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Università LUISS Guido Carli

Master in diritto d’impresa


A cura del Prof. Fabrizio Maimeri

RIFORMA SOCIETARIA E NUOVE NORME DI VIGILANZA -


ADEGUAMENTI PROCEDURALI NELL'ISTRUTTORIA LEGALE
DEI FINANZIAMENTI IPOTECARI

di Maurizio Fedele, Servizio Legale e Compliance del


Credito Fondiario SpA di Roma
BONVS ARGENTARIVS è un sito-community di informazione giuridica per giuristi e consulenti
d'impresa pubblicato in rete da Maurizio Fedele.
Per la community sono da rimarcare i contributi e le esperienze espresse da Riccardo Ricciardi,
Consigliere del Cons. Nazionale del Notariato, Antonio Petraglia, avvocato in Roma, Giorgio
Mantovano, fondatore della banca dati bibliografica IUSIMPRESA , Ermanno Cappa, Pres. Ass.
Italiana Giuristi d’Impresa - Banca Regionale Europea, Alessandro Cervini del Servizio Legale MPS,
Fabio Fiorucci, addetto legale del FONSPA, autore del volume “I finanziamenti di credito fondiario”,
Ed. Giuffrè, 2004.
Questa relazione e la documentazione collegata saranno resi disponibili ai partecipanti del seminario
che lo richiedano all’indirizzo infoargentarius@gmail.com .
RIFORMA SOCIETARIA E NUOVE NORME DI VIGILANZA
ADEGUAMENTI OPERATIVI E PROCEDURALI
NELL'ISTRUTTORIA LEGALE DEI FINANZIAMENTI
di Maurizio Fedele – Servizio Legale e Compliance
Credito Fondiario - FONSPA di Roma

1 . La verifica dei poteri di rappresentanza


2 . Controllo di merito sullo statuto sociale
3 . La verifica dei poteri di amministrazione
4 . Il conflitto di interessi
5 . Governance: il sistema dualistico e monistico
6 . L’unico azionista
7 . Il recesso del socio
8 . Finanziamenti ed attività di direzione e coordinamento
9 . Forme innovative di finanziamento alle società
Premessa
Obiettivo di questa relazione: individuare linee guida e prassi
aziendali idonee ad assicurare la certezza giudica e per
l’attuazione dei requisiti organizzativi, prescritti dalle nuove
Disposizioni di Vigilanza Prudenziale (1), in materia di
istruttoria legale societaria .
Le guidelines allo stato disponibili (regole dell’istruttoria di seguito
visibili in testo blu corsivo) sono Circolari ABI(2) , già elaborate
nel 2004 dal Gruppo di Lavoro Società a seguito della riforma del
diritto societario, tuttora da consolidare nella prassi mediante:
- condivisione delle esperienze operative nel sistema bancario ;
- monitoraggio di giurisprudenza e dottrina sulla materia;
- raccolta delle prassi professionali coinvolte (notariato in primis).
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(1) Circolare Banca d’Italia 27.12.2006, n. 263 (G.U. 6.5.2008 n. 108,
suppl. ord. N. 113)
(2) Circolari ABI 28.1.2004 Prot. OF/00296 su “Riforma del diritto societario e
istruttoria per l'erogazione del credito” e 12.2.2004 Prot. OF/00552 su
“Gruppo societario …”
Premessa (segue)
La certezza giuridica è il requisito della garanzia giuridicamente
valida, efficace, vincolante e opponibile ai terzi anche in sede
giudiziaria e concorsuale.
I requisiti organizzativi sono “tecniche”, presidi organizzativi e
linee guida che le Banche debbono adottare sempre a tali fini.
Nella Circolare 263/2006, Banca d’Italia impone ciò come forma di
CRM: metodiche obbligatorie di protezione del credito (1).
Alla base di tale normativa di vigilanza c'è l'art. 47 Cost., la
responsabilità del bonus argentarius, dovere primario di corretta
erogazione del credito qualificata “attività di pubblico interesse (...
raccolta del pubblico risparmio) sottoposta al controllo della Banca d'Italia ...
in capo al banchiere, che è soggetto specializzato, l’obbligo di osservare le
norme comportamentali proprie della sua professione (ai sensi dell’ art. 1176,
comma 2, c.c.) e le regole della correttezza (a norma dell’ art. 1175 c.c.)".
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(1) V. Requisiti generali, in Titolo II, Cap. 2, Sez. II delle Disposizioni di
Vigilanza Prudenziale per le Banche, per l'attuazione di Basilea 2.
(2) v. infra la Circolare ABI – Serie Legale n. 9 – 8.9.2008 su Cass. SS.UU.
28.3. 2006 (nn. 7029, 7030 e 7031)
Premessa (segue)

Prima di affrontare lo specifico della riforma ex D.Lgs. 6/2003, si


evidenzia l’opportunità che l’istruttoria valuti anche i profili della
responsabilità para-penale delle società ex. D.Lgs. 231/2001
con particolare riferimento al diritto penale societario (art. 25-ter),
all’antiriciclaggio e contrasto del terrorismo (art. 25-octies), allo
scopo di mitigare anche il rischio creditizio di eventuali sanzioni
interdittive e pecuniarie che possano colpire la società affidata.

L’istruttoria sulla società richiedente o garante dovrebbe quindi


contemplare anche accertamenti sull’adozione di modelli
organizzativi di prevenzione dei reati .(1)

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(1) V. sull’argomento il c.d. “Decalogo 231” del Tribunale di Milano – Ord. GIP
9.11.2004 che indica dieci requisiti di un modello aziendale di prevenzione
ritenuto idoneo dai giudici. Per le PMI l’accertamento può limitarsi ad un
semplice questionario.
La verifica dei poteri di rappresentanza

Oggi gli artt. 2384 (spa) e 2475 bis (srl) attribuiscono agli amministratori
un potere di rappresentanza generale i cui limiti, derivanti dallo
statuto o da delibere interne, non sono opponibili ai terzi, anche se da
questi conoscibili, a patto che non si provi che questi hanno agito
intenzionalmente a danno della società.
Per la banca la carenza di poteri degli amministratori o
l’estraneità dei loro atti all’oggetto sociale è certamente
opponibile perché esiste giurisprudenza sfavorevole che le attribuisce
una presunzione assoluta di diligenza professionale (1) quindi, in attesa
di indirizzi giurisprudenziali sulla nuova disciplina civilistica sopra
descritta, è opportuno che le banche continuino ad accertare che
l’operazione conclusa rientri nei poteri dell’amministratore .
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(1) La diligenza della banca, nell'adempimento dei suoi doveri di mandataria, è
determinata non in base al parametro dell'osservatore medio, ma secondo il
maggior grado di attenzione e prudenza richiesto dalla professionalità del servizio
espletato al bonus argentarius (Cass. civ. Sez. I, sent. n. 4642 del 07-11-1989).
Controlli di merito sullo statuto sociale
Per quanto riguarda gli statuti, l’istruttoria deve accertare la
sussistenza delle seguenti condizioni:

a) la società datrice d’ipoteca deve produrre statuto da cui risulti


espressamente la possibilità di prestare garanzie reali o personali
anche a favore di terzi e, in mancanza, assumere apposita delibera
consiliare per variare lo statuto con la clausola “La società potrà
prestare garanzie personali e reali anche per debito altrui”;

b) tanto per la società mutuataria che per quella datrice d’ipoteca,


secondo quanto disposto dagli artt. 2384-2475 bis per SPA ed SRL, la
stipula del mutuo e il rilascio della garanzia ipotecaria devono
corrispondere ad un interesse effettivo delle società stesse che “si
considera rientrante nell’oggetto sociale se e in quanto in concreto
finalizzata al raggiungimento degli scopi sociali o comunque
preordinata ad un interesse economico della società” (1)
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(1) Applicazione del criterio di c.d. “normalità” - Cass. 9572/2000. in Guida
Norm. 170/2000, 43
Controlli di merito sullo statuto sociale

L’incompatibilità dell’operazione o della garanzia con l’oggetto


sociale si verifica quando non c’è un rapporto di mezzo a fine con
l’attività, facilmente riscontrabile perché la nuova normativa
societaria impone che l’attività sia indicata nell’oggetto sociale (artt.
2463, co. 2, n. 3 e 2328. co. 2, n. 3 per SRL e SPA).

La strumentalità dell’atto al perseguimento dell’attività nell’oggetto


sociale deve essere valutata in concreto. L’ oggetto sociale e
l’inclusa attività non sono un limite alla capacità delle società, ma
piuttosto un presupposto di efficacia degli atti degli
amministratori.
La verifica dei poteri di amministrazione

Con la riforma delle società, il potere gestorio spetta esclusivamente


agli amministratori (nuovo art. 2380 bis) , gli amministratori sono
liberi di seguire o meno eventuali “autorizzazioni” assembleari
che, anche ai fini istruttori, debbono essere intese come meri
pareri assolutamente non vincolanti. Eliminata la nozione di atti
di ordinaria e straordinaria amministrazione.
Il nuovo art. 2381 esalta il ruolo delle funzioni del presidente,
attribuisce potere di delega al consiglio di amministrazione, e
riconosce a livello legislativo poteri-doveri tipici del CdA (valutare
l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo, contabile
della società, elaborare i piani strategici, valutare in generale
l’andamento della gestione), stabilisce il principio per cui gli
amministratori devono agire in maniera informata. (1)

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(1) Sull’argomento, v. Amministrazione e controllo nelle società per azioni
non quotate …, e L’amministrazione delle società a responsabilità limitata, in
Doc. nn. 13 del 26.6.2006 e 21 dell’11.12.2006, a cura della Fondazione Luca
Pacioli
La verifica dei poteri di amministrazione

Nonostante le principali innovazioni dell’art 2381 riguardino la vita


interna societaria, le stesse hanno rilievo ai fini dell’istruttoria
soprattutto nei casi in cui si debbano finanziare piani industriali il cui
esame deve essere effettuato dal CdA.

Nelle SPA, la normativa rafforza il ruolo e i poteri del


consiglio nella gestione societaria, individuando materie di
specifica competenza dello stesso. In funzione di tali
materie, le banche debbono fare più frequente riferimento
al consiglio della società, nell’istruttoria dei finanziamenti.
La verifica dei poteri di amministrazione

Per le SRL , in materia di amministrazione, vige un’ampia


autonomia demandata dalla legge allo statuto, quindi si possono
verificare poteri gestori attribuiti ad un amministratore unico, ad un
CdA, o a più amministratori in via congiunta o disgiunta.

Nelle SRL va verificato attentamente se il criterio di


gestione sia congiunto o disgiunto, al fine di accertare la
riconducibilita’ dell’atto alla società.
… occorre in particolare verificare se lo statuto prevede il
sistema di votazione del consiglio di amministrazione
“mediante consultazione scritta o sulla base del consenso
espresso per iscritto”: in caso positivo, è consigliabile
pretendere le manifestazioni di volontà di tutti i consiglieri
e non soltanto di quelli sufficienti a formare la maggioranza,
ovvero la prova della convocazione di tutti gli
amministratori.
Il conflitto di interessi
Secondo la precedente disciplina, l’amministratore di una SPA in
conflitto di interessi aveva l’obbligo di comunicare il conflitto agli
altri amministratori e doveva astenersi dal partecipare alle decisioni
assunte sulle materie oggetto di conflitto.
Il nuovo art. 2391 impone soltanto all’amministratore in conflitto
di darne notizia ad amministratori e sindaci precisando la natura, i
termini e la portata dell’interesse. La successiva delibera deve
motivare le ragioni e la convenienza per la società nell’operazione,
e non è opponibile ai terzi in buona fede anche se assunta con il
voto determinante dell’amministratore portatore dell’interesse. (1)
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(1) V. sul punto C. Tedeschi, Conflitti di interesse sotto controllo, Italia Oggi,
28.5.2003. Con il c.d. “Decreto Correttivo-bis” – D.Lgs. 310/2004 il comma 1 –
art. 2391 è stato integrato disponendo che se c’è un amministratore unico,
egli deve dare notizia del suo stato alla prima assemblea utile – v. par. 10
(Segue), il conflitto di interessi, in Doc. n. 21 – 11.12.2006 a cura della
Fondazione Luca Pacioli
Il conflitto di interessi

Per le SPA, ferma restando l’inopponibilità dell’invalidità della


delibera, assunta col voto determinante dell’amministratore
portatore di interesse proprio, ai terzi che in base ad essa
abbiano acquistato diritti in buona fede, le banche debbono
verificare che la delibera sia assunta secondo il nuovo
procedimento che prevede il coinvolgimento dei sindaci e del
consiglio nella valutazione della conflittualità dell’interesse
proprio manifestato dal consigliere.
In caso di amministratore unico portatore di interessi in una
determinata operazione, la banca deve verificare che la
comunicazione di tale interesse sia stata effettuata senza
indugio al CdA ed al collegio sindacale.
Il conflitto di interessi
Per le SRL l’art. 2475 ter non indica alcun procedimento teso a
prevenire o depotenziare il conflitto di interessi (nessun dovere di
informazione preventiva al CdA, né di motivazione della decisione o
di astensione dell’A.D.) ma si limita ad affermare che i contratti
conclusi dagli amministratori in conflitto di interessi “possono
essere annullati su domanda della società se il conflitto era
conosciuto o riconoscibile dal terzo”.
Per le SRL, ove vi sia un amministratore portatore di un
interesse in conflitto, al fine di prevenire le conseguenza di
una delibera assunta col voto favorevole di costui, è
opportuno che la banca verifichi, nel silenzio della legge,
che il consigliere in parola informi del conflitto il consiglio e
si astenga dalla discussione e dal voto.

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In generale, sul conflitto di interessi, sulle regole e conformità in tema di
mala gestio societaria, v. par. 3.2.2 Amministratori in potenziale conflitto di
interessi e ss. nella Circolare ABI 30.7.2004 Prot. TR/OF 003882
Governance: il sistema dualistico e monistico

La nuova disciplina prevede che la società possa scegliere, in alternativa


al sistema classico, un sistema di governance basato sul modello tedesco
(dualistico), ovvero basato sul modello anglosassone (monistico). In
entrambi i casi la scelta è lasciata allo statuto.
Occorre che le banche verifichino, dall’analisi dello statuto, se la
società abbia o meno adottato i sistemi alternativi di governance;
in caso positivo, le indagini circa i poteri degli organi debbono
essere effettuate alla luce delle norme che disciplinano il sistema
prescelto.
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Sull’argomento, v. parr. 1-2-3 del Doc. n. 13 – 26.6.2006 della Fondazione Luca
Pacioli, cit. – Peraltro, visti i dati di Infocamere (in Sole 24 Ore, 10.2.2007) i sistemi
alternativi a quello tradizionale hanno avuto un’applicazione irrilevante: tradizionale
98%, monistico 1,2%, dualistico 0,6%.
L’unico azionista

Con la riforma del diritto societario la possibilità di costituire una


società unipersonale per atto unilaterale è estesa sia alle SPA che
alle SRL.

Ai sensi della precedente disciplina l’unico azionista rispondeva


illimitatamente con il patrimonio personale delle obbligazioni sociali.
Oggi la responsabilità dell’unico azionista è limitata al periodo in cui
non sia stato ancora effettuato il conferimento, ovvero non sia stata
attuata l’iscrizione al registro imprese (artt. 2325, comma 2 e 2462,
comma 2 ).

La responsabilità illimitata dell’unico azionista rimane per gli atti


antecedenti il 31.12.2003 e per quelli successivi fino al
compimento degli adempimenti richiesti dagli artt. 2325 e 1462.
L’unico azionista
In sede di istruttoria, constatando che la riforma ha decretato la fine della
garanzia ex lege dell’unico socio:
La responsabilità illimitata dell’unico azionista di cui al previgente
art. 2362 c.c. permane comunque fino al 31 dicembre 2003 e fino al
perfezionamento degli adempimenti posti in essere dopo quella
data per eliminarla; solo per le obbligazioni sorte successivamente
al compimento degli adempimenti stessi non sarà più imputabile
all’azionista unico una responsabilità illimitata.
In caso di unico azionista di spa illimitatamente responsabile,
qualora la banca voglia coprirsi dal rischio di veder ristretto nel
tempo tale regime di responsabilità, essa potrà farsi rilasciare da
costui, all’atto della erogazione del fido, una garanzia fideiussoria,
in modo da rendersi insensibile, sotto il profilo della garanzia
patrimoniale, all’eventuale venir meno della responsabilità
illimitata dell’unico socio.
Il recesso del socio
Sono numerose le cause di recesso del socio dalla SPA, foriere
di significativi rischi nel merito creditizio : inderogabili (art
2437 ult. comma), derogabili (art 2437 co. 2), per la durata
indeterminata delle non quotate (art 2437 co. 3), per i soci di
società facenti capo a gruppi (art. 2497- quater), e ciò anche per
le SRL (art. 2473).
Al fine di minimizzare i rischi di un recesso del socio sulla
tenuta del finanziamento effettuato alla società, sia spa
sia srl, occorre anzitutto esaminare attentamente lo
statuto – anche nella fase di revisione periodica del fido –
per verificare se sono state inserite cause di recesso
ulteriori rispetto a quelle legislativamente stabilite. Ciò
premesso, può essere utile chiedere alle società affidate di
segnalare: il verificarsi di un evento integrante un’ipotesi
di recesso; il verificarsi del recesso da parte di uno o più
soci.
---------------------
Sul punto, v. Massime Cons. Notarile di Milano, n. 74 – 22.11.2005, Il diritto
di recesso nella società per azioni e Circolare ASSONIME n. 68 – 22.12.2005
– Vedasi, ulteriori buone prassi dell’istruttoria infra Circolare ABI 28.1.2004,
cit.
Finanziamenti ed attività di direzione e coordinamento

Nell’istruttoria, le modalità di esercizio dell’attività di direzione e


coordinamento devono essere valutate anche al fine di prevenire il
rischio che, ai sensi dell’art. 2497, la Banca possa essere coinvolta
solidalmente nella responsabilità per i danni commessi nell’interesse
imprenditoriale “altrui”, violando i principi di corretta gestione
societaria e imprenditoriale.
Infatti, è in ogni caso responsabile in solido “chi abbia comunque preso
parte al fatto lesivo e … chi ne abbia consapevolmente tratto
beneficio”. La lettura del comma 2 dell’art. 2497, non consente quindi
di escludere la responsabilità della banca finanziatrice.
La S. C., già prima della riforma, statuiva che “l’appartenenza della
società ad un gruppo non legittima l’esercizio di qualunque attività
estranea all’oggetto sociale solo perché a favore del gruppo” (Cass.
8159/2000)
----------------------
Sul tema, V. Circolare Assonime n. 44 – 23.10.2006, Direzione e coordinamento
di società. Profili di organizzazione e responsabilità del fenomeno di gruppo
Finanziamenti ed attività di direzione e coordinamento

Adempimenti di pubblicità legale ex art. 2497-bis

Adempimenti come l’indicazione in atti e corrispondenza e l’iscrizione


in apposita sezione del Registro Imprese dei dati sulla controllante
non sono obbligatori, ma in mancanza la legge stabilisce la
responsabilità degli amministratori per danni arrecati a soci e terzi
conseguenti a mancata conoscenza (art.2497-bis, comma 3).
L’istruttoria, onde evitare gli effetti pregiudizievoli di tale regime, si
deve accertare l’avvenuto assolvimento di tutti gli oneri di
pubblicità relativi all'attività di direzione e coordinamento.
Finanziamenti ed attività di direzione e coordinamento

Il problema è che nell’istruttoria, l’esercizio dell’attività di direzione e


coordinamento può non risultare dai documenti o può essere
arduo accertarla. Esso infatti talvolta non è manifesto, né
positivamente esercitato, anche per la mancata osservanza degli
adempimenti pubblicitari di legge (art. 2407-bis).

Ove la banca affidi l’ente che esercita attività di direzione e


coordinamento di società, deve porre attenzione alle
modalità di esercizio di tale attività, atteso il rischio di essere
coinvolta solidalmente con la società capogruppo per i danni
da questa prodotti verso le società controllate, agendo
nell’interesse imprenditoriale proprio o altrui e violando i
principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale. (1)
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V. 2° co., art. 2497: “Risponde in solido chi abbia comunque preso parte al
fatto lesivo …”
Finanziamenti ed attività di direzione e coordinamento

La banca creditrice di società sottoposta all’altrui direzione e


coordinamento, ove si verifichino i presupposti dell’art. 2497
e si registri un comportamento non corretto della capogruppo,
può attivare la responsabilità di questa e della controllata
affidata a tutela delle proprie ragioni creditorie.
Anche in questo campo quindi si incorre nei severi principi
giurisprudenziali sull'abusiva concessione del credito . (1)
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(1) Sull'argomento, v. ancora la Cass. SS.UU. 28.3. 2006 commentata nella
Circolare ABI cit., per cui è “abusivo il finanziamento se caratterizzato dalla
irregolarità dell’affidamento sotto il profilo delle condizioni patrimoniali
dell’impresa finanziata - che avrebbero dovuto indurre il buon banchiere (bonus
argentarius) a non accogliere la richiesta di fido ... sia a fronte del
comportamento colposo della banca, che concede finanziamenti a coloro che
non avrebbero dovuto ottenerli in base ad un’ istruttoria adeguata e veritiera”
Finanziamenti ed attività di direzione e coordinamento

Unico temperamento: la responsabilità e’ esclusa se dal risultato


complessivo dell’attività di direzione e coordinamento:
• non risulta alcun danno
• il danno viene eliminato “con operazioni a ciò dirette” (art. 2497.
co. 1).
Il legislatore ha così recepito nella normativa societaria gli
orientamenti giurisprudenziali e la dottrina che avevano da tempo
elaborato il principio dei c. d. vantaggi compensativi . (1)
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(1) Sull’argomento, oltre alla Circolare ABI già citata, v. anche parr. 3.4.1 –
2 – 3.5 della Circolare ABI, Prot. TR/OF 003882/2004; e P. Bonazza, Gruppi
societari e vantaggi compensativi, in Riv. Dir. Società, n. 24 del 10.1.2005
Finanziamenti ed attività di direzione e coordinamento

Per quanto riguarda la società controllata, ai fini dell’istruttoria deve anche


essere richiesta una analitica motivazione delle sue decisioni (art. 2497-
ter). Le decisioni della controllata devono “recare puntuale indicazione delle
ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione”. A ciò si
provvede con la concreta individuazione di tali motivazioni e interessi, per
arrivare ad un giudizio di merito sulla correttezza dell’operazione intrapresa.
Con tali valutazioni, la Banca può verificare, e se del caso giustificare,
che l’apparente diseconomicità di un atto, isolatamente considerato, trova
giustificazione nel quadro generale dei costi e benefici derivanti
dall’integrazione di un gruppo. (1)

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(1) L’istruttoria ex art. 2497-ter è uno dei presidi contro molti rischi della certezza
giuridica del contratto e delle garanzie : la sottocapitalizzazione, le operazioni
infragruppo con finanziamenti indiretti (rilascio garanzie a favore di terzi), l’uso “distorto”
del credito fondiario (consolidamento passività a breve)
Finanziamenti ed attività di direzione e coordinamento

Con l'istruttoria e l'analisi delle motivazioni ex art. 2497 la banca opera


una valutazione economica e operativa della decisione societaria che
tocca la vasta problematica della sottocapitalizzazione, del reperimento di
capitale mediante operazioni infragruppo e i finanziamenti indiretti,
sotto la forma del rilascio di garanzie.

Ciò per diverse esigenze di protezione del credito: in mancanza, la banca si


espone alle conseguenze dell'uso “distorto” del credito fondiario
(consolidamento di passività a breve), alle casistiche dell'invalidità del
contratto e delle garanzie per simulazione/frode alla legge, e alla
revocatoria fallimentare.

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Giud. G. Sansone, Le garanzie del credito nelle procedure concorsuali e nella fase
esecutiva, in sito Trib. Trieste > documenti> relazioni
Forme innovative di finanziamento alle società

Con il D.Lgs. 155/2006 e decreti attuativi del 24.1.2008, è ormai


completato il quadro normativo dell’ impresa sociale. Segnali di
crescente attenzione delle banche: Banca Etica, apertura di Banca
Prossima di Intesa; L’ABI ha varato la Commissione Tecnica
sulla CSR.
Per l’istruttoria rileva:
❏ Attività d’impresa sociale vincolata a interessanti settori, tra
cui si segnalano: assistenza sociale e sanitaria - educazione,
istruzione e formazione – ambiente ed ecosistema – patrimonio
culturale – servizi culturali – scuola .
❏ Forma sociale di SRL, SPA o altra integrata con dizione “impresa
sociale”.
❏ Utili e avanzi di gestione vanno al reinvestimento e al
patrimonio.
❏ Obbligo l’iscrizione in apposita sezione del Registro Società
anche ai fini della limitazione di responsabilità patrimoniale .
❏ Oltre al bilancio, c’è l’obbligo del c.d. bilancio sociale per il
monitoraggio degli obiettivi sociali dell’attività, che deve essere
conforme ad apposte linee guida ministeriali
Forme innovative di finanziamento alle società
Problematiche/opportunità del credito all’impresa sociale
Le criticita' delle linee guida ministeriali sul bilancio sociale:
mancata valutazione su sinergie del gruppo controllante, sui rischi
finanziari, sulla relazione fra spese/investimenti e obiettivi sociali,
mancanza di un organo di vigilanza, carenze dei controlli. (1)
❏ Per l'SRL “impresa sociale” favorevole l'opzione di conferire
prestazioni d'opera, servizi (lavoro), e beni immateriali (know-
how, brevetti, ecc.) salvo obbligo di polizza assicurativa o
fideiussione bancaria (art. 2464).
❏ Per la SPA, dal 30 settembre scorso, i conferimenti sono
possibili anche con perizia di un esperto “dotato di adeguata e
comprovata professionalità” (nuovo artt. 2343 ter) (2)
Queste norme, col bilancio sociale, hanno un fine importante:
agevolare l'avvio e il credito di nuove imprese col
conferimento di lavoro, aziende e rami d'azienda.
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(1) V. G. Manetti - Univ. Firenze, Il bilancio sociale dell'impresa sociale:
commento alle linee guida ministeriali , in revisorietici . net
(2) Recentissimo D. Lgs. 142 del 4 agosto 2008