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CANNABIS

La canapa (Cannabis, L. 1753) una pianta a fiore (angiosperma) che, come il luppolo (Humulus lupulus), appartiene alla famiglia delleCannabaceae, dette anche Cannabinacee, ordine delle Urticales.

Sistematica
Sull'esatta tassonomia del genere Cannabis (Cannabaceae) vi sono opinioni diverse a seconda si consideri la specie monotipica o politipica. Small e Cronquist distinguono solo una specie, Cannabis sativa, con due sottospecie, ciascuna con due variet: Cannabis sativa L. ssp. indica (Lam.) E. Small & Cronq. var. indica var. kafiristanica Vavilov ssp. sativa var. sativa var. spontanea Vavilov Sinonimi = Cannabis chinense; Cannabis indica Lam. Shultes divide invece il genere in tre specie: 1. Cannabis sativa (sativa = utile; volg. canapa) 2. Cannabis indica (indica = indiana; volg. canapa indiana o indica) 3. Cannabis ruderalis (ruderalis = ruderale; volg. canapa russa o ruderale o americana) Clarke e Watson (2002) propongono che la specie C. sativa comprenda tutti gli individui, a parte forse le variet usate per la produzione di hashish e marijuana in Afghanistan ePakistan, che andrebbero raggruppate sotto la specie C. indica. In ogni caso, tutte le specie, sottospecie o variet citate possono essere tra di loro incrociate dando luogo ad una progenie fertile. Anche sulla posizione della famiglia Cannabaceae esistono delle divergenze: secondo il Sistema Cronquist (1981) la tassonomia : Magnoliophyta - Magnoliopsida - Hamamelidae - Urticales Cannabaceae; secondo la Classificazione APG (1998) la tassonomia : Magnoliophyta Eudicotiledoni - Eudicotiledoni centrali - Rosidi - Rosales - Cannabaceae.

Storia
Prove dell'utilizzo della cannabis si hanno fin dai tempi del Neolitico, come dimostrato dal ritrovamento di alcuni semi fossilizzati in una grotta in Romania [1]. I pi famosi fumatori di cannabis dell'antichit furono gli Hindu di India e Nepal e gli Hashashin, presenti in Siria, dai quali prese il nome l'Hashish [2]. La cannabis fu anche utilizzata dagli Assiri, che ne appresero le propriet psicoattive dagli Arii[3] e grazie ad essi, fu fatta conoscere ed utilizzare anche a Sciiti e Traci, che se ne servirono anche per riti religiosi [4]. Nel 2003 fu ritrovata in Cina una borsa di pelle contenente alcune tracce di Cannabis e semi risalenti a 2500 anni fa.[5] Ganja il termine in antica lingua sanscrita per la Cannabis, attualmente associato soprattutto alla cultura creolo-giamaicana, che utilizza questo termine per indicare la marijuana, ritenuta dai Rastafariani importante per la meditazione e la preghiera [6]. Tale interpretazione ha trovato conferme negli studi dell'antropologa Sula Benet che nella bibbia ha trovato riferimenti ad un uso sacrale della cannabis laddove si parla di kaneh bosm[7](.) In Europa l'uso della Cannabis come sostanza psicoattiva abbastanza recente, probabilmente dovuto al fatto che in Europa si diffuse maggiormente la specie Cannabis sativa mentre la Cannabis indica, pi ricca di principi attivi stupefacenti, entrata in Europa molto pi tardi nell'Ottocento, probabilmente grazie a Napoleone, interessato a questa pianta per alleviare il dolore e per i suoi effetti sedativi.

Genetica
Esiste una controversia filogenetica concernente il considerare tre specie distinte di cannabis (Cannabis sativa, Cannabis indica e Cannabis ruderalis) o una singola specie con pivariet. Molti studiosi oggi ritengono che si tratti di un'unica specie che varia il proprio fenotipo a seconda delle aree in cui cresce, dell'altitudine, delle caratteristiche del suolo eccetera[8][9]. In questa chiave, la Cannabis varietas sativa una pianta alta fino ad oltre i 2 metri e stretta, con foglie dalle dita sottili, tipica di ambienti caldi come il Sudafrica, il Marocco, l'America centro-meridionale eccetera; la Cannabis varietas indica invece una variante acclimatata ai rigidi ambienti di montagna come l'Himalaya, l'Afghanistan, il Nepal (specie bassa, tozza, a forma di cespuglio, con foglie dalle dita molto grosse e contenuto di THC accentuato), mentre la Cannabis varietas ruderalis infine una variante adattata ai lunghi e rigidi inverni russi, da cui la sua caratteristica specifica di non dipendere dal fotoperiodo (ossia il numero di ore di luce giornaliero) per andare in fioritura (variet autofiorente)[10]come fanno invece la Cannabis sativa e indica, che sono piante annuali e che hanno bisogno di

percepire l'arrivo dell'inverno e la conseguente riduzione di ore solari per fiorire. Gli effetti dei derivati di Cannabis sativa e Cannabis indica sono lievemente differenti fra loro, sia a causa della percentuale di THC contenuta che delle diverse concentrazioni, a seconda della specie, di altri cannabinoidi che modificano il tipo di effetto percepito. Per fare un semplice parallelismo, la Cannabis sativa potrebbe essere paragonabile in questo senso ad un vino bianco, pi "leggera" e d una sensazione soprattutto "mentale" e "cerebrale", in grado generalmente di stimolare la creativit e l'attivit; la Cannabis indica paragonabile invece ad un vino rosso, con il suo effetto pi corposo, "ottundente" e "fisico", che stimola in genere la meditazione e il rilassamento.[11]La ruderalis poi, povera in THC, ha ottenuto recentemente successo nell'ambito della produzione di marijuana perch, incrociata appropriatamente con piante diindica e di sativa, in grado di generare ibridi autofiorenti, che conservano le propriet psicotrope di una linea genetica ed acquisiscono le propriet autofiorenti e di fioritura precoce tipiche della ruderalis, qualit apprezzabili nell'ottica della coltivazione indoor. Tutte le specie (o variet che siano) di cannabis possono infatti essere incrociate fra loro e generare semi che daranno vita a ibridi fertili. Questa possibilit permette di generare variet ibride F1, incrociate a percentuale variabile fra indica e sativa, il che fa s che si possano creare ulteriori ibridi fra le nuove sottospecie stabili, aprendo la possibilit ad un enorme numero di combinazioni differenti esattamente come succede, ad esempio, nel mondo della selezione dei cani.[12][13][14] Ibridare due piante di razze differenti e riuscire a stabilizzare la nuova razza (permettere cio che i caratteri dominanti e recessivi si mantengano poi inalterati ai discendenti se l'esemplare accoppiato con uno della medesima razza) consente di selezionare le caratteristiche preferite e dar luogo a innumerevoli varianti, diversissime per aspetto, propriet organolettiche e psicotrope. Nei Paesi Bassi, dove l'industria della cannabis in qualche misura tollerata, esistono infatti svariate aziende che offorno in vendita semi (legali anche in Italia in quanto non contenenti THC) di razze differenti, ognuna con le proprie caratteristiche specifiche e il proprio corredo genetico. In genere le razze 100% indicao 100% sativa sono sottospecie gi presenti in natura come la Durban Poison e la Thai (piante di sativa) o la Ganja indiana e le variet afghane(piante di indica). Alcune imprese, in genere definite "banche semi", sono ad esempio "Sensi Seed", "Greenhouse", "Dutch Passion", "Mr. Nice", "DNA Genetics", "Serious Seeds" e "Homegrown Fantaseeds". Alcuni degli incroci pi apprezzati prodotti da queste seed bank sono ad esempio "Skunk#1", "White Whidow", "Northern Lights", "Cheese", "AK-47", "Orange Bud", "Silver Haze", "G-13", "Hash Plant", "Jack Herrer" [15].

Va infine notato che l'erba pi pregiata sprovvista di semi (sinsemilla) in quanto non viene fatta impollinare dal maschio: la produzione di semi infatti priverebbe la pianta di energie e nutrienti necessari invece, ai fini del raccolto, per creare un maggiore quantitativo di resina[16]. La marijuana comune che si trova in genere sul mercato invece un'erba povera in THC e contenente di solito semi, coltivata senza cure botaniche particolari allo scopo di essere messa in commercio il prima possibile: gli incroci controllati di cui sopra vengono al contrario ibridati e coltivati generalmente da amatori o professionisti, i quali fanno impollinare solo le piante dalle quali vogliano poi ricavare ulteriori semi.

Morfologia e Fisiologia
La canapa una pianta erbacea a ciclo annuale. L'altezza varia tra 1,5 2 m, ma in sottospecie coltivate pu arrivare fino a 5 metri. Presenta una lunga radice a fittone e un fusto, eretto o ramificato, con escrescenze resinose, angolate, a volte cave, specialmente al di sopra del primo paio di foglie. Le foglie sono picciolate e provviste di stipole; ciascuna palmata, composta da 5 13 foglioline lanceolate, a margine dentato-seghettato, con punte acuminate fino a 10 cm di lunghezza ed 1,5 cm di larghezza; nella parte bassa del fusto le foglie si presentano opposte, nella parte alta invece tendono a crescere alternate, soprattutto dopo il nono/decimo nodo della pianta, ovvero a maturazione sessuale avvenuta (dopo la fase vegetativa iniziale, nota popolarmente come "levata"). Salvo rari casi di ermafroditismo, le piante di canapa sono dioiche e i fiori unisessuali crescono su individui di sesso diverso. I fiori maschili (staminiferi) sono riuniti in pannocchie terminali e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami. I fiori femminili (pistilliferi) sono riuniti in gruppi di 2-6 alle ascelle di brattee formanti corte spighe; ognuno mostra un calice membranaceo che avvolge strettamente un ovario supero ed uniloculare, sormontato da due stili e due stimmi. La pianta germina in primavera e fiorisce in estate inoltrata. L'impollinazione anemofila (trasporto tramite il vento). In autunno compaiono i frutti, degli acheni duri e globosi, ciascuno trattenente un seme con un endosperma carnoso ed embrione curvo. Il contenuto di metaboliti secondari vincola la tassonomia in due sottogruppi o chemiotipi a seconda dell'enzima preposto nella biosintesi dei cannabinoidi. Si distingue il chemiotipo CBD, caratterizzato dall'enzima CBDA-sintetasi che contradistingue la canapa destinata ad usi agroindustriali e terapeutici e il

chemiotipo THC caratterizzato dall'enzima THCA-sintetasi presente nelle variet di cannabis destinate a produrre droga e medicamenti. L'ibrido f1 manifesta la contemporanea presenza di entrambi i maggiori cannabinoidi CBD e THC confermando l'aspetto politipico della cannabis. I preparati psicoattivi come l'hashish e la marijuana sono costituiti dalla resina e dalle infiorescenze femminili ottenuti appunto dal genotipo THCA-sintetasi. Tale sottogruppo fu coltivato fino alla seconda met del secolo scorso, nonostante fosse stato proibito nella decade '20-'30 l'uso come medicina ad alto potenziale di abuso (ma affrontando la questione terapeutica nei casi previsti impiegando tinture o estratti fitogalenici). Tali genotipi, fino ad allora, erano per cosi dire domesticati (se confrontati con i valori odierni) venendo impiegati nella costituzione di ibridi altamente produttivi utilizzati in campo industriale. A partire dagli anni settanta si incominci invece ad incrementare tali ammontari caratteristici. Analogamente a partire dalla seconda met del secolo scorso, furono selezionate dapprima in Francia, Polonia e Russia le attuali variet destinate ad usi esclusivamente agroindustriali, ottenute dal genotipo CBDA-sintetasi, distinte da un contenuto ormai irrisorio (se riferito ai valori originari) sia del metabolita specifico sia in cannabinoidi minori.

Coltivazione
In passato la coltivazione agricola della canapa era comune nelle zone medioeuropee. Da una parte, perch cresceva su terreni difficili da coltivare con altre piante industriali (terreni sabbiosi e zone paludose nelle pianure dei fiumi), dall'altra, perch c'era sempre bisogno di piante "oleose" (sativa, luce), "fibrose" (tessili, carta, corde) e di mangime (foglie) per il bestiame produttivo. Durante i secoli del trionfo della vela, e delle grandi conquiste marittime europee la domanda di tele e cordami assicur la straordinaria ricchezza dei comprensori la cui fertilit assicurava le canape di qualit migliori per l'armamento navale. Eccelsero tra le terre da canapa Bologna e Ferrara. Testimonia la vitalit dell'economia canapacola felsinea il maggiore agronomo bolognese del Seicento, Vincenzo Tanara, con una lunga, accurata descrizione della tecnica colturale. [17].Grazie alla qualit delle sue canape l'Italia, secondo produttore mondiale, assurse a primo fornitore della marina britannica. Con la diffusione delle navi a carbone inizi il tramonto della produzione, causando nelle province canapicole una lenta ristrutturazione di tutte le rotazioni agrarie che dur un secolo.[18]. Dopo la colonializzazione dell'India e la rivoluzione agricola negli stati meridionali delnordamerica, l'aumento della produzione di tessili di cotone e juta, meno costosi,

provoc una ulteriore diminuzione della coltivazione della canapa. Dopo la prima guerra mondiale le corde di sostanze sintetiche sostituirono pian piano le corde di canapa e si svilupp la tecnica per produrre carta dal legno. Durante la seconda guerra mondiale, la produzione medioeuropea e mediterranea aumentava velocemente, perch le fibre tessili e gli oli sativi erano pi costosi. In pi, esisteva l'esigenza di materie prime contenenti molta cellulosa da cui poter ricavare esplosivi ottenuti producendonitrocellulosa.

Il proibizionismo
Negli anni Trenta ci fu un rinnovato interesse per gli usi industriali della canapa: vennero studiati nuovi materiali ad alto contenuto di fibra, materie plastiche, cellulosa e carta da legno di canapa. Con lolio si producevano gi in grande quantit vernici e carburante per auto. In quegli anni il magnate dell'automobile ed ideatore della catena di montaggio Henry Ford costru un prototipo di automobile(la cosiddetta FORD T "Hemp car" [19]) in cui sia la carrozzeria che gli interni e persino i vetri dei finestrini erano fatti di canapa. Questauto pesava un terzo di meno della media delle auto allora diffuse. Negli anni Trenta la tecnologia ecosostenibile della canapa appariva quindi in grado di fornire materie prime a numerosi settori dellindustria. Tali presupposti non furono per confermati, si sarebbero invece costituiti interessi che si contrapponevano all'uso industriale della canapa. In particolare, la carta di giornale della catena Hearst era fabbricata a partire dal legno degli alberi con processi che richiedevano grandi quantit di solventi chimici a base di petrolio, forniti dalla industria chimica Du Pont. La Du Pont e la catena di giornali Hearst si sarebbero quindi coalizzate e con una campagna di stampa durata anni la cannabis, da allora chiamata con il nome di "marijuana", venne additata come causa di delitti efferati riportati dalla cronaca del tempo. Il nome messicano "marijuana" era stato probabilmente scelto al fine di mettere la canapa in cattiva luce, dato che il Messico era allora un paese "nemico" contro il quale gli Stati Uniti avevano appena combattuto una guerra di confine. "Marijuana" era un termine sconosciuto negli USA, lopinione pubblica non sarebbe stata adeguatamente informata del fatto il farmaco dalle propriet rilassanti chiamato "cannabis" corrispondesse alla "marijuana". Nel 1937 venne quindi approvata una legge che proibiva la coltivazione di qualsiasi tipo di canapa, incluso a scopo industriale o medicamentale. Da allora negli USA e nel resto del mondo sono state arrestate centinaia di migliaia di persone per reati connessi al consumo, alla coltivazione o a la cessione di canapa. Va evidenziato che un effetto del proibizionismo sarebbe stato quello di diffondere luso consumistico della canapa, a

svantaggio di quello medico e industriale.

Usi
Senza alcun dubbio la canapa una delle piante pi versatili ed utili di tutti i tempi; i suoi usi spaziano in molte direzioni e la sua utilit stata indiscussa per migliaia di anni in tutto il mondo abitato.

Propriet farmacologiche
Al di l delle accese discussioni e controversie sociali e politiche sull'uso della canapa come stupefacente, va considerato che essa stata per migliaia di anni un'importante pianta medicinale. Negli ultimi anni si accumulato un notevole volume di ricerca sulle attivit farmacologiche della cannabis e sulle possibili applicazioni. Il pi noto studioso e promotore dell'uso terapeutico della Cannabis e della sua decriminalizzazione il Professor Lester Grinspoon Psichiatra e Professore emerito dell'Universit di Harvard. Il pi famoso attivista antiproibizionista probabilmente l'americano Jack Herer autore del best seller The Emperor wears no clothes. In Italia studi approfonditi sui suoi effetti sono stati effettuati dal Professor Gian Luigi Gessa docente diNeuropsicofarmacologia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze all'Universit di Cagliari. Una meta-analisi del 2001 (che analizza tutti gli studi clinici pubblicati fino al 2000) conclude che la Cannabis efficace nel dolore neuropatico e spastico, meno in altri tipi di dolore. Ma successivi studi clinici hanno mostrato effetti significativi anche nel dolore tumorale, ed hanno confermato l'ottima attivit per il dolore neuropatico e per i sintomi dolorosi nella sclerosi multipla (spasticit, sintomi della vescica, qualit del sonno). Gerarchia delle possibili indicazioni terapeutiche Effetti stabiliti da studi clinici contro: nausea e vomito, anoressia e cachessia, spasticit, condizioni dolorose (in particolare dolore neurogeno) Effetti relativamente ben confermati contro: disordini del movimento, asma e glaucoma Effetti meno confermati contro: allergie, infiammazioni, infezioni, epilessia, depressione, disordini bipolari, ansia, dipendenza, sindrome d'astinenza Effetti allo stadio di ricerca contro: malattie autoimmuni, cancro, neuroprotezione, febbre, disordini della pressione arteriosa. Sono anche numerose le testimonianze di coloro che sono riusciti a superare la

dipendenza dall'alcol o dalla cocaina grazie all'utilizzo della cannabis [4], che a differenza delle precedenti sostanze, non porta ad una dipendenza fisica confrontabile, ad esempio, con quella generata dalla nicotina. Si stanno inoltre testando nel mondo farmaci che contengono una versione sintetica di alcuni dei principi attivi della cannabis (dronabinol, HU210,levonantradolo, nabilone, SR 141716 A, Win 55212-2), ma questi per ora hanno mostrato molti pi effetti collaterali e svantaggi rispetto alla pianta naturale. Il Canada, il 20 giugno 2005, stato il primo paese ad autorizzare la messa in commercio di un estratto totale di Cannabis sotto forma di spray sublinguale Sativex standardizzato per THC e CBD, per il trattamento del dolore neuropatico dei malati di sclerosi multipla e cancro. Nel 2006 il Sativex stato approvato negli Stati Uniti per essere sottoposto a studi clinici di Fase III per dolore intrattabile in pazienti con tumore. In un articolo, apparso nell'edizione del 3 aprile del 2009, del Corriere della Sera, riportava i risultati di uno studio condotto all'Universita' Complutense di Madrid dove l'equipe ha dimostrato che il principio attivo contenuto nella marijuana, il cosiddetto THC, potrebbe avere effetti antitumorali. I ricercatori hanno iniettato una dose quotidiana di THC in topi di laboratorio nei quali erano stati sviluppati tumori ed hanno constatato un processo di autodistruzione per autofagia delle cellule cancerogene. La somministrazione di THC, secondo l'equipe responsabile dello studio, guidata dal professor Guillermo Velasco, ha ridotto di oltre l'80% la crescita dei tumori derivati da vari tipi di cellula. I risultati della ricerca sono stati pubblicati nell'edizione di aprile del 2009 del Journal of Clinical Investigation. Un esperimento clinico, con iniezioni intracraniche di THC per 26 - 30 giorni, condotto dall'equipe di Velasco su due pazienti colpiti da un tumore aggressivo al cervello ha mostrato un processo di morte delle cellule. Un riscontro di tali propriet sembrerebbe essere l'esperienza del canadese Rick Simpson, che in un video presente anche su YouTube (Run from the Cure) mostra le presunte capacit terapeutiche del suo "olio di canapa" (Hemp Oil) nel trattamento dei tumori.[20]

Meccanismi d'azione
I cannabinoidi si legano a specifici recettori (recettori CB, di tipo 1 e 2) nel sistema cannabinergico, un sistema legato alla presenza di cannabinoidi endogeni o endocannabinoidi. I recettori CB1 e CB2 sono distribuiti in maniera molto differente, con i CB1 sostanzialmente concentrati nel sistema nervoso centrale (talamo e corteccia, ma anche altre strutture) ed i CB2 sostanzialmente nelle cellule del sistema immunitario. Il legame dei cannabinoidi ai recettori CB1 causa una inibizione presinaptica del rilascio di vari neurotrasmettitori (in

particolare NMDA e glutammato), ed una stimolazione delle aree della sostanza grigia periacqueduttale(PAG) e del midollo rostrale ventromediale (RVM), che a loro volta inibiscono le vie nervose ascendenti del dolore. A livello del midollo spinale il legame dei cannabinoidi ai recettori CB1 causa una inibizione delle fibre afferenti a livello del corno dorsale, ed a livello periferico il legame dei cannabinoidi con i recettori CB1 e CB2 causa una riduzione della secrezione di vari prostanoidi ecitochine proinfiammatorie, la inibizione di PKA e C e del segnale doloroso.

Composizione chimica
La resina pu contenere a seconda dei casi fino a 60 cannabinoidi, 100 terpenoidi, 20 flavonoidi.

Cannabinoidi
La struttura chimica dei cannabinoidi pu essere descritta come quella di un terpene unito ad un resorcinolo a sostituzione alchilica, oppure come quella di un sistema ad anello benzopiranico. Le due descrizioni implicano anche una nomenclatura differente, con la prima il principale cannabinoide viene definito come delta-1-tetraidrocannabinolo (delta-1-THC) mentre con la seconda diventa delta-9THC (entrambi d'ora in poi semplicemente THC). I cannabinoidi finora riscontrati si possono dividere in "tipi" chimici (tra parentesi l'abbreviazione e il numero di composti): tipo cannabigerolo (CBG; 6); tipo cannabicromene (CBC; 5); tipo cannabidiolo (CBD; 7); tipo delta-9-THC (D-9-THC; 9); tipo delta-8-THC (D-8-THC; 1, prob. artefatto); tipo cannabinolo (CBN; 1, prob. artefatto); tipo cannabinodiolo (prob. artefatto); tipo cannabiciclolo (3); tipo cannabielsoino (5); tipo canabitriolo (9); tetraidrocannabivarina (THCV)

Contenuto in THC Nelle variet con effetti psicoattivi, la percentuale di THC pu variare dal 7% al

14%. stato ipotizzato da alcuni che il mercato illegale della cannabis britannico sia dominato da variet estremamente ricche in THC, fino a 20 volte i livelli normali, ovvero fino ad una concentrazione del 30% (si veda teoria del 16 percento in tal senso), ma nel settembre del 2007 studi non ancora pubblicati dell'universit di Oxford ma anticipati dal Professor Iversen[21][22] asseriscono che per quanto riguarda il mercato della cannabis britannica, i contenuti in THC della droga in vendita non sono in media superiori al 14%, ovvero sono solo raddoppiati dal 1995 al 2005, e che il campione con il pi elevato tenore di THC non supererebbe il 24%. A facilitare il percorso verso % pi elevate stata la tecnica di coltura indoor che permette di ottimizzare la qualit del prodotto. Infatti, non detto che non esistano variet molto pi ricche in THC, ma esse non sono dominanti sul mercato e probabilmente limitato ad una cerchia pi ristretta del mercato.

Terpenoidi
Principali: beta-mircene; beta-cariofillene; d-limonene; linalolo; pulegone; 1,8cineolo; alfa-pinene; alfa-terpineolo; terpinen-4-olo; p-cimene; borneolo; delta-3carene; beta-farnesene; alfa-selinene; fellandrene; piperidina.

Flavonoidi
Principali: apigenina; quercetina; cannaflavina

Effetti palliativi
Fino agli anni settanta nella medicina popolare alcuni preparati erano utilizzati per gli effetti palliativi sotto citati. I preparati sistemici (orale) hanno effetti distensivi, appetitostimolanti e leggermente anestetici ed euforizzanti. I preparati topici (spalmati localmente) sono spasmolitici e analgesici e specialmente utilizzati per dolori cronici. Si usava anche la resina come callifugo.

Fornitore di olio
I semi contengono oltre a proteine e carboidrati - ca. 30% - di un olio ricco di acidi linolenici senza alcun effetto psicoattivo. L'olio ha un gusto fortemente linolico e viene ancora usato come olio speziato. anche diffuso in molti prodotti cosmetici.

Materia prima per tessili e carta

Le fibre (tuttora utilizzate dagli idraulici come guarnizione) per migliaia di anni della civilt umana sono state importanti grezzi per la produzione di tessilie corde. Per centinaia di anni (e fino a 50 anni fa) sono state la materia prima per la produzione di carta. Oggigiorno sono disponibili variet selezionate di cannabis libere da principi psicoattivi, liberamente coltivabili in alcuni stati per usi tessili.

Psicoattivo
Come sostanza psicoattiva vengono usate solo alcune parti prevalentemente i fiori femminili (marijuana) e la loro resina (hashish) fumate inalati o ingerite. Il principale agente psicoattivo della cannabis il THC. La temperatura elevata raggiunta durante la cottura o la combustione provoca la decarbossilazione dell'acido tetraidrocannabinoico in THC, aumentando la quantit assorbita di quest'ultimo. L'hashish preparato per scopi commerciali, contiene una elevata quantit di sostanze variabili (naturali e non) allo scopo di aumentarne il peso per trarre maggiore profitto. La canapa una droga "dispercettiva" che amplifica le sensazioni, e gli effetti dell'assunzione sono dunque molteplici. Tra quelli pi frequentemente descritti si possono elencare: una sensazione di benessere, ilarit, maggiore coinvolgimento nelle attivit ricreative, alterazione della percezione del tempo e l'incapacit di diventare violenti (al contrario dell'alcool). A livelli molto alti l'esperienza assume un carattere allucinogeno, con la presenza di allucinazioni visive, ad occhi aperti e chiusi, e uditive. La generale intensificazione delle sensazioni e delle emozioni, pu comprendere anche quelle legate a situazioni o pensieri spiacevoli, normalmente tollerabili o addirittura inconsce e pu determinare, in questi casi, stati fortemente ansiosi, atteggiamenti e pensieri paranoici, limitatamente alla durata dello stato di intossicazione. Uno studio pubblicato dall'universit di Oxford ha dimostrato che l'uso cronico a lungo termine della cannabis non arreca danni di tipo cognitivo [23]Nel marzo 2007, la rivista scientifica The Lancet ha pubblicato uno studio dal quale si evince la minore pericolosit della marijuana rispetto ad alcool, nicotina o benzodiazepine. Pi recenti ricerche confermano questo studio[24] Non esistono casi documentati di overdose dovuta all'abuso di questa sostanza, in quanto il THC ha una tossicit estremamente bassa e i metodi di assunzione pi utilizzati non consentono di assorbire una quantit cos elevata di THC; Una recente ricerca del professor David Nutt dell'Universit di Bristol, presidente del comitato britannico che svolge il ruolo di consulente governativo in materia di droghe conferma la minore pericolosit della cannabis rispetto ad alcool e nicotina[26]

Combustibile
L'olio estratto dalla cannabis pu essere utilizzato in alcuni tipi di motore, in particolare i motori Diesel. Nel 1937 la Ford, e l'inglese Lotus negli anni del 2000, cre la Hemp-Car, in gran parte realizzata in canapa ed alimentata ad etanolo di canapa, un combustibile ecologico. Molti ritengono che la proclamazione di leggi proibizionistiche nei confronti dellacannabis negli Stati Uniti prima della seconda guerra mondiale sia stata anche legata anche alla concorrenza tra la nascente industria chimico petrolifera e la possibilit di usare l'olio di questa pianta come combustibile.Questo dimostrato anche dalla riduzione dei prezzi del petrolio al 50% operata proprio per fare concorrenza all'olio combustibile naturale, prezzo su cui si sono innestati i vari rialzi che hanno portato all'odierna offerta.