalieri di Carlo Magno si aggirano alla ricerca di qualcosa che non troveranno mai; i loro desideri si materializzano davanti agli occhi solo per sparire poco dopo, rivelandosi solo illusioni.

  • Il bambino farfalla
    Il bambino farfalla
    Il bambino farfalla

    In tempi di pandemia, un uomo rinchiuso nel suo appartamento si ritrova a fare un bilancio della propria vita. I ricordi si susseguono come in un lungo flashback. La sua biografia s’intreccia con quella di un anonimo contabile siriano. Li unisce un’ostinata determinazione e una terribile e rara malattia. Il primo è uno dei più grandi scienziati italiani e sta lavorando alla ricerca di una cura per l’epidermolisi bollosa. Il secondo è il padre di Hassan, un bambino gravemente malato, che si ritrova nel bel mezzo di una feroce guerra civile. A metà tra romanzo biografico e romanzo d’avventura, Il bambino farfalla è la cronaca fedele di una grande operazione di salvataggio. Nasce da innumerevoli ore d’intervista con i protagonisti reali della storia, lo staff del Centro di Medicina Rigenerativa di Modena e la famiglia di Hassan.

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