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Un mercante inglese spiega come arricchire l’Inghilterra

Thomas Mun (1571-1641) fu un Mercante inglese e scrisse riflessioni sull’economia del suo tempo. Spesso catalogato come mercantilista egli tuttavia ebbe un pensiero molto più articolato della dottrina semplice “esportare molto e importare poco”. Propongo qui solo 4 capitoli dei 7 che compongono il trattato La Ricchezza dell’Inghilterra dovuta al Commercio estero. Probabilmente scritto attorno al 1630, fu pubblicato nel 1664 a cura del figlio, dimostrandosi un testo ancora attuale nel contesto della restaurazione degli Stuart. Ogni paragrafo è seguito di una mia traduzione in italiano e in grassetto.

Englands Treasure by Forraign Trade. or The Ballance of our Forraign Trade is The Rule of our Treasure. Il Tesoro dell’Inghilterra dal Commercio Estero o La Bilancia del nostro Commercio con l’estero è la Regola del nostro Tesoro.

Written by Thomas Mun of Lond. Merchant, and now published for the Common good by his son John Mun of Bearsted in the County of Kent, Esquire. Scritto da Thomas Mun di Londra, Mercante, e adesso pubblicato per il Bene comune dal suo figlio John Mun of Bearsted della Contea di Kent, Esquire.

London,

Printed by J.G. for Thomas Clark, and are to be sold at his Shop at the South entrance of the Royal Exchange, 1664.

Stampato presso J.G. per Thomas Clark, venduto nella sua bottega del lato sud dell’ingresso al “Royal Exchange”, 1664.

To the Right Honourable, Thomas Earl of South-Hampton, Lord High Treasurer of England, Lord Warden of the New Forrest, Knight of the most Noble Order of the Garter, and one of his Majesty's most Honourable Privy Council. Al Magnifico Signore, Thomas Conte di South–Hampton, Lord Grande Tesoriere dell’Inghilterra, Lord Warden (=custode) della Nuova Foresta, Cavaliere del Nobilissimo ordine della Giarrettiera, e l’uno dei più considerati Consiglieri del Consiglio Privato di Sua Maestà.

[Si omette la lunga dedica]

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-England's Treasure By Forraign Trade or The Ballance of our Forraign Trade is the Rule of our Treasure.

Il Tesoro dell’Inghilterra nel commercio estero, ossia la bilancia del commercio estero come regola della nostra ricchezza.

My Son, In a former Discourse I have endeavoured after my manner briefly to teach thee two things: The first is Piety, how to fear God aright, according to his Works and Word: The second is Policy, how to love and serve thy Country, by instructing thee in the duties and proceedings of sundry Vocations, which either order, or else act the affairs of the Common-wealth; In which as some things doe especially lend to Preserve, and others are more apt to Enlarge the same: So am I now to speak of Money, which doth indifferently serve to both those happy ends. Wherein I will observe this order, First, to shew the general means whereby a Kingdome may be enriched; and then to proceed to those particular courses by which Princes are accustomed to be supplyed with Treasure. But first of all I will say something of the Merchant, because he must be a Principal Agent in this great business.

Figlio mio, In un primo discorso mi sono sforzato a modo mio di insegnarti rapidamente due cose: la prima è la Pietà, come temere Dio nel modo giusto, secondo le sue Opere e la sua Parola: la seconda è

la “Politica”, come amare e servire il tuo Paese, insegnandoti i doveri e le incombenze delle diverse

vocazioni le quali o regolano oppure mettono in atto gli affari del Commonwealth; tra le quali alcune cose tendono più particolarmente a Conservare mentre altre sono più adatte a Aumentare gli stessi affari: dunque mi accingo a parlare del Denaro, il quale serve indifferentemente a questi due felici scopi. A questo proposito procedo in questo ordine, primo, mostrerò i diversi modi in cui un regno può arricchirsi; secondo, mostrerò i mezzi più particolari con i quali i principi sono soliti ricevere entrate. Ma innanzitutto Voglio parlare del Mercante, perché egli è l’Agente Principale in questo grande affare.

Chapter 1

The Qualities which are required in a perfect Merchant of Forraign Trade. Le qualità richieste per fare un perfetto Mercante nel commercio estero.

The love and service of our Country consisteth not so much in the knowledge of those duties which are to be performed by others, as in the skilful practice of that which is done our selves; and therefore (my Son) it is now fit that I say something of the Merchant, which I hope in due time shall be thy Vocation: Yet herein are my thougths free from all Ambition, although I rank thee in a place of so high esteem; for the Merchant isworthily called The Steward of the Kingdoms Stock, by way of Commerce with other Nations; a work of no less Reputation than Trust, which ought to be performed with great skill and conscience, that so the private gain may ever accompany the publique good. And because the nobleness of this profession may the better stir up thy desires and endeavours to obtain those abilities which may effect it worthily, I well briefly set down the excellent qualities which are required in a perfect Merchant.

L’amore e il servizio per il nostro Paese non consistono tanto nel conoscere i doveri che incombono

agli altri, ma piuttosto nel riuscire bene ciò che facciamo noi stessi; quindi (Figlio mio), è opportuno che adesso io dica qualche cosa del Mercante, che spero sarà a tempo debito la tua Vocazione: i miei pensieri sono scevri di ogni Ambizione, anche se ti assegno questo ruolo così stimabile; perché il Mercante merita proprio di essere chiamato l’Intendente della Ricchezza del Regno, a causa del commercio con le altre Nazioni: un lavoro di grande Reputazione e Fiducia, che deve essere compiuto con grande abilità e coscienza, di modo ché il guadagno privato accompagni sempre il bene pubblico.

E sperando che la Nobiltà di questa professione possa accendere i tuoi desideri e i tuoi sforzi verso

l’acquisto di quelle qualità che permettono di svolgerla egregiamente, evocherò rapidamente le eccellenti qualità che sono richieste per fare un perfetto Mercante.

1. He ought to be a good Penman, a good Arithmetician, and a good Accomptant, by that noble order of Debtor and Creditor, which is used onely amongst Merchants; also to be expert in the order and form of Charter-parties. Bills of Lading, Invoyces, Contracts, Bills of Exchange, and policies of Ensurance.

Dovrebbe essere bravo con la penna, con l’aritmetica e buon contabile, conoscitore della partita doppia che si usa solamente tra i Mercanti, ed anche essere esperto dei vari contratti di noleggio; delle formalità di carico delle navi, delle spedizioni, dei contratti, delle Lettere di cambio e polizze di assicurazioni.

2. He ought to know the Measures, Weights. and Monies of all forraign Countries, especially where we have Trade, & the Monies not onely by their several denominations, but also by their intrinsique values in weight & fineness, compared with the Standard of this Kingdome, without which he cannot well direct his affaires. Deve conoscere le misure, Pesi e Monete di tutti i paesi stranieri, particolarmente dove abbiamo commercio, e delle monete deve conoscere non le loro appellazioni ma il valore intrinseco, in peso e titolo, in paragone con le monete del nostro Regno, altrimenti non può dirigere bene i suoi affari.

3.

He ought to know the Customs, Tolls, Taxes, Impositions, Conducts and other charges upon all matters

of Merchandize exported or imported to and from the said Forraign Countries. Deve conoscere i Dazi, Pedaggi, Tasse, Imposizioni, salve-condotti? (bolle di accompagnamento?) e altri Pesi su tutte le varie Merci esportate o importate fuori e dentro questo Regno.

4. He

ought to know in what several commodities each Country abounds, and what be the wares which

they want, and how and from whence they are furnished with the same.

Deve sapere quali merci sono abbondanti in ogni Paese e quali i beni di cui difettano, e come e da chi finora ne sono riforniti.

5. He ought to understand, and to be a diligent observer of the rates of Exchanges by Bills, from one State

to another, whereby he may the better direct his affairs, and remit over and receive home his Monies to the

most advantage possible. Deve capire ed informarsi diligentemente dei tassi di cambio delle lettere da un paese all’altro al fine di dirigere al meglio i suoi affari, facendo rimesse e ricevendo denaro con il più vantaggio possibile.

6. He ought to know what goods are prohibited to be exported or imported in the said forraign Countreys,

lest otherwise he should incur great danger and loss in the ordering of his affairs.

Deve sapere quali sono le merci proibite all’importazione o all’esportazione nei detti paesi stranieri, altrimenti potrebbe incorrere grave pericolo e perdita nella condotta dei suoi affari.

7. He ought to know upon what rates and conditions to fraight his Ships, and ensure his adventures from

one Countrey to another, and to be well acquainted with the laws, orders and customes of the Ensurance office both here and beyond the Seas, in the many accidents which may happen upon the damage or loss of

Ships or goods, or both these.

Deve sapere a quali tariffe e condizioni si possono noleggiare le navi, e assicurare le sue spedizioni da un Paese all’altro, e deve anche intendere bene le leggi, ordinamenti e pratiche delle Assicurazioni sia da noi sia oltremare, relativamente ai molti accidenti che possono recare danno o perdita totale delle navi, delle merci o di entrambi.

8. He ought to have knowledge in the goodness and in the prices of all the several materials which are

required for the building and repairing of Ships, and the divers workmanships of the same, as also for the

Masts, Tackling, Cordage, Ordnance, Victuals, Munition and Provisions of many kinds; together with the ordinary wages of Commanders, Officers and Mariners, all which concern the Merchant as he is an Owner of Ships.

Deve avere conoscenza della qualità e dei prezzi di tutte le materie prime che sono richieste nella costruzione e la riparazione delle navi, nonché dei diversi mestieri necessari, lo stesso per gli alberi, sartiame ed attrezzi, cordami, artiglieria, vettovagliamento, munizioni e tutte le cose necessarie; dei salari degli ufficiali di mare e dei marinai, tutto riguarda il Mercante in quanto è proprietario di nave.

9. He ought (by the divers occasions which happen sometime in the buying and selling of one commodity

and sometimes in another) to have indifferent if not perfect knowledge in all manner of Merchandize or wares, which is to be as it were a man of all occupations and trades.

Deve avere (secondo le varie opportunità di comprare e vendere a volte una merce, a volte un’altra) una conoscenza uguale se non perfetta di tutte le varie specie di merci, vale a dire che egli è uomo di tutti i mestieri e negozi.

10. He ought by his voyaging on the Seas to become skilful in the Art of Navigation.

Grazie ai suoi viaggi sui Mari deve diventare abile nell’Arte della Navigazione.

11. He ought as he is a Traveller, and sometimes abiding in forraign Countreys to attain to the speaking of

divers Languages, and to be a diligent observer of the ordinary Revenues and expences of forraign Princes, together with their strength both by Sea and Land, their laws, customes, policies, manners, religions, arts, and the like; to be able to give account thereof in all occasions for the good of his Countrey.

Essendo egli un viaggiatore, a volte dimora nei Paesi stranieri, e deve essere capace di parlare varie lingue; deve essere attento osservatore delle entrate ordinarie e delle spese dei principi stranieri; deve conoscere la loro forza (militare) su mare e su terra, le loro leggi, costumi, modi di governare, maniere, religioni, arti e tutto il resto; in modo di potere farne relazione in ogni occasione per il bene del (suo) Paese

12. Lastly, although there be no necessity that such a Merchant should be a great Scholar; yet is it (at least)

required, that in his youth he learn the Latine tongue, which will the better enable him in all the rest of his

endeavours.

Infine, anche se non c’è necessità che un mercante sia un grande letterato, tuttavia nella sua gioventù dovrebbe almeno imparare il latino, che l’aiuterà al meglio in tutte le sue faccende.

Thus have I briefly shewed thee a pattern for thy diligence, the Merchant in his qualities; which in truth are such and so many, that I find no other profession which leadeth into more worldly knowledge. And it cannot be denied but that their sufficiency doth appear likewise in the excellent government of State at Venice, Luca, Genoua, Florence, the low Countreys, and divers other places of Christendom. And in those States also where they are least esteemed, yet is their skill and knowledge often used by those who sit in the highest places of Authority: It is therefore an act beyond rashness in some, who do dis-enable their Counsel and judgment (even in books printed) making them uncapable of those ways and means which do either enrich or empoverish a Common-wealth, when in truth this is only effected by the mystery of their trade, as I shall plainly shew in that which followeth. It is true indeed that many Merchants here in England finding less encouragement given to their profession than in other Countreys, and seeing themselves not so well esteeemed as their Noble Vocation requireth, and according to the great consequence of the same, doe not therefore labour to attain unto the excellencie of their profession, neither is it practised by the Nobility of this Kingdom as it is in other States from the Father to the Son throughout their generations, to the great encrease of their wealth, and maintenance of their names and families: Whereas the memory of our richest Merchants is suddenly extinguished; the Son being left rich, scorneth the profession of his Father, conceiving more honor to be a Gentleman (although but in name) to consume his estate in dark ignorance and excess, than to follow the steps of his Father as an Industrious Merchant to maintain and advance his Fortunes. But now leaving the Merchants praise we will come to his practice, or at least to so much thereof as concerns the bringing of Treasure into the Kingdom.

Ho quindi disegnato per te un modello da seguire diligentemente, le qualità del Mercante, le quali in

verità sono tante e tante che non vedo altra professione che porti ad altrettanta conoscenza del mondo.

E non si può negare che la loro competenza si manifesti ugualmente nell’eccellente governo dello Stato a Venezia, come a Lucca, Genova, Firenze, i Paesi Bassi e altri luoghi della Cristianità. E perfino in quei Paesi in cui sono meno stimati, le più alte Autorità non mancano di ricorrere alla loro abilità e

alle loro conoscenze. Di conseguenza considero scandalosa la condotta di coloro che denigrano i consigli e giudizi dei mercanti (perfino in libri stampati), ritenendo loro incapaci dei modi e mezzi che rendono un Paese ricco o povero, mentre in verità solo il mistero dei loro negozi può raggiungere questo scopo, come dimostrerò chiaramente più avanti. E’ ben vero che i Mercanti qui in Inghilterra, trovando meno incoraggiamento in favore della loro professione che altrove, e non godendo della stima che la loro nobile vocazione richiederebbe e che sarebbe appropriata alle grandi conseguenze di essa, non si sforzano tanto di raggiungere l’eccellenza in questo campo; né c’è l’abitudine tra i Nobili

di questo regno di praticarla, come fanno in altri stati, di Padre in Figlio, di generazione in

generazione, per il migliore incremento della loro ricchezza e mantenimento del loro nome e della loro stirpe. Al contrario, la memoria dei nostri più grandi Mercanti subito si spegne. Il Figlio, che si ritrova ricco, disprezza la professione del padre, stimando essere più onorevole la condizione del Gentiluomo (condizione della quale ha tutto tranne il nome) che spende la sua sostanza nell’ignoranza e gli sperperi, piuttosto che seguire le orme del Padre e da bravo Mercante mantenere e aumentare la sua

ricchezza. Ma adesso lascerò l’elogio del Mercante per la sua pratica, almeno in quanto essa porta Tesori nel Regno.

Chapter II

The Means to enrich this Kingdom, and to encrease our Treasure.

I mezzi di arricchire questo Regno ed accrescere nostro Tesoro (pubblico).

Although a Kindom may be enriched by gifts received, or by purchase taken from some other Nations, yet these are things uncertain and of small consideration when they happen. The ordinary means therefore to encrease our wealth and treasure is by Forraign Trade, wherein wee must ever observe this rule; to sell more to strangers yearly than wee consume of theirs in value. For suppose that whe theis Kingdom is pletifully served with the Cloth, Lead, Tinn, Iron, Fish and other native commodities, we doe yearly export the overplus to forraign Countries to the value of twenty two hundred thousand pounds; by which means we are enabled beyond the Seas to buy and bring in forraign wares for our use and Consumption, to the value of twenty hundred thousand pounds; By this order duly kept in our trading, we may rest assured that the Kingdom shall be enriched yearly two hundred thousand pounds, which must be brought to us in so much Treasure; because that part of our stock which is not returned to us in wares must necessarily be brought home in treasure.

Benché un Regno possa arricchirsi dai doni ricevuti, o da acquisti presso altre Nazioni, questi casi tuttavia sono incerti e di poca considerazione quando occorrono. Il mezzo ordinario quindi per accrescere la nostra ricchezza e il nostro tesoro consiste nel Commercio Estero, nel quale si deve osservare questa regola: vendere all’estero all’anno più del valore delle merci che vi prendiamo. Supponiamo che il nostro regno sia abbondantemente fornito di Stoffe, Piombo, Stagno, Pesce ed altri beni eppure possa esportare annualmente il sovrappiù verso Paesi stranieri per un valore di 200 000 lire; il che significa che possiamo comprare ed importare da paesi d’oltremare merci per il nostro uso e consumo fino ad un valore di 200000 lire. Se osserviamo scrupolosamente la regola di sopra (= vendere più del comprare) possiamo essere sicuri che il Regno si sarà arricchito annualmente di 200 000 lire che ci ritornerà in quanto “tesoro” (= denaro, capitale); perché la parte del nostro fondo che non ritorna sotto forma di merce deve per forza ritornare come denaro.

For in this case it cometh to pass in the stock of a Kingdom, as in the estate of a private man; who is supposed to have one thousand pounds yearly revenue and two thousand pounds of ready money in his Chest: If such a man through excess shall spend one thousand five hundred pounds per annum, all his ready mony will be gone in four years; and in the like time his said money will be doubled if he take a Frugal course to spend but five hundred pounds per annum; which rule never faileth likewise in the Commonwealth, but in some cases (of no great moment) which I will hereafter declare, when I shall shew by whom and in what manner this ballance of the Kingdoms account ought to be drawn up yearly, or so often as it shall please the State to discover how much we gain or lose by trade with forraign Nations. But first I will say something concerning those ways and means which will encrease our exportations and diminish our importations of wares; which being done, I will then set down some other arguments both affirmative and negative to strengthen that which is here declared, and thereby to shew that all the other means which are commonly supposed to enrich the Kingdom with Treasure are altogether insufficient and meer fallacies.

In questo esempio la stessa cosa avviene nel caso della ricchezza di un regno come nella ricchezza di un singolo; supponiamo di quest’ultimo che abbia 1000 lire di reddito annuo e 2000 lire di moneta in contanti nel suo forziere: se egli sperpera e spende 1500 lire all’anno, tutto il suo fondo sarà scomparso nell’arco di 4 anni; nello stesso torno di tempo invece il suo fondo in contanti sarà raddoppiato se egli con frugale accorgimento spende solo 500 lire all’anno. Questa regola è la stessa per l’insieme del Paese tranne in alcuni casi (di poca importanza), cosa che adesso spiegherò, mostrando da chi e in

quale modo questa bilancia commerciale dei Regni dovrebbe essere calcolata ogni anno, o ogni volta che lo Stato vorrà scoprire quanto si guadagna o si perde attraverso il commercio con le nazioni estere. Ma prima di tutto dirò qualcosa a proposito dei modi e dei mezzi che potranno aumentare le nostre esportazioni e diminuire le nostre importazioni; dopo, presenterò una serie di argomentazioni pro e contro, al fine di rafforzare il mio discorso, poi dimostrerò che tutti gli altri mezzi communemente considerati una via per accumulare denaro nel Regno sono tutti insufficienti e pure illusioni.

Chap. III.

The particular ways and means to encrease the exportation of our commodities, and to decrease our Consumption of forraign wares. The revenue or stock of a Kingdom by which it is provided of forraign wares is either Natural or Artificial. The Natural wealth is so much only as can be spared from our own use and necessities to be exported unto strangers. The Artificial consists in our manufactures and industrious trading with forraign commodities, concerning which I will set down such particulars as may serve for the cause we have in hand.

Modi e mezzi specifici per aumentare le esportazioni delle nostre produzioni, e diminuire il nostro consumo di merci stranieri. La ricchezza di un regno che gli permette di fornirsi di merci estere è sia naturale sia artificiale. Ricchezza naturale è quella che possiamo non consumare per le nostre necessità e quindi esportare. La ricchezza artificiale consiste nelle nostre manifatture e il nostro commercio tra i paesi esteri (= non solo per rifornire l’Inghilterra ma un commercio di mediazione tra diversi paesi esteri), ed a questo proposito dirò alcune cose utili.

1. First, although this Realm be already exceeding rich by nature, yet might it be much encreased by

laying the waste grounds (which are infinite) into such employments as should no way hinder the present revenues of other manufactured lands, but hereby to supply our selves and prevent the importations of Hemp, Flax, Cordage, Tobacco, and divers other things which now we fetch from strangers to our great

impoverishing.

1. Primo, benché questo regno sia già molto ricco per natura, potrebbe essere ancora migliorato con lo sfruttamento dei terreni incolti (numerosissimi) coltivando prodotti tali da non concorrenzare il reddito delle terre già coltivate, ma di rifornirci in prodotti che dobbiamo finora importare come la Canapa, il Lino, i Cordami, il Tabacco ed altre cose che attualmente andiamo a comprare all’estero con grande dispendio.

2. We may likewise diminish our importations, if we would soberly refrain from excessive consumption of

forraign wares in our diet and rayment, with such often change of fashions as is used, so much the more to encrease the waste and charge; which vices at this present are more notorious amongst us than in former ages. Yet might they easily be amended by enforcing the observation of such good laws as are strictly practised in other Countries against the said excesses; where likewise by commanding their own manufactures to be used, they prevent the coming in of others, without prohibition, or offence to strangers in their mutual commerce.

2. Potremmo ugualmente diminuire le nostre importazioni se fossimo attenti a limitare il consumo eccessivo di merci estere nella nostra dieta e abbigliamento, con tutti questi cambiamenti nella moda che tanto aumentano lo sperpero e i costi; vizi che sono attualmente più notevoli che non nel passato. Tuttavia potrebbero facilmente essere estirpati con l’osservazione di buone leggi simili a quelle praticate in altri Paesi contro detti eccessi; dove con l’ordine di ricorrere ai manufatti del proprio paese, si previene l’importazione dall’estero, senza usare proibizioni e divieti né offendere gli stranieri nel mutuo commercio.

3. In our exportations we must not only regard our own superfluities, but also we must consider our

neighbours necessities, that so upon the wares which they cannot want, nor yet be furnished thereof elsewhere, we may (besides the vent of the Materials) gain so much of the manufacture as we can, and also

endeavour to sell them dear, so far forth as the high price cause not a less vent in the quantity. But the superfluity of our commodities which strangers use, and may also have the same from other Nations, or may abate their vent by the use of some such like wares from other places, and with little inconvenience; we must in this case strive to sell as cheap as possible we can, rather than to lose the utterance of such wares. For we have found of late years by good experience, that being able to sell our Cloth cheap in Turkey, we have greatly encreased the vent thereof, and the Venetians have lost as much in the utterance of theirs in those Countreys, because it is dearer. And on the other side a few years past, when by excessive price of Wools our Cloth was exceeding dear, we lost at the least half our clothing for forraign parts, which since is no otherwise (well neer) recovered again than by the great fallof price for Wools and Cloth. We find that twenty five in the hundred less in the price of these and some other Wares, to the loss of private mens revenues, may raise above fifty upon the hundred in the quantity vented to the benefit of the publique. For when Cloth is dear, other Nations doe presently practise clothing, and we know they want neither art nor materials to this performance. But when by cheapness we drive them from this employment, and so in time obtain our dear price again, then do they also use their former remedy. So that by these alterations we learn, that it is in vain to expect a greater revenue of our wares than their condition will afford, but rather it concerns us to apply our endeavours to the times with care and diligence to help our selves the best we may, by making our cloth and other manufactures without deceit, which will encrease their estimation and use.

3. Per quanto riguarda le nostre esportazioni non dobbiamo pensare solo al nostro superfluo ma anche

considerare i bisogni dei nostri vicini; cosicché per quanto riguarda le merci delle quali (i vicini) non possono fare a meno né rifornirsi altrove, ne possiamo guadagnare tutto il possibile dalla nostra manifattura (oltre che dalla vendita della materia prima), ed anche provare a vendere a caro prezzo fintanto un prezzo alto non induca una vendita minore in quantità. Ma quando di queste merci utili agli stranieri, essi possono acquistarle da altre Nazioni, o possono diminuirne lo spaccio con il ricorso

a simili merci da altri luoghi senza fastidio, allora si deve provare a venderle al più buon mercato

possibile piuttosto che perderne la vendita. In effetti, abbiamo verificato dall’esperienza di anni addietro, che vendendo la stoffa a buon mercato in Turchia siamo stati capaci di incrementare di molto lo spaccio in quel Paese, mentre i Veneziani perdevano molto nelle loro esportazioni in questi luoghi, essendo le loro stoffe più care. D’altro canto, alcuni anni fa, quando il prezzo delle lane dei

nostri tessuti crebbe eccessivamente, perdemmo al meno la metà del nostro mercato del tessuto all’estero, il quale da allora è stato ritrovato solo grazie al forte calo di prezzo delle lane e dei tessuti. Consideriamo che una diminuzione di 25% nel prezzo di alcune merci, in quanto perdita di reddito nel guadagno dei privati, può produrre un incremento del 50% della quantità venduta a beneficio del reddito pubblico (=generale, di tutti i mercanti) . In effetti, quando la stoffa costa caro, le altre Nazioni

si mettono a produrla, e sappiamo che non difettano della competenza tecnica né della materia prima.

Grazie al buon mercato della merce, li tratteniamo di intraprendere una produzione propria, ma con

il tempo i nostri prezzi salgono di nuovo, allora essi ritornano al rimedio di produrle. Impariamo

quindi da queste oscillazioni che è vano aspettarsi un reddito maggiore delle nostre merci di quello che la condizione generale offre (= del mercato), ma che dobbiamo piuttosto impegnarci a sfruttare i

tempi (=la congiuntura) con cura e diligenza per ottenere il meglio che possiamo, producendo i tessuti e le altre merci senza inganno ciò che li renderà più stimate e ricercate (sul mercato).

4. The value of our exportations likewise may be much advanced when we perform it our selves in our own Ships, for thenwe get only not the price of our wares as they are worth here, but also the Merchants gains, the changes of ensurance, and fraight to carry them beyond the seas. As for example, if the Italian Merchants should come hither in their own shipping to fetch our Corn, our red Herrings or the like, in the case the Kingdom should have ordinarily but 25s for a quarter of Wheat, and 20s for a barrel of red herrings, whereas if we carry these wares our selves into Italy upon the said rates, it is likely that wee shall obtain fifty shillings for the first, and forty shillings for the last, which is a great difference in the utterance or vent of the Kingdoms stock. And although it is true that the commerce ought to be free to strangers to bring in and carry out at their pleasure, yet nevertheless in many places the exportation of victuals and munition are either prohibited, or at least limited to be done onely by the people and Shipping of those places where they abound.

4. Il valore delle nostre esportazioni inoltre può aumentare di molto se viene fatto con navi nostre,

perché in questo modo non solo ci ritorna

il prezzo delle merci su questi mercati ma anche i profitti

dei Mercanti, i cambi delle assicurazioni e i noleggi per trasportarli oltremare. Per esempio, se i mercanti italiani vengono qui con le proprie navi per acquistare il nostro grano, le nostre arringhe o altro, pagano nel Regno di solito solo 25s per un tomolo di grano e 20s per un barrile di arringhe, nel caso contrario in cui trasportassimo le stesse merci in Italia, acuistandole allo stesso prezzo, è probabile che otterremmo lì 50s per il primo e 40 per il secondo, ciò che fa una grande differenza per lo spaccio delle scorte del Regno. Ed anche se è vero che gli stranieri dovrebbero essere liberi di importare ed esportare a volontà, in realtà per lo più l’esportazione del vettovagliamento e delle munizioni di guerra sono o proibite o almeno limitate e riservate alla gente e alle navi dei Paesi stessi ai quali sono destinati.

5. The frugal expending likewise of our own natural wealth might advance much yearly to be exported

unto strangers; and if in our rayment we will be prodigal, yet let this be done with our own materials and

manufactures, as Cloth, Lace, Imbroderies,Cutworks and the like, where the excess of the rich may be the employment of the poor, whose labours notwithstanding of this kind, would be more profitable for the Commonwealth, if they were done to the use of strangers.

5. Un consumo più frugale inoltre delle nostre ricchezze potrebbe dare annualmente molto merci in

più all’esportazione; e se nell’abbigliamento dobbiamo essere sfarzosi, almeno che sia con i nostri propri beni e prodotti, come Stoffa, Nastri, Ricami , Pizzi ed altro, ottenendo che l’eccesso dei ricchi diventi impiego per i poveri, il cui lavoro tuttavia sarebbe molto più proficuo alla Ricchezza commune

se fosse destinato al consumo degli stranieri.

6. The Fishing in his Majesties seas of England, Scotland and Ireland is our natural wealth, and would cost

nothing but labour, which the Dutch bestow willingly, and thereby draw yearly a very great profit to themselves by serving many places of Christendom with our Fish, for which they return and supply their wants both of forraign Wares and Mony, besides the multitude of Mariners and Shipping, which hereby are maintain'd, whereof a long discourse might be made to shew the particular manage of this important business. Our Fishing plantation likewise in New England, Virginia, Groenland, the Summer Islands and the New-found-land, are of the like nature, affording much wealth and employments to maintain a great number of poor, and to encrease our decaying trade.

6. La pesca nei Mari di Sua Maestà in Inghilterra, Irlanda e Scozia è nostra naturale ricchezza e non ci

costerebbe altro che il lavoro, quello che gli Olandesi volentieri vi prodigano e quindi, servendo molti luoghi della Cristianità con il nostro pesce, ritirano all’anno per sé stessi un grande profitto, che gli permette di soddisfare il loro bisogno in merci straniere e in denaro, oltre la multitudine di Marinai e navi che essi mantengono, e qui dovrei fare un lungo discorso per mostrare la gestione specifica di quest’importante attività. I nostri nuovi stabilimenti di pesca in Nuova Inghilterra, Virginia, Groenland, the “Summer Islands” (al largo della Scozia) e Terra – Nuova sono d’altronde della stessa natura e offrono molta ricchezza e molti impieghi che mantengono numerosi poveri e incrementano il nostro commercio in declino.

7. A Staple or Magazin for forraign Corn, Indico, Spices, Raw-silks, Cotton wool or any other commodity

whatsoever, to be imported will encrease Shipping, Trade, Treasure, and the Kings customes, by exporting them again where need shall require, which course of Trading, hath been the chief means to raise Venice, Genoa, the low-Countreys, with some others; and for such a purpose England stands most commodiously, wanting nothing to this performance but our own diligence and endeavour.

7. Un Fondaco o Magazzino per conservare il Grano, l’Indigo, le Spezie, le Sete gregge, il Cottone, la

Lana e tutte le merci comperate all’estero potrebbe accrescere la Navigazione, il Commercio, la Ricchezza nazionale e le Dogane del Re, dando la possibilità di riesportarle di nuovo dove sarebbero richieste, metodo che nel corso dei tempi è stata la ragione dell’ascesa di Venezia, Genova, i Paesi- Bassi ed alcuni altri; ora a questo riguardo l’Inghilterra ha una posizione molto vantaggiosa, non le

manca nulla per farlo, basta solo applicazione e diligenza.

8. Also wee ought to esteem and cherish those trades which we have in remote or far Countreys, for

besides the encrease of Shipping and Mariners thereby, the wares also sent thither and receiv'd from thence

are far more profitable unto the kingdom than by our trades neer at hand: As for example; suppose Pepper to be worth here two Shillings the pound constantly, if then it be brought from the Dutch at Amsterdam, the Merchant may give there twenty pence the pound, and gain well by the bargain; but if he fetch this Pepper from the East-indies, he must not give above three pence the pound at the most, which is a mighty advantage, not only in that part which serveth for our own use, but also for that great quantity which (from hence) we transport yearly unto divers other Nations to be sold at a higher price: whereby it is plain, that we make a far greater stock by gain upon these Indian Commodities, than those Nations doe where they grow, and to whom they properly appertain, being the natural wealth of their Countries. But for the better understanding of this particular, we must ever distinguish between the gain of the Kingdom, and the profit of the Merchant; for although the Kingdom payeth no more for this Pepper than is before supposed, nor for any other commodity bought in forraign parts more than the stranger receiveth from us for the same,yet the Merchant payeth not only that price, but also the fraight, ensurance, customes and other charges which are exceeding great in these long voyages; but yet all these in the Kingdoms accompt are but commutations among our selves, and no Privation of the Kingdom’s stock, which being duly considered, together with the support also of our other trades in our best Shipping to Italy, France, Turkey, and East Countreys and other places, by transporting and venting the wares which we bring yearly from the East Indies; It may well stir up our utmost endeavours to maintain and enlarge this great and noble business, so much importing the Publique wealth, Strength, and Happiness. Neither is there less honour and judgment by growing rich (in this manner) upon the stock of other Nations, than by an industrious encrease of our own means, especially when this later is advanced by the benefit of the former, as we have found in the East Indies by sale of much of our Tin, Cloth, Lead and other Commodities, the vent whereof doth daily encrease in those Countreys which formerly had no use of 10our wares.

8. Dobbiamo anche apprezzare e stimare molto questi commerci che si pratichano nei Paesi lontani perché, oltre ad incrementare la Navigazione e i Marinai, le merci che vi sono spedite e ricavate sono molto più proficue al regno di quelle dei commerci in paesi vicini. Per esempio, supponiamo che il prezzo del pepe sia da noi sempre 2 shillings la libbra, comperando questo pepe dagli Olandesi a Amsterdam, il mercante lo acquisterà forse a 20 pence la libbra e quindi farà un bel guadagno. Ma andando a comperare nelle Indie Orientali, non gli costerà più di 3 pence la libbra, il che significa un enorme profitto, non solo nella vendita del pepe del nostro consumo, ma anche sulla grande quantità che si trasporta verso diverse Nazioni per esservi vendute a caro prezzo. Per cui vediamo chiaramente che si estrae più ricchezza e guadagno da queste merci orientali, di quello che ne ritirano le nazioni stesse in cui esse crescono e alle quali appartengono essendo ricchezza naturale di queste contrade. Ma per comprendere meglio questa peculiarità, dobbiamo sempre distinguere tra il guadagno del Regno nel suo insieme e il profitto del Mercante; perché supponendo nel Regno il pepe sempre allo stesso prezzo di prima, ed anche le merci comperate all’estero, tuttavia il Mercante paga non solo il prezzo (3 pence) dovuto ma anche le spese di noleggio, assicurazione, dogane ed altre che sono molto alte in questi lunghissimi viaggi. Tuttavia queste spese, nella bilancia dei regni, non sono altro che scambi al loro interno senza diminuire il fondo generale (capitale) del paese, il quale tutto considerato comprende l’apporto degli altri commerci con le nostre migliori navi verso l’Italia, la Francia, la Turchia ed le altre Nazioni orientali dove trasportiamo e vendiamo le merci che si prendono ogni anno dalle Indie Orientali. Sarebbe un bene tendere i maggiori sforzi verso l’incremento di questo grande e nobile affare che importa tantissimo per la Ricchezza, la Forza e la Felicità pubbliche. Né si deve considerare meno nobile o giudizioso l’arricchimento fatto in questo modo a spese del capitale delle altre Nazioni, di quello che consiste nell’industrioso aumento dei nostri mezzi, tanto più che quest’ultimo piò ricevere vantaggio dal primo; ciò che abbiamo sperimentato nelle Indie Orientali con la vendita di grande parte del nostro stagno (o latta?), stoffa, piombo ed altro, il cui smercio aumenta ogni giorno in paesi che prima non avevano l’uso delle nostre merci.

9. It would be very beneficial to export money as well as wares, being done in trade only, it would encrease our Treasure; but of this I write more largely in the next Chapter to prove it plainly.

9. Sarebbe anche molto vantaggioso esportare denaro come si fa con le merci, in quanto commercio a parte, aumenterebbe la nostra Ricchezza; ma di ciò scriverò più a lungo nel capitolo seguente.