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Italia unita nellevasione fiscale Basta accuse al Mezzogiorno di F. Moro e F.

Pica

Per un qualche momento, la notizia della costituzione di una banca dati sul fisco da parte dellAgenzia delle Entrate, riportata con grande evidenza dal Corriere della Sera del 3 aprile scorso, aveva aperto il cuore alla speranza. Comunque, la banca avrebbe fatto giustizia, togliendo spazio alle provocazioni pi becere, a danno del Mezzogiorno, o alle dimostrazioni pi evidenti di povert tecnica e di insensibilit civile. Una mappa dellevasione, disegnata sul territorio e redatta sulla base di criteri effettivamente plausibili, sarebbe per tutti un contributo di chiarimento essenziale. Le regole sono al riguardo di piena evidenza. Vale lart. 53, comma 2, della Costituzione, in cui scritto che il sistema tributario informato al criterio delle progressivit. Questa norma dice utilmente che in Italia vi un solo sistema tributario, sia pure articolato sul territorio (come lart. 119, comma 2, della Costituzione indica), e che per la costruzione di esso vale la regola che la percentuale di ricchezza sottratta ai contribuenti debba crescere al crescere del reddito. Peraltro, questa norma giustamente ricordata nellart. 2, comma 2, lett. l, della legge delega 42/2009, sul federalismo fiscale. Ove effettivamente si conoscesse il dato dellevasione, potrebbe ricostruirsi, sommando ad esso quanto il contribuente abbia corrisposto, limporto dellimposta dovuta. Su questa base e tenendo conto delluguale diritto del cittadino alle prestazioni pubbliche che affermato nellart. 3 della Costituzione avrebbe potuto farsi giustizia delle rozze proposizioni riferite al c.d. trasferimento implicito che hanno condotto, nel nostro Paese, agli attuali stravolgimenti del sistema finanziario. In mancanza di una pi puntuale informazione, la SVIMEZ ragiona sugli elementi che sono disponibili. Risulta che nel Mezzogiorno, a fronte di un reddito disponibile delle famiglie, al lordo delle imposte, stimato dallISTAT per il 2008 in 15.300 euro per abitante limposta pagata pari a 1.469 euro, con una pressione fiscale prodotta dallIRPEF pari al 9,6%; nel Centro-Nord il reddito disponibile pari a circa 24.300 euro e limposta a 2.946 euro, sicch risulta una pressione fiscale del

12,1% (tab. 1). Questa differenza , in realt, del tutto esigua, a fronte della forte regressivit di tributi come lIVA, o le accise. Se si considera infatti il gettito del complesso delle imposte erariali del 2008, regionalizzato dal Dipartimento delle Politiche Fiscali, risulta una incidenza delle imposte pagate sul PIL del 21,4% per il Mezzogiorno e del 22,9% per il Centro-Nord (Tab. 2): la differenza di 2,5 punti percentuali nella pressione fiscale tra le due aree del Paese, risultante per lIRPEF, si quindi ridotta ad un modesto punto e mezzo percentuale. La scarsa progressivit del sistema tributario, che queste percentuali non esprimono appieno, non essendo considerate le imposte regionali e locali, determina situazioni particolarmente inique a livello regionale. Dagli stessi dati del Dipartimento delle Politiche Fiscali risulta infatti per la Campania una pressione fiscale del 22,1%, superiore a quella di regioni come la Toscana (21,9%) e il Veneto (21,5%) che presentano un PIL pro capite nettamente pi elevato (del 71% per la prima e del 79% per la seconda); e ancora, la Sicilia e la Puglia sperimentano livelli di pressione fiscale pari a quella del Veneto (21,5%) pur avendo un PIL pro capite inferiore, per entrambe, del 42%. In ogni caso, la stima dellevasione si presenta cruciale: se essa fosse relativamente maggiore al Sud rispetto al Centro-Nord, il differenziale di pressione fiscale implicito nellordinamento potrebbe risultare anche consistentemente al di sotto dell1,5 %, rafforzando in tal modo lopinione di quanti ritengono che il nostro sistema tributario sia regressivo (o al limite, proporzionale), in violazione dellart. 53 della Costituzione, gi citato, e che ci si risolva ampiamente a danno delle popolazioni meridionali. Questa osservazione, come evidente, tanto pi rilevante quanto maggiore risulti la quota dellevasione nel Mezzogiorno Questo il quadro in cui va finalmente in modo corretto posta la questione dellevasione fiscale nella sua distribuzione territoriale. Nel merito dei contenuti della Banca dati si sa, e si pu sapere, assai poco. Le informazioni sui risultati ottenuti dallutilizzazione di tale strumento, riportate dal Corriere della Sera insieme a commenti ascritti al Direttore dellAgenzia delle Entrate Attilio Befera e accompagnate da unintervista al direttore vicario Marco Di Capua, non forniscono elementi sufficienti a valutare il significato e i limiti di tali risultati Lattesa della diffusione di una nota esplicativa che dia conto del procedimento adottato per la

stima dellimposta dovuta a livello provinciale andata delusa: silenzio assoluto e nessun chiarimento da parte dellAgenzia delle Entrate. Di tutto ci rimasta solo limmagine di un Mezzogiorno evasore che le sottolineature di situazioni di massima evasione in province del Sud contenute nellarticolo, rimbalzate negli organi di informazione, servita ad alimentare. E peraltro stravagante lidea di misurare levasione, percentualmente, a partire dallammontare del reddito riferito a tipologie di cespiti che si assume pi facilmente sfuggano al fisco. La finalit quella, di natura economica, di valutare il peso dellinadempienza rispetto allammontare complessivo degli adempimenti dovuti; potr dirsi poi, eventualmente, che la maggior quota degli adempienti dipende dalla tipologia dei contribuenti nel territorio. Sul piano etico, al fine di sostenere, in modo del tutto precario, che taluni sono pi virtuosi di altri, il ragionamento della quota del reddito occultabile potr avere per alcuni un qualche interesse. Fra laltro, in termini operativi ci che conta lammontare di gettito che pu essere recuperato con una pi serrata azione condotta dallo Stato e dagli Enti territoriali contro levasione. Nel merito, cerchiamo di ragionare sulla base delle informazioni ufficiali disponibili a livello regionale. Da una parte disponiamo del reddito dichiarato ai fini IRPEF, dallaltra del reddito disponibile delle famiglie e del prodotto lordo interno, stimati entrambi dallISTAT. Non tutto il reddito prodotto in realt assoggettato a tassazione, perch esente o al di sotto di determinati ammontari; quindi la quota di reddito non dichiarato non rappresenta una misura del grado di evasione ma solo un indicatore di larga massima del fenomeno. Quando poi questa incidenza viene utilizzata per confronti su base territoriale, occorre considerare che in situazioni riferite a livelli di reddito molto diversi la quota di reddito non dichiarato che non costituisce evasione diversa e maggiore nei contesti economicamente meno sviluppati. Per tener conto di questa circostanza abbiamo detratto dal reddito disponibile la voce Prestazioni sociali che comprende pensioni e assegni sia di natura previdenziale che assistenziale, prestazioni nelle quali maggiore la presenza nel Mezzogiorno di redditi esenti o non assoggettati ad IRPEF. Il risultato del confronto con il reddito dichiarato ai fini IRPEF mostra che questultimo ne rappresenta l82% nel Mezzogiorno e l80,7% nel CentroNord: in base a questi dati la quota di reddito evasa sarebbe pari al 18% nel Mezzogiorno e al 19% nel Centro-Nord. A livello regionale il livello pi elevato di

evasione si registrerebbe nel Veneto (22,4%), quello pi basso in Sardegna (13,7%). Questi dati trovano conferma nel confronto con il PIL. In questo caso il reddito dichiarato ai fini IRPEF rappresenta il 51% del PIL nel Mezzogiorno e il 49,5% nel Centro-Nord; le quote pi elevate si registrano in Liguria (56,4%), Umbria e Puglia, quelle pi basse in Lazio (46,7%), Valle dAosta e Veneto (Tab. 1). Noi non cadiamo di certo nella tentazione di etichettare il Centro-Nord come evasore fiscale. Questi dati, con tutti i limiti che essi hanno, mostrano comunque che il momento di smettere di attribuire tale etichetta al Mezzogiorno: la realt che lItalia non ha raggiunto lunit economica ma unificata nellevasione. Il fatto che, come si mostrato, si evade in misura analoga sia al Nord che al Sud non vuol dire che non vi siano differenze tra le due aree del Paese. Le informazioni della Guardia di Finanza, che non riguardano tutti i contribuenti ma solo quelli sottoposti a controllo fiscale, indicano che nel Mezzogiorno levasione riferibile ad un numero di contribuenti relativamente elevato che tuttavia evade per importi unitari modesti, mentre nel Centro-Nord al limitato, sempre in senso relativo, numero di evasori corrisponde una massa imponibile non dichiarata rilevante. Queste caratteristiche dellevasione sembrano in effetti esprimere la differente situazione socioeconomica delle due aree: nel Mezzogiorno levasione riguarda attivit marginali artigianali e di servizio, visibili e diffuse sul territorio, che non pagando i tributi dovuti riescono a rimanere sul mercato, mentre al Nord ad evadere sono contribuenti e imprese ad elevati livelli di reddito che consumano la loro evasione non alla luce del sole ma nei loro uffici e in quelli dei loro commercialisti. In sostanza si pu figurare una evasione per sopravvivenza al Sud ed una evasione per accumulazione di ricchezza al Nord.

Tab. 1. Pressione fiscale IRPEF e quota del reddito disponibile e del PIL dichiarata ai fini IRPEF per regione nel 2008

Reddito disponibile famiglie (euro per Regioni e circoscrizioni Al lordo delle Al lordo imposte ed delle escluse imposte prestazioni sociali
24.554 25.430 25.479 24.518 23.393 24.651 24.312 26.040 23.381 21.025 21.737 22.974 17.775 17.177 14.597 15.366 16.261 14.713 14.912 16.703 15.294 24.268 21.151 18.660 19.488 19.951 19.318 18.474 18.654 17.828 20.196 17.718 15.411 16.610 17.526 13.076 12.796 10.756 11.060 11.981 10.516 10.742 12.156 11.116 18.705 16.069

Dichiarazioni redditi (euro per ab.) Reddito dichiarato ai fini IRPEF

Imposta netta IRPEF

% imposta % reddito dichiarato netta sul su reddito reddito lordo disponibile imposte al lordo escl. sul PIL delle prestaimposte zioni sociali
11,5 11,9 13,3 12,1 11,3 11,4 12,0 11,8 11,4 10,8 10,2 12,9 10,1 9,5 9,7 9,5 8,7 8,5 9,7 10,5 9,6 12,1 11,5 79,6 81,3 82,3 80,7 77,6 81,7 85,3 79,4 80,8 84,1 78,0 81,2 84,0 80,4 79,1 84,1 79,0 79,4 82,8 86,3 82,0 80,7 81,0 52,1 47,1 49,3 47,8 47,6 52,5 56,4 50,2 49,8 53,6 48,8 46,7 50,4 51,0 50,6 53,2 50,0 49,4 51,0 51,5 51,2 49,5 49,9

Piemonte Valle D'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Mezzogiorno Centro-Nord Italia

14.855 15.853 16.420 15.594 14.328 15.239 15.208 16.042 14.313 12.968 12.948 14.236 10.988 10.290 8.508 9.305 9.459 8.349 8.894 10.485 9.113 15.099 13.020

2.824 3.038 3.395 2.954 2.646 2.822 2.929 3.072 2.667 2.277 2.216 2.952 1.796 1.629 1.410 1.461 1.419 1.249 1.445 1.761 1.469 2.946 2.433

Fonte: ISTAT e Agenzia delle Entrate.

Tab. 2. Imposte erariali regionalizzate (a) e PIL nel 2008 V.A. (milioni di euro) 28.661 1.025 80.520 7.106 31.708 8.078 10.502 31.367 23.374 4.782 8.591 38.279 6.231 1.274 21.627 15.329 2.043 6.701 18.935 7.234 120.708 78.259 75.026 53.205 26.169 79.374 273.993 353.367 % PIL (milioni Pil pro capite (imposte su euro correnti) (euro) PIL) 126.397,4 4.277,9 324.567,3 33.264,2 147.183,7 35.752,0 43.562,7 138.527,6 106.490,2 21.643,2 41.676,5 171.366,3 29.101,8 6.468,2 97.735,1 71.313,9 11.166,7 33.942,2 87.867,7 33.987,0 498.805,4 354.727,4 341.176,2 249.727,9 121.854,7 371.582,6 1.194.709,1 1.567.851,2 28.515,6 33.667,3 33.314,0 32.654,9 30.126,3 29.044,6 26.972,8 31.933,7 28.720,5 24.203,4 26.552,7 30.455,9 21.804,4 20.163,0 16.813,3 17.480,2 18.907,3 16.897,5 17.441,7 20.339,3 31.337,2 30.918,1 28.917,3 17.651,8 18.163,4 17.816,4 30.486,0 26.111,2 22,7 24,0 24,8 21,4 21,5 22,6 24,1 22,6 21,9 22,1 20,6 22,3 21,4 19,7 22,1 21,5 18,3 19,7 21,5 21,3 24,2 22,1 22,0 21,3 21,5 21,4 22,9 22,5

Regioni e circoscrizioni

Pro capite (euro)

Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Nord-ovest Nord-est Centro Sud Isole Mezzogiorno Centro-Nord Italia

6.466 8.067 8.265 6.976 6.490 6.562 6.503 7.231 6.304 5.348 5.473 6.803 4.669 3.971 3.720 3.757 3.459 3.336 3.759 4.329 7.583 6.821 6.359 3.761 3.901 3.806 6.992 5.885

(a) L'aggregato comprende il gettito relativo a: Irpef, Ires, Iva (al netto dei rimborsi e delle compensazioni), imposta di registro, imposta sulle assicurazioni, imposte ipotecarie e catastali, imposta di fabbricazione sugli oli minerali, imposta sui tabacchi, gioco del lotto (al lordo delle vincite) e gioco del bingo. Nel 2001 anche il gettito di: imposta di bollo, imposta sull'energia elettrica, imposta di consumo sul gas metano. Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze - La regionalizzazione delle entrate erariali.