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LIMPRENDITORE LIMPRENDITORE IN GENERALE

Dal punto di vista delleconomia limpresa vista come un organismo produttivo, ovvero come un insieme di elementi reali e personali e limprenditore colui che organizza e dirige i fatti della produzione. Dal punto di vista giuridico, limpresa unattivit e limprenditore il soggetto titolare dellimpresa. Lart. 2082 del c.c. definisce limprenditore come colui che esercita professionalmente unattivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. Gli elementi che qualificano un imprenditore sono: - la professionalit: poich non da luogo allesercizio di unimpresa il compimento di un singolo atto di produzione o pi atti produttivi isolati e non collegati inoltre lattivit di produzione o di scambio non deve essere esclusiva perch limprenditore pu svolgere un altra attivit. - Leconomicit: lattivit economica di un imprenditore deve essere idonea a coprire i costi di produzione con i ricavi delle vendite. Secondo la giurisprudenza sufficiente che limpresa, in astratto, non sia destinata a operare in perdita. Non sempre gli obbiettivi dellimprenditore hanno scopo di lucro sufficiente che miri a coprire i costi con i ricavi. - Lorganizzazione: lattivit di un imprenditore deve essere organizzata, ovvero deve tradursi in una organizzazione di elementi personali e reali. Lorganizzazione personale pi mancare, perch un imprenditore pu non avere dipendenti, limportante che esista unorganizzazione reale. - La produzione o lo scambio di beni e servizi: lattivit svolta da un imprenditore deve essere diretta alla produzione o allo scambio di beni o servizi

LINIZIO E LA FINE DELLIMPRESA


Limpresa inizia con il compimento del primo atto di gestione, ovvero il primo atto diretto alla produzione o allo scambio di beni o servizi, anche se lattivit di scambio non ancora iniziata; in mancanza di atti di gestione, per iniziare limpresa siano sufficienti anche degli atti di organizzazione: la giurisprudenza considera gi iniziata unimpresa anche nel caso di compimento di pi atti di organizzazione purch siano preordinati in modo oggettivo alla produzione o allo scambio. Limpresa termina con la liquidazione di tutti i rapporti giuridici relativi allimpresa, anche se lattivit produttiva gi cessata in precedenza. Un imprenditore commerciale viene dichiarato fallito dopo aver iniziato unimpresa ed entro un anno dalla sua cessazione.

LIMPRENDITORE OCCULTO
Lipotesi dellimprenditore occulto, ricorre quando una persona, svolge unattivit dimpresa servendosi di un prestanome ovvero di unaltra persona che risulta apparentemente titolare dellimpresa; questo consente, alleffettivo imprenditore, si sottrarsi ai rischi e alle responsabilit dellimpresa. I rischi dellimpresa gravano sul prestanome e sui creditori dellimpresa, poich in caso di fallimento dellimpresa, i creditore potranno agire solamente sul patrimonio del prestanome, che spesso una persona nullatenente. La giurisprudenza ritiene che siano responsabili limprenditore apparente(o prestanome) e limprenditore occulto. Per tutelare i creditori, la giurisprudenza applica, per analogia, una disposizione relativa al fallimento di una societ (art. 147 comma 2 I.fall.)

LIMPRENDITORE AGRICOLO
Gli imprenditori si distinguono in agricoli(Art. 2135) e commerciali (art. 2195). E imprenditore agricolo colui che esercita unattivit diretta alla coltivazione di un fondo o di un bosco, allallevamento di animali o unaltra attivit connessa allagricoltura. Le attivit agricole di dividono in principali e connesse. Le attivit principali sono indicate nel primo comma dellarticolo 2135 e comprendono la coltivazione di un fondo o bosco(selvicoltura) e lallevamento di animali. Le attivit agricole connesse sono indicate nel terzo comma dellarticolo 2135 e devono essere esercitate da un soggetto che gi un imprenditore agricolo a titolo principale, in quanto svolge unaltra attivit agricola di coltivazione o allevamente. Le attivit connesse comprendono quindi le attivit dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione e alienazione di prodotti agricoli e le alte attivit dirette alla fornitura di bene o servizi.

IL PICCOLO IMPRENDITORE
E piccolo imprenditore colui che esercita un attivit dimpresa organizzata in prevalenza con il lavoro proprio e dei propri familiari. La prevalenza dellattivit lavorativa dellimprenditore deve riguardare sia i fattori personali sia i fattori reali(il capitale) impiegati nellimpresa e deve essere valutato in concreto dal giudice. Anche quando esercita unattivit commerciale il piccolo imprenditore non sottoposto alla disciplina prevista per limprenditore commerciale, questo giustificato dal limitato giro daffari e quindi da una minore esigenza di tutela dei terzi e dei creditori.

LIMPRESA FAMILIARE
Limpresa familiare ricorre quando una persona titolare di unimpresa individuale e i suoi familiari pi stretti(il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo) lavorano in modo continuativo nellimpresa stessa o nella famiglia. Unimpresa familiare rilevante solo nei rapporti interni tra il titolare e i suoi familiare, in quanto nei rapporto esterni unimpresa individuale, nella quale solamente il titolare un imprenditore: in unimpresa familiare il titolare ha un potere direttivo sui dipendenti e sui familiari, come capo dellimpresa ed ha anche la rappresentanza dellimpresa nei confronti dei terzi. La legge riconosce ai familiari i seguenti diritti nei confronti dellimprenditore: - diritto al mantenimento, secondo la condizione patrimoniale della famiglia - il diritto di partecipazione agli utili dellimpresa in proporzione alla quantit e alla qualit del lavoro - il diritto di partecipazione alle decisioni pi importanti relative allimpresa Queste decisioni devono essere adottate dalla maggioranza numerica dei familiari, ogni familiare ha quindi il diritto a un voto, indipendentemente dalla sua quota di partecipazione nellimpresa. Il diritto di partecipazione allimpresa familiare, che pu essere trasferito solo a favore di un altro familiare e con il consenso unanime di tutti gli altri partecipanti allimpresa, deve essere liquidato in denaro se il familiare cessa la sua attivit nellimpresa.(art. 230 bis 4) Nel caso di divisione ereditaria o di cessione dellazienda, ai collaboratori familiari viene riconosciuto il diritto di prelazione sullazienda, ovvero il diritto di essere preferiti ad altre persone nellacquisto aziendale.

LIMPRENDITORE COMMERCIALE LIMPRENDITORE COMMERCIALE E IL SUO STATUTO


E imprenditore commerciale chi esercita unattivit industriale diretta alla produzione di beni o servizi o unattivit di intermediazione nella circolazione dei beni.

Sono commerciali, le attivit che hanno come oggetto: - la produzione industriale di beni o servizi, che comprende qualsiasi attivit di produzione, non rientrante lagricoltura - lintermediazione nella circolazione dei beni, che consiste nellacquistare dei beni per rivenderli. Qualunque attivit di scambio di beni che non rientra nella attivit agricola un attivit commerciale. Un imprenditore commerciale sottoposto a una disciplina prevista a tutela dei creditori e indicata come statuto dellimprenditore commerciale. Lo statuto dellimprenditore commerciale comprende linsieme delle norme giuridiche che si applicano soltanto a chi esercita unattivit commerciale. Un imprenditore commerciale: - obbligato a scriversi nel registro generale delle imprese - obbligato a tenere apposite scritture contabili - sottoposto al fallimento e ad altre procedure concorsuali dirette a garantire il concorso di tutti i creditori sul patrimonio dellimprenditore in caso di insolvenza o di difficolt ad adempiere le sue obbligazioni.

LA PUBBLICITA LEGALE
Le imprese commerciali sono sottoposte a un sistema di pubblicit legale che consente ai terzi di conoscerne gli atti e i fatti principali attraverso la loro iscrizione nel registro pubblico. Il registro delle imprese, attraverso il quale si realizza il sistema di pubblicit legale, tenuto da un apposito ufficio del registro delle imprese. Lufficio del registro istituito presso la camera provinciale di commercio e opera sotto la vigilanza di un giudice delegato dal tribunale. Limprenditore deve presentare la richiesta di iscrizione nel registro delle imprese entro 30 giorni dallinizio dellattivit(art.2189), la domanda deve essere rivolta allufficio del registro delle imprese nella cui provincia limprenditore ha stabilito la sede principale dellimpresa e deve contenere gli elementi stabiliti dalla legge. Oltre allinizio dellattivit nel registro delle imprese devono essere iscritte le eventuali modificazioni e la cessazione dellattivit. Liscrizione nel registro delle imprese ha unefficacia dichiarativa in quanto: - i fatti che sono stati iscritti non sono opponibili ai terzi, ovvero non sono efficaci nei loro confronti a meno che limprenditore non provi che ne erano a conoscenza(presunzione relativa di ignoranza dei fatti non iscritti art. 2193 comma1) - i fatti che sono stati iscritti sono sempre opponibili ai terzi, ovvero sono efficaci nei loro confronti, senza che essi possano provare che non erano a conoscenza(presunzione assoluta di conoscenza dei fatti iscritti art. 2193 comma2) Linosservanza dellobbligo di iscrizione comporta lapplicazione di una sanzione amministrativa, consistente nel pagamento di una somma di denaro a carico dellimprenditore(art.2194) Limprenditore ha lobbligo di indicare lufficio del registro delle imprese presso il quale iscritto(art.2199)

LA CONTABILITA
Un imprenditore commerciale deve documentare in modo continuativo, mediante apposite scritture contabili, gli atti e i fatti principali relativi alla gestione dellimpresa. La contabilit vantaggiosa: - per i creditori dellimpresa come singoli, perch in caso di insolvenza i documenti contabili consentono di accertare la situazione patrimoniale complessiva dellimpresa e di ricostruire le vicende che hanno portato al suo dissesto - per limprenditore, poich le scritture contabili consentono di tenere sotto controllo la situazione economica e finanziaria dellimpresa.

In base al codice civile, un imprenditore che svolga unattivit commerciale obbligato a tenere il libro giornale e il libro degli inventari(art. 2214comma1). Il libro giornale deve indicare, giorno per giorno, le operazioni relative allesercizio dellimpresa, secondo la giurisprudenza le annotazioni nel libro giornale, possono riguardare un gruppo di operazioni omogenee e possono essere registrate in un giorno successivo. Il libro degli inventari deve contenere lindicazione e la valutazione delle attivit e passivit relative allimpresa. Linventario deve essere redatto e sottoscritto dallimprenditore allinizio dellattivit e in seguito ogni anno; si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite. Oltre al libro degli inventari, un imprenditore deve tenere altre scritture contabili richieste dalla natura o dalle dimensioni dellimpresa(art. 2214comma 2). Le scritture contabili sono sottoposte ad alcune formalit, in quanto limprenditore: - deve provvedere alla numerazione progressiva in ogni pagina dei libri e delle altre scritture contabili prima di iniziare ad utilizzarli(art.2215) - deve tenere le scritture secondo le norme di una ordinata contabilit(art.2219), in particolare, la legge prescrive che nelle scritture contabili non devono essere spazi in bianco, interlinee o riporti a margini, inoltre non si possono fare abrasioni e le eventuali correzioni devono essere fatte in modo che le parole cancellate siano leggibili. Per ridurre gli adempimenti fiscali a carico delle imprese, le scritture contabili non sono pi soggette allobbligo di vidimazione annuale; le scritture contabili devono essere conservate per dieci anni dalla data dellultima registrazione: leventuale perdita o distruzione delle scritture equivale alla loro mancata tenuta. Le scritture contabili fanno sempre prova contro limprenditore, anche se sono tenute in modo regolare(art.2709), coloro che affermano dei diritti nei confronti dellimprenditore non devono provarne il fondamento in giudizio ed limprenditore che ha lonere di dimostrare linesistenza dei loro diritti. Le scritture contabili possono fare prova anche a favore dellimprenditore, quando sono tenute regolarmente, ma soltanto quando riguardano i rapporti relativi allesercizio dellimpresa con altri imprenditori(art. 2710). La mancata o la irregolare tenuta della contabilit d luogo alla applicazione di sanzioni a carico dellimprenditore solo se viene sottoposto al fallimento e alle altre procedure concorsuali.

LINCAPACITA PER LESERCIZIO DI UNA IMPRESA COMMERCIALE


Un imprenditore commerciale deve essere una persona capace dagire, deve quindi essere in grado di intendere e di volere. Tuttavia anche un incapace dagire pu esercitare unimpresa commerciale a condizione che abbia ottenuto lautorizzazione del tribunale. - un minorenne, un interdetto o un inabilitato pu essere autorizzato soltanto a continuare unimpresa commerciale gi esistente - un minorenne emancipato pu essere autorizzato non soltanto a continuare ma anche a iniziare una nuova impresa commerciale. Il minore e linterdetto, sono sostituiti dal loro rappresentante legale(tutore) che esercita in nome e per conto dellincapace; linabilitato invece, pu compiere da solo gli atti di ordinaria amministrazione, mentre per gli atti di straordinaria amministrazione necessaria lassistenza del curatore. Se unimpresa commerciale viene esercitata da un incapace dagire senza lautorizzazione richiesta dalla legge, lincapace non diviene giuridicamente un imprenditore e gli atti compiuti dallincapace o dal suo rappresentante sono annullabili; in caso di revoca dellautorizzazione gli atti che sono gi stati compiuti rimangono validi.

I RAPPRESENTANTI DELLIMPRENDITORE
Nellesercizio della sua attivit un imprenditore si avvale della collaborazione di altre persone. I collaboratori(o ausiliari) possono essere lavoratori subordinati, che operano alle dipendenze dellimprenditore(art. 2094) oppure lavoratori autonomi. La legge riconosce ad alcuni dipendenti un potere di rappresentanza, ovvero il potere di agire con i terzi in nome e per conto dellimprenditore. I rappresentanti sono: - linstitore - il procuratore - il commesso Linstitore ha un potere generale di rappresentanza dellimprenditore per il fatto di essere posto a capo della organizzazione aziendale. In base alla legge, linstitore: - pu compiere tutti gli atti relativi allesercizio dellimpresa, ma non pu alienare o ipotecare dei beni immobili - pu rappresentare in giudizio limprenditore, come attore per le obbligazioni derivanti dallesercizio dellimpresa Limprenditore pu limitare o ampliare i poteri del rappresentante con un apposita procura che deve essere iscritta nel registro delle imprese. Se la procura rilasciata dallimprenditore non stata pubblicata, il potere di rappresentanza dellinstitore si presume generale. Pu accadere che limprenditore nomini pi institori: in questo caso ogni institore pu agire disgiuntamente. Linstitore deve dichiarare ai terzi di agire in nome e per conto dellimprenditore, in mancanza di questa dichiarazione linstitore responsabile per le obbligazione assunte, ma i terzi, possono agire anche nei confronti dellimprenditore. Il procuratore un dipendente che ha il potere di compiere gli atti giuridici riguardanti limpresa. Il potere di rappresentanza del procuratore: - soggetto agli stessi limiti dellinstitore - non comprende anche la rappresentanza processuale dellimprenditore, salvo che necessario compiere degli atti urgenti o chiedere delle misure cautelari. Il commesso un dipendente dellimprenditore che opera a contatto con la clientela ordinaria dellimpresa. Il commesso ha un potere di rappresentanza limitato in quanto, pu compiere soltanto gli atti normalmente collegato alle operazioni che incaricato di svolgere(art.2210 comma 1). Leventuale procura rilasciata a un commesso non deve essere iscritta nel registro delle imprese; le limitazioni e la revoca dei poteri del commesso sono opponibili ai terzi soltanto se sono state pubblicizzate con mezzi adeguati o se limprenditore dimostra che i terzi ne erano al corrente.

GLI AUSILIARI DELLIMPRENDITORE


I principali collaboratori autonomi dellimprenditore sono: - il commissionario - lo spedizioniere - lagente di commercio - il mediatore Il commissionario colui che si obbliga ad acquistare o a vendere alcuni beni per conto di unaltra persona, ma in nome proprio. Sul valore di ogni affare che ha concluso, il commissario ha diritto di ricevere una provvigione: la provvigione dovuta nella misura determinata dalle parti o dagli usi locali. Prima che venga concluso un affare il committente pu revocare lordine di acquisto o di vendita, ma il commissionario ha diritto a una parte della provvigione in relazione alle spese che ha sostenuto(art.1734). Il commissionario non responsabile verso il committente per leventuale inadempimento del terzo; il commissionario pu assumere la garanzia del buon fine dellaffare e ha diritto a un compenso o a una maggiorazione della provvigione. Il commissionario non pu comprare da se stesso o vendere a se stesso, in base alla legge, questo divieto non si applica quando: -il contratto riguarda merci che hanno un prezzo corrente

-il prezzo dacquisto o di vendita dei beni stato fissato preventivamente dal committente Se ricorre una di queste condizioni il commissionario ha diritto ugualmente alla provvigione, anche quando vende egli stesso le cose che deve comprare, o acquista le cose che deve vendere. Dal contratto di commissione si distingue il contratto di concessione: si tratta di un contratto atipico, con il quale il concessionario acquista alcuni beni dal produttore per rivenderli in nome e conto proprio. Lo spedizioniere colui che assume lincarico di spedire delle merci in nome proprio ma per conto di unaltra persona e di compiere tutte le operazioni accessorie. Il contratto di spedizione un mandato senza rappresentanza ma ha come oggetto la stipulazione di un contratto di trasporto e il compimento delle operazioni accessorie. Fino quando lo spedizioniere non ha concluso il contratto di trasporto con il vettore, il committente pu revocare lincarico che gli ha dato, ma obbligato a rimborsare allo spedizioniere le spese sostenute e a pagargli un equo compenso. Nellesecuzione dellincarico lo spedizioniere deve attenersi alle istruzioni che ha ricevuto, in mancanza di indicazioni, deve operare secondo il migliore interesse del committente. Lo spedizioniere ha diritto a una retribuzione che viene determinata in base alle tariffe professionali. Lagente di commercio una persona, che in cambio di una provvigione, assume stabilmente lincarico di promuovere la conclusione di contratti in una zona determinata per conto di unaltra persona. Lagente un collaboratore autonomo dellimprenditore che sopporta in proprio i costi della sua attivit e non ha diritto al rimborso delle spese dellagenzia. Il contratto di agenzia richiede la forma scritta ai fini della prova e in base alla legge ciascuna parte ha diritto di ottenere un documento sottoscritto dallaltra parte. Se le parti non dispongono diversamente, dal contratto di agenzia deriva un diritto di esclusiva a favore di entrambe le parti: un imprenditore non pu quindi avvalersi contemporaneamente di pi agenti nella stessa sona, a sua volta, lagente non pu assumere lincarico di promuovere o concludere affari per conto di pi imprenditori. Lagente ha diritto a una provvigione per gli affare conclusi per effetto del suo intervento e per gli affari conclusi direttamente dal preponente; il diritto alla provvigione riguarda anche gli affari conclusi dopo lo scioglimento del contratto di agenzia. Lagente ha lobbligo di restituire le provvigioni ricevute solo in caso di mancata esecuzione del contratto per cause non imputabili al preponente ed nullo qualsiasi patto sfavorevole allagente: lagente si assume il rischio del buon esito dei contratti, perch non ha diritto alla provvigione se il terzo si rende inadempiente. Se, invece, il preponete e il terzo si accordano per non dare pi esecuzione al contratto, lagente ha ugualmente diritto a una provvigione che verr ridotta nella misura determinata dagli usi. Quando il contratto stipulato a tempo indeterminato, ciascuna parte pu esercitare in qualsiasi momento il diritto di recesso; le parti possono accordare un termine di preavviso pi lungo, in ogni caso, il termine che deve osservare il preponente non pu essere pi breve di quello posto a carico dellagente. Al momento della cessazione del rapporto dagenzia lagente ha diritto al pagamento di unindennit; lindennit non dovuta nei seguenti casi: - quando il contratto di agenzia si scioglie per inadempimento dellagente, a meno che lo scioglimento avvenga per motivi che rendano impossibile di fatto la prosecuzione del rapporto - quando lagente ha ceduto a un terzo i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto di agenzia. Le parti possono inserire nel contratto un patto di non concorrenza, con il quale, lagente si obbliga a non fare concorrenza al proponente dopo la cessazione del rapporto di agenzia; tale patto, deve riferirsi alla medesima zona e clientela e ai medesimi beni o servizi che formavano oggetto del contratto di agenzia e non pu avere una durata superiore a due anni. Se ha il potere di rappresentanza dellimprenditore, lagente pu stipulare i contratti in nome e per conto del preponente stesso; se non ha la rappresentanza lagente deve limitarsi a raccogliere gli ordini della clientela. Non un vero agente di commercio il procacciatore daffari che opera saltuariamente per conto di un imprenditore.

Il mediatore colui che, senza essere legato da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza, mette in relazione due o pi parti per la conclusione di un affare. I caratteri distintivi del mediatore sono: - la posizione di indipendenza e di imparzialit nei confronti delle parti in quanto il mediatore agisce come un intermediario neutrale. - loccasionalit e la saltuariet del rapporto con le parti che riguarda solo singoli affari. Se laffare viene concluso in seguito al suo intervento, il mediatore ha diritto a una provvigione. Quando ha ricevuto lincarico di ricercare laltro contraente da una delle parti il mediatore, ha diritto al rimborso delle spese sostenute anche se laffare non viene concluso. Il mediatore ha lobbligo di: - informare le parti su tutte le circostanze, relative alla valutazione e alla sicurezza dellaffare - garantire lautenticit della sottoscrizione delle parti.

LAZIENDA IN GENERALE
Lazienda il complesso dei beni organizzati da un imprenditore per lesercizio dellimpresa(art. 2555). Lazienda composta da un insieme di: - beni, che possono anche non appartenere al titolare dellimpresa ma che sono collegato tra loro dal fatto che limprenditore ne ha la disponibilit giuridica - rapporti giuridici, con i quali limprenditore si procura la disponibilit dei fattori necessari per la produzione unazienda ha un valore superiore alla somma dei singoli beni e questo maggiore valore viene chiamato avviamento. Lavviamento la capacit di unazienda di realizzare dei profitti. Lavviamento non un bene a se stante ma una qualit dellazienda e non pu essere trasferito separatamente dallazienda stessa. Lavviamento incide sul prezzo di cessione dellazienda che sar pi elevato quanto maggiore il valore dellavviamento. Lavviamento pu essere soggettivo, quando dipende dalle qualit personali dellimprenditore, oggettivo quando dipende dallorganizzazione e dalla qualit dei beni aziendali e si trasferisce in automatico con il trasferimento dellazienda; nella maggior parte dei casi lavviamento formato da elementi soggettivi e oggettivi. La legge protegge lavviamento di unazienda; lavviamento soggettivo tutelato imponendo un divieto di concorrenza a carico dellalienante(art.2557); lavviamento oggettivo tutelato riconoscendo al conduttore unindennit per la perdita dellavviamento.

LE TEORIE SULLA NATURA GIURIDICA DELLAZIENDA


Sulla natura giuridica dellazienda sono state formulate due ipotesi: - la teoria atomistica, che considera lazienda come un insieme di beni separati che conservano la propria autonomia(poich la cessione dellazienda richiede la forma prevista dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che la compongono, art. 2556) - la teoria unitaria che sostiene che lazienda ununiversalit di beni(in base alla definizione del c.c. e alla disposizione che consente il sequestro giudiziario dellintera azienda a tutela dei creditori; art. 670 c.p.c)

IL TRASFERIMENTO DELLAZIENDA
Unazienda pu essere trasferita a causa morte o per atto tra vivi. Il trasferimento tra vivi pu riguardare la propriet dellazienda o un diritto di godimento reale o personale di carattere temporaneo.

Secondo il principio generale di libert della forma latto di cessione di unazienda non richiede una forma determinata, necessaria la forma essenziale richiesta dalla legge per la natura dei singoli beni aziendali. Per le imprese soggette allobbligo di iscrizione nel registro generale delle imprese latto di cessione richiede: - la forma scritta ai fini di prova - un atto pubblico o una scrittura privata autentica La legge ricollega alla cessione di unazienda i seguenti effetti: - il divieto di concorrenza - la successione nei contratti - la cessione dei crediti - la responsabilit per i debiti La prima conseguenza legale del trasferimento di unazienda costituita dal divieto di concorrenza a carico dellalienante (art. 2557). Colui che cede unazienda non pu iniziare per cinque anni una nuova impresa che sia idonea in concreto a sviare o sottrarre la clientela dellazienda ceduta. La disposizione introduce una limitazione della libert delliniziativa economica privata ed giustificata dal fatto che lalienante potrebbe sottrarre i clienti allacquirente dellazienda. Il divieto riguarda solo linizio di una nuova impresa e non la continuazione. Le parti possono tuttavia, limitare o escludere il divieto di concorrenza o possono stipulare un patto di non concorrenza di contenuto pi ampio. Leventuale patto di astensione dalla concorrenza incontra per alcuni limiti, per non ridurre la libert di iniziativa economica dellalienante, in quanto: - non pu impedire allalienante lesercizio di qualsiasi attivit professionale - non pu avere una durata superiore ai cinque anni La cessione di unazienda produce la successione nei contratti (art. 2558). Chi acquista unazienda subentra nei contratti che sono stati stipulati dallalienante per lesercizio dellimpresa. La successione si verifica automaticamente e non richiede il consenso dellaltro contraente che pu esercitare la facolt di recesso dal contratto, entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se ricorre una giusta causa. La successione nei contratti: - esclusa dalla legge per i contratti che hanno un carattere personale, ovvero i contratti che si basano sulle qualit di uno dei contraenti - pu essere esclusa da una diversa volont delle parti che possono stabilire ce lacquirente non subentri nei contatti La successione nei contratti non pu essere esclusa per i contratti di lavoro subordinato. Un altro effetto del trasferimento di unazienda la cessione dei crediti (art. 2559). Lacquirente di unazienda acquista anche i crediti relativi allazienda ceduta. La cessione di un credito efficace nei confronti del debitore dal momento in cui ha accettato la cessione; la cessione dei crediti aziendali efficace nei confronti dei terzi dal momento delliscrizione del trasferimento dellazienda nel registro generale delle imprese. La cessione di unazienda produce a carico dellacquirente la responsabilit per i debiti(art. 2560). Lalienante e lacquirente di unazienda sono responsabili in solido, nei confronti dei creditori, per i debiti anteriori al suo trasferimenti. Responsabilit in solido significa che i creditori possono pretendere il pagamento dei debiti relativi allazienda dallalienante o dallacquirente. La legge prevede che: - i creditori possano liberare espressamente lalienante dalla responsabilit per i debiti - lacquirente responsabile solo per i debiti risultanti dalle scritture contabili obbligatorie. Questultima disposizione non si applica ai debiti verso i lavoratori dipendenti.

I SEGNI DISTINTIVI DELLAZIENDA


Tra i beni aziendali assumono importanza i segni distintivi, che svolgono la funzione di identificare lattivit e i prodotti di un imprenditori. I segni distintivi tutelati dalla legge sono: - la ditta, che contraddistingue unimpresa

- linsegna che individua i locali dove si svolge lattivit di unimpresa - il marchio che caratterizza i prodotti di unimpresa Un segno distintivo un bene immateriale su cui limprenditore ha un diritto reale, caratterizzato dallimmediatezza e dallassolutezza. Un imprenditore ha un diritto esclusivo sui propri segni distintivi. I segni distintivi attribuiscono un diritto di esclusiva se sono: - originali, ovvero se sono diversi dalla denominazione o descrizione generica dellattivit svolta - nuovi, cio se non sono uguali o simili ai segni gi utilizzati - veritieri, cio che non contengono indicazioni non vere o idonee a ingannare il pubblico - leciti in quanto non sono costituiti da parole o figure contrarie alla legge, allordine pubblico o al buon costume Lordinamento giuridico riconosce il diritto di utilizzare in modo esclusivo i propri segni, se un altro imprenditore utilizza segni identici o simili, limprenditore pu chiedere al giudice: - la cessazione della utilizzazione del segno confondibile che deve essere integrato o modificato (INIBITORIA) - La rimozione degli effetti degli atti gi compiuti - Il risarcimento dei danni

LA DITTA
La ditta il nome commerciale di un imprenditore, cio il nome con il quale agisce nellesercizio della sua attivit dimpresa. Una ditta pu essere nominativa, quando formata dal nome civile dellimprenditore, o di fantasia. Quando di fantasia, una ditta deve contenere almeno il cognome o la sigla dellimprenditore che lha creata. Quando non contiene il cognome o la sigla dellimprenditore, una ditta irregolare: in questo caso, colui che la utilizzata non ha un diritto di esclusiva, ma tutelato dalle norme sulla concorrenza sleale. Una ditta pu essere originaria, quando viene utilizzata dallo stesso imprenditore che lha creata, o derivata, quando viene utilizzata da un altro imprenditore. La legge stabilisce che la ditta non pu essere trasferita senza lazienda, ma lazienda pu essere trasferita senza la ditta. Nella successione di unazienda a causa di morte, la ditta si trasferisce autonomamente al successore, mentre nella cessione di unazienda per atto tra vivi il trasferimento della ditta si produce solamente con il consenso dellalienante. Limprenditore ha un diritto di uso esclusivo della ditta, cos, se un altro imprenditore utilizza una ditta uguale o simile, che possa creare confusione, il titolare della ditta pu pretendere lintegrazione o la modificazione dellaltra ditta con indicazioni idonee a differenziarla dalla propria. Per le imprese obbligate alla registrazione nel registro delle imprese il diritto di esclusiva riconosciuto dallimprenditore che ha provveduto per primo alliscrizione della ditta.

LINSEGNA
Linsegna il segno distintivo che contraddistingue i locali dove limprenditore svolge la sua attivit. Linsegna non deve contenere necessariamente il cognome o la sigla dellimprenditore: uninsegna pu essere denominativa, figurativa o mista. Il diritto duso esclusivo su uninsegna si pu acquistare con la sua utilizzazione di fatto da parte di un imprenditore in quanto linsegna non soggetta alliscrizione nel registro delle imprese; colui che ha il diritto di esclusiva su uninsegna pu impedire ad altri imprenditori di usare uninsegna uguale o simile. Anche linsegna pu essere trasferita soltanto con lazienda, il suo trasferimento costituisce una conseguenza automatica della cessione dellazienda e non richiede il consenso espresso dallalienante. Un segno distintivo molto diffuso lemblema: il contrassegno spesso coincidente con la ditta e/o con il marchio.

IL MARCHIO
Il marchio il segno distintivo che contraddistingue i prodotti di unimpresa. Dal marchio di fabbrica, che viene apposto dal produttore e indica la provenienza di un prodotto, si distingue il marchio di commercio, che pu essere applicato dal distributore o dal rivenditore: chi commercializza un prodotto pu aggiungervi il proprio marchio ma non pu nascondere o eliminare il marchio del produttore. Un marchio pu essere denominativo, figurativo, misto o tridimensionale. Il diritto di esclusiva su un marchio si pu acquistare con la registrazione,presentando unapposita richiesta di brevetto o con luso di fatto. Un marchio registrato pu essere un: - marchio nazionale, quando la richiesta di registrazione viene presentata allUfficio nazionale brevetti e marchi e riguarda solo il territorio dello Stato - marchio comunitario, quando riguarda il territorio dellUnione Europea - marchio internazionale, quando riguarda il territorio di tutti gli Stati aderenti a lorganizzazione mondiale. Il diritto di uso esclusivo di un marchio registrato ha una durata di 10 anni ed rinnovabile ad ogni scadenza successiva. Il titolare di un marchio registrato pu decadere dal diritto di utilizzarlo in modo esclusivo per una delle seguenti cause: - il mancato rinnovo - la mancata utilizzazione del marchio entro 5 anni dalla sua registrazione - la volgarizzazione del marchio, che ricorre quando un termine creato in origine come segno distintivo viene utilizzato di fatto, per indicare genericamente tutti i prodotti di un certo tipo. Un fenomeno opposto alla volgarizzazione del marchio si pu verificare quando un termine acquista un nuovo significato nelluso corrente. Un marchio non registrato tutelato nei limiti del preuso: se un altro imprenditore richiede la registrazione dello stesso marchio, il titolare del marchio non registrato pu continuare ad utilizzarlo, soltanto per gli stesso prodotti e nello stesso ambito territoriale in cui il marchio ha acquistato notoriet. Il marchio pu essere ceduto anche senza lazienda. Il trasferimento del marchio oggetto di una specifica contrattazione ma nel caso di cessione dellazienda la legge presume che, venga trasferito anche il diritto alluso esclusivo del marchio; il consenso espresso del cedente necessario quando il marchio contiene il nome o la ditta del titolare.