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STUDIARE BENE Di seguito sono riportate alcune indicazioni su come affrontare lo studio in modo logico e produttivo, sono informazioni

attinte da varie fonti di autorevoli esperti nel campo delle tecniche di studio e apprendimento. Con l'augurio che possano tornarti utili ! METODO. Vanno approfondite determinate abilit:

una gestione efficace del tempo; un piano cronologico di studio; una verifica continua dei risultati; le principali mnemotecniche; strategie per appunti, mappe, lettura, creazione di un testo; automotivazione.

E' necessario un dialogo interiore, per controllare e verificare, cio automonitorare, cosa si sta studiando. E' quindi indispensabile:

prevedere (tempi, materiali, risorse, scadenze); progettare (tecniche di studio, metodica, tempi limite, riassunti); automonitorarsi (passo per passo, meglio trascrivendo i progressi); valutarsi (il lavoro, i risultati ricevuti, i ritmi, l'impegno, le abilit, i limiti, le risorse).

Un buon sistema tenere un quaderno di studi.

MOTIVAZIONE. E' forte se nasce dall'interno, come consapevolezza dei propri valori. Se forte, si riversa nello studio un forte interesse, una maggior voglia di apprendere, e si ricorda meglio e pi a lungo. Solo la motivazione, accompagnata da un metodo e da strategie efficaci, garantisce con certezza il successo nello studio! Ci pu essere una motivazione :

intrinseca: pi forte, autostima, autorealizzazione estrinseca: incentivi, gratificazioni.

Un'alta motivazione porta a maggior successo, una scarsa motivazione ad autosvalutazione e sfiducia. E' importante pianificare dei risultati, autorinforzarsi e premiarsi.

ABILITA'. Possono essere:

Cognitive (Cosa si sta studiando): o conoscenza (di una disciplina, quali prerequisiti); o comprensione (capacit di ripetere); o applicazione (esempi); o analisi (correttezza dei concetti); o sintesi (organizzazione logica); o valutazione (giudizio critico, validit).

Metacognitive (come si sta studiando): guidare l'attenzione; adottare strategie per apprendere; conoscere le leggi della memoria; elaborare strategie di recupero; rielaborare in mappe.

STUDIO Lo studio senza metodo disordinato, lo studio senza motivazione noioso. Lo studio quantit e qualit di energia investita nell'imparare; bisogna "saper studiare", cio usare metodo. In vari passaggi bisogna prevedere cosa si deve studiare, porsi continuamente domande, leggere con cura, sintetizzare con schemi o appunti rielaborando i concetti, verificare l'apprendimento. Caratteristiche importanti sono:

Consapevolezza del proprio valore. L'interesse ("Lo studio senza desiderio guasta la memoria e non ritien cosa che la pigli" L.da Vinci). La costanza ("una goccia riesce a scavare anche la pietra, non per la sua forza, ma per la sua costanza" prov.latino) Come per lo sport, cos per lo studio serve costanza. Il metodo (lo studente motivato sente la necessit di curare un metodo e apprezza il valore di strategie di studio).

Quando studiare? E' importante sviluppare il proprio ritmo veglia-riposo, fissare gli orari migliori nella giornata per lo studio, stabilire obiettivi primari e obiettivi secondari. No allo studiare a letto o addormentarsi alla scrivania. Prima di iniziare v preparata la concentrazione. Meglio pause brevi che lunghe per non perdere in concentrazione. E' importante individuare il profilo giornaliero della propria attenzione ed il ritmo ideale di studio (studio, ripasso, rielaborazione, riposo). E' preferibile studiare il mattino e ripassare la sera, per lo studio prima di andare a letto (se entro il ritmo sonno-veglia) ha il vantaggio di fissare i ricordi...per questo pu essere un buon momento per ripassare velocemente i concetti appresi in giornata. Quanto studiare? Dipende dai prerequisiti, dalla motivazione, dalla difficolt del testo, dalla padronanza di strategie metodologiche, dall'efficienza delle proprie abilit cognitive. E' importante :

valorizzare ci che si studia elaborare schemi e mappe cognitive suddividere in piccoli passi contenuti complessi tradurre concetti astratti in immagini concrete

Come studiare e programmare il proprio studio? Per studiare efficacemente :


Riattivare le preconoscenze prima di studiare, Individuare il proprio ritmo di apprendimento, Variare il men dei contenuti da studiare (meglio prima le materie pi difficili, poi quelle pi facili)

Individuare i segni di stanchezza o di distrazione (un rimedio contro la distrazione il lavoro rapido imponendosi un tempo limitato) Studiare tenendo conto di tutte le fasi dello studio (distribuendo il tempo tra apprendimento, rielabolaborazione, memorizzazione, recupero e tranfert) Studiare attivamente utilizzando i vari canali sensoriali (ripetere pi volte quasi "urlando" le parole chiave, abbinare i concetti tra il canale visiso, quello uditivo e quello motorio-vocale) Studiare con sussidi didattici (computer, videoregistratore, registratore, ...) Tenere un diario del proprio metodo di studio (con un automonitoraggio) Premiarsi

Per programmarsi lo studio:


Identificare i prerequisiti (scomponendo il compito) Scegliere gli obiettivi (scomponendo obiettivi generali, a medio termine, e obiettivi specifici), predisponendo una gerarchia di obiettivi. Gli obiettivi devono essere chiari, concreti, delimitati, idonei, misurabili, sequenziali, raggiungibili e verificabili. Verificare i risultati. Utilizzare delle strategie di studio. Tra le pi importanti sottolineare le idee essenziali, prendere appunti, preparare mappe cognitive, archiviare le informazioni per reperirle con facilit.

Dove studiare? Bisogna favorire la concentrazione, perci ambiente ben aerato, non troppo caldo n troppo freddo, tranquillo, silenzioso, piacevole. L'ordine facilita la concentrazione, f risparmiare tempo; scrivania ampia, sedia confortevole, postura corretta, luce da sinistra, accessori a portata di mano. Se si capaci di concentrarsi si pu ascoltare musica - soft e di sottofondo - a basso volume. Attenzione alle distrazioni (sia interne -di tipo psicologico, per rapporti o fatti accaduti- che esterne -quali foto, telefonate, visite continue, temperatura, illuminazione, musica o TV, disordine). Come affrontare gli esami? Gli esami possono diventare un'opportunit di autoeducazione. Attenzione al panico e all'ossessione di non superarli, derivante da una minaccia alla propria autostima (in particolare nascente dalla propria parte bambina). Perci bisogna accettare le proprie paure quale segnale positivo, incoraggiare con la parte adulta la parte bambina, elaborare un confronto tra le due per esaminare i dati positivi e i negativi. Per affrontare l'esame necessario conoscere la materia (definire i confini di conoscenza rinfranca maggiormente), visualizzarsi positivamente, studiare in modo attivo (sottolineare, schematizzare, fare tabelle, definizioni, domande brevi e precise, rielaborare), programmare anticipatamente il tempo di studio per dare spazio al ripasso (ripassando "dal basso" e "dall'alto", velocemente sfogliando e lentamente leggendo, frequentemente e sistematicamente), automonitorarsi passo per passo, curare la propria stabilit emotiva (visualizzazioni positive, senso dell'ironia e dell'umorismo). L'ansia devia l'attenzione, anzich alla domanda, sui problemi propri (con lapsus, quiproquo, ehe...ehe). Perci attenzione e iper-riflessione per contrastare tale stato d'animo. E' necessario prendersi cura della propria memoria, sia a breve che a lungo termine (come un bibliotecario ed una biblioteca mentale), non sovraffollare la memoria a breve termine. Attenzione al feedback (informazione di ritorno) che si stabilisce con l'esaminatore durante la prova. Ripassare significa incidere ed inchiodare le informazioni nella memoria, per poterle riattivare e recuperare con maggiore facilit. Si ripassa solo se presente una forte intenzione di voler ricordare e non voler dimenticare. Chi non ripete dimentica, anche se in precedenza aveva imparato qualcosa in modo eccellente il ripasso fatto con metodo e rielaborazione personale la chiave della memoria

eccezzionale, anche a distanza di tempo. E' necessario, per una competenza e maestria nello studio, dedicare la maggior parte del proprio tempo di studio alla ripetizione ed alla rielaborazione. Significa quindi organizzare le informazioni in gruppi, o reti, o sistemi coerenti e significativi. Uno dei metodi fondamentali per sviluppare una buona memoria quello di ripetere immediatamente ci che si appena ascoltato o appena appreso (sovrapprendimento e verifica immediata). La rielaborazione una buona forma di ripasso creativo. Il ripasso v fatto continuamente, nei momenti liberi e disponibili, sinch una abilit non diventa automatica o naturale. Per ricordare (curva dell'oblio di Ebbinghaus) necessario non solo aver capito ci che si studiato, ma anche ripassare frequentemente, costantemente, sistematicamente. Pu essere fatto un ripasso dal basso ed un ripasso dall'alto, un ripasso per schemi, un ripasso per frasi chiave, un ripasso globale ed un ripasso analitico, un ripasso veloce (con il colpo d'occhio) ed un ripasso lento, un ripasso tramite. Utile per il ripasso veloce l'uso della sottolineatura e della evidenziazione (ad es. tramite matite colorate od evidenziatore) dei concetti: E' necessario studiare da soli, ma utile ripassare assieme: bisogna ripetere sempre, in modi diversi e creativi, per assimilare i concetti. La ripetizione conduce alla perfezione.

TECNICHE PER RINFORZARE LA MEMORIA

Non ho pi memoria. Devo studiare a memoria, altrimenti non ricordo nulla. Ho dei continui vuoti di memoria, devo ricorrere ai ricostituenti. Quando si parla di studio la nostra memoria viene continuamente tirata in ballo, ma ricorrono spesso pregiudizi e imprecisioni, come quelli appena citati. Si pu tranquillamente sostenere che nessuno privo di memoria, a patto che non abbia subito gravi shock o lesioni cerebrali. Anzi, la nostra memoria ha un potenziale che nemmeno immaginiamo, certamente sotto-utilizzata. Sembra che le persone pi geniali sfruttino le proprie capacit mnemoniche solo per il 20%, mentre i comuni mortali le utilizzano al 12% delle loro possibilit. Studiare a memoria serve a poco, soprattutto se manca un interesse specifico, una riflessione personale; pu essere addirittura controproducente, perch induce alla noia. provato che l'apprendimento direttamente proporzionale al livello di interesse e al coinvolgimento emotivo che si prova studiando, leggendo o ascoltando un qualsiasi argomento; sono proprio tali variabili che rendono indelebili alcuni ricordi. I vuoti di memoria sono ricorrenti nelle persone ansiose che di solito non riescono a pianificare nel tempo il proprio studio. La perdita di memoria una sensazione frequente nelle persone che, per vari motivi, vivono una situazione stressante, per mancanza di sonno, per sovraffaticamento, per carenze alimentari o per eccessi di tossine assimilate (fumo, alcolici, farmaci e droghe). La consapevolezza dei meccanismi che regolano e rinforzano la nostra memoria e una buona gestione del tempo e del metodo di studio possono migliorare considerevolmente il rendimento negli studi. Come funziona la nostra memoria Noi tutti continuamente veniamo bombardati da una serie infinita di stimoli e dobbiamo operare delle scelte, selezionare, isolare, respingere o al contrario catturare dati e informazioni. Un tempo si riteneva che la memoria fosse paragonabile ad un immenso schedario nel quale confluivano dati e ricordi che venivano sistematizzati secondo uno schema pi o meno logico. In realt la nostra memoria non un luogo dove i ricordi vengono immagazzinati, ma fa parte di un delicato e

complesso processo che ci permette, tra l'altro, di compiere tutti quei gesti pi o meno abituali, pi o meno banali che ci consentono di vivere. Esistono quattro tipi di memoria: 1. 2. 3. 4. immediata a breve termine a medio termine a lungo termine

Memoria immediata. Attraverso di essa riusciamo a registrare gli stimoli che percepiamo e a dare loro un significato. Questo avviene in tempi velocissimi mettendo a confronto il nuovo stimolo con quanto appartiene alla memoria a lungo termine. La predisposizione pi o meno favorevole ad iniziare a studiare una materia legata a questo processo. Se nel passato abbiamo avuto solo risultati negativi nell'affrontare per esempio studi matematici, di fronte ad un testo di analisi matematica scatter una sensazione di noia o di ansia che ostacoler l'apprendimento della materia. La noia un atteggiamento appreso che si pu modificare. Memoria a breve termine. Quando uno stimolo riconosciuto ritenuto importante entra nella memoria a breve termine, ma se non sostenuto da un interesse particolare decade dopo pochi minuti o addirittura una manciata di secondi. Ne un classico esempio un numero telefonico trovato sull'elenco che si memorizza solo per il tempo necessario che occorre per comporlo. Al termine della telefonata gi caduto nel dimenticatoio. Memoria a medio termine. Essa funzionale, cio quella che mette in atto lo studente che si prepara solo in funzione dell'imminente interrogazione o per superare un esame di poco conto. frutto di uno studio superficiale che dar risultati poco brillanti e difficilmente i suoi contenuti entreranno a far parte del prezioso bagaglio della memoria a lungo termine se non stata toccata la sfera delle emozioni. Memoria a lungo termine. provato che l'apprendimento direttamente proporzionale al livello di interesse e al coinvolgimento emotivo che si prova studiando, leggendo o ascoltando un qualsiasi argomento; sono proprio tali variabili che rendono indelebili alcuni ricordi. provato che l'apprendimento direttamente proporzionale al livello di interesse e al coinvolgimento emotivo che si prova studiando, leggendo o ascoltando un qualsiasi argomento; sono proprio tali variabili che rendono indelebili alcuni ricordi. quella che conserva nel tempo, anche per sempre, il senso e il significato delle informazione e degli eventi associati di solito ad emozioni, a sensazioni positive o negative, comunque a stati d'animo che hanno colpito in passato le corde emotive. Sono i ricordi a lungo termine i responsabili delle profonde e salde connessioni tra i neuroni, a livello sinaptico. I ricordi che si utilizzano e che interessano maggiormente si legano all'attivazione della produzione del Rna e di specifiche sostanze proteiche che scrivono in modo indelebile una traccia nel nostro cervello.

Le mnemotecniche La memoria fonda le sue radici sui cinque sensi, sulle emozioni e sulle associazioni.

La sensorialit Se vogliamo scoprire quale il nostro canale sensoriale privilegiato attraverso il quale

apprendiamo e ricordiamo con pi facilit, possiamo provare a fare un semplicissimo esercizio. Chiudiamo gli occhi e proviamo ad immaginare un cane. Certamente ognuno avr visualizzato con gli occhi della mente senza difficolt un cane, ma come siamo arrivati alla nostra immagine? Molti avranno solo visto il cane in movimento o statico come in una fotografia. Altri avranno ricordato anche la voce del cane che abbaia o guaisce. Altri ancora avranno addirittura evocato le sensazioni tattili che si provano quando il cane fa le feste o lecca la mano o quando si accarezza la sua pelliccia. I primi hanno maggiormente memoria visiva come l'85% delle persone. I secondi hanno ben sviluppata la memoria auditiva (circa il 10% delle persone), mentre il restante 5% ha memoria cinestesica, ricorda con efficacia anche attraverso il gusto, l'olfatto e il tatto. Se si vogliono sfruttare queste capacit nello studio si possono seguire tecniche e strategie adeguate (vedi tabella). Mettendo in pratica tutte queste strategie, e altre ancora, si potenzia la propria capacit di apprendimento del 100%. L'emotivit Il ricordo associato alle emozioni abbiamo gi detto che inossidabile, pi durevole nel tempo. Ma come possibile indurre artificialmente un'emozione quando si studia? Giocando ad esempio con l'immaginazione, cercando di associare al testo immagini quanto pi buffe, grottesche, esasperate, tanto da suscitare in s una qualche sensazione. Inoltre l'atteggiamento stesso che si prova aprendo i libri pu giocare a favore o a sfavore. La noia, l'insofferenza creano emozioni negative, di rifiuto. L'interesse, il voler scoprire, la curiosit, l'aspettativa, creano un terreno favorevole allo sviluppo di emozioni positive e sono dei veri e propri facilitatori dell'apprendimento. Lo studente che davanti al libro di testo ha la sensazione di leggere senza ricordare nulla. probabile che abbia un atteggiamento passivo, negativo verso i libri. Una tecnica semplice per migliorare il rendimento dello studio permettere al libro di modificare il lettore. Modificare il suo modo di pensare, farlo riflettere, fargli fare delle considerazioni, fargli provare, delle emozioni. E questo dipende essenzialmente dalla disponibilit del lettore. Le associazioni pi facile ricordare un'informazione nuova se la si associa ad una vecchia informazione ormai acquisita. Ecco perch il ripasso determinante non solo per rinforzare i contenuti gi assimilati, ma anche per ricordare i nuovi. Cos come altrettanto utile fare associazioni e collegamenti trasversali tra le varie discipline.

Strategie dell'apprendimento: tipi strumenti privilegiati


Visivo: schemi, sintesi, grafici, mappe concettuali, disegni, rappresentazioni simboliche, ecc. Auditivo: ascolto attivo, registrazione delle lezioni, ripetizioni ad alta voce, ecc. Cinestesico: sottolineature del testo, appunti personali, esperienze concrete, esperimenti, ecc.

COME AFFRONTARE IN COLLOQUI DESAME

Paura d'esame Il respiro si fa pi affannoso, i battiti cardiaci rimbombano nel petto, lo stomaco si serra, i muscoli si irrigidiscono, sembra di non ricordare pi nulla e le parole fanno fatica ad uscire. Sono i sintomi della paura d'esame, pi diffusa di quanto si creda. La paura degli esami nasconde in realt la paura

del giudizio altrui. come se il voto fosse dato alla persona, non alla sua preparazione. Un insuccesso quindi vissuto come un fallimento e non semplicemente come l'indice di un metodo inadeguato, di un'esposizione carente o di una preparazione frettolosa o insufficiente. Si perde di vista il fatto che il voto altro non che un controllo necessario per verificare se si sta procedendo in maniera adeguata verso l'obiettivo finale. La paura degli esami procura ansia, condiziona, blocca. Il rendimento risulta normalmente inferiore al livello di preparazione e questo comporta con il tempo un accumulo di insuccessi e di frustrazioni. Alla lunga ne risente la fiducia in s e, tenendo conto che tali problemi affliggono soprattutto le persone pi insicure, si pu capire quale sia il disagio interiore dovuto a questo perverso circolo vizioso. Non ci sono facili ricette per ribaltare tali stati d'animo n per eliminare le insicurezze individuali. Molto spesso esse derivano dal contesto sociale dell'individuo, dalla sua storia familiare, da pregresse esperienze scolastiche non proprio positive. Sono aspetti della personalit che hanno radici profonde e che, nei casi pi acuti, possono richiedere l'intervento dello psicologo. Ci sono per strade che possibile percorrere se non altro per tenere sotto controllo lo stato ansioso e per attivare lo stato d'animo positivo. Psicologia del successo Da oltre un decennio di ricerche sull'argomento risultato che solo il 5% delle persone in grado di affrontare la vita con successo, il rimanente 95% non lo . Il successo non qualcosa di casuale, che capita ad alcuni e ad altri no. Il successo nella vita pu essere previsto, costruito e raggiunto. Alla base di un successo programmato vi un semplice stato d'animo, un atteggiamento mentale positivo. William James, docente dell'Universit di Harvard e padre della psicologia americana diceva: La scoperta pi importante della mia generazione che gli esseri umani possono modificare la loro vita cambiando il loro atteggiamento mentale. la solita legge della causa e dell'effetto. Tutto ci che diciamo o facciamo causer un effetto. La persona che non ha il desiderio di apprendere (atteggiamento mentale negativo) non imparer molto, fin quando non cambier il suo atteggiamento. Di solito chi ha un atteggiamento mentale negativo convinto che per realizzare qualcosa il mondo debba cambiare, la realt debba modificarsi (Voglio un aumento di stipendio, dopo render di pi). Chi ha sviluppato un atteggiamento mentale positivo sa che possibile realizzare ci che ha in mente per il solo fatto di poterlo pensare (Render di pi, dopo avr un aumento). La fortuna conta, ma occorre saperla cogliere; si potrebbe dire che la fortuna l'incontro tra la preparazione e l'opportunit. Le chiavi del successo Che cosa accomuna quel 5% di persone che nella vita hanno costantemente successo? Alcuni semplici ingredienti: sanno definire con chiarezza le loro mete, sono motivati a raggiungerle, sono preparati e credono nelle proprie capacit. 1. Definire la meta il primo passo. Bisogna stabilire con chiarezza dove si vuole arrivare e ci che si vuole ottenere. Devono essere mete realistiche per poter essere raggiunte ed necessario dare un ordine di priorit agli obiettivi. Se ne pu perseguire solo uno alla volta, senza farsi distrarre da falsi problemi. In proposito una recente indagine stima che la gente si preoccupa: per il 40% di cose che non accadranno mai; per il 30% di fatti passati che non possono essere cambiati; per il 12% della salute, ma senza motivo; per il 10% di faccende banali. Solo l'8% delle nostre preoccupazioni riguardano motivi seri. Nell'92% dei casi risulta che

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normalmente si sprecano energie e si vivono angosce che non possono risolvere nessun problema. Essere motivati Se non si convinti di ci che si vuole raggiungere difficilmente lo si otterr. La convinzione e la determinazione sono alla base del successo dei propri sforzi ed bene che la motivazione sia intrinseca, nasca cio da un reale e personale convincimento. Studiare per dare soddisfazione a qualcuno, fossero anche i genitori, non sufficiente per superare ostacoli e momenti difficili. Basta un litigio in famiglia per far crollare la motivazione e, paradossalmente, si pu arrivare ad abbandonare gli studi per far dispetto ad un genitore. Essere preparati L'epoca delle improvvisazioni passata da un pezzo. Oggi senza un'adeguata preparazione si pu fare poca strada. Non conta tanto quali studi intraprendere, ma come si passa il tempo sui libri. W. James diceva ai propri studenti: Non preoccupatevi del successo dei vostri sforzi, se ogni giorno ciascuno di voi far del suo meglio, si sveglier un giorno trovandosi tra gli specialisti della sua generazione. L'autostima Uno degli elementi fondamentali per ottenere successo certamente la fiducia nelle proprie capacit. se non si convinti di riuscire, non si convinceranno mai gli altri e soprattutto non si intraprender mai la direzione che interessa. Quante volte si sentono frasi del tipo Mi piacerebbe fare..., ma non ci riuscir' mai, I computers? Roba da giovani, Le lingue straniere? Ormai ho rinunciato, non sono portato. Noi siamo il primo ostacolo alla realizzazione delle nostre mete perch, lo abbiamo gi detto, utilizziamo solo una piccolissima percentuale delle nostre potenzialit. Le capacit creative e cognitive del nostro cervello sono infinite. Secondo lo studioso russo Yefremov, se riuscissimo ad utilizzare solo la met delle potenzialit del nostro cervello potremmo imparare a memoria l'intera enciclopedia sovietica, potremmo parlare correttamente 40 lingue e dare gli esami richiesti da una dozzina di universit. Non dimentichiamo per che, in particolare nei giovani, l'autostima una delicata variabile che ampliamente influenzata dal giudizio e dal comportamento degli adulti che contano (genitori, parenti, docenti). Parola d'ordine: pianificare Se dunque la meta superare brillantemente l'esame, il momento di programmare bene i tempi a disposizione in base al programma da svolgere. Tutto il programma va scorso rapidamente per verificare se ci sono eventuali lacune. Si passa quindi a suddividere la materia. Quanto pi la persona ansiosa tanto pi i tempi devono essere lunghi (entro limiti ragionevoli). In sintesi, non bisogna ridursi all'ultimo minuto. Per sicurezza meglio prevedere alcune giornate in pi che possono essere utili per rivedere l'argomento pi ostico o per rilassarsi. Vanno previsti anche gli spazi per i momenti di svago. Va fatto un conto dei reali tempi di studio quotidiano, senza bluffare. Mediamente sotto esami si possono studiare 8-10 ore al giorno. La vigilia degli esami Vietato il ripasso forsennato dell'ultimo giorno fino a notte inoltrata. Vietatissime le alzatacce. Al massimo consentito uno sguardo generale agli schemi o ai riassunti, tanto per avere sotto controllo il quadro generale della materia. Il pomeriggio precedente il fatidico giorno deve essere dedicato a tutto fuorch allo studio. Una cena leggera e a letto, ma non troppo presto per evitare un'insonnia quanto mai inopportuna. Il giorno degli esami L'ansia si comunica e si trasmette. Bisogna quindi consigliare gli studenti di evitare la vicinanza di quei compagni iperagitati, di quelli che continuano a sfogliare in maniera forsennata i libri di testo e gli appunti cercando risposte che in quelle condizioni certo non troveranno. In questi casi meglio allontanarsi con calma (tanto loro non se ne accorgeranno)

e riprendersi, respirando profondamente. Se durante l'interrogazione non chiara la domanda, si chieda pure un chiarimento, piuttosto che dare una risposta fuori tema. Se si incerti nella risposta meglio evitare di fare scena muta, semmai si pu ritrovare ad alta voce il bandolo del ragionamento per rientrare in carreggiata. 8. Di fronte alla commissione, occhio ai gesti Quando si comunica, le parole, al di l del contenuto, servono a poco. Ci esprimiamo con le parole solo per il 15%. La parte del leone la fanno i gesti e i movimenti del corpo per il 51%. Gli elementi paraverbali (inflessione, tono, timbro della voce e l'uso delle pause) contano per il 34% . La nostra comunicazione avviene quindi maggiormente attraverso piccoli gesti che trasmettono messaggi significativi. La tensione del candidato evidente dal rossore delle guance e delle orecchie, dalle palpebre che sbattono con troppa frequenza, dalla sudorazione e salivazione che aumentano, ma anche da tutti i movimenti che hanno per oggetto il naso. Strofinare, grattare la punta del naso o premere le narici sono gesti che dimostrano una forte tensione, cos come grattare i sopraccigli o l'angolo interno dell'occhio. Stare seduti tenendo gambe e braccia incrociate indica chiusura e rifiuto. I gesti pi riconoscibili sono quelli che rivelano un'incongruenza fra quello che si dice a parole e ci che si manifesta con il corpo. bene quindi andare psicologicamente ben disposti verso gli esaminatori per evitare l'effetto boomerang. Ogni pensiero minaccioso o comunque negativo pu apparire evidente anche se si sfodera un sorriso forzato e pu mettere l'interlocutore sulla stessa lunghezza d'onda, con la differenza che il manico del coltello dall'altra parte. Alcuni consigli per gli studenti

Attivate uno stato d'animo positivo e ricco di risorse Utilizzate tutti i sensi in fase di recezione, elaborazione, assimilazione ed evocazione Usate intervalli di tempo calibrati, pianificando bene tempi e modi nello studio Schematizzate e organizzate in modo logico le nozioni. Allenate la memoria, rendete un'abitudine la memorizzazione di fatti, concetti e dati Repetita iuvant. Il cervello ha bisogno di stimoli continui e naturalmente di un ripasso ben calibrato. Non si tratta di ripetere passivamente, ma di creare legami efficaci, associazioni significative tra il vecchio e il nuovo.

Breve decalogo per gli studenti: prima di affrontare un esame


Siate preparati, abbiate uno schema mentale. Il "nemico" va conosciuto. Andate ad assistere agli esami prima di darli. Siate gradevoli nell'aspetto. L'abito in questo caso fa il monaco. Guardate negli occhi l'esaminatore e possibilmente sorridete. Sappiate ascoltare. Aspettate a rispondere finch il docente non ha concluso la domanda. Attenzione al mento. Se troppo basso tradisce la vostra insicurezza, se troppo alto un pericoloso gesto di sfida. Siate precisi, non arrampicatevi sugli specchi. Se non sapete la risposta non dite cose inesatte. Evitate battute e spiritosaggini, di solito sono fuori luogo. Se avete un vuoto mentale, ammettetelo. Chiedete poi al professore di riproporvi successivamente la domanda. Non dimenticate la penna. Meglio evitare di dover firmare con quella del docente e per l'emozione portarsela via.

Un temuto nemico per lo studente: l'ansia


Probabilmente, chiunque si sia cimentato nel sostenimento di un esame avr riconosciuto almeno alcune di queste sensazioni psicofisiche, vissute in modo pi o meno accentuato. Si tratta delle pi comuni manifestazioni dansia, che possono presentarsi, nel caso specifico, durante un esame, ma non solo. Lansia consiste nella sensazione di anticipazione di un pericolo incombente, caratterizzata da un disagio psichico di varia intensit e da una serie di manifestazioni somatiche, come quelle appena descritte. Siamo di fronte ad un fenomeno adattativo, che si sviluppato nel corso dellevoluzione umana: essa rappresenta una reazione emotiva che predispone luomo alla fuga di fronte ad eventuali pericoli esterni. Essa accompagnata da unattivazione del sistema nervoso autonomo che provoca tutta la serie di manifestazioni psicofisiche e da uno stato di ipervigilanza, che pu arrivare ad essere vero e proprio terrore. Leccitazione del sistema nervoso fa s che le ghiandole surrenali vengano stimolate per produrre sostanze (adrenalina e noradrenalina, per esempio) con la funzione di preparare lorganismo ad una reazione di fuga. I sintomi descritti, quindi, sono del tutto normali, fisiologici quando si presentano in relazione ad una specifica situazione di pericolo. Daltra parte, per, lansia pu trasformarsi in un meccanismo patologico e di grave disturbo se compare indipendentemente da un reale pericolo e quando le manifestazioni somatiche e psicologiche che laccompagnano diventano tanto intense ed incontrollabili da impedire il normale svolgimento di qualsiasi attivit alla persona che le vive, paralizzandola. Anche l'ansia da esame svolge un ruolo positivo sulla prestazione se si presenta con una intensit contenuta. In compiti o contesti dove si richiede unelevata concentrazione, importante che lo stato di allerta sia sostenuto, cos da creare condizioni di tensione per una buona concentrazione ed un buono sfruttamento delle risorse cognitive. Con questa accezione, ansia e allerta possono essere considerati termini equivalenti. Ma, se il livello di allerta, e quindi di ansia, diventa troppo elevato, anzich favorire la concentrazione la disgrega. Le funzioni mentali vengono disturbate secondo un ordine preciso. A livelli moderati di ansia si potranno notare disturbi relativi alle funzioni cognitive superiori, come il ragionamento astratto, man mano che l'intensit dell'ansia aumenta si avranno difficolt nel problem solving, poi nel la memoria e, infine, nella percezione. E' per questo che in condizioni di ansia molto intensa anche svolgere ragionamenti molto semplici o ricordare dati che fino a poco prima erano ben chiari diventa un compito molto arduo e, in alcuni casi, impossibile. L'interferenza tra lo stato ansioso e le funzioni cognitive spiegabile con un sovraccarico di informazioni che la mente deve elaborare: oltre a quelle relative all'esecuzione del compito (recupero di informazioni, ragionamento, logica) ci sono anche tutti quei pensieri negativi di autosvalutazione e autocommiserazione, che assorbono una parte dell'attenzione. Ma perch non tutti soffrono di ansia da esame? Le ragioni possono essere oggettive, come una reale difficolt dell'esame da sostenere, o una preparazione non sufficiente che rende insicuri, oppure soggettive. Queste ultime sono quelle che pi spesso creano difficolt a chi condannato ad una paura cronica prima degli esami, poich sono le meno controllabili e, purtroppo, facendo parte della personalit, non possono essere eliminate radicalmente. Tra le cause soggettive pi comuni dell'ansia da esame c' un'ansia di tratto, cio una predisposizione, determinata da componenti genetiche e ambientali, che rappresenta un aspetto del carattere della persona e che consiste in una bassa soglia di attivazione dei meccanismi ansiosi di fronte a stimoli seppur lievemente pericolosi. In queste persone, che possiamo definire soggetti ansiosi, un evento come il sostenimento di un esame provoca reazioni molto violente, rispetto a quelle che si osservano in soggetti non-ansiosi. Da alcuni studi, ad esempio, si visto che la

prestazione cognitiva in particolari compiti di soggetti definiti ansiosi peggiore di quella dei nonansiosi. Un'altra causa molto comune e importante nella determinazione dell'ansia da esame una bassa autostima. In soggetti con un basso livello di autostima, l'ansia da esame pu essere assimilata ad un'altra particolare forma di ansia: l'ansia da prestazione. Anche in questo caso abbiamo a che vedere con uno stato ansioso di tratto, si tratta, cio, di una caratteristica piuttosto stabile della personalit che emerge in varie situazioni. Lansia da prestazione tipica delle persone insicure, con bassa autostima, le quali non si sentono allaltezza della situazione che deve essere affrontata di volta in volta, ritenendo di mettere in atto una cattiva prestazione. Individui che presentano questa difficolt avvertono molto il peso del giudizio degli altri; in questa ottica, lansia da esame e da prestazione si inseriscono nel quadro di un pi vasto e generico stato ansioso che lansia sociale. Il contatto, la relazione con altre persone innesca un meccanismo di insicurezza e paura, che, a sua volta, rende il comportamento e la performance della persona ancor meno efficace, cos da aumentare ulteriormente il suo senso di inadeguatezza. A questo punto il circolo vizioso stato innescato. La bassa competenza sociale, quindi, non solo produce ansia, ma il prodotto stesso dellansia. Tra le cause di tipo soggettivo opportuno ricordare le esperienze pregresse che ognuno ha accumulato nella vita. In queste rientrano sia quelle legate a contesti di esame sperimentati in precedenza, sia lo stile di giudizio e di educazione trasmesso dai genitori. Per coloro che vivono gli esami con vero e proprio terrore e, in alcuni casi, minacciano l'esito della prova a causa del livello elevato di ansia che vivono, continuare a convivere con questo problema pu oltre a compromettere il successo personale, anche condizionare le scelte di vita e professionali. La soluzione pi immediata, infatti, evitare il problema aggirando l'ostacolo, vale a dire evitare situazioni che possano determinare ansia (rinviare l'esame, ad esempio). Naturalmente, questa via di uscita quanto mai controproducente, considerando che la paura di sostenere esami finisce col rafforzarsi maggiormente. La situazione, per, tutt'altro che disperata. Le soluzioni esistono, ma tutte prevedono il presupposto fondamentale del riconoscimento e della consapevolezza del problema: aver paura degli esami non un dramma, non motivo di svalutazione, ma un aspetto della personalit che va accettato ed affrontato. La gestione efficace di una situazione di esame richiede la compresenza di abilit a livello cognitivo (autoistruzioni positive, autorinforzo, aspettative di autoefficacia), emozionale (espressione adeguata e controllo delle emozioni) e comportamentale. Tali abilit rientrano in un programma psicologico cognitivo-comportamentale di text skill training, che prevede l'impiego di varie tecniche rieducative. Tra queste ricordiamo la desensibilizzazione, che consiste, in breve, nell'abbinare sensazioni di rilassamento muscolare o pensieri positivi e sereni a varie situazioni ansiogene ordinate per intensit su una gerarchia. Un'altra tecniche prevede un potenziamento delle capacit attentive, attraverso un addestramento alla focalizzazione dell'attenzione su aspetti rilevanti della situazione d'esame, tralasciando quelli irrilevanti. Esistono, per, molti altri metodi per combattere l'ansia da esame. Occorre solo scegliere quello che si ritiene pi confacente alle proprie esigenze e alla propria personalit, armarsi di buona volont, costanza, fiducia e buono studio! Mezzi per affrontare lansia da esame

Tecniche di rilassamento Grazie il rilassamento di alcuni gruppi muscolari, permettono una riduzione dei livelli dansia anche nelle situazioni pi critiche. Per ottenere questo risultato, per, si deve

raggiungere un certo grado di abilit nella pratica di rilassamento, attraverso ripetuti esercizi. Tecniche di modificazione del comportamento Sono tecniche di addestramento di tipo cognitivo-comportamentale (desensibilizzazione, modellamento, addestramento dell'attenzione, coping skills training). Terapia farmacologica Somministrazione di benzodiazepine: , tuttavia, sconsigliata prima di sostenere un esame, poich, oltre ad abbassare i livelli dellansia, elimina anche quella carica positiva necessaria per affrontare lesame. Inoltre, rallentano le associazioni mentali. Psicoterapia Poich i trattamenti psicoterapeutici sono spesso lunghi e costosi, sono consigliabili per affrontare l'ansia da esame solo se il problema di grave entit o quando associato a disturbi ansiosi d'altro genere.

Come affrontare l'ansia da esame


Cosa accade ad uno studente che deve affrontare i primi esami? Deve capire se la sua strada o se dovr faticare moltissimo per raggiungere l'obiettivo di laurearsi. Il mezzo per scalare questa montagna fare un gradino alla volta: un esame dietro l'altro. L'esame una modalit di conseguire il risultato ancora sconosciuta ma appunto il mezzo per poter raggiungere un obiettivo. Cosa facciamo di solito d'avanti alle difficolt? Ci impegniamo e cerchiamo di dare il meglio di noi stessi con le nostre piccole e grandi difficolt! Ma come si fa in un contesto nuovo? Be' il gioco diventerebbe lungo! Pensate ad un lavoratore che deve affrontare il primo giorno di lavoro: tutti vi diranno che dovete stare tranquilli. Il "come" soggettivo, anche se ci sono delle tecniche che vi permettono di abbassare l'ansia e dare almeno l'impressione che state tranquilli. Ecco che un altro tassello stato scoperto: c' una relazione, dovete dare l'impressione a qualcun altro di stare tranquilli. Proprio questo il problema di chi si trova d affrontare l'esame: il docente. Il tipo di rapporto con il docente, ben diverso da quello che si aveva durante le scuole superiori, spesso limitato alla prova d'esame, infatti a lezioni si quasi anonimi. Spesso questo comporta una carica di ulteriori elementi di stress: un primo e, a volte, ultimo incontro che passa attraverso una verifica della preparazione conseguita. Il carattere dello studio, individuale e autogestito, un surplus di responsabilit che senz'altro appesantisce la condizione del giovane studente universitario. A ci pu aggiungersi la lontananza da casa e dai familiari dai quali, comunque, si continua molto spesso a dipendere economicamente, a volte anche in maniera molto gravosa. Tutto questo, ovviamente, non fa che ritardare, almeno fino al termine del corso di studi o, meglio, allo svolgimento di mansioni lavorative, il completo e pieno affrancamento dalla famiglia. Tutti questi di solito sono i peggiori pensieri che caricano il ragazzo di ansia e preoccupazione. E cco qualche consiglio: incominciate a focalizzare l'attenzione su ci che vi capita intorno. Su voi stessi, sul come state, su come fisicamente vi sentite (avete freddo, caldo, fame, sete, ecc.). Se c' qualche bisogno impellente che avete scordato esauditelo immediatamente. Ricordatevi che siete degli essere umani che devono funzionare al meglio per poter dare il meglio. Incominciate a socializzare con persone che sono nella stessa situazione ma ricordatevi di conoscere o focalizzare l'attenzione su persone che sembrano in una situazione migliore della vostra (pi tranquilli, che sorridono, ecc.). chiedetegli come stanno, se hanno paura o se hanno "gli stessi sintomi" che voi stessi riconoscete di avere! Forse sar banale, ma proprio la condivisione vi porter ad essere uguale alle altre persone ed difficile in un esame trovare molte persone che vengono bocciate o comunque alla fine ci scappa una serata in tranquillit con persone che hanno vissuto la vostra

stessa disavventura, ma fidatevi che di solito gli esami si passano! Anche se non sempre sono la principale fonte di preoccupazione, gli esami continuano tuttavia a rappresentare le tipiche situazioni cruciali in relazione alle quali organizzata tutta la vita dello studente universitario. Il coinvolgimento emotivo tende a crescere soprattutto in prossimit dell'esame, arrivando al culmine dell'intensit generalmente nei minuti che immediatamente lo precedono, cominciando a decrescere gi mentre in atto la prova. Aumenta in modo significativo la tensione ansiosa (che entro certi limiti pu risultare positiva), la depressione e il senso di stanchezza. Confidatevi con altri ragazzi che sono l con voi e scoprirete che non siete degli alieni ma che siete uguali a molti altri e che molti vi capiscono. Sono state evidenziate due modalit principali nell'affrontare lo stress d'esame: la prima, pi efficace, di quei soggetti portati ad affrontare efficacemente situazioni stressanti preparandosi in maniera metodica, specifica e programmata, essendo in grado di valutare con grande obiettivit l'importanza che compete ad ogni prova. Una risposta non adattiva di chi invece sottovaluta l'entit dell'esame, attribuendogli minor rilievo di quanto il corso di studi possa richiedere. Tale il comportamento di chi mette in atto meccanismi di difesa nei confronti di un'ansia limitante. In effetti, quando la posta in gioco in relazione all'esame molto alta (perch, ad esempio, si tratta di un esame importante per s, o perch dall'esito dipender il mantenimento del sussidio allo studio), naturalmente cresce l'ansia concomitante. Il discorso inverso, com' ovvio, si propone quando tale posta in gioco molto bassa: qui cala in proporzione l'interesse, l'attenzione e quindi l'ansia relativa. Ricordatevi che comunque il risultato viene durante il confronto con la prova d'esame e non misurando l'impegno che avete impiegato per preparare l'esame. Questo va ricordato a scanso di equivoci e per introdurre qualche consiglio per la prova d'esame. Se scritta, sappiate che chi cerca di copiare o di parlucchiare con l'amico vicino sempre la persona che si attira l'attenzione dei controllori. Perci in questo momento sappiate che contare solo sulle proprie forze significa stare tranquilli. Perci la domanda ve la sentite di sopportare uno stress in pi? Ve la sentite di sentirvi tutti gli occhi puntati addosso? Se la prova orale allora dovete diventare esperti di tecniche di comunicazione e allora la postura diventa importantissima. Sedete in modo che il docente possa vedere le vostre braccia e ricordate che la sedia ha uno schienale e va usato! Appoggiatevi con entrambe le natiche sulla sedia in modo da avere una posizione comoda, non vi dovete riposare, ma se state comodi vuol dire che per voi non una situazione scomoda. Ricordate che gesticolare serve solo a spiegare cose con molta enfasi, quasi vi sentiate coinvolti, questo pu andar bene solo in alcuni casi, a voi la scelta. Mantenere lo sguardo del docente significa essere non timorosi del suo giudizio e volersi far ascoltare e spiegarsi con chiarezza (anche se con le parole non lo comunicate lo comunicate con tutto il corpo). Per mantenere lo sguardo per molto tempo c' bisogno che il vostro sguardo si poggi sugli zigomi (destro o sinistro) dell'altro interlocutore. Avrete uno sguardo sicuro, aperto, che sembrer sincero, non sbatterete ciglio e non distoglierete gli occhi dal viso dell'altra persona. Provate con un amico e fateci sapere. Concludendo, si pu rilevare che i problemi dello studente universitario rappresentano probabilmente i problemi del giovane nel suo sforzo di trovare un'identit: di professionista, nonch di amico, compagno, genitore. Fu lo stesso Erikson a chiamare "senso di identit dell'io" una condizione di traguardo intesa come equilibrio tra i propri impulsi fondamentali, le proprie capacit e le possibilit che l'ambiente offre. Non escluso che sia necessaria la ridefinizione di un "ruolo di studente", che significa essere consapevole delle contraddizioni che caratterizzano tale condizione e accettare questo come stimolo e sfida al superamento delle stesse. Ci, di sicuro, aiuter ad

affrontare e risolvere pi efficacemente i vari momenti di difficolt, creando adeguati presupposti per la formazione dell'uomo e del futuro professionista.

Ansia da esame
Vari ricercatori hanno concepito l'ansia per l'esame come una tendenza a produrre delle risposte centrate su se stessi, questa interpretazione mette in evidenza due diverse componenti: la prima consiste nella reattivit neurovegetativa (sudorazione, accelerazione del battito cardiaco etc:); la seconda fa riferimento a delle affermazioni che l'individuo rivolge a se stesso mentre sta facendo l'esame, del tipo: "Sono proprio uno stupido!", oppure "Forse non ce la far" etc. E' ragionevole assumere che il fatto di dire queste cose durante l'esame interferisca pesantemente con l'attenzione la quale, invece, deve essere orientata al compito, indipendentemente dal fatto che esso richieda l'apprendimento oppure il recupero di una risposta a determinate domande. Tali preoccupazioni richiedono l'attenzione, stimolando contemporaneamente attivit emozionali. Wine ha indicato nell'addestramento attentivo un mezzo per ridurre gli effetti negativi dell'ansia per l'esame. Il suo approccio si fonda sulla possibilit di trasmettere ai soggetti delle istruzioni mediante le quali essi imparano a presentare attenzione ai comportamenti rilevanti. Si notato che soggetti particolarmente ansiosi nei confronti dell'esame venivano sensibilmente aiutati da tale forma di addestramento. Nelle ricerche pi recenti si partiti dall'individuazione delle differenze per quanto riguarda la direzione data all'attenzione da gruppi caratterizzarti da livelli diversi di ansia d'esame per sviluppare metodi in grado di facilitare la protezione della persona ansiosa. Un filone di ricerche orientate a studiare gli effetti di alcuni tipi di messaggi trasmessi ai soggetti prima della prova, ha fatto rilevare che: fornire istruzioni neutrali o rassicuranti prima della prova facilitava la prestazione dei gruppi pi ansiosi, ma si notato anche che queste stesse condizioni possono produrre effetti negativi nei gruppi a basso livello di ansia per l'esame. Sembra infatti che la rassicurazione, nella quale si mette in luce il fatto che la prova non cos importante, tende a diminuire lo sforzo dei soggetti con un basso livello di ansia. Un altro filone di ricerca stato orientato a studiare gli effetti prodotti dal modellamento sulla presentazione. In un esperimento, che mostra il ruolo formativo con tecniche di modellamento, il nucleo dato dal ruolo del modello che non veniva per usato per mostrare le risposte volte a migliorare la prestazione degli osservatori. Al contrario, il modello descrive il modo in cui egli reagisce alla situazione di esame e di valutazione. Considerato che la paura della valutazione un fattore significativo quando si mettono a confronto gruppi differenti nei confronti dell'ansia per l'esame, nell'esperimento stata introdotta come variabile indipendente l'attivazione di un orientamento al successo. La situazione di modellamento avveniva prima che venisse fornita ai soggetti l'istruzione. Le condizioni di modellamento erano cinque:

Modello ansioso che per supera la situazione d'ansia. Il modello afferma di avere un livello elevato di ansia ma descrive il modo in cui riesce a superarla (ad esempio concentrandosi sul compito). Modello ansioso incapace di superare l'ansia. Il modello afferma di avere molta ansia e di non sapere cosa fare per superarla.

Modello con un basso livello d'ansia. Il modello afferma di non essere preoccupato nei confronti dell'esame. Modello neutro. Il modello parla della sua vita all'universit (i soggetti sono modelli universitari). Controllo. Lo sperimentatore procede direttamente ad assegnare il compito.

L'interazione fra paura dell'esame ed istruzioni indica che evidente la superiorit dei soggetti con un basso livello d'ansia in condizioni non sfidanti, in assenza delle quali i livelli di presentazione dei gruppi, differenti per quanto riguarda l'ansia d'esame sono del tutto equiparabili. Si riscontra quindi che la media maggiore stata ottenuta da soggetti che hanno avuto un modello ansioso ma abile. Ci indica che le persone con un elevato livello di ansia per l'esame sono molto ricettive nei confronti delle informazioni che passano attraverso il modello, il quale si mostra capace di superare tale problema. Attraverso un'altra ricerca si potuto constatare che: gli studenti con un basso livello d'ansia tendono ad attribuire la responsabilit a fattori esterni ("E' stato un esame sfortunato"), mentre gli studenti con u elevato livello d'ansia per l'esame attribuiscono a se stessi la colpa dell'insuccesso ("Mi sono confuso"). Dato che l'attribuzione a fattori esterni (per esempio la rabbia diretta nei confronti dell'insegnante) ed a fattori interni (auto-accuse) interferiscono con l'attenzione, la quale deve essere invece orientata verso il compito, necessario indagare in modo pi preciso e sistematico sugli effetti interferenti prodotti da entrambe le situazioni. In base alle ricerche nelle quali si studiato l'effetto prodotto dal modellamento sull'ansia d'esame, si pervenuti alla conclusione secondo la quale i soggetti altamente ansiosi hanno la tendenza a rinchiudersi in se stessi durante lo stress valutativo.