Sei sulla pagina 1di 4

Urbino, aprile 2012

il Ducato
dossier

Periodico dellIstituto per la formazione al giornalismo di Urbino

Il mondo dei giochi


di Stefano Strano

Dal giocattolo artigianale allindustria postmoderna: La storia di Renata Gostoli, illustratrice di Mercatello sul Metauro e di un museo che non c. Il successo di Clementoni, analizzato da Andrea Moretti, luomo che controlla i conti dellazienda di Recanati. Alcuni paradossi ed eccessi delle grandi corporation del giocattolo.

il Ducato

DOSSIER
Nella foto centrale, parte della collezione di Renata Gostoli. A destra, la targa della sua fondazione, marionette di un antico teatrino e alcuni giochi depoca

La collezione di Renata Gostoli, nella sua casa-museo di Mercatello

Il pedagogista

Quel gioco sepolto in softa


Questo spazio rischia di sparire nel disinteresse del Comune e della Comunit dellAlto e Medio Metauro

enata Gostoli, una graziosa signora di mezzet che vive a Mercatello sul Metauro. Conosce bene il mondo dellinfanzia, ora una pensionata che fa il mestiere della nonna, come tante. Prima stata una scrittrice, illustratrice e animatrice di libri per bambini e, dal 1989 al 1995, autrice di giochi interrativi e di testi per la trasmissione televisiva Rai Lalbero azzurro. Dagli anni 60 gira per mercatini in cerca di giocattoli antichi, ha messo insieme una collezione ammirevole, con delle autentiche rarit, e ha creato anche una fondazione, la D I N d o L A c i a. Oggi questo piccolo ricettacolo di meraviglie rischia di non esserci pi. Il palazzo che ospita i giocattoli privato, della sua famiglia, e questo mese cambier destinazione duso, dovrebbe diventare una casa depoca aperta al pubblico. La signora vorrebbe vendere la collezione, per intero, a un prezzo di circa 30.000 euro ed in cerca di acquirenti. Preferirebbe che fosse unamministrazione pubblica a gestirla: Perch ha un valore di memoria storica afferma Renata Gostoli pu trasmettere messaggi semplici e ben comprensibili alla collettivit, e soprattutto agli alunni delle scuole che la visitano. Ha chiesto disponibilit al Comune, che ha altre priorit, mentre la Comunit del Medio e Alto Metauro si fatta avanti con unofferta al ribasso: Mi ha fatto una proposta economica simbolica spiega la signora - ho rifiutato perch se si d poco valore a questi oggetti, vanno a finire di nuovo nei bauli degli scantinati. Avrei dato la mostra anche in concessione duso, per 200-300 euro al mese, non stato possibile. Prover a contattare collezionisti anche su internet, un po a malincuore, perch le dispiacerebbe che questi oggetti fossero comprati pezzo a pezzo e si disperdessero allestero. Per capire meglio il motivo, basta entrare in quello che ha tutto per essere un museo, specie in un paese di millecinquecento abitanti. La struttura espositiva privata e si trova a due passi dalla piazza centrale del municipio. E stata allestita da me e ristrutturata da mio fratello architetto spiega Renata Gostoli - allingresso abbiamo deciso di mostrare il viaggio simbolico nella storia del giocattolo, con un vecchio carro, una biga, che trasporta bambole antiche, alcune signore, in porcellana bisquit, altre pi povere, contadine, in paglia, poi un orsacchiotto, tutti con le loro valigie in miniatura. Un salto indietro

La signora non vorrebbe fare a pezzi la sua collezione e cerca acquirenti

nel tempo: Nel primo spazio abbiamo messo i primi giocattoli utilizzati dai bambini, alcune palle e trottole, che sono state ritrovati anche nelle tombe, i primi cavalli a dondolo, carretti e carriole in legno, prodotti in Italia dalla Sevi in modo artigianale fino alla met degli anni 50. La palla non un mero oggetto mitologia, nellOdissea, Nausicaa scopre il naufrago Ulisse mentre gioca a palla con le ancelle. Per un bambino significa scoperta del mistero del mondo, visione globale e circolare della realt. Di curioso c la scelta dei personaggi raffigurati, mestieri scomparsi come la lavandaia e animali che si comportano come uomini e suonano piccoli strumenti musicali, organetti, pifferi, piatti e trombette, un po come i I musicanti di Brema dei fratelli Grimm. Dopo lo spazio iniziale, metaforico, che accoglie il visitatore allingresso, entriamo in un altro ambiente. Ci soffermiamo davanti a due teatrini con marionette, alcune, autentici cimeli sopravvissuti a tre secoli di storia. Per gli adulti, allegoria dei vizi e delle virt di potenti e popolino, per i bambini, modelli di condotta da seguire e da evitare. Qui troviamo delle marionette, la scenografia in miniatura di quello che un teatro dei piccoli e non solo, visto che i genitori erano quasi tutti analfabeti. Da una parte un teatrino di fine Ottocento,con incisioni dipinte a mano, dallaltra uno pi recente degli anni 60. Questi, ad esempio, sono i caratteri della fiaba classica di Biancaneve, databili alla prima met del Novecento. Sono quasi tutti italiani. Alcuni di questi pupi, due carabinieri, sono del Settecento, altri sono stati realizzati in Russia, lo si pu notare dalle sembianze pi massicce dei corpi, in gesso, cartapesta, legno e creta, e dai fili di ferro che li sollevano. In unaltra zona della stanza, si notano molti libri, alcuni con figure di marionette ritagliate dalla pezza. La signora Gostoli ne ha curati numerosi, nella sua carriera prima di bibliotecaria poi di esperta di produzioni editoriali per bambini ha creato la prima sezione italiana di pubblica lettura per bambini det prescolare e progettato e realizzato centri di lettura in grandi citt come Milano, Torino e Bologna. Il libro per bambini - afferma lillustratrice - uno dei primi giocattoli con cui i neonati entrano in contatto, soprattutto quello in stoffa per i bimbi da zero a tre anni e per quelli ipovedenti. Serve ad avvicinarsi a un primo tipo di lettura, quella tattile. Ho esposto anche alcuni libri che ho pub-

Antonio Di Pietro: Educhiamo i bambini alle nuove tecnologie

blicato come autrice. I primi, negli anni 70 e 80, li ho cuciti io, quando lavoravo nelle biblioteche e nelle ludoteche. Con i burattini, ai bimbi sembrava un mistero che Cappuccetto rosso sparisse nella pancia del lupo, oggi chiss. Non sono solo bambole, diventano testimonianza di una netta distinzione sociale ed economica: porcellana bisquit e seta contro paglia e stracci, nobili e borghesi contro contadini e operai. Questo piccolo cocchio frutto del lavoro molto abile di un fabbro artigiano ed proprio la carrozza signorile ottocentesca, quella delle bambole vestite come principesse descrive la signora - poi vediamo quelle che avevano quasi tutte le bambine tra gli anni 30 e gli anni 50, fatte a mano con paglia e celluloide, o

A due passi dal municipio, una raccolta di vere rarit dalla ne del 700 agli Anni 70

realizzate dalla prima industria del giocattolo su prototipi di abili artigiani. Ne ho trovato una che ha addirittura il corpo riempito di foglie di pannocchia. Venivano regalate a Natale, anzi, pi spesso per la Befana. Non stato facile trovarle, non sono da esposizione o da collezione, erano state buttate via. Le lussuose bambole in bisquit da queste parti non si vedevano, in Italia erano una rarit che solo i nobili potevano permettersi, non erano cos diffuse come in Francia, Germania o Inghilterra. Sopra delle teche in vetro tanti piccoli oggetti spesso dimenticati in soffitte crepuscolari: Sonagli in celluloide di primo Novecento, molto fragili, non so come non si siano rotti dopo quasi un secolo! Raganelle e fischietti, e qui sotto, le biglie in vetro, pi resistenti, e le classi-

che in terracotta, protagoniste di gare interminabili, o quasi: quelle in terracotta si potevano sgretolare, ma non era un difetto, era una gioia per chi riusciva a rompere le biglie dei compagni sorride Renata Gostoli. Alcuni di questi oggetti erano realizzati su commissione da artigiani locali, come il piccolo asse con ferro da stiro, fatto da un contadino di Castello de la Pieve, la carrozzina in lamiera litografata e una piccola cassettiera degli anni 30 opera del falegname Baffoni di Mercatello sul Metauro, un gioco regalato di madre in figlia nel corso di tre generazioni. Poi c un gioco che fa parte dellimmaginario collettivo dei figli del cosiddetto baby boom del secondo dopoguerra: una plancia in latta, anni 40-50, con movimento a molla, linseguimento di cowboy e indiani. Io ho preferito spostare i personaggi afferma lillustratrice - in modo che siano gli indiani buoni a rincorrere i cattivi cowboy, per invertire la lettura falsata che veniva data dal cinema di allora. I tempi cambiano.

Pi di 5mila giocattoli a Cormano nellhinterland milanese

Trecento anni di memoria e fantasia


U
no dei musei storici del giocattolo quello di Milano, che si trasferito nel 2008 a Cormano, nellhinterland meneghino. La struttura espositiva nata nel 1989, su iniziativa della Fondazione del conte Paolo Franzini Tibaldeo, oggi ospitata in un edificio di 2.000 metri quadri, nei locali di un ex-cotonificio di inizio 900 e raccoglie circa 5.000 giocattoli che vanno dal 1700 al 1960. In realt si articola in due sedi spiega il direttore Paolo Franzini Tibaldeo una a Santo Stefano lodigiano e uno a Cormano, che si integrano tra loro per raccontare la storia del bambino attraverso il giocattolo. E non un museo basato sul collezionismo: In occasione dei 150 anni dellunit dItalia afferma Franzini Tibaldeo - abbiamo realizzato un percorso sul gioco risorgimentale, un allestimento che non mai stato fatto nel nostro paese, neanche dal museo del Risorgimento di Torino. C anche il primo calendario dellunit dItalia, datato 1862, di cartone acquerellato a mano, che ritrae un bambino che suona il tamburo, e il gioco dellassalto alla fortezza, per ricordare quello al forte di Ancona del 1849. Unevoluzione storica che segue un percorso secolare: La storia del giocattolo che abbiamo raccolto prosegue il direttore racchiusa in duecento anni esatti. Rousseau stato il primo a concepire una societ del bambino, che prima era considerato solo come un piccolo adulto, doveva crescere alla svelta e per giocare costruiva strumenti artigianali da s. Alla fine del Novecento, poi, si torna al punto di origine, con i bambini di oggi che usano gi degli strumenti tecnologici da adulti. Nel mezzo, la storia di come la tecnica ha cambiato il giocattolo, c una sezione intitolata La scienza divertente - spiega il direttore dove si pu vedere levoluzione di materiali e meccaniche di gioco, le leggi fisiche, con i giocattoli ad aria calda fino a quelli a pile e la rivoluzione delluso della plastica negli anni 50, con i primi composti brevettati da aziende italiane, che ha permesso al giocattolo di arrivare nelle case di tutti i bambini, non solo in quelle delle famiglie abbienti. Anche in questambito, lItalia rimasta indietro rispetto al Nord Europa e alla Germania, la patria tradizionale del giocattolo, per aspetti connaturati alla cultura e alla religione: dallepoca risorgimentale, e per molti secoli prima commenta Franzini Tibaldeo - gli artigiani hanno realizzato soprattutto opere di immagini sacre. Cos il giocattolo, il legame del bambino con il fantastico, stato tenuto in scarsa considerazione, in una societ fortemente clericale. Poi c un aspetto legato alla conformazione del territorio: gli spostamenti, anche alla fine dell800, erano lunghi e scomodi anche per le rotte commerciali.

na volta cresciuti, i bambini di oggi si ricorderanno ancora un gioco della loro infanzia? Un'attivit che propongo spesso durante i miei corsi proprio dedicata ai ricordi dei giochi dell'infanzia. I giochi si ricordano perch lasciano un segno importante nella formazione di una persona. Una delle cose pi interessanti che emerge dall'ascoltare questi ricordi che tendenzialmente viene dato risalto all'ambiente esterno e alla non presenza dei genitori. Come dire: i giochi che lasciano il segno sono quelli che avvengono all'aria aperta e lontano dalla conduzione degli adulti. I bambini s'inventano ancora dei giochi o hanno meno fantasia di un tempo? I bambini s'inventano continuamente giochi. Ancor di pi se hanno materiali a disposizione che non dicono a cosa giocare: un mantello di Superman serve solo a imitare le gesta di un super eroe, con un foulard si pu fare un mantello (da principessa, da cavaliere...), ma anche un grembiule, un copricapo, eccetera. La creativit dei bambini inquinata da cartoons e da personaggi di videogames, cos come da immagini stereotipate. Per alimentare la creativit occorrono poche cose e semplici: un cucchiaio da questo punto di vista pi interessante di una macchinina. Le nuove tecnologie possono fornire opportunit promettenti per il gioco educativo? I bambini di oggi sono deniti "nativi digitali". Non possiamo pensare di proibirgli l'utilizzo di nuove tecnologie, ma educarli ad utilizzare videogiochi, internet, cellulari, smartphone e tablet. Occorre sostenerli nel gestire l'attrazione di questi strumenti. Le persone di oggi devono innanzitutto imparare ad auto-regolamentarsi sapendo che tutto non si pu fare, che il multitasking rischia di trascinarci verso unazione superciale e che il benessere dato da un approccio olistico alla vita. Per far s che un bambino possa auto-regolamentarsi importante che l'adulto dia il buon esempio: tenere spenta la TV quando si mangia, non rispondere su Facebook mentre si gioca con i gli, prendersi dei momenti specici per parlare al telefono. Per equilibrare la vita ludica di un bambino va bene giocare a un videogame, ma anche saltare alla corda, giocare al "far nta di" con i propri amici. I giochi sono un nutrimento fondamentale per la crescita di un bambino e, proprio come il cibo, devono essere il pi possibile equilibrati tra i mentali e i sici, i sedentari e i motori, quelli con i materiali articiali e naturali.

il Ducato

DOSSIER

Andrea Moretti, da 17 anni controlla conti e bilancio dellazienda di Recanati

Clementoni: il budget una era


Metodo di contabilit unico in Italia, giochidigitali e fornitori cinesi ma certicati

ietro i risultati di un'industria recanatese conosciuta a livello internazionale per il Sapientino ci sono rigorosi metodi di pianificazione del budget. Saranno anche giocattoli, eppure per stabilire come e dove investire l'azienda Clementoni utilizza strumenti e idee all'avanguardia, che in Italia sono ancora per lo pi sconosciuti in realt produttive anche pi grandi. Andrea Moretti lavora da 17 anni con Clementoni nel ruolo di 'comptroller'. Nel management d'impresa, una figura professionale diffusa soprattutto negli Stati Uniti e Gran Bretagna, esperta di contabilit aziendale e di auditing, ovvero di valutazione dell'affidabilit di un'informazione o di un dato e di controllo di un sistema. La funzione essenziale il controllo interno, che serve a gestire e a ridurre i rischi per l'azienda, un lavoro di verifica sulla regolarit del flusso di informazioni per effettuare investimenti produttivi. Qual il suo ruolo nellazienda e perch il vostro metodo di lavoro sul budget cos innovativo? Ormai dal 2006 all'interno della Clementoni mi occupo dell'organizzazione della 'fiera del budget, un metodo pi efficace ed efficiente di pianificazione delle risorse da mettere a bilancio nell'anno successivo. E' un processo molto dinamico nelle interazioni che si vengono a creare, nelle sue fasi riprende la tradizionale suddivisione del budget, commerciale, di vendita, finanziario, costi generali e di ricerca e sviluppo. L'innovazione non sta nel contenuto, ma nel modus operandi, a tutt'oggi un'originalit assoluta: al di fuori di Clementoni, che io sappia, non ci sono altre aziende che utilizzano questa forma. Nell'arco di tre o quattro giorni si fa quello che in altre realt viene determinato in due o tre mesi, grazie a tecniche di lavoro di gruppo supportate da un'infrastruttura informatica che consente a tutti i manager di far confluire i loro dati, di compararli e di modificarli, di fare delle simulazioni in tempo reale, con un grande coinvolgimento del management, che in questo breve periodo si trova tutto fisicamente nell'azienda. Ci sono dei piccoli stand espositivi, dove, in un paio d'ore, i dirigenti si muovono, lasciano appunti e post it e dialogano con i responsabili dei vari team. Ora siamo giunti gi alla sua settima edizione. Di solito presente tutto il top manage-

Andrea Moretti, comptroller della Clementoni s.p.a.


ment aziendale: certo, il budget non si approva in pochi giorni, ci si riserva qualche giorno successivo per la stesura definitiva, anche se, dopo la fiera, il budget al 9899 per cento uguale a quello finale. Il presidente Mario Clementoni e lamministratore delegato, suo figlio Giovanni, apprezzano? I manager sono contenti che in questo breve periodo si possa condensare un tipo di lavoro che pu trascinarsi anche per molte settimane. Ricevono prima una lettera di pianificazione con gli obiettivi aziendali brevi e imprecisi', come diceva Napoleone, non tutto il budget, solo quelli di fatturato e di reddito. I manager cos possono scrivere un piano dettagliato in armonia con il contenuto del processo di pianificazione strategica che riguarda un arco di tre anni. E' probabile che la 'fiera' si estender anche a un ambito pi di visione, di analisi di scenario, fino al 2016. Quali sono i vostri obiettivi aziendali? Negli ultimi anni un obiettivo prioritario quello di puntare alla linea della prima infanzia, da 0 a 24 mesi, nella quale l'azienda ha costruito la propria credibilit ed diventata temibile per i concorrenti Chicco e Fischer Price , anche se il primo leader indiscusso perch i suoi prodotti riguardano anche la cura, l'alimentazione e l'igiene del bambino. I nostri prodotti, poi, sono al passo coi tempi, i giochi si evolvono, perch i bambini entrano sempre di pi in contatto con gli iPad, gli smartphone o le webcam dei computer dei genitori. Le nostre consolle si possono collegare al televisore e a internet, possono funzionare in modo simile a tablet, hanno riconoscimento ottico con webcam proprio come la Wii o la Playstation, ma i giochi sono educativi, non si corre il rischio di vedere contenuti pericolosi. Costano meno e una cosa certa, i bambini, soprattutto i pi piccoli, giocano con qualsiasi cosa, possono divertirsi con il videogioco, il pongo o le costruzioni. E questo il fascino di creare giocattoli per la prima infanzia, dove la mente ancora molto malleabile, non ha formato graduatorie di preferenze, pu recepire stimoli in qualunque forma gli si proponga. Non conta solo linterattivit digitale, c anche la manualit, la possibilit di costruire, di sbagliare e anche di sporcarsi, sono aspetti cruciali nellapprendimento e nelle fasi di sviluppo. Noi non facciamo giocattoli meramente ludici, come palloni o racchette da tennis questa volont di insegnare educare ha alimentato nel corso degli anni la fiducia delle famiglie italiane nei confronti dell'azienda. Quali dimensioni ha il vostro mercato? All'estero siamo presenti, soprattutto a livello continentale, in Germania, Francia e Spagna e stiamo crescendo: stiamo pensando a nuove filiali, una stata inaugurata di recente in Portogallo, e ci sono mercati molto promettenti, penso soprattutto ai paesi dell'America Latina. Vendiamo pi in Canada che negli Stati Uniti: gli americani sono gi ad uno stadio successivo del

In 3-4 giorni i manager svolgono unattivit che altrove pu occupare alcuni mesi

I fornitori? quelli cinesi sono sicuri, certicati IISG, ma non sacrichiamo la qualit

gioco educativo, che si modella su programmi d'intrattenimento, serie e format televisivi, che semplificano, talvolta banalizzano, contenuti culturali e scientifici, con una forte crescita del giocattolo capace di rendere simpatica la scienza e la conoscenza. Espandersi in Asia impensabile: come vendere ghiaccio agli eschimesi, anzi come importare ghiaccio dagli eschimesi e poi cercare di rivenderglielo!. Avete rapporti con fornitori cinesi? Non pensabile realizzare alcune componenti in Italia, e non solo per i costi elevati. Il problema che le aziende nazionali e locali di elettronica per chip, schede, schermi lcd, non esistono quasi pi qui. E per questo che da circa un decennio noi le facciamo produrre nel distretto di Hong Kong. Alcune tipologie di lavorazione, elettronica, plastiche, peluche, vengono prodotte solo in Asia ormai. E il cliente come reagisce? Misuriamo una sorta di idiosincrasia nel consumatore, che vede con diffidenza il prodotto marchiato Made in China. Ma questa paura un po' emotiva, dettata dal fatto che stiamo parlando di bambini, allora serve un atto di fiducia del consumatore nel produttore. C' chi va a fare shopping in Cina e compra di tutto, cercando il ribasso pi evidente nei fornitori locali. Noi andiamo l per realizzare il nostro prodotto, con le specifiche di sicurezza e qualit dettate da noi, dopo di che la vera fatica controllare i fornitori. I nostri sono spesso partner storici con cui lavoriamo da molti anni, sono affidabili e seguono totalmente le nostre indicazioni. Metalli pesanti, vernici tossiche, piccole componenti che si staccano e possono essere ingerite, sono il terrore per chi lavora in questo settore cos delicato ed una storia recente capitata anche a concorrenti pi grandi e conosciuti di noi, come Mattel: anche con dolo, un fornitore per rientrare nei costi ha sostituito un materiale sicuro con uno di dubbia provenienza, i controlli non sono serviti e non se ne sono accorti. Per la nostra filiale di Hong Kong un costo notevole effettuare queste verifiche, per imprescindibile: una volta che il prodotto sdognato in Italia il danno fatto e non si pu vendere nel mercato. La seriet e la trasparenza di questazienda sono indiscutibili e riconosciute storicamente da chi acquista i nostri giochi, che sono sicuri, certificati dall'Istituto italiano sicurezza giocattoli.

Dagli ultimi dati disponibili la crisi incide sullutile, meno sul buon andamento

Un fatturato da 100 milioni


Ricerca e Sviluppo, licenze per usare limmagine di personaggi Disney: costi che sono investimenti produttivi

l successo di unazienda si misura sui dati dei suoi bilanci consolidati. Secondo gli ultimi due disponibili (2009/2010 e 2010/2011), nonostante la crisi economica, la Clementoni s.p.a gode buona salute, considerato che il mercato italiano del giocattolo nel 2010 cresciuto meno (+2,8%) rispetto alla media dei principali paesi europei (+7,7%). Il bilancio 2010, chiuso il 31 marzo 2011, ha registrato un utile netto di 2.217.354 euro, una posizione solida nel contesto competitivo nazionale: in Italia la Clementoni continua a essere il primo produttore di giochi educativi ed la terza nella classifica dei fatturati del settore, con ricavi per 106.999.000 euro (al 31 marzo 2010 era 94.304.000 euro). La produzione italiana di giocattoli nel 2010 comunque aumentata molto con un +7,9% rispetto al 2009 e il trend dellincremento dei prezzi al consumo, dato favorevole per le aziende, fa registrare un +4,9%, nonostante la contrazione delle quantit vendute (2,1%). La Clementoni ha utilizzato molte risorse per il cosiddetto licensing, lacquisto di licenze che consentono di avvalersi di diritti dimmagine di personaggi famosi in tutto il mondo, su tutti di quelli Disney. In Italia la vendita di prodotti con licenza salita del 12% rispetto al 2009, contro il 2,8% della media del mercato globale. Il costo notevole: al 31 marzo 2011, le royalties-licenze costano a Clementoni circa 8 milioni di euro. Altro ambito in cui lazienda investe molto la Ricerca e Sviluppo (progettazione di prototipi, realizzazioni grafiche, innovazione del prodotto), in cui ha sostenuto costi per 2.829.290 euro, per quanto di poco inferiori al 31 marzo 2010 (2.864.292 euro). Tra gli indicatori di redditivit, il margine operativo lordo (Mol), che misura il reddito di unazienda al netto di interessi, tasse e deprezzamento di beni e ammor-

tamenti, intorno al 8,2%, leggermente inferiore al 9% del 2009/2010 e comunque performante. Questo un dato emblematico: lazienda genera pi ricchezza con la propria gestione che con le operazioni degli amministratori (ammortamenti, indebitamento con banche). E una fotografia del buon andamento di Clementoni. Certo, il Mol del bilancio 2008/2009 era del 9,6%, pi vicino alla media 10-15%, un livello ritenuto discreto dagli operatori finanziari. La crisi, insomma, ha inciso anche nel settore dei giocattoli.

l numeri del successo


Fatturato Utile netto Costo royalties Ricerca e Sviluppo

(Fonte: Clementoni s.p.a.)

al 31/3/2011
106.999.000 2.217.354 8.074.000 2.289.290

al 31/3/2010
94.304.000 3.369.650 8.543.767 2.864.292

Mol

8,2%

9,0%

Storia di un imprenditore e di un prodotto che lo rese famoso

Sapientino: imparare giocando


I
sposta corrispondente, se quest'ultima esatta viene emesso un l gioco una cosa seria. Non bisognerebbe mai smettere segnale acustico (poi anche visivo). Il gioco allinizio dedicato di giocare, specialmente quando si diventa grandi. Queai bambini det prescolare, poi, dopo solo un anno, viene lansta la frase pi celebre di Mario Clementoni, che nel ciato Sapient Robbie, un sussidiario enciclopedico elettronico. 1963 fonda a Recanati unazienda unica nel suo genere. Prima, E una versione pi evoluta dal punto di vista educativo, con dolavorava in unazienda di strumenti musicali, un distretto tipico mande anche di storia e geografia, marchigiano. Nella sua attivit dedicata a bambini pi grandi, dai 7 commerciale, entra in contatto ai 12 anni, che verr prodotto fino a con unazienda americana, visimet degli anni '80. Nel 1986, una tando la fiera del giocattolo di notevole evoluzione analogica con New York nel 1957-1958, e gli vieSapientino Scuola, per bambini 3ne in mente lidea imprenditoria7 anni, sempre basato sul meccanile: rendere popolari i giochi in smo degli spinotti, con una possibiscatola anche in Italia. Oggi lalit in pi: la possibilit di giocare zienda conta 500 dipendenti con senza di essi, con la pressione delle unet media di 38 anni, mantiedita. Dopo tre anni, il giocattolo dine e rafforza una dimensione inventa parlante, interattivo, e, alle ternazionale nei mercati europei soglie del terzo millennio, la penna con filiali commerciali in Spagna, del gioco prende la forma di un Germania, Francia, Polonia e computer con un mouse che segnaPortogallo e una filiale operativa la al bambino la risposta esatta. Dal a Hong Kong. Nello stabilimento 2002 arriva sul web: a tutti coloro di Recanati si realizza il 60% della che acquistano uno dei giochi della produzione totale, tutti i prodotti gamma data la possibilit di scaricon componenti di carta e cartocare schede aggiuntive nel sito inLa prima confezione realizzata nel 1967 ne, come i giochi in scatola e i ternet. Il gioco si trasforma anno puzzle. Nel 1967 nasce il gioco pi dopo anno e la versione Smart Tv diventa un videogioco educainnovativo, il Sapientino, sintesi dellessenza della Clementoni: tivo da collegare alla televisione. Infine, le ultime evoluzioni, picimparare giocando. E Sapientino cos diffuso nelle famiglie coli pc per bambini, senza dimenticare la funzione educativa e la italiane che diventa anche un termine da vocabolario, un modo tradizione del gioco in scatola, anche scientifico. Uno degli ultisimpatico di definire una persona saccente. Questo gioco racmi, la Scienza nella serra, permette di far nascere e crescere tanconta pi di quarantanni di storia italiana. E una semplice inti tipi di piante, attraverso una mini serra dotata di sistema di irtuizione di Mario Clementoni. L'idea gli venuta mentre si alrigazione incorporato. In fondo unepoca digitale e insieme di lacciava le scarpe: dai due capi di un laccio, i due spinotti che fanrinascita ecologista. no funzionare il gioco, selezionano la domanda e segnalano la ri-

il Ducato

DOSSIER

Stravaganze e follie delle corporation multinazionali del giocattolo

Parossismo da business
Dallazienda che ha bruciato 100 milioni di dollari per il taglio di capelli di una star al gadget grottesco, il Tubtanic

ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO, fondata da Carlo Bo. Presidente: STEFANO PIVATO, Rettore dell'Universit di Urbino "Carlo Bo". Vice: DARIO GATTAFONI, Presidente dellOrdine dei Giornalisti delle Marche. Consiglieri: per l'Universit: BRUNO BRUSCIOTTI, LELLA MAZZOLI, GIUSEPPE PAIONI; per l'Ordine: STEFANO FABRIZI, SIMONETTA MARFOGLIA; per la Regione Marche: SIMONE SOCIONOVO, ALFREDO SPARAVENTI; per la Fnsi: GIOVANNI GIACOMINI, GIANCARLO TARTAGLIA. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO: Direttore: LELLA MAZZOLI, Direttore emerito: ENRICO MASCILLI MIGLIORINI. SCUOLA DI GIORNALISMO: Direttore GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI. IL DUCATO Periodico dell'Ifg di Urbino Via della Stazione, 61029, Urbino - 0722350581 www.uniurb.it/giornalismo; e-mail: redazioneifgurbino@gmail.com Direttore responsabile: GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI Stampa: Arti Grafiche Editoriali Srl - Urbino - 0722328733 Registrazione Tribunale Urbino n. 154 del 31 gennaio 1991 6

ietro lindustria del giocattolo, i paradossi di un mondo lontano dallinnocenza e dalla spontaneit del bambino. Nel 2011 lazienda americana Bridge Direct che produceva bambolotti a immagine e somiglianza del cantante canadese Justin Bieber, nuova icona mondiale del pop, ha bruciato cento milioni di dollari. Lingiusta causa, il nuovo taglio di capelli della star, che ha reso invendibile tutta la produzione precedente. Se vi sembra troppo o si ha poca fantasia, il 14 aprile si poteva commemorare la morte di 1523 persone, il centenario del pi grande disastro nella storia della navigazione civile, il naufragio del Titanic, con un accessorio che non un giocattolo qualunque. Lazienda inglese Paladone ha realizzato il Tubtanic, un tappo per vasca da bagno collegato a un modellino stilizzato del transatlantico che si pu acquistare on line al prezzo di circa 17 euro. Una soluzione per non far strillare il neonato nel suo bagnetto, o traumatizzarlo meglio quando cresce. Negli Stati Uniti, il colosso nella vendita di giocattoli ToysRUs ha messo in vendita il trio di bambole, per le bambine dai due anni in su, You&Me Interactive Play&Giggle Triplet Dolls che non emettono vagiti, non dicono mamma, bens parolacce come You Crazy Bitch e Fuck You. Allindignazione di molti genitori che ne hanno chiesto il ritiro dal commercio, la corporation ha declinato con una risposta simile: non abbiamo ricevuto lamentele tali da giustificare una simile azione. Le frasi pronunciate dalle bambole sono solo dei suoni infantili. ToysrUs, peraltro, in forte crisi. Il New York Times ha analizzato questo declino: negli Stati Uniti le vendite natalizie 2011 della multinazionale sono state peggiori di quelle del 2008, lapice della crisi economica. Anche alcuni dirigenti hanno deciso di andarsene. A febbraio si dimesso il presidente della casa madre americana due mesi prima della fine del suo mandato e prima di lui i responsabili del marketing e dellamministrazione. La vendita di videogiochi, che negli anni scorsi era cresciuta grazie alle consolle Nintendo e Sony, in calo, a causa del successo delle applicazioni per smarthphone e tablet, persino tra i bambini. I nuovi strumenti tecnologici

dellera digitale minacciano anche un altro gigante del giocattolo, la statunitense Mattel, che ha chiuso il primo trimestre 2012 con una perdita di profitti del 53 per cento, un utile netto che scende a 7,8 milioni di dollari dai 16,6 milioni registrato nello stesso periodo dellanno precedente. Nemmeno la Barbie, la bambola pi famosa al mondo, salva. Secondo Mattel, nove bambine americane su dieci ne hanno almeno una, eppure nel primo trimestre 2012 le vendite sono calate del 6 per cento, a fronte di un aumento del 22 per cento della vendita di altre bambole dello stesso brand. Barbie, insomma, rischia di invecchiare, nonostante i suoi cinquantatre anni di plastiche e Mattel cos ha messo in vendita una versione che incorpora una microcamera, attivabile con un bottone al centro di una cintura indossata dalla bambola. Limmagine che viene ripresa compare su un piccolo schermo posizionato sul ventre della Barbie stessa e pu essere trasferita sul computer. Questa idea ha comunque un costo notevole per il consumatore: negli Usa si pu comprare al prezzo di 50 dollari, circa il doppio della bambola classica. Per non parlare delle questioni etiche e di tutela della privacy. Gi nel 2009 lFBI aveva diffuso una nota confidenziale su Barbie video girl. Per la polizia federale americana questo modello, provvisto di una telecamera posizionata sulla collana, pu prestarsi a un uso distorto: i pedofili potrebbero filmare i bambini di nascosto, visto che la bambola consente di girare filmati anche di mezzora, poi proiettabili su un mini schermo collocato sulla schiena della bambola. In ogni caso, i produttori hanno declinato ogni responsabilit su un possibile impiego improprio del giocattolo. La fenomenologia della Barbie assume forme sempre nuove. Lultima "calva ed stata prodotta per sostenere i bambini ammalati di cancro che perdono capelli a causa della chemioterapia. Il nuovo modello sar disponibile dal 2013, una decisione che lazienda ha preso dopo un appello lanciato su Facebook, sottoscritto da oltre 157mila sostenitori. Avr unampia gamma di accessori, come parrucche, cappelli e sciarpe, non sar commercializzata e sar disponibile negli Stati Uniti e in Canada solo per donazioni a ospedali e istituti di cura di tumori in et pediatrica.

Lindustria spende quantit stratosferiche di denaro per indurre i bambini a convincere i genitori a comprare giocattoli che butteranno dopo cinque minuti (Noam Chomsky)
GIGANTI MULTINAZIONALI SOTTO ACCUSA

Long di Hong Kong, Sacom, ha accusato colossi mondiali del giocattolo del calibro di Mattel, Disney e Lego di servirsi di fornitori cinesi che violano i diritti degli operai. Bambini lavoratori sfruttati nel periodo estivo, turni in fabbrica di dodici ore al giorno, sette giorni su sette, condizioni di sicurezza pessime, attrezzatura inadeguata per maneggiare prodotti chimici, questa la denuncia del rapporto Making toys without joy, pubblicato il 5 dicembre 2011 dalla Sacom. Lorganizzazione ha monitorato le condizioni di lavoro dal 2005 e ha visitato tre aziende di giocattoli nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina, la Dongguan On Tai Toys Co. Ltd, la Sturdy Products Factory e la Hung Hing Printing Group Ltd, tutte certicate dallInternational Council of Toys Industries, la massima autorit del giocattolo che comprende 780 marchi e promuove lo standard di sicurezza internazionale. Nel 2004 lICTI ha avviato il programma per il controllo della produzione CARE: ispezioni per tutelare dei diritti dei lavoratori. Secondo lassociazione, una copertura: le fabbriche dei subappaltatori pagherebbero lICTI per superare veriche e costringerebbero i lavoratori a mentire.