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La C E LLU LA per svolgere le sue funzioni d eve trovar- si im m e rsa in un m e z z o fluid o.

d eve trovar- si im m e rsa in un m e z z o fluid
Parameci
Parameci

G li organism i unicellulari sono a diretto contatto con l’am bien- te in cui vivono (acqua m arina

o d olce ).

Negliorganismisuperiorile cellule deitessutivivono

im m erse nel liquido interstiziale, interposto tra una

ce llula e l’a ltra .

La com p osiz ione d e l liquido interstiziale viene m antenuta co- stante m ediante scam bi con l’am bien- te finalizzati ad ap- portare fattori nu- tritivi e d O 2 e ad allontanare i prodot- ti del catabolism o cellulare.

e ad allontanare i prodot- ti del catabolism o cellulare. Liquido interstiziale Capillare sanguigno Capillare

Liquido interstiziale

Capillare sanguigno

Capillare linfatico

Cellula

Neimammiferila funzione discambiotra illiquido

interstiziale e l’am b iente è svolta d al S A N G U E

Il sangue è un tessuto con sostanza inter-

cellulare liquida

Il sangue è un tessuto con sostanza inter- cellulare liquida Plasma Piastrine G lob uli rossi

Plasma

Piastrine G lob uli rossi Globulibianchi
Piastrine
G lob uli rossi
Globulibianchi

Funzioni del sangue

1)Trasportodelle sostanze nutritive

2)Trasportodeigasrespiratori

3)Allontanamentodelle scorie cataboliche

4)Trasportodegliormoni

5)Regolazione termica

6)Funzione immunitaria

7)R egolazione del pH

8)R egolazione dell’equilibrio salino

5)Regolazione termica 6)Funzione immunitaria 7)R egolazione del pH 8)R egolazione dell’equilibrio salino
Volume sanguigno → → volemia La quantità totale di sangue am m onta in m

Volume sanguignovolemia

La quantità totale di sangue am m onta in m edia al 7% delpesocorporeo. Quandoilvolume disangue simantiene nell’intervallo dinormalità siparla di

simantiene nell’intervallo dinormalità siparla di NORMOVOLEMIA. Unvolume aldisopra della norma è definito

NORMOVOLEMIA.

Unvolume aldisopra della norma è definito

di NORMOVOLEMIA. Unvolume aldisopra della norma è definito IPERVOLEMIA. Unvolume aldisottodella norma è definito

IPERVOLEMIA.

Unvolume aldisottodella norma è definito

Pesospecifico

Unvolume aldisottodella norma è definito Pesospecifico IPOVOLEMIA. E’circa 1,05 volte quello dell’acqua.

IPOVOLEMIA.

E’circa 1,05 volte quello dell’acqua. E’ilrisultato della somma deipesispecificideglielementiche lo com pongono; può crescere con l’aum ento del num ero dicellule presentioperilcalodella componente li- quida.

Viscosità

E’indice della resistenza alflusso:maggiore è la vi- scosità e m aggiori sono le resistenze. La viscosità d e l sa ng ue è circa 4-5 volte que lla d e l- l’acqua. Ciò significa che un dato volum e di sangue (alle stesse cond iz ioni d i te m p e ra tura e d i p re ssione ) im p ie g a a spostarsi d a un punto A ad un punto B un tem po 4-5 volte superiore ad un ugual volum e di acqua. I piùimportantifattoriingradodiinfluenzare questo parametrosono,inordine diimportanza,iglobuliros- sie le proteine plasmatiche.

pH

E ’ m antenuto in un am bito m olto ristretto com preso tra 7,35-7,40.

IlPlasma

E’ la com ponente m aggiorm ente responsabile del volum e del sangue

E ’ un liquido lim pido di colore gial- lopaglierino.

Plasma

’ un liquido lim pido di colore gial- lopaglierino. Plasma G lobuli rossi Plasma (55%) Globulibianchi

G lobuli rossi

lim pido di colore gial- lopaglierino. Plasma G lobuli rossi Plasma (55%) Globulibianchi G lob uli

Plasma (55%)

Globulibianchi

G lob uli rossi (4 5 % ) Globulibianchi

(55%) Globulibianchi G lob uli rossi (4 5 % ) Globulibianchi G ià l’o ss e

G ià l’o ss e r v a z io n e “ m a c r o s c o p ic a ” p uò f o r n ir e a lc un e

informazioni:

S iero torb id o: d ovuto ad un eccesso d i com posti lipid ic S i parla di S IERO LIPEM ICO . Può segnalare una patologia oppure può essere un artefatto (anim ale non d igiu- no al m om ento del prelievo).

Sierotendente alrossopiùomenointenso:questa condizione si realizza a causa della rottura d ei glob uli rossi E M O LIS I. Può segnalare una patologia oppure può essere un artefatto (prelievo eseguito non correttam ente).

S iero giallo arancio: patologia epatica?

Com posizione del plasm a

90% A cqua
90% A cqua
10%
10%

P r o t e in e plasmatiche

6-7%

del plasm a 90% A cqua 10% P r o t e in e plasmatiche 6-7%

Sostanze

inorganiche

plasm a 90% A cqua 10% P r o t e in e plasmatiche 6-7% Sostanze

Sostanze

organiche

Gas respiratori ed inerti

Proteine plasmatiche

Sonoilcostituente plasmaticopiùimportante.

plasmatiche Sonoilcostituente plasmaticopiùimportante. Sonoformate da lunghe catene diaminoacidilegatitra

Sonoformate da lunghe catene diaminoacidilegatitra

plasmaticopiùimportante. Sonoformate da lunghe catene diaminoacidilegatitra diloromediante legame peptidico. R

diloromediante legame peptidico.

R
R

Funzioni

R egolano gli scam b i id rici nei capillari (pressione colloidosm otica).

2) M antengono il pH sanguigno.

3)Contribuisconoalla viscosità delsangue.

4) Fungono da trasportatori.

5 ) Intervengono nella coagulazione.

6 ) Intervengono

nei processi im m unitari.

7) Fungono da riserva am inoacidica.

Elettroforesidelle proteine pla sm a tich e

Mediante questometodo sivalutanoqualitativamente e quantitativam ente le proteine presenti in un cam pione di plasm a.

ente le proteine presenti in un cam pione di plasm a. S u un substrato (es.

S u un substrato (es. gel di agar) viene depositata una piccola quantità di plasm a. Il substrato è posto su un ponte alle cui estrem ità ci sono un polo – e uno +; il substrato è im m erso in una soluzione a pH =8 (per aum entare le cariche negative delle proteine). A l passaggio di corrente le proteine m igreranno verso il polo +.

Frazioni separate
Frazioni
separate

La mobilità elettroforetica dipende da:

Carica elettrica delle particelle Form a e grandezza delle parti- celle; R esistenza di attrito al supporto

delle parti- celle; R esistenza di attrito al supporto A vvenuta la separazione ? colora zione

A vvenuta la separazione

?

colora zione

?

determ inazione quantitativa

d e nsitom e trica

esistenza di attrito al supporto A vvenuta la separazione ? colora zione ? determ inazione quantitativa

Elettroforesidelle proteine pla sm a tich e

Elettroforesidelle proteine pla sm a tich e
ALBUMINA
ALBUMINA

Rappresenta il60% delle proteine plasmatiche. PM =65000 Carrier(trasportatore)dinumerose sostanze fisiologiche e farm acologiche (bilirubina,penicillina,aspirina). Fondamentale perilmantanimento della Pressione colloidosmotica.

perilmantanimento della Pressione colloidosmotica. G LO BU LIN E α -1-globuline: com prendono glico- e
G LO BU LIN E
G LO BU LIN E
della Pressione colloidosmotica. G LO BU LIN E α -1-globuline: com prendono glico- e lipoproteine. Le

α-1-globuline: com prendono glico- e lipoproteine.

Le più im portanti: lipoproteine ad alta densità (H D L) globulina legante la tiroxina globulina legante il cortisolo globulina legante la vitam ina

αα-2-globuline

B12

:aptoglobina (lega l’emoglobina libera) ce rulop la sm ina (e nz im a ) p rotrom b ina e ritrop oie tina

ββ-globuline:(ββ1 e ββ2)includonole lipopproteine a bas-

sa densità

(LDL).

Trasportanoanche trigliceridi,vitamine liposolubili,Cu Fe.

γγ-globuline:

include le immunoglobuline (anticorpi).

FIBRINOGENO
FIBRINOGENO
FIBRINOGENO Migra tra le zone β β e γ γ . PM =400000 E’una proteina della

Migra tra le zone ββ eγγ. PM =400000 E’una proteina della coagula- zione sanguigna.

Modificazionipatologiche della concentrazione diproteine plasmatiche
Modificazionipatologiche della concentrazione
diproteine plasmatiche

Aumentoperdisidratazione

Riduzione per 1. insufficiente produzione (patologia e p a tica ) 2. perdita (patologia renale).

Funzione tam pone delle proteine plasmatiche

Funzione tam pone delle proteine plasmatiche L’organism o deve m antenere il pH tra 7,35-7,40. La
Funzione tam pone delle proteine plasmatiche L’organism o deve m antenere il pH tra 7,35-7,40. La

L’organism o deve m antenere il pH tra 7,35-7,40.

L’organism o deve m antenere il pH tra 7,35-7,40. La regolazione è attuata da meccanismidinatura Renale

La regolazione è attuata

da meccanismidinatura

Renale Respiratoria Ematica Come funziona unsistema tampone?
Renale
Respiratoria
Ematica
Come funziona unsistema tampone?

S e aggiungiam o qualche goccia di acido o di base all’ac- qua distillata siverificherà una variazione dipH.

S e nell’acqua invece sciogliam o una certa quantità di un

ACIDO DEBOLE + UN SUO SALE CON UNA BASE FORTE il

pH non varia o varia pochissim o all’aggiunta d i qualche goccia diacidoodibase.

A c id o d e b o le
A c id o d e b o le

S a le d i b a s e f o rte

A c id o d e b o le S a le d i b a

C H 3 COONa+HClCH 3 COOH +NaCl

C H 3 COOH +NaOHCH 3 COONa+H 2 O

Nel SANGUE sonopresenti iseguentitamponi: PLASMA H 2 CO 3 /NaHCO 3 NaH 2 PO 4

NelSANGUE sonopresenti iseguentitamponi:

PLASMA
PLASMA

H 2 CO 3 /NaHCO 3

NaH 2 PO 4 /Na 2 HPO 4

PrCOOH /PrCOONa

EMAZIE
EMAZIE

HHbO 2 /KHbO 2

HHb /KHb

KH 2 PO 4 /K 2 HPO 4

Pr= proteine Hb = emoglobina

N ell’em oglobina l’effetto tam pone è dovuto ai gruppi imidazolicidell’istidina che sonocapacidilegare op- pure dicedere H +

Funzione tam pone delle proteine plasmatiche

Funzione tam pone delle proteine plasmatiche • Le proteine sono sostanze A N FO T ERE

Le proteine sono sostanze A N FO T ERE capaci cioè di d issociarsi sia com e acid i che com e b asi.

Possiedono infatti:

sia com e acid i che com e b asi. Possiedono infatti: 1) gruppi am inici

1) gruppi am inici (-N H 2) capaci di

legare gli H +

1) gruppi am inici (-N H 2) capaci di legare gli H + 2 ) gruppi

2 ) gruppi carb ossilici (- C O O H ) ca-

paci di liberare gli H +

carb ossilici (- C O O H ) ca- paci di liberare gli H + Illoro
Illoro comportamento dipende dal pH del m ezzo in cui si trovano
Illoro comportamento
dipende dal pH del m ezzo in
cui si trovano

Funzione tam pone delle proteine plasmatiche

Per ogni proteina esiste un valore di pH

P U N T O I S O E L E TT R I C
P U N T O I S O E L E TT R I C O

al quale i gruppi acidi ed i gruppi basici si dissociano inugualmisura.Le molecole divengononeutre e pre- cipitano.

inugualmisura.Le molecole divengononeutre e pre- cipitano. • A d un pH m aggiore del loro punto

A d un pH m aggiore del loro punto isoelettrico si com portano com e A CID I D EBO LI

punto isoelettrico si com portano com e A CID I D EBO LI • Ad un

Ad unpH minore delloropuntoisoelettricosi com portano com e BA SI D EBO LI

delloropuntoisoelettricosi com portano com e BA SI D EBO LI Poiché tutte le proteine plasm atiche

Poiché tutte le proteine plasm atiche presentano un pun

to isoelettrico com preso tra 4 e 6, a pH =7,4 (sangue) sicom portano com
to isoelettrico com preso tra 4 e 6, a pH =7,4 (sangue)
sicom portano com e A CIDI DEBO LI e sicom binano con
le b a si d isp onib ili a form a re P R O T E I N A T I
PrCOOH - PrCOONa
Coppia Tampone

Le proteine plasmatiche contribuiscono alla regolazione della distribuzione deiliquidifra sangue e tessuti

della distribuzione deiliquidifra sangue e tessuti Vasosanguigno: L’acqua esce pereffettodella pres- sione

Vasosanguigno: L’acqua esce pereffettodella pres- sione id rostatica (pressione eser- citata da un liquido sulle pareti del recipiente che lo contiene. Tale pressione dipende dall’al- tezza della colonna di liquido.

Tale pressione dipende dall’al- tezza della colonna di liquido. Chigarantisce ilritorno dell’acqua nel vaso?
Chigarantisce ilritorno dell’acqua nel vaso?
Chigarantisce ilritorno
dell’acqua nel vaso?

La forza che si oppone alla perdita di liquido dai vasi

La forza che si oppone alla perdita di liquido dai vasi è la pressione osm otica

è la pressione osm otica d ovuta alle proteine

dai vasi è la pressione osm otica d ovuta alle proteine PRESSIO N E CO LLO
PRESSIO N E CO LLO IDO SM O TICA O ONCOTICA
PRESSIO N E CO LLO IDO SM O TICA
O
ONCOTICA

M a cos’è la pressione osm otica?

H 2 O H 2 O NaCl
H 2 O
H 2 O
NaCl

OSMOSI

MovimentodiH 2 O

causatoda

differenze diconcentrazione dei soluti

Membrana semipermeabile

Dipende dalla concentrazione

delle particelle nondif- fusibili e non dalla loro

m assa

Pressione osmotica:som- m a algebrica della concen-

trazione dituttiisoluti disciolti

La PRES S IO N E O S M O T ICA totale del plasm a (dovuta

a

tutti i soluti presenti al suo interno) è pari a 6000

a tutti i soluti presenti al suo interno) è pari a 6000 mm Hg. Ilplasma ed

mm Hg.

i soluti presenti al suo interno) è pari a 6000 mm Hg. Ilplasma ed illiquidointerstiziale sonoperòinequili-

Ilplasma ed illiquidointerstiziale sonoperòinequili- brio osmotico,perché tuttiisolutiresponsabilidella pressione osm otica possono essere lib eram ente scam - biatiattraversola parete deicapillari.

Le proteine plasm atiche garantiscono invece un gra- d iente d i pressione osm otica (pressione colloid osm otica)

iente d i pressione osm otica (pressione colloid osm otica) paria 25 mm H g tra

paria 25 mm H g tra interno ed esterno delcapillare.

Perché?

25 mm H g tra interno ed esterno delcapillare. Perché? • invirtùdella lorodimensione le proteine non

invirtùdella lorodimensione le proteine

non attraversano liberam ente le pareti dei

capillari, rim anendone perciò all’interno;

2 ) al pH d ei liquid i organici sono d issociate

com e anioni ed esercitano attrazione sui

cationi. Pertanto aum enta la concentrazio-

ne totale di ioni nel vaso (EFFETTO D I

GIBBS-D O N N A N ).

Porzione delle pressione oncotica dovuta alle singole proteine nel plasma umano

Proteina PM, Concentr

kDa

g/L

Press oncotica mmHg

Albumina

69

45

21.8

Globuline 140

25

6.0

Fibrinogeno 400

3

0.2

Totale

73

28.0

I glob uli rossi

AltrimentidettiERITROCITI o E M A Z I E

S ono le cellule più num erose del sangue

E M A Z I E • S ono le cellule più num erose del sangue

N ei m am m iferi sono privi d i organuli (così si m assi- mizza lospazioperl’emoglobina);neglialtriverte- bratihannoilnucleo.

FORMA
FORMA

Sonodischibiconcavi

Aumentosuperficiebratihannoilnucleo. FORMA Sonodischibiconcavi Maggiordeformabilità DIMENSIONI 2 µ M 7,5 µ M

MaggiordeformabilitàFORMA Sonodischibiconcavi Aumentosuperficie DIMENSIONI 2 µ M 7,5 µ M (parametro specie-specifico)

DIMENSIONI
DIMENSIONI
Sonodischibiconcavi Aumentosuperficie Maggiordeformabilità DIMENSIONI 2 µ M 7,5 µ M (parametro specie-specifico)

2 µM

7,5 µM (parametro specie-specifico)

COMPOSIZIONE CHIMICA
COMPOSIZIONE CHIMICA
H 2 O 64-70% R esiduo secco 30-36% 95% Emoglobina
H 2 O
64-70%
R esiduo secco
30-36%
95% Emoglobina
H 2 O 64-70% R esiduo secco 30-36% 95% Emoglobina 5 % p r o t

5% proteine lip id i vita m ine glucoso e nzim i m ine ra li

METABOLISMO DEL GLOBULO ROSSO
METABOLISMO DEL GLOBULO ROSSO
glucoso e nzim i m ine ra li METABOLISMO DEL GLOBULO ROSSO O c c o

O ccorre E nergia

ottenuta d ella d em olizione d elG LU C O S IO

V ia a na e rob ica

V ia aerobica

G L I C O L I S I 9 0 %

CICLO D EI PEN T O S I 10%

S iottengono:

A T P
A
T P

s e r v e p e r il f un z io n a m e n t o d e lla po m p a d e l s o d io

N
N

A D H rid uce la m e ta e m oglob ina

p a d e l s o d io N A D H rid uce la

NADPH coenzima della glutatione riduttasi.Mantiene rid otto il gluta tione (prote gge la ce llula d a i d a nni ossid a tivi).

A lterazioni nella m orfologia d e gli e ritrociti

Anisocitosi
Anisocitosi
lterazioni nella m orfologia d e gli e ritrociti Anisocitosi Presenza diglobulirossi d i d im

Presenza diglobulirossi d i d im ensioni d iverse. G e- neralm ente ha un signifi- cato patologico. E’ fisiolo- gica nelbovinoe nella ca- pra.

Poichilocitosi
Poichilocitosi
E’ fisiolo- gica nelbovinoe nella ca- pra. Poichilocitosi Presenza diglobulirossi diforme diverse.General mente ha

Presenza diglobulirossi diforme diverse.General mente ha unsignificato patologico.E’fisiologica nella capra.

Emoglobina

Q uantitativam ente e funzionalm ente è il più im portan- te costituente deiglobulirossi.

C onferisce al sangue la capacità d i trasportare l’ossi- genoaitessuti.

sangue la capacità d i trasportare l’ossi- genoaitessuti. E’costituita da com p one nte p rote

E’costituita da

com p one nte p rote ica G L O B I N A

da com p one nte p rote ica → → G L O B I N

com ponente non proteica EM E

GLOBINA:E’composta da quattro subunità, 2 catene αα e 2 ββ. Ognicatena ha una disposizione convoluta e lega un gruppo em e, posto in una introflessione della catena.

α e 2 β β . Ognicatena ha una disposizione convoluta e lega un gruppo em

E M E : E ’ costituito da un anello tetrapirrolico in cui i quattrogruppipirrolicisonolegatitra loroda ponti metilenici.All’anellosonolegati4 gruppimetilici,2 vinilicie 2 propionici.Alcentrodell’anelloè presente ilferroche silega ai4 atomidiazoto. Il ferro può form are altri due legam i addizionali, uno su ciascun lato del piano dell’em e: uno lega il ferro alla globina e l’altroall’ossigeno.

e: uno lega il ferro alla globina e l’altroall’ossigeno. Per legare l’ossigeno il ferro d eve
e: uno lega il ferro alla globina e l’altroall’ossigeno. Per legare l’ossigeno il ferro d eve
e: uno lega il ferro alla globina e l’altroall’ossigeno. Per legare l’ossigeno il ferro d eve

Per legare l’ossigeno il ferro d eve essere b ivalente

 
 

F

E

R

R

O

E

M

O

G

LO

B

IN

A

S e l’em oglob ina è sottoposta ad energici ossid anti

 

ilferrodiventa trivalente

FE

R

R

I

E

MOG

LO

B

IN

A

o

M

E

T

A

EMOGLOB

IN

A

In questa condizione l’em oglobina perde la funzione respiratoria.

Esistono varie form e di em oglobina che differisconoperla parte proteica
Esistono varie form e di em oglobina che
differisconoperla parte proteica
EM O G LO BIN E D ELL’A D U LT O
EM O G LO BIN E D ELL’A D U LT O

H b

Hb

H b

A

A 2

F

αα 2 ββ 2

αα

αα

2 δδ 2

2 γγ 2

96%

2%

2%

EMOGLOBINE DEL FETO
EMOGLOBINE DEL FETO

P oco d op o il conce p im e nto ζζ (sim ili a d αα ) εε (sim ili a ββ )

Durante la vita fetale ζζ è sostituita da αα e εε da γγ. Si form a così la H b F che ha m aggior affinità per l’ossigeno. Ciò è m olto im portante perché grazie a Q uesta caratteristica riesce a trarre ossigeno dal sangue m aterno a livello placentare.

Patologia molecolare dell’emoglobina

Patologia molecolare dell’emoglobina 1. Alterazionidisuperficie . Quasitutte le sostitu- zioni sono innocue. H b S è

1.Alterazionidisuperficie

. Quasitutte le sostitu-

zioni sono innocue. H b S è un’eccezione.

2.

Sitoattivoalterato

.Modificazionivicinoall’eme:

non può legare l’ossigeno.

 

3.

Alterazionidella struttura terziaria

. La catena non

può ripiegarsi nella conform azione norm ale.

4.

A lterazioni della struttura quaternaria. A lcune

 

m utazioni producono variazioni nelle proprietà allo- ste rich e .

ANEMIA A EMAZIE FALCIFORMI.E’presente Hb S.Si m antiene d isciolta solo se è ossigenata. N ella form a rid otta precipita e le emazie prendono forma difalce.Siostacola cosìla circolazione neicapillarie ciò provoca una ulteriore rid uzione d i ossigeno. Q ueste em azie hanno m aggiore ten- denza all’em olisi e questo produce anem ia.

aggiore ten- denza all’em olisi e questo produce anem ia. Nella Hb S : Val sostituisce

Nella Hb S:Valsostituisce Gluinposizione 6 diββ.

Il gene per H b ha un’alta incidenza in alcune zone perché protegge dalla malaria (ilplasmodio simoltiplica nelle emazie

T A LA S S E M IE . C aratterizzate da un difetto di sintesi di

αα

ββ
ββ

una o p iù ca te ne .

Parametrieritrocitaridiretti

Numero

Ematocrito

Velocità dieritrosedimentazione (VES)

Concentrazione di em oglobina

Numero
Numero

µµl

(VES) • Concentrazione di em oglobina Numero µ µ l • Siesprime in milioni/mm 3 disangue.

Siesprime inmilioni/mm 3 disangue.

E ’ un valore specie-specifico. E ’ legato anche al ses- so, all’età e allo stato fisiologico.

3 disangue. • E ’ un valore specie-specifico. E ’ legato anche al ses- so, all’età
VES
VES

Misura la velocità disedimentazione deglieritrociti nel plasm a in cui sono sospesi. I n cond iz ioni fisiolog ich e è d i p och i m m /ora (8 fe m - m ina; 4 m aschio).

E’elevata nelle infezionidiqualunque tipo,nelle malat tie infiammatorie e neicarcinomi.

tipo,nelle malat tie infiammatorie e neicarcinomi. I globulirossitendonoinquesti casi ad im pilarsi (rouleaux

I globulirossitendonoinquesti

casi ad im pilarsi (rouleaux eritro- citari) perché si riducono le forze direpulsione.Sihannoanche alte- razionidelle proteine plasmatiche

e aumentodelfibrinogeno.

E’ridotta quando si abbia dim inuzione delle proteine plasm atiche (epatopatie) ed in altre condizioni part- icola ri (e s. a ne m ia fa lciform e ).

Ilferro nell’organismo

N ell’uom o sono presenti 4,5 g di ferro.

• N ell’uom o sono presenti 4,5 g di ferro. D i questi il 50-60% è

D i questi il 50-60% è nell’em oglobina.

Ilrestante sitrova:

1. legato con la APO FERRITIN A a form are la FERRITIN A (è la form a di deposito) 30 %

2 . ne l p la sm a , com b ina to con una g lob ulina

a form a re la T R A N S F E R R I N A

10 %

3. nella M IO GLO BIN A , un pigm ento analogo alla em oglobina localizzato nel m uscolo 5%

4.innumerosienzimi(catalasi,perossidasi,etc)

0,1 %

Eritrocateresi

Riguarda 230 m iliardi di globuli rossi algiorno.

Neiglobulirossigiovanila membrana è moltoplastica

La vita m ed ia d el glob ulo rosso è 3 m esi, al term ine d e i qua li il glob ulo rosso non a ve nd o nucle o né orga - nuli non è p iù in g ra d o d i rim p ia z z a re gli e nz im i e le altre proteine.

d o d i rim p ia z z a re gli e nz im i

Manca energia,la membrana nonè piùplastica.

proteine. • Manca energia,la membrana nonè piùplastica. • Restanointrappolatisoprattuttoneipiccolicapillari d ella
proteine. • Manca energia,la membrana nonè piùplastica. • Restanointrappolatisoprattuttoneipiccolicapillari d ella

Restanointrappolatisoprattuttoneipiccolicapillari d ella m ilza, del m id ollo osseo e d el fegato

M acrofago BILIRUBINA INDIRETTA (non coniugata):sirie- sce a determinare nelsierosolodopo trattamentocon solvente

M acrofago

BILIRUBINA INDIRETTA (non

coniugata):sirie-

sce a determinare nelsierosolodopo trattamentocon solvente organico.

nelsierosolodopo trattamentocon solvente organico. BILIRUBINA DIRETTA (coniugata):siriesce a determinare
nelsierosolodopo trattamentocon solvente organico. BILIRUBINA DIRETTA (coniugata):siriesce a determinare

BILIRUBINA DIRETTA (coniugata):siriesce a determinare nelsiero anche senza trattamen- toconsolvente. V iene escreta con la b ile e solo una piccola quota passa fisiologicamente incircolo.Incondizionipatologiche questa quantità può aumentareITTERO 1) preepatico 2) epatico 3) postepatico

Gruppisanguigni

Sistema ABO

Sulla m em brana di ogni eritrocita sono presenti glico- proteine determinate geneticamente e dotate dipro- prietà antigeniche specifiche (AGGLUTINOGENI),in grado di stim olare, se introdotte in un altro soggetto non compatibile, la produzione diAGGLUTIN IN E

Nella specie umana sonostatiindividuatialmeno100 diversiagglutinogeni,la maggiorparte deiqualiha in realtà un potere antigenico m olto basso. Q uelli realm ente im portanti sono l’agglutinogeno A ed ilB. In b ase alla loro presenza o assenza si ind ivid uano i quattro gruppi sanguigni.

β

Ricevente

D onatore

universale

universale

α

SostanzaH

A,B,H

Sostanza H

A

B

A,B,H Sostanza H A B 85 % carboidrati ( è la parte variabile) 15 % am
A,B,H Sostanza H A B 85 % carboidrati ( è la parte variabile) 15 % am

85 % carboidrati ( è la parte

variabile)

15 % am inoacidi ( è la parte

costante)

% carboidrati ( è la parte variabile) 15 % am inoacidi ( è la parte costante)

L-fucosoH A B 85 % carboidrati ( è la parte variabile) 15 % am inoacidi (

% carboidrati ( è la parte variabile) 15 % am inoacidi ( è la parte costante)

N-acetilga-

lattosamina

% carboidrati ( è la parte variabile) 15 % am inoacidi ( è la parte costante)
% carboidrati ( è la parte variabile) 15 % am inoacidi ( è la parte costante)

galattoso

Titolodelle agglutinine inrapporto all’età

Subitodopola nascita la quantità diagglutinine plasmatiche è quasinulla.

Daidue agliottomesidopola nascita ilbambino inizia la prod uzione d i agglutinine; il m assim o viene raggiuntofra gliottoe idieciannidietà.

Origine delle agglutinine nelplasma

Perchè un individuo produce agglutinine contro un ag- g lutinoge no ch e non è p re se nte sui suoi glob uli rossi?

P iccole qua ntità d i a ntige ni A e B p ossono p e ne tra re

nell’organismoconicibi,conibatterioconaltrimez-

zi e possono così avviare la prod uzione di agglutinine.

R eazione trasfusionale

Esempio:

sangue digruppoB trasfusoinunsoggettoricevente

digruppoB

sangue digruppoB trasfusoinunsoggettoricevente digruppoB nessunproblema Q uando invece sangue di gruppo B è trasfuso

nessunproblema

Q uando invece sangue di gruppo B è trasfuso in un sog- getto di gruppo A , si possono verificare due reazioni:

1 ) G li a nticorp i a nti- A p re se nti ne l sa ng ue

d e l

donatore reagiscono con l’antigene A presente sulle e m a z ie d e l rice ve nte (a gg lutina z ione m inore )

2 )

G li anticorpi anti-B presenti nel sangue del rice ve nte re a g iscono con l’a ntige ne B p re se nte sulle emazie deldonatore (agglutinazione maggiore)

D eterm inazione del gruppo sanguigno

Occorronosierianti-A ed anti-B

S i pongono due una gocce di sangue su vetrino e si testanoconidue sieri. S i osserva al m icroscopio la presenza o l’assenza d i em olisi.

gocce di sangue su vetrino e si testanoconidue sieri. S i osserva al m icroscopio la

Sistema Rh

Da MacacusRhesus

Sistema Rh Da MacacusRhesus • E ’ un com plesso d i AGGLUTIN O GEN I

E ’ un com plesso d i AGGLUTIN O GEN I (alm eno 8) presenti

in alcuni soggetti ed assenti in altri.

Inrealtà ilpiùimportante è l’antigene D:

soggetti che lo possied ono “R h positivi” (8 5 % )

soggetti che

non lo possied ono“R h negativi” (1 5 % ).

che non lo possied ono → → “R h negativi” (1 5 % ). • Le

Le AGGLUTIN IN E AN TI-Rh

non sono presenti di base

neisoggettiRh negativi:siproduconosoloinseguito a con- tatto con sangue R h positivo.

ERITRO BLASTO SI FETALE
ERITRO BLASTO SI FETALE

E ’ una m alattia del feto e del neonato caratterizzata da ag- glutinazione e successiva fagocitosi dei globuli rossi.

Madre

Rh neg.

××
××

FetoRh pos

Padre

Rh pos.

Prima gravidanzaOK.Però“sensibilizza”la madre.

S econda gravidanzaalto rischio.

Anticorpianti-Rh datientro 48 h dalpartoimpedisconola sensibilizzazione materna.

I gruppisanguignideglianimal domestici

Cane
Cane

11 gruppi Dog erythrocyte antigens(D.E.A):1.1,1.2,1.3 ecc

40% 1.1

20% 1.2

15% 1.7

G li antigeni sono com unque scarsam ente im m unogeni per cui la prim a trasfusione può essere fatta senza problemi.La seconda richiede piùattenzione.

Gatto
Gatto

3 gruppi A,B,AB

99,7%

cui la prim a trasfusione può essere fatta senza problemi.La seconda richiede piùattenzione. Gatto 3 gruppi

ANEMIA:

dim inuzione della capacità del san- gue d i trasportare l’ossigeno

1 )? g l o b u l i r o s s i 2)? emoglobina 3)? di entrambi

-pallore -debolezza -facile affaticamento -affanno

Classificazione delle anemie in base alla causa che le ha prodotte

Perdita disangue

-acuta

-cronica

che le ha prodotte • Perdita disangue -acuta -cronica 2)Aumentata distruzione (anemie emoli- tich e )

2)Aumentata distruzione (anemie emoli-

-acuta -cronica 2)Aumentata distruzione (anemie emoli- tich e ) - a n o m a lie

tich e )

- a n o m a lie in trin se c h e d e i g lo b u li ro ssi - a lte ra z ioni d i m e m b ra na - d ife tti d e lla sinte si d i H b

- anom alie estrinseche - a n tic o rp i - infe z ioni (m a la ria ) - d a nno ch im ico (Pb )

o rp i - infe z ioni (m a la ria ) - d a nno

3)Insufficiente produzione

ria ) - d a nno ch im ico (Pb ) 3)Insufficiente produzione - disturbi della

- disturbi della proliferazione e differen- ziazione delle cellule staminali

-disturbidella proliferazione e matura- zione degli eritrobasti (anem ia carenziali)

POLICITEMIA:

A um ento d el num ero d ei glob uli rossi

aumentodella viscosità ematicarallenta-

m ento d el flusso

viscosità ematica → → rallenta- m ento d el flusso Secondaria → → siverifica inrisposta ad

Secondaria siverifica inrisposta ad

una cond iz ione d i ipossia te ssuta le .

Esempi:

pe rm a ne nz a a d a lte quote e nfise m a a vve le na m e nto d a C O

nz a a d a lte quote e nfise m a a vve le na m

Vera alterazione genica riguardante le

ce llule sta m ina li e m opoie tich e .

Globulibianchi

Illoro num ero è 1000 volte m inore rispetto a quello degli eritrociti.

è 1000 volte m inore rispetto a quello degli eritrociti. • S volgono un ruolo fondam

S volgono un ruolo fondam entale nei processididifesa

dell’organism o:

attaccano e distruggono diretta- m ente gli agenti invasori

form ano anticorpi

diretta- m ente gli agenti invasori form ano anticorpi In base alle caratteristiche del nucleo e
diretta- m ente gli agenti invasori form ano anticorpi In base alle caratteristiche del nucleo e

In base alle caratteristiche del nucleo e del citopla- sm a sono suddivisi in:

del nucleo e del citopla- sm a sono suddivisi in: neutrofili Nucleo polilobato e granulazioni citoplasmati-
del nucleo e del citopla- sm a sono suddivisi in: neutrofili Nucleo polilobato e granulazioni citoplasmati-

neutrofili

Nucleo polilobato e granulazioni

citoplasmati-

che a diversa affinità tintoriale

GRANULOCITI

O

POLIMORFONUCLEATI

eosinofili

basofilia diversa affinità tintoriale GRANULOCITI O POLIMORFONUCLEATI eosinofili AGRANULOCITI O MONONUCLEATI linfociti monociti

AGRANULOCITI

affinità tintoriale GRANULOCITI O POLIMORFONUCLEATI eosinofili basofili AGRANULOCITI O MONONUCLEATI linfociti monociti

O

MONONUCLEATI

affinità tintoriale GRANULOCITI O POLIMORFONUCLEATI eosinofili basofili AGRANULOCITI O MONONUCLEATI linfociti monociti

linfociti

monociti

Proprietà deileucociti

Marginazione

:capacità diaderire alle paretideicapil-

lari dei tessuti lesi.

diaderire alle paretideicapil- lari dei tessuti lesi. Diapedesi: capacità diattraversare la parete deicapil- lari

Diapedesi:capacità diattraversare la parete deicapil-

lari passando tra una cellula e l’altra con m ovim enti ameboidie formandopseudopodi.

e l’altra con m ovim enti ameboidie formandopseudopodi. C hem iotassi : capacità d i m

C hem iotassi: capacità d i m uoversi attirati d a sostanze

chimiche divariogenere.

d i m uoversi attirati d a sostanze chimiche divariogenere. Fagocitosi: capacità di inglobare il patogeno

Fagocitosi: capacità di inglobare il patogeno (anche de-

triti) in una vescicola (LIS O S O M A ) nella quale sono li- beratiglienzimilitici.Soprattuttoè proprità dineu- trofilie monociti.

vescicola (LIS O S O M A ) nella quale sono li- beratiglienzimilitici.Soprattuttoè proprità dineu- trofilie

La fagocitosi

La fagocitosi

Formula leucocitaria

Neutrofili

70-80%

Linfociti

20-30%

Monociti

6-8%

Eosinofili

1-4%

Basofili

0-1%

N.B:neiruminantila formula è invertita (60% linfociti / 40 % ne utrofili).

Leucocitosi:aum ento del num ero di leucociti

Leucopenia:riduzione del num ero di leucociti

I globulibianch i svolgono un ruo lo fondamentale neiproce ssi im munitari
I globulibianch
i svolgono
un
ruo
lo
fondamentale neiproce
ssi
im
munitari

DIFESA controimicrorganismipatogeni R IM O Z IO N E delle cellule non più funzionali RIMOZIONE materiale discarto

Distinguiamo:

I M M U N I T A ’ N A T U R A L E

I M M

U N I T A ’ A C Q U I S I T A

Immunita’naturale

Comprende tutte le forme didifesa nonspecifiche che sonopresentiintuttigliindividuifindalla nascita.

BARRIERE CHIMICO-FISICHE:Sonocostituite da tutte quelle com ponenti dell’organism o che con una azione fisica o chim ica im pediscono agli agenti pa- togeni di penetrare nell’organism o. Esem pi sono lo

strato cheratinico della cute, le secrezioni salivari

e lacrim ali, il m uco ecc.

2)INTERFERONI:Serie diproteine ingradodiren- dere le cellule resistenti ai virus ad esem pio im pe- d e nd o la sinte si d e lle p rote ine vira li.

3)SISTEMA DEL COMPLEMENTO:E’attivatoda com plessi antigene- anticorpo, d al lipopolisaccaride batterico, da batteri e da funghi. Costituito da una ve ntina d i p rote ine p la sm a tich e ch e si a ttiva no a cascata am plificando la risposta alla fine produ- ce la lisi dei m icrorganism i ed altri effetti utili alla e lim ina z ione d e i p a toge ni.

4)PROCESSO INFIAMMATORIO:è una risposta locale,nonspecifica,finalizzata a isolare,distrug- gere o rendere inattivo l’invasore, rim uovere i detriti e preparare la riparazione deitessuti.

rim uovere i detriti e preparare la riparazione deitessuti. Invasione dei tessuti da parte di agenti

Invasione dei tessuti da parte di agenti patogeni

Invasione dei tessuti da parte di agenti patogeni D anno cellulare Rilascio diistamina ed altrimediatori

D anno cellulare

dei tessuti da parte di agenti patogeni D anno cellulare Rilascio diistamina ed altrimediatori Aumentodella

Rilascio diistamina ed altrimediatori

D anno cellulare Rilascio diistamina ed altrimediatori Aumentodella Permeabilità capillare M igrazione dei
D anno cellulare Rilascio diistamina ed altrimediatori Aumentodella Permeabilità capillare M igrazione dei

Aumentodella Permeabilità capillare

ed altrimediatori Aumentodella Permeabilità capillare M igrazione dei fagociti nell’area interessata Dilatazione

M igrazione dei fagociti nell’area interessata

Dilatazione dei vasisanguigni

nell’area interessata Dilatazione dei vasisanguigni Passaggio degli anticorpidal sangue nell’area di
Passaggio degli anticorpidal sangue nell’area di flogosi Dolore (DOLOR) Edema (TUMOR)
Passaggio degli
anticorpidal
sangue nell’area
di flogosi
Dolore
(DOLOR)
Edema
(TUMOR)

A um ento d el flusso em atico nell’area interessata

R ossore (RUBOR)
R ossore
(RUBOR)
el flusso em atico nell’area interessata R ossore (RUBOR) Aumentodella temperatura (CALOR) FUNCTIO LESA

Aumentodella

temperatura

(CALOR)

FUNCTIO LESA

Im m unità acquisita

E’la piùimportante forma didifesa dell’organismo

S i sviluppa al m om ento del prim o contatto con un agente patogeno.

Sidivide in:

R

I S P O S T A I M

M U N I T A R I A

C E L L U L O - M E D I A T A

R

I S P O S T A I M

M

U N I T A R I A

A N

T I C O R PO - M E D I A T A

o U M O RA LE

Linfociti

T B
T
B

: m aturano nel m idollo. Q uando incontrano l’antigene che sono capaci di riconoscere, si dividono e danno origine ad una cellula m em oria e ad una plasm acellula capace di p r o d cellula m em oria e ad una plasm acellula capace di p r o d u r r e a n t ic o r p i I M M U N I T A ’ U M O R A L E

:maturanoneltimo.Quando incontrano l’antigene che sono capaci di riconoscere, si dividono e danno origine ad una cellula m em oria e a due tipi di cellule T effettri ci:T helper(T H cellula m em oria e a due tipi di cellule T effettri ci:T helper(T H ) e T citotossici (T c) IM M U N IT A ’ CELLULO-MEDIATA

M onociti

E splicano la loro azione dopo essere m igrati nei tessuti macrofagi. S piccata fagocitosi.

Glianticorpi

S ono proteine com poste da quattro catene polipeptidiche:

due catene lunghe (pesanti) e due catene corte (leggere) che formanouna Y.

Le due braccia della Y sono i siti specifici dell’anticorpo. Possono reagire solo con un tipo d i antigene (C H IA V E - LU C - CHETTO ).

5 classi:

IgM Vengonoprodotte perprime.Azione menointensa. IgG in grande quantità dopo l’esposizione dell’organism o. IgAnelle secrezionideltratto digerente,respiratorio,ge- nito-urinario, latte, liquido lacrim ale, saliva. IgE coinvolte nei processi allergici. IgDruolomenodefinito.

latte, liquido lacrim ale, saliva. IgE → → coinvolte nei processi allergici. IgD → → ruolomenodefinito.

Granulociti

N EU T RO FILI:

Sonoil70% deiglobulibianchiincircolo. S ono i prim i ad arrivare sul luogo dell’infezione. S piccata diapedesi e chem iotassi. Notevole azione fagocitaria.

M odalità utilizzate per elim inare i patogeni:

1 ) lisozim a : a gisce sulla m e m b ra na d e l b a tte rio; 2 ) b urst re spira torio: vie ne a um e nta to il consum o d i ossige no e si prod ucono a cqua o ssige na ta e ra d ica li lib e ri; 3 ) m ie lope rossid a si: form a H C lO 4 ) la ttofe rrina : sottrae fe rro a i m icro orga nism i.

EO S IN O FILI:

C orred o enzim atico analogo ai neutrofili. A ttività battericida e fagocitosi m eno spiccate. Coinvoltinelle parassitosie nelle allergie.

BA S O FILI:

Scarsa attività fagocitaria Produconoistamina e serotonina aumentanola permeabilità vasale.

Piastrine

Sonoipiùpiccolielementifiguratidelsangue

250-300000/m m 3 sangue

Fondamentaliperl’emostasi

250-300000/m m 3 sangue • Fondamentaliperl’emostasi • Ricche digranuli Fattoricoagulazione Fattori per la
250-300000/m m 3 sangue • Fondamentaliperl’emostasi • Ricche digranuli Fattoricoagulazione Fattori per la

Ricche digranuli

Fattoricoagulazione Fattori per la vasocostrizione

M olto labili: 9-11 gg. bovino, capra, uom o 5-6 g g. ca ne

Prodotte nelmidolloosseoperframmentazione del citoplasm a dei m egacariociti

Sonodistrutte dalla milza

g g. ca ne • Prodotte nelmidolloosseoperframmentazione del citoplasm a dei m egacariociti • Sonodistrutte dalla
Cellule Progenitore staminali linfoide Cellula “impegnata”
Cellule
Progenitore
staminali
linfoide
Cellula
“impegnata”

Progenitore

mieloide

LinfocitiT

LinfocitiB

Basofili

Eosinofili

Neutrofil

eritrociti

piastrine

macrofagi

T utte le cellule d el sangue originano d a precursori com uni, le CE LLU LE ST A M IN A LI T O T IPO T E N T I attraverso una suc-

cessione evolutiva.

T O T IPO T E N T I attraverso una suc- cessione evolutiva. D erivano

D erivano dalle isole em atiche del sacco vitellino dell’em brione e colonizzano il fegato, la m ilza ed ilmidolloosseo.

e colonizzano il fegato , la m ilza ed il midolloosseo . Nell’adultola principale sede diproduzione
e colonizzano il fegato , la m ilza ed il midolloosseo . Nell’adultola principale sede diproduzione

Nell’adultola principale sede diproduzione d iventa il m idollo osseo d ella calotta cranica, della pelvi,delle coste,dello sterno delle verte- b re e d ei capi d elle ossa lunghe.

Esistono fattori (citochine) che regolano l’em atopoiesi ed in- fluenzano il rapporto tra proliferazione e differenziazione d elle cellule stam inali in base alle necessità d ell’organism o.

il rapporto tra proliferazione e differenziazione d elle cellule stam inali in base alle necessità d

Le citochine

O rm oni proteici a b asso PM e a b reve raggio d i azione

O rm oni proteici a b asso PM e a b reve raggio d i azione

Prodotte da linfocitistimolatilinfochine Prodotte da monocitistimolatimonochine

Interleuchine (IL )

S ono un gruppo m olto vario di m olecole dotate di effetti m olto diversi. Caratteristiche com uni:

produzione per neosintesi (non accum ulo in granuli)

la stessa citochina può essere prod otta d a tipi cellulari diversi

la stessa citochina può agire su cellule d iverse

la loro azione è spesso a “cascata” (una citochina ind uce la produzione di un’altra citochina e così via)

la loro azione è spesso m od ulata d alla presenza d i altre citochine

l’attività sulle cellule bersagliosiesplica attraversoi recettorispecifici

La cellula bersaglio può essere la stessa che produce la citochina

Peruna corretta eritropoiesisonoessenziali: - F erro → → fond am entale per la sintesi d

Peruna corretta eritropoiesisonoessenziali:

-F erro fond am entale per la sintesi d ell’em e

-Eritropoietina ormone prodotto dalrene in cond iz ioni d i ip ossia . A g isce sulla ce llula sta m ina le

-Vitamina B12

ioni d i ip ossia . A g isce sulla ce llula sta m ina le

-Acidofolico

ioni d i ip ossia . A g isce sulla ce llula sta m ina le

Fondam entali per la sintesi delDNA

L’emostasie la coagulazione delsangue

Q uando si verifica la lesione di un vaso sanguigno inizia una serie com plessa d i fenom eni finalizzati ad arrestare l’uscita di sangue.

i fenom eni finalizzati ad arrestare l’uscita di sangue. • FASE VASCOLARE • FA S E

FASE VASCOLARE

FA S E

D ELLA A D ES IV I-

T A ’ D ELLE PIA ST RIN E

FA S E D ELL’A GG REG A -

Z

IO N E D ELLE PIA ST RI-

NE

FA S E D EL CO N S O LID A - MENTO DEL TROMBO (COAGULAZIONE)

FASE DI RETRAZIONE DEL COAGULO

FASE DI DISSOLUZIO- NE DEL COAGULO

Fase vascolare

Quandounvasoviene lesosiverifica una intensa co- strizione (SPASMO VASALE)che tende ad ostruirne il lum e e a rallentare il flusso sanguigno.

La contrazione è dovuta a:

1)riflessinervosiinrisposta a stimolidolorifici;

2)fattoriumoralilocaliliberatidaitessutitraumatiz-

z a ti.

dovuta a: 1) riflessinervosi inrisposta a stimolidolorifici; 2) fattoriumorali localiliberatidaitessutitraumatiz- z a ti.

Fase della adesività e dell’aggregazione piastrinica (I)

S e la lesione del vaso è m olto piccola, la perdita di sangue viene im pedita dalla form azione di un tappo piastrinico (TROMBO BIANCO)

Come siforma iltappo piastrinico?
Come siforma iltappo piastrinico?

CA RA T T ERIS T ICH E FU N Z IO N A LI D ELLE PIA ST RIN E - Cellule senza nucleo. -Possiedono m olecole di actina e m iosina (contrazione)

-Possiedono

residui di reticolo endoplasm atico e di G olgi per sintesi

enzimi

-Possiedono

-La M EM BRA N A presenta:

m itocondri per sintesi A TP e A D P.

glicoprote ine im pe d iscono l’a d e sione a supe rfici inte gre e ne fa voriscono l’a d e sione a supe rfici d a n- ne ggia te

fosfolipid i a ttiva tori in num e rosi pa ssa ggi d e lla coa gula z ione .

Fase della adesività e dell’aggregazione piastrinica (II)

LESIO N E VA SA LE:

PERDITA DEL FILM PROTEICO ED ESPOSIZIONE

D EL CO

LLA G EN E

2)FLUSSO SANGUIGNO DA LAMINARE DIVENTA TU RBO LEN TO (PIU ’LEN TO )

SANGUIGNO DA LAMINARE DIVENTA TU RBO LEN TO (PIU ’LEN TO ) ADESIO N E DELLE

ADESIO N E DELLE PIASTRIN E

LAMINARE DIVENTA TU RBO LEN TO (PIU ’LEN TO ) ADESIO N E DELLE PIASTRIN E

1)Cambiamentidiforma

2)Liberazione difattori

Fase della adesività e dell’aggregazione piastrinica (III)

Fase della adesività e dell’aggregazione piastrinica (III) attivano la FO S FO LIPA S I A
Fase della adesività e dell’aggregazione piastrinica (III) attivano la FO S FO LIPA S I A

attivano la FO S FO LIPA S I A 2

piastrinica (III) attivano la FO S FO LIPA S I A 2 Forma ACIDO ARACHIDONICO daifosfolipididimembrana

FormaACIDO ARACHIDONICO daifosfolipididimembrana

S I A 2 Forma ACIDO ARACHIDONICO daifosfolipididimembrana A d opera d ella cicloossigenasi viene trasform

A d opera d ella cicloossigenasi viene trasform ato in EN DO PERO SSIDO PGG2

cicloossigenasi viene trasform ato in EN DO PERO SSIDO PGG2 TRO M BO SSAN O A2

TRO M BO SSAN O A2

trasform ato in EN DO PERO SSIDO PGG2 TRO M BO SSAN O A2 Bloccata da
trasform ato in EN DO PERO SSIDO PGG2 TRO M BO SSAN O A2 Bloccata da
trasform ato in EN DO PERO SSIDO PGG2 TRO M BO SSAN O A2 Bloccata da

Bloccata da aspirina

Prostaglandinesintetasi

PGE2

PGF2αα

A ntagonizzata da prostacicline

A ntagonizzata da prostacicline prod otte daltessuto integro

prod otte daltessuto integro

prod otte daltessuto integro

La coagulazione

C om plessa sequenza di interazioni proteiche che porta alla formazione delcoagulo.

Reazione centrale:

F I BR I N O G E N O

TROMBINA

di interazioni proteiche che porta alla formazione delcoagulo. Reazione centrale: F I BR I N O

FIBRINA

di interazioni proteiche che porta alla formazione delcoagulo. Reazione centrale: F I BR I N O

dete

rm

ina

l’avvio

d ella

coagula

z ione

?

Cosa

rm ina l’avvio d ella coagula z ione ? Cosa E sistono due m eccanism i

E sistono due m eccanism i o vie:

2)VIA INTRINSECA

è una sequenza di reazioni enzim ati-

che che inizia quando il sangue viene a contatto con superfi- cidiverse dall’endoteliovasale integro(ad esempio ilcollage- ne ole cariche negative della provetta divetro).Ciòche oc- corre ad attivarla è “intrinsecam ente” già presente.

corre ad attivarla è “intrinsecam ente” già presente. 2) V IA EST R IN S ECA

2) V IA EST R IN S ECA si attiva in seguito a lesione dei tes

suti poiché si lib erano sostanze che innescano il processo (tromboplastina tissutale).

In realtà le due vie interagiscono costantem ente fra loro e confluisconoinuna VIA COMUNE

costantem ente fra loro e confluisconoinuna VIA COMUNE NOMENCLATURA FATTORI DELLA COAGULAZIONE:

NOMENCLATURA FATTORI DELLA COAGULAZIONE:

inunprimomomentodefinitiinbase alle proprietà biochi- m iche, poi utilizzando i nom i di persone in cui si erano in- dividuate carenze confusione num eri rom ani.

VIA INTRINSECA

VIA ESTRIN SECA Superficie diversa FL Danno VIA COMUNE vascolare FL Protrombina Trombina Fibrinogeno Fibrina
VIA ESTRIN SECA
Superficie diversa
FL
Danno
VIA COMUNE
vascolare
FL
Protrombina
Trombina
Fibrinogeno
Fibrina monomero
Fibrina polimero
Fibrina stabilizzata

FL= fosfolipidi di membrana TF= tromboplastina tissutale

T rasform azione del fibrinogeno in fibrina

T rasform azione del fibrinogeno in fibrina E ’ una glicoproteina dim erica. C iascuna m

E ’ una glicoproteina dim erica. C iascuna m età del dim ero ha tre catene: A αα, B ββ, γγ.

ero ha tre catene: A α α , B β β , γ γ . 1)PROTEOLISI

1)PROTEOLISI

2)POLIMERIZZAZIONE

3) STABILIZZAZIO N E: ilfattore XIIIa forma legamicovale- n t i t r a ac id o g lu t a m ic o e lis in a .

Fase diretrazione e lisidelcoagulo

La RET RA Z IO N E è dovuta all’azione delle proteine con- trattilipresentinelle piastrine.

Ilcoaguloviene “spremuto”,siriduce didimensionie viene eliminatoilsiero.

In questo m od o si realizza anche l’avvicinam ento d ei lembidella ferita.

si realizza anche l’avvicinam ento d ei lembidella ferita. La LIS I si verifica successivam ente

La LIS I si verifica successivam ente alla ricostruzione deltessuto.

La PLA S M IN A è l’ enzim a proteolitico che scinde la fibrina.

successivam ente alla ricostruzione deltessuto. La PLA S M IN A è l’ enzim a proteolitico

Sintesideifattoridella coagulazione

•Fegato

•PermoltifattorièindispensabilelaVITAMINA K sitrova n e i v e g e t a li c o n f og lia v e r d e opp u r e v ie n e p r o d o t t a d a i b a t t e r in t e s t in a li.

C o m e a g is c e ?
C o m e a g is c e ?

E ’cofattore diun enzim a,la C A R B O SS ILA S I,che opera la car- b ossilazione d eiresid uid iacid o glutam ico presentisuifattori della coagulazione.

Q uesto passaggio è im portante perché a questiresid uicarb os-

silatisiattaccherà ilCA LC IO durante la cascata coagulativa.

Durante questa reazione la vit.K viene O SSIDATA.

A lla sua rid uzione provved e una R ID U TT A S Iquesto enzim a pu

essere inib ito d a

terapeutici).

DICUMAROLO

enzim a pu essere inib ito d a terapeutici). DICUMAROLO e W arfarina (anticoagulanti Sitrovaancheneltrifoglio dolce

e W arfarina (anticoagulanti

Sitrovaancheneltrifoglio dolce deteriorato.Provoca la m alattia em orragica d el bestiame.

M alattia em orragica d elneonato: prim a ch e siinstaurila flora batterica intestinale,ilneonato è carente divit.K (illatte ne è povero).A llora sifa opera d iprofilassisom m inistrand o la vitaminaK.

La coagulazione è un processo autocatalitico. Cosa la lim ita al punto di lesione?
La coagulazione è un processo autocatalitico.
Cosa la lim ita al punto di lesione?

•FILM PRO T EICO suivasi •PRO S T A CICLIN E liberate da tessutiintegri •FLUSSO SANGUIGNO rapidoeregolare •EPARINA 1)facilital’azionedell’antitrombina(inibi- sce la trom bina 2)inibisce l’azione della trom bina •ANTITROMBINA •ANTITROMBOPLASTINA

della trom bina •ANTITROMBINA •ANTITROMBOPLASTINA fisiologici Anticoagulanti terapeutici 3 categorie: • A

fisiologici

trom bina •ANTITROMBINA •ANTITROMBOPLASTINA fisiologici Anticoagulanti terapeutici 3 categorie: • A giscono

Anticoagulanti

•ANTITROMBOPLASTINA fisiologici Anticoagulanti terapeutici 3 categorie: • A giscono cheland o ilcalcio

terapeutici

•ANTITROMBOPLASTINA fisiologici Anticoagulanti terapeutici 3 categorie: • A giscono cheland o ilcalcio (E D T A

3 categorie:

• A giscono cheland o ilcalcio (E D T A ,citrato disodio,ossalato d i s o d io )

2)Deprimonol’azionedeifattoridellacoagulazione(eparina)

3) Inibiscono la sintesideifattoridella coagulazione (dicum a- r o lo )

Trombosi

Prescindendo dalla presenza di una ferita il sangue può coagulare neivasise siverificanoalcune situazionipa- tologiche:

R allentam ento del flusso sanguigno

Lesioni della parete dei vasi

Alterazionidella coagulazione

M alattie em orragiche congenite

EM O FILIA A : m ancanza del fattore V III. Carattere ereditariolegatoalcromosoma X.Descritta nell’uomo, nelcane e nelcavallo.

EMOFILIA B:mancanza delfattore IX.Carattere ereditariolegatoalcromosoma X.Descritta nell’uomo e nelcane.

N

el cane: m ancanza dei fattori VII e X

N

el bovino: m ancanza del fattore X II