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I cambiamenti prototesto-metatesto: un modello  con esempi basati sulla traduzione della Bibbia
Valutrad: un modello per la qualità della traduzione: La prima versione del modello
Traduzione e metodi di valutazione: La prima versione del modello
Serie di e-book26 titoli

Translation Studies

Di Bruno Osimo, Osimo, Florin e

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Info su questa serie

Con Lotman, la traduzione è al centro della semiotica della cultura. Studiando articoli di Lotman anche meno noti, ci si accorge che il concetto di ‘traduzione’, anche se non sempre riferito esplicitamente alla versione interlinguistica, è chiave per l'attualizzazione di culture e tradizioni altrui. La ricostruzione della tradizione è un processo di modellizzazione.
LinguaItaliano
Data di uscita2 apr 2013
I cambiamenti prototesto-metatesto: un modello  con esempi basati sulla traduzione della Bibbia
Valutrad: un modello per la qualità della traduzione: La prima versione del modello
Traduzione e metodi di valutazione: La prima versione del modello

Titoli di questa serie (26)

  • Traduzione e metodi di valutazione: La prima versione del modello
    Traduzione e metodi di valutazione: La prima versione del modello
    Traduzione e metodi di valutazione: La prima versione del modello

    Dare valutazioni è un compito sgradevole, come è sgradevole ricevere un giudizio sul proprio lavoro. Purtroppo però questo è un compito al quale non ci si può sottrarre, perché le valutazioni servono, e molto. Ai futuri traduttori per imparare, ai docenti di traduzione per insegnare, a tutti i professionisti del settore in generale per far quadrare il loro lavoro in un’ottica universalmente valida e riconosciuta che metta tutti sullo stesso piano e che valuti il merito reale, aspirando a una qualità che se non può essere assoluta può comunque essere sempre migliore e sempre più equa. Prima verrà rivolta la giusta attenzione a questo problema e prima questa situazione ideale, oggigiorno solo ipotetica, potrà gradualmente cominciare a realizzarsi. Spero che il mio invito a considerare l’importanza della questione non venga lasciato cadere ma possa essere l’inizio di un fruttuoso scambio di opinioni.

  • I cambiamenti prototesto-metatesto: un modello con esempi basati sulla traduzione della Bibbia
    I cambiamenti prototesto-metatesto: un modello  con esempi basati sulla traduzione della Bibbia
    I cambiamenti prototesto-metatesto: un modello  con esempi basati sulla traduzione della Bibbia

    Il modello di raffronto tra originale e traduzione di Bruno Osimo con esempi tratti dall'Antico Testamento, in ebraico e in italiano. La versione filologica raffrontata alle versioni in commercio.

  • Valutrad: un modello per la qualità della traduzione: La prima versione del modello
    Valutrad: un modello per la qualità della traduzione: La prima versione del modello
    Valutrad: un modello per la qualità della traduzione: La prima versione del modello

    Presentazione Mi chiamo Bruno Osimo, sono nato nel 1958, dal 1980 traduco, ho un dottorato di ricerca in scienza della traduzione con Peeter Torop (Università di Tartu), e nel 1998 ho pubblicato il mio primo libro sulla traduzione, il Manuale del traduttore, a cui è seguita una serie di pubblicazioni. Preistoria Nel 2002 l’editore Feltrinelli mi ha affidato la traduzione del romanzo Don’t you want me di India Knight. Il romanzo si apre con la protagonista che non riesce a prendere sonno perché il suo coninquilino è nella camera accanto a fare sesso con una ragazza che esprime ad alta voce apprezzamenti e desideri e indicazioni direzionali. Non un romanzo da educande, dunque. Alla consegna della traduzione l’editor di allora contestò il mio lavoro dicendo: “Non gira. E ci sono troppe parolacce”. A causa di questa profonda analisi, il mio pagamento fu decurtato del 50%. Poi il mio lavoro fu affidato a un altro traduttore, che non ha lasciato pietra su pietra, cosa che mi ha indotto a ritirare la mia firma. Ebbene: non sono riuscito a cavare altro, da quella bocca sicuramente poco competente sulla traduzione e priva di un dizionario articolato per parlare dei prodotti che lei stessa produceva. E questo succedeva in una delle 5-6 case editrici maggiori d’Italia! Le redazioni sono affidate a persone che non sanno nulla di qualità della traduzione, e di questo nulla non sono capaci di parlare con proprietà di linguaggio. E io insegnavo da quindici anni in una scuola di traduzione (la Civica di Milano) sfornando ogni anno 10-15 traduttori che sarebbero entrati in quel mercato che non aveva la possibilità di capire quello che loro avrebbero detto/fatto in campo traduttivo. Dopo questa amarissima conclusione, che consegnava la mia carriera di docente all’impotenza e la mia carriera di traduttore a mani poco competenti, e che affidava il successo o l’insuccesso di questo o quel traduttore sostanzialmente ai capricci del caso, sentivo il bisogno di sublimare la mia sconfitta. Tale sublimazione ha assunto le sembianze di un libro, un serio manuale Hoepli intitolato "Traduzione e qualità. La valutazione in ambito accademico e professionale". In questo articolo racconto come si è evoluta la tabella contenuta nel libro per il raffronto tra originale e traduzione e quali sono le sue applicazioni pratiche.

  • La traduzione totale di Peeter Torop: Spunti per lo sviluppo della scienza della traduzione
    La traduzione totale di Peeter Torop: Spunti per lo sviluppo della scienza della traduzione
    La traduzione totale di Peeter Torop: Spunti per lo sviluppo della scienza della traduzione

    Nel 1995 Peeter Torop, che succede a Ûrij Lotman a capo del dipartimento di Semiotica dell’Università di Tartu, ha pubblicato Total´nyj perevod in russo. Si tratta di un’opera fondamentale per lo sviluppo della disciplina che si occupa della traduzione. Colgo l’occasione di presentare questo lavoro per fare una sintesi degli sviluppi della disciplina nell’ultimo mezzo secolo, delineando le prospettive che l’applicazione della semiotica allo studio della traduzione apre per il futuro.

  • Literary translation and terminological precision: Chekhov and his short stories
    Literary translation and terminological precision: Chekhov and his short stories
    Literary translation and terminological precision: Chekhov and his short stories

    Vladimir Nabokov was a major translator and translation theorist. His idea of translation, which resembles his general view of reality, is extremely helpful when it comes to carry out a critical analysis of Chekhov’s short stories and an evaluation of the possible translation strategies to adopt. In order to explain the subjectivity of reality, in an interview Nabokov used the example of the lily. The way it is described varies considerably according to the personal perception of who sees it: an ordinary person, a scientist, a botanist. In an excerpt from a 1959 essay, significantly entitled “Problems of Flora”, Nabokov stressed the importance of precision when a literary translator hasd to render botanical names and coames to the following conclusion: “The translator is entitled to use any available term so long as it is exact”.

  • Basic notions of Translation Theory: For B.A. students
    Basic notions of Translation Theory: For B.A. students
    Basic notions of Translation Theory: For B.A. students

    This book reflects my experience as a translation scholar, and a translation teacher, and a translator from Russian. The knowledge of the Russian language allowed me to read (and translate into Italian) crucial authors like Popovič, Lyudskanov, Torop, Revzin and Rozentsveyg. Since not many Western translation scholars know them, we get as a consequence a translation theory which is split between West and East according to a sort of 'cultural Berlin wall'. In this book I tried to synthesize both Western and Eastern point of views about the translation process. The terms that are used belong to both worlds. For an explanation of a more professional character, you can use my other book, "Handbook of Translation Studies", available both in paper and in ebook form. I have been teaching translation at the Civica Scuola Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli» in Milan, Italy, for 30 years, and translation theory for 20 years. My students made an important contribution to this book, through their feedback during lectures and exams. Year after year I had the opportunity to edit my text accordingly. For an explanation of the terms used in this book, I refer students to my Dictionary of Translation Studies. Bruno Osimo Milano, 7 July 2019

  • Traduzione: aspetti mentali.: Saggi di Peirce, Levý, Mahony, Schreier Rupprecht, Ullmann, Favareau
    Traduzione: aspetti mentali.: Saggi di Peirce, Levý, Mahony, Schreier Rupprecht, Ullmann, Favareau
    Traduzione: aspetti mentali.: Saggi di Peirce, Levý, Mahony, Schreier Rupprecht, Ullmann, Favareau

    Nella scienza della traduzione è avvenuta una rivoluzione silenziosa. Che è anche un modo gentile per dire che la maggior parte degli occupantisi di traduzione sono un po' sordi. Ed ecco che non è più così gentile, ma pazienza. La rivoluzione silenziosa consiste nel capire le parole di Jakobson (1959) non come riferimento dogmatico e ottuso a tre tipi diversi di traduzione, ma nel capire che si riferiscono tutti e tre alla traduzione volgarmente chiamata «interlinguistica»: ossia, l'applicazione della semiotica alla traduzione non significa che il traduttore improvvisamente si occupa di cinema e pittura, ma che la traduzione in senso ristretto è nel contempo interlinguistica, intersemiotica, intralinguistica. Questo fatto appare molto più evidente se si è studiato Vygotskij e il discorso interno in quarta ginnasio, e se si è studiata l'autocomunicazione di Lotman al secondo anno di università. Tutte cose che qui da noi non solo non si fanno, ma non si contempla nemmeno la possibiliuà di fare. Applicare la semiotica allo studio della traduzione restituisce alla traduzione qualcosa che a molti appare ovvio: il contesto. Tradurre significa infischiarsene dei significati e andare a caccia di sensi, infischiarsene dei lemmi e concentrarsi sulle combinazioni di parole, abrogare la sintassi e stanare le collocazioni. I linguisti hanno guidato il corteo degli occupantisi di traduzione in un vicolo cieco, ed è mezzo secolo che marciano lì con movimenti meccanici sempre più stanchi – le batterie si stanno scaricando – gli uni addosso agli altri continuando a sbattere contro la cancellata che delimita la fine del vicolo. I semiotici hanno capito la centralità di «traduzione» ma non hanno organizzato nessun corteo. Gli italiani, intanto, hanno usato la parola «semiotica» solo per parlare per antonomasia di discipline astruse, astratte, inutili e sulla lunghezza d'onda «la cultura non dà da mangiare», cose dell'altro mondo in stile campagna paradiso della Lavazza. I saggi qui raccolti, degli autori più disparati sia per epoca sia per vocazione professionale, sono stati tradotti dagli allievi del Master Traduction [immaginatevi una pronuncia francese] dell'ISIT-Fondazione Scuole Civiche di Milano. I loro nomi compaiono sia sul frontespizio o copertina (se il termine è appropriato per un ebook) sia alla fine di ciascun saggio.

  • Manuale di semiotica della traduzione: Osnovy obŝego i mašinnogo perevoda
    Manuale di semiotica della traduzione: Osnovy obŝego i mašinnogo perevoda
    Manuale di semiotica della traduzione: Osnovy obŝego i mašinnogo perevoda

    La scienza ha lo scopo di far progredire la conoscenza nel modo meno indolore possibile, pubblicando congetture e sottoponendole alla comunità mondiale perché le falsifichi. Fino al momento della loro falsificazione parziale o totale, le congetture hanno lo status di «attualità», o status of the art. Perché ciò avvenga, la scienza si è data un metodo: uso di una terminologia (metalinguaggio) a prova di sinonimia e omonimia (a livello di una stessa lingua), uso di equivalenza terminologica stretta (a livello interlinguistico), pubblicazione universale del risultati e loro esposizione al giudizio e alla critica altrui. In teoria, quindi, quando qualcuno pubblica qualcosa, non possono passare cinquant'anni senza che questo contributo venga preso in considerazione, magari anche solo per scartarlo. Soprattutto se è stato scritto nella lingua franca della scienza. Orbene, nel 1964, anno in cui è uscita la prima edizione di Osnovy obŝego i mašinnogo perevoda per i tipi dell'editore Vysšaâ škola, anche la lingua franca era contesa tra Urss e USA: per colpa della guerra fredda, c'era chi voleva far passare come lingua franca l'inglese e chi proponeva il russo. E questo è stato un danno per la scienza, e vittime ne sono state pubblicazioni di prim'ordine come questo bel manuale di Revzin e Rocencvejg. Cerchiamo di recuperare il tempo perduto pubblicandolo oggi, a mezzo secolo esatto dalla prima uscita. Di certo questo mezzo secolo di ritardo ha ostacolato lo sviluppo della scienza della traduzione, che così ha avuto modo di impantanarsi nella palude della corrispondenza biunivoca, dell'equivalenza e del saussurismo. Perfino il concetto di «strutturalismo» è stato vittima della cortina di ferro, e il 99% degli occidentali ignora che è nato a Praga negli anni Trenta, e non a casa Lévi-Strauss negli anni Sessanta. In questa prefazione cerchiamo di chiarire soprattutto alcune questioni di natura terminologica e traduttiva che poi, data la natura del testo, sono tutt'uno con le questioni di sostanza, di contenuto. La lettrice italiana trova qui la locuzione «letteratura artistica». Non si tratta d'un calco sul russo, se per «calco» s'intende che al traduttore è sfuggita una diversa impronta linguoculturale della cultura emittente. Si tratta di una concezione maggiormente accurata dei tipi di testo che evita la grossolanità della locuzione «traduzione letteraria», sotto il cui ombrellone (bucato!) trova posto di tutto, purché sia pubblicato da un editore: in realtà si tratterebbe della «traduzione editoriale» (sempre che ci sia bisogno di distinguerla da quella non editoriale, cosa di cui ci permettiamo di dubitare). Noi sposiamo quindi la concezione slava (non sovietica, ma panslava) secondo cui esistono differenze (anche se non di principio, come mostra Lûdskanov) fra traduzione artistica (di poesia e narrativa e saggistica d'autore) e non artistica (settoriale, divulgativa, scientifica, documentaria).

  • Prototext-metatext translation shifts: A model with examples based on Bible translation
    Prototext-metatext translation shifts: A model with examples based on Bible translation
    Prototext-metatext translation shifts: A model with examples based on Bible translation

    In our society people deal with translation quality in various contexts, which seldom share information. The first context one comes into contact with it is university: in bachelor’s and master’s degree translation courses teachers do not evaluate translations by testing linguistic abilities anymore. Translations are now considered as texts in themselves that can be more or less independent from their source texts. Marks, whether expressed out of thirty, twenty and so on assign a quantitative value to the result of a translation process. When a newly graduated translator enter the market, whether she chooses to work as a literary translator or she prefers other kinds of translations (business, advertising or technical-scientific), she must translate an essay. Whether the translator will be hired or not depends on how the employer evaluates the translation. In this case, too, a person evaluates the result of a translation process. What kind of criteria does the evaluator use? Are they the same that went for university? If a translation is published, sometimes it happens that reviews on the target text appear on newspapers or specialized magazines, where one may also find a quick comment on the translator’s job. In this case, her job is often judged only depending on the result, without having had a look at the source text. Last but not least, researchers in the field of translation science (like us now) deal (also) with translation quality, argue about its being either descriptive or evaluative. Here is another context where translations are evaluated, or at least where one thinks about how they should be evaluated and so on and so forth. In a book I wrote about translation quality (2004) I took into account these issues and tried to arouse the interest of those who work in these different social contexts of translation evaluation. I cannot go back over all the milestones of my reasoning here, as I would like to focus on examples of differences and shifts between source and target text. Should you be interested in it, you may read my book. I will go through different examples from the table about consequences on reception of shifts onwards.

  • The Translation of Culture: How a society is perceived by other societies
    The Translation of Culture: How a society is perceived by other societies
    The Translation of Culture: How a society is perceived by other societies

    A culture is a way of perceiving reality. Do not be misled by the verb “perceive”. Some might think that, if the objective reality of a culture is the same, its perception must also be unique for all individuals. But perception is a subjective phenomenon, and what is perceived is not the photograph of reality, but one of the many possible photographs. The individual’s experience also influences her perceptive modalities.

  • Roman Jakobson's Translation Handbook: What a translation manual would look like if written by Jakobson
    Roman Jakobson's Translation Handbook: What a translation manual would look like if written by Jakobson
    Roman Jakobson's Translation Handbook: What a translation manual would look like if written by Jakobson

    Roman Jakobson has had a strange fate. Everybody knows his name and are willing to recognise him as an important character of the global cultural scene. Few, however, have read what he wrote beyond those four or five famous quotes. Quotes that, taken out of context, might not be understood completely and correctly. The selected works by Jakobson are in eight large volumes. Taking into account that he wrote on various other topics, from Russian literature, to Slavic philology, to phonology, to neurology, the pages devoted to themes that are relevant to translation semiotics are "only" a thousand. It is evident that Jakobson has so many things to tell us about translation and that so far we were quite reluctant to read him. Jakobson's approach to translation is a semiotic one. Someone might wonder what relationship there is between semiotics and translation. What does it matter to a translator the theory of the sign of Saussure or Peirce, since she faces practical texts, not theories? To this I reply with two points: 1) all translators, even the most refractory to the theory, follow principles. The reason why it does not make sense "not to be interested in the theory" if you translate is that all translators, perhaps unwittingly, have a theory. We have a theory on how to peel an apple or how to dress pants even if nobody has taught us. We all have a mind whose operation can be parsed, and yet there are people who "are not interested" in psychology. Translation is an activity that inevitably forces its practitioners to think about their target reader, and to formulate a message that takes account of the recipient, and then to draw up a communication strategy. And each translator will read the original document, will process it using her innner mental nonverbal language, and will put out the translated text projecting it onto the receiving culture. Then the difference is between those who knowingly use the theory, and those who use it unconsciously. 2) Any conception of translation is like an application program based on an operating system, and in this case the operating system is the theory of the sign. In other words, if you think that between the word 'dog' and the animal in question there is an equivalence relation, you get a given theory of translation; but if you think that between the word "dog," and the animal in question there is a series of creative and non-reciprocal links, then you get a completely different theory of translation. This book comes from my reflection activities connected to my teaching work at Milan’s Civica Scuola Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli» and, in turn, will provide study materials for students in the coming years and at the same time, I hope, inspiration for new ideas in the minds of readers. For criticism, comments, messages you can write me at the address b.osimo@fondazionemilano.eu. Milan, July 17, 2016

  • La traduzione dei realia: Come gestire le parole culturospecifiche in traduzione
    La traduzione dei realia: Come gestire le parole culturospecifiche in traduzione
    La traduzione dei realia: Come gestire le parole culturospecifiche in traduzione

    Traducendo spesso si incontrano parole culturospecifiche che non hanno traducenti nella cultura ricevente. I due semiotici bulgari Vlahov e Florin spiegano come fare in questo casi

  • Traduzione e qualità: La valutazione in ambito accademico e professionale. Seconda edizione
    Traduzione e qualità: La valutazione in ambito accademico e professionale. Seconda edizione
    Traduzione e qualità: La valutazione in ambito accademico e professionale. Seconda edizione

    La traduzione, nella società, dà luogo a un sistema. Innanzitutto ne fanno parte le facoltà e gli istituti che hanno corsi di laurea di primo livello in lingue o in mediazione linguistica, e corsi di secondo livello in traduzione. I criteri di valutazione e di selezione degli studenti in queste istituzioni devono rispecchiare quelli poi adottati sul mercato. Gli sbocchi lavorativi dei laureati in traduzione sono principalmente due: la traduzione per l’impresa e i privati, che assorbe la maggior parte del fatturato, e la traduzione editoriale. Anche qui i criteri di valutazione, selezione e revisione dovrebbero possibilmente essere solidali con quelli in uso nelle istituzioni formative, data la reciproca dipendenza. Infine la critica della traduzione, intesa come recensione di opere pubblicate, e la ricerca sulla critica della traduzione dovrebbero anch’esse essere informate ai medesimi principi teorici delle istituzioni formative e delle aziende editoriali e non. La finalità forse più ambiziosa di questo volume è unificare, o dare una spinta a unificare, un sistema che continua a essere considerato diviso: formazione universitaria dei traduttori, mercato editoriale, mercato non editoriale, critica, ricerca.

  • History of Translation: Contributions to Translation Science in History: Authors, Ideas, Debate
    History of Translation: Contributions to Translation Science in History: Authors, Ideas, Debate
    History of Translation: Contributions to Translation Science in History: Authors, Ideas, Debate

    A guide to authors who have made a contribution to the theory of sense in history and, ultimately, to translation theory. The book is divided into 5 chapters: Signification, Communication, Mind, Culture, Criticism

  • Dictionary of Translation Studies: with terms of semiotics, psychology textology, linguistics, stylistics
    Dictionary of Translation Studies: with terms of semiotics, psychology textology, linguistics, stylistics
    Dictionary of Translation Studies: with terms of semiotics, psychology textology, linguistics, stylistics

    A Dictionary of Translation Studies with 250 terms of semiotics, psychology textology, linguistics, stylistics. The most complete on the market, comprehensive of the terms of Peircean semiotics and the Tartu-Moscow school, of the Nitra school, and of the Israeli-Netherlandish school. Written originally in English by the students of the Civica Scuola Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli», Milano, Italia.

  • Juri Lotman's Translator's Handbook: What a translation manual would look like if written by Lotman
    Juri Lotman's Translator's Handbook: What a translation manual would look like if written by Lotman
    Juri Lotman's Translator's Handbook: What a translation manual would look like if written by Lotman

    This book is based on the principle that it is possible to create a text using the writings of an author, focusing on a theme that was not necessarily considered as fundamental or central in the original author’s view. Lotman has never dealt with translation, meant as a professional practice. However, he has often used the word perevod [translation] and its derivatives to talk about semiotics. In other words, he used the notion of "translation" to explain certain dynamics of culture and semiosphere.

  • Handbook of Translation Studies: A reference volume for professional translators and M.A. students
    Handbook of Translation Studies: A reference volume for professional translators and M.A. students
    Handbook of Translation Studies: A reference volume for professional translators and M.A. students

    This Handbook of Translation Studies reflects my experience as a translation scholar, and a translation teacher, and a translator from Russian. The knowledge of the Russian language allowed me to read (and translate into Italian) crucial authors like Popovič, Lyudskanov, Torop, Revzin and Rozentsveyg. Since not many Western translation scholars know them, we get as a consequence a translation theory which is split between West and East according to a sort of 'cultural Berlin wall'.

  • Traduzione letteraria e precisione terminologica: Con esempi dai racconti di Antón Pàvlovič Čechov
    Traduzione letteraria e precisione terminologica: Con esempi dai racconti di Antón Pàvlovič Čechov
    Traduzione letteraria e precisione terminologica: Con esempi dai racconti di Antón Pàvlovič Čechov

    I particolari anche anatomici, biologici, botanici, spesso vengono trascurati o malinterpretati da critici e traduttori, e, di conseguenza, dai lettori. Perché il lettore possa fruire dell’opera d’arte in modo ottimale, è essenziale che traduca in immagini i realia che incontra. «Studiando il famoso racconto di Kafka [La metamorfosi], i miei studenti dovevano sapere esattamente in che tipo di insetto si era trasformato Gregor (era uno scarabeo a cupola, non lo scarafaggio da appartamento dei traduttori sciatti)»4. Il dato biologico nell’opera narrativa non è mero sfondo, ma ha un preciso valore strutturale.

  • Traduzione della cultura: Problemi traduttivi in relazione alle differenze culturali
    Traduzione della cultura: Problemi traduttivi in relazione alle differenze culturali
    Traduzione della cultura: Problemi traduttivi in relazione alle differenze culturali

    Una cultura è un modo di percepire la realtà. Non tragga in inganno il verbo «percepire». Qualcuno potrebbe pensare che, se la realtà oggettiva di una cultura è la stessa, anche la sua percezione debba essere unica per tutti gli individui. Ma la percezione è un fenomeno soggettivo, e ciò che è percepito non è la fotografia della realtà, ma una delle tante fotografie possibili. L'esperienza dell'individuo giunge a influenzare anche le sue modalità percettive.

  • Traduzione giuridica e scienza della traduzione
    Traduzione giuridica e scienza della traduzione
    Traduzione giuridica e scienza della traduzione

    Un tempo si tendeva a fare una distinzione sommaria tra le traduzioni “tecniche” e quelle “letterarie”, e con questo si riteneva di avere assolto ogni obbligo per quanto concerne la classificazione dei tipi di traduzione. Tale distinzione, nella letteratura impressionistica sulla traduzione, è reperibile abbastanza spesso anche in articoli e saggi relativamente recenti.

  • La lingua non salvata: Case study di strategia traduttiva
    La lingua non salvata: Case study di strategia traduttiva
    La lingua non salvata: Case study di strategia traduttiva

    Quando leggiamo un libro tradotto, spesso ci viene spontaneo dare un giudizio sulla traduzione, bella, brutta, scorrevole, difficile... ma nella maggior parte dei casi il nostro giudizio si basa sulla sola lettura in italiano, senza prendere in considerazione cosa c'era scritto nell'originale e come. Questo può essere trascurabile per una letteratura d'intrattenimento, ma quando si tratta di giganti della letteratura siamo molto più interessati a leggere un testo che assomigli il più possibile all'originale. Questa analisi si basa su «La lingua salvata» di Elias Canetti. Due tesi della Civica «Altiero Spinelli» di traduzione si sono cimentate nell'analisi comparativa tedesco-italiano delle prime pagine del testo. E il curatore cerca di trarne alcune conclusioni generali.

  • Terminologia semiotica e scienza della traduzione: Esempi nella combinazione inglese-italiano
    Terminologia semiotica e scienza della traduzione: Esempi nella combinazione inglese-italiano
    Terminologia semiotica e scienza della traduzione: Esempi nella combinazione inglese-italiano

    In Europa occidentale abbiamo la tendenza a distinguere discipline umanistiche e scientifiche. Non è però assodato che necessariamente quando l’oggetto di studi è “umanistico” il metodo d’indagine non possa o debba essere comunque scientifico. Anzi, un approccio impressionistico alla scienza della traduzione è forse ciò che maggiormente ci differenzia dalla metodologia della ricerca a livello mondiale. In questo intervento mi propongo di descrivere alcune conseguenze negative dell’uso di parole (anziché termini) nel dibattito traduttologico in italiano e in inglese. E cerco di anticipare alcune argomentazioni contrarie all’uso esclusivo di termini scientifici, relative alla componente mentale del processo traduttivo.

  • Translation Studies. Contributions from Eastern Europe
    Translation Studies. Contributions from Eastern Europe
    Translation Studies. Contributions from Eastern Europe

    The main aim of this paper is to review some of the most useful Slavic and Estonian contributions to translation studies in the last century.

  • Semiotica per principianti: ovvero Impara la disciplina più astrusa con le canzonette
    Semiotica per principianti: ovvero Impara la disciplina più astrusa con le canzonette
    Semiotica per principianti: ovvero Impara la disciplina più astrusa con le canzonette

    Stai per leggere il libro di Bruno Osimo: l’hai soppesato, hai sbirciato qua e là tra le pagine.  È possibile tu ti senta intorno un po’ di smarrimento.  Intanto perché non c’è nessun termine inglese praticamente per le prime quaranta pagine (e anche quando infine si manifesta, non è neppure per una parola tecnica, ma è l’inglese di una frase – per di più, una frase che parla d’amore). Cioè: questo è un libro in italiano. Con tutta la sua sintassi, con delle scelte precise, le parole talmente giuste che, anche quando parlano di cose complicate, hanno questa loro caratteristica bizzarra: si fanno capire. Sono sufficienti e confortevoli, non ci fanno mai sentire fuori posto.     Ma poi (e qui il tasso di perplessità è di quelli che fanno alzare le sopracciglia, è evidente): ma a chi serve sapere di semiotica? Oggi, voglio dire. In piena terza rivoluzione industriale. Nel tempo delle olimpiadi di piattaforma informatica e dei procurati infarti causa eccesso di videoconferenze, ora che l’ultima cartilagine tra privato e pubblico è stata demolita e che l’ansia da prestazione sta ripiegata tra i calzini dell’armadio e conosce perfettamente il nostro bagnoschiuma preferito – in questo momento storico: che merito, che competenza, che utilità, che servizio ci può portare conoscere la semiotica? Osimo la fa facile: serve per capire il senso delle cose, dice, con il consueto aplomb.  Il che, a ben vedere, non è una affermazione così innocua.

  • Distorsione cognitiva, distorsione traduttiva e distorsione poetica come cambiamenti semiotici
    Distorsione cognitiva, distorsione traduttiva e distorsione poetica come cambiamenti semiotici
    Distorsione cognitiva, distorsione traduttiva e distorsione poetica come cambiamenti semiotici

    Sia i cambiamenti traduttivi interlinguistici che la produzione poetica possono essere visti in una prospettiva semiotica in termini di filtraggio mentale. Il terreno comune dei tre processi – cognizione, traduzione, versificazione – va trovato in una prospettiva semiotica: i segni (prototesto, realtà, percezione) vengono interpretati ed elaborati (mente, interpretanti, cognizione) e danno come output un oggetto (metatesto, poesia, visione del mondo). Cercando di classificare i cambiamenti risultanti da tali processi – distorsioni – con una griglia di categorie semioticamente condivisa, l'ipotesi è che le categorie stesse – già esistenti all'interno dei singoli campi – possano essere reciprocamente messe a punto. Il concetto stesso di «spostamento» – derivato dalla critica della traduzione, e in particolare dal raffronto prototesto-metatesto – diventa in questa ipotesi una connessione che trasforma i cambiamenti possibili negli altri campi citati in punti di riferimento reciproci.

  • La memoria della cultura: traduzione e tradizione in Lotman
    La memoria della cultura: traduzione e tradizione in Lotman
    La memoria della cultura: traduzione e tradizione in Lotman

    Con Lotman, la traduzione è al centro della semiotica della cultura. Studiando articoli di Lotman anche meno noti, ci si accorge che il concetto di ‘traduzione’, anche se non sempre riferito esplicitamente alla versione interlinguistica, è chiave per l'attualizzazione di culture e tradizioni altrui. La ricostruzione della tradizione è un processo di modellizzazione.

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