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Anna Freud e Meccanismi di difesa L'Io L'Io quella parte dell'Es che stata modificata dalla vicinanza e dall'influenza

za del mondo esterno(...), il rapporto con il mondo esterno divenuto decisivo per l'Io il quale si assunto il compito di rappresentarlo presso l'Es, fortunatamente per l'Es, il quale, incurante di questa preponderante forza esterna , nel suo cieco tendere al soddisfacimento pulsionale non sfuggirebbe all'annientamento. Nell'adempiere a tale funzione, l'Io deve osservare il mondo esterno, depositare una fedele riproduzione delle traccie mnestiche delle sue percezioni, tenere lontano,mediante l'esercizio dell'"esame della realt" ci che in questa immagine del mondo esterno un aggiunta proveniente da fonti interne di eccitamento. Per incarico dell'Es,l'Io domina gli eccessi di motilit, ma ha inserito tra bisogno ed azione la dilatazione di attivit di pensiero, durante la quale utilizza residui mnestici dell'esperienza; in tal modo ha detronizzato il principio di piacere che domina illimitatamente il decorso dei processi dell'Es,e lo ha sostituito con il principio di realt, che promette pi sicurezza e maggior successo.* L'Io quella parte dell'apparato psichico che interagisce con la realt; rappresenta il processo secondario laddove l'Es il principio primario.* Il rapporto dell'Io con l'Es potrebbe essere paragonato _ quello del cavalier con il suo cavallo. Il cavallo d l'energia per la locomozione, il cavaliere ha il privilegio di determinare la meta, di dirigere il movimento del poderoso animale. Ma tra l'Io e l'Es si verifica troppo spesso il caso, per nulla ideale che il cavaliere si limiti a guidare il destriero laddove questo ha scelto di andare.* Alla nascita l'Io e l'Es sono indifferenziati; finch l'Io sorge gradualmente con lo, sviluppo dell'individuo. Il primo momento in cui si pu dire che esista un Io quando sono percepite le sensazioni del corpo; per questo Freud afferma che all'inizio l'Io principalmente un Io corporeo.* Spitz* nel suo lavoro " Teorie di un campo genetico della formazione dell'Io" scritto nel 1959 e dedicato a S.Freud , sull' ipotesi iniziale secondo la quale non esiste una divisione fra gli, aspetti somatici e psichici della personalit umana, colloca verso il terzo mese di vita con la reazione al sorriso, lo stabilizzarsi della realt dell'Ego, e riprendendo Freud in "Inibizione ,sintomo ed angoscia" del 1925 argomenta che : "Qualcosa che presente nell'Ego, come immagine , pu anche essere riscoperto attraverso la
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percezione; si costituito un Ego rudimentale; si tratta di un Ego corporeo ,la cui primissima applicazione la pi elementare realizzazione del rapporto con la realt. Meccanismi di Difesa Prima di parlare dei meccanismi di difesa utile ricordare che nel suo lavoro A. Freud indirizza i suoi interessi principali verso i bambini. Attraverso l'osservazione diretta, ci puntualizza che le sue pi importanti informazioni sul suo Es le otteniamo nelle libere associazioni nei i sogni e principal modo nelle attivit di fantasia nel gioco nei disegni o attraverso l'espressione grafica che rivelano in una forma pi genuina ed accessibile di quanto avviene negli adulti le tendenze dell'Es. Gli analisti di questa scuola come avremo modo di puntualizzare nel quarto capitolo sostengono che il gioco del bambino l'equivalente delle libere associazioni negli adulti e se ne servono come di una vera fonte di interpretazione. Il libero flusso delle associazioni corrisponde allo svolgersi industurbato dei giochi; interruzioni ed inibizione dei giochi equivalgono alle interruzioni nelle libere associazioni. Ne deriva che, se noi analizziamo una qualsiasi interruzione del gioco, scopriamo che essa la rappresentazione di una misura difensiva da parte dell'Io, paragonabile alla resistenza nelle libere associazioni. Inoltre un bambino per esempio pu mostrarsi indifferente, mentre noi ci saremmo aspettati una dimostrazione di disappunto, o pu manifestare una gaiezza eccessiva invece che dispiacere, o ancora una tenerezza eccessiva invece della gelosia. In tutte queste evidenze, accaduto qualche cosa che ha deviato il corso normale del processo : l'Io intervenuto provocando una trasformazione del sentimento.* E' chiaro quindi che in tutti i campi l'Io deve potersi adattare e difendere e disporre di meccanismi di difesa che si creano nel corso dell'infanzia. Ricordo che S.Freud aveva postulato l'idea che le scelte individuali dei meccanismi di difesa determinata in parte dalla costituzione.* Se non intervenisse l'Io o qualche forza che l'Io rappresenta, ogni istinto avrebbe un unico destino, quello della gratificazione.* Come avevamo gi, detto Anna Freud individua dieci meccanismi ed il suo "allievo" C.Brenner li riprende cosi esponendoli cos come si andr ad esporre in seguito singolarmente: -Rimozione -Annullamento -Formazione reattiva -Negazione -Proiezione -Rivolgimento contro il S -Regressione -Isolamento Somattizzazione* -Sublimazione. Rimozione Attivit dell'Io che sbarra la via della conoscenza allimpulso indesiderato proveniente dall'Es, o qualsiasi suo derivato siano essi ricordi, emozioni, desideri o fantasie di realizzazione di desideri.* La rimozione il pi efficace dei meccanismi di difesa, nel la misura in cui la sua forza d'azione radicale e definitiva .* Essa pu, dice Annna Freud, dominare certe pulsioni dinanzi alle quali altri processi restano inattivi. La rimozione oltre ad essere il pi efficace anche il pi pericoloso dei meccanismi. La dissociazione dell'Io, imposta dal ritiro della coscienza, da interi settori del la vita istintuale ed affettiva, pu distruggere l'integrit della personalit in modo permanente. La rimozione diventa cos la base di una formazione di compromesso e della nevrosi . * Quando il suo funzionamento difettoso essa ha una parte importante nella formazione di sintomi di tutte le specie.* Si ricorda che la rimozione fu il primo meccanismo scoperto e descritto da Freud. La rimozione, se riesce porta all'oblio, o all'amnesia, un meccanismo di difesa che certamente protegge molto bene l'individuo e che a piccole dosi funziona normalmente in ogni essere umano; se troppo pronunciata ed invade tutta la personalit, si ha a che fare con comportamenti patologici (es: nevrosi isterica).* Per Nicasi la rimozione non sarebbe patogena se fosse davvero efficace, se riuscisse realmente nei suoi scopi e non richiedesse ulteriori interventi; lo diviene in quanto da sola non basta a garantire la tranquillit. Ha bisogno di rinforzi: o nel momento stesso in cui ha luogo (in tal caso i meccanismi di difesa si configurano come suoi complementi) o a distanza di tempo, quando le sue vittime tornano alla carica (ritorno del rimosso) e la difesa fallisce (in tal caso i meccanismi di difesa hanno il compito di trattare con il nemico fino a quando non si giunge ad un compromesso); in entrambi i casi il risultato patologico.* Quando la rimozione inizia ad
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essere inefficace, vengono chiamati in gioco uno o pi meccanismi di difesa; spesso presente una stratificazione di difesa.* Inoltre quando alcuni dei meccanismi falliscono, essi tendono regolarmente ad essere sostituiti da altre difese. Ad esempio quando vediamo in atto 1a difesa della proiezione si pu senz'altro ritenere che vi stato un precedente ma inadeguato uso della negazione. * Brenner ricorda che l'intero processo di rimozione si compie inconsciamente. Non inconscio solamente il materiale rimosso, ma sono del tutto inconsce anche le attivit del l'Io che costituiscono la rimozione. White ci delinea le sindromi cliniche che illustrano la rimozione, esse sono: 1) Amnesia. 2) Dimenticanza sintomatica. 3) Lapsus linguae o Lapsus calami (in cui alla parola corretta non viene consentito l'accesso alla consapevolezza o all'espressione). 4) Attacchi di angoscia, in cui la persona prova apprensione ma incapace di determinare quale ne sia la causa. * Annullamento L'annullamento un'azione che contraddice o annulla il danno che l'individuo in questione inconsciamente immagina che possa venire causato dai propri desideri aggressivi, es.: prima colpisce l'oggetto della sua ira, e poi lo bacia; la seconda azione annulla la prima. Si tratta di una coazione di andamento "magico" particolarmente caratteristico nella nevrosi ossessiva.* Spesso accade che sia abbinato alla formazione reattiva, meccanismo sempre caratteristico delle nevrosi ossessivo-coatte.* L'annullamento un atto difensivo a due fasi.* Nella prima un impulso proibito viene espresso o nell'azione oppure nel pensiero (che pu essere inconscio o dissimulato sotto forma simbolica). Nella seconda fase viene eseguito un altro atto che cancella simbolicamente l'impulso espresso nella prima fase. La seconda fase assume la forma di un atto rituale coatto che inteso ad esercitare un controllo magico sull'impulso temuto o sulle sue potenziali conseguenze. * Un fallimento del meccanismo di annullamento, dovuto ad una invasione della difesa di impulsi repressi, spiega fenomeni frequenti della nevrosi coatta, come ad esempio: diviene necessario un numero sempre maggiore di ripetizioni perch nessuna offre completa sicurezza di una totale esclusione dell'intenzione istintiva. * Alcune sindromi cliniche di facile osservazione che illustrano l'annullamento possono essere: - la coazione a lavarsi le mani - toccare - contare - pulire e controllare, ecc...* Formazione reattiva L'odio appare sostituito dall'amore, oppure l'aggressivit dalla mitezza, dove l'atteggiamento mancante persiste inconsciamente.* Vi qualche cosa che l'Io teme come pericoloso e da cui reagisce con il segnale dell'angoscia. Si tratta di un meccanismo secondario, destinato essenzialmente ad impedire il ritorno del rimorso alla coscienza. La rimozione gli dunque preesistente*, tanto che la formazione reattiva pu essere considerata una sorta di sostegno a cui si fa appello per rafforzare la rimozione allorch questa perde di efficacia; essa risulta particolarmente evidente nel comportamento ossessivo e coatto* e nei sintomi del nevrotico ossessivo.* Per assicurare che un impulso rimosso disturbante sia tenuto lontano dalla consapevolezza conscia o dal comportamento palese, vengono sviluppati atteggiamenti e comportamenti che sono l'esatto opposto di ci da cui si debbono difendere.* Certi aspetti della passivit possono essere formazioni reattive contro un'attivit motoria che stata inibita e poi rimossa dalle proibizioni in epoca infantile. Sempre per Schneider questo meccanismo molto importante perch permette di comprendere la genesi di certi caratteri, in particolare dei caratteri nevrotici.* Le sindromi cliniche che illustrano la formazione reattiva sono: - Nevrosi ossessivo-coatte. - Gli stili caratteriali ossessivo-coatti. * Negazione Diniego di una parte spiacevole o indesiderata della realt esterna, sia mediante una fantasia con la quale si esaudisce il desiderio, sia mediante il comportamento. Es: negazione della paura con comportamento spavaldo.* In alcuni studi freudiani* il rifiuto considerato l'agente della confusione allucinatoria,* ed in seguito il diniego anche considerato il meccanismo centrale nel feticismo, dove svolge un ruolo di negazione nei confronti della realt della castrazione. Tutti tratti non di nevrosi ma pi specificatamente di qualcosa di pi grave, ovvero psicosi. Il primitivo meccanismo di difesa chiamato diniego o negazione molto frequente nei
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bambini normali.* Fenichel ribadisce che finch l'Io debole, la forza della negazione rimane relativamente superiore; la soluzione caratteristica dell'infanzia tarda che la verit spiacevole viene effettivamente negata nel gioco ed in fantasia,* mentre contemporaneamente la parte ragionevole dell'Io riconosce la verit ed il carattere di gioco o fantastico della negazione. * Quando un adulto ricorre al diniego come modo elettivo e persistente per affrontare una realt dolorosa, si tratta di un sinistro segno che indica la presenza di un grave disturbo della sua capacit di valutare correttamente la realt o addirittura una psicosi. * Fine ci relaziona nella sua storia della psicoanalisi che negli studi di Searls* su gli schizofrenici molta dell'apparente deprivazione sensoriale dovuta all'uso della negazione inconscia; Proiezione L'individuo attribuisce un proprio desiderio o impulso a qualche altra persona o a qualche oggetto impersonale del mondo esterno .* E' una reazione di difesa contro il proprio intollerabile senso di inferiorit.* La proiezione un meccanismo di difesa che di norma recita la sua parte pi grande nei primi tempi di vita infantile. * Come la negazione, anche la proiezione uno dei meccanismi di difesa pi primitivi. Essa si manifesta nel suo aspetto pi evidente e drammatico nella forma estrema dei deliri psicotici e delle allucinazioni. Se viene utilizzata con continuit in connessione a problemi significativi nella vita di una persona, la proiezione un pericoloso segno di disturbo psicotico* e paranoide. * La proiezione viene usata di continuo da persone normali per diminuire le tensioni ordinarie di ostilit, ma pi frequentemente la si trova in persone nelle quali l'allestimento sessuale non molto soddisfacente. Perci esso appare spesso evidente nei conflitti coniugali, in certi tipi di alcoolismo e tossicomania e naturalmente nei sistemi patologici dei paranoici e dei parafrenici.* Essa ha parte anche nella formazione delle fobie dove viene negato un pericolo interno e considerato come se venisse dall'esterno.* Per Pontalis Laplanche la proiezione un'operazione con cui il soggetto espelle da s e localizza nell'altro, persona o cosa, delle qualit, dei sentimenti, dei desideri e perfino degli "oggetti" che egli non riconosce o rifiuta in s. Il primo lavoro freudiano sia sulla proiezione, sia sulla paranoia la "Minuta Teorica H" del 1895 in cui anche la paranoia assimilata al gruppo delle neuropsicosi da difesa. Per il concetto di proiezione in Klein si pu leggere Fine, egli specifica che dall'inizio l'Io introietta cose buon e cattive a partire dal seno materno: gli oggetti sono buoni quando il bambino riesce ad ottenerli, cattivi quando non ci riesce. Secondo Melanie Klein : "il bambino avverte questi oggetti come cattivi perch vi proietta la sua aggressivit e non solo per il fatto che essi frustrano i suoi desiderio. * Fra le nevrosi cliniche che illustrano la proiezione, i deliri e le allucinazioni paranoidi sono gli esempi pi ovvi delluso della proiezione. * Rivolgimento contro il s Il soggetto (bambino) che prova rabbia verso un altro, non sa esprimerlo nei confronti del suo oggetto originale, pu invece picchiare, colpire, ferire se stesso.* Proteggendosi cos dal rapporto aggressivo con l'altro, che rischia di essere troppo pericoloso per lui.* Ha origine dal comportamento che caratterizza i primissimi mesi di vita e che soltanto in seguito finisce per essere utilizzato come meccanismo di difesa. Il bambino piccolo impotente e frustrato nei suoi bisogni quando assente la persona che dovrebbe soddisfarli, nel tentativo di alleviare la tensione pu aggredire il proprio corpo.* Col passare degli anni il processo attraverso cui una persona devia l'aggressivit pu indurre la persona in questione a ferirsi fisicamente, e nuocersi per altre vie; socialmente, finanziariamente, eccetera, sino ad essere nella forma pi estrema di rivolgimento contro il s il fattore principale di un'azione suicida.* Regressione Meccanismo di difesa che svolge un ruolo importante nelle situazioni di grave minaccia della propria integrit. Per Pontalis Laplanche : In un processo psichico avente un senso di percorso o di sviluppo, si designa con regressione un ritorno in senso inverso da un punto gi raggiunto a un punto anteriore ad esso. Nel senso formale la regressione designa il passaggio a modi di espressione e di comportamento a livello inferiore dal punto di vista della complessit, della
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strutturazione e della differenziazione.* La regressione indica un ritorno automatico ed involontario a modi di funzionamento psico- logico che sono caratteristici di stadi pi antichi, in special modo degli anni infantili. Il ritorno simbolico agli anni dell'infanzia consente alla persona di evitare l'avversit presente e di trattarla come se non fosse ancora accaduta.* La regressione per Glover opera gi dopo che sono state depositate le tracce mnemoniche primordiali, e ogni qualvolta una persona soffre di una disillusione, tende verso periodi precedenti della sua vita, che gli offrirono esperienze pi piacevoli, e verso tipi anteriori di soddisfazione che furono pi completi. E' tipica dei nevrotici coatti e delle nevrosi ossessive per Freud e Fine e negli isterici per Fenichel. Per Musatti vi sempre alla base e come fattore promovente della regressione una rimozione. * La patologia non determinata dalla profondit della regressione ma piuttosto della sua natura irreversibile, dal conflitto che essa genera e dalla sua interferenza con i processi di adattamento..., gli aspetti primitivi di una funzione che era no stati messi sotto controllo e tenuti in disparte balzano in primo piano. La questione della regressione ha assunto un' importanza particolare tra i meccanismi di difesa a causa del l'interesse sempre maggiore legato agli stadi borderline e psicotici.* E' utile ricordare che la regressione periodica oltre a comparire nel comportamento normale, ha un' importanza essenziale per il mantenimento della salute psichica. Tutti noi regrediamo ogni notte nel sonno..., inoltre frequente nella malattia, e molte volte il paziente abbandona la maggior parte delle attivit e delle responsabilit. *

Isolamento Rimozione dell'emozione, ricordo del passato pu avere libero accesso alla coscienza mentre invece non diventa cosciente l'emozione. Es.: non ricordare il disagio avuto da un avvenimento.* Gli impulsi vengono pertanto sperimentati soltanto come idee estranee; non appartengono realmente alla persona, e quest'ultima non li sente come reali.* L'isolamento dell'affetto il meccanismo di difesa implicito nella formazione dei pensieri ossessivi. Esso costituisce una seconda linea di difesa chiamata in causa allorch la rimozione non riesce pi ad impedire che una pulsione inconscia disconosciuta penetri nella consapevolezza .* Per Freud e Fenichel il meccanismo prevalente nelle nevrosi di coazione* e ossessive.* Pur discutendo di fatti molto importanti il paziente rimane calmo, emozionandosi invece, in modo incomprensibile, per fatti banali senza rendersi conto di aver spostato l'emozione.* Per Fenichel, molti bambini cercano di risolvere i conflitti, isolando alcune sfere della loro vita dalle altre, come la scuola dalla casa, o la vita sociale dai segreti della loro solitudine... Interessanti note ci lascia Musatti nel Trattato, dove: La stessa tendenza all'isolamento si manifesta, nei comportamenti motori della nevrosi ossessiva, ossia nelle azioni ossessive. Spesse volte infatti l'azione ossessiva (che il soggetto compie come espressione o come reazione ad un impulso) viene immediatamente seguita da una breve pausa, in cui il soggetto si arresta dal fare e dall'osservare qualsiasi cosa. Isolando in tal modo una sua impressione od un suo atto, il soggetto esprime simbolicamente la sua tendenza a non lasciare che l'idea di una tale impressione ed atto venga in contatto associativo con altri pensieri. E' come se questa sorta di vuoto, che diviene in tal modo l'azione specifica del l'attivit normale del soggetto, servisse a svalorizzare e ad annullare l'azione, e insieme gli insiemi e gli impulsi dell'essere che vi sono connessi." * Somattizzazione Consiste nel provocare primariamente un corto circuito che convoglia per via neuro-umorale emozioni, pensieri o comportamenti su funzioni fisiologiche: l'emozione e la perturbazione affettiva che dovrebbero comparire a causa di un conflitto non sono vissute nella sfera psichica ed elaborate da questa, ma immediatamente deviate sul corpo, e compaiono quindi disfunzioni che possono portare a disturbi della psiche fisica, disturbi considerati funzionali attraverso la
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funzione del sistema neuro vegetativo.* La comparsa quindi di un sistema fisico pu essere considerato come un meccanismo di di fesa che evita la sofferenza psicologica ed il conflitto.* Credo che la somatizzazione sia di pi facile osservazione oltre che in campo di medicina psicosomatica anche in campo sportivo, poich l'attivit appunto ludico-sportiva si basa essenzialmente sulla macchina-corpo e quindi una disfunzione "reale" o "non reale" di tale macchina assume una grossa importanza per l'atleta. Sublimazione Questo l'ultimo dei meccanismi di difesa messo in luce da Anna Freud che appartiene per l'autrice piuttosto allo studio delle normalit che a quello delle nevrosi come ribadirono Freud, Brenner ed altri. La sublimazione o spostamento dello scopo istintuale il modificare il gesto nella direzione dell'accettabilit dell'approvazione sociale.* Individuato da Sigmund Freud nel 1905 la sublimazione era la controparte normale dei meccanismi di difesa. Consisterebbe dunque nel fatto di indirizzare l'energia ora neutralizzata da una pulsione, verso nuovi oggetti di un soddisfacimento non sessuale.* Oggi diremo piuttosto che il termine sublimazione esprime un certo aspetto del funzionamento normale dell'Io. Nei "Tre saggi..." scritti nel 1905 Freud la definisce nel seguente modo: " Il proceso di sublimazione, nel quale agli eccitamenti eccessivi provenienti da alcuni fonti della sessualit si apre il deflusso e l'utilizzazione in altri campi in modo che dalla predisposizione, in s pericolosa , risulta una non dispensabile intensificazione della capacit di prestazione psichica"* Oggi si direbbe piuttosto che il termine sublimazione esprime un certo aspetto del funzionamento normale dell'Io. * Per Schneider la sublimazione pu essere tanto un meccanismo di difesa quanto una funzione dell'Io. * Gran parte del comportamento socialmente valido basato sulla sublimazione, e in certa misura lo sono anche comportamenti complessi e raffinati, quello dell'artista o dello scienziato, almeno per quanto riguarda taluni aspetti della loro energia motivante.* Ove venga visto come un meccanismo di difesa la sublimazione il pi completo, maturo, efficace di tutti.* Fenichel dello stesso avviso tanto che dice che difese riuscite possono riunirsi sotto il titolo di sublimazione. Nel senso progressivo e positivo, la sublimazione contribuisce enormemente alla stabilit dell'individuo, tanto che la crisi o il crollo delle sublimazioni un segnale clinico di imminente pericolo, indicando che tutta quanta l'economia del le scariche libidiche stata radicalmente disturbata. * Per Anna Freud un bastone da passeggio, una divisa, un'armagiocattolo di vario tipo sono per il bambino, il simbolo della virilit. Anche le bambole, pur venendo impiegate in giochi di ogni tipo servono a creare la funzione della maternit, mentre i trenini, le macchine, le costruzioni, oltre che a realizzare i vari desideri e ad offrire possibilit di sublimazione, servono a creare nella mente del bambino la piacevole fantasia che essi possono dominare il mondo. * I giochi quindi hanno grossa importanza per allenare il concetto di sublimazione. Melania Klein divide le fasi dello sviluppo in due posizioni: a) la posizione schizo-paranoide b) la posizione depressiva. Esse potrebbero viste come suddivisioni dello stadio orale; la prima occupando i primi tre o quattro mesi di vita e l'altra seguendola nella seconda met del primo anno. La posizione schizo paranoide caratterizzata dal fatto che il bambino non consapevole delle persone - i suoi rapporti si svolgono con oggetti parziali- e dalla prevalenza di processi di scissione e di angoscia paranoide. L'inizio della posizione depressiva segnato dal riconoscimento della madre come oggetto intero ed caratterizzato da un rapporto con oggetti interi e da un prevalere dell'integrazione, della ambivalenza , della colpa e dell'angoscia depressiva.* La posizione depressiva non prende mai il posto completamente della posizione schizo-paranoide; l'integrazione raggiunta non mai completa e le difese contro il conflitto depressivo portano ad una regressione ai fenomeni schizo-paranoidi, cos che l'individuo pu continuamente oscillare fra le due posizioni. Qualunque problema incontrato negli studi successivi, come ad esempio il "complesso di Edipo"* pu essere affrontato entro un modello schizo-paranoide o depressivo di rapporti, di angosce di difese, e le difese nevrotiche possono
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essere sviluppate da una personalit schizo-paranoide o maniaco-depressiva. Alcune delle angoscie paranoidi e depressive rimangono sempre attive nella personalit, ma quando l'Io sufficientemente integrato ed ha stabilito un rapporto con la realt relativamente sicuro durante lo smaltimento della posizione depressiva, i meccanismi nevrotici gradualmente succedono a quelli psicotici. Cos, secondo M.Klein la nevrosi infantile una difesa contro le angosce depressive e paranoidi sottostanti, nonch un modo di fissarle e di smaltirle. Poich i processi integrativi che hanno avuto inizio nella posizione depressiva continuano, l'angoscia diminuisce e la riparazione, la sublimazione e la creativit sostituiscono estesamente i meccanismi di difesa sia psicotici che nevrotici.* Melania Klein not che il gioco infantile poteva rappresentare simbolicamente le angoscie e le fantasie del bambino.* I primi rapporti oggettuali del bambino erano caratterizzati dalla preminenza delle fantasie. E' naturale che tanto pi piccolo il bambino, tanto pi esso dominato da fantasie onnipotenti. Il conflitto fra aggressivit e libido, ben noto dall'analisi degli adulti, risulter particolarmente intenso nei primi, stadi evolutivi, ed essa( ci seguendo le ultime disposizioni di S.Freud ) avvert che l'angoscia era dovuta all'opera dell'aggressivit che non a quella della libido e che era soprattutto contro l'aggressivit e l'angoscia che si costruivano le difese. Anche in base a questi concetti si articoler nel prossimo capitolo un 'approfondita analisi del problema. Ma ritornando alle difese , fra queste la negazione, la scissione , la proiezione, l'introspezione sembrano instaurarsi prima che fosse organizzata la rimozione. M.Klein not come i bambini piccoli , sollecitati dall'angoscia cercassero costantemente di scindere i loro oggetti ed i loro sentimenti, sforzandosi di trattenere i sentimenti piacevoli ed introiettare gli oggetti buoni, e di espellere invece gli oggetti cattivi e proiettare i sentimenti spiacevoli.* M.Kein richiam dapprima l'attenzione sull'importanza della scissione, e dell' interazione fra introiezione e proiezione, meccanismi questi, che not attivissimi nei bambini molto piccoli. Davanti all'angoscia suscitata dalle terrificanti figure interne, il bambini cerca di scindere la sua immagine dei genitori buoni ed i suoi sentimenti buoni dall' immagine dei genitori cattivi e della sua tendenza distruttiva.* Infine le funzioni della fantasia, che , fra i suoi aspetti molteplici e complicati, ha anche un aspetto difensivo, che deve esere tenuto nel debito conto. Poich la fantasia mira ad esaudire gli impulsi istintuali senza alcun rispetto della realt esterna, la gratificazione derivata dalla fantasia pu essere considerata come una difesa contro una la realt esterna della deprivazione. Ma essa comunque pi di questo: anche una difesa contro la realt interna. L'individuo producendo una fantasia di esaudimento del desiderio, non soltanto evita la frustrazione ed il riconoscimento di una realt spiacevole, ma ci che ancora pi importante , difende se stesso contro la realt della propria forma e della propria rabbia, vale a dire contro la sua realt interna . Le fantasie inoltre possono essere usate come difesa contro altre fantasie.* Questo a grande linee il pensiero della Klein sui meccanismi di difesa. Melanie Klein Klein, questautrice, al contrario della Freud, ha privilegiato il mondo delle pulsioni e delle fantasie, ossia la realt psichica dellindividuo pi che la realt esterna. Essa usa il gioco dei bambini come strumento privilegiato per losservazione del loro comportamento: la stanza dei giochi come laboratorio empirico, nel quale il bambino pu liberamente utilizzare i giochi preferiti. Il gioco per la Klein lequivalente delle associazioni libere nella comunicazione verbale, per il significato simbolico che esso assume; attraverso i meccanismi di scissione e proiezione, il bambino si identifica, si proietta, personifica il gioco, assume ruoli, interpreta personaggi, e questi sono tutti elementi che indicano il funzionamento dei suoi processi psichici. La K. asser la precocit delle tendenze edipiche e della formazione del Super-io, che comparirebbe gi nella fase orale, dunque molto prima del primato attribuito ai genitali.Per lautrice le pulsioni di vita e le pulsioni di morte sono innate e generatrici di angoscia, che avvertita inizialmente come paura di annientamento e poi come paura di persecuzione; la capacit di sopportare langoscia dipende dal peso, maggiore o minore, che la libido ha sullaggressivit. Langoscia di annientamento si trasforma in angoscia di persecuzione per la
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successione del meccanismo proiettivo-introiettivo e il bambino proietta quella parte di s che contiene la pulsione di morte su di un oggetto esterno (seno materno). Successivamente per il lattante introietta il seno cattivo e la pulsione di morte torna su se stesso. Lo stesso avviene per la pulsione di vita: si affiancheranno cos le due immagini introiettate, quella del seno buono e quella del seno cattivo. Dunque per la K. la motivazione allo sviluppo determinata da spinte pulsionali interne (questa sua tesi stata oggetto di critiche sulla predeterminatezza delle pulsioni e sulla rigidit di tale visione meccanicistica dello sviluppo). La K. chiama il primo stadio dello sviluppo infantile schizo-paranoide, per indicare il livello di scissione dellio ed i meccanismi di difesa utilizzati in questo periodo, nonch la frammentazione, lidealizzazione e lidentificazione proiettiva. Lo stadio successivo quello maniaco-depressivo, caratterizzato da meccanismi opposti a quelli precedenti; lidentificazione introiettiva che fa s che gli oggetti esterni divengano parte integrante dellio, conservando le loro caratteristiche. Lautrice fa anche unequazione simbolica: identificazione proiettiva(posizione schizo-paranoide)-rappresentazione simbolica-identificazione introiettiva(posizione maniaco-depressiva). La condizione necessaria per passare dalla prima posizione alla seconda una fortificazione dellio determinata da ripetute identificazioni con loggetto ideale. Solo ora lio in grado di fronteggiare langoscia senza ricorrere a meccanismi di difesa (avvicinamento tra oggetti buoni e cattivi e diminuzione della scissione dellio). La fine del meccanismo di proiezione, del quale aveva bisogno lio per eliminare i propri impulsi aggressivi, permette adesso di differenziare lio dal non-io, lesterno dallinterno. ALCUNE ANNOTAZIONI SUL CONTRIBUTO DI MELANIE KLEIN NELLA CONOSCENZA DELLO SVILUPPO PSICOLOGICO NELLA PRIMISSIMA INFANZIA Melanie Klein, attraverso il suo lavoro di ricerca, strettamente collegato alla lunga pratica analitica con i bambini, ha dato un grosso contributo alla conoscenza dello sviluppo psicologico dei primissimi tempi di vita del bambino. La sua ricerca ha dato particolarmente rilievo al mondo interno del bambino, agli oggetti interni buoni (le esperienze gratificanti) e cattivi (le esperienze frustranti), alle fantasie inconsce, ai processi di proiezione e alle angosce, alle difese, al tipo di relazione oggettuale cio al tipo di rapporto del bambino con l'oggetto emotivo che dapprima costituito dalla madre e poi dalle altre persone. Nello sviluppo del bambino la Klein scopre dei processi obbligati e normali nei quali ritrova rassomiglianze con la schizofrenia, la paranoia, la depressione dell'adulto e non esita a fare propri i termini di tali malattie psichiche degli adulti. Doveva esserci per la Klein una relazione intima tra le reazioni di tipo psicotico e depressivo dello sviluppo normale del bambino e la malattia psichica vera e propria dell'adulto. Infatti, ella afferma l'esistenza di tratti psicotici fisiologici nel neonato e ne studia la possibilit di fissazione ed il potenziale evolvere verso una struttura di personalit con caratteri patologici. Nel descrivere lo sviluppo del bambino nel primo anno di vita la Klein distingue la posizione schizoparanoide e la posizione depressiva; non parla di stadi o fasi proprio per indicare il carattere di mobilit e non un semplice stadio di passaggio (l'individuo pu oscillare continuamente tra le due posizioni). POSIZIONE SCHIZOPARANOIDE (primi 3-4 mesi di vita) Il bambino vive la madre come oggetto parziale cio quando la madre soddisfa i suoi bisogni primari, quando presente e lo allatta, ella sentita come oggetto buono; invece oggetto cattivo quando assente e lo frustra nei suoi desideri. In questa fase non ci sono i sensi di colpa per le pulsioni aggressive contro la madre quando lo frustra. Infatti, per il bambino la madre non ancora riconosciuta come oggetto totale, cio come colei che assomma aspetti frustranti e aspetti gratificanti. Il bambino, fin dall'inizio della vita, dominato da due istinti: una pulsione aggressiva, distruttiva (istinto di morte) una pulsione d'amore o libido.
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Il bambino proietta questi istinti sulla madre, a seconda se lo gratifica o lo frustra.Cos il seno, che sentito contenere una gran parte dell'istinto di morte del lattante, sentito come cattivo e minaccioso per l'Io e d luogo nel bambino ad angosce di tipo persecutorio.

La tecnica del gioco e linterpretazione Anni 20 => bambini < 3 aa Gioco bambino = eloquio adulto = sogno Sogno = espressione di organizzazione di oggetti interni Transfert infantile = transfert adulto possibile e precoce Anna Freud: non possibile per presenza dei genitori Importanza di interpretazioni profonde Non preparazione allanalisi Concetto di EQUAZIONE SIMBOLICA confusione tra oggetto esterno e oggetto interno il simbolo salvaguarda la differenziazione int - ext Per adulti molto sofferenti o per bambini in via di sviluppo => oggetto investito nel gioco = oggetto primario (oggetti interni). Il mondo interno Freud: nelladulto trova il bambino Klein: nel bambino trova il neonato dietro ad ogni atto del neonato esiste una fantasia inconscia presenti sin dalla nascita assieme a pulsioni e bisogni basata su di una relazione oggettuale precocit della triangolazione edipica precocit dello sviluppo del Super-io Non esisterebbe il narcisismo primario Io [entit di separazione] esiste da subito => suddividendo un S dallOggetto Importanza della personificazione organizzazione delle fantasie inconsce geografia delle fantasie inconsce relazione rispetto al corpo materno Pulsione aggressiva e istinti sadici presenti fin dai primi momenti di vita Distruttivit connessa alla pulsione di morte Freud: teoria energetica (livello basso di attivit)
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Klein: forza attiva e in relazione con loggetto => distruzione per proiezione allesterno dellistinto di morte. Nascerebbe dallINVIDIA PRIMARIA Utilizzo di tutti gli strumenti fisici (denti, urina e feci) e psichici Pulsioni e precocit Pulsione epistemofilica Obiettivo: la stanza del tesoro , linterno del corpo materno e tutto quello che contiene Idee e preconcezioni innate: bambina con cognizione di una sessualit propria invidia del pene nella femmina invidia ancora pi precoce e antica per il seno materno Per tollerare ci => scissione e caratteristiche parziali delloggetto introiezione e proiezione fantasie inconsce Posizione SCHIZOPARANOIDE (PS) oggetto parziale (anatomicamente, funzionalmente e qualitativamente) buono perch soddisfacente buono perch idealizzato cattivo perch assente o frustrante cattivo perch aggredito e danneggiato e vendicativo Posizione DEPRESSIVA (D) oggetto TOTALE senso di colpa => oggetto morente dentro a s AMBIVALENZA => maniacalit + riparazione

Basi teoriche del concetto di Identificazione Proiettiva Freud: Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia (1910) Nella formazione del sintomo paranoico la caratteristica pi vistosa data dal processo al quale spetta il nome di PROIEZIONE. Una percezione interna repressa e al suo posto il contenuto di essa, dopo aver subito una certa deformazione, perviene alla coscienza sotto forma di PERCEZIONE ESTERNA. Nel delirio di persecuzione la deformazione consiste in una trasformazione dellaffetto... [Io non lamo - io lodio -> (proiezione) egli mi odia, mi perseguita,] Freud: Psicologia delle masse e analisi dellIo (1921) in cui delinea tre modi di espressione dellIDENTIFICAZIONE: 1) forma originaria del legame affettivo con loggetto: identificazione preedipica contrassegnata dalla relazione orale ambivalente. 2) come sostituto regressivo di una scelta oggettuale abbandonata 3) pur senza un investimento sessuale dellaltro, il soggetto pu identificarsi con laltro in quanto esiste tra il soggetto e loggetto di identificazione un elemento in comune (ad es. il desiderio di essere amato). Interiorizzazione: (termine pi generale) meccanismo che fa entrare gli oggetti esterni nellIo e che li trasforma in oggetti interni sentiti come fisicamente presenti e viventi allinterno del corpo. Incorporazione: forma principale dellinteriorizzazione perch un processo essenzialmente orale. E cannibalica fa dunque correre alloggetto un rischio di distruzione: ha come obiettivo il mettere dentro oggetti buoni.
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Introiezione: processo automatico dellevoluzione della percezione che permette di cogliere le caratteristiche del soggetto in quanto tali e di inserirle nel proprio S. Identificazione: prototipo della relazione valorizzata con loggetto buono: essa non connaturata ma una capacit che si sviluppa nel soggetto [lintroiezione pu non essere acompagnata dallidentificazione] necessaria un certo grado di coordinamento dellIo secondaria alla capacit di cogliere loggetto completo. Identificazione Introiettiva Linteriorizzazione - introiezione un processo fondamentale della vita psichica. Non si interrompe mai. Si compie attraverso e mediante le fantasie di incorporazione che accompagnano prolungano o ripetono, con modalit allucinatorie, condotte corporee di divoramento. Lintroiezione pu non essere seguita dalla proiezione delloggetto: in questo caso essa riuscita e loggetto collocato nellIo. Questa riuscita favorevole sembra avere per fattore principale lidentificazione con loggetto buono e fa passare dal semplice attaccamento libidico al vero e proprio amore per loggetto (IDENTIFICAZIONE INTROIETTIVA e base dellapprendimento). Identificazione empatica: forma benigna di identificazione proiettiva che pu essere inclusa nellidentificazione proiettiva normale mettersi nei panni di un altro inserimento di una parte di s, della propria capacit di autopercezione, allinterno di un altra persona. non esiste perdita di realt, n confusione di identit (caratteristiche invece della identificazione proiettiva patologica - i.e. onnipotente). Identificazione adesiva basata su primissimi momenti di vita, il primo oggetto e la prima introiezione mancanza di senso di spazio interno identificazione proiettiva non pu essere usata appropriatamente comporta luso mentale di una seconda pelle, ladesione mentale simile a una mera imitazione. Fantasia di aderire ad un oggetto, mettersi in relazione in modo bidimensionale, senza profondit, per inesistenza della speranza di avere uno spazio dentro il quale proiettare Tutta lopera della Klein lascia intendere che quello che cogliamo delloggetto, che portiamo dentro, che introiettiamo sono alcune QUALIT DEL RAPPORTO CON LOGGETTO. E sono anche queste caratteristiche che, a causa dellambivalenza - pi viva in determinate et - possono essere a volte proiettate quando il loro significato per lIo si scontra con una verit interna insopportabile per quella particolare persona in quel momento. Sono quindi le rappresentazioni interne delle qualit o meglio della qualit della vita stessa che il soggetto ha potuto condurre in rapporto con la presenza e con lassenza delloggetto, lobbiettivo principale di studio della Klein per lapplicazione dellanalisi allinfanzia. Lo scopo dellanalisi quello di fornire un terreno, uno spazio nel quale queste rappresentazioni possano trovare un modo per essere riesplorate. cos forse che lanalista per il paziente diventa progressivamente una persona, e quindi di riflesso anche un oggetto interno di questo particolare teatro di rappresentazioni che la Klein ha descritto come MONDO INTERNO delle rappresentazioni oggettuali. La personificazione nel gioco infantile La considerazione che [il transfert] si fonda sul meccanismo della configurazione di PERSONAGGI mi ha illuminato su una questione tecnica. Ho gi accennato alle frequenti trasformazioni repentine del nemico in alleato o in protettore e della madre buona in madre cattiva.
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Nei giochi che implicano personificazioni dei genere si osserva invariabilmente che queste trasformazioni fanno seguito alla liberazione dallANGOSCIA per effetto delle interpretazioni. Se quindi lanalista assume i ruoli ostili richiesti dalla situazione ludica e con ci li assoggetta allanalisi, si ha sempre un progresso nellevoluzione delle imago che suscitano angoscia verso identificazioni con attributi di maggiore benevolenza e pi vicine alla realt. In altre parole, uno degli obiettivi piu importanti dellanalisi lattenuazione della severit esagerata del Super-io si consegue con lassunzione da parte dellanalista dei ruoli che gli vengono assegnati dalla situazione analitica. [Melanie Klein, Personificazione nel gioco infantile 1929, in SCRITTI 1921-1958, pag. 237]. possibile che lorigine dello sviluppo, cio i primi sedimenti del mondo interno possano gi comparire durante la vita fetale e che tutti i vari meccanismi di difesa, come la proiezione e lintroiezione si possano essere effettuati in una qualche forma arcaica gi durante la vita fetale. Potremo infatti immaginare che gi durante questo cruciale periodo della vita si possa avere la comparsa di una vita mentale di rappresentazione, di coscienza e quindi in parte di relazione. Lintroiezione potrebbe quindi poi ad esempio trovare la sua origine in un ricordo larvale specifico del bambino del proprio periodo fetale (Come stato possibile che io fossi allinterno di mia madre, allora possibile che io prenda mia madre dentro di me!). Allo stesso modo la proiezione potrebbe costituirsi nel bambino sulla base del ricordo di essere stato dentro, e quindi di poter magicamente intrudere nelle persone come per magia in qualsiasi momento. Anche nellopera della Klein i processi principali con i quali si costituisce il mondo interno sono l introiezione e la proiezione. Certo sono processi molto diversi e prevedono sentimenti molto diversi alla loro base. Anche qui la Klein ci fa riflettere che sono essenziali ed importanti sia la QUALIT di questi sentimenti sia la QUANTIT. LINTROIEZIONE prevede infatti anche un rapporto caratterizzato di passivit e dipendenza, necessarie per porsi in una posizione tale da poter assumere ed assimilare il nutrimento che il seno buono ci somministra. Uneccesso di questo processo ci porta verso una annichilazione della propria individualit e delle proprie capacit esplorative del mondo. La PROIEZIONE nelle sue componenti aggressiva costituisce uno sprone per la crescita individuale in questo senso ma se presente in eccesso pu portare il soggetto in un mondo interno pieno di oggetti invasi e che diventano vendicativi persecutori. Questi fenomeni possono portare a gravi esiti, potremmo dire cicatriziali nella vita esterna del soggetto. Ogni pensiero pu quindi diventare o un atto creativo o un atto distruttivo allinterno del mondo del bambino, a seconda se esso sia collocato in una realt emozionale e relazionale piena di amore o rispettivamente piena di odio. DINIEGO DELLA REALT PSICHICA Una delle primissime difese nei confronti della paura dei persecutori siano questi immaginati nel mondo esterno o interiorizzati, costituita dalla scotomizzazione, cio dal DINIEGO DELLA REALT PSICHICA; questo pu produrre una limitazione considerevole dei meccanismi dell'introiezione e della proiezione e tradursi in diniego della realt esterna, una situazione che costituisce la base delle psicosi pi gravi [M. Klein, "Psicogenesi degli stati maniaco-depressivi", 1935; in Scritti 1921 -1958, pp. 297298.] Note su alcuni meccanismi schizoidi

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LANGOSCIA, un fenomeno che aveva occupato lattenzione di Melanie Klein fino dal 1923, allECCESSO DI DISTRUTTIVIT, di odio, presente in determinati soggetti, vuoi per motivi costituzionali, vuoi ambientali. Questo concetto viene introdotto per spiegare perch il bambino senta cos persecutorie gli oggetti esterni quando essi non sono presenti. Ci appare quindi chiaro come nellopera della Klein lo sviluppo infantile, anzi il primissimo sviluppo infantile possa condizionare in un modo affatto favorevole o del tutto sfavorevole il resto della vita di una persona e portarla ad affrontare gli ostacoli della vita con un S INTEGRATO oppure con un S SCISSO E PIENO DI SENTIMENTI OSTILI O PERVERSI. Il quadro di un mondo interno andato in frantumi quello proprio delle persone affette da schizofrenia. Queste persone secondo la Klein, verosimilmente in un punto molto precoce del loro sviluppo si sono trovate a dover affrontare un sovraccarico di aggressivit che il loro Io non era in quel momento in grado di sopportare. Questo fatto porterebbe il soggetto che si trova in questa situazione ad una frantumazione parallela del proprio S con esiti nefasti e patologici. DIFESE PRESENTI NELLIDENTIFICAZIONE PROIETTIVA Negazione della realt (interna e/o esterna) [DINIEGO] Scissione Identificazione Proiezione IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA Uno dei meccanismi con i quali il bambino impara a superare la propria angoscia in modo primitivo, inadeguato e violento rappresentato, come si gi detto dalla identificazione proiettiva, che per il bambino deve usare in dosi adeguate per non soccombere ad eccessi di sentimenti paranoici: Proporrei di denominare questa forma di processo di identificazione "identificazione proiettiva. Quando la proiezione deriva principalmente dallimpulso a nuocere alla madre o a controllarla, il lattante avverte la madre come un persecutore. Nelle psicosi questa identificazione di un oggetto con le parti odiate del S contribuisce a intensificare lodio contro altre persone. Nella misura in cui interessa lIo, leccessiva scissione ed espulsione di sue componenti nel mondo esterno lo indebolisce considerevolmente. Infatti la componente aggressiva dei sentimenti e della personalit psichicamente posta in strettissimo rapporto con il potere, la potenza sessuale, la forza, la conoscenza e altre ambite capacit. [...] La proiezione dentro la madre di sentimenti buoni e di parti buone del S fondamentale perch nel lattante si determini la capacit di sviluppare relazioni oggettuali buone e lintegrazione dellIo. Se per questo processo proiettivo si attua in misura eccessiva, le parti buone della personalit sono sentite come fossero esaurite, perdute, e conseguentemente lideale dellIo diventa la madre; anche questo processo ha quindi come risultato un indebolimento e un impoverimento dellIo. [M. Klein, "Note su alcuni meccanismi schizoidi", 1946; in Scritti 1921 -1958, pp. 417]. La Klein lascia intendere che le identificazioni proiettive nascono da un sentimento primigenio ( quasi un antisentimento) che mira a distruggere nel modo pi perverso e venefico ogni relazione, linvidia. Il concetto di INVIDIA troverebbe la sua origine a sua volta dalla presenza di un istinto di odio verso la creativit e la vita in genere se questa non viene continuamente dispensata dalloggetto. Linvidia sembra essere strettamente connessa alla bramosia orale. La pratica analitica mi ha dimostrato che allinizio linvidia (alla quale si alternano sentimenti di amore e di gratificazione) riguarda il seno che nutre. Quando esordisce la situazione edipica, a questa invidia primaria si aggiunge la gelosia. [...] tipico dellintensa emotivit e della bramosia infantile attribuire ai genitori uno stato permanente di reciproco soddisfacimento .... [Melanie Klein, "Invidia e Gratitudine", 1957, p.13-14].
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Una lunga serie di esperienze esterne gratificanti accompagnate da una sufficiente capacit da parte del bambino di sopportare le frustrazioni e la propria aggressivit sono in grado, almeno in parte quindi secondo la Klein di contrastare lintensit e gli effetti destruenti degli antisentimenti di invidia. Se questo possibile lo svilluppo pu prendere un impronta maggiormente caratterizzata dai processi di riparazione e di creazione, dalla curiosit e dalla pulsione epistemofilica. Solo cos possibile sperimentare la soddisfazione interiore che accompagna la relazione, cio la GRATITUDINE. Ogni essere umano, presumibilmente fin dai primissimi passi dello sviluppo, crea, dentro di s, un idea di come fatto dentro. A prescindere dalla estrazione sociale, dal bagaglio genetico e famigliare, e dal successo adattativo acquisito durante le diverse tappe evolutive, il soggetto ha dentro di s un sistema di idee [in parte consce, per la gran parte inconsce] che riguardano il modo in cui egli o ella funziona nelle varie situazioni della vita quotidiana, di come si confronta con le persone care o con gli estranei, durante la veglia e durante il sonno. Tali idee servono quindi alla persona per autorappresentarsi e per rapportarsi con la rappresentazione (OGGETTO INTERNO) di una mutevole realt circostante, conoscitiva e affettiva, che forse difinibile come loggetto esterno. Per buona parte della sua vita infatti Freud ha seguito un modello preso in prestito dal meccanicismo anatomo-fisiologico: TEORIA TOPOGRAFICA e TEORIA STRUTTURALE La modellizzazione mentale di Freud giunger fino a questo punto: per quanto riguarda la conformazione della mente, Freud si rappresenta la mente pi o meno come unentit individuale, che rappresentata da "entit" di natura psicologica che svolgono determinati compiti per permetterci di vivere e di entrare in rapporto con gli altri. A corollario di questo punto di vista vi il fatto che Freud in tutta la sua opera definir la scelta oggettuale o loggetto, essenzialmente come una relazione che il soggetto ha con unentit esterna. Identificazione proiettiva secondo M. Klein legata ai processi evolutivi che si presentano nel corso dei primi 3-4 mesi di vita, quando la scissione al culmine e predomina langoscia persecutoria altre difese sono: lidealizzazione, la negazione e il dominio onnipotente la paura di annichilimento da parte delle forze distruttive interne la paura pi intensa che si possa provare la scissione, come difesa primitiva contro questa paura, efficace nella misura in cui d luogo ad una dispersione dellangoscia e ad un blocco delle emozioni Identificazione proiettiva secondo W. Bion Bion afferm che il concetto complesso e pu essere suddiviso nelle categorie dellIDENTIFICAZIONE PROIETTIVA NORMALE e MASSICCIA (patologica); la differenza dipenderebbe dal grado di violenza del meccanismo esistono quindi due scopi: nel primo, quello di introdurre nelloggetto uno stato mentale, come mezzo per comunicare con tale oggetto su questo stato; nel secondo, quello di evacuare violentemente uno stato psichico doloroso, al fine di entrare a forza in un oggetto, con la fantasia, per ottenere un sollievo immediato, spesso con il progetto di assumere un controllo intimidatorio delloggetto IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA E CONTROTRANSFERT Ora mi sembra che lesperienza del CONTROTRANSFERT abbia proprio una caratteristica particolare che dovrebbe permettere allanalista di distinguere le situazioni in cui oggetto di unidentificazione proiettiva da quelle in cui non lo . Lanalista sente di essere manipolato come se stesse RECITANDO UNA PARTE, non importa quanto difficile a riconoscersi, NELLA FANTASIA DI QUALCUN ALTRO; oppure che la reciterebbe
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se non fosse per quello che nei miei ricordi posso solo indicare come una temporanea PERDITA DI INSIGHT, cio la sensazione di provare forti sentimenti e allo stesso tempo la convinzione che la loro esistenza perfettamente giustificata dalla situazione obiettiva e che non necessario ricorrere a recondite spiegazioni per capirne lorigine. [...] Ritengo che il primo requisito dellanalista sia labilit di scuotersi di dosso lopprimente senso di realt che si accompagna a questo stato. W. Bion Rosenfeld, 1973 1. Identificazione proiettiva a scopi difensivi (liberare il s di parti non volute) a. Lintrusione onnipotente che conduce alla fusione o alla confusione con loggetto b. La fantasia concreta di vivere passivamente dentro alloggetto (parassitismo) c. La credenza in ununit e identit di sentimenti con loggetto (simbiosi) d. Lespulsione della tensione da parte di chi stato traumatizzato, da bambino, da intrusioni violente. 2. Lidentificazione proiettiva a scopi comunicativi a. Metodo per entrare in contatto con un oggetto che si ritiene distante b. Linversione della relazione bambino-genitore c. Lidentificazione con elementi simili presenti nelloggetto a fini narcisistici 3. Lidentificazione proiettiva mirante a riconoscere gli oggetti e a identificarsi con essi (empatia) Lidentificazione proiettiva sottosta a processi di fantasia sempre attivi nella costruzione dellidentit del S e degli oggetti. Pertanto la dislocazione del S comporta anche: 1. La scissione d la sensazione di essere frammentati. 2. Lesperienza di un Io svuotato e indebolito porta a lamentare di non avere sentimenti, n impulsi e un senso di futilit. 3. La perdita subita dallIo pu essere sperimentata come la sensazione di non essere affatto una persona (depersonalizzazione). 4. Lidentificazione con loggetto porta ad una confusione con qualcun altro. 5. LIo pu avere la sensazione che parti di s siano state rimosse a forza, imprigionate e controllate (claustrofobia). 6. Un risultato dellidentificazione proiettiva pu essere unadesione o un aggrappamento particolarmente tenace alloggetto in cui sono collocate parti del S. 7. Come conseguenza dellintrusione e del controllo, insorgono intense angosce di aver danneggiato loggetto. 8. Possono pure verificarsi gravi angosce collegate alla paura che loggetto operi una ritorsione in seguito alla violenta intrusione subita. 9. Nellidentificazione proiettiva patologica, il destino delloggetto il destino del S perduto che pu quindi essere sentito come sempre pi lontano, estraneo e persecutorio. POSIZIONE DEPRESSIVA (dai 3-4 ai 6 mesi) Il bambino inizia a percepire la madre come oggetto totale che unifica in s sia aspetti buoni che cattivi. Ora che la madre buona e cattiva non sono pi separate, il bambino percepisce i suoi impulsi distruttivi come pericolosi, in quanto danneggiano la madre. Da ci derivano il senso di colpa e l'angoscia depressiva che si risolvono con la riparazione e la sublimazione dell'aggressivit. Nella riparazione l'istinto di vita prevale su quello di morte. La Klein ci insegna che fondamentale per la struttura della personalit il raggiungimento della posizione depressiva che si ha nella misura in cui le pulsioni libidiche e l'amore prevalgono sulle pulsioni distruttive e di annientamento. La strutturazione psicotica avviene secondo la Klein quando il bambino non riesce a passare dalla posizione schizoparanoide alla posizione depressiva. Infatti, la capacit di fronteggiare il senso di colpa condizionata dalla fase precedente, dal fatto che il bambino sia riuscito a
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mantenere dentro di s qualit buone della madre. Se l'ambiente non stato sufficientemente gratificante, ci non accade. All'insediamento della madre come oggetto totale nel mondo interno del bambino corrispondono stati di interazione dell'Io e l'inizio di quel processo di separazioneindividuazione che porter il bambino ad una propria autonomia.

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