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Il Project Management

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INDICE 1. Premessa 2. Il ciclo progettuale 3. Le fasi dell'attivit di progettazione 4. Analisi di scenario Analisi della situazione attuale Analisi degli obiettivi Analisi delle strategie L'elaborazione e la gestione del progetto Il Quadro Logico La pianificazione e la programmazione temporale delle attivit Il Diagramma di GANTT Appendice: Esempi 1: Esempio di Analisi SWOT 2: Esempio di progettazione con il Quadro Logico 3: Esempio di Diagramma di GANTT 3 3 5 5 5 6 6 6 6 8

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A cura di Stefano Di Niola e Daniela Boi.

CNA - Divisione Servizi Internazionali

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1. Premessa
Il documento che segue la teorizzazione della metodologia utilizzata dalla Divisione Servizi Internazionali per l'ideazione, la stesura e la gestione di progetti. L'approccio utilizzato abbastanza originale e si basa sulla revisione e l'accorpamento omogeneo di modelli utilizzati a livello internazionale come il Quadro logico ed il diagramma di GANTT. Al nostro interno abbiamo sperimentato questa metodologia di lavoro in varie occasioni ed attualmente sta diventando il nostro standard. Riteniamo possa essere uno strumento di valido supporto anche per le altre strutture del Sistema CNA che ogni giorno si trovano a dover gestire iniziative complesse. Stefano Di Niola - Divisione Servizi Internazionali

2. Il ciclo progettuale
Nella gestione di iniziative finanziate da strumenti comunitari, internazionali o nazionali in genere, importante considerare l'intero ciclo progettuale con un approccio metodologico integrato. Esso si configura come un processo circolare nel quale vengono individuati tutti i passaggi salienti e le interrelazioni tra di essi, in un'ottica di sistema. In base a questo approccio, il ciclo si articola in sei fasi principali, per ciascuna delle quali devono essere definiti gli aspetti cruciali, i criteri di coesione e di sostenibilit e devono essere specificati gli output da produrre (anche in forma di documenti), i quali costituiscono degli input per le fasi successive. Le sei fasi del ciclo progettuale vengono schematizzate nella figura seguente e descritte in maniera pi analitica di seguito.
PROGRAMMAZIONE

VALUTAZIONE

IDEAZIONE

IMPLEMENTAZIONE

FORMULAZIONE

FINANZIAMENTO

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Descrizione delle fasi del ciclo progettuale Programmazione: Consiste nella definizione delle linee guida e dei principi cardine a cui si devono ispirare gli interventi e le azioni da intraprendere a livello settoriale, geografico e/o tematico. Ideazione: In questa fase vengono elaborate, nellambito del quadro programmatico, delle idee-progetto che scaturiscono da un'analisi del contesto territoriale o settoriale in cui si intende intervenire, dalla quale emergono specifici problemi e/o fabbisogni da soddisfare. Lidea progettuale viene definita in linea di massima attraverso una prima individuazione degli obiettivi, dei risultati desiderati e delle possibili linee di intervento da intraprendere. Formulazione: Sulla base dei risultati della fase precedente, che forniscono una prima indicazione sulla prefattibilit degli interventi, si procede alla individuazione dello strumento finanziario pi idoneo e alla elaborazione di un progetto nel rispetto dei requisiti formali e delle condizioni (Terms Of Reference) previste dalla linea di azione o programma individuato. In questa fase vengono anche definite delle ipotesi di partenariato a cui fanno seguito azioni di concertazione con i potenziali soggetti da coinvolgere, che sfociano in un Accordo di Partenariato (Partnership Agreement), il quale attribuisce i ruoli e le responsabilit, le risorse allocate e gli impegni finanziari in capo a ciascun partner nella gestione del progetto. La elaborazione del progetto comprende la decrizione e la sequenza di tutte le attivit previste, la definizione di un cronoprogramma dettagliato (GANTT) e di un piano finanziario (budget). Finanziamento: Consiste nella presentazione del progetto allente finanziatore o agli organi competenti a livello nazionale o regionale, a cui fa seguito la decisione sulla sua finanziabilit. In caso di esito positivo, viene sottoscritto un contratto o convenzione che stabilisce formalmente le condizioni di attuazione del progetto, sulla base del quale verr erogato il finanziamento. Implementazione: Questa fase concide con la esecuzione del progetto entro le condizioni previste dal contratto, nel rispetto dei vincoli di tempo, di risorse ad esso destinate e di risultati attesi. Lungo tutta questa fase vengono inoltre realizzate le azioni di monitoraggio previste dal progetto. Valutazione: Si procede alla verifica dei risultati ottenuti sulla base delle precondizioni e dei risultati attesi, dell'impatto del progetto sul raggiungimento degli obiettivi generali, dellanalisi dei problemi riscontrati e delle possibili azioni correttive da predisporre per la futura realizzazione di progetti simili. Questa fase contribuisce alla definizione di indicazioni che costituiscono degli input nella formulazione delle linee-guida per la programmazione successiva. In tutte le fasi operative del ciclo progettuale (ideazione, formulazione, implementazione e valutazione), necessario applicare una metodologia rigorosa e specifica. Le metodologie pi accreditate sono quella del Logical Framework, di derivazione comunitaria, e quella messa a punto dal Project Management Institute, di matrice squisitamente statunitense ed impiegata prevalentemente per progetti di ricerca e applicazione in ambito scientifico o tecnologico, che viene citata a scopo puramente conoscitivo ma non verr trattata in questa sede.
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3. Le fasi dell'attivit di progettazione


Analisi di scenario E molto importante che le fasi di ideazione ed elaborazione di un progetto siano effettuate sulla base di unanalisi di scenario accurata e rigorosa, che descriva il contesto di riferimento su cui si intende intervenire, gli obiettivi da perseguire e le strategie possibili. 1) Analisi della situazione attuale Lanalisi della situazione attuale rappresenta una fotografia fedele del contesto di riferimento, dal punto di vista generale e con un focus sugli aspetti e sui fenomeni su cui lidea progettuale intende incidere in modo specifico. Nellanalisi del contesto molto importante: delimitare il contesto dal punto di vista geografico, settoriale, socio-economico; effettuare una ricognizione dei gruppi sociali e degli attori rilevanti; identificare correttamente i problemi e la gerarchia tra essi; illustrare chiaramente i nessi di causa-effetto esistenti tra i fenomeni considerati. Lanalisi deve essere condotta utilizzando tutti gli strumenti disponibili, sia di provenienza ufficiale (fonti statistiche, analisi e ricerche precedentemente effettuate da soggetti accreditati ecc.), che eventualmente predisposti ad hoc attraverso la conduzione di indagini sul campo per le quali possono essere impiegate metodologie quali-quantitative di ricerca (indagini campionarie, interviste a testimoni privilegiati ecc.). Un approccio ormai largamente utilizzato per lanalisi del contesto, in alcuni casi espressamente richiesto in fase di elaborazione, quello dellanalisi SWOT. Lacronimo SWOT individua i quattro aspetti che costituiscono i punti cardinali del contesto di riferimento, considerati dal punto di vista della loro valenza (positiva o negativa), della loro condizione (attuale o potenziale), e della loro natura o provenienza (endogena o esogena). Questi consistono nei Punti di Forza (Strenghts), Punti di Debolezza (Weaknesses), Opportunit (Opportunities) e Minacce (Threats). I punti di forza e di debolezza sono le caratteristiche attuali e intrinseche del contesto analizzato, mentre le opportunit e le minacce rappresentano dei fattori esogeni che possono potenzialmente condizionare in senso positivo o negativo quel contesto. Tale analisi viene generalmente presentata in forma di matrice, in cui ciascuno dei quattro quadranti riporta lelenco e la descrizione sintetica degli elementi rilevanti per ogni aspetto considerato. LA MATRICE SWOT
PUNTI DI FORZA OPPORTUNIT PUNTI DI DEBOLEZZA MINACCE -

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2) Analisi degli obiettivi Lanalisi degli obiettivi consiste nella rappresentazione dello/degli scenari futuri alla cui costruzione dovrebbe contribuire il progetto. Tale analisi implica una corretta identificazione delle cause che ostacolano l'esistenza della situazione desiderata e delle relazioni causa-effetto tra i fenomeni, e deve inoltre stabilire una gerarchia ed un raggruppamento degli obiettivi da perseguire. 3) Analisi delle strategie Questa analisi avviene in due fasi: - individuazione delle possibili strategie, alternative o congiunte, attraverso cui possibile contribuire alla costruzione dello scenario desiderato; - scelta della strategia pi idonea da perseguire, sulla base di una serie di criteri quali le competenze e gli interessi specifici dei proponenti, la fattibilit, lanalisi costi-benefici, le priorit attribuite agli obiettivi, il grado di rilevanza e coerenza, le risorse finanziarie disponibili, i vincoli di tempo ecc. La strategia prescelta costituisce quindi la logica di intervento del progetto.

La elaborazione e la gestione del progetto Come si detto, la elaborazione e la gestione del progetto devono avvenire sulla base di una metodologia rigorosa. L'approccio che riteniamo opportuno adottare quale standard metodologico nella gestione di iniziative finanziate quello del Quadro Logico, che viene qui illustrato in dettaglio e con il ricorso ad esempi che ne faciliteranno la comprensione. Il Quadro Logico (Logical Framework) L'approccio del Quadro Logico (Logical Framework Approach) stato sviluppato a partire dagli anni '70 per rispondere ad esigenze emerse nell'ambito di progetti di cooperazione internazionale, in particolare rivolti ai paesi in via di sviluppo. E' stato in seguito esplicitato dalla Commissione Europea per essere in seguito esteso anche ad altri contesti tematici e geografici, e viene oggi convenzionalmente adottato da gran parte degli organismi internazionali e nazionali, delle ONG e delle agenzie di sviluppo regionali. Nonostante la crescente importanza assunta da questo approccio metodologico nellattivit di gestione di progetti, le fonti di documentazione su questo tema sono frammentarie e poco esaustive. Lunico documento ufficiale sul Quadro Logico costituito da un manuale pubblicato nel 1993 sotto legida della Commissione Europea quale strumento di valutazione nellambito del programma Phare, che tratta largomento nelle sue linee generali e che peraltro non pi distribuito in forma cartacea n disponibile in formato elettronico. Anche la letteratura esistente piuttosto scarsa, difficilmente reperibile e talvolta poco rigorosa. Quanto segue rappresenta pertanto un lavoro di raccolta, revisione e sistematizzazione delle fonti in un documento sintetico e fruibile, che intende costituire uno strumento metodologico comune da utilizzare in tutte le fasi del ciclo progettuale.

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Il Project Management La metodologia del Quadro Logico

La metodologia del Quadro Logico consiste in un processo analitico che permette di individuare e definire in maniera logica e sistematica tutti gli elementi necessari per la realizzazione di un progetto ed i nessi causali che intercorrono tra di essi. Tale processo viene schematizzato attraverso una matrice nella quale vengono visualizzati i principali elementi del progetto in un formato chiaro e comprensibile. Essa articolata in quattro livelli, legati tra loro da un rapporto di causa-effetto in senso verticale e bi-direzionale. Il Quadro Logico non utilizzato solamente in fase di progettazione, ma costituisce anche un indispensabile strumento di monitoraggio in fase di implementazione e di verifica in fase di valutazione. La matrice viene presentata di seguito per essere poi descritta nel dettaglio. La matrice di progettazione del Quadro Logico DESCRIZIONE (Logica di intervento) Obiettivi Generali Scopo (Obiettivo specifico) Risultati Attivit Precondizioni INDICATORI FONTI DI VERIFICA IPOTESI (Condizioni di base)

Significato e descrizione degli elementi rilevanti per il Quadro Logico Descrizione (Logica di intervento): la descrizione della strategia di intervento, articolata per livelli, che si scelto di perseguire attraverso limplementazione del progetto; Indicatori: sono gli strumenti oggettivamente verificabili che permettono di misurare quantitativamente o qualitativamente i fenomeni rilevanti per il progetto; Fonti di verifica: indicano presso quali fonti e in quale forma possibile reperire le informazioni sulla veridicit degli indicatori, che indicano anche attraverso quale metodologia sono stati costruiti; Ipotesi: sono le condizioni di base per il successo del progetto che vengono determinate da fattori esogeni e non controllabili dagli attori coinvolti nella gestione del progetto, ma che vengono considerate sufficientemente realistiche e durature. Precondizioni: sono le condizioni preesistenti all'implementazione del progetto, che vengono definite dall'analisi di scenario.
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Significato e definizione dei livelli del Quadro Logico Obiettivi Generali. Sono i benefici sociali e/o economici di lungo termine ai quali il progetto contribuir. Questi obiettivi non vengono raggiunti esclusivamente tramite il progetto ma con il contributo sinergico di altri interventi, progetti o programmi. Essi sono attinenti a diversi aspetti di carattere sociale ed economico, pertanto il singolo progetto potr prevedere pi obiettivi generali. Scopo del progetto. (Anche definito come obiettivo specifico). Definisce laspetto o condizione dei destinatari che registrer un miglioramento a seguito della realizzazione del progetto. Esso indica i benefici che il target group otterr dal progetto, i quali devono essere misurabili attraverso indicatori quantitativi e/o qualitativi e devono essere sostenibili, ovvero autoalimentarsi dopo la fine del progetto. Risultati. Si riferiscono agli output delle azioni previste dal progetto, ovvero i prodotti realizzati, i servizi offerti ecc. Attivit. Sono le azioni che verranno realizzate nellambito del progetto per raggiungere i risultati attesi e perseguire quindi lo scopo del progetto.

La pianificazione e la programmazione temporale delle attivit (Diagramma di GANTT) Nella fase di elaborazione del progetto, necessario definire e pianificare nel dettaglio le attivit da realizzare che sono state precedentemente inserite nel Quadro Logico (le quali possono essere raggruppate in pacchetti o workpackages), ed effettuarne una programmazione temporale. La pianificazione consiste nella definizione della sequenza di attivit e nella sua schematizzazione grafica in un diagramma che consente di visualizzare in maniera semplice ed immediata lordine sequenziale ed il grado di interdipendenza tra le attivit previste. Esistono vari metodi di pianificazione, tra cui i pi utilizzati sono il PERT (Project Evaluation and Review Technique) ed il CPM (Critical Path Method). La programmazione temporale consiste nella stima dei tempi di realizzazione per ciascuna attivit e nella loro definizione cronologica. Un metodo molto comune ed efficace che consente di visualizzare contemporaneamente la sequenza e la tempistica delle attivit quella del diagramma di GANTT, in cui vengono rappresentate sullasse delle ordinate le attivit mentre sullasse delle ascisse, in alto, viene riportata la scala temporale. I tempi stimati per ciascuna attivit vengono rappresentati come barre orizzontali in prossimit delle attivit che intersecano lasse dei tempi. Le interdipendenze tra le attivit vengono rappresentate da frecce. Un semplice esempio di diagramma di GANTT viene rappresentato nella pagina successiva. Il diagramma di GANTT pu essere costruito con l'ausilio di appositi sofware (es: Microsoft Project) o attraverso una semplice tabella realizzata con un un foglio elettronico o un programma di videoscrittura (es. Microsoft Excel, Word). Per ciascuna attivit programmata (descritta nel Quadro Logico) devono essere attribuiti ruoli e responsabilit ai partners coinvolti, devono essere allocate le risorse fisiche e umane e quantificate le risorse finanziarie necessarie, che confluiranno nel piano finanziario o budget del progetto.

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Esempio di diagramma di GANTT

ID 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

Nome attivit
Attiv ita 1 Attiv it 2 Attiv it 3 Attiv it 4 Attiv it 5 Attiv it 6 Attiv it 7 Attiv it 8 Attiv it 9 Attiv it 10 Attiv it 11 Attiv it 12 Attiv it 13

2001 Tri 1

Tri 2

Tri 3

Tri 4

2002 Tri 1

Tri 2

Tri 3

Tri 4

2003 Tri 1

Tri 2

Tri 3

Tri 4

2004 Tri 1

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APPENDICE: ESEMPI 1. Esempio di analisi SWOT


Il caso che viene qui proposto per illustrare l'elaborazione di un'analisi SWOT un caso reale, che ci pare utile dal punto di vista esemplificativo sia per il tema di riferimento che per l'ufficialit ed autorevolezza della fonte di provenienza. L'analisi stata tratta dal Programma Operativo Nazionale 2000-2006 "Sviluppo Imprenditoriale Locale" (fonte: Ministero dell'Industria). PON 2000-2006 "Sviluppo Imprenditoriale Locale" Sintesi dell'analisi SWOT Il quadro della situazione del tessuto imprenditoriale nelle regioni Ob.1, risulta essere molto complesso. Le grandezze analizzate, peraltro, toccano le determinanti fondamentali della competitivit delle imprese e influenzano tutte le variabili di rottura di interesse. In particolare la capacit di attrazione di investimenti dallestero, la capacit di sviluppo di servizi alle imprese e la capacit di offrire lavoro regolare sono tutte strettamente dipendenti dal livello di redditivit atteso delle imprese e dalle forme organizzative previste. Quanto pi elevata la redditivit attesa e quanto maggiore la rete produttiva che si costituisce sul territorio con una matrice di scambi commerciali relativamente completa, tanto maggiori saranno gli impatti sulle variabili di rottura individuate. Loperare del PON Sviluppo Imprenditoriale locale su questi aspetti pu essere considerato, quindi, di tipo indiretto determinando le condizioni perch si abbiano variazioni strutturali favorevoli. Da un lato, e non poteva essere diversamente in unarea con rilevanti problemi strutturali, i punti di debolezza costituiscono gli elementi pi evidenti degli approfondimenti che vengono svolti, dallaltro proprio sugli aspetti critici di maggior rilevanza i segnali di dinamismo costituiscono a un tempo possibili punti di forza ed opportunit da sostenere con appropriate politiche.

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L'analisi SWOT originariamente contenuta nel PON stata schematizzata in forma di matrice per consentire una pi facile lettura.

MATRICE SWOT
PUNTI DI FORZA Presenza di risorse imprenditoriali significative da rinforzare. Segnali di dinamismo sui mercati esteri. Emersione di alcuni settori relativamente moderni e localizzati in aree specifiche con investimenti significativi (anche nel settore meccanico). Presenza di sistemi produttivi locali da sostenere. PUNTI DI DEBOLEZZA Eccessiva e crescente presenza delle unit di piccolissima dimensione con una riduzione della dimensione caratteristica nel corso della prima met degli anni novanta. Scarso peso delle esportazioni sul totale della domanda rivolta al settore industriale (anche se vi sono recenti segnali di ripresa). Ridotta produttivit con effetti anche sui livelli di redditivit. Struttura finanziaria fortemente squilibrata con forte peso di capitale di credito, redditivit relativamente ridotta e rilevanti oneri finanziari. Ridotta capacit innovativa. Struttura produttiva incompleta con scarse relazioni interindustriali interne allarea che accrescono costi. Presenza di diseconomie esterne (sia legate alle infrastrutture che a pi generali questioni di ambiente socioeconomico). Specializzazione settoriale con poche caratterizzazioni e forte sbilanciamento verso agroindustria e settori pi tradizionali. Scarsa integrazione tra il sistema delle formazione professionale e le esigenze del mondo imprenditoriale. MINACCE Strozzature nella disponibilit di capitale pubblico e di infrastrutture Difficolt di inserire aree depresse in una competizione internazionale globalizzata Situazione nei mercati finanziari: mutare di situazioni relativamente favorevoli per gli investimenti produttivi

OPPORTUNIT' Mercati: collocazione geografica nellambito del mediterraneo, rapporti con le coste meridionali del bacino e le relazioni verso Est e verso Sud Congestionamento degli spazi produttivi nelle regioni centrali europee Nuove tecnologie disponibili sia nel campo delle comunicazioni che dei trasporti. Disponibilit di forza lavoro qualificata Sistema di agevolazioni che migliora fortemente la redditivit attesa degli investimenti.

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Il Project Management 2. Esempio di progettazione con il Quadro Logico

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Il secondo esempio che viene proposto un caso elaborato ad hoc e riguarda la realizzazione di un progetto in ambito di innovazione tecnologica destinato ad un target di imprese di un ipotetico sistema produttivo locale. Si immagini di voler intervenire in un contesto in cui stata rilevata una scarsa competitivit ed una scarsa innovativit delle PMI che operano nei settori tradizionali, le quali presentano peraltro un forte potenziale di sviluppo. In particolare, emerge un insufficiente ricorso delle imprese alle nuove tecnologie, che potrebbero costituire un forte fattore propulsivo per il loro rilancio. L'idea progettuale, che verr formulata e perfezionata con l'individuazione degli strumenti di finanziamento pi idonei, intende perseguire l'obiettivo generale di aumentare la competitivit delle PMI tradizionali di quello specifico sistema produttivo locale. L'obiettivo specifico, che costituisce lo scopo del progetto, quello di stimolare l'utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle imprese, che costituiscono il target di destinatari del progetto stesso. Per il raggiungimento dell'obiettivo, si prevede la realizzazione di una serie di attivit che si prefiggono dei risultati oggettivamente verificabili attraverso specifici indicatori. Possiamo quindi trasporre gli elementi e i livelli che abbiamo identificato entro la matrice del Quadro Logico riportata nelle pagine successive.

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IL QUADRO LOGICO
DESCRIZIONE (Logica di intervento) Obiettivi Generali INDICATORI FONTI DI VERIFICA IPOTESI (Condizioni di base)

Aumentare la competitivit delle PMI Nati-mortalit delle imprese tradizionali del sistema produttivo locale Dati di bilancio statici e prospettici delle imprese (fatturato, capitale sociale ecc.) Livelli delle esportazioni Nuovi investimenti Comparazione con altri sistemi locali

Dati CERVED, CCIAA, ISTAT, Crescita del PIL regionale Associazioni di Categoria, altri studi settoriali Trend economico positivo generale

Trend favorevole o non recessivo dei settori specifici (comparti tradizionali)

Scopo Stimolare l'uso delle nuove tecnologie da Incremento % di investimenti in Dati forniti da BIC, Innovation Relais Condizioni favorevoli nel (Obiettivo parte delle PMI tradizionali del sistema innovazione tecnologica e R&S Centres, Associazioni di categoria, sistema locale di imprese per specifico) produttivo locale l'implementazione delle nuove CCIAA, altri enti, studi e ricerche tecnologie Servizi fruiti su base annua per Monitoraggio delle imprese insediate innovazione tecnologica tramite questionari Risultati Analisi del sistema locale delle PMI Banca dati anagrafica ed Dati raccolti attraverso CCIAA, tradizionali e dei loro fabbisogni economico-finanziaria delle Associazioni, BIC ecc. Dati raccolti tecnologici imprese locali, risultati di indagine attraverso questionari campionaria Sensibilizzazione delle PMI sull'uso delle Numero di imprese partecipanti Schede di partecipazione alle nuove tecnologie alle iniziative promosse, Numero iniziative. Schede contatto con di contatti con imprese, Numero imprese. Contatore accessi web. di reichieste, Numero di accessi Numero e-mail inviate e ricevute al web-site Erogazione di servizi alle imprese Numero di consulenze erogate Reporting consulenti. Schede sull'innovazione tecnologica consulenza Sufficiente grado di interesse delle imprese all'utilizzo di nuove tecnologie. Condizioni di mercato favorevoli per investimenti in nuove tecnologie

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DESCRIZIONE INDICATORI FONTI DI VERIFICA IPOTESI (Logica di intervento) (Condizioni di base) 1. INDAGINE SUI FABBISOGNI Dati statistici raccolti, Numero Fonti statistiche rilevanti, Campione, Sufficiente grado di TECNOLOGICI DELLE IMPRESE imprese del campione, numero di Questionari, analisi campionaria, partecipazione delle imprese, questionari compilati, risultati report, banca dati delle imprese disponibilit a fornire dell'indagine informazioni, disponibilit di dati statistici, professionalit e 1.1 Raccolta e analisi dati statistici disponibilit di rilevatori. 1.2 Costruzione banca dati anagrafica Disponibilit di formatori delle imprese specializzati e di 1.3 Costruzione campione professionalit da formare e 1.4 Predisposizione questionario impiegare come agenti di sviluppo tecnologico, ecc. 1.5 Organizzazione e Briefing Equipe di Rilevatori 1.6 Somministrazione questionari 1.7 Raccolta e analisi dati 1.8 Reporting 1.9 Aggiornamento banca dati 2 FORMAZIONE AGENTI DI SVILUPPO Numero di soggetti selezionati, Documentazione corsuale, TECNOLOGICO Ore di formazione, numero valutazioni docenti formati, risultati ottenuti 2.1 Selezione formatori 2.2 Preparazione corso e materiale didattico 2.3 Briefing formatori 2.4 Selezione agenti sviluppo 2.5 Formazione agenti sviluppo 3 MATERIALE INFORMATIVO 3.1 Materiale cartaceo 3.2 Brochures 3.3 Newsletters 3.4 Aggiornamento web-site 4 INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE Numero partecipanti, contatti, invii e-mail 4.1 Contatti con imprese 4.2 Sportello informativo 4.3 Organizzazione workshops 4.4 Comunicazione media 4.5 Invio newsletters e info via e-mail 5 EROGAZIONE SERVIZI PER LE Numero consulenze, IMPRESE contatti

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Attivit

numero Schede di partecipazione, schede contatto, e-mail ecc.

numero Schede contatto, reports, banca dati delle imprese

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5.1 Consulenze presso imprese a cura degli agenti di sviluppo tecnologico 5.2 Reporting 5.3 Monitoraggio delle imprese insediate (follow-up) 6 COORDINAMENTO E MONITORAGGIO DEL PROGETTO 6.1 Coordinamento 6.2 Monitoraggio 7 DISSEMINAZIONE RISULTATI 7.1 Conferenza stampa finale 7.2 Convegno finale 7.3 Diffusione risultati on-line Indicatori quantitativi e qualitativi Reports

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Numero partecipanti, contatti, invii e-mail

numero Schede partecipazione, Articoli, Web site, Reports ecc.

Precondizioni Scarsa competivitit delle PMI tradizionali del sistema locale Elevato potenziale di crescita delle imprese Scarso utilizzo delle nuove tecnologie

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3: Esempio di diagramma di GANTT


Le attivit previste nel Quadro Logico sono state quantificate temporalmente e rappresentate in un diagramma di GANTT. Dato il carattere puramente esemplificativo del caso proposto, il GANTT viene qui rappresentato in forma sintetica per macro-attivit o workpackages, ma in un caso reale dovrebbe essere dettagliato per tutte le sotto-attivit previste.

ID 1 2 3 4 5 6 7

2001 2002 2003 Nome attivit Tri 1 Tri 2 Tri 3 Tri 4 Tri 1 Tri 2 Tri 3 Tri 4 Tri 1 Tri 2 Tri 3 Tri 4 INDAGINE SUI FABBISOGNI TECNOLOGICI DELLE IMPRE FORMAZIONE AGENTI DI SVILUPPO TECNOLOGICO MATERIALE INFORMATIVO INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE EROGAZIONE SERVIZI PER LE IMPRESE GESTIONE E MONITORAGGIO DEL PROGETTO DISSEMINAZIONE RISULTATI

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