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ABBIGLIAMENTO BAMBINI

PRODUZIONE

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Attenti a come vestire i bimbi


Gli abiti possono nascondere insidie per la salute. La preoccupazione riguarda soprattutto i bambini. Occorre controllare la filiera, ma anche, ha sottolineato un recente convegno, un approccio etico.
di Aurora Magni
Percorso di lettura: www.largoconsumo.info/052009/PL-0509002.pdf (Abbigliamento junior)

l dei rischi chimici occorre tenere presente anche quelli meccanici di cui possono essere responsabili lacci, bottoni, elementi decorativi, zip. Un ulteriore segnale ci offerto dal sito della UE Rapex, un sistema comunitario di allerta rapido per i prodotti pericolosi, grazie al quale le Autorit degli Stati membri notificano alla Commissione europea i beni di consumo ritenuti un rischio grave per la sicurezza dei consumatori. La quota di capi per linfanzia su totale dei prodotti ritirati salita da una percentuale del 28% del 2009 al 32% del 2010.

nostri bambini indossano sempre capi sicuri? Difficile per il consumatore assicurarsene e alcuni dati legittimano effettivamente qualche preoccupazione. Le dermatiti da contatto (DAC), per esempio, sono in aumento e assumono aspetti rilevanti quando si tratta di epidermidi particolarmente delicate come quelle infantili. Il 20% dei casi rilevati riguarda infatti bimbi, ma il dato sicuramente sotto stimato in quanto raramente i piccoli pazienti vengono sottoposti a Patch test. Lallarme, lanciato all86 congresso dei dermatologi della SIDeMaST nel maggio scorso, conferma la necessita di non sottovalutare il problema. A causarlo possono essere molti fattori, come i detersivi usati, i saponi e i cosmetici, ma spesso sono proprio i tessuti a esserne responsabili: talune sostanze chimiche presenti possono infatti essere assorbite dalla cute attraverso la sudorazione o, nel caso dei bimbi pi piccoli, attraverso la suzione. Lo sa molto bene il TV Italia, ente di certificazione, ispezione e testing, che ha organizzato lo scorso 30 giugno un convegno per analizzare gli aspetti legati alla sicurezza, alla qualit e alletica nel mondo dellabbigliamento bambino. I prodotti dellabbigliamento chiarisce Raffaella Santoro, responsabile area business retail di TV Italia , nonostante la loro apparente semplicit, sono frutto di una lunga e complessa catena produttiva che utilizza ampiamente in quasi tutte le sue fasi sostanze chimiche atte per esempio alla tintura e al finissaggio. Alcune di queste sostanze, il cui utilizzo e la cui produzione sono vietati, in passato da direttive e dal 2006 dal regolamento europeo Reach, si possono purtroppo ancora ritrovare allinterno dei nostri prodotti. Queste sostanze sono vietate perch sostanzialmente pericolose per la salute delluomo o per il loro impatto ambientale. Per esempio, ci so-

no 24 ammine aromatiche vietate in quanto stato dimostrato il loro effetto altamente cancerogeno. Queste sostanze si trovano in maniera indistinta sia in prodotti europei che provenienti da aree extra-Ue ma fortunatamente negli ultimi anni abbiamo assistito a un incremento dei controlli da parte delle autorit nazionali e internazionali per monitorare questo problema. La cronaca conferma questa tesi. Nel giugno scorso la Guardia di Finanza ha svolto una serie di interventi cautelativi che hanno portato al sequestro, tra gli altri prodotti, anche di sandali per linfanzia contenenti il pericoloso cromo esavalente. Unaltra indagine, svolta dallassociazione dei consumatori Altroconsumo su pigiami destinati a bambini della fascia di et da 0 a 3 anni, prelevati in centri commerciali e analizzati in laboratori specializzati, aveva dimostrato che 3 capi su 15 presentavano tracce di sostanze chimiche bandite in Europa e in particolare rilevavano unammina (la 4-methyl-m-fenilenediamina) ritenuta cancerogena. E al di

RICONOSCERE I CAPI SICURI


Un tessuto realizzato in Italia il cui processo tracciato fase per fase, certamente affidabile assicura Uberto Capettini, amministratore della 3CCompany, azienda che produce tessuti a maglia . importante che le mamme si abituino a cercare sulletichetta il luogo dorigine del capo prima di procedere allacquisto, non basta il brand. Possiamo solo augurarci che venga reso obbligatorio per legge il principio della tracciabilit dei prodotti tessili. Nel frattempo abbiamo a disposizione le certificazioni Ecolabel e Oekotex che garantiscono lassenza di sostanze pericolose per la salute. Non sempre per i consumatori possiedono le informazioni per poter valutare il capo e orientano le proprie scelte in funzione del solo aspetto estetico o del prezzo perdendo di vista limportanza della sicurezza. Considerata lincredibile mole dei prodotti tessili in circolazione evidente che i controlli a campione svolti dalla Guardia di Finanza o dallAgenzia delle Dogane non arrivino a monitorare se non un numero limitato di capi. Un ruolo importante nel garantire la diffusione di prodotti sicuri e di qualit (ma anche di prodotti realizzati nel rispetto dellambiente e dei diritti dei lavoratori coinvolti) quindi giocato dalle imprese di produzione e di distribuzione che a questo scopo, si avvalgono di laboratori ed enti di certificazione accreditati. Ecco qualche esempio. Partiamo dal Gruppo Benetton. I nostri prodotti spiega Piero Pin, responsabile Ricerca & Sviluppo Benetton Group SpA vengono sottoposti a decine di migliaia di analisi, grazie a un importante investimento economico sostenuto da parte dellazienda. Una particolare attenzione dedicata ai rischi di soffocamento del bambino a causa di 39

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PRODUZIONE

Sicurezza, qualit, impegno etico


Qualit, sicurezza, etica: le carte vincenti nellabbigliamento bambino, questi i temi di cui si parlato a Soave il 30 giugno scorso. A promuovere liniziativa TV Italia, filiale italiana del Gruppo TV SD, ente che con oltre 16.000 dipendenti presenti in 60 paesi, leader mondiale nei controlli e nelle certificazioni qualit e sicurezza, ed in grado di verificare e certificare una vasta gamma di processi e prodotti tra cui quelli tessile e, naturalmente, quelli destinati allinfanzia. La struttura italiana conta oltre 200 dipendenti a cui si aggiungono pi di 400 collaboratori esterni. Il consumatore tende a identificare la qualit di un capo nello stile, nella durata, nel prezzo ha sottolineato Riccardo Pastacaldi di P&G srl, azienda di consulenza del settore e anche nella qualit, che cosa pi complessa, che unisce sicurezza del prodotto, rispetto verso lambiente e responsabilit sociale. Un approccio dinsieme che consente alle imprese che lo adottano di acquisire un effettivo fattore competitivo, slegandosi dal concetto del dove si produce ormai superato dalla realt e da un made in che spesso unicamente di facciata, e concentrandosi sul come si produce. Produrre assicurando la sostenibilit della qualit e della sicurezza indipendentemente da dove si produce un impegno significativo e anche la vera scelta vincente. Daltra parte larticolazione del convegno incentrata sui 3 temi della qualit, della sicurezza e delletica ha evidenziato un aspetto chiave dellapproccio di TV Italia nel percorso certificativo. Il concetto di qualit Raffaella Santoro Responsabile Area Business Retail di TV Italia rispecchia tutti e tre questi presupposti per noi fondamentali per labbigliamento infantile: che il capo sia sicuro e conforme alle direttive cogenti; che sia appunto di qualit, con un giusto rapporto di prezzo; che chi lo produce agisca eticamente in modo corretto dal punto di vista della responsabilit sociale. del resto il nostro modo di avviare partnership con le aziende, allinsegna di quella soluzione, che definiamo One Stop Service Solution, che ci vede interlocutori unici nel definire insieme al cliente una strategia di insieme. la nostra filosofia, che esclude azioni spot, che oltretutto comportano il rischio di non avere un prodotto sicuro: abbracciarla comporta non solo migliori efficienze sui costi, perch questo in definitiva significa controllo di qualit, ma anche vantaggi di immagine nel momento in cui un marchio della moda decide di passare da una comunicazione emozionale tradizionale al marketing sociale In particolare ha precisato Raffaella Santoro su richiesta di imprese produttrici e distributive, lente sottopone i materiali e i capi finiti ad analisi e test volti a verificarne la sicurezza, sia per quanto riguarda il rischio chimico che quello meccanico, coerentemente con quanto previsto dalla legislazione cogente e dalle normative tecniche relative ai singoli prodotti. Inoltre supportiamo le imprese nella certificazione del proprio sistema produttivo e nella valutazione dei fornitori, attuando piani di auditing e di controllo, sia per quanto riguarda limpatto ambientale dellintero ciclo, che il rispetto delle condizioni di lavoro dei lavoratori coinvolti. Un approccio che consente di andare oltre il rispetto delle norme, attuando un vero e proprio codice di condotta per la sostenibilit e che ci rende strumento dei nostri clienti per raggiungere il successo. Una filosofia che ha trovato eco nelle aziende che hanno preso parte al convegno. Pietro Pin, Resp. Ricerca & Sviluppo di Benetton Group SpA, anche Presidente della Commissione Tessile & Ab-

piccole componenti (bottoni, frange, fiocchi eccetera), il che richiede una particolare attenzione nella progettazione dei capi e il pieno rispetto della norma EN14682. Ma la sicurezza dipende anche dalla materia prima. Per questo motivo Benetton ha scelto di privilegiare cotone proveniente da coltivazioni biologiche: ben 13 milioni di capi saranno prodotti nel 2011 con cotone coltivato e lavorato senza sostanze chimiche. Preca Brummel deve la sua reputazione anche alla cura con cui realizza e controlla i capi, coordinando tutta la filiera produttiva: I nostri fornitori e produttori precisa il direttore generale Carola Prevosti - sono vincolati da un contratto che li obbliga ad applicare norme molto severe per quanto concerne la qualit dei materiali utilizzati e delle lavorazioni. Preca Brummel si avvale di un team di oltre 30 tecnici dislocati presso ogni area produttiva nonch della collaborazione di societ internazionali di controllo certificate. Eseguiamo controlli sui prodotti secondo la normativa Drawstring EN 14682 del 2008, sicurezza dei capi di abbigliamento per bambini, che
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non si limitano al tessuto, ma verificano anche il rispetto della normativa su corde e laccetti per evitare i rischi di strangolamento o intrappolamento, sulle fodere in pelo e pelliccia, sugli accessori, che devono essere fissati accuratamente al capo e controllati con prove di trazione. Ma un vero e proprio punto di forza il dialogo con le mamme della nostra community on line e con quelle che partecipano ai focus group in azienda. Parlando con loro abbiamo scoperto che i nostri capi si mantengono cos bene che spesso, dopo luso, vengono riusati dai bimbi di amici e parenti, hanno cio un ciclo di vita pi lungo. Rigidi controlli sui fornitori sono svolti anche da Mirtillo, azienda bustese con un fatturato 2010 di 6 milioni di euro (in crescita nel 2011) e 30 punti di vendita monomarca. La fascia di mercato medio alta in cui opera la nostra azienda racconta il direttore marketing Bruno Magni - richiede una costante attenzione agli aspetti qualitativi dei prodotti e naturalmente alla loro sicurezza, qualit che va garantita indipendentemente dalla localizzazione delle lavoLARGO CONSUMO n. 12/2011

razioni produttive. Per questo tutte le fasi della filiera produttiva sono tenute costantemente sotto controllo dai nostri tecnici sulla base di standard coerenti con i mercati di sbocco e con le normative localmente richieste. I nostri controlli sono inoltre mirati a verificare le condizioni etiche di lavoro. Questo ci permette di offrire ai consumatori prodotti di qualit al giusto prezzo. Prnatal, marchio del gruppo Artsana, con oltre 400 punti di vendita in 21 paesi, rappresenta certamente un brand di primo piano nellabbigliamento bambino e mamma in attesa. Progettazione, ricerca e sviluppo e programmazione delle nostre collezioni sono concentrate in Italia, mentre la produzione viene affidata a produttori esterni spiega Massimiliano Croci, group quality and safety assurance manager -. Per tenere sotto controllo tutto il processo e assicurare qualit e sicurezza disponiamo di un sistema organizzativo rigoroso ed efficiente. I nostri fornitori sono selezionati per seriet e affidabilit e adottano procedure e standard di qualit europei. Sono tenuti a svolgere controlli pre-produ-

PRODUZIONE
bigliamento di Uni, lassociazione che studia le norme per la certificazione dei prodotti e rappresenta lItalia nelle commissioni tecniche della UE. Durante il seminario tenutosi a Soave ha dichiarato: importante che le aziende condividano informazioni e comportamenti finalizzati a migliorare la qualit e la sicurezza dei prodotti. Esiste uno stretto rapporto tra qualit, innovazione e ecologia perch senza ricerca non potremmo migliorare i materiali e le loro performaces. Ad esempio, grazie alla ricerca che in Benetton 600 tonnellate di plastica consumate ogni anno per gli appendiabiti sono state sostituite con legno liquido, materiale green che nel 2010 ha vinto loscar europeo quale migliore invenzione dellanno. Con quasi 900 punti vendita (102 Coin, 589 OVS e 135 Upim in ristrutturazione) il Gruppo Coin si conferma come una delle maggiori concentrazioni distributive dEuropa per i capi fashion. Giordano Artuzzi, Responsabile Assicurazione & Controllo Qualit, ha delineato le strategie dellazienda orientate alla sostenibilit, sia per la sicurezza del prodotto che in campo sociale. Per quanto riguarda il sistema di controllo sui prodotti, il nostro gruppo opera con unequipe di tecnici dalla sede italiana e si avvale del supporto di laboratori certificati per le analisi e i test volti a verificare qualit e sicurezza dei capi esposti nei negozi. Le aree di produzione asiatiche sono inoltre presidiate da tecnici che monitorano gli standard qualitativi delle produzioni. La nostra mission non solo quella di verificare la coerenza tra le caratteristiche tecniche dei capi con gli obiettivi di qualit definiti dallazienda e coerentemente con i dettami della legislazione e della normativa europea, ma anche assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti nella filiera produttiva. Il tema della responsabilit sociale ci sta molto a cuore. Per arginare il problema dello sfruttamento dellinfanzia operiamo con controlli costanti sui nostri fornitori ma anche con campagne di charity che coinvolgono i consumatori italiani. il caso della campagna Save the children sostenuta questanno da Ovs che ha come obiettivo di migliorare la qualit della vita di mamme e bambini del Mozambico e che ha coinvolto con risultati entusiasmanti anche i nostri clienti. Giovanni Basagni, Presidente di Miniconf Srl, azienda del Casentino famosa per i marchi Sarabanda, iDO e Dodipetto, ha espresso la filosofia dellazienda nei tre valori che ne guidano le strategie: responsabilit sociale, tutela della sicurezza del consumatore, rispetto dellambiente e del territorio. Chiediamo a collaboratori, partner, clienti e fornitori di condividere e trasmettere questi valori, ma siamo convinti che unazienda debba in prima persona trasformarli in effettiva modalit di lavoro e di integrazione con il territorio in cui opera. In Miniconf per esempio si dedica molta attenzione al tema della conciliazione dei tempi di vita e lavoro dei nostri collaboratori tanto da prevedere 41 diversi orari di presenza in azienda per rispettare le esigenze dei singoli o delle differenti aree aziendali. Abbiamo inoltre deciso di sponsorizzare e sostenere il progetto educativo dellIstituto Comprensivo San Piero mantenendo attivi nel territorio la scuola materna ed elementare e lasilo nido che avrebbero altrimenti rischiato la chiusura. Un atteggiamento etico che Miniconf assume anche e soprattutto nella gestione delle produzioni estere. Lazienda, che certificata ISO 14001, in collaborazione con importanti enti di certificazione che operano a livello internazionale nel controllo della qualit e della sicurezza dei prodotti, svolge regolarmente auditing presso i fornitori per valutare la reale adesione al Codice di Condotta. Il progetto orientato alla sostenibilit dellintera filiera produttiva sar presentato nel corso delledizione 2012 di Pitti Bimbo.

zione presso laboratori esterni che adottano gli stessi parametri e le stesse metodologie in tutto il mondo, definiti e aggiornati dalla nostra azienda. Questo ci consente di uniformare gli standard e il livello qualitativo dei prodotti, di valutare il grado di qualit dei tessuti e degli accessori prima di procedere al confezionamento, intervenendo preventivamente in caso di non conformit e apportando le necessarie correzioni. Nei

laboratori italiani vengono inoltre effettuati test addizionali su capi campione. Prnatal inoltre effettua pi volte lanno audit diretti presso gli stabilimenti dei fornitori, al fine di verificarne processi e procedure tenendo sotto controllo non solo i parametri qualitativi dei capi prodotti, ma anche le condizioni di lavoro dal punto di vista etico e sociale con particolare attenzione al lavoro minorile, alla sicurezza, alla difesa dei diritti dei

Il bambino target chiave dellabbigliamento


Unitamente alloriginalit delle proposte moda, si rafforza lidea che la sicurezza possa contribuire alla ripresa del comparto. Con un giro daffari nel 2010 di 2,5 miliardi di euro circa, in sostanziale stabilit rispetto al 2009, la moda bimbo rimane, secondo i dati elaborati da SMI, un target di grande interesse per le imprese italiane. La tenuta dovuta soprattutto allexport che ha recuperato il 7,2% su base annua ma che non ha compensato landamento, ancora deludente, del consumo interno. Crescono invece dell8,5% le importazioni (1,5 miliardi di euro circa). Alla base dei dati non entusiasmanti del settore non solo gli effetti della crisi sui consumi, ma anche la riduzione delle nascite in Italia. Per quanto riguarda la distribuzione: al primo posto si confermano le catene, con una quota del 43,8% mentre il dettaglio indipendente, (23,1% del sell-out di comparto) presenta unennesima contrazione, pari al -5,4%. La gdo si mantiene al 23% con una perdita dell1%, mentre gli ambulanti crescono lievemente al 9,8%.
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lavoratori. Delocalizzare non vuol dire infatti esportare produzioni solo per un vantaggio di costo, ma soprattutto esportare una cultura del lavoro basata sulla sicurezza e sulla responsabilit sociale. Pilastri che stanno alla base del nostro Codice di Condotta di gruppo, applicato ai fornitori e verificato con visite ispettive di enti di parte terza. Nata a Asolo da una piccola realt artigiana, oggi Il Gufo occupa fasce alte del mercato, con una rete distributiva presente in oltre 30 paesi, attraverso negozi monomarca e multibrand. Nonostante la crescita continua racconta Alessandra Chiavelli, retail & marketing manager il nostro obiettivo primario rimane la qualit di ogni capo e la cura artigianale di tutte le fasi di lavorazione: qualit dei materiali, perfezione dei dettagli, esclusivit delle lavorazioni. Concepiamo e prototipiamo in azienda i nostri capi, controllando ogni fase della produzione realizzata tanto in Italia che allestero: il taglio, la confezione, la tintura dei tessuti o eventuali finissaggi, la confezione, lapplicazione degli accessori e la stiratura. I
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