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AI LAVORATORI INAIL

RICORSI

Dal numero delle richieste che arrivano al sindacato con le quali si chiede alla UILPA
INAIL di esprimersi sulla opportunità o meno di partecipare a questo o quel ricorso, e del perché la
UILPA non ne promuove alcuno, si può dedurre che all’interno del nostro Ente si sta radicando
sempre più l’idea secondo la quale i ricorsi giurisdizionali, al TAR o al Giudice del Lavoro,
possono costituire un modo concreto per dare risposte positive alle problematiche di natura
sindacale.

L’affermarsi di questa idea impone, ad avviso della UILPA INAIL, la necessità di una
posizione esplicita il più possibile chiara, in modo da dare ai Lavoratori maggiori conoscenze per
meglio valutare la congruità e le opportunità per decidere in modo più provveduto.

Il ricorso che al momento sembra avere più “presa” tra i Lavoratori è quello finalizzato al
riconoscimento, ai fini economici, delle mansioni superiori rivolto al personale B2/3.

La UILPA INAIL non ha difficoltà a riaffermare, per iscritto, ciò che ha sempre sostenuto
verbalmente in tutte le assemblee dove è stata posta questa problematica e cioè che: l’attuale
organizzazione del lavoro, in INAIL, e più specificatamente presso le Sedi territoriali, è tale per cui
è difficilissimo distinguere, con certezza, le mansioni B2/3 (sicuramente residuali) da quelle C1/2 e
che quindi si può parlare, a ragione, di mansionismo diffuso.

Ciò premesso si pone il problema della linea sindacale più efficace affinché questa
situazione possa evolvere nel senso di riconoscere, ai Lavoratori interessati, il diritto ad essere
inquadrati nella qualifica superiore.

Pur nella consapevolezza che si tratta di una strada in salita, fatta di tempi lunghi e di
opportune “attenzioni” nel non sbagliare ad interpretare le norme, le leggi e le sentenze della Corte
dei Conti e del Consiglio di Stato che dettano regole in materia, ma anche nella consapevolezza che
nel mondo del pubblico impiego non esistono, su questo terreno, scorciatoie praticabili come, a
prima vista, potrebbe sembrare l’idea del ricorso. La UILPA INAIL ritiene che il modo “migliore”
sia quello di concentrare ogni sforzo per utilizzare tutti gli strumenti normativi a disposizione per
risolvere concretamente, anche se in modo parziale, il problema, attraverso:
Ø la “pretesa” di autorizzazione, da parte dei Ministeri, ad indire all’INAIL le procedure
concorsuali (interne ed esterne) per C1;
Ø accelerare lo svolgimento di quelle interne in modo da approvarne le graduatorie entro il
31/12/06 così da poter richiedere l’assunzione (cioè l’inquadramento in C1) per ottobre
2007. Ciò in base alle norme che disciplinano le assunzioni nelle pubbliche
amministrazioni.
Quanto sopra ribadisce il contenuto dell’accordo di programma per il triennio 2005/2007
sottoscritto da tutte le OO.SS. rappresentative.

La UILPA INAIL inoltre s’impegna in sede di rinnovo del CCNL, a rappresentare la


situazione organizzativa presente in INAIL affinché possano essere individuate soluzioni più
“snelle” per riconoscere giuridicamente lo svolgimento di mansioni superiori.

L’insistere sui ricorsi per il riconoscimento economico conseguente allo svolgimento di


mansioni superiori, (come è noto, nel pubblico impiego, ancorché si sia proceduto alla
privatizzazione del rapporto di lavoro, non sono applicabili gli articoli della legge 300/70 –Statuto
dei Lavoratori- che disciplinano gli inquadramenti alla qualifica superiore in presenza di mansioni
svolte) al di la della demagogia spicciola ed illusionistica e al di la della improbabilità ad avere
ragione dinanzi al Giudice, significa attivare, in caso di sentenze affermative, un meccanismo di
difesa che di fatto realizza un regresso nella organizzazione del lavoro e quindi un regresso nei
diritti dei Lavoratori.

Cerchiamo di spiegare il perché:


a) alle prime sentenze favorevoli ai ricorrenti, scatterebbe, così come previsto dalla legge
165/2001 la responsabilità, anche economica, del dirigente responsabile di aver “utilizzato” il
lavoratore in mansioni superiori;
b) la naturale autodifesa del Dirigente lo porterebbe a rivedere l’organizzazione del lavoro in
modo da ricondurre i colleghi con qualifica B2/3 in mansioni proprie della qualifica;
c) l’Amministrazione, in conseguenza di quanto sopra, si troverebbe costretta a ridefinire, in
aumento, i fabbisogni B2/3, pena la messa in mobilità interenti in uscita del personale B2/3
già oggi in esubero;
d) l’aumento dei fabbisogni B2/3 impone la conseguente riduzione dei fabbisogni C1/2 in
quanto non sarebbero possibili riduzioni su C3 e C4 perché posizioni organizzative (vedere i
contenuti delle diverse leggi finanziarie degli ultimi 15 anni in materia di fabbisogni nelle
pubbliche amministrazioni per comprenderne le logiche restrittive);
e) alla fine di questa operazione la conseguenza sarebbe quella di lasciare, per moltissimi anni,
il personale oggi B2/3 senza prospettive di carriera.

Nella speranza di aver contribuito a portare un po’ di chiarezza in una materia


oggettivamente complessa, vi auguro giuste riflessioni.

Ad avviso della UILPA INAIL volendosi limitare alla sola problematica economica legata
allo svolgimento delle mansioni superiori, questa può e deve trovare risposte attraverso la difesa e la
valorizzazione della contrattazione integrativa di Ente che è l’unico strumento capace di dare
risposte “giuste” per situazioni omogenee.

Roma 27 settembre 2006


IL COORDINATORE GENERALE
UILPA INAIL
(Augusto Delle Monache)

P.S. - ma a nessuno viene il dubbio che se la strada del ricorso fosse stata quella giusta la UILPA
INAIL l’avrebbe percorsa?
P.S. Bis - a quanti propongono ricorso il dovere morale, se l’hanno, dovrebbe essere quello di
rispondere alle domande ovvie che possono scaturire dopo aver letto il contenuto del presente testo

IL SINDACATO DEI CITTADINI