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DETERMINAZIONE N.

49 DEL 3 luglio 2002

IL DIRETTORE GENERALE

VISTA la legge 11 novembre 1975, n. 584, avente ad oggetto “Divieto di fumare in

determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico” e successive modificazioni e

integrazioni;

VISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 1995 sul
“Divieto di fumo in determinati locali della pubblica amministrazione o dei gestori di

pubblici servizi”;

VISTA la circolare 28 marzo 2001, n. 4, del Ministero della salute “Interpretazione ed

applicazione delle leggi vigenti in materia di divieto di fumo”;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 3, lett. d), della menzionata Dir.va P.C.M., “resta

salva l’autonomia regolamentare e disciplinare delle amministrazioni e degli enti in ordine

all’eventuale estensione del divieto a luoghi diversi da quelli contemplati dalla legge
584/1975, con gli strumenti e gli effetti propri dei rispettivi ordinamenti”

DETERMINA

di approvare il regolamento per la disciplina del divieto di fumo nei locali della

Associazione italiana della Croce Rossa allegato alla presente determinazione per

formarne parte integrante e sostanziale.

IL DIRETTORE GENERALE
(Dr. Dino COSI)
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL DIVIETO DI FUMO NEI LOCALI
DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DELLA CROCE ROSSA

Art.1
Ambito di applicazione

1. Il presente Regolamento disciplina il divieto di fumo nei locali della Associazione


italiana della Croce rossa nell’ambito dei principi fissati dalla legge n.584/1975 e
successive modificazioni e integrazioni, dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 14.12.1995 e dalla circolare 28 marzo 2001, n.4 del Ministero della Salute.

Art. 2
Locali nei quali si applica il divieto assoluto di fumare

1. Il divieto di fumo vige, in particolare, in tutti i locali considerati “aperti al pubblico”,


cioè quegli ambienti chiusi nei quali tutti gli utenti dell’Associazione possono accedere
negli orari consentiti senza formalità e senza bisogno di particolari permessi. Rimangono,
pertanto, esclusi dal divieto quei locali riservati ad attività di lavoro del personale
dipendente in cui non e’ istituzionalmente previsto l’accesso di persone estranee
all’Amministrazione. Per tali locali, adibiti ad ambienti di lavoro con due o più persone, nei
quali non è istituzionalmente previsto l’accesso di persone estranee all’Amministrazione e
che, pertanto, restano esclusi dal divieto, è assolutamente necessario tenere conto
dell’aspirazione del personale dipendente non fumatore a sottrarsi agli effetti indotti dal
fumo. Bisogna, quindi, tentare di individuare soluzioni organizzative che consentano di
soddisfare le opposte esigenze dei dipendenti fumatori e non fumatori, nel rispetto delle
necessità funzionali e di servizio favorendo l’aggregazione del personale non fumatore
negli stessi locali. Ove ciò non fosse possibile vanno privilegiate le aspettative dei
dipendenti non fumatori.

2. Sono, comunque, assoggettati al divieto di fumo:


- le sale riunioni;
- gli archivi;
- i bagni;
- le stanze adibite a copia con fotocopiatrici;
- gli ascensori;
- le vie di accesso (corridoi e scale).

3. Nei locali che risulteranno interdetti al fumo vanno affissi, a cura dei preposti al
controllo di cui al successivo articolo 3, appositi cartelli con l’indicazione del divieto di
fumo, della norma che lo impone, delle sanzioni applicabili e del soggetto cui spetta
vigilare sull’osservanza del divieto.
Art.3
Soggetti preposti al controllo del divieto

1. Sono direttamente preposti al controllo dell’applicazione del divieto di fumo i


Dirigenti dei Servizi ed i Responsabili delle singole Unità CRI i quali, pur rimanendo
preposti al controllo possono, a loro volta, con atto scritto, incaricare del controllo anche
altri dipendenti della struttura, che saranno tenuti ad esibire l’atto di incarico qualora
effettuino un accertamento ed una contestazione di violazione.

2. Il conferimento dell’incarico non limita in alcun modo le responsabilità che la


normativa vigente ed il presente Regolamento attribuiscono al soggetto preposto al
controllo.

3. I soggetti preposti al controllo sono, altresì, tenuti a vigilare che nei locali sottoposti
alla loro responsabilità siano chiaramente affisse le indicazioni concernenti il divieto di
fumo.

4. Il controllo sul rispetto del divieto di fumo da parte dei soggetti di cui ai commi che
precedono, nonché sull’esatto adempimento degli obblighi agli stessi conferiti dalla
normativa vigente e dal presente Regolamento, compete al Direttore Generale, per il
Comitato Centrale ed Unità direttamente amministrate, ed ai rispettivi Presidenti per i
Comitati regionali e provinciali.

Art.4
Sanzioni amministrative

1. I trasgressori delle disposizioni sul divieto di fumo sono assoggettati alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma che va da un minimo di 25 euro ad un
massimo di 250 euro.
La misura della sanzione è raddoppiata nel caso in cui la violazione viene commessa in
presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini
fino a dodici anni.

2. La sanzione si applica:
a) nella misura minima se il pagamento viene effettuato entro i primi quindici giorni
dall’accertamento dell’infrazione;
b) nella misura del doppio del minimo se il pagamento viene effettuato tra il 16° ed il 60°
giorno dall’accertamento dell’infrazione;
c) nella misura massima se il pagamento viene effettuato dal 61° giorno in poi.

3. Il funzionario preposto alla vigilanza ed all’accertamento dell’infrazione, che non


ottemperi alle suddette disposizioni, è soggetto al pagamento di una sanzione che va da
un minimo di 200 euro ad un massimo di 2.000 euro.

4. I proventi delle sanzioni riscosse saranno destinati al finanziamento di campagne di


prevenzione contro i danni causati dal fumo.

5. L’obbligazione di pagare le somme previste nella presente legge non è


trasmissibile agli eredi.
Art. 5
Modalità di applicazione della sanzione

1. Il funzionario preposto alla vigilanza ed all’accertamento dell’infrazione, deve


essere dotato di appositi moduli di contestazione - di cui si allega fac-simile - che deve
compilare in caso di trasgressione, dandone copia al trasgressore. Tale modulo deve
riportare le modalità di pagamento.

2. Il trasgressore, qualora non intenda procedere al pagamento in misura ridotta, avrà


30 (trenta) giorni di tempo, a decorrere dalla contestazione immediata, per far pervenire al
Direttore Generale per il Comitato Centrale ed Unità direttamente amministrate, od ai
rispettivi Presidenti, per i Comitati regionali e provinciali, scritti difensivi nonché l’eventuale
richiesta di audizione personale.

3. Trascorso inutilmente il termine per il pagamento della sanzione in misura ridotta,


cioè sessanta giorni, il funzionario che ha accertato la violazione deve presentare
rapporto, con la prova delle eseguite contestazioni o notificazioni, agli Organi di cui al
precedente comma i quali emaneranno l’Ordinanza di ingiunzione con la determinazione
della somma da pagare.

4. Nell’ipotesi in cui gli Organi stessi ritenessero di accogliere le istanze difensive


presentate dall’interessato, disporranno l’archiviazione del procedimento.

5. In base alla normativa vigente, a chi è stata contestata la violazione è data facoltà
di ricorrere contro la stessa al giudice ordinario territorialmente competente, sia nel caso
in cui non abbia fatto ricorso all’autorità competente, sia qualora quest’ultima abbia
emanato l’ingiunzione di pagamento della sanzione.
ALLEGATO

FAC-SIMILE DI MODULO DI CONTESTAZIONE


DELL’INFRAZIONE AL DIVIETO DI FUMO DI CUI ALLA LEGGE
11 NOVEMBRE 1975, N.584 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED
INTEGRAZIONI

C.R.I. - SEDE DI.................................................................................................. lì .....................................

ACCERTAMENTO E CONTESTAZIONE D’INFRAZIONE

ai sensi dell’art.1 della legge n.584/75; della direttiva del P.C.M. del 14.12.1995 pubblicata sulla G.U. n.11 del
15.1.1996; della circolare del Ministero della Salute n.4 del 28.3.2001; dell’art.52 - comma 20 - della legge 28 dicembre
2001, n.448.

Il sottoscritto ..............................................................................................................., preposto alla vigilanza presso


questa Sede sull’osservanza del divieto di fumo ed all’accertamento delle eventuali infrazioni, in data odierna

CONTESTA

al Sig. ............................................................................................................................................................................

nato a ................................................................................................ il .........................................................................


.
e residente in...........................................................Via/Piazza........................................................................................,

la trasgressione del suddetto divieto di fumo in locali nei quali si applica il divieto stesso, secondo la direttiva del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 14.12.1995.

Copia della presente contestazione viene consegnata al trasgressore il quale, ai sensi dell’art.16 della legge
n.689/81 , è autorizzato ad effettuare il pagamento della sanzione:
• nella misura minima di 25 euro se il pagamento viene effettuato entro i primi quindici giorni dall’accertamento
dell’infrazione;
• nella misura del doppio del minimo, pari a 50 euro se il pagamento viene effettuato tra il 16° ed il 60° giorno
dall’accertamento dell’infrazione.;
• nella misura massima se il pagamento viene effettuato dal 61° giorno in poi.
Trascorsi inutilmente i suddetti termini il sottoscritto preposto presenterà rapporto, con la prova delle eseguite
contestazioni o notificazioni, all’Organo competente come previsto dall’art. 5, terzo comma, del Regolamento CRI che
disciplina il divieto di fumo.

Il Preposto alla vigilanza dell’osservanza del divieto di fumo

......................................................................

Per presa visione e ricevuta del suddetto modulo di contestazione:

.............................................., lì.............................................................

Firma...........................................................................

(doc.identità............................................................................)

Il pagamento della sanzione può essere effettuato:

• tramite versamento sul c/c postale n. ....................... intestato alla Croce rossa italiana, Comitato...............................
di ..................................................................
• mediante versamento diretto al Cassiere dell’Unità CRI presso la quale è stata rilevata l’infrazione.