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Cos lEcotossicologia?

lo studio degli effetti tossici degli inquinanti chimici sugli organismi viventi Pu essere studiata su diverse scale: organismi/popolazione/comunit I concetti dellEcotossicologia sono alla base di qualsiasi valutazione del Rischio Ecologico

Biodisponibilit ed Esposizione
Il composto chimico per rappresentare effettivamente un rischio per le forme

viventi deve trovarsi in una forma biodisponibile Il grado di biodisponibilit di uno stesso composto differisce per specie ed in funzione delle condizioni ambientali

Caratteristiche di nocivit

Tossicit per luomo Zootossicit Fitotossicit Bioaccumulabilit Mutagenicit Teratogenicit Cancerogenicit

Nocivit Ambientale
Mobilit Degradabilit Persistenza

Sostanze inquinanti
1. Sostanze acutamente tossiche per luomo e per la flora e/o fauna acquatica (Pb, Hg, Cd, pesticidi); 2. Sostanze pericolose per luomo e per la flora e/o fauna acquatiche per danni cronici sul lungo termine (IPA, clorofenoli, trialometani); 3. Sostanze in concentrazioni ridotte che non sono altamente tossiche ma che possono diventarlo in seguito a trasformazioni biochimiche nellacqua (metilazione di Hg) o per bioconcentrazione (stagnotrifenile); 4. Sostanze che aumentano il carico di BOD nellacqua o nei sedimenti (scarichi depuratori etc.); 5. Sostanze eutrofizzanti (nutrienti, effluenti zootecnia etc.); 6. Sostante quali olii, solidi sospesi, tensioattivi; 7. Sostanze che hanno un effetto inquinante solo a concentrazioni alte nellacqua (es. NaCl e Sali minerali); 8. Microorganismi patogeni per luomo (es. Salmonella. Cholera vibrio etc.).

Definizioni
Tossicit La propriet di alcune sostanze di provocare effetti dannosi nei viventi Hazard (Rischio) La tossicit e la probabilit che un sostanza tossica penetri ed eserciti la propria tossicit sullorganismo in certe condizioni specifiche; in alcuni casi una sostanza molto tossica pu risultare meno pericolosa di una sostanza meno tossica

Misura della Tossicit


La relazione Dose-Risposta la misura di quanti individui allinterno di un gruppo relativamente numeroso mostrano di risentire di effetti tossici in corrispondenza di una determinata dose (es. concentrazione per unit di peso) di sostanza.

Tossicit acuta (studi su animali)


Il punto di partenza la definizione della letalit o Dose Letale per il 50% degli individui (LD50) LD50: la dose letale per il 50% degli animali dopo una determinata dose o una breve esposizione. LC50: concentrazione (in aria) letale per il 50% degli animali dopo una breve esposizione per inalazione della sostanza particolare. LD50: permette di mettere a confronto diversi chemicals attraverso la definizione di un unico endpoint (morte degli animali); non dice nulla rispetto agli effetti cronici

L'Artemia salina (Linnaeus, 1758), nota anche come scimmia di mare, un piccolo crostaceo d'acqua salata. una specie cosmopolita, che ha sviluppato adattamenti a condizioni di vita estreme che le consentono di colonizzare ambienti ostili quali le pozze delle saline, caratterizzate da alta salinit e da periodica evaporazione dell'acqua. L'essiccamento delle pozze in cui vive superato grazie alla deposizione di uova durature (cisti), in grado di rimanere in uno stato di quiescenza (criptobiosi) per lunghi periodi - vari anni - fino a quando non si ripresentano condizioni favorevoli al loro sviluppo.

L'Artemia salina si riproduce, in condizioni normali, per via anfigonica, in acqua; quando la salinit dell'acqua supera una certa soglia (identificabile intorno al 4 per mille), la riproduzione avviene per via partenogenetica, con uova incistate criptobiotiche protette da un guscio isostatico rinforzato. Generalmente l'Artemia salina si nutre di fitoplancton e batteri, in pratica di ogni biotipo tra 1 e 50 micron.

Daphnia un genere di piccoli crostacei cladoceri planctonici. Sono noti comunemente col nome di pulci d'acqua, a causa del loro stile di nuoto. Sono lunghi da 0,2 a 5 mm e vivono all'interno di laghi, stagni, ruscelli e fiumi. Si riproducono per partenogenesi, di solito in primavera e fino alla fine dell'estate. Poche specie di Daphnia si cibano di piccoli crostacei e rotiferi, ma la maggior parte sono filtratrici e si cibano di alghe unicellulari, protozoi e batteri. Si nutrono anche di lievito ma ci avviene soprattutto in laboratorio o in ambienti controllati.

Scale di tossicit (LD50)


Estremamente tossiche Altamente tossiche Moderatamente tossiche Leggermente tossiche Praticamente non-tossiche Relativamente innocue 1 mg/kg o meno 50 mg/kg 50 - 500 mg/kg 0.5 - 5 gm/kg 5 - 15 gm/kg > 15gm/kg

LD50 Acute (mg/kg) per alcune sostanze


Ethyl alcohol 10,000 Sodium chloride 4,000 Ferrous Sulfate 1,500 Morphine sulfate 900 DDT 100 Strychnine sulfate 2 Nicotine 1 Tetrodotoxin 0.1 Dioxin 0.001 Botulinus toxin 0.00001

TOSSICIT SELETTIVA
Risposte multiple allo stesso composto tossico principalmente dovute a: Differenze nella superficie di esposizione Differenze nellaccumulo Tassi di trasformazione (biotransformazione) Differenze nei percorsi biochimici

Tossicologia locale e sistemica


Tossicit locale: sostanze chimiche irritanti (es. HCl, NH3) se inalate producono effetti tossici locali ai polmoni Tossicit sistemica: molte sostanze tossiche esercitano i loro effetti negativi su organi lontani da quello attraverso il quale avvenuta lassimilazione. Solitamente una sostanza tossica particolarmente nociva su alcuni organi in particolare, che per questo motivo sono detti organi bersaglio.

Tossicit immediata e ritardata


Immediata - HCN, CO, H2S Ritardata - phosgene (COCl2 dicloroformaldeide), tri-orthocresyl phosphate (TOCP, organofostato usato come pastificante) Lunga Latenza molti composti cancerogeni hanno molto spesso un periodo di latenza di 20-30 anni

Tossicit immediata e ritardata


ESPOSIZIONE ACUTA O CRONICA ACUTA una singola o parecchie esposizioni concentrate in un breve periodo di tempo CRONICA ripetute o continue esposizioni su un lungo periodo di tempo
EFFETTI ACUTI E CRONICI Gli effetti acuti sono generalmente indotti da alte elevate dellagente tossico e solitamente sono diversi dagli effetti prodotti dallesposizione cronica

Frequenza e Durata dellEsposizione


La frequenza e la durata dellesposizione sono importanti per capire se dei fenomeni di detossificazione e/o di eliminazione sono in grado di avvenire nel periodo compreso tra due esposizioni Lesposizione ad un chemical per due giornate lavorative di 12 ore non sono equivalenti a 3 esposizioni consecutive della durata di 8 ore

Esempi di Sostanze tossiche


1. Irritanti 2. Asfissianti 3. Narcotizzanti 4. Epatotossici 5. Nefrotossici 6. Neurotossici 7. Tossici ematopoietici 8. Agenti Fibrogenici 9. Agenti Sensibilizzanti 10. Mutageni 11. Cancerogeni 12. Teratogeni

Vie di Assorbimento/Esposizione
Reagenti di un Laboratorio possono venire assorbiti: attraverso le vie respiratorie (polmoni) attraverso la pelle attraverso il tratto gastrointestinale

Meccanismi di Tossicit
Le sostanze chimiche assorbite possono agire sia come tossici di tipo sistemico per lintero organismo, oppure possono attaccare organi (target) specifici. Differenze nei meccanismi possono essere dovute a: 1. Differenze nelle caratteristiche chimiche che ne condizionano la capacit di attraversare le membrane cellulari 2. Solubilit differente nei diversi tessuti 3. Vie preferenziali sanguigne verso tessuti specifici 4. Differenze nelle reattivit chimiche

BIOTRANSFORMAZIONE
Le trasformazioni chimiche che avvengono negli organismi possono dare origine a composti figli pi o meno tossici alcol etilico viene detossificato dallossidazione a gruppo aceticilico che pu essere inserito nel normale corso del metabolismo cellulare (ciclo dellacido citrico) lalcol metilico (metanolo) ossidato dallo stesso enzima d origine alla formaldeide che pi tossica dellalcol di partenza. la velocit di queste trasformazioni metaboliche cambia da individuo ad individuo e da specie a specie (Tossicit Selettiva).

Meccanismi di Escrezione
Lorganismo pu eliminare le sostanze chemiche per mezzo di: 1. Aria espirata (polmoni) 2. Urina (reni) 3. Feci (escrezione biliare) 4. Latte materno 5. Capelli, unghie 6. Sudore, saliva Molte sostanze chimiche possono attraversare la parete della placenta ed entrare nella circolazione del feto

MISURE del Rischio da Tossicit (TOXIC HAZARD)


La LD50 (Dose Letale per il 50% degli individui) non molto utile nel quantificare il rischio determinato da unesposizione cronica Per misurare il rischio da esposizione associato a sostanze presenti nellaria che respiriamo ci si basa sulle misure di concentrazione della sostanza nellaria stessa

Tossicologia ed Ecotossicologia

THE AMERICAN CONFERENCE OF GOVERNMENTAL INDUSTRIAL HYGIENISTS (ACGIH)


Limiti di Esposizione TLV (Threshold Limit Value) La concentrazione di un contaminante in aria alla quale la maggior parte dei lavoratori possono venire esposti per 8 ore al giorno senza presentare alcun segno significativo di effetti avversi TLV-TWA (Time Weighted Average) (Media oraria pesata) TLV-STEL (Short Term Exposure Limit) (Esposizione acuta) TLV-C (Threshold Limit Value - Ceiling) (Esposizione massima)

NOEC e NOAEC
No Observed Effect e No Observed Adverse Effect Concentrations Sono gli endpoint corrispondenti alla concentrazione LC50 nel caso di tossicit cronica. Generalmente si prendono come riferimento dei parametri fisiologici e/o riproduttivi (es. vel. di nuoto, tasso respiratorio, parametri indicativi del metabolismo) dellorganismo utilizzato nei test e se ne confrontano statisticamente i valori rispetto ad un gruppo di controllo.

Con il termine di Biomonitoraggio si intende il monitoraggio dell'inquinamento mediante organismi viventi. Le principali tecniche di biomonitoraggio consistono nell'uso di organismi: Bioaccumulatori: organismi in grado di sopravvivere in presenza di inquinanti che accumulano nei loro tessuti. Bioindicatori: organismi che subiscono variazioni evidenti nella fisiologia, nella morfologia o nella distribuzione spaziale sotto l'influsso delle sostanze presenti nell'ambiente.

Il biomonitoraggio, rispetto alle tecniche analitiche tradizionali, ha il vantaggio di fornire stime degli effetti inquinanti sugli esseri viventi.

BIOMONITORAGGIO E MISURE STRUMENTALI


I bioindicatori possono mettere in evidenza alterazioni causate da diversi fattori: la risposta di un bioindicatore a una perturbazione deve essere quindi interpretata e valutata in quanto sintetizza lazione sinergica di tutte le componenti ambientali. Tramite il biomonitoraggio possibile quindi rilevare gli effetti di impatti non evidenti quali la presenza cronica di sostanze inquinanti non individuabili separatamente tramite le analisi strumentali. Il biomonitoraggio fornisce tuttavia stime indirette che hanno una minore oggettivit delle misure strumentali: ad esempio, un bioindicatore pu adattarsi allinquinamento attivando meccanismi di espulsione rapida delle sostanze tossiche, falsando cos il risultato dellanalisi. Le attivit di monitoraggio devono quindi tener conto delleventuale dinamismo interno del bioindicatore, della sua velocit di risposta allo stimolo sotto monitoraggio e delle eventuali fluttuazioni nel tempo del fattore di stress.

BIOMONITORAGGIO DELLA QUALIT DELLARIA


Il biomonitoraggio della qualit dell'aria si basa sulla valutazione degli effetti prodotti dall'inquinamento atmosferico sugli organismi e sulle loro comunit . Gli organismi possono essere impiegati nel monitoraggio della qualit dell'aria sia come bioindicatori (piante vascolari, muschi e pollini), sia come bioaccumulatori (piante vascolari, licheni, muschi e pollini). Le tecniche di misura basate sulle categorie di organismi comunemente utilizzati sono:
Piante vascolari Muschi Licheni Aeroplancton ed altri organismi

INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Con il termine generico di inquinamento atmosferico si indica il degrado dellaria causato dallimmissione di sostanze che ne alterano le naturali caratteristiche chimico-fisiche. Queste sostanza producono effetti sullessere umano, sulla vegetazione o sui diversi materiali e di solito non sono presenti nella normale composizione dellaria, oppure lo sono ad un livello di concentrazione inferiore.

Gli inquinanti vengono generalmente distinti in due gruppi principali: ANTROPICI cio prodotti dalluomo. NATURALI

CONTAMINANTI ATMOSFERICI
I contaminanti atmosferici possono anche essere classificati in primari, cio liberati direttamente nellambiente, e secondari, che si formano successivamente in atmosfera attraverso delle reazioni chimico-fisiche. I principali inquinanti primari sono quelli emessi da processi di combustione di qualsiasi natura, ovvero il monossido di carbonio, il biossido di carbonio, gli ossidi dazoto, le polveri e gli idrocarburi incombusti. Tali inquinanti sono soggetti a fenomeni di diffusione e trasporto e subiscono trasformazioni chimico-fisiche; di queste ultime particolarmente importante la serie di reazioni che avvengono fra gli ossidi di azoto (NOx) e gli idrocarburi in presenza di luce solare. Questa catena di reazioni, infatti, porta alla produzione di ozono (O3) e di altre specie chimiche anche in fase particellare. Linsieme dei prodotti di tali reazioni una delle forme di inquinamento pi dannose per lecosistema ed nota come smog fotochimico o smog estivo.

FONTI DI INQUINAMENTO
Linquinamento atmosferico maggiore quello che luomo produce per soddisfare le proprie necessit civili ed industriali.
Anche se linquinamento originato dalluomo quello che risulta pi imputato nel peggioramento della qualit dellaria, non bisogna dimenticare limportanza dellinquinamento di origine naturale.

INQUINANTI DELL ARIA


Gli inquinanti naturali dellaria sono sempre stati parte della storia delluomo. Le polveri e i vari gas emessi dai vulcani, dagli incendi delle foreste e dalla decomposizione dei composti organici entrano in atmosfera ad intervalli pi o meno regolari e in qualche caso a livelli che possono causare degli effetti negativi a carico del clima. In ogni caso bisogna sottolineare che gli inquinanti naturali non rappresentano necessariamente un serio problema come possono esserlo gli inquinanti generati dalle attivit umane perch risultano spesso notevolmente meno pericolosi dei composti prodotti dalluomo e non si concentrano mai sulle grandi citt.

PRINCIPALI INQUINANTI ATMOSFERICI


I composti chimici che causano linquinamento dellaria sono numerosi e con effetti diversificati sulla salute delluomo e sullambiente urbano. Tra questi i principali sono: il biossido di zolfo (SO2), gli ossidi di azoto (NOx), il monossido di carbonio (CO), l'ozono, il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), le polveri, il piombo e altri metalli pesanti.

SORGENTI DI INQUINAMENTO
Le sorgenti naturali di biossido di zolfo comprendono i vulcani, le decomposizioni organiche e gli incendi delle foreste. Le sorgenti naturali di ossidi di azoto includono i vulcani, gli oceani, le decomposizioni organiche e lazione dei fulmini. Linquinamento dellaria di origine antropogenica si sprigiona dalle grandi sorgenti fisse (industrie, impianti per la produzione di energia elettrica ed inceneritori); da piccole sorgenti fisse (impianti per il riscaldamento domestico) e da sorgenti mobili (il traffico veicolare). Molte di queste sorgenti sono strettamente legate alla produzione e dal consumo di energia, specialmente combustibili fossili.

BIOSSIDI DI ZOLFO
Le principali sorgenti di biossidi di zolfo (SOx) sono gli impianti di produzione di energia, gli impianti termici di riscaldamento, alcuni processi industriali e in minor misura, il traffico veicolare, con particolare riferimento ai motori diesel. C anche una fonte naturale di emissione: i vulcani. Gli SOx possono essere considerati uno dei principali agenti del processo di acidificazione dellatmosfera, con effetti negativi sia sullecosistema sia sui monumenti e i manufatti.

OSSIDI DI AZOTO
Gli ossidi di azoto (NOx) si formano principalmente dai processi di combustione che avvengono ad alta temperatura. Le principali sorgenti di ossidi dazoto (NOx, NO2) sono gli impianti di riscaldamento civile e industriale, il traffico autoveicolare, le centrali di produzione di energia ed un ampio raggio di processi industriali. Gli ossidi di azoto contribuiscono ai fenomeni di eutrofizzazione, allo smog fotochimico e sono composti che causano la formazione di inquinanti secondari come ozono e particolato fine secondario e alle piogge acide.

MONOSSIDO DI CARBONIO
La principale sorgente di CO rappresentata dai gas di scarico dei veicoli a benzina. Altre sorgenti sono la combustione in impianti di riscaldamento alimentati con combustibili solidi, liquidi e gassosi ed i processi industriali come la produzione dellacciaio, della ghisa e la raffinazione del petrolio. Il monossido di carbonio pu provocare insufficienza respiratoria. I soggetti pi a rischio sono i bambini perch il CO tende a depositarsi a livello del terreno.

OZONO

Lozono di origine sia antropica che naturale ed un inquinante secondario cio si produce per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi dazoto (NOx) e i composti organici volatili (COV). Il complesso dei fenomeni che porta a elevate concentrazioni di ozono viene denominato 'smog fotochimico'.

PM10 E BENZENE
Con il termine PM10 si indica una frazione delle polveri sottili. Particelle cos piccole sono capaci di entrare nellapparato respiratorio, neutralizzando tutte le difese e i tentativi del corpo umano di farle uscire. Una volta entrate nei polmoni possono quindi arrivare, e stazionare a tempo indeterminato, fino al livello degli alveoli polmonari, dove avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. In questa posizione possono provocare il cancro. Le emissioni di benzene derivano principalmente dalluso della benzina nei trasporti, sia come prodotto di combustione sia di evaporazione, in secondo luogo da alcuni processi produttivi e dai sistemi di stoccaggio e distribuzione dei carburanti. Lalto indice di motorizzazione dei centri urbani e la accertata cancerogenicita' fa del benzene uno dei pi importanti inquinanti nelle aree metropolitane.

BIOMONITORAGGIO MEDIANTE LUTILIZZO DI LICHENI


I licheni sono organismi simbionti composti da un fungo ascomicete, e da unalga verde e/o un cianobatterio. La simbiosi tra alga e fungo risulta vantaggiosa per entrambi gli organismi: il fungo usufruisce delle sostanze organiche prodotte dalla fotosintesi dellalga che riceve dal fungo protezione, acqua e sali minerali. I licheni sono in grado di colonizzare gli ambienti molto diversi anche in condizioni di vita estreme, dove, da soli, fungo e alga non potrebbero sopravvivere. Attualmente, lutilizzo dei licheni come biomonitor molto diffuso sia come bioindicatori come bioaccumulatori sfruttando la loro capacit di accumulare inquinanti aerodispersi.

I LICHENI COME BIOINDICATORI


I licheni possiedono caratteristiche peculiari che li rendono adatti all'impiego come bioindicatori: sensibilit agli agenti inquinanti (mancando di una cuticola superficiale e di aperture stomatiche, gli scambi con l'atmosfera interessano tutta la superficie); resistenza agli stress ambientali ( variazioni di temperatura, mancanza di acqua); ubiquitariet riuscendo a crescere ovunque salvo condizioni di inquinamento che ne impediscano lo sviluppo; accrescimento lento e grande longevit

La presenza di sostanze inquinanti nell'aria provoca effetti dannosi sui licheni, ed in particolare col tempo diminuisce il numero di specie. Questa caratteristica utilizzata per stabilire un indice di qualit dell'aria.

I LICHENI COME BIOACCUMULATORI


La capacit di assorbire e accumulare sostanze inquinanti pu essere sfruttata per il monitoraggio dei contaminanti persistenti presenti in atmosfera in bassissime concentrazioni. Inquinanti come i metalli pesanti, i fluoruri, gli idrocarburi clorurati sono difficilmente rilevabili nell'aria in concentrazioni apprezzabili tramite gli strumenti di analisi e risulta molto difficile studiarne i meccanismi di diffusione nel territorio. Il lichene, funzionando da bioaccumulatore, consente di misurare l'abbondanza relativa di questi inquinanti spesso molto pericolosi e di individuare le aree di maggior deposito al suolo.

Le propriet che fanno di un lichene un buon bioaccumulatore sono le seguenti: elevata tolleranza alla sostanza in esame. capacit di accumulare la sostanza esaminata in misura indefinita possibilit di definire l'et del tallo lichenico esaminato ( le parti del tallo pi vecchie tenderanno ad avere concentrazioni di inquinante pi elevate rispetto alle parti pi giovani,per cui opportuno raffrontare porzioni di tallo della stessa et. presenza di molti esemplari di lichene nell'area di studio.

I LICHENI NELLA VALUTAZIONE DELLA QUALIT DELLARIA


I licheni epifiti ( licheni che crescono sulla corteccia degli alberi) rappresentano i biondicatori pi utilizzati nella valutazione della qualit dell'aria; questi pur non essendo capaci di discriminare tra i diversi tipi di inquinanti, sono in grado di stimare la qualit complessiva dell'aria risultando sensibili all'effetto di tutti gli inquinanti contemporaneamente, oltre a quelli derivanti dall'accumulo di sostanze non facilmente rilevabili con normali mezzi di analisi chimica. I licheni possono essere utilizzati per la valutazione della qualit dell'aria secondo due tipi di approcci diversi: l'approccio indiretto (licheni come bioindicatori) e l'approccio diretto (licheni come bioaccumulatori).

BIOMONITORAGGIO DELLA QUALIT DELLARIA MEDIANTE MUSCHI


Il termine muschio il nome comune di un gruppo di piante di piccole dimensioni appartenenti al phylum delle Briofite.

Gli studi di bioaccumulo mediante muschi sono effettuati con specie con unalta tolleranza alle sostanze tossiche aerodisperse che permettono di rilevare picchi elevati di concentrazione di inquinanti. I muschi possiedono inoltre la capacit di accumulare le sostanze esaminate in misura indefinita: in effetti, la piantina accumula le sostanze in maniera proporzionale sia alla concentrazione di inquinanti in ambiente sia al tempo di esposizione; di conseguenza, a parit di concentrazione di inquinante, la contaminazione risulta essere pi alta nel tallo pi vecchio. In particolare, i muschi sono efficienti accumulatori passivi di metalli pesanti (piombo, cadmio, rame, zinco ecc.) grazie allelevata capacit di scambio cationico della loro parete cellulare.