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900222 SERVIZIO PRESTAZIONI GESTIONI SPECIALI 2302 SERVIZIO PRESTAZIONI ASSICURAZIONI GENERALI OBBLIGATORIE 479 FONDI SPECIALI DI PREVIDENZA 17 SERVIZIO PREVIDENZA MARINARA 29 SERVIZIO RISCOSSIONE CONTRIBUTI E VIGILANZA 51013 SERVIZIO ORGANIZZAZIONE 3223 SERVIZIO ELABORAZIONE AUTOMATICA DATI 908 SERVIZIO BILANCI 327 SERVIZIO RAGIONERIA 754 Circolare n. 57 Ai Dirigenti centrali e periferici e, per conoscenza, Ai Consiglieri di amministrazione Ai Presidenti dei Comitati regionali Ai Presidenti dei Comitati provinciali Art. 20 della legge 27 dicembre 1983, n. 730 (legge finanziaria 1984). Cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e degli altri trattamenti di famiglia a decorrere dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984. Norme contabili. Variazioni al piano dei conti. SERVIZIO PRESTAZIONI GESTIONI SPECIALI 2302 SERVIZIO PRESTAZIONI ASSICURAZIONI GENERALI OBBLIGATORIE 479 FONDI SPECIALI DI PREVIDENZA 17 SERVIZIO PREVIDENZA MARINARA 29 SERVIZIO RISCOSSIONE CONTRIBUTI E VIGILANZA 51013 SERVIZIO ORGANIZZAZIONE 3223 SERVIZIO ELABORAZIONE AUTOMATICA DATI 908 SERVIZIO BILANCI 327 SERVIZIO RAGIONERIA 754 Roma, 13 marzo 1984 Ai Dirigenti centrali e periferici e, per conoscenza, Ai Consiglieri di amministrazione Circolare n. 57 Ai Presidenti dei Comitati regionali Ai Presidenti dei Comitati provinciali Allegati vari OGGETTO: Art. 20 della legge 27 dicembre 1983, n. 730 (legge finanziaria 1984). Cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e degli altri trattamenti di famiglia a decorrere dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984. Norme contabili. Variazioni al piano dei conti. La legge 27 dicembre 1983, n. 730, concernente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1984) ha stabilito all'art. 20 (all. A) che "a decorrere dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984, le quote di aggiunta di famiglia, nonche' ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato" (e, quindi, anche gli assegni familiari) "cessano di essere corrisposti, ad iniziare da quelli di importo piu' elevato, in relazione al reddito familiare ed al numero delle persone a carico dei soggetti percettori secondo la tabella D allegata alla

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presente legge" (1' comma). Per il richiamo esplicito (2' comma dello stesso art. 20) al primo ed al terzo comma dell'art. 6 della legge 25 marzo 1983, n. 79 (1), concernente la maggiorazione degli assegni familiari e degli altri trattamenti di famiglia, il reddito familiare da considerare e' costituito dall'ammontare dei redditi assoggettabili all'imposta sul reddito delle persone fisiche nel periodo di imposta dell'anno immediatamente precedente al periodo di paga in corso al 1' luglio di ciascun anno - conseguiti dai coniugi e dai figli minori ed equiparati a carico nonche' dai figli maggiorenni conviventi; tale determinazione reddituale ha valore per le erogazioni dei trattamenti di famiglia da corrispondere fino al 30 giugno dell'anno successivo. Per l'accertamento del reddito familiare gli interessati debbono produrre annualmente la dichiarazione prevista dall'art. 24 della legge 13 aprile 1977, n. 114 (2). I datori di lavoro, diversi dalle amministrazioni dello Stato, che non applicano la normativa sugli assegni familiari in quanto a cio' autorizzati dalle vigenti disposizioni, sono tenuti a versare, entro il termine stabilito per il pagamento dei contributi di previdenza ed assistenza, gli importi dei trattamenti di famiglia non corrisposti per effetto di quanto in precedenza disposto (3' comma). Per gli enti pubblici, esclusi quelli territoriali e relativi consorzi ed aziende, le economie conseguenti all'applicazione del presente articolo sono recuperate mediante corrispondente riduzione dei contributi comunque ad essi spettanti a carico dello Stato (4' comma). In caso di inadempimento totale o parziale, il datore di lavoro e' tenuto al pagamento di una somma aggiuntiva pari a due volte l'ammontare dovuto, ferme restando le ulteriori sanzioni amministrative e penali (5' comma). Per quanto non previsto dall'art. 20 in questione si osservano, in quanto applicabili, le norme che disciplinano, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, le materie degli assegni familiari, delle quote di aggiunta di famiglia, nonche' di ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato (6' comma). La cessazione della corresponsione dei trattamenti di famiglia, per effetto delle disposizioni in discorso, non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi (7' comma). La nuova disciplina prevede, dunque, la cessazione ovvero la riduzione della corresponsione dei trattamenti di famiglia in relazione al reddito familiare ed al numero delle persone a carico dei soggetti percettori secondo lo schema, della tabella D allegata al provvedimento (all. 1). In sostanza, deve essere determinato il reddito familiare del percettore (o richiedente) dei trattamenti di famiglia e, sulla base di tale reddito e del numero delle persone a carico, si provvede secondo la tabella D alla eventuale cessazione della corresponsione di parte dei trattamenti di famiglia ad iniziare da quelli di importo piu' elevato, ovvero di tutti i trattamenti di famiglia. Premesso quanto sopra, si forniscono i seguenti chiarimenti ed istruzioni. PARTE PRIMA Assegni familiari. Principi generali. 1) Soggetti La norma si applica ai lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori ammalati, in cassa integrazione, i disoccupati, ecc.) ed ai lavoratori autonomi (coltivatori diretti, mezzadri e coloni) cui spettano o sono erogati gli assegni familiari a carico della CUAF; ai pensionati del Fondo pensioni lavoratori dipendenti; ai pensionati dell' E.N.P.A.L.S. ed ai pensionati dei Fondi di previdenza cui spettano o sono erogati gli assegni familiari a carico della C.U.A.F.. 2) Reddito familiare Il reddito familiare deve essere determinato sulla base dei redditi del percettore (o richiedente) degli assegni familiari e delle persone che, alla data iniziale di applicazione della norma in questione (1 gennaio 1984) e, successivamente, alla data dell' 1 luglio di ogni anno (3), si trovino rispetto allo stesso percettore in una delle seguenti posizioni: a) coniuge del percettore, non separato legalmente, anche se non convivente; b) figli ed equiparati maggiorenni conviventi con il percettore; c) figli ed equiparati minori per i quali sono percepiti dal soggetto titolare del diritto gli assegni familiari o che siano con

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lui conviventi. Non concorrono a formare il reddito familiare i redditi dei figli ed equiparati conviventi coniugati salvo che per i medesimi il soggetto titolare del diritto percepisca gli assegni familiari. Ai fini della determinazione del reddito familiare sono equiparati ai figli i soggetti indicati dall'art. 38 del D.P.R. 26 aprile 1957, n. 818 e, quindi, soltanto i figli adottivi e gli affiliati, quelli naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, quelli nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge nonche' i minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norma di legge. Non sono, pertanto, da considerare tra gli equiparati ai figli i fratelli, le sorelle ed i nipoti del titolare del diritto anche se per essi a quel'ultimo spettino gli assegni familiari. Sono altresi' esclusi, sempre ai fini della determinazione del reddito familiare, i genitori e gli altri ascendenti del titolare del diritto anche se per essi a quest'ultimo spettino gli assegni familiari. In caso di pensione ai superstiti sulla quale sono percepiti gli assegni familiari ai sensi dell'art. 5 della legge 11 agosto 1972, n. 485 (4), il reddito familiare e' composto dalla somma dei redditi delle seguenti persone: a) genitore superstite convivente con almeno uno dei minori titolari o contitolari della pensione ai superstiti o, se non convivente, che sia contitolare della pensione stessa; b) fratelli ed equiparati minori e maggiorenni non coniugati conviventi con almeno uno dei minori titolari o contitolari della pensione ai superstiti; c) minori titolari o contitolari della pensione ai superstiti. 3) Redditi che concorrono a formare il reddito familiare Come per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione degli assegni familiari, i redditi da considerare sono quelli assoggettabili all' IRPEF, relativi al periodo d'imposta dell'anno precedente al periodo di paga in corso al 1' luglio di ciascun anno e precisamente: - i redditi dichiarati con il mod. 740 o 740/S, al loro degli oneri deducibili e senza valutare le detrazioni di imposta, ovvero i redditi indicati sui modd. 101 e 201 senza valutare le detrazioni di imposta; i redditi soggetti a tassazione separata (arretrati e indennita' di fine rapporto di lavoro dipendente, ecc.) compresi nella dichiarazione dei redditi di mod. 740 o 740/S ovvero nei modd. 101 e 201; - i redditi per i quali non e' prescritta la dichiarazione di mod. 740 o 740/S in quanto di importo non superiore al limite stabilito dalla normativa fiscale. 4) Accertamento della composizione della famiglia Ai fini dell'individuazione dei soggetti i cui redditi concorrono a formare il reddito familiare deve essere presentato, in allegato alle dichiarazioni reddituali del percettore degli assegni familiari (o richiedente) e dei familiari (v. successivo paragrafo 6), il certificato di stato di famiglia attestante la composizione familiare (5). Poiche' l'art. 6, primo comma, della legge 79/83 concernente la maggiorazione degli assegni familiari, cui fa rinvio l'art. 20, secondo comma, della legge 730/83 di cui trattasi, prevede che la determinazione del reddito familiare "ha valore per le erogazioni corrisposte fino al 30 giugno dell'anno successivo", per il primo semestre 1984, i predetti soggetti debbono essere individuati sulla base del certificato di stato di famiglia riferito al 1' gennaio 1984 (v. nota 3); il reddito familiare deve essere determinato in base alle dichiarazioni reddituali degli stessi soggetti riferite al periodo di imposta relativa all'anno 1982. Il reddito familiare cosi' determinato avra' valore fino al 30 giugno 1984. Per i periodi annuali successivi, il percettore degli assegni familiari (o richiedente) ed i familiari di cui al precedente paragrafo 2) dovranno essere individuati sulla base del certificato di stato di famiglia riferito al 1' luglio di ciascun anno (v. nota 3); il reddito familiare deve essere determinato in base alle dichiarazioni reddituali dei predetti soggetti con riferimento al periodo di imposta dell'anno immediatamente precedente il periodo di paga in corso al 1' luglio. Il reddito familiare cosi' determinato avra' valore fino al 30 giugno successivo. Circa la data di rilascio del suddetto certificato, si

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precisa che il certificato stesso rilasciato dopo il 1' gennaio 1984 o il 1' luglio di ciascun anno - ovvero dopo la diversa data (successiva al 1' gennaio 1984 o al 1' luglio ) di decorrenza del diritto agli assegni familiari - deve essere "storico", ossia deve certificare la situazione esistente alla predetta data; e' peraltro sufficiente un certificato di stato di famiglia non "storico" se questo non contiene differenze nella composizione della famiglia rispetto al certificato precedentemente presentato ai fini degli stessi assegni familiari ovvero se le differenze consistano nell'inclusione di altre persone in aggiunga a quelle gia' comprese nel precedente certificato ovvero se le differenze riguardino persone i cui redditi non concorrono alla formazione del reddito familiare. 5) Effetti della variazione del numero dei familiari il cui reddito concorre a formare il reddito familiare e del numero delle persone a carico Come precisato al precedente paragrafo 4), per il primo semestre 1984 il reddito familiare deve essere determinato in base alle dichiarazioni reddituali dei componenti la famiglia interessata riferite al periodo di imposta relativo all'anno 1982. Il reddito familiare cosi' determinato avra' valore fino al 30 giugno 1984 anche se, nel frattempo, si producano variazioni che riguardano i soggetti componenti la famiglia (ad es.: cessazione della convivenza dei figli maggiorenni, separazione legale, ecc.) i cui redditi hanno concorso alla formazione del reddito familiare. Nel caso, peraltro, che il numero delle persone a carico del percettore degli assegni familiari ovvero del titolare del diritto agli stessi assegni subisca variazioni (ad es.: nascita di un figlio, assunzione o cessazione del carico di un genitore, di un fratello, ecc.) deve essere verificato, sulla base del nuovo numero delle persone a carico, se debbano essere corrisposti assegni, in quale numero e di quale importo, sempre con riferimento a reddito familiare gia' individuato che, come detto prima, resta invariato fino al 30 giugno 1984. Si precisa che, qualora la variazione comporti un aumento del numero degli assegni familiari da corrispondere, questa opera dal primo giorno del periodo di paga nel corso del quale si e' verificata, mentre ove la variazione comporti una riduzione del numero degli assegni familiari da corrispondere o la cessazione di tutti gli assegni, questa opera dalla fine del periodo di paga nel corso del quale si e' verificata. Per i periodi annuali successivi, il reddito familiare deve essere determinato in base alle dichiarazioni reddituali dei componenti la famiglia con riferimento al periodo di imposta dell'anno immediatamente precedente al periodo di paga in corso al 1' luglio. Il reddito familiare cosi' determinato avra' valore fino al 30 giugno successivo. Come gia' sopra precisato, in caso di variazioni del numero delle persone a carico si dovra' verificare se debbano essere corrisposti assegni familiari, in quale numero e di quale importo. 6) Dichiarazione dei redditi Come per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione degli assegni familiari, i lavoratori ed i pensionati interessati ( v. precedente paragrafo 1) ed i componenti la famiglia i cui redditi concorrono a formare il reddito familiare (v. precedente paragrafo 2) devono presentare la dichiarazione prevista dall'art. 24 della legge 13 aprile 1977, n. 114 in virtu' del quale i predetti possono presentare, in luogo della certificazione rilasciata dagli Uffici delle imposte dirette concernente la propria situazione reddituale, una dichiarazione attestante i fatti oggetto della certificazione legge 4 gennaio 1968, n. 15 (6). Le dichiarazioni devono essere rilasciate sui moduli predisposti dall'Istituto: - sul mod. Cs-af/01 C (all.2) dai lavoratori cui gli assegni familiari sono corrisposti dal datore di lavoro; - sul mod. Cs-af/01 D (all.3) dai pensionati titolari di pensione di invalidita' e vecchiaia e dai lavoratori cui gli assegni familiari sono corrisposti mediante pagamento diretto da parte dell'Istituto; - sul mod. Cs-af/02 (all.4) dai familiari dei percettori degli assegni familiari nonche' dai titolari e contitolari della pensione ai superstiti e relativi familiari. Per i minori che non hanno conseguito redditi non occorre la dichiarazione di mod. Cs-af/02 in quanto tale circostanza deve essere dichiarata dal percettore degli assegni familiari nell'apposito spazio del modulo Cs-af/01 C o Cs-af/01D o sul mod.

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Cs-af/01 SO (all.8) nel caso di pensione ai superstiti; analogamente per i minori i cui redditi sono stati compresi nella denuncia fiscale di mod. 740 o 740/S di un genitore, tale circostanza deve essere dichiarata dal genitore nell'apposito spazio previsto nel testo della propria dichiarazione reddituale (mod. Cs-af/01 C, Cs-af/01 D) ovvero sul modulo Cs-af/01 SO che deve presentare chi esercita la potesta' del genitore o ha la rappresentanza legale ovvero il titolare o contitolare di pensione ai superstiti maggiorenne. Se i redditi di uno o piu' minori sono compresi nella dichiarazione di un genitore, i cui redditi personali non concorrono alla formazione del reddito familiare (ad es. coniuge del percettore degli assegni familiari legalmente separato), il genitore medesimo deve presentare la dichiarazione con le proprie generalita' e il proprio codice fiscale indicando, tuttavia, solo i redditi dei minori. Tale particolarita' deve essere precisata in calce alla dichiarazione stessa. Ove debba essere rilasciata la dichiarazione per minori o incapaci, questa deve essere sottoscritta da chi esercita la potesta' dei genitori o ha la rappresentanza legale; in tale caso il modulo deve essere intestato al percettore dei redditi e, in calce alla dichiarazione, deve essere precisato che la dichiarazione e' resa da chi esercita la potesta' dei genitori o ha la rappresentanza legale dell'interessato. La dichiarazione contenuta nei moduli anzidetti deve essere letta, confermata e sottoscritta dinanzi al funzionario competente a ricevere la documentazione (7) o dinanzi ad un notaio, cancelliere, segretario comunale od altro funzionario incaricato dal sindaco, al direttore di istituzioni pubbliche sanitarie presso le quali il dichiarante sia ricoverato, all'autorita' consolare italiana che provvede all'autenticazione della sottoscrizione previo accertamento della identita' del dichiarante (8). Ai sensi dell'art. 20 bis della legge 15/68 sopra citata la dichiarazione di chi non sa o non puo' firmare deve essere sottoscritta in presenza del dichiarante da due testimoni idonei. Il pubblico ufficiale autentica la sottoscrizione dei testimoni, previa menzione della dichiarazione dell'interessato sulla causa dell'impedimento a firmare. In analogia a quanto stabilito dal Consiglio di Amministrazione con deliberazione n. 220 del 25 novembre 1983 (9) relativamente alle dichiarazioni rilasciate dagli interessati sul mod. RED 1, le singole dichiarazioni reddituali possono essere accettate - anche se prive di autenticazione della firma - quando il reddito familiare del percettore degli assegni familiari rientra nella fascia di reddito che, in relazione al numero delle persone a carico, determina la cessazione della corresponsione di tutti gli assegni spettanti ovvero risulta superiore all'importo iniziale della fascia di reddito massima (da lire 34.001.000 in poi). Tuttavia, ove per l'aumento delle persone a carico nel periodo di validita' delle predette dichiarazioni, debbano essere corrisposti assegni familiari al titolare del diritto (v. precedente paragrafo 5), le dichiarazioni reddituali dovranno essere debitamente autenticate. Atteso che, per il rinvio fatto dalla norma in esame al gia' citato art. 6 della legge 25 marzo 1983, n. 79, il reddito familiare da prendere in considerazione ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e' quello stesso preso a base per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione degli stessi assegni e che tale reddito, una volta determinato, ha valore per le erogazioni corrisposte fino al 30 giugno dell'anno successivo, i soggetti che alla data del 1' gennaio 1984 percepiscono le maggiorazioni degli assegni familiari non devono presentare la suddetta documentazione riferita alla stessa data del 1' gennaio 1984. 7) Modalita' di compilazione delle dichiarazioni I soggetti che hanno presentato la dichiarazione di mod. 740 debbono compilare i riquadri A e B del quadro 1; nel riquadro A debbono trascrivere il reddito complessivo dichiarato al rigo 32 del quadro N del mod. 740; nel riquadro B debbono trascrivere il totale dei redditi soggetti a tassazione separata eventualmente dichiarati ai righi 11, 12, 13, 14, 15, 16 e 17 del quadro D dello stesso mod. 740. I soggetti che hanno presentato la dichiarazione di mod. 740/S debbono compilare i riquadri C e D del quadro 1; nel riquadro C debbono trascrivere il reddito complessivo dichiarato al rigo 75 del quadro N/O del mod. 740/S; nel riquadro D debbono trascrivere il totale dei redditi soggetti a tassazione separata eventualmente

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dichiarati ai righi 6, 7, 8, 9, 10 e 11 del quadro D del mod. 740/S. I soggetti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi, ma hanno conseguito redditi da lavoro dipendente o da pensione per i quali hanno ricevuto il mod. 101 o il mod. 201 dal datore di lavoro o dall'ente erogante la pensione, devono compilare il riquadro E del quadro 1 indicando il tipo del modello (101 0 201), il codice fiscale del datore di lavoro o dell'ente erogante, gli emolumenti imponibili indicati al punto 8 dei modd. 101 e 201 e gli eventuali emolumenti soggetti a tassazione separata indicati al punto 22 dei modd. 101 o 201. I soggetti, infine, che non hanno conseguito alcun reddito assoggettabile all' IRPEF ovvero hanno conseguito redditi di importo per il quale non e' prescritta la dichiarazione (10) devono compilare il quadro 2. In tale quadro deve essere indicato, se conseguito, il reddito complessivo. Da quest'ultimo importo deve essere detratto l'ammontare dei redditi da lavoro dipendente contenuti nei modd. 101 e 201 eventualmente indicati al riquadro E del quadro 1. Qualora il dichiarante non abbia conseguito alcun reddito, dovra' cancellare l'ipotesi che non ricorre. 8) Esame della documentazione reddituale, calcolo del reddito familiare ed eventuale cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari I lavoratori dipendenti ai quali, secondo la disciplina vigente, gli assegni familiari sono corrisposti dai datori di lavoro dovranno presentare a questi ultimi la documentazione reddituale secondo le modalita di cui alla allegata circolare per i datori di lavoro (all.B). I lavoratori ed i pensionati cui gli assegni familiari sono corrisposti dall'Istituto mediante pagamento diretto dovranno presentare la predetta documentazione secondo le modalita previste per ciascuna categoria nella seconda e terza parte della presente circolare. Nelle ipotesi di nuove domande di assegni familiari i lavoratori ed i pensionati interessati dovranno unire alle stesse domande le dichiarazioni reddituali redatte sui previsti moduli della serie Cs-af (allegati alla presente circolare), sempreche non abbiano diritto anche alla maggiorazione degli assegni; in quest'ultimo caso, infatti, dovranno essere utilizzati ed uniti alle domande i previsti moduli della serie Mg-af (allegati alla circolare n.5354 G.S.-n.12427 O.-n.858 E.A.D. - n. 308B. del 29 luglio 1983, in "Atti ufficiali" 1983, pag. 2158). Le Sedi avranno cura di avvertire, nei modi piu opportuni, i lavoratori ed i pensionati interessati alla presentazione di nuove domande di assegni familiari circa l'esigenza di utilizzare e far utilizzare dai propri familiari unicamente i moduli della serie Mg-af, quando gli stessi interessati ritengono di aver diritto anche alle maggiorazioni. Nell'ipotesi, tuttavia, che il diritto alle maggiorazioni non venga riconosciuto, le Sedi potranno ugualmente ritenere valide le dichiarazioni reddituali redatte sui moduli della serie Mg-af anche ai fini dell'applicazione della normativa dell'art. 20 in questione. Relativamente alle dichiarazioni dei redditi da presentare direttamente all'Istituto, si precisa che nell'apposito riquadro del mod. Cs-af/01 vanno indicati la categoria di appartenenza del percettore (o richiedente) degli assegni familiari (contrassegnando la corrispondente casella) ed i relativi elementi di individuazione. Qualora la dichiarazione sia presentata allo sportello della Sede, l'impiegato addetto, oltre a svolgere i normali accertamenti (controllo della esatta compilazione del modulo, verifica della documentazione, ecc..) dovra', se richiesto, provvedere all'autenticazione della dichiarazione reddituale del richiedente relativa ai propri redditi nonche' all'autenticazione delle dichiarazioni dei familiari che siano presenti allo sportello. I reparti delle Sedi competenti all'istruttoria ed alla definizione delle pratiche di assegni familiari provvederanno all'esame della certificazione familiare e della documentazione reddituale attinenti le anzidette pratiche ed alle conseguenti determinazioni. Se la documentazione non risulta presentata con la richiesta di assegni familiari o e' presentata incompleta o irregolare (mancanza di una o piu' dichiarazioni dei componenti la famiglia, dichiarazione incompleta o non regolarmente autenticata ecc.) gli interessati dovranno essere invitati, a mezzo lettera, a perfezionare la documentazione entro trenta giorni con l'avvertenza che, trascorso inutilmente tale termine, dalla data di ricezione della lettera

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stessa, non sara dato corso alla erogazione degli assegni familiari ad esclusione di quelli che eccedono il numero di quattro. Sulla base del reddito familiare e del numero delle persone a carico (cioe' di quelle persone per i quali il lavoratore ha diritto a percepire gli assegni familiari secondo la normativa sugli assegni stessi) si procedera', tenuto conto della tabella allegata (all.1), alla eventuale cessazione della corresponsione di tutti o di parte degli assegni familiari, ad iniziare da quelli di importo piu' elevato (la corresponsione cessa, ad esempio, prima per quelli mensili di lire 19.760 relativi ad un figlio od al coniuge, poi per quelli mensili di lire 2.340 o di lire 6.500 - limitatamente ai settori del credito, dell'assicurazione e dei servizi tributari relativi ad un ascendente). Relativamente alla tabella D si precisa che, ove il reddito familiare risulti pari o superiore a lire 34.001.000, debbono essere corrisposti soltanto gli assegni familiari relativi alle persone a carico che eccedono il numero di quattro, avendo cura, tuttavia, di decurtare i quattro assegni di importo piu' elevato. Lo stesso criterio dovra' essere adottato nei confronti dei lavoratori e pensionati che non presentino le prescritte dichiarazioni reddituali. Per il riepilogo dei dati relativi al reddito familiare ed al numero di assegni familiari eventualmente da non corrispondere, le Sedi si avvarranno dello schema predisposto sul retro del mod. Cs-af/01 D. Le Sedi, quindi, avranno cura di comunicare agli interessati con apposita lettera i nominativi delle persone per le quali e' stato riconosciuto il diritto agli assegni familiari, precisando che gli assegni stessi non saranno corrisposti o saranno corrisposti in numero ridotto in relazione al reddito familiare dichiarato ed al numero delle persone a carico. Tale comunicazione potra' essere utilizzata dagli stessi interessati ai fini degli eventuali altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi (v. ultimo comma dell'art. 20). 9) Mobilita' dei lavoratori. Documentazione occorrente. Come per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione degli assegni familiari, la determinazione del reddito familiare individuato in base alla composizione della famiglia del percettore degli assegni familiari alla data del primo luglio di ogni anno (v. nota 3) ha valore per l'intero periodo annuale 1' luglio-30 giugno (v. precedente paragrafo 4) anche nel caso in cui nella residua parte dello stesso periodo il lavoratore passi alle dipendenze di altro datore di lavoro ovvero inizi a percepire una prestazione da parte dell'Istituto (pensione, trattamento di disoccupazione, ecc.) cui si aggiungono gli assegni familiari. In tali casi deve essere preso in considerazione il reddito familiare calcolato in occasione della prima determinazione concernente la corresponsione degli assegni familiari nel periodo annuale predetto. Come gia' precisato al precedente paragrafo 4, per il 1' semestre 1984 la determinazione del reddito familiare ha valore dal 1' gennaio 1984 (v. nota 3) fino al 30 giugno 1984. Si e' predisposto, pertanto, il mod. Cs-af/09 (all. 7) che deve essere utilizzato nei casi in cui cessi il rapporto di lavoro o il diritto alla prestazione previdenziale in relazione ai quali siano stati corrisposti gli assegni familiari, allo scopo di consentire che nelle eventuali successive situazioni che diano titolo agli stessi assegni nel corso del medesimo periodo (1' luglio-30 giugno, ovvero 1' gennaio 1984-30 giugno 1984) sia preso in considerazione il reddito familiare calcolato in occasione della prima determinazione concernente la corresponsione degli assegni nel periodo predetto. Tale modulo, che reca appunto l'indicazione del reddito familiare inizialmente accertato, sara' rilasciato nei predetti casi al lavoratore, debitamente compilato, dal datore di lavoro ovvero dalla competente Sede dell'Istituto in caso di pagamento diretto (11). Il lavoratore, qualora nella residua parte del periodo considerato abbia diritto agli assegni familiari in relazione ad un nuovo rapporto di lavoro o ad una prestazione previdenziale, deve presentare la documentazione comprovante il diritto agli assegni stessi e, in luogo delle dichiarazioni reddituali, il mod. Cs-af/09 ovvero il mod. Mg-af/09 qualora abbia percepito le maggiorazioni degli assegni familiari. Il nuovo datore di lavoro o la Sede dell'Istituto, a seconda dei casi, utilizzeranno il reddito familiare complessivo

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indicato nel mod. Cs-af/09 (o mod. Mg-af/09) per stabilire se nella residua parte del periodo considerato debbano essere corrisposti assegni familiari, in quale numero e di quale importo. Il mod. Cs-af/09 (o Mg-af/09) rilasciato in relazione ad un trattamento di famiglia diverso dagli assegni familiari (ad esempio per indennita' antitubercolare) dovra' essere ritenuto valido anche ai fini della corresponsione degli assegni familiari. Le modalita' di cui sopra saranno seguite anche nei casi in cui il lavoratore passi alle dipendenze di un ulteriore datore di lavoro o inizi a percepire una ulteriore prestazione previdenziale. 10) Sanzioni. Ai sensi del quinto comma dell'art. 20 in questione, in caso di inadempimento totale o parziale, il datore di lavoro e' tenuto al pagamento di una somma aggiuntiva pari a due volte l'ammontare dovuto, ferme restando le ulteriori sanzioni amministrative e penali. 11) Contenzioso. Considerato il rinvio contenuto nel sesto comma dell'art. 20 in discorso, per il contenzioso si applica la disciplina vigente in materia di assegni familiari anche con riguardo agli adempimenti previsti dal terzo comma dello stesso art. 20 (v. successivo paragrafo 20). 12) Diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi. Ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 20 in argomento, il venir meno della corresponsione degli assegni familiari, per effetto dello stesso articolo, non comporta la cessazione da altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi. Pertanto, per comprovare la vivenza a carico, i lavoratori dovranno continuare a presentare la documentazione prescritta per il riconoscimento del diritto agli assegni familiari anche se, per effetto della norma in esame, gli assegni stessi non saranno piu' corrisposti. PARTE SECONDA Assegni familiari. Istruzioni applicative 13) Lavoratori dipendenti da datori di lavoro che effettuano gli adempimenti assicurativi e previdenziali con il sistema del conguaglio ed applicano le norme sugli assegni familiari. I lavoratori dipendenti ai quali, secondo la vigente disciplina, gli assegni familiari sono corrisposti dai datori di lavoro, devono presentare la propria dichiarazione dei redditi, unitamente a quelle dei componenti la famiglia ed al certificato di stato di famiglia, agli stessi datori di lavoro che provvederanno alla eventuale cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari secondo le istruzioni di cui alla allegata circolare per i datori di lavoro (all. B), che forma parte integrante della presente. Per i pagamenti in corso alla data del 1' gennaio 1984 le predette dichiarazioni reddituali ed il certificato di stato di famiglia, attestante la composizione familiare alla stessa data del 1' gennaio 1984, devono essere presentati al datore di lavoro entro e non oltre una data certa (12) successiva a quella in cui saranno messi a disposizioni dei soggetti interessati i moduli da usare per tali dichiarazioni. L'omessa presentazione della predetta documentazione comporta la sospensione della corresponsione degli assegni familiari, con effetto dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984, fatta eccezione per gli assegni eccedenti il numero di quattro. I datori di lavoro procederanno, comunque, alla cessazione o riduzione immediata degli assegni familiari nei confronti di quei lavoratori dipendenti per i quali risulti dai dati retributivi in proprio possesso un reddito individuale o familiare che comporti tale cessazione o riduzione, fatta sempre eccezione per gli assegni di minore importo eccedenti il numero di quattro. Nei casi di cessazione, riduzione o sospensione della corresponsione degli assegni familiari con effetto retroattivo, i datori di lavoro dovranno provvedere ai conseguenti recuperi di assegni familiari nei confronti dei lavoratori dipendenti interessati ed a versare, quindi, all'Istituto il corrispondente importo in occasione della successiva prima denuncia contributiva di mod. DM 10/M, indicandolo in un rigo in bianco del quadro "C" successivo al rigo 24. Detto importo dovra' essere preceduto dalla dizione "Recupero A.F." e dal codice "F100" da apporre nella casella "COD". Entro il 30 giugno 1984 i datori di lavoro debbono trasmettere alla competente Sede dell'Istituto, interamente compilato, il mod. Cs-af/06 (all. 6) con allegati gli originali dei

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modd. Cs-af/05 (all. 5). Non vanno, peraltro, trasmessi i moduli in questione relativi ai lavoratori ai quali, per effetto della norma in esame, non debbono essere piu' corrisposti assegni familiari. Nei casi in cui il reddito familiare sia stato rilevato da un mod. Cs-af/09 (v. precedente paragrafo 9), gli originali dei relativi modd. Cs-af/05 debbono essere inviati alla competente Sede dell'Istituto in allegato ad un apposito mod. Cs-af/06, distinto da quello inviato con gli originali dei modd. Cs-af/05 normali, recante nell'oggetto l'espressione "riferiti a modd. Cs-af/09". I moduli suddetti devono essere conservati in apposito archivio, in ordine di matricola di azienda, presso l'unita' che tratta la materia degli assegni familiari; si fa riserva di istruzioni per la loro utilizzazione e lavorazione. Le aziende che utilizzano direttamente o per il tramite di terzi procedure automatizzate per la gestione dei dati del proprio personale potranno attenersi, ai fini della trasmissione all'Istiuto dei dati contenuti nei modd. Cs-af/05 e Cs-af/06, alle istruzioni impartite per la trasmissione dei modd. Mg-af/05 e Mg-af/06 con circolare n. 45 G.S., n. 893 E.A.D. e n. 140 O. del 17 gennaio 1984; cio' sia che la comunicazione dei dati anzidetti sia effettuata su supporto magnetico, sia che gli stessi siano comunicati a mezzo di moduli stampati meccanograficamente in striscia continua. I moduli meccanografici dovranno essere conformi ai "tipi" riprodotti negli allegati n. 5 e 6. 14) Lavoratori dipendenti da datori di lavoro che operano con l'Istituto con il sistema del conguaglio, ai quali gli assegni familiari vengono erogati direttamente dalle Sedi dell'Istituto. Per i lavoratori in epigrafe le Sedi, sulla base della documentazione trasmessa come precisato di seguito alle lettere a) e b), provvederanno al calcolo del reddito familiare ed alla determinazione delle eventuali riduzioni o cessazioni della erogazione degli assegni familiari secondo le istruzioni di cui ai precedenti paragrafi 4, 8 e 9, ad eccezione dei lavoratori ai quali gli assegni familiari vengono erogati dalle Sedi in conseguenza del pagamento diretto delle integrazioni salariali. a) Lavoratori dipendenti da datori di lavoro di particolari categorie (aziende boschive, organismi cooperativi). I datori di lavoro, per consentire alle Sedi che provvedono al pagamento diretto degli assegni familiari ai lavoratori indicati in epigrafe (boschivi, soci e non soci di organismi cooperativi) di effettuare i necessari adempimenti, debbono trasmettere, entro e non oltre una data certa (v. nota 12), la documentazione presentata dagli stessi lavoratori (certificato di stato di famiglia, dichiarazione reddituale del lavoratore da rilasciare sul mod. Cs-af/01 D, dichiarazioni reddituali dei componenti il nucleo familiare da rilasciare sul mod. Cs-af/02, ovvero il mod. Cs-af/09, secondo quanto precisato al precedente paragrafo 9). b) Lavoratori dipendenti ai quali gli assegni familiari vengono erogati direttamente dalle Sedi dell'Istituto per particolari situazioni. I lavoratori ai quali in relazione a particolari situazioni (dipendenti da aziende fallite, lavoratori in aspettativa sindacale, ecc.) gli assegni vengono erogati direttamente dalle Sedi dell'Istituto, devono presentare la documentazione prevista alla precedente lettera a) alle citate Sedi, con le stesse modalita' seguite per la presentazione della documentazione comprovante il diritto agli assegni stessi. Per i pagamenti in corso al 1' gennaio 1984 la documentazione deve essere presentata entro e non oltre una data certa (v. nota 12). Per i lavoratori, infine, ai quali gli assegni familiari vengono erogati dalle Sedi dell'Istituto in conseguenza del pagamento diretto delle integrazioni salariali straordinarie, i datori di lavoro debbono indicare nell'elenco con il quale forniscono i dati necessari per il pagamento delle suddette prestazioni: nella colonna "Assegni familiari", nelle singole fincature destinate all'indicazione delle persone a carico (figli, coniuge, genitori), il numero delle suddette persone e, sotto ciascun numero, quello delle persone per le quali, ai sensi della norma in esame, devono essere corrisposti gli assegni; nella colonna predisposta per l'indicazione della fascia di reddito, l'importo massimo della fascia di reddito nella quale e' compreso il reddito familiare espresso in milioni di lire. Per i redditi oltre i 23 milioni e fino a 28 milioni, deve essere indicato l'importo arrotondato al milione superiore (13). Per i redditi da lire 34.001.000 in poi, deve essere indicato "+34". In considerazione del termine previsto per la presentazione delle dichiarazioni reddituali e dello stato di famiglia, i datori di

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lavoro che, per periodi di paga precedenti la scadenza di tale termine (ovviamente a partire da quelli in corso al 1' gennaio 1984) abbiano indicato nel suddetto elenco i dati concernenti gli assegni familiari relativi a lavoratori per i quali si rilevi successivamente, sulla base del reddito familiare risultante dalle dichiarazioni reddituali e del numero delle persone a carico, che gli assegni stessi non debbono piu' essere corrisposti per tutte o parte delle persone a carico, dovranno segnalare tempestivamente tale circostanza alle competenti Sedi dell'Istituto, precisando le generalita' del lavoratore, il numero delle persone a carico per le quali non debbono essere corrisposti gli assegni, il periodo ed il relativo importo, per i conseguenti recuperi. La stessa segnalazione dovra' essere effettuata relativamente ai lavoratori che abbiano omesso di presentare, entro il termine stabilito, la prescritta documentazione. 15) Lavoratori domestici. a) Nuove domande I lavoratori domestici debbono presentare, unitamente alla domanda di assegni familiari redatta sul mod. AF 59/lD, la documentazione indicata sul modulo stesso e la propria dichiarazione reddituale nonche' le dichiarazioni dei componenti la famiglia i cui redditi concorrono alla formazione del reddito familiare. Qualora i lavoratori interessati abbiano diritto anche alla maggiorazione degli assegni familiari, per tali dichiarazioni reddituali dovranno essere utilizzati ed uniti alla domanda i previsti moduli della serie Mg-af. Le Sedi, una volta riconosciuto il diritto agli assegni familiari, procederanno, sulla base delle dichiarazioni reddituali, alla determinazione del reddito familiare secondo le istruzioni impartite con la presente circolare, in particolare ai precedenti paragrafi 4, 8 e 9 ovvero con la circolare numero 5354 G.S. - n. 12427 O. - n. 858 E.A.D. - n. 308 B., del 29 luglio 1983 (v. paragrafo 19). Qualora dalle operazioni effettuate risulti che si debba far luogo alla riduzione o alla cessazione della corresponsione degli assegni familiari, non dovranno essere trasmessi al Centro elettronico, ai fini della liquidazione degli assegni stessi, i nominativi di tanti familiari quanti sono gli assegni da non corrispondere (ai sensi del 1' comma dell'art. 20 vanno esclusi prima gli assegni di importo piu' elevato e cioe' quelli del coniuge e dei figli, successivamente quelli dei genitori). Nel contempo, le Sedi avranno cura di comunicare agli interessati con apposita lettera i nominativi delle persone per le quali e' stato riconosciuto il diritto agli assegni familiari precisando che gli assegni stessi non saranno corrisposti o saranno corrisposti in numero ridotto in relazione al reddito familiare dichiarato ed al numero delle persone a carico. Tale lettera potra' essere utilizzata dagli interessati ai fini degli eventuali altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi (v. ultimo comma dell'art. 20). b) Domande gia' presentate. Considerato che i lavoratori domestici debbono presentare la domanda di assegni familiari per il periodo 1' luglio-30 giugno entro il 15 gennaio di ogni anno (termine ordinatorio), si presume che buona parte di tali lavoratori abbia gia' presentato la domanda relativa al periodo 1' luglio 1983-30 giugno 1984. In tali casi pertanto le Sedi dovranno inviare agli interessati con apposita lettera un mod. Cs-af/01 D (o Mg-af/01 D qualora emerga che possano aver diritto anche alla maggiorazione degli assegni) intestato al nominativo del richiedente e con l'indicazione del numero della domanda; in tale lettera l'interessato dovra' essere invitato a restituire il modulo con gli eventuali allegati (modd. Cs-af/02 o Mg-af/02) entro 30 giorni dalla data di ricezione, con l'avvertenza che, trascorso tale termine, non sara' dato corso alla erogazione degli assegni familiari per il primo semestre 1984. A tale adempimento si dovra' soprassedere solo nei casi in cui il lavoratore abbia presentato unitamente alla domanda di assegni familiari anche la domanda di maggiorazione degli stessi in quanto la determinazione del reddito familiare dovra' essere effettuata sulla base della documentazione reddituale specificamente prevista per detta maggiorazione (mod. Mg-af/01 D, Mg-af/02 o Mg-af/09). Per quanto riguarda le domande i cui dati sono gia' stati trasmessi al Centro elettronico, le Sedi, ove dal loro riesame risulti che si debba procedere alla cessazione o alla riduzione della corresponsione degli assegni, provvederanno alle variazioni negli

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archivi magnetici secondo le normali modalita' dandone comunicazione agli interessati secondo quanto previsto al precedente punto a). 16) Operai agricoli dipendenti Per gli operai in questione si devono tenere presenti sia le particolari modalita' di richiesta degli assegni familiari (domanda annuale, di norma entro il mese di marzo) e di relativo pagamento (saldo dell'anno precedente ed acconti per i primi tre trimestri dell'anno in corso), sia i diversi periodi di imposta da prendere in considerazione per la determinazione del reddito familiare ed i rispettivi termini per la presentazione delle relative denunce fiscali (normalmente prevista entro il 31 maggio dell'anno successivo al periodo di imposta da considerare). Pertanto, potranno essere allegate alla domanda di prestazioni mod. Prest. Agr. 21/TP da presentare nel corrente anno per la richiesta degli assegni familiari a saldo dell'anno 1983 e in acconto per l'anno 1984, soltanto le dichiarazioni reddituali, redatte sui previsti moduli della serie Cs-af, relative al periodo d'imposta 1982. Ovviamente i lavoratori che hanno gia' presentato domanda di maggiorazione degli assegni familiari per il periodo luglio 1983-giugno 1984 non devono presentare tali dichiarazioni (v. precedente paragrafo 6). Si ricorda che i lavoratori, che presentano per la prima volta domanda di assegni familiari e che hanno diritto anche alla maggiorazione predetta, devono utilizzare i moduli della serie Mg-af, anziche' quelli della serie Cs-af (v. precedente paragrafo 8). Sulla base della predetta documentazione e della situazione di carico familiare determinata per i pagamenti in acconto per l'anno 1984 andra' valutato se debba o no essere ridotto il numero degli assegni familiari da corrispondere, a decorrere dal 1' gennaio 1984 o da diversa successiva data, comunque antecedente al 1' luglio 1984. A quest'ultimo riguardo si rammenta, per le ipotesi in cui si verifichino variazioni nel numero delle persone a carico che comportino una modifica del numero degli assegni familiari spettanti (v. precedente paragrafo 5), che va registrata la esatta data del quella di inizio o fine del mese (a seconda che si tratti di assunzione o cessazione del carico) solo agli effetti dell'erogazione degli assegni familiari per attivita' di lavoro e non anche agli effetti della erogazione degli assegni familiari connessi alle prestazioni di disoccupazione o di infortunio, malattia e maternita'. Il pagamento degli assegni familiari in acconto per il terzo trimestre 1984 restera' invece condizionato al rinnovo della documentazione necessaria per la determinazione del reddito familiare per il periodo 1' luglio 1984-30 giugno 1985 (certificato di stato di famiglia e dichiarazioni reddituali riferite al 1983), documentazione che ovviamente sara' utilizzata anche per la definizione dei pagamenti a saldo dell'anno 1984 ed in acconto per il primo e secondo trimestre 1985; analogamente dovra' procedersi per gli anni successivi. Si fa riserva di successive istruzioni per quanto concerne gli adempimenti connessi alla procedura di liquidazione automatizzata. 17) Lavoratori che percepiscono un trattamento di disoccupazione non agricolo ordinario o speciale. I) Nuove domande e domande in corso di definizione presso le Sedi. I lavoratori disoccupati debbono presentare, unitamente alla domanda di assegni familiari redatta su mod. Ds 21, oltre alla prescritta documentazione, anche la propria dichiarazione reddituale nonche' le dichiarazioni dei componenti la famiglia i cui redditi concorrono alla formazione del reddito familiare. Qualora emerga che il disoccupato abbia anche diritto alla maggiorazione degli assegni familiari, per tali dichiarazioni reddituali dovranno essere utilizzati ed uniti alla domanda i previsti moduli della serie Mg-af. Per le domande gia' presentate e non ancora definite le Sedi dovranno inviare agli interessati, fatta eccezione per quelli che hanno presentato anche domanda di maggiorazione, con apposita lettera un mod. Cs-af/01 D (o Mg-af/01 D qualora emerga che possano aver diritto anche alla maggiorazione degli assegni) intestato al nominativo del richiedente e con l'indicazione del numero della pratica; in tale lettera l'interessato dovra' essere invitato a restituire il modulo con gli eventuali allegati (Cs-af/02 o Mg-af 02) entro 30 giorni dalla data di ricezione con l'avvertenza che, trascorso tale termine, non sara' dato corso alla erogazione degli assegni familiari (ovviamente gli assegni familiari dovranno comunque essere corrisposti per le persone a carico che eccedono il numero di

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quattro). Una volta definita secondo le normali modalita' la domanda di assegni familiari e determinate le persone per le quali il disoccupato ha diritto agli assegni familiari, sara' pesa in esame la suddescritta documentazione reddituale acquisita al fine di accertare se, in relazione al reddito familiare ed al numero delle persone a carico, si debba provvedere alla riduzione dell'erogazione degli assegni familiari secondo quanto stabilito nell'allegata tabella D; per tale ultima operazione si rinvia alle istruzioni contenute nei paragrafi 4, 8 e 9. Il mod. Ds P. 1 dovra' quindi essere compilato con la indicazione del numero degli assegni familiari che debbono essere corrisposti effettivamente al disoccupato (detratti quindi gli eventuali assegni familiari da ridurre) per periodi comunque che non superino il 30 giugno 1984. Infatti per il periodo successivo a tale data dovra' essere riesaminata la domanda sulla base della documentazione reddituale relativa al 1983 anziche' al 1982. Le presenti istruzioni trovano applicazione anche per le eventuali proroghe del trattamento speciale di disoccupazione per l'edilizia. II) Domande gia' definite per le quali sia stato inviato all'Ufficio pagatore il mod. Ds P. 1. Le sedi debbono individuare, consultando la raccolta dei modd. Ds P. 1 I.N.P.S. i disoccupati interessati alla corresponsione degli assegni familiari, distinguendo quelli per i quali il pagamento riguarda solo gli assegni familiari da quelli per i quali il pagamento concerne anche la maggiorazione degli stessi. A seconda delle varie ipotesi occorre operare come segue. a) Ds P. I relativo ai soli assegni familiari. In tali casi e' necessario che sia acquisita la documentazione reddituale (lo stato di famiglia dovrebbe essere gia' in possesso della Sede) e che la domanda sia riesaminata alla luce di tale documentazione per verificare se si debba far luogo alla cessazione o alla riduzione della corresponsione degli assegni stessi. A tal fine le Sedi devono intestare al nominativo di ogni disoccupato un mod. Cs-af/01 D indicandovi il numero della pratica. I predetti modd. Cs-af/01 D devono essere trasmessi a ciascun Organo erogatore, con apposita lettera contenente l'elenco dei disoccupati interessati e l'invito a sospendere il pagamento degli assegni familiari ai disoccupati stessi, a decorrere dalla data che verra' resa nota non appena possibile. Gli Organi Erogatori devono consegnare i predetti moduli ai disoccupati in occasione del primo pagamento utile, invitando questi ultimi a restituirli al piu' presto, regolarmente compilati ed autenticati e con allegati i modelli Cs-af/02 degli eventuali familiari all' Organo Erogatore medesimo il quale dovra' provvedere a trasmetterli con ogni sollecitudine alla Sede competente. Le Sedi, ricevuta ed esaminata la documentazione di cui sopra, provvedono a confermare a mezzo lettera, ove non occorra procedere a variazioni, la validita' del Ds P. 1 in possesso dell' Organo Erogatore. Qualora, invece, risulti che si debba procedere alla cessazione o alla riduzione dell'erogazione degli assegni familiari, le Sedi provvedono ad emettere "ex novo", e per l'intera durata della concessione (14), secondo le nuove disposizioni, i modd. Ds P. 1 sostitutivi da inviare agli Organi Erogatori. Tali nuovi ordinativi di pagamento debbono essere inviati con lettera di accompagnamento, con la quale deve essere fatto presente agli Organi Erogatori che i nuovi ordinativi di pagamento sostituiscono quelli precedentemente inviati e che, al momento della ricezione, occorre provvedere a: 1) chiudere il mod. Ds P. 1 sostituito, totalizzando gli importi indicati nelle varie colonne ed annotando sullo stesso che i pagamenti vengono proseguiti sul modello di nuova emissione; 2) liquidare, utilizzando la prima riga del nuovo mod. Ds P 1, le prestazioni di competenza del disoccupato, per lo stesso periodo gia' pagato con il vecchio mod. Ds P.1; 3) contrassegnare la somma totale di cui al punto 2) risultante alla colonna "somme pagate" con la dicitura "gia' pagate con mod. Ds P. 1 allegato", utilizzando la colonna riservata alla firma per quientanza del disoccupato; 4) riportare sulla seconda riga del nuovo modello Ds P. 1 nella colonna "somme pagate", la differenza tra l'importo totale gia' pagato risultante dal vecchio mod. Ds P. 1 e quello liquidato col nuovo mod. Ds P. 1, contrassegnando detta differenza con la stessa

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indicazione di cui al punto 3); tale importo, che costituisce la differenza da recuperare a carico del disoccupato, deve essere considerato come un acconto corrisposto sulle quindicine ancora da scadere; 5) liquidare la quindicina in corso provvedendo ad indicare nella colonna "somme pagate", solamente la somma che effettivamente viene corrisposta al disoccupato, dopo aver provveduto ad effettuare il recupero di quanto indicato al punto 4). Se la prestazione da pagare e' inferiore alla somma da recuperare, nella colonna "somme pagate" deve essere indicato "zero", in quanto tutta la somma va a totale scomputo del debito; l'ulteriore recupero deve essere effettuato sulla quindicina successiva; 6) spillare il vecchio mod. Ds P. 1 con i relativi modd. Ds 56 al nuovo ordinativo di pagamento; 7) proseguire i nuovi pagamenti periodici mediante i nuovi ordinativi. All'atto della rendicontazione, il totale delle somme liquidate e' uguale a quello delle somme pagate solamente nel caso in cui l'Organo Erogatore abbia provveduto al totale recupero degli assegni familiari corrisposti in piu' dal 1' gennaio 1984 con il vecchio mod. Ds P. 1. Ove risulti una ulteriore somma da recuperare le Sedi dovranno provvedere alla contabilizzazione delle somme pagate in piu' dagli Enti Erogatori e procedere al recupero del credito dell'Istituto secondo la normativa vigente. b) Ds P. 1 relativi agli assegni familiari ed alle maggiorazioni degli assegni familiari. Qualora al disoccupato sia stato riconosciuto il diritto alla maggiorazione degli assegni familiari, l'Organo Erogatore continuera' ad erogare gli assegni familiari e le relative maggiorazioni sulla base del mod. Ds P. 1 di cui e' in possesso (15). III) Modd. Ds P. 1 cessati di validita' contenenti assegni familiari successivi al 1' gennaio 1984. Per i casi in epigrafe, le Sedi devono invitare i beneficiari a presentare la documentazione prescritta, avvertendo che, trascorsi inutilmente 30 giorni dalla richiesta, gli assegni familiari erogati dopo il 1' gennaio 1984 saranno considerati indebiti e si procedera' quindi, al loro recupero. 18) Coltivatori diretti, mezzadri e coloni Anche nei confronti dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni trovano applicazione le istruzioni di carattere generale impartite con la presente circolare. Pertanto le Sedi, accertata l'esistenza di tutte le condizioni cui e' subordinato il riconoscimento del diritto agli assegni familiari, ai fini della corresponsione dei medesimi, dovranno determinare il reddito familiare del richiedente sulla base delle apposite dichiarazioni reddituali che devono essere rilasciate dal richiedente stesso sul mod. Cs-af/01 D e da ciascuno dei componenti il relativo nucleo familiare, indicati al paragrafo 2, sul mod. Cs-af/02. Dell'obbligo di corredare le domande di assegni familiari con le dichiarazioni di cui trattasi e' fatta espressa menzione alla voce "Avvertenze" del mod. CD/CM 71/TP, relativo all'anno 1984. Il reddito familiare che le Sedi determineranno al 1' luglio di ciascun anno, ai fini della corresponsione della prestazione in argomento, avra' valore anche per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni, come per tutti gli altri lavoratori, fino al 30 giugno dell'anno successivo; in pratica, per quanto riguarda in particolare la categoria di assicurati di cui trattasi, il suddetto reddito sara' valido sia per la liquidazione della seconda rata semestrale di assegni familiari relativa all'anno in cui (al 1' luglio) e' stato accertato il reddito familiare sia per la liquidazione della prima rata semestrale dell'anno successivo (ad esempio, determinato al 1' luglio 1984 il reddito familiare del 1983, tale reddito e' valido per la corresponsione della seconda rata semestrale 1984 e della prima rata semestrale 1985). In merito alla corresponsione della prima rata semestrale di ciascun anno, fermo restando, come gia' detto, il reddito familiare determinato al 1' luglio dell'anno precedente, e', ovviamente, necessario, prima di procedere alla corresponsione stessa, controllare, sulla base dell'attestazione del competente U.Pro.C.A.U., che per l'anno solare per il quale la domanda e' stata presentata ed al quale si riferisce la prima rata di cui trattasi, il richiedente gli assegni familiari rivesta la qualifica di coltivatore diretto, mezzadro o colono ed, inoltre, che sussistano tutti gli altri requisiti per il diritto agli assegni familiari medesimi. E'

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evidente che gli accertamenti in parola hanno valore per tutto l'anno solare, purche' non intervengano variazioni nella situazione del richiedente gli assegni familiari o dei beneficiari degli assegni stessi che abbiano riflessi sul diritto alla prestazione in parola. Verificandosi, invece, l'ipotesi delle variazioni, le Sedi si atterranno alle istruzioni impartite con la circolare n. 2397 G.S. del 27 settembre 1967, paragrafo I, punto 5. In sostanza, poiche' il periodo di validita' della determinazione del reddito familiare (1' luglio-30 giugno dell'anno successivo) non coincide con il periodo (anno solare) cui si riferisce la domanda di assegni familiari e, conseguentemente, l'accertamento dei requisiti per aver diritto alla prestazione in parola, le Sedi, come per il passato, dovranno accertare l'esistenza dei predetti requisiti per ogni anno solare tenendo fermo, si ribadisce, ai fini della corresponsione della prima rata semestrale degli assegni familiari, relativi a ciascun anno, il reddito familiare gia' determinato al 1' luglio dell'anno precedente. Si ritiene di dover far presente che, nell'ipotesi in cui fossero presentate domande prive delle dichiarazioni reddituali di cui sopra e' cenno, le Sedi dovranno inviare al richiedente una lettera con allegato il modulo Cs-af/01 D, intestato al medesimo e con l'indicazione del numero della pratica, da utilizzare per la sua dichiarazione, precisando che deve essere restituito entro 30 giorni dalla data di ricezione unitamente ai moduli Cs-af/02, che potranno essere ritirati presso le Sedi stesse, compilati dagli altri eventuali componenti il nucleo familiare i cui redditi concorrono alla formazione del reddito familiare. All'interessato si dovra' far presente che, trascorsi i 30 giorni suddetti senza che sia pervenuta alla Sede la documentazione richiesta, la Sede non dara' corso alla liquidazione degli assegni familiari, ad eccezione di quelli che eccedono il numero di quattro. Le Sedi si atterranno alle direttive suesposte per la istruttoria delle pratiche in esame restando in attesa delle necessarie norme operative, che saranno emanate appena possibile, per la liquidazione degli assegni familiari con procedura automatizzata. 19) Pensionati del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, dei Fondi di Previdenza integrativi dell'A.G.O., del Fondo di Previdenza del personale addetto alle abolite imposte di consumo. In attesa che siano stabilite le modalita' di gestione del reddito familiare ai fini dell'erogazione degli assegni familiari ai pensionati in epigrafe e messe a punto le relative procedure, la norma di cui all'art. 20 della legge 730/1983 dovra' essere applicata solo alle domande di assegni familiari non ancora definite alla data che verra' resa nota non appena possibile. Conseguentemente, ai fini della definizione di tali domande, dovra' essere richiesta, in aggiunta alla normale documentazione, la dichiarazione di mod. Cs-af/01 D o di mod. Cs-af/01 SO - a seconda che si tratti di pensione diretta o ai superstiti -alla quale debbono essere allegate le dichiarazioni di mod. Cs-af/02 rilasciate dagli eventuali familiari: nei casi indicati al paragrafo 9 in luogo delle predette dichiarazioni deve essere presentato il mod. Cs-af/09 (16). Si richiama l'attenzione sulle particolari istruzioni concernenti le pensioni ai superstiti per quanto riguarda la determinazione dei familiari i cui redditi concorrono alla formazione del reddito familiare (v. precedente paragrafo 2). La documentazione reddituale, ovviamente, non dovra' essere richiesta qualora l'interessato abbia presentato anche domanda di maggiorazione degli assegni familiari in quanto, in questi casi, la determinazione del reddito familiare dovra' essere effettuata sulla detta maggiorazione (Modd. Mg-af/01 D, Mg-af/01 SO, MG-af/02, Mg-af/09). Le Sedi, dopo aver accertato il diritto, provvederanno a determinare sulla base delle anzidette dichiarazioni il reddito familiare secondo le istruzioni impartite con la presente circolare ai paragrafi 4, 8 e 9. Qualora dalle operazioni effettuate risulti che si debba far luogo alla riduzione o alla cessazione dell'erogazione degli assegni familiari, non dovranno essere trasmessi, per le pensioni dirette, ai fini della procedura automatizzata per la corresponsione degli assegni familiari, i nominativi di tanti familiari quanti sono gli assegni da ridurre. Per le pensioni ai superstiti dovranno invece essere acquisiti i nominativi di tutti i familiari contitolari, segnalando il codice 2 nel campo "codice maggiorazioni" in corrispondenza dei nominativi di tanti figli contitolari quanti sono gli assegni

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familiari da ridurre. Le relative pratiche, ovviamente, dovranno essere tenute in evidenza, in attesa che siano emanate le apposite istruzioni, per la loro ulteriore trattazione. Particolari istruzioni saranno emanate per le domande che alla data che verra' resa nota non appesa possibile risultino gia' trasmesse al Centro Elettronico. Le predette istruzioni, in linea di massima, trovano applicazione anche nei confronti dei Fondi di Previdenza integrativi dell'A.G.O. gestiti dall'INPS e del Fondo di Previdenza per il personale addetto alle abolite imposte di consumo. In particolare, le Sedi periferiche, relativamente agli aventi titolo alle prestazioni a carico dei predetti Fondi sono tenute ad accettare le dichiarazioni dei redditi necessarie per l'applicazione della norma in esame, ad autenticarle, se del caso e a trasmetterle, con ogni sollecitudine, ai competenti Servizi di questa Direzione Generale. PARTE TERZA Trattamenti di famiglia diversi dagli assegni familiari 20) Lavoratori dipendenti da datori di lavoro che non applicano la normativa sugli assegni familiari in quanto esclusi in base alla disciplina vigente. A norma del terzo comma dell'art. 20 in discorso, in datori di lavoro - diversi dalle amministrazioni dello Stato e dagli enti pubblici previsti dal quarto comma dello stesso art. 20 - che non applicano la normativa sugli assegni familiari, in quanto esclusi in base alla disciplina vigente, sono tenuti a versare alla Cassa unica per gli assegni familiari, entro il termine stabilito per il pagamento all'Istituto dei contributi di previdenza e assistenza, gli importi dei trattamenti di famiglia comunque denominati, non corrisposti per effetto della nuova normativa in esame. La norma del sopra citato terzo comma riguarda: a) i datori di lavoro che sono esonerati dal pagamento dei contributi dovuti alla Cassa unica assegni familiari in quanto assicurano al personale dipendente un trattamento per carichi di famiglia non inferiore a quello previsto per gli assegni familiari (ad esempio: i datori di lavoro operanti nel Comune di Campione d'Italia, i Partiti politici, le Organizzazioni Sindacali, ecc.); b) i datori di lavoro che non rientrano tra le categorie elencate dall'art. 33 del T.U. sugli assegni familiari e nei cui confronti non opera un decreto ministeriale di aggregazione ai sensi dell'art. 34 dello stesso T.U., i quali, per norma interna o per contratto, corrispondono al personale dipendente un trattamento di famiglia comunque denominato; c) gli enti pubblici che corrispondono al personale dipendente un trattamento di famiglia disciplinato per legge, regolamento o atto amministrativo (v. art. 79 del T.U. sugli assegni familiari), esclusi quelli previsti dal quarto comma dell'art. 20 in questione. Tutti i datori di lavoro in discorso dovranno provvedere, con le modalita' indicate nella presente circolare, all'accertamento del requisito reddituale e del numero delle persone a carico dei dipendenti ai fini della cessazione della corresponsione di parte dei trattamenti di famiglia (ad iniziare da quelli di importo piu' elevato) ovvero di tutti i trattamenti stessi. Gli importi dei trattamenti di famiglia che non dovranno piu' essere corrisposti ai dipendenti per effetto della norma in esame dovranno essere versati a questo Istituto, mese per mese, a mezzo della denuncia contributiva, indicandone l'importo in uno dei righi in bianco successivi al rigo 24 del quadro "C", del mod. DM/10M, preceduto dalla dizione : "T.F.L. 730/83" e dal codice "L 132" da apporre nella casella "COD". Gli stessi datori di lavoro dovranno, altresi', trasmettere alla competente Sede dell'Istituto gli originali dei modd. Cs-af/05 in allegato al mod. Cs-af/06, con le modalita' precisate al precedente paragrafo 13). Resta inteso che gli importi dei trattamenti di famiglia versati all'INPS in base alla normativa in esame sono esclusi da ogni forma di contribuzione previdenziale ed assistenziale. 21) Assistiti in godimento di indennita' antitubercolari per assicurazione propria. La dizione usata dal legislatore ("ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato") comporta l'applicazione della norma anche nei confronti degli assicurati indicati in epigrafe, percettori di maggiorazioni previste per carichi familiari. Per tali prestazioni valgono, in conseguenza, le istruzioni relative agli assegni familiari, comprese quelle concernenti l'uso

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dei moduli, sui quali dovra' essere opposto - tranne che sul mod. Cs-af/09 - timbro "PAT". A) Nuove domande e domande in corso di definizione presso le Sedi. Gli assicurati che presentano domanda di prestazioni economiche antitubercolari - s'intende, per assicurazione propria debbono allegare alla domanda stessa, oltre ovviamente allo stato di famiglia, il mod. Cs-af/01 D e i modd. Cs-af/02 relativi agli eventuali familiari sui quali, come precisato, dovra' essere apposto il timbro "PAT". Conformemente ai criteri di carattere generale, tali modelli non saranno necessari ove gli interessati presentino anche domanda di "integrazione" delle maggiorazioni (17), in quanto i dati reddituali, in tale ipotesi, saranno ricavati dai moduli specificamente previsti. Relativamente alle domande in corso di definizione, dovra' essere provveduto, immediatamente, alla richiesta di integrazione della documentazione. Qualora i redditi familiari siano stati gia' accertati dal datore di lavoro ai fini della erogazione degli assegni familiari o per le maggiorazioni degli stessi, in luogo dei modelli sopraindicati deve essere presentato il mod. Cs-af/09, ovvero quello utilizzato per la "integrazione" delle maggiorazioni. Nel confermare il rinvio alle istruzioni relative agli assegni familiari per quanto attiene alla determinazione della eventuale cessazione o riduzione della erogazione delle maggiorazioni, si ritiene utile ricordare che la documentazione reddituale da considerare e' quella relativa ai redditi del 1982 e, pertanto, in base a tale documentazione, il diritto alle maggiorazioni puo' essere riconosciuto limitatamente al 30 giugno 1984; per il periodo successivo a tale data l'interessato dovra' presentare la documentazione reddituale relativa all'anno 1983, e cosi' via per gli anni successivi. b) Assistiti fruenti di indennita' antitubercolare alla data del 1' gennaio 1984. La situazione relativa agli assistiti fruenti, per assicurazione propria, di indennita' antitubercolare alla data del 1' gennaio 1984 e', praticamente identica a quella illustrata nel precedente punto a), secondo capoverso: anche in tal caso, quindi, gli interessati debbono essere invitati a produrre la necessaria documentazione reddituale secondo il criterio di cui allo stesso punto a), quarto capoverso. Ovviamente, qualora, a seguito dell'esame di tale documentazione, risulti che l'erogazione delle maggiorazioni deve essere ridotta, ovvero deve cessare, si fara' luogo al recupero dell'indebito. La richiesta della documentazione reddituale deve essere fatta anche nei confronti degli assistiti che abbiano cessato di percepire le prestazioni economiche antitubercolari e le relative maggiorazioni nel corso del 1984, ma prima della applicazione delle presenti istruzioni, con l'avvertenza che, trascorsi inutilmente 30 giorni dalla data di ricezione della richiesta stessa, le maggiorazioni erogate dopo il 1' gennaio 1984 saranno considerate indebite e dovranno, quindi, essere restituite all'I.N.P.S. 22) Pensionati dei Fondi di Previdenza sostitutivi dell' A.G.O. Ai chiarimenti e alle istruzioni contenute nella presente circolare si fara' riferimento, in linea di massima, anche per la cessazione e per la riduzione ex art. 20 in esame dei trattamenti di famiglia concernenti le pensioni a carico dei Fondi di previdenza sostitutivi dell'A.G.O. gestiti dall'Istituto. A tal fine, le Sedi periferiche, relativamente agli aventi titolo alle predette prestazioni, sono tenute ad accettare le dichiarazioni dei redditi necessarie per l'applicazione della norma in esame, ad autenticarle se del caso e a trasmetterle, con ogni sollecitudine, ai competenti Servizi di questa Direzione Generale. Per effetto delle precisazioni che precedono, si intende sciolta la riserva contenuta nella circolare n. 5354 G.S. - 124270 O. - 858 E.A.D. - 308 B del 29 luglio 1983 concernente la maggiorazione degli assegni familiari a favore dei titolari di pensione a carico dei predetti Fondi Speciali. 23) Pensionati delle Gestioni Speciali per i lavoratori autonomi. Tenuto conto del carattere generale della previsione normativa contenuta nell'art. 20 della legge n. 730/83, che ha riguardo non soltanto agli assegni familiari, ma anche alle "quote di aggiunta di famiglia, nonche' ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato", i criteri stabiliti per la determinazione del reddito familiare devono essere osservati anche per quanto attiene

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all'accertamento del diritto alle quote di maggiorazione della pensione per carichi familiari spettanti ai pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi quote che, come e' noto, sono attualmente previste - ai sensi dell'art. 4 del D.L. 14 luglio 1980, N. 314, convertito nella legge 8 agosto 1980, n. 440 (18) - nella stessa misura degli assegni familiari. Cio' premesso, in attesa che siano stabilite le modalita' di gestione del reddito familiare ai fini dell'erogazione delle quote di maggiorazione ai pensionati in epigrafe e che siano messe a punto le relative procedure, la norma di cui all' art. 20 della legge 730/1983 dovra' essere applicata solo alle domande non ancora definite alla data che verra' resa nota non appena possibile. Conseguentemente, ai fini della definizione di tali domande, dovra' essere richiesta, in aggiunta alla normale documentazione, la dichiarazione di mod. Cs-af/01 D o di mod. Cs-af/01 SO - a seconda che si tratti di pensione diretta o ai superstiti - alla quale debbono essere allegate le dichiarazioni di mod. Cs-af/02 rilasciate dagli eventuali familiari. A tal fine per le domande gia' presentate, le Sedi dovranno inviare agli interessati con apposita lettera un mod. Cs-af/01 D o un mod. Cs-af/01 SO intestato al nominativo del richiedente e con l'indicazione del numero della domanda; in tale lettera l'interessato dovra' essere invitato a restituire il modulo con gli eventuali allegati (modd. Cs-af/02) entro 30 giorni dalla data di ricezione e con la avvertenza che, trascorso tale termine, non sara' dato corso alla erogazione delle quote di maggiorazione. Le Sedi, quindi, dopo aver accertato il diritto, provvederanno a determinare, sulla base delle anzidette dichiarazioni, il reddito familiare secondo le istruzioni impartite con la presente circolare ai paragrafi 4, 8 e 9. Qualora dalle operazioni effettuate risulti che si debba far luogo alla riduzione o alla cessazione della erogazione delle quote di maggiorazione, non dovranno essere trasmessi, per le pensioni dirette, ai fini della procedura automatizzata per la corresponsione delle quote in parola, i nominativi di tanti familiari quante sono le quote da ridurre. Per le pensioni ai superstiti dovranno invece essere acquisiti i nominativi di tutti i familiari contitolari, segnalando il codice 2 nel campo "codice maggiorazioni" in corrispondenza dei nominativi di tanti figli contitolari quanti sono gli assegni da ridurre. Tali pratiche, ovviamente, dovranno essere tenute in evidenza, in attesa che siano emanate le apposite istruzioni , per la loro ulteriore trattazione. Particolari istruzioni saranno emanate per le domande che alla data che verra' resa nota non appena possibile risultino gia' trasmesse al Centro Elettronico. Le Sedi, infine, in relazione alla circostanza che ai pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi competano quote di maggiorazione della pensione anziche' assegni familiari, dovranno provvedere - in attesa della definitiva stesura della modulistica - ad apporre sui modd. Cs-af/01 D, Cs-af/01 SO e Cs-af/02 relativi a pensione delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi un timbro con la dicitura "Pensione lavoratori autonomi quote di maggiorazione". PARTE QUARTA Istruzioni contabili 24) Istruzioni contabili. In sede di ripartizione contabile dei modd. DM 10/M, gli importi contraddistinti dal cod. "L 132", verranno imputati ai conti di nuova istituzione (v. all.9): AFR 21/16 - contributi dovuti dai datori di lavoro per trattamenti di famiglia non erogati ai sensi dell'art. 20, L. 730/1983, di competenza degli anni precedenti; AFR 21/76 - contributi dovuti dai datori di lavoro per trattamenti di famiglia non erogati ai sensi dell'art. 20, L. 730/1983, di competenza dell'anno in corso. * * * Copia della presente circolare dovra' essere invitata con immediatezza agli Enti di Patronato. Inoltre un congruo numero di esemplari dei moduli Cs-af/01 C, Cs-af/02, Cs-af/01 D e Cs-af/01 SO dovra' essere fornito ai Comuni, agli Enti di Patronato, agli Uffici pagatori delle pensioni ed agli Organi erogatori delle prestazioni di disoccupazione, in IL DIRETTORE GENERALE FASSARI

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-------------------(1) V. "Atti ufficiali" 1983, pag. 705. (2) V. "Atti ufficiali" 1977, pag. 573. (3) Qualora siano richiesti assegni familiari per la prima volta con decorrenza successiva al 1' gennaio 1984 ovvero al 1' luglio di ogni anno, dovra' farsi riferimento alla data di decorrenza del diritto agli assegni. (4) V. "Atti ufficiali" 1972, pag. 1943. (5) Ove non vi sia convivenza dovranno essere presentati, ovviamente, piu' certificati di stato di famiglia. (6) V. "Atti ufficiali" 1968, pag. 13. (7) Per le domande da presentare al datore di lavoro o ad uffici diversi dalle Sedi dell'Istituto, le dichiarazioni relative ai redditi non possono essere autenticate dal funzionario dell'Istituto, in quanto lo stesso non e' competente a ricevere la documentazione relativa che, in tali casi, e' diretta ad altro soggetto. (8) A termini dell'art. 26 della legge n. 15 "Le dichiarazioni mendaci, la falsita' negli atti e l'uso di atti falsi nei casi previsti dalla presente legge sono puniti ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. A tali effetti, l'esibizione di un atto contenente dati non piu' rispondenti a verita' equivale a uso di atto falso e le dichiarazioni rese ai sensi dei precedenti articoli 2, 3, 4, 8, e autenticate a norma dell'art. 20 sono considerate come fatte a pubblico ufficiale". (9) V. "Atti ufficiali" 1983, pag. 3032. (10) Per l'anno 1982 i limiti sono: lire 3.500.000 per i soli redditi da lavoro dipendente; lire 2.940.000 per i soli redditi da borse di studio e assegni similari; lire 360.000 per i soli redditi da fabbricati e terreni. (11) Il mod. Cs-af/09 puo' essere rilasciato, ad esempio, dal datore di lavoro che abbia erogato gli assegni familiari sulla retribuzione, sulla integrazione salariale, sull'indennita' di malattia, ecc., ovvero dalla Sede dell'Istituto che abbia disposto il pagamento diretto degli assegni in relazione ad un trattamento di disoccupazione, di integrazione salariale, o ad un rapporto di lavoro domestico, in agricoltura, ecc. (12) Tale data verra' resa nota non appena possibile. (13) Esempi: in caso di reddito familiare di lire 26.350.000 deve essere indicato 27; in caso di reddito familiare di lire 32.500.000 deve essere indicato 34. (14) Ovviamente nei limiti del 30 giugno 1984 poiche' per i periodi successivi occorre acquisire la documentazione reddituale relativa all'anno 1983 e cosi' di seguito per gli anni successivi. (15) Dal 1' luglio 1984 la documentazione reddituale relativa al 1982 non e' piu' valida e deve essere presentata quella relativa al 1983. (16) Per le domande gia' presentate, le Sedi dovranno inviare agli interessati con apposita lettera un mod. Cs-af/01 D o un mod. Cs-af/01 SO (o i corrispondenti moduli della serie Mg-af qualora emerga che possano aver diritto anche alla maggiorazione degli assegni) intestato al nominativo del richiedente e con l'indicazione del numero della domanda; in tale lettera l'interessato dovra' essere invitato a restituire il modulo con gli eventuali allegati (Cs-af/02 o Mg-af/02) entro 30 giorni dalla data di ricezione, con la avvertenza che, trascorso tale termine, non sara' dato corso alla erogazione degli assegni familiari. (17) V. circolare n. 134409/A.G.O. n. 314 B/188 del 30 settembre 1983 in "Atti ufficiali" 1983, pag. 2807. (18) V. "Atti ufficiali" 1980, pag. 2188. -------------------------------------------------------------------Allegato A. LEGGE 27 dicembre 1983, n. 730. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1984). TITOLO VI DISPOSIZIONI IN MATERIA PREVIDENZIALE Art. 20. A decorrere dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984, le quote di aggiunta di famiglia, nonche' ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato, cessano di essere corrisposti, ad iniziare da quelli di importo piu' elevato in relazione al reddito familiare ed al numero delle persone a carico

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dei soggetti percettori, secondo la tabella D allegata alla presente legge. Per la determinazione e l'accertamento del reddito familiare si applicano il primo e terzo comma dell'articolo 6 del decreto-legge 29 gennaio 1983, n. 17, convertito con modificazioni, nella legge 25 marzo 1983, n. 79. I datori di lavoro, diversi dalle amministrazioni dello Stato, che non applicano la normativa sugli assegni familiari di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, e successive modificazioni ed integrazioni, in quanto a cio' autorizzati dalle vigenti disposizioni, sono tenuti a versare alla Cassa unica per gli assegni familiari, entro il termine stabilito per il pagamento dei contributi di previdenza ed assistenza, gli importi non corrisposti in conformita' a quanto disposto dai precedenti commi. Per gli enti pubblici, esclusi quelli territoriali e relativi consorzi ed aziende, le economie conseguenti all'applicazione del presente articolo sono recuperate mediante corrispondente riduzione dei contributi comunque ad essi spettanti a carico dello Stato. In caso di inadempimento totale o parziale, il datore di lavoro e' tenuto al pagamento di una somma aggiuntiva pari a due volte l'ammontare dovuto, ferme restando le ulteriori sanzioni amministrative e penali. Per quanto non previsto dal presente articolo si osservano, in quanto applicabili, le norme che disciplinano, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, le materie degli assegni familiari, delle quote di aggiunta di famiglia nonche' di ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato. La cessazione dal diritto agli assegni familiari, per effetto delle disposizioni del presente articolo, non comporta la cessazione da altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi. ....omissis.... ----------------------------------------------------------------Allegato B Istituto Nazionale della Previdenza Sociale Sede di Ai datori di lavoro della Provincia di All. 7 Oggetto: Art. 20 della legge 27 dicembre 1983, n. 730 (legge finanziaria 1984). Cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari a decorrere dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984. La legge 27 dicembre 1983, n. 730, concernente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1984) ha stabilito all'art. 20 che "a decorrere dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984, le quote di aggiunta famiglia, nonche' ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato" (e, quindi, anche gli assegni familiari) "cessano di essere corrisposti, ad iniziare da quelli di importo piu' elevato, in relazione al reddito familiare ed al numero delle persone a carico dei soggetti percettori secondo la tabella D allegata alla presente legge" (1' comma). La nuova disciplina prevede, dunque, la cessazione ovvero la riduzione della corresponsione dei trattamenti di famiglia in relazione al reddito familiare ed al numero delle persone a carico dei soggetti percettori secondo lo schema della tabella D allegata al provvedimento (All. 1). In sostanza, deve essere determinato il reddito familiare del soggetto percettore dei trattamenti di famiglia e, sulla base di tale reddito e del numero delle persone a carico, si provvede secondo la tabella D alla eventuale cessazione della corresponsione di parte dei trattamenti di famiglia, ad iniziare da quelli di importo piu' elevato, ovvero di tutti i trattamenti di famiglia. Al riguardo si forniscono i seguenti chiarimenti ed istruzioni. 1) Soggetti. I soggetti cui si applicano le seguenti istruzioni sono sia i lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori ammalati, in cassa integrazione, ecc.) cui spettano o sono erogati gli assegni familiari dalla Cassa unica di cui al T.U. approvato con D.P.R. 30 maggio 1955, n. 797, sia i lavoratori dipendenti da datori di lavoro, diversi dalle amministrazioni dello Stato e dagli Enti pubblici indicati al

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quarto comma dell'art. 20 in questione, che non applicano le norme del predetto T.U. in quanto a cio' autorizzati dalle vigenti disposizioni (v. successivo paragrafo 13). 2) Reddito familiare. Il reddito familiare deve essere determinato sulla base dei redditi del percettore (o richiedente) degli assegni familiari e delle persone che alla data di applicazione della norma in questione (1' gennaio 1984) e, successivamente, alla data del 1' luglio di ogni anno (ovvero alla diversa successiva data di decorrenza del diritto agli assegni) si trovino rispetto allo stesso percettore in una delle seguenti posizioni: a) coniuge del percettore, non separato legalmente, anche se non convivente; b) figli ed equiparati maggiorenni conviventi con il percettore; c) figli ed equiparati minori per i quali sono percepiti dal soggetto titolare del diritto gli assegni familiari o che siano con lui conviventi. Non concorrono a formare il reddito familiare i redditi dei figli ed equiparati conviventi coniugati salvo che per i medesimi il soggetto titolare del diritto percepisca gli assegni familiari. Ai fini della determinazione del reddito familiare sono equiparati ai figli i soggetti indicati dall'art. 38 del D.P.R. 26 aprile 1957, n. 818 e, quindi, soltanto i figli adottivi, gli affiliati, quelli naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, quelli nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge, nonche' i minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norma di legge. Non sono, pertanto, da considerare tra gli equiparati ai figli i fratelli, le sorelle e i nipoti del titolare del diritto, anche se per essi a quest'ultimo spettino gli assegni familiari. Sono altresi' esclusi, sempre ai fini della determinazione del reddito familiare, i genitori e gli altri ascendenti del titolare del diritto anche se per essi a quest'ultimo spettino gli assegni familiari. 3) Redditi che concorrono a formare il reddito familiare. Come per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione degli assegni familiari i redditi da considerare sono quelli assoggettabili all'IRPEF, relativi al periodo di imposta dell'anno precedente al periodo di paga in corso al 1' luglio di ciascun anno e precisamente: - i redditi dichiarati con il mod. 740 o 740/S, al lordo degli oneri deducibili e delle detrazioni di imposta, ovvero i redditi indicati sui modd. 101 e 201 al lordo delle detrazioni di imposta; - i redditi soggetti a tassazione separata (arretrati e indennita' di fine rapporto di lavoro dipendente, ecc.) compresi nella dichiarazione dei redditi di mod. 740 o 740/S ovvero nei modd. 101 e 201; - i redditi per i quali non e' prescritta la dichiarazione di mod. 740 o 740/S in quanto di importo non superiore al limite stabilito dalla normativa fiscale. 4) Effetti della variazione del numero dei familiari il cui reddito concorre a formare il reddito familiare e del numero delle persone a carico. L'art. 6, primo comma, della legge 25 marzo 1983, n. 79, concernente la maggiorazione degli assegni familiari, cui fa rinvio l'art. 20, secondo comma, della legge n. 730/1983 di cui trattasi, prevede che la determinazione del reddito familiare "ha valore per le erogazioni corrisposte fino al 30 giugno dell'anno successivo". Per la cessazione parziale o totale della corresponsione degli assegni familiari devono essere considerati i redditi dei familiari indicati al precedente paragrafo 2). Per il primo semestre 1984, i predetti familiari debbono essere individuati sulla base del certificato di stato di famiglia riferito al 1' gennaio 1984 (ovvero alla diversa successiva data di decorrenza del diritto agli assegni familiari, comunque anteriore al 1' luglio 1984); il reddito familiare deve essere determinato in base alle dichiarazioni reddituali dei predetti familiari riferite al periodo di imposta relativo all'anno 1982. Il reddito familiare cosi' determinato avra' valore fino al 30 giugno 1984 anche se, nel frattempo, si producono variazioni che riguardano i soggetti componenti la famiglia (cessazione della convivenza dei figli maggiorenni, separazione legale, ecc.) i cui redditi hanno concorso alla formazione del reddito familiare. Nel caso, peraltro, che il numero delle persone a carico del percettore degli assegni familiari ovvero del titolare del diritto agli stessi assegni subisca variazioni (ad es.: nascita di un figlio, assunzione o cessazione del carico di un genitore, di un

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fratello, ecc.) deve essere verificato sulla base del nuovo numero delle persone a carico se debbano essere corrisposti assegni, in quale numero e di quale importo sempre con riferimento al reddito familiare gia' individuato, che come detto prima resta invariato fino al 30 giugno 1984. Si precisa che qualora la variazione comporti un aumento del numero degli assegni familiari da corrispondere, questa opera dal primo giorno del periodo di paga nel corso del quale si e' verificata, mentre ove la variazione comporti una riduzione del numero degli assegni familiari da corrispondere o la cessazione di tutti gli assegni, questa opera dalla fine del periodo di paga nel corso del quale si e' verificata. Atteso che per il rinvio fatto dalla norma in esame al gia' citato art. 6 della legge 25 marzo 1983, n. 79, il reddito familiare da prendere in considerazione ai fini della cessazione o riduzione a base per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione degli stessi assegni e che tale reddito, una volta determinato, ha valore per le erogazioni corrisposte fino al 30 giugno dell'anno successivo, i soggetti che alla data del 1' gennaio 1984 percepiscono le maggiorazioni degli assegni familiari non devono presentare la suddetta documentazione riferita alla stessa data del 1' gennaio 1984. Per i periodi annuali successivi, i familiari di cui al precedente paragrafo 2) dovranno essere individuati sulla base del certificato di stato di famiglia riferito al 1' luglio di ciascun anno (ovvero alla diversa successiva data di decorrenza del diritto agli assegni familiari); il reddito familiare deve essere determinato in base alle dichiarazioni reddituali dei familiari stessi con riferimento al periodo di imposta dell'anno immediatamente precedente periodo di paga in corso al 1' luglio. Il reddito familiare cosi' determinato avra' valore fino al 30 giugno successivo. Come gia' sopra precisato in caso di variazioni del numero delle persone a carico si dovra' verificare se debbano essere corrisposti assegni familiari, in quale numero e di quale importo. 5) Dichiarazione dei redditi. Come per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione degli assegni familiari i soggetti interessati (v. precedente paragrafo 1) ed i componenti la famiglia i cui redditi concorrono a formare il reddito familiare (v. precedente paragrafo 2) devono produrre apposita dichiarazione, cui si applicano le disposizioni della legge 4 gennaio 1968, n. 15. La dichiarazione deve essere rilasciata sui moduli predisposti dall'Istituto: - sul mod. Cs-af/01 C (All. 2) dai lavoratori cui gli assegni familiari sono corrisposti dal datore di lavoro; - sul mod. Cs-af/01 D (All. 3) dai lavoratori cui gli assegni familiari sono corrisposti mediante pagamento diretto da parte dell'Istituto (v. successivo paragrafo 12); - sul mod. Cs-af/02 (All. 4) dai familiari dei percettori degli assegni familiari. Per i minori che non hanno conseguito redditi non occorre la dichiarazione di mod. Cs-af/02 in quanto tale circostanza deve essere dichiarata dal percettore degli assegni familiari nell'apposito spazio del modulo Cs-af/01 C o Cs-af/01 D; analogamente per i minori i cui redditi sono stati compresi nella denuncia fiscale di mod. 740 o 740/S di un genitore, tale circostanza deve essere dichiarata dal genitore nell'apposito spazio previsto nel testo della propria dichiarazione reddituale (mod. Cs-af/01 C, Cs-af/02 o Cs-af/01 D). Se i redditi di uno o piu' minori sono compresi nella dichiarazione di un genitore i cui redditi personali non concorrono alla formazione del reddito familiare (ad es. coniuge legalmente separato del percettore degli assegni familiari) il genitore medesimo deve presentare la dichiarazione con le proprie generalita' e il proprio codice fiscale indicando tuttavia solo i redditi dei minori. Tale particolarita' deve essere precisata in calce alla dichiarazione stessa. Ove debba essere rilasciata la dichiarazione per minori o incapaci, questa deve essere sottoscritta da chi esercita la potesta' dei genitori o la rappresentanza legale; in tale caso il modulo deve essere intestato al percettore dei redditi e, in calce alla dichiarazione, deve essere precisato che la dichiarazione e' resa da chi esercita la potesta' dei genitori o la rappresentanza legale dell'interessato. La dichiarazione contenuta nei moduli anzidetti deve essere

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letta, confermata e sottoscritta dinanzi al funzionario competente a ricevere la documentazione o dinanzi ad un notaio, cancelliere, segretario comunale o altro funzionario incaricato dal sindaco, al direttore di istruzioni pubbliche sanitarie presso le quali il dichiarante sia ricoverato, all'autorita' consolare italiana che provvede all'autenticazione della sottoscrizione previo accertamento della identita' del dichiarante (1). Ai sensi della'art. 20 bis della legge n. 15/1968 su citata la dichiarazione di chi non sa o non puo' firmare deve essere sottoscritta in presenza del dichiarante da due testimoni idonei. Il pubblico ufficiale autentica la sottoscrizione dei testimoni, previa menzione della dichiarazione dell'interessato sulla causa dell'impedimento a firmare. Le singole dichiarazioni reddituali possono essere accettate anche se prive di autenticazione della firma quando il reddito familiare del percettore (o richiedente) degli assegni familiari risulta superiore alla fascia di reddito che in relazione al numero delle persone a carico determina la cessazione della corresponsione (o la non corresponsione) di tutti gli assegni spettanti ovvero risulta superiore alla fascia di reddito massima (da lire 34.001.000 in poi). Tuttavia, ove per l'aumento delle persone a carico nel periodo di validita' delle predette dichiarazioni, debbano essere corrisposti assegni familiari al titolare del diritto (v. precedente paragrafo 4), le dichiarazioni reddituali dovranno essere debitamente autenticate. 6) Modalita' di compilazione delle dichiarazioni. I soggetti che hanno presentato la dichiarazione di mod. 740 debbono compilare i riquadri A e B del quadro 1; nel riquadro A debbono trascrivere il reddito complessivo dichiarato al rigo 32 del quadro N del mod. 740; nel riquadro B debbono trascrivere il totale dei redditi soggetti a tassazione separata eventualmente dichiarati ai righi 11, 12, 13, 14, 15, 16 e 17 del quadro D dello stesso mod. 740. I soggetti che hanno presentato la dichiarazione di mod. 740/S debbono compilare i riquadri C e D del quadro 1; nel riquadro C debbono trascrivere il reddito complessivo dichiarato al rigo 75 del quadro N/O del mod. 740/S; nel riquadro D debbono trascrivere il totale dei redditi soggetti a tassazione separata eventualmente dichiarati ai righi 6,7,8,9,10 e 11 del quadro D del mod. 740/S. I soggetti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi, ma hanno conseguito redditi da lavoro dipendente o da pensione per i quali hanno ricevuto il mod. 101 o il mod. 201 dal datore di lavoro o dall'ente erogante la pensione, debbono compilare il riquadro E del quadro 1 indicando il tipo del modello (101 e 201), il codice fiscale del datore di lavoro o dell'ente erogante, gli emolumenti imponibili indicati al punto 8 dei moduli 101 e 201 e gli eventuali emolumenti soggetti a tassazione separata indicati al punto 22 dei moduli 101 e 201. I soggetti, infine, che non hanno conseguito alcun reddito assoggettabile all'IRPEF ovvero hanno conseguito redditi di importo per il quale non e' prescritta la dichiarazione (2), devono compilare il quadro 2. In tale quadro, deve essere indicato, se conseguito, il reddito complessivo. Da quest'ultimo importo deve essere detratto l'ammontare dei redditi da lavoro dipendente contenuti nei moduli 101 e 201 eventualmente indicati al riquadro E del quadro 1. Qualora il dichiarante non abbia conseguito alcun reddito, dovra' cancellare l'ipotesi che non ricorre. 7) Accertamento della composizione della famiglia. Ai fini dell'individuazione dei soggetti i cui redditi concorrono a formare il reddito familiare deve essere presentato in allegato alle dichiarazioni del percettore degli assegni familiari (o richiedente) e dei familiari indicati al paragrafo 2) il certificato di stato di famiglia attestante la composizione familiare, per il primo semestre 1984, alla data del 1' gennaio 1984 e, per i periodi annuali successivi, alla data del 1' luglio di ciascun anno (o alla diversa successiva data dalla quale decorre il diritto agli assegni familiari, nel caso di nuove domande). Circa la data di rilascio del suddetto certificato si precisa che il certificato stesso rilasciato dopo il 1' gennaio 1984 o il 1' luglio di ciascun anno (ovvero dopo la diversa successiva data di decorrenza del diritto agli assegni familiari) deve essere "storico", ossia deve certificare la situazione esistente alla predetta data; e' peraltro sufficiente un certificato di stato di famiglia non "storico" se questo non contiene differenze nella

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composizione della famiglia rispetto al certificato precedentemente presentato ai fini degli stessi assegni familiari ovvero se le differenze consistano nell'inclusione di altre persone in aggiunta a quelle gia' comprese nel precedente certificato. 8) Tabella - Numero degli assegni da non corrispondere. La tabella D (All. 1) indica il numero degli assegni familiari da non corrispondere in relazione al reddito familiare del percettore o dell'avente diritto ed al numero delle persone a carico. Sulla base del reddito familiare e del numero delle persone a carico si provvede, secondo la tabella D, alla eventuale cessazione della corresponsione di parte degli assegni familiari, ad iniziare da quelli di importo piu' elevato (la corresponsione cessa, ad esempio, prima per quelli mensili di lire 19.760 relativi ad un figlio od al coniuge, poi per quelli mensili di lire 2.340 o di lire 6.500 limitatamente ai settori del credito, dell'assicurazione e dei servizi tributari - relativi ad un ascendente) ovvero di tutti gli assegni familiari. Riguardo alla tabella D va infine precisato che per un reddito familiare annuale da . 34.001.000 in poi possono essere corrisposti assegni familiari per tutte le persone a carico che eccedano il numero di quattro, ovviamente dopo aver decurtato i primi quattro assegni di importo piu' elevato. 9) Adempimenti dei datori di lavoro. I lavoratori debbono presentare al datore di lavoro, tenuto secondo la vigente disciplina a corrispondere loro gli assegni familiari, la dichiarazione di mod. Cs-af/01 C relativa ai redditi propri ed allegare alla stessa le dichiarazioni di mod. Cs-af/02 rilasciate dal coniuge dell'avere diritto non separato legalmente, dai figli ed equiparati minori e maggiorenni conviventi e dai figli ed equiparati minori per i quali il lavoratore ha diritto a percepire gli assegni familiari, nonche' il certificato di stato di famiglia (v. precedente paragrafo 7). Si ricorda che i lavoratori che percepiscono o richiedono la maggiorazione degli assegni familiari non devono presentare la citata documentazione (v. precedente paragrafo 4) in quanto la determinazione del reddito familiare viene effettuata sulla base della documentazione reddituale specificamente prevista per quest'ultima prestazione (mod. Mg-af/01 C, Mg-af/02 o mod. Mg-af/09). Il datore di lavoro deve verificare che il lavoratore interessato abbia presentato, oltre alla propria, le dichiarazioni di mod. Cs-af/02 relative al coniuge (a meno che il lavoratore non sia celibe, nubile, divorziato, vedovo o sperato legalmente), ai figli ed equiparati minori e maggiorenni conviventi (individuabili dallo stato di famiglia) nonche' ai figli ed equiparati minori per i quali ha diritto a percepire gli assegni familiari anche se non conviventi con lo stesso lavoratore (3). Ove i figli ed equiparati minori non posseggano redditi o questi siano compresi nella dichiarazione di uno dei genitori, il lavoratore puo' omettere di presentare la dichiarazione di mod. Cs-af/02 dichiarando nell'apposito spazio della propria dichiarazione, a seconda dei casi, il nominativo dei minori che non posseggono redditi o del genitore nella cui dichiarazione sono compresi i relativi redditi. Ove la documentazione risulti completa e regolare il datore di lavoro deve compilare un mod. Cs-af/05 (All. 5), in duplice copia, trascrivendovi le generalita' complete e il codice fiscale del lavoratore e di ciacun componente la famiglia - compresi coloro che hanno dichiarato di non aver conseguito redditi - nonche' i relativi eventuali redditi dichiarati. Per quanto concerne i redditi dichiarati si precisa che il datore di lavoro dovra' riportare nella colonna A (Riquadro) dell'anzidetto modulo il numero del quadro e l'eventuale lettera del riquadro nel quale il dichiarante ha indicato i redditi (ad es. 1/A se sono indicati redditi nel riquadro A del quadro 1) e trascrivere i relativi redditi come di seguito specificato. Nella colonna B (Reddito) debbono essere trascritti a seconda dei casi, l'importo indicato nel riquadro 1/A (rigo 32) ed il totale dei redditi a tassazione separata indicato nel riquadro 1/B; l'importo indicato nel riquadro 1/C (rigo 75) ed il totale dei redditi a tassazione separata indicato nel riquadro 1/D; le somme degli importi indicati in entrambe le colonne del riquadro 1/E e l'importo eventualmente indicato quale reddito complessivo nel quadro 2. Per ogni nominativo sono disponibili due righe che possono essere entrambe utilizzate ove, come e' possibile, i redditi siano indicati in due riquadri (1/A e 1/B, 1/C e 1/D, 1/E e 2). Sulle colonne corrispondenti ai nominativi di colono che

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hanno dichiarato di non aver conseguito redditi dovra' essere tracciata una barra. Nell'eventualita' (v. precedente paragrafo 5, quarto periodo) che in un mod. Cs-af/02 il dichiarante abbia precisato che la dichiarazione riguarda solo i redditi di uno o piu' minori, tale particolarita' va indicata nella parte riservata alle "eventuali note". Dopo aver eseguito le suddette trascrizioni, dovra' essere effettuata la somma degli importi della colonna B determinando cosi' il reddito familiare. Sulla base del reddito familiare e del numero delle persone a carico (cioe' di quelle persone per le quali il lavoratore ha diritto a percepire gli assegni familiari secondo la normativa sugli assegni stessi) deve essere stabilito, tenuto conto della allegata tabella, se debbano essere corrisposti assegni, in quale numero e di quale importo. Si procedera', quindi, alla eventuale cessazione della corresponsione di parte degli assegni familiari, ad iniziare da quelli di importo piu' elevato (v. precedente paragrafo 8), ovvero di tutti gli assegni stessi. Le risultanze di tale determinazione vanno trascritte nell'apposito spazio "Determinazione per la corresponsione degli assegni familiari". Il secondo riquadro di quest'ultimo spazio verra' utilizzato qualora si modifichi il numero delle persone a carico che comporti o meno una modifica degli assegni familiari (v. precedente paragrafo 4). L'originale del mod. Cs-af/05 con timbro e firma del datore di lavoro deve essere trasmesso alla Sede dell'I.N.P.S. con le modalita' indicate piu' avanti. Non vanno, peraltro, trasmessi i moduli in questione relativi a lavoratori ai quali, per effetto della norma in esame, non debbono piu' essere corrisposti assegni familiari. Per i pagamenti in corso alla data del 1' gennaio 1984 le predette dichiarazioni reddituali ed il certificato di stato di famiglia, attestante la composizione familiare alla stessa data del 1' gennaio 1984, devono essere presentati al datore di lavoro entro e non oltre una data certa (4) successiva a quella in cui saranno messi a disposizione dei soggetti interessati i moduli da usare per tali dichiarazioni. L'omessa presentazione della predetta documentazione comporta la sospensione della corresponsione degli assegni familiari, con effetto dal periodo di paga in corso al 1' gennaio 1984, fatta eccezione per gli assegni eccedenti il numero di quattro. I datori di lavoro procederanno comunque alla cessazione o riduzione immediata degli assegni familiari nei confronti di quei lavoratori dipendenti per i quali risulti dai dati retributivi in proprio possesso un reddito individuale o familiare che comporti tale cessazione o riduzione, fatta sempre eccezione per gli assegni eccedenti il numero di quattro. Nei casi di cessazione, riduzione o sospensione della corresponsione degli assegni familiari con effetto retroattivo, i datori di lavoro dovranno immediatamente provvedere ai conseguenti recuperi di assegni familiari nei confronti dei lavoratori dipendenti interessati ed a versare quindi all'Istituto il corrispondente importo in occasione della successiva prima denuncia contributiva di mod. DM 10/M, indicandolo in un rigo in bianco del quadro "C" successivo al rigo 24. Detto importo dovra' essere preceduto dalla dizione "Recupero A.F." e dal codice "F 100" da apporre nella casella "COD". 10) Libri aziendali, trasmissione moduli riepilogativi. Come e' noto i datori di lavoro sono tenuti a registrare per ciascun lavoratore, sul libro matricola o documento equipollente, il numero delle persone a carico per le quali sono corrisposti gli assegni e sul libro paga, o documento equipollente, gli assegni corrisposti. In relazione alla norma in esame, si precisa che sul libro matricola, o documento equipollente, dovranno essere, altresi', registrati il numero delle persone a carico (anche se per le stesse non vengono erogati, in tutto e o in parte, gli assegni familiari), distintamente per coniuge e figli e per genitori, nonche' l'importo massimo della fascia di reddito nella quale e' compreso il reddito familiare espresso in milioni di lire (ad esempio, se il reddito e' di L. 32.500.000 dovra' essere indicato "RF 34"). Per i redditi oltre i 23 milioni e fino a 28 milioni deve essere indicato l'importo arrotondato al milione superiore (ad esempio se il reddito

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arrotondato al milione superiore (ad esempio se il reddito e' di L. 26.350.000 dovra' essere indicato "RF 27"). Per i redditi da L. 34.001.000 in poi dovra' essere indicato "RF +34". Entro il 30 giugno 1984 i datori di lavoro debbono trasmettere alla competente Sede dell'INPS, interamente compilato il mod. Cs-af/06 (All. 6) con allegati gli originali dei modd. Cs-af/05. Come gia' precisato non vanno trasmessi i moduli in questione relativi ai lavoratori ai quali, per effetto della norma in esame, non debbono essere piu' corrisposti assegni familiari. Si precisa che i datori di lavoro che, avendo piu' filiali, cantieri, stabilimenti, ecc. dislocati nell'ambito territoriale di piu' Sedi dell'INPS, hanno ottenuto l'autorizzazione ad accentrare gli adempimenti contributivi presso un'unica Sede, debbono trasmettere gli originali dei modd. Cs-af/05 in allegato al mod. Cs-af/06 alla Sede accentrante, presso la quale effettuano gli stessi adempimenti contributivi. Si richiama l'attenzione sulla circostanza che i dati forniti con gli originali dei modd. Cs-af/05 saranno utilizzati dall'INPS per i controlli delle dichiarazioni relative ai redditi presso gli uffici finanziari e che conseguentemente il mancato invio dei moduli stessi puo' comportare responsabilita' per il datore di lavoro inadempiente non consentendo all'Istituto di effettuare i predetti controlli. 11) Mobilita' dei lavoratori - Documentazione occorrente. Come per il riconoscimento del diritto alla maggiorazione degli assegni familiari, la determinazione del reddito familiare, individuato in base alla composizione della famiglia del percettore degli assegni familiari alla data di decorrenza del diritto, ha valore per l'intero periodo annuale 1' luglio - 30 giugno (v. precedente paragrafo 4) anche nel caso in cui nella residua parte dello stesso periodo il lavoratore passi alle dipendenze di altro datore di lavoro ovvero inizi a percepire una prestazione da parte dell'Istituto (pensione, trattamento di disoccupazione, ecc.) cui si aggiungono gli assegni familiari. In tali casi deve essere preso in considerazione il reddito familiare calcolato in occasione della prima determinazione concernente la corresponsione degli assegni familiari nel periodo annuale predetto. Come gia' precisato la precedente paragrafo 4), per il primo semestre 1984 la determinazione del reddito familiare ha valore dal 1' gennaio 1984 (ovvero dalla diversa successiva data di decorrenza del diritto agli assegni familiari, comunque anteriore al 1' luglio 1984) fino al 30 giugno 1984. Si e' predisposto pertanto il mod. Cs-af/09 (All. 7) che deve essere utilizzato nei casi in cui cessi il rapporto di lavoro o il diritto alla prestazione previdenziale in relazione ai quali siano stati corrisposti gli assegni familiari, allo scopo di consentire che nelle eventuali successive situazioni che diano titolo agli assegni stessi nel corso dello stesso periodo (1' luglio - 30 giugno ovvero 1' gennaio 1984 - 30 giugno 1984) sia preso in considerazione il reddito familiare calcolato in occasione della prima determinazione concernente la corresponsione degli assegni nel periodo predetto. Tale modulo, che reca appunto l'indicazione del predetto reddito familiare inizialmente accertato, sara' rilasciato nei predetti casi al lavoratore, debitamente compilato, dal datore di lavoro ovvero dalla competente Sede dell'INPS in caso di pagamento diretto (5). Il lavoratore, qualora nella residua parte del periodo considerato abbia diritto agli assegni familiari in relazione ad un nuovo rapporto di lavoro o ad una prestazione previdenziale, deve presentare la documentazione comprovante il diritto agli assegni stessi e, in luogo delle dichiarazioni reddituali, il mod. Cs-af/09. Il nuovo datore di lavoro utilizzera' il reddito familiare complessivo indicato nel mod. Cs-af/09, per stabilire se nella residua parte del periodo considerato debbano essere corrisposti assegni familiari, in quale numero e di quale importo. Pertanto nei casi in cui riceva una domanda di assegni familiari con allegato un mod. Cs-af/09, il datore di lavoro deve compilare un mod. Cs-af/05, indicato, oltre ai dati identificativi dell'azienda ed alle generalita' e al codice fiscale del lavoratore, soltanto il reddito familiare (totale della colonna B). Sulla base di detto reddito familiare e del numero delle persone a carico, il datore di lavoro stabilisce se debbano essere corrisposti assegni, in quale numero e di quale importo. Le risultanze di tale determinazione vanno trascritte nell'apposito spazio "Determinazione per la corresponsione degli assegni

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familiari". Nella parte riservata alle "eventuali note", deve essere specificato che il reddito familiare e' stato rilevato da un mod. Cs-af/09 ed indicato, a seconda dei casi, la denominazione, il numero di matricola INPS, il codice fiscale e l'indirizzo della Ditta che ha rilasciato tale modulo ovvero la Sede dell'Istituto che lo ha rilasciato, gli estremi della pratica e la categoria di pagamento diretto, rilevando tali dati dal predetto mod. Cs-af/09. Gli originali dei modd. Cs-af/05 dovranno essere inviati alla competente Sede dell'I.N.P.S. in allegato ad un apposito mod. Cs-af/06 distinto da quello inviato con gli originali dei modd. Cs-af/05 normali, aggiungendo nell'oggetto l'espressione "riferiti a modd. Cs-af/09. Le modalita' di cui sopra saranno seguite anche nei casi in cui il lavoratore passi alle dipendenze di un ulteriore datore di lavoro. 12) Lavoratori dipendenti da datori di lavoro che operano con l'INPS con il sistema del conguaglio, ai quali gli assegni familiari vengono erogati direttamente dalle Sedi dell'INPS. a) Lavoratori dipendenti da datori di lavoro di particolari categorie (aziende boschive, organismi cooperativi). I datori di lavoro, per consentire alle Sedi che provvedono al pagamento diretto degli assegni familiari ai lavoratori indicati in epigrafe (boschivi, soci e non soci di organismi cooperativi) di effettuare i necessari adempimenti, debbono trasmettere, entro il termine previsto al precedente paragrafo 9, la documentazione presentata dagli stessi lavoratori (certificato di stato di famiglia, dichiarazione reddituale del lavoratore da rilasciare sul mod. Cs-af/01 D, dichiarazioni reddituali dei componenti il nucleo familiare da rilasciare sul mod. Cs-af/02, ovvero il mod. Cs-af/09, secondo quanto precisato al precedente paragrafo 11). b) Lavoratori dipendenti ai quali gli assegni familiari vengono erogati direttamente dalle Sedi INPS per particolari situazioni. I lavoratori, ai quali in relazione a particolari situazioni (dipendenti da aziende fallite, lavoratori in aspettativa sindacale, ecc.) gli assegni vengono erogati direttamente dalle Sedi di questo Istituto, devono presentare la documentazione prevista alla precedente lettera a) alle citate Sedi, con le stesse modalita' seguite per la presentazione della documentazione comprovante il diritto agli assegni stessi. Per i lavoratori, infine, ai quali gli assegni familiari vengono erogati dalle Sedi di questo Istituto in conseguenza del pagamento diretto delle integrazioni salariali straordinarie, i datori di lavoro debbono indicare nell'elenco con il quale forniscono i dati necessari per il pagamento delle suddette prestazioni: nella colonna "Assegni familiari", nelle singole fincature destinate all'indicazione delle persone a carico (figli, coniuge, genitori), il numero delle suddette persone e, sotto ciascun numero, quello delle persone per le quali, ai sensi della norma in esame, devono essere corrisposti gli assegni; nella colonna predisposta per l'indicazione della fascia di reddito, l'importo massimo della fascia di reddito nella quale e' compreso il reddito familiare espresso in milioni di lire. Per i redditi oltre i 23 milioni e fino a 28 milioni deve essere indicato l'importo arrotondato al milione superiore (6). Per i redditi da L.34.001.000 in poi deve essere indicato "+ 34". In considerazione del termine previsto per la presentazione delle dichiarazioni reddituali e dello stato di famiglia, i datori di lavoro che, per periodi di paga precedenti la scadenza di tale termine (ovviamente a partire da quelli in corso al 1' gennaio 1984) abbiano indicato nel suddetto elenco i dati concernenti gli assegni familiari relativi a lavoratori per i quali si rilevi successivamente, sulla base del reddito familiare risultante dalle dichiarazioni reddituali e del numero delle persone a carico, che gli assegni stessi non debbono piu' essere corrisposti per tutte o parte delle persone a carico, dovranno segnalare tempestivamente tale circostanza alle competenti Sedi dell'INPS, precisando le generalita' del lavoratore, il numero delle persone a carico per le quali non debbono essere corrisposti gli assegni, il periodo ed il relativo importo. La stessa segnalazione dovra' essere effettuata relativamente ai lavoratori che abbiano omesso di presentare, entro il termine stabilito, la prescritta documentazione. 13) Datori di lavoro che non applicano la normativa sugli assegni familiari in quanto esclusi in base alla disciplina vigente. A norma del terzo comma dell'art. 20 in discorso, i datori di lavoro - diversi dalle amministrazioni dello Stato e dagli enti

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pubblici previsti dal quarto comma dello stesso art. 20 - che non applicano la normativa sugli assegni familiari, in quanto esclusi in base alla disciplina vigente, sono tenuti a versare alla Cassa unica per gli assegni familiari, entro il termine stabilito per il pagamento all'Istituto dei contributi di previdenza e assistenza, gli importi dei trattamenti di famiglia comunque denominati, non corrisposti per effetto della nuova normativa in esame. La norma del sopra citato terzo comma riguarda: a) i datori di lavoro che sono esonerati dal pagamento dei contributi dovuti alla Cassa unica assegni familiari in quanto assicurano al personale dipendente un trattamento per carichi di famiglia non inferiore a quello previsto per gli assegni familiari; b) i datori di lavoro che non rientrano tra le categorie elencate dall'art. 33 del T.U. sugli assegni familiari e nei cui confronti non opera un decreto ministeriale di aggregazione ai sensi dell'art. 34 dello stesso T.U., i quali corrispondono al personale dipendente un trattamento di famiglia comunque denominato; c) gli enti pubblici che corrispondono al personale dipendente un trattamento di famiglia disciplinato per legge, regolamento o atto amministrativo (v. art. 79 del T.U. sugli assegni familiari), esclusi quelli previsti dal quarto comma dell'art. 20 in questione. Tutti i datori di lavoro in discorso, dovranno provvedere, con le modalita' indicate nella presente circolare, all'accertamento del requisito reddituale dei dipendenti ai fini della cessazione della corresponsione di parte dei trattamenti di famiglia (ad iniziare da quelli di importo piu' elevato) ovvero di tutti i trattamenti stessi. Gli importi dei trattamenti di famiglia che non dovranno piu' essere corrisposti ai dipendenti per effetto della norma in esame dovranno essere versati a questo Istituto, mese per mese, a mezzo della denuncia contributiva, indicandone l'importo in uno dei righi in bianco successivi al rigo 24 del quadro "C", del mod. DM/10M, preceduto dalla dizione "T.F.L. 730/83" e dal codice "L 132" da apporre nella casella "COD". Gli stessi datori di lavoro dovranno, altresi', trasmettere a questo Istituto gli originali dei modd. Cs-af/05 in allegato al mod. Cs-af/06, con le modalita' precisate al precedente paragrafo 10). Resta inteso che gli importi dei trattamenti di famiglia versati all'INPS in base alla normativa in esame sono esclusi da ogni forma di contribuzione previdenziale ed assistenziale. 14) Sanzioni. Ai sensi del quinto comma dell'art. 20 in questione, in caso di inadempimento totale o parziale, il datore di lavoro e' tenuto al pagamento di una somma aggiuntiva pari a due volte l'ammontare dovuto, ferme restando le ulteriori sanzioni amministrative e penali. 15) Contenzioso. Considerato il rinvio contenuto nel sesto comma dell'art. 20 in discorso, per il contenzioso si applica la disciplina vigente in materia di assegni familiari anche con riguardo agli adempimenti previsti dal terzo comma dello stesso art. 20. IL DIRIGENTE LA SEDE ------------------------(1) A termini dell'art. 26 della legge n. 15 "Le dichiarazioni mendaci, la falsita' negli atti e l'uso di atti falsi nei casi previsti dalla presente legge sono puniti ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia". "A tali effetti, l'esibizione di un atto contenente dati non piu' rispondenti a verita' equivale a uso di atto falso e le dichiarazioni rese ai sensi dei precedenti articoli 2,3,4,8 e autenticate a norma dell'art. 20 sono considerate come fatte a pubblico ufficiale". (2) Per l'anno 1982 i limiti sono di importo non superiore a lire 3.500.000 per i soli redditi da lavoro dipendente; di importo non assegni similari; di importo non superiore a lire 360.000 per i soli redditi da fabbricati e terreni. (3) La dichiarazione non deve essere rilasciata dai figli ed equiparati conviventi coniugati per i quali il lavoratore non ha diritto a percepire gli assegni familiari. (4) Tale data verra' resa nota mediante apposito comunicato stampa o altro idoneo mezzo di informazione. (5) Il mod. Cs-af/09 puo' essere rilasciato, ad esempio, dal datore di lavoro che abbia erogato gli assegni familiari sulla retribuzione, sulla integrazione salariale, sull'indennita' di malattia, ecc. ovvero dalla Sede INPS che abbia disposto il pagamento

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diretto degli assegni in relazione ad un trattamento di disoccupazione e di integrazione salariale, ad un rapporto di lavoro domestico, in agricoltura, ecc. (6) Esempi: in caso di reddito familiare di . 26.350.000 deve essere indicato 27; in caso di reddito familiare di lire 32.500.000 deve essere indicato 34. ------------------------------------------------------------------Allegato 1 Tabella D Tabella indicante il numero degli assegni familiari, quote di aggiunta di famiglia o trattamenti di famiglia comunque denominati non spettanti in rapporto al reddito familiare annuale. (vedi supporto cartaceo). ...omissis. ------------------------------------------------------------------Allegato 2 Mod. Cs-af/01 C Dichiarazione dei redditi ai fini della corresponsione degli assegni familiari resa dal lavoratore. ....omissis.... -----------------------------------------------------------------Allegato 3 Mod. Cs-af/01 D Dichiarazione dei redditi ai fini della corresponsione degli assegni familiari resa dal lavoratore o pensionato cui gli assegni sono erogati direttamente dall'INPS. ...omissis ----------------------------------------------------------------Allegato 4 Mod. Cs-af/02 Dichiarazione dei redditi ai fini della corresponsione degli assegni familiari resa dal familiare del lavoratore o pensionato. ...omissis.... ----------------------------------------------------------------Allegato 5 Mod. Cs-af/05 (v. supporto cartaceo) ....omissis.... ---------------------------------------------------------------Allegato 6 Mod. Cs-af/06 (v. supporto cartaceo) ...omissis... ----------------------------------------------------------------Allegato 7 Mod. Cs-af/09 (v. supporto cartaceo) ...omissis... ----------------------------------------------------------------Allegato 8 Mod. Cs-af/01 SO (v. supporto cartaceo) ....omissis... ----------------------------------------------------------------Allegato 9 Variazioni al piano dei Conti (allegato di cui alla lett. circ. n. 97 I.B. - n. 398 D.S.E.A.D. del 30.12.1976). ...omissis... -----------------------------------------------------------------

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